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LAD
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Sasha,
Ma ancora non mi hai detto di cosa dovrei essere gelosa delle donne russe?
Io non sono gelosa, sono incavolata perché si stava parlando male delle italiane. In precedenza hai scritto anche che noi italiane siamo gelose delle nordiche. Ma quando mai? Io piuttosto le stimo.
L’eccellenza non è mai abbastanza!
https://youtu.be/hh5ytES7Kko
Towards the evening, along the alleys of the heart,
a light wind brings echoes of flowering pomegranates
and mint from abandoned gardens.
Io desidero senza desiderio. La “volontà” è tutto ciò che mi rappresenta!
https://youtu.be/QUfjIODGHh4
Solnze
Neanch’io capisco da dove viene ste fenomeno. La prima volta l’ho notato nelle mie amiche italiane.
>sono incavolata perché si stava parlando male delle italiane
Non era io quella persona che ha iniziato il tema. Ho scritto nel foro perché qui insultano continuamente alle donne dell’est.
Sasha,
ora sono curiosa: cos’hanno combinato le tue amiche italiane? Io ammetto di avere pochissime amiche. Però, ora che ci penso, mi fido più di quelle ucraine. Se avessi un problema e chiedessi loro un aiuto penso che mi aiuterebbero senza giudicarmi. Forse anche qualche italiana, ma una max due.
Io penso che le donne dell’est vengano insultate per prima da uomini come Itto e non solo che le pubblicizzano come donne sottomesse, con uomini stupidi e ubriaconi, che aspettano l’italiano che le salvi. Ma in Ucraina non ho visto né donne sottomesse (ma dove? Vedere un’ucraina arrabbiata è qualcosa di spettacolare), né donne poco emancipate (studiano, lavorano, emigrano, sposano chi vogliono) né donne accoppiate con casi umani. Gli uomini sono piuttosto come li hai descritti tu e il vizio del bere è legato più alle feste. Però devo dire che ogni scusa è buona per fare festa XD Se chiami un amico per bere qualcosa insieme quello al 99% arriva .
Storia vera ambientata in Ucraina anni ’90. Ci sono 3 compagni di college. Uno dei tre, Oleg, col primo stipendio compra una banana. Gli altri due vedendo la scena si vanno incontro e Miroslav dice a Yurij:”Ma guarda quello scemo di Oleg cos’ha comprato col suo stipendio! Una banana! Se non sa cosa fare coi soldi li desse a noi, così ce li beviamo noi quei soldi!”
Comunque scherzi a parte, l’amicizia in Ucraina è una cosa seria. Moltissime persone riescono ad avere una vita dignitosa tramite un intricato gioco di rapporti e favori. Qui non esiste quel tipo di amicizia, specie fra donne più che aiutarsi a vicenda è un buttarsi giù a vicenda e sparlare alle spalle .
Dopo, quasi sempre, diventa MAI!
Non procrastinare! Agisci!
Cerca sempre di avere un sorriso puro, radioso, così disarmante da commuovere ❣️??
Si realizzano sempre le cose in cui credi realmente; e il credere in una cosa la rende possibile.
Non c’è cammino troppo lungo per chi cammina lentamente ; non c’è meta troppo lontana per chi vi si prepara con la pazienza ??
Cammina, cammina. Ma la Casa che dicevo, si fa o no?
Yog, mi pare di capire che sei un aspirante non solo di narda, ma anche a consacrarti al Signore. Complimenti! Ti invidio molto! Vorrei avere il tuo coraggio e la tua fede!
Stai aprendo una Casa religiosa? Ne sei tu il Responsabile? Qual è il vostro carisma religioso? Se è garantita l’ortodossia, vorrei fare un’esperienza in foresteria presso di Voi. Grazie. Aspetto un tuo riscontro fraterno.
Spero che sia una casa aperta a tutti, dove si sia tollerati per quello che si é. Insomma, ci aspettiamo una vera Casa di Tolleranza.
Buongiorno
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2025783730974814&id=1992270167659504
La sentenza della Cassazione: “O ti integri o te ne torni a casa tua!”.
La Casa che intendo è quella per la quale mi ero proposto come responsabile alla Regina di Noantri, ma lei non ha gradito e così il mio percorso iniziatico è naufragato tristemente. Perciò ora mi dedico alla narda, però in modo ortodosso.
Mi hanno detto che devo passare subito (sono un tipo misterioso e non dico di che si tratta). Di andare subito. Ora mi risistemo il tutto e vado. Tutto passa. ????
P.S.: convocazioni serali da amici di vecchia data.
Non sei solo misterioso.
Professore, ho apprezzato commosso la vostra delicatezza, ma temo che sia finita un’epoca. Di toponomasti non se ne intravedono all’orizzonte, né interlocuzioni succulente. Resto al confino in divisa, pur sapendo che la “mole” mi avrebbe tradito.
Ma forse un dì. Vedremo.
Un saluto a Dino e al cucuzzaro laddiano. Quello maturo.
בריאות
Essì, Dottore. Toponomasti non se ne sono più visti, gli anagrammi molesti latitano e il sito non si può dire che sia rorido di intelletti.
P.S.
Per inciso: l’altro giorno mi’ cuggino mi ha detto che a Vergate hanno intitolato una strada a un tal Alberto Lapo e a me sono spuntate le lacrime agli occhi pensando ai gloriosi tempi del Toponomasta; poi però è stato chiarito che la strada è intitolata effettivamente a Lupo Alberto e il Toponomasta non c’entra: non avrà difficoltà a credere che io quella notte non ho dormito.
Vabbè, stiamo a vedere come si svilupperà la Sua carriera da sottufficiale, però גולם era tutta un’altra cosa, è un delitto accantonarlo così.
Eppoi mi ha lasciato tutta ‘sta baracca di clinica sulle spalle, veda di concludere il periodo sabbatico (che pure è così necessario a noi primari) in tempi decenti.
Beware of the Keziah, anyway.
Chiederò al rabbino Ytzak Berkovitz. É lui che decide del mio destino. Attualmente é in vacanza sull’isola di Pasqua (quella ebraica naturalmente. L’isola di Pesach) e mi ha lasciato l’incarico di innaffiare il giardino della sinagoga e togliere la posta dalla casella.
Tutti gli anni mi lascia queste incombenze. Sono secoli che non faccio una vacanza, e sa solo Jahvé quanto avrei bisogno di fare una cura di fanghi come si deve.
Queste sono le prossime festività nelle quali sarò comandato di corveé.
ROSH HA SHANA’ (21 e 22 settembre 2017; vigilia 20 settembre)
DIGIUNO DI GHEDALIA’ (24 settembre 2017)
YOM KIPPUR (30 settembre 2017; vigilia 29 settembre)
SUCCOT (dal 5 al 12 ottobre 2017)
HOSHAANA RABBA’ (11 ottobre 2017)
SHEMINI’ ATZERET (12 ottobre 2017)
SIMCHAT TORA’ (13 ottobre 2017)
CHANNUCCA’ (dal 13 al 20 dicembre 2017; vigilia 12 dicembre)
DIGIUNO DEL 10 DI TEVET (28 dicembre 2017)
ROSH HASHANA’ LAILANOT (TU BISHVAT) (31 gennaio 2018)
DIGIUNO DI ESTER (28 febbraio 2018)
PURIM (1 marzo 2018)
DIGIUNO DEI PRIMOGENITI (30 marzo 2018)
PESACH (dal 31 marzo al 7 aprile 2018; vigilia 30 marzo)
YOM HA SHOAH (12 aprile 2018)
YOM HA ZIKARON (18 aprile 2018)
YOM HA ATZMAUT (20 aprile 2018)
LAG BAOMER (3 maggio 2018)
SHAVUOTH (20 e 21 maggio 2018; vigilia 19 maggio)
DIGIUNO DEL 17 TAMUZ (1 luglio 2018)
TISH’ A’ BE AV (22 luglio 2018, vigilia 21 luglio). E poi parte per le vacanze e si ricomincia.
Dottor Golem, ecco che accade un miracolo (riconosciuto): hanno appositamente spostato i nostri ‘commenti’ nella nobilissima Chat che risultava obliata da diverse settimane. Questo intervento mi sembra soprannaturale, in ogni caso è un segno.
Mi colpisce il nome di certe festività, alcune devono essere antichissime:
SHA VUOTH (trae origine dal pianto del Popolo Eletto che si accorge che il bicchiere della narda è vuoto);
SUCCOT (festa durante la quale viene dato questo nomignolo ironico alla narda, l’oste comunque capisce);
CHANNUCCA’ (festa in cui si rivolge l’invito all’oste a fornire una cannuccia per la narda, un modo levantino per aumentare gli effetti della nobile bevanda peraltro limitato a questa festività);
TISH’ A’ BEAV (festa in cui per tradizione i padri commentano il comportamento dei figli che rientrano a tarda notte con l’equivalente del partenopeo “CHIST’HA BEVVUTO);
Beware of the Keziah (e occhio al Brown Jenkin, tra un po’ rispunterà anche quello, sicuro come l’oro).
Esimio Professore, ero certo che un giorno sarebbe stata riconosciuta la nobiltà dell’azione che per anni abbiamo condotto come primari dopo la fondazione della LaD Healt Clinic LdT, e questo passaggio alla appunto nobilissima chat lo dimostra. Il messaggio é chiaro. Il Necronomicon Mortis di questo sito avrà nuova linfa dopo questo miracolo? Aspettiamo.
La sua interpretazione “nardica” delle festività ebraiche é tutt’altro che peregrina. Ricordo di aver orecchiato una volta il rabbino Berkovitz che sussurava al suo omologo Samuel Levitch di Cracovia di una Torah apocrifa che parlava della presenza di uno “spirito” primigenio all’origine di tutto, e che chiamavano NARDAH, la cui abbondante assunzione da parte dei fedeli impediva tuttavia il controllo dei medesimi da parte dei rabbini e dei coen più radicali, sino al punto di immaginare una revisione delle antiche scritture ebraiche per ragioni comprensibili.
Nardah divenne quindi Shanà, con la relativa festività di ROSH HA SHANÀ, ma i più acculturati sanno a cosa si riferisce in realtà.
La controfestività criptata detta del pentimento é la ROSH HASHANA’ LAILANOT (TU BISHVAT). In pratica chi é rimasto a secco non fa altro che rimproverare a chi ha esagerato di Nardah, di pentirsi di aver privato la comunità dello “spirito” primigenio.
Credo che non sia neppure il caso di proporre la traduzione della frase di cui sopra per quanto suoni chiaramente biasimevole nei confronti di coloro a cui é rivolta.
Certo che voi due avete buon tempo….Beh beati voi.Golem, comunque Yog ha ragione, devi rientrare in clinica, non puoi lasciarla allo sbando,: da solo il Primario non ce la fa, anche se si impegna a stimolare i pazienti con enigmi che si rivelano, però, perlopiu ostici per i poveri pazienti dotati di un QI mediamente inferiore al suo…
Ciao Idrolitina. Ti sei mai chiesta chi inventa le barzellette? No? Bè te lo dico io: i medici. Con punte di eccellenza tra i neurologi e gli anatomopatologi, e guardacaso qui ne abbiamo due.
É necessario attingere all’ironia per sopravvivere ai nostri pazienti. Anche a quelli “morti”, come nel mio caso.
Ora vado, che se il rabbino viene a sapere di queste fughe mi rompe come un vaso di coccio.
Tema la Keziah, quella sì, il rabbino per il momento è tranquillo. Vede dr. Golem, il fatto che abbiano spostato i commenti sulla chat è indicativo. Questi sono messi alla canna del gas, che poi in caso di ipocapnia Lei sa bene quanto giovi. Hanno bisogno di noi, del resto basta considerare gli ultimi mesi del sito: un disastro totale. Temo che tra un po’ dovremmo chiedere un compenso per continuare a far ospitare la LaD HCC Clinic Ltd su questo sito.
Per la nostra Keziah il processo di Golem é già stato compiuto, e ne osserviamo gli effetti, anche se se ne percepiscono i fremiti nell’etere.
Le assicuro che il rabbino Berkovitz non scherza. Non avrebbe nessun problema ad obbligarmi ai tre digiuni canonici consecutivamente per punire le mie trasgressioni, ed io ho bisogno di assumere regolarmente la mia quantità di argilla per ovvi motivi.
La LaD HCC Clinic Ltd é ormai una multinazionale che può benissimo trasferirsi in ambiti più redditizi oltre che professionalmente più soddisfacenti. Di materiale ce n’è in esuberanza come lei ben sa.
La Keziah ha celebrato qualcosa che sta a metà tra un sabba è un processo, è vero, ma per ora è dormiente (anche se i suoi occhi, come avrà notato, vedono e le sue orecchie odono, complice il sordido Brown Jenkin). Stia in campana.
La LaD HCC Clinic per ora starà qui, noi non guardiamo solo al profitto: abbiamo una missione da compiere.
Purtroppo ci sono interi reparti allo sbando, quello di cure palliative da mesi è privo finanche delle infami ed inutili pezze calde, che però un tempo non mancavano.
Anatomia Patologica è in stallo totale e si sente odore di carne in putrefazione, forse per un sortilegio della maledetta.
Però noi teniamo duro. Lo dobbiamo ai nostri pazienti.
L’idrica ha titoli per entrare in clinica?
By the way, mi può far avere notizie del Lexicon Laddianorum di cui aveva a suo tempo annunciato la compitazione?
Ho un germe di idea.
Golem, anch’io una volta mi inventavo barzellette o meglio”freddure”: poi ridevo solo io e ho smesso. Tuttavia, inaspettatatamente, ho ricevuto in seguito molte richieste per riproporre le mie orrende battute, ma mi e’ mancata la vena creative, a causa dello stress.
Se il rabbino te lo permette, per favore, rispondi brevemente al mio tedioso post sull’altro thread (deduci tu quale): ho bisogno del tuo supporto barra rimprovero psicologico.
Anche tu Suzy.
grazie
Idrofila, Professore, non ignoro i vostri appelli, che però richiedono
un tempo che oggi non ho. La sinagoga é affidata alle mie sole mani, che come i piedi sono d’argilla, con tutto quello che ne consegue in termini di efficienza.
Ci mancavano anche i piccioni viaggiatori del rabbino da curare. Lui con la tecnologia ha un rapporto difficile. Onorerò presto le vostre richieste comunque.
Nereide ti trovo in forma invece, cosa c’é non va? Forse la tua solita tensione verso l’infinito?
Se così fosse sarebbe un inane sforzo senza soluzione di continuità per ovvie ragioni.
Le soluzioni sono due: quella rosselliana del “che dire, non scoraggiarti”, oppure rivolgere gli stessi sforzi verso il “finito” e il contingente.
Vado. I piccioni devono mangiare. Kosher naturalmente.
Golem, ma, scherzi a parte, dove ti trovi esattamente? Certo che tu e la Sally siete sempre in giro per il mondo a viziarvi con pranzetti succulenti e cenette stuzzicanti, perfino nella Sinagoga. Hai assaggiato “Charoset” qulla specie di dolce pastoso con i datteri?
Comunque si’ sto bene, in generale mi sento allegra e in forma, godendo ancora dei benefici delle ferie appena trascorse, ma sono preoccupata perche’ l’esercizio della mia solita suggestione ultimamente sta diventando troppo ricorrente, senza nerssun motivo, tra l’altro, e temo di perdere di nuovo l’equilibrio e di spiccare il volo (pindarico). Non appena distolgo l’attenzione dalle mie incombenze lavorative e quotidiane, infatti (ad esempio ora che sto facendo una breve pausa in uffcio oppure quando guido) mi appare la mia dolce visione e mi imbambolo. Sono un po’ perplessa perche’ e’ passato piu’ di un anno dall’evento che ha causato il “revamping” del ventennale sentimento represso e non e’ cambiato nulla. Non e’ successo nulla di particolare ne’ in positivo ne’in negativo, non l’ho piu’ rivisto e non ho mai piu’ cercato di contattarlo, la mia vita di coppia e’ abbastanza serena, eppure…
Non mi sembra equilibrato che io pensi a Lui piu’ di due volte al giorno e sogni ad occhi aperti . Se me lo sognassi di notte sarebbe diverso e piu; sano: l’inconscio si sfogherebbe lasciandomi in pace durante il giorno. Inoltre ogni tanto ricerco (erroneamente) su internet delle sue foto e avendone trovate di recente, posso solo dire che e’bello, mi piace tanto. E non me ne frega niente se nelle foto c’e’anche la sua (bellissima) fidanzata, ne’ ha importanza che io sia ultraimpegnata: mi astraggo, appunto, in una quarta dimensione dove tempo e spazio sono relativi, dove beatitudine e struggimento si fondono insieme . Penso che tutto sommato le letture suggerite da Yog siano da prendere in considerazione…
Si Anfitride – una delle Nereidi moglie di Poseidone credo, nonché nome della prima “Casa dell’Acqua” che ho progettato – sono a Milano da circa una settimana e realmente impegnato in un “riassetto” della logistica domestica di cui mi occupo personalmente.
I viaggi? Sono l’unico vizio che abbiamo, ma anche i soldi meglio spesi per allargare la propria visuale e cultura. Che poi oggi con internet fai viaggi a prezzi che tutti possono permettersi, se pensi che in Marocco sei notti in una suite di un riad a quattro stelle abbiamo speso poco più 300 a testa compreso il viaggio. Poi in Salento, avendo la casa, addirittura “risparmio” stando in vacanza, e con un cibo di tale qualità a chilomerto zero che a Milano non trovi manco a pagarlo a peso d’oro.
Venendo a te, tu sai come la penso su certe cose. Sai che sono un sostenitore della teoria endocrina.
Tu forse sai di essere vittima di una sindrome di dipendenza da ormoni sessuali, che autoproduci per procurarti momenti di “piacere” che compensino i vuoti che percepisci nella tua vita. E quale condizione regala quei momenti se non quella dell’innamoramento? Tu hai scoperto quell’emozione per via indiretta, te la sei “cercata”, e vi ricorri ogni qualvolta si abbassa il livello di quegli ormoni nelle cellule. La condizione é talmente “idilliaca” che per la nostra cultura non é considerata patologica, ma in realtà lo é, a maggior ragione nel tuo caso dove non esiste neppure “realmente”>>>
>>> l’oggetto dei tuoi sogni, tanto la tua fantasia ne ha dilatato l’immagine pur di alimentare il meccanismo di cui ho accennato. Sai quanto sia simile a quello che accadeva a Sally, ma sai anche quanto sia stato difficile capirlo nei suoi fondamenti fisiologici, malgrado l’attiva partecipazione di entrambi noi.
Il tuo desiderio di “amore” é fisico, che tu traduci ovviamente attraverso la cultura amorosa che hai assorbito, ma alla base di tutto c’é la naturale e sana necessità che una donna giovane e in salute ha di sesso “allo stato nascente”. Privo cioé di connotazioni morali, come tutte le istanze istintuali, tuttavia chiamate in causa per giustificarlo eticamente, e più presenti in questo senso nel sesso femminile che non nel maschio.
Come ebbi modo di dirti a suo tempo, se tu ne divieni conscia e lo utilizzi come “diversivo” può aiutare a superare certi momenti di “apatia” emotiva, ma nonostante questo resta sempre la sensazione di essere ricorsi ad un escamotage, un succedaneo dell’amore. Se non fraintendi, é un pò come masturbarsi. Si, arrivi all’acme come in quello classico ma non c’é nessuno scambio emotivo con l’altro. Ecco perché non si viene mai realmente appagati da certe “emozioni indotte”, e spesso vi si ricorre sempre di più, in una spirale perversa che non é diversa da quella che si ha con la droga classica.
Sai che non supererai MAI da sola questo poblema. Ne riparliamo. Ho finito i caratteri.
Certo, anche a mio parere i viaggi sono il modo migliore per spendere i soldi. Non siamo mai stati in Marocco e mi piacerebbe visitarlo…chissà magari ci penso per l’anno prossimo. Nel Salento ci siamo stati l’anno scorso, vicino ad Ugento. Bellissimo mare e cibo al top.
Venendo alle mie masturbazioni, come sai mi sono già profondamente convinta, anche grazie alle riflessioni elaborate nel corso del nostro dibattito, che le mie suggestioni abbiano origine da meccanismi endocrini autoindotti. Ma credevo che attraverso “la ragione” e “la forza di volontà ” sarei riuscita a rientrare in me, e invece non ci riesco. Non ho mai fumato, ne’ avuto altre dipendenze e ho sempre considerato (un po’ con sufficienza) “deboli” coloro che non riuscivano a liberarsene. Ora capisco di cosa si tratta e “sento” che è qualcosa di fisiologico, di organico che prende il sopravvento sul raziocinio e capacità di autocontrollo. La mia mente cerca disperatamente di “smettere”‘, ma il mio corpo libera queste sostanze che mi provocano ebbrezza e “tensione” positiva e quindi entro in un circolo vizioso. Credo il meccanismo sia esattamente come quello provocato da una droga. Perché ritieni che io non sia in grado di uscirne con le mie forze? Comunque se e’ vero che tutto nasce da un’esigenza squisitamente fisica, forse tutto si risolve facendo più sesso.. ma so anche che la sete di Amore si dovrebbe appagare in altro modo.
Ciao Acqua, credo che l’unica possibilità per disinnescare un’illusione sia di trasporla nella realtà. Quindi provare a contattarlo, vederlo, confrontarti con lui ma con leggerezza; ovviamente non deve sospettare di essere l’oggetto delle tue fantasie.
Questo ovviamente comporta un piccolo rischio: potrebbe anche capitare di prenderti una bella sbandata, ma io sono più dell’idea che il tutto si sgonfi abbastanza rapidamente. A me è sempre capitato cosí: tanto entusiasmo iniziale per questi personaggi “misteriosi” e “inaccessibili”, quanta rapidità nella loro restituzione ai ranghi di comuni mortali. Sicuramente una componente ormonale, come sostenuto da Golem, è presente, ma per innamorarsi con testa e cuore non è abbastanza. Hai sufficiente intelligenza emotiva per correre il rischio!
Suzy, grazie per il suggerimento. Anch’io pensavo che fosse l’unica soluzione possibile, solo che quando l’ho chiamato, l’anno scorso, avrei dovuto fingere di volerlo incontrare per motivi di lavoro, in modo da poterlo conoscere meglio e da far crollare tutto il castello di carte che gli avevo costruito attorno. Invece, non avendo ancora pienamente elaborato le emozioni improvvise che aveva scatenato in me, l’ho chiamato raccontandogli per filo e per segno tutto ciò che sentivo, compreso il fatto che lui per me rappresentasse una fantasia già vent’anni prima e volevo vederlo per convincermi che lui fosse solo una stupida suggestione…E’ stato anche carino al telefono: abbiamo parlato per più di un’ora e mi ha detto che era sorpreso e molto imbarazzato e che era meglio non vederci perché mi sentiva troppo coinvolta per assecondare questa richiesta. D’altra parte e’ come dire a qualcuno che non conosci”Ehi ti va di incontrarci? Mi servi perché devo abbassare l’opinione elevatissima e distorta che ho di te. So che per me vali poco o nulla, ma vorrei averne conferma”. Adesso è troppo tardi per usare questa strategia perché lui sa benissimo cosa rappresenta per me. E poi la sbandata me la sono già presa e quindi anche se avessi provato l’anno scorso questa tattica senza rivelare il vero motivo o se la pretendessi ora non sono sicura dell’esito. Suzy invece quale’ la tua attuale dipendenza a cui avevi recentemente accennato in un post che ora non trovo?
Acqua, osserva com’é cambiata la tua visione del problema da quando hai cominciato a parlarne su questo forum. Fai mente locale. Un anno fa circa prevaleva la visione romantica, oggi cominci a comprendere che quello é un “vestito” con il quale hai addobbato la tua naturale esigenza.
Abbiamo più volte discusso sulla differenza di approccio al sesso dei due generi, laddove la femmina ha la necessità di intravedervi un legame di più lunga durata che non il maschio, che ha soprattutto solo l’urgenza di accoppiarsi. La donna ha maturato nell’evoluzione il bisogno di rapporti stabili, necessari alla gestione e all’allevamento della prole. Questo “modus” é ormai connaturato nella maggior parte delle donne, che coerentemente non si accontentano di soddisfare “brutalmente” le istanze sessuali che la natura chiede per riprodurre la vita. La donna ha “inventato” l’amore attraverso la necessità di avere delle “sicurezze” rispetto agli esiti di quel bisogno di sesso, e lo ha fatto per le ragioni appena esposte, e questo “amore” nei secoli si é arricchito culturalmente di tutte quelle sfumature sentimentali alle quali tutti ci rifacciamo per dare dei connotati moralmente leciti al nostro recondito desiderio.
Acqua, non ci vuole un genio per capire che il tuo problema “dorme” accanto a te, e lo stesso forse vale per lui. Quando ti dico che non ce la puoi fare da sola penso a quel dettaglio.
Sei tu che sai come stanno le cose tra voi. Lui lo sa?
In effetti, non sapete più come passare il tempo! State troppo “con le mani in mano”! Siete 2 immanentisti!
Golem, lui non lo sa. Come potrei ritirare fuori questa storia che già vent’anni fa ci aveva fatto entrare in crisi? All’epoca gliene avevo parlato apertamente e alla fine dopo diversi anni avevo superato questa emozione parallela concentrandomi solo sul mio fidanzato-post marito. In fondo, a vent’anni, e’ del tutto normale andare incontro a questo tipo di dubbi ed indecisioni negli affetti . Non potevo certo immaginare che questo falso “sentimento” per M. fosse, in realtà, ancora sopito in me. E inoltre, se ora mi fosse successo con un uomo diverso, potrei parargliene con più tranquillità, ma proprio non posso rispolverare di nuovo quel Nome. Intanto non sono più una ragazzina immatura, alla quale si può anche perdonare di non essere padrona di se’ , e poi potebbe credere che io abbia “finto” di amarlo in tutti questi anni e questo non è vero. Devo cercare di prendere maggior consapevolezza delle mie esigenze e rinunciare a certi vizi ed al piacere effimero che ne deriva.
Acqua, so che non sa, ne hai parlato a suo tempo, ma sorprende che lui non si accorga che in te c’é qualcosa che non va. Perché qui non si tratta di una “storia” classica, come quella che può nascere sul lavoro, in palestra o portando il cane a pisciare, che fa emergere qualcosa che “bolle” dentro, qui siamo nel campo della più assoluta fantasia. Ancora più di quella di Sally, che ha “ricamato” intorno a cinque sco.... pur di farle rientrare in una storia d’amore come quella che sognava da adolescente.
Il fatto é che tu hai un problema relazionale e delle evidenti insoddisfazioni, capire da dove nascano é un passo necessario, non solo per te, ma per la coppia e per tutta la famiglia. Non credo che tu voglia vivere il resto del tuo tempo con questa singolare condizione, devi sbloccarla in qualche modo.
Io parlo per me, ma quando ho scoperto quello che sai, dopo la prima reazione istintiva tipicamente maschile, ho voluto capire, anche immaginando un esito “negativo”, nel senso che avevo messo in preventivo la separazione come opzione finale. Per fortuna non é stato così, ma mi sono impegnato anch’io nel rivedere certi miei comportamenti che davano per scontate tante cose della relazione per mia ignoranza o stereotipi che fossero.
Ho smesso di “rispettare” certi suoi “standard” di natura erotica e lei é stata la prima a trarne giovamento, e poi la coppia. Ma questa é la mia storia. La vostra la conoscete voi. Forse non completamente.
Acqua, quindi hai giocato fin dall’inizio a carte scoperte? Lodevole, ma controproducente, ti sei bruciata la possibilità di un avvicinamento soft…non hai punti di contatto con lui? Conoscenze in comune?
La dipendenza di cui ti parlavo è piuttosto innocua, di tipo letterario per una scrittrice che mi ha rapito.
Ma ne ho infinite altre: soffro della fobia del distacco: non riesco ad allontanarmi dalle persone, dai luoghi, addirittura a volte dagli oggetti che nella mia testa divengono animati. Immagino tutto derivi dall’abbandono subito in infanzia, ma ora mi porto dietro gli strascichi. Non riesco ad allontanarmi nemmeno dal mio ex fidanzato, che continua ad essere una persona fondamentale nella mia vita e ho il terrore che questo possa col tempo cambiare. Da piccola sognavo sempre di volare nello spazio con la mia casetta e dentro tutte le persone a cui volevo bene, tutte lì, sempre a portata di mano. Eh, in pratica è così anche ora, anche se per reazione sono una persona molto indipendente che finge di non aver bisogno di nessuno.
Sasha, io un birrino da 0.125 lo finisco solo annusandolo. Capiscimi. Lo offro volentieri perchè è compatibile con il Codice Stradale. La pizza alla marinara non ha sopra il pesce, scordatelo, non ha manco la mozzarella. Pane e pomodoro, roba da indigenti. Agli indigenti piace perchè ha un sapore mediterraneo, sai chissenefrega. Però, se una non ha la patente o comunque non guida, posso passare alla birrozza media, taglia bavarese, poi come aperitivo o digestivo non saprei dirti, dipende dal sequel. Se il sequel promette, si cambia da così a così: pizza alla pescatora, con l’asice. Se poi il sequel è acclarato, asice e lugana senza se e senza ma. Un florilegio al conto corrente, ma necessario. In ogni caso max rispetto per il Codice Stradale e per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Segnatevelo. La birra poi la bevete MOLTO più tranquilli e stiamo meglio tutti.
(N.d.T., peraltro sconsolato: Yog dice a un certo punto asice in luogo di (sembra) astice. Sembra un refuso, ma intende in realtà anice, costa meno e dà aroma alla birra; il florilegio, ad opinione della redazione, è già ampiamente, assicurato dal lugana).
Beh, Suzy, una dipendenza di tipo letterario e’ senz’altro positiva e comunque si esaurirà quando avrai finito di leggere tutte le opere di questa scrittrice(chi e’?). Per quanto riguarda invece l’altra tua dipendenza, se e’ comprensibile che si manifesti un attaccamento a persone ed oggetti che evocano emozioni, diventa limitante non riuscire a lasciar scorrere ciò che e’ passato. Un certo distacco e’,a mio parere necessario, per non soffrire dinnanzi a scelte non dipendenti dalla tua volontà e per aprirti con leggerezza a nuove conoscenze.
Golem, grazie per avermi dedicato tanto tempo nel tentativo di farmi prendere consapevolezza della mia “condizione”. So che si tratta di un argomento che sta a cuore anche a te, viste le similitudini con la vicenda di Sally. Tuttavia mi fa piacere che tu, nonostante abbia gia’ risolto e risanato completamente la relazione con tua moglie,abbia ancora voglia di condividere cio’ che hai appreso durante Il tuo percorso di approfondimento.
Acqua, é stata una scoperta anche per me, anzi soprattutto per me. Ecco perchè ne parlo con interesse. Vivevo anch’io di stereotipi senza saperlo, ma ovviamemente se non “apri” le situazioni come si fa con le autopsie non scopri mai le vere cause del “decesso”.
In realtà tutto nasce proprio da un equivoco di fondo, che é quello di confondere il desiderio amoroso con l’amore, come credo stia succedendo a te, e di questo dobbiamo incolpare una certa letteratura che ha fomentato quell’equivoco che continua a fare vittime “innocenti”.
La verità é che é nella natura dell’amore nascere dall’idealizzazione della persona desiderata, che ci affascina per un incantesimo della fantasia nutrendosi di mistero e imprevisti, ma che ha come suoi nemici la quotidianità e il tempo, che lentamente producono il disincanto e traducono quel desiderio da “amore” a affettività a bassa intensità emotiva, quando bisogna capire che quello é un passaggio obbligato per costruire un vero amore. Lo stesso Freud nel suo saggio “Contributi alla psicologia della vita amorosa” sosteneva che “Dove amiamo non proviamo desiderio, e dove lo proviamo non possiamo amare”.
Se ci pensiamo bene, mentre l’amore richiede costruzione, stabilità e certezze, il desiderio amoroso é un atto infondato che trova insopportabile la ripetizione tipica della quotidianità che pure ci necessita. Siamo combattuti tra essere Kerouac e Don Abbondio.
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>>> Il desiderio, come nel tuo caso, e in quello di tante donne, é alimentato da fascinazioni improvvise o mai sopite, e irrompe nella stabilità come una spinta centrifuga che ci sposta verso vie di fuga dal “conosciuto”, anche attraverso “invenzioni” che ne rendano plausibile la speranza di realizzarle. In fondo é la ricerca di una trascendenza che vada oltre i limiti della carnale limitatezza umana, e proprio per questo “irraggiungibile”. Insomma, perché procuri certe emozioni il desiderio deve restare irrealizzato, perché nel momento in cui le tue aspirazioni si concretizzassero cesserebbe la “magia”, e paradossalmete M non ti ha fatto un favore pensando di fartelo nel non incontrarti. Se avesse dovuto interessarsi della questione come ho dovuto fare io, per spezzare realmente l’incantesimo avrebbe dovuto mostrarsi nella sua prevedibile “mediocrità” e non solo dichiararla, realizzando l’effetto opposto con quella inattesa dichiarazione di “modestia”.
Si capisce che non ne ha bisogno, e quindi reagisce nella maniera che gli é apparsa più normale. Ma si vede anche che non conosce ancora bene le donne, come non le conoscevo io, e forse neppure loro stesse.
Perché tuo marito capisca bisognerebbe che si rendesse conto che quel desiderio non si banalizza in un tradimento, ma é frutto della natura umana di andare oltre di sé, oltre la realtà che vive, oltre la rassegnata accettazione dell’esistente.
Golem, direi che con questo post hai fatto una sintesi perfetta.
La parte che mi è piaciuta di più e’ questa: “Il desiderio é alimentato da fascinazioni improvvise o mai sopite, e irrompe nella stabilità come una spinta centrifuga che ci sposta verso vie di fuga dal “conosciuto”, anche attraverso “invenzioni” che ne rendano plausibile la speranza di realizzarle. In fondo é la ricerca di una trascendenza che vada oltre i limiti della carnale limitatezza umana, e proprio per questo “irraggiungibile”. Insomma, perché procuri certe emozioni il desiderio deve restare irrealizzato.. e’ frutto della natura umana di andare oltre di sé, oltre la realtà che vive, oltre la rassegnata accettazione dell’esistente.. “.
A mio parere hai egregiamente chiuso il cerchio della discussione che, in un certo senso, converge su quello che aveva già suggerito Suzy all’inizio, relativamente ad una “realtà che ci va troppo troppo stretta” e ad una “continua tensione che ci spinge ad andare oltre e ad affacciarci dal pozzo”. Nel momento in cui si prende atto che la rassegnazione del “finito”non è un atteggiamento negativo, ma anzi, l’unico mezzo con cui si può apprezzare la realtà, si inizia a “scoprirla ” e a vederla con occhi diversi, amandola così come e’ veramente.
Ma sì, come diceva Shakespeare nella sua “Tempesta”, “siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”, il problema é che cerchiamo inevitabilmente di realizzarli attraverso la “carne”, ma questi sono mondi troppo diversi per dialogare serenamente. Riuscire a capirlo aiuta ad accettare tutti i nostri limiti e quelli degli altri.
Golem, vedi che anche tu ammetti che non e’ semplice conciliare la diversa natura di corpo ed anima: e’ vero che sono due mondi molto diversi, ma e’ inevitabile che debbano comunicare, essendo, almeno su questa Terra, tra loro fortemente interconnessi.
E’ molto difficile confinare in un corpo limitato, qualcosa che lo trascende. Indagare su queste contraddizioni intrinseche dell”essere” per capirne le motivazioni scientifiche che ne stanno alla base aiuta sicuramente a gestirle meglio, ma non risolve completamente la lotta tra gli opposti.
Non vorrei sconfinare nel filosofico, comunque la conclusione inevitabile e, se vuoi, un po’ semplicistica, e’ancora una volta: la conoscenza e’ indubbiamente utile per capire determinate situazioni, ma non sempre si e’ in grado di applicarla “su campo” a causa della complessita’ e variabilita’degli stati d’animo.