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“… Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono …”

  

Ho preso in prestito il titolo di una splendida canzone di Giorgio Gaber, scritta nel 2003, come pretesto, per cercare di sfogare la rabbia che io, come molti italiani come me, si porta dentro ormai da troppo tempo.
Una rabbia che ormai non può più tacere, la rabbia di un paese che si ritrova sull’orlo dell’abisso economico, morale e istituzionale.
Non è questo il luogo e non è nemmeno mia intenzione, fare il moralista o peggio ancora il paternalista, ma vorrei analizzare, da cittadino italiano, quello che la nostra amata Italia è diventata.
Ritengo e ho sempre ritenuto che l’italiano preso singolarmente sia uno dei popoli più intelligenti, dotato di una fantasia e un autoironia eccezionali, da sempre gli italiani si sono distinti in tutti i campi nel mondo, qualcuno dirà che purtroppo abbiamo esportato anche la mafia e la camorra, ed è ovvio che questo sia vero, ma questo fa parte della vita.
In natura esiste ed è sempre esistita la contrapposizione, il bianco ed il nero, il buono ed il cattivo, il bene ed il male tutti i paesi hanno i loro pregi ed i loro difetti, non sono d’accordo quando sento dire “Quel popolo ha questo difetto..” i popoli e le nazioni non hanno difetti, sono le persone che compongono quella data nazione e quel dato popolo che hanno dei difetti, ma voi pensate veramente che, per esempio, gli Scozzesi siano tutti avari? Che gli Svizzeri siano tutti precisi? O che gli Italiani siano tutti mafiosi? Sarebbe un paradosso statistico.
Mote volte ci si dimentica che una nazione è fatta dalla società e la società è costituita da una moltitudine di persone, diverse tra di loro, con culture, caratteri, ideologie e sentimenti diversi, quindi è l’unione di singoli individui che forma la società.
Ultimamente questo assioma si è rafforzato, ma purtroppo nella sua eccezione più negativa. La società moderna , quando parlo di moderno mi riferisco a gli ultimi vent’anni, è malata. Tutte le nazioni stanno attraversando un periodo negativo sotto tutti i punti di vista, la politica è in crisi, e le istituzioni anche.
La politica non ha più la capacità di trasmettere non solo le ideologie, ma anche le stesse idee è la politica che si è allontanata dal cittadino, non il cittadino da essa.
Siamo in un momento di stasi generazionale, i vecchi politici sono ormai vecchi ed i giovani non sono all’altezza della grave situazione che il mondo sta attraversando, la mancanza in tutto il pianeta di veri statisti, di personalità al di sopra della media, in poche parole di veri leader, ha creato un vuoto di potere.
In questa situazione l’Italia è messa ancora peggio, perché stiamo riciclando politici da circa quarant’anni e purtroppo ricicliamo solo quelli peggiori.
Come asserivo prima preso singolarmente l’italiano è un essere eccezionale, ma quando ne metti insieme più di tre …… arrivano i problemi. Non voglio sembrare polemico, ma noi italiani non abbiamo mai avuto una coscienza politica vera, parlo di coscienza politica non spirito patriottico, che sono due cose ben distinte.
Se escludiamo la grande parentesi dell’impero romano, noi siamo sempre stati un popolo dominato e non dominante, quello che ci ha sempre parato un poco il culo nella storia è un forte spirito patriottico.
La coscienza politica è una cosa diversa è quel senso di appartenenza ad un ideale, giusto o sbagliato che sia, che ognuno di noi porta dentro di se, che giorno dopo giorno cerca di mettere in pratica nella vita e nella società.
Prendiamo un periodo storico come esempio, il ventennio fascista. Giusto o sbagliato che possa essere stato fa parte della nostra storia, ebbene quando si parla di questo periodo, la maggior parte delle persone anziane era partigiano, combatteva il regime, era sui monti, eppure nei vecchi documentari quando Mussolini da Piazza Venezia parlava alla piazza ….. La piazza era stracolma di gente che inneggiava il duce ….. La domanda sorge spontanea ….
Se tutti gli italiani erano sui monti a combattere come ha potuto resistere un regime per vent’anni? Non penso a colpi di squadrismo e olio di ricino.
Questa è l’anomalia che trovo nel popolo italiano, il non avere mai il coraggio di ammettere e difendere le proprie idee e scelte politiche, magari anche sbagliate, ma probabilmente fatte sempre in buona fede.
Se è vero che la politica è lo specchio della società, la sua crisi è nettamente spiegata. La nostra società è malata perché siamo malati noi stessi, non riusciamo più ad essere veri, a finalizzare un concetto concreto,a pensare qualche cosa con il nostro cervello, viviamo in un limbo fatto di bombardamenti subliminali mediatici, il nostro pensiero e le nostre idee sono quelle della televisione, il “ Grande Fratello “ inteso non come la trasmissione di Canale 5, ma come il romanzo “ 1984 “ di George Orwell, tiene sotto controllo i nostri pensieri e le nostre azioni.

L’esasperata spettacolarizzazione di tutto è arrivata a livelli preoccupanti, abbiamo tutti ben presente i gravi fatti di cronaca che sono avvenuti in questi ultimi anni, delitti efferati, che hanno sconvolto l’opinione pubblica.
Si sono presi questi eventi tragici e ci si è costruito su, trasmissioni su trasmissioni, trasformando di volta in volta lo studio televisivo in un tribunale, in un laboratorio di patologia, o uno studio di psicologia ecc. ecc.
Questo meccanismo ha prodotto dei colpevoli mediatici, che a seconda della trasmissione erano colpevoli o innocenti, vittime o carnefici.
Il diritto di cronaca penso sia una cosa legittima e sacrosanta, ma l’esasperazione spettacolare della notizia di cronaca, al solo scopo di avere uno share più alto della concorrenza, a discapito dell’obbiettività e del buon gusto, manca di rispetto non solo allo spettatore ma soprattutto alla vittima.
Non voglio sembrare quello che vede nero e vede il male dappertutto, ma cerco nel mio piccolo di capire, capire perché dopo una giornata di lavoro e stress, una persona che ha già tanti problemi si deve sorbire programmi in cui si litiga ci si offende, si piange si bestemmia e si arriva anche ad incontri di box
improvvisati ….. E non prettamente sportivi.
Capire perché si fanno programmi dove delle persone, che non hanno di certo problemi di sostentamento quotidiano, “Cercano casa disperatamente “ forse non sono ancora al corrente che esistono le agenzie immobiliari, in molte case degli italiani forse capirebbero di più una trasmissione che si chiama “ Cerco lavoro disperatamente “
O programmi dove due persone, certamente tecnicamente molto preparate, di dicono tutte incazzate “ Ma come ti vesti …” forse qualcuno potrebbe rispondergli “ Dai cinesi, perché non posso permettermi altro ….”
Capire perché dovrei invitare quattro sconosciuti a casa mia a cena, per sentirmi dire che il design del mio arredamento è obsoleto che ho preparato il tavolo da cane e che la cena fa schifo …. E poi una domanda, ma perché vanno sempre a casa di persone benestanti, potrebbero provare ad andare a casa di un operaio, che ha quattro figli e abita in una casa popolare …..?
Insomma tutto questo per dire che se questo è veramente quello che la società vuole vedere nei palinsesti della televisione, ed è un dato di fatto visto gli ascolti di queste trasmissioni, allora forse sarebbe meglio fermarci un attimo a riflettere, e a riconsiderare la vecchia vetusta bistrattata televisione degli anni sessanta, dove i programmi erano forse frivoli, ma veri e genuini, che non avevano grosse pretese, servivano a fare quello che dovrebbe fare la televisione, intrattenimento familiare.
Quando ero ragazzino 14-15 anni c’era una trasmissione che si chiamava Tribuna Politica, che in periodo di elezioni si trasformava in Tribuna Elettorale, la conduceva un giornalista che si chiamava Jader Jacobelli .
In sintesi era un incontro tra esponenti di partiti diversi, ( l’Italia ha sempre avuto una miriade di partiti ) che avevano un tempo prestabilito, cronometrato dal giornalista moderatore, per poter parlare e poter esporre le proprie idee.
Molte volte in studio c’erano vari giornalisti di testate diverse che ponendo delle domande, aumentavano la contrapposizione dialettica tra i vari politici.
Che io mi ricordi non ho mai assistito ad una litigata, non ho mai visto un politico attaccare personalmente il suo avversario, non ho mai sentito delle parolacce e non si è mai verificato, che un politico, interrompesse o peggio ancora si sovrapponesse al suo avversario.
Eppure gli scontri memorabili a livello dialettico c’erano, come non si possono ricordare gli scontri verbali tra l’onorevole Giorgio Almirante e l’onorevole Enrico Berlinguer, ( Fascista contro Comunista ) .
Come due avversari veri si attaccavano vicendevolmente sui programmi e sulle riforme, senza mai passare per un offesa, perché c’era il rispetto, il rispetto della persona prima ancora che dell’avversario politico.
Lo scontro politico era prettamente dialettico, era una discussione sul metodo che si doveva usare per risolvere i problemi, perché in fondo questo è quello che devono fare i politici, risolvere i problemi del paese, noi li eleggiamo perche ci rappresentino in parlamento e portino avanti le nostre idee, legiferando e facendo quello che è possibile per il bene del paese.
Purtroppo questa è pura utopia o forse un nostalgico déjà vu, oggi i partiti,(sempre troppi alla faccia del bipolarismo ) si fronteggiano su problemi personali e non collettivi, si attaccano, si offendono, si insultano a livello personale solo per il fine di sconfiggere l’avversario politico, questo per me è disfattismo e non costruttivismo.
Non penso che esistano politici buoni o cattivi, ma sono sicuro che esistono politici che ” Fanno “ e politici che
“ Non fanno “. Da sempre la politica è chiacchiera, demagogia e clientelismo, questo fa parte della stessa politica, ma i tempi sono cambiati la demagogia non serve il clientelismo va sconfitto e le chiacchiere non servono a nulla se non sono seguite dai fatti.

Ma questo i nostri politici non lo hanno ancora capito, o forse l’hanno capito e fanno finta di niente, continuano nelle loro crociate contro avversari da sconfiggere, senza preoccuparsi minimamente di quello che succede nel paese.
Guardare una riunione del nostro parlamento si rimane leggermente esterrefatti, mentre un parlamentare fa una relazione o un intervento i suoi esimi colleghi cosa fanno? Ascoltano interessati, magari prendendo appunti come facevamo noi all’università? Ma non scherziamo sarebbe troppo ovvio, ognuno si fa i cavoli propri, chi legge il giornale, chi scrive sms, chi parla al cellulare, c’è perfino quello che schiaccia un pisolino ……
E questi sono i politici che noi abbiamo votato per rappresentarci? Se ognuno di noi sul posto di lavoro ci comportassimo così, saremmo subito licenziati, loro invece rimangono tranquillamente al loro posto e continuano a prendere quel misero stipendio ……. che lo stato italiano ( quindi noi cittadini ) ha la sfacciataggine di elargirgli e se riescono a tenere dura per una legislatura, cioè cinque anni, si cuccano una pensione da nababbi, noi dopo 45 anni di lavoro e marchette, quando ormai siamo decrepiti, andiamo in pensione e se abbiamo culo riusciamo a prenderla, per dieci o quindici anni, a meno che non si campi cento anni.
Mi sono sempre chiesto dove vanno a finire le trattenute che tutti noi abbiamo sulla busta paga, uno più intelligente di me mi direbbe, stupido, servono alla previdenza, alla sanità e a tutti i servizi che lo stato ti dà ….
Forse è vero sono stupido, perché non mi sembra che tutte queste belle cose si verifichino; Se vado al pronto soccorso e non sono in un lago di sangue ed in punto di morte, pago il tiket.
Se ho bisogno di un esame clinico pago il tiket, ovviamente prima, l’esame lo faccio magari dopo cinque o sei mesi sempre che sia ancora vivo.
Servizi? I treni sono sempre in ritardo, la sanità è quello che è, le strade sono sempre rotte, bastano due ore di pioggia e la nostra bella Italia si disintegra in un mare di fango, per non parlare della scuola disastrata dalle elementari all’università, se poi parliamo di pensione non siamo nemmeno più sicuri di prenderla.
Allora quali servizi, i servizi li facciamo noi al governo, anticipando soldi su soldi, con le trattenute sulla busta paga, sui titoli di stato che i risparmiatori acquistano, ( il popolo italiano è anche il più risparmiatore d’Europa )
E con tutti i soldi che noi cittadini in forma diversa versiamo allo stato, abbiamo un debito pubblico da paura.

In un intervista del 1981 alla Repubblica l’onorevole Enrico Berlinguer diceva “… La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni e nella politica stessa e la effettiva governabilità del paese con la tenuta del regime democratico …. “
Già allora esisteva una questione morale, sono passati trent’anni e il problema non solo non è stato risolto ma le metastasi si sono moltiplicate danneggiando irreparabilmente il tessuto connettivo della politica.
La gente è stufa, io sono stufo di sentire sempre le stesse cose, io penso che nella politica cosi come nella vita volere è potere, se c’è la buona volontà da parte di tutti si possono fare grandi cose, e si possono superare tutti gli ostacoli, ma ci vuole volontà, tenacia ma soprattutto intelligenza.
Io non pretendo di avere delle soluzioni, non sono ne un mago ne tantomeno un politico, ma da cittadino che vive la sua quotidianità con tutti gli annessi e connessi, mi pongo delle domande e come me probabilmente se le pongono milioni di cittadini.
Per esempio da molti anni a questa parte si parla di “evasione fiscale” i ricchi non pagano le tasse o ne pagano poche …… lasciatemi dire che questo è un problema vecchio come il mondo e che vige in tutto il mondo.
Il povero paga il ricco cerca di pagare il meno possibile è una legge di mercato che fa parte di quella globalizzazione che tutti hanno voluto e ora tutti ipocritamente combattono.
Non voglio assolutamente fare una disquisizione polemica, o un discorso demagogico, ma fare due o tre osservazioni:
La mia prima osservazione parte da una domanda: se le tasse fossero eque e giuste, mi spiego meglio se il prelievo fiscale fosse meno invasivo, tutti pagheremmo le tasse?
Forse qualcuno si dimentica che questo nostro paese è composto di gente strana, qualche anno fa siamo andati tutti a pagare una tassa per poter entrare in Europa, e nessuno ci aveva chiesto se volevamo entrarci.
Poi ci hanno detto di pagare la tassa sul medico di famiglia, e tutti siamo andati a pagare come tante pecore.
Quindi che non ci vengano a raccontare che il popolo italiano non paga le tasse, il popolo italiano non paga le tasse perche le tasse sono troppe e distribuite malissimo.
In un paese la pressione fiscale dovrebbe non superare il 33%, (in Italia siamo al 48%) cosi facendo si tornerebbe a reinvestire e si creerebbero nuovi posti di lavoro, ma con la pressione fiscale odierna non è possibile ragionare in questa ottica.
Secondo il mio modesto parere, i grandi evasori non sono poi i ricchi, ( e se lo sono è perché qualcuno ha protetto fino ad oggi le loro dichiarazioni dei redditi ), ma tutta la fascia di liberi professionisti che occupa una parte molto importante della nostra società, Medici, Avvocati, Dentisti,Notai ,Commercialisti Ecc. Ecc.
Queste categorie sono le più pericolose, perché sfruttano a loro favore, situazioni di bisogno e di necessità da parte dei cittadini che si reca da loro per una prestazione.
In momenti come questi, dove la crisi economica è grave, tutti cerchiamo di tirare avanti la carretta, cercando di risparmiare dove è possibile.
Quindi grande spazio ai Discount, ai magazzini cinesi, agli outlet e a tutti quei negozi dove si può risparmiare qualche euro.
In una situazione come questa, qualsiasi persona che abbia la necessità di una prestazione professionale da parte di uno specialista del settore, viste le tariffe che applicano dentisti, avvocati, notai ecc. alla fatidica frase
“ Se vuole la fattura c’è l’iva da pagare “, quindi il 20% in più sul prezzo, oggi divenuto il 21, domani probabilmente il 22.
Se per un estrazione di un dente un dentista mi chiede 200 euro e io mi devo togliere due denti del giudizio, diventano 400 che per una persona normale non sono poche, se ci andiamo ad aggiungere il 21% di iva il costo si aggrava di 84 euro, in quel momento nessuno pensa all’evasione fiscale del dentista, ma alle proprie tasche e nessuno chiede la ricevuta.
Se moltiplichiamo questa cifra per tutti i casi che in un giorno in tutta Italia avvengono, e li aggiungiamo alle ricevute non erogate al cliente per gli stessi motivi sopra menzionati, di tutte le varie categorie di liberi professionisti che cifra pensate venga fuori ……
Questa è l’evasione fiscale che si deve combattere, invece cosa si fa, si multano i bar per la mancata battuta di uno scontrino per un caffè, valore un euro ….. Si multano clienti perche si dimenticano di prendere lo scontrino in un negozio ….. o la ricevuta fiscale in u n ristorante.
Questa non la posso nemmeno chiamare ingiustizia, perché è talmente lampante l’idiozia di un tale comportamento, che non ha bisogno di commenti.
Io ero un europeista convinto, perché pensavo che come si dice, l’unione fa la forza, ma devo ancora capire quale forza e a favore di chi.
La crisi che stiamo attraversando è il risultato di una politica economica mondiale assurda, basata solo e soltanto sull’interesse proprio, si favoriscono le lobby finanziarie e le banche, il 30% della popolazione della terra consuma l’80% delle sue risorse, il restante 20% deve sfamare il 70% della popolazione.
Poi ci si meraviglia perché c’è la fame nel mondo?
La globalizzazione ha incapsulato il mondo in una sfera di cristallo, trasparente ma molto fragile, nessuno si rende conto che siamo ormai arrivati al capolinea.
Gli stati e le nazioni non sono più entità distinte, sono tutte legate tra di loro a livello economico, si prenda come esempio il fallimento della Lehman Brothers, è stato un evento drammatico per gli Stati Uniti, in Europa si diceva, “ .. Tranquilli è un problema americano, l’Europa non deve preoccuparsi …” Questi sono i risultati.
Ecco parchè ci dobbiamo preoccupare, perché la globalizzazione finanziaria ha prodotto una situazione mondiale assurda, dove più nessuno è al sicuro, perché l’effetto domino è in agguato.
L’Italia ha ora un nuovo governo, tecnico, di transizione, di unità nazionale e chi più ne ha più ne metta, chiamiamolo governo tecnico, visto che in definitiva è composto da tecnici del settore.
A questo proposito vorrei fare un osservazione: Che al ministero della salute ci debba andare un medico, al ministero della difesa un militare, agli esteri un ambasciatore o al ministero della giustizia un giudice, non ci voleva l’intelligenza di Einstein e nemmeno il suggerimento abbastanza invadente dell’Europa, lo potevamo capire anche da soli, il problema che ora come ora ci vorrebbe mago Merlino per risolvere i problemi, comunque torniamo al nostro governo tecnico, appoggiato dal mondo politico.
Tutti si domandano cosa farà? Inizierà a bombardarci di nuove tasse? Aumenterà i prezzi? Ovviamente il quadro clinico del paziente Italia non è dei migliori, quindi è normale che ci dobbiamo aspettare delle soluzioni drastiche ed estreme.
Ma tutto ciò che dovrà essere fatto, dovrà essere portato avanti con la consapevolezza che la parola che si dovrà usare di più sarà “ EQUITA’ “ basta con i privilegi della casta.
Se si dovranno fare dei sacrifici lo si farà tutti insieme, quando si parla di “Misure più pesanti di taglio della spesa pubblica “ io personalmente non penso a tagliare i fondi per l’assistenza sociale, per le forze di polizia, o per tutti quei servizi che servono al cittadino, i tagli vanno fatti dove servono, dove per tutti questi anni ci sono state spese inutili e ruberie strane.
Se si deve combattere l’evasione fiscale, si devono combattere anche le pensioni d’invalidità finte, le mega pensioni di amministratori, che per tuta la vita hanno preso stipendi megagalattici e che ora non potrebbero vivere con poche magliaia di euro.
I tagli vanno fatti dove ci sono gli sprechi e in Italia di sprechi ce ne sono parecchi, si era parlato dell’abolizione delle provincie, ma non è successo nulla, si è parlato della diminuzione dei parlamentari, ma tra parlamento e senato abbiamo 945 persone che costano allo stato, quindi a noi, un bel po’ di quattrini.
I nostri EURODEPUTATI sono i più pagati d’Europa: 144.084 € Annui, lo stipendio medio dei dipendenti parlamentari è di : 112.071 euro per la Camera, 115.419 per il Senato; Lo stipendio annuo di un operaio metalmeccanico di livello 5 è di circa 18.000,00€.
Altra anomalia, i cosiddetti vitalizzi dei nostri parlamentari. Il vitalizio è un assegno mensile e non una pensione. Tra Camera e Senato, per gli assegni vitalizi si spendono 180 milioni di euro, vale a dire quasi 360 miliardi di lire ogni anno.
I dati sono pubblici ma la Camera non li fornisce; tra i 2000 pensionati tanti sono i cinquantenni che hanno diritto o avranno diritto a 14 milioni lordi al mese, addirittura c’e’ un quarantenne.
Naturalmente per non farci mancare nulla c’è da segnalare che il vitalizio non e’ una pensione e quindi si può cumulare con altre pensioni o stipendi, altro che paese del bengodi.
Pensate ancora che i tagli sulla spesa pubblica siano, l’aumento dell’IVA, i tagli alle forze di polizia, la reintroduzione del l’ICI, ( che va pagata ma non sulla prima casa ) o altre amenità simili?
Diciamocela tutta, che il governo sia tecnico o politico, la presa per il culo resta, questa purtroppo non è più una sensazione ma una triste realtà.
Il Prof. Monti che è stato nominato presidente del consiglio, per guidare questo nuovo esecutivo, si è subito premurato di rassicurare l’Europa finanziaria, nella figura emblematica di quella oscenità politico-economico che risponde al nome di BCE ( Banca Centrale Europea ), ha rassicurato anche il presidente Sarkozy e la cancelliera tedesca Merkel …… Ma a noi cittadini Italiani chi ci rassicura? Forse questi simpatici signori si dimenticano che in definitiva siamo noi cittadini che dobbiamo, come al solito, fare i sacrifici e tirare la cinghia.
Quindi sarebbe auspicabile da parte loro un maggiore rispetto nei nostri confronti.
La speculazione sui mercati europei, vedi Italia, Grecia, Spagna e prossimamente anche Francia, alla faccia di Sarkozy, sta preoccupando tutti i paesi della zona euro, ma è un gatto che si morde la coda, prima fanno i danni poi chiedono a noi di fare i sacrifici.
La BCE la banca centrale europea è l’unica che può stampare carta moneta, piccola divagazione: ho parlato di carta moneta perché c’è una leggera differenza tra la moneta metallica e quella cartacea: la moneta di carta ha un valore nominale, che esiste fino a quando quella stessa moneta ha quel valore sul mercato,Quella metallica anche se minimo ha un valore intrinseco, cioè quello del metallo.
Chiusa questa piccola parentesi, torniamo alla nostra beneamata BCE, l’unica Banca Centrale del mondo che presta i soldi alle banche private (all’1,5% di interesse) e non presta direttamente i soldi agli stati che sono così obbligati a finanziarsi sul mercato, cioè a farsi prestare soldi dagli speculatori, i quali ovviamente ricercano il loro guadagno.
E come se uno miliardario prestasse i soldi ad un altro miliardario ad un tasso bassissimo, e poi questo prestasse a sua volta i soldi a gente comune, ad un tasso tre volte maggiore.
Oggi l’Italia paga circa il 6% per poter vendere i suoi titoli, risulta chiaro che se uno speculatore prende i soldi in prestito dalla BCE al 1,5% e poi li presta all’Italia o a qualsiasi stato ad un tasso molto maggiore, ci guadagna e questo è un dato di fatto incontrovertibile.
Se la BCE prestasse i soldi direttamente agli stati membri,come fanno le banche centrali degli altri paesi, ( vedi Federal Reserve che compra i titoli di stato direttamente dal governo ) le speculazioni sparirebbero come per incanto.
Tutto questo stratagemma, aveva forse inizialmente un fine logico, che era quello di avere e mantenere una moneta forte, difendendola dall’inflazione degli stessi stati, ma purtroppo questa strategia si è rivelata un boomerang per gli stessi paesi membri.
L’euro forte nei confronti del dollaro ha danneggiato di non poco le nostre esportazioni verso gli Stati Uniti e ha danneggiato inequivocabilmente il turismo, soprattutto quello italiano, greco e spagnolo.
La situazione italiana, con 2000 miliardi di evasione fiscale è tragica, ma per gli speculatori è manna dal cielo, e purtroppo nessun governo, sia tecnico o politico, in questo momento ha la soluzione per risolvere questo problema, se non quello di militarizzare il paese e poi fare riforme drastiche.
Forse andando avanti di questo passo si arriverà ad un punto che la BCE da Banca Centrale Europea si trasformerà in BCE Baratto Centrale Europeo, dove il baratto tornerà la migliore moneta di scambio e dove tutti finalmente avranno la possibilità di poter vivere senza debiti.
Quindi tiriamoci su le maniche e riprendiamoci l’Italia, insieme possiamo farcela.

Mario Michela
C.I.I ( Cittadino Italiano Incazzato )

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2 commenti a

“… Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono …”

  1. 1
    T.D._ -

    Lettera importante e sofferta. Mi unisco a Lei, condivido i Suoi pensieri e ritengo che se tutti la pensassero così, certamente avremmo molti problemi in meno.
    Temo che finchè il piatto di pasta sarà assicurato il qualunquismo sarà sempre più forte del coinvolgimento, vissuto ancora con distacco, i problemi sociali, civili, culturali, generazionali sono ancora troppo lontani dalle esistenze dei singoli e dei piccoli nuclei come le realtà familiari da essere presi in considerazione per quei cinque minuti che seguono l’ennesima notizia allarmante per poi ritornare al tepore della propria quotidianità pensando che più di tanto non riguarda direttamente…
    Ahimè, disgrazia essere figli dell’ultimo ventennio italiano.

  2. 2
    Rossella -

    Io sono contenta di essere italiana perché in tutti i paesi esistono le ideologie, ma in Italia prevale sempre la parte umana. Non so se la stessa cosa accade anche negli altri paesi. Immagino di sì. Ci sono delle eccezioni, ma questo dipende dalla povertà della fabula che in parte spiega l’importanza delle missioni. Dal mio paese tantissimi anni fa partì un vescovo che andò a portare il Vangelo a Pechino e tra l’altro strinse amicizia con un religioso che partiva dalla Germania. Lo stesso imperatore che lo volle con se, a suo modo, fece una scelta… gli accordo una preferenza. La scelta ci rende liberi di fare un lavoro senza sentirsi schiavi di qualcuno che non ci accorda la sua preferenza pur offrendoci un incarico.

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