Chi li capisce gli uomini!
di
skar1982
Riferimento alla lettera:
Salve, vi scrivo perché vorrei un vostro parere. 32 anni, lui 40! Inizialmente non mi piace, poi pero approfondiamo, ci conosciamo meglio e nasce una forte attrazione. Con molta modestia e vi prego prendetelo solo per poter capire, vi dico che sono una bella ragazza fisicamente, e per di piu...
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Data di pubblicazione: 2 Febbraio 2014
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Categorie: - Amore

Ma guarda un po’ che coincidenza…parlo con Mr xyz, e spunta Sarah, ahahahahahah, adesso ho avuto la conferma che volevo, e cioè che sei sempre tu, che ti diverti a usare altri nomi….ahahahah, che mentecatta.
Tutto qua skar1982?….non sai proprio cosa dire, bah, sei davvero poca cosa.
solidarietà a mr x … ha perfettamente ragione
Il colloquio si sta facendo ampio e interessante, ma titanico nella possibilità di trovare una risposta univoca che soddisfi tutti, per un motivo evidente quanto banale: siamo tutti diversi, soggettivamente e obiettivamente, e i comportamenti li decodifichiamo e li mettiamo in pratica attraverso una visione PERSONALE del momento che viviamo.
Il motivo per cui Fabrizio non se ne fa una ragione di quanto gli è accaduto, è perchè la SUA visione delle cose è banalmente diversa da quella della moglie, che pure credeva di conoscere. Cosa che la stessa, presumo, debba aver provato verso Fabrizio, altrimenti perchè quei quasi 20 anni di matrimonio? Non credo che si reciti la parte per tutto quel tempo.
Arrivano le vicende della vita, vengono lette e interpretate secondo quella soggettività di cui parlavo ed ecco che producono un effetto, che in me avrebbe dato un risultato in un altro uno diverso, e così via.
In realtà, e Fabrizio lo conferma, tutti noi abbiamo di paradigmi a cui rifarci, punti di riferimento morali, cioè di comportamento, che nel caso di Fabrizio, sono ben descritti dalle figure dei nonni e dalle donne di un certo periodo, e per Cinica dall’esempio che porta degli uomini di un tempo che sopportavano con sacrificio il peso della famiglia eccetera eccetera. Ma sono proiezioni ideali, non corrispondenti alla verità! Dei miei quattro nonni quelli materni erano deliziosi, quelli paterni un disastro per colpa della parte maschile.
Spesso noi utilizziamo quello che ci fa comodo “depurandolo” di tutte le negatività che potrebbero far crollare il mito. Perchè del mito si ha bisogno, rappresenta quell’idealità a cui vorremmo tendere per essere felici. Santi, madonne che piangono, nonni, genitori, eroi sportivi, mogli e mariti e perfino figli, non sono altro che la proiezione idealizzata della perfezione a cui tendiamo e nella quale vorremmo essere immersi.
Ma non è così, mai. Il ricorso al sacro ne è un’esempio, serve a compensare proprio la scoperta della fallibilità dei miti umani, come quando ci accorgiamo che papà non è quel supereroe che pensavamo fosse, che la mamma beve di nascosto e che nostro figlio non è l’enfant prodige che vedevamo in lui, e infine che nostro marito o nostra moglie sono degli stronzi fedifraghi perchè ci hanno tradito. Perchè? Visto che riponevo la massima fiducia? Era il mio mito!!
Era? no, non lo è mai stato. Sono che lo/la vedevo così. Lui, lei erano due poveri cristi come tutti, nella ricerca di quella perfezione..
… che non è di questo mondo e manco dell’altro, che rientra nel bisogno di consolazione che noi povericristi vogliamo inventarci per gli stessi motivi che ho appena esposto e che potremmo riassumere con la frase: “senso della vita”.
Eccoci, un altra parola magica: il senso della vita. Che si tratti di una donna che lascia il marito perchè pensa di trovare un mito più mito, di un uomo che tradisce la moglie per soddisfare il suo ego e sentirsi un mito per l’amante, che mitizza a sua volta perchè lo fa sentire importante, tutto questo cosa dimostra? Il continuo bisogno di dare un senso a quello che facciamo e sentirci UNICI per quell’entità che ci serve per dare quel senso, di cui parlavo, alla NOSTRA esistenza.
L’amore VERO, caro Fabrizio è una rarità dell’universo, ma quasi sempre è solo una necessità per raggiungere quello scopo di senso, di esistenza, che potrebbe apparire egoistico secondo la mia visione appena esposta, ma non è altro che la prosecuzione di quello che avevamo dalla mamma. Declinato in un modo dall’uomo e in un altro dalle donne. Ma in un modo o nell’altro è pur sempre una maniera per realizzarsi e NON per realizzare l’altro.
Fabrizio, ti dico una cosa che ti farà sobbalzare. Tu dici di amare tua moglie, vero? Bene, in questo caso l’Amore verso l’altro dovrebbe significare, nella sua massima espressione, che tu debba essere felice se quella donna oggi è a sua volta felice. L’Amore, che nella mia precedente lettera ho definito a sua volta “la parola magica”, è in realtà il termine più equivocato della Storia, ma non in mala fede, solo per inconsapevole ignoranza, perchè pochi ne entrano in contatto realmente.
Quando mi manca la persona che mi ha abbandonato, mi manca perchè colmava un vuoto che voglio tenere colmo, perchè mi serve la sua presenza per poter portare avanti il progetto di diventare madre o padre, perchè, in fondo, sin dai primordi la famiglia è una società di mutuo soccorso, morale e fisico. Ma da qui a dire che sia la culla dell’amore, soprattutto quelle di una volta, è una bella illusione. Se poi uno vuol crederci è libero di farlo, come credere nei santi, nei miracoli, nelle apparizione a tempo di Medjiugorie, e nei superpoteri di papà quando avevo 8 anni: è umanamente comprensibile e persino necessario, ma non è la stada giusta per CAPIRE.
Fabrizio, Cinica, Sarah, le cose accadono senza un perchè, siamo noi che vogliamo darglielo, perchè vogliamo dare senso a quello che senso non ha: la vita
Un saluto a tutti
MrX sei un oligofrenico. Non sono Sarah, idiota
Premetto che a mio avviso i commenti scritti da Fabrizio andrebbero stampati e fatti studiare nelle scuole. Quanta saggezza e quanta verità nelle sue parole.
Lara tu scrivi “ma non perchè voglia farlo, ma perchè PUO’ farlo, cosa che non era possibile nè alla nonna nè alla mamma.” Esatto. Ma fattore importante è che nessuno le dice più cosa sia giusto e cosa sbagliato anche per il bene di una famiglia. Le donne sono deresponsabilizzate del loro ruolo, come in generale anche gli uomini.
Per farti un esempio, se cammino per la strada, trovo un portafoglio per terra, POSSO decidere di prenderlo e tenermi i soldi o POSSO decidere di rintracciare il proprietario e restituirglielo. E’ solo la mia personale coscienza ad indirizzarmi. Le donne “di una volta” avevano molto più forte questo peso di coscienza e non solo per vincolo sociale, la famiglia era un valore ben più importante di quanto non sia ora.
Ora viene detto alla donna: “prendi quel portafoglio, fregatene, non fai nulla di male”.
Il mio non è un aggredire le donne è semplicemente constatare la realtà come fanno in molti.
Un italiano, uomo o donna che sia, è molto più “mammone” di uno straniero medio, è un dato di fatto.
E’ anche sbagliato come dice Fabrizio giustificare le donne che si comportano in modo meschino perché reduci dei soprusi passati. Un po’ come se adesso allora si giustificasse un uomo che importuna una donna o che la picchia perché nella società attuale le donne sono diventate “cattive”.
E ho notato anche io che molte donne di una certa età provano un senso di vergogna nei confronti delle donne di oggi. Si dissociano completamente dai loro comportamenti.
D’accordissimo inoltre con la frase di Fabrizio: “Ma perché oggi trovi donne soddisfatte ?”>>>
>>> Questa libertà di prendere e disfare non fa altro che produrre 35 enni single senza figli ormai frustrate e disilluse. Forse questo è il punto più importante del discorso! Dato che restiamo sempre esseri umani soggetti alle emozioni, è impensabili che ci si possa innamorare e disinnamorare a ripetizione. Quando viene meno la capacità di innamorarsi si va in tilt come accade appunto alle veterane delle storie sentimentali.
Innamorarsi non è amare. Per amare ci vuole un percorso di vita insieme, subentra dopo. E’ per questo che le coppie di oggi si amano molto meno di prima, perché non fanno in tempo ad arrivare a quel punto che già la relazione è finita.
E non è che gli uomini siano angioletti, la differenza risiede nel fatto che una donna ha molto più potere sessuale rispetto ad un uomo. Lo dimostra il tono arrogante di molte donne, anche di molte che scrivono qui, compreso il tuo, che hai poi ridimensionato. Perché tu sai che se strizzi l’occhio ad un tizio 80 su 100 te lo puoi portare a letto. Sai che sei vai a ballare e punti uno, 80 su 100 te lo porterai a letto. Tu mi risponderai sicuramente: “non me ne faccio nulla di un’avventura sessuale, voglio il sentimento”
E io ti credo. Ma già solo il fatto di avere questa scelta ti da un effetto sbornia.
E ti permette di sentirsi superiore sull’uomo che non può avere il tuo stesso potere. Uomo che tu chiami frustrato o sfigato. Sappi però che il tuo potere risiede semplicemente nel tuo aspetto fisico e negli ormoni che hai di fronte. Stop.
E siamo al punto che molte donne, compresa tu, preferiscano fare parte del pollaio (essere quindi considerate galline) piuttosto che forse qualcosa di meno fiabesco ma più sincero. Cosa che non stanca mai di lasciarmi allibito.
“L’amore VERO, caro Fabrizio è una rarità dell’universo” Questo è il vostro male. Credere in qualcosa di esterno, qualcosa al di fuori di voi. Credete alla fiaba vi deresponsabilizza: “se non ho trovato l’amore non è colpa mia, è l’universo che vuole così, continuo ad aspettare il principe azzurro!”
Ragionate così, lo so! Ma l’amore non è qualcosa che vi cade dal cielo. L’amore dovete costruirvelo voi stesse giorno dopo giorno, dovete avercelo dentro e alimentarlo. E’ anche sacrificio.
Andrea se nella fretta di leggere ho letto bene il tuo comento allora voglio dire che su alcune cose sono d’accordo con te. L’amore si costruisce mattone dopo mattone, col tempo ed insieme. Non è una saetta che ti trafigge. Così come non comprendo quelli/e che ti dicono “non so perchè lo/a amo, lo/a amo e basta” Come non lo sai?! A me se chiedessero perchè ho amato una persona saprei esattamente cosa risposndere.
La libertà ha prodotto una serie di donne frustrate sopra i 35 anni senza figli, ok d’accordo. ma anche una serie di uomini ormai incapaci di sapersi scegliere una compagna (perchè il mercato della promiscuità e della plastica produce femmine sempre più disponibili e belle e allora perchè sceglierne solo una?) e incapaci di assumersi delle responsabilità come la volontà di costruire una famiglia. Questo almeno è quello che vedo io. la causa? forse appunto il fatto che un tempo i ruoli uomo donna erano ben distinti, ora le donne spesso si vedono costrette a portare i pantaloni perdendo il loro lato femminile e dolce non sono più gli angeli del focolare e gli uomini di conseguenza si sentono spodestati della loro virilità, perdendo l’autorevolezza del pater familias, ruolo in cui appunto non si riconoscono più.
Buongiorno a tutti. Buongiorno Andrea. Riporto una tua frase che mi è parsa esemplare per dimostrare quale sia la considerazione che “normalmente”, nel 2014 si ha delle donne. La frase è questa: “nessuno le dice più cosa sia giusto e cosa sbagliato anche per il bene di una famiglia”.
Non c’è bisogno di essere psicologi per capire quale fosse, e purtroppo sia, la considerazione che si ha della capacità femminile di decidere cosa sia giusto o sbagliato, dal momento che, in ragione delle vane speranze di un ritorno al passato, ci si aspetta che le poverette debbano prendere indicazioni su “cosa sia giusto o sbagliato” da un’entita superiore che si suppone debba essere prima il padre poi il marito e infine il prete al momento dell’esterema unzione.
La lettura della stimata (senza ironia) parte maschile di questio forum, sono praticamente tutte incentrate su un lamento che li vede rimpiangere i bei tempi andati quando la donna “restituiva” quel metaforico portafoglio, perchè era tenuta a farlo e non perchè “decideva” di farlo, altrimenti la comunità l’avrebbe etichettata come svergognata.
Gentile Andrea, la tua nota è chiara: c’è una larga parte di uomini che non riesce a comprendere dche questa evoluzione femminile oltre ad essefre inevitabile è una grande opportunita per l’uomo per dimostrare a se stesso e alla donna che intende amare che nessno dei due parte da una condizione di privilegio, e che il rapporto tra i due si potrà sviluppare e crescere su basi più eque e democratiche, dove la relazione intellettuale finalmente prevarrà su una rendita di posizione che la storia aveva imposto per mille motivi tra i quali l’economia e la forza fisica prevalevano.
Vorrei sottolineare il fatto che quelle nonne di cui parlavi che aveva l’orgoglio eccetera della famiglia e lo spirito di sacrificio per la salute della famiglia, avevano SOLO quello a cui riferirsi per dare significato alla loro identità, non so se mi sono spiegata. Per cui il fatto che facessero di necessità virtù non lo dobbiamo prendere come l’indicazione assoluta che ci suggerisca che il ruolo della donna sia “dedicato” ad un solo destino, senza per questo rinunciare alla femminilità o no? Potranno le donne decidere anche facendo cazzate o no? che dite?
Poi esistono diverse qualità umane, per cui ci saranno donne che nella situazione descritta da Fabrizio parleranno con l’uomo altre che non lo faranno, sia che fossero nate nel ’24 che nel ’74: la cultura e l’animo di un individuo è quella che è…
… Per concludere, qualche puntualizzazione. Le donne non stanno vendicandosi dei passati soprusi, stanno solo approfittando della msituazione contingeni esecondo le personali qualità ritorno a dire. Quindi ci sarà quella che fa la mignotta apertamente, cosa che, se fosse nata cinquantanni prima, avrebbe fatto comunque, altre che utilizzano la libertà per arrichirsi culturalmente e umanamente. Ecco perchè oggi l’uomo ha più possibilità di dimostrare quanto vale realmente, se incontra una donna libera e non subordinata ad un ruolo senza il quale non era nessuno.
Mi spiace che tu limiti alle tue convinzioni il fatto che vi siano 35enni a spasso e indecise, quando diovresti sapere che le condizioni del’economia da anni limitano, anche, certe scelte in maniera unisex, e non la libertà, che credo debbe essere un diritto di tutti, maschi e femmine.
Vorrei chiudere scusandomi se sono apparsa arrogante, ma soprattutto correggendo la tua dichiarazione relatiovamente al fatto che abbia acettatto di far parte del “pollaio” di quel bellimbusto. Quando venni a conoscenza della cosa lo mandai cordialmente a ca...., e non ne volli più saperne niente.
Vedi? Sono stata corretta e l’ho rispettato dicendogli il perchè lo mollavo.
“Ma guarda un po’ che coincidenza…parlo con Mr xyz, e spunta Sarah, ahahahahahah, adesso ho avuto la conferma che volevo, e cioè che sei sempre tu, che ti diverti a usare altri nomi….ahahahah, che mentecatta.”
io sono ricomparsa da un po’ e guarda caso torni con gli amichetti a rompermi le scatole e a mettermi in mezzo, nessuno ti ha calcolato, si vede che non hai nulla da fare, beato te!Poi sono le donne pazze isteriche, tu invece usi le stesse parole degli altri tuoi amichetti ma tu sei unico vero?certo!E grazie che non hai una donna, ah già’ ma tanto non la vuoi vero?si certo!
Ciao Laras, buongiorno
Ti invito a leggere, ma credo tu lo abbia già fatto, i commenti n. 57 e 58 di Andrea. Ci sono molte verità. Ma non le sue verità…..le verità e basta. Spesso e volentieri al giorno d’oggi si fa una tremenda confusione tra verità e realtà, intese nel senso che ognuno ha le sue verità e le sue realtà. A volte accade questo, perché a volte ci sono tante verità e realtà a seconda di chi le vive. Ma spesso e volentieri la verità e la realtà sono una sola. Ti faccio un esempio: da me oggi c’è il sole. E’ una realtà e nessuno può contestare il fatto che non ci sia il sole. Un cieco può non vederlo ma il sole c’è ed è una realtà unica e inconfutabile.
Vedi Laras, io non parlo di miti e paradigmi. E se ho scelto mia moglie come….moglie era non solo perché l’amavo ma perché nel corso degli anni mi ha dimostrato, ci siamo dimostrati di pensarla in un certo modo. Se non uguale almeno molto ma molto simile. Non avrei saputo che farmene di una donna che la pensasse in maniera completamente diversa da me o io da lei. Ma non perché voglia imporre la mia legge. Ma semplicemente perché nel tempo qualcuno di noi due avrebbe dovuto adattarsi di male voglia a qualcosa che non aveva mai condiviso. Una volta si diceva “moglie e buoi dei paesi tuoi”. Semplice e banale questo proverbio. Ma dice molto, anche se non tutto quello che vorrei spiegare. Coppie con modi e concezioni di vita diverse alla lunga difficilmente possono stare insieme salvo accettare di malavoglia.
Andrea scrive una frase importantissima: “innamorarsi no è amare”. Sacrosanta verità. Le donne spesso confondono queste due cose. Perché ? Perché sono costantemente soggiogate dalla loro sfera emotiva che distrugge quella razionalità che è basilare anche e soprattutto in amore. Con l’innamoramento si perde la testa. Si fa quello che mai si pensava di fare. Si vede il compagno quasi fosse un essere perfetto. Ma nessuno è perfetto. Ognuno ha i suoi difetti. E amare è un’altra cosa. Si ama quella persona con i suoi pregi e difetti. Si esaltano i pregi si accettano i difetti. Anzi i difetti, paradossalmente, vengono visti come simboli di quella persona. La donna, la donna di oggi soprattutto, queste cose non le considera. Anzi cosa fa ? Tende a cambiare il proprio compagno. Vuole plasmarlo. C’è una frase molto importante: “un uomo sposa una donna con la speranza che non cambi mai. Una donna sposa un uomo con la speranza di cambiarlo”.
Non sono miti questi, non sono paradigmi. Sono realtà…
Perché devi cambiare una persona ? Se ti piace è perché è fatta cosi. Io amo una donna per quello che è. Non per quello che vorrei che fosse. Altrimenti ne cerco un’altra.
Io non ho bisogno di miti né di proiezioni di perfezione. Ma semplicemente di una compagna con la quale condividere le cose belle, e purtroppo anche brutte della vita, la quotidianità e quant’altro.
Qua non si tratta come scrivi negli ultimi tuoi commenti 60 e 61 di sviluppare un rapporto su basi eque e democratiche. Non c’entra nulla. Io come molti altri uomini della nostra epoca non ci siamo sposati con l’idea di comandare la nostra donna o di soggiogarla. Non ho mai alzato la voce con mia moglie, non le ho mai imposto nulla. L’ho sposata perché l’amavo (non perché ne ero innamorato), stavo bene con lei, mi piaceva stare con lei, ci siamo detti chiaro cosa volevamo dalla vita. Più passava il tempo più aumentava l’amore, il volersi bene. Certo si sbaglia, si sbaglia con i genitori, con i figli, non si può sbagliare con le mogli e i mariti. E allora se si sbaglia rinneghi tuo padre tua moglie e i tuoi figli ? Non funziona così.
Tu hai fatto benissimo Lara ha mollare il tuo compagno per le motivazioni che hai indicato. Io avrei fatto lo stesso. Ma è normale tutto ciò. Quello che non è normale è che al giorno d’oggi quasi tutte le donne, non tutte ma quasi, in preda ai loro stati emotivi sono in grado di rinnegare anni d’amore e addirittura di rinnegare se stesse e le loro stesse. Credimi Laras, sono sei anni che mi sono separato da mia moglie. E in questi sei anni ho avuto modo di conoscere e frequentare decine di donne. Ma non perché sono un latin lover, anche se un certo appeal per fortuna ce l’ho ancora. Ma perché non sono riuscito ad innamorarmi (per poi amare) di nessuna. Ma la cosa grave è che ho trovato sulla mia strada, un po’ come scrive Andrea, una schiera di ultratrentenni che non sanno quello che vogliono. Aggressive, stressate, e soprattutto incapaci di offrire qualcosa di valido. Della donna manager non so cosa farmene, della donna che corre continuamente senza sapere dove andare nemmeno, della donna che perde il senso delle piccole cose idem. Non vedo più la dolcezza, la femminilità, il sorriso. Sempre attaccate ai cellulari e a facebook. Le mamme poi, quelle che a 35 anni hanno figli, si vede lontano un miglio che le mamme non le sanno fare. Iperprotettive a parole. Sembra diano tutto ma in realtà non danno nulla. Perché non ne sono capaci. Fanno figli ma hanno perso…
il senso materno. Spesso oggi una donna fa figli perché…si devono fare, in preda all’istinto che le rende isteriche se non riescono a farne o ancora non ne hanno. Ma poi una volta avuti li lasciano in balia degli eventi. Non a caso abbandonano i mariti, lasciano i propri compagni per nuove avventure o anche solo per restare da sole. Ecco il senso di famiglia che manca in una donna. E certo che a questo punto l’uomo rimane destabilizzato. E certo che l’uomo non vuole più prendersi responsabilità. E sono sacrosante le parole di Andrea quando scrive che donne sessantenni prendono le distanze dai comportamenti delle donne attuali. Ma un motivo ci sarà no ? Qualunque uomo prende le distanza da quegli uomini che un tempo tornavano a casa ubriachi e picchiavano le mogli. Sbagliavano ! Non ci sono punti di vista…sono realtà oggettive. Oggi la maggior parte degli uomini normali non picchia la moglie. E sono tanti che pur avendo l’istinto maschile non le tradiscono. Sono un uomo Laras, con i miei istinti. Durante la mia storia con mia moglie ho avute decine di occasioni per tradirla. A noi non è necessario essere coinvolti sentimentalmente per fare sesso. Eppure non l’ho fatto. E sai perché ? Per Amore, quello vero. Perché so cosa vuol dire amare la propria donna. Purtroppo il dato di fatto certo è, come scrive anche Andrea, che molte donne oggi non lo sanno. In preda, ribadisco, alle loro emozioni del momento. Non c’entrano miti, non c’entrano paradigmi, non c’entra nulla di tutto questo. E non c’entra nemmeno l’evoluzione della donna. Perchè di evoluzione non si tratta. Quanto semmai di involuzione…purtroppo.
Caro Fabrizio, dove ci troviamo adesso noi? Su un social network. Tu non mi vedi e io pure, potemmo essere lontani 100 chilometri mentre interagiamo senza vederci. Bellissimo, ma se vuoi anche tremendamente triste viste le sfumature che perdiamo con questo modo di comunicare, perchè non possiamo osservare il nostro “linguaggio corporeo” nè trasmettere quell’empatia che condisce qualunque relazione.
Ecco, questo esempio ti dimostra quanto siano cambiati certi mezzi che con una brutta fase si definiscono “a misura d’uomo”.
Questa dilatazione delle possibilità espressive, in generale, non ci trova pronti ad interagire con le stesse modalità del “vis a vis” dei bei vecchi tempi, e il risultato è quello di dire Roma e dall’altra parte capire Toma, si equivoca facilmente insomma.
Perchè questo esempio sui massimi sistemi? Perchè la stessa cosa è accaduta per la relazione per antonomasia: l’amore.
In questo coacervo di opportunità che oggi si hanno, dobbiamo metterci anche la famosa emancipazione femminile di cui trattiamo con elegante asprezza. Ma questa non è che una tessera dell’enorme mosaico che è la società moderna, dove si puo essere Laras, Fabrizio o degli avatar che portano gli stessi nomi. Ma non solo sul Web, persino nella vita, si può essere un nome e cognome ma avere o sentirsi un’altra identità, e ho citato solo un’aspetto della rivoluzione dei costumi intervenuta negli ulti trent’anni, nella quale l’aggeggio sul quale sto scrivendo ha avuto un ruolo determinante.
Insomma, noi viviamo sotto l’effetto di tali e tante dinamiche sociali, economiche, antropologiche e culturali che si potrebbero rappresentare come la risultante di un poligono delle forze che si studia in Statica. Vale a dire che una serie di azioni (forze) applicate ad un “corpo” e che hanno una certa direzione, se composte tra loro, dove l’intensita della forza ha una certa lunghezza e la direzione un certo verso, mettedole una dietro l’altra e unendo la prima e l’ultima danno UNA RISULTANTE, che è la direzione in cui quel “corpo si sposterà.
Morale, tu sei in questa condizione, sorpreso dall’atteggiamento di una donna che credevi di conoscere, frequenti donne nelle quali ti aspetti di incontrare chi possegga i tuoi stessi principi, ma queste donne (come pure gli uomini) sono continuamente sottoposti a questa miriade di forze, CHE PERO’CAMBIANO continuamente, mostrando loro differenti direzioni, e da qui lo sconcerto.
Questo non accadeva una volta. Le forze erano sempre quelle…
…ma non per questo le persone, donne e uomini di un tempo, sono da prendere come esempio di equilibrio e responsabilità. Avevano più chiaro quale fosse il loro ruolo e lo seguivano perchè le dinamiche erano poche, come le chiavi, che mia nonna limitava a due: casa e negozio, mentre io, sua nipote, due generazioni dopo, ne ha duecento, e spesso neppure sa quale serratura servono.
Ma in quell'(apparente) equilibrio i drammi esistenziali non mancavano, semplicemente non si vedevano.
Le ultratrentenni cui ti riferisci, per la maggior parte sono disgraziate come tutti noi, controllate da un sistema che non nè maschilista nè femminista, ma solo consumista. E laddove il consumismo ti fornisce soddisfazioni effimere, ti mette in condizione di desiderarne altre, per muovere la macchina economica così com’è strutturata. Ragion per cui c’è il consumismo sessuale come qualunque altro consumismo legato alla merce. Se quindi l’amore è diventato merce come qualunque altro “bene” economico, deve per forza essere deperibile.
Ed ecco nascere il bisogno di promiscuità di cui tu e tutti ci lamentiamo, legata a questa continua insoddisfazione che ci accompagna quotidianamente. Se però c’è chi non ha la capacità di discernere il fatto che quanto accade sia causa di un subdolo condizionamento, finendo per essere un burattino suo malgrado, che colpa possiamo fargliene, e che ci possiamo fare noi, vittime consce di questa persuasione occulta se non parlarne?
Quelle donne che si innamorano e si disinnammorano di cui parli, sono molto simili ai collezionisti al maschile di avventure: soli entrambi. Con una differenza però, se vogliamo generalizzare, che le prime non disdegnerebbero che quell’innamoramento si trasformasse in amore se quell’uomo lo consentisse per desiderio e qualità della persona, mentre i secondi spesso si illudono che la virilità che vorrebbero dimostrare sia direttamente proporzionale al numero di conquiste, in pieno ossequio delle regole consumistiche di cui sopra.
Ergo, che tu ti tormenti di qualcosa che non potevi controllare è purtroppo inutile, anche perchè non potrai mai sapere le ragioni che hanno spinto tua moglie a lasciarti, ma soprattutto non ha più senso. Se è vero quello che ho scritto, nè tu nè lei avete una chiara colpa di quanto è accaduto, ma è accaduto per quella famosa risultante di cui sopra. 50 anni fa forse non sarebbe successo, ma solo perchè mancavano quelle sollecitazioni di cui ho parlato, e non perchè tu e lei sareste stati diversi.
Bè no Laras, stavolta non mi trovi d’accordo. In questo momento non ci troviamo su un vero e proprio social network, che detesto tra l’altro. Credo di essere tra i pochi a non essere iscritto a facebook. Sono una persona che ha e coltiva amicizie. Alcune ultratrentennali che reggono alla grande. E parlo di Amicizie, con la A maiuscola e non di semplici conoscenze. Amicizie che si sono dimostrate tali in ogni momento della mia vita. Bello e meno bello. Loro le Amicizie, prevalentemente maschili, c’erano sempre con tutta la loro forza e il loro affetto. E ne vado orgoglioso. Tanto da poter asserire a oltre 40 anni che non c’è paragone tra Amicizia e Amore. La prima non mi ha MAI deluso. MAI. La seconda si e non soltanto a me. L’Amicizia quella vera raramente delude. E non ti chiede nulla. L’Amore no, anzi pare neanche esista così come avete affermato tu e Andrea. Quindi in un mondo sovrastato dal virtuale permettimi di poter dire che riesco a vivere le cose reali. Vere !
Questo nostro interagire non potrei definirlo da social network quanto da lettera. Da lettera veloce se vogliamo. Perché la puoi leggere dopo due ore mentre 50 anni fa ci volevano giorni. Ma la sostanza almeno in questo senso non cambia. Potresti essere una mia amica che vive in Australia e con la quale non ho modo di poter interagire di persona. In questo caso ben venga la tecnologia. Magari sei semplicemente una donna di Torino con la quale sarebbe comunque difficile poter interagire realmente.
D’altra parte se scrivessi Toma al posto di Roma potresti tranquillamente chiedermi “ma che città è ?” e si chiarirebbe l’equivoco.
Che si viva in un sistema di consumismo lo sappiamo da decenni ormai. Ma in realtà non mi sento un burattino vittima di scelte che la società mi impone. So distinguere ciò che mi piace da ciò che non mi piace. Non c’è mai stato qualcuno in grado di impormi scelte altrui. La società mi può costringere ad aprire un conto in banca a farmi mangiare ciò che mi propinano i supermercati (fino ad un certo punto). Ma le mie scelte di vita sono le mie scelte. Non arriva una pincopallina che con la sua personalità viene a soggiogare la mia. L’Amore per me non è merce Il sentimento se c’è è nobile. Non ho mai pensato di sostituire la donna che avevo scelto per la vita. A meno che non avesse cominciato a tirarmi i piatti in testa. Non credere che non sappia i motivi che hanno spinto mia moglie a lasciarmi. E non pensare che io non abbia commesso degli errori. All’inizio di…
questo nostro epistolario te lo scrissi che nessuno è perfetto. Soprattutto in una relazione di coppia si commettono per forza degli errori. E’ umano. E’ inumano non commetterne. Ne commette una madre con un figlio figuriamoci.
Tu pensi che mio padre non abbia avuto sollecitazioni esterne che potevano spingerlo a lasciare mia madre ? Eccome se ne aveva ! Bel figone mio padre sai ? Con tante donne che gli hanno sempre girato intorno. Ma mio padre amava mia madre e mai si sarebbe sognato solo di cornificarla per 25 minuti.
Il discorso che tu mi fai circa la possibilità di cedere a sollecitazioni esterne mi sa tanto di mancanza di serietà. Ma soprattutto di intelligenza. E’ ovvio che dopo 20 anni che frequento solo mia moglie la bellona di turno che mi ronza intorno può tranquillamente farmi perdere la testa. Strano però che la testa io non l’abbia mai persa, Neanche nei confronti di mia moglie. Nei confronti della quale ho perso si qualcosa ma non la testa bensi il cuore. Se non era così non la sposavo e non andavo a dire davanti a tutti i miei amici e parenti che quella era la donna che avevo scelto per la vita. Per andare davanti all’altare ci ho pensato e molto. Volevo e dovevo essere sicuro dei miei sentimenti. Mi stavo assumendo le mie responsabilità nei confronti di una persona con la quale non avrei mai giocato relativamente ai sentimenti.
Ma questo la gente lo sa ? Lo sa che esistono ancora le strette di mano, la parola e la lealtà ? Il calcio è malato, non è più quello di una volta. Tutti cambiano bandiera. Ma esiste ancora gente come Javier Zanetti è la gente che segue il calcio lo sa.
Ripeto, non sono pro-50 anni fa. Perché le cazz…te si facevano anche allora. E gli sleali e i falsi già esistevano. Solo che non erano tutti così.
Fabrizio ho letto la terza parte del tuo messaggio.
Francamente la tua sembra la descrizione idilliaca dell’uomo modello maltrattato assieme ad altri centinaia di tapini, messi alle corde da una quantita di streghe assatanate e isteriche che sfornano bambini che ignorano nel loro sviluppo, peggio che se fossero delle Erodi in gonnella.
Mi sembra veramente uno scenario surreale.
Se volessi discutere con gli stessi luoghi comuni, potrei farti altrettanti esempi di puttanieri e vigliacchi, come quello che da poco ha mandato in coma una povera figlia di 19 anni, ma mi sembra superfluo.
Poi sinceramente Fabrizio, citare che hai avuto decine di occasioni e non ne hai approfittato, dovrebbe essere inutile che tu lo sottolineassi, quasi a mostrare un sacrificio che non dovrebbe essere tale quando c’è l’Amore con la a maiuscola, come quello che riconosci verso tua moglie, la quale come me, e le altre donne, di occasioni ne hanno continuamente, ma non ci pensano neanche a dirsi quanto sono brava ad aver rinunciato.
Poi le donne sessantenni eccetera eccetera. Ma insomma, quand’anche fosse, puoi accorpare in un unicum granitico le convinzioni che il tuo stato d’animo ti propone pensando che valgano universalmente? Io ho due figlie femmine, e se dovessi basarmi su quelli che vedo al loro fianco, come parametri di un uomo che possa garantire loro quella mascolinità e autorevolezza che tu intravedi solo nel passato, dovrei spararmi. Un giorno troveranno quello giusto, perchè so che sono ragazze intelligenti. Sbaglieranno nel frattempo, forse la loro storia principale un bel giorno finirà, chi lo sa, nulla è eterno e tutto cambia, ma non mi aspetto che se una rapporto andasse male vengano da me a dirmi che sono innocenti, perchè, come ho già detto in precedenza, sarebbero coinvolte anche se non si fossero accorte di niente.
Non giriamo intorno alla cose Fabrizio, quando una coppia sta insieme da 20 anni, basta un battito di ciglia per capire se qualcosa non va, suvvia.
Sai una cosa, io tendo sempre a credere a quello che mi dicono, e tu appari una persona per bene, ma lasciamelo dire, troppo per bene per essere vero. Se si potesse dialogare ANCHE con tua moglie su questo forum credo che il quadro generale sarebbe più completo, non credi? E magari scopriresti cose che non vedevi di lei o di te che non “volevi” vedere, chissà.
Dici bene quando sostieni che bisogna amare accettando tutto dell’amata, ma non la sua immagine ideale, ma quella vera, e amare è anche scoprirla.
No Laras, allora leggi male, permettimi di dirtelo senza offesa. Non mi pare di essermi descritto come uomo modello. Mi pare di avere asserito più volte negli scritti di aver commesso i miei errori. L’ho scritto e l’ho ribadito più volte. Non mi pare di essermi nascosto.
Per il resto non ho usato gli epiteti di streghe o Erodi. Assolutamente no. Ho solo messo in risalto quella che è la realtà di molte situazioni al giorno ad oggi.
Vedi qual è la differenza cara Laras ? Che se tu mi citi esempi di puttanieri e vigliacchi come quelli che hanno mandato in coma una povera figlia di 19 anni io ti do ragione punto. Non mi entra in tasca nulla a non confermare quella che è la realtà anche in questo senso. Non capisco perché non fai altrettanto. Non mi interessa difendere uomini che si comportano così. Ci sono e vanno messi al bando.
Citare il fatto che abbia avuto decine di possibilità e di non averne approfittato non sta ad intendere sacrificio quanto lealtà. Visto che come tu hai sottolineato nei tuoi precedente post per noi uomini e normalissimo avere rapporti sessuali senza provare sentimento alcuno. Io non l’ho fatto per Amore. E l’ho scritto. Perché mi accusi dicendomi che l’ho scritto quasi a mostrare sacrificio quando in realtà non era così ?
Poi Laras perdonami ancora ma se cito, così come ha fatto anche Andrea, le donne 60enni, non accorpo le mie convinzioni quanto quelle che dimostrano altre persone, e per giunta di sesso femminile. Scusa Laras ma perché mi rovesci la frittata ?
Tralascio il discorso sulle tue figlie femmine perché mi sembra ovvio che tu possa avere delle paure. D’altra parte la nostra società genera anche uomini come li hai descritti tu.
Per il resto si sono d’accordo con te che dopo 20 anni se qualcosa non va bisognerebbe accorgersene con un battito di ciglia. Ma ho scritto e riscritto che in una coppia, soprattutto di lunga data, è normale che ci sia qualcosa che non va. Può succedere nel corso degli anni. Ma un conto è capire che qualcosa che non va e un conto non vederlo perché ti viene nascosto. I problemi possono esserci ma a volte non pensi che tali problemi possano causare terremoti come quello che è capitato a me e non solo. Laras il problema è questo. I problemi se ci sono vanno risolti. E a volte anche se ci sono e si vedono non è detto che siano di facile o immediata risoluzione. Non so se mi spiego.
Si Laras, sono una persona per bene, si molto perbene. Con i miei difetti ma perbene. E’ ovvio che si debbano…
sentire entrambe le campane. Ma sai cosa ? Che se tu chiedi a me quali problemi ci fossero tra me e mia moglie te lo direi tranquillamente. Tant’è che mi sono assunto le mie responsabilità. Pronto a rimediare a qualcosa che assolutamente non era irrimediabile. Strano però che io mi sono assunto la mia parte di responsabilità di fronte a tutti. Mentre lei ha chiuso con tutto e con tutti. E ha negato e mentito sapendo di farlo. Scappando, usando cattiveria, slealtà e falsità. La differenza sta qui Laras. Non sono un santo ma una brava persona si.
Tu stessa hai asserito in un precedente post che le donne sanno essere perfide e cattive. Lo hai scritto tu ma nel corso della mia vita ho sentito molte donne, oltre a te, asserire ciò, Difficilmente un uomo ti dirà che gli uomini sanno essere perfidi e cattivi. Perché non è così. Poi esistono i bastardi. Ma sono tali e sono la minoranza. E non c’è un uomo che non li condanni.
Ovvio che amare significa amare l’immagine vera della tua donna ? Ho scritto il contrario ?
Laras, Fabrizio, Andrea questo confronto tra persone che da quanto leggo mi sembrano intelligenti e con una loro personale sensibilità mi trova a volte spiaziata e angosciata di fronte a posizioni così… rigide. Non mi interessa trarre delle generalizzazioni da quanto mi è accaduto, quanto piuttosto un’eseprienza per migliorare me stessa. Tipo gli uommini sono tutti fedifraghi, inaffidabili, restii ad impegnarsi. Luoghi comuni oggi più di allora. L’amica lasciata dal compagno al sesto mese di gravidanza per l’amante più giovane, quell’altra dal fidanzato che la mattina gli dice “ti amo voglio che vieni a vivere da me” e la sera “non ti amo più ti lascio.” Esiste ANCHE questo. Alcuni ruoli sono sdoganati, gli stimoli le oppurtinità attuali sono diventati un’occasione per rendere appunto come dice Laras anche l’amore un prodotto del consumismo, senza aver saputo cogliere l’oppurtinità che l’evoluzione dei ruoli ci dava e parlo sia di donne che di uomini. Molti e molte l’hanno interpretata come l’occasione per non prendersi un impegno: se una cosa non funziona la butto e ne prendo un’altra piuttosto che sforzarmi di aggiustarla e capire cosa c’è che non va! Più comodo no?
Fabrizio se tua moglie non ti avesse lasciato forse ora saresti qui a dire che era meglio 50 anni fa, che le donne sono aggressive, indecise in preda solo alle emozioni, e che il loro intento è sperare di cambiare il loro patner?
No te lo chiedo perchè qualcosa di vero nel senso di oggettivamente vero c’è in ciò che dici tu, Andrea e Laras. Ma per sommi capi, poi la realtà è un’altra fatta di mille sfumature, bagagli di esperienze e stimoli esterni.
Io ad esempio sono qui a testimoniare che il mio tallone di achille non è stata l’indecisone, la volubilità che tu attrubuisci alle donne, ma l’esatto opposto, ciè la troppa decisione e determinazione.
Mi dispiace non l’accetto questo riduzionismo, anche io mi guardo intorno e potrei facilmente giungere a delle ovvie e quanto meno sterili conclusioni. Ma spesso nell’ansia di avere conferma delle nostre teorie disfattiste, che ci tutelano a volte da prese di coscienza che potrebbero destabilizzarci, finiamo per non vedere o non voler vedere delle cose importanti.
Neppure oggi sono tutti come temi tu Fabrizio. Ci sono gli Zanetti e la Zanette non preoccuparti, bisogna avere la pazienza e la fortuna, perché no, di incontrarli, e quando questo succede, e a me e successo per mia fortuna, te ne accorgi, e loro altrettanto.
Poi a proposito dell’ amore e dell’amicizia, dici bene, infatti il segreto della mia coppia e che la passione giovanile iniziale che ci ha attratti è diventata amore e amicizia: il massimo. Per questo ci divertiamo sempre insieme e d è sempre per questo che non crediamo che in un altro si possano trovare entrambe i due sentimenti insieme. Non sarà una garanzia assoluta, che non esiste come ho sostenuto, ma una bella sicurezza certamente.
Cinica:
“La libertà ha prodotto una serie di donne frustrate sopra i 35 anni senza figli, ok d’accordo. ma anche una serie di uomini ormai incapaci di sapersi scegliere una compagna” Ma certo cinica, pienamente d’accordo. Non si sta dicendo che le donne siano streghe e gli uomini santi. Si dice semplicemente che i contesti sociali e morali modellano donne e uomini. E se gli uomini hanno acquisito sensibilità rispetto ai loro padri è anche vero che le donne hanno perso femminilità rispetto alle loro madri. Sono dati di fatto.
Per quanto riguarda gli uomini che citi tu, quelli che non sanno scegliere una compagna, sono in larga parte quelli appartenenti alla categoria dei belli che ci sanno fare, solitamente con alle spalle una posizione sociale prominente. Per quelli si che i tempi di oggi sono una vera pacchia, donne su donne a ripetizione. E anche per loro non esiste più un occhio sociale che li rimproveri, possono davvero fare ciò che vogliono e sono ancora più liberi e privilegiati delle donne. Calcola però che rappresentano a stima il 10% della popolazione maschile.
Mentre oggi qualunque donna normale o carina, si sente il centro del mondo. Io spesso ho notato questo, donne “normali” snobbare uomini “normali” perché non rappresentano i loro personali principi azzurri.
Esiste davvero un nutrito gruppo di uomini, di buona volontà, concreti, corretti, ma non appariscenti e piacioni che vivono perennemente ignorati da moltissime donne perché non facenti parte d’elitè. E non dalle top-model, cosa che ci starebbe anche, ma semplicemente da donne normalissime/carine, al loro stesso livello se vogliamo. Uomini che un tempo sarebbero stati sicuramente più apprezzati e considerati.
Laras:
“ci si aspetta che le poverette debbano prendere indicazioni su “cosa sia giusto o sbagliato” da un’entita superiore che si suppone debba essere prima il padre poi il marito e infine il prete al momento dell’esterema unzione”
Ma chi l’ha detto questo? Vedi come sei prevenuta nelle tue considerazioni? Nessuno ha parlato di uomini come menti elette. Mi riferivo ai contesti famigliari di allora. Nel bene e nel male c’erano ruoli definiti, il peso della famiglia era forte per entrambi. Un uomo aveva il dovere di mantenere la propria famiglia. Quanti uomini sono emigrati in Francia e Germania per mantenere la famiglia? >>>