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Psicologo: si o no?

Amici…visto che tutti qui soffriamo e abbiamo problemi, mi chiedo:
Avete mai pensato di rivolgervi ad uno psicologo?
Credete possa essere d’aiuto?
Qualcuno ne ha tratto benefici?

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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22 commenti

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  1. 1
    Fabio47 -

    Ciao,
    io qualche volta ci ho pensato, ma non ci sono mai andato, quindi non saprei dire se funziona o no. Da esperienze indirette, le opinioni degli interessati sono contrastanti: c’è chi ci va da una vita e non ha risolto un tubo e c’è chi mi ha detto di aver trovato la strada giusta per uscire dal tunnel. Probabilmente dipende anche dal medico che – come noi – è un essere umano, con i suoi limiti e dalla sua perizia e sensibilità. Ho una collega laureata in psicologia, che – secondo me – non capisce niente degli altri ed è una persona molto superficiale, per cui, meno male che lavora nel campo dell’assistenza sociale pubblica, chè se facesse la libera professionista, chissà i suoi pazienti !! Non credo sia infatti facile “azzeccare” sempre il problema del di chi si ha di fronte, se non si tratta di casi sfacciatamente patologici, perchè dipende anche dal “vissuto” del medico interpretare certe sfumature che possono essere rivelatrici del problema da curare. Ma, se si tratta di affrontare situazioni “border-line” ai quali sembra riferirsi g.ulietta, quali quelli che affliggono un po’ tanti di noi, non saprei dire quanto uno psicologo possa essere utile (e veramente necessario). Magari il poter esprimersi senza mostrare il nostro volto, come facciamo qui, può già essere un abbozzo di psicoterapia …
    Fabio.

  2. 2
    Andrea -

    Psicoterapeuta, non psicologo. Chi vede il baratro per le pene d’amore solitamente deve “semplicemente” essere aiutato ad uscire da delle gabbie che esso stesso si è messo.

  3. 3
    ragioniera84 -

    io sn andata 2 volte dalla psicologa ma nn m è servito a niente!!! capisco ke 2 volte sn poche ma già s capisce credo…

  4. 4
    g.ulietta -

    Ho mandato la stessa lettera a 4 psicologi diversi per chiedere un consiglio.Uno dice che l’autostima è un’idiozia, l’altro che bisogna ricercarla a tutti i costi, gli altri semplicemente che se ne sento la necessità è meglio che parli con qualcuno di persona e se ne sono lavati le mani. Mi chiedo: è davvero possibile affidare la nostra mente e la nostra anima a persone come noi? con i loro problemi e teorie tra di loro spesso contrastanti? Sono perplessa…

  5. 5
    anna -

    Per me ha ragione Andrea…abbiamo creato noi stessi la gabbia da cui non riusciamo ad uscire…
    Preso atto di questo, saremo pronti ad affrontare il mondo la’ fuori solo se riusciremo a nn avere piu’ paura di cio’ che siamo o siamo diventati..
    Non credo che serva una psicoterapia alla maggior parte di noi…forse a qualcuno potrebbe aiutare..ma CE LA POSSIAMO FARE, RAGAZZI!!
    E CE LA FAREMO…previsione ed augurio insieme.
    Un bacio a tutti e buon week end

  6. 6
    Andrea -

    Aggiungo un’altra cosa: Nessuno psicologo al mondo o psicoterapeuta potrà mai aiutare chi non ammette di avere un problema

  7. 7
    magusio -

    Però io credo che se uno ammette di avere un problema, uno psicoterapeuta può aiutare a trovare la chiave per focalizzarlo e, se non risolverlo, magari saperlo gestire. Parlo anche per darmi speranza, perché sto cominciando un percorso di psicoterapia solo adesso e spero molto che mi serva. Da solo, o col solo aiuto di chi ho vicino, io non ce la faccio. Ho bisogno dell’aiuto di chi, avendo fatto lui stesso un percorso di indagine di se stesso, per evitare di proiettare su di me i suoi problemi eventuali, ha gli strumenti “professionali” per guidarmi nel MIO percorso. Qualcuno che per un po’ di strada mi regge il lanternino. Così vedo la cosa.

  8. 8
    alessandro -

    Buonasera , mi chiamo Alessandro Mangherini ho 42 anni appena compiuti. Sono stato sposato fino a 38 e ho 2 bimbe meravigliose di 7 e 11 anni. Dopo 16 anni di convivenza e matrimonio lei mi dice che non c’è più nulla, ci metto tanto ma riesco a capire che non è un lutto e ricomincio a vivere. Circa 2 anni fa conosco una donna di 35 anni, è un fulmine da subito intesa e amore ( non pensavo di poter amare ancora). Lei non ha vincoli solo ma una relazione con un uomo con 20 anni più di lei e sposato. Smette di far l’amante e comincia il nostro momento. E’ tutto come un sogno ma per colpa mia troppo preso ancora dalla separazione purtroppo giudiziale la allontano da me. Poi di colpo a febbraio capisco cosa ho perso, che è la donna della mia vita, la chiamo, ci vediamo , lei è ancora attratta da me ma ha paura ed è confusa . Dice che subito qualcosa si è riacceso per me ,ma nei mesi da sola è tornata a far l’amante e da qui ancora piu confusione. Aspetto e amo da 8 mesi accettando di vederla anche solo per un’ora su 2 sett. Quando ci vediamo sembra tutto meraviglioso, poi ci salutiamo però senza un poi un dopo un quando ci si vede e io devo elemosinare la sua presenza. Son disposto a qualsiasi cosa anche a un figlio che lei non ha, ma i suoi timori continuano e mi sento dire chissà… tempo al tempo ….. ecc ecc. Son disperato ma non posso andare avanti così . aiuto Vi prego
    Cordialmente
    Alessandro

  9. 9
    rachid oubouhouch -

    io sono un ragazzo marocchino tutti mi vogliono curare ma nessuno ci la
    fà perche io non sono ammalato siete voi gli ammalati…

  10. 10
    smeosyne -

    Ciao. rispondo a tutti con considerazioni di carattere generale. primo: purtroppo in tutti i mestieri ci sono incompetenti. E fare di tutta l’erba un fascio è sbagliato anche se pericolosamente comodo. Anzitutto bisogna capire perché uno vuole rivolgersi a un professionista. Cosa si sente, non solo perché fai delle cose. Per coloro i quali dicano che ci sono stati neon è servito a nulla, pensino alle aspettative che avevano e decidano se sono stati davvero disposti a fare quei passi di responsabilità, quei compromessi che in terapia sono necessari. La terapia non ti cambia la vita, perché i fatti non si cambiano men che mai il passato. La terapia cambia il tuo modo di approcciare ai fatti. Aiuta a uscire dal ruolo di vittima per esempio. La terapia aiuta a fare scelte coraggiose se si è disposti a pagarne il prezzo. Queste sono terapie serie. Responsabilità, consapevolezza, accettazione e piena umiltà nelle proprie debolezze non magia. E anche gli psicoterapeuti soffrono, si arrabbiano: le emozioni sono un mondo di informazioni e sono pervasive. Sono d’accordo che uno squilibrio emozionale sia doloroso e spiacevole ma “gestire” senza ascoltare l’informazione non è possibile. Per questo motivo dico che rispondere a una domanda per email semplicemente non si può. Non si può perché non tiene conto delle tue aspirazioni, della comunicazione non verbale, di segnali indiretti che nel colloquio clinico sono più importanti dei contenuti. Non si può perché il colloquio clinico si fonda sulla RELAZIONE, sull’ empatia e l’ascolto attivo, sul profondo rispetto del dolore dell’altro oltre che sulla comunicazione efficace. Non si può fare. Detto ciò, se andate da uno psicologo o da uno psicoterapeuta accertatevi di essere accolti, accettati, ascoltati. Andate con l’idea di diventare adulti: gli adolescenti possono fingere di essere grandi quando escono perché hanno sempre casa dove rientrare e così trovano la loro forza. per crescere. Aspettatevi strumenti per avere la forza di fare scelte difficili e qualche volta dolorose e non le soluzioni che il professionista non può darvi. Aspettatevi la possibilità di crescere nella vitalità e nella creatività delle vostre soluzioni e non la bacchetta magica. Aspettatevi di diventare adulti e non di alzarvi la mattina e non sentire più dolore. Solo così servirà a qualcosa, ma solo se insieme al terapeuta sarete disposti a cambiare equilibri, a perturbare situazioni di anni, e anche, magari, qualche volta, a rischiare…

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