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La società corre troppo veloce per me

E’ normale da giovani, appena catapultati nel mondo del lavoro provare un senso di ribrezzo verso la società “moderna”? Sensazioni di rigetto, di irrefrenabile ansia imposta per accaparrarsi i posti migliori, sempre di più, sempre meglio… e di fronte a tutti questi cambiamenti io come mi comporto? Mi sposto…. rimando ad un altro giorno…. mi sento stanco e depresso… impotente di comandare la mia vita..

E’ l’ennesimo sfogo… non riesco ancora a trovare la soluzione… mi sento solo…

L'autore ha scritto 14 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    cri -

    mi sento proprio come te…

  2. 2
    ilVuoto -

    Parli del mondo del lavoro, ma io della “società moderna” a stampo capitalista odio più o meno tutto, ad eccezione delle libertà (le relative discendenti della cosiddetta dinastia “democratica”, illusorie, ma sempre meglio dei sistemi totalitari, anche se più subdole e ciniche).
    Il lavoro? solo un frangente, lo specchio della crisi..non è solo economica, non ce la raccontiamo la favoletta di Cappuccetto Rosso, nella pancia del lupo non ci stà solo lei e la nonna, chissà che si è mangiato prima di loro e noi non lo sappiamo nemmeno..
    Il problema di oggi è sì economico, ma anche politico, sociale, dei rapporti, delle culture, degli scambi, della globalizzazione, delle scelte, dei modi di pensare, degli ideali, degli stili di vita, dei valori, dei miti, degli esempi, dei sistemi. Quello che vivi tu oggi lo vivono manciate di giovani (quelli che hanno rinunciato fin d’ora al reddito per studiare, quelli che lavoravano onestamente e poi hanno ricevuto un bel calcio in c… e, per fortuna che anche la giustizia esiste..quelli che si portavano a casa un botto di soldi stando a guardare i soffiti e fare aperitivi qua e là): ora si trovano con il Niente in mano, futuro incerto e magari anche obiettivi traballanti.
    Se c’è una cosa che io rimpiango è la generazione dei miei genitori, quando i ragazzi si amavano, desideravano in due un futuro, andavano a lavorare in fabbrica per mettere da parte piano piano i soldi per costruirsi una famiglia, quando ci credevano in ciò che facevano e potevano dire di essere i fautori del loro destino. Poi magari quando avevano i bambini piccoli non arrivavano a fine mese, ma tornavano a casa la sera e trovavano quella loro famiglia, un porto di solidità, di aiuto reciproco, di entusiasmo, di volontà e fermezza. Erano piccoli microcosmi che formavano la grande massa e classe sociale che io personalmente, forse fanaticamente, invidio e della quale sento nostalgia.E poi dicono che il compito dei figli è di progredire rispetto ai genitori..wow!

  3. 3
    Survivor -

    ilVuoto…questo discorso doresti farlo in parlamento…..
    Hai proprio ragione….

  4. 4
    ilVuoto -

    Non servirebbe a un bel niente, il primo passo è la consapevolezza collettiva, l’unione fa la forza, nel bene e nel male. Oltre al fatto che la fragilità della condizione umana porta chi ha il potere ad esserne acceccato e corrotto, chi dovrebbe ribellarsi, si abbandona all’adeguamento, al subire passivo (e lamentoso!) senza però arrivare mai fino in fondo.
    Sai, le crocette messe alle urne (sempre che non siano manomesse, in questi tempi non c’è da stupirsi di niente) parlano chiaro sui miti vuoti di questo tempo. Qui non è tanto e solo questione di demagogia o mancanza di informazione, qui parliamo di strutture mentali insolide, altamente influenzabili e prive di un proprio pensiero capace di andare oltre la conformità della moda, del “così fan tutti”.
    Se poi ci facciamo impressionare da immagini di “incidenti” e “interventi pubblici buonisti” (bello scenario, commovente..ma dietro che c’è? Chi e cosa c’è nei camerini? Chi, come e perchè confeziona i costumi?).
    La democrazia è misera: i cittadini stanno zitti perchè hanno l'”accontentino” e credono di governare..chissà se esistono gli extraterrestri quante risate si fanno su di noi..! Siamo dei burattini,piccoli Pinocchi e i politici i Mangiafuoco della situazione. Ci bastano due filetti, qualche promessa-miraggio, due chiacchiere o due foto per farci girare come i giri di valzer. Poche sono le persone pronte a riunirsi, a metterci faccia e fatica per dire basta a questo gioco vizioso (per parlamentari e governatori virtuoso!). E poi ci lamentiamo..
    Io credo che l’unico modo per uscire sia un team di leader davvero motivati, davvero innamorati del senso della giustizia e dell’equità, davvero capaci di anteporre ideali di umanità e senso etico di fronte a tornaconti personali. E poi ci vuole la massa, pronta a sorreggerli, difenderli, seguirli…e anche e soprattutto criticarli, discutendo LIBERAMENTE e SENZA CENSURE. Bisognerebbe disfare tutto e ricreare da capo il sistema politico, poi quello sociale-economico

  5. 5
    toroseduto -

    ilVuoto, voglio complimentarmi con te. Hai risvegliato tante cose, che
    avevo seppellito nella memoria e invece tu sei stato capace di farle
    ritornare a vivere. Ti dico subito che sono della generazione del “68”
    avevo 20 anni e grandi ideali, esistevano per davvero, nel concreto.
    L’equilibrio politico e sociale, era determinato da due partiti la DC al 35-36% e il PCI al 31-34%. C’era il veto americano sull’ingresso al governo dei comunisti, ma comunque non c’era lo squallore in cui siamo precipitati. Capezzone da radicale è diventato “portavoce” del pdl, si
    vendono al miglior offerente come funghi. Tu sei stato molto bravo a chiarire come la pensi senza fare nomi, io li faccio, è nella mia cultura esprimermi apertamente. Con l’assasinio di Moro è cominciata
    la notte della repubblica. E gli americani hanno parlato, i servizi segreti hanno avuto un ruolo determinante, ci sono molti libri che raccontano come andò. Arriva Craxi e abolisce la contingenza,fa scuola
    e con il 10% dei voti, fa il bello e il cattivo tempo, fino a mani pulite. Crolla tutto l’apparato politico, e precipitiamo sempre più giù. Inutile riportare cose risapute, l’opportunismo dilaga, i partiti sono triplicati…la delusione più grande è stata alle ultime politiche Veltroni – Berlusconi. Era il mio sogno di sempre Veltroni,
    in lui rivedevo Berlinguer, gli italiani hanno votato come sappiamo.
    Io, ormai 60enne vedo il vuoto o l’opportunismo in tantissimi giovani
    di oggi, sono cambiati gli ideali? No c’è l’assenza assoluta!
    Per questo ti voglio dire grazie, raramente ho sentito un’analisi
    così matura da un giovane. Anche se gli ideali oggi hanno le ali legate, ritorneranno…perché peggio di così non può andare.
    “Gli déi torneranno”, è un libro di Sgorlon che ho letto qualche decennio addietro. E mi piace tanto pensare che sia così. Ciao

  6. 6
    Gio -

    La societa’ ha sempre corso, quello che non dobbiamo fare noi è corrergli dietro, lasciamoci andare alle mani di dio, lui saprà come aiutarci. Se ci affanniamo rischiamo di schiacciare i piu’ deboli e noi stessi.

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