Donne, ma come si fa? Ditemelo per favore
di
bimba
Riferimento alla lettera:
sono rimasta colpita da queste parole di Fabrizio, post numero 31, lettera: Matrimonio fallito… Vivere o morire… "Ti sta parlando un uomo che si è separato dalla moglie che lo ha accusato di trascurarla e trattarla come un soprammobile (vedi ? le frasi son sempre quelle), quando eravamo sempre insieme,...
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Data di pubblicazione: 16 Maggio 2013.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Riflessioni
82 commenti
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come volevasi dimostrare…un’ altra testimonianza porta acqua al mio mulino…e mi pare scritta da una persona onesta e sana di mente…mica da un misogino! donne quello che dice fabri è ppura e semplice realtà dei fatti…fatevene una ragione
Donne: ecco, leggete le parole di Fabrizio, e poi voglio vedere come potete continuare a dire che mi invento le cose, che decido io in merito a ciò che reputo importante, che non posso giudicare se non conosco i protagonisti, e che sento solo una campana e salto alle conclusioni.. leggete anche voi le parole di Fabrizio, poi ditemi come si fa a cavillare per cercare per forza quello che non esiste al solo scopo di giustificarvi, anche di fronte a queste semplici parole dette da una persona equilibrata e che riscontra nei suoi conoscenti le stesse identiche modalità ovvero “nessuna ragione”!
e accettatelo che le donne-medie sono fatte della medesima pasta, e si comportano tutte (questa tipologia che ragiona così) nello stesso modo, altro che “bisogna guardare i casi particolari, bisogna vedere le singole situazioni”, e blablabla.. continuate pure a riempirvi la bocca di parole invece di aprire gli occhi e vedere le cose ovvie che stanno succedendo nella realtà di oggi! e succedono per lo strapotere che si sentono di avere (come dice Corvirio, che ha ragione!) questa tipologia di donne, che credono che tutto sia loro dovuto e se non lo hanno come vogliono loro non ci pensano un secondo a sputare in faccia a un marito che le AMA e a dei figli che faranno soffrire indicibilmente per una separazione e divorzio (cose che sono sempre dolorose per un figlio).
Fabrizio hai ragione, le nostre piccole beghe sono una scortesia verso persone come te che stanno soffrendo, ti chiedo scusa a nome di tutti!
(Sergio lascia stare Ciccio, si è fatto questa opinione di te e non la cambierà qualunque cosa dici, come a me è capitato con Luna e altre donne, inutile ribattere continuamente, non si cava un ragno dal buco.)
Ci sono donne che si comportano in modo indecoroso calpestando tutti così come ci sono uomini che si lanciano appresso al primo bel sedere che passa senza neppure sperticarsi in scuse discutibili.
Per me è da folli stilare classifiche, fare categorie ed ascoltare una sola campana per arrivar a sentenza.
Poi, ognuno pensi come meglio gli pare.
Io potrei portare una trentina di esempi in cui il maschietto della coppia si è comportato da porco.
Eppure non riesco a vedere l’uomo o l’uomo medio come un porco a prescindere.
Vedo quel dato uomo e vedo quel porco così come posso vedere un altro uomo e vederlo come un non porco.
Ma, si sa, alcune persone hanno bisogno di categorie in cui stipare le persone e di classifiche che suffraghino le loro convinzioni.
E’ un problema di insicurezza e autostima, mi sa.
@ lilly
“Ma, si sa, alcune persone hanno bisogno di categorie in cui stipare le persone e di classifiche che suffraghino le loro convinzioni.
E’ un problema di insicurezza e autostima, mi sa.”
certo, infatti sociologi, psicologi, psichiatri, filosofi che fanno queste cose per mestiere hanno tutti lo stesso problema di autostima e insicurezza secondo te….
studiano casi su casi, non solo Mario e Roberta, e dalle centinaia di casi studiati traggono le loro teorie.
si chiama ragionare. a me dispiace vedere questi discorsi perché purtroppo state dando ragione a corvirio che diceva che la mia era una utopia e che le donne non capiscono. io invece avevo difeso tutte indiscriminatamente (qua sì che c’è “l’indiscriminatamente”) dicendo che noi donne non siamo sceme, e chi vuole può ragionare e capire.. ma purtroppo mi sbagliavo e tocca dare ragione a corvirio.. che delusione.
Ah, quindi se vai da un terapeuta e questo ti chiede di parlare di te stessa lo fa per poterti inserire in una categoria preconfezionata e non per conoscere te e la tua personale condizione?
I sociologi ed i filosofi sono pappagalli perché ormai tutti hanno detto e fatto di tutto nel corso dei secoli quindi non c’è più nulla di nuovo da categorizzare?
Io, sinceramente, mi posso sentire scema per mille motivi e in mille occasioni. Non certo per non aver catalogato Mario e. tRoberta come se fossero virus o batteri.
Dici di “dover” dare retta a Corvirio.
Ok, Corvirio mi pare sia affetto da una comune misoginia post rottura, condivisibile o meno.
Transitoria? Irreversibile?
E chi lo sa……
Comunque, Corvirio, in fase “le donne sono tutte uguali”, risente del richiamo della natura, si rimette in gioco con tutto il suo bagaglio di rancori, convinzioni, categorizzazioni, conosce Roberta o qualsiasi persona che potrebbe essere Bimba ossia non la donna media, brutta e cattiva (98% ma, forse, qualcosa di più) ma la donna virtuosa di categoria A che si distingue dalla massa, ragiona ed è REALMENTE, per rubare una frase a Luna “brava, bella e fotomodella” (2%, forse).
Corvirio difficilmente mostrerà il suo lato misogino, anzi, probabilmente si trasformerà in una figura mitologica per metà sorrisi e per metà mazzi di fiori.
Roberta non avrà motivo, quindi, di esporre le tesi di Bimba. Oppure, se le espone, verranno ascoltate da un uomo sorridente e adorante che, in realtà, pensa “si, si, già visto e già sentito. Tutte Sante subito e poi? Non ci casco, bella mia”!
Verosimilmente si creano i presupposti di una copula, Corvirio da il massimo per trasformare i presupposti in realtà e Roberta collabora attivamente.
Entrambi espletano le loro funzioni fisiologiche di stampo sessuale.
E poi, Corvirio, sempre in fase misogina, con massima soddisfazione, si esibisce (ribadisco: con soddisfazione) in un “ciao, ciao, col ca**o che mi faccio intortare, siete tutte uguali”.
Il sorriso si trasforma in un ghigno e il braccio teso a porgere mazzi di fiori si appoggia all’altro braccio in un imperioso gesto dell’ombrello.
……..E Roberta/Bimba,a questo punto?
Dimmi tu.
Anzi dimmi cosa dicono le classifiche, a questo punto.
Tu, evidentemente, sei molto più esperta e preparata di me su queste cose.
Misandria e trasferimento della macrocategoria UOMO nella macrocategoria STRONZO?
Sete di vendetta da plasmare, occultare, dissimulare per renderla conciliabile alla soddisfazione degli impulsi sessuali anche con chi non ama la donna Rambo ma preferisce, a letto, la donna (falsamente) gheisa?
Cintura di castità?
Depressione, patatine fritte, ciccia, logorrea e forum?
E se, dopo Corvirio, spunta un Filippo, uomo medio, che, magari, nonostante la randellata infertagli dalla donna media, crede ancora in certi sentimenti?
Paola ecc gli farà scontare la pena del Corvirio precedente usandolo e buttandolo via?
Oppure lo torturerà per mesi per metterlo alla prova per poi concedergli fiducia comunque soggetta a revoca al primo sospetto?
Incrocio le braccia e aspetto le risposte non tue ma del filone predominante della filosociopsicopsichiatria.
Ah, già che ci sei dai un’occhiata a cosa dicono le classifiche in merito a chi (uomo) molla baracca e burattini per correre dietro alla prima capace di trasformare un pene in un bastone da rabdomante. Capita anche questo sai? Con validi motivi eh! Intervenuta sciatteria della compagna, noia nel rapporto, eccesso di dedizione alla casa/figli ecc…
Ciao Lilly, perdonami se intervengo nella diatriba tra te e Bimba. Non credo sia il caso di stilar classifiche ma semplicemente attenersi ai dati di fatto. Come in tutte le cose, non si può parlare del 100%, ma almeno di alte percentuali. Prima hai parlato dell’uomo “porco”. Orbene io sono un uomo e posso confermarti che nella maggior parte dei casi l’uomo propende a correre dietro al primo bel sedere. Lo fa per sesso, raramente proverà sentimento. Ma quasi tutti, uomini seri e non saranno quantomeno tentati di provare quel “sedere” esclusivamente per sesso. Cosi come tanti uomini che si fanno l’amante ma poi rimangono con le mogli sciatte e trascurate. Pochi sono in realtà i casi in cui un uomo abbandona la famiglia per un’altra donna. Ripeto: capita ma non cosi spesso come capita invece che abbia un’amante. Io non ho mai tradito mia moglie pur essendomi capitate occasioni per farlo. Ma la maggior parte degli uomini lo fa…perché negarlo ? Cosi come le donne. Oggi la maggior parte si comportano come mia moglie: senza preavviso ti mollano. Sputandoti in faccia il veleno e, soprattutto cancellandoti. Poi é ovvio che sia un uomo che una donna che si imbattono in queste situazioni siano colpiti da misandria o misoginia. Certo é, per quanto mi riguarda, che io farò fatica a fidarmi di un’altra donna e ad innamorarmi di nuovo. Sia per quello che mi é capitato sia per ciò che sento e leggo in giro. Credimi Lilly, avere accanto per anni una donna meravigliosa che improvvisamente ti cancella gli anni più belli della tua vita é devastante. Ti uccide dentro. Durante un rapporto importante si può sbagliare, si può non essere al top ogni giorno, si può essere a volte nervosi o anche distratti. Ma se c’è sentimento si vede. A me é capitato innumerevoli volte di vedere “bei sederi”. Ma mai ho pensato di distruggere il mio matrimonio per cose del genere. La fiducia, la lealta, il rispetto prima di tutto. Ma oggi non é più cosi. Oggi un matrimonio o una convivenza non sono più i focolari o i rifugi di serenità ma banchi di prova, gare, dove ogni giorno devi dimostrare qualcosa e dove se sbagli sei fregato. Per me, come ha scritto anche Sergio in un altro post di un’altra lettera, l’amore é un’altra cosa.
x gli uomini
purtroppo in questi commenti ci sono altre storie delle solite ragazze “medie” (come dico io, solo per dire che si comportano come la maggioranza), che a un certo punto si stufano:
commenti 204 206 207 http://www.letterealdirettore.it/amore-o-affetto/
Ci son capitata per sbaglio facendo un giro.
queste sono ennesime dimostrazioni purtroppo che c’è un comportamento di base comune a molte donne anche se non a tutte (si salvano le donne un pochino più concrete che capiscono di cosa è fatto un vero amore, e che non c’entra nulla con l’ amore da film…)
qua mi si continua a dire che sono mie tesi, mentre invece sul sito (e nella vita reale) fioccano storie di questo tipo, tutte uguali poi alla fine, io non ci vedo proprio differenze tra le tre ragazze dei tre commenti citati, stessi ragionamenti e stessa conclusione nelle loro storie di anni….
è questo che da donna mi fa venire la delusione, continuare a comportarsi da bambine che vogliono la grande emozione anche in un rapporto ormai consolidato. e non avendola la cercano altrove.
e non capire che sono cose effimere, che tanto anche nel prossimo rapporto non appena diventerà di anni, (vedo che son sempre 6-7, mah, chissà perché, sarà la crisi del 7°anno) di nuovo si ripresenteranno le stesse dinamiche.. e se si ragiona così si butterà tutto nuovamente all’aria…. e se ci sono figli poveri loro….
mi sa che vi tocca tenervele, le donne medie, sono fatte così e non vogliono cambiare da come si evince dai loro discorsi.. continueranno a fare i disastri rovinando famiglie con i loro ragionamenti da ragazzine. non vi resta che tenervi pronti, avere pronto un piano di difesa – come state deducendo parlandone fra voi – per non farvi distruggere emozionalmente, psicologicamente, e fisicamente… in fondo si tratta di avere a che fare con bombe a orologeria, quindi giusto esser preparati…. altro che i film e le favolette, basta venire a leggere su questo sito (dove ci sono tanti casi di uomini e tanti casi di donne) per capire come sono fatte realmente le donne (la maggior parte) e come si ritrovano gli uomini, disperati e abbandonati (la maggior parte, perché sinceramente i traditori ci sono, sì, ma quelli che lo fanno per gusto di tradire sono davvero pochi, gli altri lo fanno per insoddisfazione nel rapporto con la partner, così come le donne cercano l’emozione per insoddisfazione con il partner)(è tutto un collegamento causa-effetto)
io auguro a tutti voi di trovare donne più mature nei ragionamenti, se avrete voglia di rimettervi in gioco fra un po’ di tempo, magari provate da subito a capire (elaborate strategie per capirlo) se queste sono le solite che vanno in cerca di emozioni oppure hanno un po’ più di sale in zucca…..auguri!
un abbraccio!
@ lilly
“Ah, quindi se vai da un terapeuta e questo ti chiede di parlare di te stessa lo fa per poterti inserire in una categoria preconfezionata e non per conoscere te e la tua personale condizione?”
certo, altrimenti come saprebbero dare le risposte ai loro pazienti? e le cure giuste per guarire?
conoscono le categorie umane, e inseriscono il paziente in una di queste, e ne traggono le conclusioni su quale è il miglior trattamento per loro. non sai proprio nulla di psicologia, si vede.
“I sociologi ed i filosofi sono pappagalli perché ormai tutti hanno detto e fatto di tutto nel corso dei secoli quindi non c’è più nulla di nuovo da categorizzare?”
più o meno, ovvero non fanno che approfondire cose che già si sanno, ognuno con una propria ottica, aggiungendo nuove sfumature, e a volte c’è chi scopre una nuova “categoria” e questa verrà di nuovo studiata e approfondita e tramandata per successive elaborazioni. non ha mai studiato filosofia o sociologia a quanto pare (studia prima di controbattere).
è ovvio che un uomo, per quanto diventato misogino, se si troverà di fronte una donna vera e sensata, non gli verrà in mente di maltrattarla. e la donna sensata non avrà bisogno di dimostrare quello che è con le tesi (visto che siete fissate che sono tesi mie, mah) cioè con le parole e cercando di convincere a parole l’uomo di turno, ma semplicemente lo farà con i suoi comportamenti. punto.
A be’, contenta tu di ragionare con il cervello altrui contenti tutti. Contenta tu di parlare con le parole altrui contenti tu.
Resto della mia idea e ti auguro di avere la fortuna, se ti capiterà l’occasione, di avere lo stesso successo di San Francesco a Gubbio.
ahahahahahaha!!!! che bella battuta! ahahhahahah!
“A be’, contenta tu di ragionare con il cervello altrui contenti tutti. Contenta tu di parlare con le parole altrui contenti tutti.” – ma che dici…. perché non vai a chiedere a uno/a psicologo/a o uno/a che studia psicologia se non è vero che ci sono le categorie umane.. vai vai, poi facci un ragionamento però, eh, sulla realtà e su come è realmente fatta.
ma veramente non ti rendi conto neppure di ciò che leggi, e lasciamo stare ciò che ho scritto io – di cui non hai capito nulla se passi dalle “tesi astratte che vado sbandierando” a “parli con le parole degli altri” – ma neppure i fatti esposti da Fabrizio e dalle lettere del sito, sia degli uomini “la mia ragazza è confusa” che delle donne “sono confusa”.
(veramente fate cadere le braccia)
saluti e buon divertimento nel vostro paese immaginario dove vivete.
uomini, davvero, non vi resta che attrezzarvi, indossare l’armatura e avere il piano B di riserva per non affondare economicamente, emozionalmente e fisicamente, nel caso incontriate di nuovo una donna che fa esplodere tutto dopo alcuni anni perché non sente più le emozioni come un tempo quindi ne deduce che non vi ama più, o se potete, ogni tanto fate qualcosa tanto per darle qualche emozione nuova prima che vada a cercarla da qualcun altro (anche se non è garanzia che non sbotti ugualmente visto come è il tipico ragionamento femminile, cioè si aggrappa a tutto pur di dimostrare che hanno ragione loro e voi sbagliate).
a questo punto davvero non lo so più che si potrebbe fare. visto che le donne non vogliono capire e ridimensionarsi in questi ragionamenti “emozionali”, e visto che invece voi sapete essere più sensati, siamo (nel senso della società) nelle vostre mani.
bimba hai rotto,parli come un uomo solo per avere gli appalusi,sei solo UN frustrato!
In merito all’interventi di bimba, ciao bimba io studio psicologia (sto per finire), magari il mio parere può essere interessante. Spesso i profani (ed è anche normale) confondono le categorie diagnostiche (per intenderci quelle del DSM, il manuale diagnostico dei disturbi mentali) con la realtà. Mi spiego meglio. Sarà impossibile trovare la persona con disturbo depressivo “tipico”, da manuale per intenderci. E’ possibile che la stessa persona rientri in più categorie diagnostiche, quindi abbracci magari perfettamente la categoria di un certo disturbo depressivo, ma anche alcune caratteristiche di un altro disturbo. Questo perché la variabilità fra le persone è talmente incommensurabile, e la combinazione di fattori (ambiente, geni, reazioni agli eventi) è incalcolabile e irripetibile. Le categorie diagnostiche servono solo come “traccia” per gli specialisti, sono una convenzione affinché la comunità scientifica possa convergere sulle definizioni. Insomma, è sbagliato ad esempio reificare le categorie diagnostiche, e questo succede ad esempio quando si dice di una persona, che è “depresso”, oppure “psicotico”, proprio perché si parla di ideali diagnostici. Potendo generalizzare, posso dire che non esiste nemmeno “la donna” o l'”uomo” tipo, la mia credenza è che ognuno, in determinate circostanze, ha la libertà di comportarsi come meglio crede, in base a quel che ha imparato fino a quel momento dal mondo circostante, secondo me sue caratteristiche prettamente individuali (cioè la miriade di aggettivi esistenti per descrivere se stessi).
ciao Ryan 🙂
ti ringrazio del tuo intervento, in effetti è molto interessante e fa riflettere. io intendevo riferirmi a una data “tipologia di donna” (come di uomini dall’altro lato) nel senso di notare un insieme di caratteristiche comuni. correggimi se sbaglio: come, per fare un parallelo, lo sono i disturbi che tu dici, cioè questi disturbi hanno caratteristiche comuni, poi tu dici non si possono applicare alla singola persona. in effetti la singola persona ha le sue variabili, concordo perfettamente, tanto che lo scrissi in un commento nella mia altra lettera a cui faccio riferimento, che io cioè intendo questa “generalizzazione” un po’ come un tracciare delle linee generali sui comportamenti di uomini e donne, che per molte cose sono diversi fra loro, al di là delle singole persone. tu che ne pensi in merito a questo? cioè non noti anche tu, da psicologo che c’è una differenza per delle caratteristiche che sono proprie degli uomini rispetto ad altre delle donne? mi interessa il tuo parere.
forse la psicologia si concentra dunque più sulla singola persona, dunque mi sbagliavo a citarvi? forse sono più i sociologi quelli che fanno “categorie” studiando gli uomini? se mi sbaglio sono pronta ad ammetterlo, nella vita c’è sempre da imparare. 🙂
ciao 🙂
p.s. anni fa lessi un libro “gli uomini vengono da marte, le donne da venere” di john gray che mi pare fosse uno psicologo.. (se non mi sbaglio e ricordo male).. personalmente è da lì che ho cominciato a notare queste differenze, e mi sembrano – sempre secondo il mio punto di vista – abbastanza riscontrabili appunto nella maggioranza degli uomini come delle donne, al di là della singola persona con le sue proprie sfumature. tu che ne pensi?
siccome non ricordavo mi sono andata a cercare notizie sul libro..
ho trovato questa descrizione del libro (più sotto ho messo il link), e sotto i commenti, molto simili ai contrasti che ci sono qui sull’argomento “generalizzazione sì o no”… 🙂 molto divertente, in effetti io lo intendo più come il provare a mettersi nei panni dell’altro, (commento di flavia in questo link) e capire atteggiamenti a noi non familiari e che tenderemmo a condannare proprio perché non li conosciamo e non li capiamo, anche io ho avuto miglioramenti nei miei rapporti con gli uomini e ho anche capito molto meglio me stessa.
mah, temo che questa resterà una questione insolvibile, e cioè continueranno le opinioni diverse e contrastanti in merito all’argomento.. io penso che ognuno può scegliere di fare ciò che crede delle informazioni che si apprendono ogni giorno nella vita, anche leggendo un libro tipo quello citato che a molti può sembrare superficiale… il mio personale scopo era e sempre rimane quello di migliorarmi.
un saluto a tutti e grazie delle vostre partecipazioni alle varie discussioni, io credo che in questo link e nei vari commenti a favore del libro ci siano tutte le migliori spiegazioni che potrei dare, quindi non rispondo più se si tratta di polemizzare sulla generalizzazione sì o no, sinceramente mi sono stufata. ognuno creda ciò che ritiene più giusto, mi sembra che ci sia libertà di scelta nel mondo anche di avere un determinato pensiero, no? e questo non lo riferisco solo a me ma anche a voi che avete diritto a dissentire, anzi mi scuso se ho usato toni sbagliati e forse offensivi senza rendermene conto. davvero, vi chiedo scusa ragazze.
un saluto a tutti!
per chi fosse interessato questo è il link del sito di cui parlo: http://www.frasiaforismi.com/frasi-amore/john-gray-frasi-da-gli-uomini-vengono-da-marte-e-le-donne-da-venere/
@ lorenzo
ma non hai altri passatempi oltre quello di rompere le scatole agli altri su questo forum? perché non te la fai tu una vita? 🙂
auguri anche a te per un tuo miglioramento personale.
Ciao bimba, molto interessante la tua risposta, hai messo molta carne sul fuoco 🙂 spero di non perdermi, nel caso scrivimelo.
Allora, distinguiamo se si parla di categorie o comportamenti. Le categorie sono fisse e generali come dici giustamente, cioè sono le categorie ad esistere (il disturbo depressivo) ma non esiste la persona (il depresso), cioè comunemente si dice così (x è depressa, y è psicotico), così come si dice “quella è una donna”, però sarà chiaro che ogni donna non è uguale ad un’altra, in qualsiasi caratteristica che porta (colore degli occhi, dei capelli, altezza, indole), sarà impossibile trovare due donne completamente identiche (anche nel caso dei gemelli, c’è una somiglianza impressionante, ma non sono completamente identici, sia nel fisico che nel carattere). Eppure, possiamo riconoscere chi è donna e chi no, poiché questa categoria è “fondata” biologicamente. Cioè se faccio anche solo un prelievo del sangue, grazie alla scienza sono in grado di dire se appartieni ad una categoria o ad un’altra. Eppure ci sono persone che pur essendo biologicamente donne, si sentono uomini, e viceversa. Penso che se caratteristiche comuni che vediamo nelle donne e negli uomini (da qui la citazione del famoso libro sulle differenze fra i sessi) siano dipendenti sia dalla biologia ma anche dalla cultura. Quel libro (non lo conosco) ma probabilmente è stato scritto da un americano, dunque appartenente alla cultura occidentale (della quale anche noi facciamo parte), ma già sicuramente parlerà anche di aspetti che si trovano in America, ma meno spesso qui da noi. E’ chiaro che i riferimenti culturali, pur avendo tanto in comune, divergano su qualche aspetto. Se poi li rapportiamo alla Cina, le differenze saranno ancora più marcate. Per non parlare dei paesi arabi. Eppure, dalla notte dei tempi le donne egiziane usavano adornare la loro bellezza con gioielli, esattamente come fanno le donne italiane oggi 🙂 Se poi parliamo degli aspetti prettamente di relazione fra i due sessi, sarà possibile tracciare qualche “costante” nei comportamenti, ma quanto è dato dalla biologia e quanto dalla particolare configurazione data dalla cultura nella quale si cresce? La cultura è come l’acqua per i pesci, ci nuotiamo ma non ne siamo del tutto consapevoli. Credo sia per questo che si dice che “viaggiare apre la mente”, se si viaggia con la giusta disposizione d’animo 😀 Sono arrivato alla tua stessa conclusione “ognuno alla fine avrà le sue convinzioni”, stereotipi e pregiudizi, che hanno il vantaggio di farci orientare nella vita e capire meglio il mondo nel quale siamo immersi. Ma le situazioni sono così sfuggevoli che quel che fotografi, lo fai da una sola posizione alla volta, per forza di cose. E quando lo fotografi, già un istante dopo è cambiato 😀 Comunque il tuo intervento l’ho trovato ammirabile, sei una persona che denota certamente intelligenza e buonsenso, poi non c’è cosa più bella del volere sempre migliorarsi e imparare :):)
Ryan, trovo molto interessanti i tuoi commenti e anche il riferimento (semplifico) tra linguaggio “clinico” e “comune”, come appunto nel caso della depressione. E’ importante cio’ che dici anche per il concetto legato all’affrontare un disagio rivolgendosi ad un aiuto competente e un percorso di recovery. purtroppo i luoghi comuni non aiutano 🙁 – su uomo e donna concordo. e il punto e’ che quando si parla ad personam, nel forum, usando delle categorie (anche se un testo divulgativo puo’ suggerire spunti di riflessione) in modo arbitrario, anche se per entusiasmo, in realta’ non si sta… facendo un buon servizio, neanche sociologico. ciao 🙂
volevo citare anche il sociologo Alberoni, sono proprio sue parole queste che dicono più o meno così: “le donne, quando non amano più un uomo, lo considerano meno degli altri uomini, lo fano scendere molto in basso, al di sotto di tutti gli altri, e sono disgustate da un uomo che piange e implora perché le rivuole indietro… l’uomo che non ama più una donna la porta al livello delle altre donne, non al di sotto come fanno le donne, e se una donna piange e implora a loro fa tenerezza, cioè suscita sentimenti positivi, e può capitare che tornano indietro (anche qui comportamento diverso rispetto alle donne)”.
la mia personale opinione è che è vero, l’ho riscontrato in me stessa e nei miei amici uomini e amiche donne, poi le eccezioni ci sono, ma appunto si parla di maggioranza.
queste parole Alberoni le ha scritte in una rivista settimanale, nello spazio delle lettere che si scrivono al giornale, e dove risponde lui.
dunque Alberoni, sociologo, che ha studiato e si presume sappia che cosa sta dicendo, sta facendo un errato servizio sociologico?
Alberoni non sta cercando di insegnare a nessuno come si deve comportare, secondo le sue tesi astratte, ma sta rilevando una serie di fatti. forse le sue parole potrebbero sembrare un voler imporre a uomini e donne dei comportamenti prestabiliti, ma a me – sinceramente – non pare proprio sia così.
ryan ti rispondo più tardi quando avrò più tempo… 🙂
Bimba
Nel tuo post n.68 hai scritto delle grandi verità.
La maggior parte delle donne di oggi sono davvero cosi.
Ed é un peccato anche per loro.
Ciao Fabrizio, purtroppo è vero..
Ciao Ryan, credo di aver capito la tua distinzione categorie-comportamenti. dunque, se non sbaglio, con la parola “comportamenti” tu intendi un qualcosa di molto personale, cioè legato strettamente alla persona. dunque ecco perché si crea l’equivoco con il mio modo più generico di usare la parola “comportamenti”. tutto sommato qui credo proprio che hai ragione tu. per comportamenti non possiamo intendere qualcosa di generico perché dipendono da ciascuna persona e dal suo bagaglio culturale e dal contesto familiare ecc…
Le caratteristiche comuni che possono trovarsi negli appartenenti alla categoria “uomini”, come nelle appartenenti alla categoria “donne”, io penso che dipendano molto dalla biologia. i comportamenti (per riprendere la tua analisi detta prima) invece dipendono dalla cultura, secondo me, perché altrimenti troveremmo grosse differenze fra un uomo per esempio europeo e uno orientale… ora, le differenze ci sono nella cultura sicuramente, da cui deriva la mentalità e il comportamento individuale. ma mi sorge qualche dubbio se devo pensare a una cosa tipo questa: in genere gli uomini sono di poche parole (non tutti ma la maggior parte), mentre le donne amano il dialogo e il continuo confronto a parole. dunque se vado in Cina o in qualche altro posto potrò forse trovare un uomo che parla ininterrottamente? Io avevo un’amica di penna filippina, e un amico indiano, lei mi ha sempre scritto lettere chilometriche, ma davvero chilometriche, lui una paginetta. forse è un esempio stupido, ma lo prendo dalle mie esperienze di vita… non ho viaggiato molto, purtroppo, perciò non conosco bene gli altri popoli. eppure ho la sensazione che anche un uomo che so africano non ami tanto parlare rispetto alla sua consorte donna..
Questo è spiegato biologicamente, cioè sono comportamenti dovuti agli ormoni (anche John Gray lo diceva e lo accennava in quel suo libro) cioè l’uomo in seguito ai suoi ormoni è più portato all’azione, a muoversi, ad agire, a fare, invece la donna ha frequenti sbalzi di umore, è più empatica, è più percettiva, è attenta agli umori degli altri, ama tessere relazioni sociali per cui ama il dialogo (questo per la sua caratteristica biologica di dover essere un domani una madre per cui dovrà “capire” i figli, le loro necessità i loro bisogni per esempio perché piangono, e se è perchè hanno fame, ecc.. per farli crescere sani).
Quindi io non credo proprio che quel libro fosse valido solo in America, la patria dell’autore..(tra l’altro è stato tradotto in 40 lingue e venduto in oltre 30 milioni di copie in tutto il mondo) e io l’ho anche verificato nella mia realtà, come dicevo, tra i miei amici uomini e le mie amiche donne (italiani e italiane)…
Dunque partendo dal giusto presupposto che tu hai ben specificato, cioè i comportamenti sono una cosa le categorie sono un’altra e sono biologiche, credo che si giunga a un chiarimento migliore di questo argomento. Grazie di avermi fatto notare queste cose 🙂
Ciao Bimba
Ho letto anch’io il commento di Ryan e lo condivido, anche se in parte. Lui scrive che ogni donna non è uguale all’altra e che sarà impossibile trovare due donne completamente identiche. Questo è vero.
Sono molto meno d’accordo quando scrive che è possibile “solo” tracciare qualche “costante” nei comportamenti. Domandandosi altresì quanto ciò possa essere dato dalla biologia e quanto dalla cultura nella quale si cresce.
Condivido molto meno questo aspetto. In quanto, a mio parere, non si tratta solo di “qualche costante”. Le costanti sono “molte”. E la cultura secondo me c’entra poco. O meglio: la cultura (e la religione) c’entrano in quanto “freni inibitori” o forse “regole”, morali e quant’altro. Una donna berbera avrà comportamenti diversi da una donna occidentale poiché vuoi la religione, vuoi la cultura le impongono certe regole. La donna occidentale oggi non ha regole, non segue la religione, né culture se non quelle del consumismo. Per cui la sua “biologia” prenderà il sopravvento su tutto.
Tempo fa lessi da qualche parte: “le religioni sono un freno per i popoli”. Quanto di più vero ! Le religioni e non solo. Le culture anche appunto. Frenano. In questo caso parlando di donne, frenano i loro comportamenti dettati dalla biologia. Che sono quelli….”costanti”, ma non solo in qualche traccia.
RYAN: il fatto (semplifico) che nella donna (genericamente parlando) il pensiero astratto sia piu’ sviluppato (ma esistono anche “artisti” uomini per esempio) puo’ creare una situazione per cui la donna pensa di spiegare meglio una cosa mentre l’uomo la recepisce meno. Nessuno dei due ha torto o ragione. Puo’ esserci la volonta’ di comunicare al meglio un senso del discorso da entrambe le parti. Detto cio’ lei e lui possono parlare di mille cose, per mille ragioni, modi di essere personali, contingenze, background sociale/culturale/famigliare/della relazione stessa, no? – Altro esempio, ci provo: da poco c’e’ un neonato in casa, lui e lei devono appena ingranare anche come genitori e devono appena costruire un loro “lessico famigliare” in tal senso. Nella stessa situazione e’ possibile che lui e lei colgano diverse priorita’ anche se entrambi concentrati sulla situazione. E magari nessuno dei due ha torto (o entrambi). Diverso e’ gia” se per esempio uno dei due non e’ concentrato sulla situazione e vive l’arrivo del figlio diversamente dal punto di vista emotivo e personale. Nel primo caso puo’ essere un problema di comunicazione/gestione e del fatto che l’uomo magari si sente investito di una maggiore responsabilita’ protettiva e quindi accetta straordinari in piu’ e non vede perche’ magari in una precisa situazione (pur vedendo anche la questione economica) lo vorrebbe a casa un’ora prima. Nel secondo (schematizzando, ovvio) i problemi sono anche di altro tenore. Gg fa una coppia mi raccontava sorridendo di un litigio quando lei era incinta in cui c’erano state in buona fede due visioni di priorita’ diverse. Insieme erano in grado di dire le ragioni di entrambi. Lui diceva: aveva ragione lei sulla priorita’ e ad incazzarsi fece benissimo 🙂 e a farmelo notare. Alla fine anche per il loro modo di essere coppia erano riusciti comunque a comunicare e a risolvere rapidamente un conflitto
La mia idea , frutto di letture ed esperienza ( ma quella ce l’abbiamo tutti) è che l’uomo e la donna son tanto compatibili fisicamente , quando diversi e distanti nella visione del mondo che li circonda.
Per questo penso che la fantomatica parità , non già intesa come l’esercizio dei propri diritti o principio di uguaglianza , ma come parificazione nei ruoli sociali sia la culla di tutti i mali .
Si sarebbe dovuto parlare di completamento e mai di parificazione , si sarebbero dovuti mantenere con orgoglio i propri e distinti ruoli , soprattutto nell’ambito familiare in cui ognuno dei due è indispensabile ma diverso e , qualora si formasse una famiglia , che l’educazione dei figli fosse concordata e non improvvisata a seconda della propria visione del mondo . In quel momento,infatti, si rinuncia a se stessi , perchè il genitore è/deve essere prima di tutto un educatore.
Purtroppo , siamo un popolo di ignoranti , perchè han voluto che lo fossimo, ed i pochi che riescono a distinguersi dalla massa , il più delle volte interloquiscono con una massa che non potrà mai capire nulla perchè non è interessata a capire nulla.
Che risponde con frasi fatte e semplicistiche al limite del ridicolo :”Al cuor non si comanda”, Chi non ci si è trovato non può capire!! ” ,”Io non giudico perchè non voglio essere giudicato ” (questa per me è la più bella , pura esaltazione della stupidità individuale)!
Invece che si giudichi, e che lo si faccia brutalmente se servisse!
E che si gridi il disprezzo e lo scempio dei basilari principi di una società decente e soprattutto umana!!!!
Il maggior numero di divorzi/separazioni o il lassismo diffuso nei costumi sessuali non è una scelta consapevole , ma è la conseguenza della povertà umana e della mancanza di profondità di questa società.
Essa vive nel presente ogni cosa , poco nel passato e mai nel futuro .
Il dover conservare , il dover preservare che sono concetti fondamentali sono spariti da ogni campo , non solo quello strettamente personale e lo si vede anche nell’effetto della crisi economica . Gente con un mutuo di 30 anni e 2/3 finanziarie aperte , come se ciò fosse davvero normale .
Poi questa zattera di fortuna che è la vita , come è facile immaginare , talvolta prende il largo , in mezzo al mare agitato, al buio ed al vento e invece che remare tutti nella stessa direzione , la si manda a fondo per saltare sopra un altra che appare più solida, e chi rimane sopra a quella vecchia che affoghi pure! Anche i rapporti di amicizia sono cambiati , sono spesso deboli ed opportunistici !
In finale concludo dicendo che le donne hanno un ruolo naturale di una importanza immensa e di cui non si rendono neppure conto .
La morale e la tenuta sociale passano inevitabilmente in mezzo alle loro gambe .
Sarà una frase forte che non a tutti piacerà, ma chi si ricorda qualcosa della storia Romana sà benissimo cosa voglio dire .
KID, vedi, la cosa che mi colpisce e’ che il concetto di parita’ sia visto (non da te in particolare) principalmente dal punto di vista sessuale e di lassismo sessuale. Anche perche’ c’e’ sicuramente chi lo vede al centro, anche donne intendo. In realta’ son ben altre le questioni su cui una pari opportunita’ ha cercato una sua evoluzione negli anni e nella storia. Tanto e’ vero che oggi il concetto non riguarda solo le donne… Le epoche che alcuni rimpiangono sono quelle (solo per fare degli esempi) in cui a unmancino veniva legato un braccio dietro la schiena, in cui gli handicappati anche non gravi venivano rinchiusi per ignoranza e vergogna, in cui la dislessia era un handicap insormontabile (una mia amica oggi laureata per fortuna supero’ le elementari di fronte l’ignoranza altrui), in cui non esisteva un diritto allo studio e il diritto di voto, in cui i minori lavoravano in condizioni disumane, in cui una donna vedova a 30 anni con piu’ figli non poteva contare che su se perche’ anche se avesse incontrato un vero affetto al di la: del rispetto per il defunto avrebbe avuto il giudizio del popolo. Io sono d’accordo con te, uomo e donna si completano ma indipendentemente dal fatto
Che lei stia solo in cucina e lui lavori. Il mondo e’ pieno di coppie in cui due si completano e si sostengono e guardano nella stessa direzione educando i propri figli anche se entrambi sono medici o uno avvocato, lei insegnante e lui tipografo o viceversa, e anche se lei guadagna piu’ di lui. Sul mutuo trentennale sono d’accordo e tra l’altro se c’e’ chi non ha potuto fare altrimenti (molti) c:e’ chi ha fatto un passo piu’ lungo della gamba… Che io non avrei fatto anche se ognuno sa per se’. Per quanto riguarda la liberta’ sessuale penso che poter decidere personalmente del tuo corpo e di stessa (poiche’ parliamo di donne) non equivalga automaticamente a smollarla a destra e a manca. Puoi sentirti e scegliere liberamente anche di fare amore e sesso con la stessa persona per tutta la vita e anche se nessuno appendera’ un lenzuolo per comprovare la tua verginita’ o non sara’ un delitto che tu abbia avuto precedenti esperienze sessuali non e’ che per questo sarai infedele o per te donna parita’ uguale fartene di piu’ di un incallito playboy. Le relazioni non finiscono solo perche’ te ne vai tu, femmina, con uno che ti sei fatta in una discoteca, ma anche perche’ se ne va il tuo fidanzato o marito. Meglio un’epoca in cui una non piu’ vergine per questo era “rovinata’ o doveva chiudersi in convento? In cui due arrivavano alla prima notte di nozze senza mai essersi neanche annusati e scoprivano davvero di essere incompatibili e altro si trovava altrove in molti casi anche se divorziare no? In cui w il brodo di dado cosi la moglie casalinga fingeva di aver cucinato ore e invece dov’era? Il problema non e’ nella liberta’ che di per se’ e’ valore ma nel rispetto che si ha per se’ e per gli altri. Educare non significa coercizione ma educare alla consapevolezza al rispetto allo spirito critico. Per me si puo’ vivere senza tv ma se tuo figlio e’ cmq immerso in una certa societa’ e” meglio guardare le cose insieme e filtrarle e spendere del tempo in qsto che vietare internet qdo poi il compagno lo ha sullo smartphone ecc. Educare e’ fondamentale cmq si anche dando l’esempio coerente pero’. Un figlio vissuto in una famiglia democratica in cui ciascuno mette il suo, anche non solo in base al sesso ma anche al carattere di ciascuno penso possa anche vedere attuarsi concretamente un esempio di democrazia e rispetto reciproco e sostegno reciproco. Cio’ indipendentemente che la madre sia casalinga commessa o capo dei vigili urbani o assessore
Luna
Non penso che hai capito quello che volevo dire .
L’ho anche scritto che non mi riferivo alla parità di diritti/obblighi
ma al generico concetto di parità che diventa una distorsione sociale tra ruoli naturali . Non puoi parificare due esseri diversi , e che si dovrebbero completare nella loro diversità , che è essa stessa il valore aggiunto . Si sarebbe dovuto , assicurare sì la parità di diritti ma salvaguardare e , contemporaneamente ,profondere culturalmente l’importanza del rispetto della diversità .
La distorsione sociale di un concetto assolutistico di parità è così evidente proprio se si guarda al fenomeno della massificazione , in cui l’individuo si riconosce ed è riconosciuto socialmente se si conforma al gruppo .
Chi ha scritto prima di te , ha esattamente sottolineato come le differenze tra generi sessuali , maschile e femminile , esistano ed esse non sono solo fisiche ma anche e soprattutto di approccio mentale alla realtà che ci circonda e , sono convinto , che la scomparsa dei valori sociali più importanti , passi proprio per il disconoscimento dei ruoli naturali , della dimenticanza delle differenze di genere ,
che sono il valore aggiunto.
Spesso tu parli di mancanza di comunicazione nella coppia . Vedi , tanto questo concetto è semplice , tanto è estremamente complesso proprio per le differenze insite nel genere maschile e femminile .
L’unico collante della comunicazione è diventato l’innamoramento , forse neppure l’amore che è cosa ben più profonda , che , vuoi o non vuoi ,attraverso esso si instaura una forma di comunicazione di carattere infantile , cioè non adulto ( Si superano le crisi se ci si “ama” , perchè discutere per giorni stressa , perchè al pensiero che l’oggetto dell’innamoramento si stia allontanando da noi crea malessere interiore ) , pertanto caduto l’innamoramento , dopo che il tempo avrà fatto il suo corso appiattendo il rapporto , il meccanismo salta . Nella società odierna la cultura è stata sostituita dal luogo comune ed è questa la cosa più raccapricciante .
Pensare che si sciolgono matrimoni perchè “Non ti amo più ” è spaventoso . Come è allucinante ammazzare quello che è stato il proprio partner .
Ma questa frase e quei fatti di cronaca , tanto ricorrenti e lo saranno sempre di più , sono l’effetto e non già la causa . La causa è stata la distorsione del concetto di parità e l’applicazione della stessa alla vita quotidiana , facendo mancare punti di riferimento importanti e naturali . Non siamo uguali nè tra individui , nè tra generi , anche se, per quanto riguarda il solo genere, siamo geneticamente assuefatti a comportamenti/processi logici/emotivi ricorrenti e questa circostanza non si può e non si deve negare .
Quindi all’interno del singolo genere ci assomigliamo.
E’ un assurdo sostenere che siamo tutti uguali in nome di un concetto usato male di parità, per poi aggiungere la fatidica frase “però ogni individuo fà storia a se”.
E’il più grosso lavaggio mai perpetrato nella Storia moderna.
KID, in questa e altre lettere sull”argomento il concetto di ruolo ecc tocca anche i punti a cui mi riferivo, ecco perche’ ne ho parlato. d’altra parte, in nome di “idee tradizionali” si fanno danni quotidiani quanto con pseudo idee di apertura mentale e “modernita’”. Sulla comunicazione infantile e non assertiva hai ragione e purtroppo non riguarda solo due sessi diversi cosi come il non ti amo piu’, anche al di la’ dei sessi, spesso nasce a monte da non saper riconoscere neanche in se stessi il proprio concetto di “amore”. la dipendenza affettiva e’, anche quando viene totalmente confusa con l’amore, un problema che non ha sesso. ce l’hanno uomini e donne, etero, gay, bisex… I problemi di comunicazione li hanno anche colleghi e colleghe, genitori e figli ecc. Il fatto e’ che se si comunica in maniera infantile, non assertiva, in base all’inconsapevole ricatto o con codici da dipendenza affettiva o si pensa che l’altro debba debba e non si pensa a cio’ che si da’ non dipende dal genere. Quando parlo di dialogo parlo di dialogo reale. Concordo con te sulla diversita’ come valore, al di la’ .del sesso e anche connesso al sesso. avendo lavorato spesso in equipe considero che le caratteristiche di ognuno possano portare vantaggio e non sono assolutamente per una massificazione. I luoghi comuni sono deleteri, l”etica e il rispetto reciproco fanno si che persone anche “diverse” tra loro non si ammazzino di botte in ogni senso. francamente se e’ vero che ci sono delle cose in cui uomini e donne sono diversi e si completano avendo sempre interagito molto con entrambi e con persone anche molto diverse tra loro per idee, caratteri, percorsi mi sento di dire che alla fine comunque ci sono persone che, dello stesso sesso o dell’altro, ci sono piu’ affini o meno. Ho dialogato con molti uomini meglio che con molte donne, cosi come con altre donne si. fermo restando che (esempio banale) un uomo non puo’ ogettivamente capire in prima persona cosa voglia dire avere il ciclo mentre una donna si o altre cose per cui i rimandi possono essere automatici o meno.
Kid sei da premio Nobel. Complimenti !
Soprattuto in questi concetti hai espresso la realtà dei fatti:
“L’unico collante della comunicazione è diventato l’innamoramento , forse neppure l’amore che è cosa ben più profonda , che , vuoi o non vuoi ,attraverso esso si instaura una forma di comunicazione di carattere infantile , cioè non adulto ( Si superano le crisi se ci si “ama” , perchè discutere per giorni stressa , perchè al pensiero che l’oggetto dell’innamoramento si stia allontanando da noi crea malessere interiore ) , pertanto caduto l’innamoramento , dopo che il tempo avrà fatto il suo corso appiattendo il rapporto , il meccanismo salta . Nella società odierna la cultura è stata sostituita dal luogo comune ed è questa la cosa più raccapricciante .
Pensare che si sciolgono matrimoni perchè “Non ti amo più ” è spaventoso . Come è allucinante ammazzare quello che è stato il proprio partner. ”
Ogni commento è superfluo. Hai colto in pieno tutto.
Luna
Si , dici giusto . Giusto un banale appunto:
In realtà ,avrai notato, se mai avessi avuto un amico con il quale in un momento successivo hai fatto coppia che, non sempre, quella affinità , teoricamente perfetta , riesce a riproporsi anche nella coppia .
L’amicizia non è un rapporto competitivo ed è naturale ,quando essa sia sincera, sentirsi affini indipendentemente dal genere .
La coppia ,è un rapporto competitivo , poiché inconsciamente si “lotta” per affermare il proprio ruolo e per ottenere il rispetto della propria persona in senso lato da parte dell’altro sesso .
In altre parole ,pensando ,erroneamente, di “lottare” per la parità si “lotta” esattamente per l’opposto .
Cioè ,per essere capiti nella propria diversità .
E’ un processo naturale ed inconscio che istintivamente trova il suo ambiente naturale proprio nella coppia , perché essa è l’alveo in cui un uomo ed una donna entrano completamente (quindi anche fisicamente) in contatto.
Pensa alle frasi classiche :”Lui non mi capisce , dà tutto per scontato non mi dà le giuste attenzioni!” oppure “Lei , se stò in silenzio , mi chiede se c’è qualcosa che non và o a cosa stò pensando! Questo mi stressa , perchè in quel momento mi sto semplicemente rilassando e non penso a niente! ” .
Pensa quanta affermazione del voler essere capiti per la propria diversità queste frasi tipiche contengono!!!
Quindi il fatidico concetto di parità o uguaglianza è totalmente lontano proprio dal concetto di “genere” ed è , secondo me , la principale fonte del condizionamento degli individui .
Con risvolti pratici/psicologici nella vita pratica , che sfociano facilmente dal bisogno alla pretesa di doler essere capiti , accettati , amati .
Da questo nasce l’inversione dell’oggetto dell’amore : Dall’amare l’altro per quello che è (quindi un sentimento proiettato verso l’esterno) all’amare l’altro per cosa mi dà o come mi fà sentire (quindi un sentimento proiettato verso se stessi).
Da quì al cadere nelle dipendenze affettive , fino a sfociare in fatti di cronaca nera oppure nella distruzione delle relazioni sentimentali dall’oggi al domani, il passo è breve.
Fabrizio
Grazie , ma son solo riflessioni , non di certo passeranno alla storia , ma fà piacere che ti siano gradite. Ciao.
minkia luna devi sempre avere l’ultima parola…ci fosse una volta che ammetti di aver capito male…ci fosse una volta che dici: “si, in effetti hai almeno un po’ ragione…quello che dici si evince nel reale”, ci fosse una volta! E’ davvero increibile assistere al fatto che devi sempre correggere il prossimo o dire la tua…o arrampicarti sui vetri con strani ragionamenti “rigira frittate” pur di non ammettere che in effetti “hai cannato” il mess precedentemente scritto. ma lo vedi che la comunicazuone con voi donne, in un modo o nell’altro…, è impossibile??? E qui chiudo.
Kid sono d’accordo con te!
Le donne e gli uomini sono diversi, ma si completano, sia fisicamente che nel modo di essere (quello comune all’interno delle categorie uomo-donna). Quindi è vero la parità (non nel senso dei diritti) è una forzatura, in realtà si dovrebbe imparare a conoscere e rispettare le differenze intrinseche tra uomo e donna. Tutti e due sono utili alla società, tutti e due allo stesso modo e con le loro peculiari caratteristiche.. lo sbaglio è rivolgersi CONTRO l’altro invece che porsi CON l’altro (cioè collaborare insieme), perché non lo si vede uguale a noi, e allora lo si condanna invece di sforzarsi a capirlo… i figli vengono su meglio se cresciuti con le due visioni paterna e materna che però non devono essere contrastanti ma tendere ad una visione comune, appunto superando le visioni personali (hai ragione kid) e collaborando per il loro bene. La coppia dovrebbe essere un incontro di diversità e non uno scontro tra diversità e neppure un voler imporre all’altro il proprio modo di vedere le cose.
Forse una volta le caratteristiche tipiche degli uomini e delle donne erano più comprese dalla società, le si conosceva bene, oggi – ripeto – non si conosce l’altro, non si conosce la realtà, non si vuole vedere oltre il proprio ego, e individualismo, e ciò che conta diventa sempre “io” “io” “io”, quando invece una volta che si forma una coppia si dovrebbe parlare di “noi”, appunto prendendo le caratteristiche di entrambi e fondendole insieme.. la coppia non dovrebbe essere competizione, ma collaborazione….
La coppia non dovrebbe essere competitiva, forse tu dici che è un istinto naturale nel senso che è normale difendere la propria integrità e volerla far rispettare all’altro. Certo è giusto se non si arriva appunto alla lotta… io non credo debba esserci un braccio di ferro nelle coppie per vedere chi è il più forte, ma appunto collaborazione, perché altrimenti, se c’è lotta di potere, allora non si può più parlare di amore per l’altro ma di amore per se stessi, come tu hai spiegato bene.
Molto acuto sulla comunicazione che oggi sta in piedi solo nella fase dell’innamoramento per poi dissolversi non appena questo finisce… sono cose che ho notato attorno a me, in effetti, ma non avevo fatto una elaborazione come quella che hai fatto tu.. il modo di essere di oggi è esattamente infantile, basti vedere il considerarsi ancora ragazzi e ragazze oltre i trenta anni (già oltre i 20 non lo si è più, in realtà), ma questo non nel lato migliore come avere interesse e curiosità per la vita, mettersi in gioco, avere fiducia, ma nel lato peggiore: io sono ancora “giovane” e voglio godermi la vita senza alcuna responsabilità, e la responsabilità non la si rifiuta solo verso se stessi, ma anche verso gli altri (da cui per esempio gli uomini abbandonati dopo anni di matrimonio per il desiderio di vivere ancora “emozioni”…ci indigniamo per i cani abbandonati, e per gli uomini no??? che vengono pure trattati peggio tra l’altro…. assurdo..)
@ kid
comunque ti ringrazio per il contributo, molto illuminante su vari punti ! ciao 🙂
@ tutti
Una domanda sorge spontanea: ma se si nega la diversità tra uomini e donne come si potrà poi fare il passo successivo nella coppia che è appunto unire le due diversità per il bene comune della coppia (fra cui eventuali figli)? E’ questo che si è perso al giorno d’oggi…. Troppo individualismo porta a non vedere al di là dei propri occhi, a non vedere l’altro e a non riconoscere le sue proprie caratteristiche e imparare a rispettarle!