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Uomini e donne che non si capiscono

di uqbardeva

Riferimento alla lettera: Conoscete il maschiese e il femminese? Due lingue che a scuola non si studiano. Però sono indispensabili perché i due sessi si capiscano. Passo molto tempo a spiegare ai maschi il femminese e alle femmine il maschiese. Ma a volte le mie spiegazioni non bastano, se non c'è un desiderio...
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Data di pubblicazione: 6 Dicembre 2010

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Categorie: - Attualità

1.534 commenti

  • 876
    rossana -

    ciao Dea,
    per favore, puoi raccontare a grandi linee la teoria dello “zigote scambiato”? sono curiosa… e già ho un mare di libri in casa…

    Giampaolo,
    scrivi di concetti ed di esperienze così seri, che richiedono riflessione. ti risponderò fra qualche ora o fra qualche giorno…

    Kid,
    a prescindere da singole persone ma facendo riferimento a concetti appplicabili in generale:

    “non puoi dare la colpa solo a quelle persona , senza darne anche a te stessa, perché se fosse una persona di m..allora tu non te ne sei accorta e quindi dovresti fare ammenda.” – come non concordare? donne e uomini non possono essere tutti Jekill e Mr. Hyde, anche se oggi la società è ben più malata di ieri. imparare a distinguere e ad assumersi le proprie responsabilità è il primo passo verso la stabilità, se questa si desidera.

    “qualora ci fossero stati presupposti veri(c’erano, chissà?)ha i suoi momenti e si potrebbe scoprire col tempo di non essere compatibili , di volere cose diverse , di non avere gli stessi tempi anche in maniera onesta!” – anch’io la vedo così. rispetto a te, però, sono disposta ad accettare un finale “al femminile” che può distruggere il passato ma soltanto a parole, perchè i fatti che si sono vissuti non possono essere cambiati. è su questo punto che vorrò tornare ad analizzare in particolare un passaggio di Giampaolo.

    il femminismo, inteso come difesa di parità di genere, è sacrosanto. diventa, però, deleterio quando snatura l’indole di fondo della donna. secondo me, non è tanto una questione di ruoli quanto la possibilità d’individuare in ambito di coppia un istintivo punto d’incontro fra mascolinità e femminilità. in questo risiede l’armonia, e forse la fusione a cui accenna Giampaolo.

    per me, hai ragione anche sul concetto di “mentalità”, che si può trascurare in relazioni passeggere ma che fa di brutto la differenza quando si pensa di poter costruire una vita insieme. l’attrazione è sì determinante, per il sesso e per l’istinto di procreazione, ma decidere di proseguire insieme (secondo passo) è un altro paio di maniche, e va considerato sotto l’aspetto di “visione di vita in comune”, senza barare nè con l’altro, nè con se stessi (cosa a volte difficile, soprattutto se si è innamorati).

    mi rendo conto che anch’io mi ripeto. d’altronde, se si sono raggiunti, faticosamente, alcuni punti di vista, è praticamente impossibile esprimersi diversamente.

  • 877
    maria grazia -

    Kid
    io non credo che una persona ( uomo o donna )che fa sesso con te senza impegno, e poi finisce per innamorarsi sia poco emancipato/a. credo solo che a volte entrano in gioco dei fattori che vanno oltre ciò che abbiamo preventivato, può capitare perchè SIAMO ESSERI UMANI. altrimenti la cosa sarebbe molto semplice: saremmo tutti dotati di una sorta di “pulsante” per poterci PROGRAMMARE in un modo o in un altro a secondo dei casi ( ora mi programmo per non innamorarmi perchè devo fare la donna emancipata, ora mi programmo per innamorarmi perchè invece la situazione lo consente ). Purtroppo nella realtà non funziona così… quando ho incontrato il camionista pensavo che non avrei potuto provare qualcosa per lui che andasse oltre il desiderio sessuale, altrimenti non avrei MAI ACCETTATO di concedermi senza prima avere la certezza di un impegno serio da parte sua. ma poi le cose mi sono ( o meglio CI SONO ) sfuggite di mano. perchè anche un uomo che ti chiede: “ma ti vedi con altri oltre me ? che tipo di vita fai quando non sono con te? ” non è certo un uomo che ha capito “le regole del gioco” ! quindi semmai anche lui in questo caso si è dimostrato POCO EMANCIPATO… perchè se da una donna vuoi solo ed esclusivamente sesso, non te ne esci con queste domande da cavalleria rusticana… ( si vede che la cultura sicula è arrivata anche nel Friuli 😀 .. ). io non sono una che fa un casino se un uomo dopo il sesso non si fa più sentire ( tra l’ altro ci sono anche uomini che si innamorano dopo il semplice sesso non impegnativo, e credimi che se li scarichi poi non sono così accomodanti ! )ma mi incazzo nel momento in cui tu mi mandi segnali contraddittori. se per te è stata solo una botta e via, non puoi entrare nel merito della mia vita, delle mie scelte, dei miei problemi, telefonarmi per sapere come sto… e cazzate del genere. perchè allora caro mio anche tu non sai cosa vuoi, e non ti puoi svegliare una mattina, dopo mesi e mesi, dicendo ( DOPO AVER FATTO SESSO PER SETTIMANE ) che non sei attratto da me. Io se non sono attratta da qualcuno me ne accorgo un pò prima, non credi ? avrei preferito che mi dicesse la verità: e cioè che se la fa sotto ad avere un rapporto paritario con una donna !
    per quanto riguarda quelli o quelle che tentano di accoltellarti, ti stalkerano o ti distruggono casa, ribadisco che E’ GENTE DI MERDA che non merita alcuna giustificazione, ma solo una bella denuncia !

  • 878
    rossana -

    Kid,
    per completezza, aggiungo che non si può escludere che un innamoramento a prima vista “a tutto tondo”, com’è successo a Golem, possa in seguito, o quasi subito, confermare che esistono non soltanto i presupposti essenziali di attrazione ma anche quelli, condivisi, di visione di vita in comune. caso raro ma non impossibile, sempre con adeguamenti minimi da entrambe le parti.

    secondo me, non c’è niente di male ad avere un idea (o meglio un ideale) della persona che si vorrebbe al proprio fianco. resta scontato che trovarla esattamente con tutte le qualità che si desidererebbe sarebbe come scovare nella jungla un elefante bianco. tuttavia, alcune di esse si potranno quasi certamente riscontrare in un partner, che potrà comunque sorprenderci con molte altre inattese, ma rispondenti a parti interiori ignote del nostro modo di essere.

    le ragazze di un tempo sognavano il principe azzurro, o meglio un uomo che potesse loro piacere (il tipo alla Cacciari, oppure Balotelli?), e questa era un’attitudine di aspettativa a largo raggio, essenzialmente fisica, in quanto di solito poco conoscevano di se stesse e dei loro reali bisogni.

    la tua attitudine, che in un certo periodo di maggior maturità è stata anche la mia, deriva invece da precedenti esperienze, che ci hanno dato modo di sapere cosa potrebber essere piacevole per noi ma soprattutto quello che, invece, sarebbe da evitarsi a ogni costo. sono percorsi mentali dai quali solo una nuova, eclatante esperienza di stampo opposto potrebbe farci recedere.

    niente è totalmente giusto o totalmente sbagliato in amore, così come nessun sentimento può dare garanzie di restare tale “per sempre” (nemmeno quello privilegiato tra madre e figlio). ognuno, in base alla sua indole, non può che desiderare e vivere l’amore adulto a modo suo, senza preconcetti ma anche senza regole precise, che si escludono a vicenda. forse il bello e il misterioso sta proprio in questa totale soggettività. solo l’onestà e la sincerità dei sentimenti, anche non condivisi, restano imprescindibili per la loro umana, possibile e sempre imperfetta instabile verità.

  • 879
    Golem -

    Ciao Kid, sai bene quanto sia d’accordo sul fatto che crearsi il “fantasma della donna ideale” significhi non doverla incontrare mai. Ne ho già parlato quando ricordavo le fantasie dell’adolescenza, con le quali si fantasticava su quell’ideale femminile, di cui io non riuscivo a farmene un’idea.
    Poi quando hai la fortuna di incontrarla te ne accorgi SUBITO che è LEI, e immediatamente si attivano recettori e risposte che prima non sapevi di avere e che non potevi avere da chi NON era nè poteva essere la tua compagna. Io ripeterò sempre che il caso ha giocato un ruolo fondamentale in questo incontro, e il fatto che sia io che lei fossimo liberi ha facilitato la cosa. Ma so anche che se io, quanto meno, non fossi stato libero, lo sarei diventato, perchè inevitabilmente la “percezione” che si ha da quell’incontro non ti consentirà più di rinunciare a quello che quell’incontro promette. Ma non è un discorso prettamente egoistico come potrebbe apparire, del genere: “questa è meglio di quest’altra”, ma al contrario una necessità quasi trascendentale di affincarti a chi ti permetterà di esprimerti e di esprimersi più completamente come PERSONA. Insomma ti rendi conto, anche inconsciamente, che quella e solo quella è la “ballerina”, con cui vuoi danzare nella vita, come Fred Astaire e Ginger Rogers, Gene Kelly e Cid Charisse. Si può danzare bene con una brava danzatrice, ma solo con “una” quel ballo diventa “arte”, e la fortuna sta nell’incontrarla.
    Molte scelte di convivenza che sfociano nel matrimonio e nella famiglia, non hanno avuto la fortuna di nascere da queste sensazioni, e comunque vannno avanti, più o meno bene, in ragione del carattere, dell’educazione e della cultura dei partner, ma può accadere in ogni momento che il fato ti metta di fronte quella persona che “senti” essere sintonizzata sulla tua stessa frequenza, con la quale riesci a ascoltare più “canali” che con chiunque altro e che, come dici tu, vede il mondo coi i “tuoi” occhi.
    E qui caro Kid, ti assicuro che non è questione di cambiamenti epocali, di Pentesielee del duemila, o donne alterate dai media e dai social, ma solo di affinità che si incrociano.
    Quando questo miracolo accade, tutti i condizionamenti, gli schermi e le protezioni, cadono come se si fosse scoperta la password dell’anima, e le cose vanno da sole, senza sforzo e senza neppure parlarsi a volte.
    Io non sapevo neppure che questo potesse esistere, ma succede.
    Ti allego un link che riguarda il libro che cita Dea e che >>

  • 880
    Golem -

    >>> avevo letto un paio di anni fa:

    http://www.humantrainer.com/articoli/recensione-libro-donne-che-corrono-coi-lupi.html.

    Leggilo se vuoi, o leggi anche solo la recensione che troverai sul link che ti ho segnalato, e capirai che molte aggressività femminili, sono l’altra faccia di quella remissività che ho rimproverato a mia moglie nella storia con quell’idiota di cui si era innamorata.
    Per quanto strano possa sembrare, il destinmo delle nostre “donne”** lo tracciamo noi maschi, da padri, all’inizio, da fidanzati, da mariti o da amanti. Ma il risultato che ne deriva è frutto di una loro disponibilità, che se è stata rispettata ce le mostra in una maniera, ma che PUO’ diventare opposta se al contrario è stata umiliata o tradita.
    Il dialogo tra i due sessi diventa tra “sordi” quando, delusi dalle esperienze vissute, ci difendiamo proteggendo o sottolineando le prerogative di genere, ma può diventare tra “udenti” quando escludiamo queste ultime e ci proponiamo come persone. Questa condizione, che deve essere offerta da entrambe le parti, è il primo passo per sintonizzare le “frequenze”. Anzi, senza questo passo non si è accesa neppure la “radio”.
    Un saluto a te e a tutto il club.

    P.S. Ti allego uno stralcio del libro di cui ha parlato Dea, e che riguarda soprattutto la parte della mia “ricerca” sul comportamento femminile, ma che è un tratto spesso presente in tutte le donne e dei cambiamenti che inn esse possono intervenire dopo la scoperta di essersi innamorate di…Barbablù.

    Molte donne si sposano quando hanno ancora ingenuità nei confronti dei predatori e scelgono una persona distruttiva per la loro vita, decise a “curarla” con amore, ripetendo a se stesse, per cercare di convincersi, che «la sua barba non è poi così blu».
    La donna ingenua accetta di non sapere.
    La promessa ingannevole del predatore è che, in qualche modo, la donna diventerà regina, mentre in realtà si prepara la sua morte.
    Il predatore fa appello alle parti deprivate e desideranti della donna-preda, nascondendo il suo unico scopo: trascinarla in cantina e succhiarle la sua energia.
    Spesso la donna uccide la sua natura creativa, la sua anima selvaggia sotto il ricatto del predatore, «ecco perché giacciono, ridotte a scheletri e cadaveri, nella cantina di Barbablù. Troppo tardi hanno saputo della trappola»

    **Parlo di “donne”, non di vagine con le gambe sia chiaro. Come è chiaro che l’altra faccia della medaglia riguarda gli “uomini” e non tubi digerenti ambulanti.

  • 881
    maria grazia -

    Golem
    ancora una volta, specie nel post 880, hai centrato perfettamente e senza tema di smentita uno dei punti focali di tutta la questione. mi sono quasi commossa quando hai scritto che molte donne dimostrano aggressività o chiusura solo perchè sono state umiliate e tradite in ciò che di più bello hanno concesso ed elargito ( e non parlo solo di sesso è ovvio !! )
    non mi resta molto altro da aggiungere rispetto a ciò che hai scritto, se non che la “teoria del barbablu” è un concetto che le donne più sveglie e attente captano ISTINTIVAMENTE e senza bisogno di leggere libri. Le più fragili e sprovvedute invece ( che sono purtroppo in larga parte ) si ritroveranno inevitabilmente in quella cantina di cui parlavi, chiedendosi PERCHE’, come hanno fatto a finirci, a credere di poter diventare regine – libere di esprimere se stesse e la loro forza vitale pur amando – mentre invece si sono ritrovate ad essere serve ricoperte di cenci .. ( e per “serva” non intendo il semplice essere casalinga!! ), castrate di tutto il loro splendore e la loro energia.
    concludo dicendo che le vagine con le gambe non sono tanto le donne che si concedono anche solo semplici storie di sesso, ma quelle che rinunciano ad esprimere se stesse autosabotandosi, mentre accettano passivamente situazioni per loro deleterie, sia in amore che in altri campi. o almeno, questo è il mio punto di vista… un abbraccio e grazie di cuore per i tuoi interventi 🙂

  • 882
    Valinda -

    Ciao a tutti,
    vi leggo da un po’trovo il dibattito interessante e ho deciso di intervenire.
    MARIAGRAZIA capisco cosa intendi quando ti riferisci alla storia col camionista, io ho avuto una storia a tratti simile alla tua (sono pienamente d’accordo quando dici che anche le donne hanno diritto a una vita sessuale). ma non è senza scomodare discorsi sul maschilismo-femminismo che semplicemente questi uomini non si sono innamorati di noi? per questo hanno deciso di non avere una storia a tutti gli effetti? a me fa male, molto male ma purtroppo è andata così… infatti adesso lui si è innamorato di una (che ovviamente non si sa che intenzioni abbia con lui, mi sa che è la classica fi.. di legno scusate il termine) con la quale è disposto a impegnarsi in una storia o quantomeno a provarci. con me no, mai. nonostante insieme stessimo bene sia a letto che fuori, fossimo anche grandi amici, parlassimo di tutto, sentendoci sempre..
    lui ha dimostrato di volermi bene, di tenerci a me perchè per me c’è sempre stato..anche solo per una telefonata, un’uscita. io dormivo a casa sua, facevamo colazione insieme, lui cucinava per me, uscivamo a cena, andavamo in giro..era bello e lui l’ho sempre visto contento e sereno con me e io lo stesso. non si è mai negato e non si è mai sparito e l’affetto tra noi era reciproco, ci siamo sempre cercati a vicenda.

    abbiamo anche provato a continuare a vederci da amici ma io ho deciso di chiudere…perchè il mio è amore, non ricambiato ma sempre amore è.
    e se solo mi fermo un attimo a pensarci mi sento un po’come diceva VERITA’, come se avessi costantemente dei pugni sullo stomaco, un dolore opprimente al petto…spero passi presto.

    un saluto anche a ROSSANA che leggo sempre con piacere

  • 883
    Golem -

    MG, ricordiamoci bene però che gli uomini non sono tutti “Barbablù”, anzi, sono proprio quelli che sembrano assecondarvi che poi vi fregano una volta raggiunto lo scopo. E questo non necessariamente è il letto, ma può essere anche la “sistemazione con la brava ragazza”, che sembra soddisfare la tradizione e il giudizio degli altri, ma che in fondo è frutto di un calcolo o di una ossequiosa adesione agli standard sociali. In un caso o nell’altro non si sta agendo lealmente, nè sentimentalmente, sia consciamente che inconsciamente come nel secondo caso.
    Ho già avuto modo di dire, che a prescindere dal metodo che vi ha portato allo scontro verbale, nel quale non ho mai voluto entrare, sia tu che Kid, esprimete gli stessi concetti e le stesse aspettative di fondo, ma li descrivete da punti di osservazione diversi. Cercate la stessa cosa nell’altro, ma forse le esperienze pregresse vi condizionano “genericamente”.
    Il punto è, che tanto più si è strutturati intellettualmente tanto più è difficile “azzeccare quel terno al lotto”.
    Ma è proprio chi ha la “cilindrata” che non riesce, anzi, non può “accontentarsi”. Gli altri, che io ho definito con gli aggettivi che avete letto, sono canne al vento, e si piegano secondo come spira quello che li vuole condizionare per gli scopi che più volte ho citato, e questo condizionamento agisce anche sulle scelte più importanti della vita.
    Ecco perchè sono convinto, che solo un raggiunto equilibrio con sè stessi potrà consentire di trasmettere quell’IO che sarà intercettato dalle antenne di chi si trova su quella “frequenza”.
    Noi “comunichiamo” chi siamo più con altri mezzi che non siano le parole. Queste spesso dicono quello che vorremmo essere, non chi siamo. Altri “mezzi” non verbali non mentono su chi siamo veramente. Per questo sottolineo da tempo che questi pur interessanti sistemi di comunicazione daranno sempre una visione mutilata del rapporto. E’ come vedere fotografato un bel piatto di pasta fumante quando hai appetito. Ti fa fa venire l’acquolina in bocca, ma solo perchè ne immagini uno simile assaggiato chissà quando. Se potessimo averlo veramente davanti sentiremmo il calore della pasta appena scolata, la fragranza dei vari ingredienti, quella del parmigiano e del basilico e sapremmo cosa aspettarci una volta assaggiato il primo boccone. E così è tra le persone: ci vuole il “contatto”, sentirne l’odore, vedere lo sguardo, ascoltarne la voce.
    Tutte cose cose che parlano di noi, più delle parole. Ciao a tutti.

  • 884
    maria grazia -

    ciao Valinda
    anzitutto piacere di conoscerti ! 🙂
    anch’ io ritengo che la mia storia con questo ragazzo che fa il camionista non sia decollata perchè prima di tutto da parte sua non è scattato un sentimento profondo, o comunque la voglia di approfondire la nostra conoscenza. sono portata a pensare, per quel poco che ho potuto percepire di lui, che ha idee piuttosto tradizionaliste sulla distinzione dei ruoli maschile e femminile. ecco perchè ho tirato in ballo il “femminismo” e perchè dico che anche questo può aver giocato la sua parte in quella che è stata la sua decisione. ma come dicevo prima il motivo principale per cui la storia non si è evoluta è appunto la mancanza di sufficiente interesse da parte sua, e non sono comportamenti o atteggiamenti sbagliati che posso aver avuto come donna ( come mi è stato più volte “rimproverato” qui nel forum ). sono sicura che anche il “mio” lui prima o poi deciderà di “sistemarsi” con la classica “fi.. di legno” che in paese viene da una famiglia modello e gode di buona reputazione, perchè di solito queste cose vanno sempre così. Questi tizi, dopo aver succhiato le energie ed essersi presi tutto il buono dalle donne generose, vere e spontanee, dopo puntualmente finiscono nella ragnatela di questi finti angeli e si fanno incastrare e rovinare per bene. Lo dico per esperienza, non per avvallare ipotesi da “zitella inacidita”.
    concordo pienamente con golem quando dice che di fronte all’ amore vero, qualsiasi barriera, qualsiasi schema mentale e precedente preclusione vengono a cadere come castelli di carta al vento. perchè se ci innamoriamo profondamente di qualcuno, secondo me qualsiasi possa essere stato il vissuto precedente di questa persona e qualsiasi immagine trasmetta all’ esterno, a quel punto non conta più. ma conta solo quello che sentiamo nel nostro cuore. un caro saluto

  • 885
    rossana -

    ciao Valinda,
    grazie per l’attenzione e per il saluto, che ricambio.

    non hai idea di quanto mi abbia fatto piacere questa tua affermazione, che condivido al 100%: “il mio è amore, non ricambiato ma sempre amore è.”

    mi dispiace per la disavventura. ci sono passata anch’io, pochi anni fa, e ho letto spesso di altre persone, non ricambiate, ma che hanno provato amore, a lungo, sia pure senza speranze… non giovani alle prime infatuazioni ma uomini e donne maturi, capaci di adeguate analisi sui propri sentimenti…

    può darsi che si intuisca in un partner qualità che muovono le nostre corde più intime ma che lo lascino indifferente nelle sue, nonostante la stima e il rispetto che può provare nei nostri confronti. purtroppo, capita, e nemmeno così di rado!

    mi fa piacere, comunque, che hai trovato in un uomo un’armonia molto bella. a volte non si può pretendere di più ma già è tantissimo quello che si è avuto: serve parecchio per restare positivi nel costruire il futuro, che ti auguro pienamente soddisfacente.

  • 886
    Golem -

    “…abbiamo anche provato a continuare a vederci da amici ma io ho deciso di chiudere…perchè il mio è amore, non ricambiato ma sempre amore è.
    e se solo mi fermo un attimo a pensarci mi sento un po’come diceva VERITA’, come se avessi costantemente dei pugni sullo stomaco, un dolore opprimente al petto…spero passi presto.”
    Ciao Valinda, mi permetto di intervenire sulla frase che appena riportato che per me è un po lo spartiacque tra quello che io PENSO debba essere l’amore e quello si sperava…lo fosse.
    Non so se hai letto la recensione che ho inviato del libro “Donne che corrono coi lupi” dove si parla di coloro che sono convinte che il loro amore basti a guarire il Barbablù che le ha irretite, senza mai riuscirvi naturalmente.

    Sono certo che dalla descrizione che hai fatto di quell’uomo, questo non abbia “la barba” e ancora meno blù, quindi immagino che non ti abbia presa in giro, non ti abbia raccontato bugie e non ti abbia umiliato nel tempo in cui siete stati insieme (?), tuttavia tu senti un dolore opprimente al petto, dove si trova il cuore, sospetto. Allora ti faccio una domanda: a prescindere che sia ricambiato, l’amore è amore anche quando fa soffrire? Sia che lui sia uno stronzo o che non lo sia, come sembra nel tuo caso?
    Io credo di no, perchè se tu amassi veramente quell’uomo, SARESTI SERENA E APPAGATA anche senza di lui e non con il cuore spezzato.
    Volevi lui, il che è umano e comprensibile, ma l’amore trascende qualunque forma di possesso, anche… amorevole, non so se sono riuscito a spiegarmi.
    So che ti prospetto una condizione paradossale, ma se ci pensi bene, AMARE vuol dire volere il bene di un’altra persona, e se questo bene per lui corrisponde allo stare senza di te, e tu lo accettassi come possibilità senza scomporti, anzi, gioendo del suo stare finalmente BENE, ALLORA quello sì si potrebbe chiamarlo AMORE, e il fatto che non sia ricambiato diventa del tutto irrilevante.
    Nessuno ci riesce, nessuno che io abbia conosciuto, perchè semplicemente non si riesce MAI a separare il desiderio di POSSEDERE l’oggetto del nostro amore dal concetto di amore, e forse io per primo. E l’unica possibilità perchè questo AMORE si concretizzi è che vi sia reciprocità, cioè che l’amore, anche sotto forma di “amorevole possesso”, coincida in tutti e due, altrimenti è solo “poesia”, sogno, illusione, ma non amore. Per quello ci vogliono tutti e due i protagonisti.
    Solo in un caso a mio parere l’amore NON ricambiato ha dignità: quello della madre. Ciao

  • 887
    maria grazia -

    golem
    quando io parlo dei “barbablù” mi riferisco sopratutto all’ uomo che cerca la brava ragazza da “incastrare”, per assicurarsi il possesso della persona da una parte, e l’ approvazione sociale dall’ altra. difatti di solito le unioni più osteggiate sono quelle dove la Lei della coppia mostra un forte temperamento e una notevole forza di carattere. personalmente ho sempre diffidato di più sopratutto di quegli uomini che dicono di volerti “salvare” dalla solitudine, da un tipo di vita che loro descrivono come “dissoluta”. stai pur sicuro che accettare di accompagnarsi a questi tizi, nove volte su dieci significa finire nella tana del lupo, nella CANTINA, insomma. L’ uomo che dichiara apertamente di volere solo sesso, o comunque di non cercare intenzionalmente legami impegnativi, è onesto e vero. ed è anche l’ uomo che, semmai gli dovesse capitare di innamorarsi, ti amerà in maniera autentica, ti rispetterà anche come persona, proprio perchè quell’ amore sarà spontaneo e vero, e non dettato da vuoti e carenze personali, dalla necessità di rispondere a canoni sociali, o da altri scopi opportunistici.
    è molto interessante quello che dici circa l’ uso della parola in amore, e la tesi secondo la quale l’ innamoramento, più che da quello che DICIAMO all’ altra persona, scaturisce sopratutto ( quando questo avviene ) da un linguaggio non verbale, da ciò che noi EMANIAMO…
    comunque è verissimo che coloro che hanno “una marcia in più” faranno molta più fatica ad avere un rapporto di coppia, proprio perchè, per istinto, tenderanno ad essere molto selettivi.

  • 888
    Golem -

    MG, Barbablù e’ chiunque ti circuisce per poi succhiarti la vita. Che si tratti dell’uomo che vorresti e di cui sei innamorata o chiunque altro approfitti di una “forza” per trasformare in “debolezza ” il sentimento che un’altro prova per lui.
    “Barbablù” è prima di tutto un ladro, come tutti i bugiardi, ma può diventare un “assassino” quando ti priva della dignità del sentimento, anche con i modi amichevoli che quel tuo amore non ricambiato forse ti riservava, come racconta anche Valinda del suo. Sono pochi quegli uomini che hanno il coraggio di NON approfittare di certi ” sbilanciamenti” nella relazione, ma quelli che non lo fanno meritano la U maiuscola per questa lealtà, perché in quel momento ti stanno rispettando e in fondo, “volendoti bene” in un certi senso.
    Bisognerebbe avere il coraggio di riconoscere che un amore non ricambiato e’ un amore inutile, a meno che ci si consideri così poco per riconoscere di accontentarsi di AMARE chi NON ci vuole.

  • 889
    Dottor -

    d’accordissimo con mariagrazia qui!! perfetta analisi nel commento 887!! brava

  • 890
    maria grazia -

    golem
    pienamente d’ accordo con quanto dici nel post 888, nulla da eccepire. bisogna anche dire che spesso siamo noi donne che ci intratteniamo volutamente e ostinatamente con IL LADRO, sperando che il manigoldo diventi un Uomo onesto( con la U maiuscola ). ma sai … amiamo le sfide – proprio come voi uomini – e per molte di noi sarebbe troppo semplice, quando abbiamo sete, accedere direttamente all’ acqua fresca, piuttosto che cercare di farla uscire dalla sorgente rinsecchita…
    l’ amore non corrisposto è inutile nel momento in cui nutriamo su quell’ amore delle aspettative. se ci limitiamo a viverlo come una semplice esperienza personale che ci aiuterà a crescere, nulla di male. ben sapendo, ovviamente, che prima o poi questa passione dovrà terminare e cedere il posto a un RAPPORTO VERO E RECIPROCO.

    mi fa piacere dottor che approvi il mio commento. un salutone 🙂

  • 891
    Golem -

    Solo un appunto prima di andare a dormire, dopo la scorpacciata di calcio. L’amore non ricambiato appare più grande di quello che è solo a causa della tensione che da’ l’incertezza continua. È un moto di emozioni non di sentimenti. È questo il grande inganno che lascia nella memoria. E spesso proprio a causa di quelle emozioni non sono rare le ricadute. Dal punto di vista della “crescita” è del tutto inutile, perché con l’amore che fa crescere non ha nessun punto di collegamento, se non l’illusione. E’ adrenalina, una droga. Buona notte.

  • 892
    Kid -

    In ogni caso ogni discorso ed analisi sono riduttivi , perché si sta discutendo del paradosso della vittima e del carnefice come se esistessero sempre ed in ogni rapporto un “buono” ed un “cattivo” . Io credo nell’onestà di fondo della maggior parte delle persone , ma conoscendosi nel corso di una relazione si scoprono maggiormente le affinità o i punti di rottura . Spesso , si va avanti, bilanciando “pro” e “contro” finché dura , spinti dal sentimento . Ma questi equilibri possono cambiare e gli esiti possono essere molteplici . Non saprei se davvero sia giusto individuare il responsabile di una rottura , piuttosto che ammettere che una storia abbia dato tutto quello che poteva dare . Sarebbe come giocare con i “se”! Credo che sia fondamentale guardare sempre avanti ma tenere un metro di paragone con sé stessi , con quanto si è imparato e con ciò che si vorrebbe o non vorrebbe ripetere . Direi che in finale sia questione di fortuna nel fare l’incontro casuale con la persona più adatta al modo di essere di ciascuno , ma poi è l’esperienza e gli obiettivi comuni che permettono ad entrambi di remare nella stessa direzione . Anche in questo caso , comunque sarà impossibile prevedere quanto sarà lungo il viaggio , perché l’aspetto individuale dei protagonisti rimane sempre vivo . Non serve granché dare colpe , oppure riportare tutto alle categorie psicologiche della vittima e del carnefice , che alla fine sono libere interpretazioni di due ruoli che ricoprono soltanto una parte della verità , nonché tra loro eventualmente intercambiabili . Credo che il salto di qualità , nel vivere anche un “fallimento” non più come un lutto ma come un evento, facente parte dei possibili esiti , lo si faccia solo quando con onestà si ammetta che una relazione , ad un certo punto , non aveva più niente da dare . Perché remando in due direzioni opposte si rimane fermi e alla mercé delle maree . Ma questo capita . Semmai si potrebbe discutere non già sul perché , cioè le ragioni supposte, evitando così di perdersi tra i “se” , spesso soggettivi , ed avere più cura del “come”, evitando di scadere nelle parole e negli atteggiamenti con l’intento di ferire , uscendo vincitori a tutti i costi. Questo lo trovo evitabile in tutti i sensi , per non dire poco edificante!

  • 893
    rossana -

    Kid,
    concordo: “si sta discutendo del paradosso della vittima e del carnefice come se esistessero sempre ed in ogni rapporto un “buono” ed un “cattivo”.” – e aggiungo, per paradosso: come se l’amore coinvolgesse di solito un’ochetta e un drago. casi da manuale.

    secondo me, può essere così ma NON sempre lo è. a volte, anzi, le apparenze ingannano, e di brutto. non è per niente infrequente che, a livello psichico, chi si immagina stia dando all’altro persino l’anima in realtà stia invece assorbendo da lui una linfa per sè più che vitale. non ci si infila in strade chiuse o accidentate per il piacere di farlo! spesso sono passaggi obbligati. i casi di nevrosi acuta portano poi a ripetere le stesse scelte negative; la normale evoluzione emotiva, e un pizzico di fortuna, invece, portano a lidi più fecondi. l’importante resta mettersi in gioco, vivere per vivere…

    è come se, visto che l’intreccio PERFETTO ed ETERNO è rarissimo, tutti gli altri sforzi e tentativi d’amare diventassero un nulla su cui sputare. per me non è così: ogni sentimento, sia che porti positività che negatività, va, se non apprezzato, almeno rispettato nella sua umana essenza. l’amore è miele e fiele. a pochissimi è concesso di avere soltanto il primo, e spesso nemmeno per loro merito.

    è anche come se, non avendo avuto il miracolo dell’incontro-estasi, che ha poi confermato tutti i migliori presupposti per una felicissima vita a due, tutti gli altri tipi d’amore, più o meno realizzati, fossero da buttare o da classificare come negativi e/o insignificanti. sono e restano moti del sentire, legittime aspirazioni alla condivisione di sè, tentativi e sforzi vitali.

    lo scrivo per me a ragion veduta: con l’amante ho avuto l’immenso dono dell’amore a prima vista, che mi ha resa felice. ammetto che sia stato travolgente, tanto da indurmi a seguirlo a ogni costo. non per questo però non considero amore tutto quello che ho provato e fatto per anni e anni per l’uomo che avevo prima sposato. poco importa che questi non abbia saputo, potuto o voluto, ricambiare come mi ero aspettata che potesse fare, non tanto come persona ma come padre: per me è stato amore e passione ugualmente. forte e importante, tanto da non finire mai del tutto, nemmeno dopo il divorzio.

    concordo anche su: “ogni discorso ed analisi sono riduttivi” – in quanto ognuno è un essere a sè, dà quello che ha, o anche soltanto quello che può, e fa quello che le circostanze interne ed esterne gli consentono di fare. opinione soggettiva!

  • 894
    Golem -

    “evitando di scadere nelle parole e negli atteggiamenti con l’intento di ferire , uscendo vincitori a tutti i costi.”

    Non c’è dubbio Kid, la sfida “su chi la vince” sottintende sempre un bisogno di dimostrare a sè stessi una forza che si ritiene di non avere, quindi un’indiretta debolezza.
    Nello scambio di opinioni la “vittoria” sta nel saper approfittare dei nuovi aspetti che emergono dal dialogo, e che possono arricchire e “aggiustare” il proprio punto di vista, il resto è inutile spreco di energie.
    Questo atteggiamento vale sempre, anche nelle relazioni sentimentali, dove, come sostieni correttamente, il finale non è mai scontato.

    Ma come vedi, anche tu convieni sul fatto che si potrà discutere all’infinito di amore, di relazioni, ma arriveremo sempre a concludere che manca sempre “tanto così” per capire il segreto di quel mistero che come diceva Dante “move il sole e l’altre stelle”.

    E’ il caso o la fortuna quell’ingrediente segreto? Credo di sì, come in tutte le cose importanti della vita, dal nostro concepimento dovuto all’incontro casuale di un anonimo spermatozoo tra milioni e quell’ovulo, sino all’ultimo respiro.
    La vita è quel paradosso per cui ci sentiamo “protagonisti” di uno spettacolo del quale siamo in realtà solo “spettatori”.

  • 895
    rossana -

    Caro Giampaolo,
    scusa se rispondo prendendola “alla larga”: so fare solo così, nell’intento di “chiarirmi” il più possibile e di essere anche il più chiara possibile. Da decenni esamino e approfondisco tutti gli intrecci amorosi minimamente significativi di cui vengo a conoscenza (da quello più che trasgressivo della Regina egiziana Hatscepsut con l’arch. Semenut – 1500 circa a.C. – a quello più che tradizionale e recentissimo di Raimondo e Sandra Vianello). Pochissimi sono stati gli amori equilibrati, rimasti pressochè inalterati fino alla morte di uno dei due partner, che pure avveniva in modo più precoce di quanto non accada ora.

    Banale ma vero: il rapporto d’amore adulto è la MASSIMA espressione di un essere umano, che ne coinvolge tutti gli aspetti (corpo, mente e cuore) nel modo più totalizzante, con tutti i pregi e i difetti connotati nell’insieme del suo temperamento e della sua formazione. E’ di conseguenza anche il più arduo da realizzare in modo gratificante.

    S’impara ad amare nel modo giusto soltanto se così si è stati amati. Paradossalmente, chi ha PIU’ BISOGNO d’amore, maggiormente si sforza d’amare, più per ricevere che per dare. Una persona può avere un ottimo equilibrio nel lavoro, nello studio, nella vita sociale, ed essere carente nella maturità emotiva, oppure più o meno “disturbata” a livello di capacità di relazioni profonde. Ci sono soggetti emotivamente più maturi e caratteri più stabili; altri, invece, sono più fragili e più mutevoli, sia in senso evolutivo che involutivo. Le differenze sono tali e tante da scoraggiare qualsiasi tipo di classificazione.

    Ogni amore, anche il più riuscito e il più sincero, è destinato ad affievolirsi nella sua espressione fisica, a diventare puro e semplice affetto, oppure a svanire del tutto. Nell’imperfezione e nella debolezza dell’essere umano sta l’incertezza e la temporaneità del sentimento amoroso. Se fosse vero soltanto quello che è perfetto e immutabile, cosa mai lo sarebbe su questa terra? Rinnegare quello che, con tutti i suoi limiti è stato, sarebbe come rinnegare se stessi. Può succedere che con il tempo si cambi più della media, e che quello che è stato non sia più, con l’alternativa di non prendere atto a parole del cambiamento, oppure di esasperarlo, nella speranza, spesso vana, di una nuova rivivificante relazione. In linea di massima l’esistenza degli esseri umani è piena e completa quasi soltanto quando si ama. E siamo noi a scegliere…

  • 896
    rossana -

    … La struttura mentale maschile è più stabile e più concreta (l’uomo può tradire fisicamente ma sente in modo più pregnante il senso di responsabilità per la donna, che la Bibbia definiva “della sua gioventù”). Per la femmina, anche per il tipo d’espressione d’amore fisico proprio del suo sesso, può diventare difficile continuare a “darsi” se non ama più. In tal caso il suo peggior difetto, alimentato da forme educative tendenti a renderla insicura, è quello di rinnegare l’amore provato, sia per poter chiudere definitivamente con il passato che per alleviare il senso di colpa derivante dalla sua incapacità di essere costante nel tempo quanto il maschio, almeno nelle forme.

    Ogni storia d’amore ha ragioni diverse per nascere, per morire o mutare. Troppo spesso se ne scordano persino le iniziali emozioni. Tuttavia, rinnegare un amore, ricambiato o respinto, grande o piccolo, profondo o superficiale, altruistico o egoistico, sano o malato, proficuo o nefasto, per me è come rinnegare nella notte che ieri sia esistita la luce, fioca o accecante, a seconda dei casi. Un voler annullare un vissuto soltanto perché non si è concretizzato o non è durato all’infinito. Era l’espressione migliore e più completa di uno o più semplici esseri umani, impregnati di forza ma anche di debolezza, soggetti a cambiamenti il più delle volte indipendenti dalla loro volontà. Poi, dipende da ogni singolo individuo definirne la verità e l’essenza, per sè e per l’altro, nell’intento di conservarne il ricordo, se ritiene che ne valga la pena. Forse l’importante è stato pur sempre il vivere un tale sentimento, anche soltanto in se stessi, e aver così avuto modo di esistere intensamente, almeno per un certo lasso di tempo.

    L’amore eterno, quello che negli esseri umani fa “girare” il mondo, in opposizione al potere, muore e rinasce a ogni istante su tutto il pianeta in uomini e donne diversi, in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue sfumature, superando a volte la morte, ma MOLTO di rado e non per “colpa” di chi lo prova, nel bene e nel male. Non ha nemmeno la consistenza della carne, pur destinata al disfacimento, essendo un impulso del sentire.

    Una delusione si può superare soltanto dopo averla analizzata ed elaborata, come per un lutto. Non sempre si è come si vorrebbe essere: ognuno può fare soltanto il meglio di cui è capace. In molti casi possiamo essere noi stessi a fabbricarci illusioni e a pretendere più di quanto gli altri possano dare.

    Un abbraccio a te e a Fabrizio.

  • 897
    maria grazia -

    golem
    posso dire che la storia più importante della mia vita è stata proprio con un uomo che non ha potuto corrispondere al mio amore per lui, o comunque non in uguale misura rispetto a quello che provavo io. eppure, insieme abbiamo vissuto una storia intensa e bellissima, per quanto fosse in molti tratti problematica, una storia in cui abbiamo condiviso anche cose importanti. non so fino a che punto lui non mi abbia potuto amare fino in fondo per via del mio modo di essere o di una mancanza di sentimento da parte sua. fatto sta che per me questa storia durata cinque anni ( bella e al tempo stesso sofferta ) mi ha DAVVERO aiutato a crescere, a capire CHI SONO, COSA VOGLIO E COSA NON VOGLIO. alla fine naturalmente ho dovuto arrendermi di fronte al fatto che da questa persona non avrei mai potuto ricevere di più di quello che mi aveva sempre dato, e ognuno ha preso la sua strada. Ma io la ricorderò sempre come la storia che, più di altre, mi ha segnato nel profondo, arrivando a modificare la mia personalità. In meglio, credo.

    “è come se, visto che l’intreccio PERFETTO ed ETERNO è rarissimo, tutti gli altri sforzi e tentativi d’amare diventassero un nulla su cui sputare. per me non è così: ogni sentimento, sia che porti positività che negatività, va, se non apprezzato, almeno rispettato nella sua umana essenza. l’amore è miele e fiele. a pochissimi è concesso di avere soltanto il primo, e spesso nemmeno per loro merito.”

    “Credo che il salto di qualità , nel vivere anche un “fallimento” non più come un lutto ma come un evento, facente parte dei possibili esiti , lo si faccia solo quando con onestà si ammetta che una relazione , ad un certo punto , non aveva più niente da dare . Perché remando in due direzioni opposte si rimane fermi e alla mercé delle maree .”

    per l’ appunto … 🙂

  • 898
    rossana -

    Maria Grazia,
    visto che mi citi, e stavolta non con sfumature critiche, posso scriverti che ho appreso con piacere che la storia “più importante della tua vita”, durata anni, nel bene e nel male, ti abbia dato TANTO. è bello che sia stato così e che tu così la possa ricordare!

  • 899
    Golem -

    Non ne dubito che molte donne ricordino gli amori non corrisposti come tra i più belli, anche la mia per quello che ho capito, nonostante il personaggio non le abbia dato niente per sua stessa ammissione . Infatti non è quello che si riceve, in questi caso, quello che conta, ma quello che si è dato, e l’intensa’ emotiva con la quale ci si è dati, che è SEMPRE superiore a quella di un amore SICURO. Non a caso quasi tutta la letteratura amorosa è incentrata su QUEL desiderio.
    Dante ha composto i sonetti su Beatrice quando non l’aveva e Gozzano scrisse : ” non amo che la rosa che non colsi, non amo quello che poteva essere e non fu”.
    Il desiderio e’ il grande motore di questo fenomeno, quello che ti fa patire, sperare, soffrire, ma non c’e ancora l’amore in quelle storie, ma solo la speranza di questo.
    Se proprio vogliamo onorare questo fenomeno lo dovremmo assimilare ad una lunga fase di innamoramento, ma l’amore e’ tutt’altro, e’ costruzione, progetto, crescita reciproca, serenità. Non più adrenalina quindi ma ossitocina, l’ormone della TRANQUILLITÀ.
    Cosi come per il maschio la brama sessuale e’ rappresentata dall’eccitazione da sfogarsi anche con la prima che gli capita per le mani, il corrispettivo femminile è indirizzato verso UN SOLO maschio, e se questo non corrisponde ( come si vorrebbe) ma attrae, si verificano quelle emozioni eccitatorie di cui parlavo, che lasciano traccia nella memoria molto più che un amore corrisposto. È la stessa sindrome che fa si che gli uomini inaffidabili, sfuggenti e non domabili siano così irresistibili per la maggioranza delle donne. È sempre più affascinante di un uomo di cui si possono prevedere le mosse. In fondo, banalmente e’ il motivo per cui si prova l’ottovolante o il tunnel della paura al luna park: l’eccitazione.
    Sono sicuro che ci sarà stato qualche uomo che ti ha trattata meglio di quell’amore di cui parli, ma tu ricordi quell’altro come “the best”, perché? Non dovrebbe essere il contrario?
    Come ho detto, ritengo che l’amore non corrisposto sia una questione di emozioni che non di sentimenti, perche’, come ho citato in altre occasioni, si vaneggia più per la vetta che non si è conquistata che quella dove si è piantata la bandiera. Anche se da quest’ultima, finalmente seduti e sereni, si potevano ammirare panorami sconfinati e respirare aria pulita invece delle sofferenze e dei dolori patiti durante la salita. Ma si ricordano queste ultime, nelle quali si intravede anche un po’ di compiaciuto masochismo

  • 900
    Kid -

    “Paradossalmente, chi ha PIU’ BISOGNO d’amore, maggiormente si sforza d’amare, più per ricevere che per dare.”

    Ed è proprio vero!

    “Perché remando in due direzioni opposte si rimane fermi e alla mercé delle maree .”
    per l’ appunto … 🙂

    Ed uno dei due finisce a-mare !
    Da cui:” Finché la barca lasciala andare, tu non remare” !Perché senza accorgertene , potresti anche remare contro! Eh , Orietta, zitta-zitta, la sapeva lunga!

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