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Acqua, non credo di aver mai detto che sia semplice conciliare le due nature umane, tanto é vero che io e Sally abbiamo impiegato quasi tre anni per avvicinarcri al solo riconoscimento di certe interazioni tra quei due mondi. Il punto é che tutti siamo talmente sicuri che determinate sensazioni siano nostre, che spesso non teniamo conto di certi aspetti ancestrali del nostro essere ANCHE “animali”, che in realtà travalica quello che definiamo “libero arbitrio”. Tuttavia non ci sentiamo di escluderlo come protagonista di particolari decisioni che riguardano quella che riteniamo la nostra sfera affettiva, quando invece attengono solo a quella sessuale, della quale non siamo padroni nei fatti. Lo siamo però della nostra volontà, nel senso che se si comprende che vi possono essere momenti in cui, per una serie di ragioni soggettive, certe istanze istintuali ci portano in maniera centrifuga verso quel sentiero “diverso” mentre si vive una relazione che “dovrebbe” in realtà soddisfarle, bisogna capire il vero peso di quei bisogni, e, appunto, usare la volontà per fare un quadro REALE della situazione.
Spesso le ragioni attengono ad una generica carenza di comunicazione della coppia, come nel caso della mia, in altre in un fraintendimento del termine di amore, che evidentemente non ha superato la fase propedeutica dell’innamoramento, ritenendo quello l’amore, e via di seguito.
É una faccenda troppo complessa per esaurirsi in una chiacchierata >>>
>>> sia pure intelligente come questa. Esistono freni morali che si sono formati in migliaia di anni di una certa cultura che ha “voluto” che la sessualità femminile fosse “priva” dal peccato del “desiderio”, per essere incanalata in una certa visione dell’amore. L’allegoria di Maria di Nazareth che concepisce senza sesso la dice lunga su quali dovevano essere e sono stati quei binari. E quella figura é stata il paradigma della sessualità femminile occidentale, che é lecita solo se benedetta dall’amore. Ma il desiderio sessuale non é ancora amore, e non é detto che lo diventi. L’amore é un atto di volontà, il desiderio sessuale non ha nessun rapporto con la volontà, é un fenomeno puramente fisiologico, anche quando sembra che non lo sia per le ragioni etico morali che gli si “vuole” dare per legittimarlo, e di cui accennavo.
Questa é la mia conclusione, che al contrario di quello che ho dovuto leggere qui non ho voluto imporre a nessuno, se non come strumento di riflessione.
Però per quanto riguarda la mia vicenda ha funzionato, e questo mi basta per sapere che l’analisi compiuta era corretta.
Certo, sono anche sicuro che la strada che ho usato sia corretta urbi et orbi, partendo dal lucido riconoscimento della dicotomia sesso/amore, e dalla confusione che duemila anni di sessuofobia cattolica (non cristiana, attenzione) hanno creato al riguardo, ma capisco che non tutti hanno i mezzi per per percorrerla . Ma questa é un altra faccenda.
Eh già Acqua, il problema è che la mente viaggia ed evolve sempre più rapidamente delle emozioni, creando un’inevitabile discrepanza. Comunque non ho mai avuto la tua costanza nel mantenere l’ispirazione per i miei voli, devo dire che la tua è una forma di dedizione sorprendente!
Ciao Acqua
Non scrivo quasi più in questo forum. Ma ogni tanto faccio un giro e leggo qua e là. E stavolta mi sono nuovamente imbattuto nella tua questione.
Perdonami se intervengo ma continuo a non capirti. Ho convissuto per quasi venti anni amando profondamente la mia compagna. Prima di lei ho avuto numerose esperienze e, durante il nostro rapporto non nego di aver provato attrazione verso altre donne. Così come aver ripensato a qualche vecchia storia. Ma finiva li. Mai una vecchia o nuova donna che avesse mai turbato i miei sogni o avesse solo provato a mettere in discussione il mio amore (fisico, sentimentale e mentale) verso la mia donna.
Ma mi chiedo e ti chiedo: tu ami davvero tuo marito e sei attratta da lui ?
E a tutt’oggi non hai ancora capito se verso “mister X” provi solo una “banale attrazione fisica” o ti fai castelli in aria poiché ovviamente non lo conosci a fondo?
Per il resto tutto bene?
Buona serata.
Golem, tutte le relazioni falliscono, a mio parere, per un difetto nella comunicazione, sia essa verbale o non verbale. Quando non si viene capiti o non “si ascolta”l’altro , quel filo che e’ stato tessuto con fatica, magari nel corso di molti anni, si può deteriorare fino a spezzarsi. Hai ragione, molti confondono il desiderio d’amore con l’Amore aspettandosi che quest’ultimo insorga come un moto spontaneo, senza bisogno di sforzi e compromessi. Alcune coppie raggiungono l’armonia più facilmente di altre, probabilmente perché partono da basi comuni (di esperienza, di cultura o più semplicemente di valori), ma credo che quasi tutte le coppie necessitino, per resistere nel tempo, di un continuo lavoro di adattamento all’altro/a che richiede flessibilità e tolleranza. Il grado di successo di questo lavoro di ricerca dell’ incastro quasi perfetto e’ proporzionale alla capacità di capire l’altro e sostenerlo, senza rinunciare a realizzare se’ stessi. L’equilibrio non sarà mai costantemente stabile, perché può essere perturbato anche da eventi esterni non dipendenti dalla nostra volontà.
Suzy, anch’io sono stupita della mia costanza. Trovo sorprendente questa mia “fedeltà” al Mito e non me la so spiegare bene. Probabilmente è proprio la lunga durata di questa suggestione che mi induce a ritenere “legittima” questa fantasia, ad essere autoindulgente e a valorizzarla oltre la sua reale connotazione di “desiderio”.
Ciao Markus, mi fa piacere che tu sia rientrato nel forum e spero che continuerai a farlo senza che si creino attriti… Io sto bene, anche se il fatto che sia tornata a scrivere qui con più frequenza e’ indice di una mia “ricaduta”e necessità di interrogarmi nuovamente su certe “ossessioni”.
Lo credo che tu non mi capisci: non mi capisco nemmeno io! Per rispondere alla tua domanda, io penso di amare mio marito: noi stiamo insieme da quando avevamo 16-18 anni e la fase della pura attrazione sessuale la abbiamo superata da un bel pezzo. Il punto è che quando una relazione matura con l’età, ci si aspetta che “il lavoro”sia agevolato, poiché i “caratteri” non si sono ancora del tutto plasmati e “si cresce insieme”. Tuttavia, con il passare degli anni, possono emergere alcune divergenze di fondo (prima trascurate o ritenute superabili) che possono minare il rapporto. Per “divergenze” intendo visioni diverse su questioni di tipo politico, sociale, morale ed etico che, per quanto si cerchi di trovare un accordo, a volte causano litigi non costruttivi , allontanamento, o peggio, indifferenza e distacco.
Relativamente al mio “sentimento” per M., questo è nato molto probabilmente come puro “istinto” ed è stato poi da me distorto e rielaborato nel corso del tempo per crearmi, nei “momenti no” del mio rapporto, una via di fuga parallela, una sorta di emozione compensativa non vissuta, ma potenzialmente “realizzabile” (essendo M. una persona reale “normale” e non ad un divo del cinema o qualcuno di assolutamente irraggiungibile). M.io non lo conosco e per quel poco che so di lui non abbiamo niente in comune, ma per un perverso meccanismo di attrazione dell’ignoto, mi sento irrimediabilmente calamitata dall’idea che mi sono fatta di lui. I miei castelli in aria cadrebbero certamente se lui mi avesse permesso di conoscerlo meglio e di risvegliarmi da questo sogno. In realtà so bene la soluzione non la otterrò passivamente dalla demolizione di una relazione inesistente ad opera di M., ma attivamente partendo da me e dal mio rapporto reale.
Markus, ma la relazione di Amore con la tua compagna è attualmente ancora in corso o è finita? Non capisco sei felice o se anche tu hai qualche dubbio…Se ti va condividilo! Buona serata anche a te! ( o nottata, ormai)
Ciao Acqua ben trovata.
A me invece sembra piuttosto chiara la tua situazione. Parli di varie divergenze con tuo marito e ciò credo sia sintomo evidente che molte cose non vanno. Ritengo che, in una coppia di lunga data, ci debba essere armonia, soprattutto mentale e di condivisione. In due parole devi starci bene altrimenti non ha senso.
La tua situazione appare ancora più chiara considerando il fatto che siete insieme dai tempi dell’adolescenza. Che se da un lato dovrebbe rafforzare il sentimento, dall’altra potrebbe evidenziare nel tempo delle crescite personali diverse.
É anche piuttosto chiara, a questo punto, anche la tua attrazione per M.
É fisica senza alcun dubbio con la “speranza” che ci sia qualcosa di buono anche sotto altri aspetti che in questo momento stai idealizzando. Ergo, mister M. ti attrae ma non sai come la pensa, come sia caratterialmente e quant’altro. I classici rapporti che iniziano in base all’attrazione fisica e che evolvono o si esauriscono in relazione a condivisioni o divergenze.
La mia relazione con la mia compagna é purtroppo finita diversi anni fa, dopo tanti anni di convivenza e senza segnali di crisi. Non ne ho mai parlato a fondo perché é una questione che mi ha segnato molto e che sarebbe difficile trasferire per iscritto. Un fulmine a ciel sereno che io chiamerei inganno, perché di inganno si é trattato. Un inganno in una relazione in cui ho investito tutto e ho messo tutto me stesso nella più completa lealtà e sicurezza sia…
sia emotiva, sessuale é caratteriale. E negli anni di convivenza non c’e’ stato un solo giorno che ho pensato di mettere in discussione il rapporto ne pensate che potesse esserci un’altra donna che potesse sostituirla anche solo per una notte. E di occasioni da far perdere la testa ne avevo a iosa.
Ma così é stato. Con tanta amarezza e delusione che ho dentro e che non si cancella, nonostante adesso viva un ottimo rapporto con una donna splendida.
Buona giornata a te.
Acqua, la cosa più tragica della mancanza di comunicazione in una coppia é che questa si insinua subdolamente tra i due. La pur “serena” e rassicurante quotidianità impedisce di notare che i soggetti in gioco cambiano nel tempo, maturando esigenze o consapevolezze che prima non c’erano o erano “compensate” da condizioni emotive che le sovrastavano. La nascita di un figlio, per esempio, sposta gli “interessi” personali su un impegno così totalizzante che non si ha il tempo di “ascoltarsi”, nè soggettivamente né come coppia. Spesso si diventa senza accorgersene due soci di un’impresa familiare, con tutte le conseguenze che ne derivano in termini di crescita personale e di coppia appunto. Sotto il profilo strettamente “naturale” questo é del tutto normale. La natura ha chiesto di riprodurci, usando l’esca del “sesso amorizzato”, e dei rapporti umani tra i due partners se ne frega giustamente. Ma questi esistono, e si evolvono nel tempo, e se alla fine del percorso “riproduttivo” non si é letto reciprocamente quel percorso ci si scopre “sconosciuti famigliari”. E con gli “sconosciuti”, sia pure conviventi, non si comunica, non ci si confida, aumentando la distanza tra i due, lasciando spazio a soluzioni come la tua, quella della famosa Francesca, quella di Sally e di milioni di altre donne (e uomini) che non capiscono né vogliono ammettere che quella coppia é nata con le migliori intenzioni e benedetta da convinte >>>
>>> dichiarazioni di quell’amore che le sensazioni, la cultura e la tradizione ci hanno insegnato a chiamare in quel modo, e non i fatti.
In realtà cosa sia l’amore si impara strada facendo, attraverso le personali esperienze e sensibilità, e non servono neanche gli esempi virtuosi dei nostri genitori, laddove vi fossero stati, tanto sono cambiati i tempi, la posizione della donna nella società e le condizioni di contorno.
Uno dei principali ostacoli alla comunicazione che porta alla rottura del rapporto, é quello di pensare che questa ci veda vittime “innocenti” di quanto ci é accaduto. Non é MAI così. Se durante la crisi io non mi fossi messo in discussione, rivedendo certi innocenti stereotipi sul mio modo di vedere certe cose, non saremmo mai cresciuti, né singolarmente né come coppia.
Se c’é una certezza che ho tratto dalla mia famosa esperienza è quella che non basta sentirsi a posto con sè stessi per credere di amare, l’amore va fatto “sentire” all’altro attraverso un linguaggio comune che si deve “creare” con intelligenza, e non dando per scontato che il nosto modo sia una specie di Esperanto che tutti capiscono.
Io ero una delle cause di quella fuga onirica di mia moglie, e, anche se non immediatamente, ho dovuto mettere sul piatto della bilancia le mie responsabilità, sia pure non dolose. Per questo insisto sulla necessità del coinvolgimento del tuo partner in questa tua vicenda. É uno dei protagonisti e non una comparsa.
Markus,
anch’io mi affaccio di tanto in tanto al sito, a grandi linee interessata alla sua evoluzione.
in merito all’annosa questione, tornata in auge, come previsto, la mia sintesi è sempre la stessa: gli uomini partono dai fatti per arrivare ai sentimenti; le donne partono dai sentimenti per arrivare ai fatti.
tutto il resto al contorno ricade in aspetti talmente soggettivi e complessi da definire che richiederebbe tempi d’analisi infiniti, caso per caso.
mi ha fatto piacere ritrovarti qui. buon pomeriggio.
Ciao Markus! Sai, io non credo che ciò che racconta Acqua sia così raro e, soprattutto, appartenga solo al genere femminile. Per farti un esempio, un mio caro amico da circa dieci anni si trincera dietro all’illusione di essere innamorato di me per non affrontare una realtà in cui mettersi davvero in gioco. Si è creato un’idealizzazione talmente persistente, da non poter essere minimamente scalfita nemmeno dal confronto reale. Ciò che mi stupisce, è come, pur conoscendomi, si sia creato nella sua mente un’immagine di me completamente distorta, un ideale di donna che ovviamente, in quanto produzione mentale, non può esistere. Comunque, non credo questi tipi di illusione c’entrino molto con l’amare o meno il proprio compagno/a, stiamo proprio parlando di dimensioni non comparabili! Certo, possono sorgere dilemmi di natura morale su quanto sia lecito “contaminare” la realtà con le proprie illusioni, ma è semplicemente uno dei tanti modi per trascendere l’immanente, visto che l’amore vissuto, quello quotidiano, purtroppo non ce lo può permettere. Il sogno è fuga dalla realtà, l’amore vissuto è sporcarsi le mani…
Ciao Rossana, bentornata! Ciao Markus, potresti spiegarmi in cosa è consistito “l’inganno”? Sarebbe interessante per capire cosa non è andato in una relazione apparentemente duratura e appagante, per come me l’hai descritta.
In ogni caso penso che se sei riuscito a ricostruirti una storia con un’altra donna che definisci “splendida”, dovresti accantonare l’amarezza e investire le tue energie per fare in modo da non commettere gli stessi errori. Sembra che tu ti porti dietro degli strascichi dalla precedente delusione che frenano la tua fiducia verso la tua nuova attuale relazione…
Golem, hai ragione: l’Amore si impara strada facendo e in questo “percorso di apprendimento” la qualità della comunicazione incide in modo fondamentale. La capacità di ascolto e comprensione è soggettiva, pertanto non è sufficiente che uno dei due componenti della coppia sia “aperto” e capace di trasmettere ciò che sente, ma è necessario trovare una modalità espressiva efficace per entrare in “relazione” con l’altro, modulando atteggiamenti impulsivi che potrebbero bloccarlo. Non e’ semplice e richiede energia e disponibilità ad “esporsi”e a mettere a nudo le proprie fragilità, a beneficio di entrambi.
Suzy, interessante l’esempio di questo tuo caro amico e la sua perseveranza…Ma lui si è completamente esposto con te in merito a questo suo sentimento, parlandotene apertamente? Tu che tipo di comportamento hai adottato, nei suoi confronti, per non alimentare la sua illusione/ idealizzazione?
Concordo con te nel mettere in dubbio che la tendenza a “sviluppare” illusioni sia per forza correlata alla capacità di amare il proprio partner reale. È un mondo parallelo a volte necessario per evadere e ritrovare se’ stessi o rivivere il brivido di emozioni passate non più riproducibili nella realtà.
Acqua, imparare cosa sia l’amore sottintende anche porsi in una posizione critica di fronte al proprio comportamento all’interno della coppia.
Come ripeto, qui ho visto avvicendarsi un sacco di gente che in un modo o nell’altro “crede” di essere stata vittima delle circostanze, e non ha mai preso in considerazione la possibilità che quelle circostanze possano averle create essi stessi a causa della lettura “parziale” delle situazioni.
Lo ripeto, l’errore più frequente in ambito relazionale é quello di pensare che siccome si é in buona fede, il nostro modo di pensare sia giusto a prescindere, magari perché si applica il facile assioma dell’ “é sempre stato così”.
La coppia ha una “koiné” non “riproducibile”, e come dicevo la comunicazione “interna” ha un codice che si deve creare col tempo e la volontà.
Le “sorprese” se lette a fondo dimostrano sempre che potevano non essere tali se si fosse stati attenti. In fondo lo mostra la tua stessa situazione con tuo marito. Se potessi parlargli come fai qui, non credi che sarebbe sorpreso di “scoprire” cose che non sospettava di te? E non credi anche che si sentirebbe “tradito”? Eppure c’entra anche lui in quello che ti succede, é ovvio. Tu lo sai. É lui che non lo sa, come non lo sa quello di Francesca, non lo sapevo io e milioni di altri uomini (e donne) che si accontentano di sentirsi “a posto” continuando a parlare una “lingua” che non é quella della coppia ma solo la “loro”.
Ciao Acqua
Quando una persona ti fa credere che tutto va bene, che condivide con te ogni cosa, che fa progetti per il futuro, che dice di amarti che si mostra essere la stessa persona di sempre, e poi di punto in bianco ti dice che ci sono problemi nella coppia e ti rinfaccia, cose, atteggiamenti, situazioni, discorsi, condivisioni, quotidianità, pensieri, intimità che per anni le andavano bene e, delle quali addirittura si vantava, sparando a zero su di te e accusandoti di essere quello che non sei. Ecco, questo è “l’inganno”, soprattutto quando ha un nome e cognome che continui a negare fino a quando vieni messa spalle al muro. E nonostante ciò la colpa sarebbe tua.
Tutto questo fa male, al di là di una storia che finisce. E’ semplicemente una cocente delusione nei confronti di chi hai messo al primo posto nella tua vita e in cui credevi ciecamente, che non hai mai tradito e nei confronti della quale sei rimasto sempre te stesso, senza mai bluffare e confidando ogni cosa, dubbio, certezza o timore riguardo la vita e le cose di tutti i giorni. Verso cui hai sempre provato un sentimento vero e non camuffato da attrazione fisica che pure era presente e sempre nuova.
E le signore “M” non sono mai esistite per me, così come i mondi paralleli dove non vedo perché si debbano andare a cercare altre emozioni che se conosci bene te stesso sai benissimo cosa e chi può dartele.
Acqua,
grazie per l’attenzione. Buon pomeriggio!
Ciao Rossana
Scusa se non ti ho salutato prima. Lo faccio ora.
Anche adesso, come quasi sempre, mi trovo d’accordo con te in merito alle tue considerazioni che sono semplici e reali.
E gli aspetti sono si, molto soggettivi e complessi, da analizzare caso per caso, anche se a, mio avviso, spesso contengono delle logiche molto più banali di quello che si possa pensare.
Non scrivo più qui, un po’ per motivi di tempo, un po’ per i motivi di cui ti ho parlato.
Ben ritrovata comunque
Golem, io credo di avere sufficiente autocritica nei confronti del mio comportamento, tuttavia non so da che parte cominciare per affrontare un discorso che richiederebbe molto tempo ed energia per portare ad un cambiamento. L’ostacolo maggiore nella mia relazione di coppia è costituito dalla scarsità di tempo per poter interagire tra noi, dal momento che la nostra vita è frenetica e che lui, in particolare, non ha mai saputo (o voluto) gestire il suo tempo in modo equilibrato tra impegni lavorativi e condivisione della vita domestica. Entrambi usciamo di casa alle 8.30 e rientriamo io 11 ore dopo e lui spesso anche 14 ore dopo. So che forse è una condizione comune a molte coppie, ma la comunicazione per me richiede presenza fisica e condivisione, per cui è troppo poco vedersi solo 1-2 ore al giorno la sera ,durante le quali si è comunque sommersi (in particolare io) dalle incombenze dell'”impresa famigliare” e nei weekend dove si cerca di frequentare anche gli amici. Ho cercato negli anni di far presente questa esigenza, ma la situazione è peggiorata nel tempo e alla fine ci ho rinunciato. Come giustamente hai osservato i figli, se da un lato motivano l’esistenza, sono energivori, almeno fino a quando non acquisiscono un po’ di autonomia, se in più ci aggiungi un lavoro full time e la casa da rendere vivibile…per carità esistono anche le superdonne che gestiscono tutto senza fare una piega, purtroppo, io credo di non appartenere a quel genere.
Markus, a mio parere dovresti anche tu interrogarti su cosa non è andato nella tua relazione precedente. Mi sembra impossibile che tu non ti sia accorto di nulla e non abbia niente di cui rimproverarti. Quantomeno dovresti chiederti se hai saputo “ascoltare”. I fulmini a ciel sereno cadono, ma non così di frequente…
Acqua, é la stessa cosa che per 15 anni e forse più é successa in casa mia, e ne avevo accennato in un post precedente quando dicevo che lentamente ci si trasforma da coniugi, amanti o compagni in “soci”. É quasi inevitabile perché la trasformazione é subdola. Ma sono stato io a reagire di fronte ad una “insofferenza” che non sapevo spiegarmi, e che é andata crescendo impercettibilmente negli ultimi dieci anni prima dell’esordio conclamato della crisi.
Qui c’é stata gente che ha parlato di condizioni particolari delle diverse storie, difficili da capire per presunti aspetti talmente soggettivi e complessi da definire, che richiederebbero tempi d’analisi infiniti, caso per caso. Non é vero. Se si osservano dieci coppie con figli, in crisi, nove hanno gli stessi problemi che hai descritto, e la mia era tra queste. Saranno le manifestazioni di “difesa” ad assumere sfumature soggettive ma non le cause di queste. Come diceva Markus, una volta tanto, dietro certe tragedie si celano spesso ragioni banali, e la noia, ma soprattutto la mancanza di dialogo, ne é la causa principale.
Certo, come ebbi modo di dire più volte serve la volontà di entrambi per affrontare il problema, non basta la metà della coppia per salvare la relazione, anzi, spesso serve solo per romperla la coppia, e tante testimonianze lette su questo forum lo confermano.>>>
Acqua, sono passati tanti anni e credo di essermi interrogato a sufficienza.
Ti ho sintetizzato in poche parole ciò che è successo. Di cosa dovevo accorgermi ? E ascoltare cosa ?
Credo sia normale in tutte le cose, compresa una relazione d’amore commettere errori nel quotidiano. Figuriamoci commettono sbagli i genitori con i figli, come potrebbe non esserlo tra marito e moglie.
Ma questo non significa che si debba ingannare l’altra persona, soprattutto nei modi che ho descritto.
Non esiste che conosci una persona, la frequenti per anni, stai bene con lei, condividi i suoi pensieri, esalti addirittura i suoi modi di essere, dici di amarla, fai progetti per il futuro e poi le rinfacci il mondo intero quando di punto in bianco decidi di mollarla accusandola di tutto.
Eh no, non funziona così. In una relazione può esserci qualcosa che non va. Ma questo qualcosa che non va deve essere comunicato e, soprattutto indicato per importanza.
A me sembra che troppo spesso le persone non sappiano cosa vogliono e, soprattutto abbiano estrema facilità a cambiare opinione su qualsiasi cosa. Va bene cambiare opinione su qualcosa che non si conosce ma non su cosa si conosce. Non mi serve una vita per capire se sono in grado di condividere un qualcosa con qualcuno se questo qualcosa non mi piace. I fidanzamenti sono fatti apposta per conoscersi e ok se c’è qualcosa che non va e lo si fa presente nella speranza che ciò possa cambiare….
La mia donna l’ho conosciuta e frequentata apprezzandola per quello che era e mi andava bene così. Non pretendevo di cambiarla. Non mi sono mai sognato di cambiare le carte in tavola. Se ci fosse stato qualcosa che non andava e che avrebbe potuto compromettere la nostra relazione mi sarei fermato e discusso a chiare lettere senza se e senza ma.
Non mi alzo un mattina e sparo a zero su ciò che mi è andato bene per una vita. E sottolineo “andato bene” non “accettato”
E poi non scordiamoci che è lei che aveva una relazione fuori dal matrimonio, non io. Io non mi sono mai sognato di fare una cosa del genere.
Se non ti è chiaro qualcosa puoi dirmelo.
>>> Vedo chiaramente come tu ti sei posta di fronte al problema, é evidente dal momento che ne parli qui, ma é anche evidente che ti mancano certe “attenzioni” e forse un certo “ruolo” nella tua coppia, come mancavano certamente a mia moglie per la mia parte di “colpa”, anche se non me ne rendevo conto.
E qui ricadiamo nella questione del linguaggio comune, da creare per evitare fraintendimenti che sommati tra loro danno il risultato che ogni due post di crisi “amorose” ci tocca leggere sul forum.
Noi non frequentiamo “amici” se non in maniera sporadica e limitata. Non ne sentiamo il bisogno. Quest’anno per esempio non abbiamo voluto “ospiti” in Salento, e siamo stati benissimo “soli”. Devo dire che da quando la situazione si é chiarita siamo diventati i migliori amici l’uno dell’altra, accomunandoci gli stessi gusti e sensibilitá. Poi facciamo progetti comuni, anche piccole cose, ma che danno una prospettiva temporale a cui puntare. Ma incredibilmente il grande passo é stato quello di far “uscire” dal nido nostra figlia ai suoi 20anni, e che oggi lavora pure. So che siamo fortunati sotto quel profilo, e non tutti possono farlo per l’etá del figlio o per i soldi, ma quel passaggio ha giovato a tutti e tre in maniera definitiva.
Però Acqua, al di là delle disponibilità e contingenze soggettive, il vero segreto é quello di aver VOLUTO entrambi “capire”. Ecco perché continuo a ripetere che l’amore é un atto di VOLONTÀ e non un dono del cielo.
Markus,
certo che spesso le logiche di fondo sono più che banali. Anche la musica si basa su sole sette note, che però vengono interpretate e vissute con un’infinità di sfumature diverse. Diverse anche fra vecchi coniugi che sembrano conoscere a menadito i punti di condivisione dell’armonia di coppia.
“Ma incredibilmente il grande passo é stato quello di far “uscire” dal nido nostra figlia ai suoi 20anni, e che oggi lavora pure.”. Questo momento è molto lontano per noi, tenuto conto che il più giovane dei nostri figli ha 6 anni ( e il più vecchio 12), pertanto spero che riusciremo a crearci una nicchia prima che passino altr 15-20 (se va bene) anni. A mio parere non è una questione di un errato “schema” della coppia, ma di una mancata evoluzione del modello sociale (almeno in Italia). Oggi molte donne lavorano perche’ vogliono sentirsi indipendenti e realizzate o comunque per necessità economica. Purtroppo i ritmi di lavoro imposti dalle “consuetudini” aziendali e la totale assenza di servizi di supporto e aiuto per la famiglia, spesso non permettono di conciliare il lecito bisogno di sentirsi “utili” per la società con la naturale propensione a creare una famiglia e a dedicarsi alla cura dei figli e della casa. In questo, salvo rarissimi cadi, il ruolo dell’uomo e’ rimasto pressoché invariato e si da’ per scontato che Il suo contributo “dovuto” alla famiglia sia solo quello di tipo economico. Dalla donna invece ci si aspetta che sia un’ottima moglie, una brava madre, un’efficiente casalinga e una precisa è disponibile lavoratrice. In altri paesi funziona diversamente e molti giustamente emigrano, seppur con amarezza.
Acqua, il rapporto tra i due sessi non é mai stato idilliaco, in nessuna epoca storica, e se non ci fosse l’attrattiva del sesso i due generi non si frequenterebbero per nessun altra ragione. Il funzionamento della coppia, ieri come oggi, ha soluzioni soggettive che arrivano da una presa di coscienza personale, non certo da condizioni sociali che lo favoriscono. Noi tendiamo a pensare che i nostri nonni “funzionavano” meglio di noi “moderni” come coppia, ma non é vero. Una situazione va sempre contestualizzata, e se potessimo interrogare molte di quelle nonne che ritenevamo “felici” quando noi eravamo bambini, e non “capivamo”, avremmo molte sorprese al riguardo.
Acqua,
in tutti gli ambiti e con la maturità l’ideale e il giusto percorso per avvicinarsi alla miglior concretizzazione possibile diventano abbastanza chiari per tutti. In coppia, però, si DEVE necessariamente essere in due a volerli cercare e sperimentare, possibilmente con lo stesso linguaggio, lo stesso impegno e gli stessi obiettivi di rinsaldamento o rinnovamento. Concetto banale, che fa sì che ognuno sappia SE, QUANDO e COME aprirsi in confronti intimi con il partner. Mettere o non mettere in gioco sentimenti e famiglia non è una scelta da prendersi a cuor leggero.
In amore, nella migliore delle ipotesi si inizia aspirando all’infinito e si conclude nella finitezza. Così è, dal più al meno, per tutti, con gli inevitabili alti e bassi delle unioni di lunga durata.
Non sei di certo la sola a trovare una via di compensazione per quanto sul momento senti carente. E non si tratta nemmeno di un’attitudine prettamente femminile. Dal momento che non arrechi a nessuno più danno di quanto tu non apporti a te stessa, vivitela come ti pare, senza farti troppi problemi mentali, da aggiungere a quelli dell’abituale quotidianità.
Qualcuno ha scritto che ci sono momenti per le domande e altri per le risposte. A tempo debito, queste verranno anche per te e per l’unicità del tuo temperamento, dei tuoi vissuti e del rapporto con tuo marito.
Golem, nonne felici non ne ricordo. Però nonni felici sì. Eccome. Quindi è, principalmente, un problema da vecchiacce che per sua stessa natura non ha senso esista. Epperciò, come dice Eudosso di Canossa, meglio una narda che prendersi la mossa.
Yogo, ma che c…. hai scritto?! Cmq è vero. Ma la mossa cosa sarebbe?
Che fa “pandant” con l’invito rivolto da Vitellozzo da Forlì, “astemi e vecchiacce andate via da qui”.
Ciao Acqua, scusa avevo lasciato il discorso a metà. Riferendomi al tuo ultimo scritto, io credo che dovremmo delegare un po’ di più ai nostri compagni, perché è molto diffusa tra noi donne la tendenza al martirio, per poi dire ” faccio tutto io”. Forse è un modo per sentirsi importanti, degne di lodi e riconoscimento, o solo un precetto cattolico del “partorirai con dolore” ( e vivrai nella penitenza).
Per quanto concerne il mio amico, mi scrisse due lettere in cui mi accusava di non considerarlo uomo, in quanto ho sempre provato per lui affetto sincero ma mai alcuna attrazione. L’aspetto che più mi ha colpito, è stata la sua perseveranza per più di una decina d’anni, pur sapendo che la sua illusione mai avrebbe interferito con la realtà, ed io credo, proprio per questo.
Amico o amica che tu sia, che ti sei scelto l’augurante nick di Ballonaire, la “mossa” è, in termini meno poetici, una scarica diarroica. Niente che possa scandalizzare un professionista della sanità, però dà sommo fastidio agli schiavi che devono pulirla affinchè gli esimi soprariferiti non abbiano a notarne la labile esistenza. La cosa, come è giusto, non turba nessuno.
Stasera mi vedo:
https://youtu.be/dEoOXe6yqvo
❤?? #felice ?
Markus,
pienamente d’accordo che, se a un certo punto dell’involontario amore-finzione il soggetto che lo esterna si rende conto della sua inautenticità, è da quel momento in poi che dovrebbe assumersi il suo bel carico di responsabilità nei confronti del partner. questo tipo di “amore” di solito riguarda prevalentemente i giovanissimi. per gli altri entrano maggiormente in gioco opportunismo o fuga dalla solitudine, conditi da una buona dose di consapevolezza.
altro aspetto che PER ME ha una sua importanza nei rapporti di coppia è la maturazione emotiva. non si può attendere di essere del tutto emotivamente maturi per amare, anche perché, meno lo si è, più se ne sente il bisogno. resta un dato di fatto, però, che i rapporti più solidi e resistenti nel tempo si concretizzano quando entrambi i soggetti nel momento dell’unione sanno bene chi sono e cosa vanno cercando, sia nella vita che nell’altro.
amare prima di aver raggiunto questo traguardo EMOTIVO, a quindici come a settant’anni, rappresenta uno sperimentare sul campo, adatto appunto a favorire la crescita di aspetti psichici in evoluzione. SECONDO ME, oltre a seguire istinti di riproduzione e di aggregazione, serve anche a questo l’innamoramento che non ha poi capacità di rivestirsi di condivisione di tempi lunghi, personalità e/o prospettive per il futuro.
spero di essermi spiegata abbastanza chiaramente, anche se amo considerare più le eccezioni che la regola.
un caro saluto.
Grazie, Benedetta, per aver evidenziato questa opportunità, estensibile ad altri film.
in alcuni aspetti sei davvero insuperabile! 🙂
Markus, potrei raccontarti la mia storia a smentita di quel che sostieni. È una grossa cavolata pensare che chi lascia non ha mai amato, o ha finto, oppure è emotivamente immaturo. E molto spesso chi viene lasciato finge di non essersi mai accorto di nulla quando invece i problemi c’erano, e pressanti come macigni.
Suzanne, non credo di aver mai scritto che “chi lascia non ha mai amato”. Ho scritto invece che “non si lascia chi si ama”. Tu lasceresti mai chi ami ? Io non credo.
Ho scritto pure che troppe persone non sanno cosa voglia dire amare davvero e cosa vogliono dalla vita.
E se ci sono problemi pressanti come macigni te ne accorci eccome. E se sono così importanti da compromettere un rapporto lo fai presente a chiare lettere senza lasciare scie di messaggi intermittenti.
Non esiste coppia al mondo che non abbia problemi e in teoria ognuno di noi potrebbe alzarsi una mattina e lasciare l’altro sostenendo che ci sono problemi.
L’avrei potuto fare anche io sai ? Non l’ho mai fatto in vita mia e tantomeno l’ho fatto con la donna con la quale sono stato per circa un ventennio. Perché a quella donna volevo bene davvero e, qualsiasi problema serio avrei cercato di risolverlo con lei.
Non si smette di amare se ami davvero.
Rossana
“resta un dato di fatto, però, che i rapporti più solidi e resistenti nel tempo si concretizzano quando entrambi i soggetti nel momento dell’unione sanno bene chi sono e cosa vanno cercando, sia nella vita che nell’altro.”
Esattamente, quoto in pieno
Io sono d’accordo con Markus.
Le chiacchiere possono essere mille ma i fatti sono che chi viene lasciato dopo una lunga relazione, non ha messo in dubbio i propri sentimenti a differenza di chi lascia. Quindi chi lascia non è detto che durante la relazione abbia provato un sentimento maturo e solido, a differenza di chi viene lasciato.
Questo ovviamente ragionando in linea di massima e per dati di fatto.
Poi ci sono le varie eccezioni.
Ciao Suzy, scusa il ritardo della risposta. Hai ragione, la tendenza ad arrangiarsi e a fare più attività contemporaneamente, a costo anche di esagerare, è senz’altro una caratteristica più femminile che maschile. Tuttavia personalmente non lo faccio certo per essere lodata…anzi mi infastidisco quando mi dicono “che brava che sei”, “non so come fai…” e me ne frego delle lodi, preferisco ricevere un supporto operativo concreto. Per quanto riguarda questo tuo amico e la sua perseveranza, non posso far altro che “solidarizzare” con lui, però almeno tu gestisci bene bene la situazione e credo che questo tuo “affetto sincero” traspaia e lo faccia comunque sentire degno di un tuo pensiero,anche se rischia di tenere accesa una speranza inesistente…
J.J. Bad
“i fatti sono che chi viene lasciato dopo una lunga relazione, non ha messo in dubbio i propri sentimenti a differenza di chi lascia.”
Non posso anche io non essere d’accordo con quanto hai scritto.
Giustamente ci sono le eccezioni.
Markus” A me sembra che troppo spesso le persone non sappiano cosa vogliono e, soprattutto abbiano estrema facilità a cambiare opinione su qualsiasi cosa. Va bene cambiare opinione su qualcosa che non si conosce ma non su cosa si conosce. Non mi serve una vita per capire se sono in grado di condividere un qualcosa con qualcuno se questo qualcosa non mi piace”. Una vita no, ma a volte succede che, nonostante si facciano presente più volte determinati problemi, l’altra persona finga di non vederli e di fatto il tempo trascorre, nella speranza che prima o poi l’altro ti ascolti e che sia propenso a mettersi in discussione.
Il fatto che tu ritenga di aver avuto un comportamento ineccepibile durante la tua vita di coppia non significa che tu non abbia responsabilità nel fallimento della relazione. L’hai detto tu stesso che per te non c’è mai stata nessuna “signora M. “perché eri concentrato solo sulla tua donna: come mai lei invece si è improvvisamente distratta rinfacciandoti colpe che tu ritieni inesistenti? Non credo che tu ti sia innamorato di un’incantatrice per 20 anni, evidentemente anche tu non hai saputo “ascoltare” in tempo i sintomi della sua insoddisfazione intervenendo in modo costruttivo.
E comunque anche per me non c’è’ mai stato nessun signor M. O meglio c’è sempre stato fin dall’inizio come “alternativa fittizia di un reale vissuto”, ma non mi ha mai condizionata a tal punto da rovinare la mia vera relazione, quella che io stessa avevo scelto consapevolmente. Il mio grave errore è stato nel voler riaccendere una fantasia, persistente, ma molto sfumata, attraverso un’associazione della stessa con la persona reale che la incarnava. Non avrei dovuto andare a quella festa l’anno scorso, se avessi rinunciato sarei tranquilla come sempre…ma ho la tendenza a vedere determinate “occasioni”, non come elementi fortuiti privi di significato, quali sono in realtà , ma come “segno del destino”. Non avevo preventivato di “subire” tali bollenti conseguenze e se potessi tornare nel passato, non andrei certo a cercarmele,
Golem dissento sul fatto che una coppia di successo è quella che “basta a se’ stessa”. Per me è importante, anche per la salute della coppia, coltivare delle amicizie comuni e non, perché l’amicizia è arricchente e aiuta ad individuare nuove forme di progettualità comune che supportano anche la coppia e il suo rinnovamento.
Concordo invece perfettamente sulla che “il rapporto tra i due sessi non é mai stato idilliaco, in nessuna epoca storica, e se non ci fosse l’attrattiva del sesso i due generi non si frequenterebbero per nessun altra ragione”. Infatti a volte invidio, in questo senso, gli omosessuali perché credo che le dinamiche in queste coppie siano più semplicie richiedano meno sforzo per raggiungere il livello di comprensione desiderato.
Se invece una venusiana è attratta sessualmente da un marziano deve per forza accettare la divergenza di mentalità di fondo e cercare strategie per rendere tale diversità uno stimolo di accrescimento.
Nessun dibattito di “peso” su LaD ormai. Solo uno sfogatoio oratoriale. Che “trisctesa”, che saudade.
Markus, mi riferivo ai commenti in generale, non solo ai tuoi. Io sono stata follemente innamorata del mio ragazzo per tutti gli anni in cui siamo stati insieme, e ancora adesso rimane una delle persone più importanti della mia vita, una persona di rara limpidezza e immenso valore umano. Abbiamo vissuto una storia bellissima, proprio quella dei miei sogni, eppure l’ho lasciato. Per due anni ho avuto l’angoscia ogni singola notte per aver preso una decisione tanto difficile, ad ogni singolo risveglio mi sono chiesta se fosse stata la scelta giusta. Hai ragione, non si smette di amare, e in effetti io continuo a provare per lui un sentimento molto simile all’amore. Ma purtroppo questo non sempre basta per riuscire a condividere progetti insieme, a far evolvere una storia e permettere che divenga altro da ciò che rappresentava all’inizio. Sono assolutamente certa del sentimento che mi ha unito a lui, e non credo sia mai stato di una briciola meno intenso di quello che lui ha provato nei miei confronti. Poi gli altri pensino pure per schemi mentali rigidi e ciechi, l’animo umano è un pochino più complesso.
Rossana, grazie per la tua riflessione: spero che arrivi presto il tempo delle risposte, perché credo di aver da tempo superato “l’età delle domande”. Il punto è che sarebbe necessario rinunciare a certe “debolezze” per evitare che diventino “devianze”…
Scusate se mi sono dilungata, ma era da parecchio che non vi tediavo!
Golem, si’ un po’ hai ragione…E’ uno sfogatoio affollato e per di più nessuno passa a pulire…