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Sto soffrendo per amore

di fabrizio1980

Salve a tutti,

È la prima volta che scrivo in rete…. Io e Veronica ci siamo conosciuti 11 anni fa, oggi io ho 34.

Dopo 7 anni ci lasciammo, la lasciai… non so bene perchè … dopo 1 mese capii l’errore e provai a riconquistarla e mi andò bene! Ora dopo altri 3 anni insieme di cui 1, l’ultimo, di convivenza l’ho lasciata di nuovo… tutto mi sembrava troppo grosso… ora mi manca nuovamente, la amo ma giustamente, x la seconda volta, lei nonostante soffra e mi ama ancora, non ne vuole sapere… mi sembra di morire senza lei…. Ovvio che sono uno stupido… aiuto!!! Non so che fare!!!! Ora ho capito cos’ho perso…. potessi tornare indietro… non avrei paure ed indecisioni…

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Categorie: - Amore

74 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    glosstar -

    Non e’ amore quel che provi ma attaccamento. Lasciale vivere la sua vita, lasciale trovare qualcuno che davvero la ami.

    E smetti di fare il bambino imprigionato in un corpo adulto.

    Entrambi starete meglio.

    G

  • 2
    Rossella -

    E’ difficile che vi rimettiate insieme perché le appari come il regista del più brutto dei suoi incubi. Stanotte ad esempio ho sognato che stavo facendo una passeggiata con i miei, ci trovavamo in un luogo di villeggiatura, e lungo il viale una suora si gira è mi dice che mio padre sta per avere un mancamento. Ovviamente il fatto non si verifica ma mi sveglio nella consapevolezza di aver fatto un incubo. In realtà non mi capitava di farne uno da diversi mesi ma guardandoli in prospettiva li considero come la quintessenza del dramma che ci portiamo dentro. La paura della morte si traduce nella perdita del senso della vita se vivi “alla come capita”! La mancanza di punti fermi genera insicurezza ed è oggettivamente difficile dare una seconda possibilità. Personalmente non lo farei perché tendo a impostare la mia vita secondo quella che in pittura si definisce “solidità romana”, quando proprio le figure poggiano i piedi sulla roccia (simbolo di concretezza). Le altre filosofie mi sembrano per pochi iniziati, devi necessariamente conoscerle e condividerle per poter interagire con chi ti circonda e quindi sperare di essere felice. Che dire? Buona la prima! E credimi: conviene fare un passo indietro davanti alle paure degli altri! Io avrei paura… ma non ti giudico!

  • 3
    rossana -

    Glosstar,
    mi spieghi, per favore, come fai a essere così sicuro che quello che Fabrizio prova non sia amore?

    mi ricordi tanto qualcuno… e ti assicuro che vorrei tanto sbagliarmi…

  • 4
    xleby -

    Paura della solitudine. Non amore.

  • 5
    fabrizio1980 -

    Probabilmente glosstar ha ragione sul fatto che sia immaturo ma non su quali siano i miei sentimenti… credetemi: io la amo!
    Dagli errori s’impara…

  • 6
    Nicola -

    Fabrizio io non credo che tu sia immaturo ma neanche consapevole dei sentimenti che provi. Accetta un consiglio da chi queste cose le ha vissute più volte sulla propria pelle. Ti assicuro che in amore non esistono incertezze. L’amore non ammette sfiducia o incostanza e il decidere di lasciarsi è di per se “ragion sufficiente”.
    Caso mai è più vero il contrario, ossia che le persone stanno insieme senza una motivazione valida o per abitudine.
    Se si osserva con attenzione due ex partner a distanza di tempo, ci si rende subito conto che uno dei due ha un percorso evolutivo migliore dell’altro, oppure tutti e due crescono a velocità maggiore separatamente piuttosto che insieme, chiaro segno che la coppia non funzionava, oppure uno era ingenuo e l’altro una zavorra..

  • 7
    fabrizio1980 -

    Ciao Nicola, grazie per l’intervento.. Sei saggio però sono passate già 3 settimane, sento che l’amo e non ho più interesse verso altre potenziali donne… Era lei la donna della mia vita…

  • 8
    michelle -

    Ciao Fabrizio,

    leggi questo:

    http://diventarefelici.it/crisi-di-coppia/

  • 9
    rossana -

    Fabrizio,
    tu solo sei in grado di valutare il tuo sentimento, soprattutto se non è l’unico che hai provato in coppia. temo sia stato spaventato dalle responsabilità, come a volte succede con possibili paternità.

    comunque, profondo o meno che sia, la fine di un rapporto a cui si tiene crea sempre sofferenza. ci passano tutti, prima o poi, e ognuno reagisce con i suoi modi e i suoi tempi.

    non disperare: nessun dolore dura per sempre. tutti danno e tolgono nello stesso tempo. d’amore o d’abitudine non si muore; spesso va a finire che si guarisce più in fretta di quanto si potesse pensare, anche se sette anni non sono bruscolini…

    un abbraccio.

  • 10
    Paolo -

    Ciao Fabrizio, sono un tuo coetaneo, “mollato” da esattamente 8 mesi. Posso dirti che sei precipitoso?
    Fermati, ti ci vogliono mesi non settimane per rispondere una volta per tutte alla domanda: come mai la lascio e poi la rivoglio?
    Cosa voglio io da me stesso?

    Visto che dici di amarla, rispettala e non trattarla da oggetto.
    Parlane pure con “noi”, sfogati, chiarisciti.

  • 11
    Golem -

    Non avresti paura di tornare indietro? Non subito ma lo rifaresti, puoi contarci. Fabrizio, non puoi pensare di amare una persona quando la lasci, ti manca, poi la lasci di nuovo e poi ti manca ancora, e se dovesse ritornare sarai di nuovo punto e daccapo. Glossar e’ stato chiaro, e io lo sarò di più. Tu non sei pronto per un rapporto impegnativo, fai fatica ad entrare nel mondo degli adulti.
    Lei era la sicurezza che ti manca, ma tu non puoi ricambiare come vedi. Vuoi prendere senza dare niente e tu al posto suo faresti di peggio, visto questo tuo essere ondivago.
    Non funziona così l’amore.

    Glosstar, qualcuno trova strano che due o più persone possano vedere le situazioni in maniera analoga, come nel caso di Fabrizio. Quello che ricorderebbe il tuo modo di vedere le cose sono io. E già in altre occasioni si era paventato che fossimo la stessa persona.
    La prossima volta mettiamoci d’accordo per accontentare chi ritiene che esiste il pensieri unico. E guai a chi osa contraddirlo. È incredibile.

  • 12
    fabrizio1980 -

    Grazie a tutti, anche solo parlarne so che fa bene … Rispondo a Paolo: la mia paura è che con il tempo (nello stesso tempo) lei ed il suo cuore si dimentichino di me e avremmo cosí perso un’occasione importante… I sentimenti ci sono e credo suano reciproci.. io ho sbagliato ad allontanarla in un momento difficile invece di accettare il suo aiuto… questo è stato un errore imperdonabile da parte mia…

  • 13
    glosstar -

    Ciao Golem,

    sebbene non commentassi, ho seguito per lungo tempo l’analisi disincantata della relazione con tua moglie e dei suoi fantasmi mantenuti in vita. Ti ho letto sempre con piacere, e a volte ho utilizzato i tuoi scritti come un “manuale d’istruzioni per l’uso” per allontanare il fantasma presente, mio malgrado, nella mia stessa relazione. Fantasma ingombrante che ora, anche grazie al lavoro che la mia compagna sta facendo su se stessa, piano piano inizia a trovare posto nel cesto del rusco dove doveva avere residenza da anni. Fantasma che serviva a lei per fuggire da qualsiasi relazione matura ove avrebbe dovuto esserci in prima persona, assumendosi il suo lato di responsabilità.

    Ma responsabilità significava crescere e a questo era più comoda la fuga. Non ho la sfera di cristallo per dire quale sara’ l’epilogo di questo faticoso viaggio, ma quel che posso dire e’ che se io e lei possiamo ancora svegliarci insieme, e’ soltanto perché mai ho accettato le cazz…ate che lei raccontava a se stessa, e al mondo…me incluso.

    E’ sorprendente quanto sia faticoso per alcuni crescere e diventare adulti. E’ sorprendente come queste persone si circondino di soggetti altrettanto immaturi, veri e propri finti adulti in cui specchiarsi che tolgono riferimenti reali col risultato che l’uno diventa la vittima simbiotica dell’altro in un vizioso e mufetico cerchio abitato da zombi.

    Beh questo e’ solo un pezzo della mia storia, magari un giorno te la racconto. Nel frattempo, anche se a volte sbrodoli, non smettere di scrivere, io ti leggo e ti stimo.

    G.

  • 14
    Golem -

    Glosstar, tendo a comprendere il perchè sia facile confondere le nostre considerazioni leggendo questo tuo ultimo post. Al di là del variegato panorama umano che ci circonda, le reazioni che ognuno di noi ha di fronte a certe situazioni archetipiche, alla fine si assomigliano. Le nostre donne (la mia soprattutto in un certo periodo della sua vita) tendono a identificare la soddisfazione di un bisogno in ragione del “valore” che sentono di avere. Se per un motivo qualsiasi questo valore è basso, si orienteranno verso chi, di riflesso, questo valore lo mutua indirettamente.
    Oggi ho inviato una risposta a Kid sull’argomento, nella quale spiego perchè la scelta e “l’innamoramento” nei confronti di un buffoncello senza qualità, sia stata il frutto di quelle dinamiche di cui parlavo. Scelta che non essendo corrisposta non ha fatto altro che accentuare la sensazione di basso valore di sè. Paradossalmente, quando altri ragazzi più “normali” le hanno dimostrato interesse e attenzioni, la perversa conclusione cui lei giungeva era:” se questi mi vedono così, quando io in fondo so di valere poco, vuol dire che valgono meno di me”. Il risultato era che solo la “disattenzione” le faceva “agitare” i sensi, perchè lei, attraverso “segnali” istintuali ancora non corretti dall’esperienza, pareggiava il disinteresse del desiderato come alto valore dello stesso. Teniamo presente che una componente pseudo masochistica deve esistere nel genere femminile, che la natura ha inserito nel DNA quando gli approcci maschio femmina erano violenti. E se la reazione femminile fosse stata di stoica difesa sino alla morte, forse l’umanità non si sarebbe riprodotta. I latini definivano questo aspetto con la frase “Vis grata puellae”, la giovane donna “ama sentire” la forza del maschio.
    Purtroppo quando la lei in argomento si sente indifesa ed insicura, e crede di vedere questa forza (caratteriale) in un soggetto che la ostenta, se non ha ancora conosciuto niente che le faccia capire in cosa consista la “vera” forza di un uomo, ci casca 9 volte su 10.
    Poi, se anche cominciano ad affiorare i segni di incongruenza con le impressioni che l’hanno fatta “innamorare”, le droghe ormonali che ne condizionavano i comportamenti verso l’oggetto del desiderio le impediscono una visione lucida della situazione, e come abbiamo più volte letto su questi forum, si trascinano un ricordo di uno che di loro non si frega e non si è mai fregato proprio niente. Un fantasma in tutti i sensi. Ma che loro vedono
    Ciao

  • 15
    rossana -

    Glosstar,
    ti apprezzo nell’evitare di rispondermi, come già è successo in precedenza con altri nick.

    Golem,
    non è quello che si pensa ma come lo si esprime che fa sorgere dubbi. poco più che un gioco, che si sta rivelando persino divertente…

    mi fa piacere che tu abbia trovato qualcuno con maturità, linguaggio ed esperienza amorosa molto simili sia al tuo modo di essere che al tuo vissuto. resto in attesa di questo interessante confronto, sperando di non perdermelo fra i meandri di LaD.

  • 16
    Golem -

    È un piacere, come lo e’ sempre stato, anche con te. Ma veramente associ anche Glosstar a me?
    Mi fa anche piacere che cominci a considerare LaD un gioco. Anche perché non può essere altro.

  • 17
    glosstar -

    @golem

    Sebbene le nostre storie condividano l’idealizzazione di “terzi”, la mia e’ differente dalla tua. Da qui la frase che si riferiva all’utilizzo occasionale del “manuale d’istruzioni”.

    Il mio problema si chiama “attaccamento evitante” della personalità e questa logica, il terzo incomodo serviva a lei, per mantenere il controllo della relazione. Lei emotivamente anaffettiva controllava il nuovo (io) attraverso il fantasma del vecchio (l’altro). Tradotto, sebbene stesse con me manteneva vivi i contatti col passato, facendo credere allo zerbino che “ce n’era”, senza in realtà mai dargliela. Lo zerbino era sempre lo stesso e questo comportamento andava avanti da anni — fin da prima che la incontrai — anche con altri partner con cui si era intrattenuta.

    Naturalmente io il pregresso non lo conoscevo e ho dovuto impararlo a mie spese. La tecnica era usare il poveretto per controllare la relazione con il nuovo. Mettere quindi in competizione passato e presente, faceva di lei l’ambito trofeo, e le consentiva di fuggire l’intimità con chi davvero voleva una relazione profonda, io.

    Tutto l’impalcato era sorretto da mezze verità, da non detto e da una cronologia di eventi che mai aveva un senso logico. Una vera e propria patologia psicologica, un muro che ha iniziato a sgretolarsi solo quando io ho smesso di seguirla nel suo gioco al suicidio. In verità, a differenza dello zerbino io l’ho sempre inchiodata alle sue responsabilità smascherando una dopo l’altro alibi e caz…..zate che raccontava a se stessa e al mondo. A differenza degli altri, il mio non fare sconti mi rendeva attraente ai suoi occhi ma al contempo odioso, perché io ero impermeabile al suo controllo manipolatore. Una sorta di amore e odio dove l’alternativa era perdermi o almeno provare a modificarsi. Una realtà che alla fine l’ha obbligata a entrare in una dimensione nuova per lei, quella della crescita verso l’eta adulta (e non mi riferisco certo a quella anagrafica).

    Il viaggio non e’ finito e fin qui e’ stato davvero faticoso, frustrante e a tratti estremamente doloroso. Non so se arriveremo insieme al traguardo, ma quel che ho imparato in questo travaglio, e’ puoi portare il cavallo all’acqua ma non puoi obbligarlo a bere.

    Anche se a volte ci sono degli arretramenti, da tempo ha deciso di bere…vedremo.

    G.

  • 18
    glosstar -

    @rossana.

    Spero che finalmente sia chiaro che, anche se iniziano con la g, glosstar e golem non sono ne l’ologramma ne l’anagramma l’un dell’altro.

    Il fatto di avere storie che condividono alcune dinamiche emotive, non rende assolutamente assimilabili le due relazioni.

    Si, una cosa e’ simile…entrambe le donne avevano bisogno di crescere e di diventare adulte emozionalmente, la sua lo ha fatto, la mia ci sta lavorando…vedremo.

    Cordialmente.

  • 19
    rossana -

    Glosstar,
    non ha nessuna importanza cosa mi sia o meno chiara in merito alla grande affinità mentale e alle simili esperienze amorose fra te e Golem.

    interessa soltanto me, e un’idea in merito me la sono fatta. più computer = più nick, con le stesse idee riformatrici del femminile, che caratterizzano gli ultra sessantenni, ma questo concetto NON riguarda voi due, eh!

  • 20
    Golem -

    Be’ Glosstar: chapeau. Il tuo e’ un thriller rispetto al mio che è invece un polpettone degno di un romanzo di Harmony in fondo, col drogato esistenzialista e incompreso quanto riluttante, e lei che lo vuole redimere come un eroina tolstoiana.
    Due casi di immaturità emotiva, ma agli antipodi l’uno dall’altro. La mia controllata, la tua controllore. Due situazioni “anomale” che c’e chi vuole chiamare comunque amore, quando per questo e’ richiesta maturità, equilibrio e sicurezza identitaria e dei sentimenti.
    Devo dirti sinceramente che se la mia situazione fosse stata come la tua non ce l’avrei fatta. Non cominciavo neppure. Le strategie psicologiche e il condizionamento sessuale come lo hai descritto tu non lo riuscirei a sopportare quanto ho potuto tollerare quello legato alla scarsa passionalità della mia compagna. Questo mi dice quanto puoi amarla, cosa che per l’azione che stai portando avanti ti fa ammirare per la forza di volontà che si intravede. Che come ho spiegato in più occasioni e’ l’anima dell’amore. In qualunque direzione questo si indirizzi.
    Io mi auguro che lei possa “capire” cosa significa lo sforzo che stai facendo. Se dovesse accadere capirà due cose: cos’è realmente l’amore e chi è realmente un uomo.
    Ciao Glosstar.

  • 21
    Golem -

    Glosstar, c’è sempre una soluzione pronta per giustificare una convinzione per chi VUOLE mantenere i paraocchi.
    Più computer più nick dallo stesso soggetto. Se timelencasdivquanti abbinamenti mi sono stati accreditati saresti sorpreso. È una comoda soluzione per impedire di accettare che vi sia una visione dei rapporti diversa dalla propria, e che addirittura sia condivisa ( in parte) da due persone diverse come me e te, che non si conoscono neppure.
    Struzzo, testa e sabbia. Basta per far finta di risolvere un problema, per alcuni.
    Ciao.

  • 22
    glosstar -

    @rossana e golem

    Le differenze o similitudini relazionali descritte nel mio ultimo post erano indirizzate a golem (post 14). Quel che desideravo chiarire con te invece era che glosstar e golem sono due persone diverse. Null’altro. Riguardo al virgolettato “…stesse idee riformatrici del femminile, che caratterizzano gli ultra sessantenni…” sottolineo che per l’età senile, mi mancano almeno un altro paio di decadi.

    Per spiegare quanto arbitrario sia parlare di “idee riformatrici del femminile” dovrei raccontare il mio vissuto con una anaffettiva, illustrando i dettagli di una storia intensa, difficile, e con punte di sofferenza (la mia) da tagliare l’anima. Ma questo non faro in questa sede.

    Chi non e’ mai stato con un anaffettivo, un evitante, non puoi lontanamente capire cosa significhi amare qualcuno che ha il cuore blindato e che NON RIESCE a esprimere i propri sentimenti in alcun modo, ne verbalmente, ne gestualmente.

    L’evitante ha BISOGNO DI STABILIRE LA DISTANZA, e attraverso la fuga si difende dall’ansia che le relazioni provocano. La fuga avviene attraverso l’interruzione del rapporto in cerca di “qualcuno migliore” o restando nella relazione in modo discontinuo con fughe e ritorni. Persino quando il rapporto si stabilizza, l’evitante attua comportamenti che ti fanno impazzire e il cui unico inconsapevole scopo è finalizzato al mantenimento della distanza di “sicurezza” da un’intimità percepita come pericolosa.

    Tra manifestazioni più frequenti nel mio caso vie erano / e a volte vi sono ancora:

    – Le continue critiche al solo scopo di svalutarmi, rendermi poco importante (“l’altro era meglio di te, più amorevole, più generoso”) e da ultimo creare conflitti che indebolissero il rapporto o fornissero pretesti per abbandonarlo (“non siamo fatti per stare insieme, quindi lasciamoci”).

    (CONTINUA)

  • 23
    glosstar -

    – L’atteggiamento MANIPOLATORIO (altro che riforma del femminile) attraverso il flirt come strategia per non sentirsi legata o di dipendere dall’altro, e come difesa dalla paura dell’abbandono. Da li, l’artificio della competizione tra me e lo zerbino con cui manteneva i contatti…se le andava male con me che le imponevo il suo lato di responsabilità relazionale, avrebbe avuto sempre la porta aperta con l’altro che, per quel che ne so, tutt’oggi come da sempre fa, e’ ancora in standby.

    – La passività, il silenzio, la chiusura e l’assenza dalla relazione come difesa dall’ansia che la stessa genera. Lunghe ore passate a dormire oppure di fronte a tv e computer accesi simultaneamente senza in realtà avere interesse ne per l’uno, ne per l’altro.

    – La caduta del desiderio sessuale quale risultato di uno scambio affettivo e non come mero scambio di fluidi (Il suo voler separare il sesso dall’amore, alla fine ha impattato anche il mio desiderio…con la mia donna ci scopo e ci faccio l’amore, la sco.... la posso fare con chiunque)

    Tutto questo io l’ho appreso in corso d’opera. Lei infatti si presentò in tutt’altra maniera: solare, divertente, aperta, indipendente, intrigante e una bomba atomica dentro al letto. E’ chiaro che tutta questa roba emerse in seguito, quando io innamoratomi, spinsi per una vera e propria intimità che sfociasse in un progetto coppia. Soltanto allora trovai un muro di gomma.

    E’ impresa ciclopica amare un’anaffettiva che chiaramente non sa di esserlo, e che considera debolezza da esseri inferiori il normale scambio affettivo quando in realtà la bisognosa e’ proprio lei che infatti meticolosamente, da sempre cerca amore in persone amorevoli. L’anaffettivo infatti, mai potrebbe accoppiarsi con uno come lei, da cui non potrebbe prendere nulla.

    (CONTINUA)

  • 24
    glosstar -

    L’anaffettivita deriva dal disagio dato dall’attaccamento evitante. L’evitante non e’ consapevole delle paure inconsce che la spingono persino a dubitare del suo coinvolgimento quando la relazione inizia a diventare importante. Sente il disagio e prova un senso di soffocamento. Vive un profondo conflitto tra la paura dell’abbandono e quella di esser fagocitata da una relazione che limiterà la sua autonomia.

    Questo conflitto interiore le impedisce di lasciarsi andare al sentimento e l’apparente ostentata sicurezza nasconde in realta una fragilità interiore e una sensibilità profonda che le fa percepire in modo amplificato qualsiasi segno di disinteresse e chiusura, anche minimo, da parte dell’altro. Vive quindi nella consapevolezza che la relazione finirà e si aspetta l’abbandono o il tradimento. Per contro controlla la paura di essere lasciata, provocando l’abbandono tanto temuto e lasciando il partner prima che lo faccia lui. In alternativa, molla la relazione quando diventa importante nell’inconscia convinzione che tanto finirà, quindi meglio soffrire poco subito, che troppo in seguito.

    (CONTINUA)

  • 25
    glosstar -

    Più la relazione è coinvolgente più queste emozioni diventano ingestibili. Per questo l‘evitante preferisce relazioni non intense fatte di amori virtuali o immaginari, o storie clandestine che non richiedono una vera vicinanza e condivisione. Quando invece il partner è vicino, innamorato e disponibile l’evitante si sente soffocare dalla paura di essere invasa dall’altro, di perdere la propria autonomia restando quindi imprigionata nella relazione.

    In sintesi, l’evitante sente che investire in un rapporto è pericoloso in quanto significa rinunciare a una parte di se per qualcosa che potrebbe andar male o che mai sarà bella come se la immagina.

    Questo e’ quel che sto vivendo con questa donna, che soltanto da un anno ha preso coscienza del suo disagio, e di quanto sia debilitante aver blindato le proprie emozioni. E’ vero, in questo modo si protegge dalla sofferenza, ma al contempo chiude alla gioia, alla felicità e persino all’amore.

    Il mio viaggio continua…

    http://it.wikipedia.org/wiki/Anaffettività

    (CONTINUA)

  • 26
    Golem -

    Glosstar, ti sto seguendo con interesse, e già solo il fatto che la tua AZIONE stia producendo una reazione di consapevolezza in lei, e’ il primo segno di quell’amore come l’ho inteso io nei confronti della mia di lei. Ma devo riconoscere che la mia vicenda appare una bazzecola confronto a quello che sto leggendo della tua. Continua. Sempre che non ti critichino per aver violato la “libertà di espressione” della donna.
    Ciao

  • 27
    ets -

    Glosstar, ho letto con molto interesse quello che hai scritto e mi pare di aver capito (ho bevuto qualcosa quindi potrei aver capito male) che tu assieme a questa donna ci stai ancora.
    La domanda che mi pongo, scusa la pragmaticità, è: ma ne vale la pena?
    Tutte le donne si pongono in un modo prima della relazione per poi scoprirsi totalmente differenti nel durante.
    Ma un fidanzato è un fidanzato non uno psicologo e uno psicoanalista. E poi, sei sicuro che sia inaffettiva o semplicemente non sei il massimo per lei?
    Può darsi si comporti così perchè non le piaci abbastanza. E se tendenzialmente è una stronza, perchè ci stai ancora assieme? Si forse sei innamorato ma questo può giustificare un rapporto malsano nel quale non si riesce a trovare la quadra?
    Ti parlo a ragion veduta perchè da poco più di un mese si è interrotto il mio rapporto con un’altra anaffettiva che per sensi di colpa (almeno così diceva) aveva sempre la testa su un ex.
    Era così anaffettiva che, nonostante le ho dato tutto, non sono stato degno di alcun riconoscimento. Però ti dico la verità, ci ho provato a farla ragionare per 5 o 6 mesi, dopo di che l’ho tenuta solo per uno scopo e ti lascio immaginare quale. Allo scoccare dell’anno ho cominciato a chiedermi se veramente era quello che volessi o se fosse stato meglio resettare tutto, tornare in solitudine e cercare una donna più o meno normale. Nel mentre mi tormentavo con questo pensiero lei mi ha preceduto e ha interrotto il rapporto. Ovviamente non ho fatto scenate o altro, praticamnente mi ha risolto un problema. Le ho solo detto di sparire e di non contattarmi più.
    Ogni tanto però questa si fa sentire con sms di temi più disparati dei quali, sinceramente, me ne frega poco. Il succo della questione era che probabilmente si.. è anaffettiva ma probabilmente anche non le andavo a genio io no?
    Dunque.. perchè non la mandi a quel paese? Sai com’è, con le donne la psicologia secondo me non serve.. è tutta una questinoe di ON / OFF – Acceso / Spento – SI / NO.
    Perhè con chi vogliono loro, danno di tutto anche se poi ricevono schiaffoni e calci (metaforici e non). Mentre a chi da loro tutto ma per qualche motivo non sono convinte abbastanza… consegnano solo disinteresse e disprezzo.

  • 28
    Giuseppe -

    Se ami una persona puoi ferirla una volta ma alla seconda non e amore…. Penso che te lo mettiti di stare male ora, cmq se la ami da morire lei ha solo paura di soffrire ancora l, stupiscila, fai una pazzia per lei, cantala una canzone, fai qualcosa di pazzo davvero, vedrà che capira, ma fallo solo se la ami altrimenti saresti un vigliacco

  • 29
    Golem -

    Ets, scusa se mi intrometto, ma le sensazioni legate all’amore di una donna, per quello che ho potuto constatare nella mia vicenda che ha alcuni contorni simili a quella di Glosstar e in parte anche a quelli descritti da te, non sono “lineari” come quelle maschili, e non sto dando un giudizio di merito, ma solo dicendo che noi siamo più “elementari”. La psiche femminile in ambito amoroso, riesce a produrre diverse istanze sentimentali contemporaneamente, che non necessariamente possono essere contenute in un uomo solo. Anche la mia ha vissuto per anni con in testa un idiota che non l’ha mai voluta, umiliandola continuamente. Eppure con me è stata una buona compagna, madre e moglie. Non amante però, per le cause che ho accennato, anche se ora lo è, ma solo grazie al fatto che ha ridimensionato la figura che la sua fantasia aveva mitizzato, attraverso un “lavoro”, anche faticoso, che ci ha fatto sfiorare la separazione, ma che abbiamo fatto insieme, durato quasi tre anni. Oggi però è un’altra donna, più sicura di sè e appagata, quanto lo sono io, tanto che posso dire che oltre alla parte erotica acquisita con la “disintossicazione”, siamo diventati anche i migliori amici l’uno dell’altra. Che si può volere di più?
    A volte può essere necessario fare anche da psicanalista alla donna che si ama, perchè no, ma solo se si intravede che dietro quei “complessi” c’è la persona di cui ci siamo innamorati. E ti dirò che non c’è psicanalista che possa sostituire la persona che ci vuole bene per uscire da certi retaggi che limitano la comunicazione “matura”, che è il minimo necessario per far crescere la coppia.
    Spesso ho detto che non servono i professionisti dell’anima per guarire da certi “blocchi”, quando basterebbe un vero amico che ci ascolti, non per soldi, ma perchè ci tiene a noi.

  • 30
    Paolo -

    Ciao fabrizio1980, come stai? Sei riuscito o stai riuscendo a proseguire per conto tuo senza sentirla?
    Non sono del tutto dello stesso punto di vista di Giuseppe, dopo una storia lunga e tormentata non sono le serenate o le pazzie a sbloccare le situazioni, ma forse lunghe riflessioni autonome e non.
    Batti un colpo se ci sei!

  • 31
    rossana -

    Ets,
    avrei potuto scrivere tutto quanto hai espresso nel post 27 ma concordo in particolare con:
    – “Ma un fidanzato è un fidanzato non uno psicologo e uno psicoanalista.” – alcuni, illudendosi di essere pigmalioni, non fanno che trasformarsi in succubi che si mascherano da superuomini. solo donne bellissime possono indurre i maschi a volerle “rivelare a se stesse”, “migliorare” o “curare”, cosa che riesce di rado e spesso per motivi di solo interesse economico.
    – “ci ho provato a farla ragionare per 5 o 6 mesi, dopo di che l’ho tenuta solo per uno scopo e ti lascio immaginare quale.” – un tempo già più che ragionevole per trovare punti d’incontro, se il rapporto è ambito da entrambi i partner.
    – “con chi vogliono loro, danno di tutto anche se poi ricevono schiaffoni e calci (metaforici e non). Mentre a chi da loro tutto ma per qualche motivo non sono convinte abbastanza… consegnano solo disinteresse e disprezzo.” – niente di più vero! perfetta cartina tornasole per l’espressione del sentimento femminile, che raramente è imperniato sulla sessualità.

    per me, il punto cruciale di una relazione poco soddisfacente sta nell’individuare almeno parte dei motivi per cui un dato soggetto, all’apparenza emotivamente sano, sia attratto da un altro, in apparenza affetto da gravi carenze emotive.

    è il ruolo vittima-carnefice che può finire con il legare persone in fondo non così disomogenee, per un reciproco bisogno di tensione amorosa, ruolo che si ribalta, a volte in momenti diversi della relazione ma più frequentemente in rapida alternanza. non sempre è in migliori condizioni psichiche chi appare la parte più equilibrata fra i due, se entrambi persistono nel continuare a tormentarsi a vicenda.

    in ogni caso, ognuno ha un suo modo d’amare, che, se condiviso, sarebbe bene non sprecare con eccessivo raziocinio.

    osservazioni a carattere generale, che possono aver poco a che fare con il caso in questione.

  • 32
    ets -

    @Rossana sono contento che concordi in linea generale con quando ho scritto!
    @Golem, da esterno non posso che congratularmi con te, fermo restando che il tuo discorso non mi convince.
    Non credo che il cervello della donna in amore ragioni con logiche di dubbia interpretazione e in modo non lineare, secondo me il cervello di una donna lavora in modo molto più semplice e ribadisco il SI/NO, ON / OFF etc.
    Non so come tu riesca ad esser sicuro del tuo lavoro, ma sinceramente, io di un cervello del partner non starei mai sicuro al 100%. NOn si sa mai cosa passa per la testa delle persone, e in special modo del partner.
    Sai, anche io in passato ho trattato con eccessiva freddezza delle donne, ma queste donne tanto erano innamorate di me passavano sopra tutto e se avessi voluto le avrei rifatte mie in qualsiasi altro momento.
    Al contrario, persone a cui ho dato tutto sotto ogni punto di vista, il giorno prima dicevano di amarmi, il giorno dopo erano già con un altro.
    Per cui dalla mia esperienza, che ovviamente non può essere il perno generale del sistema delle relazioni umane, non posso che ribadire che in amore è tutto molto semplice e lineare. Se piaci al partner, piaci punto e basta.
    Se ci sono troppe regole, artifizi, problemi, complicazioni… c’è qualcosa che non va. E da queste situazioni più si sta distanti meglio è

  • 33
    Golem -

    Bè Ets, il mio (nostro) lavoro lo vedo. Eravamo vicini alla separazione, avevamo un pessimo rapporto erotico e sembravamo due soci che allevavano un figlio comune.
    Oggi è tutto diverso, in meglio, ma di molto.
    Il problema è proprio quello che lei era abituata, suo malgrado, proprio a rapportarsi per artifizi e strategie con chi ha frequentato prima di me. Questo perchè non aveva ancora incontrato la persona giusta, e farsi andar bene chi giusto non è, provoca le reazioni che tu hai citato. Sai, non è così automatico trovarsi a proprio agio anche con una persona che ti piace, e che può piacerti per cento motivi che con l’affinità caratteriale non c’entra niente. E così si finisce per pensare che i rapporti tra partner debbano essere come una specie di guerra fredda psicologica. Ma sai quante coppie “sopravvivono” così?

    Quanto al “dare” e essere presi a pesci in faccia, è nella natura femminile più arcaica quello di NON apprezzare ISTINTIVAMENTE chi le “asseconda”. Il maschio “difficile” appare più appetibile, dà la sensazione di “valere”, e la maggior parte ci crede e ci casca. Ho risposto a una ragazza che lo ha detto chiaramente, che nonostante ci sia uno che le sta dietro dimostrandosi il classico stronzo egoista, a lei piacciono così. E’ uscita da una brutta storia finita male, ha problemi in famiglia e non sembra una che se li debba scrollare di dosso. Eppure il pericolo di far la fine della pollastrella spennata dall’intrigante furbacchione, e stare peggio di prima, non la blocca. E’ combattuta tra l’istinto che la spinge a buttarcisi e restare spennata e la ragione che cerca di trovare il sistema per impedirlo, quando non ci sarebbe neppure bisogno di sforzarsi di mandare a ca.... lo stronzo. Ma sono quelli che acchiappano di più, e il perchè non lo sanno neppure loro quale sia realmente. E tu dici che sono on/off? Magari?

    Io e la mia lei siamo quanto di più affine si sia incontrato nelle nostre non brevi vite, eppure si portava dentro una storia antica, non conclusa come avrebbe voluto. Lineari le donne? La “conclusione” di un ragionamento o di un’azione istintiva forse è si/no, ma lo “svolgimento”, caro Ets, è un algoritmo che nessuno ha ancora capito. Neppure loro.
    Un saluto

  • 34
    fabrizio1980 -

    Grazie Paolo… ci sono…
    Credo che anche tu abbia ragione… bisogna riflettere, non posso farla star male ancora… Anche se credo che ora lei non mi voglia e che forse alla terza volta, non sarebbe facile….
    Grazie per l’intervento ed il consiglio..

  • 35
    rossana -

    Ets,
    altro punto su cui concordo con te è il seguente: “io di un cervello del partner non starei mai sicuro al 100%. NOn si sa mai cosa passa per la testa delle persone, e in special modo del partner.”

    a mio avviso, dal più al meno, sia l’uomo che la donna (in particolare quest’ultima) tendono al costruire fin dall’inizio una storia sul loro rapporto di coppia, che ognuno dei due interpreta a modo suo e che poi, con gli alti e bassi, continua nel tempo, finché entrambi riescono a viverla in positivo. è pura presunzione immaginare di sapere cosa l’altro pensa di noi e del modo con cui si evolve la “sua” favola. a volte non lo sa neppure lui…

    una donna che stimo afferma che nel matrimonio ci sono tre elementi: i due sposi e il loro rapporto. e resta scontato che la sola vera libertà è quella del pensiero!

    logico e ammirevole cercare di salvare una lunga unione entrata in crisi ma, se la discrepanza che viene a galla non è di piccola entità, c’è da chiedersi che tipo di rapporto esistesse in precedenza. non è facile conoscere a fondo l’altro ma appare anche incomprensibile che non si identifichino grandi falle nei primi due o tre anni di frequentazione/convivenza.

  • 36
    ets -

    Purtroppo è la verità; sarà pure che io sono magari troppo poco sognatore o magari anche un po materialista, però quando prendo una decisione.. la prendo punto e basta. E’ abbastanza semplice capire cosa penso ed è altrettanto semplice capire il mio modo di ragionare.
    Ma capire una donna, sinceramente, non mi è proprio possibile. Motivo per il quale anche quando vedo che il rapporto si sta sfilacciando non ci provo minimamente a riprenderlo o a ricercare di allacciarlo… perchè se la donna ha deciso di sfilacciare, non ci sono santi che tengano. Tu magari sei tranquillo, credi che anche la partner sia tranquilla eppure lei sta già covando qualche cosa o qualche problema e sta già iniziando a minare quello che magari si era costruito nel tempo!
    E sinceramente sono stufo pure di parlare motivo per il quale porto ad esaurimento generale il rapporto. Ma una volta che termino.. termino. Non ci sono più messaggini o altro, cosa che invece, anche la donna che lascia.. spesso fa, nonosatnte sia rifidanzata perchè vuole comunque indicare le sue ragioni e sapere cosa io ne penso del suo comportamento. Anche magari a distanza di anni!
    Tutto ciò per me non ha logica.
    Di storie lunghe ne ho avute 4 più qualche altra storia di poco conto, e i meccanismi son sempre gli stessi.

    Oibò 🙂

  • 37
    Tiziano -

    Concordo al 100% con Ets, non riesco a capire cosa sta succedendo alle donne in questi ultimi 10 anni…. mah…

  • 38
    glosstar -

    Ogni storia e’ a se stante e posso quindi parlare soltanto della mia.

    L’attaccamento evitante e la conseguente anaffettività sono il sintomo di un profondo disagio della personalità che va oltre la consapevolezza di chi ne e’ affetto e pertanto di difficile cura.

    Differentemente da quel che possa apparire, il comportamento anaffettivo evitante non e’ caratterizzato dall’assenza di emozioni bensì dalla castrazione delle medesime al loro sorgere: negative (paura, ansia, collera, dolore) o positive (gioia, amore) che siano. Spesso e’ il risultato di un trauma infantile non risolto, i cui postumi esplodono in età adolescenziale quando si inizia a esplorare il proprio universo emozionale.

    Nell’evitante l’intero sistema emozionale e’ anestetizzato, e nei casi più gravi blindato da una corazza che diventa una sorta di rifugio ermetico dove i postumi del trauma vengono tenuti sotto controllo. E’ una corazza che almeno consente di condurre una vita apparentemente normale, sebbene priva di stimoli vitali. Vivere senza emozioni purtroppo e’ debilitante e toglie senso e sapore a ogni quotidianità. La depressione e’ costantemente in agguato e può sfociare anche in tendenze suicide, da qui l’abuso di alcolici e di sostanze tendenti allo stordimento.

    1/2

  • 39
    glosstar -

    2/2

    Tutta questa roba io l’ho imparata sulla mia pelle in corso d’opera. Amavo e amo questa donna e l’unica ragione per cui mio malgrado, mi sono dovuto iscrivere al corso “del piccolo psicologo” era per poter decodificare comportamenti incoerenti e auto distruttivi che al crescere dell’intimità hanno iniziato a manifestarsi.

    Non e’ stato facile guadagnarmi la sua fiducia, ma oggi lei con me si apre come mai ha fatto prima con nessuno. Oggi affronta il suo passato nel quale ancora esistono ampi buchi neri completamente rimossi. Finalmente riesce a raccontare il trauma dell’orco che le ha tolto l’innocenza e le ha bruciato l’infanzia. Ricorda di come negli anni a seguire ha “utilizzato” il maschio, mai considerato soggetto, ma semplicemente oggetto da usare per “cibo-sesso-territorio” senza mai provare il ben che minimo sentimento. Parla dei lunghi anni in depressione, della rinuncia a vivere e dei pensieri suicidi, anni quelli che ora le sembrano cosi lontani e stupidi. Ora che finalmente beve alcolici con modalità sociali e non per stordirsi, ora che progetta di comprare casa mentre prima non riusciva nemmeno a programmare la spesa per la cena, ora finalmente mi dice che con me ha imparato a conoscersi, ad affrontare i suoi demoni, e che tutto questo l’ha resa una persona più forte, una persona migliore.

    Il nostro viaggio continua e onestamente non so se mai finirà. La sua componente anaffettiva e di conseguente fuga dalla realtà e’ ancora presente e a volte ancora mi fa male, ma so che lei sta provando, con immensa fatica, a farla dimagrire. Mi avessero detto quel che mi aspettava forse avrei detto no. Ma oggi so che questa esperienza mi consentito di esplorare una parte di me stesso che non sapevo esistesse, mi ha insegnato che nulla e’ gratis e soltanto spendendomi completamente, senza se e senza ma, posso fare la differenza nella vita di chi amo. Questo da’ un senso anche alla mia.

  • 40
    gladio76 -

    io vorrei solo morire, mi sento solo ed abbandonato ed innamoratissimo ancora, mi manca tutto di lei ma proprio tutto, mi faccio schifo sono diventato un laboratorio, un topo, per provare tutte le medicine che mi stanno dando gli psichiatri….sono solo!!!!!!!!!!!!!
    Il mio gesto probabilmente sarà l’unico ad alleviarmi il dolore, devo solo trovare le forze che non ho più!!!!!!

  • 41
    rossana -

    Glosstar,
    comportamento eroico, sia da crocerossino che da zerbino adorante! meno male che certi “maschi” esistono e che a loro donne bellissime non fanno soltanto sangue!

    più rari delle mosche bianche, trovarne due che s’improvvisano psicologi per curare le distonie femminili sullo stesso forum rappresenta una coincidenza davvero eccezionale. chissà cosa non sarebbero capaci di scoprire nei problemi psicologici ed esistenziali della donna che desiderano possedere per intero pur di essere rassicurati sul suo amore…

  • 42
    Golem -

    Caro Glossatar, seppure per ragioni diverse, nel tuo racconto e nelle implicazioni che lo caratterizzano, rivedo la mia storia. Quella “liberazione” da certi fantasmi che la tua donna sta cominciando a sentire, è la dimostrazione di come il “vero” amore, che tu stai “applicando” su di lei, le salveranno la vita, intesa come qualità e non solo. La matura soddisfazione che ne stai traendo, e che fa conoscere meglio anche te stesso, è esattamente la mercede che l’amore maturo ci riconosce. Non si può sapere perchè ci innamoriamo di una persona ma si può “volerla” amare, e checchè ne pensino i fautori dell'”è amore comunque vada”, lei ti sta CORRISPONDENDO per quello che per ora può.
    Hai in corso un progetto di ri-costruzione, molto più arduo di quello che ho condotto io, ma se, come penso e ti auguro, lei finalmente “capirà”, le avrai fatto scoprire un aspetto dei sentimenti, che, comunque vada la vostra storia, la legherà a te indissolubilmente. Avrete messo al mondo una nuova “creatura”: la vostra relazione umana.

    Non devi sentirti “il piccolo psicologo” con un accezione negativa, perchè quando la volontà di amare è sincera, il paziente di questo “psicologo” non può trovare di meglio sulla piazza. E’ chi non ha uno come te, che gli si dedica con quella passione che dimostri, che deve preoccuparsi di trovarne uno bravo.
    Sei ammirevole Glosstar, e hai tutta la mia stima.
    Golem.

  • 43
    ets -

    Oggigiorno la maggior parte delle persone, e per quanto mi riguarda, essendo maschio, delle donne ha problemi psicologici dettati dalla insoddisfazione di base della propria vita. C’è chi tenta di andare avanti mostrandosi superattiva e sorridente (ma dentro muore) perchè la società vuole così, chi si sposa non amando nessuno per sfuggire dalla realtà, chi fa altro etc..
    Normalmente sono uno che nelle cose si impegna, famiglia, lavoro, amici, amore. Mi è capitato che questo mio impegno, nelle persone turbate e con, chiamiamoli, disturbi della personalità, potesse essere visto come un relativo contro impegno da parte loro a stare con me: della serie “è così buono come faccio a non starci assieme?”
    O almeno questa è l’impressione che ho avuto io. Quindi a volte si vivacchia, passano i meni finchè veramente uno non si sfracassa i cosiddetti e allora sparisco e chi si è visto si è visto.
    Ecco, non vorrei che fosse anche il vs. caso. L’amore per come la vedo io è una cosa ovvia e naturale, non deve esserci l’impegno da parte mia a farti capire quanto mi ami.
    Questo comporta un ernome impegno da parte di un partner e un sacrificio per sopportare senza amore della controparte.
    Non so se riesco a spiegarmi. Parlo sempre rispetto alle mie esperienze eh, e dunque rispetto pienamente le esperienze degli altri non giudicandoli in alcun modo

  • 44
    Golem -

    Intervengo perché sono ovviamente uno dei due “zerbini crocerossini”.
    “più rari delle mosche bianche, trovarne due che s’improvvisano psicologi per curare le distonie femminili sullo stesso forum rappresenta una coincidenza davvero eccezionale”. Come dire che Golem e Glosstar sono sempre la stessa persona perché è impossibile che esistano due scemi del genere.
    Che stile da raffinata first lady: zerbini e crocerossini. Chi si impegna nei sentimenti e’ un povero zerbino senza palle praticamente, e non il contrario casomai, specie quando li “zerbino” sta aiutando una donna che aveva problemi di alcolismo come cantina di tornasole di altri disagi. Aiutare gli altri eh? Evviva le “maschere del teatro greco” che emergono regolarmente, ma non si può recitare per sempre.

    Certo che sono rari questi “zerbini”, com’è raro cercare, volere ed avere l’amore vero, ma sono meno rari di quello che si pensa se non si vogliono avere i paraocchi, pensando che solo la propria visione delle cose abbia “dignità di pubblicazione”. E questo traguardo se lo “guadagnano” solo gli uomini e le donne fatti e finiti, altro che gli zerbini che sono imbelli oltre che sinonimo di “inazione”, notoriamente. Ma quando si vuole rispondere senza avere argomenti succede di usare esempi diametralmente opposti, confermando la tesi che si vorrebbe smontare.
    Fanno così quelli che vivono di pie illusioni da romanzo rosa, quando percepiscono che c’è qualcos’altro oltre l’illusione: possono solo denigrare quell’aspetto della relazione che probabilmente non hanno potuto conoscere, ma non cambieranno la realtà che scherniscono, e inoltre non sarà migliore la loro di realtà solo perché cercano di sminuire quella altrui, semmai dimostrano solo che e’ peggiorata.

  • 45
    glosstar -

    @golem.

    Ami davvero qualcuno quando arrivi ad accettarne i difetti. Tutte quelle cose che normalmente ti darebbero fastidio in chiunque altro ma che in lei sono parte inseparabile del “pacchetto persona” che per tutta una serie di validissimi motivi senti unica e speciale.

    Ami davvero qualcuno quando, percepito il suo disagio e la sua sofferenza, sei disposto ad affrontare qualsiasi cosa pur di aiutarla a uscire dal buio in cui si trova. E non portando il suo fardello — questo lo deve fare lei — ma standole accanto e raccogliendola quando cade mentre LEI a mani nude scava nella merda che per decenni le ha sotterrato l’anima.

    Ami davvero qualcuno quando, pur di vederla felice e libera, saresti anche disposto a lasciarla andare perché l’unica cosa che davvero conta e’ il suo bene, non il tuo possesso.

    Tutto il resto sono chiacchiere accademiche per dare aria alle gengive. Per quel che poi riguarda il corso di “piccolo psicologo”, mi son trovato a farlo per osservazione e per proxi mentre lei, di sua sponte, coi suoi tempi e a corrente alternata, affrontava i suoi demoni insieme a un terapeuta comportamentale. E ti garantisco che e’ già un successo per un evitante se si presenta in studio una volta ogni 3 appuntamenti cancellati.

    Concludo dicendo che se sei tossicomane, a costo di farmi odiare, io l’eroina non te la somministro. Semmai ti aiuto a smettere, e se proprio vuoi continuare a bucarti, sei libera di farlo fuori dalla mia vita…Non so se mi sono spiegato.

  • 46
    glosstar -

    @ets.

    “…si è interrotto il mio rapporto con un’altra anaffettiva che per sensi di colpa (almeno così diceva) aveva sempre la testa su un ex…”

    Credimi, l’anaffettivo non ha ne sensi di colpa e non sta con la testa sull’ex. Sensi di colpa e rimorsi/rimpianti sono emozioni, e per l’anaffettivo le emozioni stanno in cassaforte. Forse e’ proprio come dici tu, non eri abbastanza per lei e hai fatto bene a chiudere.

    “Oggigiorno la maggior parte delle persone…ha problemi psicologici dettati dalla insoddisfazione di base della propria vita.”

    Penso sia vero il contrario, esistono persone che vivono insoddisfatte a causa di problemi psicologici non risolti. Quando pero i problemi sono nevrosi causate da un “danno” profondo e debilitante credimi, e’ tutt’altra musica. Nessuno ti obbliga a starle vicino, ed e’ tua la decisione se farlo o meno. Ma se scegli di farlo, e’ necessario che tu ci sia con tutto te stesso e senza coda a tenere aperta la porta…purtroppo in questo “business” non esiste il part-time.

    @rosanna.

    Ognuno e’ autorizzato ad avere opinioni. Grazie per il tuo commento

  • 47
    Golem -

    Glosstar, quello che dici sull’amore è come parlare con la Scuola di Atene quando normalmente si ha a che fare col salumiere di quartiere: e’ una dimensione che la maggioranza non riesce neppure ad immaginare, essendo esclusa l’influenza degli istinti – che spesso restano gli unici indicatori per quel concetto – da una consapevolezza cristallina come quella che hai espresso.

    La tua vicenda e’ drammatica rispetto alla mia, che è più vicina alla favola di Biancaneve. Tu fai l’esempio dell’eroinomane quando io dovrei fare quello del Chupa Chupa. Non di meno in entrambe i casi un “blocco” impedisce di andare “oltre” nella costruzione del se’, come pure nei rapporti interpersonali, di qualsiasi natura. Possiamo immaginare in quello “sentimentale”. E’ come se una parte “dell’organismo personalità” di quella persona “tardasse” a ricongiungersi a tutto il resto, che rimane in attesa naturalmente.
    Io credo che questa donna ti sarà grata come verso nessun’altro un giorno, perché forse è l’unico momento in cui sta “vedendo” veramente cosa significhi essere amati. E se la mia ha interrotto con me un’eterna adolescenza, per la tua sarà una nuova nascita. Per certi versi tu stai portando a compimento una specie di esorcismo verso di lei. I demoni che si insediano dentro di noi quando non siamo amati possono assumere l’aspetto di un folletto, come nel caso di mia moglie, o di Satana, nel vostro.
    Io ti ringrazio per la tua importante testimonianza Glosstar, che è quella più seria che io abbia letto fin’ora.
    Buona serata.

  • 48
    ets -

    Non è che sia totalmente in disaccordo con voi, anche io sono stato 1 anno con una persona che aveva tutti i difetti di questo mondo ma con la quale comunque ho provato a costruire qualcosa. Quindi diciamo che un po capisco quello di cui parlate. E sono cose che se fatte da altre persone sarebbero state da me mandate a quel paese in un nano secondo. Invece a lei più o meno perdonavo tutto per ovvi motivi.
    Però, dico… però si tratta di un rapporto squilibrato vero? E’ normale che in una coppia uno debba convincere l’altro che il rapporto è buona cosa? E questa convinzione debba passare anche dal
    1)capire
    2)sopportare
    3)analizzare anche a livello psico-analitico
    4)e chi più ne ha più ne metta
    Mentre l’altra parte deve essere quella che invece deve essere solamente “compresa” ?
    Boh, io dopo le mie esperienze non la penso così: il rapporto deve essere paritario, perchè se si cerca di convincere il partner si è solo sulla cattiva strada.
    E lo dico io che di partner a volte li ho veramente convinti.
    Ora non è che sto rapportando le vostre esperienze alle mie o restringendo volutamente ciò da voi scritto a poche righe.. sto soltanto esplicando un aspetto delle vostre storie che, collegate alla mia esperienza, mi fanno avere queste deduzioni.
    Deduzioni per forza di cose… abbastanza ridotte eh !

  • 49
    Golem -

    Ets, anch’io sono così, mai ho “forzato” una situazione, ne’ all’inizio, corteggiando per settimane, ne’ durante. Sono perfettamente d’accordo che se una cosa dev’essere sarà. Infatti con mia moglie tutto e’ andato liscio sin dal primo momento in cui ci siamo incontrati. D’altra parte tra persone simpatia e antipatia sono quasi immediate. Ma nel mio caso il problema si è evidenziato mano a mano che passavamo gli anni, tanto erano subconsce, ma impediva di fare un salto di qualità relazionale che non necessariamente si presenta nel giro di poco tempo. Ma siccome le qualità sino a quel momento dimostrate e il valore della persona me la facevano stimare, oltre ad amare, mi ha convinto ad approfondire quale fosse il blocco di cui parlavo.
    Come avrai letto non era “serio” come quello che ha spiegato Glosstar per la sua donna, ma sufficiente a mantenere una parte di questa donna in un altro “tempo”, e senza rendersene conto questo limite stava spegnendo il resto del nostro rapporto.
    Io credo che se una persona ama realmente l’altra e ne stima la qualità umana, abbia il diritto oltre che il dovere di intervenire. E io l’ho fatto, e come ho detto oggi ne vedo i risultati. Ma la prima a giovarne e’ stata lei, perché in questo modo ha messo in soffitta “le bambole” metaforiche con cui ancora giocava la sua fantasia femminile, diventando completamente donna.
    Amare una persona non significa necessariamente rispettarne comunque le caratteristiche, anche quelle nascoste, ma aiutarla a capire quando qualcuna di queste ne limita le qualità e la relazione che vive nel presente.
    A volte per “guardarsi” meglio servono gli occhi dell’altro, ma di un altro che ti ama veramente però.
    Ciao.

  • 50
    rossana -

    Ets,
    “il rapporto deve essere paritario, perchè se si cerca di convincere il partner si è solo sulla cattiva strada.” – ancora una volta perfettamente d’accordo. o meglio: per me, un rapporto può anche essere sbilanciato ma bisognerebbe esserne ben consapevoli e non ritenere di essere i soli a conoscere l’Amore, che spesso finisce con il limitarsi al proprio.

    si può dare sostegno momentaneo a chi ne ha bisogno ma è pericoloso sostituirsi a un professionista nei casi meno leggeri in quanto, con questo, finita la terapia termina anche la dipendenza, mentre con una persona normale può accadere quanto segue:
    1) finché il bisognoso di comprensione ha pianto, ha apprezzato il partner che, magari maldestramente, asciugava le sue lacrime. finito il dolore, cerca quasi sempre un tipo di rapporto diverso, più affine alla nuova personalità che ha preso forma.
    2) resta emotivamente dipendente, per l’impossibilità di allontanarsi da un sentimento di sudditanza, ormai incorporato nel rapporto.
    3) nella migliore delle ipotesi, è grato, nutrendo una gratitudine, appunto, ammantata da espressioni d’amore.

    a chiunque ponga quesiti sul “salvare” un altro, ho sempre suggerito di attendere la sua guarigione prima di consolidare una relazione di coppia. l’amore d’inizio dev’essere spontaneo in entrambi i partner e privo di tare sulla capacità emotiva di ognuno dei due. gli “aggiustamenti” per la vita in comune dovrebbero essere non troppo rilevanti e desiderati nella stessa misura da entrambi, altrimenti diventa un’alleanza in parte viziata da condizionamenti più o meno seri.

    convincimenti soggettivi, sperimentati in prima persona.

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