Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva
di
uomotriste
Riferimento alla lettera:
Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Sì, saluto anch’io con piacere “Uomo Triste”, attraverso il quale ebbi il primo contatto con questo forum. Come Wind, anche a me sembra di aver percepito una certa serenità nelle parole da lui espresse; serenità che, comunque sia stata conquistata, è sempre un indicatore di positività.
In fondo la sua storia ha molti punti in comune con la mia, nelle quali, alla fine del “tunnel” di questa sofferenza, vi è l’emergere di un immagine diversa delle donne che amiamo rispetto all’idea che ce ne eravamo fatti in precedenza.
Sono anch’io molto curioso di seguirne gli sviluppi che si sono succeduti in questi anni; capire se e come anche lui è cambiato e eventualmente sapere com’è ora il rapporto con la donna che le ha fatto nascere la GR, ma soprattutto come egli la “vede” dopo questi anni di sofferenze.
Ma quello che che vorrei conoscere veramente è quale rapporto ha ora con sè stesso; perchè ritengo che questo sia uno dei cardini della svolta che un GR dovrebbe fare per cambiare la propria vita.
Un saluto a tutti e un bentornato a Uomo(spero non più)Triste.
Blu
Wind Girl volevo farti notare che dipendi già da un meccanismo, del quale sei dipendente: quello della GR. Il timore che emerge dal subconscio è normalissimo, è la tensione che si profila di fronte alla prospettiva di un cambiamento. Anche il solo pensarlo genera una ribellione del subconscio, che si è abituato a questo quotidiano inferno personale. Ormai conosci e vivi con sofferente sicurezza una condizione che, tutto sommato, rappresenta uno scenario noto. Se pensi di poterlo modificare la tua parte profonda si ribella, finanche la prospettiva di un miglioramento e di una liberazione produce uno scontro di due volontà. Se vuoi sapere fino a che punto puoi neutralizzare la GR devi fare un tentativo. Dipende da te.
Un caloroso saluto a uomotriste che inconsapevolemente ha dato il “la” per una discussione infinta. Dico questo perché credo che la sequenza di messaggi proseguirà per molti anni ancora, con vecchi e nuovi frequentanti. Mi auguro i vecchi a fare da tutor ai nuovi.
WIND, il tuo quesito spontaneo ci stava, come dice TOLTECA è naturale. TOLTECA ha osservato e sottolineato in modo molto acuto e puntuale il concetto di resistenza. Non conosco nel dettaglio i consigli di tolteca, ma immagino non si tratti di una semplice sostituzione di ‘antifurti psicologici’ e di dipendenze. Non credo si tratti di sostituire una sorta di ‘rituale ossessivo interno’ semplicemente con un rituale esterno. Le tue perplessità son molto comuni in chi soffre. Teoricamente chi soffre di disturbi compulsivi, ansia, panico, depressioni, fobie, dipendenze che limitano e angustiano la vita pur di star bene dovrebbe dire ‘andrei anche a piedi scalzi tra i rovi’ per stare meglio. In realtà molti anche per la paura di smantellare gli antifurti finiscono nella rete passiva di maghi e ciarlatani. In un’altra forma di dipendenza.
ma è il concetto stesso di dipendenza, il sentirsi imprigionati e quindi fragili, a mettere a rischio o a far sentire a rischio. In realtà è proprio lavorando sulle proprie risorse di indipendenza, autostima che una persona scopre ‘un altro mondo’, in sé prima che fuori. Il concetto centrale non è mai la perfezione, ma l’equilibrio. E l’equilibrio è dinamico. Ciò che produce un senso di fissità son però anche le quantità di energie che usiamo per adattarci ad un qualcosa che consideriamo immutabile. Puoi fare molto affrontando realmente la tua gr prima di dire ‘è immutabile’ e anche se il percorso è faticoso lo è comunque la gr stessa. Se anche la tua gr diminuisse soltanto comunque, credo, ci avresti guadagnato. Nessuno di noi è esente da nevrosi. Ma quando una nevrosi, fobia, etc ci limita e abbiamo la sensazione che sia lei a gestirci più ancora che viceversa, per quanto usiamo infinite energie per adattarci e gestirci, spesso, insieme alla naturale paura di toglierci puntelli e antifurti, nasce la voglia di stare meglio e essere più liberi. Di tentare questa scommessa. Per quanto faccia anche molta paura.
Io ho capito che la mia gelosia retroattiva è dovuta principalmente a 2 motivi:
– il diverso trattamento rispetto alle ex: a loro faceva un certo tipo di regali, cene( con me non ha mai nemmeno fatto quella di fidanzamento), o presentazioni in casa. Io non sono mai nemmeno stata a casa sua!
-tutti i dettagli intimi che mi ha raccontato: conosco persino la differenza di dimensioni tra le sue 2 ex. Rendetevi conto!!!
Allora mi domando, sono io quella malata? quella che ha fatto male a chiudere? vorrei un confronto con qualcuno perché sto impazzendo!
Carissima Vale, nel tuo messaggio n° 742 hai scritto (cito testualmente): “ma perché noi gelosi retroattivi dovremmo fare astrusi percorsi da strizzacervelli?”
Lettura dispregiativa per indicare possibili percorsi di miglioramento.
Credo che la risposta te la sia data da sola, è la chiusura del tuo ultimo messaggio.
Ciao Tolteca, scusa non ho capito cosa intendi. Io ho provato a fare una riflessione dopo aver letto numerosi commenti, ho cercato di darmi un perché di questo. é solo che anche in questo caso non riesco proprio ad intravedere un mio torto, per questo che chiedevo ulteriori pareri a seguito di una mia successiva riflessione sulla questione.
Vale, la visione torto/ragione non conduce da nessuna parte, è il frutto di modelli etici e morali che, in quanto tali, vedono un vincitore e uno sconfitto (in termini simbolici). In questo caso tra te e il tuo ex non c’è chi aveva torto o ragione, bensì due condotte di vita incompatibili. Finché leggerai queste due diverse storie di vita attraverso le lenti dei codici “santo/peccatore” chiaramente avrai sempre ragione tu… però stai male, segno che vorresti fare a meno di questi giudizi che sono, è vero, parte di te, ma rappresentano una parte che sta fortemente limitando e condizionando le tue possibilità di scelta. La GR deve essere accettata e non respinta, fa parte di te, per cui dopo aver assaporato le frustrazioni che genera dovresti cominciare a portare la tua attenzione su altri aspetti della vita. Tu sei una persona destinata all’amore a alla felicità, con il tuo ragazzo o senza di lui, la felicità non proviene da lui ma nasce in te; il partner è soltanto un catalizzatore. Purtroppo non posso spiegarti in poche righe tutto il percorso che occorre fare, ci vorrebbe troppo tempo. Concludo dicendoti che per sconfiggere la GR occorre diventare “un’altra persona” dal punto di vista affettivo, è un cammino che non si esaurisce in una settimana o in un mese, ma è praticabile e molte persone in questo forum ne sono la prova vivente. Mi pare di aver intuito (da alcune cose che hai scritto) che sei una persona con una spiritualità (correggimi se sbaglio); se è così hai un enorme vantaggio rispetto ad altri gelosi retroattivi. Parafrasando Gustav Jung (quindi senza scomodare verità teologiche o cristiane) chi coltiva una fede ha strumenti efficacissimi per assicurarsi una stabilità e una serenità interiore (leggi anche in chiave psicologica).
ho paura di andare a star ancora peggio se butto giù le barriere che mi sono costruita ultimamente (per combattere la GR)!! ho paura anche di perdere la mia personalità, la mia morale e di amare meno il mio ragazzo… non conosco l’amore senza GR!
comunque sono intenzionata a rischiare!!
per VALE: capisco il tuo dubbio, è difficile capire se si è GR o meno all’inizio, si tende sempre a colpevolizzare gli altri.
devi risponderti tu alla domanda: perchè l’ho lasciato?
lo hai lasciato perchè ti trascurava e non ti corteggiava?
oppure perchè non accetti che lui abbia avuto esperienze sessuali?
se è la prima hai ragione tu!! si vede che non era il ragazzo che faceva per te, era poco maturo o non ci teneva abbastanza a te…
ma se è per la seconda sei GR e hai “torto” te, se di torto si può parlare. diciamo che hai te delle insicurezze che in ogni caso non ti permetterebbero di vivire serena con lui!
Perchè lui ti ha raccontato i dettagli delle sue esperienze? sei stata tu a chiederlo?
Buongiorno a tutti. Vorrei integrare la perfetta comunicazione di Tolteca a favore di Vale aggiungendo anche un piccolo commento nei confronti dei timori di Wind.
Io credo ora di appartenere alla categoria post-GR, che non significa aver sconfitto la stessa. L’ho già detto, oggi come oggi la controllo dalla “gabbia” in cui sono riuscito a metterla, ma non è che i suoi lamenti e ruggiti non li senta, soltanto non ne sono più vittima come prima. Ma per far questo sono passato attraverso le “Forche Caudine” dell’accettazione di una certa realtà (“realtà passata”: non è un anacronismo per un GR) e una rivisitazione completa di me stesso,il tutto è costato e costa ancora sofferenze inenarrabili, ma ho raggiunto un grado di serenità che ripaga lo sforzo compiuto, che però sono certo non si esaurirà mai.
Tutti i nostri casi hanno un esito identico ma una genesi diversa. Il mio,l’ho detto 100 volte, è più legato alla parte sentimentale che non sessuale, parte questa che diventa un sottoprodotto svilito della prima quando non c’è amore ricambiato da una delle due parti, perchè quella che invece amore dà, ne viene umiliata mentre accetta ciò. Questa è la mia visione dei fatti. Quella “volontaria” umiliazione subita da lei si è ripercossa su di me come fonte di frustrazione nel confronto con il “rivale”, laddove il mio sentimento si scontra con quello inesistente “dell’altro” che pure riceveva amore dalla mia futura lei senza dare NIENTE in cambio.
Detto ciò, per venire più concretamente al tema del post, io ho preso atto della cosa e, amando la mia donna, ne accetto questo suo vissuto come un fatto legato a una “istintualità” che non riusciva a controllare (la famosa chimica) e che la portava anche ad accettare “l’errore” da cui era fortemente attratta, anche se oggettivamente non in possesso di nessuna qualità che potesse far pensare neppure lontanamente a quella “progettualità” che è necessaria per iniziare una vita assieme. Esiste, che lo si voglia o no, una sorta di animalità nei nostri comportamenti più arcaici, e il sesso è uno di questi, che poco o nulla ha a che fare con i parametri razionali. Quindi qui ho capito che non potevo che accettare che la mia lei in quell’individuo vi trovasse il “maschio” che la Natura le consigliava. Insomma, con lui la passione con me l’amore. A volte le due cose coincidono, ed è bellissimo, ma è solo con il secondo che si può vivere insieme, con la prima si ha solo la spinta riproduttiva,che la nostra “morale” sdogana spesso come amore, ma che tale non è.
Poi ho rivisto tutto il mio retroterra caratteriale, anche col breve aiuto di specialisti, e sono arrivato (ancora una volta già detto) a NON dipendere più dalla mia lei per quanto riguarda le MIE sicurezze.
La amo, la stimo, ma non è più il mio “idolo”, e sono convinto che sia giusto così. Idealizzare una persona, dal genitore al proprio partner, significa inevitabilmente averne una delusione. Accettarli con i loro limiti è essere realisti, e… maturi.
Blu
ciao a tutti. Interessante e molto importante il cambio di prospettiva, rispetto al giudizio (e all’interiorizzazione dell’agire altrui) espresso così chiaramente da tolteca e condivido pienamente il discorso sulla fede (non necessariamente religiosa). Tanto è vero che nei momenti di crisi ho proprio avvertito una ‘perdita della fede’ nel senso che io do per me a questo concetto. Bluvito, forse non tutti, ma siamo certamente in molti, ad essere sensibili ognuno per le sue ragioni, al concetto di “amore incondizionato” nel significato però che gli diamo personalmente. C’è anche chi vive con l’impressione, per essere (sentirsi) amato, accolto e accettato di dover fare cose ‘eccezionali’ che sembrano non bastare mai, mentre legge il mondo come popolato da estremi. Individui che ‘subiscono”
questa sua stessa ‘ingiustizia’ e altri che non hanno bisogno di fare NIENTE, semplicemente essere, o essere amati e filtrati attraverso un’indulgenza materna/paterna o da dolce stil novo qualsiasi cosa siano e facciano. E tanto più inconsciamente o per schema una persona è in tensione con sè, in un’esame, una pagella anche di ‘condotta morale’ per dirsi ‘io mi merito, conquisto il bene, l’altrui (mia) accettazione e (mia) accoglienza, stima, assoluzione ‘condizionata’ se faccio così o colà’, tanto più gli salta agli occhi ciò che legge come ‘immorale’ o come una strafottente assenza di quella immane -e spesso inconsapevole almeno in parte- fatica che sente lui o lei invece di fare. Un po’, al di là di una propria serena etica, come chi si chiude in casa a studiare ma non anche con un reale piacere di farlo. Ma ne sente soprattutto l’ansia, la fatica, il giudizio del risultato. E così, non concedendosi mai vere pause, guarda chi ha una condotta diversa dalla sua anche attraverso questo filtro. Ciao wind e vale!
Che dire purtroppo i dettagli me li raccontava lui senza che io chiedessi nulla! Il trattamento disparitario poi ha influito molto nel rendere più radicata la mia gr. Non credo si tratti di reali colpe. Non mi sento in colpa e non sono insicura, infatti durante la relazione non sono mai stata gelosa di nessuna. Tutto ha influito nel mio caso
Sì, Luna, ho compreso la tua spiegazione della condizione psicologica che si viene a creare in un rapporto “sbilanciato”, laddove uno dei due dà e l’altro riceve, uno “adora” e l’altro è “adorato”, uno “vizia e l’altro” è “viziato”, diciamo così. Ma è appena il caso di dire che si tratta,in fondo, pur sempre di un rapporto nevrotico, dove nessuno dei due cresce veramente, anche se il “ricevente” sembra apparentemente essere il beneficiario assoluto tra i due, quello che ci “guadagna gratis”. Ma non è così.
In realtà, come in un gioco sado-masochistico più o meno esplicito, ognuno svolge un ruolo tacitamente ben definito, nel quale ritrova pur sempre una sua identità. Un pò come dichiarato da Tolteca riguardo noi portatori di GR, che, pur soffrendone, ci arrocchiamo in una condizione che ci dà, appunto, un’identità.
Io, in maniera dilettantistica ovviamente, ma con la massima umiltà che è richiesta quando ci si avvicina alla lettura dell’animo umano, ho cercato le ragioni di questo comportamento apparentemente autolesionistico nella lunga vicenda che ha vissuto la mia compagna con quell’individuo, per il quale è scesa a livelli di umiliazione che non le riconoscevo nella vita trascorsa con me.
Per quale motivo una donna intelligente e sensibile, seppure nella prima giovinezza, si facesse rispettare dai tanti “pappagalli” che la sua avvenenza attirava e “maltrattare” dall’individuo di cui era invaghita, non mi è ancora del tutto chiaro, e forse non lo sarà mai,neppure a lei.
Tolteca molto lucidamente, tempo fa ha posto l’attenzione di certi comportamenti sulla ricerca della figura genitoriale attraverso il partner,cosa che probabilmente ha avuto un ruolo determinante nella scelta che la mia lei fece a suo tempo verso quell’individuo, riscontrandone (o credendo di riscontrarne)elementi di similitudine col carattere paterno, forzandosi a reclamarne “l’amore ,a tutti i costi”.
Ho citato questo esempio, apparentemete troppo personale per il tema che la GR richiede, solo per dire che l’accettazione da parte mia di condizioni psicologiche subconsce che ci “comandano”(poi “ufficializzate razionalmente”) non ritengo siano “moralizzabili”, tali cioè da essere configurate come “colpe” agli occhi di un GR,(ora post-GR) come sono stato nei momenti peggiori della sindrome.
Questa accettazione di una condizione, diciamo, “preterintenzionale” di certi comportamenti “autolesionistici” da parte della mia lei,la assolve in parte ai miei occhi; anche se ho dovuto constatare, con disappunto per il mio “orgoglio” maschile, che quello era evidentemente l’uomo che ha “voluto-inconsapevolmente” (sembra, ma in psicologia non è un anacronismo) al di la della ragione e della più palese evidenza della non-affinità di coppia che vivevano i due.
Quindi,a me ha molto aiutato (ANCHE) questa constatazione; quella cioè che molte nostre azioni non dipendono da una “vera volontà”, e sono pertanto “assolvibili” moralmente, anche se con “gelosa” sofferenza. Che ne dite?
BLU, concordo con la questione ‘ruolo’ e ‘identità’. Anche nella più apparente passività ‘svolgiamo’ un ruolo in qualche modo attivo, non fosse altro di adattamento e nelle ragioni per cui ci sentiamo spaesati o incapaci di difenderci adeguatamente. Ecco perché anche quando andiamo da uno specialista per un’altra persona, cioè per capire come funziona l’altro, magari cambiarlo, gestirlo, gestirci in base a, notando (magari la punta dell’iceberg o i sintomi de) la nevrosi altrui scopriamo che siamo lì per noi stessi. La questione famigliare, genitoriale a cui fai riferimento ha certamente un suo senso e fondamento, anche se ovviamente (chiaro, si riassume e esemplifica)
Come promesso eccomi; dopo 5 lunghi anni dalla pubblicazione della mia lettera un bilancio della mia storia può avere una notevole valenza, anche se ogni storia e ogni persona sono da ritenersi diverse, uniche. Vado direttamente al dunque per non tenere sulle spine chi mi sta leggendo: sto ancora con mia moglie, quest’anno a luglio sarà il nostro 25 anno di matrimonio, tutto bene voi direte, in un certo senso sì, ma un’analisi a freddo è doverosa da parte mia. Ho letto con interesse molti interventi di Tolteca e mi trovo daccordo su tutti i punti da lui affrontati, vorrei aggiungere qualcosa però rivolgendomi a tutti quelli che stanno vivendo fasi acute della GR: è mia opinione che la gelosia retroattiva non è una malattia! Parlo almeno per me e per la mia esperienza di vita; non ho avuto un’educazione rigida e restrittiva, non esistono in me limiti di carattere religioso, non ho problemi di nessun tipo con la mia autostima, anzi, ne tantomeno insicurezze o ansie esistenziali, non ho nessun tipo di problema con l’altro sesso. Ci son cascato anch’io, voi direte perchè? Troppo perfezionista! Le cose le ho volute sempre fare bene e mi hanno sempre dato fastidio le cose riuscite male, immaginate quanto fastidio mi da il pensare che la donna della mia vita habbia fatto tutto prima con un altro, ma a differenza delle cose materiali che puoi disfare, distruggere, annientare, vendere, quando c’è di mezzo l’amore tutto ciò che può essere razionale e materiale cede il passo. Morale della favola: con i sentimenti o ci pensi prima quando non sei emotivamente troppo coinvolto oppure te ne fai una ragione e soffri tutta la vita. Si avete capito bene, “soffri” perchè è una cosa umana e naturale che ti dia fastidio sta cosa, è innaturale il contrario al massimo. Però devi imparare a conviverci perchè come qualcuno giustamente ha asserito ci sono cose nella vita anche ben più importanti. Ognuno sviluppi i propri metodi ma vi posso assicurare che è umano e fisiologico essere infastiditi dal passato discutibile del partner. Devo aggiungere che in questo mondo ci sono tantissime persone che non vengono e non verranno mai raggiunte da tale problema, penso ai miei genitori che hanno passato una vita assieme ed entrambi hanno avuto un rapporto in esclusiva, penso ai miei nonni, penso a tante e tante coppie che conosco anche giovanissime; ho un collaboratore giovane che l’anno prossimo si sposa, lui 28 lei 27, assieme da 10 anni rapporto in esclusiva, coppia modello, ma potrei continuare; bene, loro non capiranno mai questo tipo di sofferenza. Quello che voglio dirvi è sostanzialmente questo: “è una cosa umana”!!! Devo anche ammettere che mia moglie ha cambiato pure tipo di atteggiamento a riguardo, non scendo troppo nel dettaglio per non essere prolisso, ma ha ammesso in pieno i suoi errori di gioventù ed ha capito totalmente il male che incosapevolmente mi ha addossato; del resto è una donna splendida e di null’altro potrei accusarla. Un caloroso saluto a tuttti.
BLU, dicevo della questione famigliare… anche se ovviamente ogni individuo ha la sua storia interiore a sè.
Diciamo che non è solo che si può andare a cercare un certo tipo di partner per conquistarlo come dicevi tu, non essendo riusciti a “conquistare” il genitore, o che si può inconsciamente cercare di rivivere (ma sarebbe inconsciamente più per risolverlo, anche se manca la consapevolezza di ciò) un trauma…
c’è anche il fatto che si può NON riconoscere un partner con alcune caratteristiche perché si ha una famigliarità con quelle caratteristiche. Non è quindi che si cercano, ma non si riesce ad individuarle in tempo. Oppure per esempio un figlio che in famigiia ha incarnato spesso il ruolo del “risolutore” dei conflitti senza rendersene conto anche in coppia, di fronte alla tensione e il conflitto, potrà sentirsi portato a ricoprire quel ruolo. Comunque sia la molestia morale e psicologica o affettiva non presuppone per forza che via sia, nella vittima, o comunque insomma in chi partecipa ad un drammatico passo a due, dell’autolesionismo di base o ricercato inconsciamente.
Se sei interessato all’argomento ti consiglierei il libro Molestie Morali di Marie-France Hirigoyen spiega molto bene delle dinamiche, sfatando anche dei luoghi comuni.
UOMOTRISTE: anche l’ansia, la depressione, come il pensiero ossessivo e compulsivo sono umani, certamente. ciò non significa però che non siano manifestazioni di disagio. Sono ovviamente contenta per te per l’equilibrio ritrovato con tua moglie e le risposte che ti dai, ma la mia (personale, certo) opinione è che la questione non sta in cosa un partner ha fatto prima di noi, ma nella nostra sensibilità a riguardo e nel modo in cui affrontiamo questa nostra ipersensibilità. Altrimenti nessuno potrebbe più mettersi con nessuno, oggidì, tranne che nei primi anni di liceo, senza vivere la cosa come una malattia. Eppure per quanto un certo livello di fastidio e gelosia sia comune a tutti, chi più chi meno, chi si lamenta della sua GR ne parla come di un disagio quasi invalidante. E qui sta la differenza. E così ne parlavi tu nella tua lettera.
Poi se non erro lì la questione era che avevi saputo solo in seguito delle cose che riguardavano il suo passato. Fermo restando che nessuno ha l’obbligo di raccontare il proprio passato e può scegliere di non raccontarlo non perché se ne vergogna ma perché dallo stesso modo in cui il partner lo domanda si capisce cosa potrebbe farlo stare male, è chiaro che lo scoprire che una persona ci ha mentito crea uno stato di confusione e malessere.
Però è diverso da pensare che una persona debba farsi perdonare da noi per qualcosa che ha fatto ancora prima di conoscerci.
L’idea che sia così invece, al di là del disagio della gelosia, è una cosa che ricorre moltissimo nei GR.
E certe giustificazioni sono un po’ come la differenza tra il dire che a nessuno piace stare in un ascensore bloccato per giustificar che non si sopporta di prendere l’ascensore neanche per due piani.
Uomotriste forse proprio come i tuoi nonni o genitori, o esattamente anche come i miei genitori io cerco un rapporto di esclusiva. Non si parla solo di gr, ma anche del fatto che purtroppo queste persone dal passato promiscuo certamente non riescono a dare al “nuovo amore” tanto quanto hanno dato al precedente. Se leggi i miei commenti capirai cosa intendo. Sei fortunato però di aver trovato una donna che ti ha compreso, e questo non è da tutti. Un saluto
per uomotriste e vale:
secondo me non dipende dal passato discutibile… conosco persone che stanno con partners che hanno avuto vite sessuali molto attive ma non hanno nessun tipo di problema, addirittura ne parlano con disinvoltura dicendo “si è già divertito, ora vuole una storia seria con me”. come se contasse solo il presente, cosa per me impossibile da pensare!!
il problema siamo noi! non so se è una malattia vera e propria ma non è di sicuro una cosa che fa vivere in modo sano… io mi considero “malata” avendo un vero e proprio disturbo ossessivo. non so voi cosa avete, quali sono i vostri sintomi, quindi parlo dei miei: i miei “film” le altre persone non li hanno. fino a prova contraria un film (in cui il mio ragazzo fa sesso con le sue ex amanti) che gira in testa non è una cosa “sana”. Ora ho imparato a bloccarli ma è molto faticoso e i concetti negativi rimangono, per me un passato discutibile mette in discussione il presente. magari siamo noi quelli sani e gli altri menefreghisti… fatto sta che siamo diversi e fuori dalla normalità!
Parlavo con mia mamma (che è anche una donna di sani principi che si è concessa solo a mio padre, mentre mio padre non ha avuto solo lei) e le ho chiesto se lei avrebbe accettato come partner un uomo che in passato ha fatto il porno attore e mi ha detto “se non lo fa più sì!!”. cosa assurda!! e così ragionano tutti quelli che mi circondano… non so se avete fatto sondaggi anche voi…
Anche a me sembrano assurdi tutti gli altri e mi sento giusta io, però analizzando il mondo mi sono accorta che sono io la strana!
un saluto a tutti quelli che stanno scrivendo, soprattutto a LUNA e BLUVITO… a dir la verità capisco molto poco quello che scrivete, non perchè scrivete male voi ma perchè di psicologia non so proprio nulla e molto concetti non li seguo… recupererò!! 🙂
wind, mi dispiace se risulto poco chiara. Non è mia intenzione! Forse, perdonami, svolgo ‘peggio’ dei concetti perché sto vivendo un mio periodo più impegnativo e quindi anche la stanchezza, nonostante le buone intenzioni, forse mi rende involontariamente più ‘criptica’. E’ vero che certi concetti, se non affrontati prima, possono risultare più oscuri al momento, però se hai la sensazione di entrarci poco mi dispiace. Comunque tu invece hai spiegato molto chiaramente perché vedi come un disagio la tua gr. Il ‘sondaggio’ può esserti utile anche a isolare i tuoi film come una manifestazione d’ansia (cioè una tua interpretazione della realtà e una reazione di cui puoi mettere anche in conto di fare a meno, dandoti un’apertura maggiore di reazioni, sensazioni, considerazioni) ma più che metterla su un piano di normalità/anormalità vedrei la cosa in un’ottica di maggiore o minore serenità individuale. Se la tua gr è per te un disagio e lo affronti costruttivamente sarai tu a sentirti più serena
VALE: chi lo dice che le persone dal passato ‘promiscuo’ non riescono a dare al nuovo amore quanto al precedente? Questa è un’idea della gr, non è un’incontrovertibile, assoluta verità. Però chi la vede così pensa di ‘possedere’ questa verità assoluta, per quanto gli causi frustrazione e disagio anche fino al dolore. E’ il ‘bello’ è che pensa di possedere una sua verità che però starebbe in qualcun altro. ‘io SO che TU’. In realtà gli individui non sono un’indistinta massa di persone che, a seconda abbiano avuto relazioni sessuali o sentimentali, funzionano TUTTE allo stesso modo. E peraltro c’è anche chi non sa dare e darsi al suo amore pure fosse l’unico da sempre e su un’isola deserta. Il gr nega l’esistenza anche di un’educazione sentimentale che un’individuo può vivere e conoscere nel corso della sua vita, acquisendo e non perdendo pezzi di sè attraverso esperienze. Anch’io vivo l”idea della coppia e dell’amore come i nonni e i genitori ma l’esclusività non è un concetto retroattivo. Se parliamo del fatto che non starei con una persona che REALMENTE fa dei confronti, palesa dei sospesi, ti do ragione. Però il concetto che hai espresso in senso generico è da gr. Perché non si basa sui fatti, sul rapportarsi con una specifica persona e il modo in cui si rapporta con il suo passato ma su un’idea precostituita.
Fa piacere risentire “Uomotriste” a distanza di 5 anni con un ritrovato equilibrio emotivo. Mi ritrovo in quello che ha scritto, in quanto a mia volta credo di aver trovato lo stesso equilibrio, per la necessità e il desiderio di voler “vivere”, che in fondo, in maniera differente accomuna tutti i partecipanti a questo forum,altrimenti non ci ritroveremmo qui a parlare, anche a lamentarci, ma tutto sommato a vedere tra le righe di queste decine di post se si intravede una luce in fondo al tunnel della GR.
Uomotriste ha “accettato”, come io stesso ho fatto e sto facendo con il passato sentimentale della mia compagna, ma non ne sono uscito indenne, non sono più quello di prima, e non so se anche per l’iniziatore di questo forum sia la stessa cosa.
Si esce come da un “lutto”; in parte rassegnati e in parte induriti e anche un pò più cinici, ma in definitiva più maturi e realisti, dopo che “l’idealizzazione” del partner scompare, per far posto al fatto che non si potrà essere “l’unico” per nessuno in fondo.
Vale ha citato una piccola ma significativa frase,nella quale io mi ci ritrovo e, penso, anche voi se ci pensiamo bene, che cita grosso modo così:” quanto è stato dato in precedenza dal proprio attuale compagno/a, ad altri partner, non può essere dato a noi, e comunque non nello stesso modo”.
Questa “privazione” noi Gr, o post GR, che si sia, la sentiamo in maniera evidentemente esasperata, ma la sentiamo, e da lì parte l’ossessione.
Di recente ho scritto su un mio “diario”, che un giorno la mia donna leggerà, che ha fatto bene a non parlarmi, all’inizio del nostro rapporto (peraltro nato con un “colpo di fulmine) di quella sua storia nei termini che io, poi e per caso, ho scoperto nella sua intensità, perchè probabilmente mi sarei sentito nell’impossibilità di muovere i suoi sentimenti sino a quegli estremi; dove accettava cioè un uomo che non la voleva ma che lei voleva,il quale, approfittando vigliaccamente di questa sua “debolezza”, le ha mortificato l’identità di di donna e di persona, soprattutto dal punto di vista della dignità morale oltre che di quella sessuale. Un errore, qualunque fossero stati i motivi che la spingevano verso quell’individuo, figura paterna o altro che fosse.Infatti lei ha glissato con me “solo” su quella “storia” e non sulle altre due, dove c’era reciprocità nel rapporto.Infatti non posso sentirmi geloso di chi,in qualche modo, le ha voluto bene. Verso questi, paradossalmente, lei ha sentito meno trasporto, tanto che quando finivano queste storie era sempre “lui” che cercava.
Uomotriste ha ragione nel dire che il GR è in fondo un perfezionista, lo è soprattutto verso il proprio partner, nel quale proietta gli ideali di “perfezione” del proprio oggetto d’amore, non sopportando,(nel mio caso per esempio) che sia stato umiliato, squalificato, da qualcun altro. Non so se per U.T. e per voi vale la stessa logica che ho espresso.
Provo molta tenerezza per Wind, che col suo candore nel dichiarare di “non capire” >>
gli astrusi concetti che a volte si esprimono su questo forum (i miei più degli altri, temo) a dimostrazione di quanto la mente GR elabori pensieri forse più di quanto dovrebbe. Qualcuno ha detto che il geloso trova più di quello che cerca, e forse la causa sta proprio in questa architettura della mente GR.
Wind però mi trasmette con quelle sue parole e con la sua modestia nel dichiarare che “recupererà”,una grande e giovanile voglia di vivere. Una energia che,quando avrà superato,accettato sè stessa per quello che è e che vale (che mi pare tanto)sarà in grado di godere pienamente il suo rapporto con l’uomo che ama, perchè mi appare come una giovane donna che vuole e sa dare tanto.
Wind, io sono riuscito a “liberarmi” dagli artigli della GR proprio lavorado su me stesso, l’ho già detto, e mi permetto di ribadirlo perchè ne vedo gli effetti. Certo, ho detto anche che non sono più lo stesso Blu di prima, ma il cmbiamento è una costante della nostra vita. Forse mi manca un pò il “caciarone” che ero prima, ma le caratteristiche fondamentali sono sempre quelle. Sono un pò più smagato, più cinico, sicuramente più realista, ma sicuramente e finalmente sereno ed è un enorme traguardo.
Come dice della sua compagna U.T., anche la mia compagna è una donna stupenda e come dice lei, il merito della sua crescita sta principalmente nell’amore, la stima e l’ammirazione che le ho dato in tanti anni di convivenza, ampiamente da lei ricambiati.
Il fatto di aver scoperto che ha vissuto una storia con un uomo che non ha saputo amarla,non è stato in grado di vederne la “bellezza” umiliandone l’amore che lei le offriva, può offendere il mio orgoglio di “maschio” ma non scalfisce la stima che come uomo ho di lei. Lei con me ha trovato un terreno fertile, e i “semi” che metaforicamnte vi abbiamo piantato hanno dato frutti ricchi e “saporiti”. L’altro era il “deserto” e tale è rimasto. Lo compiango, per aver buttato via un tesoro, che invece ho trovato io.
Spero sia così anche per voi un giorno.
Un abbraccio a tutti.
Blu
BLU, la tua è una chiara e sentita dichiarazione d’amore e tu hai fatto un percorso importante. Credo anche, da quello che ho capito, e se ho capito bene cosa le è successo, che tu abbia avuto e abbia accanto una donna capace di guardarsi dentro, forte e coraggiosa. Perché incontrare ‘un deserto’ e probabilmente la molestia morale e psicologica è innanzitutto un trauma da riparare e rielaborare in se stessi prima ancora che il problema della gr e dell’orgoglio maschile ferito nel partner. Comprendo, per quel che posso, da ciò che scrivi, come tu avevi interpretato il suo passato, il senso del suo passato PER TE anche nell’autoreferenzialità della gr. Capisco che, amandola, hai fatto un percorso per comprendere lei, non solo la tua gr. Tuttavia non posso fare a meno di empatizzare con lei (non in quanto donna, ma persona) per aver forse dovuto combattere due battaglie, spero non contemporanee. Ignoro infatti a che punto del suo percorso fosse lei, rispetto alla sua complessa e faticosa rielaborazione di una situazione traumatica vissuta mentre la tua gr girava il coltello, mettendola, involontariamente, sotto una luce nella quale lei aveva il bisogno e il diritto di non sentirsi.
Chi vive un’esperienza come quella della tua compagna ci guadagna a guardare l’esperienza ‘violenta’ e ‘desertica’ non in un’ottica di passività e colpa, o ‘mi meritavo di, perché’ o ‘ciò mi ha tolto la dignità perché’ bensì sotto una luce diversa in cui anche il concetto di ‘co-responsabilità’ non è in un’ottica lesiva, colpevolizzante, bensì semmai, rivelando certe dinamiche si integra perfettamente con il diritto all’integrità della sacrosanta autostima. Vedi blu, come tu affronti qui il tema e il punto di vista della gr io da anni in questo forum, anche, affronto il tema della molestia morale, emotiva e psicologica, dinamica complessa al di là dei classici luoghi comuni anche sul perché le persone possano ritrovarsi, anche inaspettatamente e al momento inspiegabilmente ad ‘amare troppo’. Ma in realtà quel libro che ti citavo spiega molto bene certi meccanismi, ‘assolvendo’ in parte le “vittime” pur in una costruttiva visione di ‘co-responsabilità’. Spesso la difficoltà sta proprio nel riuscire a mostrare, spiegare, a persone in forte confusione e sofferenza, i confini tra dinamiche e responsabilità e un significato costruttivo e ‘liberatorio’ di questo termine.
Ciao Luna,dovrei ringraziarti, e lo faccio volentieri, per avere finalmente usato il termine più appropriato per definire un rapporto affettivo “sbilanciato” e a senso unico, come una forma di molestia morale e psicologica, forse una delle più odiose. E se ci pensiamo bene è anche una delle cause che innescano la GR quando “guardiamo” retroattivamente il percorso sentimental-erotico dei nostri partner. Perchè, in fondo, è “l’uso” che “altri” hanno fatto di una persona che oggi amiamo; ma è anche quanto questa si sia lasciata “usare”, più o meno coscientemente. Per questo motivo non mi sento di assolvere completamente la cosiddetta “vittima” di questo sottile gioco sado-masochistico, travestito da passione amorosa, dove si preferisce “non vedere” per evitare quelle analisi di se stessi che potrebbero risultare “antipatiche” relativamente ad aspetti del nostro IO, che ci sorprenderebbero, quanto meno, rispetto all’educazione e alla morale che ci è stata impartita. Pochi vogliono vedere il Mr Hide che alberga dento di noi. Di tutti noi, aggiungo. Ma è solo guardandolo in faccia che si può aggiustare il “tiro” nelle scelte che la vita ci impone frequentemente.
I fattori psicologici che entrano in gioco quando ci piace una persona sono un cocktail inestricabile di imprinting infantili, esperienze pregresse,stereotipi e… scariche ormonali, difficili da leggere singolarmente; ma la mente, il senso critico e l’oggettività di una condizione esistono; solo che,in certi casi, si “vuole” non ascoltarli e non vederla, quindi c’è una volontà, ancestrale quanto si vuole, nell’accettare condizioni di sottomissione se non addirittura di “cattività”.
Eric Fromm scrisse un bellissimo libro che ha formato la mia prima giovinezza: “Fuga dalla Libertà”. Tratta di come spesso si preferisca rifugiarsi in “sicurezze decise da altri”,quali, per esempio, la religione (vista in senso integralista), i fanatismi politici,persino la fede sportiva, la carriera professionale,e, perchè no, un partner “padrone” che ti “evita” le scelte imponendole.
Tutte pseudo “sicurezze” prese, già bell’e confezionate, dal “supermercato dell’oblio” di questa nostra moderna cultura del “consumo e dell’apparire”, dove i “prodotti” sono tali e tanti che non si sa mai se quello che si sceglie è quello che realmente si vuole, ma scegliendone uno, ci “rifugia” comunque in una “sicurezza”,che sia o non sia nostra non importa: si “ha” un’identità,inserita in un contesto riconosciuto da molti, e questo basta a tanti per… “essere”. Questo succede anche in “amore”.
Non posso dimenticare una frase che lessi sui diari della mia donna, mentre cercava in tutti i modi di “guadagnarsi” il suo campione, che si contendeva nei confronti di una rivale :”…non possiamo esserci sbagliate in due”. Uno dei valori del personaggio veniva dato dalla “domanda”, come succede nel mercato di qualunque bene. Quindi, se è così cercato “significa” che vale. Poi era uno spiantato, un ladruncolo, uno sfaticato >>
>> un bulletto di periferia che, a sua volta, perdente com’era, al di la della sua ostentata sicumera, ha cercato rifugio nella più tragica delle false sicurezza: la droga.
La mia compagna è sicuramente una donna coraggiosa, che io stimo ed ammiro per mille motivi, ma non certo per aver dedicato anni e anni dietro un “divoratore di energie” altrui, ma quando parla della sua storia non mostra nessun risentimento verso il suo “aguzzino”.
Ne è uscita non perchè l’abbia voluto veramente, ma solo perchè il suo “padrone” si è lentamente ma inesorabilmente perduto nella droga, abbruttendosi(ulteriormente)sia fisicamente che psicologicamente. Nel perverso gioco “servo-padrone” che si era venuto a creare in quella relazione,la mia compagna si sentiva più realizzata che nei rapporti più equilibrati che ha “sfiorato” durante la alternante frequentazione del suo “capo branco”; per il semplice motivo che nel rapporto equilibrato doveva prendere decisioni che non le venivano imposte, e alle quali non era abituata. Perchè è questo il problema di “quei” rapporti, non ti fanno “crescere”, ti tolgono autonomia, ma tu non lo sai perchè NON sai cosa voglia ancora dire essere “autonomi”, non hai esperienza in merito. E se ti avvicina qualcuno che, amandoti veramente, dà per scontato che tu sia finalmente tu, ne sei spaventato, preferendo INCONSCIAMENTE, rifugiarti nella “tana” che il famoso padrone ti ha costruito.
Con me la mia donna è cresciuta ed io con lei, tantissimo, con gli sforzi e le sofferenze che ogni “cambiamento” ogni nuova conoscenza del proprio Sè comporta. Oggi è una donna completa, affascinante e colta oltre che molto bella. Ma dentro di sè non ha mai disconosciuto il suo vecchio “padrone”, nè voluto mai vederlo nella veste di volgare “sfruttatore” quale coscientemente è stato, perchè seppure al prezzo della perdita della “libertà”, LEI in LUI trovava una “sicurezza”. Perversa, nevrotica, malata quanto si vuole ma era una sicurezza, che “allontanava” il tarlo del “dubbio”,della “scelta” che sono i primi passo verso la ricerca della PROPRIA, VERA libertà.
Scusatemi tutti se sono stato complicato come temo,e grazie per avermi concesso la vostra attenzione, essendo pronto a chiarire qualunque dubbio inmerito a quanto ho scritto.
Un grande saluto a Luna e tutti voi.
Blu
BLU, grazie a te per la risposta. Non conoscevo quel saggio di fromm. Vero quel che dici sulla fuga/rifugio e vero che quelle relazioni non fanno crescere, e hai fatto tutte osservazioni interessanti, e naturalmente la persona e la situazioni la conosci tu. Vedi, però, io leggendo quella frase ‘non possiamo essere sbagliate in due’ non avrei letto tanto la questione della domanda quanto mi avrebbe colpito la parola ‘SBAGLIATE’. Mi ripeto, Blu, non conosco la tua compagna, non sono in lei, non ero nella sua storia, però se è vero che in noi esistono molte parti esiste anche la manipolazione. Il discorso, certo, è molto complesso. Io non mi sento di passare di ‘assoluzione’ perché non vedo le cose sotto un’ottica gr. E so per esperienza (la mia, certo, e di molte persone che conosco) che
che chi vive quelle esperienze nella maggioranza dei casi deve proprio assolversi da una serie di colpe fittizie che non ha. E fa anche molta fatica a riconoscere di aver subito delle violenze e manipolazioni, a individuarle. Ciò non significa assolutamente rinunciare all’autocritica costruttiva. Ma una persona che funziona in un certo modo, cioè chi ha una certa dinamica molesta, funziona così di suo. E non ha bisogno di incontrare una persona masochista o che vuole perdere tempo per incasinarle la vita. Di base no. Anzi. A volte il problema sta in un’invidia inconscia per le qualità e la solarità e sensibilità che l’altro o altra ha. La persona non si ‘usa’ ma si tenta di distruggerla, convincendola di essere straordinariamente mancante e quindi colpevole e inadeguata. E l’inganno dell’uso è una trappola. Da cui in realtà la persona paralizzata e disorientata tenta di liberarsi. Mettendo in luce un anche più ‘logico’ piano di sensibilità che è però proprio quello che il molestatore non sa gestire. E’ la ricchezza dell’altro a spaventarlo, non è che lo coglie sfigato e usabile. Quello è l’inganno, innanzitutto della sua nevrosi (o psicosi) basata sul controllo. – io son ZERO masochista. E il mio ex è andato in tilt dopo dieci anni. Nella mia vita ho sempre coltivato e guardato avanti. E la mia storia era normale. Lui è andato in tilt per paure e traumi legati al suo vissuto famigliare. Lui ha avuto il terrore di crescere ancora, non io. Certo che pure io mi son guardata dentro, eccome e vedo i miei perché. Ma vedo anche che mi ero trovata di fronte a un suo problema ogettivamente più grande di me
Cara Luna, ho molto apprezzato la tua disamina psicologica della situazione che la mia compagna può aver aver vissuto, vista dalla parte delle donne. Ho spesso richiesto il loro punto di vista in questo forum,essendo, esse, spesso le principali protagoniste di vicende come quella che ho descritto, “vittime” o schiave” inconsapevoli di un amore senza sbocchi.
“Donne che amano troppo”, come il titolo del libro che tu hai citato nel tuo precedente post. Purtroppo però, per motivi non del tutto chiari a noi “maschi”, c’è in loro un’insondabile istinto che le spinge ad occuparsi del destino di quegli individui che ne mortificano il bellissimo sentimento che sono pronte a regalargli. La splendida canzone di Mia Martini, “Minuetto”, descrive mirabilmente questo enorme amore che offrono a uomini che non ne sanno cogliere la grandezza, mai. La dedizione, che forse può apparire masochistica nei confronti di questi ladri d’amore,è vista da questi ultimi come una forma di “debolezza” e non di grandezza (come un uomo con i veri attributi coglierebbe) non rassegnandosi a constatare la pochezza dell’uomo di cui si credono innamorate, e così facendo ne fomentano l’egoismo e l’arroganza. Amano troppo, appunto.
Capisco bene e condivido la tua tesi della invidia inconscia che questi mentecatti provano verso chi “dà” tutta se stessa in cambio di vederli felici, ma non si può chiedere di riconoscere un diamante a chi conosce solo pezzi di vetro: non noteranno mai la differenza, e se qualcuno di questi, per caso, riesce ad intuire che in quella donna c’è qualcosa di più che non l’egoismo cui loro sono abituati, preferiscono “chiudersi” nelle loro famose egocentriche sicurezze, NON volendo crescere. Purtroppo troveranno qualcun’altra “donna che li amerà troppo” che sostituirà la loro ultima “balia” se questa dovesse abbandonare la lotta di farsi…amare da loro.
Quali siano i motivi profondi per cui magnifiche donne (perchè di solito questo sono) perdano spesso anni della loro vita dietro questi pezzenti, è qualcosa che ancora non sono riuscito a comprendere, e forse mai ci riuscirò. La mia lei, come ho già detto, non me lo ha saputo dire perchè fosse continuamente attratta da un individuo così palesemente vuoto; solo poche tessere del metaforico mosaico di quella “storia” sono emerse: “era una missione, era come un fratellino”; “tessere” dalle quali mi sembra di intravedere una forma di istinto materno, di voglia di dedizione per riportare il suo sfuggente amato sulla via dell’equilibrio, lontano dalla droga e dallo “sbando”. Forse per sentire di “guadagnarsi” qualcosa che si deve avere con fatica, quasi come una sorta di espiazione di chissà quali colpe. Non so,e mi piacerebbe capirne di più.
Non trovo scuse invece per i “molestatori morali”, perchè sanno lucidamente di “rubare”, e sono dei vigliacchi perchè lo fanno verso chi gli apre il cuore “gratis”, con fiducia. Non sono nè mai saranno uomini, ma trovano donne pronte a sacrificarsi perchè lo diventino. Blu
BLU e LUNA vi ringrazio per i “complimenti” e la dolcezza con cui mi scrivete… comunque non volevo dire che scrivete male voi, duro fatica io a seguirvi perchè sono poco informata e molto spesso anche stanca quando trovo 5 minuti per stare al pc, quindi la concentrazione è davvero scarsa…
volevo spiegarvi la mia situazione per avere un vostro parere.
io vi ho sempre parlato della mia GR, ma non vi ho mai detto che anche il mio ragazzo ha delle ossessioni, un po’ diverse dalle mie, ma sono comunque paranoie che gli fanno vedere la mia persona in modo distorto, confondendo eventi passati con il presente e riducendo la mia personalità ad una nullità. Ad esempio crede che tutti (e dico tutti) i miei amici maschi mi siano amici solo perchè conoscendo i miei punti deboli e le mie insicurezze possano così approfittarne per portarmi a letto nel momento di mia maggior debolezza, della serie “hai ligato col tuo ragazzo, io non sono come lui, vieni con me che ti faccio star bene” e crede che io sia veramente così ingenua da farmi monopolizzare. Magari solo perchè gli ho detto che qualcuno in passato ha tentato (ripeto TENTATO) di far leva su alcune mie insicurezze per ottener qualcosa. esempio di quello che gli passa per la testa: WindGirl si sente insicura sulla propria sensualità, trova uno sbruffoncello che le dice che è bella e sensuale, sa adularla meglio di quanto il suo fidanzato sa fare e lei decide di andarci a letto per sentirsi più sicura. Questa visione di me ce l’ha in particolare in alcuni momenti di crisi in cui io mi sento solo accusata ingiustamente. Per il resto del tempo so che lui mi stima, mi considera intelligente e piena di valori ma quando l’ossessione prende il sopravvento non conta nulla.
Capisco cosa vuol dire stare dall’altra parte, prendersi accuse (per noi) senza senso, ma so anche cosa vuol dire avere un’ossessione. conoscendo entrambe le realtà dovrei riuscire meglio di chiunque a capire lui e a capire me stessa… invece non so come gestire i suoi momenti di crisi e non so “guarire” me stessa. L’unica cosa che faccio quando lui tira fuori quei discorsi è sottrarmi, dirgli esplicitamente “io in questo circolo vizioso non ci voglio entrare, non voglio sentirmi colpevole per una cosa non reale”, la cosa che però ho notato è che in quei momenti la mia GR quasi svanisce, quando mi sottraggo ai suoi giochetti mentali trovo sollievo anche dai miei. è come se scuotendo lui scotessi anche me stessa dicendomi “anche tu sei così patetica con la tua GR, smettila!!”. Il sollievo dalla GR ha anche l’effetto collaterale di farmi “addormentare” mentalmente, cioè non è che comincio a pensare positivo, non penso proprio più, perdo personalità, emozioni e mi spengo, mi godo solo il momentaneo sollievo (normalmente di poche ore o giorni).
Non riesco a sottrarmi alla GR senza sottrarmi da me stessa.
Vorrei avere un vostro parere su questo!!
Io ormai credo di aver capito che essendo asessuale, per non vivere più episodi di gr dovrò cercarmi un ragazzo come me. Un ragazzo senza passato con il quale scrivere insieme le nostre pagine partendo da zero. Non credo esistano altre soluzioni per me.
BLU: non mi riferivo ad un’invidia riferita alla capacità di darsi, perché chi dà veramente troppo in realtà sottrae a sè, e anche la generosità “eccezionale” può nascondere paradossalmente un ricatto morale (“ti ho dato così tanto, ho sopportato così tanto, ti ho “coltivato” così tanto, ti ho aiutato così tanto… quindi tu NON PUOI lasciarmi. – Naturalmente non funziona così. Ma non tanto o soltanto per un fatto di “zerbinaggio”, ma anche perché anche questo tipo di generosità può essere una forma di manipolazione e dopo un certo tempo una persona se ne accorge e la avverte con disagio, o anche perché se, per manifestare un certo tipo di “generoso controllo” scegliamo una persona fortemente irrisolta o dipendente, anche questo stesso aspetto potrà creare una serie di problemi…).
L’invidia di cui parlo è per una serie di qualità personali, risorse personali, che vanno al di là del rapporto stesso. Sono caratteristiche che l’individuo possiede in modo indipendente, e per questo spesso, proprio per questo, viste come un “pericolo”.
Ovviamente perché la molestia morale possa “funzionare” bisogna che dall’altra parte ci sia qualcuno che la subisce. Tuttavia quello che intendevo dire (a parte che la cosa non riguarda solo le donne. forse può esservi una prevalenza, ma consideriamo anche che per un uomo è ancora più difficile ammettere di aver subito molestia da una donna. D’altra parte diversi molestatori morali maschi sono figli di madri molestatrici morali, quindi io vedo utile fino ad un certo punto interrogarsi sul genere, quanto più sulle modalità e sul vissuto personale e sul motivo per cui, ad un certo punto, per esempio, le difese non sono scattate).
La “cultura popolare” è molto attaccata ancora a luoghi comuni tipo: alle donne piacciono gli str… o all’idea che vi sia una serialità nello scegliersi un certo tipo di individui, per cercare di dimostrarsi qualcosa o che. Che vi siano effettivamente persone (uomini e donne) attirati da un certo tipo di personaggi e situazioni, e anche con una certa serialità, non spiega di per sè però una vasta casistica che esula assolutamente da queste prerogative.
Al contempo è anche diffusa l’idea che il molestatore morale annusi la debolezza di una persona e quindi la scelga in base a questo criterio. In realtà, se è vero che la molestia attecchisce su una confusione o dei punti deboli (che siano pure il fatto di non riuscire a comprendere bene il guaio in cui ci si trova) molto spesso il molestatore si manifesta con carattere innocue o persino inverse alla sua reale “natura”, e sceglie (o meglio ci prova) persone che hanno esattamente quelle caratteristiche che, per l’appunto, invidia: sensibilità, estroversione, indipendenza, capacità di iniziativa, successi in vari campi. Ti cito ad esempio una mia conoscente, la quale era una persona assolutamente in gamba, solare e che aveva avuto in precedenza relazioni normali e reciproche e positive. Il suo “incubo” si presentò come un raggio di sole
affabile, presente senza essere invadente, sorridente e positivo in un momento della vita di lei in cui lei era un po’ confusa avendo scoperto di avere il diabete e si domandava se fosse il caso, dopo aver viaggiato tanto per il mondo, di fare una vita più tranquilla. Costui, con un sorriso a 45 denti, e anche un’aria protettiva, riuscì a farsi largo in ciò, piano piano, ma anche con una certa rapidità, girando la questione su “debolezza”, “inadeguatezza” sino a giungere a “egoismo” e “cattiveria e insensibilità” e “incapacità di avere una relazione normale” (cioè, ogni cosa che lei faceva per se stessa o in modo indipendente era considerato come “colpa”). Dopo sei mesi (non sei anni, sei mesi) vissuti accanto a questo sorridente personaggio, tra l’altro tipo giacca e cravatta e successi professionali a gogò, e riconosciuto socialmente come una bella personcina da tutti coloro che non gli erano mai andati troppo vicino, lei era seduta sul divano di una mia amica, piangeva con i singulti e in totale stato confusionale. Sei mesi. E se non avesse avuto il coraggio di confessare come si sentiva a qualcuno (comunque sentendosi lei quella sbagliata, ormai, ma comunque portata, sepure in modo autocolpevolizzante, a dire “sto male”) forse sarebbe stata ancora lì a farsi ammazzare per anni. Come mai lui era riuscito a farle questo? Lei non stava cercando un aguzzino, nè stava cercando di salvare qualcuno. Non cercava neanche una medaglia o un amore impossibile. Stava paradossalmente cercando la serenità. Ma era in un momento di difese più basse. E fu quando venne fuori questo casino che emersero anche delle sue cose riguardante la famiglia di origine. Tuttavia se non avesse incontrato lui e non ci fosse stata quella reazione chimica probabilmente avrebbe potuto vivere in un certo equilibrio su certe sue cose, o forse sarebbero comunque emerse. Ma di certo non andò consapevolmente a cercare un “detonatore” perché, mi ripeto, tutto pareva all’inizio che ciò che in seguito si rivelò. Ora probabilmente lei saprebbe riconoscere delle stonature anche in quel apparentemente pacifico e solare inizio, ma non possiamo rimproverarci per non aver riconosciuto qualcosa di cui neanche sapevamo l’esistenza prima che ci arrivasse addosso.
Ovviamente non cito questa storia per dire che è quella della tua compagna. Però mentre tu parli di quanto lui la mise sotto lei dice che lui le pareva più debole di lei, a quanto ho capito.
E questo può essere pure dovuto ad una sindrome da crocerossina, però di per sè il fatto di sentire un’attrazione per qualcuno o di provare un istinto di protezione per qualcuno non significa matematicamente voler gettarsi all’inferno.
La cosa importante mi pare è che lei ne sia uscita, considerando anche la sua parte nella vicenda da un punto di vista costruttivo.
E che voi due siate sereni 🙂
Ciao Wind e Luna. Visto che Wind ha chiesto un parere anche a me, dico la mia al riguardo che, non ci crederai,aiuta più me a scaricarmi e sentirmi utile, più di quel poco che posso fare per chi mi legge.
Cara Wind, quando il tuo ragazzo ti “avverte” circa quei miserabili tentativi dei tanti “sciacalli vestiti da uomo” di cui è pieno il mondo, non sta sbagliando del tutto, perchè è vero che sia possibile che certi personaggi sfruttino momenti di “debolezza” di una giovane donna per “estorcere” una sc….ta. Purtroppo ce ne sono talmente tanti in giro che una ragazza, giovane come sei tu, finisce per credere che siano tutti così. Ovviamente non è vero, ci sono uomini che hanno l’orgoglio di “conquistare” una donna su piani diversi e sono “leoni” rispetto agli sciacalli di prima. Ma così come in natura quei regali felini sono rari in confronto al branco di canidi opportunisti, sono altrettanto rari gli uomini veri, ma ci sono. Probabilmente il tuo ragazzo lo è a sua volta, infatti lui non ti sta accusando, ti mette solo in guardia, perchè sà quanto purtroppo la psiche femminile possa essere sensibile alle lusinghe e alle false promesse dei troppi mentecatti in circolazione; soprattutto quando si trova in un momento di insicurezza, di solitudine o incertezza. Lo dico,e non per la prima volta, per esperienza indiretta. La solita “storia” vissuta dalla mia lei, che pur essendo stata,allora come oggi,una ragazza sensibile ed intelligente, non ha evitato all’epoca di cadere nella “trappola” dello sciacallo di turno, rimanendoci 6 anni, pur di non riconoscere l’errore.
Tu devi accettarti e volerti bene,e sentirti contenta di come sei veramente, perchè si capisce che sei una ragazza sensibile (anche troppo)e intelligente oltre che modesta. E quest’ultima caratteristica ti farà “crescere”; la presunzione, quella non fa crescere, non le incertezze,certe insicurezze, che sono “normali alla tua età. Figurati.Vivi Wind, fai onore al tuo nickname.
Cara Luna, mentre ti riconosco un’ammirevole capacità nel descrivere certe dinamiche psicologiche che riguardano le relazioni interpersonali, e affettive nello specifico, ho utilizzato le tue interpretazioni di queste ultime sposandole al commento che ho voluto fare a Wind, laddove la figura dello “sciacallo” l’ho utilizzata anche per descrivere, con un epiteto, nuovo ma efficace, la figura di quell’individuo di cui la mia lei si innamorò a suo tempo.
Concordo pienamente con quanto tu sostieni. E’ certo che lo “st..zo vero” non si mostra come tale, ma sapendo di esserlo, e conoscendo bene gli obiettivi che si prefigge, sa quali siano le “vittime” cui puntare. E in genere queste sono proprio quelle persone che non lo meritano. Quelle che tendono candidamente a credere a quanto gli viene detto, che intravedono chissà quali valori dietro quelle qualità millantate, che servono solo per speculare, da vigliacchi quali sono, sulla buona fede e le speranze di chi di loro si…fida.
Questi sono i veri traditori >>>
<<< non esclusivamente quelli che, per qualunque motivo, infrangono una promessa di fedeltà, specie se questo accade quando vi siano conflitti interiori e insicurezze che tutti, prima o poi, proviamo. E' la "premeditazione" che differenzia lo "sciacallo", il molestatore morale", dal resto del mondo che ti fa soffrire, ma che NON lo fa volontariamente, non premeditatamente, appunto.
La descrizione che hai fatto della tua conoscente, che un bel giorno si è resa conto ( sei mesi: niente confronto ai sei anni della mia lei)che il "principe azzurro" aveva dentro la "Bestia", e non il contrario come nella bella fiaba che conosciamo, non è nè il primo nè l'ultimo dei tanti casi, che sono più frequenti di quello che tu dichiari, mi permetto di aggiungere, ma che non appaiono tali, per lo stesso motivo per cui dicevo a Wind che se hai incontato solo uomini di m…da, solo "scarafaggi", non ti immagini che possano esistere "farfalle". Ecco perchè, quando chiesi a mia moglie come mai una donna come lei potesse frequentare un individuo così insulso mi rispose:"…perchè non sai cosa c'era in giro".
E terribile pensare che donne di valore, belle persone, debbano "accontentarsi" e inventarsi così un amore con un pezzente, che non sapeva coglire la bellezza di un sentimento così innocente, anzi ne approfittava considerandolo una "debolezza", saccheggiando così la ricchezza che invece gli stavano offrendo. Ma chi è abituato al trogolo (dove mangiano i maiali) non si saprà mai sedere a tavola come si deve, è inutile. E l'effetto "crocerossina" che tu citi, tanto frequente purtroppo nelle donne, non fa altro che fomentare il comportamento di questi personaggi, che si sentono "rassicurati" nel loro volgare stile di vita.
Certo la mia lei oggi saprebbe riconoscere a chilometri di distanza "lo sciacallo",come quello che ha frequentato, ma non credere che quest'ultimo lo abbia completamente ridimensionato, nei termini che meriterebbe; no, e lo percepisco da come lo descrive. C'è sempre in lei il rimpianto di non averlo "redento", di non essere stata "capita", ma sentendosi essa stessa in colpa per questo, non perchè abbia considerato che aveva a che fare con un imbecille, e che quindi era impossibile che un pollo potesse mai diventare un'aquila solo perchè lei ci vedeva chissà quali ali e voleva farlo… volare alto. Sempre un pollo restava.
Ma al di la delle mie più o meno ironiche metafore: sì Luna, si fanno esperienze, si prende atto del "fallimento",si pensa di aver "capito, si trova finalmente l'uomo che ti ama e ti fa crescere, ma la "crocerossina" di un tempo si sentirà sempre in colpa di non aver salvato il "paziente", senza mai voler ammettere che quel "paziente" in realtà era solo un "malato immaginario".
Luna,(e dimmi se sbaglio)credo che per una donna sia difficile riconoscere di aver sprecato l'AMORE, specie quando quell'amore è stato il primo della tua vita. Quello che non si scorda mai.
Un salutone a te, a Wind e a tutto il "gruppo".
Blu
BLU, come ti dicevo non amo tanto riferirmi a ‘uomini’ e ‘donne’, ma non perché neghi in assoluto che vi siano delle ‘differenze’ bensì perché comunque penso che, tanto più in certe dinamiche, sia più utile riferirsi a persone e percorsi. Tu non sei ‘gli uomini’, io non sono ‘le donne’. Per fare delle analisi e riflessioni ovviamente certe considerazioni per “insiemi” e ‘sottoinsiemi” servono. Tuttavia non è in quanto “donna” e “quindi”, non principalmente almeno, che la tua lei non ha riconosciuto lo sciacallo. Direi la stessa cosa, beninteso, di un uomo che non avesse riconosciuto una sciacalla. Inoltre sicuramente chi agisce una maggiore slealtà e stronzaggine ragiona in un suo certo modo. Ma quanti si guardano allo specchio ammettendo un proprio freddo e calcolato meccanismo? Anche nel riconoscerlo (ma spesso lo nega) lo autogiustifica. – rispondo alla tua domanda: penso che per CHIUNQUE possa essere difficile riconoscere di aver sprecato l’amore. Anche perché forse è una ferita narcisistica. E quindi ognuno risolve tra sè e con sè la questione. Dando ragioni che incatenano o liberano. Il fatto del primo amore: posso anche ricordare la mia prima gita a firenze. Ma ciò non fa di essa la migliore o imparagonabile. Tanto più se in quella un colombo mi avesse cacato in testa. Il ricordo
Sapete credo che davvero ci facciamo troppi problemi. Se proviamo tutto questo è veramente solo colpa nostra o forse siamo stati portati a questo punto? Sarò fissata ma ormai credo che con un ragazzo non vergine non ci potrei stare. Il mio precedente ragazzo ( che mi cerca ancora) non ha avuto l’educazione nemmeno di risparmiarmi certi particolari..oltretutto essendo asessuale non potrei fare altro che cercare uno come me. Che peccato perdere tempo e soffrire, quando potrebbe essere confluito nella ricerca della nostra felicità. Siamo sinceri, anche coloro che dicono che la questione li lascia indifferenti..ma nessuno gradisce davvero un partner dalla vita promiscua. Il mio ex era andato a fare sesso mentre il padre della fidanzata veniva operata. Capisco che la colpa maggiore in questo caso ricada su di lei, ma lui non è mica un ragazzino da non poter ragionare! La somma di tutte queste componenti portano alla gr. Io sono fortunata sul sito di aven sto conoscendo un ragazzo asessuale, e vergine. Amo ancora l’altro ma so che non abbiano fututo. Quanto è difficile la vita per i “diversi”, quanto bisogna lottare per la propria unicità.
i ricordi, dicevo, non sono un monolite, un blocco unico, per quanto possiamo conservare una sensazione ‘prevalente’ e ‘riassuntiva’. Il primo amore non si scorda mai vuol dire tutto e niente. Perché alla tua compagna sia rimasta la sensazione di non essere riuscita a fare determinate cose non necessariamente riguarda l’altro più che se stessa, e quanto questa sia una sensazione di reale rammarico (e con quale peso) o una semplice considerazione, secondo un suo, di lei, parametro, o una rielaborazione totalmente pacificata. Certo, da fuori, genericamente potrei dire che il liberarsi dall’idea ‘salvifica” nei cfr di una persona problematica e molesta è un passo importante, che è spesso connesso al riprendersi la propria vita e autonomia. Poiché la cosa, mi dici, lei l’ha ampiamente fatta può darsi che la lettura che tu fai delle sue parole su quella storia, che include mi pare (forse fraintendo) l’idea che lei non si renda conto sino in fondo della negatività del ‘personaggio’ sia invece per lei ‘vedo la cosa con tale sereno e pacificato distacco da non aver bisogno di mettere in primo piano la rabbia e il disprezzo (emozioni utili a realizzare il distacco) o il rancore (emozione dipendente). In realtà, rifletto in generale, il gr si sente più
‘rassicurato’ da, mi sembra di capire, o va comunque in cerca di conferme di distacco di chi ama rispetto a figure passate considerate emotivamente o sessualmente prevalenti (prevaricanti, ma nei suoi riguardi, del gr, anche ove scatti una proiezione ‘è prevaricante su me in TE’) in ampie e più eclatante manifestazioni di ‘demolizione’ della situazione passata o del soggetto, non considerando però che, nel processo di rielaborazione personale della fine di una storia non solo un’ampia necessità interiore di ‘demolizione’ e accentuazione degli aspetti negativi presuppone un attaccamento da sciogliere ma è anche una delle prime fasi utili al distacco e alla rielaborazione piuttosto che una fase finale. In sintesi è più naturale che io ‘demolisca’ a parole chi ho lasciato (o mi ha lasciato ieri) anche per realizzare un mio distacco emotivo che io parli con la stessa energia negativa di qualcuno che percepisco ormai staccato da me o di qualcuno di cui mi importa relativamente. E’ a distacco avvenuto che riusciamo spesso a considerare anche il neutro o positivo pure in un’esperienza negativa. Ed è una cosa molto diversa dal buonismo dipendente o da una ciecità. E’ piuttosto una nostra pacificazione interiore rispetto a. -wind: quindi anche lui, intendi, ha le sue paure che proietta sulle situazioni? Vale: ognuno di noi ha le sue unicità. La visione del sesso non funge da solo discriminante nel mix di variabili che formano i singoli individui. Vergine di per sè non equivale ad asessuale. Perché ti definisci asessuale? E, se posso, in che senso?
Cara Luna,il tuo intento “moderatore” è apprezzabile, e condivido che non debbano esserci differenze tra sciacalli e sciacalle, che agiscono conseguentemente su entrambi i sessi, ma non nella stessa proporzione, mi consentirai. Infatti si sente parlare poco del…crocerossino. L’accettazione, con le relative conseguenze di strazi, incomprensioni e sofferenze, mi sembra più appannaggio del sesso femminile. Senza voler cercare statistiche, basta vedere la bibliogarfia sull’argomento che tratta principalmente se non esclusivamente casi al femminile. Esemplare è il libro che abbiamo già citato “Donne che mano troppo”. C’è qualcosa, in quel “gettarsi” nelle braccia del carnefice che sembra riguardare più l’altra “metà del cielo” e quali ne siano le cause è qualcosa che non si comprende mai appieno, ma è certo che “lo st…zo” ha qualcosa in più che attrae. La mia compagna ( e chissà quante altre come lei) si sarà interrogata mille volte sul perchè sentisse “quella attrazione magnetica” che non si spegneva, nonostante le ripetute dimostrazioni di egoismo e menefreghismo del suo “obiettivo” amoroso. Che si trattasse di una sfida, attraverso la quale dimostrare a se stessa un “valore di mercato” come donna, o addirittura una “necessità” di sofferenza,( che esiste, per quanto assurda sembri) non credo che lo scoprirò mai; sia per la mancanza di mezzi culturali adeguati che forse per la presenza, in quei sentimenti, del famoso cocktail di pulsioni che spaziano dall’istinto puro sino alle immagini che ogni ragazza si fa di un ideale maschile, sulla base della propria educazione ed esempi ricevuti dell’immagine maschile. Citavo tempo fa una frase di Freud,non uno qualunque, che si rassegnava a non aver capito, dopo oltre trentanni di studi della psiche femminile,cosa veramente volesse una donna.
L’innamoramento verso uno “sciacallo” provoca innanzitutto una caduta della propria autostima, provocando “sensi di colpa”, come a tutti i soggetti che non si sentono accettati da chi “dovrebbe ” amarli. Tipico è il caso dei bambini trascurati,che, seppure non necessariamente maltrattati fisicamente dai genitori, si sentono sempre colpevoli delle cose che non vanno in famiglia, ma cercano continuamente un riconoscimento, anche modesto, dal genitore. Si “accontentano” perchè ne dipendono sia fisicamente che psicologicamente. Lo stesso accade in certe relazioni “amorose”, dove il ricatto è più palese, ma le conseguenze le stesse: “sono schiavo di questo sentimento, non riesco a fare a meno di te e mi accontento”.
Non dimenticherò una dichiarazione della mia lei, che si accorgeva di provare “meno attrazione” verso lo sciacallo quando questo le dimostrava un pò di interesse in più, cercandola, quando lei non si faceva sentire da un pò; quasi come se lui perdesse “prestigio”. Preferiva la “subordinazione”, l’ansia dell’attesa, l’incertezza: quello era il suo vero ruolo. C’è chi “vuole un padrone”,forse per via di quella fuga dalla libertà di cui accennavo. Che dire? >>
Io temo di dover ammettere che, per quanto nevrotica e paradossale, relazioni come quelle che ho descritto,soprattutto per la figura che io identifico come “vittima”, sono comunque “storie d’amore”, e quindi “indimenticabili”, soprattutto se poi è la prima. La componente sado-masochistica insita nella relazione, rende la vicenda molto simile a quanto possiamo riscontrare nell’ ampia casistica della produzione artistica che spazia dalla tragedia greca sino all’opera lirica, per quella più colta, e, attraverso la letteratura, sino alla filmografia, per finire con le canzonette e i romanzi cosidetti “rosa”. Non troviamo, in questo exursus un solo esempio di relazioni “normali” se ci pensiamo bene. L’eroina tragica, che va da Penelope, la paziente moglie di Ulisse, ad Anna Karenina, madame Buttefly,sino alla Traviata,per fare un esempio,personaggi che non vivono storie precisamente “normali” in cui la componente della sofferenza e della “tragicità” le rende epiche,e guarda caso le protagoniste sono sempre donne, donne che “soffrono per amore, con o senza epilogo cruento.
Insomma,le storie normali, quelle non interessano nessuno. quelle servono per “sposarsi” e fare la vita banale e noiosa di tutti i giorni. Capisci ora perchè la mia lei non dimenticherà mai il suo “sciacallo”? Purtroppo lei si sentiva e “voleva” vivere un amore come la Karenina, o madame Butterfly in quella storia, ma ha dovuto accontentarsi di un cialtrone portoghese per viverla, che con Pinkerton noi maschiacci veri diremmo: “non assomigliava neanche nel pis…re”. E’ quella la vera tragedia.
Ora devo “volare”, ci risentiamo.Grazie per i tuoi interventi
Ciao a te e a tutti. Blu
Un abbraccio a tutti
BLU, il discorso sulla letteratura di genere e i modelli culturali sarebbe lunghissimo. E hai citato, in realtà, anche cose come il ‘rosa’ che propone in realtà dai suoi albori (ha avuto in seguito sviluppi e ramificazioni) un modello e un’impostazione diversa da quella da te citata. Anzi, pure opposta. Di uomini che pure si accoppano per donne sciacalle la letteratura non difetta. – la sindrome da crocerossino, come tu la chiami, esiste. E ne trovi ampi esempi anche in questo forum. – ‘donne che amano troppo’ e ‘lettere di donne che amano troppo’ son libri che mettono in luce in particolare il problema della dipendenza affettiva, della co-dipendenza, del perché una persona, anche per il suo vissuto possa ‘auto-ingannarsi’ e compiere certe scelte e agire certe modalità. Ma, mi ripeto, secondo me, se sei interessato all’argomento, anche in modo più generale, potrebbe esserti utile leggere ‘molestie morali’ o testi come ‘la manipolazione affettiva – quando l’amore diventa una trappola’ di isabelle nazare-aga. Perchè ‘insisto’? Leggendoli forse ti risulterebbe più chiaro. Anche perché non è necessario amare, di base, troppo, o ‘non sapere cosa c’è in giro’ per finire in una trappola. Per quanto, usciti dalla trappola (assai complessa) si diventi in grado di annusarne una a sei km.
ma se è vero che esistono persone che di base, per dei loro irrisolti, vanno proprio inconsapevolmente a cercarsi determinate situazioni, e anche in modo seriale, perché credono che amare troppo sia amare e anche il solo modo di tentare disperatamente di farsi amare, accogliere, confermare, se è vero che ogni rapporto scatena la “reazione chimica” tra i reagenti di due individui ed è un passo a deux, se è vero che ciascuno di noi può avere i suoi nodi da sciogliere e trovarseli di fronte tanto più quando si trova in una determinata situazione, e se è vero che una persona nella vita può ritrovarsi a leggere la norwood e ritrovarsi o anche in ‘la principessa che credeva nelle favole di m. Grad -se non erro- io ‘insisto’ perché trovo fondamentale avere, se interessati, una visione più completa dei meccanismi della trappola. Non basata solo su un auto-inganno. Ma anche su una confusione indotta e su una reazione. La tua compagna, mi dici, ha cominciato la sua educazione sentimentale da una trappola anche perché era una donna incastrata nei suoi auto-inganni di chi pensa che amare troppo sia la sola via percorribile. E poi ha sciolto anche l’autoinganno. Io però non lo ero. Non ero una donna che ama troppo. E MAI sottolineo MAI ho pensato che il mio compagno fosse PIU’ attraente quando era più stronzo o irraggiungibile. E’ chiaro che le sue modalità mi hanno fortemente destabilizzata, intrappolandomi. E che se io avessi avuto una serie di chiavi di lettura che oggi ho non sarebbe successo. Ma se non le avevo era anche e proprio perché non immaginavo neppure che certe dinamiche contorte e distorte esistessero. E quando nella vita mi era capitato di incontrarle (ad esempio nel caso di una ex “suocera” super molestatrice morale, per gelosia nei miei cfr) a istinto avevo percepito e a istinto mi ero difesa nel modo adeguato ma un nome alla cosa non sapevo darlo (avevo 18anni@. E” chiaro che le dinamiche del mio ex hanno trovato terreno fertile nella mia sensibilità, empatia e in certe mie cose che dovevo osservare. Ma nel modo più assoluto non ero sadomasochista, non cercavo relazioni burrascose e, per quanto io abbia una propensione per ‘il sociale” e di protezione istintiva per i più deboli ciò non è mai stato in chiave dipendente
blu, ovviamente non discuto l’esperienza personale della tua compagna, il suo, vostro percorso, le risposte specifiche che si è, vi siete, ti sei dato. Tra l’altro stimo il fatto che tu, oltre ad aver cercato delle ‘chiavi’ per il tuo disagio le abbia cercate anche per il suo. Lo vedo intelligente, sensibile, costruttivo. Ci vedo un lavoro di squadra e di crescita, tra voi, individuale e comune, e il vero amore è anche questo. Se specifico una serie di cose, e mi scuso se siamo usciti dall’argomento centrale (ma in realtà parlare di gr significa, mi pare, affrontare anche argomenti come la nostra e altrui idea di amore e relazioni, aspettative emotive, esperienze passate rilette e esperienze presenti, e comunque ciascun individuo non è solo un gr, ma vive in un più ampio contesto anche emotivo) è perché, portando la tua/sua esperienza hai fatto anche delle osservazioni su un tema complesso e più ampio. Per tua sfortuna :p è un argomento di cui mi ‘occupo’, uscendo dal personale, da diversi anni. Ciò non significa ovviamente che io sia ‘sapientina’ a riguardo. Ma intendo dire che veramente, tra forum, realtà, testimonianze (di uomini e donne), esperienze condivise, studio, e anche in connessione con altri argomenti quali la dipendenza, i modelli culturali o stereotipati in senso più ampio etc, e pure in chiave interdisciplinare son anni che “ci bazzico”. Non voglio dire ‘so’, voglio dire ‘mi interesso’.
per LUNA: sì,anche il mio ragazzo ha delle insicurezze che in passato non ha mai avuto, con me gli sono saltate fuori!
per BLU: quando hai citato quella serie di libri mi hai dato il “la” per costruirmi in testa un’altra spiegazione della mia GR. Le donne (parlo in generale e per stereotipi) hanno questo mito dell’uomo che le fa soffrire e inspiegabilmente ne sono attratte, quasi tutte le ragazze che conosco hanno letto quei libri e incosciamente sono affascinate da quel tipo di relazione… gli uomini in genere fantasticano invece su altro, principalmente sul sesso, quelli che conosco io sono attratti dalla pornografia e dalle donne che hanno un corpo e una sessualità volgare e esplicita. anche i miei familiari sono così, e fin da piccola sono stata mitragliata da discorsi inconsciamente maschilisti. Blu non si sente l’ “uomo che non deve chiedere mai” quindi pensa che la sua donna non possa vederlo attraente. Wind non si sente la porno star quindi non si sente attraente per il suo uomo. è un discorso fine a sè stesso ma mi sento molto vicina alla tua mentalità da questo punto di vista!!
altro discorso: immaginavo che ti saresti sentito vicino al mio ragazzo per il fatto di “temere” gli sciacalli che ci sono a giro, ma una cosa è dispiacersi per il passato, un’altra è pensare che io ora sia così immatura e ingenua da cadere tra le braccia di uno sciacallo. stesso discorso vale per la tua donna…hai detto tu stesso che ora lei riconoscerebbe lontano un miglio che quello scemo è solo uno scemo!! quella del mio ragazzo non è GR è paura del presente!
per VALE: la maggior parte delle nostre insicurezze è solo frutto della nostra mente che si fa condizionare dalle situazioni, tu come tutti noi sarai stata influenzata troppo da alcune situazioni fin da piccola… ma perchè ti definisci asessuale? perchè se non provi attrazione per gli uomini vuoi trovare un ragazzo?? è questo che non capisco…
Cara Luna, non sai quanto invece apprezzi le puntualizzazioni che gentilmente mi comunichi. Ho chiesto più volte il parere delle donne su questo forum,donne che nella maggior parte dei casi erano i capri espiatori della sindrome che titola questo forum. Inoltre non considero affatto una sfortuna il fatto che tu bazzichi da anni gli aspetti diciamo, “periferici” delle relazioni sentimentali, anzi: è un benefit.
Dico questo perchè non avendo mai sofferto prima d’ora di questa sindrome mi sono interrogato a lungo sull’argomento, e, dopo aver affrontato ME stesso, con i risultati che avrai letto, ho tentato di capire perchè una donna come quella che amo e stimo da 24 anni abbia potuto viver una storia così assurda per la sua dignità. Perchè nella vita di tutti i giorni, nonostante la giovane età, riuscisse a muoversi con equilibrio e difendersi dai molestatori classici, ma cambiasse identità di fronte a quell’individuo. Perchè, soprattutto, frequentando anche altri giovani uomini che le dimostravano affetto e rispetto, alla fine non li trovasse interessanti, (sembra proprio per quelle caratteristiche) e finisse poi per tornare dallo “sciacallo”, che, di fronte a quella palese dimostrazione che gli veniva fornita del “potere” che lei in questo modo le riconosceva, aumentava la dose di egoismo e di “abuso” nei suoi confronti a livelli incredibili che lei “accettava”! Non so se si possa parlare di masochismo da parte di lei, ma non trovo una definizione migliore.
In questo senso capisco perchè non volle parlami di quel suo rapporto nei termini che poi ho conosciuto; ma che ripeto, seppur superato, non sembra essere stato da lei “ridimensionato”: nè la storia, nè l’uomo. E’ come se quell’individuo avesse comunque “soddisfatto” un desiderio inconscio che “doveva” essere vissuto solo in quel modo e con quel tipo di personaggio. E’ un mistero.
Certo la letteratura rosa nasce con presupposti diversi,lo capisco, ma
la finalità è sempre quella di avere storie d’amore “emozionanti”; come poi queste vengano coniugate dai singoli protagonisti, nella vita, ovviamente è soggettivo, ma il fondamento è sempre il bisogno di “emozione”, di quell’adrenalina che molti maschi cercano nel “pericolo” (io quando volo la cerco) e molte donne “anche” nell’amore. La coniugazione di queste “necessità” passa, altrettanto ovviamente, attraverso il filtro del proprio vissuto precedente e dei vari imprinting soggettivi, di cui abbiamo accennato, ma purtroppo la vita coniugale raramente offre queste possibilità.
Sono convinto che la mia lei mi ami senza incertezze, ma, a parte il mio tradimento, di cui ho dato le ragioni, non credo di averle mai potuto offrire “quelle” emozioni, ecco perchè, a mio parere, non riterrà mai realmente che “quello” sia stato un amore sprecato,e mi permetto di aggiungere,non solo per ragioni “narcisistiche” come indicavi tu.
Era un amore “trasgressivo”, e come tale forse portatore di una forma di “perversa libertà” dai clichè imposti da una >>>
<<< educazione tradizionalista e sessuofobica, come quella che la mia lei ha avuto, quasi una forma di " liberazione" dai tabù subiti, chi lo sa; oppure era… quella semplice, animale "reazione chimica" di cui ho già accennato, per cui sto cercando giustificazioni psicologiche che non esistono nella realtà.
La considerazione freudiana di cui accennavo nel mio precedente post rimane: "cosa vuole veramente una donna?"
Luna, ti ringrazio per la bibliografia che hai citato e che in parte non conoscevo. La procurerò presto, e mi fa piacere che, pur amplissimo nei suoi possibili sviluppi, tu abbia posto l'accento di come la GR sia legata ai tanti aspetti dell'eros femminile, così poco conosciuto
da parte di noi maschi.
Per concludere ti sembrerò forse maschilista e iperbolico, ma nella ricerca che sto conducendo per comprendere meglio l'animo della donna che amo, mi sto rendendo conto che non ci sono Universi o profondità marine così inesplorabili come il cuore di una donna.
E forse è un bene, perchè è questo mistero che vi rende così maledettamente affascinanti. O forse siamo noi uomini, innamorati, i veri masochisti
Un salutone.
A presto, Blu
WIND, mah… Io non mi riconosco nell’attrazione verso chi dà sofferenza e tormento. Ovvio che non sarà così facile dire ‘oui, c’est moi!’ :p ma anche durante le peggiori burrasche, nel periodo in cui avevo la mia strizzacervelli, questo aspetto non è mai emerso. E gliel’ho pure chiesto, per quanto sentissi che non era così. Perché mi conosco, ma anche perché nelle mie relazioni precedenti le sensazioni di malessere certamente non erano state un collante, semmai uno scollante! Per quanto io abbia sempre cercato di affrontare i problemi e risolverli, se tengo a qualcuno o qualcosa, ad un progetto o un’idea (non sono una fuggitiva, anche la vita mi ha insegnato a distinguere meglio ‘le cause perse’) e non ho mai avuto il concetto che una relazione serena sia ‘una palla’ e per forza poco stimolante o noiosa o poco passionale. La passione e l’attrazione non fanno rima con casini. E un uomo non è meno stimolante perché sorride e sa cosa vuole dalla vita. Il mio primo amore, asessuale, come direbbe Vale, in giovanissima età (e che per inciso non rimpiango, non idealizzo, riconoscendo sia le qualità che i difetti che MI ha personalmente manifestato e nella vita in genere) aveva una malattia sin da quando era piccolo, casini in famiglia ed è stato pure un po’ teppista. Sarebbe facile dire AAAH, VEDI? E invece NO.
la sindrome da crocerossina non solo non c’entrava un tubo ma non l’ho mai manifestata. Perché io non ho mai ‘dato peso’ alla sua malattia. So che lui ha amato anche questo. Non è che non mi preoccupassi e anzi, anni dopo, ho compreso di più quanto temessi che davvero potesse morire giovane (è sposato e ha un figlio 🙂 ) anche perché lui esorcizzava la sua malattia e la paura con grande ironia. Ma MAI l’ha usata come un ricatto, mai si è posto nella posizione del più debole e mai, per quanto la sua malattia facesse anche parte della nostra quotidianità, io l’ho identificato con essa o ho pensato ‘io ti salverò’. I suoi problemi lo avevano reso più intelligente e sensibile per la sua età. Avevamo 17 anni e parlavamo di tutto. Quando dico che era più intelligente e sensibile c’è chi mi dice “sei fuori?” perché ha fatto anche scelte opinabili nella vita. Ma a ME ha regalato il suo lato migliore. E il nostro è stato un amore senza sesso per l’età ma non privo di passione. Perché la passione e l’attrazione non stanno solo nel sesso, wind. Una persona, donna o uomo che sia, non esprime passionalità facendo o solo facendo ‘numeri da circo’. Forse per un gr leggere ciò che dico del mio ‘primo amore’ è “rivoltante” ma come ho detto per me non è un confronto o un rimpianto. Peraltro il nostro ‘primo amore’ non è legato alla cronologia. Ognuno sa chi è il suo grande vero amore, primo nel senso di ‘al primo posto’, che è la cosa più importante.