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Sto soffrendo per amore

di fabrizio1980

Riferimento alla lettera: Salve a tutti, È la prima volta che scrivo in rete.... Io e Veronica ci siamo conosciuti 11 anni fa, oggi io ho 34. Dopo 7 anni ci lasciammo, la lasciai... non so bene perchè ... dopo 1 mese capii l'errore e provai a riconquistarla e mi andò bene! Ora...
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Data di pubblicazione: 18 Marzo 2015.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

74 commenti

  • 26
    Golem -

    Glosstar, ti sto seguendo con interesse, e già solo il fatto che la tua AZIONE stia producendo una reazione di consapevolezza in lei, e’ il primo segno di quell’amore come l’ho inteso io nei confronti della mia di lei. Ma devo riconoscere che la mia vicenda appare una bazzecola confronto a quello che sto leggendo della tua. Continua. Sempre che non ti critichino per aver violato la “libertà di espressione” della donna.
    Ciao

  • 27
    ets -

    Glosstar, ho letto con molto interesse quello che hai scritto e mi pare di aver capito (ho bevuto qualcosa quindi potrei aver capito male) che tu assieme a questa donna ci stai ancora.
    La domanda che mi pongo, scusa la pragmaticità, è: ma ne vale la pena?
    Tutte le donne si pongono in un modo prima della relazione per poi scoprirsi totalmente differenti nel durante.
    Ma un fidanzato è un fidanzato non uno psicologo e uno psicoanalista. E poi, sei sicuro che sia inaffettiva o semplicemente non sei il massimo per lei?
    Può darsi si comporti così perchè non le piaci abbastanza. E se tendenzialmente è una stronza, perchè ci stai ancora assieme? Si forse sei innamorato ma questo può giustificare un rapporto malsano nel quale non si riesce a trovare la quadra?
    Ti parlo a ragion veduta perchè da poco più di un mese si è interrotto il mio rapporto con un’altra anaffettiva che per sensi di colpa (almeno così diceva) aveva sempre la testa su un ex.
    Era così anaffettiva che, nonostante le ho dato tutto, non sono stato degno di alcun riconoscimento. Però ti dico la verità, ci ho provato a farla ragionare per 5 o 6 mesi, dopo di che l’ho tenuta solo per uno scopo e ti lascio immaginare quale. Allo scoccare dell’anno ho cominciato a chiedermi se veramente era quello che volessi o se fosse stato meglio resettare tutto, tornare in solitudine e cercare una donna più o meno normale. Nel mentre mi tormentavo con questo pensiero lei mi ha preceduto e ha interrotto il rapporto. Ovviamente non ho fatto scenate o altro, praticamnente mi ha risolto un problema. Le ho solo detto di sparire e di non contattarmi più.
    Ogni tanto però questa si fa sentire con sms di temi più disparati dei quali, sinceramente, me ne frega poco. Il succo della questione era che probabilmente si.. è anaffettiva ma probabilmente anche non le andavo a genio io no?
    Dunque.. perchè non la mandi a quel paese? Sai com’è, con le donne la psicologia secondo me non serve.. è tutta una questinoe di ON / OFF – Acceso / Spento – SI / NO.
    Perhè con chi vogliono loro, danno di tutto anche se poi ricevono schiaffoni e calci (metaforici e non). Mentre a chi da loro tutto ma per qualche motivo non sono convinte abbastanza… consegnano solo disinteresse e disprezzo.

  • 28
    Giuseppe -

    Se ami una persona puoi ferirla una volta ma alla seconda non e amore…. Penso che te lo mettiti di stare male ora, cmq se la ami da morire lei ha solo paura di soffrire ancora l, stupiscila, fai una pazzia per lei, cantala una canzone, fai qualcosa di pazzo davvero, vedrà che capira, ma fallo solo se la ami altrimenti saresti un vigliacco

  • 29
    Golem -

    Ets, scusa se mi intrometto, ma le sensazioni legate all’amore di una donna, per quello che ho potuto constatare nella mia vicenda che ha alcuni contorni simili a quella di Glosstar e in parte anche a quelli descritti da te, non sono “lineari” come quelle maschili, e non sto dando un giudizio di merito, ma solo dicendo che noi siamo più “elementari”. La psiche femminile in ambito amoroso, riesce a produrre diverse istanze sentimentali contemporaneamente, che non necessariamente possono essere contenute in un uomo solo. Anche la mia ha vissuto per anni con in testa un idiota che non l’ha mai voluta, umiliandola continuamente. Eppure con me è stata una buona compagna, madre e moglie. Non amante però, per le cause che ho accennato, anche se ora lo è, ma solo grazie al fatto che ha ridimensionato la figura che la sua fantasia aveva mitizzato, attraverso un “lavoro”, anche faticoso, che ci ha fatto sfiorare la separazione, ma che abbiamo fatto insieme, durato quasi tre anni. Oggi però è un’altra donna, più sicura di sè e appagata, quanto lo sono io, tanto che posso dire che oltre alla parte erotica acquisita con la “disintossicazione”, siamo diventati anche i migliori amici l’uno dell’altra. Che si può volere di più?
    A volte può essere necessario fare anche da psicanalista alla donna che si ama, perchè no, ma solo se si intravede che dietro quei “complessi” c’è la persona di cui ci siamo innamorati. E ti dirò che non c’è psicanalista che possa sostituire la persona che ci vuole bene per uscire da certi retaggi che limitano la comunicazione “matura”, che è il minimo necessario per far crescere la coppia.
    Spesso ho detto che non servono i professionisti dell’anima per guarire da certi “blocchi”, quando basterebbe un vero amico che ci ascolti, non per soldi, ma perchè ci tiene a noi.

  • 30
    Paolo -

    Ciao fabrizio1980, come stai? Sei riuscito o stai riuscendo a proseguire per conto tuo senza sentirla?
    Non sono del tutto dello stesso punto di vista di Giuseppe, dopo una storia lunga e tormentata non sono le serenate o le pazzie a sbloccare le situazioni, ma forse lunghe riflessioni autonome e non.
    Batti un colpo se ci sei!

  • 31
    rossana -

    Ets,
    avrei potuto scrivere tutto quanto hai espresso nel post 27 ma concordo in particolare con:
    – “Ma un fidanzato è un fidanzato non uno psicologo e uno psicoanalista.” – alcuni, illudendosi di essere pigmalioni, non fanno che trasformarsi in succubi che si mascherano da superuomini. solo donne bellissime possono indurre i maschi a volerle “rivelare a se stesse”, “migliorare” o “curare”, cosa che riesce di rado e spesso per motivi di solo interesse economico.
    – “ci ho provato a farla ragionare per 5 o 6 mesi, dopo di che l’ho tenuta solo per uno scopo e ti lascio immaginare quale.” – un tempo già più che ragionevole per trovare punti d’incontro, se il rapporto è ambito da entrambi i partner.
    – “con chi vogliono loro, danno di tutto anche se poi ricevono schiaffoni e calci (metaforici e non). Mentre a chi da loro tutto ma per qualche motivo non sono convinte abbastanza… consegnano solo disinteresse e disprezzo.” – niente di più vero! perfetta cartina tornasole per l’espressione del sentimento femminile, che raramente è imperniato sulla sessualità.

    per me, il punto cruciale di una relazione poco soddisfacente sta nell’individuare almeno parte dei motivi per cui un dato soggetto, all’apparenza emotivamente sano, sia attratto da un altro, in apparenza affetto da gravi carenze emotive.

    è il ruolo vittima-carnefice che può finire con il legare persone in fondo non così disomogenee, per un reciproco bisogno di tensione amorosa, ruolo che si ribalta, a volte in momenti diversi della relazione ma più frequentemente in rapida alternanza. non sempre è in migliori condizioni psichiche chi appare la parte più equilibrata fra i due, se entrambi persistono nel continuare a tormentarsi a vicenda.

    in ogni caso, ognuno ha un suo modo d’amare, che, se condiviso, sarebbe bene non sprecare con eccessivo raziocinio.

    osservazioni a carattere generale, che possono aver poco a che fare con il caso in questione.

  • 32
    ets -

    @Rossana sono contento che concordi in linea generale con quando ho scritto!
    @Golem, da esterno non posso che congratularmi con te, fermo restando che il tuo discorso non mi convince.
    Non credo che il cervello della donna in amore ragioni con logiche di dubbia interpretazione e in modo non lineare, secondo me il cervello di una donna lavora in modo molto più semplice e ribadisco il SI/NO, ON / OFF etc.
    Non so come tu riesca ad esser sicuro del tuo lavoro, ma sinceramente, io di un cervello del partner non starei mai sicuro al 100%. NOn si sa mai cosa passa per la testa delle persone, e in special modo del partner.
    Sai, anche io in passato ho trattato con eccessiva freddezza delle donne, ma queste donne tanto erano innamorate di me passavano sopra tutto e se avessi voluto le avrei rifatte mie in qualsiasi altro momento.
    Al contrario, persone a cui ho dato tutto sotto ogni punto di vista, il giorno prima dicevano di amarmi, il giorno dopo erano già con un altro.
    Per cui dalla mia esperienza, che ovviamente non può essere il perno generale del sistema delle relazioni umane, non posso che ribadire che in amore è tutto molto semplice e lineare. Se piaci al partner, piaci punto e basta.
    Se ci sono troppe regole, artifizi, problemi, complicazioni… c’è qualcosa che non va. E da queste situazioni più si sta distanti meglio è

  • 33
    Golem -

    Bè Ets, il mio (nostro) lavoro lo vedo. Eravamo vicini alla separazione, avevamo un pessimo rapporto erotico e sembravamo due soci che allevavano un figlio comune.
    Oggi è tutto diverso, in meglio, ma di molto.
    Il problema è proprio quello che lei era abituata, suo malgrado, proprio a rapportarsi per artifizi e strategie con chi ha frequentato prima di me. Questo perchè non aveva ancora incontrato la persona giusta, e farsi andar bene chi giusto non è, provoca le reazioni che tu hai citato. Sai, non è così automatico trovarsi a proprio agio anche con una persona che ti piace, e che può piacerti per cento motivi che con l’affinità caratteriale non c’entra niente. E così si finisce per pensare che i rapporti tra partner debbano essere come una specie di guerra fredda psicologica. Ma sai quante coppie “sopravvivono” così?

    Quanto al “dare” e essere presi a pesci in faccia, è nella natura femminile più arcaica quello di NON apprezzare ISTINTIVAMENTE chi le “asseconda”. Il maschio “difficile” appare più appetibile, dà la sensazione di “valere”, e la maggior parte ci crede e ci casca. Ho risposto a una ragazza che lo ha detto chiaramente, che nonostante ci sia uno che le sta dietro dimostrandosi il classico stronzo egoista, a lei piacciono così. E’ uscita da una brutta storia finita male, ha problemi in famiglia e non sembra una che se li debba scrollare di dosso. Eppure il pericolo di far la fine della pollastrella spennata dall’intrigante furbacchione, e stare peggio di prima, non la blocca. E’ combattuta tra l’istinto che la spinge a buttarcisi e restare spennata e la ragione che cerca di trovare il sistema per impedirlo, quando non ci sarebbe neppure bisogno di sforzarsi di mandare a ca.... lo stronzo. Ma sono quelli che acchiappano di più, e il perchè non lo sanno neppure loro quale sia realmente. E tu dici che sono on/off? Magari?

    Io e la mia lei siamo quanto di più affine si sia incontrato nelle nostre non brevi vite, eppure si portava dentro una storia antica, non conclusa come avrebbe voluto. Lineari le donne? La “conclusione” di un ragionamento o di un’azione istintiva forse è si/no, ma lo “svolgimento”, caro Ets, è un algoritmo che nessuno ha ancora capito. Neppure loro.
    Un saluto

  • 34
    fabrizio1980 -

    Grazie Paolo… ci sono…
    Credo che anche tu abbia ragione… bisogna riflettere, non posso farla star male ancora… Anche se credo che ora lei non mi voglia e che forse alla terza volta, non sarebbe facile….
    Grazie per l’intervento ed il consiglio..

  • 35
    rossana -

    Ets,
    altro punto su cui concordo con te è il seguente: “io di un cervello del partner non starei mai sicuro al 100%. NOn si sa mai cosa passa per la testa delle persone, e in special modo del partner.”

    a mio avviso, dal più al meno, sia l’uomo che la donna (in particolare quest’ultima) tendono al costruire fin dall’inizio una storia sul loro rapporto di coppia, che ognuno dei due interpreta a modo suo e che poi, con gli alti e bassi, continua nel tempo, finché entrambi riescono a viverla in positivo. è pura presunzione immaginare di sapere cosa l’altro pensa di noi e del modo con cui si evolve la “sua” favola. a volte non lo sa neppure lui…

    una donna che stimo afferma che nel matrimonio ci sono tre elementi: i due sposi e il loro rapporto. e resta scontato che la sola vera libertà è quella del pensiero!

    logico e ammirevole cercare di salvare una lunga unione entrata in crisi ma, se la discrepanza che viene a galla non è di piccola entità, c’è da chiedersi che tipo di rapporto esistesse in precedenza. non è facile conoscere a fondo l’altro ma appare anche incomprensibile che non si identifichino grandi falle nei primi due o tre anni di frequentazione/convivenza.

  • 36
    ets -

    Purtroppo è la verità; sarà pure che io sono magari troppo poco sognatore o magari anche un po materialista, però quando prendo una decisione.. la prendo punto e basta. E’ abbastanza semplice capire cosa penso ed è altrettanto semplice capire il mio modo di ragionare.
    Ma capire una donna, sinceramente, non mi è proprio possibile. Motivo per il quale anche quando vedo che il rapporto si sta sfilacciando non ci provo minimamente a riprenderlo o a ricercare di allacciarlo… perchè se la donna ha deciso di sfilacciare, non ci sono santi che tengano. Tu magari sei tranquillo, credi che anche la partner sia tranquilla eppure lei sta già covando qualche cosa o qualche problema e sta già iniziando a minare quello che magari si era costruito nel tempo!
    E sinceramente sono stufo pure di parlare motivo per il quale porto ad esaurimento generale il rapporto. Ma una volta che termino.. termino. Non ci sono più messaggini o altro, cosa che invece, anche la donna che lascia.. spesso fa, nonosatnte sia rifidanzata perchè vuole comunque indicare le sue ragioni e sapere cosa io ne penso del suo comportamento. Anche magari a distanza di anni!
    Tutto ciò per me non ha logica.
    Di storie lunghe ne ho avute 4 più qualche altra storia di poco conto, e i meccanismi son sempre gli stessi.

    Oibò 🙂

  • 37
    Tiziano -

    Concordo al 100% con Ets, non riesco a capire cosa sta succedendo alle donne in questi ultimi 10 anni…. mah…

  • 38
    glosstar -

    Ogni storia e’ a se stante e posso quindi parlare soltanto della mia.

    L’attaccamento evitante e la conseguente anaffettività sono il sintomo di un profondo disagio della personalità che va oltre la consapevolezza di chi ne e’ affetto e pertanto di difficile cura.

    Differentemente da quel che possa apparire, il comportamento anaffettivo evitante non e’ caratterizzato dall’assenza di emozioni bensì dalla castrazione delle medesime al loro sorgere: negative (paura, ansia, collera, dolore) o positive (gioia, amore) che siano. Spesso e’ il risultato di un trauma infantile non risolto, i cui postumi esplodono in età adolescenziale quando si inizia a esplorare il proprio universo emozionale.

    Nell’evitante l’intero sistema emozionale e’ anestetizzato, e nei casi più gravi blindato da una corazza che diventa una sorta di rifugio ermetico dove i postumi del trauma vengono tenuti sotto controllo. E’ una corazza che almeno consente di condurre una vita apparentemente normale, sebbene priva di stimoli vitali. Vivere senza emozioni purtroppo e’ debilitante e toglie senso e sapore a ogni quotidianità. La depressione e’ costantemente in agguato e può sfociare anche in tendenze suicide, da qui l’abuso di alcolici e di sostanze tendenti allo stordimento.

    1/2

  • 39
    glosstar -

    2/2

    Tutta questa roba io l’ho imparata sulla mia pelle in corso d’opera. Amavo e amo questa donna e l’unica ragione per cui mio malgrado, mi sono dovuto iscrivere al corso “del piccolo psicologo” era per poter decodificare comportamenti incoerenti e auto distruttivi che al crescere dell’intimità hanno iniziato a manifestarsi.

    Non e’ stato facile guadagnarmi la sua fiducia, ma oggi lei con me si apre come mai ha fatto prima con nessuno. Oggi affronta il suo passato nel quale ancora esistono ampi buchi neri completamente rimossi. Finalmente riesce a raccontare il trauma dell’orco che le ha tolto l’innocenza e le ha bruciato l’infanzia. Ricorda di come negli anni a seguire ha “utilizzato” il maschio, mai considerato soggetto, ma semplicemente oggetto da usare per “cibo-sesso-territorio” senza mai provare il ben che minimo sentimento. Parla dei lunghi anni in depressione, della rinuncia a vivere e dei pensieri suicidi, anni quelli che ora le sembrano cosi lontani e stupidi. Ora che finalmente beve alcolici con modalità sociali e non per stordirsi, ora che progetta di comprare casa mentre prima non riusciva nemmeno a programmare la spesa per la cena, ora finalmente mi dice che con me ha imparato a conoscersi, ad affrontare i suoi demoni, e che tutto questo l’ha resa una persona più forte, una persona migliore.

    Il nostro viaggio continua e onestamente non so se mai finirà. La sua componente anaffettiva e di conseguente fuga dalla realtà e’ ancora presente e a volte ancora mi fa male, ma so che lei sta provando, con immensa fatica, a farla dimagrire. Mi avessero detto quel che mi aspettava forse avrei detto no. Ma oggi so che questa esperienza mi consentito di esplorare una parte di me stesso che non sapevo esistesse, mi ha insegnato che nulla e’ gratis e soltanto spendendomi completamente, senza se e senza ma, posso fare la differenza nella vita di chi amo. Questo da’ un senso anche alla mia.

  • 40
    gladio76 -

    io vorrei solo morire, mi sento solo ed abbandonato ed innamoratissimo ancora, mi manca tutto di lei ma proprio tutto, mi faccio schifo sono diventato un laboratorio, un topo, per provare tutte le medicine che mi stanno dando gli psichiatri….sono solo!!!!!!!!!!!!!
    Il mio gesto probabilmente sarà l’unico ad alleviarmi il dolore, devo solo trovare le forze che non ho più!!!!!!

  • 41
    rossana -

    Glosstar,
    comportamento eroico, sia da crocerossino che da zerbino adorante! meno male che certi “maschi” esistono e che a loro donne bellissime non fanno soltanto sangue!

    più rari delle mosche bianche, trovarne due che s’improvvisano psicologi per curare le distonie femminili sullo stesso forum rappresenta una coincidenza davvero eccezionale. chissà cosa non sarebbero capaci di scoprire nei problemi psicologici ed esistenziali della donna che desiderano possedere per intero pur di essere rassicurati sul suo amore…

  • 42
    Golem -

    Caro Glossatar, seppure per ragioni diverse, nel tuo racconto e nelle implicazioni che lo caratterizzano, rivedo la mia storia. Quella “liberazione” da certi fantasmi che la tua donna sta cominciando a sentire, è la dimostrazione di come il “vero” amore, che tu stai “applicando” su di lei, le salveranno la vita, intesa come qualità e non solo. La matura soddisfazione che ne stai traendo, e che fa conoscere meglio anche te stesso, è esattamente la mercede che l’amore maturo ci riconosce. Non si può sapere perchè ci innamoriamo di una persona ma si può “volerla” amare, e checchè ne pensino i fautori dell'”è amore comunque vada”, lei ti sta CORRISPONDENDO per quello che per ora può.
    Hai in corso un progetto di ri-costruzione, molto più arduo di quello che ho condotto io, ma se, come penso e ti auguro, lei finalmente “capirà”, le avrai fatto scoprire un aspetto dei sentimenti, che, comunque vada la vostra storia, la legherà a te indissolubilmente. Avrete messo al mondo una nuova “creatura”: la vostra relazione umana.

    Non devi sentirti “il piccolo psicologo” con un accezione negativa, perchè quando la volontà di amare è sincera, il paziente di questo “psicologo” non può trovare di meglio sulla piazza. E’ chi non ha uno come te, che gli si dedica con quella passione che dimostri, che deve preoccuparsi di trovarne uno bravo.
    Sei ammirevole Glosstar, e hai tutta la mia stima.
    Golem.

  • 43
    ets -

    Oggigiorno la maggior parte delle persone, e per quanto mi riguarda, essendo maschio, delle donne ha problemi psicologici dettati dalla insoddisfazione di base della propria vita. C’è chi tenta di andare avanti mostrandosi superattiva e sorridente (ma dentro muore) perchè la società vuole così, chi si sposa non amando nessuno per sfuggire dalla realtà, chi fa altro etc..
    Normalmente sono uno che nelle cose si impegna, famiglia, lavoro, amici, amore. Mi è capitato che questo mio impegno, nelle persone turbate e con, chiamiamoli, disturbi della personalità, potesse essere visto come un relativo contro impegno da parte loro a stare con me: della serie “è così buono come faccio a non starci assieme?”
    O almeno questa è l’impressione che ho avuto io. Quindi a volte si vivacchia, passano i meni finchè veramente uno non si sfracassa i cosiddetti e allora sparisco e chi si è visto si è visto.
    Ecco, non vorrei che fosse anche il vs. caso. L’amore per come la vedo io è una cosa ovvia e naturale, non deve esserci l’impegno da parte mia a farti capire quanto mi ami.
    Questo comporta un ernome impegno da parte di un partner e un sacrificio per sopportare senza amore della controparte.
    Non so se riesco a spiegarmi. Parlo sempre rispetto alle mie esperienze eh, e dunque rispetto pienamente le esperienze degli altri non giudicandoli in alcun modo

  • 44
    Golem -

    Intervengo perché sono ovviamente uno dei due “zerbini crocerossini”.
    “più rari delle mosche bianche, trovarne due che s’improvvisano psicologi per curare le distonie femminili sullo stesso forum rappresenta una coincidenza davvero eccezionale”. Come dire che Golem e Glosstar sono sempre la stessa persona perché è impossibile che esistano due scemi del genere.
    Che stile da raffinata first lady: zerbini e crocerossini. Chi si impegna nei sentimenti e’ un povero zerbino senza palle praticamente, e non il contrario casomai, specie quando li “zerbino” sta aiutando una donna che aveva problemi di alcolismo come cantina di tornasole di altri disagi. Aiutare gli altri eh? Evviva le “maschere del teatro greco” che emergono regolarmente, ma non si può recitare per sempre.

    Certo che sono rari questi “zerbini”, com’è raro cercare, volere ed avere l’amore vero, ma sono meno rari di quello che si pensa se non si vogliono avere i paraocchi, pensando che solo la propria visione delle cose abbia “dignità di pubblicazione”. E questo traguardo se lo “guadagnano” solo gli uomini e le donne fatti e finiti, altro che gli zerbini che sono imbelli oltre che sinonimo di “inazione”, notoriamente. Ma quando si vuole rispondere senza avere argomenti succede di usare esempi diametralmente opposti, confermando la tesi che si vorrebbe smontare.
    Fanno così quelli che vivono di pie illusioni da romanzo rosa, quando percepiscono che c’è qualcos’altro oltre l’illusione: possono solo denigrare quell’aspetto della relazione che probabilmente non hanno potuto conoscere, ma non cambieranno la realtà che scherniscono, e inoltre non sarà migliore la loro di realtà solo perché cercano di sminuire quella altrui, semmai dimostrano solo che e’ peggiorata.

  • 45
    glosstar -

    @golem.

    Ami davvero qualcuno quando arrivi ad accettarne i difetti. Tutte quelle cose che normalmente ti darebbero fastidio in chiunque altro ma che in lei sono parte inseparabile del “pacchetto persona” che per tutta una serie di validissimi motivi senti unica e speciale.

    Ami davvero qualcuno quando, percepito il suo disagio e la sua sofferenza, sei disposto ad affrontare qualsiasi cosa pur di aiutarla a uscire dal buio in cui si trova. E non portando il suo fardello — questo lo deve fare lei — ma standole accanto e raccogliendola quando cade mentre LEI a mani nude scava nella merda che per decenni le ha sotterrato l’anima.

    Ami davvero qualcuno quando, pur di vederla felice e libera, saresti anche disposto a lasciarla andare perché l’unica cosa che davvero conta e’ il suo bene, non il tuo possesso.

    Tutto il resto sono chiacchiere accademiche per dare aria alle gengive. Per quel che poi riguarda il corso di “piccolo psicologo”, mi son trovato a farlo per osservazione e per proxi mentre lei, di sua sponte, coi suoi tempi e a corrente alternata, affrontava i suoi demoni insieme a un terapeuta comportamentale. E ti garantisco che e’ già un successo per un evitante se si presenta in studio una volta ogni 3 appuntamenti cancellati.

    Concludo dicendo che se sei tossicomane, a costo di farmi odiare, io l’eroina non te la somministro. Semmai ti aiuto a smettere, e se proprio vuoi continuare a bucarti, sei libera di farlo fuori dalla mia vita…Non so se mi sono spiegato.

  • 46
    glosstar -

    @ets.

    “…si è interrotto il mio rapporto con un’altra anaffettiva che per sensi di colpa (almeno così diceva) aveva sempre la testa su un ex…”

    Credimi, l’anaffettivo non ha ne sensi di colpa e non sta con la testa sull’ex. Sensi di colpa e rimorsi/rimpianti sono emozioni, e per l’anaffettivo le emozioni stanno in cassaforte. Forse e’ proprio come dici tu, non eri abbastanza per lei e hai fatto bene a chiudere.

    “Oggigiorno la maggior parte delle persone…ha problemi psicologici dettati dalla insoddisfazione di base della propria vita.”

    Penso sia vero il contrario, esistono persone che vivono insoddisfatte a causa di problemi psicologici non risolti. Quando pero i problemi sono nevrosi causate da un “danno” profondo e debilitante credimi, e’ tutt’altra musica. Nessuno ti obbliga a starle vicino, ed e’ tua la decisione se farlo o meno. Ma se scegli di farlo, e’ necessario che tu ci sia con tutto te stesso e senza coda a tenere aperta la porta…purtroppo in questo “business” non esiste il part-time.

    @rosanna.

    Ognuno e’ autorizzato ad avere opinioni. Grazie per il tuo commento

  • 47
    Golem -

    Glosstar, quello che dici sull’amore è come parlare con la Scuola di Atene quando normalmente si ha a che fare col salumiere di quartiere: e’ una dimensione che la maggioranza non riesce neppure ad immaginare, essendo esclusa l’influenza degli istinti – che spesso restano gli unici indicatori per quel concetto – da una consapevolezza cristallina come quella che hai espresso.

    La tua vicenda e’ drammatica rispetto alla mia, che è più vicina alla favola di Biancaneve. Tu fai l’esempio dell’eroinomane quando io dovrei fare quello del Chupa Chupa. Non di meno in entrambe i casi un “blocco” impedisce di andare “oltre” nella costruzione del se’, come pure nei rapporti interpersonali, di qualsiasi natura. Possiamo immaginare in quello “sentimentale”. E’ come se una parte “dell’organismo personalità” di quella persona “tardasse” a ricongiungersi a tutto il resto, che rimane in attesa naturalmente.
    Io credo che questa donna ti sarà grata come verso nessun’altro un giorno, perché forse è l’unico momento in cui sta “vedendo” veramente cosa significhi essere amati. E se la mia ha interrotto con me un’eterna adolescenza, per la tua sarà una nuova nascita. Per certi versi tu stai portando a compimento una specie di esorcismo verso di lei. I demoni che si insediano dentro di noi quando non siamo amati possono assumere l’aspetto di un folletto, come nel caso di mia moglie, o di Satana, nel vostro.
    Io ti ringrazio per la tua importante testimonianza Glosstar, che è quella più seria che io abbia letto fin’ora.
    Buona serata.

  • 48
    ets -

    Non è che sia totalmente in disaccordo con voi, anche io sono stato 1 anno con una persona che aveva tutti i difetti di questo mondo ma con la quale comunque ho provato a costruire qualcosa. Quindi diciamo che un po capisco quello di cui parlate. E sono cose che se fatte da altre persone sarebbero state da me mandate a quel paese in un nano secondo. Invece a lei più o meno perdonavo tutto per ovvi motivi.
    Però, dico… però si tratta di un rapporto squilibrato vero? E’ normale che in una coppia uno debba convincere l’altro che il rapporto è buona cosa? E questa convinzione debba passare anche dal
    1)capire
    2)sopportare
    3)analizzare anche a livello psico-analitico
    4)e chi più ne ha più ne metta
    Mentre l’altra parte deve essere quella che invece deve essere solamente “compresa” ?
    Boh, io dopo le mie esperienze non la penso così: il rapporto deve essere paritario, perchè se si cerca di convincere il partner si è solo sulla cattiva strada.
    E lo dico io che di partner a volte li ho veramente convinti.
    Ora non è che sto rapportando le vostre esperienze alle mie o restringendo volutamente ciò da voi scritto a poche righe.. sto soltanto esplicando un aspetto delle vostre storie che, collegate alla mia esperienza, mi fanno avere queste deduzioni.
    Deduzioni per forza di cose… abbastanza ridotte eh !

  • 49
    Golem -

    Ets, anch’io sono così, mai ho “forzato” una situazione, ne’ all’inizio, corteggiando per settimane, ne’ durante. Sono perfettamente d’accordo che se una cosa dev’essere sarà. Infatti con mia moglie tutto e’ andato liscio sin dal primo momento in cui ci siamo incontrati. D’altra parte tra persone simpatia e antipatia sono quasi immediate. Ma nel mio caso il problema si è evidenziato mano a mano che passavamo gli anni, tanto erano subconsce, ma impediva di fare un salto di qualità relazionale che non necessariamente si presenta nel giro di poco tempo. Ma siccome le qualità sino a quel momento dimostrate e il valore della persona me la facevano stimare, oltre ad amare, mi ha convinto ad approfondire quale fosse il blocco di cui parlavo.
    Come avrai letto non era “serio” come quello che ha spiegato Glosstar per la sua donna, ma sufficiente a mantenere una parte di questa donna in un altro “tempo”, e senza rendersene conto questo limite stava spegnendo il resto del nostro rapporto.
    Io credo che se una persona ama realmente l’altra e ne stima la qualità umana, abbia il diritto oltre che il dovere di intervenire. E io l’ho fatto, e come ho detto oggi ne vedo i risultati. Ma la prima a giovarne e’ stata lei, perché in questo modo ha messo in soffitta “le bambole” metaforiche con cui ancora giocava la sua fantasia femminile, diventando completamente donna.
    Amare una persona non significa necessariamente rispettarne comunque le caratteristiche, anche quelle nascoste, ma aiutarla a capire quando qualcuna di queste ne limita le qualità e la relazione che vive nel presente.
    A volte per “guardarsi” meglio servono gli occhi dell’altro, ma di un altro che ti ama veramente però.
    Ciao.

  • 50
    rossana -

    Ets,
    “il rapporto deve essere paritario, perchè se si cerca di convincere il partner si è solo sulla cattiva strada.” – ancora una volta perfettamente d’accordo. o meglio: per me, un rapporto può anche essere sbilanciato ma bisognerebbe esserne ben consapevoli e non ritenere di essere i soli a conoscere l’Amore, che spesso finisce con il limitarsi al proprio.

    si può dare sostegno momentaneo a chi ne ha bisogno ma è pericoloso sostituirsi a un professionista nei casi meno leggeri in quanto, con questo, finita la terapia termina anche la dipendenza, mentre con una persona normale può accadere quanto segue:
    1) finché il bisognoso di comprensione ha pianto, ha apprezzato il partner che, magari maldestramente, asciugava le sue lacrime. finito il dolore, cerca quasi sempre un tipo di rapporto diverso, più affine alla nuova personalità che ha preso forma.
    2) resta emotivamente dipendente, per l’impossibilità di allontanarsi da un sentimento di sudditanza, ormai incorporato nel rapporto.
    3) nella migliore delle ipotesi, è grato, nutrendo una gratitudine, appunto, ammantata da espressioni d’amore.

    a chiunque ponga quesiti sul “salvare” un altro, ho sempre suggerito di attendere la sua guarigione prima di consolidare una relazione di coppia. l’amore d’inizio dev’essere spontaneo in entrambi i partner e privo di tare sulla capacità emotiva di ognuno dei due. gli “aggiustamenti” per la vita in comune dovrebbero essere non troppo rilevanti e desiderati nella stessa misura da entrambi, altrimenti diventa un’alleanza in parte viziata da condizionamenti più o meno seri.

    convincimenti soggettivi, sperimentati in prima persona.

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