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Favole, racconti, osservazioni e chiacchere AMICHEVOLI

di sherazade

Riferimento alla lettera: Valinda,ho letto la storia amorosa di Frida Kahlo e Diego Rivera su questo articolo e ti riferisco in sintesi la mia visione. Entrambi i protagonisti hanno un limite di tipo fisico (lei per via dell’incidente, lui per un aspetto d’insieme tutt’altro che attraente). Entrambi condividono la grande passione per la...
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Data di pubblicazione: 17 Giugno 2015.

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Categorie: - Relazioni

841 commenti

Pagine: 1 14 15 16 17

  • 751
    Riflessinell’acqu -

    Maria Grazia, certo, capisco che tu la pensi in un certo modo in base alle tue esperienze “più brevi” e turbolente. Tuttavia preciso nel mio caso specifico la “deviazione” non si è originata per via della noia o del numero notevole di anni trascorsi con la stessa persona. La mia fantasia su M. si è originata da giovanissima pochi mesi dopo e parallelamente alla mia relazione reale con il mio futuro marito. Probabilmente serviva per compensarne i caratteri imperfetti (rispetto alle mie aspettative) che già da subito avevo intravisto. Fortunatamente qualche anno dopo sono riuscita a “metterla da parte” e a concentrarmi sulla realtà. Onestamente non avrei mai immaginato che dopo 20 anni mi sarebbe capitato di “smarrirmi” di nuovo. Eppure mi ritengo “matura” ed “equilibrata”. Forse è successo perché in questo periodo ho molto bisogno di una “compensazione” e quando ho visto M. in carne ed ossa mi è venuto spontaneo “ripristinarlo” la come mia fantasia preferita . Non riesco a farne a meno.

  • 752
    maria grazia -

    Acqua, mi pare di capire che è proprio il fatto di non aver vissuto nel concreto il rapporto con M. che ti porta ad idealizzarlo. Ma non te ne faccio una colpa sia chiaro, è una tendenza che abbiamo un pò tutti. Sono le famose “rose non colte” che caratterizzano tanti umani trascorsi. Quello che mi chiedo più che altro è perchè avevi deciso di sposare un uomo che “non ti convinceva” fino in fondo.. libera anche di non rispondermi, ovviamente. Un saluto.

  • 753
    Acqua -

    Maria Grazia, ti rispondo volentieri: superata la fase di colpo di fulmine inziale e di innamoramento passionale ho messo sul piatto della bilancia i suoi pregi e difetti e ho deciso che i difetti erano dopotutto accettabili e si sarebbero ridimensionati nel tempo.
    A mio parere perche’ un rapporto diventi stabile e’ sempre necessario “ridimensionare” le proprie aspettative e cercare, per quanto possibile, dei compromessi con l’altra persona. Difficilmente chi incontriamo potra’ corrispondere in tutto e per tutto al nostro ideale: ovviamente piu’ la scelta inziale sara’ “azzeccata” meno si dovra’ lavorare insieme per “adattarsi” l’uno/a all’altra/o. Il fatto di inziare in eta’ giovanissima una relazione ha il pregio di permettere di “plasmarsi” a vicenda essendo ancora “plastici” sia mentalmente che fisicamente, ma ha il difetto di far trascurare alcune divergenze caratteriali presenti (che potrebbero invece acuirsi nel tempo) a causa della prevalenza…

  • 754
    Acqua -

    dell’attrazione istintiva su quella “razionale”.

  • 755
    maria grazia -

    Ti ringrazio Acqua per i tuoi gentili chiarimenti. In realtà penso che la maggior parte delle persone scelgono il proprio partner sulla base di una preferenza istintiva per quel soggetto, e poi – partendo da questo – sono più o meno disposti ad “abbozzare” su quelli che sono i difetti. Poi ovvio e naturale che un’ unione nata su questi presupposti con il passare degli anni rivelerà sempre più le sue fragilità. Credo siano rari coloro che guardano sopratutto alla compatibilità caratteriale e agli aspetti in comune. Anche se a mio avviso questa tendenza ad ascoltare i sensi è comunque preferibile dal decidere di stare con qualcuno esclusivamente per ragioni di calcolo: “è il meno peggio”, “so che con lui/lei non soffrirò”, “piace a parenti e amici e così non devo lottare col mondo”, è benestante e ben posizionato/a, può garantirmi un avvenire tranquillo”. E via dicendo..

  • 756
    Acqua -

    Esatto. Concordo. Tuttavia riscontro tra le mie amiche che chi intraprende relazioni in età adulta e quindi valuta attentamente (e giustamente) la compatibilità caratteriale, diventa sempre piu’esigente e quindi ha poi difficoltà ad instaurare un rapporto stabile. Fortunatamente ci sono le eccezioni.
    È inevitabile comunque che la prima fase di attrazione sia sempre di tipo “ istintuale”e che quindi la “verifica” dell’effettiva affinita’ mentale e caratteriale possa avvenire solo successivamente in tempi più o meno lunghi.

  • 757
    Golem -

    C’è una giovane che fa lezioni di inglese con Sally, sui 28,30anni. Alta, graziosa, laureata in psicologia infantile ma non ferratissima quanto a cultura generale (“dove si trova Churchill?”. Pensava fosse una città) anche simpatica, nonostante un candore che sfiora l’ingenuità. Si sposerà tra un mese con un classico matrimonio da decine di migliaia di euro con un ragazzo di Roma conosciuto su internet, su un sito di incontri (“oggi gli uomini non ci provano, non capisco perchè…”). È uno ossessionato dalla madre, nel senso che è lei che gli sta addosso come fosse un bambino, e ha già manifestato chiara gelosia nei confronti della futura nuora. Durante una normale discussione lei dichiara, candidamente: “non abbiamo niente in comune…”. In che senso le chiedo. “Non abbiamo gli stessi gusti, ci piacciono cose diverse…”. Io ho strabuzzato gli occhi pensando che scherzasse e invece lei lo ha tranquillamente ribadito come fosse normale.
    Salutandola, dopo >>>

  • 758
    maria grazia -

    più che esigenti, maturando ( e diciamolo pure, invecchiando ) si diventa più intolleranti verso i difetti e le mancanze altrui, anche per questo da giovani è più facile imbastire rapporti che poi sfociano in storie serie ( salvo poi pentirsi anni dopo.. )

  • 759
    Golem -

    >>> l’ultima lezione prima degli ultimi preparativi per il matrimonio, gli ho fatto scherzosamente (ma non troppo) il segno della benedizione, come quando si asperge la salma con l’acqua santa ad una funzione funebre. Lei ovviamente non ha capito ma Sally sì, trattenendo a fatica il riso.
    Ora, nel 2018 mi tocca assistere a cose come quelle che ho appena descritto, che come sottotitolo hanno “ho una certa età e se non lo faccio adesso non lo faccio piú…”.
    Quanto durerà questa storia? Due, tre anni al massimo. Tra la mamma tra i piedi, interessi culturali zero (a lui non piace neanche la musica!) e i gusti che non coincidono neanche per dove passare le vacanze, cosa avranno da dirsi dopo aver scopato? (Perchè di quello si tratterà, anche se non lo sanno).
    Questo succede oggi, a Milano, non nel paesino isolato dell’Aspromonte, con gente nata tra la fine degli ’80 e il ’90.
    Preghiamo per “l’oro”.
    P.S. mia figlia forse sta mollando il tarello. Speriamo.

  • 760
    rossana -

    Acqua,
    sottoscrivo le seguenti affermazioni:
    – “Il fatto di inziare in eta’ giovanissima una relazione ha il pregio di permettere di “plasmarsi” a vicenda essendo ancora “plastici” sia mentalmente che fisicamente, ma ha il difetto di far trascurare alcune divergenze caratteriali.”
    – “chi intraprende relazioni in età adulta e quindi valuta attentamente (e giustamente) la compatibilità caratteriale, diventa sempre piu’esigente e quindi ha poi difficoltà ad instaurare un rapporto stabile.”

    premesso che “la prima fase di attrazione sia sempre di tipo “ istintuale””, altrimenti non si tratterebbe di rapporto di coppia, nel primo caso sembra prevalere la spontaneità/sensualità, inadatte a previsioni di stabilità, mentre nel secondo ha maggior incidenza l’esame di un’effettiva capacità di reciproco adattamento a una lunga routine esistenziale, talvolta a scapito dei sensi.

    entrambi sono in parte carenti, a riprova che niente è perfetto ma, nella migliore delle ipotesi, ottimale.

    un caro saluto.

  • 761
    rossana -

    “Per un momento mi fu tutto chiaro, e nei momenti in cui accade vedi quant’è sottile il mondo. Non lo sappiamo tutti quanti in cuor nostro? E’ un meccanismo perfetto e bilanciato di voci ed echi che fanno da rotelle e leve, onirico orologio che ritocca oltre il vetro degli arcani che chiamiamo vita. Oltre? Sotto? Intorno? Caos, tempeste. Uomini con martelli, uomini con coltelli, uomini con pistole. Donne che pervertono ciò che non possono dominare e denigrano ciò che non possono capire. Un universo di orrore e smarrimento circonda un palcoscenico illuminato, sul quale noi mortali danziamo per sfidare le tenebre.” (S. King)

    Mi è sempre paciuto condividere, così come comunicare esperienze, non per chi già sa quanto gli basta ma per chi si sta affacciando ai meandri degli alti e bassi della vita adulta e deve cominciare ad assumersi responsabilità.

    Buona vita a chi si sforza di esprimere se stesso nel virtuale, nel rispetto del senso d’umanità che dovrebbe permeare il reale!

  • 762
    Golem -

    “La leggenda vuole che un giorno la verità e la menzogna si siano incrociate. -Buongiorno. Disse la menzogna. -Buongiorno. Rispose la verità. -Bella giornata. Disse la menzogna. Quindi la verità si sporse per vedere se era vero. Lo era. -Bella giornata. Disse allora la verità. -Il lago è ancora più bello. Rispose la menzogna. La verità guardò verso il lago e vide che la menzogna diceva il vero e annuì. La menzogna disse: -L’acqua è ancora più bella. Nuotiamo. La verità sfiorò l’acqua con le dita ed era davvero bella e si fidò della menzogna. Entrambe si spogliarono e nuotarono tranquille. Qualche tempo dopo la menzogna uscì, si vestì con gli abiti della verità e se ne andò. La verità, incapace di vestire i panni della menzogna, cominciò a camminare senza vestiti e tutti erano inorriditi nel vederla così. Questo è il modo in cui ancora oggi le persone preferiscono accettare la menzogna camuffata come verità e non la nuda verità”

  • 763
    rossana -

    Golem,
    sempre gentili e appropriati i tuoi “amichevoli” commenti, che mi scivolano addosso come una fresca doccia estiva.

    credi di sapere, perché ti rassicura pensarlo. e a me non dispiace affatto che tu ti illuda di aver sviscerato a fondo la mia parte in ombra… così è, se ti pare!

    MOLTE grazie per l’attenzione, che mi lusinga, soprattutto se il pezzo è farina del tuo sacco.

  • 764
    Golem -

    Non è farina del mio sacco Rossana, ma è quello che penso in generale di tanta gente. L’estratto che ho pubblicato non era rivolto esplicitamente a te, se ti fa contenta, ma al mondo di ipocrite finzioni che ci circonda, persino ignote agli stessi protagonisti. Questo perchè lo staff NON CASSI anche questo post.
    Essendo “molto più vecchio di te”, almeno come vivacità mentale, troppe ne ho viste. Purtroppo mi hanno segato diversi commenti, tra i quali quello relativo alla storia di un sacerdote che insegnava nella scuola dove feci le medie. Era un “benefattore” in pubblico e un “maltrattatore” si ragazzini in privato. Il resto degli ipocriti l’ho incontrato durante la vita, giungendo alle stesse conclusioni che ha descritto Frankie I’nrg nel suo pezzo “Quelli che ben pensano”.
    Tutta quella gente con certe caratteristiche aveva alle spalle SEMPRE, dico sempre, una “rigida” e ottusa educazione cattolica, nella quale la “finzione” perbenista era di default.
    Spero di vedere un giorno la “nuda verità” non scandalizzare più nessuno.

  • 765
    rossana -

    “Lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre
    perché hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente…”

    e bravo Vecchioni, che non conoscevo!

    “credi solo a quel che vedi dentro” (rilevato da altro thread) è parte fondante del mio personale vademecum amoroso…

  • 766
    Golem -

    Non era per me…
    Già lo sapevo.
    Ma ho saputo illudermi
    così bene con le bugie
    e giocare al gioco
    della falsa felicità,
    che talvolta mi dimentico
    – vedi come sono bambina?
    che stavo giocando
    che tu mi amavi.

  • 767
    Golem -

    La più devastante malattia mentale è l’illusione. Chi la semina raccoglie solo sofferenza. E così i giovani si illudono sul loro futuro e i vecchi sul loro passato. E intanto la vita va per la sua strada, fregandose che tu l’abbia vissuta o solo immaginata. Lei continuerà se non con te con qualcun’altro. Non sarà lei a passare, sarai tu ad essere “passato” senza di lei.

  • 768
    Yog -

    Bella la storiella della nuda Verità, Dottore. Aggiungo solo che dopo aver girato nuda per qualche tempo, la stessa è stata ricoverata in pronto soccorso dopo aver subito le “attenzioni” di 87 migranti economici.
    Se la caverà con meno di un punto per migrante (67, filo serico), ma continua a chiedere di farle stirare i panni della Menzogna.
    Dovremo provvedere per la carta d’identità, perché sulla parola nessuno le crede.

  • 769
    rossana -

    Rossella (20-12-2017):

    Nella vita ho capito che l’ambizione può essere più forte dell’istinto naturale e che non sempre l’ordine che si stabilisce racchiude al suo interno un ideale di giustizia. Non tutti riconoscono il legame tra giustizia è fraternità. L’eccezione, quel rapporto umano nato in circostanze straordinarie, ma che non esprime l’universalità dell’amore, dal momento che si tratta di un miracolo, la voglio mettere in questi termini, diventa il pretesto per imporre la propria supremazia. Esiste questa tendenza, nessuno la vuole negare, ma la vita di noi comuni mortali è fatta sale d’aspetto di medici di famiglia. I nostri acciacchi sono la prova che facciamo parte della stessa famiglia e solo ascoltando il nostro corpo possiamo riuscire a trovare la strada più giusta per noi. Sicuramente ci sono evidenze che fanno riflettere, ma ogni persona dovrebbe cominciare a mettere in pratica la giustizia nella propria vita senza aspettarsi nulla dagli altri. La libertà è la misura dell’amore.

  • 770
    rossana -

    rossella (14-9-2017):

    Roma mi e’ sempre piaciuta, ma fino all’anno scorso non ho mai preso in seria considerazione l’idea di viverci. Non sono mai stata fidanzata, ma ho sempre sognato l’amore… neanche durante le classiche gite mi e’ capitato di fare caso a qualche ammiratore. Altrove, ad esempio in Sicilia, mi e’ capitato di ricambiare il saluto con l’intento involontario di provare a conoscere la persona. Solo la persona. Roma mi fa pensare ad un miracolo d’amore… non e’ facile abbandonarsi quando si viene da fuori. Per paradosso Milano mi sembra piu’ sicura… nel senso che da lontano riesci ad avere una visione razionale dello spazio. A Roma il mistero dell’ amore si sente sulla pelle… e’ un fatto inspiegabile! I residenti sembrano assuefatti e questa loro sicurezza comunica tanta pace. Da sola mi ambienterei in poco tempo, ma non riuscirei a lasciarmi andare… quando vedo due fuori sede mi sembra una scena di Vacanze Romane. Ti fidi completamente di lui… che meraviglia!

  • 771
    rossana -

    “Io vivo fra due mondi…
    E’ per questo che nella vita
    le cose mi restano
    un pochino difficili”

    (F. Kafka)

  • 772
    rossana -

    Francesca (2016):

    (…) io ero già sposata e avevo figli quando ho conosciuto questo uomo di cui mi sono innamorata. ..abbiamo avuto una storia clandestina piena di amore. Lui poi ha deciso di troncare perché voleva di più e io non ho avuto il coraggio di lasciarmi. . Dopo sei anni è ritornato a cercarmi e ci siamo frequentati di nuovo. ..il punto ora è che io vorrei mantenere contatti con lui e vederlo quando possibile anche una volta all’anno (si è trasferito all’estero anche per starmi lontano), vorrei diciamo vivere qyesto sentimento e questo rapporto in qualche modo anche con tanti limiti, perché è bellissimo e la sua presenza mi fa stare bene, ma lui non vuole questo, mi vuole solo come moglie, o tutto o niente. ..allora mi blocca mi cancella mi evita, per poi tornare a cercarmi quando non resiste…

    continua

  • 773
    rossana -

    segue

    a marzo è tornato pochi giorni in Italia e mi ha voluto rivedere. . Io gli ho detto tu fai la tua vita, nel luogo in cui vuoi, con la tua donna (perché ha una compagna che dice di non amare ma vivono in paesi diversi e lontani ), ma non ci perdiamo perché ci lega qualcosa di grande e forte. Bisogna accettare la realtà ed adattarsi, a me basterebbe anche un’amore platonico un voler bene dall’anima e non per forza il lato fisico e sessuale (per quanto stupendo)…ma lui non accetta e non vuole qyesto. .. cerca con tutte le sue forZe e contro la sua volontà di cancellarmi e considerarmi morta …e stavolta forse ci riuscirà. …continuamente mi blocca e mi sblocca su w ap… forse ora è il blocco definitivo. ..si va avanti così da un anno…dice che Cmq mi amerà fino alla fine dei suoi giorni. ..ma perdersi è troppo doloroso per me…

  • 774
    Suzanne -

    Mmmh, non è un caso se la Francesca del film non è partita col fotografo… Sapeva perfettamente che quell’idillio si sarebbe spezzato in tempo zero, perché è una perfezione che non può adattarsi alla realtà. Per rimanere ancorati al sogno, bisogna avere la determinazione di non viverselo appieno. Tutto è corruttibile, se non si sapesse ciò gli amanti non rimarrebbero sempre amanti…

  • 775
    rossana -

    Suzanne,
    “Per rimanere ancorati al sogno, bisogna avere la determinazione di non viverselo appieno.” – concordo. è quasi sempre, e soltanto, una questione di scelte. inevitabilmente, le più adeguate all’indole dell’interessato.

    per me, è l’intensità e la continuità del desiderio fisico a farlo diventare tradimento, anche quando non consumato, così come è l’intensità e la continuità di un sentimento amoroso a renderlo importante per chi lo prova, qualsiasi sia la tipologia, l’esito o la durata del rapporto in cui si esplicita.

  • 776
    Acqua -

    In questo caso però entrambi gli amanti ne hanno sofferto di questo sogno non realizzato e se la sono proprio cercata. Soprattutto Francesca, perché lui in realtà voleva stare con lei in modo completo e,giustamente, si è esiliato quando ha capito che lei non avrebbe avuto il coraggio di vivere questo suo sogno “alternativo”. Ci vedo un po’di masochismo in questo: “perdersi è troppo doloroso per me” e anche di incapacità di comprendere che per un uomo la condizione di “amore platonico” non è concepibile o sostenibile a lungo.

  • 777
    Suzanne -

    Mmmh, non ne sono convinta. L’intensità di sentimento e attrazione verso una persona che si vede una volta l’anno non mi convince… troppo semplice mantenerle ad altissimi livelli, ma in questo caso anche a me suona più come illusione-evasione che profondità di legame. L’intimità di anime deve passare necessariamente dalla condivisione, conoscenza, compenetrazione di corpi e pensieri. Altrimenti si continua ad amare uno sconosciuto.

  • 778
    rossana -

    Acqua,
    la storia di Francesca è stata qui una delle poche in cui una donna ha affermato di dare priorità ai figli, rispetto a se stessa.

    se una madre lascia il loro il padre, creando sofferenza in famiglia, è criticabile. se resta, rinunciando a un sentimento, spesso è lo stesso riprovata, anche pesantemente. pare non sia proprio possibile essere compresi nella propria unicità, almeno in parte!

    è ovvio che più di una condizione al contorno contribuisce alla scelta di una decisione. Francesca descriveva il marito come affidabile e amorevole; la loro situazione economica come stabile e rassicurante; i ragazzi in crescita, sereni. tali circostanze di base non aiutano di certo a mettere in atto concreti cambiamenti.

    semmai, donne e uomini responsabili che, temporaneamente o in modo continuativo, percepiscono carente in qualche aspetto il legame di coppia, finiscono con il trovare l’equilibrio interiore più confacente per continuare a portare avanti al meglio la famiglia.

    per la maggior parte dei coniugi sembra questa la realtà dei fatti!

  • 779
    rossana -

    Acqua,
    mi fa piacere che nella storia di Francesca tu abbia colto sofferenza per entrambi gli amanti. Non credo se la siano propriamente cercata. Al di là di aspettative o speranze, quando si inizia una relazione o si mette al mondo un figlio, non si può prevedere quale sarà la futura concretizzazione dell’iniziativa.

    C’è chi ama appassionatamente senza privilegiare la sessualità e chi non può concepire l’amore senza una forte attrazione fisica. Sentimenti che crescono mentre altri sfumano o si stabilizzano. Neanche queste oscillazioni sono prevedibili a priori. E’ certa solo l’impossibilità che una relazione amorosa mantenga immutata nel tempo l’euforia degli anni in cui predomina l’innamoramento.

    C’è chi considera valido solo un legame che produce “frutti” visibili (figli o durata illimitata) e chi guarda invece al “viaggio” (autenticità o interiorità) senza obiettivi concreti.

    Per me, in ambito di coppia, non ci sono regole condivise, né amori più genuini di altri.

  • 780
    Golem -

    Suzy “…Altrimenti si continua ad amare uno sconosciuto.”
    A “credere” di amare.

  • 781
    Golem -

    Mi permetto di pensare che un rapporto amoroso può perdere l’euforia dell’innamoramento, ma può anche, e dovrebbe, sostituirlo lentamente con un altro di natura diversa, che nasce da una fusione dovuta alla crescita della coppia nel tempo. Crescita che tra le altre cose riconosca certe euforie come “esterne” al nostro “Io” e come innesco della natura a ben altri scopi che non quelli della durata del rapporto oltre i tempi ideali per il potenziale allevamento del figlio.
    Esiste una differenza sostanziale tra essere inconsapevoli “strumenti” dell’istinto e agenti consapevoli della costruzione di un amore. E credo che la differenza tra i due momenti sia un indicatore inequivocabile del valore finale di quel sentimento. Se così non fosse non esisterebbero, sia pure relativamente rari, quei rapporti che durano una vita e mantengono in maniera soddisfacente quell’entusiasmo di cui si parla.
    Mi sembra giusto ricordare questa minoranza, che a mio avviso ha capito come si “fa” l’amore, e non lo “subisce” solamente.

  • 782
    rossana -

    Suzanne,
    “L’intimità di anime deve passare necessariamente dalla condivisione, conoscenza, compenetrazione di corpi e pensieri.” – condivisione di cosa?

    nel pieno rispetto della tua visione del suo rapporto, la Francesca del sito ha conosciuto biblicamente Robert. ha passato del tempo con lui, scambiando pensieri ed emozioni.

    come per chiunque altro, non posso affermare dall’esterno che abbia amato o continuato ad amare il suo amante ma di certo non si trattava, per lei, di uno sconosciuto, nè di un semplice diversivo. qualsiasi fosse l’intensità del suo sentimento, a mio avviso meritava rispetto.

    un collega di lavoro per più di dieci anni si è accontentato d’incontrare un’ex fidanzata una volta all’anno, nello stesso giorno e nello stesso luogo, per poche ore. entrambi sposati, con figli, avevano deciso di comune accordo di far quadrare in quel modo i loro equilibri sentimentali.

    forse, il comprensibile desiderio di Francesca non è stato accettato per la diversità dei suoi ruoli rispetto alla maggior libertà di Robert.

  • 783
    Suzanne -

    La scelta di Francesca è quella del 99 percento delle persone in situazioni simili:si tirano in ballo I figli per giustificare moralmente quella che è molto spesso solo la paura di un cambiamento così radicale. Paura legittima, umana, ma sempre e comunque per se stessi. A questo punto stimo maggiormente chi, in nome del proprio amore, va fino in fondo, prendendosi appieno la responsabilità del proprio sentire ( e agire).

  • 784
    Golem -

    Condivido in pieno la lettura di Suzy. Certi rapporti sono fatti di una montagna di bugie bianche, anche autoinflitte, che mostrano il loro volto nel momento in cui ci si “sveglia” alla realtà che ti chiama alle decisioni che potrebbero certificare il “vero” valore di quell’ammore.
    Per quanto mi riguarda non vedo come potrei mai rinunciare a quello che sento essere l’amore della vita, sacrificandomi per amore dei figli e di un marito che EVIDENTEMENTE non amo. I figli potrebbero non capire al momento, ma se non voglio dare loro una educazione che li abitui alla finzione, non avrei scelta.
    Siamo sempre alle solite, si tratta della solita soluzione ego-moralistica che solo un moralista vede come possibile, ma dove l’amore c’entra come i cavoli a merenda. Sia per il marito che per l’altro. Già il fatto che in sottofondo a quel rapporto si “senta” la colonna sonora del noto film nel quale i due protagonisti si identificano, ci fa capire in quale realtà questi si muovevano. I ponti restano quelli di Vergat on Member, non certo di Madison County.

  • 785
    maria grazia -

    E’ così Suzy. Difficile che qualcuno possa lasciare ciò che considera conosciuto e rassicurante per qualcuno che fondamentalmente rappresenta un’ incognita. Sopratutto se oltre al rapporto con i figli ( che è ovviamente una scusa in questi casi ) bisogna salvaguardare la facciata, le relazioni parentali, gli interessi pratici, ecc.. ecc… Sono rari gli amanti e le amanti che la spuntano sui coniugi ufficiali. E di solito hanno un’ estetica superlativa e una posizione socioeconomica invidiabile.

  • 786
    Acqua -

    Rossana, Francesca si “è persa nei suoi sogni” e la descrizione aulica del suo quadretto familiare non è veritiera, altrimenti non avrebbe cercato altrove l’Amore. Da quello che ho capito lei e Robert si sono conosciuti su internet perche’ lei è andata a “cercarlo” in un momento di evasione. Ecco, a mio parere, per chi ha elevate”tendenze romantico-fantasiose” è decisamente imprudente intraprendere delle relazioni virtuali perché la possibilità di idealizzare “lo sconosciuto” cresce in modo esponenziale. Si tende infatti a trovare un “interlocutore” apparentemente “perfetto”che in quel momento sembra rispondere a tutte le nostre aspettative e, quel che è peggio, a credere che sia segno “del destino”. Questa suggestione di “piena sintonia’ tende a mantenersi nell’incontro reale con la persona se scatta anche l’attrazione chimica. Pochi incontri, anche se “biblici”e il mantenimento di una relazione “a distanza” non possono essere equiparati alla sperimentazione di una vita quotidiana reale e condivisa.

  • 787
    Acqua -

    Francesca ha sofferto perché non si è accorta di quanto poteva essere coinvolta in questa loro storia d'”amore su misura”. Sono perplessa sul fatto che lei abbia veramente amato Robert perché è innegabile che lo abbia fatto soffrire molto: prima decidendo di non andare con lui, poi costringendolo all’ esilio e infine intrappolandolo in una situazione irrisolta e irrisolvibile .Il tutto soffrendo anche lei stessa.

  • 788
    rossana -

    Suzanne,
    concordo con la tua visione, a cui aggiungo che una donna ha il coraggio di rompere una convivenza di molti anni SOLO se il rapporto di coppia è del tutto andato in pezzi. In caso contrario, quando è comunque accettabile, anche soltanto vivibile, e magari economicamente rassicurante, diventa quasi assurdo esporre i figli a sofferenza per un eccesso di amor proprio (di questo sempre si tratta).

    So che non ami generalizzare ma a volte, per amor di chiarezza, è utile farlo. Secondo me, gli uomini scontenti del loro MATRIMONIO raramente lasciano la famiglia, per l’agevolazione di avervi quasi sempre sesso assicurato. Le donne nelle stesse condizioni vi rimangono abbastanza frequentemente, nella maggior parte dei casi per l’agevolazione di sapersi protette, con i figli, da una quotidianità stabile e agiata.

    Al di là dei sentimenti, vincolati da scelte pregresse, gli interessati non possono che ricorrere a compromessi, per mantenere un buon equilibrio esistenziale.

  • 789
    rossana -

    Acqua,
    pur avendo le mie opinioni, non metto mai la mano sul fuoco sui sentimenti di nessuno. Anche se può apparire limitato, penso si riesca abbastanza bene a sapere su di sè, spesso neppure in modo esaustivo, ma ritengo presuntuoso e arbitrario valutare il sentire altrui, soprattutto se in termini assoluti. Più facile per le situazioni, seppur nemmeno sempre…

    Per me, ogni dolore e ogni sentimento, grandi o piccoli, giusti o sbagliati a seconda dei punti di vista, cercati o capitati, sono da rispettare, a condizione che sia rispettato anche il mio modo di amare.

    Finché DURA, l’unione di coppia è di solito indorata da tutti. Una cosa è vederla rappresentata sulla scena sociale. Altro conoscerne le intime sfumature. Non credo ci siano famiglie senza scheletri nell’armadio. C’è chi ama lasciarseli alle spalle, per essere sfavillante in TUTTI i suoi successi, e chi, invece, evita i proclami (indici di vuoti da riempire) e rientra di buon grado nel genere umano, con limiti e compromessi.

  • 790
    Golem -

    Acqua è stata chiarissima, e credo che Suzy stia “capendo” il perchè di certe mie laddiane incazzature pregresse. Voler trovare scuse a tutti i costi per giustificare un amore che amore non è, ma solo una pezza che vorrebbe rattoppare una serie di errori nati da una visione quanto meno ingenua -e chiaramente illusoria- di quel sentimento, non serve a nessuno, nè ai protagonisti, nè a chi qui ne discute dovendo prendere come plausibili le tesi di chi vuole vederne il lato da innamoratini di Pèynet di mezz’età come l’aspetto che le giustifichi.

  • 791
    Golem -

    Suzy, “…il suo amante ma di certo non si trattava, per lei, di uno sconosciuto, nè di un semplice diversivo.”
    “La scelta di Francesca è quella del 99 percento delle persone in situazioni simili:si tirano in ballo I figli per giustificare moralmente quella che è molto spesso solo la paura di un cambiamento così radicale”
    “Suzanne,
    concordo con la tua visione…Al di là dei sentimenti, vincolati da scelte pregresse, gli interessati non possono che ricorrere a compromessi,”

  • 792
    Suzanne -

    Non dubito sul fatto che Francesca ne abbia sofferto, poiché non riusciva a trovare quell’equilibrio tra la stabilità emotiva e rassicurante di quel bravo cristo del marito, e l’idillio passionale con l’amante. Ma questo equilibrio è possibile raggiungerlo solo quando si riesce a non perdere troppo il contatto con la realtà, come diceva giustamente Acqua. Quasi tutti rimangono in coppia per i motivi da te elencati, ma anche perché sanno che, una volta sconvolti i piani, non ci sarà più quella magia e quell’idea di perfezione che può rimanere intatta solo nella nostra testa.

  • 793
    maria grazia -

    in mancanza di amore autentico, ciò che tiene in piedi un matrimonio non è il collante del sesso ( in molti matrimoni datati questo è praticamente assente ) ma il quieto vivere. Si preferisce soffrire in silenzio e accettare passivamente una grigia esistenza, pur di non scontentare i propri congiunti rompendo gli schemi. Chiamasi anche VIGLIACCHERIA.

  • 794
    Acqua -

    “pur avendo le mie opinioni, non metto mai la mano sul fuoco sui sentimenti di nessuno. Anche se può apparire limitato, penso si riesca abbastanza bene a sapere su di sè, spesso neppure in modo esaustivo, ma ritengo presuntuoso e arbitrario valutare il sentire altrui, soprattutto se in termini assoluti”.
    Io non volevo certo essere presuntuosa ed arbitraria nel “valutare” il “sentire” di Francesca: semplicemente , leggendo quanto lei scrive e quanto da voi raccontato sulla sua vicenda, mi sono un po’ riconosciuta in lei ”per similitudine con alcune sue esperienze/ sensazioni” che credo di aver sperimentato ancj’io, seppur rimanendo molto piu’ in superficie di lei.

  • 795
    Acqua -

    Premetto che sono d’accordo che in molti casi il compromesso sia inevitabile : non solo per quieto vivere o per mancanza di coraggio, ma anche per preservare la propria stabilita’ emotiva che viene meno nel momento in cui ,qualsiasi sia la decisione che si prende, si e’ coscienti che si fara’ soffrire persone amate(figli, marito, amante, ecc.). Ma prima di arrivare a questo punto, bisognerebbe ragionare sui motivi che ci hanno spinto in una direzione o in un’altra ed essere coerenti con noi stessi. Suzy ha correttamente osservato che probabilmente si rinuncia alla realizzazione di certi “sogni” perche’ in fondo, inconsciamente, si sa gia’in partenza che una volta realizzati pienamente perderebbero quel loro fascino “piacevol-doloroso”. Da qui la decisione se viverli fin dall’inizio volteggiando “leggermente” e con dei limiti protettivi precisi o se buttarsi giu’ a capofitto, consapevoli di farsi male.

  • 796
    Golem -

    “Quasi tutti rimangono in coppia per i motivi da te elencati, ma anche perché sanno che, una volta sconvolti i piani, non ci sarà più quella magia e quell’idea di perfezione che può rimanere intatta solo nella nostra testa.”

    E non ci sarà perchè è ovviamente frutto di fantasie, cosa che profondamente si pecepisce ma si preferisce non “realizzare”, ingannandosi continuamente. Fantasie che preferiscono perdersi in costruzioni oniriche, molto meno faticose di quelle reali, che se invece affrontate potrebbero portare davvero a realizzare felicità concrete, e non fasulle e solo immagiate come quelle delle sognatrici compulsive che di fatto si “dormono” la vita. A volte per tutta la vita.

  • 797
    maria grazia -

    Acqua, dinnanzi ad un amore vero non c’è nessuna stabilità emotiva da dover preservare. Se una persona decide di lasciare il proprio amante al suo destino per rimanere accanto al legittimo coniuge, il motivo è uno solo: si è reso conto di amare il proprio coniuge e non l’ amante. O comunque non è davvero innamorato/a dell’ amante. Fine. Non c’è nient’ altro da capire. I figli, gli equilibri familiari, i compromessi, ecc.. sono tutti comodi paraventi dietro cui di solito ci si nasconde per non dover confessare all’ ALTRO/A una semplicissima quanto “brutale” verità. Così come è indubbio che se si tiene davvero a una persona e siamo convinti fino in fondo di voler stare con quella persona, non vediamo l’ora di concretizzare quel rapporto trasponendolo anche nella quotidianità condivisa, e non il contrario. Con buona pace del rischio di farsi male. Tutto il resto sono comode autosuggestioni.

  • 798
    Acqua -

    MaryG questo discorso tu non lo puoi fare perché non hai avuto una storia ultra ventennale e non hai figli quindi non credo che tu possa “immedesimarti” e renderti conto del genere di legami intimi che si creano e che hanno eccome a che fare con la stabilità emotiva. Non è facile rinunciare ad un sogno, ma nemmeno scegliere di ferire brutalmente qualcuno a cui si vuole bene, il proprio compagno e i propri figli ,solo per egoismo o capriccio. Semplicemente bisognerebbe riflettere meglio sulla nostra capacità di gestire le emozioni prima di compiere azioni impridenti che potrebbero minare il nostro equilibrio interiore. E secondo me Francesca si è spinta troppo oltre la sua capacità di gestire il suo “amore platonico” col risultato di far soffrire sia Robert che lei stessa.

  • 799
    rossana -

    Acqua,
    concordo pienamente con il post 798, benché, come ho già precisato, con i nuovi inizi, di qualsiasi genere, non è che si possa sapere fin da subito come andranno a finire, e non è una colpa agire per necessità interiori che si fanno sempre più pressanti.

    “tu non lo puoi fare perché non hai avuto una storia ultra ventennale e non hai figli quindi non credo che tu possa “immedesimarti” e renderti conto del genere di legami intimi che si creano e che hanno eccome a che fare con la stabilità emotiva.” – vero, e non solo in questo contesto.

    l’esperienza in molti rapporti amorosi di breve durata non può immedesimarsi in pochi ultra decennali, e diversi fra loro. avere figli, da proteggere dal dolore, e non averne, aver ufficializzato un matrimonio o convivere, cambiano drasticamente le carte in tavola.

    è anche per questa oggettiva difficoltà che spesso non si può capire che una lunga relazione con un amante non ha niente da invidiare a un matrimonio di lunga durata.

  • 800
    maria grazia -

    Acqua, penso che tu mi abbia completamente frainteso. Io non ho parlato di mandare alle ortiche un matrimonio consolidato ( seppur “ingrigito” dalla quotidianità ) per una passioncella di poco conto. Ho parlato di mettere fine a un matrimonio che invece non ha più alcuna ragion d’ essere ( se non salvare la facciata ) per andarsi a ricostruire un amore VERO con un’ altra persona. Nella vita può capitare e non c’è nulla di male. E i figli ti assicuro che percepiscono il vivere nella finzione di un matrimonio tra persone che in realtà non si sopportano. Questo lo posso dire senza tema di smentita in quanto, se non sono mai stata moglie e madre, sono comunque stata figlia. Un genitore infelice non può mai essere un bravo genitore, in nessun caso. Mi pare inoltre che anche Golem – che a differenza di me è sposato da oltre vent’ anni ed è un genitore – ti abbia accennato alla necessità di spezzare unioni uficializzate ma ormai logore e stantìe se dall’ altra parte ci aspetta un..

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