Donne, ma come si fa? Ditemelo per favore
di
bimba
Riferimento alla lettera:
sono rimasta colpita da queste parole di Fabrizio, post numero 31, lettera: Matrimonio fallito… Vivere o morire… "Ti sta parlando un uomo che si è separato dalla moglie che lo ha accusato di trascurarla e trattarla come un soprammobile (vedi ? le frasi son sempre quelle), quando eravamo sempre insieme,...
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Data di pubblicazione: 16 Maggio 2013
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Categorie: - Amore

Luna
Non penso che hai capito quello che volevo dire .
L’ho anche scritto che non mi riferivo alla parità di diritti/obblighi
ma al generico concetto di parità che diventa una distorsione sociale tra ruoli naturali . Non puoi parificare due esseri diversi , e che si dovrebbero completare nella loro diversità , che è essa stessa il valore aggiunto . Si sarebbe dovuto , assicurare sì la parità di diritti ma salvaguardare e , contemporaneamente ,profondere culturalmente l’importanza del rispetto della diversità .
La distorsione sociale di un concetto assolutistico di parità è così evidente proprio se si guarda al fenomeno della massificazione , in cui l’individuo si riconosce ed è riconosciuto socialmente se si conforma al gruppo .
Chi ha scritto prima di te , ha esattamente sottolineato come le differenze tra generi sessuali , maschile e femminile , esistano ed esse non sono solo fisiche ma anche e soprattutto di approccio mentale alla realtà che ci circonda e , sono convinto , che la scomparsa dei valori sociali più importanti , passi proprio per il disconoscimento dei ruoli naturali , della dimenticanza delle differenze di genere ,
che sono il valore aggiunto.
Spesso tu parli di mancanza di comunicazione nella coppia . Vedi , tanto questo concetto è semplice , tanto è estremamente complesso proprio per le differenze insite nel genere maschile e femminile .
L’unico collante della comunicazione è diventato l’innamoramento , forse neppure l’amore che è cosa ben più profonda , che , vuoi o non vuoi ,attraverso esso si instaura una forma di comunicazione di carattere infantile , cioè non adulto ( Si superano le crisi se ci si “ama” , perchè discutere per giorni stressa , perchè al pensiero che l’oggetto dell’innamoramento si stia allontanando da noi crea malessere interiore ) , pertanto caduto l’innamoramento , dopo che il tempo avrà fatto il suo corso appiattendo il rapporto , il meccanismo salta . Nella società odierna la cultura è stata sostituita dal luogo comune ed è questa la cosa più raccapricciante .
Pensare che si sciolgono matrimoni perchè “Non ti amo più ” è spaventoso . Come è allucinante ammazzare quello che è stato il proprio partner .
Ma questa frase e quei fatti di cronaca , tanto ricorrenti e lo saranno sempre di più , sono l’effetto e non già la causa . La causa è stata la distorsione del concetto di parità e l’applicazione della stessa alla vita quotidiana , facendo mancare punti di riferimento importanti e naturali . Non siamo uguali nè tra individui , nè tra generi , anche se, per quanto riguarda il solo genere, siamo geneticamente assuefatti a comportamenti/processi logici/emotivi ricorrenti e questa circostanza non si può e non si deve negare .
Quindi all’interno del singolo genere ci assomigliamo.
E’ un assurdo sostenere che siamo tutti uguali in nome di un concetto usato male di parità, per poi aggiungere la fatidica frase “però ogni individuo fà storia a se”.
E’il più grosso lavaggio mai perpetrato nella Storia moderna.
KID, in questa e altre lettere sull”argomento il concetto di ruolo ecc tocca anche i punti a cui mi riferivo, ecco perche’ ne ho parlato. d’altra parte, in nome di “idee tradizionali” si fanno danni quotidiani quanto con pseudo idee di apertura mentale e “modernita’”. Sulla comunicazione infantile e non assertiva hai ragione e purtroppo non riguarda solo due sessi diversi cosi come il non ti amo piu’, anche al di la’ dei sessi, spesso nasce a monte da non saper riconoscere neanche in se stessi il proprio concetto di “amore”. la dipendenza affettiva e’, anche quando viene totalmente confusa con l’amore, un problema che non ha sesso. ce l’hanno uomini e donne, etero, gay, bisex… I problemi di comunicazione li hanno anche colleghi e colleghe, genitori e figli ecc. Il fatto e’ che se si comunica in maniera infantile, non assertiva, in base all’inconsapevole ricatto o con codici da dipendenza affettiva o si pensa che l’altro debba debba e non si pensa a cio’ che si da’ non dipende dal genere. Quando parlo di dialogo parlo di dialogo reale. Concordo con te sulla diversita’ come valore, al di la’ .del sesso e anche connesso al sesso. avendo lavorato spesso in equipe considero che le caratteristiche di ognuno possano portare vantaggio e non sono assolutamente per una massificazione. I luoghi comuni sono deleteri, l”etica e il rispetto reciproco fanno si che persone anche “diverse” tra loro non si ammazzino di botte in ogni senso. francamente se e’ vero che ci sono delle cose in cui uomini e donne sono diversi e si completano avendo sempre interagito molto con entrambi e con persone anche molto diverse tra loro per idee, caratteri, percorsi mi sento di dire che alla fine comunque ci sono persone che, dello stesso sesso o dell’altro, ci sono piu’ affini o meno. Ho dialogato con molti uomini meglio che con molte donne, cosi come con altre donne si. fermo restando che (esempio banale) un uomo non puo’ ogettivamente capire in prima persona cosa voglia dire avere il ciclo mentre una donna si o altre cose per cui i rimandi possono essere automatici o meno.
Kid sei da premio Nobel. Complimenti !
Soprattuto in questi concetti hai espresso la realtà dei fatti:
“L’unico collante della comunicazione è diventato l’innamoramento , forse neppure l’amore che è cosa ben più profonda , che , vuoi o non vuoi ,attraverso esso si instaura una forma di comunicazione di carattere infantile , cioè non adulto ( Si superano le crisi se ci si “ama” , perchè discutere per giorni stressa , perchè al pensiero che l’oggetto dell’innamoramento si stia allontanando da noi crea malessere interiore ) , pertanto caduto l’innamoramento , dopo che il tempo avrà fatto il suo corso appiattendo il rapporto , il meccanismo salta . Nella società odierna la cultura è stata sostituita dal luogo comune ed è questa la cosa più raccapricciante .
Pensare che si sciolgono matrimoni perchè “Non ti amo più ” è spaventoso . Come è allucinante ammazzare quello che è stato il proprio partner. ”
Ogni commento è superfluo. Hai colto in pieno tutto.
Luna
Si , dici giusto . Giusto un banale appunto:
In realtà ,avrai notato, se mai avessi avuto un amico con il quale in un momento successivo hai fatto coppia che, non sempre, quella affinità , teoricamente perfetta , riesce a riproporsi anche nella coppia .
L’amicizia non è un rapporto competitivo ed è naturale ,quando essa sia sincera, sentirsi affini indipendentemente dal genere .
La coppia ,è un rapporto competitivo , poiché inconsciamente si “lotta” per affermare il proprio ruolo e per ottenere il rispetto della propria persona in senso lato da parte dell’altro sesso .
In altre parole ,pensando ,erroneamente, di “lottare” per la parità si “lotta” esattamente per l’opposto .
Cioè ,per essere capiti nella propria diversità .
E’ un processo naturale ed inconscio che istintivamente trova il suo ambiente naturale proprio nella coppia , perché essa è l’alveo in cui un uomo ed una donna entrano completamente (quindi anche fisicamente) in contatto.
Pensa alle frasi classiche :”Lui non mi capisce , dà tutto per scontato non mi dà le giuste attenzioni!” oppure “Lei , se stò in silenzio , mi chiede se c’è qualcosa che non và o a cosa stò pensando! Questo mi stressa , perchè in quel momento mi sto semplicemente rilassando e non penso a niente! ” .
Pensa quanta affermazione del voler essere capiti per la propria diversità queste frasi tipiche contengono!!!
Quindi il fatidico concetto di parità o uguaglianza è totalmente lontano proprio dal concetto di “genere” ed è , secondo me , la principale fonte del condizionamento degli individui .
Con risvolti pratici/psicologici nella vita pratica , che sfociano facilmente dal bisogno alla pretesa di doler essere capiti , accettati , amati .
Da questo nasce l’inversione dell’oggetto dell’amore : Dall’amare l’altro per quello che è (quindi un sentimento proiettato verso l’esterno) all’amare l’altro per cosa mi dà o come mi fà sentire (quindi un sentimento proiettato verso se stessi).
Da quì al cadere nelle dipendenze affettive , fino a sfociare in fatti di cronaca nera oppure nella distruzione delle relazioni sentimentali dall’oggi al domani, il passo è breve.
Fabrizio
Grazie , ma son solo riflessioni , non di certo passeranno alla storia , ma fà piacere che ti siano gradite. Ciao.
minkia luna devi sempre avere l’ultima parola…ci fosse una volta che ammetti di aver capito male…ci fosse una volta che dici: “si, in effetti hai almeno un po’ ragione…quello che dici si evince nel reale”, ci fosse una volta! E’ davvero increibile assistere al fatto che devi sempre correggere il prossimo o dire la tua…o arrampicarti sui vetri con strani ragionamenti “rigira frittate” pur di non ammettere che in effetti “hai cannato” il mess precedentemente scritto. ma lo vedi che la comunicazuone con voi donne, in un modo o nell’altro…, è impossibile??? E qui chiudo.
Kid sono d’accordo con te!
Le donne e gli uomini sono diversi, ma si completano, sia fisicamente che nel modo di essere (quello comune all’interno delle categorie uomo-donna). Quindi è vero la parità (non nel senso dei diritti) è una forzatura, in realtà si dovrebbe imparare a conoscere e rispettare le differenze intrinseche tra uomo e donna. Tutti e due sono utili alla società, tutti e due allo stesso modo e con le loro peculiari caratteristiche.. lo sbaglio è rivolgersi CONTRO l’altro invece che porsi CON l’altro (cioè collaborare insieme), perché non lo si vede uguale a noi, e allora lo si condanna invece di sforzarsi a capirlo… i figli vengono su meglio se cresciuti con le due visioni paterna e materna che però non devono essere contrastanti ma tendere ad una visione comune, appunto superando le visioni personali (hai ragione kid) e collaborando per il loro bene. La coppia dovrebbe essere un incontro di diversità e non uno scontro tra diversità e neppure un voler imporre all’altro il proprio modo di vedere le cose.
Forse una volta le caratteristiche tipiche degli uomini e delle donne erano più comprese dalla società, le si conosceva bene, oggi – ripeto – non si conosce l’altro, non si conosce la realtà, non si vuole vedere oltre il proprio ego, e individualismo, e ciò che conta diventa sempre “io” “io” “io”, quando invece una volta che si forma una coppia si dovrebbe parlare di “noi”, appunto prendendo le caratteristiche di entrambi e fondendole insieme.. la coppia non dovrebbe essere competizione, ma collaborazione….
La coppia non dovrebbe essere competitiva, forse tu dici che è un istinto naturale nel senso che è normale difendere la propria integrità e volerla far rispettare all’altro. Certo è giusto se non si arriva appunto alla lotta… io non credo debba esserci un braccio di ferro nelle coppie per vedere chi è il più forte, ma appunto collaborazione, perché altrimenti, se c’è lotta di potere, allora non si può più parlare di amore per l’altro ma di amore per se stessi, come tu hai spiegato bene.
Molto acuto sulla comunicazione che oggi sta in piedi solo nella fase dell’innamoramento per poi dissolversi non appena questo finisce… sono cose che ho notato attorno a me, in effetti, ma non avevo fatto una elaborazione come quella che hai fatto tu.. il modo di essere di oggi è esattamente infantile, basti vedere il considerarsi ancora ragazzi e ragazze oltre i trenta anni (già oltre i 20 non lo si è più, in realtà), ma questo non nel lato migliore come avere interesse e curiosità per la vita, mettersi in gioco, avere fiducia, ma nel lato peggiore: io sono ancora “giovane” e voglio godermi la vita senza alcuna responsabilità, e la responsabilità non la si rifiuta solo verso se stessi, ma anche verso gli altri (da cui per esempio gli uomini abbandonati dopo anni di matrimonio per il desiderio di vivere ancora “emozioni”…ci indigniamo per i cani abbandonati, e per gli uomini no??? che vengono pure trattati peggio tra l’altro…. assurdo..)
@ kid
comunque ti ringrazio per il contributo, molto illuminante su vari punti ! ciao 🙂
@ tutti
Una domanda sorge spontanea: ma se si nega la diversità tra uomini e donne come si potrà poi fare il passo successivo nella coppia che è appunto unire le due diversità per il bene comune della coppia (fra cui eventuali figli)? E’ questo che si è perso al giorno d’oggi…. Troppo individualismo porta a non vedere al di là dei propri occhi, a non vedere l’altro e a non riconoscere le sue proprie caratteristiche e imparare a rispettarle!