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Sono un uomo infelice, distrutto dalla gelosia retroattiva

di uomotriste

Riferimento alla lettera: Tutto cominciò più di 24 anni orsono! L'allora mia fidanzata (oggi mia moglie con più di 20 anni di matrimonio felice alle spalle) 19 anni lei e 18 anni io ci siamo conosciuti ed è stato amore a prima vista, grande amore! Il primo anno trascorse in maniera meravigliosa, tanti...
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Data di pubblicazione: 5 Giugno 2007

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Categorie: - Amore

1.417 commenti

  • 301
    Sara -

    a cristina

    capisco bene che la gelosia di cui stiamo parlando qui non è riferita al presente, ma al passato…eppure la matrice comune credo sia sempre la stessa: l’insicurezza di sè e la scarsa autostima. Perciò l’altro diventa “oggetto” (elemento proprio della gelosia, di qualsiasi tipo) e non è riconosciuto come persona: perchè servirebbe a colmare un vuoto, che si avverte dentro di sè ma che non si riesce a guardare. Solo a partire dal riconoscimento di quest’ultimo, ci si può finalmente aprire all’Altro e cominciare una relazione nel senso che è proprio a questo termine: con fiducia, amore e stima.

    Tutto quello che precede questo momento o si mostra come contrario allo stato di cose che ho appena descritto, credo possa essere qualificato solo come possesso…

    a giovanni

    mi spiace molto aver riaperto vecchie ferite e certo il mio intento non era puntare il dito su tue presunte colpe, ma semplicemente sostenere che esprimere il proprio malessere in un rapporto, piuttosto che covarlo dentro, è sempre meglio e non potrà mai condurre a conseguenze negative innanzitutto perchè è liberatorio per sè e poi perchè offre all’altro/a di esercitare la possibilità di Capirci, che troppo spesso non gli/le concediamo perchè abbiamo paura che non ne sia capace…

  • 302
    naruto -

    Ciao Sara,
    devo dire che il tuo punto di vista è interessante, sul serio.
    Al di là di insicurezze, o vuoti, credi davvero che per un uomo che ama una donna sia così assurdo non digerire il fatto che abbia avuto rapporti precedenti tipo “una botta e via” ?
    Non mi riferisco ad un rapporto tipico, ma mordi e fuggi.
    Questo ovviamente per un uomo, tipo io, che a 45 anni ha dato molto per la sua compagna-moglie e la sua famiglia con bambini.
    E’ trovi strano che possa darmi fastidio (per non dire parolaccie) sapere dopo oltre 24 anni che c’e’ stato un rapporto “botta e via” dopo che mi era stato assicurato il contrario, e io ci avevo creduto ?

    Davvero, vorrei il tuo punto di vista.

    A presto

    PS AUGURI A TUTTI

  • 303
    Sara -

    Caro Naruto, capisco il tuo punto di vista, ma ammetto di trovare anch’io un pò di difficoltà ad assumerlo: è plausibile che quanto descrivi possa dare fastidio, in virtù del fatto che, per “colpa” di questo rapporto “mordi e fuggi” (avvenuto prima che voi vi conosceste, se non ho capito male), tua moglie non è più solo “tua”…ma da questa considerazione sorgono alcune domande: è giusto dire, pensare o sentire che una Persona ci “appartenga” come se fosse una proprietà?
    Lei in quel momento ha fatto una scelta, concedendosi a questo rapporto che, accaduto prima dell’incontro con te, è chiaro che non sia stato realizzato con l’intenzione di farti un torto: quindi cosa imputarle? Perchè colpevolizzarla, come se avesse sbagliato DIRETTAMENTE nei tuoi confronti?
    Anche il mio ragazzo si è concesso, prima di conoscermi, a rapporti “mordi e fuggi”, ma io non sento di dovergli imputare nulla: in quel momento non mi conosceva ancora, cioè nella sua vita non era proprio previsto che “esistessi”. Io sono entrata dopo ed è da quel momento che la NOSTRA storia ha cominciato a scriversi, non prima.
    Tu forse replicherai: “Io non l’ho fatto”…ma non credo che qualcuno possa avertelo impedito se non una tua personale scelta, rispettabile almeno quanto quella di tua moglie all’epoca. Non si tratta solo di valori, non di quelli “assoluti”: credo che i valori siano delle regole che ognuno si dà (e non solo quelle che vengono dettate dalla maggioranza e a cui, proprio per la “sicurezza del far bene” che quest’ultima ci garantisce, placidamente ci si “accoda”) e ha il coraggio di portare avanti con coerenza, ovviamente sempre nel pieno rispetto delle libertà altrui…perciò riguardo a questo mi chiedo: in che modo un rapporto passato e fugace del mio ragazzo può ledere qualche mio “diritto”? E avere un partner “illibato” può rientrare tra i diritti?

    (ti chiedo scusa sin d’ora per l’asprezza del mio tono ma, come forse ho già detto, questo è un problema che mi riguarda molto da vicino)

  • 304
    Naruto -

    Ciao Sara, grazie x la tua risposta.
    Non devi scusarti, per niente, anzi accetto molto il tuo punto di vista.
    Per quanto mi riguarda riguardo a questa cosa della botta e via (ti confermo che è avvenuta circa 1 mese prima di conoscerci), due sono i punti che mi fanno più male :

    1) Che si sia concessa ad un cretino che, fra l’altro, aveva già un’altra, e nonostante che lui gli avesse fatto presente che non c’era la possibilità di una storia a seguire.
    Qui, hai ragione, entra in gioco una maschile forma di possesso ma, a mio punto di vista, legittima. Ho troppo rispetto di mia moglie, oggi e di allora, per vederla a fare una sveltina. Di conseguenza mi creo delle fantasie visive di lei con lui, e ti assicuro che non sono per niente piacevoli.

    2) Che mi abbia tenuto nascosto la cosa per anni. Sapevo che c’era stata una storia ma senza sesso. E invece dopo oltre venti anni, un matrimonio e due figli la cosa è emersa (maledizione…..). Pensa che quando iniziamo a fare l’amore (e non confondiamolo con sesso), mi raccontava che era tanto tempo che non avveniva, e comunque mai così come me. Incredibile : l’aveva fatto nella solita stanza solo qualche tempo prima con un altro, appunto la botta e via. Beh : adesso, dopo tanto tempo, non so se più credergli.

    Pensi che sia di fuori : non so……

  • 305
    Ele -

    Per Sara, hai ragione, non potremo mai possedere l’altro come oggetto. La tentazione, però, a livello inconscio, è quella. Credo che una storia serena viva soprattutto su questa inconsapevolezza. La pulsione al possesso dell’altro è tenuta sottotraccia e sta lì silente, perchè consciamente possiamo vivere il presente in tutta tranquillità. Uomotriste questo desiderio di possesso non riesce a gestirlo, e questo è un problema prettamente suo, perchè l’altro non mi sembra avergli dato occasione di portare in superficie un confronto con il passato. Se non occasionalmente. Le relazioni credo si strutturino su un’iniziale appartenenza completa (o illusione della stessa, durante la fase dell’innamoramento) su cui poi, con il trascorrere del tempo, puoi innestare una tua storia passata. In questo scorrere se non riesci ad integrare aspetti del suo passato anche taciuti, allora c’è qualcosa che non va in te. Altro discorso è quello relativo ad una relazione che inizia, in cui la propria storia, e i propri irrisolti, sono buttati all’interno della relazione. Se nella fase dell’innamoramento io sottopongo l’altro alla scoperta della verità, di un amore non finito, allora i fantasmi saranno destinati a rimanere. Perchè è, come diceva qualcuno, folle pensare di essere saggi quando si è innamorati. E’ questione di delicatezza, nessuno potrebbe essere così forte da integrare, all’inizio, l’elaborazione viva di una relazione non chiusa. Non possiamo pretendere, egoisticamente, di far sopportare all’altro un nostro irrisolto. Altrimenti quest’irrisolto diventa anche suo, con tutti i prevedibili disastri.
    Solo un altro punto di vista.

  • 306
    Sara -

    x naruto

    non penso affatto che la tua posizione sia “fuori”, ma se posso offrirti il mio punto di vista (che credo possa forse corrispondere a quello di tua moglie) ti dirò: anche il mio ragazzo mi “rimprovera” esattamente delle stesse cose, seppure per circostanze personali diverse (il ragazzo del mio caso non era fidanzato, ma alla fine comunque ha assunto un atteggiamento che potremmo definire illogico o se non altro “inumano”, cioè proprio fuori dal normale comportamento umano), e mi dice che sono stata una stupida a non aver “visto” quanto questa persona fosse “brutta” in realtà.
    Ciò che sostengo è che posso anche aver valutato male una persona concedendole troppo, ma questo fa di me necessariamente una cretina, soprattutto quando riconosco che questa persona magari non meritava quanto io posso avergli “dato” (sostanzialmente me stessa)? Io penso di no. Fa di me solo qualcuno che offre una possibilità (preciso: NON a tutti,ma a chi si vuole offrire e credo valga anche x tua moglie) ma questa a volte può venire delusa, perchè le persone non sempre sono come noi ce le aspettiamo: accettare questo significa esattamente tenere conto di questa immodificabile realtà.
    Le persone, in una certa misura, vanno prese per come sono (e questo processo rientra appunto nell’atto di “conoscerle”)…altrimenti semplicemente non le si prende.
    Ognuno, immagino, vorrebbe un mondo “a propria misura”, che funzionasse proprio come vuole e come pensa si comporterebbe egli per primo(perchè,non dimentichiamo,un conto è dire “io mi comporterei così” e un altro è trovarsi nella condizione a doversi effettivamente comportare in una certa maniera…come si dice: “tra il dire e il fare…”)
    Le persone sono tutto ciò che abbiamo davanti agli occhi, in luce e in ombra. A noi non resta che avvicinarci più o meno a loro per conoscerle, per riuscire a vedere (sempre fino a un certo punto) entrambe le dimensioni) con le gioie e le ricchezze, i dispiaceri e le “perdite” che questo comporta.

  • 307
    Sara -

    x ele

    sono assolutamente d’accordo con te: non è giusto scaricare sugli altri il peso delle densità di questioni non risolte che ci portiamo dentro.

    Il punto è che credo che l’altro, se non deve portarne a pieno il carico, possa quantomeno aiutarci a gestire quello che non siamo in grado di capire da soli. E’ questo che forse fonda, a mio avviso, la relazione: il supporto reciproco (che vive anche di non detti, di un sapere inconscio appunto, come giustamente osservavi tu).
    Ma forse la mia è soltanto una prospettiva ingenua, propria di chi pensa che le cose possano, in un certo qual modo, funzionare. Che il conflitto, la rabbia non vanno cancellate, ma sono parte di un processo, non il suo esito inevitabile e scritto a priori: sono il segnale di un disagio, che sta “nel mezzo” (come una tappa) e che è necessario periodicamente attraversare lungo il percorso di ricerca del “benessere”, dello “stare bene insieme”, che in quanto realizzato da due individui (quindi diversi e portatori di una smisurata ricchezza e dissimilitudine) non potrà mai essere pre-determinato: l’innamoramento iniziale e gli entusiasmi che lo caratterizzano sono meravigliosi e vanno vissuti appieno in tutta la loro carica positiva, ma nel tempo subentrano anche altre dimensioni, un pò meno piacevoli (connesse al portato di diversità dell’altro, appunto), che vanno integrate perchè parti costituenti del rapporto; proprio la loro inclusione nel sistema di coppia costituisce, secondo me, il “grosso” del lavoro compiuto da due persone nel loro stare insieme.
    Non esistono tenpi giusti di elaborazione: esistono i tempi che ognuno è in grado (e si consente) di darsi. E proprio perchè un lavoro del genere è difficile, oltre che delicato, si può incorrere in ingorghi. Che tuttavia non è detto si debbano risolvere per forza “insieme”, dal momento che trovo sia anche essenziale e giusto, talvolta, ritrovare una dimensione più individuale per capire bene se stessi e l’altro/gli altri di conseguenza.

  • 308
    Loris -

    Salve,

    Anche io come naruto soffro dello stesso problema…. questa gelosia retroattiva mi sta rovinando la vita, anche quella sessuale…. immagino la mia lei tra le braccia di un altro…. un uomo che ha voluto solo giocare con lei, chiamandola solo una volta a settimana per fare i suoi comodi…. la cosa che più mi ferisce è che lei si è piegata a queste condizioni…. e provo disprezzo anche per la mia persona perchè mi sono innamorato di una tal donna che normalmente non considererei neppure….

    La mia domanda và quindi a l’ unico che mi può capire veramente…… caro naruto, alla data odierna sei uscito da questo tormento?

    Firmato un altro INFELICE

  • 309
    Enzo -

    Stesso problema…profondo …viscerale…da pazzi…immagino lei mentre fà sesso con “lui”…tra l’altro uno “schifoso” senza fine…

    Eppure sono innamorato…ma come ho fatto ad innamorarmi di una persona così…che è SPLENDIDA…ma perchè ha fatto quello…perchè perchè PERCHEEEEE’…..

    non ce la faccio +….e una via d’uscita non la vedo…povero me…

  • 310
    giovanni -

    ciao, credo che mi conosciate già, ho gia specificato di aver rotto la relazione per ovvi motivi, in realtà tutto dipende dal distacco che riusciamo a creare con noi stessi e con la persona accanto, ve lo dico poichè è inevitabile pensare che se ci vogliamo liberare da questo senso di dolore dobbiamo distaccarci oppure accettare il tutto e continuare a soffrire mettendoci l’anima in pace…con o senza figli…qui si tratta di se stessi e della propria vita. il mio consiglio e che se ci si vuole lasciare per questi motivi, aspettate di avere una nuova fiamma poiche il senso di frustrazione e di solitudine porterebbe solo un ulteriore dolore e probabilmente vi farebbe ritornare dal vostro compagno/a il che, aumenterebbe il senso di sfiducia che si era gia creato, ovviamente io sono sempre del parere che bisogna comunicare prima di prendere qualsiasi decisione…nulla è concesso al fato. vi rammento che sto scrivendo questo poiche l’ho personalmente testato su me stesso. spero di essere stato utile. saluti a tutti:-)

  • 311
    Sara -

    a Giovanni:
    Scusami, ma ho sentito la necessità di rispondere dopo aver letto una tua affermazione: “il mio consiglio e che se ci si vuole lasciare per questi motivi, aspettate di avere una nuova fiamma poiche il senso di frustrazione e di solitudine porterebbe solo un ulteriore dolore …”

    Le riflessioni che mi ha stimolato sono le seguenti:
    E’ giusto che un’altra persona giunga al nostro fianco e ci ami …ma in questo caso finisca solo per fare da “tappabuchi”, rispetto ad un dolore che non si riesce a sopportare?

    E’ giusto, in fondo, far pagare ad altri lo scotto della nostra sofferenza? Come un pacco gigante di cui mi libero semplicemente dicendo “tieni, te lo dò!” per poi scaricarlo direttamente sulle braccia dell’altro. Che magari in quel momento le ha aperte per abbracciarmi.
    Credo che in questi casi il passo giusto da fare, soprattutto per se stessi, è ascoltarsi e venirsi incontro, profondamente. E con questo non sto assolutamente dicendo che sia facile, anzi: è difficile da morire.
    Però non trovo sia giusto prolungare la catena di dolore incudendo un’altra persona in questa spirale, che in tal modo contribuiamo a rendere eterna.
    Il problema è il dolore che proviamo. Ci è stato “arrecato”: “Perchè lei ha fatto questo?” è la domanda. Ma, volendo andare un pò più a fondo, viene subito da chiedersi: “Ha fatto questo…ma QUESTO cosa? a A CHI, realmente?” Chi soffre per questo ora sono io, quindi sarei io la “vittima”…ma la sua azione allora è stata fatta con l’intento di ferirmi? E’ plausibile una cosa simile, che lei possa aver agito per farmi male in un momento in cui nemmeno ci conoscevamo?”
    Risalire alla radice di se stessi…e capire se può essere legittimo “accusare” qualcuno per una “colpa” che non ha verso di noi…se fosse fatto a noi, non ci darebbe fastidio? Se non condividiamo siamo sempre liberi di non accettare, nel rispetto del diverso punto di vista dell’altro. Amare implica “accogliere” l’altro per come è, senza sacrifici.

  • 312
    giovanni -

    Grazie per il commento, in realtà sono perfettamente d’accordo, anzi sono il primo a dire che non bisogna far soffrire nessuno in alcun modo, e non esiste neanche un motivo valido per farlo, detto questo è chiaro che le mie parole sono state fraintese, infatti io parlavo della situazione in cui questa specie di “tortura mentale” porti a non amare piu il proprio partner e quindi onde evitare di finire nella noia e nella disperazione per non dire nell’odio…sarebbe opportuno per chi decida di allontanarsi, cercare di capire se l’amore si trova fuori dalla propria casa o all’interno della propria casa, è chiaro che io parlo della situazione in cui l’amore non sia nella propria casa… ci tengo a far presente che questa è un ultima analisi (trattasi di piu di 4-5 anni di frequentazione se non convivenza) parlo per esperienza, mi dispiace essere stato frainteso.

    grazie per la lettura

  • 313
    rifletto -

    Ciao a tutti, spero che qualcuno ancora legga questo thread.

    Sono un ragazzo che sta per sposarsi con una donna fantastica.
    Sia io che lei abbiamo avuto alcuni partners prima di conoscerci e, nemmeno farlo apposta io ne ho avuti tanti quanti ne ha avuti lei.
    La differenza forse più grande è che lei, più grande di me, ha avuto relazioni decisamente più lunghe delle mie.
    Confesso che la gelosia retroattiva mi attanaglia di tanto in tanto, e in modo piuttosto feroce (forse anche dovuto a problemi di depressione che ho avuto da un anno e mezzo a questa parte e sto risolvendo ora), mi salvo sempre aggrappandomi al fatto che anch’io mi sono concesso, e diciamo così, siamo pari.
    Però si sa, tant’è, questa gelosia retroattiva genera una quantità mostruosa di paranoie.

    Da poco mi sono anche convertito alla religione cattolica (anche lei) e stiamo entrambi praticando con grande fatica l’astinenza prematrimoniale per cercare di purificarci per quanto possibile e curare meglio il nostro rapporto in quest’ultima fase di fidanzamento.
    Visto che i caratteri scarseggiano vengo al sodo: avendo percepito (sulla mia pelle e credo anche sulla sua) quanto sia significativo il rapporto sessuale che forse è il gesto più profondo che su questa terra ci è concesso di esprimere, non sia effettivamente giusto regalarlo così facilmente nelle mani di partners con i quali ci rendiamo conto che non condivideremmo mai tutta la nostra vita, nel bene e nel male.
    Quindi mi rammarico profondamente di non aver conservato la mia verginità (e che lei non abbia fatto lo stesso, dal momento che la donna oltretutto per avere un rapporto deve affrontare fattori meccanici ben più traumatici) per poterla donare a lei, con cui sarò un solo corpo e un solo spirito tra non molto.
    Il rapporto sessuale lega profondamente l’uomo e la donna. Ma prima di sigillare un rapporto con questo atto bisogna verificare l’effettiva validità del terreno su cui ci si sta poggiando.

  • 314
    rifletto -

    Conclusioni: se tra i due fossi stato solo io quello vergine probabilmente a quest’ora sarei distrutto da dolore.

    Ma dal momento che grazie a Dio così non è, batto i mea culpa e dico:
    se avessi intuito da subito il peso affettivo del rapporto sessuale avrei certamente atteso di sposarmi.

    Ho capito che la castità prematrimoniale è la chiave di questo discorso: non rispettarla significa non aver capito il reale peso che il sesso ha sulla nostra anima e sui nostri sentimenti e sui legami tra l’uomo e la donna.
    E rispettare la castità prematromoniale risolverebbe automaticamente il problema della gelosia retroattiva.
    Penso che nessuno di noi avrebbe grosse difficoltà di qualche bacio elrgito in passato, prima della nostra reciproca conoscenza, dalla nostra lei. Nemmeno per una carezza data in buona fede.
    Ciò che più mi ferisce è la leggerezza con cui si ricorre al sesso nonostante il suo reale peso (e quindi di mancare di rispetto ancor prima verso me stesso), prima ancora di essermi preoccupato di chi abbiamo di fronte e della genuinità dei sentimenti che stiamo provando. E che anche l’altra persona sta provando. E ricorrere al sesso in questo modo equivale a vedere l’altro come un oggetto. Oggi c’è e va usato, domani potrebbe non esserci più.

    Spero che qualcuno si sforzi di capire quanto ho scritto.

    Ciao e grazie

  • 315
    uomotriste -

    x Rifletto: Mi associo in toto a tutto quello che hai detto! Sarebbe bello poter cambiare il mondo, le persone, saremmo tutti più felici.

  • 316
    Sara -

    a Rifletto:

    trovo molto profondo ciò che hai scritto, anche se personalmente trovo che possa essere un discorso sostenibile al di là della fede…e, in questo modo, condivisibile (sebbene in forma diversa e parziale) anche da chi non ha abbracciato la religione cristiana per compiere determinate scelte o giungere a determinate conclusioni.

    A mio giudizio, comunque, per preservare il valore della sessualità non è per forza necessario praticare l’astinenza…quella è una scelta individuale e rispettabilissima. Ma credo che fare qualcosa, “darsi” ad un’altra persona, quando lo si fa con “coscienza” (dal momento che ci si considera sostanzialmente persone “coscienziose”), e poi trovarsi a pentirsene, possa essere un pò irrispettoso verso l’altra persona alla quale ci si è concessi, oltre che verso se stessi (proprio perchè, come ben sottolinei tu, si tratta di un “dono”)…

    La “prima volta” esiste appunto perchè ve ne sia una seconda, dopo.

    Ma questa, in fondo, resta solo la mia modesta opinione, lontana dalla pretesa di verità assoluta.

  • 317
    Redy -

    Salve a tutti,
    ho letto con molta curiosità i vostri post.
    Premeto che io sono un ragazzo di 26 anni e da poco più di 9 mesi sono insieme alla mia ragazza di 32. Vado subito al sodo; lei è la prima ragazza a qui io ho voluto concedermi sessualmente!!!! prima di lei ho avuto un paio di ragazzine le prime cotte. Il mio blocco è avvenuto quando a 20 anni quando la morosa di un mio amico ha cercato in tutti i modi di avere uno o più rapporti sessuali con me. Premetto che questa ragazza, mi ha coinvolto molto, visto che c’era una intesa molto forte, e una attrazzione intensa da ambedue le parti, sia a livello fisico ma sopratutto a livello psicologico. Siamo arrivati a scriverci quasi 20 sms al giorno in alcuni momenti. Il problema è che siamo andati avanti a stuzzicarci per ben 3 anni e mezzo!!!!
    Lei ha fatto di tutto dai piedini sotto al tavolo col suo fidanzato, all’invitarmi a casa sua anche solo per fumare una sigaratta. Io non ho ceduto!!!! Il perchè? il valore che io volevo dare al sesso e alla mia prima volta era enorme e volevo concedermi alla persona che sarei stato sicuro di poter amare senza alcun vincolo. A quasi 24 anni io ho gentilmente troncato questa agonia. Due anni da solo diciamo così e ad un corso di una pratica energetica conosco la mia attuale fidanzata. Sono stato attratto dalla sua sensibilità e non dal suo aspetto fisico!!! Ci siamo incontrati siamo usciti per una pizza e dopo una settimana abbiamo fatto l’amore. La naturalezza con la quale ho vissuto quei momenti mi era impensabile. Bellissimo.Scusate la premessa ma era doverosa. Ora entro nel cuore del tema.Lei mi mi racconta del suo passato, ed io sono geloso! lei mi dice che non è mai stata morosa di nessuno perchè puntualmente veniva abbandonata!io non capisco come lei abbia potuto concedersi a 12 uomini in 7 anni che in pratica l’hanno usata! Provo rabbia e smarrimento!Non trovo coerenza con la persona che conosco io e quella che mi appare con i suoi racconti.Ora mi fermo quà. saluti

  • 318
    Redy -

    Scusate, ho finito i caratteri e non sapevo come poter proseguire.
    Mi faccio forza e inpronto la nostra unicità sul fatto che lei ha sempre avuto rapporti protetti, così mi disse. Il mese scorso scopre la presenza di un papilloma viris ha portato all’evoluzione di un’altra malattia che non dico. Il papilloma lo si può contrarre per contagio sessuale o semplicemente con un asciugamano usato in comune anche in palestra per dire; ma se curato è assolutamente arginabile. Con questo all’ora chiedo a lei se veramente ha sempre avuto rapporti protetti e lei dopo 8 mesi mi dice che forse una volta no!!! ma non si ricorda bene; DICE LEI!!!! Se fosse vero mi ha mentito!!! non sò più chi è!!!! Ora mi fermo d’avvero quà, e vi chiedo un consiglio e opinioni in merito; confidando nella vostra sensibilita e gentilezza. Grazie d’avvero, attenderò con snsia. Vi saluto.

  • 319
    Sara -

    Caro Redy,

    uno smarrimento come il tuo, in una circostanza in cui si viene a conoscenza di cose che possono in qualche modo ferire, è comprensibile; perciò non voglio dire che tu non abbia ragione nel sentirti confuso e magari offeso.

    Ciò che ti propongo però è un’ulteriore riflessione, che forse troverai altrettanto giusta: non conosco la tua attuale ragazza, ma capisco che quando si conosce qualcuno, soprattutto se si comincia a conoscerlo con l’intenzione poi di approfondire l’intimità, ci sono cose che non sono facili da raccontare. E ciò non vuol dire che si mente, perchè queste cose sono quelle cose che, in un certo senso, “non si raccontano nemmeno a se stessi”, preferendo non pensarci.

    Quando poi vengono fuori, in un modo o nell’altro, lì diventa un pò più difficile non pensarci.

    Quindi non leggere il comportamento della tua ragazza come un atto mirato a farti del male: magari anche lei è confusa, offesa, ferita. Pensa: lo sei tu “di riflesso” diciamo…lei magari lo sarà un pò di più, essendo protagonista di episodi che adesso hanno effetti spiacevoli su di lei.

    Tu dirai: perchè l’ha fatto? Io penso che in fondo chiedersi del passato serva solo a non guardare il presente, oscurando la persona che tu conosci e che si è presentata a te ADESSO, mostrandosi bella come l’hai vista. Non penso che qualcuno possa ingannarci al punto da mostrarsi praticamente opposte a come noi le vediamo, se noi siamo capaci di vedere.

    La rabbia che provi, magari, è un effetto della rabbia che prova anche lei per la situazione, ma che non può dire. Con questo, non voglio dire che ci sia “colpa” in qualcosa da parte tua.
    Voglio solo dire di non considerarla “diversa” o “ingannatrice”, perchè magari in questo momento lei è “smarrita” quanto te: quindi, magari, INSIEME, per quel sentimento che vi ha uniti finora in maniera meravigliosa, anche in quella notte trascorsa l’uno abbracciato all’altra, potrete trovare la strada per uscire da questa confusione. saluti.

  • 320
    Redy -

    Carissima Sara, ti ringrazio dei tuoi pensieri.
    Voglio fare riferimento al fatto che tu dici che alcune cose passate, che possono avere ferito una ragazza, vengono rinnegarte anche da se stessa. Vedi Sara trovo di fondamentale importanza improntare un rapporto di coppia sulla base della totale e più trasparente condivisione delle due parti. Mi spiego:se io sono un sistema complesso nel “cuì ed ora” questo è grazie alle esperienze del mio passato, positive o negative che io le giudichi non importa, perchè sono consapevole del fatto che se oggi sono come sono è grazie a TUTTO il mio passato.Sono pienamente convinto che il bene ed il male, il buono o il cattivo, il bello ed il brutto sono solo un gioco dualistico della mente, quando in realtà questo positivo o negativo sono due faccie sempre facenti parte della stessa medaglia!!!
    Capisci cosa intendo?! Sta a noi sensibilizzarci per poter cogliere quanto di più bello ed amorevole si può avere ad esempio in una relazione di coppia.
    Con questo dico:io della mia lei, conoscendola per la sua grande sensibilità e consapevolezza di molti meccanismi inconsci, non mi sò spiegare il perchè non abbia avuto la forza di essere più precisa in alcune delucidazioni date,visto comunque che di mezzo cè anche la mia salute e pur capendo il dolore che poteva provare.
    Ok, poi alcune mie reazioni o parlate da geloso rabbioso direi,potevano bloccare la raltà dei fatti diciammo così!
    Ma tra me e lei si parla molto, ed è questo il rapporto che io ho sempre sognato, ma nel mio “sogno” non c’era in programma questa non voluta mancanza di trasparenza.Perchè come dici te Sara ho già capito che alcuni ricordi fanno male, ma voglio senplicemente che lei questi ricordi li veda comunque come una evoluzione della sua persona, della sua ANIMA.Evoluzione sempre improntata nella positività.
    Sento di volerti consigliare un libro, scusa se la cosa va fuori tema; il libro è la “coppia illuminata” di Fabio Marchesi.Ora devo andare…da lei ci aggiorniamo ciao

  • 321
    giovanni -

    Salve a tutti, forse qualcuno mi conosce perche’ ho gia scritto in precedenza, la mia storia è finita per questo motivo, soffro ancora, purtroppo…il fatto e che lei nonostante la batosta, continua ad avere rapporti occasionali, spiegandomi praticamente che tutti i miei dubbi erano fondati, spero che non tutte le donne siano così, mi vengono i brividi solo a pensarci…forse è tutto nella mente, o forse no…resta il fatto che questo discorso è piu nel cuore che in altre parti del corpo. spero che ognuno ritrovi la serenità, con il proprio parthner…

  • 322
    Sara -

    a Redy:

    Il tipo di rapporto di coppia che desideri è legittimo e molto bello…ma penso anche che di fronte alla realtà, una realtà che può farci anche molto male, bisogna trovarsi per capire quanto possa essere difficile da raccontare, non solo per una questione di “giudizio”, ma perchè ripensarla proprio, fa male…e la via più immediata, quasi istantanea, per evitare un dolore è distaccarsi da esso, distaccarsi dalle immagini che vi sono associate, dalle idee che vi sono connesse.
    Una “coppia illuminata” è sì un organismo “unico” e dato da due persone che insieme creano un’armonia, magari…ma è anche sempre un insieme di singole persone e il lavoro di “comprensione” reciproca non è così semplice come magari l’immagine di “coppia illuminata” può lasciar pensare. E’ un lavoro duro, da fare giorno per giorno: come costruire un palazzo mattone dopo mattone. E’ un lavoro faticoso, ma che, nei momenti tranquilli in cui lo si può guardare, quelli in cui non ci sono scontri ma accordi, regala grandi soddisfazioni.

    Perciò, quello che suggerisco è, per quanto si può, sostenere l’altro e cercare di comprenderlo, anche se non lo si capisce fino in fondo: è normale, in fondo, perchè si tratta sempre di una Persona Diversa da noi.

    a Giovanni

    capisco che la tua storia possa non essere stata facile…ma magari, pensavo, il fatto che la persona di cui parli possa concedersi a rapporti occasionali e descrivere la cosa con un tono che, dalle tue parole, mi sembra “colpevole”…più che una conferma del suo “essere come ci si aspettava”, può essere in realtà il segno che lei si sia condannata ad essere come adesso ci si aspetta che lei sia…

    Forse questa mia riflessione sarà superflua o oscura, ma ho reputato giusto condividerla con voi, perchè mi sembrava importante…

    Così come ritengo sia importante non dimenticare mai, che dobbiamo pretendere per noi la felicità che ci spetta…anche se una storia conclusa spesso può farcene dimenticare…

  • 323
    Redy -

    Ciao sara, sono tornato sta mattina.
    Mi viene quasi da ridere (istericamente)!!!
    Mi riferisco alle ultime notizie che lei mi ha dato questo fine settimana. Sono sconvolto nel sapere, dopo 9 mesi, che il suo ultimo chiamiamolo uomo non è più quello che mi disse all’inizio e che conosco, ma è un’altro ancora!!! sempre una botta e via!!! sparito anche quello!! Poi mi parlava, all’inizio della nostra storia, di un certo giovanni suo caro amico che ha una cantina dove voleva andare a prendere il vino per così farmelo conoscere un bel giorno. Bene sabato sera vengo a sapere che lei ha scopato anche con lui una sola valta ed è scappato ma poi dopo un anno si sono chiariti; ed ora sono amici!!!!
    Ma che bello!!! Io vi chiedo… una cosi ha problemi seri, oppure è solo una tro.. che cercava anche l’amore ma secondo me si è sempre comportata da tro..!!! Voglio un vostro schietto parare c***o!!!!
    Come si fa a dire una verità diversa ogni giorno che passa!!!!
    Pensate io magari andavo a stringergli la mano anche a stò giovanni convinto che fosse solo un suo amico e invece… pure quello. Che schifo. Ditemi qualcosa, d’avvero qualsiasi cosa c***o!!!COSA DEVO FARE RAGAZZI!!????
    Cordiali saluti a tutti.

  • 324
    giovanni -

    REDY, non sai quanto ti capisco, io ho perso la voglia di fare l’amore così, ma nn bisogna demoralizzarsi, nn sei l’unico io per un anno ho passato il tempo a sentire una storia dopo l’altra, senza essere mai convinto che fosse quella giusta ( infatti la storia cambiava sempre) credimi devi seguire l’istinto quello primordiale e saprai se va bene o no….la base di un rapporto solido è la fiducia e la sincerità…se non lo capiscono loro dobbiamo farlo capire noi…se nn lo capiscono allora vuol dire che nn e fatta per te…odio dirlo xke vuol dire che molte persone vivono senza un ordine mentale…e questo, è un peccato. La comunicazione ci deve essere sempre come anche la seconda chance per tutti, giudica solo dopo essere giudicato. anche se in generale non si dovrebbe;

  • 325
    rifletto -

    x Redy:

    E’ difficile dare consigli e soprattutto assumersene la responsabilità.
    Il fatto che tu abbia provato sensazioni così belle durante i tuoi primi rapporti è normalissimo, perchè l’atto sessuale, se vissuto nel giusto modo, lega fortissimamente le due persone che lo fanno.

    Pensa, addirittura, che nella religione cattolica, come l’acqua è il Segno del Sacramento del Battesimo, l’unione dei corpi è il Segno del Sacramento del Matrimonio. Già questo, almeno per un credente, dovrebbe far intuire il peso reale dell’atto sessuale.

    Quindi a mio avviso non si può fondare un rapporto viziato dal principio da due punti di vista così diversi in merito al sesso.

    Se tu vuoi rimanere con quella donna devi essere certo che lei sia veramente cambiata, altrimenti vi farete (ti farai) solo del male.

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