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I miei genitori vogliono il controllo totale sulla mia vita

Lettere scritte dall'autore  francybra

Ho quasi 19 anni, sono italiana e la mia situazione familiare è insostenibile.
In tutta la mia vita ho sempre cercato di essere la figlia perfetta per i miei genitori andando bene a scuola e comportandomi sempre a modo… però i miei genitori vogliono avere il controllo indiscusso sulla mia vita: lavoro, amicizie e stile di vita.
Mi criticano su tutto ciò che faccio, criticano i miei hobby, le mie passioni (scrivere, leggere, guardare film…) i miei gusti musicali e come mi vesto e come penso persino le mie amicizie e le mie relazioni.
Io e la mia migliore amica ci conosciamo da 5 anni e lei è sempre stata accanto a me, non mi ha mai abbandonata e mai mi ha deluso ma ai miei genitori non piace perché, a parer loro, ha la “colpa” di essere rumena, di avere una madre poco presente (secondo loro), e di essere lesbica. Io con lei sto benissimo e lei assieme al ragazzo che mi piace, sono dei tasselli importanti che compongono la mia felicità. Anche per lui i miei hanno delle riserve: pur non conoscendolo ed avendolo visto mezza volta, lo giudicano per essere moldavo. Punto. Solo questo. È un ragazzo che lavora, che mi rispetta, che è responsabile e che, per ora, non ha mai tradito la mia fiducia, è a modo sia con il linguaggio sia con l atteggiamento. Però loro nonostante questo, non vogliono che li frequento. Io esco si e no il fine settimana ed ogni volta quando lo faccio i miei genitori mi pontificano assalendo senza motivo loro due. Io sto malissimo perché sono persone davvero importanti per me e che conosco da tanto, lui da due anni. I miei ieri mi hanno detto che non potrò più uscire con loro, anzi, che non potrò più uscire in generale perché secondo loro non si adattano a “noi” per noi intendo loro visto che io sto benissimo con loro e che vorrebbero che io ubbidisca minacciandomi persino di non mandarmi all università perché tanto per loro è inutile proseguire gli studi se tanto le mie amicizie sono queste. Pensano che la mia migliore amica possa condurmi a cambiare orientamento sessuale( quando poi oggettivamente parlando non sono il suo tipo) e che il ragazzo che mi piace, con cui di nascosto mi sto frequentando, è un ragazzo che può picchiarmi, portarmi via o portare via i miei futuri figli (semmai decidessi di sposarlo) tutti stereotipi che, appaiono ai limiti della ragione.
Voglio andarmene di casa, la situazione è insostenibile ed io ho il dritto, non facendo oggettivamente nulla di male o di pericoloso, ad uscire con chi mi pare, ma non so da dove incominciare per sostenermi gli studi da sola e per essere indipendente dai miei genitori

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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8 commenti

  1. 1
    Caprone -

    Dai su un po’ di grinta. Hai 19 anni e sei maggiorenne! Tirale fuori…
    Se non ti fai rispettare non lo faranno mai loro, di propria iniziativa. Vuoi stare in casa fino ai 30 come molti figli di mammà? ma che palle oh…
    Io a 19 vivevo già da solo, proprio per scappare dalla tua stessa situazione.

    Non riesci proprio a dire ai tuoi “state zitti”, oppure a decidere per te stessa? Perché hai sempre voluto essere la figlia modello PER I TUOI GENITORI e non vivere la vita che vuoi per te stessa?

    AUTODETERMINAZIONE e CONCRETEZZA. Dai che ce la fai.

  2. 2
    Bottex -

    Direi che Caprone ha già detto più o meno tutto. Sono certo che i tuoi genitori ti vogliano bene, ma hanno una mentalità troppo ristretta ed eccessivamente protettiva. Su alcune cose hanno fatto sicuramente bene a “controllarti”, vedi ad esempio la scuola, un buon titolo di studio non fa mai male. Però non dovrebbero criticare altre cose innocue e personali come hobby, amiche omosessuali, gusti musicali eccetera. Visto che ormai hai una certa età, credo che dovresti affrontarli di petto e dir loro tutte le tue ragioni, senza riserve. Non c’è infatti (a mio parere) niente di più brutto nella vita dell’essere come ti vorrebbero gli altri anziché come sei veramente tu. Affrontali a muso duro e cerca di farli ragionare. Se ci riesci buon per te, se non cedono puoi andartene di casa alla prima occasione. Ci sono ancora studenti lavoratori, anche se so che è dura. E magari chissà, una volta che te ne sei andata capiranno forse di essere stati ingiusti con te. Un saluto!

  3. 3
    Max -

    Comincio col dirti che, essendo maggiorenne, hai il diritto di fare ciò che vuoi, sotto tutti i punti di vista: frequentare chi vuoi, avere rapporti sentimentali con chi vuoi e vivere come vuoi. I tuoi genitori non hanno il diritto di importi nulla in merito alle tue scelte personali, purché, ovviamente, tu non faccia cazzate. Puoi essere fidanzata anche con un delinquente, ma devi perseguire gli scopi della tua vita: studi, e/o lavoro e soprattutto, non metterti nei guai, qualunque sia l’influenza di chi ti sta vicino. Quindi, prima di tutto devi sapere, dentro te stessa, che non devi sentirti dalla parte del torto, anche perché chi ti vuole incatenare in questo modo a suo tempo ha fatto comunque le proprie scelte, senza guardare in faccia nessuno. Stabilito questo, ti suggerisco di valutare bene ciò che ti dicono i tuoi e domandarti se in ciò non vi sia un sia pur minimo fondo di verità. Il tuo ragazzo lavora? Ti rispetta?

  4. 4
    Max -

    Stare con il tuo ragazzo e con la tua amica è per te un aiuto, un arricchimento, o invece ti porta verso strade di sbandamento (lasciare gli studi o altre prodezze simili?) Se la risposta è: questi rapporti mi arricchiscono e non mi spingono a fare cazzate, ebbene allora essi, così come ogni altro aspetto della tua vita, hai il diritto e, oserei dire, il dovere di perseguirli. Se i tuoi ti vogliono davvero bene, non posso credere che, dopo le resistenze iniziali, non si arrenderanno e non accetteranno comunque di essere al tuo fianco. Ma se proprio non verranno a miti consigli, ti sia presente il fatto che rientra nei loro doveri quello di garantirti un sia pur minimo sostentamento per poter studiare o comunque crearti le condizioni per una vita indipendente. E comunque, se sei in salute e non hai disabilità, nulla ti impedirà di riscattarti con le tue forze, trovando lavori e, se davvero ci credi, studiando e conquistando un titolo e una buona formazione culturale.

  5. 5
    Ponny81 -

    A 19 anni sembra tutto in discesa e vorrai fare le cose che vuoi perché le vivi a pieno nel momento in cui ti trovi. Però cerca di capire ciò che sta dietro la negazione dei tuoi genitori. I genitori hanno esperienza e vogliono il bene per i figli dunque sotto sotto ci sarà qualcosa che non vedono di buon occhio per il tuo futuro. Poi ovviamente, come tutti (anche io quando avevo la tua età), facciamo quello che vogliamo e ci sbattiamo anche il muso. Probabilmente capirai i tuo genitori quando avrai 30 anni o più, che devo dirti… per il momento comportati adeguatamente alla tua età, ossia “fai ciò che ti senti”.
    In bocca al lupo

  6. 6
    glosstar -

    Famiglia esemplare la tua, razzisti e omofobi e bigotti…il tutto in 70, 80, o 90 mq di appartamento.

    E’ sorprendente come la tua anima gentile sia rimasta incontaminata da un ambiente familiare talmente tossico e disfunzionale.

    Non sei tu quella sbagliata. Vivi la tua vita, altrimenti ti ritroverai a vivere quella che questa squallida gente decide per te.

    Forza. Non ti arrendere. Sei una meravigliosa persona.

  7. 7
    Suzanne -

    Primo : non sempre i genitori vogliono il bene per i loro figli.
    Secondo : non sempre i genitori sono saggi e consigliano bene i figli ( in questo caso mi sembrano un po’ limitati per essere gentile).
    Terzo : spesso i genitori hanno il potere di rovinare la vita dei figli, se non ci si oppone fermamente.
    Quindi, ti consiglio di renderti indipendente trovandoti un lavoro e magari andando a vivere in affitto con qualche tua coetanea. L’università si può pagare anche con le borse di studio se sei disposta a impegnarti parecchio.

  8. 8
    Yog -

    Va a lavorare in un fast food o una cosa così e guadagnati da vivere così fai quello che vuoi. O, rectius, che puoi.
    L’università lasciala perdere, inutile che vai a imbarcarti là, non ti servirebbe a nulla: sul resto non mi pronuncio, ma sull’uni hanno ragione i tuoi.

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