Salta i links e vai al contenuto

Tutto finito per orgoglio (il suo)

  

Ciao, cercherò di essere il più sintetico possibile. Sono stato con la mia ex per 13 anni, io in una città e lei in un altra. Tredici anni avanti e indietro nei week-end. Siamo cresciuti insieme. Oggi ho 35 anni compiuti, nel 2005 mi diagnosticarono un cancro, la mia prima preoccupazione fu quella di poter dare o no figli alla mia ragazza. Seguirono l’operazione e le chemio. Fu un duro colpo per tutti noi, ma superai il tutto con forza e ottimismo, ma soprattutto con il supporto di lei. Lei a differenza di me è sempre stata piuttosto rigida, mi ha sempre fatto mancare delle semplici coccole, e privato di un lato molto importante in una relazione, il sesso. Il sesso che per mè non è mai stato fondamentale, ma comunque di rilevanza e intesa. Passano quattro anni, e in più di un occasione le chiesi di sposarmi e di provare ad avere un figlio.
Arriviamo alla fine del 2009, e un giorno durante un esame cografico di routin oncologica, mi diagnostico un secondo tumore. Incomincia nuovamente l’incubo, questa volta appesantita dalla recidività della malattia. Non ci potevo credere, sentii più medici, e per due mesi non fecero altro che farmi dei dolorosi prelievi del tessuto per analizzarlo.
Una sera, di ritorno da un medico specialista, sconvolto per quello che mi aveva detto e annunciato in caso di una seconda operazione, telefonai nel terrore alla mia ragazza, e le dissi: iI dottore mi ha detto che è un tumore maligno, e mi devono operare nuovamente, ho proviamo a fare un figlio ora o non potremo più.
Lei mi disse che avrebbe immediatamente smesso di prendere il contraccettivo e che avremo provato, non lo fece e io al momento non le dissi nulla. A marzo 2010 mi operarono, mi tolsero il tumore e ogni speranza di avere ancora un figlio.
Nei mesi seguenti decisi di lasciare la mia città per trasferirmi nella sua. Passammo una bella estate. Incominciammo a guardare un appartamento per me e così arrivammo a fine settembre. Un giorno, a passeggio nella mia città incontrammo un mio caro amico che ci parlò dei problemi con la sua compagna, quando ad un tratto la mia ragazza se ne uscì con una battuta infelice riguardo alle mie proposte di matrimonio. Io e lui ci guardammo attoniti, mi sì svuotò lo stomaco e si scoperchiò il vaso di Pandora. Nello shock della malattia avevo rimosso totalmente il fatto che non avesse smesso di prendere la pillola, negandomi di avere mai un figlio. Vi sembrerò egoista e immaturo ad averle chiesto questo, ma in quei momenti ti rendi conto di non aver lasciato nulla sulla terra.
Ad ottobre dopo settimane che mi pressava sul mio umore nero verso di lei, ne parlai prima con mia madre e poi con lei, e svuotai il sacco. Lei scoppiò in un grande pianto e l’unica cosa che seppe dirmi fù ”sono troppo razionale per fare certe cose” cioè un figlio non lo avrebbe mai improvvisato, almeno con me dico io.
Le dissi che avevo bisogno di riflettere sul da farsi, lei non fece mai una mossa verso di mè, ma al contrario fece l’offesa e si mise sulle difensive. Oramai mi ero trasferito con la mia attività nella nuova città, e non potevo tornare indietro nuovamente. Tra ottobre e fine dicembre ci vedemmo per parlare, ma non ne cavammo un ragno dal buco e decisi di lasciarla o almeno di vedere cosa avrebbe fatto se l’avessi messa alle strette. Non fece mai nulla, nemmeno un minuto del suo tempo lo dedicò a cercare di riprendermi. Dopo tredici anni passati insieme, due malattie e altro, mi accorsi di non valere poi così tanto visto che non mi cercò più.
Poche settimane dopo feci la conoscenza di una nuova ragazza, e insieme ci buttammo in un vortice di passione e purtroppo violenza. Lei tanto bella ma oimè tanto matta. Io avevo bisogno di calore umano e amore e decisi di intraprendere questa nuova e folle relazione che si concluse sei mesi dopo tra sberle insulti e polizia. Mi feci inghiottire dalla sua bellezza esteriore e dalla sua follia. Le raccontai tutta la mia vita, con le mie gioie, passioni frustrazioni e paure, lei abilmente utilizzò tutte queste cose per svilirmi e dominarmi. Minacciò due volte il suicidio e dovetti chiamare il 118 per la paura di un suo gesto folle. Non le andava bene il mio lavoro, i miei amici, i miei genitori, insomma tutto quello che era venuto prima di lei. Incominciai a tagliare i ponti con tutti per paura di una sua ennesima scenata di gelosia. Mi insultava appena la pensavo diversamente da lei, arrivando persino a dirmi che i tumori me li ero voluti io e che capiva perché la mia ex non volle mai figli da me, finché alla fine me ne andai, ma purtroppo qualche settimana ci rivedemmo e concludemmo la storia nei peggiori dei modi. A distanza di sette mesi, nella frustrazione più totale ho cercato di riprendere i contatti sia con una che con l’altra, ma ho dovuto prendere un’altra mazzata da entrambe. In conclusione oggi mi sento solo, finito come uomo, come professionista e profondamente angosciato dal mio futuro, non so da dove ricominciare.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

Lettere correlate:

Continua a leggere lettere della categoria: Amore

4 commenti a

Tutto finito per orgoglio (il suo)

  1. 1
    sarah -

    mi spiace per ciò che hai passato ma non comprendo il motivo di cercare di ricontattare entrambe.Sei stato anni con una persona fredda e gelida che di te se ne è sbattuta,è vero che non si può fare un figlio su due piedi,un conto è programmarlo ENTRAMBI,un altro farlo di fretta e furia,non siamo macchine, probabilmente lei non voleva una vita con te e tu ti sei buttata sulla prima che hai trovato per non sentirti di nuovo abbandonato ma per questo tuo istinto hai negato a te stesso una vita,libertà,amici e chissà cos’altro,non devi amare chi non può amarti,devi amare te stesso o finirai sempre ocn gente del genere,vacci piano,non c’è molto che posso dirti,solo di non buttarti così nella vita di una donna per paura di restare solo, perchè l’abbandono che senti è ancora peggio.

  2. 2
    riders -

    Grazie Sarah, non sò nemmeno io perchè ho fatto quello che ho fatto, ma sicuramente di base c’è la paura di rimanere solo, e quindi piuttosto della solitudine ho preferito ricercarle. Purtroppo non sono stato supportato nemmeno dalla mia famiglia che continua comunque ad avere contatti con la ex storica, e mi rimproverano per la decisione che ho preso. E’ vero che un figlio non lo si programma, ma penso che in un momento tragico e senza ritorno come quello, invece di dirmi di sì sarebbe stato meglio parlarne. Ora lei però una famiglia e dei figli può averli, ma io no.Vedo la fuga da tutto e da tutti come unica medicina per guarire

  3. 3
    LIU' -

    Probabilmente la storia con la tua prima ex era una di quelle storie dove ci si trascina troppo, siete andati troppo oltre senza prendere mai una direzione, abituati l’uno all’altro fino ad arrivare a scemare..diciamo che nonostante le cose che scrivi c’è anche da dire che è rimasta lì anche quando sei stato male, forse non era in grado di esprimere dolcezza, forse non lo era semplicemente, fatto sta che esistono persone in grado di fregarsene totalmente e abbandonarti nel momento del bisogno..
    Per quanto riguarda il figlio bè..è un discorso troppo delicato..tu eri lì che dovevi affrontare l’ennesimo calvario, ti sei mai domandato se magari la sua poteva essere paura di restare da sola con un figlio? Le mie sono solo considerazioni in base a quello che hai scritto..solo tu la conosci e puoi sapere cosa ti trasmetteva..
    Apprezzo molto la tua sincerità quando rispondi a sarah dicendo che probabilmente le hai cercate per la paura della solitutine, non tutti sono così umili..
    Hai avuto nella sfortuna la fortuna di uscirne e di essere ancora qui, un motivo ci sarà…vale la pena davvero disperarsi per quello che ti ha lasciato la tua vita sentimentale? Hai ancora tanto tempo davanti a te per incontrare la persona giusta, in grado di capirti…

  4. 4
    riders -

    Ciao Liù,la cosa che continua a non darmi pace è che se ci fossimo messi a parlare seriamente, senza mettere in mezzo l’orgoglio, cosa che io ammetto di aver fatto, ma di aver sempre lasciato una porta aperta al dialogo, non si sarebbe arrivati ad una fine così avvilente. Non smetterò mai di ringraziarla per esserci sempre stata nei momenti difficili, lei è una persona straordinaria, e qui non c’è dubbio, ma era anche giusto raccontarle il mio disappunto, essere ascoltato e poi parlarne insieme, invece lei ha fatto muro. Mi ha accusato di aver mandato tutto a TR..ie, ma ho solo aperto una crisi, una crisi in tanti anni, io dasolo non potevo contenerla, dovevamo essere in due.Oggi, lei e i suoi genitori sentono ancora i miei famigliari, ma non vuole ne vedermi ne sentirmi perchè dice di stare male per settimane,mentre i suoi genitori non li ho mai sentiti ne visti un giorno da quando vivo a 2km da casa loro.

Lascia un commento

Max 2 commenti x volta ▸ Mostra regolamento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili