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di LAD

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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 65 66 67 68 69 484

  • 3301
    Sasha@ -

    I sentimenti e incertezze della persona chi lascia sono assolutamente inutili per la chi viene lasciata. Se non puoi stare insieme perché non vai via senza succhiarle tutto il sangue? Così si recupera pronto e sarà più felice con altra persona. O proprio questo è il problema vero? E bisogna tornare per toccarle con un bastone per vedere se reagisce ancora?

  • 3302
    Jack -

    Ragazzi gli ultimi aggiornamenti sono questi, i giorni passano e piano piano sto sempre realizzando con maggiore lucidità quello che è successo. A mente più fredda ormai si tratta solo di capire chi sia l’altro, perché come ho sempre giustamente detto io ai miei amici quando venivano lasciati, e come quasi tutti voi giustamente dite a me, un altro c’è sempre. La voglia di scriverle A TRATTI è tanta, tantissima ed essendoci passati anche voi sapete bene quel che si prova, ma scrivo qui anche x avere la forza di continuare a non sentirla, per resistere ed essere forte in nome della mia dignità.però ragazzi è dura,mentirei se dicessi il contrario.cmq in tutto ciò ho superato le 2 settimane ormai ed è già un traguardo, tengo duro.

  • 3303
    Suzanne -

    Acqua concordo; una coppia è un organismo vivente complesso, che si nutre del mondo ed evolve con esso. Quando vidi il film “Laguna blu” pensai: mamma mia che noia terribile questi due!!!

  • 3304
    Golem -

    Aguardiente, con la storia della della frequentazione degli amici siamo nell’ambito dei gusti. Per una fortunata coincidenza sia io che lei siamo già “autosufficienti” di nostro. Ripercorrendo il nostro passato senza “di noi” abbiamo visto quanto ci somigliavamo nello stare bene da soli. Ricordo che da militare, in Toscana, uscivo da solo piuttosto che aggregarmi ai soliti branchi in grigioverde, e rimorchiavo, persino mio malgrado, ma soprattutto non dovevo assoggettarmi alle decisioni di nessuno. Andavo in piscina, a vedermi un museo, facevo autostop sino a Viareggio oppure bighellonavo per Firenze senza meta ma senza obblighi con nessuno. E sono ancora così. Prima di Sally sono sempre stato il mio migliore amico.
    Ovviamente abbiamo degli amici, pochi e selezionati, puoi immaginare sotto quale profilo, ma come ho già detto in altre occasioni, specie dopo il nostro “rinascimento” non sentiamo il bisogno di frequentarli regolarmente come fanno certi quasi dipendendone.
    Il perchè lo capiresti se ci potessi osservare durante una normale giornata. Siamo una coppia di comici che non si annoia mai. Il tutto frutto di quell’intesa unica che nasce da una fortunata coincidenza di ritrovarci con intelligenze simili e identico senso dell’umorismo. E soprattutto la rinnovata capacità di comunicare dopo esserci meglio conosciuti

    A proposito, concordo pienamente con te sulle responsabilità al 50% nei fallimenti di coppia. “Ça va sans dire”. Non si è mai solo vittime.

  • 3305
    Sasha@ -

    > resistere ed essere forte in nome della mia dignità

    Esatto. Gli uomini senza dignità fanno schifo.

    Pero cosa c’entra chi sia l’altro? Così rimani fissato su di lei e traumatizzato alla fine della vita. Lei è una persona libera, può stare con una squadra di pompieri se vuole. Prenditi cura di te stesso, concentrati nelle cose tue. Per il momento devi evitare lo stress inutile.

  • 3306
    rossana -

    Acqua,
    grazie per il riscontro.

    In prossimità di fine percorso, il mio tempo delle domande ancora non è concluso. E ne sono lieta.

    Le devianze, poi, per me fanno parte della vita. Che noia i perfetti rettilinei, privi di novità da approfondire! A volte sono proprio quelli ad alimentare sogni…

    Un caro saluto.

  • 3307
    Benedetta -

    Buonanotte gente ?? un abbraccio forte.

  • 3308
    Benedetta -

    Grazie Rossana! È sempre un piacere parlare con te! ??

  • 3309
    Markus -

    Acqua non esiste, in una relazione a cui si tiene, che si faccia finta di ignorare o non vedere un problema. Se accade ciò vuol dire che evidentemente non ne è stata sottolineata l’importanza. Altrimenti può essere che il problema potrebbe non essere risolvibile al momento. E non si sta venti anni con una persona se sei insoddisfatto. Almeno non nel mio caso, visto che sin dal primo giorno mi sono mostrato per quello che ero esponendo pregi, difetti, aspettative e progetti, senza mai falsare nulla e rimanendo me stesso per tutta la durata del rapporto. E ho ascoltato lei, visto i suoi pregi, i suoi difetti, le sue aspettative e i suoi progetti, che ho accettato, apprezzato e condiviso.
    E, soprattutto, non si molla una persona di punto in bianco rinfacciando problemi che per anni sono stati considerati dei pregi, e, in particolare quando appena qualche settimana prima erano stati fatti progetti per il futuro e prese decisioni importanti. E ancora di più quando questi problemi hanno un nome e cognome.
    Poi nessuno di noi può essere talmente perfetto da avere un comportamento ineccepibile per tanti anni poiché gli errori li commettiamo tutti e non esiste nessuna coppia al mondo che sia esente da problemi.

  • 3310
    rossana -

    Markus,
    un caso simile al tuo, sia per lo sconcerto e la sofferenza che per la lunga durata (quasi in fotocopia), in passato è stato qui commentato abbastanza a lungo. Ma lì si era creata una frattura di prospettiva, un cambiamento d’impostazione del rapporto, nel senso che la donna, contraddicendo l’accordo iniziale, a un certo punto aveva voluto fortemente un figlio e l’uomo, che fin dall’inizio aveva dichiarato di non volerne, aveva esitato troppo a cambiare posizione, a favore della moglie.

    Alcune donne hanno il pessimo vizio di non dichiarare apertamente quello che a loro non va all’uomo con cui fanno coppia. Quasi che chiedere potesse rompere gli equilibri impostati, oppure avendo la pretesa che l’uomo debba indovinare i loro desideri. Sono quelle che NON vogliono agire per ottenere cambiamenti. Con queste premesse, la rottura della relazione può essere improvvisa, perché la parte femminile ha fatto sempre bel viso a cattivo gioco, o a quanto le era sgradito, senza che il partner ne fosse consapevole.

    Altra possibilità di sorprese del tutto inattese e imprevedibili si può, a mio avviso, verificare quando il sentimento è più incline a ricambiare che non a essere spontaneo. In tal caso, basta che la donna s’innamori sul serio di un altro, e la frittata è fatta.

    In ultimo, con i legami amorosi che ora possono durare molto più a lungo del passato, uno dei due può evolvere più celermente dell’altro e perdere la precedente sintonia.

  • 3311
    Markus -

    Suzanne, intanto parli di essere stata “follemente innamorata” del tuo ragazzo. L’innamoramento, tante volte se ne è discusso qui, è molto diverso dall’amore. Non a caso parli di follia.
    Premesso ciò scrivi comunque che non hai mai smesso di amare il tuo ragazzo. E ci credo se davvero dici di averlo amato. Non so quali siano stati i motivi per cui tu abbia preso la decisione di lasciarlo, ma da quel che dici deve essere stata una decisione presa per un qualcosa che non poteva essere risolvibile. E capisco, capita. Ma immagino che entrambi siate arrivati alla conclusione che nulla di più poteva essere fatto per salvare il vostro rapporto.

  • 3312
    Suzanne -

    Markus, dopo tredici anni non credo di poter parlare solo di innamoramento! In realtà non è stato fatto tutto il possibile per salvare il rapporto: lui avrebbe potuto diventare “adulto”, io avrei potuto invece continuare ad aspettarlo. Ciascuno di noi ha fatto le proprie scelte e ne ha pagato le conseguenze, anche se siamo riusciti a salvare perlomeno l’affetto e il rispetto che ci hanno da sempre legato. Ho voluto semplicemente riportare il caso di una persona che ha lasciato, pur avendo amato, e davvero tanto.

  • 3313
    Benedetta -

    Buonanotte, gente ????

  • 3314
    Benedetta -

    Buongiorno ?❤

  • 3315
    Golem -

    Buon pomeriggio e anche buonasera. ??

  • 3316
    Markus -

    In teoria dopo tredici anni non si dovrebbe parlare solo di innamoramento, ma pare che fin troppo spesso accade che anche dopo tanti anni non si sia ancora bene capito cosa si prova realmente.
    Ma probabilmente questo non è il tuo caso.
    Mi viene da chiederti soltanto se, quando tu lo hai lasciato, lui non abbia fatto nulla per trattenerti oppure si è reso conto che non poteva fare molto per riuscire a venirti incontro.
    Mi chiedo ancora cosa vuol dire, per te, diventare “adulto”. Cosa volevi che lui facesse che, in sostanza, sembra non ti andasse bene più.
    Ma a lui invece tu continuavi ancora ad andare bene così come eri ?

  • 3317
    Markus -

    Rossana, non so quanto sia vero il fatto che alcune donne non dichiarino apertamente quello che non va all’uomo con cui fanno coppia. A me sembra di no, anche perché credo sia impossibile pensare che tutto ciò che pensa o fa l’altro/a possa essere perfetto. Ho constatato di persona nel corso degli anni che, se c’è qualcosa che non va le donne te lo dicono. Il problema è che spesso cambiano opinione. Nel senso che ciò che prima era un pregio o, semplicemente, andava bene, dopo diventa un difetto e si pretende un cambiamento, che a volte non è facile possa avvenire, o almeno non sempre o non in breve tempo.
    Personalmente non ho mai preteso di cambiare la mia donna. Mi sono impegnato con tutto me stesso per cercare di conoscerla a fondo apprezzando i pregi e accettando tutti i difetti. Ribadisco il concetto di sapere ciò che si vuole perché non si può continuare a vivere un rapporto sapendo di non condividere un elemento importante per il prosieguo di una vita di coppia in termini quali una convivenza o un matrimonio.
    Conosco l’utente di cui parli, avendo scambiato con lui diverse mail in passato. Confermo la similitudine del caso, che ho riscontrato anche con altre due utenti donne con le quali ho avuto lo stesso interscambio.

  • 3318
    Markus -

    Quattro batoste affettive una più dura dell’altra che lasciano segni indelebili nell’animo di chi nel vero sentimento crede veramente.
    Quattro legami interrotti da due comuni denominatori: il cambio di rotta di uno dei due partner che spiazza l’altro/a, il quale, nonostante ciò, si sforza di modificare il proprio progetto di vita nonché il suo modo di essere in forza del sentimento che prova e la presenza di una ovvia terza persona.
    Non mi pare che oggi i legami amorosi durino più a lungo del passato.

  • 3319
    Suzanne -

    Markus, ci siamo conosciuti al primo anno di università ed eravamo molto simili, ci siamo subito riconosciuti come “animali della stessa razza”, un po’ sognatori, molto idealisti. Ci siamo nutriti per anni di pensieri astratti, sogni, fantasie, ed è stato bellissimo. Ma ovviamente la vita esige anche una parte più pratica, forse meno poetica, ma necessaria. Così io mi sono ritrovata in un vortice di impegni, progetti, obiettivi. Studiavo e facevo quattro lavori per pagarmi università e mantenermi. Lui invece è rimasto come in un limbo; non lavorava, non studiava, non sapeva quel che voleva, era come cristallizzato. E ti parlo di una delle persone più intelligenti e capaci io abbia mai conosciuto. Questo suo potenziale sprecato mi faceva imbestialire, per anni ho cercato di scrollarlo, anche molto duramente, anche se intuivo la sua sofferenza. Non riuscivo a capacitarmi di come non reagisse, lo consideravo anche una mancanza di rispetto verso di me, che mi sono sempre fatta un mazzo infinito per raggiungere ogni piccolo, minuscolo obiettivo. Lui dava gli esami all’università senza studiare e prendeva il massimo, io magari dovevo studiare per quindici giorni. Morale: lui non ha finito, io mi sono presa due lauree. Lo dico per far capire come il potenziale da solo non basti: è bello, sano, intelligentissimo, eppure non ha saputo sfruttare appieno le sue risorse. Sì, lui avrebbe continuato la nostra storia senza cambiarne una virgola, rimanendo sempre mezzo fuori, perché

  • 3320
    Suzanne -

    È il suo modo di vivere, sentire sempre di avere una via di fuga. Io negli ultimi anni ho iniziato a sentirmi bloccata, come se mi trascinasse nelle sue sabbie mobili. Ci siamo allontanati diverse volte, ma l’ho sempre considerato la mia metà, quindi non ho mai preso una decisione netta. Ancora adesso ho bisogno di sentirlo parte della mia vita. Comunque no, non ha lottato per salvare le cose, perché credo fosse convinto che alla fine sarei tornata. A parte lati del mio carattere molto spigolosi, credo di essergli sempre andata bene così come sono. Ma anche lui mi andava bene, solo che avevamo una visione di vita ormai agli opposti.
    Scusa se mi sono dilungata, è difficile spiegare dinamiche complesse in poche parole…

  • 3321
    Benedetta -

    Santa notte ❤❤❤???

  • 3322
    Golem -

    Hai recitato la Compieta? Brava.

  • 3323
    Acqua -

    Markus e Suzy, sono contenta che finalmente abbiate parlato in modo chiaro delle vostre storie passate, perché si capiscono meglio alcune vostre considerazioni.
    Markus, non hai tutti i torti quando osservi che molti/e non sanno cosa stanno cercando e,di conseguenza, le loro aspettative variano nel tempo. A mio parere è un dato di fatto: non si può condannare una tale attitudine perché non deriva dalla volontà. Alcuni hanno idee molto chiare sui pregi e difetti del proprio partner e progetti per il futuro ben definiti; altri, anche in seguito ad esperienze e conoscenze, cambiano opinione o, meglio, capiscono più tardi quali sono i loro reali desideri. Quando c’è di mezzo un rapporto di amore e di fiducia, tuttavia, sarebbe necessario bilanciare la necessità di restare coerenti con le proprie scelte iniziali con il desiderio di cambiamento, valutando non solo il proprio bisogno di felicità, ma anche quello della persona amata. Per questo non trovo sempre sbagliato ridimensionare le proprie aspettative a favore dell’altro.
    Quando però la situazione si fossilizza, come nel caso di Suzy e non si riesce a venirsi incontro, mi sembra giusto interrompere,anche se a malincuore. Suzy, ti capisco quando dici che non riesci a rinunciare a lui perché lo sentì ancora parte di te, ma questo non dovrebbe precludere la tua capacità di innamorarti di nuovo, di qualcuno che meglio risponde, in questa fase della tua vita, alla tua esigenza di rinnovamento e creatività.

  • 3324
    Acqua -

    Con questo non pretendo di dare saggi consigli, visto anche il mio stato d’animo altalenante in questo periodo….Sono felice, non sono felice, mi sento realizzata, ma vorrei allo stesso tempo cambiare, mi piacerebbe fare tante cose, ma poi per pigrizia o mancanza di energia, rimando più avanti…
    Le mie aspettative sull’ Amore sono state sempre troppo elevate rispetto alla realtà, fin da subito. Nonostante abbia sofferto molto anche da ragazzina quando venivano deluse (spesso), ho insistito per andare avanti con la mia storia, sperando di raggiungere nel tempo il livello di affinità desiderato…Ho imparato a governare ed eliminare del tutto alcune emozioni negative come possessivita’ e gelosia e a cercare di capire visioni diverse dalla mia senza arrabbiarmi, pur non condividendole affatto, ma sento che ancora non ci siamo. Inoltre lui dimostra ostilità da parte sua nei miei confronti e contrasta apertamente le mie idee. Non voglio rinunciare e quindi continuerò ad impegnarmi per cercare migliorare quello che non va nel nostro rapporto.
    Purtroppo la mia fantasia “alternativa” ultimamente mi distrae in continuazione e non riesco a farne a meno: è una dipendenza che sembra mentale, ma è fisica e non so come combatterla. Non serve a niente che io mi impegni per non pensarci, me lo “immagino” in continuazione, anche quando sono al lavoro, e desidero tanto vederlo, anche se spero razionalmente che ciò non accada: è questo conflitto interiore che mi strema.

  • 3325
    claudio -

    Sereno giorno ! 🙂

  • 3326
    Markus -

    Ciao Suzanne
    No non ti sei dilungata figurati, e si mi rendo conto come sia difficile spiegare dinamiche complesse in poche parole.
    Scrivi che ti sei accorta quasi subito che parecchie cose del suo modo di essere non ti andavano bene tant’è che vi siete allontanati diverse volte, segno evidente che già qualcosa nel vostro rapporto non funzionava.
    Le cose che gli rimproveravi mi sembrano piuttosto importanti: uno che non lavora, non studia, non sa cosa vuole bè, dovrebbe quantomeno sforzarsi di capire.
    Appare quindi chiaro che fin dall’inizio non volevate le stesse cose, escludendo i primi periodi di “sogno” che capitano un po’ a tutte le giovani coppie.
    E inoltre, cosa fondamentale, non ha fatto nulla per salvare le cose. Addirittura dopo che lo hai lasciato, non ha fatto nulla per trattenerti. Cosa che dimostra due cose: o che di te non gli importava più di tanto o che era convinto del suo modo di essere che voleva continuare a portare avanti nello stesso modo, con o senza di te.
    Mi pare poi di aver capito che non siete mai andati a vivere insieme né progettare un matrimonio cosa che sembra portare a galla ancora di più le vostre differenze.
    E, in fondo a tutto, e, nonostante tutto, ancora oggi hai bisogno di sentirlo, segno che, molto probabilmente non hai mai smesso di amarlo.
    Nella mia storia non c’è stato nulla di ciò che è capitato a te. Mai un allontanamento, né critiche reciproche importanti, né sogni che dovevano fare i conti con la realtà.

  • 3327
    Markus -

    A differenza della tua storia abbiamo progettato e confermato l’idea di vivere insieme, poi materializzatasi, abbiamo dato a tutti e a noi stessi negli anni l’immagine di essere una coppia affiatatissima. Anni di amore e accordo agli occhi nostri e di tutti.
    E a differenza del tuo ex ho fatto l’impossibile per farla tornare sui suoi passi, nonostante avessi scoperto l’esistenza di una terza persona.
    Sono passati tantissimi anni e non mi risulta che abbia mai avuto bisogno di sentirmi. Praticamente cancellato come mai esistito.

  • 3328
    Benedetta -

    Buongiorno a tutti! ❤??

  • 3329
    Yog -

    Serene 24 ore.

  • 3330
    Golem -

    Ciao Acqua, mi ero permesso di intervenire per i tuoi post sull’altro thread, ma sono stato cassato, malgrado mi rivolgessi solo a te e alle tue vicende, giacchè mi è vietato interloquire con la “signora e il signore” -cosa che tra l’altro non mi interessa- ma che loro tuttavia fanno senza problemi di “cassazione” con chi gli pare. Mi spiace, quei due post mi sembravano interessanti e utili per te. Solo se potessero ricollocarli qui li potresti leggere.
    Ma forse è meglio che mi autocassi forever and ever da LaD. Qui servono altro genere di personaggi evidentemente. Saluti e auguri.

  • 3331
    Golem -

    Ciao Acqua. Leggo sempre attentamente i tuoi interventi perchè ci intravedo un mettersi personalmente in discussione di fronte a delle situazioni che non hanno dato i risultati attesi, cosa che invece succede raramente, quando si ritiene di essere solo vittime e non coautori dell’accaduto.
    Non voglio ritornare sulla mia esperienza, ma ripeto, se non mi fossi interrogato più lucidamente su come si stava evolvendo il rapporto, oggi forse sarei qui a lamentarmi di essere stato “tradito”. Sono certo che “quell’equivoco” sentimentale che covava dentro mia moglie si sarebbe potuto sfogare più “concretamente”, magari attraverso un incontro occasionale che le fosse capitato nell’ambito del lavoro, nel quale avesse intravisto la possibilità (illusoria) di realizzare il sogno adolescenziale di cui tanto ho parlato.
    Io parlo per me, tanto per evitare fraintendimenti, ma nel mio “piccolo” ho rivisto nella mia storia tutti i momenti descritti dai vari partecipanti a questa discussione, ma qual’è la cosa che li accomuna e che li ha portati alle conclusioni che leggiamo? La solita cosa, la NON comunicazione.
    Che si tratti di obiettivi, di temperamento, di sogni o di qualunque altra cosa, si arriva ad un momento di rottura perchè non si è COMUNICATO più o meno consapevolmente quello che si vuole o che NON si vuole. Ma il non comunicare contiene anche il NON ASCOLTARE >>>

  • 3332
    Golem -

    >>> Tu pensi che se dovessi realizzare il tuo tormentato desiderio di incontrare M, e magari per assurdo farci una storia che ti portasse a “scappare” con lui, tuo marito cadrebbe dalle nuvole? Si sentirebbe tradito? Io penso di si, la stronza saresti tu, anche se tu stessa, quasi dispiaciuta per lui, ammetti che lui NON VUOLE ascoltarti,e addirittura osteggia le tue idee.
    Ci sono molti modi per non ascoltare, come quello di sentirsi “a posto” col proprio ruolo, dando per scontato che l’altro ne sia soddisfatto.
    Molto tempo fa parlai di una mia cugina, che ha sposato uno di quegli uomini “perfetti”. Lavoratore, onesto, risparmioso, tuttofare, disponibile ma… chiuso in una mentalità che, forte della sua “onestà”, non lasciava spazio alle personalità della moglie e dei figli. In definitiva, la moglie prima e la figlia poi, dopo una ventina di anni di questo felice “regime” piccolo borghese sono finite diverse volte in clinica psichiatrica, con turbe dissociative della personalità.
    Quest’uomo NON si è mai posto il problema che la causa di quei danni fosse lui e la sua grottesca mentalità ottocentesca. Lui era (ed è) convinto “IN BUONA FEDE” di comportarsi “bene”, e tutti in famiglia ne sono convinti. Tranne me, e i medici che hanno curato le due donne.
    Pensi che abbia notato l’insorgere del disagio delle due donne? No: “che gli manca? Hanno tutto”. E tuo marito nota il tuo disagio fino in fondo? Non credo.
    Bisogna VOLERLO. Ciao

  • 3333
    Acquuua -

    Ciao Golem,in questo momento sono all’estero per una breve vacanza con un’amica e non posso scrivere molto. Volevo dirti che apprezzo molto i tuoi commenti e le tue “analisi” e spero che continuerai a scrivermi.

  • 3334
    Markus -

    Ciao Acqua
    Purtroppo queste persone che capiscono “troppo” tardi quali sono i loro reali desideri fanno del male vero a coloro i quali nel rapporto ci credono veramente e sanno cosa vogliono, pervasi, tra l’altro da sentimenti che non affievoliscono nel tempo.
    Il caso di Suzy mi sembra piuttosto chiaro. Fondamentalmente in quella relazione, da quanto si legge, nessuno ha cambiato opinione o progetto di vita. E vi sono state sin da subito azioni importanti, da parte di Suzy, che ha messo in chiaro le problematiche reali addirittura allontanandosi più volte. Il suo ex non può non aver ascoltato, anche perché quando Suzanne lo ha lasciato, sembra non abbia mosso un dito per trattenerla.
    A te invece chiedo, se me lo permetti, come mai continui ad avere questa fantasia alternativa? Ti manca qualcosa nel rapporto che prima avevi e ora non hai più oppure sei tu che sei cambiata nel tempo? O è cambiato tuo marito?
    E soprattutto, hai parlato a lui di qualche problema?
    Pensi che la colpa di tutto ciò sia di tuo marito che non ascolta i tuoi problemi o é una questione che dipende essenzialmente da te?
    Parli di lui che contrasta apertamente le tue idee. Lo ha sempre fatto oppure no? Sono nuove queste tue idee che stridono con quelle che hai sempre avuto o cosa?

  • 3335
    Benedetta -

    Santa notte ?❤❤❤??

  • 3336
    Suzanne -

    Markus, come sempre, anche in questo caso mi viene naturale ridimensionare le responsabilità del mio ex. Diciamo che in realtà quello che si è mantenuto uguale è stato proprio lui, che avrebbe semplicemente continuato a vivere la storia come è nata. Sono io che ho posto nuovi obiettivi e necessità, a partire da una convivenza che gli è stata praticamente imposta, e che lui per tutta risposta ha sempre rifuggito. Per due persone distanti come noi mi sembrava la soluzione più ovvia, ma sono stata perentoria nell’esigere che lui si trasferisse. Questa la considero una colpa, anche se avevo le mie buone ragioni. Mi considero colpevole anche di essere stata troppo dura con lui, forse non si è sentito capito in quel lungo periodo di stasi. Insomma, so che le responsabilità sono anche mie, per questo ho vissuto la fine della storia come un fallimento personale ( tra l’altro sono una persona che esige sempre il massimo da se stessa).
    Nel tuo caso, trovo inconcepibile che la tua compagna non abbia avuto nemmeno un attimo di dubbio, o non abbia provato dolore nel separarsi da te. Forse non ha voluto mostrartelo, come forma di difesa per entrambi. Capisco però il senso di abbandono che hai potuto sperimentare.
    Acqua, il fatto che dica di non avere smesso di amarlo non mi ha impedito di innamorarmi, in un modo completamente diverso, di nuovo. Ma è dura, perché ormai sono più disillusa e più esigente di quindici anni fa. Sono curiosa anch’io di capire in cosa tuo marito non ti…

  • 3337
    Suzanne -

    Ciao Golem, ma non sono io la “signora”, spero! Comunque in realtà io sono una che comunica anche fino alla nausea; col mio ex abbiamo discusso milioni di volte su ciò che non andava, quindi da questo punto di vista non posso recriminarmi nulla.

  • 3338
    Benedetta -

    Buongiorno ?❤?

  • 3339
    Golem -

    No Suzy, non sei tu la “signora” ovviamente.

    Comunicavi? Sì certo, lo immagino e si capisce che non sei una che si tira indietro. Infatti sei, o siete, arrivati al “limite” di quel rapporto quando comunicando le tue “aspettative” per il futuro hai messo quell’uomo di fronte ad una scelta che non si è sentito di prendere, e sospetto non abbia ancora preso.
    Infatti la comunicazione ha il solo scopo di chiarire la situazione, in una maniera o nell’altra, evitando “sorprese” come quelle di cui leggiamo, che certamente neppure io avrei evitato se non avessi “annusato” l’aria con un “naso” diverso.

    Non è infrequente che ci si “scopra” come non si immaginava di essere come coppia proprio nei momenti di chiarimento col partner. Ma è un esercizio assolutamente utile per sè e per la coppia, qualunque risultato sortisca.
    Vale solo per me, lo ripeto, ma se da quella lunga “autoanalisi” di coppia fosse emerso che l’amore era per l’altro, ne avrei sofferto per un po’ ma per lo meno non sarei caduto dal pero, sentendomi un fesso in fondo.
    Per fortuna é andata bene, si è capito quanto spesso la fantasia sia dannosa in generale quando non viene contestualizzata. Ma ripeto, fare almeno una volta il “punto nave” durante la traversata della vita in due, e non accontentarsi di quella che a “noi” sembra la rotta giusta, evita di ritrovarsi inopinatamente arenati sugli scogli, o quanto meno di indossare per tempo il “giubbotto di salvataggio”.

  • 3340
    Golem -

    Ciao Acqua, se non me lo impediscono interverrò per te quando lo ritenessi utile.
    Goditela intanto.

  • 3341
    Markus -

    Ciao Suzanne
    Guarda che da quello che hai scritto si capisce chiaramente che tra i due quello che si é mantenuto uguale é lui.
    E ciò, a mio parere, depone a suo favore.
    Ma mi rendo conto che in una coppia almeno l’obiettivo di una convivenza mi sembra quantomeno basilare.
    Ora bisognerebbe capire per quale motivo lui la sfuggiva. O perché non era sicuro del vostro rapporto o semplicemente per il timore che può nascere di fronte a un cambiamento importante.
    Ricordo che anche io ebbi all’epoca dei timori simili che poi comunque superai.
    Su queste righe ho sempre sostenuto che il fidanzamento é necessario per conoscersi e per stabilire cosa si vuole da un rapporto di coppia, i propri progetti e le proprie aspirazioni. E tu hai fatto benissimo ad essere chiara fin da subito. Così come anche lui lo é stato.
    E poi credo abbiate avuto del tempo per riflettere e valutare se entrambi potevate o volevate fare un passo indietro per venirvi incontro. Cosa che però non é accaduta.
    Mi pare, comunque, di capire che nonostante tutto tu lo ami ancora a riprova del fatto che l’amore se é vero non finisce. Mi chiedo cosa faresti se lui oggi tornasse proponendoti qualcosa di diverso.
    Trovi inconcepibile il comportamento della mia ex compagna. Suzanne, dietro quel comportamento c’era un nome ed un cognome. E mentre io ero concentrato su di lei e sulla nostra relazione lei pensava ad altro intrattenendo un rapporto alternativo. L’inganno di cui parlavo.
    Dubbi ne ha avuti come…

  • 3342
    Markus -

    no? Finché non ho scoperto l’arcano. Quando presa con il sorcio in bocca non ha potuto negare. Avrei dovuto sbatterla fuori a calci. Invece ho pensato a ricostruire, Sono quasi certo che se non avessi scoperto l’intreccio, probabilmente saremmo tornati insieme. Così come se lui l’avesse mollata o, fosse passato a miglior vita. Facile a quel punto. Crisi passeggera, chiarimenti e tutto superato.
    Suzanne, credimi, invidio il tuo epilogo. Scambierei il tuo rimpianto e i tuoi dubbi con la mia terribile delusione. Anzi no, perché non vorrei mai che provassi una cosa simile.

  • 3343
    Acqua -

    Ciao Markus, cercherò di rispondere alle tue domande, anche se, io stessa per alcune devo ancora individuare delle risposte certe. La motivazione per cui io mi ostino a mantenere questa fantasia alternativa credo dipenda da una mia esigenza di sentire determinate emozioni collegate alla fase dell’innamoramento che nell’Amore “maturo” non sono più presenti. Mi riferisco in particolare alla sensazione di vuoto ed incertezza e alla possibilità di crearmi liberamente fantasie mentali di tipo romantico-avventuroso altamente improbabili in un contesto reale. Non è che mi manchi qualcosa nel mio rapporto che prima non avevo: è sempre stata una mia tendenza innata quella di fantasticare in questo ambito fin da molto giovane.
    Certamente io sono cambiata nel tempo, nel senso che spero di essere “cresciuta” nella capacità di relazionarmi con mio marito: sicuramente ho raggiunto un elevato livello di tolleranza e accettazione nei suoi confronti.
    Gli ho parlato da sempre di quello che ritengo il problema principale nel nostro rapporto ovvero la sua esagerata “dedizione” al lavoro che io ritengo collegata ad una sua scarsa capacità di gestire adeguatamente il tempo, con conseguente sua limitata presenza alla vita, prima, di coppia, e poi in famiglia. Purtroppo lui su questo non ha mai fatto il minimo sforzo per venirmi incontro.

  • 3344
    Acqua -

    Per quanto riguarda le idee, io e lui abbiamo da sempre avuto visioni diverse su determinate questioni politiche, sociali, ecc., , ma nel tempo ho sempre riscontrato che nonostante le sue affermazioni teoriche stridessero con i miei principi, a livello pratico i suoi comportamenti erano conformi alle mie aspettative. Nel momento in cui ho preso la decisione di restare con lui ho considerato questo aspetto, trascurando il fatto che alcune sue “dichiarazioni” mi danno tuttora fastidio. Ciononostante io credo di essere diventata più malleabile crescendo, mentre lui è sempre più rigido. Ho spesso l’impressione che mi provochi volontariamente per poi criticare le mie reazioni o che cerchi dei pretesti inutili per “attaccarmi” su alcuni miei atteggiamenti o modi di fare che ho sempre avuto e che costituiscono parti innate di me e del mio carattere. Sicuramente c’è un problema di comunicazione che scaturisce dalla sua scarsa presenza, a cui, se gli interessassse, potrebbe certamente porre rimedio.

  • 3345
    Acqua -

    Markus, relativamente al tuo ultimo commento a Suzy, volevo dirti che a mio parere il mantenersi uguali a se stessi nel tempo non depone a favore di nessuno: due persone innamorate, infatti, dovrebbero spontaneamente venirsi incontro nel tentativo di creare armonia: questo processo, talvolta, richiede di assecondare i desideri dell’altro operando qualche rinuncia e molti sforzi nell’ottica di costruire un rapporto arricchente e di reciproco ascolto. Nel caso del fidanzato di Suzy mi sembra evidente che sia stato lui a non voler affrontare il cambiamento, tant’è che se Suzy non lo avesse lasciato, essendo diventata insofferente rispetto al suo immobilismo, probabilmente lui avrebbe continuato a rifiutarsi di crescere.

  • 3346
    Acqua sotterranea -

    Ciao Golem, certamente la comunicazione è la causa di molte incomprensioni. Per quanto mi riguarda, io mi sono sempre sforzata di fare del mio meglio per esternare a mio marito quali fossero le mie aspettative, ma come ho già detto spesso non sono stata ascoltata. Anch’io spesso vengo accusata da lui di non ascoltarlo, solo perché a volte mi distraggo o mi perdo nei miei pensieri mentre lui parla (lui parla molto, forse troppo e mai di se’).
    Tuttavia non ritengo che la mia fantasia verso M. sia insorta a causa di questo: l’origine di questo desiderio probabilmente deriva da una mia innata tendenza a fantasticare su “intrighi amorosi”e situazioni più o meno “avvincenti”, scollegate dalla realtà. Io non scapperei mai con M. e forse nemmeno ci andrei a letto (forse), perché so bene che lui per me nella realtà’ non rappresenta nessuno anche se Lui incarna la mia fantasia proibita (esattamente come Sharon Stone per te). Il mio desiderio è inversamente proporzionale alla probabilità che si realizzi e, per questo, più lui si allontana e diventa vago nel reale, più nella mia immaginazione cresce la voglia che ho di lui. Non riesco a smettere di illudermi di concretizzare una delle mie strampalate “scenette” e mi crogiolo in questa infinita attesa. Ho da tempo preso atto , anche grazie alle tue considerazioni, che trattasi di un gioco, infantile, che non ha nulla a che vedere con l’Amore, ma non riesco a disintossicarmi e non so come fare.

  • 3347
    Golem -

    Acquadifalda. Non ci vuole molto per intuire quanto la tua vivace intelligenza “trasformi” la realtà in un mondo ideale che vive nella fantasia, che peraltro è una importante emanazione di quell’intelligenza.
    Tu hai già fatto un grosso passo in avanti riconoscendo la “vacuità” di certi progetti, utili solo per alimentare quel bisogno di emozioni che evidentemente ti mancano nella quotidianità.
    Ti confesso che nella mia ormai lunga vita non ho fatto altro che incontrare donne, che, interessate a me molto meno di quanto lo fossi io, fantasticavano su quello che “sarebbe potuto accadere e non accadde”. Ma non credo di essere l’unico. Per questo non devi sorprenderti di questa tua propensione a “volare” con la mente.
    Io quando parlo di “comunicazione”, considero la possibilità che quell’uomo che hai in casa, tenendo conto di questa tua legittima necessità, torni a “comunicarti” il suo interesse in modo semplice ma concreto. E tu a lui.
    Devo ripercorrere le tappe della mia vicenda per vedere quanto non si era più quella coppia di quasi due decenni prima. E’ inevitabile che la routine tolga un certo tipo di piacere a favore di certe “sicurezze”. Ma il bisogno di essere cercati e desiderati non si spegne per questo, e spesso ci sentiamo anche in colpa per queste istanze dal momento che dovremmo essere “sistemati”.
    >>>

  • 3348
    Golem -

    >>>Qui entra in gioco l’equivoco di sentirsi “a posto” nel proprio ruolo e con questo immaginare che lo sia anche l’altro, che frequentemente NON ha il coraggio di esternare certe necessità che emergono col tempo.
    Infondo quello che Sally cercava con quei ricordi altro non era che il rieditare delle “emozioni” che non ebbero l’evoluzione di quelle della coppia in corso, e inevitabilmente di tutte le coppie di lungo corso, diciamolo senza sensi di colpa.
    Nel vostro caso quelle emozioni sono legate in maniera invisibile all’essere prima femmina e poi donna, essere desiderata sessualmente e quindi attiva sotto il profilo “riproduttivo”, quindi “VIVA”. Tutto questo mentre questa istintualità si è declinata nei millenni nelle manifestazione amorose che conosciamo sotto l’aspetto romantico e idilliaco.
    Quando parlavo di fare il “punto nave” di una relazione datata, pensavo proprio alla necessità di far emergere senza pudori certe esigenze che si sono sovrapposte alla relazione come bisogni “esterni”, immaginando che all’interno non possano essere più presenti. E’ sbagliato, si possono avere e anche migliori, ma lo ripeterò sino allo sfinimento: bisogna VOLERLO. Io è lei lo abbiamo voluto.

    Oggi io e Sally ci “prendiamo” momenti SOLO nostri. Piccoli progetti e piccoli gesti, ma nostri. Un pranzo in campagna per un anniversario, un mazzolino di fiori inaspettato, una telefonata per salutarci.
    Siamo tornati fidanzati. E funziona.

  • 3349
    Benedetta -

    Ma tu e Sally siete voi due che rompete i maroni qua per ringalluzzirvi? Cioè io non ho capito, ma a che gioco giocate? Ma manco m’enteressa! Adios.

  • 3350
    Markus -

    Ciao Acqua
    Da quel che leggo non mi sembra che ci siano problemi gravi nella relazione tra te e tuo marito. Anche se, dal mio punto di vista ritengo che avere visioni diverse su idee politiche, sociali ecc. non sia una buona cosa in un rapporto. Almeno se queste idee sono radicate nella mente di ognuno. Prima o poi queste distanze di idee vengono fuori e possono creare degli allontanamenti o critiche e attacchi che anche tu mi fai notare. Bisogna essere chiari fin dall’inizio per fare in modo che questa divergenza di idee venga confinata solo all’interno delle nostre menti. Ma mi chiedo poi quale peso possano avere, ad esempio, nell’educazione dei figli.
    Così come il problema del lavoro. A me darebbe enormemente fastidio avere una donna che si dedichi esageratamente al lavoro, limitando la vita propria, di coppia o di famiglia e, sinceramente non capisco perché lui non faccia questo sforzo per venirti incontro. Mi piacerebbe cosa ti dice al riguardo.
    Spesso non si tratta di mancanza di comunicazione quanto di impossibilità, almeno momentanea, di far fronte alle esigenze dell’altro, magari sopravvenute nel corso della relazione.
    Personalmente ritengo che rimanere se stessi e coerenti sia un pregio, al contrario di chi cambia troppo spesso idee ed opinioni. Non è facile venire incontro e assecondare i desideri dell’altro quando l’altro cambia opinione. Sinceramente se avessi condotto anni di relazione con la mia ex donna mostrandomi in un certo modo ed esponendo idee,

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