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Le pene d’amore sono un male reversibile!

di marziav

Riferimento alla lettera: Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
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Data di pubblicazione: 24 Agosto 2009.

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore marziav.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

500 commenti

  • 451
    Olindo -

    Ciao Rossana,
    poco più di una settimana fa, dopo quel fortuito incontro, con una scusa, sono andato a trovarla al lavoro. Quando sono arrivato, davanti agli altri colleghi, che conosco, ho fatto finta di nulla con lei, poiché nessuno sa niente. Le ho portato un piccolo regalo, facendo finta che le fosse stato offerto da un’altra persona. Ma lei sapeva benissimo che era un mio pensiero. Ha ringraziato. Poi ho salutato tutti e sono andato via.
    Non si ė fatta sentire né mi ha sbloccato i contatti, anche se durante il casuale incontro, mi aveva detto che lo avrebbe fatto. Neanche io l’ho piu cercata da allora.

  • 452
    rossana -

    Olindo,
    mi ha fatto piacere leggere l’aggiornamento della situazione.

    Approvo il tuo comportamento, di “presenza” emotiva, senza pressioni invasive.

    Secondo me, che non ho coinvolgimenti diretti in parole, fatti e sentimenti, sembra preferibile che tu attenda ora una sua contromossa.

    Pur essendo consapevole che, se tieni davvero molto a questa donna, non potrai che continuare a cercarla, con i modi e i tempi che ti sembreranno più opportuni.

    A tuo rischio e pericolo, s’intende.

  • 453
    Olindo -

    Si hai detto bene Rossana, se tengo veramente a questa persona debbo continuare a cercarla.
    Ed io lo sto facendo senza “pressioni invasive” cosi come hai sottolineato tu.
    Anche se ammetto che il suo atteggiamento, non dico che mi sta facendo disamorare, ma certamente mi fa riflettere. Perche’ francamente faccio una certa fatica a comprendere. Non ha provato amore ? Ok, me lo dicesse, di certo farebbe una figura migliore di quella che sta facendo. Oppure mi ama ancora così come ha sempre sostenuto, però ha dovuto fare una scelta ? Ok ma non scappasse come una ladra e non facesse la ragazzina quindicenne che chiude i contatti per non essere cercata. Un confronto a voce chiarirebbe ogni cosa. E anche se con dolore ma si accetterebbe diversamente ogni relativa conseguenza.

  • 454
    Laura -

    Maria Grazia, il punto è che la stessa unione tra 2 persone nella maggior parte dei casi avviene dalle ferite, da parti “disfunzionali” o sofferenti di noi che vanno osservate e la tossicità non è esclusivamente nascosta nel tradimento o nei maltrattamenti. Tossici sono soprattutto quegli atteggiamenti manipolatori di cui la maggior parte delle relazioni è permeata. Il silenzio punitivo, il controllo, la possessività, etc.etc. Dietro la parola “amore”, in realtà, si celano le più grandi e peggiori manipolazioni che nulla hanno a che fare col sentimento.
    Il problema è che le persone non si conoscono ed agiscono dai propri meccanismi inconsci e, mi spiace contraddirti ma la l’egoico e il dignitoso possono variare i comportamenti nelle relazioni.
    Il bias cognitivo che continuo a riscontrare qui è la generalizzazione, anche perché,spesso, è proprio chi tiene alla dignità che interrompe rapporti non appaganti.
    (Continua)

  • 455
    Laura -

    E chi è nell’ego potrebbe fare di tutto per mantenere vivo un rapporto, per uno status sociale, perché ha un coniuge bellissimo che appaga, appunto, il suo ego, etc.etc.

    E, lo stare insieme, come accennato, può essere sintomo di problematiche irrisolte, sindromi abbandoniche,paura di restare da soli,di non innamorarsi più,
    dipendenza affettiva o economica e niente di tutto questo è amore.
    E, scgliere diversamente non vuol certo dire che ciò che c’era prima non è mai esistito, semplicemente è finito perché noi ci evolviamo e anche i nostri sentimenti e ci vuole molto più coraggio a rivoluzionare tutto e rimettersi in gioco che ad accettare di tutto e pur di restare nel proprio “stagno” calmo.

    L’amore non viaggia su un unico binario ma è un insieme di variabili e infinite possibilità.

  • 456
    rossana -

    Laura,
    ancora complimenti per la tua capacità di argomentare su un tema così difficile da comprendere, persino quando riguarda se stessi.

    “L’amore non viaggia su un unico binario ma è un insieme di variabili e infinite possibilità.”

    “Dietro la parola “amore”, in realtà, si celano le più grandi e peggiori manipolazioni che nulla hanno a che fare col sentimento.”

    A ognuno la sua storia, i suoi tempi evolutivi, le sue capacità di dare amore, i suoi obiettivi primari, il suo temperamento, il suo vissuto amoroso e i suoi sentimenti.

    Il tuo contributo è prezioso e spero sia d’aiuto a chi si trova in difficoltà in questo importantissimo aspetto di vita.

  • 457
    maria grazia -

    Laura, avevo già chiarito la differenza tra relazioni basate su un amore autentico e relazioni tossiche, nelle quali si innescano tutti quegli insani meccanismi che hai elencato.
    Ovvio che ci sono rapporti che vanno avanti pur essendo fondati su dinamiche disfunzionali, e alcuni di essi possono durare tutta la vita per motivi che con l’amore non hanno niente a che vedere. Ma non è di questo che si stava parlando. Non vorrei che si facesse confusione, la persona dignitosa non è quella che accetta di buon n grado di proseguire una relazione tossica. Evidentemente mi sono espressa male.

  • 458
    Golem -

    Laura, permettimi. Nella tua descrizione delle possibilità di evoluzione del rapporto amoroso, le soluzioni della “permanenza” in sito suonano tutte come compromessi. Mentre l’eventuale rottura sembra quasi foriera di una “bellezza” che non esclude addirittura l’esistenza di un grande amore, che tuttavia non è sopravvissuto. Se così fosse, tutti i lasciati e “lasciatesse” dovrebbero sentirsi appagati come e più di quei “trattenuti”. Per questo altrove parlo di come una abile retorica possa dare un’immagine diversa di un logos, invertendone persino le polarità.
    La cosa interessante è che non intravedo nel tuo ragionamento la possibilità che un rapporto si mantenga e continui meglio di prima, semplicemente avendone migliorato la comunicazione e chiarito, per amore, gli aspetti che la ostacolavano.
    Sembra si preferiscano considerare come auspicabili le eccezioni alla buona regola, che per me invece (per me: cosi evitiamo polemiche) vede l’amore come qualcosa che, se vero, non può esaurirsi come fosse la benzina della Panda.

  • 459
    Laura -

    Maria Grazia, come ti ho già scritto non esistono assolutismi e chi ha dignità può restare con qualcuno per altre motivazioni ma che sempre sono lontane dall’amore. Il guaio è che quasi nessuno si conosce in profondità e pensa che sia amore, qualcosa che non lo è. Prima di poter parlare di coppie che stanno insieme e che quindi, è perché il loro è vero amore, bisognerebbe osservarli insieme, conoscere loro, i loro stili d’attaccamento, ferite,eventuali disturbi e soprattutto bisognerebbe avere la certezza che essi stessi si conoscano nel dettaglio. Quando le persone incontrano il proprio dolore, poi, quasi sempre, escono da quelle relazioni.
    Quindi, i casi in cui è effettivamente un amore puro e sincero, si riducono ad un numero bassissimo.
    Spero questo chiarisca anche i dubbi di Golem.
    Considerate che volendo ragionare per assolutismi,allora bisognerebbe considerare un fattore determinante…

  • 460
    Laura -

    … e cioè, che “l’amore vero”, in quanto tale, dovrebbe fluire con facilità, quindi, non ci dovrebbe essere nulla da aggiustare, da rattoppare, nessuno da convincere, niente da rivalutare. Fluirebbe e basta.

    Quando,invece, si entra nella necessità di “sistemare” le cose per continuare a stare insieme, allora, secondo il vostro ragionamento ci si allontana dall’amore vero.
    Diventa un qualcosa di corrotto e a cui si può reagire in 2 modi: lasciarsi o provare di tutto per restare insieme e qui,
    bisogna comprendere le motivazioni interiori che spingono ad agire in uno o l’altro senso.
    Ma che tutto sono, eccetto st’amore perfetto che in quanto tale, non può conoscere crisi, tradimenti, etc.etc.

    Decidetevi: o è vero e quindi, è rarissimo e lontanissimo dai casi da voi citati,o sono variabili e ognuno lo vive a modo suo.

    Rossana, grazie. Sì,aiuto le persone anche con la divulgazione nelle dirette o nei podcast.
    Olindo, “le 5 ferite e come guarirle” di L…

  • 461
    Giovanni -

    Eh però Laura non ė che evoluzione debba fare rima con cambiamento dei sentimenti.
    Il vero amore vuol dire il bene dell’altro e se un sentimento cambia, probabilmente vuol dire che non ė mai esistito.
    Un conto sono le evoluzioni/involuzioni della vita e un conto sono i sentimenti.
    O si ama o non si ama. Dopo il primo step dell’innamoramento, ci sarà un periodo nel quale si capirà se l’amore è amore o è solo frutto di attrazione/passione/fette di prosciutto sugli occhi.
    Il tempo sarà galantuomo nel far capire alla coppia se ci sia compatibilità e amore. Fermo restando che l’amore di coppia nasce sempre da un qualcosa di fisico che si definisce inganno della natura. Poi però, o si continua nell’inganno scaturito dalla natura o l’attrazione fisica evolve e si associa ad un sentimento destinato a durare nel tempo. Perché se poi subentrano cambiamenti interni che fanno si che si rompa il presunto idillio allora probabilmente l’amore c’entrava ben poco.

  • 462
    rossana -

    Olindo,
    secondo me, nei tre anni di relazione con te quella donna ha provato amore nella sua fase nascente, quella più spontanea che non ha altri obiettivi che di essere vissuta e condivisa.

    Poi, quando è arrivato il momento di decidere per una svolta di vita, ha avuto paura delle conseguenze. E si è defilata per evitare che il marito scoprisse il tradimento.

    Certo che sarebbe meglio per te se avesse il coraggio di dirti la verità guardandoti negli occhi ma forse, in questo momento, ancora deve fare chiarezza in se stessa.

    Non la vedo bene per un vostro futuro di coppia ma non si può mai dire che con il tempo e la pazienza non si possano verificare piacevoli sorprese.

    Scusa se mi ripeto, non avendo voluto rileggere, prima di risponderti, i commenti che ti ho scritto in precedenza.

    Tienici aggiornati sull’evoluzione della storia, che non riguarda ragazzini…

  • 463
    Golem -

    Vedi Laura, con tutto il rispetto per le tue letture, ma se, come dice l’altra esperta, neppure i poeti hanno trovato la quadra riguardo una definizione di amore, e sua conseguente “applicazione”, non è che se ci dici che “ci sono troppe variabili per…” etc etc, risolvi gran che, perchè in un certo senso è come avvicinarsi al mondo dell’elettronica e per riparare il televisore che fa le bizze gli dai ‘na botta e speri che si aggiusti.
    Giò dice bene: non è che con l’evoluzione dei due debbano cambiare i sentimenti, perchè se cambiano allora scatta l’esempio di natura matematica che ho fatto. Che è a sua volta una allegoria di quella evoluzione, perché una funzione richiede dei passaggi per essere risolta, ma la si può “vedere” solo se i “calcoli” intermedi sono esatti. E non per ricordarlo, ma miei, i nostri, lo erano.
    Guarda, quell’argomento è così “discutibile” che, come per l’oroscopo, con un po’ di impegno e un forum si può diventare “love expert” e dettare soluzioni, mai verificate, secondo i casi. Io invece ne conosco una sola. Verificata.

  • 464
    maria grazia -

    Laura, niente. Continuiamo a non capirci, e credimi mi dispiace. Il concetto di amore vero che hai espresso nel tuo ultimo intervento, e secondo il quale tutto fluisce facilmente e spontaneamente come per magia, è quello che ci è stato trasmesso dai romanzi, ma quella non è la realtà delle relazioni concrete. Nelle quali si, a volte ci si deve impegnare per farle proseguire. Fa parte del gioco ed è ciò che succede tra persone adulte, che hanno un’ idea matura dell’ amore.
    Lungi da me dire che chi sta in relazioni non di amore è una persona senza dignità. Ma sicuramente è una persona poco consapevole o con una bassa autostima, visto che si accontenta di così poco. E su questo dovrebbe lavorarci su.
    Da precisare che per me l’ amore vero non è quando l’ altra persona mi idealizza, o si mostra bisognosa nei miei confronti o si lascia andare a zerbinismi e moine eccessive. Mi piace avere un dialogo paritario con l’ altra persona,

  • 465
    maria grazia -

    mi piace percepire l’altro come una figura con cui posso confrontarmi a tutto tondo e non come un ammiratore sbavante o un povero sfortunato in cerca di affetto. Presupposto per me indispensabile per costruire un rapporto autentico, destinato a durare nel tempo. Si trovano facilmente uomini così? Assolutamente no. Ma io non mi accontento.

  • 466
    Laura -

    Golem, non ho detto che tutte le coppie che resistono siano figlie di compromessi inaccettabili, ma che lo sono la maggior parte di esse. Perché, purtroppo, non conoscendo se stesse, le persone, agiscono in base a maschere e schemi difensivi che quasi sempre sono alla base delle unioni, anche se loro lo chiamano “amore”. E ti sbagli se pensi ch’io non conosca esempi, rientra nel mio lavoro insegnare proprio la comunicazione nelle relazioni e, per farlo, naturalmente, mi è necessario comprendere come funzionano le persone, singolarmente e in coppia. In più i 17 anni col mio ex marito i 10 con l’altro,sono stati un tempo sufficiente per fare esperienza sul campo.

    Maria Grazia, l’amore che fluisce esiste e non è solo frutto dell’immaginario romanzesco. Conosco molto coppie così, oltre ai miei genitori ed è quella l’immagine dell’amore idilliaco. Non quelle descritte in questa chat…

  • 467
    Laura -

    Fai bene a non accontentarti. Una relazione è sana quando rappresenta un valore aggiunto alla nostra già appagante vita. E per esserlo, deve contenere le caratteristiche già citate da te.
    Ma è questo il punto. Quanti per esempio, già solo in questa chat, si conoscono davvero? Quanti sanno come funzionano nelle relazioni, che stile d’attaccamento, ferite, maschere gestiscono ogni loro rapporto interpersonale? Quali meccanismi difensivi usano e quale parte sofferente li fa legare alla persona che li attrae?
    Se non si conosce la risposta a queste domande la probabilità di scambiare per amore qualcos’altro è altissima.
    Nosce te ipsum. Ricordiamocelo.

    Giovanni, quando ci evolviamo, difficilmente,restiamo fermi in una situazione se non ci rispecchia più. E ciò avviene,in genere, quando prendiamo consapevolezza e sappiamo rispondere alle domande appena scritte. Il BIAS cognitivo è che l’amore debba durare per sempre per essere tale.

    Olindo, il titolo era “le 5 ferite e come guarirle” vol. 1 e 2 della Bourbeau e “Amore e attaccamento” dell’Attili.

  • 468
    Giovanni -

    Laura, l’amore di una madre per un figlio dura per sempre e, anche se il paragone può sembrare strano, anche l’amore di un vero tifoso per la propria squadra di calcio dura per sempre.
    E non ci sono evoluzioni che tengano.
    Questi sono gli unici due esempi di amore vero. Non ci sono inganni della natura né bias cognitivi.
    L’amore di coppia nasce quasi sempre grazie ad una forte attrazione fisica che poi dovrebbe tramutarsi in amore. Ma non sempre accade. Spesso questa unione termina con l’affievolirsi della passione.
    Ma se l’attrazione fisica si completa con l’amore per quale motivo un’evoluzione dovrebbe mutare il sentimento? Mica l’evoluzione muta l’amore verso un figlio o una squadra di calcio. Tali sentimenti restano immutati. Cosi come dovrebbero restare per il partner se di sentimento vero si tratta.
    L’amore verso l’altra persona ė tale e vero quando l’altra persona la si ama per quello che ė non per quello che si vorrebbe fosse.
    E se io muto e annullo il…

  • 469
    Giovanni -

    sentimento, probabilmente non ė mai esistito.
    Spesso le coppie si sposano per formare una famiglia o per paura di restare soli. Si accettano compromessi, e tutto ciò fa si che prima o poi i nodi vengano al pettine e, o si continua ad andare avanti come in forza di una spa oppure ci si lascia. Non per nulla il 60% dell coppia sfocia in separazioni. L’altro 40% si divide tra chi accetta passivamente di continuare tra compromessi e sopportazioni e chi realmente si ama per davvero.

  • 470
    maria grazia -

    Laura, mi sa che non c’è niente di “idilliaco” a questo mondo, che si tratti di amore o altro. Qualsiasi cosa, bisogna impegnarsi per farla funzionare e la coppia non fa eccezione. Poi se parliamo di sentimenti nel senso più stretto del termine, possiamo osservare che l’ amore per i propri genitori, o per i propri figli, o per i propri animali domestici, salvo casi eccezionali non ha mai una fine. Dura per sempre. E sai perché? Perché è un amore puro, profondo, solidificato e radicato in ognuno di noi. E lo stesso può avvenire nella coppia: si può cioè creare tra due partner un legame talmente forte che si spezza solo con la morte. Non è un bias, è solo l’ ordine naturale delle cose. Forse bisognerebbe chiedersi perché ad alcuni da’ tanto fastidio ammettere che se una storia finisce è perché evidentemente non ha retto alla prova della vita che sancisce o meno il vero amore, ma credo che le risposte le possano trovare solo dentro di loro.

  • 471
    Golem -

    Lsura: “…mi è necessario comprendere come funzionano le persone, singolarmente e in coppia. In più i 17 anni col mio ex marito i 10 con l’altro, sono stati un tempo sufficiente per fare esperienza sul campo dell’immaginario romanzesco. Conosco molto coppie così, oltre ai miei genitori ed è quella l’immagine dell’amore idilliaco…”

    Scusa Laura, tu ci hai fatto una capa tanta sul fatto che io non posso giudicare cosa sia l’amore letto nella mia vicenda, e poi te ne esci che le tue esperienze le ha maturate con le tue due storie e l’amore di mamma e papà? Secondo te le tue rispettabili esperienze contengono la summa maxima di quel, da te definito, ineffabile sentimento che è l’amore, e quindi da quelle che citi dovremmo attingere alla “verita”?
    È così?
    La cosa che mi colpisce è il candore col quale parli di quelle fonti come fossero le Tavole di Mosè, e non ti ha neppure sfiorato la contraddizione che contenevano. Non so se questa è una caratteristica delle esperte o è una coincidenza, spero di scoprirlo un dì.

  • 472
    Laura -

    Golem, arrivare a stravolgere, decontestualizzare e ad accorpare frasi di diversi argomenti, per cercare di accusare e screditare l’interlocutore oltre che un tentativo ridicolo di manipolazione, denota anche la disperazione. Ma se hai sto bisogno, fattele 2 domandine sul perché arrivi a tanto e, nel frattempo, rileggiti il mio vero commento e così come l’ho scritto.
    Che i discorsi erano 3:

    1. Ti rispondevo spiegandoti che insegnando comunicazione anche nelle relazioni, devo riconoscere il funzionamento delle persone prese sia singolarmente che in coppia

    2. Ti rispondevo sul fatto che avendo esperienza di vita anche io, so personalmente come si svolgono dall’interno le relazioni a lungo termine.

    3. Quello dei genitori e di altre coppie era un esempio in risposta a Maria Grazia alla quale, appunto, dicevo che ne esistono di coppie “idilliache” in cui tutto fluisce con facilità.

    Ora ti è più chiaro?

  • 473
    Laura -

    Giovanni e Maria Grazia, voi confondete l’amarsi con lo stare insieme.
    E,come detto in altri interventi, non sempre chi si ama sta insieme e chi sta insieme, si ama. Questo proprio per via dei famosi irrisolti personali.
    È chiaro che le relazioni vadano nutrite e curate ogni giorno per far vivere i rapporti,ma il discorso che stavamo facendo era un altro e cioè l’incidenza elevatissima di problematiche personali che gestisce e regola anche le relazioni e i sentimenti.
    L’amore è intrinso di bias cognitivi e condizionamenti.
    Una madre può essere anaffettiva e non amare veramente il proprio figlio. Per il calcio non si può parlare d’amore ma di passione. E,spesso, rientra nelle caratteristiche del dipendente affettivo,che sposta il focus da sé ed ha bisogno di qualcosa “da amare” e in cui credere per non sentire la propria solitudine.
    Ragazzi,quando dicono che la conoscenza rende liberi,sappiate che è vero e tutto può mutare, anche i nostri sentimenti, perché mutiamo noi.

  • 474
    Laura -

    Maria Grazia, io sono felice delle mie scelte, perché mi hanno portata ad amare ed essere me.

    Il mio suggerimento è di leggere qualche libro sull’argomento.
    Ve ne indico qualcuno:
    1. “Le 5 ferì e cone guarirle” vol. 1 e 2 della Bourbeau (considerate che le maschere, generate dalle ferite, sono schemi difensivi e la mente, tende a proteggerli, quindi, leggeteli più volte)
    2. “Guarire le ferite del passato” della Rainville. (Mostra benissimo le dinamiche do coppia e ne spiega le motivazioni.
    3.”Attaccamento e Amore” dell’Attili.
    4. “Alla ricerca delle coccole perdute” di Giacobbe
    5.” Illusioni d’Amore” di J. Barbaro Verde
    6.”la ferita dei non amati” di Shellembaum
    In generale gli scritti di Bowlby, (in particolare “costruzione e rottura dei legami affettivi”) i libri di Nardone, Watzlawick e Carotenuto.
    E ricordatevi, come diceva Saba, “anche l’amore muore”. L’unico amore immortale è quello incondizionato, ma per arrivarci bisogna prima conoscersi e guarire i propri “irrisolti”

  • 475
    Olindo -

    Ciao Rossana. Mi riesce difficile capire cosa abbia realmente provato, perchè il suo comportamento lascia adito a molti dubbi.
    Non ha senso sparire così come una ladra e attraverso dei messaggi. Un confronto a voce sarebbe stato la cosa più normale e, anche se con dolore, avrei capito.
    Ma questo modo mi scatena un senso di rabbia nei suoi confronti che spesso mi spinge a volerla prendere a male parole.
    Poi questo suo chiudere i contatti che mi sa tanto da 15enne boh.
    Sai Rossana, forse te l’ho già detto, ma questi tre anni sono stati piuttosto intensi sotto certi aspetti e conditi da parole piuttosto importanti e ripetute che non si addicono ad una quasi 50enne con una certa cultura.
    Poi il continuo parlar male del suo rapporto con il marito. Mi ha detto cose di una certa gravità e anche compromettenti. Per cui continuo a non comprendere il suo comportamento. Senza che io, lo ripeto, non le abbia mai fatto nulla di male sotto nessun aspetto.
    Mi chiedo adesso quale senso possa