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di LAD

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Categorie: - Relazioni

24.172 commenti

Pagine: 1 60 61 62 63 64 484

  • 3051
    Regina Incoronata di Splendore -

    Fa’ come se tutto dipendesse da te e prega come se tutto dipendesse da Dio.
    S. Agostino

  • 3052
    Golem -

    Wakk una volta tanto è stato, suo malgrado, utile. Dice “su questo sei simile a golem, tante citazioni, personaggi storici poco conosciuti e giri di parole disorientanti, se riesci ad essere più semplice e lineare te ne serai grato.” Con questa candida dichiarazione ci fa sapere che siccome lui (ma non solo lui come potremmo facilmente osservare) NON CAPISCE, stanno sbagliando gli altri.
    Quindi il problema non è di chi non capisce ma di chi dimostra cognizioni, non certo per offendere o fare il professore, ma per esporre le questioni con il massimo delle conoscenze a disposizione.
    I “veri” furbi sfrutterebbero a loro vantaggio come un immeritato regalo quello che gli viene fatto con certe informazioni. Ma siccome non lo sono, furbi, ecco che si diventa fanfa, venditori di acqua calda, proiezionisti di film già visti e via di seguito.
    Ecco il motivo per cui per capire certi soggetti ci si deve rivolgersi alla gastroenterologia.

    E con questa perla finale si conferma la “massificazione” del pensiero di questi soggetti : “se in un dibattito ti trovi in contrasto con tante persone è MOLTO probabile che il tuo pensiero sia sbagliato ed è auspicabile come minimo una modifica a tale pensiero.”

    È molto probabile? È la probabilità che rende un’idea corretta, non la convinzione e le cognizioni a supporto? Così ragiona la “zavorra”.
    >>>

  • 3053
    Golem -

    >>>
    Questo, oltre a confermare la tendenza della massa a “conformarsi” e a “confortarsi” tra loro su un’idea qualunque, non cambia il fatto che una puttanata condivisa da milioni di persone resti solo una puttanata condivisa, non diventa una verità “per maggioranza”. E storicamente ne abbiamo avuto centinaia di esempi.
    Abituarsi a pensare con la propria testa è caratteristica dell’intelligenza. Tutti gli inventori e gli uomini di successo lo sanno. Se Einstein avesse ascoltato l’Accademia Prussiana sarebbe rimasto uno sconosciuto impiegato dell’ufficio brevetti. Cito solo lui che è “conosciuto” dalla “rete di tubi” e non gli altri mille e mille che si sono scontrati con l’ottusità della massa. Anche “autorevole” a volte.

  • 3054
    Pax -

    Walk Sbagli, in democrazia la maggioranza vince, ma a volte gli innovatori sono dapprima minoranza e poi vincono.
    Allora ero alle superiori, occupazione della scuola, ultimi nella città. La mia posizione era Cessiamo l’occupazione ora siamo vincitori, abbiamo ottenuto il massimo del risultato. Espulso dall’assemblelea. Dopo un’ora e mezza finì l’assemblea con la decisione di cessare l’occupazione. Io ero fuori, sorridente e la quasi totalità degli uscenti evitava il mio sguardo.
    Essendo un sincero democratico accetto il voto a maggioranza, ma mi tengo il diritto al dissenso e alla critica. Ci sono battaglie che si fanno per vincere ed altre che si fanno solo per principio. Non mi fa paura essere in minoranza o solo, ragiono per scenari e senza fideismi oltre che con la mia testa molto prima che del gruppo al quale appartengo.
    Molte altre volte con numeri più bassi ero da solo o con pochi alla distanza ero nella posizione vincente. Del resto un detto dice: meglio accendere un lume che maledire l’oscurità.

    Per me nelle interazioni umane nei gruppi ho tre riferimenti e mezzo.
    Gustave Le Bon, Niccolò Machiavelli e Bertrand Russell in particolare per il breve libro “il potere”. Il mezzo è Sun Tzu.

    Cercati Prezzolini.

  • 3055
    walk -

    Dunque, sorvoliamo sulla risposta delirante di golem, che ha dimostrato per l’ennesima volta di interpretare in modo assolutamente arbitrario le parole degli altri, ma non ne sono sutpito, è una vita che si comporta così e dobbiamo farcene una ragione.
    Con lui ragionare è assolutamente tempo perso (perla di saggezza per te golem, fanne tesoro).
    Pax, sono d’accordo sul fatto che alle volte gli innovatori devo combattere con i pregiudizi delle persone che forse hanno paura dei cambiamenti, la figura dell’innovatore che si oppone alla società puó sembrare romantica, ma nella realtà è più facile che venga considerata molesta o destabilizzante.
    Faccio un esmpio:
    Caso Vannoni, cellule staminali, lui solo contro la comunità scentifica, com’è finita?
    Metodo DiBella, terapia alternativa, soli contro ministero della salute, com’è finita?
    Più recentemente, movimenti anti vaccino, soli contro medici e buona parte di Italiani, com’è andata a finire? Anzi, come finirà?
    In tutti questi casi è intervenuto lo stato democratico che ha in qualche modo bloccato il “pensiero” del singolo per tutelare la collettività.
    Quello che vorrei farti capire è il fatto che se hai un tuo pensiero anticonformista, non puoi obbligare la gente a condividero se in maggioranza non lo approva, lo puoi esprimere liberamente ma devi accettare il fatto che non è condivisibile, potresti a questo punto modificaro per renderlo più chiaro o “digeribile” ma puntare i piedi mi sembra quantomeno infantile.

  • 3056
    walk -

    Segue per Pax,
    Riunione scolastica.
    Mi trovi particolarmente preparato sul tema, ai miei tempi ho partecipato a decine di riunioni per scioperi e occupazioni, sai ero in un istituto professionale! 🙂
    Da come la racconti mi vien da dire che il tuo pensiero (interrompere l’occupazione) era giusto, ma espresso in modo sbagliato, per questo è avvenuta l’espulsione.
    Ricordo bene quando allontanavamo le persone troppo “agitate” per poter proseguire col dibattito.
    Alla fine molto probabilmente un tuo compagno di scuola ha esperesso il tuo stesso pensiero ma con modi diversi, più persuasivi e convincenti, ottenendo un risultato migliore (approvazione a maggioranza).
    Questa esperienza dovrebbe far capire quanto è importante il modus operandi per ottenere la maggioranza (anche in politica funziona così).
    Se invece insisti con metodi troppo aggressivi, passa in secondo piano il pensiero e prende il sopravvento l’atteggiamento.
    Quindi, concludendo, ok il pensiero, ma è anche importante il modo in cui si esprime tale pensiero, e se ci si ritrova soli contro tutti qualche domanda è meglio farsela.
    Scusami se non sono andato a cercare il personaggio che mi hai indicato, per ora non ho molto tempo, in futuro vedró di darci un occhiata.

  • 3057
    Golem -

    Wakk è delizioso, lui scrive ““su questo sei simile a golem, tante citazioni, personaggi storici poco conosciuti e giri di parole disorientanti, se riesci ad essere più semplice e lineare te ne serai grato.”
    Le citazioni non le afferra, i personaggi non li conosce e le parole non le capisce e sono gli altri ad essere deliranti. E infine, dulcis in fundo, un invito all’ipocrisia nel consigliare di essere più “diplomatici” per affermare le proprie convinzioni. Demagogia sciuè sciuè tipica di certi soggetti da bassifondi di LaD e non solo.
    Carne da cannone si sarebbe detto un tempo, zavorra, tubi digerenti “atti solo a riempir li destri. Che altro di lor non resterà memoria”.

  • 3058
    Pax -

    Non ero agitato, per nulla. Avevo un ruolo attivo nell’occupazione, organizzavo le lezioni per le prime e le seconde per tenerli uniti a scuola, un mix di lezioni scolastiche e creative.
    Sono costrettona citarti Le Bon. Sice che una massa si muove col livello della persona più bassa. In quell’assemblea era così e non è finita con i 400 iniziali ma la decisione fu presa da 30 persone finali, tutti gli altri se ne erano andati perché non ci credevano più.
    Quelli che hai citato non erano proprio soli, Vannoli è stato arrestato per truffa mentre stava spostando dalla Georgia alla rep Dominicana le sue lucrative attività. Almeno due medici antivaccinisti sono stati espulsi a Milano e Treviso. Di Bella non era un truffatore ma come i precedenti era antiscientifico e senza prove reali a loro sostegno. Nella scienza non si vota a maggioranza, si dimostra. A volte si urla a volte ci si confronta e si argomenta e si possono trovare compromessi. Compromesso è una parola neutra, non negativa nel mio vocabolario. Per Prezzolini prenditi il rempo che vuoi, è morto centenario e può aspettare :-).

  • 3059
    rossana -

    “In questo vizio [della vanagloria], si legge del pavone esserli più che altro animale sottoposto, perché sempre contempla in nella bellezza della sua coda, quella allargando in forma di ruota, e col suo grido trae a sé la vista dei circostanti animali. E questo è l’ultimo vizio, che si possa vincere.”
    Leonardo da Vinci, Codici, XV-XVI sec. (postumo)

    https://www.youtube.com/watch?v=aFCFV5nXwCI

  • 3060
    suzanne -

    Spesso però chi é sempre “contro” si rivela anche profondamente reazionario. Nulla deve cambiare perché il mutamento spaventa. Sicuramente encomiabile portare avanti le proprie convinzioni anche contro la maggioranza, ciò non significa non fermarsi mai e chiedersi: sono proprio sicuro di ciò per cui lotto? Su questo concordo con Walk; un po’ di sana autocritica farebbe bene a tutti, anche agli anarchici ( ammesso che lo siano davvero).

  • 3061
    Marta -

    Pax (3045): “Essendo un sincero democratico….”

    Ma chi sei Walter Veltroni? Ma parla “normale” non sei a Porta a Porta…

  • 3062
    Regina Incoronata di Splendore -

    Ama e fa’ come ti pare! S. Agostino

  • 3063
    Golem -

    “Su questo concordo con Walk; un po’ di sana autocritica farebbe bene a tutti, anche agli anarchici (ammesso che lo siano davvero).”

    A retorica sei messa “meglio” di quel che pensavo. Sei proprio una rossanina in fiore.

  • 3064
    Golem -

    “Guardatevi da coloro che si indignano con facilità, dal momento che l’indignazione è separata dalla indegnità solo attraverso il velo sottile dell’invidia.”
    (Juan Varo)

    https://www.youtube.com/watch?v=YCK5_v5ELx8

  • 3065
    Regina Incoronata di Splendore -

    https://youtu.be/yfC285eSiXU

  • 3066
    Pax -

    Marta mi hai costretto a fare una cosa che non mi piace, leggere me stesso o altri in interventi del passato.
    Dove è che non soo stato chiaro e semplice?
    E’ da molti anni che non guardo la TV, De mi capita un paio di volte l’anno. Quindi Porta a porta non so come sia ora, So che c’è Vespa e mi basta. E Veltroni non mi piace, troppo deludente. Lo apprezzo a volte quando scrive di cinema.

    Marta, spero che tu ti stia curando in questo periodo, la tristezza colpisce le persone in maniera diversa.

  • 3067
    Regina Incoronata di Splendore -

    Vado a dormire… Buonanotte!..

    https://youtu.be/aGS5zG4AF60

  • 3068
    suzanne -

    Grazie Golem, lo ritengo un complimento, come nel suo significato originario 🙂 Beh, dai, ti vorresti mica dichiarare pure libertario? Libertà alle idee altrui ne concedi, ahimé, veramente poca.

  • 3069
    Golem -

    Ma figurati Suzy. Libertario? Perché no. Tu sei libera di esprimere le tue idee e io di contestarle e viceversa. Esattamente come fanno tutti. Ti ho mai impedito di esprimere quello che pensi?

  • 3070
    suzanne -

    Certo che no Golem, ma anche se ne avessi l’intenzione non potresti. Però mi hai offeso ripetutamente quanto ho dissentito apertamente. Ma siccome voglio essere lievemente libertaria, accetto anche i tuoi giudizi arraffazzonati 😉 Diciamo che se ti ammorbidissi un po’ sarebbe anche più piacevole seguire i tuoi ragionamenti.

  • 3071
    Golem -

    Perché mai dovrei impedirti di parlare Suzy. Io sono sicuro dei miei giudizi, e li potrei anche dimostrare. È l’esperienza che lentamente me lo ha insegnato. Certo, nascono da quelli che sono i miei parametri che riguardano la “verità” che esprime una persona. Per esempio, Acqua la sento vera, mentre tu mi appari lievemente “costruita”, ma credo di avertelo già detto; o forse è solo timidezza. Quel “lei” con cui hai cominciato la tua esperienza su LaD, dice molto sulla tua “formazione”.
    Offendo? Mi spiace. Dico quello che penso. Senza dare del “lei” e senza ipocrisie di circostanza. Magari tutti dicessero quello che pensano. Sai come sarebbe più facile la vita?

  • 3072
    rossana -

    die-tro-lo-gì-a

    Attribuzione di motivazioni occulte a fatti e decisioni della vita pubblica
    composto di dietro e logia discorso.

    Questa gustosa parola appartiene al linguaggio politico e giornalistico, e fin dalla sua improbabile formazione italo-greca dichiara un intento, se non canzonatorio, ironico e polemico. Per dietrologia si intende l’inclinazione decisa alla ricerca, dietro i fatti della vita pubblica, di cause segrete, diverse da quelle palesi.

    All’occhio del dietrologo un certo fatto non è che la punta di un iceberg di interessi occulti – certo non documentabili, ma forse intuibili. E se porsi delle domande sulle cause profonde di un certo fatto è un importante esercizio di intelligenza, il problema della dietrologia sta nella scarsa caratura delle sue ipotesi: spesso si riduce a un’insinuazione fantasiosa e a buon mercato che vuole scalzare l’evidenza con supponenza.

    Infatti, nel caso in cui davvero un certo fatto venga seriamente spiegato alla luce di motivazioni rimaste a lungo nell’ombra, difficilmente si dirà che è stata fatta luce con una dietrologia: perché la dietrologia è dietrologia quando in realtà non spiega nulla, quando è una fantasticheria, un’illazione campata in aria.

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/D/dietrologia)

    Qui la dietrologia è una delle spregevoli forme con cui QUALCUNO non può fare a meno di esprimersi in negativo su CHI mal sopporta, in ogni contesto, benché questi stia interagendo con ALTRI.

  • 3073
    Golem -

    Cosa c’entra la dietrologia lo sa solo “ella”. Che poi se volessimo esaminare le sue di “dietrogie” ne troveremmo a josa.
    Ma dici, se qualcuno che una volta si “sopportava” oggi si mal sopporta ci sarà un motivo occulto? È dietroligia?
    Ai soliti “poster” la sentenza. Che non ê ardua.

  • 3074
    Regina Incoronata di Splendore -

    Da domani inizio lo studio di un testo: “Pedagogia della santità”. Santa notte a tutti!…

    https://youtu.be/rzpW7P83sb4

  • 3075
    suzanne -

    I tuoi non sono giudizi, ma ipotesi, spesso fantasiose, sui tuoi interlocutori, che esulano completamente dalle discussioni. Il punto è che si dovrebbe riuscire a portare avanti uno scambio di posizioni senza ogni volta doversi inventare accuse per sentirsi più forti.
    A dire il vero, tu puoi solo dimostrare la TUA specifica esperienza, anche se in realtà, avendoti toccato solo indirettamente, apporti prove indirette. In ogni caso, per il resto dell’umanità, ti puoi semplicemente limitare a supposizioni e nulla più, come tutti noi. I condizionamenti culturali vengono elaborati da ciascuno i modi differenti, creando complesse risposte adattative. Certo, in molti casi si rilevano tratti comuni, ma voler livellare tutte le capacità esperienziali mi sembra un pochino eccessivo.
    Tra l’altro, anche tu sei vittima di secolari impliciti condizionamenti, tali per cui l’uomo deve dimostrare la sua forza ( retaggio paleolitico?), non perdersi in espressioni troppo intime della propria interiorità, mentre la donna, essendo più propensa all’immaginifico (retaggio stilnovistico?) dev’essere riportata alla razionalità, al fine di renderla edotta circa i suoi istinti sessuali. Nessuno può essere sovraculturale, ne siamo tutti permeati in un modo o nell’altro.

  • 3076
    Golem -

    Suzy, tu, come la maggioranza, con la tua risposta non fai altro che confermare in te quello che credi di riscontrare in me. Quindi se va bene siamo sullo stesso piano da quel punto di vista. Giudichi sulla base dei tuoi parametri di riferimento, e da questi ti fai un’opinione di un interlocutore, con la differenza rispetto a me che sei “politicamente corretta”. Che per certi versi è come essere vicini all’ipocrisia, anche se viene chiamata buona educazione dalle persone “perbene”.
    Io non ho bisogno di dimostrare nessuna “forza”, perché sono perfettamente cosciente dei miei limiti e capacità, e li espongono al pubblico giudizio, accettando i confronti per mettere in discussione i principi a cui sono giunto con le mie forze. Ma mi aspetto un livello di risposte adeguate per continuare e rendere costruttivo un dialogo.

    Tu per esempio, ritornando sulla soggettiva elaborazione ai dettami culturali coi quali ci regoliamo, hai ripetuto quello che ho sottolineato io più volte per il caso che mi riguarda, cosa che sarebbe superfluo da sottolineare perchè non hai capito che la “scoperta” è stata proprio l’azione perversa di quei dettami sui comportamenti dei singoli, e non il tipo di comportamento.
    Qui ne trovi quanti ne vuoi di soggetti in quelle condizioni, l’ho già scritto, e tutti dipendenti da traumi da moralizzazione. Te li devo citare? Non credo.
    Quindi che mi vuoi dimostrare? Che uno si butta sulla verginità femminile.>>>

  • 3077
    rossana -

    pe-tu-làn-te

    Impertinente, che pone insistentemente domande importune
    dal latino: petulans participio presente di un ipotetico verbo petulare chiedere insistentemente, derivato di petere chiedere.

    Il petulante, etimologicamente, sarebbe colui che pone domande con insistenza; però il significato attuale si è in parte emancipato dal nesso con la domanda: petulante è chi si esprime insistentemente e con un senso dell’opportunità praticamente assente. È impertinente, arrogante, dice costantemente la sua in maniera supponente, e mantiene una condotta invariabilmente invadente – riuscendo inevitabilmente noioso, se non fastidioso. Può essere petulante la bambina so-tutto-io, può essere petulante il tizio seduto in prima fila al congresso che smania per avere e tenere il microfono, può essere petulante il tono del fidanzato o della fidanzata che ci interroga pubblicamente sulla scorsa sera.

    In una parola, il petulante è l’importuno, che ci si impone in modo martellante e insostenibile…

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/P/petulante)

    è petulante Prezzemolino, che s’infila ovunque, per GIUDICARE o PRIMEGGIARE benché non abbia alcuna autorità o autorevolezza per farlo?

    o è più petulante la comare Gollina, portinaia a tutto tondo del condominio LaD, che distrae e diverte solo se stessa?

    qui, se non ci si stima più e ci si sopporta a malapena, ognuno dovrebbe limitarsi a dire la sua in merito alle idee evitando i pettegolezzi sugli utenti.

  • 3078
    Golem -

    >>>, l’altra ha sposato Cristo, e un’altra ancora per sco.... senza problemi con la coscienza e la morale si auto convince di “amare”.
    Poi arrivano quelli che meno ne sanno tanto più ti rimproverano di aver scoperto l’acqua calda, quando non è affatto banale aver indagato sui meccanismi di autogiustificazione di bisogni molto “moralizzati”, come lo è la pulsione sessuale. Sono gli stessi soggetti che di fronte a un quadro di Picasso sono capaci di dirti che anche loro sarebbero in grado di fare quegli scarabocchi.
    Cosa vuoi “supporre” di fronte a questa gente. È già tutto chiaro qual’è il livello con cui ti confronti. Se la gente non fosse prevedibile e facilmente leggibile non sarebbero nate le religioni, gli Hitler o la pubblicità, per dire. I dettagli soggettivi di cui parli, sono solo lievi variazioni di percorso, ma la “meta” è sempre la stessa, per tutti. Ma quali “supposte” Suzy.
    Senti cosa scrive forse il maggior antropologo del ‘900:
    “Levi-Strauss opera una reale rottura fra società selvagge e società storiche: le prime sarebbero caratterizzate dal senso, dall’autenticità dalla trasparenza, le seconde dal potere, dall’inautenticità, dall’opacità…”. E andrebbe letto il resto.
    Acqua calda vero? Lo sapevano tutti. Ma solo non appena lo “leggono” da altri. Hai idea invece in cosa si traduce quella “inautenticità” e “opacità”? Evidentemente no. Ecco perché perdo la pazienza coi “tubi” riempitor di destri.

  • 3079
    Golem -

    Ma la comare “love expert” non ha mezzi propri per esporre il suo fastidio? Dimentica il gossip con cui gestiva il suo pollaio? Se leggesse i post che arrivano, senza pregiudizi, capirebbe che la vera “petulanza” non dá risultati.
    C’è Fran che ha certamente sbagliato sul mio conto, vero? Si sarà trattato di una coincidenza, a distanza di un anno da quello che diceva il petulante dietrologo, o invece si tratta della capacità di andare oltre le apparenze? Perdona se te lo faccio notare. E non è neppure la prima persona a “sbagliarsi”.
    Rossà, ma vedi d’annattene che sei la quintessenza dell’ovvio, come con le risposte che hai dato da “grecale”, e parla con cognizione di causa, non con la teoria supponente di chi ha vissuto tra quattro mura e crede di conoscere il mondo leggendone il libretto di istruzioni.
    Tu ti senti “saputa” solo perché parli a chi ne sa appena meno di te. E sono la maggioranza come sappiamo. Cannon flesh, ” riempitor di destri, che di loro altro non resterà memoria…”

  • 3080
    Regina Incoronata di Splendore -

    https://youtu.be/NaGLVS5b_ZY

    https://m.facebook.com/groups/441426929373812?view=permalink&id=690628254453677

  • 3081
    rossana -

    e-go-tì-sta

    Che ha una considerazione esagerata di sé
    da egotismo, che è dall’inglese egotism, termine coniato nel 1714 dal giornalista Joseph Addison sulla rivista “The Spectator”, a partire dal latino ego ‘io’.

    Per quanto l’ego, cioè l’io, ne resti la base comune, l’egoista e l’egotista sono distinti da caratteri molto diversi.

    L’egoismo non emerge in un’alta considerazione di sé, ma nella ricerca del proprio vantaggio, nel pensare per sé: come scriveva Wilde, nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi. L’egotismo invece consiste nell’altissima considerazione di sé, in una smaccata presunzione, in una superiore valutazione di sé rispetto agli altri. Bollare qualcuno come egotista non lo dipinge come un utilitarista che si avvantaggia a scapito altrui. Può essere egotista il professore che trova nella propria opinione il massimo e unico valore accademico, il calciatore di successo durante l’intervista può sfoggiare un egotismo senza eguali (tanto che pare le partite le vinca da solo), l’adolescente egotista considera il proprio pensiero come l’unico degno di credito.

    Questa parola (o meglio, il suo omologo inglese) fu coniata all’inizio del Settecento dal giornalista Joseph Addison sulla rivista “The Spectator”, per descrivere quegli autori che solevano scrivere con particolare larghezza “Io… Io… Io…”.

    segue…

  • 3082
    rossana -

    … segue

    Il fertile contatto con le riviste letterarie italiane veicolò l’importazione di questo termine, che ha avuto un considerevole successo, anche in ambito psicologico.

    Vale la pena ponderare anche la differenza fra egotista ed egocentrico: mentre il primo ha una considerazione suprema di sé, il secondo ha un’infima considerazione dell’altro da sé – o proprio non ce l’ha, essendo lui stesso il suo unico centro. Egotismo ed egocentrismo sono quindi qualità speculari, che è importante distinguere – per quanto spesso coesistano.

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/E/egotista)

    che noia dover difendere la propria identità, almeno di tanto in tanto, da continui attacchi… per un sì, per un no, per un ma o per un se… senza contare il gusto malevolo di travisare o di affermare il falso…

    se non ci si è mai soffermati sull’animo, gli obiettivi e la psicologia femminili, non è che quando si decide di farlo, alla soglia della terza età, tanto per capire qualcosa del passato amoroso della donna con cui si sono condivisi più di vent’anni di matrimonio, si rinnova la scoperta dell’America!

    uno sfoggio di cultura PIU’ che banale: nient’altro che pacchi d’ordinaria amministrazione, racchiusi in nastri lussuosi, dai colori sgargianti!

    se almeno si avesse il buon senso di non accanirsi nel voler dimostrare di essere superiori al resto del mondo, ad eccezione di chi evita di contrapporsi in modo netto, scevro da ipocrisia!

  • 3083
    Regina Incoronata di Splendore -

    Buenas tardes … ?

    Love in song

    https://youtu.be/9sg-A-eS6Ig

  • 3084
    Suzanne -

    Golem, vorrei soffermarmi sulla parte in cui sostieni di essere cosciente dei tuoi limiti. Mi piacerebbe che li esponessi, solo quelli, nudi e crudi. Se ritieni, non ho alcun problema a fare la stessa cosa.

  • 3085
    Golem -

    Impaziente, allergico alla stupidità, insofferente alla finzione, intollerante con gli ottusi, egofilo, brutale verso il vittimismo e antijuventino (no l’ultimo è un pregio). Ma ce ne sono altri. Devo pensarci. Per i tuoi fai come ti pare. Vediamo se sei onesta. Bè poi naturalmente sono dietrologista, petulantista, egoticista e domani vedremo cos’altro.
    Comunque, i difetti vanno saputi portare. Che i pregi stanno bene a tutti.
    Io ho tanti difetti, ma ne dimostro meno. E comunque li porto benissimo, ahahah.

    Oh, la sciura sta sfogliando il dizionario degli aggettivi. Mettesse un “empatico”, “altruista”, “modesto” come lo è lei allora si che mi offenderei. Anche nelle critiche è mortifera. Stasera va Egotista/Egocentrico. E dovrei sentirmi colpito dall’avere eventualmente tratti caratteriali che hanno tutti? Lei sopra tutti, ma ben celati. Io invece non lo nascondo. Soprattutto a me stesso.
    Poi parla della “nuova scoperta dell’America” con professorale ironia, lei, che può vantare una sconfinata esperienza in quel campo di esplorazione della vita per la quale è seconda solo alla Sibilla. A leggere entrambe è come se avessero esplorato tutti i più reconditi anfratti dell’eros. Poi dici se la fantasia non fa brutti scherzi.
    Ma allora, vediamo d’annaccene o no?

    P.S. A Ross suggerisco “querulo” per la prossima puntata di…”UN AGGETTIVO AL GIORNO”. Vediamo se ci si ritrova.

  • 3086
    rossana -

    tra-vi-sà-re (io tra-vì-so)

    Distorcere, alterare
    composto di tra oltre, diverso e viso.

    Se ci si copre o camuffa il viso, segno dell’identità, lo si fa per falsare la realtà – e gli scopi di solito non sono dei migliori. Rendendosi irriconoscibili è più facile ingannare, più facile compiere azioni losche. Da questo travisare nel senso di mascherare traiamo il più comune distorcere, l’intendere o fare intendere qualcosa di sbagliato, che resta comunque un apporre una maschera, un trasformare qualcosa facendolo parere diverso da quel che è.

    Il fazioso traviserà quanto detto da altri durante una discussione per sostenere le proprie tesi; lo studente traviserà, senza cattiva volontà, quanto oscuramente intendesse il professore; si traviserà una semplice cortesia per un tentativo di ottenere favori.

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/T/travisare)

    vero che in tutti c’è un qualche accenno, anche minimo, di difetti comuni all’intera umanità. spetta a ognuno riconoscersi in alcuni in modo più netto che non in altri.

    sempre utile avere un specchio in cui riflettersi, e su cui riflettere… ammesso che si abbia l’intento e l’UMILTA’ di farlo, almeno di tanto in tanto!

  • 3087
    rossana -

    què-ru-lo

    Lamentoso
    dal latino: queri lamentarsi.

    Non si tratta di lamentele serie. Chi è querulo si lamenta per cose da poco, e in maniera vezzosa. E il suono della parola connota bene questo significato.

    Ciononostante è una parola sorridente, non aggressiva: quindi i piagnistei da parrucchiere, se queruli, vengono visti bonariamente, senza giudizi altezzosi o infastiditi.

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/Q/querulo)

    mi lamento di continuo?
    direi di no.

    mi lamento per piccoli guai, in modo vezzoso?
    quasi certamente sì, ma più nel reale che qui. è un’alternativa per evitare, quando possibile, di lamentarmi per aspetti o eventi seri. cosa che, comunque, faccio abbastanza di frequente, ma nei dettagli solo con con chi so in grado di capire, per esperienza condivisa o per empatia.

    per la serenità mi basta una passeggiata nel verde, un libro, un film in tv o la fiducia conquistata con un anno di tenere attenzioni da parte di un animaletto da compagnia, incline per indole all’isolamento.

    per la gioia, mi basta un gelato, una fetta di torta, una manciata di picoli frutti o la contemplazione della natura, in particolare della grazia e dei colori dei fiori. vivo nelle stagioni, godendone tutte le sfumature.

    ma… credo che niente possa essere paragonabile a contatti umani positivi, sia reali che virtuali. soprattutto per chi ha una quotidianità di solitudine. un mondo ristretto non può che enfatizzare l’essenza dei suoi più basilari valori.

  • 3088
    Suzanne -

    Mmmh Golem, apprezzo il tentativo ma, come immaginavo, hai riportato quelli che per te sono pregi. I limiti sono qualcosa che ti impedisce di essere quello che vorresti. Dai, non barare sempre!
    Su di me posso dire i miei attuali limiti, perché magari in futuro potrebbero non esserlo più : estremamente dura e diffidente verso le nuove conoscenze, mi entusiasmo con facilità e altrettanto mi scoraggio, intransigente verso me stessa e verso le persone a cui voglio bene, dogmatica su alcuni miei principi, disordinatissima, permalosa e troppo nostalgica. Sicuramente ne ho dimenticati molti altri.

  • 3089
    Markus -

    Riconoscete qualcuno in questa descrizione ?
    https://philfree.blogspot.it/2008/03/il-signor-sotuttoio.html

  • 3090
    walk -

    Pax,
    Riprendo dal tuo intervento 3049, scusami se non ho scritto in questi giorni ma ero in vacanza e avevo poco tempo da dedicare al forum.
    Non mi è ben chiaro il motivo della tua espulsione dalla riunione, poco tempo fa ho partecipato ad una riunione anpi ed è stato necessario allontanare una persona perchè su un fronte di 100/150 persone pretendeva di parlare solo lui, gli è stato dato modo di esprimersi ma quando è uscito abbondantemente dai suoi min di intervento, è stato allontanato, questo per dare spazio anche agli altri di intervenire, cosa che lui non permettava.
    È successo così anche a te? Perchè dici che non eri per niente agitato, quindi non capisco il motivo dell’allontanamento.
    Altra cosa:
    Dici che eri solo contro 400, ma poi dici che la decisione finale è stata presa da soli 30 persone (a maggioranza immagino)perchè gli altri 370 avevano abbandonato.
    Non è molto chiaro, perchè quei trenta hanno cambiato idea? Hai saputo cosa ha causato l’abbandono dei 370? Infine, quando dici che all’uscita evitavano di guardarti, parli dei soli 30 rimasti? Gli altri 370 sono rimasti fermi nelle loro idee o hanno cambiato opinione?
    Insomma, un sacco di domande, se vuoi rispondermi ne saró lieto, altrimenti non c’è problema.
    Ma una defezione così massiccia da un assemblea mi sembra alquanto bizzarra, poi mi chiedo se i restanti 370 studenti abbiano aderito alla delibera dei soli trenta rimasti interrompendo l’occupazione.
    Fammi sapere

  • 3091
    Regina Incoronata di Splendore -

    Sicuramente hai dimenticato che non stai in grazia di Dio. Vai a confessarti!

  • 3092
    Golem -

    No Suzy, quelli sono limiti, e lo sai bene. Io sono me stesso, da sempre e ne pago le conseguenze. Nonostante non mi possa lamentare dei traguardi raggiunti avrei potuto arrivare a livelli molto più elevati socialmente se non avessi quei limiti. Purtroppo se uno è un fesso con me lo capisce che lo penso, fosse anche Dio: non riesco a trattenermi.
    Ricordo un certo professor Rosso alle medie (avviamento al lavoro. Le medie dei proletari) che mi anticipò quanto ti sto dicendo, e a scuola sono stato sempre molto bravo, e senza fare il secchione. Mi fregava la “condotta”.
    Da giovane adulto, un AD mi promise che avrei fatto una carriera di altissimo livello per le qualità che mi riconosceva, ma il prezzo era nel motto latino che pronunciò per farmi capire l’antifona: “do ut des”. Che tradotto dal politichese era entrare in un giro di tangenti milionarie per fare da collettore, diventando uno schiavo ricco quanto ricattabile. Sono un pessimo elemento, ma non sono sul mercato. Troppo anarchico per essere vendibile.

    Belli i tuoi “difetti”, classici direi. Hai dimenticato “buonista”, che è un retaggio della tua educazione vetero cattolica con sfumature idealistiche. Non è colpa tua. Tu come Rossana non ve ne accorgete neanche. Forse è un bisogno di espiazione dei sensi di colpa che quella educazione vi ha inculcato, che in certi momenti vi fa apparire grottesche nella strenua difesa dei cosiddetti “deboli”. Che peraltro manco ve lo chiedono. >>>

  • 3093
    Golem -

    >>>
    Si, sei dogmatica, e quella una tua debolezza. Ti manca forse una visione del mondo piú ampia e meno idealizzata. Serve l’esperienza. Sei giovane. Hai tempo
    Parlami dei miei limiti visti da te.
    Tralascia egotico, travisatore e gli altri due che conosciamo già.
    Ciàciacciàvo

  • 3094
    Pax -

    Walk, sei scusato per le ferie.

    Forse sei più giovane di me, ma ai miei tempi le assemblee erano infuocate. L’occupazione finì perché alla fine non c’era più nessuno disposto ad assumersi gli oneri ed i rischi. Quelli che se ne andarono prima erano quelli che delegavano oneri e rischi agli altri… e che occupare è bello. 10 giorni prima vi fu una carica della polizia in un’altra scuola con 7 feriti. Noi cominciammo in contropiede fopo che finirono gli altri.

  • 3095
    Golem -

    Peró, originale come sempre. Secobdo mè è più interessante quella del signor “Crededisaperetuttolui”. Anche più tragica direi.

  • 3096
    Suzanne -

    Golem, guarda che la mia difesa dei “deboli” è puramente egoistica: io difendo semplicemente la mia potenziale libertà non ancora espressa. Se, ad esempio, scrivessi una lettera a mia madre morta, mi uscirebbe il fumo dalle orecchie a leggere certi commenti. Guarda, è da diversi anni che cerco di liberarmi dalle catene del sostrato cattolico, soprattutto sul senso di colpa, ma la strada è ancora molto lunga. Mi sento in colpa persino quando ho la febbre e non posso lavorare, figurati! Credo di avere un senso di colpa nel cassetto per ogni persona a cui voglio bene; ho cercato di fare pulizia ma invano, mi ritornano fuori quando meno me l’aspetto. Ho una predilezione per i disadattati incazzosi ( odio chi si fa commiserare), che poi sono quelli che più si legano a me. Ah, ho dimenticato che sono polemica per sport, te ne sei accorto?;)
    Il tuo limite più grande, secondo me, è che non ascolti veramente il tuo interlocutore. Sei molto rigido nell’incasellare le persone e non torni mai indietro a revisionare i tuoi giudizi. Questo si collega all’eccessiva coerenza che, per me, è sempre un limite, perché non ti permette di esprimerti anche in contrasto, ogni tanto, con ciò che sei stato fino a ieri. Poi utilizzi la tua cultura molto spesso come arma contro gli altri; sarebbe bello invece condividere, mettere a disposizione…

  • 3097
    Golem -

    Suzy, l’intervento nella lettera della mamma non era certo per ironizzare con l’autrice della medesima, ma per chi si intrufola per farsi “notare”, ostentando un “dolore” che richiederebbe più discrezione secondo me.
    Tu non te ne accorgi, ma è una forma di ostentazione vittimistica che utilizza una sincera sofferenza altrui per far sapere che la sua non lo è da meno. Sai quanta gente c’è che ha avuto lutti dolorosi? Tutti, me compreso, come saprai. Ne ho parlato a suo tempo per spiegare un certo iter sentimentale che la povera “Virkus” non ha potuto seguire, (e se anche lo avesse fatto non avrebbe capito niente, perchè tu no, ma io so chi è) ma non trovo elegante andare a rimorchio di certe cose.
    Comunque, io la penso così.
    Si li incasello e raramente mi sbaglio. Mi spiace sottolinearlo, ma a Fra che mi scrive dopo un anno dicendomi che avevo ragione (e non è stato il solo) avrei dovuto rispondere che lo sapevo già un anno fa, proprio perché sono certo di quello che dico.
    Permettimi di dirti che sai che ti stimo per l’intelligenza, devo avertelo già detto credo, e se anche posso farti male non dico quello che penso di te con questa intenzione, ma solo perché lo ritengo onesto. Ma verso certi tubi digerenti, stupidi, invidiosi e ottusi non ho pazienza. Non posso rispettarli.
    In te vedo la possibilità di un dialogo, con altri è impossibile.
    La cultura come arma? E cosa dovrei fare, adeguarmi allo scontato, ai luoghi comuni, agli stereotipi? >>>

  • 3098
    Golem -

    >>> Ma non vedi quante banalità si leggono? Avrai seguito la nota vicenda nel quale prevaleva “l’acqua calda” come replica ai miei ingenui tentativi di portare il discorso su un livello più adeguato, puoi dire onestamente che lo facessi per ostentare sapienza, e verso chi? Verso chi non capendo e non sapendo voleva portare il dialogo su un piano da litigio da pianerottolo? Suzy, qui c’è molta gente che viene per vincere dei complessi che non sa neppure di avere, presentandosi con la faccia di chi è credibile perché segue una certa “etichetta”, ma finge, perché è solo in cerca di visibilità. E attenzione, non mi sto riferendo in particolare, ma in generale. Certo vi sono particolarità “straordinarie” in questo senso, ma io le scovo, e non lo faccio solo qui. Ho decine di anni di esperienza con pochissimi sbagli.
    Detto ciò mi fa piacere che parli liberamente del senso di colpa e delle sue conseguenze, da cui farai bene a liberati senza pentimenti Quello è uno dei grandi peccati che la sottocultura cattolica ha da farsi perdonare, che ha fatto, fa e farà all’umanità che è stata, è e sarà sottoposta alla sua “disciplina”. Cristo si è fatto ammazzare per noi e noi dobbiamo sentirci in colpa per questo. Questo è quello che mi dicevano alla Casa Buoni Fanciulli durante il catechismo. “Scusa don Mario, ma perché Gesù si è fatto uccidere per me, e io mi devo sentire in colpa. Io non glielo avrei mai chiesto.” “Zitto Golem, sei sempre il solito. E vai a confessarti”

  • 3099
    walk -

    Pax, le riunioni di quel genere sono sempre infuocate e sempre lo saranno, per questo alle volte è necessario allontanare gli esagitati.
    Alla fine non mi hai detto il motivo del tuo allontanamento, se eri calmo e hai espresso un parere che poi hanno anche approvato, non mi spiego il gesto… Forse si tratta di un motivo politico, forse eri l’unico rappresentante di una forza politica di opposizione, in quel caso non potevi aspettarti altro, eri considerato un disturbatore a prescindere.
    Io ho superato di qualche anno i quaranta, quando frequentavo la scuola era ancora una novità l’occupazione, di solito le proteste erano scioperi di qualche giorno, non ho mai assistito ad assalti della polizia, si risolveva tutto in modo abbastanza pacifico.
    Comunque, tornando al concetto “soli contro tutti”, ribadisco che non sono contrario alla difesa e alla libera espressione dei propri pensieri, ci mancherebbe, contesto solo il modus operandi, se la tua libertà di espressione risulta molesta nei confronti della comunità, allora ritengo che la tua libertà si trasformi in una sorta di imposizione.
    Io penso pax che nel tuo esempio, hai sbagliato il modo di porti nei confronti dell’assemblea, perchè hai solo ottenuto un allontanamento, viceversa i restanti trenta partecipanti hanno avuto il comportento giusto da tenere in questi casi ed infatti hanno ottenuto l’approvazione dell’assemblea.

  • 3100
    rossana -

    i-pò-cri-ta

    Falso, che finge.
    dal greco: ypo sotto krinein spiegare. Nell’antica Grecia l’ypokrites era l’attore.

    Di questi tempi mi pare che quella degli ipocriti sia diventata una categoria generale, un mare magnum, un canale di scolo: quando qualcuno delude, quando fa scelte impreviste che feriscono, quando mente, quando, insomma, il suo comportamento e i suoi sentimenti sfuggono alla comprensione, allora lo si chiama ipocrita, bollandolo, sigillandolo in uno scatolone e rinunciando a comprendere i suoi perché – e perciò rinunciando a reagire con intelligenza.

    A chiunque è certo capitato di vedere scritte frasi profonde come “Io odio i falsi e le falsità” “Io odio gli ipocriti e le ipocrisie”. Sono ovunque. Modi come altri per dire “Io rinuncio a capire”.

    Quella che grossolanamente si liquida come finzione e ipocrisia è spesso il risultato di profondi moti interiori: non è possibile, con due soli occhi, percepire contemporaneamente e in maniera diretta ogni sfaccettatura di un gioiello – ci si deve arrivare con l’intuizione, senza tarparla bollando prematuramente la persona di ipocrisia.

    Farlo o non farlo è una scelta, e qualificare sbrigativamente le persone come ipocrite e false rende pretenzioso il voler essere compresi.

    (Da: https://unaparolaalgiorno.it/significato/I/ipocrita)

    non mi sento PER NIENTE ipocrita. tendo a minimizzare l’importanza di quanto affermo, o ad affidarlo a voci altrui, che, di per sé, non sembra un gran male…

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