Non so fare niente, sono solo uno che non serve alla società
Riferimento alla lettera:
Tempo fa andai a fare il fabbro con un mio amico, con il quale uscivo e esco sempre insieme. Lui ha imparato, anche meglio del mastro, il mestiere e io no. Io non so fare niente e rimarrò così a vita, perchè non ho capacità lavorative, quasi neanche a fare...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 1 Febbraio 2007
L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Battipanni.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me Stesso
213 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

l’avete fondata questa comunita? è una bella idea! capito per caso su questa pagina perche mi sento anche io cosi, come nella lettera..
non abbiamo fatto un bel niente…..daltronde forse non abbiamo manco voglia di migliorare
Ciao, no purtroppo non abbiamo fatto niente, è stata in parte colpa mia che ho voluto aspettare che ci fossero un pò più di persone.
Ora per fortuna sto meglio ma mi rendo conto che molti con cui ho condiviso la mia sofferenza stanno esattamente come prima. Vi mando un abbraccio. Nel caso voleste organizzare un gruppo di discussione, mi iscrivo volentieri anche io per condividere i miei pensieri sull’argomento.
Ciao,
alla fine il progetto non ha trovato realizzazione ma a dirla tutta nessuno ci corre dietro e le idee non hanno una data di scadenza, quindi più che un progetto abbandonato lo definirei un progetto accantonato: forse ora come ora stiamo tutti bene, altrimenti ci saremmo già dati da fare :D!
In realtà però una comunità esiste già, ed è proprio questa pagina: chi si sente male ha solo voglia di sfogarsi e farsi consolare/consigliare un po’ e a quanto pare questa pagina riesce a far sentire le persone un po’ meno…sole? Poi come vedi ci sono persone come me e Aldo che continuano a rispondere nonostante siano passati mesi dal nostro primo post hehe!
gia’ scrivo da forse un anno o piu’….cmq io sono ancora depresso…putroppo mi servirebbe un lavoro per uscire dalla mia situazione…vivo con i miei genitori e la cosa mi pesa…anche perche’i miei sono un po’ pesanti e autoritari e non mi concedono gran che…ho 28 anni e non ho una macchina,sto cercando di prenderne una usata con un mio amico che e’ nella mia stessa situazione, non vado in vacanza, ecc…anche con le donne giustamente non puo’ che andare male, e lo capisco… in effetti mi ritengo un ragazzo carino, solo che le ragazze cercano altro in un uomo,sicurezza in loro stessi, oltre che anche nella situazione economica…e quindi non e’ che posso corteggiare una ragazza nelle mie condizioni…non potrei offrirle nulla e oggi almeno la macchina e i viaggi fuori contano parecchio …. in realta’ la cosa piu’ brutta e’ che una ragazza ce l’ho pure solo che e’ colpa mia se non la amo…ora sto cercando di non vederla piu’…lo so sono un mostro ho sbagliato, mi sentivo solo e ho commesso l’errore di andare con una che non mi interessava…spero che non mi giudichiate male per questo solo che uno preso dalla solitudine e dal senso di inferiorita’ fa cose sbagliate
Mi chiedo sempre se anche io riuscirò a concludere qualcosa nella vita. Sono stanca di svegliarmi ogni mattina e sapere che il nuovo giorno in realtà non ha nulla di nuovo ed è tutto come sempre. Sono insicura e incapace.. insomma, cosa ci può essere di peggio? Vorrei svoltare! Ma non ce la faccio. Mi basterebbe una spintarella. Mi basterebbe lavare i piatti in un ristorante. Mi basterebbe sentirmi utile. Sto per esplodere.
e allora scusa manda i cv…. io purtroppo sono vittima dei miei genitori che vorrebbero vedermi con un posto fisso….ma oggi e’ impossibile loro nn si rendono conto…dicono fai i concorsi…ma sinceramente nn mi sembra fattibile vicerne uno
@sfigatta: anche io qualche mese fa mi sentivo inutile e non trovavo alcun senso nella vita. Nei momenti peggiori volevo morire. Nei momenti in cui stavo meglio ero comunque focalizzato sul e fare qualcosa di “utile”, tipo entrare in un corpo di polizia o lavorare nel volontariato. Insomma qualsiasi cosa che mi facesse sentire più vicino alla gente. Ovviamente tutto ciò presupponeva mollare tutto il resto, cioè nel mio caso l’università (ma anche modo di vivere, in fondo). Poi ho chiesto aiuto a uno specialista, oltre che ai miei familiari, e lentamente mi sono allontanato dal baratro di disperazione… sì ogni tanto torna lo sconforto, ma non ho più avuto voglia di morire. E non ho dimenticato tutto il dolore. L’idea di voler aiutare gli altri è ancora presente in me. Solo che mollare non è mai la soluzione. Bisogna cercare di andare avanti, con qualsiasi mezzo lecito. Non mi stancherò mai di dire che BISOGNA chiedere aiuto, questa è la malattia del nostra società e moltissime persone stanno come noi o peggio. Io sinceramente mi sono aperto, prima con le persone più intime, ma ogni tanto anche con altri. Insomma, non mi vergogno di dire che ho avuto problemi di questo tipo.
Ora sto per laurearmi, e ho deciso di imparare una nuova lingua. Inoltre, in futuro non escludo di poter cercare un lavoro completamente estraneo al settore per il quale studio, ma che mi dia soddisfazioni immediate e mi permetta di esprimere la mia creatività. Perché anche io mi sento incapace, ma sto cercando di rimediare. Vorrei apprendere uno o più mestieri “di una volta”, ad esempio mi piacerebbe lavorare il legno e fare il fornaio. O magari saper aggiustare il motore di una macchina. Insomma, sono tante le cose che puoi imparare. Solo dopo essermi aperto a tutte queste meraviglie del mondo potrò effettivamente pensare di aiutare gli altri.
Ma, prima di tutto, devi uscire dalla gabbia che la mente ti ha costruito intorno. E farlo da soli è molto difficile. Serve che ti dica altro? Sì, hai detto di sentirti inutile, incapace e insicura. Delle prime due sensazioni te ne ho parlato, della terza no. Anche io sono insicuro, e non riguardo alle mie capacità intellettive. Sono insicuro con le persone che non conosco. Al limite della patologia. Ma non voglio entrare nei dettagli su questo aspetto. Te lo dico solo per farti capire che ce la puoi fare. Per farcela:
1)Poniti ogni giorno un mini-obbiettivo da raggiungere.
2)Poniti un obbiettivo a medio termine (medio tendente al breve), ma
3)NON PENSARE a lungo termine, è deleterio, fidati. Nessuno può controllare il futuro, neanche la persona più ricca del mondo o quella più intelligente.
Gli obbiettivi aiutano a sentirti vivo. Possono essere anche molto semplici, specialmente quelli giornalieri (per me era studiare, ma anche andare a correre, iniziare a leggere un libro…). Certo, sono solo un primo passo, ma da qualche parte tocca cominciare.
A breve pubblicherò un commento rivolto ad aldo e un pensiero più generale sul tutto.
ciao mi chiamo anna ho 38 anni e sono separata da quattro,ho due figli di 13 e 9 anni,da quando mio marito è andato via ogni giorno affronto seri problemi,avvolte la mattina non ho voglia nemmeno da alzarmi dal letto… ma non voglio far finire la mia vita quindi affronto tutto cio che mi accade con forza e voglia di vivere,lo faccio x i miei bamb e sopratutto per me stessa. questo nuovo anno mi ha portato problemi ancora più grandi,mia madre in ospedale quasi in fin di vita per un edema polmonare,dopo qualche settimna perdo il lavoro per mancate vendite,e per finire qualche giorno fà mio marito mi chiede il divorzio…io chiedo al Signore di darmi la forza di affrontare tutto questo nella speranza di rifarmi una vita più serena,perche avvolte non vi nascondo che faccio un terribile pensiero…Ciao tutti e che Dio ci indichi sempre la strada giusta
ciao anna mi dispiace per la tua situazione, cmq che tua madre stia male e’ normale che tu ci stia male ma e’ nell’ordine delle cose tutti prima o poi dobbiamo passarci e devi accettare la cosa in maniera serena perche’ e’ la natura…. il fatto che ti ha lasciato tuo marito, beh oggi succede sempre piu’ spesso, anche per questo non intendo sposarmi sono solo problemi….i figli penso debba invece considerarli come una cosa bella, e non come un problema….il tuo unico reale e concreto problema e’ il lavoro, perche’ senza lavoro non si tira avanti….tenta un call center ti danno poco ma prendono tutti anche se i licenziamenti sono elevati, ma almeno tiro avanti
ciao a tutti!!! sono una “vecchia” di 45 anni, dico vecchia, perchè tale mi sento, ho una figlia di 20 che è la meraviglia della vita, e se fin ad ora non ho fatto un insano gesto è stato solo perchè penso che già è cresciuta senza un padre (morto 22 anni fa in un incidente stradale) e non mi sembrava giusto anche senza una madre, che per quanto stramba sia, è pur sempre una madre. Il mio problema è che non lavoro e non ho nessuna voglia di lavorare, fino ad adesso sono andata avanti con una piccola rendita dell’Inail, datami per l’incidente di mio marito, ma con la ragazza all’università fatico ad arrivare alla fine del mese, fino ad adesso sono stata aiutata dalla mia famiglia che non mi ha lasciata sola un attimo, ma ora, dopo anni di procrastinazione si esige, o almeno quasi, che io alzi il pesantissimo “fondoschiena” dalla sedia ed mi dia da fare. I tempi sono molto difficili, soprattutto nella realtà in cui vivo io, un piccolo paesino, nel gargano, dove l’unico lavoro che si potrebbe fare, è giusto l’unico che non riesco a fare, nonostante i miei vari tentativi, ho sempre fallito…vuoi per la lentezza, vuoi per la goffaggine…insomma la pigrizia è il mio peggior difetto e da li ne consegue il resto…ora mi trovo con l’intera famiglia contro, e con ogni giorno i rimproveri continui, le continue battue sarcastiche, insomma nel tentatico di spronarmi altro non si fa che buttarmi sempre più giù!!! Nonostante io pensi initerrottamente al bene di mia figlia, luce dei miei occhi, splendore della mia buia ed insulsa vita unico motivo della mia esistenza, per lei cerco di fare quel poco che riesco a fare…molto ben poco…ho bisogno di essere lasciata in pace, vorrei solo dormire, cosa che non riesco più a fare serenamente…sono anni ormai che vivo con questa spada di damocle sulla testa, e se di lavoro non ci fosse altro che quello delle pulizie, sarei già andata di volata…non che abbia qualche cosa in contrario di questo, ma è proprio l’unica cosa che non riesco a fare, ho provato a chiedere per fare la commessa, ma con la scusa che sono adulta, e che ho qualche kilo in più oltre che l’età vengo guardata dall’altro in basso, insomma mi sono stancata di sentire ogni giorno, dalla mattina alla sera sempre la stessa cantilena…ora basta!!! sono disperata, e poi mi sento così sola, anche se realmente non lo sono, in questi 22 anni di vedovanza, non ho avuto nessuna altro e forse questo il mio problema??? Ma io non voglio nessuno a me basta solo mia figlia, anche se ora non è qui, però il suo pensiero mi riempie la vita, e l’animo, ora che sta per tornare per le vacanze, vorrei che trovasse un ambiente sereno, ma con questa tensione a cui vengo sottoposta ogni giorno e più volte al giorno nn so se riuscirò a trasmetterle la serenità che una ragazza che sta studiando sodo per riuscire nella vita merita…aiuto
fai lavorare tua figlia….se vuole mantenersi agli studi ,anziche’ di andare in vacanza si conservasse i soldi…..e tu potresti a limite fare la badante guardare qualche vecchio senza fare i servizi in casa solo assisterlo e al massimo preparargli qualcosa da mangiare e dargli le medicine…nn mi sembra faticoso
ciao a tutti non vorrei stressarvi con i miei problemi ma vi chiedo gentilmente di rispondermi perche ho troppo bisogno di parlare con qualcuno nella mia stessa situazione, ho un malessere enorme dentro di me che ho bisogno di confidare.
Ho 28 anni e ho fatto il liceo scentifico poi non sono andato all uni per problemi economici, dopo di che ho iniziato a fare lavori che però non erano mestieri, vigilante, facchinaggio, consegne e cose simili,quindi non mi hanno lasciato nulla. Ora fra un motivo e l’ altro mi ritrovo a 28 anni che ho un altro lavoro in una cooperativa che non mi garantisce un futuro, non prendo abbastanza per andarmene a vivere solo,e, peggio di tutte… ed è questo il fulcro del discorso: NON SO FARE NESSUN MESTIERE, la cosa mi spaventa troppo non ho idea su quale campo buttarmi, vorrei anche io sparire da questo paesaccio, ma poi mi chiedo” se non so fare nulla chi mi prende a lavorare li, che tra l’ altro sarei anche un immigrato?”
GIA AVETE I VOSTRI PROBLEMI E NONVOGLIO SCASSARVI NON PRETENDO QUINDI CHEMI TROVIATE SOLUZIONI MA ALMENO RISPONDETEMI GIUSTO PER IL PIACERE DI UNA CONFIDENZA, MI SENTO MOLTOMOLTO GIU E SCORAGGIATO PER QUESTA COSA. ho bisogno di parlare… Prego una risposta grazie in anticipo
Ciao leonardo, quello che ti posso dire è di non demoralizzarti troppo se non hai fatto l’università, perchè oggi in italia la laurea non conta poi così tanto. Conosco diverse persone che hanno deciso di mettersi subito a lavorare e per ora hanno una situazione molto più sicura di me che sto studiando. La cosa peggiore che puoi fare è perdere l’entusiasmo di vivere e di imparare. Partire non è mai una cattiva idea.
Se dovessi cominciare a pensare di non farcela, sarebbe una spirale senza fine. Te lo dice uno che ne è uscito per un pelo. Come dico sempre anche agli altri che scrivono, stringiti ai tuoi affetti più cari. Parlare con loro ti può ridare quella lucidità di pensiero che la disperazione ti toglie. Io ne ho parlato con mia madre. Non è detto che tutti ti possano capire. Per esempio, mio padre mi vuole certamente bene ma più volte ho capito che lui mi ritiene un debole. Che posso farci? Mi dispiace ma vado avanti, affrontare ansia e depressione è come aver un qualsiasi handicap di tipo fisico, ma forse più doloroso.
Non voglio dirti che volere è potere, perchè non è vero. Io stesso non so cosa farò quando avrò finito di studiare, perchè lo sto facendo malvolentieri e non mi sta trasmettendo molto. E poi non lo so neanche cosa voglio. La sola idea di passare la vita dietro una scrivania mi fa stare male. Ma dobbiamo imparare a programmare la vita per quello che è, non per quello che sarà. Cosa farò tra 6 mesi? Potrei lavorare, continuare a studiare, restare in italia, andarmene, vivere in roulotte (non scherzo, ci ho pensato e mi sembra una soluzione dignitosissima)…Ora le mie energie le sfrutto tutte per raggiungere il mio obbiettivo attuale. Insomma, la soluzione è NON PENSARE. Sembra una finta soluzione ma ho provato è funziona.
Se hai bisogno fatti sentire. Io non posso fare altro che ripeterti cose che potrebbero sembrare banali, ma che mi hanno aiutato.
Ciao Leonardo,
effettivamente la laurea non serve poi molto (io sono laureata e attualmente disoccupata). Il mio ragazzo finite le superiori è andato subito a lavorare e ora si può permettere cose che io mi sogno, ma del resto se non avessi fatto l’università avrei avuto il rimpianto per tutta la vita. Vabbeh…
L’idea di Nobody’s di NON PENSARE è ottima: se cominci ad agitarti non ne vieni fuori. Smetti di pensare e agitarti e inizia ad ascoltare, anzi ad ascoltarti. Perchè sono sicura che c’è qualcosa che ti piacerebbe fare, solo che pensi che sia una scemata, o che sia impossibile, o che non sia la cosa giusta da fare. Quando capisci quello che ti piacerebbe fare allora puoi stabilire come arrivarci e inizierai a sentirti un po’ meno frustrato. Tu infatti ti lamenti di non saper fare un mestiere, ma un mestiere non è un lavoro: fare il falegname non è fare l’impiegato in un ufficio inserimento dati, ti pare?
Comunque è incredibile: moltissimi di noi che abbiamo commentato questo post ormai storico vorrebbero fare dei MESTIERI e questo mi convince di una cosa che ho sempre pensato: i nostri problemi nascono non dal fatto che non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, ma dal fatto che il mondo che ci circonda sembra basarsi su valori che noi non condividiamo e su modelli che per noi non funzionano. E’ interessante!
Ciao a tutti..leggo dopo quasi un anno tutti questi commenti ed è incredibile che mi sento così inutile anch’io.e non perchè non ho un lavoro,ma perchè ho un lavoro che non mi piace e ciò che penso di me e che purtoppo non ho la possibilità e credo,neanche il fegato di riuscire a trovare altro.avrei voluto studiare dopo il diploma,ma non avendo la possibilità economica ho dovuto trovare un lavoro e mi sono detta che una volta trovato avrei potuto,ma non è facile come a dirlo,lavorando 40 ore a settimana la mia testa ha deciso che non c’è la facevo senza neanche provare,mi sono abbattuta prima di iniziare.faccio lo stesso lavoro da 6 anni,e da 3 ho un capo che è una merda umana,non è solo stronzo,ma anche sadico e non c’è la faccio più!mi piacerebbe fare un sacco di cose ora come ora,ma la mia situazione economica non è di certo migliorata,sono da sola,e non vedo una via di uscita,ciò che penso ogni giorno,e che sto sprecando la mia vita,che sono inutile,ma che non voglio di certo morire,tutto il contrario invece,vorrei vivere a pieno la mia vita,ma la mia mente non sa come superare gli ostacoli,non avere un soldo,essere da sola,pensare di non sapere fare niente.sono bloccata in questo limbo maledetto e non so dove appigliarmi per uscirne..sono stufa stufa stufa…
Ciao a tutti, dopo almeno un decennio nel sentirmi inutile per chiunque e per fare qualunque cosa, provo finalmente a cercare su internet qualcuno che si senta come me! Ma anche in questo caso mi sento il peggiore di tutti in quanto leggo di ragazzi laureati o diplomati mentre io oltre ad essere lento di comprensione in qualunque cosa voglia fare sono sempre stato anche abbastanza stupido a scuola nelle materie, specialmente se parliamo di matematica, geometria, lingue eccetera!
Ho quasi 27 anni, ho imparato per metà un mestiere dopo anni che lavoro nell’edilizia, guidare piccole ruspe ma non sono mai stato al quanto bravo, ho una figlia avuta con una ragazza che mi rispetta poco e niente, conviviamo in una casa acquistata tempo fa dai suoi perché io sono troppo inutile per avere uno stipendio dignitoso. Dopo sei mesi di disoccupazione sono riuscito ad entrare in una cooperativa di facchinaggio per supermercati ma dopo 5 giorni di prova mi sento ancora più stupido di prima, credevo fosse un gioco da ragazzi ed in effetti lo é, ma non fino in fondo per uno come me.
Ho fin troppa paura anche di farla finita, seppure sia un essere vivente in grado solamente di respirare (ironicamente mi verrebbe da dire che sbaglio pure in questo perché a volte mi strozzo con la saliva stessa…immaginate quindi a che punto sia arrivato), non so neanche ballare, scrivere bene, leggere libri, essere affascinante o sapermi relazionare, bravo a disegnare, essere simpatico e avere fiducia in me.
Sono un minimo carino esteticamemte ma non riesco nemmeno a togliere quei pochi chili in più, nessuno mi rispetta, mi sento idiota e forse il mio essere si adatta a qualche pianeta nascosto nell’universo…ecco l’unica consolazione che ormai mi sono creato!
Voi che siete intelligenti dovreste sentirvi già più pronti ad imparare cose nuove ma io non servo proprio a nessuno, sono una delusione sotto ogni aspetto!
Caro franci ho inserito un post tale e quale al tuo molto tempo fa, purtroppo ormai sono arrivato a pensare che quelli come noi siano inferiori, la gente spesso nei post ci risponde che dobbiamo impegnarci di piu e che possiamo farcela,questo probabilmente perche benche le lamentele generali… il mondo di oggi e anche molto civile e chi riesce piu di noi cerca cmq di incoraggiarci e non farci buttare giu e dobbiamo ringraziarli, io pero alla fine penso che esista veramente gente vincente e gente perdente… Perche li vedi che i vincenti fanno quello che vogliono anche cavolate magari se ne fregano pure di tante cose hanno anche comportamenti controproducenti pero alla fine vincono sempre… perche non so per quale arcana legge, ma io, non dico questo per chissa quale “credo” ma semplicemente per una constatazione di fatto , esiste gente che nasce vincente fin dall embrione proprio. gia da bimbi sono superiori a te riescono meglio di te, e se vogliamo mettercela proprio tutta hanno piu successo di te con le altre ragazzine anche,(uno dira che e una stupidaggine a quell eta, ma quando perdi sempre non lo è) e c’e’ gente che nasce perdente, bhe caro mio,… noi siamo i perdenti, e sinceramente arrivato a 30 anni non so se esiste una soluzione, non so se veramente apparte la famosa “botta di fortuna” possiamo fare altro, tanto qualsiasi cosa facciamo o falliamo o va male.
Ciao Leon, hai proprio ragione adesso andrò a cercare per curiosità il tuo post perché anche da ciò che scrivi sulle piccole conquiste adolescenziali mi riconosco in pieno.
Già da li cresci consapevole che non hai mai ricevuto fin da bambino una di quelle lettere d’amore tra compagni di scuola, potrebbe sembrare qualcosa di stupido a prima vista ma non è altro che l’inizio di una vita come la nostra!
Tra poche ore dovrò recarmi al nuovo lavoro, mi viene da piangere vorrei mollare ma non saprei dove andare, almeno aspetto che mi caccino loro! Devo dire non sono mai riuscito bene in nulla, qualsiasi cosa faccia commetto minimo sempre un errore.
dopo un anno esatto torno a scrivere qui…e’ cambiato poco dall’ultima volta ma sto un po’ meglio ho accettato questa situazione…ormai il mio cuore vive senza sussulti su una linea piatta e non provo piu’ emozioni di nessun genere.ho capito che probabilmente non lavorero’ mai e che sn destinato a stare a casa dei miei finche’ nn campano e accetto la cosa con cristiana rassegnazione….ho imparato a non avere piu’ speranze nel futuro che le cose possano cambiare perche’ poi ci rimani solo male…..come dice una canzone di max gazzè ho maturato la mia realta’
Io non accetterò mai di stare a casa dei miei fino a 40 anni, se entro i 32 33 ,massimo, non riuscirò ad andarmene, prenderò il primo volo e andro via da qualche parte e se non riuscirò neanche li ……….. non lo so piu. a costo di perdere qualsiasi soluzione mi suicido giuro mi suicidero ma non vivro mai fino a 40 anni a casa coi miei. non posso accrettare proprioquesta cosa mi sentro troppo stupido e idiota
non esiste proprio!!
beh fai bene io nn e’ che sn contento….sn rassegnato nn vedo vie di uscita ma se tu riesci buon per te….se la forza di gravita’ ti attira verso il basso e’ inutile opporsi ma adeguati a seguirne la scia
Aldo io la ragiono un pò come Leonardo, prendi in considerazione l’idea di iniziare a fare del volontariato nella tua città, potrebbe nascere l’occasione di partire per chissà dove e andare a svolgerlo lontano per esempio.
Purtroppo oggi come oggi la crisi che i politici hanno voluto imporci ci costringe a starcene legati dove ci troviamo ma se non hai un lavoro invia curriculum in altre città, per partire vai in condivisione il giorno che trovi un posto di lavoro, e via!
@Franci: devi farci l’abitudine a pensare che esista qualcuno più intelligente di te, o qualcuno più bello, o più ricco, o tutte le cose insieme. Come devi sapere che c’è chi sta molto peggio. Svolgo attività di volontariato con ragazzi disabili che non avranno mai neanche la possibilità di scegliere di vivere una vita “normale”, di lavorare, di innamorarsi, di costruire qualcosa di concreto come una famiglia. Noi, anche solo per il fatto di avere questa scelta, dovremmo considerarci fortunati.
A tutti quanti: é ovvio che questo è il periodo storico peggiore per cadere in depressione, la crisi c’è per tutti, anche per quelli che voi chiamate vincenti, che magari lo erano fino a 3-4 anni fa e ora mangiano alla caritas. Ma se davvero avevano una mentalità vincente, allora non la perderanno per le disgrazie sopraggiunte, saranno capaci di rialzarsi, magari non ai livelli precedenti, ma saranno comunque in grado di riconquistare la loro dignità. Perché quello che conta é quanta fiducia abbiamo in noi stessi.
Anche io sono stato male e mi sono sentito come voi. Adesso, con fatica, sto cercando un modo per sentirmi utile (non è questo che conta in fondo?), un esempio è appunto quello del volontariato. Mi arrangio, faccio qualche lavoretto sparso, studio. Non ho mai pensato al suicidio perché anche quando stavo male (ma davvero male male) sapevo che mi piace troppo vivere, anche se la vita comporta il dover affrontare dei rischi e spesso non ci sentiamo pronti. Piuttosto ho pensato di vagabondare, lo trovo molto più dignitoso del suicidio. Almeno è vita.
Ah, comunque non è vero che si nasce vincenti o perdenti. Dipende da tante cose della vita che viviamo. Si può diventare vincenti anche a 30 o 40 anni. Intelligenti no. Belli neanche. Vincenti sì. Meglio un idiota che crede in se stesso di un genio che si autocommisera.
“Meglio un idiota che crede in se stesso che un genio che si autocommisera” … a volte penso che è proprio per questo che siamo finiti in questa situazione.
Sono pochi i lavori dove selezionano il personal per le effettive capacità.. purtroppo, si guarda solo ai pezzi di carta e quindi vince chi nella vita ne ha collezionati di più, con questo non voglio sminuire il lavoro di chi è stato anni a studiare, ma c’è anche chi un lavoro lo ha imparato sul campo o con la “gavetta” e si vede improvvisamente “tagliato fuori” per mancanza di diplomi e attestati che probabilmente non ha potuto fare perché prima lavorava. Trovo che nessuno proponga delle soluzioni concrete in nessun campo, proprio perché manca totalmente il senso pratico. C’è attenzione per la fascia dai 18 ai 26, ma quando si arriva ai 30 si è già “vecchi” nessuno si preoccupa di questa generazione per non parlare poi di quella oltre i 40!