Coppia aperta
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Cercavo opinioni inerenti la coppia aperta. Non cerco un semplice “E’ una cosa squallida” o un banale “Non ha senso, piuttosto metti le corna, ma non dirlo al compagno”, oddio, se proprio dovete ok, ma almeno motivate in modo coerente. Cercavo un commento o un’opinione un po’ articolata. Vanno bene anche esperienze personali.
Grazie,
C18.
Data di pubblicazione: 4 Aprile 2011
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Categorie: - Amore
246 commenti
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Secondo me la coppia aperta è una coppia che non ha frustrazioni nè
tabù, è avere accanto una persona amica, amante, fidanzata, moglie
allo stesso tempo, la persona che nn è uno scudo ma quella che ti
completa!
L’ingrediente principale di una coppia è la comunicazione, per far
funzionare una coppia bisogna saper ascoltare da parte di entrambi,
saper capire prima di dare in escandescenza.
Però attenzione a quelli che ti dicono di volere una relazione aperta
e poi si approfittano ed esagerano superando il limite del rispetto.
A me è successo questo, lui dopo un’esperienza di prigionia voleva una
relazione aperta, io che sono una aperta di mio ho scoperto una
relazione molto matura, senza gelosie e segreti, sembrava una storia
senza fine la nostra, c’era tanta complicità… ma poi lui si è
approfittato della mia disponibilità, ha omesso molte cose di lui
(forse se ne vergognava) e io mi sono sentita ferita per tre volte di
più che in una normale relazione e non sono più scesa a quel
compromesso. è finita e ora non mi fido più di nessuno, ho perso la
stima anche nelle persone pronte a tutto pur di dire la verità anche
se scomoda.
L’unica relazione aperta a cui credo è quella con me stessa
Non ti parlo per esperienze personali, perchè non ho mai vissuto una storia simile, ne mi si è mai presentata l’occasione. Sarò sincera io penso che due persone che si amano non possano mai vivere una relazione aperta, sia perchè se stai con una persona che ami davvero non hai bisogno di cercare niente negli altri, e poi non lo trovo giusto nei confronti della persona che si ha a fianco. Poi se ad entrambi fa DAVVERO piacere questa situazione è un altro conto. Io comunque mi risparmierei la fatica di essere fidanzata, e mi godrei la libertà di essere single così da poter avere tutte le relazioni che voglio. Sarò anche un parere sbagliato, ma io la penso così. Spero di esserti stata utile.
Buongiorno.
Se per ‘coppia aperta’ deve intendersi una forma di convivenza o di pseudo-convivenza che si basa sulla ‘non esclusività sessuale’, di mancanza di obiettivi e progetti comuni, di mancanza di reciproci sentiti sentimenti, di mancanza di reciproci obblighi, ritengo che questa non sia una…coppia.
Questo tipo di situazione ibrida, in un vissuto quotidiano indipendente e svincolato da qualsiasi legame, non determina appunto un ‘rapporto di coppia’.
Il sentirsi ‘moderni’, ‘liberi’, ‘giovani’ secondo me nasconde una mancanza di valori dove tutto diventa possibile e plausibile.
Quindi non c’è ‘coppia’. Anche il vivere sotto lo stesso tetto, in questa tipo di condizione, non vuol dire essere una ‘coppia’.
Quindi il termine ‘coppia aperta’ è un nonsense, non ha significato.
Quindi il problema, secondo me, non può essere ridotto al solo ‘mettere le corna’, anche perchè se si vive consapevolmente in una coppia aperta non ci sono corna, tanto lo si sa che succede.
Anche affrontando l’aspetto religioso della ‘coppia’ come unione per la procreazione, rende immatura ( e irresponsabile qualora ci siano figli) una ‘coppia aperta.
In sostanza, se vuoi, la coppia aperta vive di false relazioni basate su molte affinità, anche culturali, di interesi comuni, spesso poi legate a incontri sessuali.
Ma manca di autenticità, di intensità, di passione, di un vero riconoscimento verso una persona.
Chi vive questo tipo di situazione è certamente una persona svincolata mentalmente da affetti profondi, da amore.
Questa la mia opinione, senza voler condannare nessuno. Ognuno fa le sue scelte.
Mau.
“il termine ‘coppia aperta’ è un nonsense, non ha significato”
“Chi vive questo tipo di situazione è certamente una persona svincolata mentalmente da affetti profondi, da amore.”
Condivido pienamente quanto scritto da Mau. L’idea della coppia aperta viene solo a chi non è veramente innamorato. Quando ami una persona non sei proprio in grado di sopportare una cosa del genere. E questo è oggettivo, è così, non si tratta di giudicare.
Poi, anche dal punto di vista di chi si vuole “divertire”, non vedo la necessità di stare in una coppia aperta: meglio rimanere single! Tutto è ancora meno complicato!
Insomma, è un nonsense da qualsiasi punto si osservi.
si hanno ragione cara N. C18…coppia aperta è una cosa che nemmeno nei telefilm vecchi tpo bayside school si sente più…coppia significa due!può essere coppia complicata, coppia strana, coppia d’assi..anche coppia incestuosa va!ma coppia aperta è na cosa che non si può sentì…non ha nulla di reale.
Non sopporto i commenti assoluti, parlate come foste Dio in terra.
Qualcosa che per voi è inconcepibile non vuol dire che lo sia. Ci sta
che pensiate che certe cose siano prive di senso, ma è pur sempre
un’idea vostra.
Apprezzo Mau che ha detto le vostre stesse cose ma difendendosi dicendo
che è una sua opinione.
In ogni caso, grazie per le risposte. 🙂
Saluti.
Scusate, ma a me sembra che qui non si sappia proprio di cosa si stia parlando. Coppia aperta, amore, sesso, forse sarebbe bene fare un po’ di chiarezza ma principalmente superare i preconcetti che ci attanagliano.
Prima di tutto specifichiamo cos’è l’amore: L’amore in generale è l’inclinazione dell’anima verso persona o cosa che diventa oggetto del bene, ma più specificamente, qui ci riferiamo al sentimento intenso che lega un uomo ad una donna e questa a quello, ebbene l’amore è incondizionato, non si ama per una ragione specifica, si ama e basta. Questo sentimento è stato magistralmente espresso in innumerevoli modi, ma ritengo molto illuminante la maniera utilizzata nel famosissimo libro: “Il Profeta” di Gibran Kahlil Gibran a cui vivamente vi rimando e che potete trovare in una versione, che a me non soddisfa pienamente, a questo link (consiglio in particolare la lettura “sull’amore” e quella “sul matrimonio”):
http://www.la-poesia.it/stranieri/orientali/gibran/index_gibran.htm
Se il nostro sentire è in sintonia con quanto espresso non possiamo temere anzi, amare per noi significa essere orgogliosi, fieri, vogliosi di donare, offrire se stesso all’altro, consentirgli di penetrare nel nostro intimo più profondo e viceversa, godere del piacere dell’altro sottraendosi agli egoismi personali.
La società c’impone un’etica verso la coppia che deve appartenere ad un cliché ben delineato, ma chi ha stabilito queste regole? Amare significa sottostare a rigide norme oppure è una cosa che nasce nell’intimo e non può essere guidato in quanto sfugge a tutti i tentativi di racchiuderlo in limiti stabiliti?
È possibile però turbarci per altri elementi che riteniamo ad esso legati, come la gelosia, ed allora è meglio specificare il significato di questo vocabolo: sospetto, dubbio, assillo, tormento di perdere l’amore della persona amata. La gelosia quindi è una nostra personale insicurezza interiore, il timore di perdere il possesso dell’oggetto del nostro amore, essa si alimenta della paura di perdita, del non sentirsi all’altezza di proteggere adeguatamente la nostra proprietà. In ultima analisi, come si evince dagli studi più avanzati in questo campo, la gelosia è un sentimento degenerativo, mentre l’amore è costruttivo. Siamo al cospetto di due condizioni contrapposte e non complementari né consequenziali.
L’amore ed il sesso sono assolutamente svincolati tra loro, è possibile facilmente individuare l’uno senza l’altro e viceversa. Tutti credo concordino che il sesso non presuppone essenzialmente la presenza dell’amore, ma anche l’amare un figlio aborrisce un rapporto sessuale tra i due. Il fatto che in una coppia “canonica” si presupponga la presenza dell’amore e del sesso è un fatto conclamato ma non assicurato. Il sesso è un piacere fisico che può contenere, ampliandone enormemente i confini, un coinvolgimento emotivo, ma da qui allo stabilire che debba esserci amore il passo è da ritenere veramente forzato.
—– C O N T I N U A —-
Il “nonsense” indicato nei vari post precedenti e riferito alla “coppia aperta” è una conseguenza di quel preconcetto che l’etica c’impone; nascondere un’attrazione fisica verso una persona terza insinua nell’amore un pericoloso presupposto al suo evolversi. L’amore si alimenta di complicità, di offerte, di chiarezza, di gioia e il nascondere significa tradirlo.
Quante coppie conosciamo che vivono nell’amore? A ben vedere tutte o almeno la gran parte sono legate da fattori affatto diversi: condizioni finanziarie; figli; cose ed affetti comuni; abitudine; un surrogato di sesso. Ma l’amore? In una coppia ben armonizzata ed innamorata invece, si possono individuare altre ragioni: interesse ad ampliare i confini di coppia; desiderio di approfondimento della reciproca conoscenza; ampliamento dei confini amicali; estensione della libertà. Credo proprio che mara78 abbia più di altri centrato il senso di “coppia aperta”, brava mara! Per 24ore poi, forse non sa che da studi scientifici seri, condotti da numerosi istituti di ricerca medica, scaturisce che circa una coppia su quattro pratica lo “scambismo”, o per lo meno ne è attratta, pertanto la sua affermazione resta solo sua! per gli altri, vale ciò che afferma c18.
Permettetemi di concludere questo breve ma credo utile “trattato” con una frase di Seneca: “Nullius boni sine socio iucunda possessio est”. – Nessuna cosa è bella da possedere se non si hanno amici con cui condividerla –
Senti C18, ma è chiaro che sono NOSTRE opinioni. Ma di chi pensi che siano? Credi che stiano scritte nella Bibbia o in qualche altro Libro Sacro? Come avrei dovuto parlare per non sembrare “Dio in terra”? Dimmi.
Il fatto che IO pensi quelle cose che ti ho scritto non t’impedisce di fare tutt’altro, non capisco proprio perchè ti irriti. Puoi fare ciò che vuoi della tua vita…vuoi la coppia aperta? Bene! A me non cambia nulla. Ti ho solo scritto il MIO punto di vista!
Nessuno ti obbliga a pensarla come noi. Ricordati però che l’hai richiesta tu la nostra opinione scrivendo in questo sito.
In bocca al lupo! 🙂 Saluti
@ PolvereDiStelle:
Veramente io non ho detto cosa voglio e nemmeno la mia opinione, la
mia domanda sulla “coppia aperta” non è propriamente per me, ma per
vedere la comune mentalità della gente. Nulla contro le vostre idee,
mi ha solo dato fastidio l’arroganza e l’imposizione con le quali le
avete espresse. Poi, oh, è anche vero che tramite internet si fa
fatica ad intendere il tono di una persona, o meglio, spesso si
fraintende, però io ho avuto quell’impressione lì.
Non ti preoccupare che a prescindere dai commenti altrui io la mia
vita la scelgo in base ai miei criteri e senza farmi influenzare da
internet o simili.
Tranquilla, non sono alterata, è che quel giorno ero girata male di
mio e per lo più ho un modo di scrivere molto fraintendibile, mi
dispiace.
@ CoppiaBiricchina:
Grazie. Non per aver scritto un poema, eheh, ma per aver scritto
qualcosa, finalmente, di diverso. Avevo perso le speranze.
ciao C18 🙂
hai ragione sul fatto che sul forum può capitare che i toni vengano fraintesi, quindi premetto che ti sto scrivendo in assoluto relax 🙂
come mi pare peraltro che ti abbiano anche risposto gli altri. Tu hai chiesto cosa ne pensano loro e loro hanno detto cosa ne pensano loro, in sintesi perché per loro stessi è concepibile o no il concetto di coppia aperta. Tipo: il colore blu ti piace? No.
Il colore blu non me lo sento bene addosso. Il che non significa che poi vadano a fustigare chi si veste di blu. Però non è che uno deve dire che il blu gli piace e se lo vede bene addosso se non gli piace, no? 😛 O che le persone a cui non piace il blu siano per forza daltoniche e non vedano quanto è bello. Degustibus, no?
Effettivamente, come dici tu, tu non hai espresso la tua opinione, hai solo chiesto. Quindi, in un certo qual modo, chi ti ha risposto, in questo dialogo che hai creato, si è messo in gioco molto più di te. Senza neanche chiederti se tu fossi contro o pro.
Quindi mi pare che invece, al di là dei pro o dei contro, ci sia stato un bello scambio di idee, fermo restando che forse, l’idea che maggiormente manca da scambiare è proprio quella di chi il quesito lo ha lanciato. Non sono polemica, eh! semplicemente osservo.
Osservo che è invece una frase come “@finalmente scritto qualcosa di diverso. Avevo perso le speranze” suona un po’ arrogante.
Perché mentre tu non hai espresso un’opinione e quindi, di fatto, nessuno può averla giudicata, tu con quella frase giudichi la presunta scarsa originalità di un pensiero, che essendo individuale rispetto a sè esprime una coerenza e non cerca originalità(ripeto, osservo senza alcuna volontà polemica. Io manco ti avevo risposto ancora).
Ma perché più della discussione/confronto sulla coppia aperta o chiusa e lo scambismo o l’esclusività – è una cosa su cui è evidente che ci possono essere mille opinioni diverse, se pure principalmente riassumibili in sì/no… ma poi magari ognuno ha le sue sfumature – la cosa che mi colpisce è un’altra. E non è la prima volta che la riscontro in discussioni su questi temi, nel forum, ma anche non solo.
E cioè che se è vero che chi ama una visione della coppia meno tradizionale, diciamo, e si sente a suo agio nella sua propria visione di coppia, non ama che gli si dica che è fuori di cotenna e venire giudicato (corretto) tipo caccia alle streghe spesso però accade anche il contrario… e cioè che se qualcuno ama la sua visione della coppia tradizionale e ci si sente a suo agio diviene: bigotto, limitato, castrato nei suoi reali impulsi, con una predominanza di emozioni distruttive e negative, ipocrita, prigioniero o colui che imprigiona l’amore, non generoso verso l’altro o colui che non capisce che la libertà è molto di più…
E questa cosa ammetto mi fa un po’ sorridere. Ma nel senso che finisce con il sembrare una visione limitata, paradossalmente, quanto quella di chi non riesce a concepire che esistano altri modi, meno
tradizionali, diciamo, di viver
coppia.
Premetto subito che questo confronto di idee mi interessa, e non da un punto di vista pregiudiziale. Io la mia idea ce l’ho e me la vivo molto serenamente come Coppiabirichina vive la sua.
Però trovo che alle volte ci siano delle generalizzazioni un po’ curiose anche nel verso opposto, cioè quello della coppia non tradizionale. Mi spiego: gli individui non sono tutti uguali, e le relazioni, pure se vogliamo metterle nei sottotipi coppia/coppia aperta/coppia scambista non sono tutte uguali. Quindi, ammesso pure che ci siano una serie di schemi che sembrano più “identificabili” rispetto ad un tipo di relazione di coppia aperta/chiusa ecc ogni individuo li vive poi a modo suo, anche fosse pure soltanto a livello emotivo.
Personalmente, a scanso di equivoci, premetto che conosco persone che vivono la coppia in modo meno tradizionale e la cosa non turba me e non turba loro il fatto che io mi senta a mio agio nella coppia tradizionale, esclusiva, e non credo che ciò derivi da un’etica che mi ha imposto la società, o da miei sentimenti distruttivi piuttosto che costruttivi. Io sono una persona che ama molto la sua libertà, intesa come stato d’animo ed evoluzione, e sono assolutamente d’accordo che la coppia non dovrebbe essere un organismo che fa implodere la socialità, le amicizie, i talenti… però penso anche che non esiste solo la coppiatradizionalegalera, esiste anche la coppia in cui due individui con piacere mettono in gioco sia la loro libertà che dei punti di incontro. Quindi non capisco perché alla coppia non tradizionale viene spesso opposta la degenerazione, anche implosiva e antievolutiva, della coppia tradizionale. Quando esistono squadre a due eccezionali, in cui gli individui si rispettano e si arricchiscono vicendevolmente e proprio anche attraverso l’esperienza della scelta a due. Per quanto mi riguarda non vivo la coppia come un freno alla mia libertà sessuale, perché scegliere l’esclusività per esempio è un atto istintivo, fisico ed emozionale spontaneo di quella mia libertà.
Tornando alla coppia aperta penso che se due individui adulti e consenzienti la scelgono e sono sereni sono in senso buono affari loro. (Diverso è il discorso se uno impone all’altro una visione di coppia aperta e l’altro si adegua con sofferenza vivendo la coppia a due… da solo). Per quanto riguarda lo scambismo idem, cioè si capisce CB che voi siete contenti così: però mi chiedo cosa c’entri l’assenza di gelosia, in generale. Per quanto ne so (posso sbagliarmi) quella della scambismo è una libertà sessuale condivisa ma controllata, cioè è concesso a livello sessuale ed emotivo quello che viene accettato dalla coppia ed è noto alla coppia, comunque. Quindi rispetto alla scelta/esperienza sessuale vissuta in maniera solo individuale, emotivamente e fisicamente che sia, l’atteggiamento emotivo ed etico è identico a quello della coppia tradizionale: sensazione di tradimento, non controllo della situazione e gelosia rispetto ad un’invasione esterna.
@ LUNA:
Non ho espresso la mia opinione perchè non mi è stata chiesta. Mi
interessano quelle altrui, non ho espresso la mia perchè non so a chi
e quanto possa interessare.
Senza volere mi hai aiutato a specificare cosa intendevo. Per pareri
“assoluti” intendevo proprio quello che tu per prima hai escluso: il
fatto che certa gente che la pensi in un modo in realtà non condanni
quelli che la pensano diversamente. E’ proprio questo invece il punto!
Santo Dio, per me una persona può morire a 90 anni vergine come può
avere 5 ragazzi contemporaneamente, ma mi da fastidio quando la
novantenne vergine dichiara puttane quelle che fanno esperienza, e mi
da fastidio se la ragazza che va con 5 ragazzi al giorno dice che la
novantenne è una suora che non ha capito niente della vita!
Ed è la cosa che succede più frequentemente quella di trovare persone
che criticano a tal punto di diventare razzisti verso certe persone
per il loro stile di vita o mentalità.
Ho aperto questo.. Lettera/topic/nonloso, proprio per vedere le
persone come reagiscono. E reagiscono come mi aspettavo, con il
concetto sottointeso di “Ho ragione io, è come la penso io, e tu no!”
senza neanche prendere vagamente in considerazione il fatto che certe
cose, solo perchè per loro inconcepibili, non vuol dire che non
abbiano un senso. Perchè dire “Non ha senso” è ben diverso da dire
“Penso sia insensato”. Ma tanto. Perchè se io dico “Oggi c’è il sole”
è ben diverso da “Penso che oggi ci sia il sole”, perchè magari piove.
Quindi se dico che non ha senso, magari ne ha. E viceversa.
Scusate, ma ritengo che in questo blog, stia avvenendo ciò che peraltro succede in quasi tutti gli inizi di discussioni: un burrascoso avvio fatto d’incomprensioni condite di una certa dose d’insofferenza alle opinioni avverse. Per entrare prima nel merito forse è bene chiarire subito che qui non si cerca di criticare alcunché ma piuttosto arricchire la propria prospettiva d’osservazione, ciò non toglie che è giusto eliminare da subito alcuni ostacoli a questa incomprensione. Permettetemi quindi di ripetere quanto già detto usando un modo forse più esplicito. Sottrarsi ai preconcetti consapevolizzandoli, si badi bene non dico eliminandoli perché ciò comporterebbe la perdita di valore per una eventuale trasgressione.
Lili dice: due persone che si amano non possano mai vivere una relazione aperta. Questo è proprio vero? Io provo piacere a fare per la mia donna anche cose che non solo non farei per nessun altro, ma che addirittura possono andare contro i miei stessi principi, e lo stesso è per lei. Ritengo che questo sia uno dei sintomi dell’amore, eppure viviamo con piacere situazioni trasgressive.
Ed ancora: se stai con una persona che ami davvero non hai bisogno di cercare niente negli altri. Sicura? Se si riflette a fondo, sono proprio tante le cose che il nostro partner non è in grado di darci.
Ed infine: non lo trovo giusto nei confronti della persona che si ha a fianco. Amare non è in sintonia con limitare, quindi quale valore ha il termine “giusto”?
Continua mau: la coppia aperta manca di progetti comuni, sentiti e vicendevoli sentimenti, obblighi reciproci. Chi lo dice? A me ed alla mia donna piace stare insieme ed essere complici, questo c’impedisce di essere una coppia propriamente detta aperta, eppure proviamo piacere nel trasgredire e questo non c’impedisce di provare amore e di essere fedeli l’uno all’altra in modo totale.
Poi: un vissuto quotidiano indipendente e svincolato non determina un rapporto di coppia. Quanto e come è vincolato e dipendente il rapporto nella maggior parte delle coppie tradizionali?
Ancora: sentirsi moderni, liberi e giovani nasconde una mancanza di valori. Una coppia tradizionale forse non può essere moderna, libera e giovane?
Ed infine: la coppia aperta manca di autenticità. Quanto è autentica una coppia tradizionale che rimane unita per il pubblico e poi in privato si tradisce raccontandosi un amore inesistente?
PolvereDiStelle sottolineando il “nonsense” espresso da mau aggiunge: l’idea della coppia aperta viene solo a chi non è veramente innamorato; ed aggiunge ancora: chi si vuole “divertire”, non vedo la necessità di stare in una coppia aperta: meglio rimanere single!
Il sentimento ed il rispetto reciproco sono il legante costitutivo della coppia, il sesso è una componente assolutamente non essenziale, come tante altre. Esistono molte coppie legate da amore sincero e profondo in cui il sesso, per le ragioni più varie, non è neppure contemplato.
in particolare per LUNA
Il dibattito verte sulla differenziazione delle varie configurazioni di coppia e non sul “meglio o peggio”. Quest’ultima valutazione viene aggiunta dalla nostra mente in base ai suoi pregiudizi. Io ho tentato di esprimere alcune sensazioni che provo nel vivere una certa condizione, senza nessuna intenzione di volerle imporre a chicchessia né tanto meno cercando consensi, l’unico scopo era di indicare spunti per una visione altra, dare cioè un’alternativa al nostro modo di concepire le cose aprendo la mente verso una demolizione di quel certo stereotipo che ci opprime tutti conducendoci inevitabilmente verso un certo tipo d’intolleranza.
L’immagine comune della coppia tradizionale (idealizzata) è quella di due persone innamorate che condividono tutto (escluse le trasgressioni) e pervasa da un sesso sublime portatore di figli fantastici così da rendere le vite di entrambi una cosa superba, unica ed indivisibile; finché morte non li separi. Nella realtà poi, le coppie che possono vantare di corrispondere a questo stereotipo non sono molte, spesso a tenerle unite sono piuttosto: i problemi; i figli; comuni affetti, economie e cose; abitudini e probabilmente un surrogato di sesso. Questa discrepanza esistente tra l’ideale ed il reale conduce a: disaccordi; infedeltà; insicurezza; rabbia e quant’altro.
Ritengo che se ci soffermiamo a riflettere con attenzione su questo non possiamo non convenire che la coppia ideale è un racconto che ci è stato insegnato fin dalla più tenera età ed a cui abbiamo creduto, e quando la realtà si rivela, a noi non rimane altro che la sensazione oppressiva di vuoto e di fallimento, cosa naturalmente da nascondere al mondo esterno. Se poi qualcuno esprime un’alternativa che evidenzia questa condizione, un moto di sdegno ci pervade all’istante. La reazione espressa da c18 nei suoi post è la conseguenza di questo sentire che pervade i post 2 di Lili, 3 di Mau, 4 di PolvereDiStelle e 5 di 24ore.
Il pensiero di LUNA è molto più articolato, eterogeneo e meno pregiudizievole, non manca però di una impercettibile valenza di questo vincolo. Certo è che nessuno di noi ha la conoscenza infusa, ma a ben guardare riusciamo tutti a percepire le dissonanze di fondo del nostro e dell’altrui raccontarsi, basta riuscire ad essere scientemente sinceri e porsi costantemente la domanda: da dove scaturisce il “credo che” spesso utilizzato?
E poi lasciatemelo dire, le cose sembra si riducano solo e sempre al sesso ed aggiungo, anche di bassa qualità!
Coppiabirichina: ciao 🙂
penso di aver già espresso il mio pensiero, anche in modo articolato, appunto, ma non ho problemi a riassumerlo serenamente.
Voi (vi do del voi perché avete un nick plurale e quindi immagino che possiate scrivere insieme o alternativamente) dite: @dare cioè un’alternativa al nostro modo di concepire le cose aprendo la mente verso una demolizione di quel certo stereotipo che ci opprime tutti conducendoci inevitabilmente verso un certo tipo d’intolleranza.
E qui, anche se la logica del discorso sicuramente fila, però secondo me emerge una sorta di vostro pregiudizio, perché aggiungete:
@L’immagine comune della coppia tradizionale (idealizzata) è quella di due persone innamorate che condividono tutto (escluse le trasgressioni) e pervasa da un sesso sublime portatore di figli fantastici così da rendere le vite di entrambi una cosa superba, unica ed indivisibile; finché morte non li separi. Nella realtà poi, le coppie che possono vantare di corrispondere a questo stereotipo non sono molte, spesso a tenerle unite sono piuttosto: i problemi; i figli; comuni affetti, economie e cose; abitudini e probabilmente un surrogato di sesso. Questa discrepanza esistente tra l’ideale ed il reale conduce a: disaccordi; infedeltà; insicurezza; rabbia e quant’altro.
Ritengo che se ci soffermiamo a riflettere con attenzione su questo non possiamo non convenire che la coppia ideale è un racconto che ci è stato insegnato fin dalla più tenera età ed a cui abbiamo creduto, e quando la realtà si rivela, a noi non rimane altro che la sensazione oppressiva di vuoto e di fallimento, cosa naturalmente da nascondere al mondo esterno. Se poi qualcuno esprime un’alternativa che evidenzia questa condizione, un moto di sdegno ci pervade all’istante.
Sembra cioè che si dia per scontato che chi ha un’opinione diversa dalla vostra sia intollerante, infastidito, o abbia un’opinione diversa solo perché è imbevuto di ideali irraggiungibili e frustranti o perché è limitato da schemi e stereotipi. Ma è questa idea che io non condivido e non il fatto che a voi possa piacere praticare lo scambismo e che per voi possa essere la via migliore per vivere la vostra dimensione di coppia aperta.
A me non cambia nulla il fatto che voi pratichiate lo scambismo, quindi perché io dovrei scrivere per cercare di farvi cambiare idea?
Però il fatto che a me non interessi praticarlo ha una sola, semplice spiegazione: non mi interessa praticarlo 🙂
Nella mia vita ho fatto diverse scelte che potevano, da altri, essere giudicate controcorrente. E il mio problema non è mai stato voler fare qualcosa controcorrente o dimostrare qualcosa attraverso una scelta controcorrente. Perché io penso (e il mio “io penso” non nasce da ideali o preconcetti, ma dalle mie esperienze di vita e dal mio modo di sentire, e riguarda il mio percorso)
che il regalo più grande che può farsi un individuo è ascoltare cosa desidera realmente, tanto più quando riguardano le relazioni umane. Poi è possibile che non tutto vada per forza come vuoi, perché non possiamo controllare gli altri, possiamo solo cercare di incontrarci realmente con gli altri, ma ascoltarsi resta fondamentale.
Io non credo (non per teorico pregiudizio, ma per aver conosciuto persone hanno praticato scelte alternative, anche di altro genere, con cui si è parlato non in modo superficiale nè pregiudiziale, bensì molto sereno, di relazioni) che le scelte alternative di per sè siano un qualcosa che per forza preserva da una serie di emozioni e frustrazioni che possono essere proprie di ogni essere umano, a seconda del proprio carattere, del proprio stato d’animo, delle proprie paure, e esperienze personali. Nè preserva per forza da altre incompatibilità di carattere, incomprensioni, crisi, anche di cambiamento, che ogni coppia può avere. Crisi che non necessariamente riguardano il “settore” sessuale della coppia. Conosco persone che nonostante lo scambismo si sono nel tempo allontanate, e a dieci anni dal matrimonio stanno divorziando e sono rimasti insieme sino ad ora anche per i figli, per non dare un dolore ai genitori, per questioni economiche, per la paura della solitudine… per le stesse identiche ragioni per cui alcune, non tutte, le coppie possono restare insieme nonostante la frustrazione. Conosco persone che, pur con la coppia aperta, si sono tradite o si sono innamorate di altre persone. Queste persone ovviamente non sono lo stereotipo della coppia aperta. Come i miei amici che stanno divorziando (e non per defaillance o noia sessuale) non sono lo stereotipo della coppia tradizionale. Mi pare ovvio. Sto dicendo appunto che in nessun caso stiamo parlando di stereotipi, appunto, bensì di esseri umani e di relazioni umane. Anche se forse esisterà anche un’idea idealizzata della coppia aperta o scambista, come dicevate voi, il punto non è nell’idealizzazione, ma dello stato d’animo positivo con cui, ciascun individuo, vive e percepisce la sua vita, come individuo e come parte integrante di una relazione affettiva.
Non comprendo del tutto perché il discorso parta da un concetto di coppia tradizionale frustrante per parlare di scambismo, anche se mi è chiaro il concetto “alternativa”. Dunque gli scambisti sono tutte persone che, frustrate dalla coppia tradizionale, annoiate dal sesso in coppia, hanno deciso un’alternativa? Non sono persone, semmai, che si sono scoperte compatibili nel loro individuale concetto di trasgressione?
(non mi avete risposto alle mie ultime righe sulla gelosia nel precedente post, ma era una domanda aperta).
Personalmente non credo che siamo TUTTI oppressi da ideali favolistici e stereotipi che ci costringerebbero, interiormente, ad andarci contro subendo delle scelte sentimentali e sessuali limitative che non sentiamo. C’è anche chi sta bene come sta 🙂 comunque, “apertamente”, la veda 🙂
scusate se mi intrometto… coppia aperta… per aperta, cosa si intende? la possibilità
di fare sesso con altri/e senza che il coniuge ti porti in tribunale e ti lasci in
mutande? libertà vista in che senso? ognuno vive la vita come meglio crede e come
meglio gli pare…
Cara Luna, spero che non me ne voglia per un approccio così amicale. A scrivere sono sempre io, il lui della coppia, anche se ciò che esprimo è frutto di scambi continui fra ambedue i punti di vista che naturalmente non sono sempre totalmente concordi. Aggiungo però che ciò che redigo è sempre perfettamente conforme e condiviso, la sola ragione che a scrivere sono sempre io è che lei purtroppo non ha una grande propensione verso questa attività; anzi non ne ha proprio sigh! Ad essere positivi però, ciò ci consente un più proficuo dibattito.
Per quanto riguarda i pregiudizi, credo che sia impossibile per chiunque liberarsene, come dice DANTE (cito a memoria):
-in tra due cibi, distanti e moventi in un modo,
-prima si morria di fame che liber’uomo
-l’un recasse ai denti.
il ché vuol significare che non può esistere un uomo totalmente libero capace di effettuare scelte non assoggettate ad alcunché. Questo naturalmente ci lascia con un po’ di amaro in bocca. – Come, “Io” non posso scegliere liberamente? –
Espresso ciò, vorrei che si riflettesse sul lavoro che gli psicologi svolgono: si ritiene che essi fondino i loro stereotipi su pregiudizi, o piuttosto su analisi scientificamente comprovabili? Io propendo più per un’idea di indagine metodologica, pertanto quando esprimo un’idea, questa tende, per quanto è possibile, ad essere il più inerente possibile alle conclusioni scientifiche di questi studiosi; piuttosto lascio che la presupposizione si riferisca al dubbio che l’indagine effettuata da chi non accetti certe conclusioni possa essere conseguente ad una analisi non sufficientemente meditata.
Non intendo in alcun modo alzare l’indice verso alcuno ed alcunché, anche perché sono pienamente consapevole dei miei limiti (sono anch’io un mortale). Né voglio gerarchizzare i valori individuali in rapporto alle preferenze, né tanto mento ritengo che a scelte uguali corrispondano stessi presupposti. Insomma cerco di esprimere le convinzioni a cui sono giunto e le ragioni che le sottendono.
Conosciamo diverse coppie, scambiste e non (in realtà nessuna “aperta”), che esprimono ragioni assolutamente difformi da questi stereotipi, pertanto l’analisi “filosofica” è solo un tentativo di comprendere, e per tale ragione permettimi di esprimere una diversa prospettiva:
La coppia “tradizionale” secondo una visione corrente maschilista-sessista-riduzionistica, è costituita da due individui, sessualmente opposti, uniti da fattori diversi di cui formalmente l’amore ne è l’elemento fondante. L’uomo e la donna sono però suddivisi in due entità gerarchicamente distinte in cui la sessualità conferisce all’uomo, che trova quest’ultima un’attività molto piacevole e quindi auspicabile anche se l’etica lo costringe a rendere più o meno celato il suo soddisfacimento, una posizione privilegiata (capo famiglia).
Per la donna, relegata invece in una posizione subalterna, si presuppone una marcata divergenza tra l’aspetto sociale e quello personale. Colei in cui predomina una qualità morale “merita” essere confinata all’interno della famiglia (regina della casa, dei figli e del marito verso cui spetta anche il ruolo contrastante di amante esclusiva e porca), mentre quella in cui prevale una valenza di piacere personale e perciò sporca puttana, può solo aspirare ad un soddisfacimento dei bisogni maschili con l’interdizione ad un ruolo stabile nella famiglia.
Ritengo che fino a quando non si supererà questa presupposta suddivisione dei ruoli, la coppia sarà sempre parzializzata e la donna parcellizzata. Uno scenario più consono alla realtà impone maggiore parità nell’espletamento delle singole funzioni e da qui un modo diverso di concepire il sesso ed il rapporto di coppia. Quale sia la concezione di “coppia” in questa nuova dimensione non ci è ancora dato sapere, attualmente si profilano alcune “sperimentazioni” come le coppie di fatto, quelle aperte, le scambiste e quelle di genere (gay o lesbiche), ogn’una delle quali rappresenta un tentativo liberatorio da una o più costrizioni e su cui è auspicabile un serio e fattivo dibattito e forse giungere così ad una visione più “olistica” che presuppone una maggiore parità individuale dei costituenti pur sempre nella differenza organica dei ruoli. Questo non significa assolutamente che la coppia del futuro sia assimilabile ad una di quelle formulate, anzi potrebbe addirittura superarsi il concetto stesso di coppia. Non ho la sfera di cristallo purtroppo, altrimenti ti darei anche qualche buon numero vincente per la lotteria.
L’accenno alla gelosia a cui ti riferivi nasceva da una costante obiezione che viene sollevata alle coppie non tradizionali che secondo un sentire comune non può provare amore in quanto chi sente questo sentimento è necessariamente geloso del proprio partner (prima presupposizione) e chi è geloso non può concedere “aperture” alla coppia (seconda presupposizione). Come vedi qui esistono addirittura due presupposti su cui lavorare.
@ dancan
Più o meno la “coppia aperta” può trovare una rispondenza in quanto esprimi, anche se detta così sembra che in essa non vi siano assolutamente né valori né regole, inoltre sono da considerare i motivi e le modalità in cui la relazione si esprime. La libertà è un concetto molto ampio ed abusato ma ancora troppo poco assimilato, tendenzialmente si ritiene che esso significhi semplicemente fare tutto ciò che si vuole.
scusa, ma da quando l’uomo è capo famiglia?…. mai provato a fare qualcosa a cui
tua moglie non va a genio? le decisioni le prende solo l’uomo?
per quello che riguarda il ruolo della donna… orbene.. chi li educa i figli? e la
famiglia, chi la manda avanti? l’uomo? ma dai.. siamo seri, per favore. posizioni
personali a parte, purtroppo alla donna è richiesta una scelta: o la famiglia o il
lavoro a tempo pieno. ( a meno che pagare colf, badanti e babysitter, salvo poi
lamentarsi se i figli mandano a fare in culo tutti..) io ad esempio, lavoro molto. e
sto molto fuori casa. chi segue la famiglia? io se nn lavoro, i soldi non entrano.
facciamo che ognuno ha un ruolo, senza fare i moralisti? le donne hanno voluto
laparità. purtroppo hanno puntato solo ai lati sbagliati, della parità… carriera in
testa ( salvo poi rendersi conto che a 50 anni un figlio è dura farlo e seguirlo) gli
stessi diritti di essere stressate a dare fuori di testa per i ritmi infami a cui ci
sottopongono.. oppure il lato opposto: fare un c.... e puntare ad uno con il
grano.. strane, le donne… coppia aperta.. tralasciando i discorsi filosofici in cui ci
si addentra per giustificare le proprie scelte ( che a mio avviso, se devo
giustificare una scelta, non so quanto sia consapevole, nè quanto ci si creda, in
quella scelta) qui si parla, in soldoni e basso termine, di sco..... un’altra che non
è la tua donna. ok, siamo tutti maggiorenni e ognuno fa quello che gli pare. ma
per come la vedo.. lo scambismo, la ‘coppia’ aperta, è solo un palliativo per
evitare che il marito ( o la moglie) ti tradisca e ti molli li. sbaglio? se si toglie la
voglia di un’altra, poi torna da me. infatti, se lo infilano in tutti i buchi, ma non si
baciano. ok, è una morale tutta dell’ambiente. io non giudico, dico cio che penso.
forse si fa cosi, per ‘ravvivare il rapporto, ed evitare la noia’ cavolo.. evitare la
noia? darsi una svegliata all’interno della coppia e affrontare i problemi insieme,
no? logico.. chi non vorrebbe avere il permesso di farsi la donna di un’amico,
sapendo che poi la moglie non lo mette sul lastrico? è solo il mio pensiero. ma
non che siamo messi cosi, perchè è piu facile aggirare i problemi, piuttosto che
affrontarli? purtroppo, per quelli che pensano che la famiglia sia un concetto
superato, sbagliano molto. ci sono molti tipi, di famiglia. 2 eterosessuali. 2
omosessuali,1 trans e un omosessuale, un brasiliano operato e uno no. 23 amici,
qualche animale. tutte queste cose formano una famiglia. con la stessa
complessità. servono molte personalità all’interno, ma tutte con lo spirito comune
e l’obbiettivo di andare avanti. ma se si vuole mettere al mondo una nuova vita,
sempre un maschio e una femmina servono. e l’amore e la pazienza per andare
avanti. comunque, cedere ai propri istinti,anche se puo essere piacevole e
liberatorio, non sono sicuro che sia sempre un bene. se ami una persona, vuo il
suo bene, anche se significa vederla con un altro. ma questa persona,
dovrebbe volere IL tuo, di bene, quindi anche quello di non mettere in pericolo te
e la relazione, con atteggiamenti sbagliati. insomma.. ognuno fa quello che gli
pare, ovvio, ma forse fare sempre quello che si vuole, non sempre puo dare buoni
risultati. e se durante questi scambi… la moglie rimane incinta? o se per caso ti
accorgi che non vuoi piu la tua donna perchè l’altra ……. di pericoli, per la
coppia, ce ne sono molti normalmente… andarseli pure a cercare, però……. e se
durante questi scambi qualcuno prende qualche cosa? e magari la trasmette in
famiglia? bo. punti di vista. ognuno fa come vuole. ma non tiratemi in ballo
filosofie e altre cose. vi piace trombare. punto. avete trovato la quadra in questo
modo. ( scopo e non succede nulal in famiglia) avete trovato la quadratura del
cerchio. ma da qui a tirare fuori una filosofia per giustificare il fatto che all’uomo
piace la passera e alla donna il cefalo… 😉
Caspiterina che discussione ne è uscita fuori.
In tutti i casi interessante, dico davvero.
Ma…una slavina…ma che dico..un maremoto..uno tzunami di parole, concetti, riferimenti letterari che mi lasciano annichilito.
Ammetto…sono groggy. Non ho capacità di reazione.
Mi inchino a certi professori di vita. Sanno tutto.
In confronto il mio precedente post sembra scritto da un idiota.
E si perchè qualcuno poi ha fatto anche le pagelle…
Tu promossa….altri rimandati…altri bocciati.
Quel concetto è giusto…quell’altro sbagliato.
Ma una cosa lasciatemela dire…
Io rimango della mia idea e non cambio una virgola di quanto scritto precedentemente.
(In tutti i casi credo che qualcuno debba rileggerla…forse non ha letto tutto…)
E..faccio le pagelle anch’io….
Promossi: PolvereDiStelle ! E tutti quelli che la pensano come lei..che poi sarebbe come la penso io….
Un cordiale saluto a tutti.
Mau.
CB: perché dovrei offendermi per un saluto gentile?
@L’accenno alla gelosia a cui ti riferivi nasceva da una costante obiezione che viene sollevata alle coppie non tradizionali che secondo un sentire comune non può provare amore in quanto chi sente questo sentimento è necessariamente geloso del proprio partner (prima presupposizione) e chi è geloso non può concedere “aperture” alla coppia (seconda presupposizione). Come vedi qui esistono addirittura due presupposti su cui lavorare.
No, in realtà io dicevo un’altra cosa, che esulava da questa costante obiezione a cui tu ti riferisci. Dando per scontato che chi sceglie la coppia aperta parte da presupposti diversi da quelli da te enunciati, la mia domanda era molto più precisa e si riferiva al tuo avere espresso il concetto che le persone che praticano lo scambismo e la coppia aperta sarebbero immuni dalla gelosia, sentimento, se non sbaglio, da te definito distruttivo o qualcosa del genere, che invece sarebbe proprio della coppia tradizionale, per il fatto che la coppia tradizionale non vede di buon occhio che uno dei due partner intrattenga relazioni sessuali con altre persone.
Però la mia domanda, se effettivamente la coppia aperta o scambista, possa essere effettivamente immune da gelosia, nasce da due considerazioni:
la prima è che la gelosia (intesa non come mera possessività, ma come timore di perdere la persona amata) non riguarda soltanto il settore sessuale, ma riguarda anche la dimensione emotiva.
la seconda è che, se non erro, la “regola” (passami la parola) della coppia scambista sia che le esperienze sessuali altre siano comunque in qualche modo comunque controllate (si decide insieme, si agisce insieme, se non è così si è comunque informati di quanto succede) e condivise, se non sempre a livello prettamente fisico e contemporaneo (voyerismo incluso) comunque a livello verbale. Insomma, anche nella coppia scambista (se non erro, correggimi se sbaglio su questo punto, ovviamente) in realtà la libertà ha un limite.
E lo scambismo controllato di per sè (anche se c’è uno sfogo di energia e fantasie sessuali) non rappresenta una garanzia assoluta del fatto che uno dei due partner possa provare un interesse per un’altra persona indipendente dalla coppia come organismo convidiso ed informato, e anche non solo a livello sessuale.
E’ un pregiudizio credere infatti che le persone tradiscano solo per ragioni meramente sessuali, o che le persone non possano provare un interesse emotivo per qualcun altro al di là di una sola spinta sessuale (seppure inclusa).
L’essere umano è complesso, e quindi anche una persona che vive la sua libertà in modo totale all’interno della coppia, come dici tu, può desiderare comunque (per ragioni sue, che siano di tipo sentimentale, ma anche solo di autoaffermazione individuale) di vivere un’esperienza solo individuale.
La mia domanda dunque è: se la tua compagna vivesse delle esperienze sessuali o emotive che esulano dalla condivisione di coppia, a qualsiasi livello, se la tua compagna avesse dei rapporti sessuali con un’altra persona e tu lo scoprissi soltanto in seguito e non fossi stato incluso/informato in nessun modo, se la tua compagna provasse un interesse per un’altra persona, se un’altra persona le piacesse più di te, non solo a livello sessuale, ma a livello mentale/emotivo e quindi tu rischieresti di perderla e non si tratterebbe più di un gioco di libertà condivise, non proveresti le stesse emozioni frustranti e negative base che può provare un individuo che sente di poter perdere l’amore e una centralità (al di là del sesso) con la persona amata?
Io ho una visione un po’ più umanista e dinamica della tua. Nè più pessimista nè più ottimista. E non credo molto più chiusa, per quanto lo scambismo non mi attiri in nessun modo e non credo che sarebbe una maggiore affermazione della mia libertà.
Continuo a non capire perché opponi alla coppia aperta o scambista la degenerazione della coppia tradizionale. Per esempio trovo riduttivo e pregiudiziale portare come esempio una coppia basata su presupposti sessisti e nella quale gli individui vorrebbero in realtà avere più partner sessuali ma ciò viene loro impedito. Ovvero, trovo pregiudiziale pensare che la donna vorrebbe avere maggiore libertà sessuale all’esterno della coppia ma ciò le viene impedito dal partner o dal fatto che socialmente sennò sarebbe considerata una zo....... E che se non prova il desiderio di avere più partner sessuali e non considera prioritario mettere in atto ciò si sta in realtò castrando in base ad errate convinzioni pregiudiziali o il timore di giudizi sociali o altro.
Trovo anche pregiudiziale considerare che la violenza morale, sociale e l’ingabbiatura” possano essere agite solo dall’uomo (sesso forte) nei confronti della donna (sesso debole) e non anche viceversa, mentre basta leggere lettere in questo forum per rendersi conto che molto spesso avviene anche il contrario. Così come basta ascoltare le persone realmente, là fuori (dico là fuori perché spesso nel forum si parla di problemi, non di cose che funzionano, per ovvie ragioni che chi scrive una lettera in un forum di solito lo fa per sfogarsi o confrontarsi su un disagio) per rendersi conto che esistono molte realtà effettivamente paritarie. Trovo riduttivo associare il concetto di libertà individuale e libertà all’interno della coppia, e di benessere individuale e di coppia e di costruzione della coppia solo ad un concetto sessuale e di ampliamento della libertà sessuale. Come individuo me medesima non vedo nella coppia aperta e nello scambismo una maggiore affermazione della mia identità di donna, o di libertà, e non vedo per forza nella coppia tradizionale una castrazione dell’espressione della femminilità e della sensualità. Altre libertà fondamentali non sono per forza castrate da una relazione tradizionale sana.