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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010

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Categorie: - Attualità

1.534 commenti

  • 1301
    Golem -

    M. la “ghigliottina” delle 10 mi ha tagliato il prosieguo del post precedente, che cerco di recuperare con questo.

    La paura è un buon sentimento invece, l’esempio a cui tu fai riferimento per descriverla si addice più all’insicurezza, che è cosa ben diversa, ed è solo quella che spinge chi ne soffre a volersi garantire l’amore, più per averlo che non per darlo. La paura non è vigliaccheria, perchè solo provando quella e superandola si è coraggiosi. Atrimenti si parla di incoscienza. Ma anche l’insicurezza rientra nelle debolezze umane, verso le quali bisognerà cercare di essere tolleranti, sia che riguardi noi che gli altri. L’idealizzazione di un sentimento come l’amore, che si è formato nei millenni per “santificare” un bisogno vitale come quello della riproduzione, attiene all’emergere del bisogno religioso, del divino, che ogni essere umano prova attraverso le mille sfumature e declinazioni che gli consente il proprio background fatto di cultura, esperienza e intelligenza, fin da quando ha cominciato a guardare il cielo e a porsi delle domande. Ma come in tutte le manifestazioni della “creatività” e della fantasia umana, il risveglio alla realtà è sempre traumatico e deludente, quindi a volte si preferisce continuare a…sognare.
    In fondo Shakespeare lo aveva capito benissimo, forse meglio del grande Wilde, quando scriveva che: “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno
    è racchiusa la nostra breve vita”.

    Quanto alle tue capacità verbo-seduttive non hai dì che preoccuparti, non hanno connotazioni sessuali e affascinano indifferentemente. L’importante è che non diventino lo “specchio” cui accennavo in precedenza, ma d’acqua però, nel quale si può facilmente scivolare. Annegando.
    Comunque il mio filosofo guida è Epicuro, ma credo che lo avevi intuito. Ciao.

    Caro Giampaolo, la tua è una lotta contro i mulini a vento. Se non riuscirai ad accettare questa benedetta realtà, sia la tua che quella che viviamo tutti, cercando di adattartici, sei destinato a vivere il supplizio di Tantalo per il resto della vita.
    Può darsi che una volta ci fossero i valori cui ti riferisci tu e nei quali ti rispecchi, ma se è vero che sono scomparsi, non serve a niente protestare contro il destino baro, ma cercare di trovava una possibile convivenza con la realtà che ci circonda. Non sarà il mondo ad adattarsi a noi, ma il contrario. E ancora una volta devo chiudere con una spiazzante banalità.
    Buon fine settimana.

  • 1302
    maria grazia -

    verità
    tu hai ragione nel dire che è del tutto infondato il pregiudizio secondo il quale la donna vorrebbe la stabilità affettiva, mentre l’ uomo no. anzi spesso è vero il contrario, anche se la nostra cultura rende le donne restìe ad ammetterlo, con tutte le conseguenze e le contraddizioni che vediamo. io CREDO a giampaolo quando dice che le donne – nella maggior parte dei casi – appaiono contraddittorie. ma non appaiono così per i motivi che afferma giampaolo ( instabilità emotiva, inconsapevolezza ), ma perchè la mentalità imperante impone loro di apparire in una cera maniera ( la donna che ha avuto poche esperienze sessuali, la donna che desidera SOLO il matrimonio ) quando invece magari molte sono tutt’ altro. e quando sono tutt’ altro NON E’ PER LOGICHE INDOTTE DALLA SOCIETA’ MODERNA, ma perchè sono persone fatte così ! da qui tutte le incongruenze a cui assistiamo. ora, premesso che TUTTI gli esseri umani hanno bisogno di amare e di essere riamati ( sia quelli tradizionalisti che quelli più trasgressivi ) è chiaro che c’è un errore di fondo nell’ affermare che il matrimonio è necessariamente la FORMA MASSIMA di sublimazione del sentimento amoroso, e che non comporta NESSUN OBBLIGO ( OVVERO NESSUNA IPOTETICA GABBIA ) quando ci fosse in esso vero amore. il matrimonio, pur nella sua concezione più nobile, DI FATTO COMPORTA DEGLI OBBLIGHI, obblighi da cui INEVITABILMENTE nascono delle “gabbie”. dire che il matrimonio non è un onere è una contraddizione in termini, perchè di per sè è la dimostrazione che due esseri umani ( quindi intendo anche i matrimoni gay ) sentono il bisogno di “tutelarsi” in qualche modo dalle “intermperie” che l’ altro potrebbe manifestare nel futuro. e già questo io lo vedo come UN LIMITE nel sentimento dell’ altro nei miei confronti. IL VERO SENTIMENTO a mio avviso è incondizionato, non presuppone delle “clausole”. perchè la messa in atto di una clausola significa automaticamente che io, con il matrimonio, MI VOGLIO TUTELARE DA UN POSSIBILE ABBANDONO perchè in fondo in fondo non mi fido di te, non penso che il tuo sentimento sia abbastanza forte da evitarmi dolori e delusioni in futuro.
    La donna, ma anche l’ uomo, CHE PRETENDONO UN CONTRATTO AMOROSO SCRITTO stanno amando l’ altro di un amore che presuppone UNA CONDIZIONE: tu non dovrai mai lasciarmi altrimenti ti “odierò”, altrimenti dovrai cedermi la casa, i figli, e il mantenimento. MA PER ME l’ amore VERO non presuppone “punizioni” quando il…

  • 1303
    maria grazia -

    … quando il sentimento venisse a mancare.
    riguardo al fatto di essere all’ avanguardia, ti dico anche in questo caso il mio punto di vista. Non pensare che io sia all’ avanguardia da quando avevo cinque anni. No, non è così ! quello di “aprire la mente” è un percorso che io ho fatto crescendo e non è stato un percorso indolore. Come tutte le ragazzine anch’ io mi immaginavo che un bel giorno sarebbe arrivato IL MIO principe a “trarmi in salvo” e che io poi mi sarei dedicata solo a lui. ma ahimè… le cose sono andate diversamente, col passare del tempo mi sono accorta che il mondo andava in un’ altra direzione rispetto ai valori tradizionali che mi aveva trasmesso la mia famiglia d’ origine e tutto l’ ambiente piccolo borghese in cui sono cresciuta. E MI SONO ADATTATA a questo “nuovo mondo” che per tanto tempo ho fatto un’ enorme fatica a capire, proprio perchè ero stata “programmata” secondo una VISIONE TRADIZIONALE: ti sposi a 25 anni, fai figli, e la tua unione dovrà durare per sempre. Scoprendo alla fine che forse, quello in cui in passato avevo sempre creduto ( il vincolo affettivo, l’ amore eterno ) era SOLO UN CONCETTO ASTRATTO E CHE LA NOSTRA NATURA UMANA E’ BEN DIVERSA. ma prima le persone erano intrappolate dalla morale cattolica, che imponeva a tutti certe scelte. ora non più, e di conseguenza la gente si mostra PER QUELLO CHE E’. è questo che io non capivo…La mia non era la “famiglia perfetta”, ma era una famiglia in cui ci si voleva bene e nella quale il matrimonio era considerato qualcosa di “sacro”. per me era impensabile quello che sta succedendo oggi nelle coppie moderne. Ma per sopravvivere mi sono dovuta RESETTARE COMPLETAMENTE altrimenti, un pò come sta facendo giampaolo, avrei continuato a scagliarmi all’ infinito contro i mulini a vento alla ricerca di cose sepolte e perdute, che non fanno più parte dell’ epoca in cui vivo la mia vita adulta. è come quando sono stata costretta a diventare un’ esperta dell’ uso del computer per motivi di lavoro, quando prima avevo sempre odiato questi aggeggi…o imparavo le “nuove logiche” del mondo professionale, o RESTAVO FUORI. non so se il paragone possa essere calzante… spero di si. un grande saluto 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=GL4LLcY3TSc

  • 1304
    M. -

    Golem,

    nel tuo ultimo commento, tolta la frase alla Mandela sul coraggio, tolti i riferimenti a Wilde, tolti Epicuro e compagnia, tolto Shakespeare, di Golem che cosa resta?
    Qual è la TUA idea?
    Qual è la TUA visione?

    In passato è stato detto tutto al contrario di tutto.
    Per esempio Moravia, sulla questione coraggio e paura, diceva esattamente l’opposto di Mandela.
    Tu puoi anche riportare risultati di pensiero fatti da altre persone, ma io sono interessato al TUO percorso logico che ti ha portato a pensarla come Tizio o Caio o come mai nessuno prima.

    Io voglio sapere quello che Golem pensa, a parole e concetti suoi.

    Maria Grazia,
    “con il matrimonio, MI VOGLIO TUTELARE DA UN POSSIBILE ABBANDONO perché in fondo in fondo non mi fido di te, non penso che il tuo sentimento sia abbastanza forte da evitarmi dolori e delusioni in futuro”.
    Credo che la spinta verso il matrimonio sia una enorme fiducia, e non la mancanza di essa.
    Non ti sposo perché non mi fido abbastanza, ma perché mi fido, troppo, direi io.
    E poi ci sono già gli strumenti giuridici per dare una tutela patrimoniale a chi ci sta di fianco, è solo che non sono conosciuti o si preferisce seguire la tradizione del matrimonio.

    Attendo uno scritto di Rossana e di Golem.
    Golem,
    sicuramente l’hai già fatto, ma se così non fosse, leggi il Fedone.
    bellissimo viaggio letterario!
    E poi….la battuta sulla seduzione verso un uomo, era una battuta, appunto.

    Ciao

  • 1305
    Giampaolo -

    M.
    Tu, come noi noi tutti qui nel forum, non leggi l’intero contenuto dei post.
    Ti ho portato l’esempio del “ti passo a prendere domattina alle otto”
    Ma poco dopo ti ho scritto che nella mia vita ho detto “ti amo” una sola volta. E l’ho garantito nel tempo.
    Caro M., l’orizzonte temporale non conta se si sa quel che si vuole.
    E parlando di sentimenti, se si é sicuri dei propri sentimenti.

  • 1306
    Golem -

    Si M. L’amore non e’ atemporale, lo dico implicitamente quando sostengo che siamo noi assieme a lui a passare. Se tu hai raggiunto, come dici, una autonomia indipendente dall’amore, e’ esattamente il momento in cui amerai veramente. L’indiffernza al bisogno e la condizione perché ‘l’umanità” presente nell’amore emerga rispetto all ‘istinto, anche se questo vigilerà sempre sullo svolgimento della missione e farà comunque sentire il suo ” pontificato”.
    Io ci sono arrivato grazie a lei, la mia donna, a questa autonomia. Questo miracolo e’ frutto della sinergia che miracolosamente si viene a creare tra due anime simili, delle quali una potrebbe essere ancora alla ricerca di quell’equilibrio che tu hai raggiunto per motivi opposti ai miei. Attraverso il dolore.
    Io no l’ho raggiunta attraverso il suo amore. Quello che ti lascia libero di scoprire chi sei veramente. Che c’è senza bisogno di cercarlo, che colma quelle carenze di attenzione che non hai avuto quando avresti dovuto, che ti ama anche quando meriteresti di non essere amato. Allora cresci e ti completi e capisci che per poter amare veramente…non devi avere BISOGNO di amare. Avrai accettato la realtà e te stesso in quella realtà e sarai in equilibrio con entrambi. Non sarà la sete a spingerti verso la bevanda ma il piacere della degustazione, non la fame ma l’appetito ad apprezzare le sfumature di sapori di quel piatto.
    In fondo e’ la base della filosofia di Epicuro che non ricercava il piacere edonistico come e’ stato stravolto nel suo significato originario da chi non ha saputo cogliere la vera essenza del suo pensiero. Quello di godere delle piccole cose, per estrarne l’essenza piu’ intima, fino a fargli dire ad uno dei suoi discepoli: ” qualche volta portatemi un pezzo di pane e un po’ di formaggio perché io possa scialare “.

    Un cordiale saluto.

  • 1307
    Golem -

    M. credo di aver risposto nel post precedente alla tua domanda postami contemporaneamente al momento in cui scrivevo il mio messaggio. Se non fossi stato chiaro lo sarò successivamente. Ciao e grazie per l’indicazione su Fedone. Non basta la vita per leggere tutto.

  • 1308
    M. -

    Giampaolo,

    io leggo tutti i post che sono stati scritti da quando ci sono anch’io, in avanti.
    Compresi i tuoi.
    Do l’idea di uno incapace di capire cosa voglio dalla vita?
    Hai detto ti amo una sola volta nella vita?
    Va bene. Com’è andata a finire? Cos’ha garantito, questo, di diverso da chi ha detto ti amo più di una volta, e tutte le volte che lo ha pronunciato?
    In fin dei conti io non trovo tanta differenza nei risultati che si possono raggiungere in un rapporto.
    O una cosa funziona o non funziona, non ci sono altre vie.
    La differenza la fa il modo in cui ti vivi l’inizio, il durante e la fine.
    Per quanto riguarda me, non accadrà mai più di rincorrere una persona; cosa che ho fatto.
    E’ stato un grande errore questo mio rincorrere, ma mi sono perdono.

    Io sono disincantato, le frasi alla bacio perugina non mi toccano più, eventuali promesse le respingo al mittente.
    Se in futuro dovrò fare i conti con la fine di un rapporto, non mi interessa dilaniarmi per un amore che è finito, so di avere la forza di affrontare tutto, e nemmeno mi sottraggo a questo.
    Non mi SOTTRAGGO a nulla per PAURA di soffrire.
    Questa cosa la fanno i codardi.
    Io chiedo verità e coerenza con i propri sentimenti, e GARANTISCO verità e coerenza a chi mi sta vicino, nel momento in cui mi sta vicino.
    Garantisco la verità e la PRESENZA di un sentimento, fino a quando questo durerà.
    Non voglio sopportazione, frustrazione, finzione in un rapporto.
    Ne vedo tante di persone che sopportano, che hanno preferito tradire la propria natura, castrare la propria esistenza, per paura di vedere le cose per quelle che erano, per incapacità di tagliare il cordone ombelicale.
    Io non voglio diventare come loro. Privi di forma. E sostanza.
    In fin dei conti che cosa ci differenzia?

  • 1309
    Giampaolo -

    Verità, non credevo di avere così tanti punti in comune con te (rif. Post n. 1300)
    Gli amici non sono quelli di Facebook (ennesima cazzata del 2000). Gli amici sono reali e non virtuali.
    I miei, almeno ultratrentennali ci sono sempre stati. Quando c’era da ridere e quando c’era da piangere. Quando anni fa mia moglie fece la bastardata, loro c’erano. Mi telefonavano: “come stai?” E se mi sentivano un po’ giù partivano. Anche se si trovavano a 100 km di distanza. Da soli o in compagnia per stare con me un’ora o un giorno. Ed erano tutti sotto la bara di mio padre, insieme a me, quando é venuto a mancare.
    Per questo non ci sto a certe cose. Perché ho vissuto, e vivo sulla mia pelle, quelli che sono i valori veri della vita.

    Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!

  • 1310
    M. -

    Eccole le certezze M. Se c’e’ bisogno loro scappano da me ed io da loro. E ridiamo quando c’e’ da ridere. E ci mandiamo affanculo se necessario.
    É già successo e succederà ancora. Sempre!

    Non hai capito nulla, Giampaolo, ma va bene così

  • 1311
    Giampaolo -

    M. Continuiamo a non capirci e a fraintenderci
    IO ho detto ti amo una sola volta, e IO ho garantito. L’imponderabile non dipende da me ma dagli altri o da eventi esterni. Io promisi a lei di non cambiare e non l’ho fatto a tutt’oggi.
    Se é andata a finire male non l’ho deciso io. Posso aver sbagliato qualcosa perché nessuno é perfetto. Ma non ho mai fatto mancare la mia presenza, il mio amore, la mia lealtà, il mio rispetto, la mia fiducia. La mia passione, il mio impegno. Tutto ciò che avevo garantito, perché non sono un extraterrestre ma solo un normale essere umano, con i suoi pregi e difetti, ma che sapeva ciò che voleva.
    Spero di aver chiarito.

  • 1312
    la verità fa male -

    Giampaolo, Maria Grazia, devo dire che siete riusciti a farmi ridere e non poco, quindi grazie.
    Giampaolo, un bacio anche a te. Maria Grazia, tu mi farai ammattire… Ah ah ah. Ma sei un soggetto, di una simpatia… : ) Ti sei RESETTATA, Maria Grazia? Ma tu non sei un computer, mia cara. Sei un essere umano. E magari, ci si potesse “resettare”. Non abbiamo il cervello del computer… Anche se ci si sta avviando… Per quello dico che stiamo diventando dei mostri ibridi… E non “comunichiamo” con i sì/no; mi piace/non mi piace… Siamo (eravamo) organismi meravigliosi e complessi, ricchi… Ma ci siamo persi, e di brutto… Detto ciò, torno su ciò che mi dici riguardo il matrimonio, le garanzie, gli obblighi, i contratti. Cerco di non incartarmi troppo, su queste cose, che poste in una certa maniera, possono diventare fuorvianti. Allora ti dico questo: in QUALSIASI rapporto, Maria Grazia, tu hai piaceri e… Come si dice: oneri. L’amore incondizionato della mamma, è, in certa misura, un modo di dire, per differenziarlo dagli altri, ma per convenzione. ANCHE la madre ama, talora, con fastidio, sentendo l’OBBLIGO, il PESO. Ciò non significa che così lei non ami.
    Se tu hai un amico, mia cara, che ti chiama in un momento in cui tu ti volevi andare a fare la tua bella partita a biliardo, tu ti sentirai OBBLIGATA, a rinunciare alla partita, e ad ascoltarlo o a raggiungerlo per dargli una mano. Non avevi proprio voglia, quella sera, di cose pesanti, avevi altri programmi, ma dopo il FASTIDIO, umanissimo, il tuo cervello, in breve, si “adatta” alla nuova situazione, e stai vicino al tuo amico, e dopo non ci pensi più, che sia un fastidio, un peso. Lo fai e basta, e ti riorganizzi. Le relazioni umane sono così. Non siamo “oggetti” nello spazio, che vagano, e ogni tanto ci scontriamo e ci incontriamo, così, per caso. Siamo (eravamo…) “animali sociali”. Quindi mia cara, gli obblighi ci sono eccome (contratto o no), e chi lo nega vive… Su Marte : )
    Tornando all’amore genitoriale. Tu pensi che il famoso “amore incondizionato” dei genitori sia una cosa “leggera”? Che non pesi loro mai niente? Che sia tutto solo e sempre un idilliaco PIACERE? Se sì: stai su Marte : )
    Pensi che un figlio non abbia, talora, il PESO, del genitore? Gli “pesano” le sue aspettative, il suo carattere, i suoi condizionamenti, nonché la sua condizione MATERIALE (che sia ricca o povera). Gli pesa quando il genitore ha problemi. Ma non significa che il figlio non ami.

  • 1313
    la verità fa male -

    Maria Grazia sempre.
    Tu hai vissuto il matrimonio dei tuoi genitori come una GABBIA. Loro lo vivevano così, anche se si volevano bene. Non hanno avuto gli strumenti, la consapevolezza, per uscire da un meccanismo negativo che tra loro si era innescato (nonostante si volevano bene). Tu hai vissuto questa “oppressione”, e sei scappata. E ora identifichi il matrimonio con questa oppressione: che per te sarebbe sicura, sarebbe inevitabile. E giustamente non la vuoi ripetere.

    In realtà il matrimonio riuscito non è così. E per opporti a questo tu TEORIZZI che cosa, l’estremo opposto. Accusi il matrimonio, dici che sono cose astratte, e non ti accorgi che la tua teoria è ESTREMAMENTE ASTRATTA. E’ una cosa che non sta né in cielo né in terra. Non esiste, Maria Grazia, quell’amore che tu teorizzi e pretenderesti. Così ti condanni a non trovarlo. Perdonami, ma ti dico quello che penso.

    Poi mi dici che giustamente ieri le donne non potevano fare esperienze sessuali, non erano libere. Va bene. Ma che dici, ora ci siamo o no? A questa liberazione? Che dici? Che una ventenne oggi ha già avuto tanti uomini come una quarantenne? Ma quante “esperienze” sessuali vogliamo fare? Ma che siamo, dentro a un film porno? Con attori e attrici porno? Che tra un po’, con tutti i casini che abbiamo e le cose a cui abbiamo da pensare, tra un po’ siamo sempre lì, sul pezzo, a fare sesso, ma dai. Che tra un po’ ci siamo dimenticati che viviamo settanta anni, che non possiamo avere 5 matrimoni e 14 figli, in una vita. E ci siamo dimenticati che un giorno è fatto di 24 ore. Dormiamo, lavoriamo (chi lavora), mangiamo, facciamo cose. Io quando lavoravo dovevo perdere un sacco di tempo solo per andare a lavorare (e tornare). E allora. E qua pare che è tutta una festa, si fa sesso, ci si diverte, e intanto la gente crepa di fame. Non hai mai sentito di donne separate che si sono suicidate con i bambini perché non avevano lavoro, e il marito non c’era più. Non hai sentito che lui è impazzito o è finito in un monolocale, o ha ammazzato i bambini, pure lui. Non è che siamo tutti Berlusconi o figli suoi, eh? La maggioranza delle famiglie, se fallisce nel matrimonio, se perde UN LAVORO, è fuori, andata, finita. Ma non vedi che è tutto finto. E intanto ci massacrano. Ci isolano. Ci rincoglioniscono. Tv, Facebook, finzione. Così nessuno far niente perché… Eh, mi vergogno… Devo far vedere che va tutto bene…

  • 1314
    maria grazia -

    verità
    anche tu mi metti sempre di buon umore ! lo dico senza malizia intendiamoci 🙂
    i tuoi interventi sono sempre lucidi e mirati ma al tempo stesso spassosi e divertenti.
    da buona appassionata di informatica quale io sono ( da tanto che odiavo i computer e l’ elettronica ) mi viene naturale usare termini come RESETTARE 🙂 ma ti assicuro che nei sentimenti e nelle passioni sono ancora molto, TROPPO umana ! 😀
    vedi cara verità, la società sta andando a rotoli proprio perchè si ostina a continuare a inseguire metri di riferimento che ormai sono crollati mostrando tutte le loro falle ( la famiglia, l’ unione tradizionale di ispirazione patriarcale, lo status symbol della ricchezza e del successo carrieristico ). Io non dico per partito preso che sia sbagliato sposarsi o avere poche esperienze sessuali. Una persona può benissimo essere più felice di altre anche sposandosi a 20 anni o rimanendo vergine, per assurdo. ma queste scelte bisogna farle per PROFONDA CONVINZIONE, E NON GIA’ PERCHE’ VENGONO IMPOSTE DA CANONI MORALI. io sono contrarissima anche alle ragazzine che cominciano ad avere rapporti sessuali a 14 anni solo per non “restare indietro” rispetto alle loro amichette “fighe” che si atteggiano da adulte. come anche ai ragazzini maschi che cominciano ad avere i primi rapporti sessuali a 12 anni perchè bombardati dalle pressioni degli amici e dai film porno. quindi io non ne faccio una questione di appartenenza di genere perchè la promiscuità è ugualmente sbagliata che la pratichino i maschi o che la pratichino le femmine, se viene praticata con NON COSCIENZA ! qui invece si fa sempre un discorso “puritano” sul fatto che LE DONNE, NELLO SPECIFICO, non dovrebbero avere troppi partner sessuali nella loro vita perchè questo denoterebbe una mancanza di valori. NON E’ COSI’ ! la mancanza di valori non sta nel numero di partner, ma come si vive quel rapporto con quella persona IN QUEL DETERMINATO MOMENTO. non so se riesco a farmi capire… l’ onere di cui io parlo – riferito alle unioni ufficializzate come anche alla semplice amicizia, non è quello di STARE VICINI ALLE PERSONE A CUI VOGLIAMO BENE QUANDO HANNO BISOGNO DI NOI. io questo non lo sento come un sacrificio ! è una cosa che faccio con IMMENSO PIACERE se tengo davvero a una persona. ma devi anche comprendere che se poi un bel giorno quel sentimento ( che sia di amore o che sia di amicizia ) finisce, io poi non mi posso sentire obbligata/o a condividere la mia vita quotidiana con…

  • 1315
    maria grazia -

    ….con quella persona, per non incorrere in spiacevoli conseguenze. magari se ho contratto un vincolo mi prendo le mie responsabilità nei limiti di ciò che posso fare per aiutare il mio ex coniuge in caso di grave difficoltà, o per continuare a stare comunque vicina ai miei figli. se siamo persone corrette e con buoni valori questo lo si fa, si mantiene un rapporto civile e collaborativo ANCHE DOPO. ma non mi posso sentire obbligata a corrispondere qualcosa che non sento più: l’ amore vero, il trasporto, la simbiosi chimica, fisica e psichica con il mio ex. non si può paragonare il rapporto genitori-figli con il rapporto passionale tra due coniugi, sono due cose completamente diverse. un compagno o un amante può sparire a un certo punto del tuo cammino. UN FIGLIO CE LO HAI PER SEMPRE E IO SAREI FELICE DI AVERLO PER SEMPRE, PER ME NON SAREBBE MAI UN PESO ! IN NESSUN CASO !
    le persone che “sclerano” completamente e che arrivano persino ad uccidere il coniuge o i figli, sono persone che hanno contratto il vincolo matrimoniale e la responsabilità dell’ impegno di una famiglia solo per seguire un canone, ma quando lo hanno fatto non avevano in realtà idea a cosa andassero incontro ! beh… io a questo punto preferirei vedere che certe persone non adatte a sposarsi o a metter su famiglia facessero davvero dei “porno” a destra e a manca piuttosto che vivere una vita CHE NON E’ LA LORO, per la quale non sono veramente portati e che gli causa solo oppressione, nevrosi e sofferenza ! preferisco vedere una persona che per sua indole decide di star sola e di scopacchiare a destra e a manca, piuttosto che vedere gente che a un certo punto IMPAZZISCE perchè ha fatto scelte non consone per la propria natura ! non ti pare ?…. dicevano bene gli hippies degli anni 60 quando proclamavano “FATE L’ AMORE E NON FATE LA GUERRA” ! e intendevano anche questo: evitare le guerre ( spesso truci ) che succedono anche in famiglia per l’ ostinazione di voler seguire a tutti i costi i dettami morali e la tradizione del matrimonio.

  • 1316
    Giampaolo -

    M. Commento n. 1310.
    Probabilmente sei tu che non hai capito nulla.
    Ma va bene così!

  • 1317
    rossana -

    M.,
    fin dal tuo primo post ho apprezzato non solo le capacità d’analisi e di sintesi ma anche i concetti chiave espressi su un argomento così complesso e soggettivo. Approvarli quasi tutti incondizionatamente sarebbe piaggeria; riprendere i pochi aspetti sui quali potrei avere qualcosa da osservare sarebbe come cercare il pelo nell’uovo.

    Non avendo la tua cultura (studi classici?), ho impiegato molti anni ad arrivare ai punti fermi acquisiti. Continuando a leggerti potrò forse meglio consolidarne alcuni e/o approfondirne altri…

    In passato tutto era più semplice, non solo nei sentimenti, ma anche allora esistevano rari rapporti amorosi autentici, immersi in un’anonima marea di altri più formali, se non reciprocamente opportunistici, tutti egualmente ammantati d’invidiabile perfezione il più a lungo possibile.

    Espressioni di singole persone (in quanto di meglio ognuna di esse è in grado di dare), gli amori capaci di superare l’innamoramento e di resistere al tempo continueranno a essere rari, sia quelli rivestiti di sacramento religioso o di semplice convalida civile che quelli racchiusi in già meno stabili convivenze oppure vissuti in modo totalmente libero, come eterni fidanzamenti. Non è l’involucro ma quanto in esso contenuto, che solo gli interessati possono conoscere con relativa chiarezza, a fare la differenza.

    Mi fa piacere che nuovi uomini e nuove donne si affaccino in modo più onesto e più consapevole sull’eterna piattaforma dell’amore ma mi chiedo nel contempo, abbastanza confusa, se ci sarà ancora chi vorrà mettere al mondo dei figli e, in caso affermativo, dove si potrà collocarne la crescita e su chi ricadranno maggiormente l’impegno e la responsabilità nei loro primi 15/18 anni di vita…

    Buona domenica a tutti!

  • 1318
    la verità fa male -

    M. e Giampaolo.Mi sono riletta i vostri interventi per cercare di capire dove è sorto il fraintendimento. M., Giampaolo (correggimi se sbaglio Giampaolo) volendoti dire che nei rapporti, non solo amorosi, ma anche di amicizia, occorra essere affidabili, e che quindi se si parla di amore allora lo si dimostri e se si parla di amicizia (o più banalmente anche di un impegno preso, che potrebbe poi essere di lavoro o altro) lo si dimostri, ti ha fatto l’esempio delle 8 del mattino, che se ti dice che viene viene, a meno che non gli succeda qualcosa di grave. Dico cose banali, e infatti… Siamo all’ABC, scusate… Perché se un “amico” mi dice “non sentirti sola, ti voglio vedere”, poi mi chiama tra sei mesi e mi domanda “che fai di bello”, scusate di nuovo… Ma ci stiamo a prendere… Eh?

    M., mi è venuta in mente una scenetta. Giampaolo ti telefona e ti dice: allora siamo d’accordo, domani vengo alle 8. E tu, per tutta risposta, gli hai detto: Eh, facile così! Domani, sì, facile! Ti voglio vedere, io, sul lungo termine, tra dieci anni! Se poi, ci vieni, la mattina, alle 8! : )))

    Il che, scusami, ma fa intendere che tu non hai inteso ciò che Giampaolo ti stava dicendo…

    Maria Grazia, se ti metto di buon umore ora che ho l’umore nero, e ce l’ho da quando ti “conosco”, figuriamoci che risate ci saremmo fatte quando stavo bene! : )
    Se dici davvero… Che dire, mi fa piacere, davvero.
    Tu che mi sia simpatica non c’è dubbio. Stavo quasi per proporre a Giampaolo guarda… Di venire in spedizione punitiva da te, per darti una RESETTATA UMANA come si deve. : )))
    Che qua, se non ci sbrighiamo, mi diventi un’aliena del tutto, in men che non si dica. Che poi non sapevo dei computer… Io mi credevo che tu lavorassi nel settore trasporti, con tutti sti camionisti e i bar con biliardo in cui ti fermi! 🙂

    Tornando seria. Tu scrivi: le “scelte bisogna farle per PROFONDA CONVINZIONE, E NON GIA’ PERCHE’ VENGONO IMPOSTE DA CANONI MORALI”.
    Certo. Ma ora ti pare che ci sia “profonda convinzione”? E poi ora c’è il “canone i-mmorale”, spesso poi finto.
    L’esperienza sessuale poi che significa? No, perché secondo me una che fa l’amore con uno per dieci anni, ho la vaga sensazione che “pratichi” molto di più di un’altra che negli stessi dieci anni è stata con una trentina di uomini per una notte o giù di lì… Poi oh, ognuno fa come crede. Si fa per dire, perché il problema è che pochissimi fanno “come credono”. Fanno – o fanno finta – come “gli altri”. Che chi saranno… Mah?

  • 1319
    la verità fa male -

    E mi torna in mente, molto spesso, il film “Il conformista” di Bertolucci…

  • 1320
    M. -

    Rossana,

    per quanto riguarda le mie considerazioni, se c’è accordo nel generale, cerca e dimmi pure la discordia sul particolare. Cerca il pelo nell’uovo.
    Mi piace molto la precisione ed il confronto, purché privo di ovvietà. Non voglio cose tanto ovvie, da scadere nel banale.
    Mi piacciono i discorsi crudi, brutali, e non ricamati.

    Rossana tu hai fiuto! Sì, ho fatto studi anche classici, e continuo a studiare tutto ciò che mi piace.
    La parola d’ordine è: approfondire.
    In pochi giorni hai fiutato più di una cosa sul mio conto. Forse è “colpa” dell’intuito femminile.
    Tra tutti quelli con cui ho scambiato opinioni qui sopra, tu mi sembri la persona più affine a me come pensiero, e quella più capace di comprendermi.
    Probabilmente tu sei più grande di me, quindi mi interessa molto una tua opinione su tutto.

    Per quanto riguarda la ricaduta di responsabilità dei propri figli, ora più che mai ricade sui genitori.
    Non ci sono alternative, perché il nucleo familiare allargato di una volta non c’è più.
    I nonni o gli zii non vivono più nella famiglie dei propri figli o nipoti, e quindi hanno un ruolo marginale.
    Marginale nella presenza, intendo.
    Le famiglie diventano sempre più piccole, e l’unica figura che non può tirarsi indietro è proprio quella genitoriale.
    Le spalle coperte non ce le ha più nessuno, e per questo credo che i nuovi figli saranno più svegli di quelli vecchi.
    Il tempo delle certezze è finito, quindi “se te la sai cavare, te la cavi, e se non te la sai cavare, ti arrangi”, parola di mia nonna, classe 1916.
    È stata una Donna incredibile.

    Saluti
    M.

  • 1321
    M. -

    La verità fa male,

    “…l’esempio delle 8 del mattino, che se ti dice che viene viene, a meno che non gli succeda qualcosa di grave. Dico cose banali, e infatti… Siamo all’ABC”

    Io,

    “Non voglio cose tanto ovvie, da scadere nel banale.”

    Ecco, appunto.
    La tua e la mia considerazione casca a pennello, e sancisce una diversità completa nel modo di percepire le cose, di ragionare, di discutere.
    Binari paralleli.
    Non capisco da cosa nasce l’esigenza di scrivermi una cosa ovvia.

    “o più banalmente anche di un impegno preso, che potrebbe poi essere di lavoro o altro) lo si dimostri”

    Gli impegni vanno mantenuti, certo.
    C’ è qualcuno che può asserire il contrario?

    “volendoti dire che nei rapporti, non solo amorosi, ma anche di amicizia, occorra essere affidabili”.
    C’è qualcuno che può negare l’importanza
    dell’affidabilità in qualsiasi tipo di rapporto personale?
    Ma di che stiamo parlando?

    Sono ragionamenti-ivolucro, questi. Non vanno a sviscerare nulla e non rivelano nulla che non possa essere facilmente visto da tutti.

    “Perché se un “amico” mi dice “non sentirti sola, ti voglio vedere”, poi mi chiama tra sei mesi e mi domanda “che fai di bello”, scusate di nuovo… Ma ci stiamo a prendere… Eh?”
    Ecco, questa è una di quelle tipiche persone che meriterebbe sonori calci nel culo, ma dati bene!
    Gli amici sono un’altra cosa.

  • 1322
    Giampaolo -

    Verità, commento n. 1318.
    E già, proprio come dici tu.
    L’esempio del “ti passo a prendere alle 8” era inteso per far capire che se si prende un impegno lo si deve rispettare. A meno che non dipenda da noi.
    E non c’entrava l’arco temporale. Che d’altra parte avevo già contemplato citando il fatto di aver preso un impegno ben più lungo (con mia moglie) e di averlo a tutt’oggi rispettato.
    Parlavo di garanzie insomma, di certezze, che un uomo che sia uomo, a mio parere, in certi frangenti deve saper dare.
    Fermo restando che va vissuto il presente, così come proclamava il buon Lorenzo. Visto che del doman non v’é certezza!
    E l’esempio dei miei amici mi sembrava calzasse ancora meglio visto l’orizzonte temporale addirittura superiore a quello del mio matrimonio. 40 anni mi sembra un orizzonte temporale discreto. O no?
    Ma va be. Come dice il buon M……non fa niente!

  • 1323
    maria grazia -

    “Maria Grazia, se ti metto di buon umore ora che ho l’umore nero, e ce l’ho da quando ti “conosco”, figuriamoci che risate ci saremmo fatte quando stavo bene! : )”

    questo è poco ma sicuro mia cara ! 😉

    “Stavo quasi per proporre a Giampaolo guarda… Di venire in spedizione punitiva da te, per darti una RESETTATA UMANA come si deve. : )))”

    quando volete ragazzi ! basta che non vi scandalizzate per la mia vita tutta rock n’ roll, sesso e bar di bassa lega ! 😀

    “Che qua, se non ci sbrighiamo, mi diventi un’aliena del tutto”

    credimi .. ci somigliamo più di quanto pensi 😉 ma non devi stare male per questo ! 😀

    “Che poi non sapevo dei computer… Io mi credevo che tu lavorassi nel settore trasporti, con tutti sti camionisti e i bar con biliardo in cui ti fermi! :)”

    sono una cattiva ragazza ma mi piace apprendere e studiare ! 🙂

    “L’esperienza sessuale poi che significa? No, perché secondo me una che fa l’amore con uno per dieci anni, ho la vaga sensazione che “pratichi” molto di più di un’altra che negli stessi dieci anni è stata con una trentina di uomini per una notte o giù di lì”

    verità
    su queste cose nessuno può avere certezze assolute. può darsi che molte donne single abbiano poche esperienze sessuali, come ce ne possono essere altre che fanno sesso regolarmente, magari in storie non ufficiali o addirittura “clandestine”, cioè con persone già impegnate. non partire dal presupposto che siccome una non è sposata o fidanzata ufficialmente, ha solo storielle occasionali. io ho frequentato regolarmente per cinque anni sempre lo stesso ragazzo, e anche se non stavamo insieme ufficialmente in quel periodo facevo sesso solo con lui. e non perchè me lo chiedesse lui di fare così, ma perchè lo volevo io ! perchè se mi interessa una persona poi per me tutti gli altri non esistono.
    l’ unica cosa bella di questo mondo, è forse proprio che l’ umanità è complessa e variegata e le dinamiche che regolano la vita di una moltitudine di persone non si possono racchiudere in copioni ripetitivi e standardizzati. La realtà va sempre ben oltre ciò che comunemente ci si immagina.
    nella vita di noi donne single, oltre agli amanti fissi che amiamo ma che non ci vogliono per un impegno ufficiale, c’è anche un’ altra categoria, il cosiddetto “soccorritore”, ovvero quel tipo di uomo che magari non amiamo alla follia, ma con cui c’è un buon feeling umano e istintuale e anche con costoro si possono stabilire “relazioni” durature nel tempo.

  • 1324
    maria grazia -

    concludendo: la leggenda secondo la quale la donna single sarebbe una specie di femmina disumanizzata che se li passa tutti e ha solo incontri fugaci, è una convinzione tanto diffusa quanto falsa !
    e questo è solo uno dei tantissimi punti sul quale c’è ancora troppa NON CONOSCENZA delle dinamiche dei rapporti moderni tra i due sessi.

  • 1325
    la verità fa male -

    M., scusami, ma tu non hai compreso, con OGNI evidenza, una cosa SEMPLICISSIMA che ti ha detto Giampaolo, dicendo a lui, peraltro, che “non capisce”. Perdonami, ma questo modo di “discutere”, a me, non piace. Anzi, *non è* discutere. Se non ci si capisce ci si spiega, se si sbaglia ci si scusa e se addirittura non si è capito NOI non si può dire all’altro “tu non hai capito”. Eh. Io ho cercato di indicarti dove, e dovendo scadere io veramente nell’ovvio… Ma solo perché stavo cercando di fare un favore a te, sai M. Poi, se questo allora DEVE (perché tu non intendi vedere DOVE hai frainteso) significare che io dico cose ovvie e tu cose profondissime e originalissime… Allora non mi resta che salutarti, visto che tu non hai alcuna intenzione di discutere e lo hai dimostrato. Ah, un’ultima cosa, che non mi piace: in una discussione pubblica ci si rivolge a tutti. E non ci si “sceglie” gli interlocutori che più ci aggradano o ci sono affini. Altrimenti ci si scambia una mail e ci si parla in modo privato. Francamente, se devo dirti, gli atteggiamenti snob li ho sempre sopportati poco bene, e temo proprio che non inizierò a sopportarli ora… Solo che, vedi, è difficile per me trovare un luogo in cui poter discutere, come si dice, veramente, civilmente e rispettosamente. Se devo “discutere” come fai tu, torno a distribuire “like” su Facebook, che faccio prima.

    Rossana, ho conosciuto persone che hanno studiato, ma che non hanno nulla né da dire né da dare. Non sentirti da meno di chi ha studiato, specie oggi, che proprio non è cosa…
    Se le persone “che hanno studiato” (classe dirigente: delle peggiori al mondo…), qui in Italia, avessero un valore, stai tranqilla che l’Italia non si troverebbe al punto in cui è. Anche perché i geniali che “hanno studiato”, avrebbero trovato il modo di far fuori questa classe dirigente di parassiti, e invece no… Stanno a studiare, chiacchierare… Insomma, fanno come quegli altri: che quando c’è da fare qualcosa, ma sul serio, per la collettività, si dileguano tutti. E tornano a “coltivare i loro studi”, i “loro interessi”, il “loro orticello”, tanto il posticino di lavoro, o la rendita di papino e mammina, ce l’hanno.
    Maria Grazia, ahahahahaha! Certo che ci somigliamo. Però io sono una frana al biliardo. Sai che una volta ho provato? Incredibile! Difficilissimo! Non sono nemmeno riuscita a tirare! Deprimente. : )
    Però giocavo a calcio da bambina…

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