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Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva

di uomotriste

Riferimento alla lettera: Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Categorie: - Amore - Famiglia - Me stesso

1.414 commenti

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  • 801
    Bluvito -

    Buongiorno a tutti,a Luna cui ieri ho replicato il suo interessante post e a Wind di cui leggo un altrettanto interessante inciso.
    Cara Wind, la lettura di quei testi che ho citato e che tu ha avuto voglia di vedere parla essenzialmente delle spinte “primordiali” che nascono nei due sessi con modalità diverse che, nei milleni,lentamente, sono state, come dire, “corrette” dalla cultura e dall'”educazione morale”.
    Per il maschio primordiale “prevale” il desiderio di accoppiarsi con più femmine possibili per diffondere la specie, possibilmente “belle” secondo i criteri dell’epoca, perchè questo significava sane, e quindi garanzia di figli sani.
    La femmina primordiale è più cauta “nell’offrirsi”, perchè deve gestire 9 mesi di gravidanza e la prole che arriverà;il suo è un “investimento” ponderato, quindi opera una scelta “pragmatica”: il maschio più “forte” e più “scaltro”, per la difesa del nido e che le procurasse il cibo, specie durante l’allevamento della prole. La “bellezza” non era una priorità.
    Ti ho sintetizzato questi aspetti primordiali e istintivi, perchè da questi discendono tutti i nostri criteri di scelta del partner, criteri che, naturalmente, si sono arricchiti di tutte le componenti “culturali” che la Storia lentamente ha stratificato dentro la Società.Quindi i criteri di 10.000 anni fa per una “femmina” erano “essenziali”: un tetto, il cibo e un maschio che la protegga e la faccia mangiare in pace mentre si occupa dei figli.
    Oggi le cose sono più complicate, la “scelta” è più articolata ma è mia opinione (ma non solo mia) che l’azione degli istinti agisca ancora più di quanto immaginiamo nella scelta del partner, “aiutata” poi dalla morale “cresciuta” in ognuno di noi che ne giustifica l’operato razionalmente.
    Dico questo perchè, nella lunga vicenda che riguarda la mia storia sentimentale io sarò stato certamente oggetto di “quelle” valutazioni da parte delle donne che ho frequentato e lo stesso vale per la mia lei. A quelle caratteristiche istintuali si saranno certamente aggiunte le dotazioni che la cultura vi ha aggiunto: la simpatia, l’intelligenza,l’estetica anche per gli uomini, eccetera, ma stai tranquilla che anche le nuove dotazioni vengono lette con gli stessi criteri di 10.000 anni fa. Vale a dire che per una donna odierna, un maschio intraprendente (o che appare tale),sicuro di sè ( o che sembra tale)carismatico (o che fa credere di essere) fa l’effetto di un uomo che dà “sicurezza, quindi diventa “attraente” nella prospettiva di una vita “matrimoniale”. Le caratteristiche dello “str..zo”, di cui abbiamo parlato e parlano i testi che hai menzionato, spesso corrispondono a questi stereotipi, e siccome il maschio è pur sempre un “cacciatore”, specie “quelli” di cui sopra, sa bene quali sono le doti che deve mostrare per accalappiare, soprattutto chi tra le “prede” non ha esperienza per riconoscere lontano un miglio il “bluff” che si nasconde dietro quella “recita”.
    Ovviamente sto parlando della solita menata >>

  • 802
    Bluvito -

    >> che riguarda la storia con la mia lei,ma che purtroppo è esemplare per spiegare “l’inspiegabile”, ed è applicabile a quasi tutti i casi che ho letto su questo forum: perché sei stata/o con con questo o quello e hai potuto fare certe cose, prima di me? La domanda da un milione di dollari del GR standard, che ognuno, poi, personalmente coniuga secondo il carattere personale; ma la partenza E’ quella.
    Se ripenso alla mia lei e al suo “sciacallo” vedo una ragazza di 20 anni che non aveva nessuna esperienza, romantica, fragile ed insicura,che va all’estero per lavoro, in un paese sottosviluppato rispetto al suo dove conosce un bulletto di 24 anni spiantato, che intravede in questa ragazza una “rivincita” sociale, agli occhi dei suoi pari: farsi una straniera: bella, bionda e più “abbiente” è il top per il suo prestigio da poveraccio. Applica tutte le “strategie” del caso conquistandola con le sue presunte doti, lei ci casca e se ne innamora, e quando comincia inconsciamenete a rendersi conto che il macho che intravedeva per il suo futuro, è solo un povero disgraziato che cerca di aprire le penne della coda di pavone per mostrarsi più di quello che è, è troppo tardi, non riesce ad ammettere di aver fatto un errore così marchiano. Certo, resta sempre quell’attrazione atavica del maschio esotico, che soddisfa il bisogno della Natura di incrociare la specie per migliorare il “prodotto” prole (la famosa chimica) ma non altro.
    Confusa dalla mancanza di esperienza si basa solo su “quest’ultima” attrazione e su quante altre femmine cercano il pollo che si sente un’aquila, ritenendo questo un indice di valore, mettendosi quindi in competizione con le altre pretendenti.
    L’esperienza, poi, le ha fatto cambiare “standard”, ma non può rinnegare,come ho detto ieri, il richiamo della foresta che la spinse a sceglie quel pesce nell’oceano di pesci,come dice lei.
    Io per lei, sono diventato l’uomo che “deve chiedere sempre” non perchè sia uno sfigato, ma solo perchè sono “scontato”, non ho nesun mistero che fa sognare “quella” parte della fantasia femminile. Ripeto potrei essere affascinante come un attore,brillante, “macho” e carismatico, ma la routine quotidiana spegne ogni fantasia quando la banale convivenza, le mutande da lavare e le incombenze della vita prevalgono: manca “l’emozione”, quella di cui parlavo ieri e che ti fa vedere “l’aquila” nel “pollo” che hai davanti solo perchè, il suo negarsi lo rende “prezioso” e portatore di chissà quali qualità, quando è tutta un’illusione. Morale. Sia tu che il tuo ragazzo aveta la fortuna di essere giovani, ma la sfortuna di non avere esperienza, che purtroppo è l’unico vantaggio dell’età. Siete attratti l’uno dall’altra in maniera straziante, diventando una necessità l’uno per l’altra appunto.
    Guarirete dalla vostra ossesione quando sarete più in equilibrio con voi stessi, quando ciòè la vostra serenità NON dipenderà dall’altro,quando l’altro si potrà amare per… amore dell’amore.
    Io ora mi sento così.
    Blu

  • 803
    Rambo -

    Ciao a tutti i vecchi (si fa’ per dire) del forum, era un po’ che non intervenivo ma comunque vi ho continuato a leggere in sordina.
    Innanzitutto mi complimento con uomo triste e bluvito per essere riusciti ad uscire da questo vortice, cosa che ho tentato di fare anche io da parecchio ma senza mai riuscirci.
    La novita’ e’ che abbiamo deciso io e la mia partner di andare a convivere, questo secondo la mia mente avrebbe giovato ad alleviare un po’ le sofferenze, purtroppo cosi’ non e’ stato ed anzi e’ ancora peggio di prima.
    A quanto ho letto fino ad ora negli interventi, sono l’unico che per alleviare il problema cerca di scappare dal proprio partner, invece di soffrire in silenzio; beh io non ce la faccio e’ piu’ forte di me, se lascio la mia “doppia vita” vengo letteralmente sopraffatto dalla GR giorno e notte, invece avendo una vita piu’ libera, cioe’ uscite con gli amici o altre ragazze riesco a vivere in modo piu’ allegro (per modo di dire).
    Questo forse mi rende ancora diverso da tutti voi, e’ come se il mio istinto mi chiedesse di fargliela pagare per quello che ha fatto prima, ovviamente con dei tradimenti, ma anche dopo 1-5-10 tradimenti la situazione non cambia, rimane sempre quella che e’ al momento cioe’ pessima forse peggio di prima.
    A volte penso di essere io quello sbagliato e di avere dei seri problemi mentali, ma poi ci ragiono e dico se cosi’ fosse sarei in un manicomio, e proprio la GR che ti spinge a fare questo nel mio caso il problema e’ solo sessuale piu’ che amoroso.
    Per me poteva aver amato anche 100 uomini, ma quando penso che ha fatto sesso anche solo con 1 divento una bestia e non mi va’ proprio giu’; e lei ripeto ha avuto solo 2 storie serie in vita sua mai storie di una botta e via.
    Credo di aver sbagliato qualcosa nella vita, uno come me’ doveva rimanere da solo, per carita’ sono giovane ho ancora tempo pero’ pensando al futuro, nasce la paura di rimanere solo e questo mi scoraggia a prendere una decisione definitiva; anche per il fatto che con un altra ragazza la situazione sarebbe uguale se non peggio.
    Forse come dice il buon Tolteca, faccio parte di quella cerchia di persone che non “provano” a risolvere il problema, il mio IO dice che sono troppo giovane per tirarmi giu’ a vivere una situazione che nemmeno il peggiore degli schiavi avrebbe voluto sopportare, e quindi cerca di svincolarsi dal problema nei modi descritti sopra.

    un saluto a tutti

  • 804
    WindGirl -

    leggo sempre volentieri tutti i vostri post, ma non sempre ho modo di rispondere.
    sebbene io sia stata ricoperta di complimenti per la mia forza di volontà e voglia di risolvere le cose, in questi giorni mi sento molto simile a Rambo in quello che ha scritto. certo non tradirei il mio ragazzo (perchè mi farebbe star peggio) ma molto spesso nei momenti di crisi e ricaduta ho pensieri che distruggono completamente il rapporto con la persona che amo e mi allontanano da lui, a volte ho anche deciso di lasciarlo (ad esempio ieri)…solo vederlo star malissimo mi ha fatto cambiare idea. in questi giorni sono in questa fase: zero speranza,malessere e voglia di liberarmi per sempre di questa sofferenza che non mi sono scelta. anche io sono giovane (24 anni) e ho tutto il tempo che voglio per trovarmi un ragazzo come dico io, con tutte le carte in regola ed un passato sessuale normale.
    il mio ragazzo è l’opposto della persona che ho sempre sognato come mio futuro compagno di vita: come posso vedere il mio principe azzuro in un ragazzo che si è portato a letto donne di cui nemmeno sa il nome? potrebbero essere chiunque, magari le conosco anche perchè lui non si ricorda nemmeno il nome (il cognome non l’ha mai saputo di nessuna, sapeva giusto la città per capire quanti kilometri fare per farsi una scop*ta). chi vorrebbe come padre dei propri figli un uomo così?
    quando ci siamo conosciuti io ho buttato in piazza tutti i miei scheletri dell’armadio (anche quei pochi sessuali che ho) proprio perchè non volevo che lui si innamorasse di me senza sapere come sono e lui ha avuto modo di scegliere se accettare il pacchetto o no. ho spronato lui a far lo stesso (perchè sapevo che non avrei accettato certe cose, non le ho mai accettate) ma lui si è presentato come ragazzo bravo e mosso dall’amore, non potevo pensare che il suo passato nascondesse storie così squallide. forse voleva solo fare bella figura e si vergognava, non sapeva che soffrivo di GR, ma di fatto ha permesso che io mi illudessi, mi innamorassi e ora è la causa delle mie sofferenze…
    ragazzi… io capisco che la mia GR non deriva da lui perchè è un mio handicap, ma esistono alcuni partner con cui io non avrei di questi problemi (lo so perchè con altri ragazzi non ne ho avuti).
    io sono innamorata davvero ma pensare di passare una vita così mi spaventa troppo, lui ancora non ha capito la gravità della mia situazione, pensa che col tempo tutto si possa risolvere, non capisce che è una cosa che col tempo non può che peggiorare se non si cura adeguatamente… più lo conosco (e scopro cose sul suo passato) e più mi fa schifo… e sta nascendo anche la rabbia per il fatto che lui non abbia buttato in piazza come me tutte le cose negative sul suo passato… ma per lui erano anche cose normali, tutto il suo gruppo di amichetti si portava a letto ragazze con cui si erano appena presentati e nemmeno avevano capito il nome… non potrò MAI vedere in lui la persona con cui sarei fiera di mettere su famiglia.

  • 805
    LUNA -

    wind, pensa che ad amiche mie è successo il contrario, e cioè che dopo tanti anni, poiché loro erano state la sola e unica donna, andassero in crisi. In crisi di insicurezza con loro stessi. Io penso che l’importante sia avere un partner innamorato e ‘risolto’, rispetto al suo passato. Cosa che per la gr è incomprensibile. Io non capisco bene, scusami, se il tuo problema è ‘potrebbe rifarlo mentre sta con me?’ o davvero solo inerente al suo passato. Guarda che capisco cosa non ti piace che abbia fatto (e quanto carico c’è anche per il fatto che tu, probabilmente, hai estremo bisogno di quel mettere le carte in tavola, e che siano messi in tavola, su certi, specifici aspetti) perché

  • 806
    LUNA -

    scusa, WIND, ho avuto un problema tecnico, riprendo il discorso: dicevo, non so bene ovviamente quali siano le complesse ragioni per cui il GR ha bisogno di sapere esattamente quali sono le “credenziali” passate del suo partner (a costo di farsi molto male sapendole), ma ho l’impressione quasi che sia la paura del presente e del futuro, che non si può controllare, a farlo andare così in estremo controllo del passato. Cioè attraverso il solo modo in cui può controllarlo: conoscerlo e soffrirne a morte, e cercare delle strategie (come nel caso di RAMBO) per rispondere all’offesa. In realtà il GR, mi pare, si concentra moltissimo sul passato e non sul presente e il futuro.
    Nel presente vive una sofferenza presente, certo, ma legata ad un passato che non si può cambiare. Tuttavia, da un certo punto di vista, è una sofferenza estrema che in qualche modo però sente di poter “controllare” attraverso le sue idee su cosa è giusto e sbagliato, cosa è pulito e cosa è sporco, cosa è accettabile e cosa inaccettabile. In questo modo le sue energie sono concentrate tantissimo, mi pare, in una domanda costante: posso sopportarlo o devo lasciare questa persona? – cioè, in un dilemma che di fatto gli impedisce di vivere realmente una storia al cento per cento, e una vera intimità PRESENTE con il partner, ove per intimità non intendo solo quella sessuale, ma un vero e proprio lasciarsi andare anche alle proprie stesse emozioni, che potrebbero anche essere troppo intense, se si lasciasse andare veramente a quell’amore che dice di provare. Un amore che, come tutti, può vivere dei rischi nel presente e nel futuro, delle cose imprevedibili. Ma il GR sembra non pensarci, ma non nel senso che vive serenamente alla giornata, bensì fossilizzato in un passato che sembra contenere tutti i possibili problemi, le possibili sofferenze da cui si vorrebbe scappare e che si tenta di poter controllare.

    Ora, WIND, mi rendo conto che forse non sono riuscita a spiegarmi, e magari tornerò a dirlo “meglio”.
    E’ stato RAMBO a farmi venire anche questa riflessione. Non sta a me, RAMBO, “giudicare” la tua GR, spero che si capisca che il mio intento non è assolutamente questo. Rifletto su quello che hai scritto. E’ evidente che soffri, ed è evidente che fai una grande fatica per stare in equilibrio. Non ti conosco quanto ti conosce Tolteca per poter dire “non affronti”. A leggerti sembrerebbe, scusami, proprio di no. Ciò che affronti è una fatica enorme per cercare di gestire qualcosa che è dentro di te, non fuori. ecco perché non trovi pace. Quando tradisci non tradisci per qualcosa che lei TI FA (non c’eri) ma cerchi di compensare il fatto che è la tua GR a farti soffrire. Io non giustificherei tanto più un tradimento per qualcosa che ho fatto dieci anni fa, mi segui?
    Le opzioni che ti dai sono: restare/soffrire/tradire – andarmene/rinunciare/soffrire.
    Soffrire/soffrire.
    In questo senso no, non affronti. Non si tratta di soffrire cercando equilibri sofferenti.

  • 807
    Bluvito -

    Ciao e buongiorno a tutti. Risento Rambo che combatte con la sua Gr, cercando soluzioni che gli allevino le sofferenze, e lo stesso Wind; e voglio solidarizzare con loro NON come ex GR, ma come post GR.
    La differenza consiste nel fatto che, “temo”, che la sindrome non scomparirà mai dentro me, ma, come ho già detto su questo forum, ora so almeno di poterla controllare.
    Come? Facendo altro, impegnandomi in nuovi progetti e interessi, anche banali se si vuole, ma, (e lo dico per la centesima volta) mettendo me stesso al primo posto dei miei interessi. Non egoisticamente, attenzione, ma solo come accettazione del fatto che mitizzavo troppo l’immagine della mia compagna, come inconscia proiezione dei miei ideali femminili.
    La “caduta degli dei”, che è derivata dalla scoperta di un “passato” di lei che immaginavo diverso, mi ha fatto fare un bagno di “umiltà” per quanto riguarda una visione, forse un pò presuntuosa, che avevo di me e di quanto mi “spettasse” sotto il profilo sentimentale.
    La mitizzazione del partner, o dell’ideale di partner che più o meno consciamente ci portiamo dentro, è SEMPRE portatrice di delusioni. Lo è stato per la mia lei che aveva proiettato sul mentecatto “sogni” cresciuti nell’adolescenza e naufragati per conclamata insipienza del soggetto; ed è successo a me con lei per eccesso di “madonnizzazione” nei suoi confronti.
    Questi “sogni” sono retaggi propri dell’età giovanile; che è bello che si protraggano nel tempo, come nel mio caso, ma che prima o poi sono destinati a finire. “I sogni finiscono all’alba” si dice, ed è vero. Anzi, prima finiscono meglio è, perchè la realtà prima o poi presenta il conto, e tanto più è salato quanto più è durata l’illusione .
    Rambo, Wind, siete così giovani che vi state ancora “conoscendo. E’ chiaro (come lo era per me)che l’immagine proiettata dal partner diventava un indicatore importante del valore e la stima che ognuno ha di sè; quasi come il possesso di uno “status simbol”. Non può e non deve essere così se si vuole stare bene; e lo dico perchè con me sembra abbia funzionato.
    Per quanto mi riguarda, oggi sapere che la mia lei ha perso la testa per anni per “un idiota che non vedeva essere un idiota”, non mi fa quasi più effetto. Che sia stata “la chimica”, l’istinto o la proiezione dei suoi sogni, incarnati in un poveretto che ignorava di essere visto in quella maniera così idilliaca, è ormai quasi più che irrilevante. Tutto quelli che possono essere stati “errori”, nostri e dei nostri partner, sono in realtà “lezioni” che la vita ci dà per diventare quelli che siamo diventati.
    Voi siete ancora in corsa nell’imparare, data la vostra giovane età, ma come potete vedere ne a me ne a Uomo Triste mancano ancora le occasioni, nonostante l’età. E’ tutto in divenire,continuamente.
    Cercate di trovare fiducia nei vostri mezzi,da soli. Non delegate ad altri il giudizio e il valore che dovete avere di voi stessi.Quando riuscirete a “volervi bene” è fatta. La GR sarà un ricordo.
    A presto

  • 808
    Solo40 -

    ciao razzi/e
    anche a me è capitata la stessa cosa, sono anche io vittima della GR. Ma in sintesi quel è il metodo migliore per uscirne? È utile rivolgersi ad uno psicologo? Per me sarebbe molto umiliante a 40 anni, con due figli grandicelli, raccontare di notti insonni perchè penso mia moglie tra le braccia di un altro. Ho provato a combattere, dedicandomi anche a molteplici attività che impegnassero corpo e mente (corso di inglese, calcio, palestra ecc…) ma alla fine il malessere ritorna sempre. Mi rincuora in parte sapere di non essere l’unico a soffrire per queste cose che, a mente lucida, riesco a definire delle vere sciocchezze. In altri momenti invece perdo il controllo di me stesso e così facendo sto deteriorando il nostro rapporto di coppia, isolandomi e trattandola male. arrivo a pensare che l’unica via di uscita è mollare tutto ed andarmene via da lei. È assurdo che per una stupidaggine del genere ci si possa rovinare la vita. Ho paura anche a parlarne con lei perché penso possa giudicarmi immaturo e di conseguenza deluderla.

  • 809
    Bluvito -

    Ciao “Solo”. Se ti prendi la briga di leggere uo pò di post degli ultimi mesi ti accorgerai che uscirne non è facile.Io come al solito parlo per me, e, sapendo quale tormento sia la GR, spero di dare qualche consiglio per alleviarla, ma per farla scomparire…beh. Intanto ti invito a leggere il saggio di Tolteca, (trovi le indicazioni per averlo nei post precedenti, di 8/12 mesi fa) che oltre ad essere un autorevole “moderatore” in questo forum, ha studiato a fondo la fenomenologia di questa sindrome infame.
    Io ci convivo, ma non l’ho uccisa, è bene che lo ribadisca. Lavoro soprattutto sulla mia autostima, gratificandomi come posso, nel lavoro,nelle amicizie e nella cura di me, non solo fisica. La GR esordisce spesso come causa di una diminuzione dell’autostima, durante periodi di insicurezza o cambiamento. Un migliore equilibrio del rapporto con se stessi è comunque importante.
    L’aiuto psicologico può avere un ruolo per inquadrare da dove nasce il problema, e io ne ho usufruito per un pò, e sono più vecchio di te, quindi non credo che tu debba vergognarti di niente laddove cerchi l’aiuto di uno specialista. Piuttosto, è difficile trovarne di bravi, questo sì, ma si può sempre cambiare. Poi, bisogna “ritarare” l’orgoglio maschile, in questo caso,anche pensando che quando lei faceva certe cose, noi (maschi) magari ne facevamo di analoghe. So che questa regola vale poco per il GR, ma è un primo passo per riprendere contatti con la realtà e soprattutto l’attualità.
    Non so che rapporto tu abbia con la tua compagna, ma se ti vuole bene e cerchi di parlarne con sincerità non potrà non capirti, altrimenti dovrai trarre altre conclusioni sulla tua relazione.
    Una cosa ti consiglio con tutto il cuore:cerca d evitare di “sapere” più di quanto tu già non sappia. I GR hanno una maledetta capacità di creare dei “film su misura” per alimentare la sindrome di cui si soffre. Evita con tutte le tue forze di cercare oltre nel passato della tua lei, perchè ricorda: il geloso trova sempre PIU’ di quello che cerca, e si rovina la vita.
    In bocca al lupo. Blu

  • 810
    WindGirl -

    torno a scrivere dopo giorni di agonia, ebbene sì le mie paranoie sono tornate, non forti come prima ma abbastanza da mandarmi in crisi, per mandarle via ho dovuto faticare molto sottraendo energie per la mia vita quotidiana (sono sempre più distratta e meno produttiva nello studio).

    benvenuto Solo40… non so rispondere alla domanda, ancora nessuno di noi ha trovato una soluzione definitiva e duratura per questo problema. Perchè vedi come un’umiliazione parlare con uno psicologo?
    ma soprattutto vedi tanto umiliante informare tua moglie di questo problema? il fatto di trattarla male è un “normale” sintomo e magari spiegarle pian piano tutto potrebbe evitare litigi inutili… da quanto tempo ne soffri?

    rispondo alla domanda di LUNA: non ho paura che il mio ragazzo rifaccia qualcosa che per me è negativo. non accetto che lo abbia fatto.punto! per me una sua storia di sesso (con la sgualdrina di turno) passata è dolorosa come un tradimento ora, non sto esagerando, per me sarebbe lo stesso dolore. Non temo affatto un tradimento, sia perchè non è da lui sia perchè non mi farebbe provare dolore più di quanto ne provo ora.
    è vero che vivo quasi solo nel passato e per non stare male molto spesso devo fare un’operazione di distacco psicologico dal mio ragazzo… e tante volte mi si annullano anche altre sensazioni positive però, come la voglia di vederlo e di fare tutte quelle cose che normalmente amo fare con lui. di sicuro tutto questo non è sano!
    altra cosa: io non starei mai con un ragazzo che non ha avuto altre esperienze perchè anche questo mi creerebbe comunque paranoie, avrei il dubbio che con altre potrebbe trovarsi meglio e che prima o poi potrebbe cadere in tentazione…ho bisogno del paragone ma pretendo che sia positivo per me ed in più non accetto le “botte e via”.

    Blu: sto cercando di seguire i tuoi consigli dedicandomi a coltilvare le mie passioni e la mia persona, ma per ora sto altalenando tra giornate apparentemente quasi serene (quasi) e giornate disastrose… trovo rifugio solo nella musica che mi fa distrarre dalla realtà. anche io credo sia impossibile eliminare la GR dalla nostra testa, spero però di poterla controllare riuscendo ad avere più fiducia in me stessa e non delegando a nessuno la mia sicurezza. Per ora non ci sto riuscendo… forse è proprio per la mia insicurezza che pretendo dal mio ragazzo la perfezione. il mio ragazzo deve vedere in me il massimo e me lo deve dire e dimostrare ma soprattutto deve essere un massimo assoluto: presente passato e futuro!! avevo idealizzato la figura del mio ragazzo e quando ho scoperto che era uno schifo totale ero già innamorata persa. te dici che hai fatto un bagno di umiltà accettando il passato della tua donna… io non riesco a trovare il giusto compromesso tra umiltà e sicurezza…
    devo ancora lavorare troppo!!

  • 811
    Bluvito -

    Ciao Wind; ho un figlia solo qualche anno più giovane di te,e immaginarti con questa sindrome con tutta la vita che hai davanti francamente angoscia pure me: devi trovare la forza per non farti dominare dalla GR, e sono sicuro che ce la farai.
    Tu hai fatto cenno alla tua “insicurezza”,beh,il punto è quello, almeno per quanto mi riguarda, ma temo che in fondo tutti i GR soffrano di una forma di insicurezza dei propri mezzi,una sottovalutazione delle proprie capacità che li porta a fare i più disparati confronti con chiunque, compreso con il passato.
    A dimostrazione di quanto sostengo,ricordo uno (forse l’unico vero) psicologo che mi è servito che mi disse: ” vede lei è il tipico esempio di persona che non sa valutare esattamente le proprie qualità. E’un uomo piacente, pilota aerei, ha una buona cultura, riesce ad essere brillante e piacevole eppure… non si piace. Lei NON capitalizza i tanti successi mentre eccede nel sopravvalutare gli insuccessi”. Beh è stata una frase che mi ha fatto riflettere, perchè il GR (almeno io) è severissimo nel giudizio che ha di se, NON si basta mai. In questo giudizio entrano, per forza, anche gli affetti, l’amore, quella persona che, in un modo o nell’altro, diventa comunque un riferimento di “valore”, che può essere di natura fisica (lui è bello e a scelto me che sono la più bella per lui),come pure intellettuale e morale. Quindi se lui/lei che adoriamo ha scelto noi è perche siamo il top. In un non GR la cosa si ferma lì e ti godi il tuo amore, nel GR partono i “confronti”, laddove non si sarebbe mai voluto che il nostro idolo avesse mai dovuto condividere alcun momento intimo con nessun altro che non fossimo noi.
    Questa evenienza non solo oggi è quasi impossibile che possa verificarsi, ma (e ti sembrerà strano detta da un post GR) a mio parere non è neanche auspicabile, perchè, prima o poi, chi non ha fatto esperienze che insegnano a conoscersi e a crescere,quelle esperienze andrà a cercarle. Sai quanti ne conosco di amici e conoscenti che sono stati fidanzati 10/12 anni, prima volta per tutti e due e poi dopo un anno di matrimonio, bumm!! Scoppiato tutto. L’ho già detto in altre occasioni: non si nasce “imparati”.
    Tu Wind ti sottovaluti,e non te lo dico per incoraggiarti, l’esperienza che mi viene dall’età fa capire molte cose delle persone, e so che la tua “ipersensibilità” è un indice di intelligenza che, nel caso della GR, indirizzi contro di te e chi ti ama. Cambierai sentiero col tempo, come sono riuscito a fare io con la “volonta”, anche se la GR non mi ha abbandonato, come ho avuto modo di dire, ma NON comanda più lei.
    Un altra cosa che mi disse quel professore fu: “Lei si sforza di voler dimostrare a questo e a quello quanto vale; la smetta, alla sua età non deve dimostrare più niente a nessuno. Se avesse 20anni le direi che se ha qualcosa da dimostrare lo deve sì fare, ma a sè stesso…”
    Hai capito Wind? Sei tu al centro della tua vita, non il tuo lui, che pure ami. Vogliti bene e cambierai.

  • 812
    Bluvito -

    Un piccolo inciso sull”umiltà”. Certo, ho abbassto il mio livello di orgoglio da datato macho mediterraneo, ma ho anche ridimensionato la troppo mitizzata immagine che avevo della mia lei.
    Mi rendo conto che ha frequentato e si è innamorata di un imbecille che ha tenuto nel cuore per sei anni. Ma l’immagine che lei aveva del mentecatto era un’immagine idealizzata. Lei vedeva in quel povero sfigato quello che desiderava nei suoi sogni di giovane donna senza esperienza, che non voleva ammettere di aver fatto un errore a concedersi per la sua “sacra” prima volta ad un sbruffoncello.
    Quindi, lei ha, malvolentieri, ridimensionato quell’idilliaco sogno d’amore, e io, ora, ho ridimensinato lei come essere vivente, soggetto a fare scelte sbaglite, dalle quali ha imparato. l’ho ridimendionata, fatta scendere dal piedistallo, ma non per questo le voglio meno bene, anzi, finalmente la vedo per com’è con i suoi tanti pregi e pochi difetti. Se poi l’idiota sia stata la passione della sua vita o meno sono fatti suoi se ha avuto le fette di slame sugli occhi. Ha dato le perle ai porci, ma si è rifatta con me. Pensaci. Ciao, Blu

  • 813
    Solo40 -

    grazie delle rispsote. se dovessi peggiorare mi rivolgerei sicuramente ad uno psicologo. meglio sentirmi “umiliato” che rovinare una famiglia. la vedo come una umiliazione perchè imamginavo che lo psicologo potesse giudicarmi immaturo, fuori dalla realtà. mettendomi nei panni delllo psciologo pensavo: come può uomo maturo, con figli, una vita modesta ma appagante, rovinarsi l’esistenza per queste “cavolate”?. nel mio caso credo si peggio delle altre esperienze lette perchè in realtà mia moglie non ha mai avuto rapporti sessuali completi con i suoi ex. alcune volte ne ho parlato a mia moglie del mo stato ma non sono mai entrando nello specifico perchè ritenevo fosseo cose futili e dicsoneguenza temevo di essere giudicato male. lei ha capito la mia sitauzione, non minimizza, anzi, mi spinge a parlare, mi incoraggia per uscire da questo stato che ci sta logorando. oltre a trattalra male sono arrivato al punto di pensare di non avere più rapporti con lei.
    di questa “malattia” credo di averne sempre sofferto da quando stiamo innieme non ne ero cosciente. a vent’anni circa io ero fidanzato con una sua amica e
    lei con un mo amico, ci siamo conosciuti perchè lei era la ragazza di un mio amico. dopo varie volte che ci siamo presi e lasciati con i nostri rispettivi ex io e lei abbiamo cominciato a frequenatrci come amici e mesi dopo dopo come fidanzati. all’inizo ero soddisftatto di aver avuto la meglio sul “rivale”. anche lui era nuovamente singe dopo aver avuto altre storie, e le gironzolava nuovamente attorno.
    alla lunga la sensazione soddisfazione è stata sostituita dalla GR. per me è stato il primo amore. provavo sensazioni uniche soltando standole vicino, mi ritenevo fortunato che una come lei avesse “scelto” uno come me. ma non capivocome mai una come lei si fosse fatta prende re in giro da uno come lui. con il suo ex, nonostatnte tutto, siamo rimasti buoni amici.
    il fatto di frequentarlo non mi pesava. si è sempre comportato bene e non c’è mai stato motivo di dubitare di nulla. dopo un inizio in cui ero geloso ma innamoratissimo, tutto è adnato nel dimenticatoio. decenni di tranquillità i pensieri sono ritornati a galla.
    non c’è la ricetta magica per uscirne, rileggendo tutto credo di aver capito che per il mio caso il vero problema sia capire la causa, non curare il male. nel senso che queste sensazioni di malessere della GR sono apparse in un momento del percorso vita in cui ci accadono cose furoi al nostro controllo, in cui sono diventato meno sicuro di me stesso, in cui ho perso l’autosimara. credo sia è inutile cercare di curare il male cercando di farci confortare dal partner e sentirci dire cose piacevoli per ridimensionre i nostri pensieri contorti.
    peggio ancora sarebbe restare soli allontanando la persona che amiamo perchè, premttendo che non è gisuto far soffrire chi ci ama, restando soli si rimurginano mentalmente pensieri che si ingigantiscono sempre più. ho notato che “parlarne” mi sta ha aiutato a “ragionare”. grazie

  • 814
    Vale -

    Rambo sono nella tua stessa situazione ed infatti ho tagliato i ponti. Luna tempo fa mi chiedevi cosa voleva dire essere asessuale? bè significa non avere interesse per il sesso, infatti io pur avendo 24 anni sono vergine! Il mio ex lui continua a farsi sentire, ma credo che talvolta la gr sia causata dal comportamento sbagliato degli stessi partner, talvolta non ci amano davvero..almeno così credo sia stato nel mio caso.

  • 815
    Bluvito -

    Ciao Solo, intervengo di nuovo per sottolineare che anche tu hai visto esordire la tua GR in una fase di “incertezza” e di insicurezza dei tuoi mezzi e capacità. Il terreno di coltura della GR è stato quello, per me e credo per tutti.
    Il fatto che in un momento di fragilità psicologica si possano insediare pensieri parassiti come la GR non deve meravigliarti; succede esattamente come per le malattie fisiche, diciamo così: quando si abbassano le difese immunitarie ci si ammala più facilmente.
    Il “confronto” col cosiddetto rivale non significa altro che la ricerca di una conferma del proprio valore agli occhi del proprio partner, relativamente al rapporto che questo/a ha potuto avere con altri prima di noi.
    Bisogna uscire da questo circolo vizioso, non cercando la propria autostima nel “io sono meglio di lui o lui è meglio di me”, perchè sono confronti che non significano niente, nè migliorano realmente il giudizio che ognuno di noi deve avere di sè, e poi… su quali parametri si può giudicare?
    A mio parere devi cercare di star bene con te stesso a prescindere da tua moglie. Con me sta funzionando te lo assicuro. Ci vuole tempo ma bisogna lavorare su di sè come se si volesse bene ad “un’altra persona”. Dedicarti alle cose che ti piacciono, coinvolgendo anche lei, essere positivo verso il futuro, fare progetti di qualunque genere, da un viaggio alla ristrutturazione della casa o a qualunque cosa che può farti veramente piacere; trovare insomma momenti di libertà con te stesso.
    Il tuo timore che lo psicologo possa giudicarti è infondato, ma dimostra la tua paura del giudizio altrui e quindi la tua attuale insicurezza, che spiega la GR nei termini che ho dichiarato in precedenza. Lo psicologo è lì per aiutarti non per giudicarti, ma cercalo bravo.
    Vedi come è strana la GR? Tu sei geloso di una donna che non ha neppure avuto rapporti completi con gli ex, e ti sei chiesto come potesse quella donna, che tu ami, essersi potuta “perdere” dietro un imbecille. Tu non troverai mai una risposta a questa domanda. Io me lo sto chiedendo da anni riguardo la mia lei che è veramente una persona stupenda, in tutti i sensi e da sempre, anche quando era una ragazza, ma ha perso la testa per diversi anni per un individuo senza qualità che la vita ha dimostrato essere un fallito: un buffone e per giunta brutto, quindi…
    Non cercare di capire il cuore delle donne, non lo capisce nessuno, neppure loro. Pensa a quanto vali tu e non confrontarti con nessuno.
    Guarda, voglio salutarti e incoraggiarti con una bellissima frase di un famoso pirata: Samuel Bellamy, un personaggio veramente “libero” che se ne fregava dei confronti con chiunque, anche con le potenze marinare dell’epoca. La frase è questa: “Io sono un principe libero, e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero, anche a colui che ha cento navi per mare”.
    Questi sono gli uomini,non quegli sfigati che le nostre ex hanno potuto frequentare.Cerchiamo di assomigliare al pirata: riprendiamoci “NOI”

  • 816
    Solo40 -

    Cia Blu, grazie ancora, ripeto che parlarne mi sta aiutando moltissimo. in parte avevo capito il mio problema ma non credevo fosse un “male” comnue a così tante persone. io in realtà già mi stavo dedicando ad altre attività ma in questo modo stavo escludendo lei dalla mia vita. l’isolamento però mi riconduceva nei soliti pensieri velenosi allontanandomi dalla realtà. vedevo lei come la mia mente voleva farmela vedere e non come è nella realtà, dolce, premurosa, carina, innamorata e disposta a tutto per aiutarmi. mi sono destato quando ho l’ho vista piangere accusandomi di non amarla più e di trattarla come una estranea. così per brevi periodi ritornavo ad essere un marito “normale”. ma dopo pochi sprazzi di lucidità ricadevo nel buio. ora sembra che le cose si stiano incanalando sul binario giusto e sto cercando, come tu consigli, di tenere lo sguardo rivolto verso il futuro. cercherò di rimettere in moto i tanti progetti che avevo messo in pausa e spero di riuscire a non voltarmi più indietro. per adesso mi acontento di questo, tra un po spero di raggiungere la consepevolezza, come il pirata Samuel, di poter dichiarare guerra a tutto il mondo.

  • 817
    Rambo -

    Rispondo a Vale, si il tuo ragionamento e’ giusto nel senso che tagliando i ponti automaticamente togli ogni sofferenza.
    Pero’ tieni anche conto che non puoi rimanere da sola tutta la vita, e nel momento in cui troverai un uomo, beh e’ difficile che esso sia vergine come te……….quindi il problema e’ meglio affrontarlo che scappare da esso.

  • 818
    Bluvito -

    Ciao Solo,fai benissimo a confidarti con lei, e non sentirti un debole se manifesti il tuo disagio con chi ti vuole bene o con “gli addetti ai lavori”. La GR è un maledetto tarlo che quando si insedia è difficile da estirpare, ma se lo “vuoi” veramente la puoi chiudedere in una gabbia e lasciarla lì. Sentirai i suoi “ruggiti” di tanto in tanto, ma saprai come tapparti le orecchie, poi il tempo dovrà fare il resto. Inoltre, permettimi di dirtelo, il tuo caso è davvero limitato, con tutto il rispetto. Tua moglie non ha “consumato” con nessuno mi sembra di capire, si potrebbe definire un “flirt”, non una cosa seria. Se andiamo (come hai fatto) a vedere i vari post di chi ha scritto capisci facilmente la differenza.Io, per esempio, ho scoperto una relazione importante della mia lei che mi era stata descritta come una cottarella estiva quando invece è durata oltre 6 anni, durante i quali lei ha sopportato il menefreghismo, e l’opportunismo di quel mediocre personaggio di cui ho accennato, sino a giungere a livelli di umiliazione incomprensibili; e nonostante questo lo cercava sempre. E’ per quello che ti dicevo che è inutile cercare le ragioni che possono aver spinto una donna a fare certe cose, non capiremo mai perchè si ostinano a frequentare uomini che le offendono, che non le amano. Anche la mia lei è stata paziente e tollerante con me, anche se io ormai la fase acuta l’ho superata, ma il prezzo che ho pagato, come ho già detto, è stato quello di ridimensionare la sua immagine su un piano più realistico, non più idealizzato com’era prima. Ho compreso che NON si può essere tutto per la persona che si ama, ma non per questo non la si deve amare se si prova quel sentimento. Così come non si può decidere di innamorarsi, non si può neppure decidere di “disinnamorarsi”. Sono sentimenti che trascendono la volontà.
    Tua moglie ha scelto te senza incertezze da quello che riesco a capire, e anche la mia me, ma quell’amore non corrisposto le ha segnato una stagione della sua vita, e non sono certo, nè mai lo sarò,che sia convinta che sia stato un errore amare un balordo che neppure la voleva:l’amore non si rinnega mai.
    Di recente le ho detto che se lui l’avesse sposata (cosa che lei desiderava) sarebbe stata una buona moglie anche per lui. Certo non amata,sfruttata,e non sarebbe mai cresciuta nella stima di sè, come ha ammesso essere successo con me, ma si sarebbe accontentata, non sapendo che poteva esserci un uomo che la poteva trattare con amore. Per lei quello era l’amore, essendo innamorata.
    Quindi il mio problema nasceva da un confronto tra chi NON la voleva, e a cui ha dato tutto di sè sin dalla prima volta, e chi, come me, l’ha voluta ma ad un certo punto non si è sentito più desiderato quanto l’altro.
    Ora abbiamo chiarito, resta l’amore e la stima, ma lei NON è più il centro della mia vita. In quel punto ora ci sono io, senza egoismi nè opportunismi, ma con la sana voglia di volermi bene. In questo senso so che almeno io non mi “tradirò” mai.

  • 819
    Vale -

    Rambo il mio problema è più complesso probabilmente, perché oltre a soffrire di gr sono asessuale.
    Gli asessuali costituiscono solo l’1% della popolazione mondiale, per cui non è semplice trovare una persona come me.
    Attualmente sto frequentando il sito degli asessuali italiani, ed ho trovato un ragazzo interessante, ma abita lontano da me per cui anche se rispecchiasse davvero i miei requisiti sarebbe difficile costruire almeno per ora qualcosa di più serio.
    So bene che il mio probabilmente sarà un futuro in solitudine, in fondo sono molto solitaria anche se sinceramente non so come vederla questa situazione tra molti anni, quando ahimè non sarò più giovane; d’altra parte preferisco ciò ad una vita con “la bile alla gola” in quanto oltre a vivere i sintomi comuni della gr, so di non poter dare al partner ciò che un’altra qualsiasi ragazza potrebbe soddisfare.
    Dovresti cercare i motivi più profondi che ti spingono a questo, se questa ragazza è stata davvero amorevole con te, o se sei egocentrico o in fondo insicuro. A volte può anche essere il segnale che purtroppo quel partner proprio non va.

  • 820
    LUNA -

    SOLO, non puoi metterti nei panni del tuo psicologo… lo stai facendo da persona che si vergogna delle sue difficoltà, che usa il giudizio e un suo (cioè tuo) parametro di giudizio, cosa che lo psicologo non fa.
    Lo psicologo non giudica i disagi di questo tipo, se ha studiato per essere utile a risolverli è perché sa che sono di questo mondo, non pensi? Sarebbe come se tu pensassi che il dentista, che è lì per curare i denti, ti giudicasse perché sei andato lì con una carie.
    La differenza sta anche anche nel fatto però che uno psicologo non ti giudicherebbe nemmeno se tu avessi dieci carie perché non ti lavi i denti e mangi cioccolata prima di andare a dormire.
    La scelta di andare o no da uno psicologo è ovviamente personale.
    Sai tu. Però se la vedi come un’umiliazione non è certo per come lo psicologo guarderebbe te, ma perché stai usando un metro di giudizio, tu, troppo severe nei confronti di te stesso. (il che si ricollega anche al discorso di BLU).

    RAMBO/SOLO: allontanarsi dalla persona amata per un PROPRIO malessere, proiettato all’esterno, non è una soluzione. E non solo perché non si può stare soli tutta la vita, ma perché, tanto più perché il problema sta dentro di sè e non nella relazione stessa con l’altro, si sostituisce ad un malessere il malessere di una forte frustrazione, nei confronti di se stessi e dell’altro.
    Il che non fa, probabilmente, che diminuire (conscio o no che sia) l’autostima, a causa dell'”evitamento” che, appunto, aumenta il senso di frustrazione e di limite.
    Una soluzione, reale, non implica una frustrazione.
    Da persona che è stata allontanata per un problema interno all’altro e proiettato posso dirti che, per quanto esista il libero arbitrio e ovviamente ogni persona sente quello che sente, e vede le situazioni dal suo punto di vista, è difficile vedere come “un gesto d’amore” il fatto che una persona ti lasci e abbandoni o ti tenga lontano/a invece di cercare di affrontare, in modo reale e costruttivo, un suo problema.
    Se ami qualcuno puoi non reggere i sintomi di un suo problema se la persona implode in un problema e non fa nulla (di concreto, costruttivo) per uscirne, mentre sei più disposto anche a sostenerlo nella risoluzione di un suo problema verso una vita più serena per lui stesso ed entrambi.
    Non sto giudicando nè il malessere nè il fatto che vi siano delle resistenze ad affrontare il problema in modo diverso, però credo che sia ciò (anche) che vi sta dicendo BLU. E cioé che non esiste solo l’implosione in un malessere e l’evitamento. Ma un approccio in cui l’altro non è solo una proiezione di un malessere, ma una persona con cui condividere un percorso.

    BLU, ho capito cosa intendi con la frase che hai citato, ma preferisco l’idea di dichiarare pace a tutto il mondo 😛

    VALE: fermo restando che ognuno vive la sessualità (o la sua assessualità) come lo sente, tu sei veramente certa di essere asessuale? Non vorrei essere invadente e non rispondermi se non te la senti. Perché la mia domanda,

  • 821
    LUNA -

    credimi, non parte assolutamente da un presupposto per cui la asessualità non possa esistere o che debba per forza essere (passami la parola) “corretta”.
    La mia domanda deriva dal fatto che ho conosciuto persone che pensavano di essere asessuali e non lo erano. La loro asessualità non era una condizione permanente, ma una fase della vita.
    Al contempo penso che ogni individuo ha la sua storia, la sua emotività e quindi non esiste una defizione, seppure ci siano dei “sottoinsiemi” che possono aiutare il dialogo, il confronto, la riflessione.
    Cioé esiste la GR e possiamo parlarne, esiste il disinteresse per il sesso e possiamo parlarne, e via dicendo, ma al di là delle analogie in quell’1% a cui tu fai riferimento davvero tutti (ignoranza mia, eh! non lo so) hanno le stesse ragioni, sensazioni, intenzioni?

    Non provi desiderio, davvero, dentro di te, o vivi in un certo modo la sfera del desiderio quando implica un contatto più ravvicinato con un’altra persona, per esempio?

    Comunque sia il GR di per sè, a quanto ho capito, ha delle sue proiezioni che gli causano malessere rispetto alla relazione con l’altro (e con se stesso, in primis).
    E’ ovvio però, sono d’accordo con te, che se io mi relaziono con una persona che in continuazione fa dei paragoni, per esempio (e c’è chi per un SUO modo di essere, anche una SUA insicurezza, lo fa), la mia GR potrà pure rendermi più sensibile a ciò, ma di fatto anche una persona non GR potrebbe provare fastidio, frustrazione e pensare che quella non sia la persona adatta a lui/lei.
    D’altra parte se una persona soffre di GR è chiaro che sta meglio se il partner non va a girare il coltello nella piaga, ma poiché tanto più è radicata la GR tanto più è facilissimo che ciò avvenga, anche senza far niente, in modo retroattivo, immagino che la soluzione, pur cercando un partner possibilmente compatibile in generale (cosa che accomuna TUTTI, non solo i GR) la soluzione, come dicevo sopra, non sta nel non vivere una storia o vivere una storia che ruota attorno alla GR di uno dei due partner, ma nel fatto che lo stesso GR faccia ciò che può per rendersi libero, lui stesso, il più possibile dall’incubo di questo malessere, liberando così la sua possibilità e anche quella del partner di vivere una relazione più serena, avendo molte più energie a disposizione per vivere altro oltre al controllo della GR.
    Mi spiego? forse no.
    Ma diciamo che se tutti abbiamo delle nevrosi nel momento in cui una nevrosi invade troppo la nostra vita, le nostre energie, la nostra visione del mondo, noi stessi e dei rapporti con gli altri forse merita, invece di farla diventare la nostra “padrona”, attraverso l’evitamento, la rinuncia, l’adattamento, una gestione che ci sfianca, tentare invece altre strade costruttive per riportarci in equilibrio. Come dice BLU non è che la sua GR è scomparsa, ma non comanda più lei. Penso ci sia un’enorme differenza. Che non ha a che fare con il valore di una persona, ma del suo maggiore benessere. E libertà.

  • 822
    tolteca -

    Il tema della vita di coppia come obbligo sociale ha sempre racchiuso un grande interesse per me. Restare soli tutta la vita è certamente una opzione riservata a persone molto particolari (né migliori né peggiori) solo emotivamente autonome. Tra le più eccelse menti della storia spiccano gli asessuati e quelli disinteressati alla vita di coppia: Alessandro Magno, Pico della Mirandola, Torquato Tasso, Michelangelo, Milton, Locke, Newton, Kant, Tesla, per citarne solo alcuni. Qualcuno forse si sposava solo per obblighi sociali, come Dante Alighieri, che in tutta la vita non dedicò neanche un misero verso alla moglie, segno evidente che forse “sopportava” la vita coniugale. Dico questo perché se contempliamo questa eventualità (quella di vivere soli ma appagati) immediatamente riscopriamo una dimensione di forza e di autonomia. Accettare l’idea che siamo “unici e noi stessi” soli o accompagnati, ci permette di vivere senza proiettare sul partner inutili aspettative. Leggo negli interventi che chi si muove nella direzione della riscoperta dell’autonomia emotiva (Bluvito) sta procedendo bene. Il geloso retroattivo non può vivere in simbiosi con il/la partner, deve radicarsi in altre strategie di convivenza emozionale, la simbiosi come scambio equilibrato di due organismi affettivi su questo terreno non è praticabile. Il geloso retroattivo ha bisogno di respirare maggiormente fuori dalla coppia che nella coppia; di camminare di più da solo che a braccetto; deve cercare più spazi personali e meno spazi condivisi. La coppia per lui/lei sarà un rifugio e mai un eden; laddove cercasse il paradiso nel rapporto di coppia non lo troverà, per lo meno non nei termini illusori edificati dall’inganno contemporaneo, che spaccia la coppia per un “luogo di massima realizzazione individuale”. Più autonomia emotiva = più serenità.

  • 823
    Bluvito -

    Tolteca ha sottolineato perfettamente la condizione in cui attualmente mi trovo e che mi sta portando,seppure lentamente,alla scoperta di una serenità e una consapevolezza che prima non c’era, anche prima dell’esordio della GR: la mia autonomia emotiva.
    Non è paradossale se dico che la “visuale” che oggi ho della mia compagna è assolutamente più appagante di quanto non fosse prima, in quanto semplicemente più “vera” rispetto a quelle che potevano essere le mie proiezioni “ideali” su di lei, provenienti forse dalla educazione e da retaggi culturali.
    Amando profondamente la mia donna, non sarebbe stata una soluzione l’abbandono, ma solo una dichiarazione di sconfitta, che inoltre non avrebbe mai risolto la mia GR. Era necessario lavorare “dentro” di me
    Come ho già avuto modo di dire ho dovuto riconoscere in me stesso una quota di orgoglio “male indirizzata”, sicuramente derivante da una cultura “maschilista” dove i pesi e le misure non sono mai identici nei due generi maschili e femminili; disequità spesso accettata e “incoraggiata” dalle stesse donne cresciute IN quella cultura.
    Leggevo oggi una frase che mi ha colpito: “essere uomini non significa andare a letto con le donne”. Credo di ritrovarmi in questa definizione, che spesso ha caratterizzato un mio modus vivendi; non necessariamente legato “all’esercizio” di cui sopra, quanto alla prevalenza di una certa “machità” rispetto a quelle che dovrebbero essere le peculiarità di un uomo maturo, che sa accettare gli altri mantenendo la propria individualità.
    Quando ho compreso che dipendevo troppo dall’immagine “idealizzata” di mia moglie, e che questa era solo il frutto di una forma immatura, ancorchè in buona fede, di amore, ho intravisto il famoso “sentiero” di cui ho accennato in precedenza,che ripeto: HO VOLUTO imboccare, e che mi sta portando verso quell’autonomia emotiva di cui parla Tolteca, con il risultato dell’equazione: autonomia emotiva=serenità.
    Quando di recente sostenevo che la mia lei NON è più al centro della mia vita, a qualcuno può suonare come una forma di rivincita egoistica. Si sbaglierebbe: è esattamente il contrario. Mi accorgo ora di quanto egoista lo fossi prima; di quanto quella forma di possesso e gelosia non fosse amore vero, seppure in buona fede, ma un “surrogato” non criticabile” del tipo: “come si fa a dire che non la ama se ci tiene così tanto?”. Ammettiamolo invece: la gelosia è una forma di egoismo, anche se può apparire lusingante. Portata agli estremi che i GR provano, è distruttiva, e io non volevo distruggermi nè distruggere una donna che mi ha dedicato la vita, che stimo fortemente e che non lascerei mai.Quindi non c’era scampo, o “suicidarmi” sentimentalmente o cominciare una nuova “way of life”. Ho scelto la seconda, e ogni giorno migliora il mio stato d’animo e la mia autonomia.
    E’ per questo che citavo la frase di Samuel Bellamy, non certo per aspirazioni belliche, ma perchè non mi spaventa più niente, perchè ora sono padrone di me stesso.
    Blu

  • 824
    LUNA -

    BLUVITO e TOLTECA: per alcune persone, non necessariamente GR, l’idea di un’autonomia cozza talmente con l’idea di coppia da vivere in due estremi opposti: rifuggire totalmente da ogni relazione, temendo di venire fagocitati, soffocati, impediti, lesi, sentendo un cappio al collo solo all’idea di, oppure il sentirsi in colpa, traditori di un ideale, quasi di perdere la propria stessa idea di amore, anche ad andare a bere un caffé con un’amica o un amico, di avere un passatempo, di non vivere totalmente in funzione di.
    Nessuno dei due opposti è sinonimo di libertà, per quanto i fuggitivi del primo tipo (parlo appunto di estremi, per semplificare) si possano fare portatori del loro vivere liberi (ma rinunciare per “terrore” è identico a dire di no con consapevole e reale serenità?), anche adducendo motivazioni come “gli uomini sono tutti prepotenti/le donne sono tutte castranti” ecc, e per quanto i secondi spesso dicano di essere felici di un loro “sacrificio estremo” (non necessario) e possano anche guardare storto coloro che, serenamente, riescono a non sentirsi in colpa, nè vengono fatti sentire in colpa, se fanno un corso di taglio e cucito o vanno a vedere una partita allo stadio e non vivono queste cose come scollamento dalla coppia, e non dimenticano la persona che amano certamente.
    Il problema di idealizzare qualcuno, BLUVITO, o l’idea della coppia e dell’amore è che spesso impedisce di conoscere veramente chi abbiamo davanti, ma anche di evolvere nella propria educazione sentimentale e relazionale.
    Fermo restando che ciascuno di noi ha una sua idea dell’amore e della coppia, che gli deriva non solo dal carattere, dalla personalità ma anche da ciò che ha visto in famiglia e che in qualche modo tende a “ripetere”, o considerare come modello naturale o come modello invece da cui discostarsi e non ripetere, permettendoci di conoscere noi stessi e l’altro nella vita reale, e non solo attraverso i nostri ideali e modelli, penso ci facciamo un favore, di espansione, e lo facciamo anche a chi condivide la vita con noi.
    Quindi non stento a credere che BLUVITO si senta molto più libero oggi, e nel senso che intendo io, e niente affatto meno innamorato, di quando era prigioniero di ideali, ma anche di schemi lesivi.
    Personalmente ho sempre dato importanza al sentimento, agli affetti in genere, alle relazioni umane. Ho gli stessi amici da trent’anni, avendo coltivato i rapporti con chi lo ha reciprocamente fatto con me, ma mi piace accogliere anche nuove, positive, amicizie nella mia vita.
    Le relazioni di sesso non hanno mai suscitato il mio interesse, e le relazioni d’amore sono sempre serie, quotidiane, connotate da una forte condivisione che non ho mai vissuto però come una reciproca “fagocitosi”. Per me la libertà è importante, lo è sempre stata fin da quando ero bambina. Ma non ho mai visto la libertà come un qualcosa in antitesi con l’amore. Anche perché per me la libertà non è

  • 825
    LUNA -

    una “libertà sessuale”, o il fatto di prendere decisioni fregandomene dell’altro o cose del genere.
    Ci sono degli interessi che sono nati in me quando ero piccolissima e che ho sempre portato avanti nella vita.
    Fanno parte della mia personalità e sono interessi che fanno parte anche del mio equilibrio.
    Il fatto di averli, e di viverli in autonomia, cioè di non avere bisogno dell’amore per viverli e coltivarli, non fa di essi qualcosa che toglie qualcosa al mio amore per una persona nè fa di essi qualcosa che voglio vivere al di fuori della vita di coppia.
    Prova ne sia che non ho mai cercato qualcuno che avesse gli stessi miei identici interessi o facesse il mio lavoro, non è mai stato un discriminante, ma al contempo mi sono sempre innamorata di persone che rispettavano quei miei interessi “nati con me” come parte della mia personalità e anche del mio equilibrio.
    Se domani mi innamorassi di un medico, che sin da bambino ha saputo che avrebbe voluto curare le persone e salvare delle vite umane e fossi gelosa del fatto che lui ama la sua professione rovinerei la mia vita e la sua. Se mi innamorassi di un medico e fossi gelosa del fatto che si chiude negli sgabuzzini con le infermiere durante i turni di notte (se fosse vero, intendo) sarebbe una cosa totalmente diversa.
    Se io avessi una mia autonomia emotiva, pur amando e considerando comunque un tesoro prezioso la mia relazione, e vivessi una relazione con una persona che vive allo stesso modo, probabilmente riuscirei ad incontrarmi con questa persona sia sul piano del sostegno anche quando uno dei due, indifferente se uomo o donna, deve correre di più e l’altro, che arriva prima a casa, mette a cucinare la cena o porta i figli all’asilo, sia sul fatto di organizzarsi per trovare quel prezioso tempo, appena possibile, per vivere uno spazio di coppia di reale importanza e qualità.
    Le coppie che hanno un certo margine di autonomia emotiva non sono meno unite di quelle che non ne hanno. Sono invece spesso coppie in cui gli individui hanno la sensazione di poter evolvere e di evolvere al contempo insieme alla coppia.
    E non credo che questo sia un ideale, perché conosco coppie così. Ed è anche la dimensione di coppia che io ho vissuto (e che ha vissuto anche chi stava con me) finché qualcosa è scattato nell’altra persona. Una forma di gelosia non retroattiva, ma comunque una forma di gelosia per cui anche il fatto che io stessi preparando una tesi di laurea era considerato “un tradimento”.
    Quasi che io amassi di più i libri (che pure mi appassionavano, e meno male, perché altrimenti alla fatica e l’impegno si sarebbe aggiunto un senso di frustrazione che avrei portato anche nella coppia) della persona che invece amavo. Ma fu una sua insicurezza, perché sino a quel momento aveva vissuto serenamente il mio, nostro modo di essere.

  • 826
    WindGirl -

    ho letto tutti i vostri interventi…
    quello che dice tolteca
    “Il geloso retroattivo ha bisogno di respirare maggiormente fuori dalla coppia che nella coppia; di camminare di più da solo che a braccetto; deve cercare più spazi personali e meno spazi condivisi. La coppia per lui/lei sarà un rifugio e mai un eden; laddove cercasse il paradiso nel rapporto di coppia non lo troverà, per lo meno non nei termini illusori edificati dall’inganno contemporaneo, che spaccia la coppia per un luogo di massima realizzazione individuale”
    rispecchia esattamente quello che sto cercando di fare io… ma sto fallendo miseramente. Nonostante l’impegno i risultati non si vedono e continuo ad altalenare tra momenti bruttissimi e momenti di vuoto.
    Forse lasciare il mio ragazzo non è la scelta giusta per la mia crescita psicologica, ma sottopormi a questa sofferenza rischiando di mandare a monte gli studi (perchè non mi concentro più) è molto peggio per la mia realizzazione professionale. Se devo mettere me al centro del mio universo non vedo altra soluzione che lasciarlo. Scegliendo di stare con lui scelgo anche di sacrificare parte dei miei sogni… per ora lo sto facendo… continuo a pensare che potrei trovare un altro ragazzo con i requisiti tali da non farmi avere paranoie così eccessive!! esisterà al mondo un ragazzo carino e simpatico che ha evitato di portarsi a letto qualsiasi ragazza gli capitasse sotto mano?

    Sono d’accordo sull’autonomia dei partner, i rapporti di simbiosi non sono mai sani… ma non vi sembra assurdo star bene solo quando sono sentimentalmente più distaccata da lui? sono arrivata a convincermi che lui non sarà l’uomo della mia vita ma solo un “momento da godermi” e solo così riesco a non avere le paranoie…
    se lo considero solo come un “momento” riesco ad evitare di pretendere che lui abbia i requisiti morali che non ha.

    LUNA: non vorrei essere invadente ma vorrei capire in che modo tu sei entrata in contatto col la GR… non mi ricordo la tua storia…

  • 827
    LUNA -

    WIND: no, non mi sembra assurdo, anche se ovviamente la sensazione è destabilizzante, nel senso che, per esempio, esiste anche la paura dell’intimità, non intesa come intimità sessuale, ma in senso più ampio. Ovviamente non sto dicendo che sia il tuo caso. Ma se per esempio lui fosse in realtà l’uomo con cui l’intimità, in senso più ampio, rischia di essere più “vicina” proprio perché il sentimento che provi per lui e l’interesse che provi per lui sono più forti che in passato e quindi più “incontrollabili” per esempio potrebbe accadere.

    Non sei invadente, Wind, il fatto che ho difficoltà a spiegare, ma ci provo. E’ stato praticamente in modo casuale che sono capitata su questa lettera, tuttavia mi ha fatto molto riflettere e mi ha anche permesso di “entrare” meglio in certi meccanismi che mi erano sempre parsi più “incomprensibili” pur avendo io sempre riflettuto (non voglio dire “indagato”, suona male, anche se così è, ma nel senso che avrei voluto comprendere per poter sostenere e “incontrare” maggiormente il mio compagno, riuscendo insieme a sciogliere dei nodi. Anche miei ovviamente) riguardo dei meccanismi riguardanti la mia relazione e in particolare la persona che ho molto amato. In realtà le dinamiche erano più complesse, però a questo punto, leggendo le vostre testimonianze, mi trovo a domandarmi se in effetti uno dei problemi (non so se quello centrale) del mio ex possa essere stato anche una gelosia retroattiva. Sicuramente la gelosia, e anche un atteggiamento insieme di avvicinamento e di “fuga”, che voi stessi testimoniate in molti casi, comunque ascribile a dei traumi riguardanti l’idea (falsa idea) negativa sulle relazioni, dovuti a delle esperienze viste e vissute nella sua famiglia di origine (una serie di paure gestite, ma mai superate, e ad un certo punto esplose). Sarebbe un discorso complesso, ed io in particolare mi sono trovata ad “occuparmi” della molestia morale, anche come reazione ad uno stato di sofferenza interiore, incapacità di gestire i propri conflitti e i conflitti esterni ecc ecc.
    Ma, per farla breve, e tornare a bolla con la domanda che mi hai fatto: non so dirti se il mio compagno abbia effettivamente sofferto proprio di gelosia retroattiva, bisognerebbe domandarlo a lui, e lui schiverebbe una domanda di questo tipo, perché ha vissuto il suo malessere in modo molto “chiuso” e in realtà non ha mai avuto il coraggio di affrontarlo realmente, forse per timore di perdere i suoi “puntelli”, per quanto molto più faticosi e lesivi, anche per lui stesso, del fatto di affrontare realmente i suoi problemi. Non so dirtelo perché per dieci anni non ne ha dato assolutamente segnali, e appunto la nostra relazione è stata basata su un rapporto vicinissimo, molto complice, quotidiano, condiviso, ma non “simbiotico” nel senso fagocitante del termine.
    Peraltro lui non ho mai pensato neanche che fosse un uomo particolarmente geloso, non ne ho mai avuta la sensazione. Con un uomo patologicamente geloso, dico la verità,

  • 828
    LUNA -

    io non avrei resistito. Ma non per un fatto di libertà di fare la “scema in giro” ovviamente. Ma perché sono sempre stata abituata a vivere serenamente certi aspetti dell’esistenza, perché sono una che parla con le persone, che siano bambini, vecchietti, maschi, femmine, ho anche un lato introverso, ma mi piace stare tra la gente. Lo faccio senza malizia, non vado a cercarmela perché non ho sicuramente questo tipo di insicurezza che potrebbe portarmi a cercare una mia “seduzione” in giro, anzi i mosconi mi hanno sempre infastidito e ho sempre stroncato chi si allarga troppo, posso avere le mie ingenuità, certamente, ma proprio perché sono sempre stata in mezzo alla gente e ho sempre avuto anche amici maschi (veri amici) non sono neanche una “gonza”. Il mio compagno è sempre parso vivere serenamente il mio modo di essere, ma ad un certo punto è successo qualcosa. Ed io non ho neanche potuto capire cosa stesse succedendo DAVVERO. Perché lui non è diventato più geloso in modo chiaro, se questo era il problema, ma mi ha fatto una strana guerra, come se la sua insicurezza fosse diventata improvvisamente un contorto atteggiamento lesivo nei miei confronti. Qualcosa tipo una mia colpa da espiare che io non sapevo manco cosa fosse. Come se io avessi un’intenzione di ferirlo, imbrogliarlo, che io certamente non avevo. E delle idee tipo: lei sta con me a comodo, che non solo non appartiene alla mia natura, ma che non aveva neanche senso perché, per gli atteggiamenti che aveva nei miei confronti, certamente comodo amare lui non era!

  • 829
    LUNA -

    (scusate il terzo commento, ma non sono riuscita a completare il discorso prima che il secondo venisse pubblicato). Sarebbe veramente complicato spiegarti una dinamica veramente contorta, però posso dirti che neppure dopo lui è diventato palesemente geloso. Non so, tipo: dove vai, cosa fai, come ti vesti. Anzi! Però ce l’aveva con me, sempre, e parlava di me come se non fossi io…
    Cioè mi attribuiva una serie di pensieri, atteggiamenti, intenzioni che io davvero non avevo.
    Ma da un lato si anche autotorturava in una rabbiosa e fastidiosa e critica indifferenza, portandoci anche ad una separazione in casa (identica a quella dei suoi, da tutta la vita, ndr) ma al contempo (e l’ho scoperto solo dopo): controllava la posta, i messaggi, i tabulati, giungeva ad inseguirmi per cercare le prove di quanto io, che dicevo di amarlo (ed era evidente e verissimo) mentre lui mi diceva di no (salvo poi stare 3mila volte peggio quando me ne andavo davvero) fossi bugiarda. Qualcosa tipo: è matematico, lei mi tradirà, lei mi preferirà un altro.
    Va detto che per 7 anni si è messo da solo nella condizione non di farsi tradire (diceva tra l’alro che non eravamo insieme) ma sicuramente di far sembrare chiunque più gentile di lui. Si è messo nelle condizioni che semplicemente io potessi ragionevolmente incontrare qualcuno altro.
    Cosa che, comunque, lo faceva stare MALISSIMO.
    Da notare però che io non avevo di fronte (lo ricostruisco anche a posteriori, sia chiaro, perché il marasma era enorme) una persona che non era attratta da me, che non sentiva una naturale complicità con me, che non nutriva realmente stima per me o che aveva il problema tipo “la solita minestra” e la caducità della passione… macché… avevo di fronte una persona che sembrava vivere un ragionamento del tipo: “sì, sono innamorato di lei, ma non devo/no, non riesco a stare lontano da lei, ma la mando via”.
    Dopo 5 anni 5 ho saputo quale era stato l’episodio scatenante su cui lui si era costruito non dei film… dei KOLOSSAL. Da lui definito “un trauma”. Un episodio che avremmo potuto risolvere in due minuti e mezzo se me ne avesse parlato. Ma non lo fece. E anzi da quell’episodio (ricostruisco oggi) si aprì anche una sorta di gelosia retroattiva, fatta anche di “revisionismo storico”, un mix micidiale tra insicurezza, gelosia retroattiva (non tanto per i miei ex, ma su come io mi sarei rapportata con le mie storie passate) e gelosia, paura dell’abbandono, paura di essere fregato come se io fossi una specie di faccino d’angelo con la coda da diavolo, paura di soffrire a causa delle relazioni, paura della frustrazione…
    Mi sono sempre resa conto che era incastrato in qualcosa, non è che ci volesse molto a capirlo, ma quanto possa essere potente la dinamica per cui si può restare incastrati in una visione dell’altro che fa soffrire, anche se l’altro ci ama, e tra il nostro amare ma vederlo cagione di sofferenza, indipendentemente che l’altro voglia farci del male o no, l’ho capito meglio qui.

  • 830
    Bluvito -

    Ciao a tutti,mentre leggo gli ultimi due post di Wind e Luna, che con i loro interventi hanno creato una situazione paradigmatica: quella di chi soffre e di chi subisce gli effetti della GR.
    Non so se sia chiaro, ma in entrambe le descrizioni appare evidente la presenza della INSICUREZZA della parte attiva (il GR) nella crisi di coppia, a prescindere dalle cause scatenanti la sindrome.
    Non è un caso che il partner di Luna sia diventato geloso senza aver mai dimostrato tale tendenza in precedenza. Il “trauma”, come dice Luna, ha cambiato la prospettiva con la quale vedeva la sua compagna, ponendola, evidentemente, su un piano di valori differente rispetto al giudizio che si era fatto al riguardo. Ma soprattutto è intervenuto probabilmente uno sbilanciamento nei termini della propria dipendenza emozionale. Lui, forse, sentiva lei serena ed appagata dal modello di vita che questa viveva; mentre, non sentendosi sicuro, in senso lato, di se’ e delle proprie scelte, e NON volendolo riconoscere, spostava la causa di questo disagio su di lei; perchè è DIFFICILE, durante una crisi di identità, mettersi di fronte allo specchio e interrogarsi sul perchè SEMBRA CHE IL MONDO CE L’ABBIA CON NOI, quando siamo noi che non riusciamo a rapportarci con la vita, a volte. In questi casi succede che ce la prendiamo con la persona che ci è più vicina,che ci vuole bene, quella che si sà, è più disposta ad accettare le nostre lamantele, a sopportarci; lamentele che il GR sa essere intimamente puerili, ma proprio per questo non facili da riconoscere, nè da ammettere.
    Non mi sorprende che il compagno di Luna stesse male quando lei si allontanava. In quel gioco sadico-masochistico, dove lui era spesso anche entrambe le parti, non poteva fare a meno della parte soccombente, da cui traeva la “falsa” sicurezza delle proprie ragioni e di cui aveva bisogno per sentirsi comunque “qualcuno”. Ma poteva farlo solo con chi era disposto ad ascoltarle “quelle ragioni”, che, ripeto, intimamente lui sentiva essere assurde e puerili, e se non le trovava le “costruiva”.
    Morale, a mio avviso: o si era stancato di Luna, ma non aveva il coraggio di ammetterlo,e girava la frittata per far sì che fosse lei a prendere la decisione, uscendone come “vittima”, per non colpevolizzare ulteriormente un’identità di uomo già poco sicura; oppure semplicemente non si sentiva “all’altezza” della sua compagna, per mille motivi da indagare, e tirava fuori “l’orgoglio maschio” come arma di difesa, non accettando il “confronto” con una femmina che forse cominciava a sentire migliore di lui. Chissà. Comunque in entrambi i casi compare sempre l’insicurezza dei propri mezzi,e la mancanza di un equilibrio emotivo.
    Il guaio dei GR è quello di voler vedere negli altri la causa del proprio problema, e finchè sarà così non lo affronteranno mai come si deve. Dobbiamo riconciliarci con noi stessi; e per farlo bisogna “ACCETTARSI” per ciò che siamo, riconoscendo anche le proprie debolezze: senza severità.

  • 831
    Bluvito -

    Ciao Wind, vorrei intervenire anche sul tuo post dal quale emerge la solita principale causa della GR: quella del sesso piuttosto che quella sentimentale. Mi sorprende un pò, essendo di una generazione diversa dalla tua, constatare come il sesso sia visto ancora come un parametro assoluto, relativamente al giudizio morale che ci facciamo del partner. Intendiamoci, non è che io sottovaluti la cosa, anzi, non mi sarei mai innamorato della mia donna se ne avessi intuito una certa “superficialità” nel vivere i momenti di intimità con i pochi partner che ha avuto, ma solo perchè questo avrebbe significato una scarsa sensibilità e di conseguenza una limitata intelligenza e cultura.
    Tuttavia è inevitabile riconoscere che ognuno di noi si esprime nei momenti della vita con il “vocabolario” che ha a disposizione in “quel momento”, vocabolario che viene arricchito dall’esperienza e dalla qualità delle persone che frequenta. C’è un proverbio che dice: ” Se tu hai l’orologio che fa l’ora giusta, e l’orologio del campanile del villaggio, col quale tutti si regolano, fa l’ora sbagliata, sei tu che hai l’ora sbagliata”. Chè significa? Che se ti trovi in un contesto dove tutti si comportano in un certo modo, tu ti “adegui” a quel modo, anche se potresti “percepire” che non è proprio quello che vuoi, almeno fintanto che non trovi chi “fa la tua stessa ora”. Spero di essermi spiegato.
    Io ho voluto sostenere su questo forum,che l’espressione sessuale è solo un modo di comunicare ciò che si ha dentro in “quel momento”.
    Come se fosse un pennello, col sesso puoi dipingere la Cappella Sistina, o fare scarabocchi, dipende dalla qualità della persona e dal contesto. Il che significa che il tuo ragazzo può aver scarabocchiato fintanto che (magari con te) non ha trovato l’ispirazione perchè da “imbianchino” si scoprisse…”pittore”,capisci?
    Diverso mi sembra quando c’è un sentimento chiaro, definito, dove il sesso non prevale come finalità ma ancora una volta come mezzo di comunicazione del sentimento d’amore, e che a fronte di questo non vi sia riconoscimento d’amore dall’altra parte, ma solo egoistico “sfruttamento” di questo sentimento; sfruttamento peraltro accettato dalla parte innamorata. Qui sì secondo me ci sono i presupposti per non sentirsi all’altezza e,in un momento di debolezza, potersi sentire gelosi. La gelosia nasce dal confronto del desiderio che una persona prova o ha provato verso un’altra. Quando il desiderio supera tutte le dimostrazioni di disinteresse della parte desiderata, come puoi paragonarti a questa se tu che corrispondi a quell’amore arrivi persino a non sentirti desiderato? Cioè quello che ho sentito io da parte della mia lei, scoprendo poi quel rapporto “canino” di cui ho già accennato. Ripeto, non perchè ci sia di mezzo io, ma la differenza mi sembra abissale tra un confronto di puro esercizio “fisico sessuale” dal quale si esce “vuoti” come prima e un coinvolgimento emotivo non corrisposto, dal quale si esce “più vuoti”
    Che ne pensi?

  • 832
    LUNA -

    grazie blu per il tuo intervento. Credo, non per ‘megalomania’ che la questione sia stata più ‘all’altezza di’ che ‘stufo di’. Cosa assurda perché io l’ho sempre stimato molto e mai avrei visto e instaurato qualsivoglia competizione. Magari in parte anche la seconda cosa, ma per come (anche ricostruendo il momento etc) si è svolta la dinamica la sua gelosia e il suo orgoglio maschile e le sue insicurezze sono andate in tilt nel momento in cui, dopo aver sempre stimato il mio lavoro (diverso dal suo, nè migliore nè peggiore, diverso) e averne condiviso degli aspetti si è autoconvinto erroneamente che io stimassi di più qualcuno che faceva il mio lavoro. Cavolata pazzesca perché io incontro ogni giorno persone che posso stimare a ragione e con cui posso anche condividere dei progetti di lavoro e parlare in un linguaggio comune di un lavoro che amo molto ma ciò non ha nulla a che vedere col fatto di restare colpita su un altro piano o di sentire frustrazione perché chi amo fa un altro lavoro. Non mi capitava da ragazzina, figurati tra i 30 e i 40. Peraltro lui è un uomo molto intelligente. Le

  • 833
    LUNA -

    ‘paranoie’ che si è fatto erano tutte sue ma attribuite a me. E non per stufaggine, semmai paura piuttosto di perdermi. Che io dopo aver sempre condiviso con lui il mio modo di essere potessi spiccare il volo e lasciarlo a terra, come compagno di vita. Il fatto è che a me non era manco passato per la testa e men che meno per il cuore. Ma avevo ricevuto la proposta di andare lontano (che rifiutai) e ciò lo shokkò. Sapeva benissimo che non avevo sculettato per ottenere delle lodi e una migliore possibilità. Non è da me, anzi semmai viceversa, non ne avevo alcun bisogno e peraltro pure rifiutai (ennesima prova). Ma a sconvolgerlo credo fu proprio pensare che un’altra persona, come lui, vedesse le mie qualità e fosse colpito in positivo dal mio modo di essere. In sintesi “che mi volesse bene”. E non è una ingenuità femminile. Fu così. E lui pensò ‘io (la) perderò’. Fece tutto da solo. Ma poco tempo prima mi aveva detto due cose, che mi stimava per quanto io avessi sempre avuto coraggio di seguire la mia strada, mentre lui aveva anche dei rimpianti. Ma lo disse nel senso “tu non mollare’ con occhi pieni d’amore. Però mi chiese anche, in un altro momento ‘sei certa che io non sia un freno a mano per te?’. Risposi certa di no. Stupita perché non mi era MAI passato per la testa. Anzi. Credo che lui avesse delle SUE paure e le personificò tempo dopo in quella situazione. Non poteva neanche realmente prendersela con me.

  • 834
    Vale -

    Ciao Luna, mi fa piacere che ti sia interessata al discorso asessualità. So bene che molti non credono a questo aspetto e altri ancora non lo sono veramente. Ti parlo brevemente del mio caso: io non ho mai e dico mai provato desiderio per l’altra persona, non sono omosessuale(in quanto mi piacciono gli uomini) anche dal punto di vista estetico..ma li vedo come se stessi osservando un bel dipinto, piuttosto che un bel paesaggio. Il sesso lo vedo come un atto violento, e comunque di non mio interesse. Per intenderci è come chiedere ad un astemio di bere. E qualcosa che non mi appartiene, non mi sento portata(come posso non esserlo per esempio per il canto). Insomma non fa parte di me, del mio mondo e del mio retaggio. Non so se sono riuscita a rendere bene l’idea

  • 835
    LUNA -

    vale, sì, credo di aver capito, e ti ringrazio di avermi risposto. Mi colpisce un po’ il concetto ‘violento’, ma non perché lo stia giudicando. Nel senso che tu per il resto hai descritto, mi pare, una serena indifferenza. Ma violento fa pensare anche un po’ a una sensazione di repulsione difensiva. Però non lo dico per romperti le scatole ed entrare nella tua intimità, rifletto, scusami. Peraltro le sensazioni di cui parli può provarle anche chi asessuale non è, a diversi livelli e in certe fasi della vita. Avrei ancora una domanda. Mi son chiesta se sia corretto esprimerla. E’ una domanda, perdonami, che nasce dalla mia ignoranza sul tema. Ovviamente puoi non rispondermi. Mi domando che rapporto ha una persona asessuale con il suo proprio corpo, anche nella sua propria capacità di provare delle sensazioni, esplorate o meno, senza il contatto con l’altro fuori da sè. Ovviamente però non credo esista un “prototipo” dell’asessuale. Così come ogni proprio rapporto con la sessualità è unico lo è anche, credo, in questo caso

  • 836
    mimmo -

    la GR non è guaribile, perchè non è una patologia come molti soprattutto psicologi vogliono farci credere. E’ solo la reazione al cambiamento del costume avvenuto negli ultimi 30/40 anni. 3 milla anni di civiltà cambiati in un batter d’occhio. Molti di noi non si sono ancora adeguati al cambiamento (soprattutto i maschi…credo al 90%). Fino a 50 anni fa , specialmente in provincia, una donna che aveva avuto piu’ di un uomo non si sposava e, povera, era definita una p. anche se era lui ad averla lasciata. Oggi ,per fortuna, al contrario una donna, p. es. che si sposa o va a convivere a 35/40 anni, puo’ avere avuto anche 30 uomini prima di quello “giusto”, ma non per questo viene considerata una poco di buono. Sicuramente non sarà la “scoperta” del sesso a fare da traino alla coppia, anche perchè in mezzo a tante relazioni precedenti puo’ essere capitato di tutto, dal ragazzo innamorato per bene, al perverso, allo stallone, all’insicuro ecc……ma asaranno altre cose lo stesso importanti a cementare l’unione. P. esempio l’amore..e la voglia di fare una famiglia. Le cose piu’ naturali del mondo, che sembrano diventate secondarie..

  • 837
    LUNA -

    MIMMO, concedimi, ma la tua spiegazione sociologica non spiega per quale ragione, allora, anche le donne soffrirebbero di GR, visto che un tempo
    persino il fatto che un uomo andasse nelle case chiuse all’epoca aperte era considerato normale.
    Di vero c’è che le nevrosi, le dipendenze, sono in qualche modo collegate all’epoca in cui si vive oltre all’esperienza e il sentire individuale. Ma il discorso è un tantino più complesso e comunque ciò non esclude che i disagi psicologici siano disagi psicologici, e che si possano affrontare. Frasi come “come gli psicologi vogliono farci credere” a mio avviso sono persino pericolose.
    Anche per il fatto che essendo estremamente generiche non dicono in realtà nulla. Un po’ come in termini colloquiali si parla di depressione e si afferma “gli psicofarmaci sono deleteri”, quando dentro al termine depressione (e ancora peggio se “decisa” con l'”autodiagnosi”) vi sono tantissime realtà, situazioni, disagi diversi, e disagi che non si risolvono con gli psicofarmaci, altri, dovuti anche a scompensi chimici, in cui gli psicofarmaci, accanto ad un percorso di cura, si rivelano un utile e fondamentale supporto ecc.
    L’educazione sentimentale dell’individuo (uomo o donna che sia) sicuramente può essere arricchita dalle esperienze, ma non nel senso che uno diventa più “bravo” perché ha fatto più sesso.
    Il discorso è un altro. Riguarda il modo in cui si interiorizzano le esperienze rispetto a se stessi. Ma per una persona che soffre di GR il discorso è inaccettabile.
    Può accettarlo probabilmente in ogni altro settore, come una faccenda logica, ma in questo specifico settore l’affermazione che ho appena scritto sembra un’oscenità, una bestemmia.
    Perché il vissuto dell’altro non viene visto come tale, e conta molto poco anche come quel vissuto sia stato vissuto, appunto, e interiorizzato, integrato, soppesato, superato dall’altro, bensì a seconda del proprio sentire, della propria interpretazione, del proprio punto debole, della propria ansia, delle proprie insicurezze, dei propri traumi.
    Il tuo discorso sarebbe come dire che oggi la gente soffre più di claustrofobia perché si viaggia di più in autobus rispetto a ieri (mentre un tempo, se vogliamo, c’erano anche più persone che lavoravano in cava o in miniera) e perché si va di più in ascensore. Anche se fosse vero, perché per la claustrofobia d’autobus ci vuole un autobus e per quella d’ascensore un ascensore, ciò non cambierebbe la sostanza del fatto che chi ne soffre ne soffre, e non tutti coloro che prendono l’autobus e l’ascensore ne soffrono. E che chi si sente svenire come arriva la linea 54 o quando i piani da fare sono 45 e la porta che dà sulle scale è bloccata sarebbe più sereno senza questo problema. Non condivido concetti che sembrano: “Non curarti, non hai nessun problema da affrontare. Se ti senti male non è che hai un problema, è solo che ci sono più ascensori e non ti piace”.
    Ok, e quindi? E quindi sto male ma non sto veramente male? Mah.

  • 838
    Bluvito -

    Interessante ma semplicistica, con tutto il rispetto, la tesi di Mimmo. A parte il fatto che la “gelosia” è vecchia quanto il mondo.
    Che si manifesti nei termini “passivi” che noi occidentali oggi conosciamo, o in quelli attivi della “costrizione”, che possiamo osservare in alcune culture mediorientali con l’imposizione dei burka, tanto per fare un esempio, è qualcosa di connaturato con gli istinti atavici. E’ chiaro però che quando la gelosia diventa un’ossessione, sia che si tratti di GR o di quella classica tra Otello e Desdemona, è pur sempre una sindrome psicologica, che va trattata. Tra questi trattamenti ci può essere anche quello dell’accettazione che oggi le donne sono padrone del loro destino sessuale, con tutte le conseguenze che questo implica.
    Certo una donna che ha avuto 30 uomini non necessariamente è una “poco di buono”, ma certamente non ha le idee chiare, e questo curriculum non farebbe felice nessun uomo che possa prendere in considerazione un progetto di vita con una donna del genere. Non me di sicuro.
    Qualche tempo fa parlavamo con mia moglie di come sono finite alcune sue colleghe (ex artiste itineranti) che hanno avuto esperienze numeriche di quel genere in giro per il mondo: sono tutte sole. Eppure si tratta di donne, non italiane, con una cultura e mentalità più aperta già trent’anni fa. Hanno “conosciuto” decine di uomini, essendo molto attraenti sessualmente, ma alla fine nessuno le ha sposate, chissà perchè. Quindi, che si tratti di un norvegese, un giapponese o un italiano, alla fine un uomo per mettere su famiglia cerca una donna che gli assicuri una certa sicurezza sotto “quel” profilo. Non è un caso che studi sulla genetica hanno accertato che già così il 15% dei bambini che nascono non appartengono al marito della madre di quel bambino. Istintivamente ogni maschio vuole garantirsi che la prole che alleva sia la sua e non di un altro. Succede anche nel mondo animale, figurarsi tra gli umani.
    Quindi, la gelosia è sì un istinto naturale ma se esasperata diventa certamente una malattia, e va curata.
    Che poi oggi il “libertinaggio” femminile accentui questo problema è un fatto, ma è anche vero che da che mondo è mondo il libertinaggio è sempre esistito, era solo meno sfacciato. Ricordiamo che sino a non molti anni fa (prima della pillola anticoncezionale e dell’aborto) i figli illegittimi erano una quantità enorme; tutti frutto di rapporti extra coniugali o clandestini, e finivano negli orfanotrofi col nome: figlio di NN. Il fatto è che il matrimonio è un istituzione sociale che obbliga alla fedeltà ma l’essere umano non è tendenzialmente fedele, perchè il richiamo istintuale supera qualunque norma culturale.
    Il fatto che il maschio moderno sia “spiazzato” di fronte alla “libertà” femminile, è una forma di insicurezza dovuta al crollo di certe prerogative che solo sino a 40/50 anni fa “pensava” di avere o aveva con la coercizione. Oggi deve far i conti con donne che non dipendono più da lui, e si sente “perduto”.

  • 839
    WindGirl -

    in effetti il discorso di MIMMO non spigherebbe la gelosia retroattiva femminile (quella che ho io). gli uomini sono sempre stati libertini (più o meno esplicitamente), anzi io in epoca passata sarei stata ancora peggio: io non avrei potuto fare esperienze mentre il mio futuro uomo sì, questo avrebbe causato in me forte GR e tanta insicurezza!
    L’unica spiegazione (almeno secondo la mia esperienza) è il connubio tra il valore che do al sesso e la mia insicurezza…

  • 840
    Bluvito -

    Wind, come sostengo nel mio precedente intervento, il libertinaggio, in passato, non era appannaggio dei soli maschi, altrimenti dovremmo pensare che ci fosse un limitato numero di donne disponibili per lo sconfinato numero di uomini dediti a questa pratica, quando le percentuali sono, per logica, molto vicine al 50% per i due sessi. In realtà, i maschi se ne facevano un vanto per motivi culturali legati al loro ruolo, mentre le femmine tenevano la bocca chiusa, sempre in ragione del loro di ruolo. Tanto è vero che questo “esercizio”, nei secoli, le ha rese molto più scaltre nelle “scappatelle”. E’ estremamente più facile che un uomo si faccia “scoprire” piuttosto che una donna. Il sesso femminile ha grandi capacità di leggere dettagli che un maschio neppure vede, per cui intuisce facilmente quando il proprio uomo ha “qualcosa che non va” e cela qualche segreto. I maschi sono molto più tonti in questo senso.

    Quanto alla gelosia al femminile, io penso che questo “sentimento”, non sia estraneo a nessuno dei due sessi, solo che nei maschi normalmente prevale l’aspetto sessuale, sempre per i motivi legati al rischio inconscio di allevare figli altrui, e in second’ordine al senso di possesso della propria femmina e del proprio valore nei confronti del “rivale”.
    Nella femmina, in genere, prevale la gelosia di natura “sentimentale”. La donna è, di solito, meno preoccupata se il suo maschio si accoppia con altre femmine, purchè non “abbandoni la tana” e quindi possa lasciarla sola nell’accudimento della prole e nella sopravvivenza quotidiana.
    Oggi le cose stanno cambiando. Anche se permangono inconsciamente questi istinti antichissimi; la donna moderna si rende conto che potrebbe “sopravvivere” anche senza la presenza del maschio. Molte donne oggi guadagnano più degli uomini, o quanto loro, non devono pensare a “farsi mantenere”, inoltre hanno acquisito un’autonomia nella gestione della loro sessualità che le protegge sotto il profilo di gravidanze indesiderate; ecco che quel “libertinaggio non dichiarato” di un tempo, oggi può venire alla luce senza più le paure di una volta.
    Con questa libertà, la donna ha sposato anche il “modus operandi” che era tipico del sesso maschile riguardo al sesso. Certo, ognuno poi coniuga questa libertà nella maniera che ritiene più opportuna, in ragione della propria cultura, educazione e morale; ma non dobbiamo pensare che ieri le donne erano tutte “sante” e oggi tutte “putt..ne”.
    La tua GR è infrequente, per i motivi che ho spiegato e di cui sono convinto, ma sarà sempre meno rara, proprio per i cambiamenti sociali che hanno cambiato il rapporto uomo/donna nel giro di pochi decenni.
    Il vantaggio di questa moderna libertà, è quello che, superati certi “limiti” della passata espressione sessuale propria e del partner, ci si può concentrare sull’amore vero. Quello che ci lega ad una persona per quello che è veramente e non per quello che rappresenta per la “soluzione” delle nostre inconsce “esigenze”.
    Blu

  • 841
    mimmo -

    Volevo prima di tutto ringraziarvi per aver risposto e spero di continuare a dialogare ancora. So di fare analisi non particolarmente sofisticate e un po’ sempliciotte, e me lo avete fatto notare. Ma a me piace così, e continuo. Detto questo se vogliamo dirla tutta per me non è la stessa cosa, uomo e donna non saranno mai simmetrici. La GR esiste anche al femminile. Vero. Ma NON nella stessa percentuale, io la vedo come eccezione. Sappiamo tutti che il “primo amore” per una donna e per un uomo non sonno la stessa cosa. Per molto tempo per un uomo la “prima volta” è stata con una prostituta, addirittura segnava l’entrata nell’età adulta ed era considerato normale ai 18 o ai 21 anni (l’età nella quale si diventava maggiorenni) che addirittura il padre o il fratello piu’ grande lo incoraggiassero. Una donna viene segnata fisicamente, dopo il primo rapporto non sarà mai piu’ come prima. E , nell’immaginario maschile , dal primo uomo la donna viene addirittura marchiata e viene “segnato il territorio”. Senza ipocrisie, queste e altre ancora sono le cose che pensano gli uomini che soffrono di GR. E ditemi che non è vero. Ci sono passato anch’io. Detto questo, credo che le cose potrebbero migliorare solo quando si accetta che l’altra persona è altro ripsetto a noi, che non è una nostra protuberanza. A presto. mimmo.

  • 842
    LUNA -

    mimmo, con la tua chiusa sono d’accordo. Personalmente penso che ciò che conta sia essere l’ultimo e il più importante amore, piuttosto che il solo. Anzi, come ho già avuto, credo, modo di dire, essere la prima e unica storia di una persona forse mi spaventerebbe pure, per quanto suoni romantico. Certo, il concetto è l’importanza che si dà e si ha e la scelta speciale e quindi non escludo che si possa anche amare una sola persona nella vita. E ammetto che se un uomo avesse avuto mille amori mi domanderei se ha amato l’amore o quelle donne, cosa intende per ‘ti amo’. Glielo chiederei, mi sa. D’altra parte spesso è attraverso le esperienze che viviamo che conosciamo meglio noi stessi e anche cosa sia per

  • 843
    LUNA -

    noi amare e l’amore. Io con il mio ex mi son fidanzata giovane e prima lui aveva avuto una breve storia e forse una storia di sesso o forse più. Dico forse perché non ho mai capito se aveva sminuito, perché io sesso senza amore non ne avevo mai fatto, o enfatizzato le sue esperienze, perché io avevo avuto una storia seria prima di lui. In realtà lui sul suo passato è stato sempre vago. All’inizio questa cosa mi destabilizzava un po’, perché temevo che la reticenza nascondesse chissà, in realtà magari è stata un bene. Io son stata per quanto ne so finora la sua storia più grande vera lunghissima importante. Onestamente penso che forse se avesse avuto un’esperienza di coppia “vera” prima di noi forse gli sarebbe servita a capire delle cose, interrogarsi, crescere. Ovviamente non è detto, però credo che lui abbia dato un po’ per usuali certe affinità veramente speciali che avevamo. Cioè, le sentiva speciali, ma, dico una banalità, a lui non è mai capitato di stare con una persona meno compatibile o più noiosa per i suoi parametri. E’ stato 17 anni con una persona vivace e vulcanica, che si è scelto e da cui è stato al contempo attratto, trainato anche (ma per lui era normale avere una donna vivace anche intelettualmente), con cui cmq si compensava, di cui era anche geloso, che a volte gli risultava anche più impegnativa.

  • 844
    WindGirl -

    intervento fine a se stesso:
    ecco!! a maggior ragione le donne hanno più motivi di avere la GR… Sapere che da sempre per gli uomini è stato “normale” perdere la verginità con una prostituta (pagando o meno, sempre put***ane sono) a me fa schifo… il mio ragazzo non ha pagato la decina di donne con cui è andato prima di mettere la testa a posto e di fidanzarsi 2 o 3 volte, però mi fa schifo lo stesso!!

  • 845
    Bluvito -

    Ciao a tutti. Vorrei dare il mio punto di vista riguardo alla tesi che ha introdotto Mimmo e che Luna e Wind hanno commentato.
    Intanto vorrei rassicurare Mimmo, del quale ho definito semplicistico il suo punto di vista solo perchè lo ha esposto in maniera “essenziale”, ma non per questo non contiene delle verità, anzi. Contiene le verità più antiche, quelle con cui facciamo i conti anche nel 2012 ma che affondano le radici negli istinti primordiali, che regolavano i rapporti maschio/femmina, presenti ben prima che la coscienza di sè si affacciasse nell’essere umano.
    Io sto conducendo una mia personale ricerca al riguardo, e devo dire che non si finisce mai di imparare relativamente a quanto, uomini e donne, anche i più affini, innamorati e rispettosi l’uno dell’altra, riescano a “non” capirsi sul …sesso, o quanto meno ad interpretare comportamenti dell’uno secondo parametri personali letti attraverso l’appartenenza al proprio genere. C’è un simpatico aforisma che cita così: “cosè l’amore per una donna? Quello che fa mentre un uomo se la sc..pa”. Ecco, questo dice molto riguardo a quanto la visuale del rapporto sessuale sia basicamente differente tra maschi e femmine, sicuramente negli esordi, quando ci si avvicina per le prime volte al rapporto fisico.
    Io, come dico sempre parlo per me, ma se torno indietro con la memoria posso affermare che il mio primo rapporto di romantico, per me, non aveva assolutamente niente, solo una tremenda spinta a soddisfare le esigenze che gli ormoni giovanili mi imponevano, e non andavo oltre, non c’erano speranze di vita in comune, progetti e così via; solo una gran voglia di….., e non ero una carogna, che approfittava o mancava di rispetto, semplicemente l’amore per me era quello: il sesso. Non lo stesso potrei dire per la partner dell’epoca, e quelle che si sono succedute. Tutte, bene o male, con più o meno forti desideri erotici vedevano il “futuro” in quei rapporti. Certo, si tratta di donne che oggi hanno 50anni, ma guardate che sotto sotto non è cambiato gran che, anche se oggi le donne appaiono più “libere”, lo scopo finale di una relazione è sempre quello di trovare un uomo con cui passare la vita. Mi piace citare una simpatica frase di Geppi Cucciari al riguardo, che la dice lunga: “Noi donne usciamo una sera per trovare l’uomo della vita, un uomo passa la vita ad uscire per trovare la donna di una sera”.
    E’ così e sarà così sinchè il nostro DNA non verrà modificato da qualcuno.
    Quello che ha cambiato il comportamento(visibile)delle donne nel mondo occidentale-e l’ho già sostenuto più volte-è stata la possibilità di liberarsi da due schiavitù: quella della dipendenza economica e delle gravidanze indesiderate; poi, ripeto, ognuna di queste ha interpretato la propria sessualità “liberata” in ragione della propria cultura e ed educazione. Quindi c’è la cosiddetta “putt..ella” che si “diverte” e quella più rigorosa che ci mette il sentimento, (o ritiene di mettercelo),sentendosi “giustificata”>>

  • 846
    Bluvito -

    >> nel frequentare un uomo da cui si sente attratta perchè ci mette il romanticismo, ma quest’ultimo è un’acquisizione relativamente recente della cultura, è la trasformazione in termini “etici” del bisogno di un femmina di avere un maschio che lei senta forte, sano sicuro di sè e che possa garantirle una sicurezza fisica e una presenza nella gestione della eventuale prole.
    Certo,le trasformazioni socio economiche degli ultimi 100 anni e la migliorata scolarizzazione generale hanno fatto sì che nei due sessi ci fosse anche una ricerca di affinità intellettuali; ma ditemi quanti dei vostri nonni avevano “anche” un rapporto “amichevole”, con la nonna: secondo me pochi, anche quando c’era il massimo rispetto tra le parti, altrimenti l’una era subordinata all’altro, o no?
    Per farla breve, osservando la mia storia personale, attraverso le trasformazioni della società nella quale viviamo, vedo un me che è cambiato almeno tre volte in trent’anni durante i quali è riuscito a capire che quello che riteneva essere amore era solo il bisogno di raggiungere “quel” piacere sessuale,che dura pochi secondi e che confonde noi maschi riguardo a quello che si può provare realmente quando di mezzo c’è l’amore; amore che scopri strada facendo, perchè ci si conosce solo attraverso gli altri e le esperienze che con essi si fanno; ma certo è che quello che sono oggi non lo cambierei con quello che ero a vent’anni, proprio grazie a quelle esperienze e soprattutto alla mia donna.
    Potrei dire la stessa cosa per lei, per come la conosco. La cotta per il suo “primo amore”, quello che le ha tolto una verginità a cui lei teneva tanto, era frutto di una scelta fatta con le limitate se non nulle esperienze di una ragazza che aveva avuto un’educazione sessuofobica e piena di tabù. Senza alcuna esperienza, ma chiamata dalla Natura al desiderio sessuale, come accade a quasi tutti (leggo di asessuali, ma non capisco) ad una certa età,ha applicato le regole che la sua inesistente esperienza sul campo le consentiva, utilizzando solo quelle apprese dal mass media,e finendo per innamorarsi di un tipo che “sembrava” un uomo ma era solo un immagine che lei proiettava su uno che “ieri” le piaceva per inesperienza, mentre “oggi”, con l’esperienza, le farebbe pena, perchè semplicemente saprebbe riconoscere che era solo un buffone.
    Il fatto che sia stato “il primo”,l’ha costretta, a “giustificare” a se stessa che una scelta così importante, non poteva averla sprecata con un individuo che ogni giorno di più si rivelava un “cogl..ne”, simpatico ma sempre cogl..ne; ma alla fine l’ha capito. Quindi dico, che differnza c’è tra cominciare come molti maschi con una prostituta o per molte femmine con un’idiota di cui si pensa di essere innamorate? Io penso nessuna.
    Quello che conta è “capire” il percorso di un individuo e rendersi conto che nella vita si cambia. Certo, mi da fastidio che la donna che amo si sia data per la prima volta ad un idiota, ma è grazie a quello che ora ha un… UOMO.

  • 847
    WindGirl -

    anche se non sono intervenuta ho letto tutto…
    mi permetto di cambiare argomento visto che siamo ad un punto di stallo…
    La mia situzione è peggiorata, sono arrivata a colmare il vuoto dei film che mi facevo in testa con cose assurde. Ad esempio ho “rubato” da casa del mio ragazzo una rubrica telefonica (lui nemmeno ricordava di averla più, infatti era in una scatola che non apriva da anni ma in bella vista) dei vecchi tempi in cui faceva sesso a raffica, pieno di numeri di ragazze. L’ho meditato per 2 settimane quel gesto e non ho resistito a farlo e a fargli sapere di averlo fatto. Naturalmente la situazione tra me e lui è peggiorata ma soprattutto mi rendo conto che la patologia è diventata compulsiva davvero! non faccio altro che cercare “feticci” fisici o psicologici del passato del mio ragazzo con la speranza di poterlo conoscere, renderlo tangibile e di conseguenza controllare o distruggerlo o sminuirlo!
    da una parte speravo anche che dopo quel gesto lui mi lasciasse, invece vuole stare con me ancora!
    all’ultimo incontro con la psichiatra ho chiesto cosa posso fare concretamente per guarire oltre alle medicine e alle sedute con lei. Lei mi ha detto che c’è la PSICOTERAPIA… io pensavo di farla già invece mi ha detto che con me lei ha fatto solo sostegno psichiatrico che serve per farti capire che malattia hai e ti indica che strada seguire per vivere in modo sano… la psicoterapia è un qualcosa di diverso, più frequente e più forte, in grado di “modificare” i meccanismi mentali!!
    La dottoressa conoscendo la mia situazione economica (disastrosa credetemi) mi ha anche detto che è una scelta importante perchè molto onerosa… ho deciso comunque di intraprendere questa strada. farei a meno di tutti i beni materiali per poter guarire… sto raccimolando soldi con lavoretti saltuari e sto evitando qualsiasi spreco, anche prendere un caffè al bar o la bevuta il sabato sera, per poter arrivare a settembre con un gruzzoletto per curarmi. mi ha anche detto che se voglio farla devo andare da uno psicoterapeuta e iniziare un percorso da zero perchè è così che funziona… non può farmela lei che già mi conosce da anni.

    voi sapete qualcosa sulla psicoterapia? credete davvero che un percorso del genere possa aiutarmi concretamente a cambiare i meccanismi nocivi della mia mente? chi è andato dalla psicologo o psichiatra può portarmi la sua esperienza?
    c’è da dire anche che i problemi psicologici nella mia famiglia non sono limitati a me, non so se è una cosa genitica o la situazione vissuta o entrambe. fatto sta che vivere in un ambiente non sano non mi aiuta affatto e sento il bisogno di un concreto aiuto!

  • 848
    Bluvito -

    Ciao Wind,sappi che ti capisco; anch’io ho fatto le stesse cose che fai tu, andando a mettere il naso nei diari di mia moglie. Tu hai trovato solo dei numeri di telefono di ragazze che lui frequentava pima di conoscerti e di cui non si ricorderà neppure il nome, probabilmente. Io ci ho trovato una storia d’amore struggente che non immaginavo, e che lei aveva minimizzato quando me ne accennò. Un amore non ricambiato e che è finito solo per rassegnazione da parte di lei figurati, e chissà con quali rimpianti, visto che lo ha ancora cercato quando già c’ero io nella sua vita, a dimostrazione che non l’aveva nè l’ha mai dimenticato; altro che vecchi numeri di telefono. Col che mi sono spiegato la mancanza di passione nei miei confronti, perchè una passione così totalizzante è come una “malattia”: una volta avuta si è come vaccinati, e non si avrà più con nessuno con l’intensità della prima.
    Tuttavia, è stata la cosa peggiore che un GR possa fare quella di andare a cercare nel passato, perchè tendiamo ad “enfatizzare” eventi che non abbiamo vissuto e ci vediamo più di quello che c’è.
    Lo sai meglio di me e lo stai comprendendo: il problema siamo “noi”, sei tu in questo caso, non lui, che tra l’altro con grande maturità e amore ti sta comunque vicino, a dimostrazione di quanto ti voglia bene.
    Devi uscire dalle tue insicurezze, che certamente, come tutti noi frequentatori di questo forum, affonda le radici in traumi o mancanze subiti nell’infanzia.
    La psicoterapia è la soluzione, assieme alla volonta di uscirne, che abbiamo discusso più volte su queste pagine. So bene che costa, ed è lunga, ma tu hai l’età giusta per affrontarla. Potresti rivolgerti alla ASL della tua zona e vedere se ci sono ambulatori di salute mentale dove operano psicoterapeuti che fanno volontariato, sulla falsariga di “telefono amico”, per esempio. Non arrenderti, perchè avere inquadrato il problema, riconoscendo l’assurdità autolesionistica di andare a cercare vecchissimi numeri di telefono, che di per se non significano niente, è già un passo avanti.
    Credo che tutti i compagni di questo “viaggio” sono con te. Sfogati quando vuoi, ma vedrai che ne uscirai, cercando di “dipendere” da te e non dagli altri per allontanarti dai tuoi complessi; anzi, approffitta dell’affetto del tuo ragazzo per sentirti gratificata, visto che lo ami, ti piace e ha “scelto” te sopra tutte le altre “fantasma di donne” che ha incontrato.
    Stai bene, mi raccomando. Un salutone. Blu

  • 849
    senzaprudenza -

    Ciao a tutti, sono nuova del forum e da qualche giorno leggo i vostri commenti…utilissimi per me!!! Cerco di spiegarvi in breve il mio problema…io (26 anni) e il mio ragazzo (21) stiamo insieme da 5 mesi, lui soffre di GR. All’inizio della storia ha fatto di tutto per stare con me ma io nn riuscivo a decidermi a causa della differenza di età, successivamente dopo avermi convinta a lasciarmi andare ai sentimenti viene fuori la GR con tutta la sua forza devastante. Lui nn riesce più a vivere serenamente la nostra storia, nn riesce più neanche a capire se mi ama….è normale mettere in dubbio i sentimenti a causa della GR????

  • 850
    Bluvito -

    Per un GR lo è…purtroppo.

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