Uomini e donne che non si capiscono
Riferimento alla lettera:
Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010
L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore uqbardeva.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Attualità
1.534 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Grazie a tutti per i commenti che mi hanno dato notevoli e profondi spunti di riflessione. Devo dire che mi sento in sintonia con ROSSANA E MARIAGRAZIA perchè io cmq amo quest’uomo, il sentimento esiste e mi ha donato anche benessere e felicità. Capisco in ogni caso il punto di vista di GOLEM che definisce questi amori inutili proprio perchè fanno soffrire e non sono ricambiati. se la cosa si guarda da un punto di vista puramente razionale questi sono amori dai quali non scaturisce una vera storia e non c’è alcuna progettualità…insomma ci si ritrova soli proprio come sta succedendo a me. il punto è che non credo si possa scegliere se e quando innamorarsi e di chi, ma di certo si può scegliere se allontanarmi o meno da un rapporto. e proprio perchè ho capito di amarlo (e considero amare una fase successiva e più profonda dell’innamoramento) ho deciso di non volerlo più vedere.
GOLEM lui non è stato un barbablù non mi ha mai ingannato, umiliato nè trattato male..di certo poteva allontanarmi percependo lo sbilanciamento del ns rapporto ma allo stesso modo potevo farlo io…siamo entrambi adulti consenzienti, io non mi sento vittima e lui non lo vedo affatto carnefice. di certo lui ha commesso i suoi sbagli in questa relazione così come li ho commessi io anche se immagino che io la stia pagando più cara essendo più coinvolta di lui. poi ci tengo a precisare che l’amore che sento per lui non è stato immediato ma un percorso che è passato da una passione-attrazione travolgente, alla dolcezza, tenerezza- farfalle nello stomaco dell’innamoramento fino a qualcosa di più forte…una felicità, una serenità data dalla sua presenza e un grande desiderio di prendermi cura di lui. ecco proprio quest’ultimo punto mi ha fatto capire che lo amo.
non provo rancore nei suoi confronti, ma di certo non riesco ad essere felice sapendolo con un’altra…perchè al posto di quella vorrei esserci io e mi fa male pensarci, sento pugni sullo stomaco a non finire. ho 32 anni e purtroppo non è la prima volta che mi capita , in qualche modo ho sempre ricominciato ma non lo so..adesso sono stanca mi sembra proprio di non farcela.
ma so che decidendo di non vederlo più ho fatto la scelta giusta almeno finchè i miei sentimenti non cambieranno.
rossana
è vero, anche se questa persona mi ha fatto del male, come ne io ne ho fatto a lui, amo ricordare sopratutto le cose belle che questa storia mi ha dato, e preferisco fare tesoro della lezione che mi ha lasciato, piuttosto che rinnegare l’ amore che ho provato per questa persona. non ti nascondo che appena la storia finì ( in una maniera bruttissima e umiliante per me ) provai un odio feroce per quest’ uomo, pur riconoscendo l’ importanza che quel legame aveva avuto nella mia vita. ma con il passare del tempo l’ odio si è trasformato in indifferenza, e l’ indifferenza in ELABORAZIONE. oggi non potrei mai rivivere una storia come quella, sono cambiata, sono cresciuta emotivamente. ma a differenza dei primi tempi riesco a vedere tutto più obiettivamente e a tener conto anche delle cose belle che mi ha dato questa persona.
un caro saluto
Ciao Rossana, ho letto con molto piacere il tuo doppio intervento. Onestamente 20 anni fa non credevo che il rapporto d’amore tra un uomo e una donna fosse così complicato. Ho avuto diverse relazioni nella mia vita, con l’intento di trovare la donna giusta. Che non significa trovare la brava ragazza da cui succhiare la linfa come ha scritto qualcuno. Ma semplicemente trovare quella persona con la quale condividere i piaceri della vita. E i dolori, che purtroppo ci saranno sempre. Non credo, e non ho mai creduto, che un sentimento VERO possa finire. Altrimenti vuol dire che non è mai esistito. Credo che qui anche noi si faccia una gran confusione tra passione, sesso, innamoramento e amore. L’Amore è una cosa ben distinta dalle altre tre. Mi è capitato tante volte nella mia vita di “perdere la testa” per una donna. Ma è stata una cosa momentanea. Più che altro legata al sesso, alla passione. Credo che al giorno d’oggi, ognuno di noi, conosca poco o nulla di se stesso. Se è vero che così troppo frequentemente si cambia nella vita.
Io non rinnego un Vero Amore se Amore è stato. A volte ci si può lasciare per incompatibilità caratteriali o perché non ci si attrae. Le relazioni, sono fatte per conoscersi, per capire se due persone sono fatte per stare insieme al di là dell’attrazione fisica che pure va verificata. Andare a letto con un uomo o con una donna non significa esserne attratto. Tu puoi essere attratto/a anche senza mai aver consumato un rapporto completo. L’attrazione è fatta di particolari, di desiderio, non di sesso di per sé, ma desiderio dell’altra persona.
Quando ho conosciuto quella che finora è stato il vero amore della mia vita, non ho avuto il colpo di fulmine. Mi piaceva si. La conobbi sull’autobus. Ci rivedemmo, ci frequentammo, ma me ne innamorai pian piano. E pian piano provai verso di lei un’attrazione sempre maggiore. Ma ancora oggi so elencare i motivi per cui lei mi attraeva e che hanno continuato ad attrarmi per venti anni. Così come i motivi per cui ogni giorno mi innamoravo di più. Perché sapevo quel che volevo. Io non mi sono innamorato dell’amore, ma della mia donna. Che incarnava tutto quello che desideravo. Non che non avesse difetti. Ma chi non ne ha. E mi piacevano anche quelli. Ancora oggi a distanza di anni. Sapevo quel che volevo Rossana, sapevo quel che mi piaceva. Capivo che lei mi piaceva per quello che era. Vedevo che stavo bene con lei, che la desideravo. E mi piaceva condividere ogni cosa con lei. Ci discutevo,…
le dicevo quel che pensavo. E volevo che lei facesse altrettanto. L’ho sempre considerata un punto di riferimento. Qualsiasi cosa ne parlavo con lei. Mai presa una decisione senza consultarla. Perché era diventata parte di me. Quel senso di appartenenza di cui parlavo qualche post fa. E le ho mostrato subito i miei difetti. Le ho fatto vedere dove ero carente. Sono stato me stesso, sempre e comunque. Ho cercato di capire se le andassi bene così com’ero. Vedevo che anche lei mi apprezzava per quello che ero. Mi desiderava come io desideravo lei. Ben sapendo chi eravamo. Ho sempre sperato che ci guardassimo si con gli occhi dell’amore ma senza le fette di prosciutto. Per questo mi sono mostrato subito “difettoso”. Così come i suoi difetti, ho cercato di guardarli tra le righe. Senza mai tentare di cambiarla. Non cambiare mai le dicevo. Sapevo benissimo che oltre lei ci fossero altre donne. Forse più avvenenti, forse più dolci, con caratteristiche diverse. Ma a me andava bene lei. Mi sono capitate sai donne capaci davvero di far perdere la testa, di farti impazzire, di farti pulsare di emozione. Ma non avrei cambiato niente di tutto questo con un suo sorriso. E non può finire un Amore che si esalta con un sorriso. Si perché la quotidianità è fatta di nervosismi, di ansie, di problemi, di punti di vista diversi. Ma ciò non può e non deve scalfire un sentimento reale. Per me lei era lei, non una relazione d’amore. Ero in equilibrio con lei in equilibrio sulla vita. Così come vedevo in equilibrio anche lei. Si perché anche lei parlava con entusiasmo del nostro rapporto, dei miei difetti, di come a volte la facevo arrabbiare. Ma senza malizia alcuna le chiedevo scusa. Mai raccontatole una cosa per un’altra. La lealtà prima di tutto, nel bene e nel male. Non ho mai bluffato. Se avevo un problema glielo dicevo, se ce l’avevo con lei le tenevo anche il muso. Ma mai litigato, mai offesa. Non una parolaccia verso di lei. Forse tre quattro frasi “infelici” in venti anni ? Quando apri bocca e dai fiato ? Si forse ma niente più di questo. Poi di punto in bianco il cambio di rotta. Dalla mattina alla sera, senza nessun segnale. Qualche problema irrisolto ? Si senz’altro. Ma che poteva essere tranquillamente essere risolto. A volte non si è pronti ad un cambiamento radicale. Ma questo non significa non amare. Significa solo non essere pronti. E aver paura.
Di punto in bianco le coltellate, una dietro l’altra. Fendenti terribili. Che ti lasciano a terra incapace di…
“Orietta, zitta-zitta, la sapeva lunga!”
gira e rigira la verità è sempre racchiusa nei buoni vecchi saggi popolari, ma noi amiamo fare i sofisticati e complicarci le cose … 🙂
un saluto a tutti
Valinda,
“il punto è che non credo si possa scegliere se e quando innamorarsi e di chi”; “perchè ho capito di amarlo (e considero amare una fase successiva e più profonda dell’innamoramento) ho deciso di non volerlo più vedere.” – su questi punti, credo proprio che potrai trovare, finalmente, TUTTI d’accordo.
posso chiederti, per semplice curiosità, quanto tempo hai trascorso in coppia con quest’uomo? forse già l’hai scritto ma non lo ricordo. sei comunque giovanissima: tutto può accadere e niente può cambiare tutto, in una frazione di secondo, come l’amore!
—
Maria Grazia,
io, invece, ricordo sia i momenti belli che quelli brutti della prima relazione. il tormento del percorso e del finale non mi hanno ferita quanto la conclusione della seconda, durante la quale ho ricevuto di più. chi può dire a priori come finirà un rapporto? (conosco una donna ferita a morte da frequenti mazzi di rose bianche, deposti da mani ignote sulla tomba del “fedelissimo” marito). la miglior risposta è quella di godersi il viaggio, finchè si è insieme e si guarda “nella stessa direzione”.
per me, tutto ha un prezzo in termini emotivi (persino le semplici, brevi sbandate giovanili del tutto prive di reale importanza) e tutto apporta bene e male, in mix variabili. l’importante è avere il coraggio di osare e la cautela di “muoversi” con assunzioni di responsabilità.
golem
in merito a quello che scrivi nel post 899, devo fare delle puntualizzazioni. non posso non riconoscere le cose – concrete – che mi ha dato l’ uomo di cui ho parlato, anche se di certo non possono eguagliarsi a quelle che mi avrebbe probabilmente dato se il suo amore fosse stato pari al mio. premesso che io per mia natura non sono predisposta a storie d’ amore totalizzanti, almeno i primi tempi, ritengo che questo per me fosse l’ unico rapporto che potevo vivere per giungere a una reale maturazione. non posso nascondere che il loro non corrisponderci a pieno titolo, forse ci fa amare questi uomini ancora di più – paradossalmente – che se fossero stati completamente devoti e innamorati. ma, pur in questo sbilanciamento, io ho comunque potuto anche RICEVERE da questa persona, E NON SOLO DARE. altrimenti il rapporto non sarebbe andato avanti così a lungo. una semplice storia di sesso dura al massimo qualche mese, non potrà mai durare anni. lui, pur non diventando mai il mio uomo ufficiale a tutti gli effetti, per alcuni anni è stata la figura maschile di riferimento nella mia vita. è stato per me un amante, un amico, un consigliere, un degno “avversario” ( quando ci scontravamo ). e abbiamo anche pianto reciprocamente l’ uno sulla spalla dell’ altro quando il mondo fuori ci “legnava”. Lui è stato uno dei pochissimi uomini che è andato oltre la superficie, riuscendo a vedere di me non solo il lato fatale e aggressivo, quello che appare a prima vista, ma cogliendo anche il mio lato nascosto ( quello dolce, affettuoso, “arrendevole”, disponibile ); ma ovviamente solo chi è disposto a CONOSCERMI DAVVERO, come ha fatto lui ( pur nel suo “non amore” ) può cogliere questa parte di me. quindi non me la sento di parlare di puro e univoco desiderio a senso unico da parte mia, senza concretizzazione alcuna. ma piuttosto di una concretizzazione A META’- per stessa ammissione di lui – che mai ci avrebbe portato oltre.
Di reagire perché il dolore non é tanto per le coltellate. Ma nel vedere chi é che tiene il coltello in mano. La persona alla quale hai creduto più di tutti nella vita. Allo specchio di te stesso. Non hai la forza di parlare. Perché la tua forza viene distrutta nel vedere che un sorriso che mai avresti cambiato con niente al mondo tramutarsi in cattiveria, in odio. Occhi che ti buttano rabbia addosso, che ti rinfacciato gesti, parole, azioni, pensieri, momenti. Che tu hai creduto fossero i più belli della tua vita. Tutto buttato nella spazzatura…anzi bruciato come se non fosse mai esistito. Ho provato rabbia, rancore. Troppe volte mi ha fatto crollare a terra con la sua cattiveria che mai avevo visto in venti anni. E certo che io non sono mai stato cattivo con lei. Non é un lutto cara Rossana. E’ molto peggio. Un lutto lo elaborò. Sai che esiste e che prima o poi dovrai provare un evento simile. Ma qui non muore nessuno. Neanche l’amore perché non può essere esistito se questi sono i fatti. Almeno non il suo. Perché il mio c’era e non é mai morto nonostante tutto il male che mi ha fatto. Io l’amore ce l’avevo dentro Rossana. E non era fatto di gesti e parole come quello di cui parlava Angela, che pure non mancavano. Era dentro di me ma si vedeva. Ognuno sa darlo come può. Imperfetto come dicevi tu Rossana ma Vero.
Care amiche, con i vostri post entriamo nel meraviglioso mondo femminile, dove noi uomini non ci orientiamo più. Di fronte all’accettazione di un amore non ricambiato, pur non mancando splendide eccezioni, un uomo deciderebbe diversamente, quindi obiettare su certe ” illogicità” non avrebbe senso, perché dall’altra parte, la vostra, queste appaiono invece assolutamente plausibili.
Quella “illogicità” e ben rappresentata dalla frase di MG dove cita il paradosso per il quale si ama più questi uomini che non si danno, che quelli acquisiti.
È vero, e avrei le spiegazioni etologiche, legate al bisogno di accudimento tipico del femminino, ma non serve parlarne, perché l’istinto compare nelle nostre azioni vestito dalla ragione o, come in questo caso, dall’amore, e il paradossale comportamento di cui parlo spesso arriva da li’
Siamo adulti e sappiamo benissimo quale sia la differenza tra l’innamoramento e l’amore. Si comprende dalla lunga serie di interventi di questo thread, come emergano le diverse aspettative nei due sessi. La totalità degli uomini ha discusso della ricerca di una stabilità sentimentale, tipica dell’amore, e nessuno ha parlato di amori non ricambiati più o meno rimpianti, le donne del l’innamoramento e delle emozioni legate ad esso, anche all’interno di un rapporto stabile ecdi amori non ricambiati ben ricordati. Vien da pensare che se gli uomini si innamorano di una donna, una donna piu che di un uomo si innamori dell’amore.
Non di meno non potremmo fare a meno di voi.
Valinda e’ bello quello che dici: lo ami e credo non smetterai mai di amarlo , e anche se il tempo affievolirà i ricordi la sensazione ti resterà sempre. Voglio consigliati una cosa però. Il giorno in cui dovessi incontrare un uomo che ti piace e col quale dovessi iniziare una vita e una famiglia, digli tutto se te la senti, cosi che lui decida se accettare o meno , oppure niente, ma in questo caso assicurati che lui non sappia mai di quell’amore che tu non dimenticherai mai (te lo garantisco) , perché la cosa peggiore che potresti fare a quell’uomo, che forse ti darà più dell’altro, e’ farlo sentire un’alternativa a chi non ti ha ricambiato. Ciao
Golem:
“Vien da pensare che se gli uomini si innamorano di una donna, le donne più che dell’uomo si innamorano dell’amore”
Non so se sia vero Golem, perché anche io l’ho sempre pensato, ma se fosse vero, ti pare una differenza da poco? (in peggio per le donne ovviamente). Perche’ vorrebbe dire per l’ennesima volta che un uomo ama una donna per quello che é, e una donna ama un uomo per quello che vorrebbe che fosse.
Ma stesse tutta qui la differenza tra un uomo e una donna relativamente all’amore?
Io spero di no perché a quel punto di meraviglioso (come scrivi tu) il mondo delle donne avrebbe ben poco!
Perche’ vorrebbe dire per l’ennesima volta che un uomo ama una donna per quello che é, e una donna ama un uomo per quello che vorrebbe che fosse.
Ed è così , infatti, almeno per la mia esperienza. Ed aggiungo anche “in funzione di come la farebbe sentire” . Per questo non mi manca più l’amore di una donna e sto bene così. Mai stato più sereno in vita mia . Ma non potrei fare a meno dell’altro , cioè della elettricità di una attrazione , delle prime uscite insieme , di quella fase iniziale di scoperta che è la più bella. E poi?
E poi “Tutto il resto è noia” , disse qualcuno e non era così lontano dalla verità . Quando “crescerò” (o meglio se ri-crescerò), vedrò!
ciao Giampaolo,
grazie per il racconto, uno dei più belli che abbia avuto modo di apprendere dalla vita vera di un uomo (di solito i maschi sono abbastanza restii ad aprirsi sui sentimenti). Ti esprimo, a ruota libera e per quello che possono valere, alcuni commenti, rispettando l’ordine con cui hai esposto i vari punti.
“Non credo, e non ho mai creduto, che un sentimento VERO possa finire. Altrimenti vuol dire che non è mai esistito. Credo che qui anche noi si faccia una gran confusione tra passione, sesso, innamoramento e amore. L’Amore è una cosa ben distinta dalle altre tre.” – Vero che si tratta di cose ben distinte fra loro, anche se quasi sempre compaiono mescolate in modo tale da faticare a rilevare l’entità di ognuna delle componenti, non solo variabili in ogni relazione ma pure nel tempo, nell’ambito della stessa. In un sentimento autentico e duraturo non viene comunque mai meno nessuna delle tre (a cui aggiungerei l’intesa mentale). Quanto alla veridicità da legarsi alla durata, ammetto di aver pensato come te per tanti anni, provando una delusione lancinante, che non accennava a diminuire. Finchè si soffre non si razionalizza. Poi lo si fa non soltanto osservando il proprio caso ma estendendo l’esame a molti altri, partendo dal concetto romantico di fine Ottocento, che oggi non ha più una vera valenza (all’epoca si moriva in media intorno ai 50-55 anni e si poteva quindi ragionare tranquillamente sul “per sempre” in amore). Ora, rispetto ad allora, si hanno almeno un paio di vite amorose, se non tre, e quindi il panorama d’insieme già cambia parecchio. Inoltre, rispetto a un secolo fa, si evolve più rapidamente, e quindi si progredisce (o regredisce) molto più di quanto non avvenisse allora. Tutti elementi che hanno il loro peso, se li si vuole considerare nella formazione di un concetto mentale.
“Credo che al giorno d’oggi, ognuno di noi, conosca poco o nulla di se stesso.” – Raramente se ne sente la necessità, presi come si è in mille altre imprese, alcune delle quali più che superflue. Ci si ferma a riflettere soltanto quando si prendono batoste tali da farci traballare, e nemmeno sempre, neppure in questi casi. Si fa prima a dare la colpa di quanto è successo ad altri!
“L’attrazione è fatta di particolari, di desiderio, non di sesso di per sé, ma desiderio dell’altra persona.” – Concordo al 100%. […]
[…] “me ne innamorai pian piano. E pian piano provai verso di lei un’attrazione sempre maggiore. Ma ancora oggi so elencare i motivi per cui lei mi attraeva e che hanno continuato ad attrarmi per venti anni.” – Una modalità stupenda di pervenire all’amore, forse persino più sicura del “colpo di fulmine”, in quanto più ponderata, come un ripulire dal suo involucro una pietra preziosa, che via via che la si vede nella sua purezza acquista sempre più maggior splendore.
“Non che non avesse difetti. Ma chi non ne ha. E mi piacevano anche quelli. Ancora oggi a distanza di anni. Sapevo quel che volevo Rossana, sapevo quel che mi piaceva.” – Una delle più sicure cartine tornasole sull’amore è proprio non soltanto l’accettazione ma la comprensione affettuosa dei difetti del partner. Il tuo modo empirico di sapere cosa ti “piaceva” di lei derivava probabilmente dal numero delle frequentazioni che il tuo carattere e la tua avvenenza ti avevano permesso di avere, dalle quali avevi ricavato una conoscenza indiretta (magari inconscia) dei tuoi gusti in tema di donne. In questo aspetto, a mio avviso, si riscontra una differenza non da poco tra uomo e donna, credo per via dell’educazione e dell’influenza sociale che ancora pesa in modo diverso sui due sessi. Di solito un uomo ha maggior sicurezza in se stesso come persona e sa, meglio di una donna, cosa gli piace o non gli piace in una persona, spesso indifferente alla possibilità di essere accettato o meno da questa. Una donna, invece, ancora si pone in linea generale nel desiderio di essere “accolta” positivamente da più persone possibile, e quindi non affina i suoi gusti in merito all’altro sesso. E questo la penalizza, non poco, nelle sue scelte amorose.
“Perché era diventata parte di me. Quel senso di appartenenza di cui parlavo qualche post fa.” – Questa è, fra tutte, la sorprendente dichiarazione che maggiormente ho apprezzato, fin da quando l’hai espressa per la prima volta. Non l’ho mai provata con l’intensità con cui ne parli. Mi suscita persino una punta d’invidia, in senso buono. La donna che ti ha voltato le spalle quasi certamente non si è resa conto di cosa ha perso. […]
[…] “Non cambiare mai le dicevo.” – “Per me lei era lei, non una relazione d’amore. Ero in equilibrio con lei in equilibrio sulla vita. Così come vedevo in equilibrio anche lei.” – Nessuno, credo, vorrebbe cambiare; eppure, purtroppo, si cambia, in meglio o in peggio, a seconda della propria inclinazione. Più spesso a seguito di influenze esterne, meno per proprie evoluzioni interiori, a meno di non essere adolescenti o molto giovani. Puoi incolpare una persona se cambia? Puoi colpevolizzarla se s’innamora di altri? Non sono cambiamenti che dipendono dalla volontà. Nella maggior parte dei casi si può, volendo, tenerli sotto controllo ma sarebbe falso volerli negare del tutto. Non conosco la differenza d’età tra te e la tua ex compagna (che spesso è di fondamentale importanza in una storia d’amore), così come non so su cosa potesse basarsi il SUO equilibrio, per cui non posso fare altre considerazioni su questi passaggi.
“Poi di punto in bianco il cambio di rotta. Dalla mattina alla sera, senza nessun segnale. Qualche problema irrisolto ? Si senz’altro. Ma che poteva tranquillamente essere risolto. A volte non si è pronti ad un cambiamento radicale. Ma questo non significa non amare. Significa solo non essere pronti. E aver paura.” – Non conoscendo la donna, né le motivazioni del suo cambiamento, non posso esprimermi in merito che in termini più che generici. 1) Uno dei più gravi errori delle donne è quello di non evidenziare in modo chiaro e netto ai propri partner quello che per loro avrebbe bisogno di trovare aggiustamenti. Innanzitutto credo che questo avvenga perché hanno quasi sempre pretese eccessive, per cui diventa difficile metterle sul tappeto in sequenza, una ad una. Inoltre, per loro ottenere qualcosa dal partner a seguito di negoziazione è vissuto in negativo. Pretenderebbero la magia di avere tutto quello che desiderano dall’uomo senza chiedere, quasi come se, chiedendolo e ottenendolo, questo perdesse totalmente di valore. 2) Di conseguenza troppo spesso si adeguano a quanto ricevono, nei piccoli come nei grandi aspetti della relazione, senza dare a vedere che questo costa loro fatica. Probabilmente un tale atteggiamento deriva anche dall’inclinazione naturale della donna a “essere amata” più che non ad “amare”. […]
[…] Quando, però, il vaso trabocca, niente vale più. Una donna è spesso migliore di un uomo ma può diventare di gran lunga peggiore di lui, se così decide d’agire. Personalmente rifiuto la dicotomia “santa o puttana” ma accetto di buon grado quella di “fata o strega”. In una donna dedizione e crudeltà sono due facce della stessa medaglia. 3) E’ l’intrinsica difficoltà di dialogo su aspetti più o meno profondi a minare più di quanto non s’immagini una relazione, iniziata e basata sui migliori presupposti. In aggiunta a questo atavico problema, la facilità che si ha oggi di “buttare il bambino con l’acqua sporca” non aiuta a impegnarsi quanto sarebbe auspicabile nel tentare di capirsi a vicenda, per trovare le necessarie soluzioni a una semplice, normalissima crisi. Il luccicare esterno di nuove emozioni è, soprattutto per la donna, un’attrattiva che, per quanto immatura, purtroppo l’abbaglia, come se fosse facile trovare all’angolo della strada quello che non riesce più a vedere in casa. 4) Alla fine ma non ultima osservazione in termini d’importanza, non bisogna dimenticare che, per consuetudine, è la donna a lanciare il primo segnale d’invito all’amore ma che in definitiva è l’uomo a scegliere.
“il dolore non é tanto per le coltellate. Ma nel vedere chi é che tiene il coltello in mano. La persona alla quale hai creduto più di tutti nella vita.” – Difficile esaminare questo tipo di cambiamento; eppure in tutti noi ci sono parti oscure, di cui mai ci saremmo ritenuti portatori, che, in modo incontrollabile, emergono unicamente in particolari circostanze. Mi rendo conto che quanto sto per esporre come esempio vissuto si avvicina a quanto hai provato, e forse ancora provi, per alcuni versi soltanto. Il mio ex marito (umanamente parlando con più difetti che pregi) era la persona più delicata e più romantica che mai avessi incontrato. Avevamo stabilito precisi accordi di assoluta reciproca sincerità, da lui non rispettati. Nel momento in cui l’ho fatto io, si è trasformato in un mostro: insulti, minacce, calci e pugni… da parte di chi mi aveva sempre offerto violette. Si è trattato, a mio avviso, di una disperata difesa di sé e della sua autostima. Nel caso della tua donna, a questi intenti inconsci (molto più forti in una donna che in un uomo, essendo la donna mediamente un soggetto più insicuro), si aggiunge forse anche un’esasperata difesa di quella che considera la propria assoluta libertà, indipendentemente dal precedente legame con te. […]
[…] Credo che, per riavere quanto le appare oggi di fondamentale interesse, sarebbe disposta anche a negare di essere nata. Debolezze umane, tutte quante (al maschile come al femminile), che si possono comprendere solo avendo amato le persone in questione. Avendole amate, però, bisognerebbe porre l’accento sulla nostra precedente incapacità di conoscerle a fondo, o di intuirne gli aspetti nascosti, prima che questi si rivelassero. Il rinfacciare o meno, invece, è secondo me un’attitudine del carattere, una trasposizione di responsabilità, se non un darsi la zappa sui piedi. E’ un po’ come quando si suppone che una donna sia irretita dalle false attitudini di un uomo nei suoi confronti: può succedere, se la donna è emotivamente fragile, giovane e del tutto inesperta; molto meno se è emotivamente sana, adulta, matura, e sa quello che fa, disposta a pagarne il prezzo. Se la tua donna è stata adulta e matura abbastanza nello stare con te, il suo rinfacciare è pura cattiveria, volta a ferire, come quando si litiga. Altrimenti, dovrebbe ammettere di essere stata stupida e priva di alternative nel costringersi a vivere per tanto tempo una relazione che non le dava sufficienti gratificazioni. La concretezza dei vent’anni che avete condiviso, composta da tanti eventi, non basta a smentire le sue attuali parole? Si può fingere nel fare l’amore? E’ più equilibrato ammettere che la sua indole non sia quella che avevi creduto oppure darle fiducia ora e pensare che sia stata sempre falsa? C’erano opportunità di tipo economico ad avallare quest’ultima tesi?
“qui non muore nessuno. Neanche l’amore perché non può essere esistito se questi sono i fatti. Almeno non il suo. Perché il mio c’era e non é mai morto nonostante tutto il male che mi ha fatto.” – Sul tuo amore puoi testimoniare solo tu, come ampiamente hai fatto; sul suo potrebbe farlo solo lei, se le fosse possibile essere buona e onesta. Si dice che, se si crede in Dio, si dovrebbe supporre che tutti gli esseri umani siano buoni. Di fatto, non sembra proprio così. Una cosa è la rabbia del momento; altra la cattiveria, il ferire e distruggere per partito preso (sempre che non ci siano questioni economiche di mezzo, che inquinano i rapporti più di qualsiasi altra ragione). Vero che fisicamente non muore nessuno e che una separazione può essere peggio di un lutto, perché la morte non dipende da noi mentre c’è comunque sempre una nostra parte di colpa, piccola o grande che sia, nella fine di un rapporto. […]
ho letto con vivo interesse gli ultimi commenti. riprendendo quello che ha scritto rossana, io non credo proprio che la donna sia – rispetto all’ uomo – un soggetto più insicuro, o meno selettivo. non conosco molto bene le donne di ieri, ma vedendo le donne di oggi io penso che abbiano ben chiaro ciò che desiderano in un uomo e in una relazione. e non credo affatto che si preoccupino di piacere a tutti, ma certamente ci preoccupiamo di piacere al soggetto maschile che cattura la nostra attenzione. anche sul fatto che le donne abbiano difficoltà a “negoziare”, a chiedere esplicitamente ciò che vogliamo, questo è tutto un dire… certo, ci farebbe piacere se l’ uomo che abbiamo accanto riuscisse a capire “magicamente” ciò che ci aspettiamo, ma sappiamo bene che poi nella realtà dei fatti non è così, e se a volte rinunciamo a “chiedere”, è solo perchè sappiamo che l’ altro potrebbe sentirsi infastidito dalle nostre richieste. gli uomini sono creature strane. diversamente a quello che si pensa, sono molto meno logici e lineari di noi donne. vogliono avere l’ impressione di essere loro a condurre il gioco ( in realtà non lo conduce nessuno, ma solo i nostri istinti passionali e le circostanze della vita ). quindi anche la più piccola richiesta, l’ uomo la vive di solito come una “forzatura” rispetto al suo essere. noi donne questo lo comprendiamo, per questo rinunciamo a chiedere. cosa che invece l’ uomo non si preoccupa di fare: lui chiede, senza problemi, perchè la cultura imperante lo ha abituato a “pretendere”.
infine, non penso che se un amore finisce non si è mai amato. si è amato, eccome. solamente che ci sono amori ( VERI ) che a un certo punto finiscono. in quel caso è normale che la persona che smette di provare amore cambi atteggiamenti e comportamenti. è una conseguenza naturale del non provare più sentimenti. e il sentimento può finire tanto da parte dell’ uomo che da parte della donna. anzi da parte dell’ uomo questo avviene molto più spesso ( che non sia l’ uomo ad essere più facilmente attratto dalle finte promesse degli “sbriluccichii” nella strada all’ angolo ?…). diciamo che allora, se è vero che la donna può essere fata o strega al tempo stesso, va anche però detto che pure l’ uomo può essere “principe” buono e pirata contemporaneamente, e, A SECONDA DEL TIPO DI SENTIMENTO che proverà per noi, si trasformerà in principe o IN PIRATA che tutto distrugge al suo passaggio…
Buongiorno a tutti, mentre leggo gli ultimi post.
E’ interessante notare che, seppure tracciate attraverso esperienze personali, le storie che qui vengono raccontate mostrano chiaramente come quel detto che dice che le donne arrivano da Venere e gli uomini da Marte, sia vero. Si nota chiaramente la linea di demarcazione maschile e femminile riguardo l’atteggiamento amoroso, dove la valutazione che si fa in merito al “valore” sentimentale del partner esula completamente da una considerazione oggettiva dello stesso. Il caso di Giampaolo, è eloquente, come lo è quello di MG, di Rossana, di Valinda e di Kid.
Giampaolo dimostra una sensibilità piuttosto rara, e dando per buona la sua versione, ancorchè priva delle dichiarazioni dell’ex compagna, non ci si spiega cosa mai possa aver spinto una donna a rinunciare ad un uomo del genere. Ma certamente lei lo sa, e sarebbe stato interessante scoprirlo. Ma si possono fare delle ipotesi? Sì, se si tiene conto del bisogno tutto femminile di “innamorarsi dell’amore” di cui ho accennato, che viene confermato al maschile dalle dichiarazioni di Giampaolo che si godeva l’acquisita tranquillità, tanto desiderata dagli uomini in una relazione da tempo collaudata, prima che un fulmine a ciel sereno scatenasse la tempesta che ha fatto naufragare il suo matrimonio.
Su questo forum abbiamo uomini che, alla luce della loro “logica”, in un modo o nell’altro, non si spiegano scelte e comportamenti amorosi delle loro compagne.
Poi abbiamo donne, di estrazione, età e caratteri diversi, le quali, tutte, senza esclusione, hanno vissuto la famosa fase dell’amore non corrisposto, una condizione questa che dovrebbe configurarsi come una “mancanza” di attenzioni nei loro confronti, che non solo non le ha viste reagire come molti di noi mariti e compagni hanno potuto osservare per carenze ben più veniali, ma anzi, ricordare come importanti e costruttive, o “utili” se vogliamo, quelle esperienze.
E’ abbastanza evidente che non è l’azione che fa l’effetto, ma è chi la produce a fare la differenza.
Mentre un uomo come Giampaolo, con la sensibilità che ha dimostrato è stato buggerato malamente da un giorno con l’altro da chi riteneva esssere “sicura”, Kid ha a sua volta ha scoperto che una donna ti vuole per come vorrebbe che fossi, e sei ” un uomo” in funzione di come la fa sentire, e io scopro dolci ricordi di mia moglie per uno che l’ha usata per anni, non mi suona plausibile la frase nella quale leggo che una donna vuole essere amata più…
[…] E’ un pezzo della nostra vita, delle illusioni in cui abbiamo creduto e investito, che se ne vanno con il partner che lasciamo o che ci ha lasciati. Non bisogna però dimenticare che in coppia c’è sempre chi ama di più; l’altro può soltanto corrispondere in misura più o meno equivalente all’amore che riceve. Finchè si ama, si resta e si lotta, comunque vadano le cose. Chi è meno coinvolto nel sentimento, oppure non ama più, può essere più facilmente indotto a cambiare obiettivo, soprattutto oggi, se sente fortemente il bisogno di una persona/vita diversa o se intravvede possibilità più adeguate a soddisfare le sue esigenze, nuove o vecchie che siano. Dando per scontata la buona fede, nel presente come nel passato, per me non significa però, necessariamente, che chi lascia NON abbia amato. Dovrebbe essere un vero mostro di falsità e di ambiguità per aver sempre mentito, per decenni, a se stesso e a tutti, tanto che, in tal caso, si dovrebbe ammettere di aver sbagliato di brutto la scelta, che non sarebbe nemmeno da rimpiangere più di tanto. Sono sempre le persone a fare la differenza, sia nell’amare che nel non amare più.
Ti ho scritto quello che sentivo di getto per offrire spunti di riflessione e di eventuale approfondimento sia a te che ad altri che possano trovarsi in situazioni affini, oggi molto più frequenti di un tempo. Non ho alcun intento di fare opera di convincimento. I miei sono punti di vista personali, che ho provato ad applicare alla relazione illustrata, pur conoscendo soltanto quanto hai scritto, che è tantissimo e poco nello stesso tempo. In conclusione, è proprio vero che tutto quanto appare più semplice e più istintivo, non è per niente detto che non sia invece, alla fine dei conti, più che mai arduo e complicato. Sei un uomo che ha molto da dare, come avevo percepito fin dai tuoi primi post. Ti auguro pertanto, di tutto cuore, di elaborare più che puoi questo lungo e intenso vissuto, per trarne il meglio, pur non tralasciando il peggio, nel giusto equilibrio, come in ogni altra esperienza di vita.
un abbraccio.
>>> che amare, ritengo invece che desideri entrambe le cose, ma SECONDO il partner con cui si relaziona.
Valinda era amata o stava amando? E Rossana con le violenze dopo le violette? E MG con l’amore non ricambiato più importante della vita?
E’ il soggetto che fa la differenza, non il gesto.
Vi sono uomini che non devono chiedere mai, e quelli che devono chiedere sempre, e paradossalmente questi ultimi sono SEMPRE quelli più dediti, affidabili e disponibili, e ATTENZIONE, la differenza non è quasi mai di natura estetica come qualcuno potrebbe pensare, ma solo caratteriale.
L’ho già sostenuto in altre occasioni,la fascinazione che subisce una donna da un uomo è purtroppo legata ad un presunto “potere”, tramite il quale lei intravede ISTINTIVAMENTE una forma di “superiorità”, che le garantisce di avere a che fare con un “campione”. Che questa sia intellettuale, economica, artistica, estetica o caratteriale, o tutte le cose insieme, questa “superiorità” le impone di “accettare” ogni compromesso pur di usufruire delle attenzioni del campione.
Naturalmente una volta individuato il soggetto di cui sopra pensa bene di “innamorarsene”. Ma la scelta ha profonde finalità molto meno romantiche di quel che si pensi, e molto più pragmatiche dal punto di vista pratico: la solita necessità di assicurarsi un patrimonio genetico (a volte non solo genetico) e la “sicurezza”, da quello che si ritiene essere uno speciale, che saprà come proteggerla e darle una vita adeguata.
Non so cosa abbia convinto la moglie di Giampaolo a lasciarlo in quel modo, ma una cosa è certa, che tutte le sue attenzioni, sensibilità, cure e dedizione verso quella donna, non lo hanno fatto sentire come un campione, ma con un altro termine, di significato completamente opposto, ma che finisce allo stesso modo del primo. Come mi sono sentito io, quando ho scoperto quanto una donna intelligente e raffinata può perdersi e ricordare per decenni, con affettuosa nostalgia, un tamarro che l’ha sfruttata per anni e che di lei oggi (se campa) non ricorda neppure il nome probabilmente. Cose che certamente Kid avrà constatato in tante altre occasioni seppure coniugate e espresse in maniere differenti.
Dobbiamo arrenderci di fronte al titolo di questo thread, riconoscendo, come ho detto in un altro post, che uomini e donne non si capiranno mai totalmente,e se amiamo una donna dobbiamo accettarne per forza questi aspetti incomprensibili, perchè è inutile discutere quando si è “fatti diversi”. Oppure fare come Kid
Senza dilungarmi troppo e senza raccontare del passato , perché come ho già detto il punto in cui sono arrivato nel mio percorso non dipende dalle singole donne ma da una consapevolezza maturata dalla somma della mia vita sentimentale , nel post di Rossana c’è tutto.
Il mio punto di vista è oggi uno solo : O incontro la ragazza con la quale ho una affinità mentale fuori dal comune , il mio alter ego al femminile (o quasi)oppure vivo alla giornata , non rinuncio alle donne ma non mi fermo più con loro, né davanti alla bellezza , né davanti all’ amore !
“Le cose non dette”, le insoddisfazioni interiori che percepisci come la sua mancanza di serenità ,malgrado il suo amore e che “dipenderebbero da te” : Il labirinto di Arianna, non se ne esce, ed il compromesso non è accettabile . In una scala da 1 a 10 , 9 saranno i compromessi che accetterò , ma quell’uno, quell’ultimo gradino della scala, sono io! E non si può pretendere di cambiarmi , se non trasmettendomi parimenti quella ansia , insoddisfazione che in quel momento passerà a me. Si può essere infelici, e lo sono stato profondamente anche in una relazione con la donna che avevo desiderato a lungo, se s’innesca questo meccanismo perverso . Non si chiede troppo , si chiede tutto! Almeno io , non posso vivere in funzione della felicità che una donna trae da me, perché la toglierà a me stesso in quel momento! Ed allora che senso hanno mille sorrisi che ti ho regalato , mille volte che ti ho ascoltato , mille volte che ho rinunciato a qualcosa di me per te , se non sarai mai felice , perché ad un certo momento vorrai che io sia completamente come tu mi vorresti? Niente , sono foglie al vento! Quindi , ormai ho scelto di rimanere solo consapevolmente .In un altro post scrissi che è bene che le donne inizino a camminare con le proprie gambe , ed è questo ciò che intendevo!In alternativa , sono libere di vivere una “dipendenza affettiva” rincorrendo chi non cambierà, ma sarà indotta da loro stesse e non dal sottoscritto !Dal loro obiettivo impossibile di farmi diventare ciò che vorrebbero , finché il vaso traboccherà e non mi lasceranno. Ed altro finale non sarà possibile! Così non mi pongo più neppure il problema dei sensi di colpa , essi si sono sciolti come neve al sole! Come ha detto Giampaolo , se non si viene accettati per quello che si è , cadrebbe l’essenza dell’amore! Quindi , per me ,è più dignitoso rinunciare a quella che sarebbe solo e un’altra volta la sua maschera!
Ciao Rossana, rispondo ai tuoi ultimi commenti Più che risponderti è un dialogare con te, perché ci troviamo molto d’accordo.
Scrivi di passione, sesso, innamoramento e amore, sostenendo che non dovrebbero mancare nessuno dei quattro. D’accordissimo. Ma vuoi o non vuoi, l’innamoramento e la passione sono destinati ad affievolirsi. E credo sia normale. La quotidianità gioca brutti scherzi. L’ho capito quando avevo si e no 16 anni. Non era difficile. Si scivola nell’abitudine. E proprio per questo ho cercato di far si di accomunare le quattro cose. Sono convinto anche di esserci riuscito. Anche se, purtroppo, spesso le donne confondono e ribadisco CONFONDONO, gli interessi che un uomo può avere nei confronti di altre cose banali e normali della vita quotidiana per un calo di passione o innamoramento. NON C’ENTRA ASSOLUTAMENTE NULLA ! Un uomo che non è innamorato della sua donna lo riconosci per altre cose. Non sono le partite di calcio, le giornate di pesca, le cene con amici che cambiano la passione, un hobby e quant’altro. Ma le donne questo NON LO COMPRENDONO.
Apro una piccola parentesi, per quanto riguarda la vita media nell’ottocento. Non è vero che fosse di 50/55 anni. Forse questo ha senso se si considera la mortalità infantile che all’epoca era molto alta. Ma gli uomini morivano comunque sempre intorno ai 70/80 anni. Io parlo di fatti. Oltre ad andare a divertirmi, visitare città d’ arte e quant’altro mi è capitato di imbattermi in cimiteri anche storici come il Verano di Roma e Montmartre a Parigi. Ma anche di piccoli paesi. Mi capitato sovente di buttare l’occhio su date di nascita e morte di persone decedute in antichità. Ho visto quello che comunemente vedo nei cimiteri moderni: età che variano, ma che si attestano sempre sui 70/75/80 anni in genere. D’altra parte gente come Garibaldi è morta a 72 anni, più o meno l’età dei miei nonni e di tanti miei zii. Chiudo parentesi.
Ho sempre cercato di capire cosa volessi dalla vita. Quali fossero i miei gusti, interessi e aspettative in ogni senso. L’ho sempre saputo, sono rimasto sempre lo stesso. Mi pare una cosa normale. Mi sembra anormale chi non sa cosa vuole. Se poi non si conosce se stessi e non si sa cosa si vuole dalla vita, non si devono coinvolgere altre persone nel tuo cammino. Esistono le cose serie e le cose meno serie. Cose con cui si può giocare e cose su cui non si può giocare. Come i sentimenti degli altri. Poi se ci vogliamo divertire a fare sesso insieme sono io il primo. Non so..
…se la mia donna si sia resa conto o no di cosa ha perso (se lo ha perso). Certo è che non è riuscita a capire ciò che era molto semplice da capire. Perché se una persona è un libro aperto, devi solo leggere.
Vedi Rossana, leggendo i miei ultimi commenti ai quali hai risposto, non credo avrai trovato difficoltà ad interpretarmi. Perché sono scritti in modo semplice e senza parole contorte e incomprensibili. Così come io sono. Con un grammatica forse non perfetta, ma accessibile a tutti. In modo chiaro, semplice. Così come sono stato con lei. Difficile non capire persone così. Forse c’è malafede non trovi ?
Mi scrivi se si può incolpare una persona che cambia o che si innamora di un’altra. Certo non è un reato. Ma sicuramente mancanza di personalità, soprattutto se si cambia perché influenzati dall’esterno. Ma ci sta. Solo che in lei non vedevo cambiamenti, se non qualche nuovo desiderio che può essere anche normale, come per esempio il desiderio di sposarsi o di avere un figlio.
Ma non si può pretendere che i cambiamenti e i desideri di ognuno (parlo di quelli normali) possano essere di pari passo desiderati anche dai propri compagni. Non siamo macchine. E a volte per sopperire a ciò si cerca di accontentare l’altro. Spesso gli uomini fanno fatica a decidere di sposarsi o ad avere figli proprio per la paura di un cambiamento, di una modifica di uno stile di vita. E non è mancanza d’amore. Ma semplicemente paura di cambiare una situazione in cui sei in equilibrio. Cosa ci vuole a capire una cosa del genere soprattutto se una persona te lo dice ?
La frase “fata o strega” mi terrorizza. Io sono sempre rimasto quello che ero. Non ho cambiato faccia né modo di essere. Ora sono un uomo ferito, che fa fatica a correre perché gli hanno spezzato le gambe. La mia compagna mi ha ferito, anzi ucciso. Ha sputato su venti anni d’Amore (i miei ? I suoi dove sono ?)Ma nonostante tutto questo e tanto altro che non ho elencato, se un giorno mi chiedesse una mano io gliela tenderei. Perché io sono “fata o strega”. Sono un uomo, con una faccia sola.
Mi scrivi che non conosci la mia donna. Giusto giustissimo. D’altra parte, non posso elencare qui, per ovvi motivi, le sue eventuali ragioni. Che per carità ci sono state.
Ma il problema secondo me, è sempre di chi scappa. Se fossi stato io quello a scappare e ad abbandonare e avessi voluto affondare, colpire o accoltellare la mia donna, avrei potuto farlo tranquillamente. Accusandola di mille cose reali. Perchè in un….
Maria Grazia,
“non credo proprio che la donna sia – rispetto all’ uomo – un soggetto più insicuro, o meno selettivo.” – senza dubbio hai maggior esperienza di me sulle giovani donne, alcune delle quali, per i miei gusti, anche troppo sicure… selettive, di certo sì, al pari dei maschi, anche se su basi diverse.
qui, però, non è che leggo di tante donne, di tutte le età, che sanno cosa vogliono e come muoversi nelle loro relazioni amorose. nel caso di Giampaolo, poi, se la sua ex compagna fosse così sicura di sè, secondo me, non avrebbe bisogno di rinnegare tutto; qualcosa avrebbe pur potuto salvare, semplicemente ammettendo di essere cambiata oppure di non essere più soddisfatta di quanto prima le stava bene. se si ha sicurezza, non c’è bisogno di aggrapparsi ai vetri o di alzare il tono della discussione per affermare quanto si sente o si pensa…