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Tutte le vite che non sto vivendo

di ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo

Quanti caratteri ho a disposizione per esporre il mio problema? Non so… ma chiedendomelo ne ho già persi troppi. Quanti me ne rimangono ancora!? Eccone altri 30 che se ne sono andati.
Perduti.
Beh, comunque questo è un buon modo per riassumere la mia angoscia: la costante, infinita e irrimediabile sensazione di perdita.
Perdita di tempo, perdita di memoria, perdita di denaro… ma più` in generale perdita di possibilità.
Non posso fare a meno di pensare in ogni istante a tutto quello che mi sto perdendo. Se vivo in una citta` penso che potrei essere piu` felice in un’altra, se sto con una ragazza all’improvviso desidero tutte quelle che incontro per strada, se sto facendo qualcosa penso che forse sarebbe meglio fare qualcos’altro. A volte credo di impazzire. Puo` sembrare sciocco, ma a me pare irrimediabile. Non stiamo parlando semplicemente di rimpianto, di insoddisfazione o della cara vecchia paura della morte. Perche` per avere 25 anni sono piuttosto orgoglioso della mia vita, ho una laurea, un lavoro appassionante e ben retribuito, ho vissuto in 4 diverse citta`, ho una ragazza fantastica da ormai 3 anni. Insomma non cambierei quasi nulla. Ma sono anche cosciente che tutto questo e` terribilmente contigente! Adoro la vita, ma non riesco ad accettare il fatto che sia UNA sola unica vita. Quindi non mi consola l’idea del suicidio né quella di ricominciare tutto da capo. Potrebbe andarmi peggio come andarmi meglio, ma la mia vita sarebbe solo una misera serie di coincidenze.
Non voglio fare domande sciocche come “qual’e` il senso della vita?” oppure “esiste il libero arbitrio?”
voglio solo sapere “voi pensate mai a tutto questo?” e se si` “come fate ad andare avanti!?”
Perche` io non trovo quiete…

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Categorie: - Me stesso

29 commenti

  • 1
    Alessandro -

    Forse desideri ciò che non puoi avere… e questo desiderio, o meglio, ossessione non ti fa apprezzare quello che hai.
    Io ero come te, ho desiderato sempre altro, ma quando ho perso quello che avevo, sai cosa mi è rimasto? nulla…
    …e ora darei qualsiasi cosa per avere ciò che avevo e che ora non ho più.
    Il problema è che se non proviamo sulla nostra pelle la perdita, non ci rendiamo conto…
    …è una maledizione.
    Ora mi ritrovo intrappolato in una prigione senza sbarre e senza muri. Sono prigioniero della mia mente, perennemente insoddisfatto. Che dire…

  • 2
    seastorm -

    Secondo me quando desideriamo una cosa diversa da quella che abbiamo, è perchè non siamo completamente soddisfatti di ciò che abbiamo.
    Io fino ad un mese e mezzo fà, stavo con una donna, che per me era il top, non vedevo nessun altra, lei e basta, quindi lei mi soddisfaceva al punto di non desiderare nessuna al suo posto.

  • 3
    Lorenzo -

    Ti capisco alla perfezione! Mi sembrava di leggere nella mia testa! Pensa che ad un certo punto della mia vita (più o meno quando avevo la tua età, ora ne ho 29…) ho anche preso un quaderno e lì c’ho cominciato a scrivere tutte le cose che secondo me stavo perdendo nella vita (ci scrivevo di tutto: opportunità di fare carriera, donne, viaggi, occasioni di socializzazione…).

    Al momento di scegliere l’università ho scelto di andare fuori perchè non potevo perdermi l’esperienza in una grande città universitaria, poi mi sono sentito “costretto” a fare l’Erasmus per lo stesso motivo, il Leonardo idem. Ma questa sensazione non s’è ancora placata: oggi vivo con un lavoro gratificante a livello personale, meno dal punto di vista economico, e dentro di me sento che dovrei partire, andare all’estero per cercare qualcosa di meglio. Mi sembra che se così non facessi perderei occasioni, sensazioni importanti nella mia vita che poi non potrei più riprovare…Avevo una storia importante che ho rotto qualche mese fa, perché credevo (sbagliandomi) che in giro potessi trovare di meglio…

    Come faccio ad andare avanti e a trovare “quiete”? A volte mi placo pensando a quante cose ho fatto nella mia vita, penso ai miei amici che hanno fatto la metà delle mie esperienze e mi sento meglio. Penso che sicuramente la mia giovinezza l’ho sfruttata al meglio, e questa consapevolezza ce l’avrò sempre anche se a volte sento che ci sono un mucchio di cose che ancora non ho fatto e che mi sto perdendo…

    Spero di averti aiutato…mi piacerebbe continuare a parlare con te di quest’argomento che ci accomuna e che, credo, non riguardi poi molte persone…

  • 4
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Grazie per i vostri commenti,
    devo dire che in effetti ho spesso il dubbio di non essere “pienamente soddisfatto” tuttavia non penso che sia così semplice. Ovviamente sono certo che se perdessi tutto quello che ho, come è successo a te Alessandro, rimpiangerei molte di queste cose. Infatti non posso certo dire di essere infelice… ma quello che mi tormenta è che non posso avere la certezza che questo sia tutto il meglio che posso avere. Capite? è il dubbio il mio problema.

    Bisogna dire che ho sempre avuto molte difficoltà a scegliere.
    Per me non esistono cose buone/sbagliate in assoluto, non riesco a dividere tutto in bianco e nero. Faccio sempre delle graudatorie, delle raffinate scale di grigio e poi scelgo la prima classificata. L’ho sempre fatto, in ogni cosa: da quando devo ordinare un gelato a quando devo scegliere l’università da frequentare.

    Il problema è che con il passare del tempo le mie classifiche si fanno sempre più lunghe e dettagliate e non includono solo le possibilità reali ma anche le cose che “forse” potrei avere “se solo…” Lo so è perverso, ma non riesco a farne a meno…
    ma ora capisco che per avere la certezza di fare la scelta giusta dovrei conoscere tutti e provare tutto, quello che c’è al mondo. E questo è impossibile.

    Per fare un esempio pratico: credo di poter dire (onestamente) di non conoscere ragazze con cui mi trovo meglio che con la mia attuale compagna. Però per quanto lei sia fantastica è statisticamente probabile che esistano da qualche parte delle ragazze migliori. Ma finché sto con lei, ovviamente non avrò mai occasione di conoscerle. D’altra parte sarebbe stupido lasciarla in nome di una vaga possibilità, perchè potrei anche non conoscerle mai, queste “altre” ragazze e quindi pentirmene. E mentre faccio questi pensieri, il tempo passa e non mi sono veramente goduto quello che avevo. Sono bloccato in un limbo di speranze, rimpianti e possibilità. E non vedo via d’uscita…

  • 5
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    X Lorenzo

    …e` incredibile ma quando ho scritto la mia risposta non avevo ancora letto il tuo commento! Eppure parliamo esattamente delle stesse cose. Credo che tu mi possa davvero capire, e un po` mi consola sapere che potro` andare avanti per altri 4 anni senza impazzire 🙂

    Comuqnue le nostre storie sono incredibilmente simili.
    Da qualche anno tengo una (lunga) lista delle occasioni perdute.
    Ho lasciato la mia ragazza del liceo piu` o meno per gli stessi motivi (poi pentendomene) e mi sono spostato piu` volte durante l’universita`. Sempre forzandomi di ricominciare, sempre cercando qualcosa di nuovo (anche se in realta` stavo benissimo dov’ero). Ora sono finito a Londra a fare il dottorato dei miei sogni (o almeno credo che lo sia) ma nonostante tutto non riesco a liberarmi di questa inquietudine.

    Ecco credo che sia questa la parola giusta: inquietudine.

    Anch’io come te sono pienamente soddisfatto della mia vita, sopratutto quando (senza falsa modestia) mi paragono alla gente che mi circonda. Ma la mia non e` mai una felicita` tranquilla, pacifica ma e` sempre frutto di un continuo calcolo, paragone e riflessione che sinceramente comincia a stancarmi.

    A volte finisco per desiderare una vita semplice, quasi ascetica… vorrei vivere da solo (o al massimo con la mia ragazza) in un luogo sperduto i cui i giorni passano tutti uguali. Vorrei imparare a essere felice semplicemente per il fatto di essere vivo. Smetterla di pensare a tutte le varie possibilita` e cose da fare.

    Credi che questo sia possibile?

    Sarebbe bello avere anche l’opinione di qualcuno piu` maturo, per sapere se si puo` vivere felicemente una vita intera in questo modo oppure bisogna trovare un equilibrio prima o poi (per esempio che fare quando arriverrano dei figli?).

  • 6
    seastorm -

    Ma quanto siamo scemi tutti quanti, perchè non pensiamo che ciò che abbiamo è molto importante e che molti vorrebbero essere nelle nostre condizioni?
    Perchè non siamo mai contenti? se non ci accontentiamo di ciòche abbiamo, non saremo mai soddisfatti perchè c’è sempre qualcosa che riteniamo migliore, ma se il destino ci ha riservato questo, dobbiamo accontentarci e ritenerti fortunati, perchè non si guarda mai sempre avanti, ogni tanto guardiamo un pò nello specchietto retrovisore, guardiamo indietro.

  • 7
    Denny -

    Prova a pensare solo per un attimo che c,è gente come me che purtroppo è destinata nel rimanere sola nella vita, che non si fidanzerà mai più, anche se sono ancora giovane, mentre tu hai avuto questa fortuna, fanne tesoro di questo, ti saluto.

  • 8
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Cari Denny e seastorm,
    capisco perfettamente il vostro punto di vista ma non lo condivido…

    prima di tutto io non credo nel “destino” ne in nessuna volonta` superiore. Ognuno di noi ha delle possibilita` nella vita (molte o poche che siano) e sta solo a noi coglierle. E per quanto riguarda il discorso dell’accontentarsi il problema e` di nuovo “quando” bisogna accontentarsi? Come faccio a sapere “quanto” e` abbastanza? E sopratutto perche` dovrei accontentarmi se ho anche solo una vaga speranza di avere di piu`?

    C’e` sempre qualcuno che sta peggio di noi…
    (e probabilmente questo blog ne e` pieno) non dico che i vostri problemi non mi interessino, ma non mi aiutano a stare meglio. Perche` secondo questo ragionamento, per quanto la vostra vita sia difficile sono convinto che sia sempre meglio di quella del 80% della popolazione mondiale che deve lottare ogni giorno semplicemente per avere del cibo e dell’acqua potabile.
    Ma questo vi basta?
    Siete contenti della vostra vita?

    PS: sia chiaro che non voglio provocare nessuno, ne lamentarmi inutilmente… spero davvero che qualcuno abbia una risposta.

  • 9
    Sergio -

    La cosa che mi fa paura è che parlate tutti di destino…

    ALla fine la nostra vita dipende da nostre scelte e dalle scelte delle persone che incontriamo, purtroppo.

    Ma quale destino

  • 10
    Denny -

    Purtroppo per chi non c,è dentro in certe cose non può capire, è questo il problema! Io desidero solo avere una donna credo che sarei felice.

  • 11
    Naty -

    Ciao Ragazzo (abbrevio il tuo nick).
    Sono una donna abbastanza giovane ma certamente abbastanza matura 🙂
    Direi, pensando anche alla mia esperienza, che entro certi limiti sia abbastanza normale ciò che vivi: sei giovane e quindi vorresti come sperimentare tutto della/nella vita. Questo è la caratteristica credo principale della giovinezza.
    Dai venti anni ai trenta io ho fatto moltissime cose; mi separai (be’, non ci amavamo più, ma anche: io volevo fare tante cose, lui voleva mettere su famiglia a 32 anni) dal mio fidanzato storico e proseguii nelle mie ricerche.
    Ora però, siccome lamenti un disagio, mi pare che questo equilibrio giovinezza/ricerca non ci sia. Mi pare che tu abbia da ripulire un po’ la tua mente. Non a caso desidereresti vivere solo o con la fidanzata lontano da tutto (per rilassarti e non pensare suppongo: troppi stimoli, ma soprattutto nella tua testa). Prova – intanto – con un po’ di meditazione, yoga, vedrai, ti farà bene. Cerca anche letture che t’insegnino a “vivere il presente” (il tuo problema, mi pare, è che non sai vivere il presente). Auguri.

  • 12
    mk11 -

    Secondo me hai solo preso coscenza della morte ed è per questo che sei così titubante…ti sei reso conto che la strada è una sola e il cammino breve…potresti anche aver preso coscenza di un’altra cosa,e cioè che forse non esiste niente dopo la morte,piano piano te ne sei reso conto e allora non sai se riuscirai a soddisfare tutti i tuoi desideri con un solo tiro…se è cosi rilassati ed accetta la condizione umana……

  • 13
    pablitot -

    buongiorno a tutti…
    posso dirlo? bellissimo argomento quello che hai esposto qui ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo 🙂

    nel senso è un “male” comune che tante persone hanno, chi più chi meno. il problema a mio parere è sempre quello di avere davanti a se il proprio libro della vita ed iniziare a sfogliarlo… tutti noi abbiamo delle pagine piene del nostro passato, qualcosa che stiamo scrivendo adesso e ancora tante pagine bianche che devono essere scritte.
    ecco purtroppo a volte ci si intestardisce a voler assolutamente riempire già le pagine bianche del nostro futuro, senza godersi appieno quello che abbiamo adesso. ognuno di noi ha dei sogni, delle aspirazioni, delle piccole o grandi cose da fare, che con il tempo si faranno comunque.
    l’insoddisfazione che sentiamo dentro di noi, di voler fare tutto e tante cose insieme subito, secondo me,è dovuta proprio dalla poca convinzione di volersi vivere appieno il presente, il momento che stai vivendo con una persona, anche il semplice stare seduti su una panchina a guardare il lago. non è un “perdere tempo” o “perdere altre occasioni” è semplicemente voler dire assaporarsi appieno la vita.

    io non ti conosco, per cui non posso dire molto… però una cosa secondo me potresti farla. è un piccolo esercizio: prova a guardare un po’ il tuo passato e capire quanto è stato il momento in cui sono iniziati a sorgere questi “dubbi”, magari per una situazione particolare, oppure per altro. forse c’è qualcosa nel tuo passato che hai lasciato in sospeso e devi risolvere. e poi forse come altri hanno detto se sei arrivato fino a qui, con tutto il bagaglio di esperienza che hai fatto, forse tanto male le scelte che hai deciso di intraprendere non sono male 🙂

  • 14
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Grazie a tutti, mi fa davvero piacere ricevere tanti commenti…
    Non ho mai parlato diffusamente con i miei conoscenti di questo argomento (dopo tutto quello che ho ottenuto nella vita e la mia sembrerebbe solo una lamentela infatile e inopportuna).

    Noto con piacere che ci sono persone relativamente mature, che hanno provato la mia stessa urgenza di vivere e ora (chissacome!) sembrano aver trovato una specie di equilibrio. Questo in qualche modo mi fa sperare che sia davvero qualcosa di fisiologico, legato alla “giovinezza”, che si placherà da se.

    Un altro domanda interessante è “quando tutto è iniziato?”
    Ci ho pensato spesso, ma non mi pare che ci sia stato un evento scatenante. Semplicemente ogni volta che raggiungo un obiettivo sento di volere “di più” e questa sensazione non fa che aumentare di anno in anno. Non ho mai creduto in Dio, nel destino o cose del genere… sono laureato in Neurobiologia, credo che “io” non sono altro che quell’ammasso di cellule che forma il mio cervello e una volta che queste moriranno sarà finita. Per sempre. Per questo a volte penso che tutto il problema si possa ridurre a una mancanza di tempo.
    Ma cercate di pensarci, anche se fossimo immortali questo risolverebbe il problema? Non credo.
    Saremmo comunque limitati dallo spazio: possiamo trovarci sono in un solo posto in un certo istante e abbiamo solo 1 paio di mani e 1 paio di occhi ciascuno, quindi possiamo fare solo una cosa alla volta…
    Il semplice piacere di guardare un panorama o di parlare con un mio amico per me sarà sempre sminuito dal pensiero di tutti i panorami che non posso vedere e di tutte le persone che non posso conoscere in quel preciso momento.
    Anche se in questo senso internet un po’ aiuta 🙂

    Proverò a seguire il consiglio della meditazione (anche se ho già tentato in passato) ma mi sembra più una fuga che una soluzione:
    significa imparare a dominare i propri pensieri, non essere felici pensando.

    Temo che felicità e razionalità siano incompatibili.

  • 15
    Denny -

    Ricordati: stupire sempre se stessi.
    E’ l’unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta.

  • 16
    pimpacerry -

    Ehi ciao!
    Sembrerà superficiale e fuori luogo, oltre che una via per sfuggire ai problemi, ma secondo me a questo punto della tua vita hai bisogno di un viaggio. Un viaggio fisico che accompagni un percorso che fai con te stesso, un’esperienza reale. Prenditi un pò di tempo per vivere fino in fondo quello che ti circonda. Fatti entusiasmare dallo spirito di avventura: prendi uno zaino, un sacco a pelo e qualche spicciolo in tasca. Ti dico questo perchè mentre leggevo le tue parole, mi è tornato in mente “on the road”, ma soprattutto il film “into the wild”. Sì, penserai che sono idealista e sognatrice..giusto!, ma prendilo come un particolare insignificante. Probabilmente questo suggerimento andrà a contrastare la tua immagine, non ti conosco ma sembra che il tuo tenore di vita sia medio/alto. Secondo me hai bisogno di cavartela da solo per un pò..parlo a livello puramente concreto. Tutte le operazioni intellettuali che ti scattano istintivamente in testa rischiano di farti perdere l’essenza delle cose: probabilmente hai bisogno di vedere con i tuoi occhi un’ipresa meravigliosa che hai fatto tu, contando sulle tue sole forze. Hai bisogno che il tuo approccio così entusiasta nei confronti della vita abbia dei risconti fatti di pienezza, sensazione di autenticità e continuità, profumo di sano orgoglio: tutto questo si traduce in soddisfazione personale. La meditazione e il continuo bisogno di rielaborazione e rinterpretazione di ciò che ti succede si affievolisce quando hai la mente immersa con passione. Sia chiaro che non devi “soffocare” questo tuo bisogno: è il sintomo della tua intelligenza. Ma devi fare in modo che non diventi un’ossessione: si converte in “malattia”, diventa un problema, quando in relatà altro non è che la tua prerogativa. Anch’io mi pongo quesiti di questo genere e i condizionali diventano i miei imperativi, anche su questioni assurde, ma mi rendo conto che l’esagerazione diventa masochistica sofferenza inutile. Forza! I miei auguri..
    Stefy

  • 17
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Ciao Stefy,
    grazie del consiglio… spero proprio che un giorno riuscirò a seguirlo!

    A dire la verità è esattamente quello che avevo deciso di fare. Dopo molti dubbi e ripensamenti (come in ogni mia decisione) a Settembre avevo rifiutato una buona offerta di dottorato in Italia per prendermi un anno di pausa. Avevo già cominciato a fare mille progetti quando dopo pochi giorni mi arriva l’offerta di dottorato a Londra (che per intenderci, nel mio campo è il meglio che c’è in Europa e in cui non speravo assolutamente). Quindi, beh… anche se non credo nel destino non me la sono proprio sentita di dire di no! E così ho cambiato idea ancora una volta e il tutto è stato rimandato di 3 anni. Nessun rimpianto, sia chiaro… ma appena finito quì devo proprio decidermi a partire. Non so se questo risolverà il mio problema ma almeno mi terrà impegnata la mente per un po’.

    Ho un po’ di timori perchè credo che sia una cosa un po’ mal vista (ingiustamente) nella nostra società, sopratutto in ambiente professionale… non conosco nessuno che abbia davvero avuto il coraggio di farlo. I protagonisti di “On the road” e “In to the wild” sono molto affascinanti ma sono fondamentalmente dei disadattati e in generale non fanno una gran bella fine 🙂

    Tu ci hai mai provato?
    Credi che sia possibile mollare tutto e poi tornare indietro?

    (forse stiamo andando fuori tema e dovremmo aprire un nuovo post – se non esiste già)

  • 18
    Naty -

    Ragazzo, voglio farti un esempio.
    Se tu avessi – come me – fallito praticamente in tutto – o quasi – quello che ti eri prefissato, ti saresti già suicidato. 🙂

    La vita non può essere ridotta solo a: se ho questo è ok, altrimenti fine. Come vedi, all’insoddisfazione non c’è mai fine. Pensiamo a quel serio disturbo psichico chiamato “Disturbo di personalità narcisistica”: molte persone con carriere luminose ne sono affette. Eppure nelle loro relazioni private sono un disastro.

    Esercitati (mentalmente, visto che ti piace molto usare il cervello) a “relativizzare”, anziché ad “assolutizzare”: voglio tutto, voglio vivere tutto, ho questa donna ma sicuramente ce n’è una migliore ecc…

    Inizia a pensare, che come siamo un ammasso di cellule, siamo da una parte un punto nell’universo e dall’altra persone estremamente fortunate (io col canone occidentale sono una sfortunata: povera, non laureata, e chi più ne ha più ne metta) rispetto, poniamo, a quelle che muoiono di fame.
    Sono perfettamente d’accordo con te quando dici – sostanzialmente – che chiunque può essere insoddisfatto o infelice, non necessariamente perché sfortunato, o povero ecc., tuttavia, mi permetto, mi sembra che il tuo problema sia l’essere troppo concentrato su te stesso, la qual cosa, dopo un certo limite, attenzione, può diventare negativa…

    Per la cronaca… Sul giornale ieri: un miliardo di affamati nel mondo, un sesto della popolazione mondiale.

  • 19
    pimpacherry -

    Ehi ciao!Mi hai già risposto..wow!
    Concordo circa con tutto: il protagonista di Kerouac si dimostra un inetto fondamentalmente e non conclude concretamente niente. Alexander muore: è solo un’interpretazione del regista, e L’IMPRESSIONE E’ SOLO UN PUNTO DI VISTA! Sono convita che l’età matura renda saggi e ti faccia capire molte cose che ti rompevano la testa quando eri un giovane irrequieto, ti fa stilare il bilancio delle tue scelte: sicuramente un’esperienza del genere e il suo ricordo regala una buona dose di adrenalina e segnano la stima di te stesso perchè sei costretto ad ammettere che sei stato grande! Intendo dire: la cosa più importante è che sei stato te stesso, hai avuto il coraggio di fare quella che comunemente viene definita “cazzata”, ma che secondo me è quello di cui avrebbero bisogno tutti. Timori? puoi aver paura che un lupo ti salti fuori all’improvviso, o che un fulmine ti divida a metà. Ma della società benpensante e perbenista devi infischiarti se vuoi vivere ed essere libero: troverai sempre chi è pronto a criticarti, anche se sei un plurilaureato strafigo. Non temere, la cattiveria gratuita è figlia dei nostri giorni vuoti e superficiali.
    Non è codardia andare e poi tornare: cerca di eliminare queste barriere, è solo essere sinceri con se stessi se è quello che davvero serve per migliorarsi..che c’è di meglio di una giornata vissuta onestamente? è magari essere un pò egoisti, ma non fai del male a nessuno (magari avvisa i tuoi e la tua ragazza se decidi di farlo davvero!)
    No, io non l’ho mai fatto: ma sarebbe il mio sogno. La verità è che sto sperando di cuore che tu riesca a fare quello che io non sarò mai in grado: paurosa, timida, piccola!, ma credo che davvero possa regalarti emozioni, è una meravigliosa utopia che se però hai le palle di realizzire (scusa il termine) ti fa sentire “vissuto”, aperto e “nuovo”. Se poi magari sei di strada e passi a trovarmi ti offro un panino! Stiamo andando fuori tema, hai ragione..
    Con affetto, Stefy

  • 20
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Il tuo discorso Naty mi suona un po’ troppo del tipo “non lamentarti perche` c’e`chi sta peggio di te” …pero sei d’accordo con me che a forza di relativizzare e generalizzare questo potresti dirlo a chiunque, giusto? Quindi tutti dovrebbero accontentarsi di quello che hanno, perche` potrebbero non avere neanche quello. Ma in questo modo non ci sarebbe nessuna evoluzione, nessuna spinta a migliorare e migliorarsi!

    E poi c’e` un’altra cosa che vorrei chiarire: io NON desidero mai cio` che non posso avere.

    In questo senso forse per chi e` condannato dalla nascita le cose sono piu` “facili”. Non fraintedetemi vi prego, non sto dicendo che “stanno meglio” …non me lo sognerei nemmeno! Pero` se nasci senza gambe sai gia` per certo che non diventerai mai un corridore, oppure (senza bisogno di arrivare a questi estremi) se 100 anni fa nascevi figlio di un panettiere, gia` sapevi che avresti dovuto fare il pane per tutta la vita. Allo stesso modo io non desidero diventare il re` di Inghilterra. Ci sono alcune cose che sono semplicemente impossibili. E` triste, ma da un certo punto di vista e` anche rassicurante. Se le tue possibilita` sono limitate sai quali sono i tuoi obiettivi e quando ti potrai ritenere soddisfatto.

    Il mio problema e` che non so esattamente quali sono le mie possibilita`. Ho avuto la fortuna di nascere in un corpo sano, in una brava famiglia, in uno dei paesi piu` ricchi del mondo, nel secolo piu` rivoluzionario della storia …praticamente tutto mi viene offerto su un piatto d’argento! Ma ora tocca a me trarne i frutti. Se non lo facessi sarebbe un vero peccato. La sento quasi come una responsabilita`: verso di me ma anche verso tutta la gente che non ha le mie stess opportunita`. E per essere troppo narcisistico: credo che questa sia un vero e proprio dovere della nostra societa`. Non possiamo accontentarci di sopravvivere, ragazzi.
    Dobbiamo vivere al massimo la nostra vita!

  • 21
    Denny -

    Non capisco qual’è il problema, sinceramente sei un ragazzo molto sveglio, hai un bagaglio tecnico e colturale, da come scrivi, e questo sai quanti vantaggi ti offre? Molti, credimi. Esempio,
    se io fossi stato sveglio a quest’ora una donna cè l’avrei già, non so rimorchiare, non ci so fare con le donne, sono timido. A prescindere da tutto penso che con l’intelligenza si può avere tutto, e questa è la cosa più stravagante che ci sia, sappilo questo, ti saluto e saluto tutti.

  • 22
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Ciao Denny,
    ho già capito che tu hai dei problemi con le donne ma questo non c’entra molto con il mio problema… comunque se proprio vuoi saperlo non è che la “cultura” aiuti più di tanto. Anzi personalmente il troppo-pensare mi ha sempre reso molto timido e inibito, mentre per “rimorchiare” come dici tu ho l’impressione che un basso QI e la capacità di fare qualche battuta stupida siano molto più utili.

    Però ti consiglio di rilassarti e imparare a stare bene con te stesso prima di tutto. Poi magari non “rimorchierai” comunque (io non sono mai stato capace), ma probabilmente conoscerai qualche ragazza intelligente che si accorgerà di te, se questo è tutto quello che desideri.

    Buona fortuna.

  • 23
    Denny -

    Ciao, ragazzo scrivo ancora qui perchè ho tralasciato un mio pensiero, ho sempre avuto questo dato di fatto nella vita, cioè che la conoscenza senza una esperienza è come una barca sulla terra ferma. Ovviamente parlo per me, e questo mi fa credere che nella vita c,è una linea di confine che passa: tra chi conta, e chi no, chi è libbero, e chi no, chi è sveglio, e chi no, chi è solo come un cane (senza offendere i cani), e chi non lo è, l’unico sogno che mi rimane ancora nel casetto è quello di incontrare un domani l’ amore della mia vita che mi prende per mano e mi aiuti a passare questa triste e negativa linea!!! Mi rendo perfettamente conto che ci sono sogni che si possono realizzare e quelli che non si possono realizzare, premetto che non voglio piangermi adosso non è nel mio stile, tutto sommato sono consapevole che dovviamo essere forti ed accettare la realtà così comè, un consiglio dato da un altro ragazzo, se permetti, goditi la tua gioventù perchè lo sai è un periodo che passa,passa molto, molto infretta. Bene, sono contento di esserci riuscito a scrivere del più e del meno, forse perchè non ho più paura di essere giudicato in questo momento. Ti saluto, e ti auguro buona fortuna.

  • 24
    Naty -

    Ragazzo,
    perché ho la sensazione che sei entrato chiedendo consiglio riguardo a un TUO disagio e ora dici agli altri che ti leggono, che stanno sopravvivendo e che si accontentano, sminuendone così la vita che nemmeno conosci?

    Dici: “Non possiamo accontentarci di sopravvivere, ragazzi. Dobbiamo vivere al massimo la nostra vita!”.

    Auguri, di nuovo.

  • 25
    ragazzo_generalmente_considerato_tranquillo -

    Hai ragione Naty,
    scusatemi…
    Forse gran parte del mio disagio è anche derivato dal sentirmi molto solo. Perchè desidero e penso a cose che la maggior parte della gente sembra non contemplare nemmeno. A volte credo di essere io a sbagliare tutto e invidio la tranquillità di una vita semplice e modesta. Altre volte penso che sia la società con la sua mediocrità e la sua morale (cattolica) a non essere all’altezza delle mie aspettative. Chissà…

    Comunque forse è arrivata ora di chiudere la discussione.

    grazie a tutti del vostro tempo,

    Matteo

  • 26
    geko -

    Pensarci??? Io continuamente. Nella tua lettera ho praticamente ritrovato me stesso, (tranne la parte sul lavoro, la ragazza…cose che non mi soddisfano per niente )per il resto, anche io forse sono alla ricerca di un senso, però la ricerca mi fa star male più delle mancate risposte. Anche a me non basta solo questa vita perché ci sono cose di me che non mi vanno bene e vorrei poter rifare tutto da capo, essere qualcun’altro…anche se molte persone mi dicono “Come vorrei essere come te!” ma lo dicono solo per il mio aspetto fisico non lo dicono certo per la mia visione della vita!

  • 27
    Luca -

    Io non sono soddisfatto dal principio perché non accetto la maggior parte delle cose che mi circondano, overdose, caritas, convivere,soldi ma la felicità mai

  • 28
    Yog -

    Prova la narda.

  • 29
    Vic -

    Sai cosa dice il Rasoio di Okkam?
    Yog tu zitto che lo sai già, anche se fingi di no!
    Che le cose più semplici a parità di condizione
    tendono ad essere quelle vere.
    Quindi chiediti cos’è che ti interessa veramente.

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