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Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva

di uomotriste

Riferimento alla lettera: Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore uomotriste.

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Categorie: - Amore

1.417 commenti

  • 426
    Valentino -

    io non avrei problemi ad accettare una storia di 10 anni della mia ragazza con un’altra persona, mentre ho una brutta idea della donna che va a letto con uno che neanche conosce.

  • 427
    tolteca -

    Carissima Pulcina75.

    Il miglior consiglio che sempre do alle compagne di un geloso retroattivo (in quanto io mi occupo esclusivamente della GR Maschile) è quello di comprendere a fondo le sfumature della patologia del compagno. Non me ne vogliano i presenti del forum se la definisco “patologia”, ma i disturbi ossessivo-compulsivi non sono altro che una forma di disfunzione neuropsicologica. Soltanto se consideriamo la GR alla pari di una “sindrome” possiamo investire questo disturbo della “dignità” che richiede un cammino di cura efficace.

    La GR rientra nella famiglia dei disturbi di natura ossessivo-compulsiva, sebbene l’aspetto della compulsività compaia in modo discontinuo. Infatti è particolarmente rivolto a colpevolizzare la compagna attraverso dei rituali di “sadismo riparatore”. Ovvero, il geloso retroattivo, per riequilibrare la frustrazione di cui è vittima, colpevolizza la partner con il fine di arrecarle sofferenza e soddisfare momentaneamente il suo ego ferito. Rendendosi conto che la partner non rinnega il passato bensì prova solo empatia per le sofferenze maschili (tra l’altro non condividendole), ecco che il geloso retroattivo sprofonda in uno scoramento fisico e mentale.

    Una compagna che desiderasse rasserenare il suo uomo geloso del passato dovrebbe mostrare “pentimento” per il suo vissuto e dichiarare il desiderio di voler tornare indietro per non fare ciò che ha fatto. Inoltre questo rifiuto delle esperienze consumate dovrebbe essere manifestato per un periodo prolungato e reiterato con frequenza. Questa vitamina emotiva può arrecare grande sollievo ai bisogni di un geloso retroattivo.

  • 428
    Rambo -

    Valentino scusa e cosa cambierebbe? comunque sia sempre a letto ci e’ andata con la differenza che in 10 anni ci e’ andata molto di piu’; io preferirei il contrario sinceramente, o forse sarebbe la stessa identica cosa, non credo sia un motivo valido per abbassare la GR almeno nel mio caso.

  • 429
    pulcina75 -

    Gentile Tolteca,
    Grazie per i consigli anche se pentirmi per il mio passato quando non ho fatto niente di male perchè ero libera di impegni sentimentali non sarà facile. Ho sempre detto che consideravo un errore il rapporto con l’altro (ero molto giovane) ma non ha bastato. Sarà un’altro rospo da mandare giù dopo il tradimento subito dal mio compagno. Sto leggendo il primo capitolo del tuo libro, e considerare il GR come una sindrome mi aiuta a non prendere troppo sul personale gli attacchi. Ringrazio anche gli altri che mi hanno risposto e faccio a tutti voi un grandissimo in boca al lupo contro questo male oscuro.

  • 430
    tolteca -

    Cara pulcina75

    Ti do un consiglio “politically incorrect”.
    Non è necessario che il tuo pentimento sia reale o sincero. Dì al tuo compagno ciò che egli vuole sentirsi dire. Nei rapporti marchiati dalla GR la sincerità è l’errore peggiore. Il geloso retroattivo fa molte domande ma vuole ottenere le risposte che desidera lui. Allora, quando la frittata ormai è fatta, fallo contento affermando che sei pentita del passato, anche se non è vero. Vedrai che se metti in atto una scena drammatica di “simulato pentimento” sarà proprio lui a provare dei sensi di colpa e a consolarti. Si tratta di una dinamica normalissima che instaura un doppio beneficio: lui si sentirà sollevato, inoltre si accosterà di più a te emotivamente.

    Il fatto che il meccanismo si metta in moto tramite un “falso pentimento” non deve interessarci. Ciò che conta è il risultato.

  • 431
    mimmo -

    Se tutti noi crediamo che 5 mila anni di tradizioni si cancellino nel giro di 2 decenni….allora non abbiamo capito niente. E’ il prezzo che questa generazione ha dovuto pagare ad un cambiamento così epocale. E come tutti gli sconvolgimenti ha bisogno di un periodo di metabolizzazione, quindi , ci sono passato anch’io, soffrire di GRA non è una patologia, ma è la drammatizzazione di una reazione naturale, come chi si sente inconsciamente defraudato di un diritto. Secondo me , (non ho lauree in psicologia qundi è solo un parere dettato dall’esperienza personale)piu’ uno si convince che non puo’ fermare l’oceano , cioè la storia umana, e piu’ fa un passo avanti verso la serenità.

  • 432
    Salvatore -

    Fantastico “mimmo”: con grande potere di sintesi ha colpito in pieno il nocciolo della questione. La gelosia retroattiva non è una PATOLOGIA! Ma una reazione normale dettata da un istinto primordiale dell’essere umano. Alcuni esseri umani chiaramente sono estremamente più sensibili rispetto ad altri ed entrano in un vortice di pensieri e sensazioni da cui non sanno più uscire. Ma io sfiderei qualunque persona sul pianeta terra, dico chiunque a non essere turbato per niente dalle relazioni precedenti del proprio partner, riflettete… Posso accettare che molti purtroppo si adattano, ci fanno l’abitudine, si prefiggono di non pensarci, ma badate che quello che sta succedendo nei paesi occidentali è uno sputo rispetto al resto del mondo, la maggioranza della popolazione mondiale è buddista seguita da un’altra grossa fetta di musulmani e proprio quest’ultimi fanno della verginità una questione di vita. Ma sono le loro stesse donne a volere esaltare questo valore, e non mi dite che sono schiave perchè ne conosco diverse italianissime, cioè nate in italia da genitori tunisini ( in Sicilia siamo pieni di tunisini, marocchini ecc.) bellissime intelligenti e.. liberissime in tutto, socievoli allegre espansive buone amiche e… vergini anche a 25 anni! Fatevela questa domanda nel vostro cuore: ma non saremo mica noi in ERRORE?

  • 433
    Rambo -

    Ciao, Salvo, mi permetto di dirti che nella religione buddista non esiste la “regola” della verginita’, vedi giappone e cina ad esempio, mentre per la religione mussulmana si esiste eccome, addirittura se una donna non e’ vergine penso che non la prendano nemmeno in considerazione.
    E poi se proprio vogliamo andare a fondo della cosa, a me sembra una cosa primordiale, allora anche noi uomini dovremmo stare casti fino a 25 anni e poi sposarci per non dare problemi di GR alle nostre donne, visto che a quanto pare anche loro ne soffrono.
    Certo piacerebbe a tutti avere la propria lei vergine, a me e’ successo ma alla fine la storia e’ andata male lo stesso per altri motivi; non e’ solo quello che conta in una coppia.
    Poi visto che a quanto pare le nostre donne (parlo di chi ha problemi di gr qua sul forum) non sono vergini, non credo che serva tirare fuori la religione mussulmana o andare a rimurginare gli anni 20 perche’ intanto non serve, sarebbe meglio tirare le somme sul presente e cercare di risolvere il problema per com’e’ adesso no?

    Un saluto e non me ne volere ho dato solo un’opinione

  • 434
    Valentino -

    Ciao Rambo, per me cambia molto fare l’amore con una persona perchè provi dei sentimenti o farlo con uno che neanche conosci. Tu come giudicheresti una che conosci per strada e dopo qualche ora ti porti a letto?
    Io non ho problemi di confronto con il passato della mia ragazza, ma non mi piacciono certi comportamenti. Oggi le ragazze sono molto, troppo disponibili e il fatto che siano libere da impegni sentimentali non è una cosa che ai miei occhi possa far cambiare giudizio.

  • 435
    Salvatore -

    Si Rambo, sicuramente hai ragione tu, la mia era solo un’analisi non voleva certamente essere una soluzione, indietro non si torna.

  • 436
    Rambo -

    Rispondo a Valentino, dicendo che puo’ dipendere dalle situazioni, ci sono donne che quando hanno una delusione amorosa molto forte si lasciano andare,e vanno per cosi’ dire anche a letto con un uomo alla prima sera.
    Ma cio’ non vuol necessariamente dire che la suddetta donna sia una tro**, puo’ averlo fatto solo quella volta e basta in un momento di debolezza, e dopo quando trova l’uomo giusto essere la piu’ suora del mondo.
    A me e’ capitato spesso di andare a letto con donne alla prima sera, ti posso dire che alcune le ritenevo delle zo...... e lo erano, altre anche se volevano esserlo in quella determinata sera, beh si notava che non era il loro comportamento reale, e scavando a fondo c’erano sempre problemi sentimentali con il marito piuttosto che con il fidanzato.
    Pero’ capisco la tua rabbia, e’ un comportamento che da una brava ragazza non ti aspetteresti mai, e per questo ti rode e non capisci il motivo della sua scelta.
    Guarda quello che non riesco a capire sinceramente e’ perche’ ci vengano a confessare certe cose,io avrei preferito il silenzio piuttosto che sapere certe cose che poi mi porto dietro per mesi se non per anni, e il bello e’ che non ho chiesto nulla.
    Comunque sia vediamo di lavorare con quello che abbiamo, io ho acquistato il libro di Tolteca e iniziero’ a studiarci sopra, aspetto anche vostri feedback se deciderete di acquistarlo, io lo consiglio.

    un saluto

  • 437
    Bluvito -

    Buongiorno a tutti. Leggo nelle vostre ultime mail quanto i cambiamenti culturali degli ultimi decenni, che hanno trasformato le “abitudini” femminili riguardo al sesso, abbiano un peso nel giudizio che noi abbiamo nei confronti delle nostre compagne, con le conseguenze che ci affliggono. Questo dettaglio ( l’avvento della pillola in primis) l’ho citatao in una delle mie precedenti, quindi sono d’accordo su quanto Salvatore sottolinea come esempio.
    Assieme a quella comunicazione citavo anche quanto l’istinto maschile abbia un ruolo nella situazione di GR che ognuno di noi, a modo suo, vive, e con l’istinto l’educazione che noi maschi abbiamo ricevuto attraverso l’esempio della figura materna.
    Non voglio addentrarmi oltre in discussioni di natura psicologica, ma la nostra immagine del ruolo femminile la mutuiamo SEMPRE attraverso l’esempio inconscio che le nostre madri ci hanno trasmesso,
    attraverso la disponibilità totale e l’amore incondizionato, comportamento, il loro, che ci metteva al “centro dell’universo”, e quindi UNICI ai loro occhi.
    Avete presente cosa poteva accadere con la nascita di un fratellino? Quasi sempre scattava la GELOSIA. Bene,io ritengo che il meccanismo psicologico che ci perseguita abbia alla base questo “software” originario, anche se le sfumature da cui nasce sono diverse, come quelle di Valentino e le mie, quelle di Rambo e Blusky e chissà quanti altri.
    Io sono d’accordo con Tolteca (dal quale mi piacerebbe avere un commento alla mia ipotesi relativa all’imprinting “materno”)che si tratti di una “patologia” ossesivo compulsiva, peraltro contollabile anche farmacologicamente. Insomma, per dirla in parole povere, io ritengo che il comportamento che noi rimproveriamo alle nostre donne (quelle che amiamo, perche del passato delle altre che abbiamo potuto frequentare non ce ne frega niente, non è vero?, non sia altro che una proiezione del loro comportamento su quella PRIMA figura femminile che abbiamo conosciuto. Quanto più si allontana da quella immagine ideale, tanto più ci sentiamo defraudati da un “DIRITTO” di cui ci riteniamo creditori.
    Per cui, è “patologia”, secondo me, primo perchè quanto NON accettiamo delle nostre compagne appartiene al loro passato, e poi perchè non siamo più “bambini” ovviamente, anche se a tutti piacerebbe avere (diciamoci la verità) una “DONNAMAMMA”, tutta per noi.
    Questo forum mi sta aiutando molto a scavare dentro di me per cercare i motivi di un mio comportamento mai avuto prima d’ora, e quanto ho appena scritto è frutto delle mie riflessioni degli ultimi mesi, tratte anche dalla lettura delle vostre confessioni. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensate.
    Un saluto a tutti.
    Blu

  • 438
    tolteca -

    Caro Bluvito
    Il tuo punto di vista è validissimo. Il ruolo materno è un cardine portante per l’evoluzione della personalità maschile. Nel caso della GR tutte le sfaccettature del rapporto madre/figlio offrono infiniti spunti di riflessione. Il maschio cerca nella propria compagna tratti e caratteristiche appartenenti alla madre, solo questi aspetti potranno appagare il suo inconscio.

    Ad ogni modo a me, personalmente, interessa poco l’emersione delle cause. Mi sta molto a cuore indicare delle possibili soluzioni per ridimensionare gli effetti dell’ossessione. Tutti i gelosi retroattivi sono, per lo più, uomini molto analitici e sono abiutati a riflettere su sé stessi. Con il tempo riescono ad intuire molti aspetti legati alle origini della loro gelosia, tutto questo senza l’aiuto di uno psicologo. Purtroppo investigare le cause aumenta solo la consapevolezza del problema, ma non lo elimina. Il problema rimane lì dov’è. Se mi taglio un dito con un coltello, la ferita non si rimargina più velocemente se io resto due giorni a osservare la lama che mi ha inferto dolore. Eppure la psicologia serve soltanto a questo scopo: studiare a fondo le cause. Portare in superficie la causa non elimina l’effetto. A me interessa il modo in cui si possono inibire gli effetti della GR. Per scoprirne le cause c’è sempre tempo.

    Invece quello che spesso io lamento è l’assenza di un tentativo serio per correggere il malessere. Lasciamo perdere i farmaci che non fanno altro che stordire e inebetire le facoltà mentali e la salute! Quando chiedo ad un geloso retroattivo nel pieno di un suo sfogo: “Cosa hai fatto per risolvere il problema?”… ebbene 9 volte su 10 non ha fatto niente di concreto. Lamentarsi va bene per un mese o due, ma lamentarsi e soffrire per anni senza cercare di “cambiare” i meccanismi che producono il dolore è qualcosa che io non posso accettare.

    So bene che ci si abitua al dolore, la mente umana finisce anche per affezionarsi a questa condizione che con il tempo diventa familiare. La GR diventa dopo qualche tempo una forma di equilibrio, e il nostro inconscio non molla facilmente uno stato di equilibrio, per quanto doloroso sia. Ma la vita, sopratutto quella di coppia, non è fatta per essere “patita” come una sciagura. Se la GR occlude la via per una completa felicità abbiamo il dovere di tentare il tutto per tutto e mettere in gioco noi stessi, fino a rinnegare le cose in cui abbiamo creduto e sulle quali abbiamo plasmato le nostre convinzioni.

    L’uomo deve continuare a evolvere, ma per un’autentica evoluzione personale occorre costanza, impegno e sudore. Sono pochi quelli disposti veramente a mettersi in gioco e ad accettare l’idea che per debellare la GR devono diventare “un’altra persona”.

  • 439
    Rambo -

    Ciao Bluvito, ti rispondo subito, io sono figlio unico quindi viziatissimo e gelosissimo di mia madre da quando sono bambino, ricordo che quando avevo 5 o 6 anni appena vedevo qualcuno che si avvicinava a mia madre (compreso mio padre), beh io facevo degli scatti di gelosia tremenda,comprese scene e infuriate finche il malcapitato non si allontanava; ovviamente con il passare del tempo questa gelosia verso mia madre e’ svanita ma si e’ riversata sulle mie donne.
    Pensandoci bene la tua teoria potrebbe essere giusta, infatti non tutti i bambini erano affetti dalla gelosia che provavo io.
    Quando parli di terapia farmacologica, per la GR non funziona molto, io ho provato sotto supervisione dello psicologo ma non ha prodotto risultati, o almeno non su di me, poi si sa’ questi farmaci hanno effetti diversi da individuo a individuo, quindi non essendo un medico non posso permettermi di esprimere un giudizio ma solo dire che effetti hanno avuto su di me.

    un saluto

  • 440
    Valentino -

    Ciao Rambo,
    purtroppo anche io non ho chiesto nulla, ma forse per capire le persone è bene conoscere anche il loro passato… Sul fatto della delusione amorosa che possa condizionare certi comportamenti non sono molto convinto e non riesco a giustificarlo. Per farti capire come la penso ti confido che a me è capitata qualche situazione del genere, ma ho declinato l’invito.
    Posso sapere il titolo del libro di Tolteca?
    Grazie!

  • 441
    Bluvito -

    Caro Tolteca,ti ringrazio per le tue considerazioni sempre molto puntuali e competenti. Devo dire che questo forum mi sta aiutando più di quanto non abbiano fatto alcune sedute presso degli psicologi, verso i quali, senza offesa, non ho mai avuto grande fiducia, o forse sono solo stato sfortunato nella scelta.
    Sono d’accordo infatti che una volta tanto sia più necessario eliminare l’effetto che la causa di quest’ultimo, ma avendo io un carattere, per l’appunto, analitico, tendo, in questo caso, a cercare di capire perchè è scattato questo meccanismo con questa donna e non con le altre.
    Naturalmente posso usare solo i mezzi che le mie cognizioni mi offrono, assieme ad un certa curiosità che mi ha sempre caratterizzato, ma ti assicuro che gli spunti di questo forum, l’analisi introspettiva, assieme al contributo di empatia che la mia paziente compagna mi offre quotidianamente mi aiutano molto.
    Purtroppo questo problema di cui soffriamo non è facilmente “comprensibile” da chi non l’ha provato,avendo una base irrazionale: soffrire di avvenimenti passati!? E’peggio della depressione, spesso, e ancora oggi, sottovalutata nella sua gravità.
    Io acquisterò presto il tuo libro, che voglio leggere insieme alla mia lei, perchè è stata proprio mia moglie che qualche giorno fà ha messo l’accento su quello che può essere stato il ruolo materno nella composizione dell’immagine femminile che ci portiamo appresso noi GR.
    Come Rambo anch’io da piccolo sono stato geloso e possessivo nei confronti di mia madre, soprattutto dopo la nascita di mia sorella, inoltre ero circondato da uno stuolo di zie adoranti, che ancora oggi, ad un’età senatoriale, stravedono per “il primo nipote”:quindi, viziato mio malgrado.
    Comunque ribadisco che queste discussioni sul forum, l’appoggio impagabile di mia moglie e soprattutto le tue efficaci considerazione mi stanno facendo prendere consapevolezza di un lato del mio Io che ignoravo potesse dare gli effetti che subiamo e facciamo subire a chi ci è vicino, infatti, a sostegno della tua tesi, a volte mi sento realmente “diverso”, quasi “dissociato” da me; segno (spero) che il lavorio interno sta dando qualche effetto, in ogni caso, dopo aver lasciato o letto un messaggio mi sento più sereno, e questo mi basta.
    Nei problemi che riguardano “l’Anima” ho sempre ritenuto che sia meglio un buon amico che sappia ascoltarti di un cattivo psicologo che sta pensando a cosa mangerà quella sera mentre gli parli.
    Devo dire che in questo forum ho trovato veramente dei “buon amici” tra i quali, se mi permetti, spicchi tu.
    Grazie.
    Bluvito

  • 442
    Rambo -

    Ciao Valentino non e’ un libro, per ora lo trovi su internet, e’ un manuale in pdf, comunque dopo averlo stampato e’ come un libro praticamente.
    Se non ho capito male il libro vero e proprio e’ in attesa di pubblicazione.

    a presto e auguri di buona guarigione

  • 443
    Valentino -

    Io, invece, non sono mai stato geloso dei miei familiari. Sicuramente trovo un riscontro per quello che riguarda altre caratteristiche: sono molto sensibile, analitico e sono abiutato a riflettere su me stesso.

  • 444
    bluesky -

    cavoli…non ho parole…io a volte cerco di non pensarci” però boh torna come un demone che ride di me e dice ora ti faccio star male”…io sono in Erasmus a Lisbona e vi dico che la sento più qua che quando sto con lei…io a lei di questa cosa non ho parlato, non voglio rovinare tutto o perlomeno voglio aspettare, tornare a casa a natale da lei averla di fronte e parlarne insieme…manca ancora tanto però…spero di aver la forza intanto di riuscire a “trascinarmi” sino a quel momento. Io vi dico non ho mai provato questo tipo di gelosia per le altre, solo con lei…ma vi ripeto a differenza di altri non la odio, non le do colpe…sento come un senso di protezione, un voler tornare indietro e cercare di evitarle di fare certe cose…lo so è stupido, è irrazionale…ma è quello che vorrei.
    Spero tanto che ognuno di noi con tutte le nostre singolari sfumature riusciremo a superare questa cavolo di situazione, perché ( per quanto mi riguarda) ci stiamo rovinando un presente che invece di vivere felici e amati, ci riempie solo di dolore.
    un saluto a tutti
    cercherò di intervenire più spesso possibile

  • 445
    tolteca -

    Caro Valentino
    Non posso darti il titolo dell’eBook qua nel forum, sarebbe propaganda. Puoi trovarlo su internet dato che è l’unico manuale sulla gelosia retroattiva maschile. Non ce ne sono altri in giro per ora.

  • 446
    tolteca -

    Caro Bluvito
    Ricambio calorosamente la stima che mi offri. Condividere una difficoltà così intima indubbiamente accomuna i cuori e gli spiriti.

  • 447
    Valentino -

    Grazie Tolteca, mi metterò alla ricerca…
    Io ho discusso con lei un paio di volte, poi non sono più tornato sull’argomento e cerco di controllare la rabbia e la delusione che ogni tanto, quando mi vengono in mente certe cose, salgono dal profondo. Voglio evitare di discutere, di farla stare male e comunque non penso che riuscirei a risolvere qualcosa… Inoltre sono sicuro che non sarebbe sincera ed io non voglio bugie buone.

  • 448
    Bluvito -

    Grazie a te Tolteca, e all’aiuto che ci dai. E’ consolante scoprire che esistono ancora persone con la tua sensibilità verso i problemi altrui.
    Vorrei invece accomunarmi a Bluesky per quanto riguarda le sue sensazioni. Sono esattamente le mie, compreso quel demonio che si è insediato dentro di me che si fa vivo quando meno me lo aspetto. Sento anch’io il bisogno di proteggere lei da un passato dove non è stata “apprezzata” come avrebbe meritato, concedendo il proprio amore a chi la considerava poco più che un passatempo. Tra l’altro, per una curiosa coincidenza,questo accadeva proprio a Lisbona, città che peraltro io adoro. Ma è così: quando ami profondamente una persona odi chi ne ha svilito la parte più bella, perchè la ritieni tua da sempre, infatti non ho risentimenti verso chi prima di me le ha voluto bene.
    Io, contrariamente a Blusky, ne sto parlando con lei, amandola ancora di più per la pazienza che mostra nel sopportare le mie ossessioni.
    Non so da cosa dipenda il problema che assilla Bluesky, il mio nasce dal non riuscire a comprendere perchè una bella ragazza, con una formazione artistica, colta e sensibile possa perdere 6 anni della propria vita dietro uno sbandato, anche insignificante fisicamente, che la “usava” e non la voleva; e nonostante il riconoscimento a posteriori “dell’errore”, dopo aver conosciuto me, le faceva provare ancora “affettuosa compassione” verso quell’ignobile individuo. Questo mistero della psicologia femminile mi perseguiterà tutta la vita, anche quando ( ne sono certo) avrò dimenticato la mia ossessione, e mi piacerebbe sentire qualche parere al riguardo, poichè ritengo che sia presente in molte delle nostre situazioni.
    Un salutone a tutti.
    Bluvito

  • 449
    Valentino -

    Voi due, Bluvito e Bluesky, in questa situazione di disagio, provate ancor di più un senso di protezione e di avvicinamento nei confronti delle vostre ragazze, mentre nel mio caso e, se ho capito bene, nel caso di altri, si è portati più ad un allontanamento, ad una colpevolizzazione delle nostre partner.
    Nel tuo caso, Bluvito, forse, sono state proprio la formazione artistica e la sensibilità della tua ragazza a farle intravedere o intuire (anche sbagliando) un qualcosa in quello sbandato.

  • 450
    Bluvito -

    Sì Valentino,sono d’accordo con te. Molte donne, specie se giovani ed inesperte, sono attratte dal “bello e dannato” ( il tipo francamente bello non era, e lo dico senza astio: lo fosse stato l’avrei capita di più). Sicuramente un sensibilità artistica fa “sognare” che chissà quali straordinari misteri si celino in carattere così contorto, in realtà si trattava di un cialtrone qualunque, viziato e millantatore, con la tendenza ad essere un perdente per costituzione, come poi si è rivelato e confermato da lei, quasi con delusione. Ma una giovane donna che ha deciso di offrirgli la verginità NON vorrà mai ammettere di aver sbagliato così clamorosamente, e cerca di trovare a tutti i costi quel “fascino” che immaginava avesse, per non confermare a se stessa quanto è stata stupida. Ma ripeto, quando si è rassegnata le è comunque rimasta una forma di “affetto compassionevole” che io non concepisco in quanto certi episodi, di cui sono venuto a conoscenza, mi confermano che è stata trattata indegnamente. Che vuoi: l’amore è cieco, sordo e muto a volte, e il cuore delle donne resta quasi sempre un mistero per noi uomini, e per questo che mi sto interesando anche alla “psicologia amorosa femminile”, che credevo di conoscere, ma, nonostante le mie esperienze, ignoravo quasi completamente.
    Tuttavia io amo mia moglie e la stimo infinitamente, e per questo ti consiglio di non farti travolgere dalla nostra sindrome nei confronti della tua compagna, sindrome che “copre” i veri sentimenti nostri e delle nostre amate. Leggi il libro di Tolteca, anche il capitolo che trovi su internet se vuoi, e riflettici, troverai giovamento credimi.
    Ciao

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