Padre padrone mi ha rovinata, cosa posso fare per uscirne?
di
Sissi88
Riferimento alla lettera:
Salve. Scrivo qui perché vorrei qualche consiglio da... chiuque. Io nasco come una bambina molto timida e chiusa, in una famiglia molto infelice. Oltre che con i miei genitori e mio fratello maggiore, ho vissuto anche con i miei nonni materni. Mio nonno, la persona migliore che abbia mai conosciuto...
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Data di pubblicazione: 10 Giugno 2009 - Views: 3 dal 14 agosto 2026.
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Io ho imparato una cosa da questa mia ultima crisi,
da 30 anni ho sempre pensato che il cervello potesse reggere qualsiasi male qualsiasi cattiveri anche tra persone che pensavano che mi amassero, ma il mio cervello si è spento 1 anno fà e cerco di riattivarlo come un bambino che nasce con un male in testa, se non ci riusciro pazienza alla fine nessuno piangera il mio male
……
male e bene non esistono
e se esistono non saprò mai se sono reali,
ho perso ogni fiducia.
sarò un essere solo, che vivrà solo, per assecondare la natura
altro non posso fare perchè chi mi doveva far diventare uomo
non c’è riuscito, e solo posso solo inventarmi o immaginarmi ogni giorno
spero solo che la mia immaginazione si avvicini quando più alla realtà
di chi si crede quel figlio felice, felice di un padre che in fondo gli voleva bene
Oramai è trascorso una settimana esatta.Purtroppo la rabbia e l’odio non riescono ad abbandonare il mio animo.Fortunatamente sembra che il destino o un ente trascendentale ,a tutti noto come “dio”, mi abbia privata della felicità familiare, donandomi il resto.Inaspettatamente, ho avuto la forza di andare avanti, presentandomi a sostenere il test di medicina.
Spero, davvero spero con tutto il cuore di averlo superato.Sapete una cosa?
Il mio sogno è diventare psichiatra, cosicché possa salvare tutti coloro che subiscono forti traumi a causa di bestie che la vita fa loro incontrare.Mi sono riproposta di costruire un centro, ove tutti, naturalemente, gratuitamente, possomo appellarsi per qualsiasi caso di violenza.credetemi, è assai disdicevole che valori vitali ,sin dalla notte dei tempi, possano essere calpestati da umani che si tramuntano in bestie.Il mio intento è di scoprire i meccanismi che conducono un essere umano ad abbandonare il raziocinio per far spazio all’istinto animale. E pensare che persino gli animali sono dotati di umanità.Fortunatamente riesco a trovar, un seppur minimo ristoro,in voi e a volte penso che con individui così umani ,come te “fl53” o te, “leonhart”, non dovrebbe esserci spazio al mondo per crudeltà simili.in un mondo così nero, non potete immaginare quanto siano invstite di speranze le vostre parole.a volte penso che sia solo un brutto sogno ove incontri con persone come voi rappresentino un dolce risveglio , ma improvviso ,dall’incubo.GRAZIE, GRAZIE DI CUORE.un grazie sì sincero, che solo persone come me, che hanno visto il lato più crudo della vita, possono proferire . credetemi, più il tempo scorre, e più persone come “me” imparano ad apprezzare il lato più profondo, ma invisibile alla maggior parte, di ogni entità che ci circonda.
Che gioia leggere un post così!
Brava, brava, brava brava :)))))))
In bocca al lupo per il test, facci sapere!
Bravissima:! non solo non ti lasci spegnere dalla brutalità, ma già hai scoperto quella che è l’UNICA via per non farsi inghiottire dal buco nero degli esseri violenti e malvagi: rivoltare il male in bene, trovare un sano amore per te stessa e per i tuoi sogni, neutralizzare odio e rabbia con l’aiuto e la vicinanza agli altri.
Fuori dai neri inferni creati dagli esseri malvagi, dove la realtà è così orribile da essere un costante incubo, esiste una realtà buona e vera, che corrisponde ai sogni più belli di chi ha sofferto la violenza e ne è uscito senza farsi distruggere.
Chiunque può avere figli: succede così che alcuni figli abbiano un padre come il tuo o una madre come la mia, violenti e brutali.
La tua idea di aiutare gli altri, studiando e creando dei punti di riferimento, è bellissima : anche io sto impegnandomi in qualcosa di simile, con altre persone come noi… ora devo scappare (sono in viaggio in questo periodo), ma se ti interessa ne riparleremo …
Un abbraccio grandissimo, con grande ammirazione :))))))))))))))
Esasperata: mi unisco alle parole del post di Fl53 🙂
In questo momento casco troppo dal sonno per commentare come vorrei, ma ho letto la lettera di Sissi, e tutti i commenti.
Brevemente vorrei intanto dire questo: la violenza psicologica è un flagello diffuso, e chi l’ha provata, purtroppo, non resta stupito leggendone le storie, bensì si addolora, capendone gli orrori e le sensazioni. Ma sa, anche, se ha avuto il modo di vederne i meccanismi “da fuori”, che da questi flagelli, interiori, grazie al cielo si può uscire.
Meccanismi ed effetti come quelli descritti da Sissi fanno parte della ragnatela, come la chiama FL53: per esempio la “relativizzazione” come “grave è altro”, unita però alla sensazione chiara di disperazione – le dinamiche come il senso di colpa che tocca agli apparenti “sopravvissuti”, come chi, in un disastro aereo, avesse perso una gamba sola e non entrambe – il poter diventare, per una serie di assestamenti interni alla ragnatela – il capro espiatorio tra le vittime – il credere ora che non esista una vita fuori dalla “gabbia”, ora che questa vita sarà per sempre inacessibile, ora ancora che, una volta anche che la gabbia si aprisse, non si sarebbe in grado di avere i mezzi di affrontare una vita normale, alla pari con gli altri, essendo stati troppo violentati.
In realtà le risorse ci sono, e sono tante, tantissime, e spesso uno dei problemi è esserne veramente consapevoli, sotto la coltre di violenze su violenze che ledono, confondono, intontiscono, avvelenano, fanno sentire responsabili di ciò di cui non si è responsabili.
Le persone che vivono in gabbia hanno difficoltà a sentirsi libere, padrone di se stesse e del diritto di esistere, e hanno una percezione sfocata e ristretta dello spazio intorno anche quando sono lontane dalla gabbia, nelle, potremmo chiamarle, ore d’aria.
Abituate a vivere con il fiato sospeso, perennemente sotto esame, si sentono pedinate da queste modalità interiorizzate e “pedinate” anche quando sono lontane
sono state costrette a temere gli effetti devastanti, dal punto di vista psicologico (a volte anche fisico) del minimo errore, a non fare rumore per non creare problemi, a temere costantemente per l’incolumità (psicologica/fisica) propria e/o dei propri congiunti, a risolvere emotivamente, di continuo, delle situazioni limite di tensione.
Proprio perché hanno vissuto queste situazioni queste persone, che temono di avere meno risorse degli altri, in realtà ne hanno forse di più. Una volta fatto lo scatto verso l’organizzazione delle energie e delle risorse in una direzione positiva, non di mera difesa, ma di costruzione (come scrivi tu, Esasperata) se ne rendono conto, e assaporano il sapore della libertà. Lo spazio finalmente prende nuova connotazione, si allarga. La rabbia, giustamente, provata diviene risorsa per aiutare se stessi e gli altri, in modo costruttivo.
Non per adattarsi alla catena e sopravvivere, ma per spezzarla e vivere.
Io una volta ho scritto, in un’altra lettera, che le vittime di queste tragedie, perché sono tragedie personali, si trovano spesso nelle chiese, quando non c’è messa.
L’avevo scritto per dire che molto spesso queste tragedie si consumano per anni, in silenzio, per lo sgomento e la paralizzazione che provoca il viverle, per la vergogna, per il tentativo di risolvere e contenere qualcosa di enorme, dai connotati insieme confusi e mostruosi, per il fatto di temere di non farsi capire, fuori, per avere tentato ed essersi scontrati con l’incomprensione e i luoghi comuni.
La violenza psicologica è una malattia, una malattia che un tempo non aveva un nome, e oggi, grazie a Dio, è riconosciuta, e per la quale esistono le cure.
Non posso fare molto, se non portare un messaggio: chiunque faccia il suo per spezzare la catena, e quella generale, di questa malattia, fa molto per la sua vita, e insieme per il mondo. Io ne sono convinta.
E vi abbraccio.
ciao Luna, ciao :))) le tue parole giungono in un momento particolare. Ho incontrato mia madre, dopo anni. Una maschera di disprezzo totale.Deviava schifata, ma io mi sono messa davanti a lei:dopotutto, mi ha rubato fratelli,padre,parenti e infine è riuscita a depredarmi di figli e nipotini,in combutta col mio exmarito violentatore della mia anima e del mio corpo.Come lui e con lui, ha usato calunnia, ricatti, attacchi legali e sociali riuscendo a depredare me di tutti gli affetti più cari e mio padre di tutto il patrimonio, e ne ha fatto sparire l’eredità manovrando tutti come burattini e poi accusando me per la devastazione causata da lei.Lì,in mezzo alla strada,mi sibila: ‘Spostati o chiamo i carabinieri’.
Non ho più paura di lei: che altro mi può togliere? ‘Chiamali’ la sfido calma ‘che mi fai un piacere’
I suoi occhi vacillano verdastri e acquosi in un afflato di consapevolezza terrificante del male compiuto,risvegliata dalle mie parole di sfida, ma lei subito la scaccia dalla sua coscienza con un immediato attacco nella sua solita tecnica: insulti e maledizioni. La ascolto senza sentire, come un tempo, il mio cuore spaccarsi in lancinanti crepacci: traversato il deserto e l’inferno, ho consumato tutto il dolore; il mio cuore non modifica più il battito, lo stomaco non si contorce più e non soffoca più la gola in una morsa di nausea gelata,la mente non annaspa più nel terrore di riconoscermi ‘mostro’. Le sue parole risuonano come un’eco impazzita, sbattuta senza fine dalle pareti di una caverna buia che non è più la mia caverna di sgomento, ma la SUA voragine nera priva di senso: ‘Imbrogliona’ ripete sbavando fili bianchi ai lati delle labbra contratte:’Imbrogliona, allontanati, vattene, nessuno ti vuole’ ha un ghigno vittorioso.Io sento la mia voce tranquilla: ‘Imbrogliona?qual’è l’imbroglio?’
‘Imbrogliona, sì,tu volevi essere quel che volevi… pretendevi che ti capissimo e adesso nessuno ti vuole…Stai lontana da me:vivo una vita onesta, io’ rughe dur
dure come cuoio esprimono superbo disprezzo al mio compagno (che le ho appena presentato),l’Uomo speciale che da tre anni mi dimostra,ogni giorno, che vale la pena credere nei sogni.
‘E tu fai quello che vuole chi?’
‘Cooosa? osi paragonarti con me? Vattene, imbrogliona, i tuoi fratelli sono tutti in difficoltà…’
‘Se il patrimonio è stato sperperato non è colpa mia: avete fatto tutto voi’
Furiosa, non può controbattere e torna alla tattica con cui è riuscita a depredarmi di figli e nipotini:la smorfia di disprezzo tenta di trasformarsi in sorriso di comprensiva complicità al mio compagno attonito;ne esce un ghigno insinuante sospetto,preveggenza maligna:’Vedrà, vedrà, se ne accorgerà…’
Che pena, quelle rughe cattive, rughe diverse da tutti i miei sogni di tenerezza per rughe da amare, più dolci e preziose della vellutata carnagione della mia mamma giovane.
Mi scosto, lei si allontana, fugge ripetendo al mio compagno la sua maligna profezia:’Se ne accorgerà, vedrà…’
Ma io in quelle labbra rivedo il sorriso che amavo in modo struggente da bambina:so che sono pronta ad amarlo ancora,se lei uscirà dal suo odio.
Intanto amo gli altri,specie quelli che hanno sofferto come me:in un aiuto vicendevole proseguo il cammino che mi porterà – lo spero, perché non dovrei?- dove non sarà più possibile mentire e calunniare,oltre una soglia dove ritroverò i miei figli ora ingannati ed i miei nipotini che -qui- non mi riconoscono nemmeno.
Fl53 carissima, ho letto di cuore il tuo racconto così intenso, violento, l’ho visto e ti abbraccio forte.
E, se mi permetti, stringo idealmente la mano anche al tuo compagno 🙂 Salve, Luna, piacere 😉 🙂
L’altro giorno rileggevo il libro sulle molestie morali e c’era scritto, in sintesi, che il “narcisista perverso”, cioè chi usa delle modalità di questo tipo per difendersi (ha cioè dei meccanismi di difesa interiori distorti) attraverso l’offesa, la violenza, non vede gli altri, non li “sente”, nelle loro emozioni, nelle loro verità, perché “cosifica” le persone.
Ecco perché, a chi sente, ha sempre avuto e ha ancora la possibilità di sentire, (anzi, spesso, pure quando si sente bloccato in realtà è perché sente troppo, non troppo poco) questo blocco di “cosificazione” del circostante sembra ancora più assurdo, impossibile…
Tua madre forse un giorno davvero potrà guarire, se lo vorrà, e allora so che tu l’accoglierai. Ma per ora non puoi che fare questo, proteggerti da lei. dal suo cosificare le persone.
Non essendo cieca di fronte ai suoi errori, le sue dinamiche, proteggendoti ma vivendo piuttosto che odiare, e sapendo quel che sai, tu sei libera, Fl53.
Un bacio grande.
ciao a tutti…
un anno fa ho conosciuto un ragazzo che ha avuto piu o meno gli stessi problemi. Un padre padrone che lo rempiva di botte da piccolo.
Il mio ragazzo quando era piccolo era molto vivace e da quando il padre lo porto’ da un psicologo é cambiato moltissimo e diventato taciturno e non dice mai quello che pensa veramente. E in piu mente perché ha paura di perdermi. Attualmente siamo in crisi perché lui mi promette di cambiare e di uscire fuori da questo trauma ma fino ad ora non é mai riuscito… non so piu’ cosa fare adesso ha 26 anni ed ha ancora paura di suo padre datemi dei consigli. Io lo amo veramente ma mi é difficile accettare la sua situazione dato che mi mente sempre e perché non parla mai con i componenti della mia famglia… un ringraziamento a tutti…
quando ho letto la tua lettera mi è sembrato di leggere la mia vita….purtroppo non vedo niente di nuovo, solo tanto egoismo e meschenità da parte di un padre senza nessun scrupolo, lo stesso vale per me….che fare ci chiedi? devi andar via, devi staccartene prima che puoi, la vita è tua non sua, non ha nessun diritto su di voi, nessuno, devi stringere i denti e lottare, è difficilissimo, ma meglio lottare e magari perdere piuttosto che non lottare e morire….quello che posso dirti è che la tua vita sarà meravigliosa, e questo lo sò perchè persone che hanno sofferto come noi e che la sofferenza è in seno alla famiglia sono persone che diventeranno talmente forti e compassionevoli da essere dei treni, e un valido sostegno per gli altri, ti auguro in in bocca al lupo per la tua giusta libertà…un abbraccio sincero….
Anna, che dire? è il tipico meccanismo-trappola che si sta avviando: tutta la violenza subìta, il dolore provato, la necessità di sopravvivere hanno abituato il tuo ragazzo a comportamenti che formano una trappola per imprigionarti, per usarti poi come appoggio, come fonte di energia, come sostegno, come puntaspilli cui appuntare tutte le colpe di qualunque cosa. Un elemento fondamentale della trappola è anche un altro: il tuo amore, così come la paura della solitudine. Per questo amore, fatto di pazienza sbagliata, di comprensione sproporzionata, ma anche di insicurezza di sé e di paura di esser sole e di cambiare rimettendosi in gioco, moltissime donne hanno vissuto vite infernali. Forse, un aiuto potrebbe essere utile a te, sia per capire come mai sei stata attratta da un tipo così, sia per trovare comportamenti adatti a gestire le cose. Barbara dice cose importanti e sono d’accordo.La violenza del padre ha scavato buchi dentro al figlio; lui pencola tra odiare suo padre e amarlo, tra imitarlo e essere diverso, senza sapere come. Un giorno deciderà se stesso: ma più mente e più si sposta verso la decisione peggiore, cioè quella di salvarsi dalla violenza diventando anche lui violento: la violenza può anche essere psicologica ed arrivare comunque a distruggere, persino ad uccidere. Ti auguro di non essere accanto a lui, quel giorno: ti ritroversi rigirato contro tutto quel che hai fatto, ed anche le persone che ami, figli compresi. E soffrirebbe molto anche tutta la tua famiglia… con cui pare comincino già ad esserci problemi di relazione.
Penso che i comportamenti che lui sta abituandosi a tenere siano pericolosi:o sei irremovibile nel non accettarli, o lo lasci.Se ti allontani ora, soffrirai un millesimo di quello che soffresti domani. E forse, anche lui: il tuo rifiuto dei suoi comportamenti gli dimostrerebbe che sono fallimentari e potrebbe servirgli per NON diventare come suo padre.. ma questo sarà un problema suo, se tu sarai altrove. In bocca al lupo
grazie ragazzi per il vostro aiuto, ne ho prorpio bisogno in questo momento. Lo sapete e la cosa piu’ peggiore che puo capitare avere un padre che davanti alle persone é simpatico con tutti e di dietro vuole massacrare la sua familgia suo figlio. Io mi sono innamorata del mio ragazzo perché é un ragazzo sensibile educato gentile non come i ragazzi moderni che pensono solo ad una cosa. Lui mi ama veramente é lo noto per come ci si brillano gli occhi quando mi guarda. La cosa piu’ brutta e che so che mi ama veramente ma il suo problema e la paura che ha dentro. Ho provato a fargli domande sul suo passato e l’unica cosa che mi dice e solo che i compagni a scuola lo tratavano male perché lui si chiudeva sempre in se stesso e aveva paura di parlare. Quindi la colpa piu’ grande la do al padre quante parolaccie gli dice anche se sono li vicino al loro quante parole ma quante che mi fanno male al cuore ma il mio ragazzo non reaggisce non dice mai papà ora basta!!! Lui ammette che suo padre non é come dico io allora perché tutte queste mensogne queste paure addrittura ha paura di camminare in pubblico, ha paura di mettersi in gioco. E poi ragazzi non vi ho detto anche che ha comprato una casa con il padre praticamente il vero propietario é il padre ma il mio ragazzo gli ha dato il 50%. Vi sembra giusto??? questo che cosa é allora??? A casa deve pagare lui se si rompe l’aspirapolvere, il fono dei capelli… ma dove viviamo??? Lo amo troppo ed ogni tanto mi rimpiango adosso tutto l’amore che provo per lui. Come ho gia fatto capire lui non era cosi lo é diventato… Voglio che cambia lo so che difficile che qualcuno puo cambiare il suo carattere l’unica cosa che voglio che parla con me dei suoi problemi che parla con i miei genitori che si prende la responsabilità di essere un uomo… Non so che fare nella mia mente solo un gran punto di domanda!!!!!!!! Grazie…
Anna … quello che dici non fa altro che confermare quanto ti ho già scritto. In trappola ci siete in due: il tuo ragazzo e tu.
Legati al padre, anche economicamente. Bloccati con la casa mezzo-mezzo. Siete in ostaggio. Tipico: questo genere di violenti accompagna sempre le azioni e le parole con manovre economiche. No, non è giusto quello che accade: ma che fai? siccome non è giusto continui a rimanere in ostaggio di un suocero che vi rovinerà la vita?
“Voglio che cambia …difficile che qualcuno puo cambiare il suo carattere l’unica cosa che voglio che parla con me … con i miei genitori che si prende la responsabilità di essere un uomo” Cambiare il carattere? io penso che qui si tratta di guarire dalle ferite di una vita: serve uno specialista, e non basta l’innamorata. Nemmeno i medici, e tantomeno gli psicanalisti (e qui penso serva uno psicanalista, per ‘liberare’ l’infanzia) curano le persone cui vogliono bene, ci vuoi riuscire tu? per di più mentre il padre continua a ferirlo e per di più a ferire anche te? vuoi che arrivi a ferire anche i tuoi genitori? se continui così, rimarrete in trappola: il tuo ragazzo, tu e anche i tuoi genitori, se li tiri dentro: soffriranno. A te la scelta: o continui questo tira molla, o ti allontani e aspetti che il tuo ragazzo si decida. Il suo cambiamento (dici che prima non era così) è il suo modo inconsapevole di tirarti dentro ad una ‘casa’ dove si vive secondo regole folli: lui deve riconoscere che è folle, deve rifiutarla, deve liberarsi. Se non lo fa, e tu entri nella trappola (ci sei già dentro, con tutto questo amore usato male), la prospettiva è una vita in trappola. Non si tratta di cambiare il carattere, ma di usare il carattere per liberarsi e guarire. E bisogna rifiutare il ricatto economico: per amore e per la libertà si deve sempre rinunciare a qualcosa. Rinunci a qualcosa e ci guadagni la vita. In questo caso, poi, va anche bene: l’intestazione al 50% gli servirà un domani, è già qualcosa. In bocca al lupo.
ciao mi chiamo matteo, ed ho una mia amica che ha una situazione familiare simile….. magari potresti provare rivolgerti ad un giudice probabilmente verrebbe incriminato per qualche reato e tu potresti essere una volta per tutte libera… ad esempio puoi denunciarlo per sfruttamento…. o molestie… è semplice basta andare in una caserma di polizia e denunciare un fatto accaduto recentemente… è la soluzione più civile… altrimenti prendi una pistola e lo uccidi…. scegli quello che secondo te ti crea meno problemi… ciao…
aiutatemi….mio padre 78 anni è stato sempre arrogante e prepotente, ma ora non si può più tollerare. Mia madre è morta da tempo e lui vive con una donna molto brava, ma lei non ce la fa più a tare con lui. Cosa posso fare…..grazie
ogni tanto vengo qui e cerco tra i commenti finalmente una qualche buona notizia..ma niente!la cosa mi dispiace tanto,perche neanche qui vedo barlumi di speranza..anche io come voi ho un padre padrone,e se si aggiunge che sono anche omosessuale pensate un po come finira!lui ancora non lo sa(non lo sa nessuno)..ma credetemi quando arrivera il momento sentirete parlare di me ai tg!sapete che vi dico pero?grazie a qualcuno ora lo stalking è diventato reato,e anche se non avete lividi sul corpo..DENUNCIATE!facciamoci forza a vicenda,forza ragazzi la vita è bella e a colori..viviamola e spezziamo questa catena di violenza!fatemi sapere..leggervi mi fa sentire meno sola a volte.ciao!
ciAO penso che dovresti rivolgerti a la polizia in modo che venga arrestato o scappate di casa. Spero che la tua situazione si risova e che tu possa vivere la tua vita felice e serena.
ps non mollare vedrai che tutto si sistemerà
ciao
sissi88 se ogni tanto torni qui,mi piacerebbe parlare con te..credimi abbiamo molto in comune,e purtroppo non sono cose belle!fatti forza,mi raccomando..un abbraccio forte.
ciao sissy rileggendo quello che hai scritto non ho potuto fare a meno di rispecchiare me stessa.ho 17 anni e ho un padre che mi considera ancora una bambina(anche se quando gli fa comodo non tarda a considerarmi “adulta”).da piccola ero una bambina vivace, anche troppo, ma di quella sana vivacità..ero una bambina solare.adesso sono una ragazza insicura, ho paura di mostrarmi agli altri per quello che sono, ho paura di parlare in pubblico, non ho per niente stima di me stessa, a volte sono fin troppo fragile, mi emoziono per delle stupidaggni e a volte piango anche per delle sgridate.La casa è la mia prigione, ho un padre(anche se ultimamente mi viene alquanto difficile considerarlo tale) troppo “padrone” anche se qusto probabuilmente non è il termine giusto..io lo chiamerei di più EGOISta.non posso mai uscire se non ovviamente per andare a scuola, per arrivare a scuola prendo 2 bus e se tardo ad arrivare a casa parte la sfuriata e il terzo grado.la prima volta che ho chiesto a mio padre di uscire è stata all’età di 15 anni circa,ma non perchè prima non volessi,no, ero terrorizzata,(sono terrorizzata)di una sua risposta o meglio di una sua scenata e di un suo ennesimo NO!!( quando provo a chiederne il perchè mi risponde PERCHè CHE DEVI FARE??!! è UNA NOVITà?!! VATTENE A STUDIARE).vedo le mie coetanee uscire e divertirsi senza problemi e ne soffro e anche molto perchè capisco che questo io non potrò mai averlo.nell’anno in cui è stato via per lavoro ho conosciuto un ragazzo, stiamo assieme da più di un anno, ma ancora non ho avuto il coraggio di dirlo a mio padre e mettere le carte in tavola.é sabato pm è sarei tanto voluta uscire col mio ragazzo, almeno il pm per rientrare non più tardi delle 7, mica andare in discoteca o quali assurdità simili, la sua risposta è stata NO!!non so puiù cm fare, non posso neanke più rispondere al cell quando c’è lui, qualche anno fa sono anche andata da una psicologa perchè tutto a un tratto balbettavo,(adesso fortunatamente non più).mi sta rovinando la vita, quante volte ho provato a scappare e poi il coraggio m’ha sempre abbandonata.ho una madre che non fa niente per difendermi e farmi felice, l’asseconda in tutto! io penso che la libertà è una cosa che tutti DEVONO avere, viene prima del pane!!
E vero non e facile per una ragazza subire tutto questo, ma non avere fretta perche il tempo ti darà ragione, lui invecchia e avrà bisogno un giorno del tuo sostegno, poi sarai tu a decidere sulla sua vecchiaia come a fatto con te per la tua adolescenza… ovviamente da maschio io la vivrei diversamente.. me ne andrei via appena possibile in un altro posto dove trovo lavoro, a quel punto il passato e passato e mi rifaccio una vita.. come ho poi fatto!!… da 7 anni sono fuori casa e lavoro a roma trasferito dalla sicilia dove avevo una situazione analoga alla tua, con un padre demente e una madre a subire… ho aspettato il mio momento e ora mi godo quella vita che non voleva farmi godere…alla faccia di ki mi vuole male. 🙂 ciliegina sulla torta, convivo con una bella ragazza… Stringi i denti e vedrai i risultati…buona fortuna
oltre ad odiare tuo padre, cerca di odiare tua madre che ha sposato un uomo simile e ha accettato tali soprusi, e odia tuo fratello che non si è ancora ribellato.
Poi lascia perdere l’università, trovati un lavoro e scappa di casa.
la cosa peggiore è convivere tutti i giorni con gente che si lamenta dei
loro “problemi”.. ah, un altra cosa peggiore è l’attesa, l’attesa di una
soluzione che sembra non arrivare mai, perchè non si ha il coraggio di
reagire.. perchè qualche stupido egoista ce l’ha levato isieme alla
nostra infanzia, adolescenza.. e chissà cos altro..
Siamo noi gli artefici del nostro destino. Aspettare la manna dal cielo o qualcuno che ci risolva il problema è da escludere. Per la prima lettera, carissima anonima visto che non ti firmi, vivere in una famiglia difficile è degradante, si spera di avere del meglio prima o poi, questo ci fa andare avanti, è difficile si stringono i denti ci si attiene alle regole dettate dai genitori.Ora è il momento di vivere la tua vita ma come fare chiedi, senza amici, senza soldi solo con la solitudine.evi decidere di cambiare la tua vita; andare all’Università è una possibilità per farsi una carriera, ma ate piace quello che studi o hai paura che non piacerai alla famiglia se non lo fai? Trova un lavoro manuale che non ti richieda di parlare in pubblico, mica tutti sono capaci di farlo, cmq rassicurati. Questa è una soluzione che mi sento di darti, cioè se ti rendi indipendente o vai a vivere da sola che ti potrano fare i tuoi familiari? Nulla! Ammireranno la tua forza d’animo e l’idea di renderti indipendente. Prova! oppure finisci gli studi, sei sempre tu che decidi altrimenti lasci che siano gli altri a decidere per te.Con affetto ti saluto e ti comprendo, anchio ho alle spalle una famiglia difficile e non sono qui a compatirti, è diverso. Devi volere bene a te stessa e reagire, nessuno ti può aiutare se non lo fai prima tu, nemmeno il più altruista degli amici.Ciao
Ciao, dopo aver letto la tua stesura, posso
consigliarti sjolo di trovarti un amico o piu’ amici. In
sostanza devi rafforzarti personalmente.
Cio’ ti rimarra’ non facile vista la grave dif=
ficolta’ che hai nel rapportarti con le persone.
Purtroppo la tua sfida e’ questa rafforzarti
con molti amici e dimostrare a te stessa e poi
a tuo p. e a tua madre (complice) che puoi
godere della tua autonomia affettiva e personale.
Ti dico di stare in famiglia il meno possibile e
di trovarti una tua possibile autonomia. Per adesso
to’ saluto e aspetto una tua risposta. G.
I seguenti reati, oltre ad essere causa di ansia e depressione, sono reati penali, ovvero passibili di regolare denuncia alla polizia e punibili per legge: percosse, offese,minacce, maltrattamenti, ricatti, aggressioni verbali, privare di assegni di mantenimento, privare del sonno, attaccare l’autostima, rimproveri continui. Fatti aiutare, da soli non se ne esce: vai dal tuo medico di base e fatti prescrivere un ciclo di 8 sedute di psicoterapia da fare in un centro convenzionato; se ti rendi conto che non riesci a studiare, lascia perdere l’università e vai a lavorare, qualsiasi lavoro, anche del volontariato, ma devi uscire di casa. I padri troppo preoccupati della illibatezza delle loro figlie femmine, sono padri incestuosi (ovvero, che se anche non lo fanno, a letto con le loro figlie, ci vorrebbero andare loro). Tu e tuo fratello dovreste emigrare in un altro continente, fatelo finché siete giovani. Tuo padre potrebbe campare fino a 100 anni, non cambierà mai anzi sarà sempre peggio… Se tuo padre picchia tuo fratello, lui deve andare al pronto soccorso (ospedale) a farsi medicare e sporgere denuncia. Poi alla polizia. Purtroppo é l’unico modo. Questi individui, oltre ad essere dei delinquenti, sono convinti di essere onnipotenti, sono profondamente malati, non ci sono giustifiche per quello che vi fa. Tuo padre ti sta privando della libertà, si chiama “sequestro di persona”… Scommetto che é anche molto ma molto avaro; tuo padre sta già all’inferno e l’inferno che ha dentro lo crea all’esterno. Chi pecora si fa, il lupo se la mangia. Chiama il centro antiviolenza : 1522 oppure vai al consultorio delle Asl. Devi parlarne con qualcuno.
Fatevi aiutare. Ci sono le case famiglia per donne nella tua situazione. Purtroppo, parlo per esperienza…