Scambio di coppia, il gran ritorno
di
Seb
Riferimento alla lettera:
Da qualche giorno mi sono iscritto a questo sito. Volevo aggiungere la mia opinione al dibattito tenuto qui, ma non ci sono riuscito, per cui, pur riferendomi a TUTTO quanto letto, apro un nuovo articolo di discussione. Ebbene, nessuno si è chiesto come mai tanti opinionisti solo per criticare la...
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Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2005.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Sesso
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CB, io non uso il libretto di istruzioni per orientarmi nella vita, seguo il mio istinto e la mia “morale” naturale. Mi piace studiare certi comportamenti umani alla luce della cultura nella quale si sono formati, un po’ come ha fatto questo Watzlawick, e certamente constato quanto questa condizioni l’espressione delle nostre manifestazione di natura sessuale e la comunicazione che si instaura tra culture diverse, ma per quanto riguarda certe “emozioni” mi affido solo al mio “sentire”, e per quanto ho scritto in precedenza lo scambismo non mi è possibile considerarlo un “passo in avanti”. È solo una normale manifestazione di sessualità ludica che inizia e finisce nella soddisfazione del momento, peraltro effimera.
Lo so bene che lo scambismo non si pratica solo nei privè, ma non capisco questa tua necessità di trovarvi delle giustificazioni avanguardistiche. È una pratica antica che soprattutto nell’ambito dell’antica Roma atteneva ai riti dionisiaci, ma non può rientrare nel concetto di amore, dove l’esclusività è la condizione necessaria per raggiungere certi risultati in termini di rapporto.
Sono momenti ludici di natura egoistica, dove ognuno fa per se avendo necessità di “usare” altri per raggiungere un “certo” piacere.
Ho l’impressione che tutte quelle letture tu le utilizzi con la tecnica del bias di conferma, e non come fautrici del “partouze” e non come auspicabile futuro della sessualità.
Bisogna vedere qual è la finalità dello scambismo; quale vantaggio se ne trae e, quindi, se sussiste un rinforzo positivo nel praticarlo.
Golem, non so veramente più come dirtelo, tu mi addossi la responsabilità di assumere posizioni che sono soltanto nella tua testa, frutto del tuo sentire ma, cosa che a te sembra sfuggirti, è un sentire stereotipato di questa nostra cultura.
Prendiamo ad esempio: “Non metterla sul filosofico, la tua visione non è per niente moderna, gli antichi romani durante i baccanali facevano orge peggio di quelle di Bruxelles. Ma infatti erano “sballi”, visto che erano tutti ubriachi durante.
A te piace, alla tua donna pure, non ammazzate nessuno (almeno sul momento), godetevela ma non mettete di mezzo l’amore, dai.”.
Prima di tutto vorrei sottolineare la modalità dispregiativa dell’uso di “filosofico”, semmai ho riportato qualche teoria a riprova di quello che andavo affermando. Continuando, non ho mai dato un valore di modernità allo scambismo, se ricordi ho introdotto io le origini addirittura preistoriche di questa pratica e soprattutto che non erano conseguenza di “sballi”. Poi le parentesi “(almeno sul momento)” sottolinea il “tuo” pensiero (patrimoniale) su quella che “ritieni” la pericolosità di questa pratica (considerazione comune). Per finire, riguardo all’amore, è un inserimento che tu continui a proporre ma che io ho dall’inizio escluso perché non inerente. Naturalmente potrei continuare all’infinito, unico punto in comune che trovo nei tuoi interventi sono le “tue” convinzioni di fondo che proprio perché coincidenti con quelle dettate dalla nostra cultura e orfane >>>
>>> di un supporto teorico, ritengo nozionistiche. Accetterei volentieri concetti singolari e non provenienti da una cultura su cui ho molto meditato e quindi ben conosco.
Riflettendoci, le nostre divergenze non attengono ai contenuti che quasi sempre coincidono, ma alla posizione culturale che abbiamo adottato, una meditata e riflessiva, l’altra conformista e convenzionale, cosa che ci impedisce di concordare sui nostri pensieri.
Ho vissuto in una famiglia straordinaria che ha saputo insegnarmi cose importanti, come il senso di giustizia, il valore dell’indipendenza, la qualità dell’amore, la portata della conoscenza, il senso della realtà e tantissime altre cose che mi hanno consentito di fare scelte che mi rallegrano permettendomi di raggiungere obbiettivi importanti. Ciò a dire che la mia scelta scambista non è dettata come più volte indicato, da un becero sentire, ma da una profonda consapevolezza del nostro patrimonio vitale.
Grande Milly, la finalità, il vantaggio, la positività; forse si potrebbe pensare al crescere, alla conoscenza, alla condivisione, alla complicità, alla fantasia… al liberarsi dalla cultura incombente che ci rende vittime di un egotismo che ci fa sentire semidei. Nonostante siamo arrivati da poco, stiamo portando il pianeta, nostra unica casa, ad una lenta agonia, essere più vicini gli uni agli altri, senza barricarci nel nostro piccolo orticello, forse potrebbe salvarlo. Il sesso dà la vita e mantenerla?
Cioè essere vicini agli altri significa far sco.... il proprio amore da un altro e gioirne?
CB, qui non si tratta di essere meditativi e riflessivi o tradizionalisti e convenzionali, ma fuori dal mondo.
Quelli che ti scopano la tua donna non se ne fregano niente deldell’amore universale. O sei in malafede o un illuso. Scegli.
Per noi umani risulta ovvio che l’unione in coppia sembri la più giusta; il sesso per procreare si fa in due, il numero di donne e di uomini sembra approssimativamente pari, insomma la natura pare voglia suggerirci che unirsi in due sia la scelta più giusta. La società avvalora questa idea aggiungendoci del suo, infarcendo questa visione monogama con valori etici, morali, d’amore, di convenienza e via dicendo. Ognuno si forma perciò uno stereotipo a due, ad esempio scrive Golem: ‘…ma perchè è un dato di “preziosità” di una esclusività che quella persona dona solo a me, perchè lo VUOLE lei’.
Cerchiamo però di valutare oggettivamente le cose, l’amore non è un valore monogamo: si amano anche più figli; si amano i genitori; e si può amare, anche se molti non lo sanno fare, il mondo intero.
Personalmente credo che le cose stanno in maniera alquanto diversa. I figli si amano, si crescono, si curano, ma poi si deve lasciarli andare per la loro strada, così abbiamo fatto con i nostri genitori, così facciamo con i nostri amici; perché il nostro partner dovrebbe restarci vicino per tutta la vita? Certo che la cosa sarebbe auspicabile e mi renderebbe felicissimo, ed io mi adopero costantemente perché ciò avvenga, ma quello che non posso proprio fare è coercizzare la sua libertà, questo sì che sarebbe un atto egoistico. Se dovesse mai capitare che la mia strada e quella della mia donna dovessero divergere, dovrò farmene una ragione; si tratta di un atto di maturità e di onestà. >>>
>>> Con la mia donna amo stare in ogni dove ed in ogni modo, e mi piace condividere con lei ogni idea, ogni cosa, ogni momento: restare insieme davanti al caminetto o alla TV; assisterla quando soffre; andare al cinema; stare con gli amici; fare sesso in intimità. Se a lei piace andare al ristorante con gli amici, io provo piacere a condividere con lei questa gioia così come ama fare lei. Ciò che mi lascia perplesso è per quale ragione il sesso deve essere escluso da questa meravigliosa gioia di condivisione. Perché una regola sociale o religiosa o morale lo vieta? Questo a me pare una perfetta idiozia, siamo noi gli unici artefici della nostra vita e dobbiamo essere noi a decidere cosa fare. Questo ovviamente non è una sollecitazione ad abbracciare l’atteggiamento scambistico, ci mancherebbe, ma a me pare che non ci sia nulla da eccepire se la mia donna ad esempio trova piacere a sollazzarsi anche con un’altra donna, o avere per sé più uomini che la soddisfino, è un piacere che non porta a nessuna conseguenza se non ad un puro godimento, ed io non ho alcuna autorità per impedire questo suo piacere, la cosa più bella invece è condividerlo con lei e goderne vicendevolmente. Questo è amore; delle ragioni che muovono le terze parti a me personalmente crea solo un leggero disturbo per l’occasione da loro mancata se partecipano per puro egoismo.
Golem, essere fuori dal mondo? Dal tuo mondo bigotto e ipocrita vorrai dire; SI e ne sono felice.
CB, a me sembrerebbe di contraddire la natura del nostro essere desiderosi di Amore e l’Amore è per sua natura Assoluto.
Il mio mondo bigotto e ipocrita CB?
Tu non mi conosci e trai queste conclusioni su una visione delle cose che risulta essere la più naturale. Tu invece sei un precursore di un nuovo modo di amare vero? CB, te l’ho già detto, tu ti cerchi solo delle ragioni pseudoautorevoli per giustificare un tuo piacere “esclusivamente” sessuale.
Io bigotto e ipocrita quindi. Quanto a pregiudizi sei messo bene a quanto pare, ma lo avevo già notato quando vai a pescare teorie campate per aria che ti “sembra” possani calzare per la tua visione delle cose.
Comunque, io sono felice così, tu gioisci quando la tua donna si sollazza con due o tre uomini? E allora, siamo tutti contenti. Compresi i due o tre sconosciuti.
Evviva l’ammore.
Milly dici che l’amore, per sua natura è assoluto, difatti è proprio così, non si può limitarlo ad una condizione solipsista, non posso amare mio figlio solo se è fisicamente sano, o la mia donna solo se ha le misure giuste, e se poi s’ingrassa? E se lei poi dovesse scoprire che gli piacciono anche le donne? Io la amo punto, quando scoprirò un suo difetto, l’amore me lo farà apparire come ininfluente. Io non amo per il sesso, questo è una cosa altra, come dice Golem è soltanto un piacere, una libidine; e come tale deve essere considerato, non lo si può legare ad un amore a fasi alterne. Se mi piace la cucina, ogni pietanza mi sembrerà buona, e se mi capita di andare in India non pretendo di mangiare una carbonara, ma piuttosto provo a gustare i piatti locali per catturarne la valenza. Subire regole preconfezionate da altri porta a defezionarle. Se le regole della nostra condotta sessuale le stabiliamo insieme, non c’è motivo di trasgredirle.
Golem, non ti conosco è vero, ma ho letto i tuoi scritti e questi denunciano le tue convinzioni. In quanto al naturale, ci andrei piano, visto le mille ragioni che lo confutano. Ci risiamo, non sono il precursore di un bel niente, osservo soltanto in modo oggettivo la realtà e non un nuovo che non è. Ripeto anche che non ho la necessità di trovare alcuna giustificazione, per le ragioni già dette. Sono veramente dispiaciuto che tu non riesca a comprendere il senso dei pregiudizi.
>>>
>>> Il tuo becero sarcasmo serve solo ad evidenziare quell’idea che ti tormenta.
Golem tu insisti a discutere avendo in mente l’immagine di un “amore esclusivo”, che in realtà è soltanto egotico, del resto l’uomo è da sempre che commette questo errore. La scienza ha avuto molte difficoltà proprio per questa visione egocentrica; il mondo soffre per questo atteggiamento immaturo. Come accennavo, il Dalai Lama auspica un’intimità allargata, un valore che travalica questo cul de sac in cui l’uomo adora infilarsi. Ciò che hai costruito con tanto impegno e dispendio di energie, si trova in un mondo precario, fatto d’isolamento, di esclusività, di egoismo, di ostilità, di avidità, dove la fiducia nell’altro è merce rara. Io ho sperimentato quell’amore che tu insisti a considerare grandioso, ma mi sono reso conto che è un amore malato, nato proprio da quei valori individualistici che ti accennavo poc’anzi. L’amore vero non è esclusivo ma piuttosto inclusivo, è un sentimento che dà senza chiedere nulla in cambio e non può essere rinchiuso nei limiti che vogliamo. Se vedo un leone assalire una zebra non mi è consentito parteggiare per una delle due parti, perché la natura, per tenere in equilibrio l’intera sua struttura, ha così stabilito. Se provo una sensazione di pietà per la vittima, automaticamente mi trovo disconnesso da quella intimità allargata di cui il santo uomo parlava. Questo non significa dare in pasto la propria donna ad un altro uomo, ma piuttosto amarla condividendo.
Diciamo che CB non ha capito la situazione cioè che il sesso è dono d’Amore di sé a chi ci completa impegnandosi con noi (per chi ha la sua metà della mela) ed equipara il sesso ad un mezzo di conoscenza come l’odorarsi reciproco nei cani. Parlare senza flirtare è un mezzo di conoscenza e di condivisione, così come lo è un atto di generosità fraterna verso l’altro che è nel bisogno. Il proprio corpo è tempio di sacralità della propria dignità poiché non siamo merce da macello atta a soddisfare la fame dello stomaco né della sessualità nostra o altrui, per elemosinare consensi e falso amore. Il “macello” porta a piccole grandi e più o meno definitive “morti”: la morte è il contrario della vita e quindi non essendo vita e non essendo amore ci fa male e andrebbe evitata in quanto vogliamo il nostro bene, così come il nostro istinto e la Natura ci insegna. Lascia parlare la Natura: è la Natura stessa che te lo insegna. Come ti senti dopo aver fatto scambismo? Però tu sei libero di pensarla come vuoi e di fare di conseguenza. Fai sapere se sei felice. Come ti senti alla lunga vivendo così? Era una prova o hai centrato il punto? Diciamo che non è colpa sua: sta ancora approfondendo la situazione e vuole che gliela si spieghi. Golem: pensaci tu, se ci riesci.
“Questo non significa dare in pasto la propria donna ad un altro uomo, ma piuttosto amarla condividendo”.
No certo, amare condividendo. Sei il nuovo San Francesco. Sorella Acqua, Fratello Sole e Signor Sconosciuto che ti tromba la donna. Perchè è chiaro che il tuo amore include anche chi “sollazza la ragazza”.
Comunque non si ch
CB, senti, a me non tormenta proprio nessuna idea, sto bene e felice come sto. Il vero tormentato appari tu. Informati.
Mi è piaciuta l’allegoria del leone e della zebra, che richiama la frase iniziale del “dare in pasto…”. È giusto, tu non parteggi per nessuno dei due, e ti godi la scena. Amorevolmente, of course.
CB, come ti senti dopo? Stai cercando di colmare un vuoto per bassa autostima cioè perché non ti senti degno di amore. E vieni qui a cercare consenso presso chi pensi abbia più autostima e sicurezza in sé stesso, per validare una tua coazione a ripetere nell’ elemosinare amore. Il tuo qui è un altro modo per cercare consensi e attenzioni per te con il farti dare indicazioni sul tuo vero bene anche con provocazioni, come fanno i bimbi per capire e ricevere amore. L’amore non si elemosina. Si fa. È carità, protezione, impegno e fedeltà. Non posso essere d’accordo, e sai perché? Perché se io fossi tua moglie vorrei esserti fedele per non buttare la mia carne al macello, dove senz’altro verrebbe “uccisa”, dopo la mia interiorità, e, amandoti, vorrei lo stesso bene per te col salvaguardarti come chi sta per impedire ad un bimbo di giocare con un coltello. Ma se tu, adulto, sei REALMENTE felice così, sul momento e a lungo termine, bene per te. Hai trovato quello che credi il tuo bene ed il tuo equilibrio, ed allora non soffrire di solitudine, se ti si fanno gli auguri, con felicitazioni per questo tuo raggiunto equilibrio di serenità emotiva. Vivitela!
Milly, l’amore, il sesso, la natura; siamo vittime di un credo che ci è stato inculcato e che non vogliamo mettere in discussione perché ci costa sacrificio. Se però vogliamo crescere siamo costretti a fare questo doloroso passo. Ci hanno convinti che noi uomini siamo gli esseri viventi più intelligenti del creato, almeno di quello che conosciamo, ma proviamo a guardarci intorno. Con noi convivono esseri capaci di cose che non siamo in grado neppure d’immaginare e se ci confrontiamo con loro, sul loro stesso piano, potremmo restare basiti. Pensiamo alle termiti ad esempio, esserini minuscoli capaci di fare costruzioni per noi inimmaginabili, è come se costruissimo palazzi alti più di 10 km, che si spingono fino ad oltre 40 km di profondità, dotati di aria condizionata, deumidificata, ossigenata, con un sistema di raccolta rifiuti impeccabile, autosufficiente sotto tutti i punti di vista ed anche capace di resistere ad uno tsunami, il tutto fatto in una sola notte. Beh, l’uomo si è abituato a doversi ricredere molte volte sulle sue convinzioni ed allora, perché non proviamo a riguardare il nostro credo in maniera più oggettiva. L’amore delle favole, dei romanzetti rosa e non solo, è veramente quello reale? Due cuori e una capanna? Ed il sesso è veramente un accessorio dell’amore? Ma soprattutto, la natura veramente la comprendiamo? No Milly, io sono consapevole di non sapere, ma tu lo sei?
Dimmi Golem, tu per chi parteggeresti, per la zebra o per il leone? >>>
>>> Attento a ciò che rispondi, perché i delicati equilibri dell’ecosistema potrebbero rompersi e noi ci ritroveremmo ad avere ancora più problemi di quelli che abbiamo, a causa di coloro che come te hanno voluto risolvere il quesito. Tu sei abituato a credere a ciò che risponde al tuo schema culturale, anche a costo della tua stessa essenza; sei credente ma non troppo, del resto la chiesa ci ha abituati a: “fai ciò che dico ma non ciò che faccio”. L’amore non è parteggiare per la zebra o per il leone ma piuttosto per la natura nella sua interezza. Se la mia donna sente la necessità di fare sesso, mettiamo con un’altra donna, giusto per non cadere nella tua solita paranoia, chi sono io per andare contro questa sua tendenza? Devo dare cieca obbedienza ad uno schema sociale, o rispondere alla natura? Già non avevo calcolato che se lei vuole ciò, dev’essere…, e allora?
Comprendo che è doloroso il solo immaginare di dover ricostruire tutto il proprio credo, ma io l’ho fatto; giorno dopo giorno ho dovuto rivedere tutte le mie convinzioni, superare le mie paure, vincere i miei timori, ed anche se so che il cammino è ancora lungo, oggi posso affermare di essere contento di aver intrapreso questa via; lei naturalmente mi accompagna sempre. Ho imparato a considerare le voci fuori dal coro, soppesarle, valutarle oggettivamente, ho imparato soprattutto ad ascoltare la natura che non sbaglia mai perché le sue regole valgono sempre; per tutto e dappertutto. Io AMO la natura.
CB, allora, vivi come ti fa più felice, con le relative conseguenze del caso. Ognuno è libero di pensarla e di fare come vuole, nel rispetto dell’altro e assumendosi la responsabilità delle proprie scelte.
Non hai risposto alla mia domanda: stai bene così? È la migliore scelta possibile? Gli esperimenti servono per indicarci la via del maggior bene. Per te questa lo è?
Il frutto che assaporiamo oggi è il frutto delle scelte che abbiamo fatto sperimentando nel tempo, non solo frutto della cultura e di una eventuale più o meno consapevole identità religiosa, e se la maggior parte delle persone auspica l’esclusività del rapporto amoroso, per proteggere sé, l’altro e la propria famiglia, forse è perché ha già sperimentato e sperimenta, ANCHE suo malgrado, ciò che tu dici cioè la tua condivisione gioiosa di un’intimità che dovrebbe essere esclusiva e magari questa non li soddisfa ma li rende vulnerabili e senza identità presso sé e presso l’altro. Se tu vuoi illuderti o violentare te stesso, fa’ pure ma sii sincero con te e con l’interlocutore…
“Io ti amerò nella buona e nella cattiva sorte, anche qualora amassi qualcun’altra/o come madre o padre dei miei figli” è difficile da accettare nell’economia emotiva e logistica delle cose. Comporterebbe senz’altro sofferenze ed enormi responsabilità, condannando a perdite non necessarie e ad una non necessaria solitudine.
Non parteggio per nessuno in una situazione gestita dall’istinto come quella che descrivi, perchè l’istinto non è moralizzabile. È, e basta.
Ma noi esseri umani abbiamo aggiunto la cultura a quegli istinti, che ha lo scopo di indirizzarli in maniera etica, cioè compatibile con una “morale” che ne giustifichi la scelta secondo i parametri sociali di quella cultura.
Il sesso è stato il più “osservato” nella nostra cultura occidentale di impronta cattolica, e molto controllato nelle sue manifestazioni, soprattutto nella donna, per ovvi motivi di natura patrimoniale attraverso la certezza della paternità.
Sono il primo a riconoscere che l’irregimentazione degli impulsi sessuali ha creato aberrazioni moralistiche che hanno portato a comportamenti paradossali, in un senso e nell’altro, e uno di questi a mio parere è lo scambismo. Come lo è il voierismo, il feticismo, l’esibizionismo e altri comportamenti analoghi che, come ho avuto modo di dire in precedenza, denunciano un rapporto irrisolto col la sfera sessuale di natura umana.
Una donna, come nel tuo caso, può avere una fame sessuale abnorme, più o meno tutti ne abbiamo incontrata una così, ma il bisogno di promiscuità che si esaurisce in un continuo desiderio di “accoppiamenti” non può essere compatibile con un rapporto d’amore che si costruisce tra due che si amano, e che sanno quanto si dà e si riceve con quella “voluta” esclusività. >>>
Ripeto, se tu sei felice e/o sereno così, benissimo. Hai fatto la tua scelta e goditela. Poi racconterai come è andata. A meno che tu non intendessi di usare l’altro come un oggetto per fare sesso e poi da “buttare via”, dopo i propri comodi, senza rispetto. Spero che non intendessi questo.
>>> L’aspetto di appagamento sotteso a un rapporto del genere non è neppure paragonabile al migliore momento di sesso con un o più sconosciuti, che, in chi lo cerca, muove solo scariche di adrenalina di cui eventualmente si diventa schiavi, come per qualunque droga dal suffisso “ina”.
L’intesa presente in un rapporto d’amore esclusivo, con l’intimità è la complicità che vi è contenuta non la può dare nessun’altra esperienza, e quando si ha la fortuna di provarla non si torna più indietro.
Tu porti esempi teorici legati alla natura per darti una ragione di certe scelte, ma esageri, denunciando implicitamente una insicurezza che non dovrebbe esserci se veramente fossi certo di aver trovato il “Santo Graal” della felicità sessuale.
Come dice Milly, ripetendo quanto ti dicevo io nei miei post precedenti, se siete o sei felice così, goditela. Il mondo è quello che ti fai intorno a te, e se quel “vestito” ti calza bene, che ti importa se agli altri non piace, seppure alcuni ogni tanto lo indossano in tua vece, e col tuo lieto consenso a quanto pare.
Golem, “No certo, amare condividendo. Sei il nuovo San Francesco. Sorella Acqua, Fratello Sole e Signor Sconosciuto che ti tromba la donna.”; sarcastico come sempre, forse sarebbe bene che riflettessi sulle ragioni di questo tuo atteggiamento e sul perché ripeti costantemente che io amo farmi trombare la mia donna; perché, semmai così fosse, non provi a pensare che mi piace vedere la mia donna appagata nei suoi desideri più inconfessabili. Io e la mia donna riusciamo ad avere così tanta intimità da riuscire a dirci anche questo, tu riesci a fare altrettanto?
Io forse porto teorie scelte ad hoc per giustificarmi, ma tu non fai neppure quello, stai solo a ripetere indefessamente sempre le stesse cose che poi sono quelle che fanno parte del tuo, e di tutti i monogami non consapevoli, schema di riferimento.
Capisco che ogni cosa che io possa dire, per te è solo motivo di scherno figlio di un preconcetto, ma provo a sorvolare tutte le tue rindondanze rimandandoti alle varie prospettive che ti ho offerto per rifletterci e, vediamo se ci sono novità; hops, manco a dirlo, non ho trovato nulla di nuovo sotto il sole.
Milly ti prego, non scrivere le stesse cose straripetute da Golem: “vivi come ti fa più felice, con le relative conseguenze del caso.”; conseguenze? A rieccoci, andiamo alle “malattie tipiche dello scambismo” e bla, bla, bla. Non ho risposto alla tua domanda? Me se non faccio altro che dire: SIIIIII… STO BENISSSSSIMO, sia io che la mia signora, grazie.
Trasgredire dignifica: oltrepassare i limiti imposti da una norma, da un regolamento, ecc.; non rispettare, violare. Riguardo al sesso, le norme sancite ci seguono finanche nel nostro letto, possiamo dire che esso è quindi trasgressivo sempre, ed ovunque. In pratica ognuno di noi è un trasgressivo. Non vedo chi ha stabilito che gli scambisti sono trasgressivi ed i monogami no.
Il sesso poi, è l’unica attività che coinvolge contemporaneamente tutti i sensi, ma proprio tutti, quindi è anche l’attività più piacevole che c’è. Mi chiedo quale ragione c’è perché debba essere limitato. I limiti del sesso sono esclusivamente quelli dettati dalla libertà: “L’essenza della libertà è non avere vincoli se non quelli del rispetto della libertà altrui”.
Infine l’amore, un sentimento fa-vo-lo-so, ma noi abusiamo di questo termine, lo parcellizziamo, lo strattoniamo. L’amore non ha limiti, l’amore quindi è dei bianchi, neri, rossi e gialli; degli alti, dei bassi, dei magri e dei grassi; l’amore è dei monogami e degli scambisti; l’amore non è esclusivo ma inclusivo, non è quello descritto nelle favole per bambine o nei romanzetti rosa; due cuori ed una capanna. L’amore è asessuato è universale. L’amore ha però bisogno di cure; di essere alimentato per crescere forte e capiente, così da contenere ogni cosa.
Ora però, mi piacerebbe conoscere le ragioni del perché bisogna essere monogami.
Non è sarcasmo CB, è solo il risultato di una incapacità da parte mia di comprendere la tua posizione, come quella di essere felice di assecondare il desiderio di una donna -che dice di amarti- di sollazzarsi sessualmente con soggetti estranei a quell’amore. Nel quale amore il sesso dovrebbe essere un “linguaggio” talmente esclusivo di un rapporto, che condividerlo con estranei sarebbe come concedere a questi le chiavi della cassetta di sicurezza nella quale sono conservate le nostre cose più preziose.
Capisci perchè non potremo mai trovare un punto d’incontro?
Io sono geloso della mia donna, ma non per volgare possessività, quanto per la sicurezza collegata a quell’intimità esclusiva di cui accennavo e che nasce da un’intesa che ci proviene da un lungo “dialogo” costruito negli anni, e non senza fatica, ma di cui il sesso, e il piacere che ne deriva, è componente essenziale e non negoziabile di “quel” rapporto. Per entrambi.
CB, di fronte a questa impossibilità di trovare un punto di vista comune, non resta che la banale conclusione che se state bene con questo stile
di vita in “comunità” nessuno ha il diritto di criticarlo.
Io ho solo espresso il mio punto di vista proiettandolo sulle mie “priorità”. Insomna, se scoprissi che la mia donna avesse bisogno di sollazzarsi con altri la lascerei libera di farlo. Nel senso che la lascerei libera da me.
Per Milly, Golem e tutti i monogami ignavi; io e la mia donna ci siamo conosciuti proprio da monogami ignavi, si, si, proprio ignavi, come i peccatori danteschi. Presto ci siamo ritrovati ad essere innamorati perdutamente, un amore profondo mai provato prima, non era semplice passione di uno per l’altro, era qualche cosa di molto più profondo. Il nostro bisogno era conoscerci intimamente, sapere cosa l’altro provava e sentiva, e questa sensazione era pressante. Iniziammo un percorso di avvicinamento che ci svelava via via i segreti più nascosti dell’altro, fino ad imbatterci in un risentimento. In breve, il nostro piacere nello stare insieme, aveva interrotto un nostro percorso di crescita in ambito sessuale. Entrambi avremmo voluto provare altro, ma non ne avevamo avuto il tempo, ma la condizione raggiunta d’intimità ci permise di svelarne i risvolti. La nostra fantasia ci venne incontro e potemmo tamponare questa “perdita”. Molto tempo dopo, eravamo a casa di amici veri, un po’ alticci in verità, ed iniziammo ad usare un linguaggio un po’ dirty. La cosa ci divertì tanto che spesso, nei nostri incontri successivi iniziammo ad usare la nostra conoscenza per allusioni, battute ed argomenti un po’ scottanti. Ben presto ci ritrovammo, prima come gioco ma poi per piacere, a baciarci e toccarci in loro presenza mentre loro facevano altrettanto. Avevamo iniziato la nostra uscita dalla crisalide per trasformarci in farfalla, da monogami eravamo diventati scambisti.
CB, non è detto che siamo monogami per natura, ma il nostro DNA, unitamente all’educazione e all’ambiente in cui si è cresciuti fanno la nostra persona. Senza cultura e, quindi senza quell’ ambiente, non avremmo identità. Allora, se il tuo ambiente ti ha permesso di essere felice pur senza l’esclusività del rapporto amoroso, cosa di cui dubito nonostante il tuo SI, ti ripeto: vivitela e goditela e sii felice anche per chi non lo è. Spero che tu non abbia fallito l’obiettivo della tua vita.
Se poi decidi di essere islamico o cattolico od altro, allora, comportati di conseguenza.
Veramente libero è chi possiede la vita e noi, limitati, al confronto con le malattie e con la morte, è ovvio che non la possediamo, né per tenercela né per crearla o per ri-crearla. Quindi, questa libertà è solo un’illusione. Devi scegliere bene la tua identità, centrando il bersaglio del senso della vita.
Siamo responsabili delle nostre azioni, che comportano conseguenza più o meno gestibili e questo è il primo limite della “tua libertà”.