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Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva

di uomotriste

Riferimento alla lettera: Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore uomotriste.

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Categorie: - Amore

1.417 commenti

  • 676
    tolteca -

    WindGirl, voglio rispondere brevemente alla tua domanda in merito al perchè esiste un manuale sulla sola gelosia retroattiva maschile. In primo luogo, solo quella ho investigato (e sto ancora investigando). In secondo luogo, quella femminile (generalmente) non è eccessivamente polarizzata sull’aspetto sessuale, ma coinvolge altre dinamiche affettive ed emotive, quelle che appunto rendono l’intelligenza emozionale di una donna tanto diversa da quella maschile. In merito al fatto che la tua psicologia sessuale sia polarizzata in modo simile a quella maschile, non sembra per adesso rappresentare un fattore percentuale rappresentativo del campione femminile. In altre parole, le gelose retroattive con il tuo profilo sembrano essere 1 o 2 su 10. Le altre vivono una condizione di gelosia retroattiva molto più articolata e variegata, non essenzialmente incentrata sul sesso.

  • 677
    WindGirl -

    Per Rambo: infatti ho anche io il dubbio se cercare spiegazioni e provare a smantellare le cause sia effettivamente produttivo… per ora non ho trovato altre soluzioni. Stoppare continuamente i film è faticosissimo, provo ad occupare la mente con cose che mi piacciono o al contrario con lo studio ma non funziona. L’unica cosa che per ora mi “distrae” è provare a capire me stessa analizzando le cause dei miei complessi e mettendomi in testa che combattedoli posso star bene anche col mio ragazzo… forse sto sbagliando ma non trovo altra cosa da fare!!
    i giochetti mentali il mio cervello li aggira tutti!!
    preferirei una pozione magica che mi facesse guarire senza sapere cause nè niente altro!!
    Apprezzo l’intervento!

    Per Tolteca: grazie per la spiegazione… se ne avrò modo proverò a leggere il manuale ma, come ho scritto prima, i giochetti mentali il mio cervello li aggira quindi non so se funzionerà…
    ho usato il termine “giochetti mentali” per ignoranza, visto che non so come definirli, non per sminuire il lavoro di nessuno.

  • 678
    Bluvito -

    Buongiorno a tutti. Trovo interessante l’auspicato intervento di una donna in questo forum, perchè come ebbi modo di dire tempo fa, mi sorprendevo di riscontrare pochissimi casi di GR al femminile; di solito si trattava di “vittime” di maschi gelosi e raramente il contrario.
    Trovo interessante il caso di WindGirl perchè riporta in sè entrambi i due grandi filoni che scatenano la GR: il presunto “libertinaggio” del partner e il coinvolgimento sentimentale con le implicazioni erotiche che questo comporta. Come sottolinea Tolteca il primo è di solito appannaggio del sesso maschile, mentre il secondo più prevalentemente femminile.
    Trovo altresì interessante e coraggioso lo sforzo di Windgirl nell’individuazione delle cause scatenanti la GR attraverso “l’insicurezza” di sè cresciuta nell’ambito delle relazioni familiari, come, credo, succeda nella stragrande maggioranza dei casi, sottolineando implicitamente quello che cerco di dire a me stesso e che riporto frequentemente su questo forum, vale a dire quanto sia significativa la carenza identitaria, l’insicurezza dei propri mezzi nella sindrome che viviamo.
    Anch’io come Wind sto conducendo una faticosa lettura di me stesso relativamente a questo problema, coadiuvato anche dall’aiuto (ma molto limitato) di qualche psicologo.
    Io ho seguito e seguo le valide indicazioni lette sul saggio di Tolteca, ma cerco di aggiungervi la comprensione dei meccanismi psicologici che hanno scatenato, per la prima volta in vita mia, la GR. Capisco quindi perchè WindGirl trovi giovamento dall’autoanalisi, relativamete all’emersione di certi “complessi” indotti scioccamente anche da chi davrebbe dovuto avere certe sensibilità per la professione che svolge.
    Io posso dire di aver tratto beneficio da questo sforzo fatto verso me stesso, soprattutto “accettandomi” per quello che sono. Sembrerebbe una cosa scontata quella che ho appena detto, ma molti di noi GR, oltre ad essere severi censori nei confronti del partner lo sono anche nei confronti di sè stessi, sempre a causa, probabilmente, di quella mancanza di “sostegno” al proprio “SE'” che ci è stata negata nell’infanzia e che ci ha reso sempre bisognosi di “conferme” del nostro valore.
    Io mi sto svincolando da certe “dipendenze” nevrotiche legate alla coppia, lavorando sulla mia autostima in mille modi: dalle piccole gratificazioni quotidiane, al riassunto dei miei successi, a nuovi progetti per il futuro e persino ad una ulteriore migliore cura della mia persona. Sono ormai convinto che un rapporto equilibrato col partner necessiti di un rapporto altrettanto equilibrato con sè stessi. Ecco perchè accanirsi contro il/la proprio compagno non fa che “spostare” il problema senza risolverlo.
    Mi chiedo (e lo chiedo a Tolteca)se e quanto rientra nella casistica la mia GR, che noto avere connotazioni più “femminili”, cioè più legate al pregresso coinvogimento sentimentale della mia lei, che personalmente ritengo più “pesanti” del cosiddetto “sesso libero”.
    Un salutone.Blu

  • 679
    tolteca -

    Caro Bluvito, da parte degli uomini, i trascorsi coinvolgimenti sentimentali della partner sembrano essere ossessivamente brucianti perchè “sugellati” dal sesso. Prova ad immaginare che tua moglie in passato fosse stata perdutamente innamorata di quel tizio senza però mai consumare alcun atto o contatto sessuale (perchè integerrima). Il fatto di poter tu essere l’unico a cogliere quel frutto, farebbe di te il privilegiato a cui lei ha aperto le porte interiori permettendoti di entrare attraverso il varco dell’intimità fisica. Avresti meno desiderio di sapere se avesse amato più lui o te, perché l’esperienza sessuale esclusiva (in questo scenario ipotetico) verrebbe letta dal tuo subconscio come un simbolico “trono di potere e di privilegio”, un luogo dove nessun rivale passato potè mai sedere. Contempleresti i sui vecchi amanti dall’alto di questo scranno e rideresti di loro, addirittura proveresti una sazietà emotiva maggiore sapendo che loro bramavano sessualmente il suo corpo ma non poterono averla come l’hai avuta tu. In questo panorama il tuo subconscio resterebbe indifferente all’idea di scoprire se lei amasse la sua vecchia fiamma più di te, perchè lei avrebbe preservato la sessualità soltanto per te; il subconscio si nutre di esperienze e pulsioni primordiali (come il sesso) e con questi filtri attribuisce valore alle cose. Le cose si complicano se la compagna è una donna sensibile, intelligente e appassionata, perchè queste doti vennero investite tutte sul campo e confluirono nella decisione di “donarsi” ad un uomo indegno. Questa verità è condivisa sia dal subconscio sia dalla parte conscia (purtroppo) ed è una consapevolezza che tortura.

  • 680
    LUNA -

    Ciao a tutti, e ciao a BLU che mi ha risposto. Scusa se passo solo adesso. Ho recuperato quasi tutti i commenti che avevo perso.
    Ringrazio anche WILD perché mi ha permesso di riflettere su alcune cose. Spero che in qualche modo (non ne ho la presunzione, assolutamente) il mio intervento possa in qualche modo esservi utile. Penso, in generale, che oggi (non da oggi, ma sempre più) la terapia psicologica possa offrire vari approcci, anche integrati. Cioè approcci che permettono sia di trovare le cause di un disagio, sia di andare a modificare un copione che si crede automatico e l’unico possibile, sia di accettare e gestire diversamente delle parti di se stessi. Abbiamo per fortuna la possibilità di intervenire positivamente su un disagio che sentiamo.
    Spiegavo nei miei post precedenti che purtroppo io mi sono trovata a subire quei film e quindi so cosa significhi. E’ chiaro che anch’io posso (e avrò) aver fatto certamente fatto degli errori, delle insensibilità volontarie, tuttavia a me è capitato dopo 10 anni di relazione che mi siano stati attribuiti dei pensieri, delle intenzioni che non c’erano. Ma ho sofferto per anni come se fosse stato vero. Vorrei, scusatemi, portare questa testimonianza per dire che purtroppo se da un lato è chiaro che chi si fa i film soffre terribilmente l’altra persona viene fortemente destabilizzata dal sentirsi invasa nel suo sentire e nella propria interpretazione del proprio sentire. La “morale” in realtà credo sia solo una manifestazione del disagio, però l’altra persona può andare in crisi a sua volta rispetto alla propria identità. Inoltre, se amiamo qualcuno proviamo empatia per qualcuno, e soffriamo all’idea sia di farlo soffrire sia che ci “giudichi” peggiori di quello che sentiamo e pensiamo di essere… perché è ovvio che ogni persona ha vissuto il proprio passato (ma vive anche il presente) secondo dei propri parametri, anche di conoscenza di se stesso.
    La rilettura del nostro passato o del nostro sentire presente da parte di un altro o altra (non un altro o altra qualsiasi, ma di una persona a cui teniamo, amiamo, che ha per noi una centralità emotiva, affettiva) diventa allora fortemente destabilizzante. Lo scrivo non assolutamente per criticare o giudicare chi purtroppo soffre di GR. Anche perché chi ne soffre scrive in questo forum proprio perché ne soffre, e non vorrebbe soffrirne più, per non ferire se stesso e per non percepire neanche il fatto di creare disagio nell’altra persona (cosa che crea un circolo vizioso di insicurezza).
    Però poiché io ho dovuto fare un grosso lavoro per riprendermi i miei parametri dopo la violenza morale posso testimoniare il perché possa essere così dolorosa la violenza della rilettura morale, emotiva, sentimentale della nostra identità, delle nostre intenzioni o del nostro passato. Anche perché, purtroppo, la gelosia non chiede per conoscere, ma spesso per confermare una tesi, che pure lo terrorizza. A mia volta, dopo una tempesta, varia, emotiva fortissima,

  • 681
    LUNA -

    io stessa mi ritrovo a dover ritrovare un mio equilibrio per non cadere nei tranelli di zone d’ombra che un tempo non avevo. Mi riconosco in WILD per quanto riguarda il fatto di aver sempre vissuto la mia femminilità in un certo modo, puntando spontaneamente, nel mio caso, sulla totalità della mia persona. Non mi sono mai rapportata con gli uomini da un punto di vista solo sessuale. Non mi è mai interessato attrarre un uomo da un punto di vista solo sessuale. Non ho mai creduto al potere sessuale del mio femminile, in quanto tale, e non vi ho mai fatto leva. Ciò non significa che io fossi moralista o sessuofoba. Però ho seguito la mia indole e la mia persona intessendo relazioni su un altro piano, sentimentale, affettivo, amicale anche con gli uomini. La volgarità mi ha sempre infastidita, tuttavia mi sentivo anche al sicuro nel mio modo di essere. E, di fatto, la sola persona che si sia rivelata veramente molto diversa da me, e che certamente mi ha tradito durante e non solo alla fine della relazione, per una sua insicurezza patologica (ben più forte di un mero istinto sessuale) l’ho persa per strada quando avevo 18 anni. Però, anche se all’epoca fu uno shock, mi resi anche conto che comunque io ero stata me stessa. Infatti lui ha continuato e continua, per quanto ne so, ad essere chi era. Ma con me non c’entra nulla e grazie a dio io l’ho perso, anche intelligentemente, per strada. Per 10 anni mi sono sentita al sicuro con me stessa, in una relazione in cui ero me stessa ed ero amata. A 30 anni però mi sono ritrovata sia a non poter più capire cosa provasse e sentisse realmente la persona che avevo accanto, che è andato in tilt, sia a sentire completamente revisionata la mia identità da parte di questa persona. la “revisione” critica, spietata, molesta ha in realtà investito ogni aspetto, lavoro, capacità, perché la molestia morale agisce così. Sono stata accusata di essere tutta una serie di cose che non ero, di avere pensieri e intenzioni e insensibilità che non avevo. Se fossi stata davvero una zocc… avrei sofferto meno, perché almeno avrei dovuto fare autocritica su qualcosa di reale. E’ lui che ha in qualche modo “disgiunto” la mia persona dentro di sè, come se io fossi insieme una donna angelicata ed un demone. Un po’ come quando WILD dice: è una persona fantastica ma non capisco cosa c’entri con questa visione il suo passato. Nel mio caso non era il passato, era ciò che io sarei potuta essere “in potenza”, ciò che ero ma non volevo ammettere di essere. ecc ecc. Di fatto lui non poteva credere che io lo amassi, e che io lo trovassi speciale. Sarebbe lungo da spiegare, e mi fermo qui. Quello che vorrei dire a WILD è questo: il passato riletto nel presente è una cosa diversa da un passato che una persona ha “integrato” dentro di sè. E vorrei dire che nel momento in cui siamo serene nel NOSTRO femminile, fatto di tanti aspetti, un senso di paura, inferiorità, disagio che può tradursi in “moralismo”, svanisce. Io credo, per me, che sia così

  • 682
    Rambo -

    E’ vero quello che dice tolteca e ne ho la prova perche’ ci sono passato, se la ragazza/donna in questione non ha mai avuto rapporti il problema non esiste, oppure se si manifesta in modo lieve per cavolate vedi baci e preliminari, passa dopo poco tempo, avendo dalla “nostra” il fatto di averci fatto sesso esclusivamente noi.
    Questo perche’ non entrano in gioco nemmeno i pensieri subdoli di lei che fa’ sesso con un altro e mille altre cose, il problema e’ che ormai e’ impossibile trovare una ragazza cosi’, io l’avevo trovata ma poi per altri motivi e’ finita e mi sono ridotto a vivere in quest’inferno.
    Il sesso e’ il cardine di tutto questo, come scritto in post predenti bisognerebbe dargli un importanza inferiore, toglierlo dal gradino alto delle nostre priorita’, quando pensate che la vostra lei e’ andata al mare con il suo ex cosa vi viene in mente per prima cosa? semplice il sesso che ella puo’ aver fatto con lui in albergo o in altri posti; e’ questo il problema che ogni domanda o ovento passato porta ai pensieri di sesso che lei ha fatto.
    Questa cosa ti mangia dentro, vorresti sapere ma ti chiudi nel tuo guscio per paura di soffrire di piu’ e in quei momenti la/lo tratti come se fosse il tuo peggior nemico, sbalzi d’umore e incazzature per me sono all’ordine del giorno.

    un saluto

  • 683
    Bluvito -

    Buonasera a tutti, mentre ringrazio ancora una volta Tolteca per il tempo che ci dedica indicandoci alcuni “sentieri” della nostra psiche che sfuggono al controllo della ragione, muovendo reazioni del nostro comportamento, e del nostro senso critico, che in altre circostanze non emergerebbero. Mi fa piacere constatare, attraverso le sue parole, che la mia personale ricerca delle cause scatenanti la sindrome che ci affligge affondi le radici nella palude degli istinti più arcaici e ferini, con i quali e contro i quali spesso la ragione può fare poco.
    Ho letto con vivo interesse la testimonianza di Luna e non posso non confermare la demenzialità dell’atteggiamento e della violenza morale che il geloso infligge al partner. Nei momenti di massima crisi ammetto che volevo che la mia donna riconoscesse in sè quei fantasmi che si manifestavano nella mia mente alterata dalla gelosia; ma nello stesso tempo, e in maniera schizofrenica, desideravo che smontasse le mie articolate tesi, e quando vi riusciva a mia volta trovavo altri aspetti per attaccarla nuovamente.
    Il punto è che per un GR, rendersi conto dell’assurdità delle proprie argomentazioni e del quadro contestuale in cui queste si presentano pare impossibile. Passato e presente si fondono in un unicum diabolico, nel quale si sommano due se non tre sofferenze: quelle che si infiggono e quelle che, per questo motivo, si subiscono; perchè mentre “punivo” la mia lei per non essere stata “mia” come avrei voluto, mi sentivo mortificato dal dolore che le procuravo. A questo va aggiunta la pura sofferenza della gelosia. E’ una situazione da delirio parossistico, dalla quale, grazie a dio, sto uscendo, e sto uscendo perchè ne voglio uscire, volendo essere convinto che sia questa la cosa giusta da farsi.
    Ma ne sto uscendo cambiato, molto cambiato. Ho messo in discussione tutto il mio retroterra comportamentale e anche caratteriale; il mio modo di rapportarmi con l’altro sesso, la guasconeria “machista” che forse in passato avrà anche avuto qualche “effetto” nei confronti dell’altro sesso, ma era più simile alla ruota del pavone che non a una reale sicurezza dei miei mezzi, vista la fragilità emotiva che ho dimostrato.
    Inutile dire che ogni passaggio è “un parto”, ma sto vedendo il rapporto con la mia donna non più come un diritto di possesso ma come l’accettazione che ognuno di noi dovrebbe offrire alla storia della persona che si ama.
    Anche questa parola,amore, oggi la dico alla mia compagna con una diversa consapevolezza, perchè spero di essere passato dalla fase dell’avere, (del “prendere”) a quella del dare, senza per questo perdere nessuna delle mie caratteristiche di maschio, italiano e mediterraneo quale sono.
    Lo faccio per me, ma soprattutto per “lei”; e questo desiderio, nel senso più ampio possibile del termine, è la prima volta che lo provo durante la mia non breve vita.
    Giustificherei tutte le soffrenze patite e inflitte con la mia GR col raggiungimento di questo inatteso traguardo.
    B

  • 684
    tolteca -

    Bluvito, hai scritto davvero delle belle parole. Il tuo augurio è quello che qualunque gr dovrebbe auspicare per sé e per la sua partner.

  • 685
    LUNA -

    caro Blu, per quanto forse possa sembrare un po’ assurdo, visto che non mi riguarda personalmente, non sai quanto conforto e gioia comunque mi dà leggere la testimonianza in particolare di un uomo che, per reale amore di sè, e della propria donna, abbia avuto la voglia e il coraggio, sì anche quello, di mettersi in discussione. Da sola, io credo, la sofferenza non basta. La persona che ho tanto amato purtroppo ha certamente sofferto, ma anche ricalcando un suo modello materno (eredità caratteriale genetica? ‘educazione’ ambientale?) ha preferito chiudersi nella fortezza delle sue dinamiche, dei suoi luoghi comuni, giustificando se stesso e autoconvincendosi di essere scampato al pericolo invece di indagare nelle sue paure e compulsioni. E da parte mia, blu, posso giurarti di aver sempre invitato a farlo, comunque, per sentirsi LIBERO. libero anche di non scegliere in base a un nodo suo. Libero anche

  • 686
    LUNA -

    di amare, lasciarsi amare, di non guardare una relazione come un qualcosa che per forza finisce e porta allo sfascio, libero anche di riconoscere l’emotività altrui, di riconoscere in modo più obiettivo, costruttivo, i rapporti tra azione e reazione, causa e conseguenza. Probabilmente non mi ha amato abbastanza. O comunque non ha sofferto quel tanto che porta a mettersi realmente in discussione. Non sai con quanto dolore l’ho visto ricalcare di colpo il modello materno e un modello di separazione in casa che tanto lo ha traumatizzato. Possesso, dici bene, blu. Possesso e controllo. Sua madre è per sua volontà separata in casa da una vita. Ovviamente si dà ragione. E controlla e cerca di controllare tutti. Lei pensa di non aver niente da rimproverarsi. E’ il tipo di persona che crede che fosilizzarsi nel rancore, anche a costo di mozzare la sua stessa vita emotiva, sia una furbata. Lui si è innamorato di me certamente anche perché ero una persona istintiva, non rancorosa, creativa, appassionata e libera. No libera in senso frufrù. Ma una persona che se si dona, e non parlo solo di sesso, è perché lo vuole, con gioia. Non aveva alcun bisogno di possedermi perché io ci fossi. C’ero. Di mettermi in difficoltà materiali per dimostrare a sè che io cercavo solo sicurezze (una sua evidente insicurezza)

  • 687
    Bluvito -

    Buongiorno a tutti, grazie ancora a Tolteca per le parole che spende per me e per noi, e soprattutto per la sapiente regia che ha saputo fornirmi nella ricerca di una soluzione all’assurdo problema con cui ho dovuto confrontarmi. Grazie anche a te Luna, che hai saputo mettere in luce le sofferenze di chi subisce, da innocente, gli effetti di quel sentimento devastante che è la gelosia.
    Nei miei precedenti post ho richiesto l’intervento delle “donne”, perchè, e non lo sospettavo all’inizio della mia GR, sono quelle che spesso pagano il prezzo più alto all’interno della relazione sentimentale.
    Si comprende quanto tu abbia cercato di “leggere”, e compreso, il tragico copione che scatta nella mente di chi viene colpito dalla GR, così come ha fatto continuamente e con dedizione la mia compagna per me. Hai compreso giustamente quanto gli imprinting originari vissuti nell’ambito delle relazioni famigliari condizioni tante delle nostre scelte successive diventando una speccie di “default” automatico che “sembra” non consentire nessun altro punto di vista circa l’interpretazione di deteminati avvenimenti.
    Anch’io ho combattuto e sto combattendo contro questo aspetto, ma come ho già detto c’è una motivazione potente che mi spinge a “ri-vedermi”: l’amore e la stima verso la mia lei, a cui devo veramente tutto quello che sono. Ma non è un ringraziamento che voglio darle, è un desiderio, quasi una necessità che peraltro non mi pesa affatto.
    La tua analisi riguardo “l’eredità” che quella madre ha lasciato all’uomo che tu hai amato così intensamente non mi sorprende. Non nella stesa maniera ma anch’io, nel mio arroccarmi sulle posizioni “dell’offeso” da mia moglie, non facevo altro che “reclamare” da lei quelle attenzioni esclusive che non mi sono state date o al contrario date in eccesso durante il delicato periodo della formazione della prima infanzia.
    Non sono uno psicologo, ma sono sempre molto curioso, e l’essermi avvicinato, al misterioso mondo della psiche, mi ha fatto riflettre su molte cose che riguardano i nostri comportamenti, la mia GR in questo caso.
    Una cosa ho compreso, almeno per quanto mi riguarda: l’arroccarsi nelle posizioni di “difesa” tipiche della GR, significa non aver ancora superaro alcune fasi della maturazione emotiva, significa un’insicurezza dei propri mezzi che attengono alle relazioni con “l’altro”, che NON si vogliono mettre in discussione, perchè si “sente” quanto pesanti sarebbero le consegunze di rivedre tutto un percorso che, bene o male, ci ha cconsentito di “mostrarci”, anche sdse non per quellom che siamo veramente.
    Si pensa di essere “creditori”, anche in amore, dove questo sentimento significa esattamente il contrario.
    Se si riuscisse ad intuire, a “sentire” come sta accadendo a me ora,quanto ci si senta più uomini completi e “ricchi” nel desiderio di dare, beh, sono certo c he tutti i gr che ci leggono si sforzerebbero di mettersi allo specchio e guardarsi in “faccia” veramente, scoprendo un nuovo SE’.
    A presto

  • 688
    Arsen -

    Rambo,
    il tuo ultimo commento n°682 corrisponde esattamente alle cose che penso anch’io.
    Potrei apporci la mia firma sotto sia perchè ho vissuto le stesse situazioni, sia perchè condivido il tuo pensiero che è uguale al mio, sia perchè Tolteca ha ragione, sia perchè anche per me quello che hai scritto è all’ordine del giorno.
    Ieri ho avuto un’altra tremenda discussione con la mia ragazza perchè venerdì sera andrà ad una cena con amici universitari, circa 20 persone, e tra questi c’è anche uno con cui è stata clandestinamente e ci ha vissuto anche una settimana insieme.
    Lei dice che sono esagerato perchè con questo non si parla neanche più.
    Io ho rigettato tali parole perchè mi infastidisce anche il solo fatto che lui la possa vedere ben vestita, truccata e per varie ore, anche se c’è altra gente.
    Altresì non ha neanche prima chiesto il mio parere, mi ha detto tutto dopo che aveva già confermato la sua presenza.
    Questo è stato un altro motivo di ira per me e lei si è scusata dicendo che non aveva neanche pensato alla presenza di quella persona.
    Io invece si!
    Sarei andato con lei, ma purtroppo non risiederemo nella stessa città ancora per qualche settimana, quindi a tutto ciò si aggiunge anche la temporanea distanza.
    Ma vi rendete conto?
    Io secondo voi sarei esagerato?
    E’ bello che lei vada li con la presenza di quella persona?
    Non mi fa schifo solo quest’ultimo, ma mi fa schifo anche lei per il modo in cui è stata con lui.
    E lei losa che mi fanno schifo entrambi.
    Il fatto che lei vada li nonostante le abbia esperito la mia disapprovazione è per me ripugnante.
    Le ho detto che tutto ciò mi farà essere più cattivo nei suoi confronti e mi ha risposto che sono vendicativo e dispotico.
    Anche dopo aver fatto pace, io non accetto comunque il fatto che lei ci vada e il mio sdegno mi sembra fondato.
    Sta di fatto che già oggi le ho dato modo di vedere questa “mera ripicca” avviandomi a condotte che per lei possono essere fastidiose.
    Ora sono classificato da lei come il morallista che poi non applica la morale su stesso.
    Che giudizio risibile!
    Ora si abbiamo fatto pace e ci siamo chiariti, ma già so che venerdì saro incazzato tremendamente.
    In questa situazione non vedo nella gelosia retrograda una patologia, ma una reazione normale a comportamenti riprovevoli.
    Che ne pensate?

  • 689
    Valentino -

    ciao a tutti,
    il mio pensiero questa sera va ad arsen. capisco perfettamente quello che dici e provi perchè anche io ho vissuto la stessa situazione.
    mi sarei incazzato tantissimo anche io!
    mi sarei incazzato perchè ha deciso senza parlarne prima, perchè sa che tu soffri per questo, mi avrebbe fatto incazzare da morire la frase “sei esagerato perchè con questo non ci parlo neanche più” e quella “non avevo neanche pensato alla presenza di quella persona” che credo siano le classiche risposte del caso…

  • 690
    WindGirl -

    per Luna: ti ringrazio di avermi citato così tante volte (anche se hai sbagliato il nome, ma non importa, tranquilla).
    alcune tue frasi come “”il passato riletto nel presente è una cosa diversa da un passato che una persona ha “integrato” dentro di sè”” sono esattamente quello che dovrei mettermi in testa ma che non riesco a fare. per me è così, il mio passato ormai è archiviato e le scene di sesso che ho vissuto hanno valore zero, mi è rimasto solo il rispetto per gli ex che con me si sono comportati bene. perchè non dovrebbe essere lo stesso per il mio ragazzo?!
    eppure nei momenti di crisi la lucidità svanisce… e anche nei momenti di “tranquillità” ho paura che lui non abbia realmente analizzato il suo passato, fatto il paragone con me e dedotto che io sono meglio di chiunque altra per tutto… non parlo del totale (so che mi ama e adora) ma di un eventuale stupido particolare sessuale in cui la sgualdrina di turno gli ha dato più soddisfazioni di me. ho paura che in una piccolissima parte del suo inconscio io perda qualche confronto con qualcuna.
    hai ragione te: devo trovare la serenità nel mio essere femmina e donna, ma questo indipendentemente da lui, me lo ha detto anche la dottoressa. Non devo delegare a nessuno la mia autostima!!
    è anche questo il problema dei GR.
    forse per questo offendiamo e sminuiamo i nostri partner anche se gli amiamo, sminuendo loro ci sembra di essere leggermente più importanti noi…
    mi dispiace per le tue sofferenze.
    anche il mio ragazzo ha alcune paranoie ma soprattutto sul presente e so come ci si sente ad essere attaccate ingiustamente… purtroppo o per fortuna sono io quella più “malata” tra me e lui… è un santo a sopportarmi!

  • 691
    WindGirl -

    Arsen e Rambo vi capisco benissimo. Lo “sclero” di Arsen è quello che avrei io nelle situazioni che infastidiscono me, che sono diverse vivendo una realtà diversa ma sono assimilabili… la stessa senzazione di schifo.
    io già in passato avevo fatto una serie di domande a persone non GR per capire quanto fossi diversa e loro mi hanno detto che in una situazione simile alla tua avrebbero avuto solo un po’ di fastidio momentaneo.
    Arsen io ti capisco, anche se il fatto che si vedano a no a me non cambierebbe molto, già il fatto di sentir nominare una mia “nemica” mi darebbe fastidio al punto da odiare il mio ragazzo… che si vedano realmente o meno è irrilevante, per me è come se si vedessero nel mio cervello e facessero tutto…passato o presente è indifferente!
    io non conosco la vostra storia però, se è un episodio unico e lei è in buona fede, mettiti in testa che il fatto che lei lo veda è una conferma della sua volontà di stare con te. se lo vede avrà modo di fare una serie di paragoni nel suo inconscio anche sul presente, sulle sensazioni che lui le dà ora anche solo a vederlo da lontano e automaticamente avrà la conferma di volere te!!
    io mi faccio sempre questo discorso in testa quando il mio ragazzo esce con i suoi amici e potrebbe incontrare una delle tante ex amanti… anzi spero proprio che le incontri perchè voglio la conferma che lui voglia me e non loro, ma sullo stesso piano temporale, non loro nel passato e me nel presente perchè così sarebbe troppo facile, comodo e scontato!! sarebbe come chiedere ad un affamato: preferisci mangiare oggi un pezzo di pane duro o aver mangiato ieri una bistecca fiorentina? non so se rendo l’idea… io ho sempre paura di essere il pane secco oggi mentre le altre erano la bistecca ieri (sessualmente parlando)… per i me i paragoni vanno fatti a parità di condizioni sennò non hanno senso!!
    prova a prenderla così se ci riesci!!

  • 692
    LUNA -

    windgirl: scusaaaa! 😮 🙂 un po’ di ipermetropia :p – in realtà forse si sminuiscono i sentimenti altrui nei nostri confronti perché si ha il dubbio di non poter essere amati così tanto? –

  • 693
    Arsen -

    I miei più alti ringraziamenti a Valentino e a WindGirl per la comprensione.
    Per WingGirl, tengo a precisare che ciò che mi fa andare in escandesacenze è tutto l’insieme, ma la causa scatenante è anche il fatto che lui vedendola ripensi a quei momenti, un po’ come fanno tutti gli uomini, e magari facendo anche qualche battuta con amici del tipo “quella me la sono fatta!”.
    Lei non si rende conto di quanto tutto ciò, anche se facente parte di condotte non attuate da lei, possa essere fastidioso per me.
    Il punto è sempre lo stesso, lei con le sue relazione clandestine ha fatto un torto a me anche se non mi conosceva.
    La sua intimità doveva riservarla solo a gente che la meritava, che aveva dei sentimenti, e verso cui lei provava gli stessi sentimenti, meglio ancora se l’avesse riservata solo a me.
    Tutte queste mancanze, mi fanno sentire maltrattato, non retribuito sessualmente e sentimentalmente.
    Ho la sensazione sempre che lei debba farsi perdonare da me per qualcosa di grave.
    Il problema è che per tutti i motivi narrati, io questo perdono non lo riesco a dare.

  • 694
    WindGirl -

    Arsen il tuo discorso è chiarissimo. col mio discorso tentavo di spiegarti come faccio io (GR come te) a gestire queste cose ma so che a parole è facile, con i fatti no!
    La cosa del vanto con gli amici darebbe fastidio anche a me se fossi un maschio. Essendo una ragazza mi dà fastidio invece che qualche amico dica al mio ragazzo “guarda c’è quella che ti sei fatto, che bei tempi erano quelli”. anche la sua prima volta l’ha sprecata (incoraggiato dagli amici) con una di cui nemmeno sa il nome e non l’ha più rivista nè sentita dopo quella notte. si vergognava anche a dirmelo e mi avevava inizialmente inventato una storiella secondo lui più carina!
    Essendo un chitarrista rock molto bravo aveva alcune fan che rubavano il suo numero di telefono dalle sale prove e lo contattavano offrendosi gratuitamente di fargli “servizietti” e lui non si tirava indietro!! ora mi dà fastidio anche solo ascoltare la musica rock! per natale lui ha scritto anche una canzone per me dandole il mio nome, lo ha detto anche ai suoi amici senza vergogna. so che è cambiato però non sopporto quello che è stato!! a me sono toccate le cose romantiche e alle altre è toccato il cavallo da monta!! con i suoi amici e con il resto del mondo io faccio la figura della principessina che gli ha sciolto il cuore e le altre delle donne passionali che gli hanno scaldato alcune parti del corpo! la odio quasta cosa!!
    anche io mi sento ferita e sento che mi ha fatto un torto enorme!! io non sono bacchettona, il sesso senza amore può capitare, è capitato anche a me (poche volte) con alcune persone con cui avevo un rapporto comunque speciale di bene e rispetto, però ci siamo accorti che non era abbastanza. sono “errori” che mi sono serviti per maturare. Per lui era una routine, lo ha fatto dai 17 ai 26 anni, un susseguirsi di “scop*****” e “pomp****” senza amore, stima e rispetto reciproco!! squallido e volgare!! a 26 anni non sei un bambino in preda agli ormoni che si può permettere di sbagliare!!
    sfogo a parte, ti capisco! capisco anche il fastidio per la poca sensibilità della tua ragazza che, sapendo della tua GR, dovrebbe stare più attenta a queste cose. Le risposte che ha citato anche Valentino sono quelle che danno più fastidio perchè sembra proprio che i nostri partner, sminuendo le problematiche, non capiscano nulla di nulla! anche io direi “doveva pensarci che poteva esserci quel tipo!!”… però noi siamo GR, lei no, quindi per lei non vale davvero nulla la presenza del tipo e non valgono nulla i discorsi di vanto con gli amici.
    per questo anche io mi sono ritrovata qui a dovermi sfogare con voi… non posso parlare con le altre persone perchè mi danno di pazza e non posso stressare il mio ragazzo ogni santo giorno con le stesse cose sul passato!

    domandina: se la vostra donna dicesse al mondo intero (soprattutto agli amici tuoi, suoi e dei tipi del passato) che siete voi il miglior amante al mondo e che gli altri erano delle schiappe (umiliandoli di fronte a tutti), stareste meglio??

  • 695
    WindGirl -

    per Luna: io non sminuisco i sentimenti che prova per me, sono sicura che mi ama, forse più di quanto lo amo io visto quello che sta sopportando. io sminuisco lui, gli dico che lui mi fa schifo per scaricare la colpa su di lui e sentirmi meno ferita dalle sua condotta sessuale passata!! lo faccio per sentirmi più forte “non sono io che sono debole e lui che fa proprio schifo!” è questo quello che penso in quei momenti! non dico bugie, la sensazione è quella anche se lo amo!

  • 696
    charly brown -

    Ciao,e scusate l’intromissione. sono uno studente

  • 697
    charly brown -

    Scusatemi,sono ancora Charly Brown. Non essendo pratico del forum non mi sono reso conto degli orari in ci vengono pubblicati i post, per cui continuo con quello che volevo dire riguardo al fenomeno della GR, che ho trovato per caso, interessandomi in questo momento della psicologia delle relazioni sentimentali,non necessariamente amorose.
    E’ un pò di tempo che seguo le vostre interessanti vicende e come dicevo mi ha colpito molto questo fenomeno che state vivendo, soprattutto perchè legato ad una condizione che ai più appare come assurda: quella di essere gelosi del passato del proprio partner.
    Il primo impatto nel leggere le vostre storie è stato quello della persona comune che pensa di avere a che fare con dei folli: come si fa ad esser gelosi di chi non c’è? di solito si è gelosi di un rivale presente, ma di chi è passato quando noi non c’eravamo, che senso ha?
    Poi ho cercato di essere più professionale (nei limiti della mia ancora scarsa conoscenza della materia psicologica) rendendomi conto che non va sottovalutata nessuna manifestazione della psiche,e che tutto ha una ragione, anche se non sempre è facile scoprirla.
    Però, mi sono chiesto ( e l’ho chiesto anche ad amici e colleghi, per avere un quadro più completo) perchè queste persone continuano a stare con chi, in fondo, non le soddisfa moralmente? Al di la del fatto che questo partner, al presente, magari è una persona degnissima e che nel frattempo è maturato/a e ha fatto tesoro di certi errori, se errori sono stati alla fine! Mi sono fatto questa domanda perchè è pacifico che al mondo vi sono milioni di coppie che vivono più o meno felicemente insieme, ma non litigano per i rispettivi passati, e voglio pensare che siano la maggioranza. Oggi un ragazzo o una ragazza di 25/30 anni avrà certamente avuto una o più storie. Ma persino i miei genitori, quando si sono conosciuti provenivano da storie diverse e anche importanti, eppure litigano per la politica o altre stupidaggini ma non mi pare abbiano mai tirato in ballo il loro passato sentimentale, e sono ex sessantottini, non so se mi sono spiegato.
    Allora mi sono detto, che senso ha continuare a soffrire con una persona che non incarna il proprio ideale, avendo saputo del suo passato, soffrendone e facendo soffrire? E’ amore quello di voler continuare così o non è un’altra “dipendenza”. Poi mi permetto di dire un’altra cosa, sempre con il massimo rispetto: si nota la sensazione nei post che ci sia più una voglia di sfogarsi con i propri compagni di sventura che non quella di capire per cercare di risolvere, in qualsiasi modo, (anche il più drastico) queste sofferenze. Sembra quasi che ci si voglia crogiolare in questo risentimento nei confronti del destino che non la voglia di superarlo per stare meglio.
    Scusatemi se sono stato rude, ma provo il massimo rispetto per chi soffre nell’anima e vorrei poter fare qualcosa, oggi e spero in futuro nel mio lavoro.
    Un caloroso saluto a tutti Voi.
    Charly Brown

  • 698
    Rambo -

    Rispondo alla domanda di Windgirl: Per me la risposta e’ no, lo ha gia’detto che secondo lei sono il “migliore” che ha avuto, pero’ non basta per far passare la mia GR.

  • 699
    tolteca -

    Caro Charly Brown, i gelosi retroattivi ovviamente non sono dei masochisti. Innanzi tutto provano questa sofferenza perché sono profondamente innamorati del/della partner; questa forma di gelosia si manifesta solo se i sentimenti sono forti, prepotenti, passionali. Non esiste mai un geloso retroattivo senza un legame d’amore appassionato e profondo. Per cui le sbarre della gabbia sono forgiate dall’amore, per questo non si vuole uscire o è difficile immaginarsi di farlo. Si desidera invece rimanere dove si è cercando disperatamente di cambiare l’immutabile.

  • 700
    charly brown -

    Ti ringrazio Tolteca, e avendo letto le tue precisazioni periodiche ai post che si presentavano, posso capire meglio quale sia la condizione di chi viene colpito dalla GR, che agli occhi di chi non ne soffre appare una condizione surreale. Tuttavia mi chiedo se quell’essere profondamenti innamorati attenga all’ambito dell’amore, inteso come corresponsione di sentimenti e di affettività, o non possa essere una forma di possessività, seppure in buona fede se vogliamo. Questo perchè, leggendo alcuni messaggi, si percepisce una sorta di furore inestinguibile che sembra non appartenere ad un sentimento capace di orientarsi,anche in un secondo tempo, verso la crescita dell’oggetto di quell’amore così tormentato. Anche se mi pare di capire che ci sono stati casi in cui si sia risolto con un nuovo equilibrio di coppia.
    Scusami, ma questo argomento della GR è tanto incredibile quanto interessante, e altrettanto poco conosciuto.
    Cordialmente, C.B.

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