Coppia aperta
Riferimento alla lettera:
Cercavo opinioni inerenti la coppia aperta. Non cerco un semplice "E' una cosa squallida" o un banale "Non ha senso, piuttosto metti le corna, ma non dirlo al compagno", oddio, se proprio dovete ok, ma almeno motivate in modo coerente. Cercavo un commento o un'opinione un po' articolata. Vanno bene...
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Data di pubblicazione: 4 Aprile 2011
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Categorie: - Amore
246 commenti
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determinate considerazioni, che peraltro non dicevano “questo ha ragione” “quello ha torto” rispetto alle scelte sessuali e relazionali.
Non hai la più pallida idea di chi io sia. Non sai che lavoro faccio e in che ambito, non sai nulla del mio percorso relazionale/emotivo/sessuale, non sai nulla della mia preparazione culturale, non hai la più pallida idea di come io interagisca con gli altri. Non hai la più pallida idea di come gestisco le mie energie e il mio tempo libero.
Parli di adrenalina ma non hai la più pallida idea di cosa se ne fanno le persone della loro. Sei talmente chiuso nelle tue convinzioni che
trasgressivo è chi vive la sessualità in un certo modo, sennò è pieno di convinzioni limitative. E non ti rendi neanche conto che è quello che continui a dire da quando sei arrivato qui.
E che, mi ripeto, il problema non è quello che fai della tua sessualità, ma che sei tu che sembri dividere le persone a seconda di cosa fanno della loro sessualità.
Io rispetto al fatto che una persona scelga di fare scambismo o no non penso di conoscere una persona attraverso l’etichetta di scambista o meno. Che ne so di come si comporta con suo padre e sua madre? quali possono essere i suoi sogni, le sue abitudini, le sue fobie? se sul lavoro è collaborativo, cortese, scortese. Se ha spirito di iniziativa o se aspetta che siano gli altri a dirgli cosa fare? il fatto di essere scambista o non scambista di per sè dice solo se a una persona piace farlo in gruppo o no.
Non dice se una persona sia o meno trasgressiva in altri campi della sua vita. Non dice che una persona abbia più o meno coraggio degli altri. Non dice neppure, secondo me, che una persona sia più libera di altre, nè che abbia una maggiore capacità di uscire dal mucchio.
Perché esisteranno certamente scambisti per convinzione, che seguono le loro inclinazioni, ma anche scambisti che hanno detto di sì per paura di perdere la persona con cui stanno. E non è fantascienza, è realtà, perché ne conosco. Quindi la scelta sessuale, di qualsiasi tipo sia, tradizionale o meno, non dice da sola che una persona esca dal gregge o segua le pecore.
Come esiste chi si limita esiste anche chi si costringe a fare delle cose per non essere giudicato “mollaccione” o “bigottone”.
Come il ragazzo che fuma lo spinello perché gli altri non pensino che ha paura.
O quello che butta sassi dal ponte perché sennò non fa la sua prova di iniziazione nel gruppo.
Non sto dicendo che fare scambismo sia buttare sassi, ovviamente.
l’esempio era nel senso che il concetto di trasgressione di per sè non dice nulla sulla libertà o meno interiore, nè sul fatto di avere più o meno personalità. Quello che ci dice se siamo liberi interiormente è se sentiamo se le nostre scelte sono veramente nostre e ci somigliano.
Ma questa è una cosa che ogni individuo sente da sè.
Non scelgo le mie amicizie nè le mie amicizie scelgono me in base a delle scelte sessuali. Mi pare ovvio.
Certo, se un amico omessuale passasse tutto il giorno a dirmi che mi limito pensando di essere etero sarebbe come se io passassi tutto il giorno a dirgli che lui pensa di essere omosessuale ma in realtà non lo è. Come se io avessi un atteggiamento tipo: certo, rispetto il fatto che sei omosessuale, anche se penso che sia una malattia.
E di questi atteggiamenti ce ne sono.
Ma una cosa del genere, ovviamente, discorsi di questo tipo non si verificano con persone che sono serene rispetto alla loro identità. E quindi se la vivono serenamente, dentro di loro, senza sentirsi a tutti i costi diversi. Perché dentro di loro sono semplicemente se stessi. Qualsiasi siano le loro scelte.
@La conclusione di LUNA nel post è: Io non credo assolutamente che il problema, in questa lettera, sia il fatto che tu abbia fatto una scelta a tuo dire trasgressiva e che per questo la gente non sia in grado di parlare con te in maniera serena. Tu ovviamente sei libero di pensarlo, ma personalmente so benissimo che non è così.
Mi chiedo per concludere, se il mio atteggiamento è solo di fede, quale ragione scientifica si cela dietro quel presunto “ma personalmente so benissimo che non è così”?
Personalmente so benissimo per me medesima che ciò non è avvenuto, e cioè che io non ho avuto problemi a parlare con te in modo sereno perché sei uno scambista piuttosto che un fuochista o un equilibrista. Su questo non ho nessunissimo dubbio, perché, se permetti, sto parlando di me e del mio stato d’animo.
Vorrei inoltre precisare che quando dico che non mi conosci non sto dicendo: non mi conosci e non sai quindi se sono meglio o peggio, più o meno così o colà di quello che pensi.
E’ che appunto a me pare evidente che l’etichetta scambista o tradizionalista non vogliono di per sè dire una beata cippa.
Ciaooooo
Impara a leggere (1) C.B.: Eme (non emme) e con la E orgogliosamente maiuscola!
Impara a leggere (2) C.B.: stai lottando da solo rispondendo a delle accuse che non ti vengono mosse ma che, forse, tu poni a te stesso oppure, chi lo sa…….. leggi negli occhi di quella lei che non compare mai in questa lettera….
Per me puoi scoparti il mondo mentre guardi compiaciuto la tua compagna che si scopa il mondo.
Sai quanto me ne importa e quanto me ne frega!
Ciò che mi fa incazzare (l’ho già scritto….ma tu non leggi) è che quelli tra voi che NON hanno il culo di beccare un/a compagno/a della stessa forza rischiano di portare al manicomio quel/la poveraccio/a che vorrebbe, semplicemente, vivere una vita a 2 (DUE) ANCHE A LETTO!
Ti ho fatto una sola domanda!
Ho chiesto come ti comporteresti se la tua lei non fosse d’accordo!
Non mi hai risposto non essendo tenuto a rispondere, ovvio!
Chi se ne importa! Continuerò a vomitare pensando ai tuoi giochetti amorosi e a pensare che potrebbe esserci una persona che si presta al “gioco” solo per pura paura di perdere l’astronauta nello spazio e che, forse, sta vivendo una vita del piffero.
……Buon trenino 🙂
Vedi Marquito io sono, e lo sono sempre stato, molto sereno, e di autocritiche ne faccio continuamente, il fatto è che spesso negli altri non si riscontrano queste stesse disponibilità, e mi spiego meglio. Tu hai iniziato a giudicarmi in base a tue presupposizioni assolutamente personali, intraprendendo così un percorso critico-distruttivo senza avvedertene ed escludendo il soffermarti su ciò che avveniva. I tuoi interventi infatti sono semplici condanne per questa mia, da te presunta, arroganza nel sentirmi superiore perché “trasgressivo” ed “evoluto” rispetto a te che sei assolutamente “retrogrado” perché “monogamo”. Nella realtà io non ho mai espresso questa visione, né della superiorità di chicchessia rispetto ad altri, né della “coppia trasgressiva” rispetto a quella “tradizionale”, anzi ho più volte asserito il contrario e ti sfido ad indicarmi dove avrei espresso questa superiorità che tu riscontri. La verità è che interpreti il significato dei termini utilizzati non solo in maniera errata, come “trasgressivo” ed “evoluto”, ma poi li consideri come se a sceglierli fossi stato io arbitrariamente ed infine trai delle conclusioni errate come se io intendessi dire che essendo evoluta una certa configurazione di coppia, l’altra dovesse essere necessariamente retrograda. Naturalmente non è così, questa è esclusivamente una tua congettura che io non ho mai inteso proporre.
Comprendo che ora si renda necessario chiarire alcune prese di posizione personali per ricostruire serenamente un percorso costruttivo che io sono personalmente sempre pronto a fare. Perché ciò sia fattivo però, è necessario che ci si ponga in rapporto alle critiche (qualora queste siano costruttive), non come chi subisce un attacco personale ma piuttosto come se si ricevesse un regalo.
Io nel tuo ultimo intervento continuo a raccogliere un costante presupporre ed un relativo giudicare. Prendiamo ad esempio la seconda parte dell’intervento, in quanto la prima si riferisce ad una chiarificazione oggettiva che ho già trattato nel post 63 tramite il vocabolario e che forse tu non avevi ancora letto quando hai scritto il tuo ultimo post; in cui tu scrivi: “…ricorrere a certe fastidiose metafore, che hanno irritato profondamente tutti i partecipanti al dibattito….”. Le metafore a cui ti riferisci tendevano a chiarire alcuni aspetti del dibattito, difatti sono più d’una proprio perché intendevo indicare due cose: uno, prospettare ottiche diversi per rendere più fruibile il concetto ad esse sotteso; due, evitare che il lettore si soffermasse su aspetti particolari delle singole espressioni. Purtroppo ho commesso un errore in quanto ognuno ha visto solo l’aspetto che gli risultava irritante e non ha colto il messaggio sottostante. Questo purtroppo è dovuto principalmente al nostro modo naturale di porci rispetto ai preconcetti, solo la nostra condizione culturale può darci gli strumenti necessari a superare questa empasse.
Purtroppo l’esperire non può essere espresso solo culturalmente. Ciò che veniva indicato in quelle metafore, era appunto (come indicavo al termine delle stesse) un tentativo di richiamare esperienze personali che evidentemente non sono riuscito a stimolare. Se infatti si prova a rileggerle con spirito costruttivo, si percepisce che esse tendono esclusivamente a stimolare sensazioni di vissuto sensoriale e non tendono certo al discredito di chicchessia o la presunta arroganza di chi le ha scritte.
Se noi consideriamo ad esempio il tuo intendere la coppia convenzionale come “monogama”, sottintendiamo automaticamente che la coppia trasgressiva la reputiamo necessariamente “poligama” cosa che in realtà non è, difatti essa è coppia proprio perché è monogama altrimenti sarebbero semplicemente due singoli che si accoppiano come più gli aggrada. Ciò non toglie che le coppie poligame possano esserci e queste sicuramente apparterrebbero necessariamente alla categoria dei trasgressivi in quanto la poligamia, qui almeno, non è consentita. Per questa ragione le coppie convenzionali, sono sì tutte monogame, ma non si può utilizzare questo termine per distinguerle da quelle trasgressive perché queste, al loro interno presentano anch’esse molte coppie monogame.
In breve vorrei definire gli ambiti culturali fra una coppia convenzionale ed una no; le differenze risiedono quasi esclusivamente nell’ambito sessuale in quanto gli altri aspetti sono quasi sempre coincidenti.
Le regole comportamentali di una coppia tradizionale sono staticamente fissate dal sentire comune, invece in una coppia trasgressiva esse sono dinamicamente definite nell’ambito della coppia stessa e possono essere perciò soggette anche a variazioni nel tempo. Nella coppia trasgressiva è quindi possibile, anche se improbabile, trovare restrizioni anche superiori a quelle di una coppia convenzionale, in più è possibile trovare coppie trasgressive che non fanno sesso propriamente detto, all’esterno della coppia stessa come ad esempio quelle coppie a cui piace solo scambiare foto o filmini per soddisfare un loro bisogno di esibizionismo.
Dopo queste osservazioni è possibile desumere come alcuni degli interventi precedenti risultassero assolutamente fuori luogo in quanto basati su presupposti totalmente errati.
Ciò che mi sfugge sul tema proposto da C18 è cosa intende con “coppia aperta”, se un generale “coppia trasgressiva” o una più specifica “coppia aperta” propriamente detta.
Vorrei anche sottolineare ad Eme quanti pochi argomenti ho da sottoporre in questo blog e quanta difficoltà provo ad esprimere le mie convinzioni.
@ Coppiabiricchina:
OK; vediamo se riusciamo a concludere la discussione in maniera pacifica.
Come tu stesso avrai notato, questo dibattito è degenerato dopo i post n.35 e 36; laddove tu hai sciorinato a una platea sbigottita alcune sorprendenti metafore. E’ a partire da quel momento che sono cominciati i contrasti e le discussioni più accese … è a partire da quel momento che sono iniziate le reciproche accuse di intolleranza, di scarsa apertura mentale e di arroganza. Il fatto che quelle metafore abbiano irritato tutti gli utenti (Stev66; Luna, Eme e il sottoscritto) dovrebbe indurti a riflettere un poco sull’atteggiamento sottostante. Possibile che abbiamo capito tutti male ? Possibile che siamo diventati tutti ottusi, stupidi e insensibili ?
Tu affermi di esserti semplicemente espresso male, e neghi che nelle tue parole fosse insita una certa arroganza. Ne fai, insomma, un semplice errore di comunicazione, come se avessi scelto le parole sbagliate per esprimere un concetto più che valido. Io non ho più voglia di polemizzare con te, ma mi permetto di sottoporti la seguente metafora, che è contenuta nel post n. 35:
“Certo non si può essere tutti degli astronauti, ma fare un voletto su un sicuro aereoplanino non rovina nessuno E REGALA SENSAZIONI CHE NON SI PUO’ PROVARE IN NESSUN ALTRO MODO”.
Cosa dobbiamo pensare di fronte a un discorso di questo genere ? Io credo che 99 persone su 100 lo interpretino nel modo in cui lo abbiamo inteso noi. Già il fatto di definirsi un astronauta, e di sottolineare che non tutti possono intraprendere quel mestiere, denota una concezione di sé un tantino narcisistica, e quando dico narcisistica mi riferisco proprio all’uso che di questo termine si fa nell’ambito delle scienze umane (psicologia e psichiatria).
Il bello però è contenuto nelle parole conclusive: questa esperienza “regala sensazioni che non si possono provare in nessun altro modo”. Perché queste parole risultano così urtanti e fastidiose ? Perché hanno suscitato reazioni seccate ed aggressive ? Perché presuppongono che un certo modo di vivere la sessualità sia incomparabilmente superiore ad un altro, che certe esperienze siano nettamente più coinvolgenti di altre, e che l’umanità si possa suddividere in due caste: quella degli astronauti (gli intrepidi, gli audaci, i temerari) e quella della gente comune che è spaventata dalla paura di volare e che di conseguenza non potrà mai avere accesso a siffatte esperienze.
Ho scelto questo esempio perché mi sembrava il più calzante, ma ci sono stati altri utenti che sono rimasti colpiti negativamente da altre metafore (Luna, ad esempio, da quella del buio e della luce).
continua …
Tornando alla metafora del volo, il problema può essere posto in questi termini:
Tu dai per scontato che chi decide di non volare sia paralizzato dalla paura e non consideri l’ipotesi che ci siano persone a cui volare nello spazio non procura assolutamente nessun piacere… il che non significa che quelle stesse persone non provino piacere ad immergersi negli abissi nell’oceano 🙂 La trasgressione è un concetto relativo; ciò che è trasgressivo per te non è necessariamente trasgressivo per me … è su questo che secondo me non siamo mai riusciti a capirci.
La cosa che mi ha più addolorato è il fatto che tu, ignorando completamente gli insulti che ti provenivano da più parti, abbia riversato tutta la tua aggressività su di me, che ne ho sempre fatto una questione di gusti soggettivi e che non ti ho mai giudicato né condannato per le tue inclinazioni sessuali. Mi dispiace molto che tu abbia confuso dei giudizi estetici con dei giudizi morali, ma questo fatto conferma esattamente l’impressione che avevo avuto quando scrissi il mio primo intervento. Spero anche che tu trovi il tempo di rispondere a Luna, che stamani ti ha indirizzato tre post rivolgendoti una critica molto precisa e molto puntuale.
Per quel che mi riguarda non ho altro da dirti, anche perchè fin dall’inizio ho riscontrato fra di noi un’incomunicabilità quasi assoluta. Concludo con un pensiero che non vuole affatto essere polemico, ma che anzi rappresenta un invito alla pace e alla tolleranza reciproca:
Fra poco ognuno di noi andrà in vacanza e si godrà la sua felicità nel modo che gli è più appropriato e più congeniale. Di fronte a questa considerazione tutte le nostre polemiche e tutti i nostri contrasti perdono in gran parte di valore e di significato.
Buon week end e buone feste a tutti, agli astronauti ma anche ai palombari … 😉
CB: @Le regole comportamentali di una coppia tradizionale sono staticamente fissate dal sentire comune, invece in una coppia trasgressiva esse sono dinamicamente definite nell’ambito della coppia stessa e possono essere perciò soggette anche a variazioni nel tempo. Nella coppia trasgressiva è quindi possibile, anche se improbabile, trovare restrizioni anche superiori a quelle di una coppia convenzionale, in più è possibile trovare coppie trasgressive che non fanno sesso propriamente detto, all’esterno della coppia stessa come ad esempio quelle coppie a cui piace solo scambiare foto o filmini per soddisfare un loro bisogno di esibizionismo.
CB, ecco, queste specificazioni sono per esempio più utili a comprendere. Mi permetto però di dirti che, in realtà, mi sembra che per esempio io ho tentato (e non solo io) e credo proprio sin dall’inizio, di affrontare la cosa da questo punto di vista, cioè entrando maggiormente nel discorso dinamiche di relazione, molto più concreto, e di uscire da un discorso sul mero concetto di trasgressione, dal punto di vista più astratto filosofico, culturale, e di limitazione personale. Ora non ho tempo di andare a guardare indietro, e di riportarti i passi, ma, CB, sei stato tu ad impostare il discorso da quel punto di vista, mettendo anche a confronto, come si diceva, la degenerazione della coppia tradizionale con le capacità evolutive della coppia aperta. Lo hai fatto, CB, forse non ne avrai avuto l’intenzione, ma è su quelle basi che inizialmente e non solo inizialmente tu hai impostato il tuo discorso.
Sempre io, parlo per me, ho anche parlato del fatto che coppia aperta ha in realtà un significato più esteso e non si riferisce ad una sola specifica tipologia di scelta. Ho anche parlato di relazioni non tradizionali un uomo e una donna, per esempio.
Peraltro, riguardo il fatto che lo scambismo non implichi soltanto lo scambio di più partner con più partner, già a suo tempo avevo letto, dopo l’inizio del nostro scambio di battute qui, mi pare proprio nella lettera sullo scambio di coppia, una specificazione dei vari… chiamiamoli sottoinsiemi della pratica scambista. Questo per dirti che non è vero che non avevo idea di cosa stai parlando. Ora non è che saprei citarti a memoria tutti i punti, ma li avevo letti.
Corrisponde al vero che non hai risposto ad alcune domande. Per esempio quella di Eme mi sembra interessante, a proposito di come si fa se non si incontrano due inclinazioni uguali.
Perché credo (correggimi se sbaglio) che è vero che due persone possono scoprire insieme lo scambismo, ma che se una persona scopre lo scambismo e trova che sia un modo di vivere la sua sessualità in cui si sente veramente a suo agio questa è una caratteristica della sua identità, prima di tutto, prima ancora della coppia. Se sono esibizionista è una mia caratteristica, che può incontrare felicemente quella di un’altra persona esibizionista. Ma se invece la mia compagna il mio compagno non lo è?
Ti avevo posto un quesito riguardo alla tua affermazione sul concetto di coppia aperta quale antidoto al sentimento malsano della gelosia, xché appunto avevo avuto l’esperienza concreta del fatto di una coppia scambista per nulla immune. Cioè: immune dalla gelosia nel momento in cui i giochi sessuali erano condivisi e sotto controllo, ma x niente quando veniva percepita una qualunque minaccia esterna (vera o presunta),quindi come in qualsiasi coppia cosidetta chiusa. Lei aveva proposto a lui lo scambismo per averlo già praticato in passato, lui ok. Lei mentre eravamo al mare con altre persone per esempio mi diceva che doveva mettersi d’accordo con il bagnino per una delle loro serate. (e in ciò devo leggere spontaneità o esibizionismo? chiedo). Non ero sconvolta nè partecipe ad impattare il bagnino, affari loro e dei loro giochi – Punto è però che lei era gelosa di ogni amicizia femminile di lui. Della serie: se l’amicizia femminile viene inglobata nei nostri giochi va bene, se invece no gelosia. A parte che perlopiù credo fossero uomini e lui guardava. In quel caso specifico – e sono fatti riportati dai protagonisti, non mie opinioni – la trasgressione era un gioco vissuto piacevolmente, però al di là del gioco le insicurezze, le tensioni, le modalità e prevaricazioni che possono esserci in qualsiasi coppia c’erano lo stesso. E dopo fiammate trasgressive di anni son finiti a non farlo manco più tra loro, per noia, panza e bigodini.
La mia non è una domanda polemica, ti sto chiedendo la tua opinione. Non solo per tua esperienza diretta, ma anche indiretta, per il fatto che di coppie scambiste tu ne conosci.
Tornando al fatto: affinità, sia nella coppia tradizionale che nella coppia trasgressiva, come la definivi tu, l’affinità sessuale ha probabilmente anche una contaminazione dinamica (Cioè dal più banale luce accesa/luce spenta ad altro ecc) o ciò non avviene, o si trova un compromesso anche perché la sessualità non è il solo collante delle relazioni, pur rappresentandone un importante aspetto (anche nelle coppie “bianche” formate da individui che possono essersi scelti proprio per un simile disinteresse nei confronti del sesso).
@Le regole comportamentali di una coppia tradizionale sono staticamente fissate dal sentire comune, invece in una coppia trasgressiva esse sono dinamicamente definite nell’ambito della coppia stessa e possono essere perciò soggette anche a variazioni nel tempo.
Non credo che neanche la coppia tradizionale sia un organismo statico, visto che ogni relazione (intesa come qualsivoglia rapporto tra esseri umani, anche di conoscenza) è inevitabilmente dinamica, anche quella con il droghiere sotto casa. E ogni tipo di relazione vive proprie negoziazioni e rinegoziazioni interne su vari aspetti. Anche se ho capito il senso che tu hai dato al parametro. – Con Marquito convidido concetto: in coppia monogama ciascuna ha ovviamente personali parametri di trasgressione e di gioco, anche se non include altri soggetti
BUONA PASQUA 🙂
Scusate ma ho avuto un problema con il collegamento e perciò sono in ritardo per gli auguri, comunque ringrazio e ricambio sentitamente.
Vorrei che notaste, lo dico pacatamente e non in tono polemico, come voi vi poniate nei confronti di chi ritenete sia votato al “sesso libero”, assumendo un atteggiamento razzistico.
Comprendo l’enorme difficoltà che si prova a percepire una realtà in un mondo virtuale come internet dove la falsità diventa la sola verità. Rientriamo però nel nostro dibattito e cerchiamo di valutare serenamente cosa avviene.
Provo a partire da dove Marquito indica come punto di avvio della degenerazione e cioè dalla stesura delle mie metafore. Vediamo come sono poste, ho iniziato con esprimere una difficoltà che si ha nello spiegare ad un Eschimese come sopravvivere nel deserto del Saara, qui sembra che non ci siano state reazioni importanti, eppure è qui che si nasconde il primo passo del cammino che vi stavo proponendo, provate a immaginare per un momento come fareste a parlare ad un Eschimese, del deserto del Saara, questo sicuramente non riuscirebbe a capirvi, forse facendogli vedere una foto?
Io credo che soltanto se lui potesse vivere in quel deserto per un po’ potrebbe comprendere le difficoltà che ci sono. Ecco il messaggio, soltanto provando fisicamente il Saara è possibile capirlo. A questo punto però, non conoscendovi e quindi non sapendo le vostre esperienze personali, sono passato alla seconda metafora. Io non sono Messner ma sono ugualmente andato sell’Everest, ed anche se non sono arrivato sulla vetta, ho potuto fare 5500 metri di esperienze inesprimibili ed il messaggio si riferisce al fatto che non è necessario toccare la vetta per avere un’esperienza sensoriale sufficientemente appropriata. Ora intervengono i risentimenti in quanto le metafore vengono ingiustificatamente decontestualizzate.
Qui arriviamo alla terza metafora dove dico che quell’esperienza la si può fare anche da noi, senza andare nel Saara o sull’Everest ma semplicemente andando su un piccolo aereo senza perciò dover essere una persona eccezionale come un astronauta. Ognuno di noi può provare l’ebbrezza di un volo che, anche se è indiscutibilmente forte e particolare, può essere fatta con una certa facilità ed ovunque.
Non siamo però ancora giunti al quadro completo, ecco perciò un paesino lontano da tutto, dove si può vivere nella tranquillità più totale e si può conoscere il mondo per com’è attraverso la televisione che lo porta fino in casa e così posso anche vedere il mare, ma questo è solo un’immagine e fino a che non usciremo dal paese e non andremo ad immergerci e nuotarci dentro, esso non potrà mai mancarci perché non ne avremmo le sensazioni, non sapremo mai cosa significa tuffarsi in quelle acque, essere sballottati dalle sue onde, ascoltare il suo rumore, sentire l’aria salmastra che colpisce le nostre narici. Ora siamo noi l’Eschimese in difficoltà.
Eccoci giunti quasi alla meta e non importa se questo esperire ci sia piaciuto o meno, abbiamo toccato con mano una realtà sconosciuta. A questo punto cerco di mettere un punto fermo sul fatto che si stia parlando di esperienze e non di fatti trasmissibili culturalmente e quindi parlo di come la mia donna ed io abbiamo percepito quel mondo trasgressivo solo nel momento in cui ci siamo avvicinati ad esso, una cosa che prima, pur conoscendola culturalmente, non ne avevamo reale conoscenza. Ecco arrivare la corrente elettrica, una forza invisibile che non può essere percepita eppure ci fa provare sensazioni forti, profonde e sconosciute, qualche cosa che può essere percepita come paura per chi non la conosce e può invece essere vissuta con tranquillità da chi attraverso uno sforzo culturale la conosce. Questi passaggi possono farci comprendere come sia possibile completare il nostro divenire, la componente sensoriale e quella culturale insieme, coinvolte entrambe possono permetterci una comprensione vera della realtà e se questo non avviene si generano mancanze. A me dispiace che voi tutti siate rimasti intrappolati nel pregiudizio che vi ha costretti a pensare: queste metafore le sta esprimendo uno scambista, pervertito, arrogante, presuntuoso e narcisista che crede di essere un astronauta (intrepido, audace, temerario), che prova esperienze sessuali, a suo dire, straordinarie, e che ritiene tutti gli altri, quelli che si accontentano e non provano, come inetti ed incapaci di sentire le stesse sensazioni perché non astronauti come lui. Oppure che solo chi ha provato ad essere scambista può essere illuminato mentre i tradizionalisti restano al buio.
Se si legge con attenzione il post 81 di Marquito si denota come questi preconcetti saltino fuori ad ogni pié sospinto finendo per fargli commettere atti insensati (lo dico in tono amichevole naturalmente), ad esempio vediamo la mia frase che lui riporta costringendolo ad una sequela di reazioni:
“Certo non si può essere tutti degli astronauti, ma fare un voletto su un sicuro aereoplanino non rovina nessuno E REGALA SENSAZIONI CHE NON SI PUO’ PROVARE IN NESSUN ALTRO MODO”.
In realtà la frase reale era:
“Certo non si può essere tutti degli astronauti, ma fare un voletto su un sicuro aereoplanino non rovina nessuno e regala sensazioni che non si può provare in nessun altro modo”.
Che differenza c’è? Evidentemente quella parte trasformata in maiuscolo in quanto induce a pensare invece che: “chiunque può, andando anche in un piccolo aeroplano, provare fantastiche sensazioni non sperimentabili soltanto culturalmente” ; in: “solo quelli che volano possono provare sensazioni e lui, l’astronauta, più di tutti perché va più in alto ed è sopra gli altri”.
Se avete notato, ho solo ripetuto in maniera più specifica anche se ritengo non ancora sufficientemente ampia ed articolata, un semplice chiarimento ad un concetto che si fonda sul pregiudizio che gli scambisti si ritengano superiori ai tradizionalisti.
Non è bastato neppure scrivere più volte che io non ne faccio una ragione di “meglio” o “peggio”, di “superiorità” o di “inferiorità” che non voglio giudicare, non reputo chicchessia meglio o peggio degli altri, non considero i “tradizionalisti” degli inetti ed incapaci, mentre i “trasgressivi” una specie di razza superiore. Non è servito neppure dire che tutte le coppie sono formate da persone con i loro caratteri, le loro capacità, il loro credo ecc…, individui ritenuti a torto o ragione “peggiori” o “migliori” di altri e che comunque si trovano indifferentemente a far parte di coppie trasgressive o meno. Non è neppure stato sufficiente utilizzare uno strumento impersonale come un vocabolario per chiarire il fatto che l’interpretazione dei termini non dipendeva dal mio sentire personale.
Se si fa un lavoro del genere, se si rendono maiuscole alcune lettere o frasi, se si tenta in qualche modo ad evidenziare una cosa piuttosto che un’altra allora vuol dire che c’è un pregiudizio che ci costringe a farlo. Nel momento in cui io ritengo che una persona si senta superiore a me, dovrei indagare se questa MIA sensazione nasce dal fatto che tale persona esprime giudizi magnificanti ed arbitrari di se stesso oppure se sono io a sentirmi inferiore a lui, se cioè è in me medesimo che nasce questo sentire.
Nel momento che si rende necessario utilizzare tanto spazio per chiarire una cosa che dovrebbe essere evidente e che non lo è, senza neppure essere sicuro della riuscita del chiarimento, figurarsi cosa occorre per precisare quanto viene espresso in un intero post pieno zeppo non solo di domande, ma di concezioni non confacenti al proprio modo di vedere. Forse comprenderete la mia difficoltà di fronte alle circa 90 domande articolate che mi sono state rivolte solo nell’ultima dozzina di post inviatimi nell’arco di una sola giornata ed a cui dovrei rispondere, alle quasi 100 puntualizzazioni da fare, oltre alle 80 osservazioni da porre ed al numero imprecisato di richiami ad interpretazioni fallaci da commentare, naturalmente tutto da sintetizzare nelle poche righe a disposizione nel blog e con una particolareggiata stesura per evitare le inevitabili incomprensioni. Aiutooo!!!
Considerate anche che mentre cerco di assolvere a questo compito immane, voi nel frattempo solleverete altre obiezioni e formulate ulteriori domande e chiarimenti. Stiamo avvolgendoci su noi stessi, sul tu sei così ed io colà, tu fai questo ed io quello e nel frattempo il quesito di C18 finisce al macero e non ripetete che stiamo discutendo di coppia aperta o meno. In realtà voi non sapete neppure in cosa consiste la mia trasgressività, se costringo o no la mia donna o lei me etc. Probabilmente non sono io che ignoro volutamente i vostri quesiti in quanto a corto di argomenti, piuttosto è perché le questioni sono tante e molto articolate per essere affrontate semplicisticamente con un “SI” o con un “NO”.
Vorrei dire a Marquito che non era mia volontà attaccare lui (o lei?) soltanto, per le offese ricevute, anzi. La mia intenzione era quella di iniziare dall’ultimo post, che in quel momento era il suo, e poi risalire la classifica. Poi una delle mie solite autocritiche mi ha costretto a rendermi conto della futilità del piano e perciò ho ritenuto più saggio lasciar perdere.
Comprendo facilmente che i vari punti di vista possono, anzi credo che sicuramente, non coincidere e quindi ci capiterà ancora di ritrovarci a dibattere su ciò che s’intende quando si dice una cosa piuttosto che un’altra ed anzi anche sul come la si dice, ma fin quando ciò rientra in un ambito strettamente legato all’incomprensione, la cosa ci sta.
LUNA esprime nei suoi post 83 e 84 un atteggiamento finalmente pacato e costruttivo e che io apprezzo, e mi ripropone una domanda di Eme la quale (o il quale?) mi chiede cosa succede se tra i partner di una coppia non esiste sintonia di vedute sulla trasgressività. Credo che la risposta sia ovvia, si fa quello che normalmente avviene in una coppia in cui esiste un disaccordo e cioè o si trova una mediazione condivisa o ci si lascia. Naturalmente so che la cosa non è così banale, anzi credo che sia proprio un punto focale del rapporto di coppia. Un individuo può considerare fondamentale una determinata cosa ed un altro la vede come superficiale, se i due individui non vivono una vita condivisa, la cosa è banale, dal momento però che il rapporto diventa strettamente condiviso, allora il problema diventa molto importante anche se dall’esterno può apparire insignificante. Ho conosciuto una coppia, dove la rottura è avvenuta perché lei non riusciva a sopportare il fatto che lui quando andava in bagno, lasciava sempre il coperchio della tazza alzato. A noi la cosa può sembrare stupida eppure in lei si era scatenato uno tsunami di emozioni che la portavano a vedere lui come un insensibile, un dispettoso, un uomo quasi perverso e che qualunque cosa facesse, dimostrava tutta la sua bestialità. Naturalmente i loro continui litigi non erano rispetto a quell’argomento specifico, ma ormai tutto diventava motivo di scontro. Ciò per dire che non è facile stabilire aprioristicamente cosa è possibile fare quando due hanno una visione diversa sulla trasgressione, ancor più perché si tratta di un argomento molto più incisivo di quello del bagno, un argomento che travolge molto profondamente un individuo. Importante è anche considerare quanto sia delicato il tema “mediazione condivisa” perché la si può avere in quanto si cede all’altro (per un’infinità di motivi ed in un’infinità di modi) o perché ci si è convinti (ma quanto consapevolmente?).
Purtroppo lo spazio è terminato e non sono riuscito a dare tutte le risposte a LUNA, e non ho dato neppure seguito a Marquito, a Eme e Stev66 e me ne dispiace. Spero pian piano di riuscirci. Cerco di non disperare.
Hai una tale capacità di arrampicarti che, secondo me, avresti potuto raggiungere la cima dell’Everest in braghe corte ed infradito :-).
Coppiabiricchina; non sai proprio più a cosa attaccarti …E’ ovvio che le maiuscole sono mie; anche un bambino di 10 anni lo capirebbe, tanto più che poche righe dopo ho ripetuto le stesse identiche parole in lettere minuscole. Le maiuscole servivano a evidenziare un concetto che mi pareva particolarmente discutibile e su cui volevo semplicemente attirare la tua attenzione … Adesso ci accusi addiritura di avere degli atteggiamenti razzistici … ma ti rendi conto della gravità delle cose che dici ? E soprattutto hai idea di cosa significa “razzistico” ? Io non riesco proprio più a seguirti. Non comprendo la tua aggressività nei miei confronti, non comprendo il tuo insopporabile vittimismo, non comprendo il tuo modo di fare svirgolante e serpentesco. Perché ti comporti così ? Ovviamente non posso entrare nella tua testa, ma mi sembra un tantino sospetto il fatto che tu ricorra a certi espedienti quando ti vengono rivolte delle critiche particolarmente insidiose, vale a dire quando viene toccato qualche nervo scoperto (continua)
A me il significato di quella metafora è sembrato straordinariamente chiaro, talmente chiaro che anche gli altri utenti lo hanno interpretato allo stesso modo. Tu parli continuamente di pregiudizi e in un certo senso fai bene, perché tutti, più o meno inconsapevolmente, nutriamo qualche pregiudizio verso qualcosa o verso qualcuno. Quello che mi stupisce è il fatto che tu non ti renda conto degli enormi pregiudizi che tu stesso nutri nei confronti della coppia monogama. E’ una cosa di un’evidenza solare, cristallina, che traspare continuamente in quasi tutti i tuoi interventi. A parte la famigerata metafora degli astronauti, che denota una spocchia e una presunzione impressionanti, basterebbe dare un’occhiata al lessico e alla terminologia che adopri. Perché definire la coppia monogama “tradizionale” ? Perché definirla “convenzionale” ? Perché definire la coppia aperta “trasgressiva” ? Queste equazioni ti sembrano così evidenti, così scontate ? Sei proprio sicuro di essere immune dai preconcetti che vorresti ad ogni costo attribuire agli altri ?
Quando ti ho fatto notare che certe pratiche sono antiche come l’uomo stesso, e che nella nostra società sono tornate estremamente di moda, tu hai semplicemente glissato fingendo di non capire … eppure la cosa è sotto gli occhi di tutti, come pure il fatto che la monogamia è praticata da un numero sempre più esiguo di persone.
Per quel che mi riguarda il concetto di trasgressione è un concetto relativo, perché ciò che pare trasgressivo a te non pare affatto trasgressivo a me (e viceversa). Capisco che il mio relativismo possa apparirti scoraggiante, perché non ti offre alcun appiglio a cui attaccarti, ma io la penso così e continuerò a pensarla così finché non riuscirai a farmi cambiare idea. Vorrei anche farti notare che molta gente non ha l’ossessione di essere a ogni costo trasgressiva … questa tua mania di essere anticonformista e originale mi pare un tantino sospetta, anche perché è tipica di chi è affetto da un grave disturbo narcisistico di personalità …
Francamente mi sono un po’ stancato di ripetere sempre gli stessi concetti perché tu ti ostini pervicacemente a non capire. Te lo ripeto per l’ultima volta:
1) Non ti condanno e non ti ho mai condannato per i tuoi gusti e le tue inclinazioni sessuali
2) Il fatto che certe pratiche mi rovescino lo stomaco non implica in alcun modo un giudizio morale, ma soltanto un giudizio estetico-sentimentale, di cui sono pronto a fornirti le ragioni.
Ma quand’è che replicherai alle obiezioni di LUNA ? Quand’è che risponderai alle domande di Eme ? Quand’è che ci farai leggere il parere della tua compagna ?
@ Coppiabiricchina:
Finalmente una risposta … Quando ho scritto il mio ultimo post non avevi ancora replicato a nessuno e la cosa stava cominciando a diventare fastidiosa.
Mi sono scompisciato dal ridere quando ho colto nei tuoi discorsi certe strane allusioni … Se ho ben capito tu hai creduto che io ed Eme fossimo la stessa persona … Dio mio ; è troppo divertente … Si vede che non sei un frequentatore assiduo di questo sito … Se tu conoscessi i rapporti che intercorrono fra me e lei saresti il primo a ridere di questo assurdo sospetto 🙂
Caro Coppiabiricchina; nel post n.58 ti sei definito “l’unica presenza trasgressiva” di questo forum.
L’esperienza mi ha insegnato che le persone veramente anticonformiste non se ne vanno in giro per i forum portando addosso una maglietta con su scritto “SONO TRASGRESSIVO”. Le persone veramente anticonformiste, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno consapevoli di esserlo. E se anche lo sono evitano accuratamente di mettere in mostra questa loro diversità, perché la cosa che più desiderano è vivere tranquilli ed essere lasciati in pace dalla gente … Sicuramente non hanno l’ossessione di apparire ad ogni costo originali … quell’ossesione, generalmente, ce l’hanno le persone che temono di essere banali.
Forse aprire un forum parallelo dedicato alla monogamia potrebbe essere stimolante. il rischio è che ognuno di noi si chiuda nel proprio orticello evitando accuratamente il confronto… un confronto che qui c’è stato ma che dal mio punto di vista è risultato molto deludente. Non che siano mancate le osservazioni argute né le idee interessanti … il problema è che al di là delle simpatie e delle antipatie personali (inevitabili e scarsamente rilevanti visto che ci troviamo in un mondo virtuale), io continuo a riscontrare una grave incomunicabilità di fondo … E’ da dieci giorni che ripeto gli stessi concetti senza riuscire a farmi capire da un certo utente; e se devo credere alle sue parole anche io non sono riuscito a comprendere le sue. E’ una sensazione un tantino frustrante.
Se questa non é arroganza: il povero CB si accingeva a rispondere ad una considerazione di Marquito quando é stato illuminato dalla sua stessa saggezza e ha optato per bypassare causa rilevata FUTILITA’ delle argomentazioni (e relativi quesiti, suppongo). Caro CB, in genere sono una donna disposta al dialogo. Tranne che con gli ottusi e gli arroganti. E tu tanfi di arroganza persino quando non scrivi. La risposta che cercavo……. l’ho avuta. Mi domando come si potrebbe mediare in un campo delicato come quello in oggetto visto che fare sesso con uno sconosciuto per far piacere al compagno o alla compagna non é esattamente l’abbassare la tavoletta del water. E poi….chissà come si realizzerebbe la mediazione? Sesso in webcam anziché contatto fisico? Non sono morbosa e, poi, é quasi ora di cena e vorrei evitare la nausea…..le mie sono domande che non vogliono risposta.
Ragazzi, ma veramente fate? Credevo che finalmente si potesse discutere in maniera seria e costruttiva, (passata la festa, gabbato lu santo) ma siamo alle solite, continuate con il vostro giudicarmi un ebete e poi dimostrate con i fatti che non riuscite a capire, trasformando i vocaboli ed il senso di quanto scrivo, pretendete poi anche di criticarmi su quello che voi giudicate detto da me. Mah!
Cara Eme, con la E orgogliosamente maiuscola, nelle tue ben 12 righe di 162 parole complessive divise tra il post 90 e 94 (non 90,91,92,93 e 94 ma solamente 2 post, 90 e 94: è evidente che sei piena di argomenti), sei riuscita, tolte tutte le invettive, e le considerazioni strampalate, a scrivere: “Mi domando come si potrebbe mediare in un campo delicato come quello in oggetto visto che fare sesso con uno sconosciuto per far piacere al compagno o alla compagna non é esattamente l’abbassare la tavoletta del water.” . Sono rimasto letteralmente strabiliato, per far capire le cose a te servirebbe un disegnino (dovrò attrezzarmi).
Prima di tutto qui l’oggetto del discutere è la “coppia aperta” o meglio, più in generale “trasgressiva”, perciò non si tratta di “fare sesso con uno sconosciuto per far piacere al compagno” perché cosi detto, non si tratta assolutamente di un rapporto di coppia, perciò niente coppia niente dibattito. Da ciò che ho scritto, circa 12000 caratteri, tu hai estrapolato la tavoletta del water scrivendo che non si tratta della stessa cosa abbassare una tavoletta rispetto ad una trasgressione (il vocabolo è stato inserito da me per correttezza). Bella scoperta. Mi chiedo: ma sei veramente così? Poi sei anche riuscita ad incollare il termine “mediare” in un campo come quello in oggetto (cioè nella coppia trasgressiva). Io in verità stavo parlando di un rapporto di coppia in generale. Quando una coppia non è più in sintonia, allora o ci si separa, divorzio ecc. o se si resta insieme si deve trovare un accordo che può essere dettato dai figli, da beni in comune ecc… oppure, se uno dei partner non riesce a concepire la separazione in nessun modo, allora accetta tutto, tradimenti, maltrattamenti fisici e/o morali ecc. Se ti rifiuti ancora di capire, allora il tuo pregiudizio è talmente forte da riuscire ad annebbiarti totalmente la vista, la cosa in quel caso è patologica.
Se rileggi (se! vabeh!) i vari miei post, senza leggere quelli degli altri naturalmente, potresti scoprire altre cose molto interessanti.
Comunque, quando fate riferimento ad un mio scritto, indicatemi anche il post in cui posso trovare quanto affermate, così come faccio io, perché risalire ogni volta tutti i post per trovare ciò a cui vi riferite è veramente stressante, anche perché i vostri riferimenti non corrispondono mai a quanto realmente ho scritto.
P.S. Siete sicuri che non è il mio modo di scrivere piuttosto che i contenuti a crearvi queste reazioni?
Eheheh caro Coppia birichina: “quando fate riferimento ad un mio scritto, indicatemi anche il post in cui posso trovare quanto affermate”.
Hai delle difficoltà a ritrovare le tue perle di saggezza?
Ma non ti preoccupare…è sempre la stessa pappa.
La stessa NAUSEANTE pappa trita e ritrita!
Non rispondo alle tue considerazioni (disegnini, mente annebbiata etc etc etc ).
A quattro anni, durante una solare giornata trascorsa all’asilo, ho cominciato a capire che chi non sa cosa dire tende a dare dello stupido all’interlocutore.
E a cinque anni, ho smesso di raccogliere queste misere provocazioni.
Comunque nel post 78 io, Eme con la E orgogliosamente maiuscola scrivo: “Ti ho fatto una sola domanda! Ti ho chiesto come ti comporteresti se la tua lei non fosse d’accordo!”.
Risposta: post 89 (scusami….POST 89 : pubblicato il 25 Aprile 2011 alle ore 9.04 dalle mie parti c’era un tiepido sole e tirava una fresca brezza….hai bisogno di altre indicazioni?): ” Eme la quale (o il quale?) mi chiede cosa succede se tra i partner di una coppia non esiste sintonia di vedute sulla trasgressività. Credo che la risposta sia ovvia, si fa quello che normalmente avviene in una coppia in cui esiste un disaccordo e cioè o si trova una mediazione condivisa o ci si lascia”.
Poi compare il post 95: “Poi sei anche riuscita ad incollare il termine “mediare” in un campo come quello in oggetto (cioè nella coppia trasgressiva) Io in verità stavo parlando di un rapporto di coppia in generale.”
Mi domando se, quando scrivi, sei in te oppure sei posseduto dallo spirito dello smemorato di Collegno.
Leggiti.
Rileggiti.
Rileggiti ancora.
E trai le dovute, penose, ridicole, tristi conclusioni.
Affermi, poi neghi, ti allarghi, circoscrivi. Come se fossimo tutti idioti. Come se non sapessimo leggere e tu potessi fare il brutto ed il cattivo di tempo forte di una dialettica che pensi o speri di possedere.
Ti arrampichi sulle parole, sui concetti con la stessa agilità con cui un gibbone unto di olio si arrampica su un vetro.
Mi fai ridere……
La tua malafede, la tua voglia di scatenare polemiche per poi poter fare la vittima, la tua (ribadisco) arroganza che, probabilmente, tenta di nascondere la scarsezza di argomentazioni veramente illuminati sono talmente evidenti che non mi sembra il caso di aggiungere altro.
……..e mi viene in mente il mio povero babbo che sbatteva freneticamente una ciabatta sul pavimento, in piena notte, nella speranza di intimidire “il Mario”, il rumorosissimo arbitro di una discutibile scenetta in cui quattro (o cinque o sei) persone zompavano rumorosamente su un letto cingolante.
…….e mi viene in mente un mio ex (una figura mitologica: mezzo scambista e mezzo guardone) che tuonava contro la mia cecità, contro il mio cervello piccolo piccolo che mi impediva di aprirmi all’amore universale e di fami condurre ad un livello superiore di conoscenza ed esperienza.
……e mi viene in mente una ragazza che (invece e purtroppo) ha ceduto ai ricatti, alle intimidazioni, alle minacce (…ops…scusate, intendevo dire “ha ceduto alla “mediazione”) e poi si è sentita una cloaca con gambe e braccia.
Mi viene in mente tutto questo, non leggo nulla che mi faccia cambiare il mio GIUDIZIO (non pregiudizio) e sono felicissima di essere rigorosamente monogama in coppia con un monogamo!
E’ veramente imbarazzante che questo signore si firmi con il nome di COPPIAbiricchina (le maiuscole sono mie) e che dopo 97 post non ci abbia ancora fatto leggere una sola volta il parere della sua compagna. Ma torniamo a noi:
La vicenda degli astronauti mi sembra veramente emblematica e esemplifica in modo perfetto il modo di comportarsi di questo signore.
Siccome CB negava di avere mai assunto un atteggiamento arrogante, e di avere affermato la superiorità della coppia libera su quella monogama, io mi sono permesso di sottoporgli una delle sue deliziose metafore; quella che personalmente mi era sembrata più fastidiosa ed irritante :
“Certo non si può essere tutti degli astronauti, ma fare un voletto su un sicuro aereoplanino non rovina nessuno e regala sensazioni che non si può provare in nessun altro modo”.
Qualsiasi persona dotata di un cervello funzionante, e che abbia seguito con attenzione l’evolversi del dibattito, interpreta la frase in questo modo: “Non tutti hanno la stessa intraprendenza, lo stesso coraggio e la stessa propensione a trasgredire le regole, ma se riusciste a vincere la paura e trovaste il coraggio di sperimentare certe pratiche “trasgressive”, sia pure in forma soft, scoprireste che certe esperienze sono assolutamente impagabili e che certe emozioni sono nettamente superiori a quelle che vi può offrire una vita sessuale di tipo diverso (“non le si può provare in nessun altro modo”).
Il senso è chiarissimo, limpido, cristallino, e infatti tutti gli utenti l’hanno interpretato in questo modo.
A questo punto faccio notare a CB che il suo è un atteggiamento arrogante per almeno due motivi:
1) I gusti sessuali sono una faccenda estremamente soggettiva e nessuno può permettersi di affermare che certe emozioni sono ineguagliabili e superiori alle altre
2) CB dà per scontato che chi non si dedica a certe pratiche sia paralizzato della paura e non prende in considerazione l’ipotesi che ci siamo persone a cui quelle pratiche suscitano soltanto un profondo senso di nausea (in questo caso CB non si dimostra soltanto arrogante, ma anche un tantino intollerante).
Come risponde il buon CB ? Evita accuratamente di entrare nel merito della questione e mi accusa di avere manipolato la sua lettera solo perché mi sono permesso di evidenziare alcune parole attraverso l’uso delle maiuscole. Non una parola sulla metafora che gli avevo sottoposto; non uno straccio di spiegazione alternativa (il senso del discorso era troppo evidente e “nemo ad impossibilia tenetur” …). Tutto quello che ha saputo fare è stato contestare il fatto che avevo sottolineato con le lettere maiuscole la parte saliente del suo discorso.
(continua)
La vicenda degli astronauti mi sembra veramente emblematica e esemplifica in modo perfetto il modo di comportarsi di Coppiabiricchina.
Siccome CB negava di avere mai assunto un atteggiamento arrogante, e di avere affermato la superiorità della coppia libera su quella monogama, io mi sono permesso di sottoporgli una delle sue deliziose metafore; quella che personalmente mi era sembrata più fastidiosa ed irritante :
“Certo non si può essere tutti degli astronauti, ma fare un voletto su un sicuro aereoplanino non rovina nessuno e regala sensazioni che non si può provare in nessun altro modo”.
Qualsiasi persona dotata di un cervello funzionante, e che abbia seguito con attenzione l’evolversi del dibattito, interpreta la frase in questo modo: “Non tutti hanno la stessa intraprendenza e la stessa audacia, ma se trovaste il coraggio di sperimentare certe pratiche “trasgressive”, sia pure in forma soft, scoprireste che certe esperienze sono assolutamente impagabili e che certe emozioni sono nettamente superiori a quelle che vi può offrire una vita sessuale di tipo diverso”.
Il senso è chiarissimo, limpido, cristallino, ed infatti tutti gli utenti l’hanno interpretato in questo modo. CB è stato estremamente chiaro e ha parlato espressamente di “sensazioni che non si può provare in nessun altro modo”.
A questo punto faccio notare a CB che il suo è un atteggiamento arrogante per almeno due motivi:
1) I gusti sessuali sono una faccenda estremamente soggettiva e nessuno può permettersi di affermare che certe sensazioni sono ineguagliabili e superiori alle altre.
2) CB dà per scontato che chi non si dedica a certe pratiche sia frenato della paura e non prende in considerazione l’ipotesi che ci siamo persone a cui quelle pratiche suscitano soltanto degli intensi attacchi di vomito.
Come risponde il buon CB ? Evita accuratamente di entrare nel merito della questione e mi accusa di avere manipolato la sua lettera solo perché mi sono permesso di evidenziare alcune parole attraverso l’uso delle maiuscole. Non una parola sulla metafora che gli avevo sottoposto; non uno straccio di argomentazione o di obiezione …Tutto quello che ha saputo fare è stato contestare il fatto che avevo sottolineato con le lettere maiuscole la parte saliente del suo discorso … Non contento di questa sua prodezza, nel post n. 86, ci accusa tutti quanti di avere avuto un atteggiamento “razzistico” (sic).
Per quel che mi riguarda questa discussione ha perso completamente di significato. Qui mancano completamente i presupposti per potersi confrontare in modo serio e equilibrato; manca soprattutto quel requisito fondamentale che si chiama onestà intellettuale.
Buon proseguimento.
CB: ciao. @LUNA esprime nei suoi post 83 e 84 un atteggiamento finalmente pacato e costruttivo
Onestamente, CB, credo di averlo sempre avuto un atteggiamento pacato e costruttivo, mentre tu vedevi (lo hai scritto, poi vado a cercare dove se vuoi) miei atteggiamenti pregiudiziali dove non c’erano e quando ti dicevo serenamente che non c’erano insistevi che se non fossi stata prigioniera dei miei inconsapevoli pregiudizi il mio dialogo con te sarebbe stato più sereno.
CB commento 8: @Quante coppie conosciamo che vivono nell’amore? A ben vedere tutte o almeno la gran parte sono legate da fattori affatto diversi: condizioni finanziarie; figli; cose ed affetti comuni; abitudine; un surrogato di sesso. Ma l’amore? In una coppia ben armonizzata ed innamorata invece, si possono individuare altre ragioni: interesse ad ampliare i confini di coppia; desiderio di approfondimento della reciproca conoscenza; ampliamento dei confini amicali; estensione della libertà.
Per 24ore poi, forse non sa che da studi scientifici seri, condotti da numerosi istituti di ricerca medica, scaturisce che circa una coppia su quattro pratica lo “scambismo”, o per lo meno ne è attratta. Permettetemi di concludere questo breve ma credo utile “trattato” con una frase di Seneca: “Nullius boni sine socio iucunda possessio est”. – Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla –
CB 15@L’immagine comune della coppia tradizionale (idealizzata) è quella di due persone innamorate che condividono tutto (escluse le trasgressioni) e pervasa da un sesso sublime portatore di figli fantastici così da rendere le vite di entrambi una cosa superba, unica ed indivisibile; finché morte non li separi. Nella realtà poi, le coppie che possono vantare di corrispondere a questo stereotipo non sono molte, spesso a tenerle unite sono piuttosto: i problemi; i figli; comuni affetti, economie e cose; abitudini e probabilmente un surrogato di sesso. Questa discrepanza esistente tra l’ideale ed il reale conduce a: disaccordi; infedeltà; insicurezza; rabbia e quant’altro.
Ritengo che se ci soffermiamo a riflettere con attenzione su questo non possiamo non convenire che la coppia ideale è un racconto che ci è stato insegnato fin dalla più tenera età ed a cui abbiamo creduto, e quando la realtà si rivela, a noi non rimane altro che la sensazione oppressiva di vuoto e di fallimento, cosa naturalmente da nascondere al mondo esterno. Se poi qualcuno esprime un’alternativa che evidenzia questa condizione, un moto di sdegno ci pervade all’istante.
CB 19-20:
@La coppia “tradizionale” secondo una visione corrente maschilista-sessista-riduzionistica, è costituita da due individui, sessualmente opposti, uniti da fattori diversi di cui formalmente l’amore ne è l’elemento fondante. L’uomo e la donna sono però suddivisi in due entità gerarchicamente distinte in cui la sessualità conferisce all’uomo, che trova quest’ultima un’attività molto piacevole e quindi auspicabile anche se l’etica