Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva
Riferimento alla lettera:
Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007
L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore uomotriste.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
1.417 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Bluvito, una donna che venga usata da uno che non la ama e che lei però ama è degradante, ma lo è soprattutto per SE STESSA. La mia compagna ha vissuto la sua storia, simile a quella di tua moglie, come un’esperienza molto degradante, ma ha imparato la lezione, dopo essersi resa schiava, traendone le sue conclusioni e prendendo le giuste decisioni. A me da fastidio che ci sia stato questo episodio, poco prima che mi conoscesse, che si sia fatta trattare come una m*****ta (qual è la definizione di m****ta, secondo voi?) da lui. Ma da fastidio anche a lei e le credo. E comunque, secondo il mio modo di vedere, c’è “l’attenuante” che ne fosse innamorata. Anche se per me è inconcepibile farsi trattare in questo modo fino a perdere ogni dignità, soltanto perché si è innamorati, accetto che questo sentimento possa portare a delle azioni poco ponderate. E sono anche in grado di parlare con lei della sua esperienza senza perdere le staffe. Per quanto riguarda le sue “avventure” invece, non oso neanche avvicinarmi all’argomento perché so benissimo che diventerei cattivo e offensivo nei confronti della mia compagna e infine me la prenderei con il mondo intero. Sapere che lei ha fatto con chiunque cose che ritengo vadano fatte soltanto a certe condizioni ne diminuiscono il “valore”. Non sarà degradante per se stessa (anzi) ma la degrada AI MIEI OCCHI. A questo punto credo sia inutile continuare a chiedersi quale dei due casi sia più degradante. Dipende dai punti di vista, non credo ci possa essere un giudizio assoluto. Ognuno di noi vede le cose a modo suo e giudica la gravità dell’accaduto secondo i propri canoni e secondo quello che prova quando la sua mente è alle prese con il problema. Per dirla con Valentino: anch’io preferisco la vittima alla cagnetta in calore (metafora che rende alla perfezione l’immagine che ho di certi comportamenti).
Mi si potrebbe obiettare che do troppa importanza al sesso, che ne faccio una cosa sacra. Non sono un ingenuo e so benissimo che il sesso viene vissuto da moltissimi in modo spontaneo, viscerale. Non è così per me e non vedo ne la possibilità ne la necessità di vederla in un altro modo.
Non voglio farti torto Bluvito e dimmi se sbaglio. Ho l’impressione che tu soffra anche del fatto che tua moglie sia stata “usata” da quello schifoso. Cioè, il fatto che lei abbia vissuto questo tipo di storia la rende meno pura ai tuoi occhi. Questo ti accomunerebbe a tutti i normali GR, che non sopportano l’idea che un altro uomo abbia “usato” la sua donna prima di lui stesso, macchiandola.
(A proposito, tolteca, com’è che tanti di noi vedono la donna “macchiata”, quando immaginiamo che qualcun altro l’abbia toccata.)
Comunque, Bluvito, nel tuo caso mi pare di vedere un’aggravante, cioè quella tua sensazione che tua moglie non ti abbia mai desiderato tanto quanto desiderava quell’elemento abietto. Questo, al di là di stupide gelosie retroattive, è oggettivamente offensivo e sconfortante.
Arsen, non volevo assolutamente accusarti di menzogna ma soltanto esprimere il mio stupore. Alla tua età non riuscivo a spiegarmi così neanche nella mia lingua.
Anch’io la vedo come te quando dici che per una donna la propria intimità è una cosa molto preziosa. Tuttavia mi viene il dubbio che siamo noi a voler vedere che le cose stiano così, voglio dire che l’intimità di una donna è una cosa molto preziosa soprattutto per noi maschi. Dico questo perché evidentemente per molte donne non è così, o perlomeno non lo è nel modo in cui vorremmo.
Non voglio mettere in dubbio la veridicità delle spiegazioni che ti da la tua ragazza per farti “capire” e giustificare i propri comportamenti. Ma le donne in quelche modo istintivamente sanno cosa ci fa soffrire e cercano di “abbellire” i fatti. A questo proposito mi viene in mente un consiglio di tolteca di tanti post fa, quando diceva a una partecipante del forum con il ragazzo GR di fargli apparire le proprie esperienze sessuali meno appaganti di quanto non lo fossero state nella realtà. Lo tranquillizzerà un po’, diceva. Il consiglio avrei potuto darglielo io. Noi GR VOGLIAMO credere a questo tipo di affermazioni. Ma siamo GR e non scemi. Quindi sappiamo benissimo che la partner tende a mentire per sdrammatizzare. Ci sono passato anch’io. Alla luce dei fatti, per quanto riguarda il mio caso, ritengo che molto di quello che mi è stato detto da lei, non corrisponda al vero. Ad un certo punto ho deciso di non approfondire più, di non voler sapere, di credere un po’ a quello che mi diceva e di rimuovere dalla mente quello che mi opprimeva maggiormente. Insomma, ho iniziato a cimentarmi nell’arte di ingannarsi essendone nel contempo consapevole. Sono venuto a trovarmi in un limbo nel quale si alternano sensazioni confortanti ad altre che lo sono meno.
Ciao Hans. Una verità sotto i nostri occhi è la seguente: sebbene la partner abbia dimostrato profondo amore, costante dedizione, totale fedeltà e abbia consacrato sé stessa al rapporto di coppia tutto questo non la riabilita agli occhi del geloso retroattivo. Perché? Qualcosa nel mondo subliminale, ovvero nei codici simbolici del subconscio, sussurra che quelle avventure pregresse, quelle scappatelle, quegli incontri spensierati o anche quelle dinamiche di coppia frustranti, quegli equilibri di sottomissione e di amore tormentato che lei ha vissuto nel passato, racchiudono delle energie che invece non hanno mai acceso il rapporto che il geloso retroattivo nutre con lei. Il passato della compagna fu attraversato da correnti passionali primordiali, MA quelle forze ancestrali NON sono un ingrediente che lei ha portato nel rapporto attuale, sono relegate a vicende e momenti persi nella sua storia. Eppure il subconscio percepisce quelle arcane leve che mossero le sue azioni sessuali e affettive come LE UNICHE AUTENTICHE PASSIONI DEGNE DI FORGIARE LA PASSIONE AMOROSA. In altre parole, se lei fece sesso con uno appena conosciuto, si attribuisce inconsciamente a quell’incontro una genuina spontaneità mai sperimentata nella relazione quotidiana che marca il presente. Se nel passato dell’amata giacciono le turbolente sofferenze legate ad un rapporto travagliato, si idealizza quell’ex uomo-amante che le produsse in lei e si finisce per rappresentare lui come semi-dio e lei come ancella votata a soddisfare ogni suo desiderio… MA questi ruoli NON sono quelli della relazione presente, il geloso retroattivo invidia quegli uomini che vissero grazie alla propria amata, una dimensione che invece egli non conobbe mai. La donna del geloso retroattivo è colpevole di aver dischiuso ad altri uomini le porte arcane del suo istinto, aver condiviso riti misterici con sacerdoti improvvisati… invece al compagno attuale, questa donna, riserva una passione tutto sommato confinata nel recinto della normalità, sebbene sia un amore grande non è apportatore di pathos, di fiamma, di desiderio primitivo e terribile. Il geloso retroattivo sa, nel profondo, di non poter possedere quegli attributi ferini della sua donna, per lui sono stati conservati i ruoli di fedele amante, moglie, madre, sorella, amica, confidente. Invece la recita della mendicante d’amore, della cortigiana, della fiera selvaggia da domare, della schiava docile e sottomessa furono destinati ad altri. C’è una nicchia nel cuore della partner, presieduta dall’irrazionale dea femminile, che soltanto quegli ex-amanti hanno potuto guardare. Questo è il nocciolo della GR.
Ciao Arsen, Valentino e chi ci legge.
Sì certo Valentino, nessuna polemica. Il dibattito non deve vertere su chi ha la “situazione” peggiore , quasi fosse una gara a…perdere, ci mancherebbe. E’ normale che ognuno di noi interpreta il comportamento della propria lei in ragione di quanto a questa tenga e dei propri valori relativamente alla propria morale sessuale.
C’è da dire però che tu, Arsen o Hans o chiunque altro GR, non penso avrà trovato le foto,cartoline o ricordi dei personaggi con cui queste ragazze, a nostro parere, si sono screditate. Io sì; col che uno pensa che quel rapporto così snaturato e sbilanciato, per la mia lei in fondo non è da dimenticare. Ma come dice giustamente Tolteca,è difficile ammettere a se stessi che una relazione, ancorchè squallida, possa essere razionalizzata completamente. E’ dura dirsi di essere state trattate da put..ne quando si è avuti dei rapporti “fast food”, figurarsi quando c’è di mezzo l’innamoramento (non l’Amore: quello richiede la partecipazione di tutte e due). Quindi si cerca di trovare almeno UN punto a favore della scelta, per giustificarla: è umano. Tutti cercano di essere tolleranti con se stessi, anche assolvendosi, come nel caso della mia lei… ” ma io ero in buona fede, ne ero innnamorata…”. Vero, ma se continui a farti umiliare, beh, vuol dire che quello squallore pensi di meritare.
Poi trova uno che la ama veramente e sembra che la disponibilità che questo le da sia…banale. Ricordate il paragone delle percentuali? Tu abitui qualcuna innamorata di te a darle il 10% e quando arrivi al 15% sei un dio. L’hai abituata al 100% ma quando arrivi per qualunque motivo al 90% la stai trascurando. E’ una reazione “istintiva”. E’ così anche con i cani, senza offendere nessuno, ma è così. Se volete ridere compratevi (l’ho già citato) “101 motivi perchè le donne preferiscono gli str..zi”. Lo ha scritto una donna che… “ha capito” certi comportamenti inspiegabili del suo sesso. Troverete una casistica interessante di quanto sia facile per loro invaghirsi di chi poi le farà soffrire, ma che è quello che sembrano desiderare, “queste esseri incomprensibili”.
Vorrei dire una cosa però, anche alla luce della visita fatta sul sito consigliatomi da Arsen; cerchiamo che questo forum NON diventi solo uno “sfogatoio”, ma un luogo dove poter “capire” e riuscire ad accettare o lasciare la nostra donna. Altrimenti non faremmo altro che trasformare questo interessante luogo di dibattito in un club di piagnoni.
Io credo di aver fatto molti passi avanti in questo senso. L’aver scoperto quel rapporto così incomprensibile di mia moglie, in fondo me l’ha fatta conoscere meglio,anche per quanto riguarda le sue “debolezze” che ovviamente non teneva, per i motivi che ho esposto in precedenza,a comunicarmi.Mi mostra una lei meno “idealizzata” ma più umana, e forse è meglio così. Si deve amare una persona e non l’immagine “ideale” di essa. Spero di riuscirci, e lo auguro anche a voi.
Un salutone da Blu. A presto
Scusate ma le mail di Hans e Tolteca erano in arrivo mentre rispondevo a Valentino e Arsen, e ho voglia di intervenire.
Caro Hans, quando parli, e assieme a te altri,…che c’era l’attenuante dell’amore,vorrei distingure tra questa parola, che sottintende un rapporto biunivoco, e il “presunto amore” come nel caso della tua ragazza, di mia moglie o di qualunque altra donna abbia accettato vessazioni e umiliazioni PUR di stare con quell’uomo, per dichiarare qui che quel TIPO di rapporto non contempla il delicato sentimento dell’amore, ma un succedaneo che viene scambiato per tale da chi lo prova; per giustificare, per mille motivi culturali, educativi,psicologici, una situazione chiaramente degradante che “non si vuole” ammettere a sè stessi.
Saprai che esiste un particolare sindrome psichica detta “la sindrome di Stoccolma”, che venne codificata quando una donna sequestrata da alcuni malviventi si innamorò del suo carceriere. Questo le aveva tolto la libertà, letteralmente,ma la relazione sado masochistica che si venne ad instaurare tra i due fece sì che lei, appuntò, si innamorò del suo carnefice. Una donna di un uomo, non si conoscono casi opposti, che io sappia.
Ora, con un esempio così eclatante, riportato ampiamente nella letteratura medica, possiamo intravedere in molte azioni delle nostre compagne un fenomeno analogo? Quanta libertà toglieva l’amante di mia moglie a quest’ultima non ricambiandone il “sentimento”, anzi, approfittando della sua debolezza per umiliarla nelle sue (presunte) aspirazioni? Io non ho i mezzi culturali per comprenderlo appieno, ma posso immaginare che lei VOLESSE proprio quel tipo di rapporto, laddove lei faceva la vittima e lui l’aguzzino, in un gioco delle parti subliminalmente sado-masochistico, che soprattutto lei non avrebbe mai accettato di riconoscere, per quel tipo di educazione “vittoriana” di cui ho accennato in precedenti post. Ecco perchè non mi sento di assolvere una “vittima dell’amore”. Quella parola fa fraintendere la relazione: “lei ama lui no”,come meno grave (per i GR) del “sex fast food” con cui lo confrontavo.
Potremmo definirla(per i canoni culturali occidentali) una “perversione” preterintenzionale, non voluta; ma tutti sappiamo che le relazioni sessuali si sono evolute a partire dai bisogni ancestrali della riproduzione, dove i sentimenti c’entravano come i cavoli a merenda, e dove i maschi sceglievano una femmina solo perchè sana, giovane e quindi capace di procreare una prole vigorosa. La femmina si “faceva scegliere” da maschi forti, robusti, anche violenti, ma che potevano garantirle la protezione della “tana” durante la gestazione e l’allevamento dei figli, oltre che il cibo. Le qualità ferine, come le definirebbe Tolteca, erano un benefit altissimo per il raggiungimento degli obbiettivi primari:l’affetto per una femmina del Neolitico era “quello”.
Quindi il fatto che il maschio fosse “uno sto..zo (paragonandolo ai canoni odierni, cioè: violento, sbigativo,rude) era tutt’altro >>
Ciao Hans, grazie per aver apprezzato il mio modo di esprimere i concetti.
Devo dire che Tolteca ha centrato l’argomento.
Noi non abbiamo rapporti clandestini con le nostre partners, e questo tipo di rapporti, penso almeno per noi uomini non so invece per le donne, per alcuni lati può essere più eccitante proprio per il fatto di essere “fuori legge”; lasciando comunque il desiderio di fondo che tutti hanno di amare ed essere amati.
Allora ci da fstidio che la nostra donna abbia avuto clandestinamente rapporti con uomini a cui interessava solo sesso.
Infatti per me una donna che si fa, sebbene in modo condiviso, usare clandestinamente per divertirsi e farsi divertire, condividendo con altri cose che dovrebbe riservare solo a persone che la amano (per questo anche Bluvito è geloso retroattivo, perchè il tipo losco non amava sua moglie).
Altresì una donna deve custodire sempre la propria onorabilità e il proprio decoro, è ovvio che se va a letto con tutti sarà giudicata come una poco di buono.
Le donne invece sono gelose retroattive per ciò che gli uomini hanno provato sentimentalmente con altre donne, sempre per lo stesso morbo del confronto, quindi Tolteca prova ad immaginare quanto ci da fastidio.
All’inizio della mia relazione la mia ragazza parlava delle sue esperienze passate senza che io gliele chiedessi, talvota anche con un sorriso di fondo.
Mentre diceva queste cose io avevo l’inferno dentro, ma preferivo stare zitto, anche se lei vedeva che cambiavo espressione.
Ad un certo punto non ce l’ho fatta più a tenermi dentro questo inferno e ho iniziato ad esperire tutto il mio astio e il mio disprezzo verso questi suoi comportamenti passati, ovviamente nel contempo lei ha cessato di parlarmene quasi vantandosi e ha iniziato a cercare di giustificarsi.
Ma voi donne pensate per caso che noi abbiamo un cuore di ferro?
Non contenta però anche giustificandosi continuava a difendere queste sue condotte e così non ha fatto altro che farmi inasprire ancor di più tanto da arrivare a smontare razionalmente tutte le sue fallaci difese e farmi giudicare ancor di più.
Io in fondo apprezzo il fatto che sia stata sincera ma costituirsi non cancella il reato.
Altresì non è stata una mia scelta unilaterale condividere troppo dettagliatamente il proprio passato, certi dettagli che mi ha detto sarebbe stato veramente meglio evitare, quindi nel momento in cui mi ha reso partecipe io ho ampie facoltà di giudicarlo.
Altrimenti che lo abbiamo condiviso a fare?
Ovviamente da entrambe le parti si possono alzare difese di ogni tipo, ma poi bisogna vedere quali reggono.
Bluvito, raccontare le proprie esperienze con il proprio punto di vista, talvolta negativo, al fine di confrontarsi, non significa piagnucolare.
Apprezzo che hai visto il sito che ti ho mandato, spero ti abbia soddisfatto.
Attendo sollecitamente riscontri da tutti di ogni tipo.
Vi saluto con affetto.
<< che sgradito, e non è che di maschi così nella preistoria, (parlo di 7.000, 10.000 mila anni fa) ce ne fossero in abbondanza, erano pochissimi, perche le "figh.tte" semplicemente morivano prima di riprodursi data la durezza dei tempi. Idem per le femmine (é bello, è gentile, mi porta i fiori, ma intanto non va a cacciare, il lupo mi sbrana i piccoli: è meglio quello str..zo lì, così brutto ma…in gamba), se faceva la difficile crepava pure lei, perchè non trovava nessun esemplare maschio disposo a mantenerla.
Gli esseri umani, maschi e femmine, si sono riprodotti per millenni solo attraverso questa dura realtà, CHE E' RIMASTA NEL DNA.
Le sovrastrutture culturali che si sono avvicendate sino ai giorni nostri, non hanno fatto scomparire questi PARAMETRI di giudizio, pur mascherandoli attraverso l'amore, che è un'acquisizione relativamente recente, fortemente influenzata dalle religioni e dal Cristianesimo in particolare: le abbiamo ancora dentro.
Oggi non sopravvivono solo i "bruti", ma anche uomini che nascono con caratteristiche e sensibilità diverse, che chiameremo i classici BRAVI RAGAZZI che non vuol dire "cogl..ni),tuttavia,anche nella psiche femminile odierna, quando scatta il meccanismo atavico dell'attrazione, che sottintende SEMPRE una potenziale possibilità riproduttiva, quelle istanze SI FANNO SENTIRE, ed ecco che per motivi a loro sconosciuti si innamorano del classico str..zo! E non si spiegano perchè!In realtà il meccanismo di sottomissione ai suoi, di lui, voleri è pilotato da quell'antichissimo bisogno, dove prevale il "piacere" della potenziale possibilità di sopravvivenza che lo str..zo,può garantirle con quel carattere che non la sua "dignità" diciamo.
Spero di essere stato chiaro, dopo questo comizio. A riprova di quanto ho detto, interrogando mia moglie sulle (presunte, perchè erano tutte millantate si è poi dimostrato) qualità di quell'individuo dal quale si faceva "maltrattare" senza fiatare, mi diceva che appariva sicuro di sè,strafottente,indipendente,carismatico, furbo (poi si riempiva di droga perquanto era "forte"), insomma "un uomo che non deve chiedere mai", come citava una pubblicità cretina degli anni '80. Un'ulteriore dimostrazione? Quando lui, non "sentendola" da un pò si faceva vivo, lei quasi perdeva interesse verso di lui per questa "debolezza" che le aveva dimostrato. Se il carnefice dimostra "pietas" ecco che la vittima non lo riconosce più come tale, e quindi non in grado di procurarle quel sottile antichissimo bisogno masochistico piacere che sottintende le "qualità" del maschio…vero, di cui ho parlato in precedenza.
Io per lei (forse voi per le vostre "lei") rappresento la soddisfazione della parte costruita dalle sovrastrutture culturali succedutesi: più colto (non ci voleva molto), più presentabile (fisicamente), più intelligente,( beh…) ma la sua natura antichissima voleva l'altro. Ecco perchè ne accettava senza spiegarselo le vessazioni e le frustrazioni. Che ne pensate?
Un salutone. B
L’ultimo intervento di Arsen implica questioni sopratutto morali mentre quello di Bluvito si rivolge a simboli ed archetipi e per questo comincia a chiudersi il cerchio. Sottoscrivo tutto ciò che dite e che scrivete. Quello che mi domando è se tutto questo materiale di riflessione può condurre verso un miglioramento della condizione mentale. Cosa fate voi nello specifico per alleggerire i vostri pensieri?
Bluvito, in merito al tuo ultimo post sono d’accordo con te.
Buongiorno Tolteca ed Arsen e a tutti coloro che ci leggono.
Caro Tolteca, credo che non sia sfuggito a nessuno che i tuoi interventi abbiano lo scopo principale di aiutarci ad uscire dalla “palude” nella quale noi GR ci troviamo. Per rispondere alla tua domanda, se le riflessioni che facciamo su questo forum e dentro di noi ci aiutino a migliorare la condizione mentale, posso dire che per quanto mi riguarda la sisposta e SI’.
Se rileggo i miei post di alcuni mesi fa, non posso non notare che esprimevo considerazioni che oggi definirei…puerili. Vedo in essi il lamento di un maschio offeso, strepitante, ferito nell’orgoglio dall’aver scoperto che alcuni “diritti” che ritenevo fossero eslusivi non erano stati soddisfatti. Non vedevo quanto la crisi del mio rapporto dipendesse anche da me, dando per scontato il “possesso” l’esculsività sulla vita della mia compagna, anche per quanto riguarda il suo…passato.
Ho fatto emergere il lato “narcisistico” del mio carattere,la “debolezza” contingente dovuta forse i cambiamento che l’età porta con se, con il relativo ridimensionamento degli “status” professionali e fisici, cercando una compensazione alla banalizzazione cui era arrivato il rapporto con mia moglie, e la relativa mancanza di comunicazione con lei,aggirando l’ostacolo dell’autoanalisi, quando ho accettato le attenzioni di un’altra donna, che potessero compensare il mio…narcisismo.
Per me, aver raggiunto questa consapevolezza è un passo avanti enorme, per il quale devo ringraziare soprattutto mia moglie e, perchè no, questo forum.
Oggi ho ridimensionato due pilastri del mio carattere, quello che riguarda il mio orgoglio “machista” e la posizione da “donna angelicata” che forse tutti i GR portano dentro di sè, relativamente all’immagine che vogliamo avere delle nostre compagne.
Ne ha tratto giovamento il rapporto intimo con la mia donna, che prima risentiva della mia “colta ignoranza” rispetto alla conoscenza dell’animo femminile e della di lei educazione vittoriana, di cui accennavo nei miei precedenti post. La complicità che oggi ho con la mia lei è imparagonabile alla candida espressione erotica, (come da copione) di prima della crisi e dell’emersione di una sindrome come la GR, di cui non immaginavo neppure l’esistenza, data la palese assurdità della stessa.
Il percorso è ancora pieno di ostacoli, lo sento,, ma almeno so che li incontrerò e quindi che dovrò affrontarli, ora con una diversa consapevolezza dei ruoli nella coppia.Fosse solo per questi traguardi, vedo tutto quanto mi è accaduto in questo anno e mezzo come i mattoni di una nuova costruzione che sta nascendo dentro me.
Ho letto e riletto voracemente il tuo libro nel quale indichi con cognizione di causa gli antidoti per superare la sofferenza della nostra sindrome e li applico con successo: sono pieno di impegni e progetti. Ma mi conosco: ho bisogno di “sapere” per “capire”, e quindi ho voluto e cercato di scoprire il contenuto di quel metaforico “fardello” che >>
tu citi e che noi GR ci portiamo pesantemente in spalla quotidianamente. L’ho aperto, ma era un “vaso di Pandora” dal quale è uscita la tempesta che ha caratterizato quest’ultimo anno della mia vita. Ci ho visto le ragioni della mia “storia” con l’altra donna e cosa significasse, ci ho visto i limiti di mia moglie per ciò che riguarda il modo di esprimere il suo amore per me, ci ho visto la mia “mala educazione” nei confronti dell’altro sesso, rispetto alle aspettative che da questo richiedevo, ma ci ho trovato anche i mattoni per “ricostruire una casa” dove voglio vivere con la mia lei. Abbiamo iniziato i lavori, ricollocando le “pareti” in posizione diverse, chiudendo alcune porte ed aprendone altre. Ora siamo una coppia che si è appena conosciuta: siamo fidanzati. Abbiamo tolto le fedi e le abbiamo riposte, in attesa che questi nuovi “noi” giungano a rimetterle al dito con quella consapevolezza che prima ci era impedita, perchè avevamo fermato la “crescita”.
Mercoledì partirò con lei per un viaggio in una terra lontana dove ci fermeremo sino ai primi di marzo. Non ne vedo l’ora e lei con me.
Manderemo a tutti voi: Tolteca, Rambo, Francesca, Valentino, Hans, Arsen, “sono un uomo infelice…” e a tutti quelli che ho dimenticato, una “cartolina ideale” con un abbraccio e un ringraziamento per avermi, averci, fatto sentire meno soli in un dramma che pochi possono comprendere.
Grazie e a presto.
Bluvito
Ciao a tutti, non sono piu’ intervenuto ma leggevo tutto in “sordina”, innanzitutto ringrazio in anticipo bluvito per la cartolina virtuale; in secondo luogo volevo chiedere a chi soffre di GR per il fatto che la propria donna abbia avuto delle avventure di solo sesso il motivo di tanto odio? Io sono nella situazione opposta, ho la mia donna che non ha mai avuto avventure di sesso ma una storia di 7 anni, beh ragazzi pensateci e’ molto ma molto peggio; io scambierei subito la situazione, pensate in 7 anni quante cose possono aver fatto insieme, (senza contare quando c’e’ di mezzo una gravidanza interrotta) e’ terribile sul serio, una sera di solo sesso si puo’ dimenticare ma una storia di 7 anni NO,quindi fatevi 2 conti e consideratevi fortunati che le vostre donne non abbiano avuto storie lunghe.
Bluvito, per le tue condivisioni e le tue disponibilità, i ringraziamenti che hai esperito vanno anche a te.
Bluvito, ci tengo a precisare che non ho mai parlato di amore, sempre solo di innamoramento, uno stato mentale che alcuni paragonano alla pazzia. Forse è per questo che concedo le attenuanti a qualcuno che abbia compiuto azioni poco intelligenti mentre era in preda a questa “follia” passeggera.
tolteca, cerco di parafrasarti: secondo te quindi, se ho capito bene, noi che viviamo in un rapporto di coppia, possiamo vedere della nostra donna soltanto quei lati appartenenti al mondo dell’armonia, della ragione, dell’ordine, mentre ci sarà sempre e necessariamente negato di coglierne i lati appartenenti al mondo dell’irrazionalità, dell’istinto, della passione atavica, dell’ebbrezza.
Pertanto non saremmo tanto gelosi degli uomini che l’hanno “posseduta” prima di noi, ma piuttosto li invidiamo perché hanno conosciuto la nostra compagna quando era in uno stato che a noi non sarà mai concesso di vedere, ma che inconsciamente vorremmo anche noi conoscere.
In altre parole: se gli istinti primordiali facessero parte della relazione di coppia la GR non si manifesterebbe?
Sapresti darmi qualche indicazione bibliografica dove posso trovare materiale su questo modo (sempre che io abbia capito) di vedere le cose ?
Bluvito, a te bellissime e il più possibile spensierate vacanze.
Ciao Rambo, non ho mai avuto compagne con lunghi rapporti alle spalle. E comunque, il fatto che le cose stiano così anche con la compagna attuale, nonostante tutto, per me è motivo di sollievo. Ho sempre avuto il sospetto che anche la mia GR non si limiti ai soli rapporti fugaci e al sesso fast food, il che forse è ancora più difficile da comprendere e da giustificare, ma non per questo meno doloroso.
Ma chi sono quelli che non ne soffrono?
E quanti sono gli uomini che ne soffrono?
Sembrerebbe una sindrome abbastanza fuori dal comune, ma ho la sensazione che molti la tengano ben nascosta e che sia più frequente di quello che pensiamo, anche se forse non si manifesta con la stessa intensità in tutti i casi.
Ciao Hans e a chi ci legge. Ho visto che hai voluto sottolineare la differenza tra innamoramento ed amore relativamente alla mia disquisizione sull’argomento. Certo, esiste e come la differenza,MA NON nella testa dell’innamorato/a, che avendola “persa” ritiene (spesso perchè non ha avuto la possibilità di provare il sentimento vero e più profondo) che sia quello il top dell’amore. Quindi, in via relativa, quelle sensazioni legate all’euforia dell’innamoramento vengono valutate come il massimo che il rapporto con l’altro può dare. Chi le ha provate (me compreso) sa come alterano le percezioni della realtà. Sono “droghe” prodotte dal nostro cervello, con il solo scopo di farci…accoppiare. D’altro canto, pensiamoci bene,dal punto di vista strettamente fisiologico, se il sesso non avesse la gratificazione del “piacere” chi si accoppierebbe? La Natura sa quello che vuole e come raggiungerlo.
Giustamente tu parlavi di attenuanti in questi casi rispetto all’altro sesso, quello fast food, ma c’è una differenza secondo me; nel primo caso si “usa”, più o meno inconsapevolmente (ecco perchè parlavo di sesso preterintenzionale) la “scusa” dell’innamoramento per giustificare una voglia di sesso senza amore, e per trarne comunque un piacere, una gratificazione; nel secondo caso si è coscienti che non c’è amore, e si cerca il piacere comunque.
Il fatto di “autoassolversi”, come qualcuno nei post ha scritto, non estingue il “reato”, se vogliamo esagerare nella terminologia nel giudicare questi eventi.
Permettimi di intervenire nella domanda che hai posto a Tolteca, se me lo concedi, visto che riguarda il punto essenziale della vicenda della mia compagna, e ti dico, come ho scritto nel mio post del 19 febbraio, che il mio cruccio è proprio quello, cioè che, nonostante oltre ventanni di convivenza e d’amore con la mia donna, non credo di aver mosso in lei quegli istinti atavici a cui accenni e che Tolteca ha citato come archetipi del rapporto maschio/femmina.
Per quello che ho constatato nel comportamento della mia lei, relativamente alla relazione con l’altro, il suo atteggiamento è stato quello tipico della femmina che è mossa da un istinto primordiale (seppur “sdoganato” attraverso le solite e più recenti sovrastrutture culturali) “che vuole quel maschio come padre della prole”, andando, come ho spiegato più volte, anche contro la più palese logica (drogato, fannullone, buono a nulla…) e il più elementare buon senso (non la voleva). Ma la Natura, l’istinto, quell’individuo gli “imponevano”, e a lei, alla Natura, non interessa la qualità dell’uomo, ma solo il DNA di quel maschio,che incrociando i propri genii con quella femmina, produrrà la prole più robusta possibile.
Ragazzi, gli istinti sono in “cantina”,a dormire, ma quando si svegliano non c’è razionalità che tenga, credetemi. I primi sono troppo più antichi della seconda per non sapere come raggiungere gli obbiettivi che Madre Natura desidera.
Un salutone. Ci sentiamo a marzo.
Bye, Blu
Ciao Rambo, grazie per aver preso parte ai commenti.
La mia partner, oltre ad aver intrapreso in più occasioni rapporti “fast food”, ha alle spalle una storia di 4 anni, incluso uno e mezzo circa di convivenza.
Io sono geloso per entrambe le cose, però ritengo più immorale avere rapporti sessuali fini a se stessi (che quindi sono inaccettabili) di fare molte cose insieme ad una persona che comunque ha avuto un legame sentimentale, a condizione neccessaria che con questa non ci sia più niente.
Dai troppa importanza al sesso. Se tu avessi avuto più esperienze sessuali adesso non daresti così importanza a questa questione, semplicemente perchè il sesso non è una cosa così importante come può sembrare a chi lo ha fatto con una sola persona nella vita. Cosa ti cambia averlo fatto con una o più persone? Credimi, è solo questione di curiosità. Non esiste immacolatezza. Non dare così tanta importanza al fatto che tua moglie si sia fatta altre persone prima di te. E se ti fà star meglio vai qualche volta con delle prostitute, vedrai che poi alla fine non ti cambierà nulla. Devi accettare l’umanità che c’è in noi, la nostra animalità. Siamo qui per caso. Non c’è nulla di così importante. Credimi, non è così importante quello che ha fatto tua moglie, e non ti cambia nulla al senso delle tua vita o del vostro matrimonio. Secondo me i problemi che hai sono altri, e trovi questa situazione frustrante solo perchè è quella che ti salta in mente di più. Credimi, il sesso non conta molto. Vedrai, se vai qualche volta con delle prostitute, usando le dovute precauzioni, te ne accorgerai e lascerai perdere con questo problema per sempre. I problemi sono altri.
ciao, sono capitata per caso in questa lettera. Non sapevo molto di questo ‘problema’, in cui effettivamente anche in modo lieve a chiunque penso possa capitare di cadere (o di trovarsi oggetto di) in un momento particolare della vita. A me è capitato che una persona che ho molto amato non sia stata ossesionata da una gelosia retrospettiva, bensì che abbia enfatizzato episodi con un ‘film’ suo, in un momento particolare e sotto altre pressioni e l’esplodere di altre ansie e paure preesistenti. Purtroppo essendo introverso a lungo non mi ha neppure detto il reale problema e comunque non mi ha mai permesso di affrontare la cosa insieme. Da parte mia c’è sempre stata la volontà di farlo, di risolvere una crisi, più complessa, di cui appunto mi era difficile (impossibile) individuare la reale origine, pur manifestando sempre la mia disponibilità (anche eccessiva, penso) nell’affrontare qualsiasi dubbio o ‘fantasma’ o paura. La gelosia in forma ‘introversa’ ossessiva (con atteggiamenti di rifiuto e controllo, aggressività e colpevolizzazione insieme) è stata solo uno degli aspetti, insieme purtroppo anche alla molestia morale. Ora grazie alla lettura delle testimonianze di questa lettera so più di alcuni meccanismi in particolare. Credo che sia possibile affrontare insieme un problema se questo viene esposto. Al contempo una persona, mi rendo, può non essere o essere solo in parte consapevole di una guerra che, prima che con l’esterno, ha ingaggiato con se stesso. Per me è stato molto doloroso assistere impotente a quella guerra, subirne gli effetti, fare guerra a me stessa, rimproverarmi a mia volta errori in modo eccessivo. Per fortuna in tutto ciò c’è stato anche un mio percorso di autocritica costruttivo. – Ringrazio comunque chi ha portato la sua testimonianza anche perché, mi ripeto, ciascuno di noi in un particolare momento della vita può restare ingabbiato in insicurezze e malessere, con il rischio di non riuscire a dipanare una matassa di insicurezza, paure, proiezione e realtà. Non ho letto tutti i commenti, tra quelli che in particolare ho trovato utili e anche ad una riflessione non specificatamente connessa alla GR segnalo i passi elencati da tolteca (spero di non sbagliare nik) ai n. 395-396. E’ vero
che in particolare nel pensiero ‘ossessivo e compulsivo’ il cervello ha molta difficoltà a distinguere ansia/angoscia e realtà (con tutta l’emotività che scaturisce da una nostra ‘rappresentazione’ della realtà). E’ vero che tanto più un cervello è ‘veloce’ è tanto più può diventare ‘nemico’ in determinate contingenze. E’ vero che è UTILISSIMO stare all’aria aperta e lasciare che dati neutri e piacevoli entrino e riallarghino e ripuliscano lo spazio mentale (non solo nella GR, ma in generale quando siamo troppo chiusi e introversi nell’angusto spazio dei nostri ping-pong), è vero che l’ansia (in generale) non si combatte andandoci contro armati del tentativo di controllo, perché l’ansia si nutre anche della tensione del controllo (a tale proposito segnalo dei testi di Nardone sul panico a chi fosse interessato), è vero che lavorare sul benessere e l’autostima e un senso di positiva indipendenza fa bene, come una libera espressione magari, tanto meglio, in qualche campo artistico in cui siamo così neofiti, imbranati, digiuni da riuscire a ‘giocare’ con l’espressione e la libertà senza vincoli di alcuna competizione con noi stessi (della serie: se sai disegnare disegna, ma magari se pensi che sei stonato divertiti a cantare e basta e magari inventati una canzone), l’attività fisica libera la mente non fosse altro perché riporta l’attenzione anche sul corpo, su una interezza. Verissimo che l’ironia e l’autoironia servono tanto e sempre nella vita. E un mantra che veicola in modo innocuo anche un po’ di aggressività (in dialetto, poi, se è lingua del cuore) aiuta, vero tolteca! Quant’è vero poi che passiamo un sacco di tempo a parlare di gente assente! Anche se non siamo ‘pettegoli’! Non ci avevo fatto caso. Insomma, grazie tolteca, ma anche a blu, carla e tutti coloro che ho letto. Scusate l’intromissione.
Buongiorno Luna e a tutti quelli che ci leggono. Sono appena rientrato da una splendida vacanza con la mia donna (mi piace chiamarla così ora) che è stata una santa “medicina” per la condizione di GR che ho vissuto negli ultimi mesi e che tu hai avuto modo di leggere attraverso i vari post pubblicati. Trovo estremamente interessanti i commenti femminili espressi su questo forum, quasi sempre improntati ad un equilibrio che si trova più difficilmente negli animi maschili che qui hanno esposto le loro angosce;del perchè è facile intuirne le ragioni, visto che siamo alla ricerca di un equilibrio e non portatori di questo, per ovvi motivi.
Ho voluto,intervenire, mentre vedo sempre più affievolirsi la mia sindrome,soffermandomi su due parole che tu hai utilizzato nel tuo apprezzabile ultimo post: AUTOSTIMA E POSITIVA INDIPENDENZA…
Lo dico perchè a mio modesto parere, e alla luce della mia auto analisi, restano le parole chiave della causa dell’emergere della GR.
Io ho compreso che la causa della mia GR (mai avuta prima d’ora,nè con la mia attuale partner, nè con altre) basa le fondamenta in una insicurezza di sè, sia momentanea che costituzionale. Per fortuna la mia la colloco nel campo del momentaneo,non fosse altro che per la mancanza di sintomi prima di un anno a questa parte; tuttavia gli esiti sono gli stessi, e drammatici per come ci si senta impotenti di fronte al sopraggiungere degli “attacchi”, in maniera imprevedibile.
Questa insicurezza, che mina l’autostima ( anche se in qualcuno può manifestarsi in forme esteriori paradossalmente opposte, con eccessi di guasconeria) induce la “DIPENDENZA” da un soggetto che dovrebbe rappresentare la conferma di un nostro valore, come uomo, maschio e partner, portandoci (ma parlo per me), su due piani di “confronto”: il comportamento sessuale della nostra compagna, e quello con i partner che ha frequentato.
A sua volte questi due filoni si sdoppiano in altri due rami dell’espressione sessuale: quello sentimentale (cui mi rifaccio io, e che chiamo solo come indicazione, qualitativo e non di merito) e quello puramente numerico, che sembra prevalere come causa della GR. Cioè quanti più partner ha avuto tanto più si soffre, mentre nel primo (il mio per intenderci), tanto più penso abbia dato a chi non la amava tanto più mi sento una nullità.
Vorrei aggiungere che qualcuno obbietterà riguardo al “ferimento dell’autostima”,ritenendo di non sentirsi in realtà “debole” sotto quel punto di vista, ma è innegabile che un carattere “suscettibile” è sempre fragile sotto il profilo della sicurezza di sè,o no?
Detto ciò, io mi accorgo di migliorare quando mi rendo sempre più indipendente dalla “necessità” di certe conferme. Vale a dire che, comincio a volere bene a me stesso, arricchendo la mia autostima, sino al punto di arrivare a poter amare la mia donna a prescindere dal ritorno che lei mi dà, ed essere soddisfatto già solo di questo. Cioè “sono INDIPENDENTE dal suo amore, anche di quelli passati.>>>
>>> Dico “sono” al presente come aspirazione, anche se ormai posso dire di “controllare” il mister Hide della GR che ogni tanto si affaccia dentro di me, sempre meno convincente però.
Non è un caso, a proposito dell’indipendenza di cui parlavo, che nella mia parallela ricerca sulla sessualità femminile, è proprio quella indipendenza dall’altro/a che rende più affascinante e attraente il soggetto in amore, perchè SICURO DI SE’; anche quando, come nel caso della storia della mia lei con “l’altro”, quell’indipendenza era in realtà disinteresse, (oltre che ottusità, viste le qualità della mia lei) che la sua giovane età le impediva di distingure nel personaggio di cui era innamorata, dalla VERA sicurezza di sè, presente anche in un giovane uomo, quando vi sono le qualità.
Insomma, facciamo tutti dei “percorsi” che ci fanno crescere, lei ha fatto il suo e si è fermata al top con me (detto da lei, con parole e fatti). Io sto facendo il mio, anche grazie a lei, e devo finire di convincermi che sia così, che sia io il suo top; ma quand’anche non lo fossi, il mio amore ( perchè la amo, su questo non ci piove) sarà maturo solo quando questo amore non dipenderà più da nessun elemento nè da nessun giudizio del passato della mia donna.
Amarla per quello che è ORA.
Un salutone e un abbraccio a te e al “gruppo”.
Bluvito
ciao a tutti! sono una ragazza,ho 24 anni,da 7 mesi sto con un ragazzo di 31 anni di cui sono innamorata e che mi ama!!
ho letto quasi tutti i vostri post per cercare un po’ di conforto…
ho notato che ultimamente stanno scrivendo solo ragazzi, questo mi fa sperare che le ragazze che scrivevano all’inizio abbiano risolto i loro problemi di GR. Lo spero con tutta me stessa perchè ciò vorrebbe dire che per me c’è una speranza.
Soffro di una forte forma di GR, con tutti i sintomi che descrivete anche voi: film che scorrono in testa da mattina a sera, nemmeno nei sogni ho tregua, non posso ascoltare la maggior parte della musica che mi riporta ad alcune atmosfere particolari, divento aggressiva e malvagia nei momenti di crisi (arrivo ad odiarlo davvero), penso a soluzioni drastiche per risolvere i miei problemi.
sul presente sono molto meno gelosa di tante altre ragazze, sono sicura che lui ora desidera solo me, ama solo me e lo manderei tranquillamente ovunque.
Ho letto che le donne soffrono soprattutto per il fatto che il proprio uomo abbia amato altre donne, invece la mia GR è tutta incentrata sulle relazioni solo sessuali e frivole che il mio ragazzo ha avuto in passato. Tra l’altro anche io ho avuto altri parter sessuali quindi non vale il discorso “io mi sono data solo a lui, lui no”.
Le sue due fidanzate, a parte la normale gelosia iniziale che tutti hanno, non mi creano problemi, se il sentimento è finito so che è finito tutto… invece quello che ha provato per le sgualdrine, in preda alla voglia e agli ormoni, non è un tipo di sensazione che potrà mai cancellare…e non oso immaginare quanto di siano sentite fighe queste ragazze per essere riuscite a sco***** un ragazzo così fantastico.
per quanto riguarda lui invece: il sentirsi un porno-divo che riesce a sco**** così tante ragazze appena conosciute, a volte senza nemmeno sapere chi fossero, non può essere cancellato… non è un sentimento, è quella sensazione di essere un animale da monta che appaga aldilà di tutto, aldilà della complicità con l’altra persona!
non so se mi capite!!
ed io quelle scene le ho in testa ogni giorno, ogni secondo e provo schifo per il mio ragazzo sebbene sia fantastico e mi dimostri tutto l’amore che ho sempre desiderato.
ripeto,anche io ho avuto altri parter ma in quei momenti se sono stata a letto con loro (anche se non eravamo fidanzati) era perchè c’era quella sintonia e quel rispetto e volersi bene reciproco che una volta finito annulla tutto quello che c’è stato per me… l’attrazione animale è un qualcosa di “chimico” (come ha detto qualcuno di voi) e non voglio che l’abbia provata con qualcuna che non sia ME!!
io sono da un po’ di anni in terapia a causa di una depressione che è indipendente da lui, ora con la depressione sto bene ma la GR va per conto suo…ho solo accenato alla psichiatra della mia GR, mercoledì le parlerò apertamente di questo problema e vi farò sapere anche il suo parere!
ma ho bisogno anche di un confronto con qualcuno come me!
Benvenuta (si fa per dire) Windgirl in questo forum. Chi parlava di “attrazione animale” e di “chimica” ero io, ed è una cosa di cui sono sicuro, non perchè me la inventi, ma perchè studiata scientificamente come uno dei più potenti motori di attrazione sessuale a scopo riproduttivo, dove l’amore non c’entra niente. L’amore “subentra” solo per giustificare “moralmente” quella scelta che non altre.
Il fenomeno è più evidente nel sesso femminile, in quanto una femmina prima di scegliere un maschio ne valuta le caratteristiche e ne percepisce gli “odori”, o meglio i feromoni. Questi sono ormoni che “dicono” a quella femmina che quel maschio ha le caratteristiche adatte ad una “buona riproduzione”, quindi si sente attratta. Curiosamente (ma non tanto) si è attratti da chi è il più diverso possibile da noi sotto il profilo immunitario; ciò per aumentare le protezioni, diciamo così, del nascituro. E’ leggendaria la corsa delle svedesi verso il sud Europa negli anni ’60 dove si sbizzarivano con i vigorosi, bruni bagnini della riviera Romagnola.
Se hai letto le mie mail scoprirai che la mia compagna ha vissuto una lunga storia(la prima)con un personaggio di nazionalità diversa dalla sua (anche lei è del nord Europa) del quale è stata pazzamente innamorata per oltre sei anni, che di bello non aveva assolutamente niente, era solo “diverso”. Se ancora oggi dovessi chiederle cosa le piacesse di un tipo così, non saprebbe spiegarlo, ma seppure lecitamente e senza volgarità, si era innamorata di un vero mentecatto, che si permetteva persino di non ricambiarla! Eppure lei era (ed è) bella,intelligente, colta e dolce; ma ancora adesso, latentemente, ne prova simpatia diciamo. Come te lo spieghi se non con l’istinto? Quell’istino la spingeva verso di lui (come una calamita: l’ho letto sui suoi diari) ma lei (come tante donne che tendono a perdere la testa per un uomo senza capire il perchè)lo “trasformava in “amore” per dargli una giustificazione morale, appunto.
Chiusa la parentesi etologica (dell’istinto animale). Quando questo succede al maschio le questioni morali non vengono neppure prese in considerazione. Il maschio vorrebbe accoppiarsi con tutte, per istinto. Non va tanto per il sottile. Ecco perchè-e voglio sottolinearlo una volta per tutte-quando un uomo si innamora veramente, ama veramente una donna, difficilmente la lascia. Avete mai visto un tifoso cambiare la squadra per cui tifa? Altro conto è accoppiarsi pur amando la propria donna. So che è difficile da digerire per il gentil sesso ma credetemi che è così. Questo per chiarire, dal mio punto di vista, il comportamento del tuo lui, verso le altre e verso te
Tu sei molto giovane, e cerchi conforto presso di noi GR; è come parlare di corda in casa dell’impiccato. Io posso dirti che per quanto mi riguarda, la causa principale della GR sta nell’insicurezza relativa alla nostra identità. Deleghiamo all’altro il nostro “valore”(avrai letto qualche post precedente),anche per quanto riguarda i suoi
>> comportamenti sessuali trascorsi. E’ opportuno chiarire che stiamo parlano di “assurdità, per ovvi motivi temporali e spaziali. Noi non c’eravamo e loro erano liberi di fare quello che volevano, rispondendo altrettanto ovviamente solo a sè stessi. Tuttavia la “dipendenza” psicologica che noi GR abbiamo nei confronti del partner ci fa apparire il passato come presente. Io parlo bene, ma quando scatta quel mister Hide che ci portiamo dentro tutta questa bella logica va a farsi benedire, con le conseguenze che anche tu stai conoscendo.
Esistono due grandi filoni della GR: quello legato al “libertinaggio” sessuale del partner,di cui sono vittime soprattutto i maschi, e quello legato alla dipendenza sentimentale, di cui soffrono più le donne. Ma non è una regola fissa perchè come vedi tu ed io siamo l’eccezione che dovrebbe confermare la regola.
Tu parli di essere in terapia presso uno psicologo. Bene, continua e parlane della GR. La tua giovane età ti consentirà di superarla con più facilità rispetto ad uno datato come me. Anche se io, come ho già avuto modo di dire, la sto superando, soprattutto grazie ad una dolorosa autoanalisi, il miglioramento della mia autostima(dedicarsi alla propria persona, gratificarsi, sapere stare bene con sè stessi) accettando di pensare che quel passaggio pseudo-sentimentale della mia donna sia stato un percorso di crescita che ha fatto sì che diventasse la donna che amo. Certo,nel mio caso ho ancora il sospetto che per la mia lei quella specie di amore non realizzato possa essersi trasformato un rimpianto dentro di lei, e che io sia stato una specie di ripiego, ( ecco la tipologia della mia GR) ma forse è solo una paranoia che faccio fatica a scacciare. Nel frattempo sto sempre meglio, soprattutto con me stesso appunto. Il segreto sta lì, pensaci.
Un salutone, a te e al “gruppo”.
Bluvito