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Tradimento, umiliazione, narcisismo

di albanascente

Sono albanascente. Di nuovo su questo sito.
Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in ” Se vuoi mio marito lo puoi prendere ” e ” Tradimento confessato per umiliare ” la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell’altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà. Da 4 mesi ha detto che si trasferirà ma non ha fatto praticamente nessun lavoro di trasferimento. La casa è ancora vuota o meglio piena di stracci e varie da discarica ma lui se ne va in bici da corsa tutto il giorno. Ne abbiamo parlato con i figli: ha detto loro che non si è trasferito perché mi aveva detto di andare a sistemare i contratti per le utenze e non l’ho fatto quindi non si capisce cosa io voglia fare Non gli ho mai detto di restare di qua e i contratti sono tutti intestati a lui. Le solite manipolazioni. In questi mesi vedendo che non si spostava e con me era aggressivo sia verbalmente che con i comportamenti silenziosi e continuamente fuori casa di giorno e di sera (cosa che ho fatto e faccio anch’io) ho anche cercato di affittare o comprare un appartamento per risolvere il tutto da sola ma ho sentito il bisogno della mia casa e ho deciso che sto nella mia casa e non me la sono sentita di sradicarmi; lui le occupa tutt’e due e io con questo disagio e disperazione non trovo pace. Mi sto chiedendo dove ho sbagliato per essere in queste condizioni, lui esprime una durezza incredibile, non ha fatto un passo indietro, non ha chiesto perdono, eppure si comporta come se la colpa di tutto fosse mia.
Che durezza, cos’è che non ho capito ancora?
Ho 63 anni e ho perso tutto.

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Categorie: - Famiglia

253 commenti

Pagine: 1 2 3 6

  • 1
    anna65 -

    Ciao Albanascente. Ogni volta che ti leggo io ho l’impressione che tu in realtà ami ancora tuo marito e che l’unica cosa che vorresti è che lui si facesse perdonare… Ma vedi, le persone non cambiano… Lui è così e così resterà. O lo accetti per com’è oppure decidi una volta per tutte di tagliare i ponti definitivamente. Avete un’altra casa libera? ok, trasferiscitici.. ci porti tutte le tue cose così ti sembrerà di essere comunque a casa tua… Ma restare in questa situazione a macerarti perchè lui non chiede il tuo perdono (ma tu poi saresti capace di perdonare?) è assurdo e dannoso. La vita è talmente breve che non si dovrebbe sprecare nemmeno un minuto col rancore e il risentimento. Te lo avevo già scritto in un altro post: il perdono è un regalo che si fa prima di tutto a se stessi… E un pensiero va anche ai tuoi figli forse perchè io, da figlia, vivo la stessa situazione. Mio padre ha tradito mia madre molti anni fa: lei non ha perdonato ma non se ne è andata. E’ rimasta lì e sono dieci anni che vivono da separati in casa e lei non fa altro che lamentarsi dei comportamenti di mio padre, dei dispetti – veri o presunti – che lui le fa, dice che la vita così è insopportabile ma se noi figli le proponiamo di trovarle un’altra soluzione abitativa risponde che quella è casa sua, che è lui che se ne deve andare… e intanto sono passati gli anni… e noi figli in mezzo con una pena nel cuore per questa situazione e con tanta rabbia perchè stanno sprecando la loro vecchiaia tra dispetti e rancori quando potrebbero quanto meno viverla serenamente se solo accettassero che le cose sono andate in un certo modo. Punto. Invece litigi, ripicche, richieste a noi figli di parlare con l’uno o con l’atra… Io capisco bene il dolore del tradimento perchè anch’io sono stata tradita e il mio cuore si è spezzato a metà, ma ho capito che avevo solo due scelte: perdonare e andarmene o perdonare e restare. Ma comunque perdonare: perchè macerarsi nel rancore avrebbe fatto male solo a me. E perdonare non vuol dire dimenticare: comunque ti resta una cicatrice sull’anima che ogni tanto ti fa ancora male: però vai avanti, recuperi comuqne una tua serenità… Restare e odiare.. no, questo mai. Per cui io vorrei consigliarti di concentrarti su te stessa: non chiederti perchè lui ti ha fatto questo, è un problema suo. Chiediti piuttosto cosa tu puoi fare per te stessa, cos’è che vuoi veramente (anche se fosse riprendere il rapporto con lui…) e agisci di conseguenza. Auguri.

  • 2
    albanascente -

    per anna65
    sento molto pertinenti le tue osservazioni e di molto aiuto per farmi forza: voglio impegnarmi a realizzarle. grazie infinite ed un abbraccio.

  • 3
    rossana -

    albanascente,
    concordo, parola per parola, su quanto ha scritto anna65, con tanta dolcezza e tanto buon senso.

    amare può voler dire, quando e se ci si riesce, accettare l’altro/a con i suoi limiti e i suoi difetti.

    in ogni caso, quando ci capitano tegole sulla testa com’è successo a te e a molte altre donne (me compresa, dal momento che statisticamente 2 uomini su 3 tradiscono la compagna), si deve essere forti e ferme nei propri propositi di reazione, decidendo, sia pure faticosamente ma una volta per tutte, se si intende proseguire il rapporto o prendere un’altra strada. questo lo devi a te stessa e soprattutto ai tuoi figli.

    personalmente, essendo stata tradita per una dozzina di anni, capisco a fondo quanto sia difficile decidere di allontanarsi da una persona che si è amata e con cui si è trascorso molto tempo nella quotidianità. per di più, scusa se mi permetto, ma alla tua età, che è anche la mia, non c’è più un vero futuro di coppia con un altro partner, quindi, essendo il tradimento subito ormai lontano, anche se sempre dolorosissimo, considera la prospettiva di lasciar cadere il tuo risentimento e di restare con il tuo cocciuto e insensibile uomo, che, a mio avviso, ancora ami.

    so di non essere in linea con la visione attuale al femminile del tradimento ma ti ho scritto lo stesso quello che penso in merito a quanto ti è successo e ai toni accesi con cui ne parli, che lasciano trasparire troppa rabbia per qualcuno che non ama più…

  • 4
    albanascente -

    rossana,
    il tradimento me lo ha gridato più volte (io non gli credevo) perchè avevo posto una condizione ai rapporti sessuali che pretendeva insistentemente di notte e di giorno non mancava l’occasione di offendere, svalutare, impedire prepotentemente di dire la mia opinione, manipolava la comunicazione, posso dire da sempre, agendo di volta in volta sui miei sensi di colpa o le mie presunte incompetenze. Per intenderci ero stanca di sentirmi dire: se fai un ragionamento da cretina io ti dico che sei cretina. Per lui un ragionamento da cretina era un’idea, una considerazione diversa dalla sua, nemmeno opposta, semplicemente una considerazione da un’altra prospettiva. Niente da fare, non ci mollava e se ci mollavo io erano accuse di voler troncare il dialogo, proprio io che volevo il dialogo, diceva. Insomma non c’era spazio ed io ho osato ciò che non avrei mai dovuto osare, l’interruzione dei rapporti sessuali a condizione che si potesse parlare per capire meglio dove e perchè ci facevamo male. Sono passati 14 mesi così, io mi meravigliavo perchè continuava a chiedere atti di buona volontà da parte mia nella solita direzione e io dicevo, ok, incomincia anche tu con buona volontà, se non vuoi parlare, almeno con un atteggiamento diverso, educato almeno, verso di me. Anche dopo avermi voluto umiliare gridandomi il tradimento ha mantenuto un comportamento altezzoso, scanzonato, direi soddisfatto di avere in mano la carta giusta per farmi capire come dovevo funzionare, io ero disperata e lo sono tuttora. Lui non ha chiesto nemmeno di perdonarlo, non si èmai dimostrato dispiaciuto, addirittura ha detto a mia figlia che non capisce perchè io sto così male. Dico queste cose perchè di fronte ai pareri che parlano di perdono o di dimenticanza per poter andare avanti vi chiedo, ma voi perdonereste anche se no vi viene chiesto? Dovrei chinare la testa, riprendere i rapporti sessuali, nemmeno parlare tra di noi. Riprendere e basta. Non me la sento anche se mi distruggo a pensare che ho passato la vita impegnandomi in un rapporto che esisteva solo per me.

  • 5
    Aura -

    Questo genere di uomini mi fa venire il vomito.

    Ecco qui una situazione difficilissima anche per i figli, ma francamente, la vita ti pone sempre di fronte a scelte, purtroppo, e i figli devono scegliere. Ecco uno di quei casi in cui se avessi fratelli intelligenti, sorelle determinate e d’accordo con me, se fossi maschio, se fossi figlio di questa donna e madre, prenderei mio padre e gli farei un bel discorso: tu hai sbagliato, tu sei un grandissimo stronzo, tu un’altra casa ce l’hai, tu adesso prendi (e gli prenderei tutto il suo immondezzaio di cose) le tue cose e ti togli da qui IMMEDIATAMENTE, chiaro?

    Oppure, insieme a tutti i fratelli, prenderei tutte le sue immonde cose e gliele porterei a casa sua, e la notte chiuderei casa nostra, con nostra madre, e vediamo se ha il coraggio di entrare. E se bussa, se fa il prepotente, a muso duro gli direi: TU MIA MADRE ADESSO LA LASCI STARE, è chiaro? Qui NON TI VOGLIAMO.

    Ovviamente questa è fantasia, mi pare di capire. Perché quando uno ha bisogno di una mano, a questo mondo, non ti aiuta mai nessuno, o quasi.
    Non ho letto le precendeti lettere, quindi:

    1) andare, se non si è già andati, da un avvocato: chiedere la separazione con addebito. Tradimenti, dichiarazioni dello stesso, umiliazioni ecc.

    2) andarsene, se se ne ha le possibilità economice, in un’altra casa, visto che il verme non se ne va e i figli non ti aiutano a far muro contro di lui che è un verme.

    3) staccare, se i tuoi figli non ti hanno sostenuta, per un po’, anche dai figli: servirà loro di lezione. Stiano con l’adorato padre, se a lui hanno creduto o hanno fatto finta di credere, se così fosse o se ne sono fregati di te o lui, il padre, li ha già ridotti a degli inetti incapaci di reagire.
    Così, Albanascente, dai un buon esempio ai tuoi figli, per l’ultima volta. Pensaci, perché loro hanno due esempi: un verme di uomo (che è loro padre) che umilia una donna, e una donna (che è loro madre) che purtroppo si è fatta umiliare da un verme di uomo.
    Questo, ai figli, potrà portare dei problemi nella vita di relazione e in particolare nel rapporto di coppia. Ma si può rimediare, ma occorre reagire, rompere questo inferno, dare l’esempio. Vedrai che soddisfazioni. E preparati a reazioni del verme, stanne lontana e organizzati.
    Vedrai, che il nome che ti sei scelta qui, che significa proprio quello che tu senti e vuoi essere, significherà proprio una nuova alba.

  • 6
    Aura -

    A chi dice che Albanascente ama ancora suo marito.

    No, lei non lo ama, lo disprezza, lo detesta, e deve avere tanta rabbia dentro per il passato amore che è stato ferito, per le umiliazioni, per la vita che vede buttata via. E lui lo sa, e la disprezza per questo: sa che è questi modi negativi la tengono legata, perché risvegliano in lei la voglia di riscatto, di vendetta, di averla vinta lei. E lui si diverte, mente spudoratamente ai figli, manipola le cose che lei dice, è appunto un manipolatore, conosce il giochetto a memoria e non la teme minimamente.

    E’ lei che deve spezzare la catena (catena, non amore): lui ha fatto la vita che voleva, lei no. Lei ci si è fatta trascinare, e se ne pente. Lei sa che non ha scelto, ma subito. Lei sa che ha sbagliato due volte, e per questo soffre tanto.
    Lei sa che lui non la meritava e pretenderebbe, con ragione, con logica, con civiltà, che se ne andasse lui, riconoscesse un minimo i suoi torti, ma a lui conviene, a lui conviene più far i suoi comodi come sempre ha fatto e in caso far passare lei come una pazza… Una che vaneggia…
    Lui sa che così una persona la fa impazzire per davvero, lui sa che la distrugge, lui fa quello che ha sempre fatto nella vita: manipola, usa, in caso ti distrugge.

  • 7
    rossana -

    albanascente,
    percepisco dal modo con cui ti esprimi un grande dolore, non solo per il tradimento ma forse, soprattutto, per la situazione a cui sei pervenuta con il tuo compagno.

    come giustamente hai scritto, non si dovrebbe mai, con nessuno e per nessuna ragione, arrivare a un testa a testa, in quanto, in questo caso si perde entrambi qualcosa, oltre alla quasi successiva impossibilità di ripristinare del tutto le condizioni precedenti.

    ormai la frittata è fatta, e forse si doveva comunque fare, poichè eri giunta al limite delle tue possibilità di accettazione. fra l’altro, i rapporti sessuali dovrebbero essere indotti dall’affetto, se non proprio più dalla passione, e mai pretesi o imposti.

    mi sa che, a questo punto, pur non sentendo l’altra campana (cosa che sarebbe sempre auspicabile per poter trarre delle eque conclusioni), non hai altra scelta se non quella di proseguire nel tuo intento di separarti, seguendo il consiglio di anna, e cioè trasferendoti tu, con le tue cose, nella casa libera.

    dimostrerai così, se ne sarai capace, il livello delle tue possibilità di autonomia a carattere pratico, soffendo comunque per le difficoltà emotive che questo uomo ti ha creato e probabilmente continuerà a crearti, essendo a mio avviso ben più orgoglioso di te.

    fra l’altro, per un uomo, è di solito più semplice risolvere le proprie fondamentali esigenze a carattere fisico-emotivo, mentre per una donna la soddisfazione del proprio bisogno, essenzialmente a carattere emotivo, è ben più ardua e complessa.

    in ogni caso, meglio sola che male accompagnata, anche se chi deve prendere la decisione finale sei solo tu, dopo averci ben riflettuto ed essere ben sicura di quello che è meglio per te.

    un abbraccio

  • 8
    rossana -

    Aura,
    anche stavolta ti ammiro, per la chiarezza e la determinazione, che io non potrei mai avere.

    spero che albanascente ti dia retta e riesca a mettere in atto quanto suggerito, anche se tutto questo significherà, ancora una volta, passare attraverso pene che ritengo più dure di quelle minacciate dall’inferno, in quanto non coinvolgeranno soltanto lei, purtroppo.

    speriamo che tutto vada nel migliore dei modi… suggerendo, comunque, ad albanascente di non restare mai più sola con suo marito in un ambiente chiuso…

  • 9
    albanascente -

    aura,
    hai interpretato alla perfezione la mia posizione e quello che provo; molte persone che mi sono vicine interpretano questa mio parlare di lui come se volessi ritornare con lui e lo amassi ancora. Non posso amarlo da tempo, non posso amare un pezzo di marmo, tu mi hai capito benissimo. La lotta che faccio è dentro di me per slegarmi dal mio sogno di farcela, era il mio uomo, il padre dei miei figli, ci sono le abitudini di tanti anni a pensare riferendomi a lui. Corrisponde alla perfezione anche la posizione che hai descritto dei figli. Loro hanno capito la sua personalità e dicono che io ne ho una diversa, non vogliono esprimere giudizi. Comprendo ma non accetto. Immaginavo che avessero fatto ciò che hai scritto, invece pur essendomi molto vicina mia figlia si limita a dire che per come sono io e per come è lui siamo inconciliabili. Questa conclusione mi uccide perchè è un errore logico. Siamo inconciliabili perchè in coppia non ci si può starae senza il rispetto reciproco e uno non può arroarsi il diritto di tutto al 100%. Non posso subire anche questa ingiustizia dei figli. Spero che capiranno, comunque cerco di non badare troppo a loro. La questione è essenzialmente mia anche se è dura. Mi chiedo come mai con tanta lucidità sei riuscita ad entrare dentro i miei meccanismi, sento che mi puoi aiutare ancora.
    Rossana, Grazie infinite anche il tuo pensiero è importante per me, il vostro è stato finalmente quell’abbraccioun di comprensione ponderata che riesce in questo momento a colmare il vuoto che mi sento dentro.
    Ha detto che si trasferirà entro settembre, con molta inquietitudine e mio malgrado aspetterò e nel frattempo (è al lago per alcuni giorni) sto facendo piccole modifice di arredamento in questa casa, quando ritornerà non gli permetterò di occuparsi della cucina come ha fatto ultimamente impossessandosi così del cuore della casa, già ho detto di non passare nell’altra casa accedendovi dal piano superiore.
    Che entri ed esca soltanto dal piano terra. Faccia tosta e indifferenza, voglio che si senta un ospite, altro che casa sua.
    Non so che altro fare. A presto. Voi che mi avete capito in questa difficoltà di passaggio, ditemi…… Un abbraccio infinito
    viletuuccidiunuomomorto@live.it

  • 10
    rossana -

    scusa se non vado a rileggere gli altri tuoi post e ti pongo un paio di domande qui:

    1) quanti anni hanno i tuoi figli?
    2) hai già avviato legalmente la richiesta di separazione con addebito?

    a presto, e non dubitare, ce la farai. è abbastanza logico e, a mio avviso, anche corretto che i figli non si immischino nella relazione tra il padre e la madre…

  • 11
    albanascente -

    i miei figli hanno 37 e 38 anni, sono laureati e lavorano con buone posizioni.
    Ho consultato un’avvocatessa ma abbiamo rimandato il tutto a settembre, mi ha detto di non provocarlo perchè il caldo fa cattivi scherzi, considerato il tipo.
    Può essere logico come figli mantenere equidistanza e salvare l’immagine che hanno del padre e della madre, questo li fa soffrire meno, credo, anche per loro è stato un fulmine a ciel sereno (ma dov’erano quando subivo ingiurie e manipolazioni? erano presenti ma loro, come il padre sostengono che ha ragione chi vince e non si lascia mettere sotto i piedi, mi hanno sempre vista combattere di fronte ad un muro e poi lasciare perdere con molta tristezza)

    Vorrei, data la loro età che riflettessero sul piano dei rapporti uomo-donna anche se si tratta dei loro genitori.
    Io ho ricevuto ascolto (ma non si è schierata) da parte di mia figlia e condanna per la mia disperazioe da parte di mio figlio,
    “Se non riesci a perdonarlo lascialo”.
    Questa è stata la massima comprensione.
    Intanto avrei dovuto perdonarlo senza averne avuto la richiesta?
    Ho detto loro che rifiuto che la questione sia messa sul piano della mia capacitò o meno di perdonare perchè ciò che ha fatto, come si è comportato, la volontà di umiliare tirando fuori questo capolavoro del tradimento, il modo svalutante di trattarmi, mettono giù di per sè la conclusione di questa storia. Non voglio giudizi sulla mua capacità o incapacità, è una semplificazione che serve a non scalfirlo affatto, infatti per tre mesi nessuno dei due gli ha parlato, il danno l’ha fatto lui e lui ha messo così la parola . Per tre mesi nessuno dei due gli ha parlato, solo dopo che mia madre ha detto loro che io soffrivo tropp

    Lui parla coi figli con voce suadente, è falso, mistifica, posso anche capire che si sentano disorientati.
    Però sono uomo e donna e mi preoccupa il fatto di sentirli riportare i classici stereotipi sull’uomo e sulla donna e penso che le donne facciano male a riportare queste considerazioni anche se realistiche perchè concorrono a confermare posizioni poco dignitose. Anche le mie amiche lo fanno e pure persone emancipate, io dico che non va bene, bisogna esprimere invece giudizi negativi su chi si comporta così Gli uomini non sono tutti così, dobbiamo riportare esempi diversi e valorizzarli. Non credo che qui siano utili le considerazioni sociologiche che generalizzano confermando questi comportamenti e non danno giusto risalto a chi porta rispetto nella coppia.

  • 12
    Aura -

    Rossana, ti ringrazio molto, sei gentile. La mia lucidità, spesse volte penso, è anche la mia maledizione, come tutte le cose forse. Se non c’è altro che ti salvi intanto, che ti dia felicità, la lucidità in un certo modo ti ammazza: vedi le cose, le persone, e non puoi fare niente. Spesso non ti ascoltano, spesso non hai alcun potere di fare niente, spesso hai tu così tanti problemi che… è difficile spiegare.

    Albanascente (e Rossana, e tutti se vogliono), mi hai detto una cosa, come anche Rossana, sulla lucidità. Me lo disse una volta mia madre e ancora me lo ricorda a volte: Ma come hai fatto a capirlo? E avevo solo cinque o sei anni, Albanascente. Io sono figlia di separati, Albanascente. Tuttavia non posso assicurarti che tutti i figli di separati possono capirti come io ti capisco.
    Venne mio padre un giorno a trovarci. Mia madre mi racconta che io quando lui quel giorno se ne andò, tornai a casa (ero fuori a giocare) furibonda. Le dissi: Papà non ci vuole bene! Papà non è venuto per noi! E’ venuto per te! Lei rimase di stucco: era vero. Era molto imbarazzata. Cosa può dire una madre a un bambino? Hai ragione, tuo padre non ti vuole bene?
    Ma… Mi raccontava, tu come cavolo facevi a capire sempre tutto? Capivi cose, proseguiva, che nessuno degli altri miei figli capiva: ed ero la più piccola. Così affamata di amore, di affetto, di attenzioni.
    In ogni caso, noi tutti fummo solidali con lei, detestavamo mio padre e lo attaccavamo, perché lui attaccava nostra madre.
    Non era bello comunque, ma era più giusto.
    Questo infatti è sempre stato uno dei miei crucci nella vita: che non c’è giustizia a questo mondo.

    Sì, Albanascente, forse potrò ancora aiutarti. Se lo senti, come lo sento io, io ci sarò. Non sono infallibile, sono solo un essere umano, ma sono molto sensibile e ho sofferto, e soffro ancora, molto.

    Ho visto morire tanto tempo fa una persona, una giovane, che pensavo che avrei potuto aiutare, se solo avessi potuto parlarle, ma non è stato possibile, e questa cosa, tra le tante, mi accompagnerà sempre. Sempre.

    Tornando ai tuoi figli, Albanascente, vorrei riflettere con più calma, tra ieri notte e oggi sono state giornate molto pesanti per me, e forse la tanta rabbia che avevo mi ha fatto essere troppo severa con loro. Ho intanto letto la tua prima lettera e penso di avere più o meno l’età dei tuoi figli, forse sono un po’ più grande (ora non ricordo di preciso).

  • 13
    Aura -

    Per ora devo calmarmi un po’, e intanto con Rossana ti dico che in effetti non è per niente facile per i figli.

  • 14
    albanascente -

    Grazie,
    vi sento molto vicine e ciò mi conforta molto. Grazie del tuo parere, Rossana. Sono d’accordo che i figli non devono immischiarsi nelle trattative tra padre e madre ma una loro posizione devono pure averla senza per questo rompere i rapporti, per chiarezza. Si sa, i figli amano anche i genitori che li hanno abbandonati da piccoli. Spero che tu possa leggere gli altri miei post e ti ringrazio.
    Perchè tanta rabbia, Aura e ancora tanta sofferenza? Scusami se te lo chiedo, non è per curiosità, vorrei che anche tu mi sentissi vicino. Cosa fai per allontanarla?
    Vi abbraccio, buonanote.

  • 15
    colam's -

    Gia’ ne so qualcosa che per i figli non e’ facile.

    Su per giu’ credo che noi figli vorremmo che i nostri genitori rimangano insieme e superino le loro divergenze per il bene della famiglia tutta, e di noi in particolare.
    Personalmente per me il divorzio dei miei e’ stato come un tradimento, l’ho preso molto sul personale. Per me voleva dire che ad un certo momento tutti e due si sono detti “si caxxi dei figli, se capiranno bene senno’ chissene, io mollo”.

    Credo che in passato invece i genitori facevano carte false (dunque anche sotuazioni ipocrite, false, blablabla) perche’ innanzi tutto vi erano i figli e il matrimonio, se si riusciva anche a stare bene tra coniugi tanto meglio, senno’ amen.

    Da figlio di divorziati confermo percio’ che ho e mantengo rancore verso ambedue i genitori, tanto tutt’e due si sputtanano a vicenda..

  • 16
    Aura -

    Albanascente, ho letto solo ora il tuo ultimo intervento. E anche la seconda lettera che avevi scritto. Ieri dopo averti scritto ero andata a leggere la prima, con la storia della tua amica…
    Lo sai? Tra ieri notte a oggi ho avuto una notizia per me terribile. Non voglio parlarne qui, ma sappi solo che con un uomo con cui stavo molti anni fa, quando eravamo molto più giovani, e di cui mi ero innamorata, ci siamo scritti. Mi ha rivelato che lui non mi amava in realtà, amava un’altra che voleva dimenticare, io in un precedente distacco gli ero mancata, e aveva pensato di essere innamorato di me, ma non era così, in realtà era innamorato sempre di quell’altra di cui io non sapevo niente. Ma la cosa più drammatica è stato un fatto che non racconto qui, e in più, l’altra cosa che mi ha rivelato, che la mia migliore amica di allora, che non ti sto a raccontare quanto fosse diventata strana quando mi vide fidanzata a lui, ci provò con lui. E tutto questo sapendo tutto quello che avevo appena sofferto, che non racconto qui, e in cui sempre lei aveva avuto un ruolo. Questo solo per accennarti di una coincidenza tra noi. Ho letto la tua lettera, e tra la notte e il giorno dopo (oggi) ho saputo la stessa cosa.

    Leggo ora dei tuoi figli. Concentrati e distogliti un momento da loro. Tu stai seguendo la tua logica, che è ferrea, molto simile in certo modo alla mia.
    Se io vedo qualcuno che fa violenza a un altro in mezzo alla strada, dividendoli, posso forse dire a quello che picchiava ad esempio una donna: siete inconciliabili? Oppure, se non riesci a perdonarlo, allontanati? A maggior ragione se quella donna è mia madre! Non m’importa se l’uomo che picchia la donna è mio padre! Sono concetti, Alba, per noi basilari: per altri, la maggioranza, no.

    Ma veramente pensiamo che esista, per esempio, la violenza sulle donne, perché c’è SOLO UN UOMO bestia, che picchia quella donna? O pensiamo che siamo TUTTI responsabili di questo?
    Quando i giornalisti chiedono ai vicini di casa, come era quella famiglia in cui si sono massacrati a colpi di accetta?
    Ma veramente… Una famiglia normalissima… Rispondono.
    Ma non è così.
    Lì dentro, in quella casa, si soffriva come bestie: TUTTI sapevano. TUTTI! I vicini può essere che non fossero in confidenza, o che fossero abbastanza distanti e non sentissero le urla.
    TUTTI sapevano DENTRO la casa, e i vicini più vicini SAPEVANO, ma non potevano fare niente.
    E perché nessuno faceva niente? Perché nessuno metteva bocca.

  • 17
    Aura -

    Spesso sono quelli DENTRO casa che non vogliono far sapere a quelli fuori, sminuiscono per questo: si vergognano, si dispiacciono, sono impotenti, oppure sono piccoli, sono bambini, o sono grandi, ma già nevrotici, e tante altre cose.

    Mi preoccupa l’affermazione della tua avvocatessa: l’estate fa brutti scherzi, CONSIDERANDO IL TIPO?

    Alba, ascoltami. Se tu hai qualche sentore, o qualche certezza, che lui sia una persona violenta, o potenzialmente violenta, pensa bene a tutto quello che fai.
    Se lui è violento, i tuoi principi, la tua logica, vanno a farsi benedire. Non c’è logica che tenga con una persona che NON SAI come potrebbe reagire.
    Dovresti darmi altre informazioni o almeno rassicurazioni, al riguardo.

    Ti stai avviando a voler vivere ACCANTO a lui, ACCANTO a lui FISICAMENTE, anche se in altra casa: ricordatelo. Pensaci bene. Vivrai ACCANTO a lui di casa, con un’entrata addirittura, se ho capito bene, comune.

    Che lui abbia preso possesso delle due case, facendo come fosse a casa sua, nelle due case, deve già dirti qualcosa.
    “Io posseggo tutto. Qui è tutto mio. Anche mia moglie. E’ una mia proprietà e io faccio quello che voglio”.

    Non voglio in alcun modo spaventarti, può essere che lui non sia poi così malvagio o violento potenzialmente, ma con un soggetto così, e con i tuoi figli che non possono o non vogliono (ci penserai poi, a loro, adesso non devi accumulare sofferenza, eventuali amarezze, con pensieri che li riguardano) aiutarti più di tanto, devi provare a pensare con LA SUA LOGICA: se lui ti ha fatto tanto soffrire, se lui pensa che sei un suo OGGETTO, se lui ti sminuiva ecc. (e invece sei una gran donna, leggendoti dalla prima lettera), tu devi pensare che non avrai NULLA (andandoti bene) da lui, al massimo NULLA, la PACE forse. Quale sarà questa pace? Che lui non abbia alcun potere di farti del male, in nessuna forma, e soprattutto fisica, perché lui, tra qualche tempo saprà che potere psicologico, su di te, non ne avrà più.
    Può fartene in due modi: usando i figli o facendoti qualcosa o facendo di tutto per toglierti la casa o restandoci in qualche modo o disturbandoti.

    Mio padre un giorno ha sfondato la porta di casa. Lo sentivano in tutto il palazzo. Avevo sei anni. Credevo che avrebbe ucciso mia madre, oppure tutti noi. Piangevo e urlavo terrorizzata. Mia madre urlava, chiedeva aiuto, che qualcuno chiamasse la polizia, dal balcone: e nessuno ha fatto niente. Niente. Silenzio di tomba.

    Quindi devi pensare a tutto. A tutto.

  • 18
    rossana -

    albanascente,
    effettivamente, alla loro età, i tuoi figli avrebbero dovuto, se non altro, almeno dimostrare più comprensione nei tuoi confronti. non si può, però, neppure giudicarli troppo severamente (soprattutto se ancora non hanno avuto importanti esperienze di coppia) perchè, essendo cresciuti alla scuola del padre (“ha ragione chi vince e non si lascia mettere sotto i piedi”), non possono aver sviluppato in ambito familiare una grande capacità di corretta analisi.

    spesso è errore anche della madre mediare troppo in positivo fra i figli e il padre, come anche non mediare affatto, che mi sembra di più il tuo caso. acquisiscono concetti da piccoli, che si rafforzano con il tempo, e che è poi molto difficile scalzare, in particolare se il comportamento del padre appare formalmente positivo nei loro confronti.

    sono sorpresa, invece dal rinvio dell’avvocato, che non mi sembra un granchè professionale: a mio avviso, non si lascia una donna in questo tipo di difficoltà, con questo tipo di uomo, a bagno per più di un mese, con una semplice raccomandazione di stare tranquilla a motivo del caldo… sei sicura che è valida e capace nel suo mestiere? specializzata nel settore e tendenzialmente dalla parte delle donne? anche questa scelta non è facile…

    quanto al resto, invece, ammetto di essermi con il tempo un po’ “seduta” anch’io: non ho più molta voglia di lottare contro i mulini a vento. forse anche perchè, bene o male, ho constatato che vivere è difficile sempre, sia in coppia che da soli. almeno per me!

    cerca la situazione più adatta a te, con l’augurio che ti sia il più possibile propizia.

  • 19
    Aura -

    Dunque, io vorrei puntualizzare che quando i miei genitori si separarono io non misi bocca: non avevo nemmeno cinque anni e mi dissi “sono cose loro”, ma riconosco che ne vedo pochi di figli che pensano così. E’ mia idea che nei sentimenti degli altri, o dei loro problemi (nel senso di avere la pretesa noi di decidere per altri e dei loro sentimenti), di buttare giudizi facili, dicendo ad altri “lascia”, “tieni”, “fai questo, fai quello”, non sia una cosa giusta. Mi spiego: se uno mi chiede un parere, bene, quella è un’altra cosa. Io non vado da mio padre a dirgli “tu non ti devi separare”, non vado da mia madre a dirle “separati”. Può darsi che io non abbia fatto in tempo a sviluppare più consapevolezza (ero troppo piccola) e abbia avuto la fortuna di essere stata messa di fronte al fatto compiuto? Può darsi che se fossi stata più grande avrei messo bocca nella loro separazione? Non lo so, ma molti comunque, di fronte al fatto compiuto, non reagiscono come reagii io: rispettai, semplicemente, la loro scelta. Erano cose loro. Non dubitavo che loro sarebbero stati comunque sempre i miei genitori. Io reagivo, semmai, con mio padre, perché lui disprezzava perennemente mia madre, con o senza la sua presenza: e tutto ciò, badate bene, AVENDO TORTO MARCIO. Come si permetteva! Ma il problema era che era pazzo: anche questo lo capivo, e quindi reagivo, ma tenendo conto che lui comunque era pazzo, c’era poco da fare. La sua pazzia, inoltre, si è aggravata con un (probabile inconscio) senso di colpa: aveva costruito nella sua testa tutto un mondo, pieno di persone che avevano cospirato, tutte insieme, contro la nostra famiglia. Manie, paranoie, ragionamenti contorti, offese a mia madre e mai uno spiraglio, mai una qualche leggerezza tra noi, una qualche gioia, uno svago che potesse andare oltre certe tematiche. E tutto questo per altri bei venticinque anni, nonostante fossero separati e nonostante mia madre si sia spezzata la schiena di lavoro, facendo una bella vita di m…a. La rabbia, Albanascente, non si allontana. Se l’allontani, la tappi da una parte, esce da un’altra, in altra forma. Bisogna sapere che si ha la rabbia, capire perché la si ha e trasformarla in positivo, e io non ne ho il modo: perché sono a un punto morto della mia vita. Le cose, nonostante l’impegno, sono andate male. Avevo dei talenti, ma Dio o chi per lui, questi talenti li ha messi dritti nell’inferno, dicendomi: e ora vediamo che sei capace di fare. Be’, mi sono stancata.

  • 20
    Aura -

    Quelli di fuori mi dicevano: non devi assolutamente rinunciare a questo talento! Ma la facevano un po’ facile, non sapevano o non potevano aiutarmi: quelli di fuori non sapevano che io dovevo lottare fuori e dentro casa. Sì, perché mia madre che ho amato, ammirato e sostenuto, come ringraziamento, senza nemmeno rendersene conto, e solo negli ultimi anni mi sono messa ad analizzarlo, ha fatto le sue belle (brutte) differenze tra figlio e figlio, sbagliando, tra l’altro, valutazione. Mia madre aiutava più alcuni e meno altri. Perdonava alcuni e non altri. Passava sopra a ingiustizie che mi riguardavano, facendomene così subire altre. Bel ringraziamento per le ingiustizie che aveva dovuto subire lei e per il mio sostegno, eh? Inoltre, adesso vedo più chiaramente, adesso che il danno è fatto, altre cose: essenzialmente lei voleva, pretendeva, con tutto il suo carico di fallimenti e infelicità, di influenzarmi “positivamente”. Dietro la sua aria moderna e democratica, voleva decidere che cosa dovevo fare nella vita (e francamente non aveva sufficienti strumenti per valutare cosa io avrei potuto fare), e questo in tutto: dai sentimenti, alle amicizie, alla formazione, al lavoro.
    Che chiamasse un professore d’università per complimentarsi con me (io non c’ero, parlò con lei) non contava niente, che io fossi stimata fuori come una persona di talento da altri, non contava niente. Che tutti, proprio tutti, mi dicessero, là fuori: come sei brava, non rinunciare mai a questa cosa, non contava niente. Contava quello CHE VOLEVA LEI. Che io mi adattassi in tanti lavori per essere indipendente: non contava niente. Io non avevo MAI fatto niente, in tutta la mia vita, Albanascente. A un certo punto, sono stata costretta a tornare a casa: e questo, sotto sotto, li allevia, così siamo tutti infelici e contenti nella m…a.
    Così, quelli che lei ha agevolato, sono al pari mio nella m…a. Se io ce la facevo invece, vuoi che ai miei non avrebbe dato fastidio? Certo che sì: e fa male saperlo da tutta la vita.
    Vuoi che io non abbia rabbia, Albanascente? La mia vita è finita a trentanove anni, certo che ho rabbia. Dovevo stare a occuparmi, capire, di problemi di grandi da quando avevo cinque anni, l’ho fatto, mi sono presa il mio carico, cercando al contempo di fare la mia vita, e di andarmene, non pensavo che si pretendesse da me non so cosa, di tornare indietro, di continuare con questa storia d’infelicità in eterno, quando ne avevo già piene le tasche da quando ero nata.

  • 21
    albanascente -

    Aura,
    la casa accanto ha un ingresso indipendente; è ovvio che posso vedere tutti i suoi spostamenti e lui i miei, il giardino è comune, si può sempre dividere con una siepe. Io penso che se proprio non starò bene quando se ne sarà andato di là (ho molti dubbi) del tutto allora mi deciderò ad andare altrove. Ho un limite di sopportazione molto alto e so che mi faccio male da sola. Vorrei evitare il più possibile questo passo lavorando sul mio distacco da lui e sulla speranza e possibilità di incontrare un altro affetto.
    Che tipo è? Prepotente e assolutista, cervello unico. Con me ha avuto facile gioco nonostante io abbia sempre sostenuto la mia libertà di opinione e i miei figli mi dicano che io non sono stata una moglie come le altre. Chiedo sempre loro cosa vogliano mai dire. Loro dicono che lui, come maschio, non deve aver avuto vita facile con me. Sarà per l’università? O peggio, sarà che i giovani investendo meno di sè in un rapporto sono propensi ad accettare anche situazioni in cui l’uomo fa l’uomo e la donna e sta sotto? Sono propensa a credere ciò e mi dispiace per loro. Comunque sono altre storie…….
    Leggendoti mi sono fatta forza e ho portato dalla sua parte le sue scarpe, i suoi maglioni e giacconi. Non è ancora tutto, questo però sento di poterlo sostenere anche davanti ai figli. Ora lui non si sa quando ritorna, la solita prepotenza nei fatti. La sua logica? Di riuscire comunque ad imporsi perchè io tengo il filo dei miei ragionamenti, lui da vigliacco cambia le carte in tavola e crede e ce l’ha sempre fatta a farla franca. Mi vengono alla mente tutte le bugie ed umiliazioni e con fierezza e sicurezza ho spostato parte delle sue cose. Deve capire che non si tratta di uno scherzo. D’altra parte con la storia del viagra penso che abbia già qualcuna da parte. Cosa sto io a fare con la mia prudenza con uno scanzonato dai mille volti.
    Grazie aura, ti ho risposto prima di andare a pranzo ma ritornerò sulla tua lettera piena di riferimenti su cui devo riflettere.
    Buon ferragosto!

  • 22
    Viseminara -

    In giro si incontra gente fogna,il popolino del ballo liscio mignottaio,volgari,porci cagni,cacciatori di dote segaioli,guardoni,stalkers da armadio, sciacalli delinquenti,mafiosi,e cacche di ogni tipo tutti volgari e tutti arraggiati non cagati,dei veri mignottai,e più non li caghi,più arragg.e infami sono,mini manicini di scopa,come si opera si giudica?puzzano di fame e di paesello da un miglio di distanza,e si coricano ancora con le capre.bisogna stare attenti,il tradimento,mai vissuto ma mi fa ridere.che schifo certi “uomini”!

  • 23
    Viseminara -

    Che schifo certi porci circonvenzionatori di mestiere!porci nell’animo!

  • 24
    rossana -

    Aura,
    leggendo le tue ultime due mail, scritte tutte d’un fiato, ne sono stata parecchio turbata. hai avuto un’infanzia e una vita familiare davvero dure e difficili, e sei stata delusa da entrambi i genitori. per tua fortuna hai un carattere forte e una particolare forma di sensibilità, che possono esserti state d’aiuto.

    mi hai fatto riflettere che, nonostante il mestiere di genitore sia fra i più complessi (equiparabili al presidente della repubblica e agli psicanalisti), non ci vorrebbero solo i corsi di formazione per i fidanzati e la patente per gli automobilisti: sarebbero ben più utili lezioni serie su cosa comporta mettere al mondo dei figli, specialmente a livello di influenza psicologica.

    in ogni caso, credo si finirebbe con lo sbagliare comunque, forse, però, un po’ meno pesantemente… a mio avviso, la cosa peggiore è lasciar trasparire preferenze, che non dovrebbero mai essere palesate. e non essere abbastanza equilibrati, essendo persone adulte.

    ho notato che sembri avere la grinta di tuo padre ed essere l’opposto di tua madre per quanto riguarda il rispetto dei sentimenti e delle scelte altrui. l’età che avevi quando i tuoi si sono separati è considerata meno dannosa di altre e il fatto che fosse evidente chi si poneva dalla parte del torto può averti permesso di superare la separazione meglio del solito, anche perchè si trattava di un caso in cui la vita familiare, e in particolare quella di tua madre, erano compromesse più della media.

    ben diverso sarebbe stato se tuo padre si fosse posto come il marito di Albanascente.

    non è vero che alla tua età non ci sono più prospettive di realizzazione personale. sì, forse alcune possono essere fuori tempo ma per altre esistono di certo ancora opportunità: stringi i denti ancora un po’ e non demordere mai. volere è potere, a ogni età!

  • 25
    rossana -

    colam’s,
    posso capire che si provi risentimento verso genitori che si separano quando si è bambini o adolescenti ma mi sembra che, da adulti, si dovrebbe razionalizzare che per due persone che non vanno d’accordo la vita in comune può diventare un inferno.

    se posso essere indiscreta, che età avevi quando i tuoi si sono separati? se hai fratelli e/o sorelle, anche loro hanno avuto la tua stessa reazione? litigavano davanti a voi bambini o bleffavano per non farvi patire i loro dissapori?

    l’argomento mi interessa per i risvolti che ha per me in famiglia…

  • 26
    Aura -

    Albanascente, ti chiedi che cosa vogliono dire i tuoi figli dicendoti che tu sei stata una moglie non facile. Semplice: hanno già interiorizzato il modello soprattutto paterno, che è quello che va per la maggiore, il modello vincente! In questo schifo di “civiltà”. I “forti” picchiano duro e non guardano in faccia a nessuno: altro che civiltà. Chi si fa prendere da “mollezze” di sensibilità, solidarietà e altre simili sciocchezze (come per esempio conoscere la verità, quella che i tuoi figli non vogliono conoscere, sminuendo, di fatto, come e insieme a tuo marito, quello che hai subito e i suoi – perlomeno attuali: tu non vuoi stare con lui – abusi di potere), è perduto in questo mondo, in questo paese retrogrado e marcio fino all’osso, classista e maschilista. Se non fosse così, le scarpe e le giacche del tuo maritino, se le portava lui dove doveva.
    Albanascente, sono un po’ preoccupata, non la vedo bene: ti sento in una guerra. Attenta che è quello che lui ti fa e vuole: la guerra, subdola e viscida, che non puoi sapere dove ti porterà (a impazzire? a suoi imprevedibili scatti d’ira, violenze? a dispettucci raffinati e distillati nel tempo? a un logoramento del rapporto coi tuoi figli?). Tu ne devi uscire dalla guerra, non so come, ma ne devi uscire. Pensa a tutti i passaggi: le scarpe, le cose, e le reazioni sue, e i dispettucci, e i ritardi della separazione, e le assenze, e i contratti per le bollette intestati a lui, e questo, e quello. Farò una prova, tu dici. Hai pensato a quanto tempo? E se, per esempio, dovessero passare tre anni di prova di vicinato, con tutte le guerre per essere arrivati a poco di meglio, magari, a quello che comporterà al tuo stato, nel frattempo, altri anni di cose che in parte puoi immaginare e in parte no? (ripeto che con LA SUA LOGICA non puoi arrivare a tanto: NON PUOI PREVEDERE che cosa farà, fino a che punto arriverà).
    Sappi che LA SUA è una guerra: e tu non ci devi voler stare. Lo devi lasciare solo, DA SOLO CON LA SUA GUERRA. Tu ne sei fuori. Vedrai, sarà bello. M’immagino la scena: i tuoi figli che cercano di sondare, di capire, di questo cambiamento, insieme al loro padre. Tu che non parli più del loro padre a loro! Niente. Silenzio di tomba. Ti fai la tua università, esci, vedi le amiche, e del loro padre non parli: lui non esiste. Non è un argomento che ti interessi, d’altra parte sei molto impegnata, con la tua (finalmente) nuova, bellissima vita.

  • 27
    Aura -

    Rossana, scusami ma non sono d’accordo su una cosa. A quanto mi risulta invece, una separazione in tenera età è più grave. Secondo qualcuno, infatti, la fiducia in un essere umano si costruisce nei primi tre anni di vita. E non è un caso che anche fra molti genitori non proprio in confidenza con la psicologia, si decida di aspettare a separarsi “quando i figli saranno un po’ più grandi” (e sia chiaro che i miei hanno fatto benissimo a farlo anche se io ero piccola, ribadisco: sarebbe potuto succedere qualcosa di molto più grave).

    Mio padre, ti avrò confusa io perché ho scritto molto, non era affatto “grintoso”. Era un uomo infelice, con problemi psicologici abbastanza severi, una abbondante dose d’ignoranza, e una cultura di tipo maschilista (quasi inevitabile appunto per la sua cultura e la sua epoca), del tutto o quasi inadatto a una famiglia da portare avanti con una certa responsabilità e sicurezza. I suoi disturbi, abbinati a “leggerezze”, mancanze di riguardo e vari tipi di violenze, hanno fatto soffrire moltissimo mia madre. Per farti un esempio, mia madre mi raccontava che lui, se gli girava, e non dubito che mia madre non avesse fatto assolutamente niente di male, se gli girava, la lasciava fuori casa, sulle scale, come in punizione. Finché, il grand’uomo, non decideva che sì, adesso la porta si può anche riaprire, la punizione è stata sufficiente (probabilmente la mamma quel giorno aveva fatto un sugo che non piaceva tanto al padrone, o qualcosa del genere). Be’, è venuto il giorno che mia madre le scale le ha scese e ha aperto il portone, e se n’è andata. Dio, o chi per lui, le ha concesso un posto da qualche parte, come ospite, così che potesse, lontana, capire in che inferno era, e capire anche, in confronto, di che cosa fosse la pace.
    La grinta l’ha avuta lei, non lui. Lei è stata una donna eccezionale, te lo posso garantire. Tuttavia ho sviluppato dentro di me, anziché il rancore, che non fa bene a chi lo prova, una cosa che si chiama compassione, per entrambi.

    Quanto alle prospettive, non ci sono, Rossana, non ci sono. Certe vite dovrebbero avere un’energia infinita per continuare a lottare. E chi ce l’ha? E perché a me è chiesto tanto e altri si lagnano e disperano per un nonnulla, quando hanno tutto o quasi? E lottare per cosa, poi? Sempre per il solito niente? O per una variante di un respiro di sollievo, una falsa speranza, e subito dopo un calcio nel didietro e tanti saluti? Allegria.

  • 28
    albanascente -

    aura,
    oggi eravamo a pranzo soltanto mia figlia ed io e mia mamma.
    Sul punto di ripartire è scoppiata a piangere dicendo che non capisce suo padre, che le sembra di essere in un incubo, non lo riconosce. Le ha telefonato dal lago con un numero di cellulare nuovo; ha capito che ha due carte SIM, cosa strana per lui; io, pacatamente ho posto molte domande e ho chiarito quelle che lui le ha presentato come sue ragioni. Veramente ridicole; mi ha lasciato parlare, ogni tanto mi diceva “tu mamma non hai colpe, tu eri dentro il rapporto, cercavi di costruire e di migliorare, lui non lo riconosco, è fuori, è fuori, mi meraviglio che non ti abbia chiesto di ricucire tutto, non gli interessa nulla oppure si gode di fare il duro, come sempre; se ne sta al lago e crede di essere forte perchè di lascia qui sola, ecc. ecc.” E’ stato un dialogo che mi ha rasserenato e svuotato di angoscia. Con garbo lei mi ha detto di dimenticarmelo, non si merita nulla. Anche lei era pacata in queste riflessioni dolorose.
    Ci siamo abbracciate a lungo, era tanto tempo che non succedeva, lei è schiva con me. Avrei voluto vederla schierarsi subito con me già dall’inizio, come donna, forse stanno arrivando piano piano; le tue considerazioni su come la si pensa oggi mi sembrano centratissime perchè riscontro quanta fatica stia facendo lei per capire e sicuramente parte dai presupposti che citi tu, non può essere altrimenti.
    Io ho pensato alla sua roba che ho portato di là e leggendo la tua lettera come tu mi leggessi a tua volta nel cuore le mie preoccupazioni riga per riga, ho pensato che questi atti già li ho fatti, inoltre per tre settimane gli ho suonato ceffoni ogni volta che mi ricordavo umiliazioni subite, ecc. ecc. posso accontentarmi, lui non è certo un tipo da incassare, me ne ha dato indietro alcuni ma una quarantina se li è tenuti. Mi deve bastare pensare a questo e ritirare la roba che ho portato di là, mi sembra tardi per gesti plateali. Mi fai riflettere che mi conviene uscire proprio del tutto dalla sua guerra soprattutto ora che mi sento meno sola.
    I tuoi avvertimenti sono puntualissimi.
    Io non sarei in grado di sostenere una guerra per rispetto alla mia indole e non mi va di sostenerla per un carico di aggressività che avevo accumulato per la distanza dei miei figli.
    Oggi è un giorno diverso. Mi dirai cosa ne pensi.
    ti ringrazio e ti abbraccio.
    Un caro saluto anche a tutti quelli che mi hanno risposto, rileggerò il tutto con calma, siete prezioni, ciao rossana,

  • 29
    rossana -

    Aura,
    l’amaro racconto di vita di coppia di tua madre mi ha un po’ consolata dei guasti che il ’68, che ho vissuto attivamente, ha portato in molti matrimoni. era tempo di rottura brusca di vecchi schemi nei rapporti uomo-donna, che hanno fatto sì che, statisticamente parlando, molte donne dell’epoca ne risentissero pesantemente.

    qualche passo avanti è stato fatto, e quindi i sacrifici non sono stati del tutto vani. anche mia madre ha subito soprusi di ogni tipo da mio padre, che lei stessa affermava di SERVIRE “a tavola, a letto e in ogni altra sua necessità” (inclusa la spinta alla motocicletta, quando questa scapricciava alla partenza per recarsi al lavoro, dopo avergli aperto il cancello di casa, ogni santa mattina).

    a mia sorella, il giorno prima delle sue nozze, mia madre stessa ha detto: “se si ubriaca, lo vai a prendere e lo porti a casa; se ti picchia, significa che te le sei meritate; e non ti sognare nemmeno di venire a lamentarti a casa”. ed ella non venne, dopo essere stata picchiata ma si adeguò alle esigenze del marito, esattamente come aveva fatto mia madre.

    per fortuna, adesso le cose non sono più così, nonostante che gran parte dell’universo maschile vagheggi quel tempo come un paradiso perduto. in realtà, l’unione stabile dei miei genitori (pochissimi litigi e perfetto equilibrio di ruoli), che non mi hanno mai fatto mancare niente di materiale, mi ha fatto percepire, fin dall’infanzia, una grande carenza d’amore, che si è ripercossa in negativo su tutta la mia vita.

    quanto all’età migliore per la separazione, forse è vero che eri un po’ più grande di quanto suggeriscono gli psicologi (prima dei 3-4 anni o dopo i 12-13). ovviamente è un suggerimento a carattere orientativo, in quanto molto dipende dall’evoluzione del bambino e, credo, in particolare dal legame affettivo che ha nei confronti del genitore che viene allontanato dal nucleo famigliare. possono esserci pessimi mariti che sono ottimi padri, e questo soprattutto può fare la differenza.

    un abbraccio

  • 30
    rossana -

    Aura,
    da te non riesco ad accettare, a scatola chiusa, questa frase: “Quanto alle prospettive, non ci sono, Rossana, non ci sono. Certe vite dovrebbero avere un’energia infinita per continuare a lottare.”

    capisco che ad alcuni (forse a parecchi) è richiesto molto più impegno e molta più energia per raggiungere obiettivi che altri si trovano già pronti, su un piatto d’argento, fin dalla nascita.

    può darsi, anche, che tu stia attraversando un momento di stanchezza e di delusione e che ti debba riposare, fisicamente e psicologicamente, prima di riprendere, come dici tu, a lottare.

    tuttavia, tieni presente, che le cose davvero importanti in una vita sono davvero poche, e saperle individuare correttamente, permette di perseguirle e di ottenerne almeno una parte, che può essere sufficientemente gratificante. inoltre, chi ha avuto più talenti della media, a mio avviso, non può fare a meno di cercare il più possibile di metterli a frutto, per la propria realizzazione.

    non sei, come me e albanascente, in una prospettiva di tramonto. se i tuoi interessi sono calibrati alle tue capacità, prima o poi ci arriverai: hai ancora tanto futuro davanti a te. è troppo presto per lasciarsi andare…

  • 31
    colam's -

    Ciao rossana, in effetti si sono separati quando avevo 28-29 anni. Una mia sorella era ancora minorenne.

    La reazione di ognuno dei fratelli all’inizio era di “unirsi tra fratelli per far rinsavire i genitori”. Fallito questo tentativo ognuno ha elaborato a modo suo, io penso di essere il rancoroso, altri hanno, dopo i primi mesi di sofferenza, deciso di prendere le distanze dai genitori e le loro beghe.

    Grosso modo i miei per oltre 20 anni non litigavano davanti a noi. Il loro matrimonio penso sia andato in crisi quando mamma e’ andata in crisi psicologica e quando papa’ ha perso il lavoro.

    Ai miei non rinfaccio tanto il fatto di non volersi più bene, quanto il fatto che divorziando e fregandosene di noi ci hanno messo in una precaria situazione economica e famigliare. Da quel momento infatti si sono rovinati praticamente tutti i rapporti con i nostri famigliari (ogni genitore e’ praticamente tornato al suo ovile), e la gia’ precaria situazione economica della famiglia e’ stata peggiorata dalle beghe tra genitori, dalle spese per avvocati, dai dispetti, dalle vendite forzate o precipitose di case. Con la conseguenza che la serenita’ familiare ed economica di noi figli e’ andata a farsi friggere. Il che non era difficile da prevedere tant’e’ che noi glielo avevamo detto di non divorziare per evitarcelo. Ma loro, non curanti, sono andati avanti non ostante tutto. Ecco perche’ ce l’ho con loro.

  • 32
    rossana -

    albanascente,
    vista la sintonia che intercorre con Aura, che ti fa sentire sufficientemente capita e rassicurata in questo momento così difficile per te, non dovrei intromettermi più.

    tuttavia, non posso che dissentire, per mia natura e mia formazione, da questa tua frase: “gli ho suonato ceffoni ogni volta che mi ricordavo umiliazioni subite”.

    ho subito tradimenti a cascata per anni, ho sofferto come un cane ma non mi è mai nemmeno passato per la testa di alzare le mani sul mio uomo. ricordo, sì, di aver tirato una zo......, mancandolo per altro, ma niente che non fosse qualche spintone, per rabbia e impotenza, neppure troppo forte…

    non credo che questo tipo di reazioni possa essere d’aiuto in nessun senso, anche se, devo ammettere, ogni situazione è diversa per la diversità delle persone che la compongono, per cui, per te può essere giusto anche così…

    ricordati, però, che se è vero che il torto e la ragione difficilmente si possono suddividere esattamente a metà, non è mai detto che la colpa sia da addossarsi totalmente a uno soltanto dei due. ognuno dà il suo contributo all’evoluzione di un rapporto.

    scusami la libertà che mi sono presa nell’esprimermi con totale schiettezza.
    un abbraccio

  • 33
    albanascente -

    aura,
    sono anch’io d’accordo con rossana. Non è la soluzione una chiusura totale. Una mia amica mi ha dato una ricetta per valutare una relazione con un uomo. Lei dice “devo starci sufficientemente bene” altrimenti mollo. A me sembra una frase che ci tiene centrate su di noi stesse, sul nostro stato di benessere. E’ difficile quando si ama e si è trasportati dal desiderio di raggiungere il sogno. Ripetersela spesse volte in una relazione, quando si è dotati di empatia e sensibilità, ci fa bene, non è nè egoismo nè durezza. Abbiamo la vita dentro che vuole essere vissuta e non dobbiamo chiuderci troppo per salvarci dalle delusioni. Credo che bisogna calibrare bene la dose di noi da mettere in comune e non pensare ai romanzi tipo LIALA che leggevano le nostre mamme, forse per voi le vostre nonne, se potevano leggere.
    Stamattina ho scoperto un fatto che mi dilania.
    Ho trovato nel cestino pezzettini di un biglietto scritto da una donna un mese fa a mio marito, la calligrafia è di una donna non abituata a scrivere, è una calligrafia, direi, antica, quindi penso che questa donna non sia giovane. Parla di vibrazioni, di baci ed abbracci. Una lettera di persona innamorata.
    Ora ho ancora più confusione in testa. Mio marito vuole/non vuole spostarsi nell’altra casa e coltiva (ecco il perchè dell’altro cellulare con contratto you and me) una possibile relazione. Di sicuro mi sta lontano con totale indifferenza.
    Voglio agire in modo intelligente rispetto alla situazione.
    Ora non si tratta più di me e di lui, del mio voler dialogare e del suo rifiutare. Ha fatto la scelta meno impegnativa ma non la voglio pagare io. La data della lettera coincide con la sua permanenza al lago e anche con una richiesta di una camera doppia in Trentino nello stesso periodo. E’ chiaro, non può andare ogni settimana al lago per 3 giorni e passarli con la zia ultraottantenne…….anche se si prende dietro la sua amata bicicletta…..
    Che prove ho? La carta sim, la lettera, la risposta dell’albergo che non ha camere libere. Sono indizi, più che prove.
    Che fare?

  • 34
    Aura -

    Albanascente, sono molto contenta che tua figlia abbia iniziato a voler capire e a capire qualcosa, anzi molto, anche se mi dispiace naturalmente che soffra. Vorrei rassicurarti però che il fatto che lei, ora un po’ traumatizzata, non riconosca più il padre per come lo conosceva, non significherà che non gli vorrà ancora bene. Tu ne avevi bisogno, di questa vicinanza, di questa solidarietà: perché una persona in un certo senso si sente come impazzire. Dopo il danno, la beffa. Non va bene. Ci vuole un po’ di comprensione e le cose vanno riconosciute. Stai certa che vedere la realtà le servirà in futuro: non so se sia impegnata con un uomo, ma se lei dovesse prendere qualche abbaglio, questa sua reazione di oggi le servirà per la sua vita. Non tutto il male, allora, viene per nuocere.
    Avuto un po’ di sostegno, un po’ di solidarietà, a grandi linee ti direi di non sovraccaricare i figli: non ripetere loro sempre le stesse cose (i miei lo hanno fatto per i restanti 25 anni da dopo la separazione, una cosa allucinante! e naturalmente, nel frattempo, si dimenticavano che anche noi figli avevamo i nostri problemi, e non erano pochi: la scuola, gli amici, gli amori, dove stavo io c’era droga dappertutto e in quegli anni ho visto che cos’era la morte tra i giovani, tra i miei amici d’infanzia; tanti, troppi morti; vuoi che questo non mi gettasse nella disperazione? ci sono stati anni della mia adolescenza che vagavo persa, non avevo veramente nessuno alla fine che potesse un po’ farmi da guida, in niente; non solo, ero continuamente marchiata come una sorta di “diversa/emarginata” e questo perché ero sola abbandonata ed ero povera, come se fosse colpa mia).

    Avevo letto di sfuggita di tuoi schiaffi per settimane a tuo marito e ora me lo ripeti. Diciamo che non avevo voluto troppo evidenziare quella cosa (c’era altro a cui pensare), ma… Albanascente, non lo fare, per carità, non alzare le mani mai. Capisco perfettamente la rabbia, i modi subdoli di qualcuno per tirarti fuori il peggio, vuoi che non conosca queste cose? Nonostante la violenza che ho visto e talvolta subito, non ho mai alzato le mani: al massimo mi sono difesa. Una volta sola in vita mia mi è successo di dare uno schiaffo, nemmeno un sonoro schiaffone. Uno schiaffo, quasi uno schiaffetto, ma il gesto resta sempre orrendo. Ricordo perfettamente quando e perché.

  • 35
    Aura -

    Ricordo molto bene il viso, l’espressione, prima dello schiaffo, di quella persona, che mi aveva fatto di tutto (eccetto la violenza fisica, ma ci sono molti molti modi di fare violenza… Ci sono violenze psicologiche che possono distruggerti): mi aveva detto cose per me terribili, soprattutto false, e con aria di sfida. Voleva portarmi al suo livello, mi spiego? Quello era veramente un caso in cui si può dire: quella persona VOLEVA lo schiaffo, o comunque qualcosa per portarmi in basso, perché sapeva di essere una persona schifosa, che faceva cose schifose e non ce la faceva più a confrontarsi – inevitabilmente – con una persona come me. Lui era uno indegno di stare con una come me e quando tutti i nodi erano venuti al pettine, se solo mi guardava, probabilmente si faceva schifo. Quindi la cosa migliore era che io diventassi schifosa come lui, così un giorno avrebbe potuto dire: eh ma anche tu hai fatto questo e quest’altro (lo stava già facendo: mi aveva appena detto in faccia cose completamente false sul mio conto, mentre prima almeno ammetteva i suoi torti e certo non mi accusava di cose che non avevo fatto, altrimenti sai dove lo mandavo?). Lui, dietro la sua iniziale maschera di ottima persona, era seriamente disturbato psicologicamente, uno che usava le persone, mentiva, e solo dopo, quando eri ben coinvolto sentimentalmente, iniziava, poco alla volta, a mostrare tutte le sue mancanze e infine la sua incapacità di fare del bene, ma la sua perfetta capacità di fare del male.

    Quel giorno stesso, Albanascente, io lo lasciai. Certo, era già finita, ma lui sperava di continuare, portandomi all’inferno con lui poco alla volta. E col cavolo! Dopo lo schiaffo mi sono fatta schifo, non sai quanto (e lui ne godeva soddisfatto), ma ho recuperato immediatamente la mia dignità perduta, lasciandolo solo nel suo inferno. E guarda caso, nonostante tutta la sua vergognosa finta scena melodrammatica per lo schiaffo, per riversarmi addosso tutto lo schifo d’uomo che era, mi ha cercato, ovviamente si disperava, perché una come me col cavolo che la ritrova. E lo capisco che si disperava, il poveraccio, doveva andare a rivedersi il suo bell’inferno che si era costruito da solo, perché io non ce lo accompagnavo di sicuro. Io ne ero fuori prima, poi c’è stata una parentesi in cui lui – perché ero innamorata e ancora inconsapevole – mi ci ha fatto entrare, e dopo era di nuovo solo, nel suo inferno. Io ne ero fuori, come ne ero fuori prima di conoscerlo.

  • 36
    Aura -

    Rossana, nemmeno io riesco ad accettare quella mia frase, a dire il vero. Mi dico, ma come è possibile?
    Ma sarebbe troppo lungo spiegare…

    Riguardo il tuo uscire da questa discussione, perché Albanascente sente una certa sintonia con me, perché dovresti tacere? Qui le voci di tutti hanno importanza e Albanascente ha dimostrato di tenere molto anche alle tue parole. Come vedi poi, coincidenza, sugli schiaffi, le abbiamo detto la stessa cosa, ma anche se qualcuno ora le dicesse altro ancora, magari potrebbe portare un pensiero diverso, che potrebbe servirle.

    Albanascente, con l’ultima tua, sui frammenti di lettera ritrovati nel cestino, mi confondi un po’: sembri di nuovo una donna che sembra avere appena scoperto il tradimento e cadere traumatizzata dalle nuvole. Mi fai venire il dubbio, che altri che ti dicevano qui che tu amavi ancora tuo marito, avessero ragione. Non capisco. Ma non eravamo rimasti al punto che tu avevi chiesto la separazione? Che tu non lo volevi più in casa? Che tu soprattutto volevi almeno un cenno dai figli, di solidarietà e non di disapprovazione? Che tu avevi almeno chiaro che con lui non avresti più voluto stare? Che ti importa allora, di scarpe, frammenti di lettere, di movimenti suoi in alberghi, spostamenti, ecc.?
    Non so, ti servono prove per la separazione? Te le ha chieste l’avvocatessa? O sei lì, invece, che aspetti ancora qualche prova da parte sua, per una riconciliazione?
    Capisco che sia dura, durissima, ma non capisco ora, davvero, che cosa vuoi. Devi dirlo tu che cosa vuoi veramente. Altrimenti non posso darti pareri. E ricordati che persino un avvocato si trova in difficoltà, se vede uno sposato che non è sicuro di separarsi: ma come fa un avvocato a muoversi, se non sei sicura di volere una separazione?

  • 37
    albanascebte -

    carissime,
    sonod’accordo con voi che non si devono alzare le mani, non andartene rossana e nemmeno tu aura.
    Purtroppo sono d’accordo con voi ma se ritornassi indietro glieli darei di nuovo perchè lui per un nulla si era permesso un giorno di schiaffeggiarmi e mi intimavan con altre gelosie assurde e quando ho saputo del tradimento con la mia amica ho sentito tutte le ipocrisie e le umiliazioni che riaffioravano nella mia mente che si ribellava, lui era già un traditore e faceva la parte della persona perbene.
    Chiudo questa pagina, considerate che mi ha detto del tradimento per umiliarmi, questo mi ha fatto sentire malissimo.

    Per quanto riguarda ciò che trovato ora, ciò che fatico ad accettare è l’esplosione della mia famiglia, è il vederlo granitico, ipocrita, con altre storie in ballo mentre mi aggredisce verbalmente quando può, falso all’inverosimile con i figli, l’aver trovato altre prove di tradimento, mi discolpa; ammetto che sono legata a mio marito e non avrei mai creduto che si opponesse con tanta durezza rifiutando il dialogo e rifiutandomi così pesantemente e poi dicendo ai figli che voleva tornare con me e con me invece si comportava pesantemente. E’ vero che vorrei che si potesse ricompattare la famiglia, ma mai alle passate condizioni e su qusto punto ho conferme che è impossibile perchè io per prima, alle passate condizioni non voglio.
    A volte non è sufficiente amare per tenersi una persona se quell’amore non ti fa felice. Io non voglio nè cambiare l’altro, nè mettere me stessa sotto i piedi. Ho consapevolezza che non voglio più stare in questa situazione anche se mi costa, anche se piango lacrime amare, se accettassi sarei comunque più sola di prima perchè il marito avrebbe la certezza di potermi usare e bastonare come vuole tanto io ci sarei. NO.

  • 38
    Viseminara -

    La cosa non va meglio nemmeno
    con i kanzienzi/e
    o
    kazzienzi/e
    questi o
    quelli per
    me
    pari sono,di troppi facili costumi!…e
    quelli le case le vorrebbero intestate..bisogna stare
    attenti…..

  • 39
    albanascente -

    Rossana dimmi, come stai ora? come fai a superare i continui tradimenti? Io oggi mi sento ancora più ferita. Quando penso che tutto è iniziato perchè dopo anni ho posto una condizione al nostro rapporto a seguito del suo comportamento come AURA ha spiegato bene del suo compagno. Pensavo che fosse semplice da capire,soprattutto perchè lui mi voleva o meglio voleva rapporti sessuali, senza se e senza ma, altrimenti mi diceva “non vuoi perchè non mi ami,io invece ti amo e il mio affetto passa di lì, il resto sono stupidaggini”. Invece con i duri, niente da fare e vedete in che bel guaio sono ora.
    Essere convinta di non volerlo più non significa affatto chiudere una porta e amen, è durissima. Oggi è stato un bruttissimo giorno, spero domani sia migliore. Sono a casa da sola fino a giovedì sera, poi lui arriverà e saremo in due fino a sabato,ci eviteremo come sempre, poche occasioni di incontro. Voglio rasserenarmi. Ho in programma di andare alle terme mercoledì e venerdì.E’ dura senza un nuovo affetto, ma anche prima l’affetto mancava, era solo un’illusione perchè eravamo marito e moglie. Ora voi siete serene?
    Aura, ho parlato con l’avvocato per chiedere come si svolge una eventuale separazione, non ho dato incarichi ancora.
    La storia si trascina inutilmente per le lunghe perchè da 4 mesi dice che se ne andrà e ora devo aspettarne altri due ma non pare che ci sia una grande intenzione di farlo, vuole salvare la faccia con i figli e tende sfide e trabocchetti a me mentre coltiva una storia seria. Vi pare che debba pazientare fino alla fine di settembre?
    L’avvocatessa mi aveva detto di andarmene da casa a seguito di una allucinante aggressione verbale di mio marito,ci sono stata 10 giorni ma soffrivo troppo, mi sentivo in prestito, stavo malissimo mentre lui faceva l’angelo del focolare e manipolava i figli. Durante la mia assenza ha assicurato a mia figlia che entro settembre se ne andrà. Che vergogna, mia figlia mi dice sempre di non chiedergli nulla perchè a me rifiuta tutto mentre lei riesce ad ottenere da lui. Impazzisco, ora voglio dormire e spero di alzarmi talmente indifferente da non riuscire nemmeno ad accorgermi della sua presenza.

  • 40
    rossana -

    albanascente,
    forse non ricordi, ed è comprensibile nella tua situazione, che mi sono separata da mio marito, dopo una dozzina d’anni di matrimonio, dopo ripetuti tradimenti da parte sua (anche in casa, con la baby sitter).

    onestamente, devo ammettere di averlo fatto perchè mi è capitato di innamorarmi per la prima volta. altrimenti sarei andata avanti con lui, in quanto avevamo un figlio da crescere.

    entrambi avevamo problemi psicologici irrisolti ma anche una splendida intesa intellettuale (mai più trovata in seguito). con il senno del poi, devo ammettere che il nostro era un legame di reciproca dipendenza.

    non so se per via del suo rincorrere altre gonne, poco dopo un anno dalle nozze, o per un mio blocco psicologico sulla sessualità, determinato essenzialmente dall’educazione, non ero disponibile quanto lui avrebbe voluto per i rapporti sessuali.

    non era questo però il principale motivo dei suoi tradimenti. quando l’ho incontrato intratteneva sei diverse relazioni. stupidamente avevo pensato che, poichè a 40 anni non si era mai sposato, se lo faceva con me, era perchè era convinto di aver trovato la persona giusta. beata ingenuità!

    tuttavia, non è affatto da escludere che il mio problma con il sesso non abbia influito sull’andamento del nostro rapporto. avrei dovuto essere capace di fare un salto di qualità e di non prendermela se andava a letto con altre, visto che continuava a desiderare di stare con me. purtroppo, non ne sono stata capace: ero troppo giovane e ancora non sapevo che quasi tutti gli uomini tradiscono, prima o poi, almeno una volta… è importante solo che la moglie non lo venga a sapere…

    come sto adesso? mi sto abituando a vivere sola dopo che mio figlio ha deciso di convivere con una compagna. non è piacevole ma in futuro potrebbe essere pure peggio, per varie ragioni.

    non ti parlo della relazione che ho ora, dopo quasi vent’anni di vita da single, per non scoraggiarti troppo. l’amore adolescente è una cosa, l’amore nella terza età (quando ancora si riesce a provarlo essendo stati in grado di superare tutte le delusioni e tutti gli inganni), è ben altra cosa.

    mi ha ulteriormente insegnato che fondamentalmente bisogna sapersi accontentare…

  • 41
    Aura -

    Uhm… Cara Albanascente… Sei in un pessimo stato, confusa, stravolta, e questo lo capisco benissimo, è normale. Ora io non voglio per forza dirti cose che ti tolgano la speranza eventualmente di tornare con tuo marito, se è quello che vuoi, ovviamente alle tue nuove condizioni, ma ti dirò cose che magari, lo spero, potranno aiutarti in qualche modo a fare più chiarezza dentro te stessa (come puoi decidere qualcosa se non fai un po’ di chiarezza dentro te stessa?).
    Ti faccio un esempio: certo che quel mio ex voleva umiliarmi, come tuo marito, poco prima del mio unico schiaffo della vita. Siccome lui faceva cose indegne e non riusciva a sostenere una relazione equilibrata, basata sul rispetto, sulla lealtà, su un pari impegno ecc., aveva iniziato (una volta scoperto) da una parte a lagnarsi, disperarsi (non voleva essere lasciato), a fare promesse, e altro, dall’altra, appena vedeva che io gli avevo concesso una possibilità, continuava esattamente come prima e in più degenerando… Ma anche io avevo i miei “trucchi”, diciamo così, o il mio credo amoroso: io ti amo e ti do la mia fiducia (per quanto critica: non sono cieca, le cose le vedo, e se me le nascondi, le sento, talvolta percepisco cose che mi lasciano perplessa, ma dopo un po’ arrivo, anche razionalmente, al “nodo”…). Ovviamente, in certi momenti, quando tu sei così scoperto e vulnerabile, un uomo-verme, stai sicura che avrà dei comportamenti – evidentissimi!- del tipo: “è fatta! Mi ama. Guarda, ho fatto questo e lei non ha detto niente. Non può stare più senza di me” ecc. Inizia a essere stranamente noncurante, ti fa una serie di cose per cui tu ti senti persino invisibile, naturalmente viene la notte, e allora ti cerca, perché vuole la sua dose di sesso: gli spetta. Oppure ha altre richieste quotidiane, implicite (perché lui, ormai, siccome è amato, non deve esplicitare proprio niente: è scontato che tu debba amarlo…). In ogni caso, tu sei a disposizione. Ovviamente tu inizi a stare male, soffri, ti fa proprio male il cuore e la persona che hai lì accanto se ne accorge? Se ne accorge che soffri? Corre a porre rimedio, si preoccupa che tu stia meglio? No, naturalmente: non ti ama! Però vuole essere amato così com’è, e quindi inizia a sminuire la tua sofferenza: saranno fisime, problemi tuoi, chissà, forse persino una depressione. E vai così, chi si attacca all’alcol, chi a psicofarmaci, chi cade in forme di gelosia ossessiva, e inizia a scendere all’inferno…

  • 42
    Aura -

    Ricordo molto bene, che nei momenti di maggior bisogno (all’apice della mia sofferenza: quando iniziavo a capire di non essere amata, di essere forse insieme a una persona con grossi problemi psichici, e al contempo, quando lui era all’apice suo, cioè alla massima certezza del mio amore… E questi si sentiva incredibilmente bene… E questo tienilo ben presente perché è importante), che cosa succedeva? Che lui iniziava a tirare la corda… Era, presuntuosamente, SICURO di SE’, sulle mie spalle, e credeva, il poverino, che così sarebbe stato in eterno: ormai mi aveva in pugno, secondo lui, capisci? Io che cosa ho fatto? Pur stando malissimo, dovevo vedere fin dove era capace di arrivare: perché essendo innamorata ormai, e spinta da lui (che aveva stranamente una certa fretta) a fare cose importanti per una coppia… Dovevo vedere fino in fondo chi era, costui. Solo vedendolo veramente, avrei potuto essere sicura: o starci o liberarmi per sempre, di lui.
    Ti assicuro che penso di aver visto abbastanza, ma poco, tutto sommato, per l’essere problematico che poteva dimostrare di essere lui: chissà cosa mi sarebbe aspettato stare anni con uno come lui! Posso solo immaginarlo…

    La SBERLA veramente potentissima, quella sì, non è stata quello schiaffo che lui voleva per trascinarmi in basso con lui al tappeto (riuscendoci, per un solo momento), anzi è stato un DESTRO DA PESO MASSIMO, che lo ha steso completamente a terra, il verme, è stata semplicemente lasciarlo, definitivamente, senza speranza. Tuttavia, il mio non era un destro di attacco, ma di difesa, semplicemente. Se poi lui fosse al tappeto, che colpa potevo averne? Se lui era un viscido poveraccio, che si approfittava delle persone nel momento di vulnerabilità maggiore (quando si ama), per trarne vantaggio stile sanguisuga, che colpa ne avevo io? Io, del resto, lo avevo solo amato. Capisco che dopo fosse al tappeto… La mancanza d’amore improvvisa fa un po’ male, ma anche io avevo sofferto: avevo avuto una mancanza d’amore perenne, avevo avuto una bella coperta di menzogne. Tutto questo, Albanascente, in pochi mesi, quindici o venti, adesso non ricordo. Anche io avevo provato “nuove condizioni”, in quei mesi: ma il poverino si era già abituato così. E questo tipo di uomini si abitua così perché o trova una donna che si abitui a lui, o nulla. In breve: non cambiano. Al massimo fingono: per un po’. La domanda è: tuo marito lo sai com’è? E tuo marito così come è, non è così da mesi, ma da anni. Pensaci.

  • 43
    albanascente -

    rossana,
    pensavo che tu fossi ancora con tuo marito, invece hai avuto il coraggio di lasciarlo. Il guaio è che all’inizio di questa fine io, pur essendo amareggiata e triste da sempre, pensavo che al punto in cui eravamo, mi era un pò rafforzata nell’autostima e non ritenevo più possibile sottostare a continue incomprensibili angherie, gli ho posto la condizione di parlarne prima di avere di nuovo rapporti sessuali. La mia richiesta andavanell’ottica del superamento,del miglioramento. Invece, cosa che non mi aspettavo, ha alzato il tiro con l’umiliazione ecc ecc il successivo comportamento da furbo orgoglioso, da verme comunque e la ricerca di nuova partner. Non gli interessava nemmeno la spaccatura della famiglia. Continuava angherie, noncuranza, disprezzo nei miei confronti e coltivava altre relazioni.
    Io non avrei mollato tutto se non fossero intervenuti i comportamenti di questi mesi e la sua totale chiusura. Non me lo aspettavo. La mia richiesta pensavo facesse bene anche a lui, di chiarire.
    Invece è successo il contrario e ora vedo tutto sfumare, anche quello che mi illudevo che ci fosse tra noi, l’idea che eravamo una famiglia che, comunque vadano le cose, non ci vedremo più nei panni di prima. E’ questo sbocco che non avevo considerato.
    Alba, tu hai ora un altro affetto? Hai spiegato benissimo cosa succede con questi vermi, alla perfezione. E’ la stessa storia.
    E’ vero che si rinforzano sulla nostra debolezza.
    Avevo fatto un elenco prima di dargli la condizione con tutte le vessazioni fatte nella vita in comune. Devo tenermele sott’occhio, non c’è una parola di più,mi fa bene rileggerle perchè in quel momento io mi ero allontanata parecchio da lui che è sempre quello anche ora, anzi è peggiorato.
    Non vorrei cadere nella nostalgia che inganna la mente, il pericolo è grande. Il mio dolore è che invece di pensare che me ne sto liberando e potri finalmente pernsare da sola senza critiche ed umiliazioni il mio dispiacere va sul costo emotivo che faccio pagare ai miei figli, alla mia perdita totale dell’idea di essere in una famiglia, al pensiero di essermi impegnata molto con lui e di trovarmi come carta straccia in un cestino.
    Devo farcela.

  • 44
    Aura -

    Albanascente, vorrei dire ancora. Tu scrivi: Pensavo che fosse semplice da capire,soprattutto perchè lui mi voleva o meglio voleva rapporti sessuali, senza se e senza ma, altrimenti mi diceva “non vuoi perchè non mi ami,io invece ti amo e il mio affetto passa di lì, il resto sono stupidaggini”. Invece con i duri, niente da fare e vedete in che bel guaio sono ora. Pensavo che fosse semplice da capire? Chi ti dice che sia semplice? Oppure chi ti dice che lui non capisca? Dubito che sia un cretino. Però è uno, mi pare, che impone le cose: o così o pomì. D’altra parte, come fargliene una colpa? Sono anni che era abituato così: sei tu che sei cambiata, per lui, probabilmente. Prima ti andava bene, adesso fai scenate. Oppure, prima non sapevi, adesso hai scoperto. Magari lui, nella sua testa, è convinto che era sottinteso che tu immaginassi, oppure che una volta scoperto, tu ti adattassi. “Pensavo che fosse semplice da capire” è di nuovo la tua ostinata logica ferrea di cui ti dicevo, che non so quanto possa aiutarti: ognuno, alla fine, è quello che è. Se qualcuno non ci capisce, o fa finta di non capire, o capisce ma se ne frega ecc., la cosa ovviamente ci fa soffrire, ma non possiamo restare in eterno a quel punto: pensavo che fosse semplice da capire. Anche io credevo che fosse semplice da capire quello che c’era da capire, di cui ho ovviamente parlato col mio ex, fiduciosa che potesse capire (o dovevo pensare che fosse un cretino cui non c’era niente da dire?), ma se non capiva, o faceva finta o tutto quello che vi pare, a un certopunto, che cosa dovevo fare? Prenderlo a calci nel culo? Urlare? Stare a contorcermi perché sì, alla fin fine stavo con un cretino che alla fin fine per me non capiva un emerito nulla, né di me, né di quello che era importante per me per vivere bene? E che vivesse come gli pare, scusa! Viva la libertà di essere come si è, se non si fa male ad altri! Ma attenzione: mentre io lasciavo libera una persona di agire come credeva, il verme si fingeva un altro, quindi lui la libertà la toglieva a me. Era immorale quanto faceva.
    Aveva una doppia morale… Ma quanti ce ne sono così, uomini e donne? Tantiiiiiii. Tanti, tanti. Doppia morale e va bene così (sulle spalle e alle spalle degli altri). Chi dice loro niente in fondo? Che si accoppiassero tra loro, non sarebbe meglio? Peccato solo che a loro di solito non piaccia avere per compagno/compagna uno/una come loro… Eh no, non c’è proprio da fidarsi…

  • 45
    albanascente -

    è partito di nuovo il commento e non l’avevo finito.

    Ho perso troppe volte il filo. L’ultima cosa che volevo di re è ciò che ha detto a mia figlia: se tua madre sta male che faccia un passo indietro; io sono stato troppo male, la testa non la chino. Gli ha risposto: “non stai male a sufficienza”.
    Io non sapevo che lei gli stava telefonando e sono entrata nella stanza,per un attimo ho sentito la sua voce tagliente e mi sono detta
    come io abbia fatto a piangere per due giorni pensando di averlo perso, non avevo perso nulla, come ho fatto a piangere per due giorni pensandolo come me lo immaginavo fosse in tutti questi anni in cui speravo che mi potesse capire siccome non era un cretino. Aura, Rossana, avete ragione: NON VOLEVA CAPIRE.
    Ora ripasserò costantemente le sue angherie che ho scritto su un foglio, quando ritornerà a casa questa mia nostalgia del mio sogno infranto verrà immediatamente distrutta dalle sue posture e comportamenti soliti. Quando si dice che ci si affeziona all’abitudine di tanti anni e si fa fatica a lasciare…….Rileggerò pure le vostre lettere che mi accompagnano con un sostegno e una dirittura che non immaginate quanto mi aiuti. Vi abbracccio, è unalettera sconclusionata, molte cose volevo dirvi. Chissà che giorno sarà domani, spero migliore, spero di riuscire a dire definitivamente “vai pure”

  • 46
    Viseminara -

    Gli uomini sono
    bravissimi afingere,ci si accorge molto dopo,tranne
    quelli stupidi
    che
    mostrano subito
    le
    porchezie,ma
    non credo
    che vengano
    cagati
    molto,molti sono
    anche
    infami!

  • 47
    Viseminara -

    Quando sono mignottai,bisogna neanche
    avvicinarcisi,non
    capiscono, vorrebbe
    dire
    dare le
    perle ai
    porci.sapessi
    quanti
    ne
    ho scansati,e quanto
    ne allontano ancora…..

  • 48
    albanascente -

    viseminara,
    cosa ti è successo?
    Ora voglio stampare tutti gli interventi e le messe in guardia. devo prepararmi per bene.
    Mi rendo conto di quanto lavorio, quante riflessioni, quanta autocritica in questi commenti.
    Mi sembra un paradosso quello che sto pensando: mi sento buttata via da lui come carta straccia in un cestino e allo stesso tempo, da quando mi ha umiliato il livello della mia autostima che era ssempre ad un basso livello è cresciuto. Vi sembrerà strano perchè spesso mi dispero ma da quel momento io mi piaccio, provo piacere a vestirmi e a curarmi e una certa soddisfazione di me stessa, più libera, più sicura di quel che voglio in qualche acquisto. Sarà perchè non vedo più il mondo a quattr’occhi coi suoi due occhi piegati in giù verso di me in segno di disapprovazione? Io penso di sì, l’ho perso ma si sono ritrovata.
    Buonanotte a tutte

  • 49
    Aura -

    Viviseminara, e fai bene a scansarli! 🙂 Rossana, chi si accontenta gode.:-) Però appunto gode: farsi del male è un’altra cosa. 🙂 Albanascente, ricordi il detto? “Perdonare sempre, dimenticare mai”. L’idea di fare la lista scritta di vessazioni e angherie subite è ottima: ti rende la misura… Ti ricorda tante cose brutte e ti deve far venire i brividi a pensare di tornare indietro a quelle stesse cose. Pensiamo anche, al confronto, alle cose positive: l’assenza appunto di continue vessazioni, angherie, umiliazioni, violenze psicologiche, l’assenza della continua richiesta di un dialogo che non vuole esserci… (potrai allora scegliere di parlare con chi ti ascolta e dimostra di volere un dialogo… con chi considera anche il tuo punto di vista… con chi può considerare interessante, stimolante, ciò che dici, pensi, sei, fai…), l’autostima che sale, la morsa della tristezza che si allenta, lasciando posto a una pace, un’improvvisa gioia non frenata da continui ostacoli, l’aria che senti arrivare uscendo di casa, un appuntamento con persone che ti stimano, ti vogliono bene, per andare a fare qualcosa che ti piace… Una passeggiata da sola… L’aria che respiri, il mondo che vedi intorno e ti dici quante cose, quante cose ci sono… Inizierai a pensare alla tua libertà, ad ammirare te stessa, a pensare sono uscita da un carcere… Inizierai a vederlo con più distacco, come se fosse un mondo lontano che ti fa meno male, sempre meno male, e forse recupererai anche i bei ricordi…
    No, io non sto con nessuno adesso, anzi da un bel po’. I corteggiatori non mi mancano, le occasioni, solo che lo voglia, nemmeno, ma questi corteggiatori sono corteggiatori di un giorno, non veri corteggiatori: se non riescono a portarti a letto in un lampo, in un lampo spariscono, quindi… Poi ci sono una serie di uomini di vario tipo: mediocri, superficiali, con pessimo carattere, maleducati, paranoici, aridi, narcisisti, stressati, egocentrici, depressi gravi ecc. Senza considerare quelli un po’ anziani che ci provano, e poi ancora gli sposati, i fidanzati, i separati con figli, i falsi separati con figli ecc. E naturalmente qualche ex, che butta là, con mia indifferenza o fastidio. Insomma, una giungla. Ogni tanto, ma di solito dura poco, tiro un respiro di sollievo. Per esempio ieri ho fatto molte risate parlando a lungo con un uomo che almeno mi è sembrato schietto e simpatico. Sono diventata una perfetta asociale, ma ho provato a seguire il vostro consiglio…

  • 50
    albanascente -

    Aura,
    sei speciale, come non pensare, infatti, a tutto quello che potrei coltivare fuori dalla sua gabbia; persone che mi apprezzano, persone che non mi lasciano sola, che posso chiamare quando sto male, nessuno è fuggito da me inquesta circostanza. Anzi, ho trovato te, rossana ed altre che mantengono questo contatto con me. Cosa mi diceva lui? ti circondi soltanto di persone che ti danno ragione……., hai bisogno di sentirti dire che hai ragion; mi ha proibito di invitare persone carissime in casa. Era un disprezzo che mi faceva male perchè sono tutte validissime persone, autocritiche, attive, propositive.
    Ho bisogno del vostro aiuto: rispendere a questo sms di stamattina? (ieri pomeriggio ha ricevuto la telefonata di mia figlia di cui ho scritta in un mio precedente commento): “Giulia (mia figlia) mi ha detto che stai male e questo non può che dispiacermi. Venerdì sono a casa, se vuoi possiamo parlarci”.
    Per fare il punto della situazione ho buoni motivi per credere che giovedì notte la passerà con un’altra donna, aveva detto ai figli che sarebbe venuto a casa giovedì, dopo essere stato 8 giorni con una zia di 83 anni e la bici, c’è bisogno di metterci pure la notte di giovedì e venire a casa la mattina del giorno dopo?

    Questo messaggio mi ha fatto questo effetto: si “allerta” a propormi di parlare su input di mia figlia. Certo che gli può dispiacere, non vuole avermi sulla coscienza. Da parte sua non fa un passo indietro come ha detto ieri. Se sto male, oggi è mercoledì, ma quanta fretta di soccorrermi…..di fare il buono
    Io gli risponderei di tutto punto ma capisco che in questo caso bisogna essere strategici e io non conosco questa arte.
    E pensare che io stamattina quando mi sono alzata pensavo di vederlo tornare…….
    Io non ho intenzione di parlare, so cosa vuol dire per lui, dovrei ascoltare e dargli ragione: il fatto che non venga a casa subito mi dice che non ha nulla di urgente da veire a fare a casa, vuole solo lavarsi la coscienza verso i figli.
    Io sto male perchè non era questa situazione il mio obiettivo, sto anche male per perderlo ma ho anche due buone vie per ricordarmi bene chi è e che cosa invece potrei meritarmi. Gli direi che ho capito che persona è e quanto tiene a cuore me e i figli

    Vorrei vedere dove va giovedì sera e impedirgli di prendermi in. giro, al suo ritorno, ma questo stress posso risparmiarmelo. Quel messaggio è povero, troppo povero e quindi, meglio così, non voglio ingannarmi da sola. Grazie

Pagine: 1 2 3 6

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