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Solo per chi ha rispetto

di Esse

Riferimento alla lettera: Walk, Sarah, Mg, Angelo,e coloro che sanno interagire nel rispetto, che amano esprimersi pure con un parere contrario o semplicemente il proprio, ma nelle regole della civiltà, dignità, sono invitati da me a scambiare opinioni su Come vi percepite umanamente parlando? Cosa è per voi empatia?  Chi sceglie il dialogo...
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Data di pubblicazione: 6 Ottobre 2014.

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Categorie: - Riflessioni

382 commenti

Pagine: 1 6 7 8

  • 351
    Esse -

    Leggere: Amare è accondiscendere a un abuso…è raccapricciante per me. Allora dovrò rassegnarmi, non ho mai visto ne vedrò un amore come inteso da chi l’ha scritto o lo sposa. Quindi finchè non troverò qualcuno che mi corrisponda, che non accondiscenda ai miei eventuali abusi ne io ai suoi, allora resterò single. Inaccettabile tale definizione di amore, utopistica la mia o rara, troppo per trovarla.

    Golem dopo aver compreso meglio il tuo pensiero e credo condividendolo se espresso in questi termini, non capisco ma forse non so, cosa c’entri tua moglie! Avete 2 modi diversi di intenderlo? Credo che un tuo vissuto abbia poi fatto scaturire i vari commenti…sbaglio?

  • 352
    Golem -

    No, la mia “ricerca” nasce dall’aver scoperto che prima di me ha avuto una storia con un tipo che non la ricambiava, se ne fregava, la usava e la sfruttava pure. Ma nonostante questo lei ne era “innamorata”, per sei anni ed oltre. Un comportamento che non mi è mai risultato in anni di convivenza, conoscendola come una persona sicura, autonoma e con una buona autostima. Questo durante una fase di crisi relazionale.
    Da quel momento, oltre a cercare meglio il significato “reale” di quella storia, e eventualmente escluderla dalle ragioni della crisi, ho scoperto un “mondo” di amori NON ricambiati che non immaginavo esistesse. Troppo frequenti per considerarle delle coincidenze. All’interno di questi “amori” ho trovato una miniera di “proiezioni” virtuali di emozioni immaginate, sognate e vissute come vere, più di quelle vere, e con una enorme componente di fantasia. La cosa più evidente, di fronte al paradosso di “amare” chi non ti vuole, e che si intravede la forte spinta del desiderio sessuale alimentato…dall’instabilità del rapporto. Quasi come se l’eccitazione sessuale e l’emozionalita’ ” sentimentale” che la accompagna, diventassero VIVE SOLO in condizioni di INCERTEZZA.
    Da quel punto in poi, e dopo un primo momento di smarrimento dovuto alla scoperta di una donna che non ” conoscevo”, lentamente sono giunto alle conclusioni che ho esposto, e sulle quali i più non concordano. Senza che questo mi faccia cambiare idea, semplicemente perché le stesse cose discusse con lei, ci hanno portato a conoscersi meglio e a raggiungere un livello di comunicazione che prima non c’era. Con grande giovamento del rapporto affettivo.
    Poi è iniziata la polemica che conosci. C’è chi dice che non si deve generalizzare, che ogni rapporto e’ diverso dagli altri, ed è vero quanto ovvio. Ma quando sintomi, incubazione e esiti sono simili, perché il senso di un “amore” NON ricambiato dovrebbe essere diverso l’uno dagli altri? Forse per la protagonista? Ma è logico. Ma l’accettazione di una condizione di “sofferenza”, di condizionamento e di subalternita’ deve PER FORZA avere un ritorno piacevole, o per il quale vale la pena, che non è altro che il desiderio sessuale. Coperto dal romanticismo quanto si vuole, che strazia “il cuore” dal desiderio e allora lo chiamiamo amore. Almeno, le donne lo chiamano cosi, normalmente. Gli uomini usano altri termini e solo i più “sensibili” perdono la testa. Ma in entrambi i casi è solo sesso, innamoramento. Una droga. L’amore e’ DIVERSO

  • 353
    BalleSpaziali -

    Raccapricciante è chi scrive una lettera del genere per poi insultare a destra ed a manca. Raccapricciante è chi sa di esserlo, come direbbe Forrest Gump..

  • 354
    Anna88 -

    Golem: quoto in toto il tuo 345

  • 355
    rossana -

    forse, alla fine di un rapporto amoroso, alla gran parte delle donne PIACE essere considerate INCAPACI D’INTENDERE E DI VOLERE, nelle mani di qualsiasi uomo, da considerarsi tassativamente marpione, drogato o psicotico (che è già seria malattia conclamata, con beneplacito dei gay, mentre le nevrosi fanno parte del bagaglio di quasi tutti).

    NESSUNA responsabilità, né facoltà di scelta per queste POVERE ragazze! contente loro, e contenti anche i loro successivi innamorati, cosa si potrebbe volere di meglio o di più?

  • 356
    Kid -

    Forse occorrerebbe più autocritica al femminile . Non sarà un caso che in queste pagine e nella vita si incontrino donne “perse” e che esse siano di gran lunga più degli uomini* . Saranno figlie di genitori poco attenti , in particolare di padri troppo inquadrati in un ruolo di capo famiglia .Un padre si imponeva troppo , a volte passava anche alle mani.
    Ma di donne che si trovano in relazioni inutili e dannose , addirittura vuote, ce ne sono a caterve . Noto con facilità , visto che con me si aprono , che mi parlino di rapporti genitoriali e spesso del pessimo rapporto col padre che si riflette col partner .Al quale devono dimostrare e non chiedere , al quale restano attaccate per senso di protezione : “Lui è sbagliato ma ha bisogno di me !” è un po’ il filo conduttore di queste relazioni che impediscono equilibrio , felicità e crescita emotiva . Dal canto mio , essendo io figlio di un simil padre e di una madre capace di ascoltare ,comprendo cosa significhi avere una autostima “spappolata” dal punto di vista affettivo ma diversamente io sono un solitario* e non un dipendente. I rapporti di dipendenza , le relazioni sbagliate in cui si rincorre l’oggetto del desiderio che diventa anche un mezzo di riscatto di sé stessi , mimando quel rapporto genitoriale deficitario, sono spesso la sorgente di rapporti unilaterali di “non amore”. Sì , sono donne inconsapevoli,lontane dall’amore e dall’innamoramento che riscrivono i loro uomini in maniera da giustificarli . Confondono il rispetto col venire profittate , l’amore con il bisogno ,rincorrendo una ricostruzione fittizia della loro autostima che le porterà solo a finali deludenti (essere tradite o tradire per vendetta, eccessi di ira all’interno della coppia , rapporti dipendenti ,rotture e riconciliazioni rocambolesche).
    Dall’altro lato (golemiano)c’è da dire che l’amore è un sentimento che non può facilmente convivere con gli ardori ormonali giovanili !

  • 357
    rossana -

    Kid,
    condivido il punto di vista espresso nel post 356. Secondo me è una delle costanti più rilevanti nell’inseguire “al femminile” chi non ti vuole (e magari approfitta di te) ma questo è da considerarsi problema psicologico vero e proprio solo nel caso che esista una coazione a ripetere, purtroppo abbastanza frequente.

    se accade una volta sola che ci si faccia prendere in ingranaggi poco gratificanti e la lezione serve a non ricadere più nello stesso errore di valutazione, per me fa parte di un normale processo di crescita in tutti i sensi.

    vero che non si possono chiamare “amore” gli ardori giovanili che iniziano e finiscono nei tempi più o meno brevi della spinta ormonale (cotte, infatuazioni, flirt) ma non credo si possa applicare lo stesso metro a relazioni che durano anni e poi finiscono. possibile che in queste, se non concretizzate in matrimoni o convivenze, non sia mai esistito, nemmeno anche solo da parte di uno dei due partner, uno slancio d’amore, affiancato all’attrazione sessuale?

    la materia è vasta almeno quanto la vastità dei singoli esseri umani, secondo me non facilmente riconducibile a standardizzazioni basate su un solo elemento in comune.

    buon pomeriggio!

  • 358
    Golem -

    Precisamente Kid.

  • 359
    Kid -

    Dovremmo definire l’amore .
    Ti faccio un esempio . E’ amore quello che si prova per ciò non puoi avere? Potrei dirti che è possibile costruire una immagine di sé stessi per far innamorare una donna anche bellissima ,addirittura senza che ella ti abbia mia visto.
    L’immagine non è del tutto artificiale , ma dialogandoci si riesce ad intuire cosa le manchi . E t’assicuro che in una coppia qualsiasi mancano tante cose , soprattutto come coinvolgimento mentale . Ma è chiaro che ciò che si ha, appaia gratificante ed appagante, finché non si tocchi altro.
    Che magari nella vita non si è mai toccato , perché non era neppure immaginabile questa tipologia di rapporto. E’ uno schema diverso al quale non si è abituati ma è già conosciuto seppur dimenticato , perché ricalca l’idolatria teenageriale delle ragazzine per il cantate di turno . Ovviamente , il linguaggio sarà diverso , più adulto, ma la direzione è la stessa : Una donna sente forte il desiderio di amare con tutta sé stessa,
    Proverà anche più emozioni di quelle legate ad un sentimento reale e vissuto . Amerà , piangerà, soffrirà , desidererà , non si concederà ad altri , sarà disposta a tutto .
    Potremmo chiamarlo l’amore vero solo per il fatto che è l’unico immaginabile pienamente puro e incondizionato? In quanto è privo da qualsiasi altro coinvolgimento e legame tangibile: sesso , senso di protezione , lealtà ed affezione che nascono quotidianità vissuta . Ma si fonda solo sulla creazione del desiderio e sulla privazione indotta dello stesso .
    Di conseguenza se questo lo fosse in quanto sarebbe la forma meno contaminata ,l’amore “reale” non sarebbe già più amore.

  • 360
    Golem -

    ” Idolatria” e “…si fonda solo sulla creazione del desiderio e sulla privazione indotta dallo stesso”.
    !

  • 361
    M. -

    Kid,
    quindi non è possibile che due cose opposte, “reale” e “non reale”, siano la stessa cosa, ossia amore.
    Due cose diverse non possono essere uguali.
    Una persona nasce con una sfera affettiva che cresce, matura e si compatta negli anni. Inizialmente all’interno della propria famiglia, attraverso il rapporto con i genitori ed i fratelli, e poi, in età più avanzata, con terze persone.
    Se, durante il suo sviluppo, questa sfera affettiva subisce delle ammaccature, queste, inevitabilmente, si ripresenteranno in un rapporto con l’altro sesso.
    Parlando con varie persone, mi sono reso conto che molto spesso la figura madre-partner o padre-partner si sovrappongono.
    Si cerca nell’altro/a quella madre o quel padre che non si ha avuto o che ha provocato una di quelle ammaccature della propria sfera affettiva.
    Ammaccature che spesso la fantasia tende ad appianare.
    E da qui partono le proiezioni, le costruzioni artificiose che riversiamo su chi abbiamo di fronte.
    Per me, un “amore” che nasce con queste premesse, è patologico.
    Non è un amore da intendersi con tutta quella maturità ed equilibrio che richiede , ed ha, invece, un amore manifestato da una persona che non ha ammaccature affettive, perché non le ha mai subite o le ha colmate.
    Un amore maturo, ossia messo in campo da persone con livelli affettivi strutturati, è fatto di condivisioni del sentimento, e non di una proiezione derivante da una sola delle parti.
    Non so se mi sono spiegato bene.
    Ciao

  • 362
    Kid -

    Mi riesce difficile spiegarlo diversamente , ma volevo dire che non importante la definizione di amore, perché possiamo dare un significato solo alla forma delle sue manifestazioni ma non alla loro sostanza perché quella resta intima e imperscrutabile (Il paradosso di golem di non poter guardare dentro il cuore della propria compagna di vita per sapere di quel sentimento che lui ritiene sbagliato , così che egli non possa fare altro che tentare di “risolverlo” con la ragione e per questo non potrà mai farlo interamente), ma il fatto che esso possa essere provato in diversi modi e forme . Per questo , io mi sento di rispettare quel sentimento nell’esatto momento in cui una donna lo provi anche se fosse rivolto alla persona sbagliata . Sbagliata perché la condiziona , la limita ,la incanala verso un rapporto di coppia inquadrato o squilibrato in cui lei è compartecipe ma non cosciente protagonista . Ma finché non avrà la possibilità di confrontarlo non potrà coglierne ,e se non a posteriori ,le distorsioni e le differenze e seppur le riconosca questo non potrà mai cambiarne il significato che quel sentimento aveva per lei in quell’esatto momento . Ne conserverà sempre il ricordo più dolce , perché ha amato veramente per ciò che lei era in quel momento .In questo senso avete tutti ragione , sia Rossana e le altre ragazze che possono testimoniare , essendo donne, la forza e la verità dei loro sentimenti anche mal indirizzati nel passato, sia Golem e gli altri uomini che con il loro voler essere compagni di vita , lontani da tatticismi e coercizioni indotte , hanno dato un significato costruttivo a quel sentimento condiviso. Ma è bene mai dimenticare che la donna è istinto e anima e ha bisogno di rivivere ogni tanto certe ancestrali ed oniriche emozioni legate al ricordo di anelanti amori vivi e intensi , proprio perché immaturi , irrealizzati e irrealizzabili , fatti di fughe e di ritorni ma capaci di togliere il fiato.

  • 363
    M. -

    Kid,
    per me, l’elemento discriminante tra ciò che è amore e ciò che non lo è, è la condivisione di questo sentimento, e non tanto la concretizzazione, se per concretizzazione intendiamo una convivenza o un matrimonio.
    L’amore c’è quando, tutti gli elementi che lo compongono, si incontrano, e da lì inizia lo scambio.
    Quando frequentavo l’università a me piaceva tantissimo una mia professoressa, giovane, di 37 anni.
    Aveva una femminilità, un tono della voce, un modo di muoversi, che mi affascinava da morire.
    Potrò dare l’impressione di essere un maniaco, ma quando camminava davanti a me, e lasciava la scia del suo profumo, io la respiravo a pieni polmoni, perché volevo un po’ di lei dentro di me, così come, per esempio, quando le prestavo una penna per scrivere, e lei la teneva in mano per molto tempo, e a me piaceva sentire il suo calore sulla penna appena me la restituiva.
    Era amore quello?
    Non credo. Era attrazione, desiderio, era l’essere affascinato, pazzia magari, ma non amore.
    Non era amore perché non c’era condivisione, anche se mi sorrideva spesso.

  • 364
    Golem -

    Bello Kid, complimenti. Ma nello stesso tempo un amore illusorio per me ha la stessa valenza di quando volo sul simulatore. I parametri sono gli stessi del volo vero, forse anche molte sensazioni. Ma non stai volando.
    E comunque, al di la’ del tenero ricordo, oggi anche lei sa che non stava “volando”.
    Ciao.

  • 365
    rossana -

    Kid,
    sottoscrivo per intero, parola per parola, il tuo post 362, e in particolare:

    “finché non avrà la possibilità di confrontarlo non potrà coglierne ,e se non a posteriori ,le distorsioni e le differenze e seppur le riconosca questo non potrà mai cambiarne il significato che quel sentimento aveva per lei in quell’esatto momento . Ne conserverà sempre il ricordo più dolce , perché ha amato veramente per ciò che lei era in quel momento .”

    la tua è un’esperienza/conoscenza LIBERA da sovrastrutture a fini PERSONALI, che non riconosce soltanto il successo e la durata di un sentimento ma anche la sua spontaneità, profondità e intensità.

    a mio avviso (e nessuno potrà farmi cambiare idea), breve o interminabile che possa essere un moto emotivo, consolidato o perso/consumato strada facendo, a malapena, e nemmeno sempre, questo è definibile nei suoi elementi essenziali da chi lo prova, e basta che sia uno dei due a viverlo con sincerità. tutto il resto non sono che interpretazioni soggettive, filtrate dalle proprie condizioni sociali e dai propri vissuti. in amore esiste tutto e il contrario di tutto, è sempre esistito e sempre esisterà, qualsiasi sia l’etichetta personale o culturale che gli si vorrà apporre.

    GRAZIE soprattutto per avermi riconciliata con il genere maschile, con il quale, d’ora in avanti, non mi intratterrò mai più oltre il secondo o il terzo commento in contrasto.

    buona serata!

  • 366
    Golem -

    Non sarò mai d’accordo che una suggestione possa valere come una sensazione vera, a cui i fatti DANNO RAGIONE.
    Da bambino, finite le scuole correvo ai giardini per scatenarmi con gli amici. Dopo qualche ora, affamato correvo in casa e la mamma mi faceva trovare puntualmente un panino con la mortadella, che divoravo mentre scendevo di corsa le scale. Sempre e solo mortadella: la “adoravo” ( e la adoro ancora).
    Una di quelle volte rifaccio velocemente il percorso, apro la porta, afferro il panino e in trenta secondi sono di nuovo al campetto con lo stomaco pieno e il sapore della mortadella ancora in bocca.
    Al tramonto salgo in casa stremato e mia madre mi chiede se avessi mangiato il panino. Certo le rispondo: il solito, quello che piace a me, perche’? Ma non ti sei accorto che non avevo ancora messo la mortadella? Ma che dici ma’, lo so io quello che ho mangiato. Oh, se va bene a te faccio così tutti i giorni, che risparmiamo.
    Io posso assicurare a TUTTI che avevo mangiato un panino con la mortadella…senza mortadella però.

    Se qualcuno avesse dei dubbi sulla capacità che abbiamo di suggestionarci, vedere quello che vogliamo vedere e provare quello che vogliamo provare, deve sapere che io l’ho PROVATO all’età di dodici anni. E ancora oggi sono CERTO di aver mangiato pane con la mortadella. Ma mia madre non l’aveva messa nel pane e non aveva nessuna ragione per raccontarmi una bugia.
    Possiamo pensare che quello che è successo, succede solo a me e con la mortadella?
    Certo, se c’è chi vuole sentire il sapore dell’amore anche quando non è presente nel “panino”, posso assicurare che lo sentirà. E in fondo può bastare anche per sentirsi sazi.
    Questo fenomeno non è la solita teoria basata SOLO su esperienze personali, e’ lo stesso dell’effetto placebo, ( dal latino “io piacero’ “) che ha dignità scientifica, più dei “deliri” di un Golem qualunque che perde tempo su una tastiera di computer per sfogare le sue frustrazioni, PER FINI PERSONALI. Quando lo stesso sta dicendo DA MESI che valgono solo per lui.
    Al contrario di chi ha la certezza che i propri fini, invece, siano universali.
    Ciao.

  • 367
    Esse -

    Io non credo sempre che esista la definizione d’amore e a qto pare ognuno ha la sua,di essermi mai innamorata. Ho avuto cotte adolescenziali, mai consumate o neppure esplicitate per pudore o altro impedimento ma sentivo che mancava l’essere corrisposta. Potevo avere un desiderio sessuale ma non lo chiamavo amore. Crescendo ho avuto flirts che permettono gioco, magari sesso e poi affettività in cui comunque mancava ciò che reputo Amore. Se ho vissuto qche rapporto e se ho permesso mancanze nei miei riguardi, ho analizzato ciò che mi faceva agire quel dato atteggiamento e ne ricavavo oltre al problema del partner, in primis un mio bisogno che con amore non c’entra o una mia proiezione. E quando sento storie di uomini o donne innamorati e che subiscono ad oltranza torti o qualitativamente hanno meno di ciò che danno ma non possono non amare e/o capire il partner che pur procura loro sofferenze ed umiliazioni, mi chiedo come facciano ad amare chi non li rispetta e ricambia. Oggi continuo a pensarla cosi e mi cruccio di non avere assaporato l’amore ma o sono esigente di uno stato amoroso che pochi vivranno nella vita o sono insensibile da non riuscire a gustare un partner che ti dia baci e/o mazzate ‘fisiche o mentali’ come se non fosse nulla, TROVANDOLO assolutamente lontano dal mio significato di ‘amore’. Perche condivido quel che scrive Golem? A cui chiedo, se quello tua moglie lo chiamava amore,quello con te come lo chiama? Dopo tutti questi discorsi…mi è arrivata la tristezza!

  • 368
    Valinda -

    Grazie KID per il tuo bellissimo post…che spunta come un raggio di sole dopo una lunga e uggiosa giornata di pioggia! Sono d’accordo con te!

  • 369
    Kid -

    Mi scuso per gli errori ma dal cell. capita . Preciso che non volevo dare ragione a nessuno . Donne e uomini fanno e hanno percorsi differenti ed usano un linguaggio diverso . Secondo me non vi siete ormai accorti di essere giunti da tempo alle stesse conclusioni ma non concordate sulle premesse . Ma questo che importanza ha ? Secondo me nessuna : Prestare una penna potrebbe aprire mille scenari o nessuno . Con questo non voglio negare quanto ho detto prima perché i rapporti squilibrati sono paradossalmente la totalità, perché è in re ipsa che l’attrazione si fondi sul sottile gioco delle parti ma esiste una soglia di normalità o tolleranza di questo squilibrio . Quando esso porti ad annullarsi, soffrire intensamente , logorarsi, perdere autostima e dignità ha un senso inquadrarlo nel rapporto “malato” . Ma quello che mi interessa dire e che tale consapevolezza la si avrà solo a posteriori e comunque per una donna non inficiera mai il valore del sentimento che ha provato (e che secondo me golem sbaglia a mettere in discussione) ma semmai della persona al quale lo ha rivolto .Altrimenti, siamo nella normale amministrazione : Le donne amano soffrire un po’( o un po’tanto )perché questo è un parametro col quale qualificano l’importanza di un sentimento e di un persona per loro.

  • 370
    Golem -

    Esse, con mia moglie ne ho parlato per quattro anni, come ho detto più volte, in seguito ad una crisi matrimoniale che abbiamo affrontato mettendo “gli intestini” sul tavolo. Sono venute fuori le storie passate ed una in particolare, la prima, vissuta da lei come una mendicante.
    Le conclusioni cui sono giunto io le ha raggiunte lei a sua volta attraverso i ragionamenti che ho noiosamente esposto su queste pagine, e mi sono guardato bene dal cercare di convincerla, nonostante le mie capacita’ di riflessione.
    Ha capito l’illusione che le proveniva dal “bisogno” di sesso che la giovane età le richiedeva, e la necessità di far coincidere la visuale che lei aveva dal rapporto con un uomo, proveniente dall’educazione e dalla cultura nella quale aveva vissuto, l’ha portata ad idealizzare il rapporto. Inoltre la mancanza di una costante frequentazione del soggetto le impediva di valutare, NEL CONCRETO, il valore del personaggio, di basso livello nella vita reale, ma idealizzato nell’immaginario della non ricambiata innamorata.
    Ha vissuto la ” favola” fino a 27 anni, e ne ha mantenuto il ricordo per almeno una ventina d’anni, cosa che non sorprende quando si passa dal sogno alla realtà, dal film alla vita.
    L’analisi che l’ho convinta a fare, nell’interesse suo e mio di vivere nella ” verità” un rapporto che con il sogno non aveva niente a che fare, le ha fatto comprendere che quel rapporto non era amore, ma solo VOGLIA di amore, nel quale quel soggetto aveva solo un ruolo di ” catalizzatore” di certe istanze istintuali che venivano ” ufficializzate” all’esterno come amore, ma era solo bisogno di ” compagnia” (sessuale), come pudicamente ha definito quel ” sentimento”. Non esisteva neppure il dialogo, visto che lei è inglese e l’altro portoghese, tutto frutto di fantasia, ma necessaria per dare la dignità che lei voleva per un naturale desiderio sessuale.
    Con me ci sono due decenni di “vita” di difficoltà, di gioie, di progetti pensati e realizzati , di crescita reciproca, di amore concreto, vissuto anche nella crisi, che mostra il vero volto di un rapporto.
    Crisi superata con una visione dell’amore che non si era MAI riflettuta, perché non ce n’era bisogno, fintanto che soddisfa certi aspetti romantici del concetto. Ma l’analisi che siamo stati costretti a fare per capire chi eravamo l’uno per l’altra, ha messo a nudo tutte le “belle” illusioni di cui ho anche troppo discusso.
    Oggi siamo altri. E lei ha capito quanto era illusa chiamando amore UN’IDEA dell’amore

  • 371
    rossana -

    Kid,
    “Donne e uomini fanno e hanno percorsi differenti ed usano un linguaggio diverso .”

    questa è la sola VERA CONCLUSIONE che, secondo me, è emersa dal lungo confronto-scontro, che Golem si picca d’aver “CONDOTTO” (in realtà, persiste nel CONDURRE essenzialmente se stesso verso quello che gli dà una relativa pace del cuore, e a questa ha di certo CONDOTTO sua moglie, che temo non potesse che aderire in tutto e per tutto alla SUA versione dei fatti, elaborata su basi di GELOSIA RETROATTIVA).

    niente da opporre alle deduzioni che ha ricavato per il SUO CASO, anche se non per forza condivisibili. difficile da comprendere, però, che le voglia applicare, come sta facendo, a TUTTI I CASI di sentimento amoroso poco o mal corrisposto.

    sarebbe bastato ammettere che uomini e donne in amore hanno obiettivi e modi di raggiungerli diversi, come hai fatto tu, dando però rispetto a entrambi i sessi. solo rispetto, niente di più e niente di meno. inutile pretendere argomentazioni su un modo di SENTIRE/AMARE, che non si basa sul RAZIOCINIO, e annichilire, sbeffeggiare chiunque non la pensi come lui.

    sull’altro thread OSCAR e Trollo hanno apportato un contributo aggressivo, diretto più ai modi che alla sostanza; tu, qui, hai dato un equilibrato parere su quest’ultima. non m’illudo che questi interventi servano a insinuare qualche dubbio nel modo di pensare e d’interagire di Golem e di M. mi basta che tre “UOMINI con le palle” abbiano puntualizzato i loro punti di vista, salvaguardando così, indirettamente e almeno in essenza, le vilipese opinioni “al femminile”.

    buon fine settimana!

  • 372
    Kid -

    Appunto , Golem solo a posteriori, potendo razionalizzare grazie al distacco ed avendo te come parametro di confronto . Ma questo non vale, ed è la mia opinione ed esperienza, nell’esatto momento in cui lo viveva . In un altro momento ed in un’altra dimensioni personale di lei quello era amore . Anche perché era l’unico tipo di amore che conosceva in quel momento . Non può essere altrimenti.

  • 373
    Golem -

    Certo Kid, nessuno mette in discussione un sentimento che ” crede” ben indirizzato perché sente “necessario”. Ma se a posteriori o in seguito a “confronti” degli stessi “insieme”, comprende che è stato indirizzato verso il soggetto sbagliato, che la stsva “usando” diventa sbagliato anche lo stesso sentimento. Quanto meno inutile.
    È la logica di Pinocchio, che ha dato retta al Gatto e alla Volpe. Ha creduto per ingenuità ma anche per un ” tornaconto” che sperava di avere facilmente. È da tempo che vado dicendo che dietro quegli “amori ” strazianti , c’è anche quella voglia di sofferenza cui tu accenni che ne dipinge un crisma di valore che non esiste.
    Passare per vittime in una storia che e’ solo un banale e normalissimo bisogno di “piacere” egoistico, e una delle più raffinate sottigliezza della psicologia amorosa femminile. Ancora non si è capito che l’accettazione di certe logiche di mancanza di reciprocità, e il prezzo che molte donne pagano per godersi certi ” trip”. Del soggetto in quanto persona non interessa niente. Interessa solo quello che rappresenta per il proprio ego.
    Non so spiegarlo più semplicemente. Ma gli amori non ricambiati sono due egoismi che si confrontano. Se va bene solo due equivoci che si incontrano e trovano un accordo di mutuo soddisfacimento. Anche se quello “soffrente” può apparire l’amore più grande del mondo quando è solo un piacere lievemente (?) masochistico.
    I successi planetari di romanzi e pamphlet che spaziano da Anna Karenina a 50 sfumature di…, spiegano questo fenomeno più delle mie presuntuose parole, cosa cerca una donna in un rapporto…d’amore.

  • 374
    Golem -

    Dimenticavo: il tutto nella massima convinzione e buona fede. È questo il bello.
    Ciao

  • 375
    Golem -

    Kid, se una azione continuata fornisce sempre una risposta negativa ad una aspettativa, non si può affermare che NON SI CAPISCE che sia sbagliata, suvvia. Il fatto che si insista e persista ha due possibilità di interpretazione: la speranza che cambi risposta o un invisibile, ai più, “ritorno”.
    Ho parlato mille volte dell’irresistibile messaggio sessuale che impone una scelta “forzata” alla femmina che “sente” un maschio come quello giusto, anche in ragione dell’economizzazione delle risorse riproduttive, milioni di volte inferiori a quelle maschili. Scelta forzata che naturalmente non appare tale, per il desiderio ancestrale che la muove, ma che nessuna riconoscerà come la vera provenienza di quella richiesta. Certo che se queste ” logiche” non sono tenute in considerazione durante questo discorso, e’ inutile discutere pensando di trovare un punto di accordi. Le diverse vie di cui parli, nascono anche da queste realtà fisiologiche, trasformate in filosofia amorosa dalla famosa benedetta cultura che respiriamo. Ma questo con l’amore, che è uno sviluppo umano successivo di un impulso che hanno anche gli animali, c’entra solo come innesco, non come risultato finale. Se noti, in risposta alle esternazioni al limite dell’isteria di una ora plaudente partecipante al dibattito, che aveva concluso tempo fa quando sembrava non girasse a suo piacimento, senza capire che non ha nulla di che gioire, ci sono anche casi al maschile presi dalla sindrome dell’innamoramento chiamato “amore”: si chiama Flavio. Con la differenza che lui, lontano, come maschietto, da tutta la pantomima del romanticismo a forma di foglia di fico, pur in pieno trip adrenalinico, il dubbio che non sia “amore” se lo fa venire. Lui.

    Credo che si sia perso strada facendo il vero senso del dibattito, che era il riconoscimento dalla differenza tra innamoramento e amore, e le conseguenze di questo probabile equivoco.
    Ciao.

  • 376
    rossana -

    Kid,
    meno male che OSI affermarlo: “In un altro momento ed in un’altra dimensioni personale di lei quello era AMORE . Anche perché era l’unico tipo di amore che conosceva in quel momento .”

    se dessimo valore assoluto a: “Se va bene solo due equivoci che si incontrano e trovano un accordo di mutuo soddisfacimento.”, TUTTE le storie amorose che finiscono, e sono la maggioranza, ricadrebbero in questa casistica: semplici abbagli, attrazione per i muri o per i pali della luce, in cui, però, almeno uno dei due, se non entrambi, ha/hanno investito tutto di sé, magari per anni o decenni.

    no, quelle erano semplici simulazioni di volo! panini alla mortadella formati di solo pane! a me sembra paradossale, anche se non sono affatto propensa di considerare le cotte, i flirt, le infatuazioni, gli interscambi di sesso, le tattiche, i giochi di ruolo e quant’altro esiste di simile alla stregua di amore, che non è mai materiale di superfice.

    se è accettabile il concetto del teatrino degli equivoci, allora l’amore vero esisterebbe davvero sì e no due o tre volte ogni secolo, come afferma Camus (sbeffeggiato), trasformandosi magari in “amore ossessivo” o in “follia a due”, e nel 2100 sarebbero senza ombra di dubbio AMORI VERI solo quelli al momento PERFETTI che stanno vivendo Golem e M….

    questa è stata la conclusione “al maschile” del dibattito, che si sarebbe dovuta ingoiare essendo tutti ciechi nei sentimenti, ad eccezione dei personali arcobaleni di chi pretendeva di avere la SOLA E UNICA VERA VERITA’.

    mi permetto di continuare a dissentire.

    buona serata!

  • 377
    M. -

    Kid,
    nel tuo commento 372 parli di parametri di confronto.
    Faccio un esempio: da oggi inizio a bere il caffè e lo bevo amaro, e sono convinto che quel caffè sia dolce.
    Non posso pensare altrimenti perché, non posso valutare varie differenze perché il caffè che bevo è solo quello.
    Domani invece, bevo un caffè con dentro 2 cucchiaini di zucchero. Da questo momento in poi ho il parametro di confronto che, a posteriori, mi permette di dire che il primo caffè era amaro anche se lo credevo dolce, mentre il secondo era realmente dolce.
    Il fatto che io credessi in buona fede che nel primo caffè ci fosse lo zucchero, fa in modo che quel caffè fosse realmente zuccherato?
    Non basta la buona fede e la sincerità con la quale si sostiene una presenza (un sentimento d’amore in questo caso) dello zucchero nel caffè.
    Secondo me questa capacità valutativa si acquisisce con il tempo e con la propria maturità affettiva, che non sempre va a braccetto con l’età. Maturità affettiva che passa attraverso la condivisione di un sentimento.
    Quando si matura allora si diventa uomini o donne, e non semplicemente degli eterni maschio o delle eterne femmine.
    La donna che capisce che non vale la pena sprecarsi è una DONNA con tutte le lettere maiuscole.
    Stessa cosa per l’uomo.
    Anche tu Kid dici che ci sono delle DIFFERENZE che si notano solo quando c’è la possibilità di fare una analisi delle proprie esperienze e quando salta fuori un elemento di paragone.
    Quindi, se delle differenze ci sono, e lo si sta ammettendo, allora un amore, se di amore si tratta, non potrà essere differente dall’amore stesso, altrimenti è un’altra cosa.

    Ciai

  • 378
    rossana -

    Sarah,
    nel post 297 hai scritto “Non concordo”.

    non mi è chiaro con chi, e non te l’avrei chisto se non si fosse ora instaurato, grazie a Kid, un clima di relativo ammorbidimento fra le due opposte fazioni.

    se però non ti va di rispondere, non fa niente: è solo una curiosità su di te!

    buona domenica!

  • 379
    Sarah -

    ““Una donna che si crede intelligente reclama gli stessi diritti dell’uomo. Una donna intelligente ci rinuncia.” (Sidonie-Gabrielle Colette, 1873-1954)”

    la seconda donna è una vigliacca!

  • 380
    M. -

    “senza ombra di dubbio AMORI VERI solo quelli al momento PERFETTI che stanno vivendo Golem e M….”

    Adesso tu, Rossana, visto che sei sicuramente una persona che non parla/scrive a vanvera, mi trovi un qualsiasi mio scritto in cui IO scrivo (in cui IO SCRIVO e non TU LEGGI) di vivere l’amore perfetto, e che il mio amore personale è l’unico, o tra i pochi, presenti sulla faccia della terra in questo momento
    Avanti.
    Scommettiamo che non lo troverai, e che tu scrivi ciò che nella tua testa, a dir poco fantasiosa, circola, e che non ha nulla di vero?
    Trova un mio scritto in cui c’è un riscontro con la tua frase.
    O tu mi metti in mezzo riportando ciò che realmente ho scritto, senza inventare nulla, altrimenti il tuo modo di fare è errato, volutamente errato.
    Sei una persona intellettualmente disonesta, bugiarda.
    Cosa di uno squallore unico se si pensa che sei una donna di 70 anni all’anagrafe, perché di maturità ne hai un bel po’ meno.
    Sarà questo il vero elisir di giovinezza? La capa fresca ad oltranza?
    Tutto chiaro ESIGENTISSIMA PADRONA che nulla vuole imporre a nessuno?
    Trova, trova pure quanto affermi.

  • 381
    rossana -

    Sarah,
    grazie per il riscontro.

    secondo me, la sottigliezza dell’aforisma sta nel “si crede intelligente”. mi reputo tale, moderatamente, come in molti altri aspetti, femminismo incluso.

    credo che, qualsiasi sia l’entità della mia intelligenza, in futuro cercherò di essere ben più vigliacca di quanto saltuariamente mi può accadere di essere, anche se non ritengo che questo aspetto faccia parte in modo massiccio della mia indole.

    grazie alle particolari attenzioni che sono al momento riservate non a me e alle mie idee ma alla mia età e ai miei vissuti (nel male e nel pietoso), credo che in futuro cambierò nick per la prima volta. ha dieci volte ragione Kid quando suggerisce riservatezza…

    buona domenica!

  • 382
    rossana -

    sarei grata a chiunque
    avesse voglia, tempo e pazienza
    di riportare su questo thread
    qualsiasi AUTOINCENSAMENTO,
    della mia SENSIBILITA’.

Pagine: 1 6 7 8

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