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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007

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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

  • 1601
    Eme -

    NOn mi perdono per errori commessi e non mi perdono per errori ke faccio ripetutamente”.
    Ma perchè?
    Che beneficio trai dall’autoflagellazione Clà?
    Prontissima a perdonare il lui della coppia clandestina (di cui sei “complice”, ok….vuoi metterti davanti al plotone di esecuzione più di quanto ti ci metterebbero quelli che alla parola corna diventano belve assetate di sangue?)
    E allora piazzaci anche lui davanti a quel plotone di esecuzione! Dividetevi i colpi e cadete giù insieme.
    Perchè questa storia la state portando avanti in due. Non solo tu!
    Prontissima a cogliere il “ti amo” e a porli in confronto con i”ti voglio bene” manco fossi un chimico alla ricerca di una nuovo variante di virus. E perche poi? Per trovare qualche traccia di sentimento nel comportamento del tipo in questione e sanare la SUA posizione.
    E la tua (di posizione)? Sei la sola ad essere la megera brutta e cattiva da buttare giù dalla rupe per sanare il mondo?
    E poi?
    Poi che succede quando hai finito di trovare palliativi al SUO atteggiamento facendo l’offesa quasi volessi farci credere che non lo stai giustificando ( forse mi sbaglio ma l’impressione è questa).
    Ben lungi dall’essere altrettanto clemente verso di te vai giù di randellate su di te perchè TU non ti sai fermare, perchè TU non ti evolvi, perchè TU regredisci….C’è qualcosa che non va!
    Perchè non sei altrettanto pronta a cogliere un pò di amore verso te stessa e a perdonarti certe bizzarrie per cui stai già abbastanza male?
    Guardiamo i fatti: 1)hai una storia con una persona impegnata! Per tua stessa ammissione non te la senti di chiamarlo neppure quando sai che è solo. Sbaglio? Quindi ogni iniziativa parte da lui.
    Tu non riesci a dirgli basta, va bene.
    C’è chi non riesce a dire basta ad un piatto di pasta, ad una fetta di torta, ad una sigaretta, ad un bottiglione di gin.
    Carenza di affetto o ingordigia di affetto? In ogni caso (credo) ci sia un disagio.
    Picchieresti un disagiato? Non credo…..allora perchè picchi te stessa.
    2) Non hai voglia di portare avanti una storia che avrebbe tutti i presupposti per essere la storia giusta con l’uomo giusto.
    Chi ti dice che è l’uomo giusto?
    La panza e tutto il resto ti suggeriscono il contrario.
    Dagli retta. Non devi metterti con l’uomo giusto-bravo-bello per il mondo ma con l’uomo giusto PER TE.
    3) Non vuoi essere aiutata: mah…..te ne fotteresti di venire qui anche solo per leggere, figuriamoci per intervenire.
    4) C’è un momento per tutto. Un momento per leggere, un momento per scrivere, un momento per farsi un’idea ed un momento per tirare le somme e decidere come comportarsi. Il fatto che questi momenti richiedano mesi anzichè minuti NON SIGNIFICA NULLA! Ognuno di noi agisce con la tempistica che la sua mente ed il suo corpo le impongono. E se durante questi minuti/giorni/mesi eviti di bastonarti
    probabilmente arriverai prima e più sana al traguardo.

  • 1602
    Eme -

    Ps.
    Al di là dei toni bruschi che (quando uso questo nick) non riesco ad abbandonare…..ti mando un grande abbraccio Clà.
    Ciao a tutte.

  • 1603
    LUNA -

    EME: un giorno una persona mi ha detto questo concetto “la vita è fatta anche di cose belle da vivere e da aver voglia di raccontarsi e raccontare e ricordare”. Banale? No. Per me in quel momento non lo era affatto. per me che pure, nella vita, avevo sempre adorato segnare, dentro di me, alla fine di una giornata, le cose belle che avevo vissuto. e che non riguardavano per forza un uomo, anche solo me stessa, o quattro chiacchiere spontanee con la vicina, o il fatto che avevo visto qualcosa che mi piaceva, aver sentito un profumo buono, aver riso (veramente) per una battuta o averne fatta una, aver letto un bel libro, aver avuto uno stimolo curioso a saperne di più su qualcosa,ecc ecc ecc. Ma quei ecc ecc io non avevo spazio/tempo/energia.
    Ho pensato da quanto tempo non avevo spazio/tempo/energie per queste cose. Ho pensato: azzo, quanto è vero. Beh, lo sapevo già. Non stavo forse male perché i miei problemi e stare male mi portavano a non viverle, non sentire neanche il bisogno di quelle cose, a non ricordare la loro esistenza o provarne una disperata nostalgia o dirmi “scusate, non posso”? Sì, però quel giorno quel concetto mi ha fatto un effetto diverso. Non l’effetto di rimprovero, neanche a me stessa, ma di potenzialità semmai. Qualcosa anche tipo: ma perché non uso mai la bicicletta se è in garage?
    Vero è che era – come dici tu – anche una questione di tempi. Non era la prima volta che mi veniva detto. Ma io ho sentito quella frase diversamente. E’ vero che ero piena di preoccupazioni (e di sollecitazioni ad averne), è vero che venivo anche sospinta verso la più feroce autocritica, è vero che la mia vita richiedeva che io trovassi delle soluzioni ad una serie di problemi. Ma non erano veramente troppi quei problemi? E come mai erano così tanti? E, soprattutto, davvero concentrarmi solo sui problemi era meglio che mollare un po’? Ed ero ancora capace di mollare un po’? Sono riuscita a chiedermelo in quel momento non dandomi addosso, ma riconoscendo che quella nostalgia della vita che sentivo, e che pensavo di dover provare per forza, non era veramente per forza. Sentivo nostalgia per la vita perché non stavo vivendo, ma ero anch’io a dare per scontato ormai di non potere, ad essermi dimenticata cosa fossero una serie di cose.
    Non sto dicendo che sia facile. Dico, non è che un giorno sei nel tuo bunker e l’indomani ti senti libero e bello. Ma in quel passaggio tra il bunker di problemi, di pensieri derivanti dai problemi e di pensieri su come risolvere i problemi ecc ecc, e un’interezza, anche banale, della vita, è bello riscoprire che perdi pezzi di catene. E’ bello ritrovare le piccole cose come se ritrovassi dei vecchi amici. E’ bello ritrovarsi, ritrovare il piacere di farsi del bene. Il che non significa dirsi che si è bravi, belli, perfetti dalla mattina alla sera. Ma prendersi cura di sè vuol dire tante cose. E quando ci dimentichiamo di prenderci cura di noi lo sentiamo. Sentiamo nostalgia di molte cose.

  • 1604
    LUNA -

    Ognuno ha la sua storia, il suo percorso, le sue fasi. E non si tratta di togliersi tutti gli antifurti psicologici in una volta sola, come se suonasse un metal detector e dovessi ritrovarsi improvvisamente in mutande. Anzi, nudo come un verme. Non si tratta di dover fare la maratona di new york (a meno che uno non voglia farla… intendo dire, ho un amico che la fa :P)… a me sembra piuttosto che si tratti come di riscoprire anche che il proprio strumento ha molte corde, dopo aver suonato ossessivamente sempre le stesse note den don, den don, den don in continuazione. Ma mi rendo conto che è anche difficile spiegare una sensazione. Anche perché non è una, sono tante. Ma sono diverse da prima. Neanche tutte belle. Ma a più ampio spettro. Meno tese per forza. Spiegare non so.

  • 1605
    nathan -

    Ciao a tutti … Luna nel leggere la tua ultima mi hai trasmesso una bellissima sensazione che vivo, non sempre al massimo ma c’è! E non sono sempre le poche note do-re-sol ….è musica!!! … sono anni che come te cerco, provo, ci riesco a suonare il mio strumento … il mio corpo … sai un bel giorno mi ero stufato di dare troppa attenzione per ascoltare la musica degli altri c....! … allora ho iniziato anch’io piano piano testardo, duro come un mulo, determinato che quella era la strada giusta ….e a poco a poco mi sono reso consapevole che anche io ero diventato diciamo bravo…. poi ho anche capito che dovevo mantenermi in esercizio, che dovevo fare manutenzione allo strumento, che dovevo suonare prima per me e poi per gli altri, che dovevo stare attento a difendere lo strumento e la musica che faccio. E sai ho scoperto che non mi importa se sono il miglior musicista al mondo ma mi importa che io sia soddisfatto della mia musica… e affermo che l’unica cosa da fare per essere soddisfatto della mia musica era suonare sempre …. perchè la vita è fare fare fare ed ancora fare … ovvio che in tutto questo se si ha un maestro la strada è più semplice ma per fortuna ci sono i libri in cui viene tramandato come suonare ed accordare lo strumento… Ognuno ha la il tipo di musica da scoprire, il suo strumento da imparare ed affinare con l’unico scopo di vibrare in sintonia con l’universo felicemente. Detto questo conlcudo che però per iniziare a suonare non posso farlo in mezzo a Piazza del Campo durante il Palio di Siena, a meno che non sia Mozart, per imparare bisogna farlo in disparte e questa è la parte che sembra la mano bella che invece poi con il passare del tempo si rivela come quella più meravigliosa… arrivato ad essere soddisfatto allora poi posso unirmi agli altri a fare musica.
    Migliorando lo stare con noi stessi è quanto di meglio l’essere umano possa fare.
    Detto questo buona musica a tutti.
    Buon Ferragosto.

  • 1606
    LUNA -

    EME: ciao tesora. A volte, sai, mi stanca un po’ avere a che fare con questo:

    http://www.nienteansia.it/disturbi-ansia/disturbo-post-traumatico-da-stress.html

  • 1607
    LUNA -

    (ma non va poi così male 😛 buona domenica e buon ferragosto a tutti, baci)

  • 1608
    Eme -

    LUNETTA 🙂 Hai ragione, a volte ci si sente miracolati e si urla di gioia nel mettere a fuoco che si e’ riusciti ad alzarsi da terra e si e’ in grado di contarsi le ossa. A volte, pero’, ci si sente stanchi, spossati per quel continuo trovarsi in mezzo alle balle le conseguenze dell’aver detto cosi’, fatto cosa’, deciso coli’, subito cola’! E ci si domanda “perche’ a me?” persino nei casi (come il mio) in cui carnefice e vittima coincidono al 90% (per cecita’, vigliaccheria, ostinazione)! “Perche’ a me?”, a volte, non tanto (piu’) per la causa quanto per il postfatto, per quel dazio quotidiano da versare tutti i giorni chissa’ per quanto tempo. Soprattutto in certi periodi in cui le difese sono abbassate o rilassate. L’importante e’ mantenere una base di serenita’. Stato d’animo, a volte, difficile da acchiappare e mantenere, lo so…..ma tu sei LUNA , ti sei fatta un mazzo cosi’ per stare meglio ed hai una panza che urla “forzaaaaa” con la stessa potenza di Pavarotti. Dalle retta… 🙂 Un bacino Lunina.

  • 1609
    LUNA -

    Grazie Eme 🙂 Nei momenti :O e di sconforto terrò presente l’immagine di Pavarotti nella panza :)))))
    un bacino dalla miracolatasgangherata :PPPP

    Nathan: ciao 🙂 che bel post energeticopositivizzante 😀 dovresti scrivere più spesso 😛 (ma è giusto che tu lo faccia quando ne hai voglia).
    @perchè la vita è fare fare fare ed ancora fare…
    la vita può essere anche non fare, quando è il dolce far niente, quello stato di grazia relax-riposina stando piacevolemente con se stessi dopo aver fatto o prima di fare… l’asino casca (e se arriva in testa fa pure male) quando noi stessi percepiamo in quel non fare un non sertirci/ascoltarci e un nostro blocco. Allora magari riempiamo la giornata di cose che apparentemente facciamo, o facciamo chilometri e chilometri al giorno e siamo stanchi, ma in realtà non stiamo andando da nessuna parte e siamo su una specie di tapis roulant in tilt. O quando quello che abbiamo da raccontare è soprattutto un cumulo di pensieri impazziti, o come ci difendiamo da una situazione sgradevole, o quanto ci sentiamo naufraghi in una pozzanghera, ma non sapremmo neanche dire se quella mattina siamo andati a comprare il latte o era tre giorni fa… perché, a comprare il latte, abbiamo mandato un nostro clone che non vede, non sente, non guarda, non ascolta…

    @Detto questo conlcudo che però per iniziare a suonare non posso farlo in mezzo a Piazza del Campo durante il Palio di Siena, a meno che non sia Mozart, per imparare bisogna farlo in disparte e questa è la parte che sembra la mano bella che invece poi con il passare del tempo si rivela come quella più meravigliosa… arrivato ad essere soddisfatto allora poi posso unirmi agli altri a fare musica.
    Migliorando lo stare con noi stessi è quanto di meglio l’essere umano possa fare.

    C’è pure gente che è Mozart e non lo sa, perchè pensa di saper suonare solo il campanello di casa :PPPP Ho visto gente che si credeva stonata scoprire di non esserlo, anche se non era Mina. Ma aveva passato la vita a dirsi che non poteva intonare un mazzolin di fiori… la verità è che non tirava fuori la sua voce. Era imprigionata.
    Non sono del tutto d’accordo con “in disparte”, anche se penso di aver capito cosa vuoi dire: se ci mettiamo in relazione con gli altri, per esempio, pretendendo che capiscano o ci dicano chi siamo quando non lo sappiamo manco noi chi siamo ecc ecc e viviamo solo per…. delega.
    Penso che possiamo anche suonare con gli altri mentre impariamo a suonare, il fatto è che dipende con chi ci mettiamo a suonare, se è qualcuno che maneggia lo strumento con cura o se lo prende a pugni, che atteggiamento ha nei confronti della sua musica e del… lavoro corale. Se non ci dimentichiamo, nel momento in cui suoniamo in mezzo agli altri, che comunque il nostro violino è sempre in mano nostra, che facciamo un assolo, un duetto o partecipiamo ad un’orchestra.

    (quanti pentagrammi in questi ultimi post :PPPP d’altra parte non si dice che la musica è un linguaggio universale? :P)

  • 1610
    Eme -

    Si LUNA, la musica è veramente un linguaggio universale. E se dovessi esprimere in musica il mio stato attuale stonerei “Voglio una vita tranquilla”.
    So che questa non è la sezione più indicata per sfogare il proprio stato d’animo ma mi “attacco” al tuo post 1606. Quando lo hai scritto mi sono balenati, per la testa, così tanti pensieri che probabilmente avrei avuto bisogno di usare trenta nick diversi per vederli pubblicati tutti nella stessa sessione. Poi, all’atto pratico, mi sono resa conto di non riuscire a fermarli che in poche righe dal contenuto talmente scontato da richiamare alla memoria un “ti rispondo giusto perché mi hai nominato ma taglio la corda “checihòaltrodafare” 🙂
    Non era così ma sono sicura che, con te, non è il caso di sottolinearlo 🙂
    In poche parole, salvo che in occasione ormai rare, non riesco più a fermare i pensieri. Ne ho tanti, forse troppi.
    Non sono tutti negativi, anzi….spesso sono vittima della frenesia di realizzare più che del lasciare andare alla deriva/distruggere con le mie mani.
    E vittima della paura che tutto, all’improvviso, mi crolli sul gobbo come un castello di carta costruito a Trieste e in balia della Bora.
    Però ho una confusione madornale. Una confusione che mi sembra una manetta alla caviglia.
    A volte mi scappano le parole dalla testa mentre le sto pronunciando o scrivendo….mi sento Heidi quando tentava di imparare l’alfabeto e immaginava che la lettera h si trasformasse in una capretta, ci saltava in groppa e scappava con lei su per le montagne della fantasia.
    Io, in realtà, non scappo da nessuna parte, mi abbarbico su e giù per il palo al quale, ogni tanto, mi sento attaccata….nella convinzione (giusta o sbagliata che sia) che muoversi intorno al palo sia sempre meglio che languirci sotto non riuscendo a togliersi il maledetto palo da in mezzo alle balle.
    Mi abbarbico senza andare da nessuna parte così mi incazzo e mi deprimo. Però penso che mi sono mossa e mi esalto. Poi mi pongo degli obbiettivi e parto in quarta, al primo inevitabile intoppo cado nel panico, poi salto fuori con l’agilità di un acrobata salvo inciamparmi. E via così….tutti i sacrosanti giorni.
    Vedo i miei pensieri positivi che mi incitano a ripartire, vedo quelli negativi che dicono “ma ‘ndo vai…..”.
    Mi do addosso solo più in rare occasioni. Alla balda età di 39 anni ho scoperto che fare una sana autocritica non equivale a sottoporsi ad un giudizio inquisitorio dallo scontato esito di condanna.
    Però, ogni tanto, mi trasformo in una bimbetta capricciosa, ostinata, cocciuta, mi esibisco in sceneggiate di lagreme ammare che fanno un baffo a quelle di Mario Merola con il rischio di vanificare tutti i metri faticosamente vinti.

  • 1611
    Eme -

    Ho la fortuna immensa di avere accanto una persona intelligente che mi conosce, non mi “toglie punti” perché non sono la Mary Poppins della situazione e che, ogni volta, mi raccoglie da terra con la comprensione e la pazienza di chi a terra c’è finito, c’è rimasto e ha dovuto arrangiarsi da sé per rialzarsi..
    Lunga premessa per dire che ti comprendo. Comprendo la tua stanchezza nell’avere a che fare con quei sintomi splendidamente elencati nel sito di cui hai pubblicato il link.
    Li conosco tutti e li conosco bene: dal disturbo del sonno alla cefalea, dalle esplosioni di rabbia ai sensi di colpa, dall’esigenza di cancellare qualsiasi cosa riguardi un passato di merda (sono rimasta con tre maglie e due paia di pantaloni nell’armadio per aver fatto un repulisti TOMBALE) al creare archivi mentali ed informatici di tutte le batoste subite come se si fosse prigionieri di un monito da ripetere come un mantra “PER NON DIMENTICARE”.
    Ma c’è anche tanta voglia di uscire da questo cacchio di circolo vizioso e la convinzione che un giorno ci riuscirò.
    La convinzione che un giorno la casa che il mio ex ha distrutto selvaggiamente per 5 anni fingendo di ricostruirla sarà terminata ed io potrò cominciare a viverci dentro una nuova fase della mia esistenza portandomi dietro solo quel passato che mi farà apprezzzare ancora di più il presente ed il futuro.
    La convinzione che non sono e non sarò sola ad affrontare le difficoltà, le malattie, i piccoli e grandi disastri che la vita mette inevitabilmente in mezzo ai piedi.
    La convinzione che, un giorno, anch’io troverò il prato in cui oziare con il frinire dei grilli IN LONTANANZA (il canto dei grilli mi rilassa ma il grillo in sé mi fa paura :-).
    La convinzione che, un giorno, anch’io avrò la mia fetta di serenità.
    E la convinzione di non essere né idiota, né illusa, né rincoglionita ad accarezzare tutto questo anche se c’è chi, si prodiga ad infilarmi nel cervello pensieri di tutt’altro tenore (ho una famiglia di origine composta INTERAMENTE da fan di Vasco versione “Ormai è tardi”).
    Si….lo so, in fondo non so cosa capiterà domani, cosa riserva il destino. In fondo si appare più adulti e maturi a pensare male, negativo e farsi gestire totalmente dallo stress del presente e dai disturbi post-traumatici dello stress passato. Forse si appare più interessanti, profondi……..
    Ma è giusta una sentenza di negatività certa applicata ad un qualcosa di incerto come il futuro e la vita stessa?
    No…..non voglio apparire adulta a tutti i costi per il fatto che alla mia età certe persone sono già NONNE!
    Non ho (più) voglia di lasciarmi morire giorno dopo giorno mossa dalla cinica idea che, “….intanto, prima o poi, eheheh …..si crepa tutti”.
    Tra le migliaia di “frasone” ad effetto pronunciate nei secoli dai più grandi filosofi ed intellettuali di ogni disciplina ho deciso di fare mia questa semplicissima frase di Walt Disney: “se puoi sognarlo puoi farlo”!
    Buona giornata LUNETTA. Ti voglio bene.

  • 1612
    clà -

    Cara Eme, il linguaggio che usi mi piace molto. E’ diretto, schietto e sincero! Mi arriva insomma.
    Io mi autoflagello xk sn cresciuta così.
    Mi autocritico molto, me lo sento rimproverare spesso.
    Per quanto riguarda LUI…bè, saranno cavoli suoi. Saranno cavoli suoi qnd si troverà a 4 occhi cn la compagna e vedrà LUI se sentirsi in colpa (un uomo di mmmerda x la precisione)…oppure giustificare il suo comportamento. Io penso a ME, alla mia di coscienza. Sono io che mi guardo allo specchio ogni mattina. Sono io ke vivo sulla mia pelle i fallimenti, gli errori, i dolori allo stomaco o alla testa.
    Forse aver scritto la mia età banalizza il tutto. Lo rende meno pesante. Ma io vivo così.
    Però sono capitata cn un uomo davvero assurdo. Dopo che ha iniziato a dirmi Ti amo mi scriveva ogni giorno, anke qnd ero in vacanza. Ha voluto farmi sapere a distanza di 1000 km ke aveva avuto un incidente cn il camion. Gli mancavo ed era a casa ad aspettarmi. Torno e a stento mi scrive. Stamattina è partito senza dirmi niente. Ha raggiunto la compagna, lo so.
    Vedendo ke non gli rsp ai messaggi mi scrive ke “sn molto strana”..bè, lui molto stronzo.
    Mi tiene sempre al corrente di tutto o quasi. A volte mi domando il xk mi dica certe cose. Poi parte (e qnd tornerà non sarà da solo) e non mi fa sapere niente.
    Ma è normale. Perchè farmi sapere ke raggiunge la famiglia? Chi sono io???
    A volte lo giustifico, anzi, qqasi sempre. Se non fosse così non avrei mai continuato x tutto questo tempo.
    Vorrei solo sincerità.
    L’andare oltre (cn frasi d’amore)un limite ben stabilito (da lui) non so dove lo possa portare. Quando fatti e parole non coincidono…bè…vaffanculo!
    Ho già chi mi maltratta. Ma qst non è il posto giusto x parlarne.
    Ma ke un estraneo si permetta di arrivare a tanto no, non lo accetto più.
    Ho dall’altra parte un uomo ke mi rispetta. A volte la sua pacatezza mi spaventa.
    Temo di meno una persona ke urla, ke aggredisce, ke offende.
    Potrebbe essere quello giusto…ma per ME!
    So ke anke se certe sensazioni non le ho provate all’inizio non è detto ke non arriveranno (stare cn lui in vacanza mi ha fatto capire parecchie cose).
    Bisogna guardare lontano.

  • 1613
    aleba -

    @EME…anche io potrei essere già nonna. Anche io mi sento come se mi fossi abbarbicata su quel maledetto palo giorno dopo giorno per anni!! Il palo avrei dovuto aggirarlo semplicemente 17 anni fa. Invece mi sono ostinata a voler dimostrare al palo stesso, che io ero in grado di abbarbicarmici fino alla cima. La cima del palo è irraggiungibile, perchè quel palo mina in partenza ogni mio tentativo.
    Negli anni poi, non ho più capito cosa cavolo ci facesse quel palo, mi ci sono abituata al punto da pensare che fosse il mio cordone ombelicale, la mia unica fonte di nutrimento. Invece il palo assorbiva tutte le mie energie !! Forse il palo non era felice neppure lui. Forse non ha capito che fare il palo nella vita non è positivo, perchè la vita è un cammino e il palo ha la base nel cemento armato…non si sposta, può solo spezzarsi e cadere rigido nel suo orgoglio di essere palo. Mi sto staccando da questo palo, anzi mi sono già staccata e sono sola. Sola dentro, con me stessa e con i conti da fare per decidere cosa buttare e cosa tenere. Per capire come esattamente fare arrivare i rifornimenti alla mia anima. E’ difficile smantellare uno per uno tutti quei condizionamenti che mi hanno portata a credere che il palo fosse la vita. A parole lo so, ma ancora oggi il mio terapeuta si stupisce di quanto potere abbia il palo su di me. A volte mi trovo a chiedermi perchè voglio staccarmi dal palo, poi mi guardo indietro e penso a quanto tempo ho impegnato con quel palo e mi viene il dubbio che, forse, quel tempo è un peccato che venga buttato alle ortiche e mi dispero per la distanza che sto mettendo tra me e il palo!! ma come dice LUNA è il tempo di oggi che non deve essere vissuto male. E’ il tempo di domani che non deve essere ipotecato. Sono molto triste oggi, so di essere sulla strada giusta. Sono consapevole che è colpa mia se mi sono intestardita attorno a quel palo pensando che la mia missione su questa terra avesse a che fare con quel palo. Ho sbagliato e sono stata pure recidiva. La mia vita sconvolta, gettata dalla finestra come un secchio di acqua stantia che era da un pezzo che puzzava in casa. Ma la pioggia presto mi avvolegerà e mi ripulirà da quella puzza, poi mi trascinerà nelle viscere della terra nel suo scorrere inesorabile verso il mare che è la vita e dal mare potrò tornare in cielo e cercare con lo sguardo quel palo messo dall’uomo, che non è albero e non è roccia, non è vivo è artificiale. Quando l’avrò individuato, saprò che mentre lui rimaneva incementato e rigido in attesa della fine del suo tempo, io avrò vissuto tra cielo e terra, tra fiumi laghi e oceani. Avrò seguito il mio ciclo, vissuto nel mio flusso assolto alla mia vera missione.

  • 1614
    clà -

    Ebbene sì..è finita! E a lasciarmi è stato lui. In realtà non era partito per raggiungere la compagna. Avevo intuito male. Ieri sera siamo usciti a bene qualcosa in centro. Prima ha fatto un’ora a raccontarmi dell’incidente ke gli è capitato mentre ero in ferie. E’ molto preoccupato xk adesso verrà sottoposto a continui controlli per verificare ke non beva più. Solo allora gli verrà restituita la patente. Ciò vuol dire ke deve smettere di bere (non l’ho mai visto ubriaco, sia chiaro).
    Ma ha voluto ugualmente prendere un bicchiere di vino. Sfiga (o fortuna) ha voluto ke nello stesso bar ci fosse il nipote del collega ke ha fatto l’incidente cn lui. Continuava ad essere preoccupato xk si era fatto beccare a bere, nonostante tutta la pappardella ke ho scritto fino ad ora.
    So benissimo ke qst incidente lo preoccupa molto. Ma addirittura arrivare a dire “qualto mai sn uscito stasera”..per poi aggiungere “intendo in qst bar”…è troppo!Ha voluto ke andassimo via. Voleva portarmi in un altro bar ma ero troppo incavolata e ho voluto farmi portare a casa. Cosa sarebbe cambiato in un altro bar? In quello c’era il nipote di tizio, in un altro ci sarebbe stato il cugino del fratello dello zio di caio. E magari avrebbe avuto da dire sul fatto ke potevano vederlo in giro cn me!!
    Mi sn stufata di nascondermi, scappare..Forse qst non era la circostanza giusta. Avrei potuto essere più comprensiva.
    Il mio caratteraccio non me lo permette. Sn forse arrivata al limite oppure ho preso il pretesto per mandarlo a quel paese. Ma una volta a casa mi scrive ke cn me ha messo tutto il cuore ma non vuole più sentirmi. Ok! Detto fatto!
    Come in tutti i libri l’unica parola da scrivere è …
    Fine!

  • 1615
    clà -

    Non ha neanche provato a fermarmi, a farmi cambiare idea, a convincermi ke qualcosa sarebbe cambiato.
    Mi ha scritto se stasera andavo da lui. Io non posso così gli ho proposto di stare insieme domani. Ma lui non ci sarà. Raggiungerà la sua famiglia. Io da tempo avevo in mente di non vederlo più una volta tornata a casa lei.
    Così gliel’ho detto (anzi, il tutto è avvenuto x sms…cosa molto triste)
    Mi ha detto ke per lui sarò sempre un ricordo e mi ha augurato buona fortuna.
    E i Ti amo detti fino a meno di 24 ore fa? La voglia di stare insieme? Il fatto di tornare indietro nonostante ieri sera non volesse più sentirmi? Erano gli ormoni a parlare x lui o cosa? E tutto quel cuore ke afferma di aver messo in qst storia, ke non era solo sesso?? Perchè mentire fino a questo punto? Perchè non essere sincero, quasi spietato? Così avrei potuto dire di essere stata una povera stupida a non aver aperto gli occhi prima. Ma cn tutti quei bei discorsi mi ha rimbambita. Cosa me ne faccio ora?
    Vorrei convincermi (e ci sto provando) del fatto ke non ho perso nulla. Lui non sarebbe mai cambiato. L’avrei avuto per me solo qualche ora alla settimana. Poi cn il ritorno della moglie non avremmo potuto più sentirci la sera. Questi erano i miei motivi (validi) per mandarlo a quel paese una volta tornata lei..Ma ora sn distrutta. Mi sento squarciata dentro.
    Non sono io la scelta. Forse gli ho tolto un peso.
    Mi ha lasciata andare via senza far nulla. Nemmeno a 4 occhi ci siamo parlati.
    Dovrebbero essere tutti ottimi motivi x smettere di piangere e consumare fazzoletti profumati. Ma ora sn una cascata. Se penso a quando torneranno insieme, a quando rientrando la sera li vedrò ridere, uscire..Magari faranno un altro figlio.
    Ed io sarò lì a godermi lo spettacolo..il film più brutto, dove io ancora non capisco ke ruolo abbia avuto. Il finale è uno però!
    Era inevitabile.

  • 1616
    aleba -

    Clà, passare attraverso il dolore è necessario. Apri bene gli occhi pieni di lacrime, guarda dentro di te e metti ordine nel tuo dolore.
    Forse avresti dovuto scegliere tu, forse hai proprio ora l’occasione per andare avanti. Siediti un pò a bordo strada, piangi pure e chissenefrega dei fazzoletti. Quando te la sentirai ti alzerai e camminerai di nuovo con l’esperienza dalla tua parte. Fanne tesoro, perdonati se pensi di aver sbagliato. Ti auguro la forza di non tornare indietro.

  • 1617
    Eme -

    Ciao Clà.
    Certe storie, viste dall’esterno, sono storie destinate a non sfociare da nessuna parte se non nel pianto, nell’esaurimento nervoso per approdare alla depressione più nera.
    Chi le vive non si rende conto che il malessere che le caratterizza le rende malsane.
    Anzi….chi le vive, in genere, si prodiga nella ricerca di ottomila giustificazioni, si ostina a vederle uniche ed irripetibili, si incazza con chi consiglia di prendere le distanze da quella situazione e, spesso, alla fine, arriva ad autoconvincersi che lo stare male è un microscopico scotto da pagare per arrivare ad una felicità assoluta.
    E resta lì, magari per anni, a macerarsi il sistema nervoso stando a mollo in una storia senza capo e senza coda in cui i protagonisti scopano ma non si salutano, condividono per qualche minuto un letto ma non possono entrare insieme in un locale pubblico.
    Chi ne è fuori e chi ha vissuto o assistito a qualcosa di analogo percepisce il marcio a trecento virtuali km di distanza.
    Non sto parlando dell’aspetto morale o etico. Lascio questo compito ai bacchettoni, ai predicatori e a quelli che sguazzano nell’ansia di offendere e di insegnare.
    Sto parlando del malessere, del dolore, del disagio senza sosta che in una storia NON dovrebbe mai esserci.
    Ok, la famiglia del mulino bianco è difficilmente reperibile in natura.
    Ma il dissapore (momentaneo), il malumore (momentaneo), il confronto che degenera nello scontro(momentaneo), i musi lunghi (momentanei) ci stanno.
    Il dolore continuo che porta al disagio perenne no!
    Stare male 6 giorni su 7 per 23 ore e 59 minuti al giorno salvo il minuto di beatitudine regalato dal messaggino “ti amo” è una colossale ingiustizia verso sè stessi.
    E passare 23 ore del giorno in cui ci si incontra ad arrovellarsi nel rimurginare che per tutte le ore precedenti il fatidico incontro e per tutte le ore successive lo struggente rendez vous ci si dovrà atteggiare a perfetti estranei salvo il “ngiorno” che si rivolge alla faccia conosciuta del perfetto sconosciuto ….bè è un’auto-bastonata difficile da spiegare a sè stessi quando la nebbia del pessimismo cosmico comincia a diradarsi, metti a fuoco che puoi vivere benissimo senza una storia così e ti areni sul “chi c.... me l’ha fatto fare????” con otto punti interrogativi difficili da abbattere come un palo di cemento armato colpito da palline da ping pong.

  • 1618
    Eme -

    Ora sei in una situazione pessima, inutile negarlo o edulcorare la situazione con un “guarda l’aspetto positivo….ora hai di nuovo le redini della tua vita tra le mani”.
    Stai sicuramente male (l’età non centra), ti senti il cuore a pezzi, vorresti murarti viva per non vederlo mentre canta le canzoni dei boy scout con un figlio sulle spalle e la moglie sottobraccio, ti vedi senza futuro, 99 su 100 ti senti una baldracca della peggior specie etc etc etc.
    Sono praticamente certa che ti stai già auto-flagellando, riempiendo di insulti e la tua coscienza è grande come il colosso di Rodi e ha un dito indice puntato contro di te grosso come il tronco di un baobab.
    Sbaglio?
    Mah……Se così fosse…..ricordati che è una fase.
    Una fase del piffero ma, comunque, un passaggio quasi obbligato quando non si è esseri sfarfallanti e farfalloni dentro e fuori (esistono anche tra le donne).
    Con un unico aspetto positivo: a differenza della storia senza capo né coda con sbocco in un vicolo cieco questa fase del piffero può concludersi decentemente se la sai affrontare con uno stato d’’animo diverso dal “merito di morire qui, ora, immediatamente”.
    Stato d’animo che non è altro che il NON mettere il ferma immagine sulla coscienza-giudice gigantesca mentre ti punta l’indicione contro e cominciare a domandarti perché ti sei infilata in questo genere di storia.
    E c’è veramente tanto su cui pensare sai? Naturalmente se oltrepassi il luogo comune del “l’ho visto, mi è piaciuto, è stato reciproco, è scattata la molla, non mi sono saputa fermare, non si è saputo fermare”.
    Dalla carenza di affetto alla carenza di autostima, dall’incapacità di dire no alla capacità di vedere come un eroe senza macchia e senza paura chiunque ti rivolga la parola facendoti sentire qualcosa di più di un sottozero. E questo è il minimo……poi ci sono tutte le peculiarità che ti riguardano, che non conosco e che forse neppure tu conosci.
    Non posso dare consigli ma accetta un suggerimento: tra una bastonata e l’altra (sono certa che continuerai a dartele anche se ti auto-giurerai di impegnarti per volerti bene, per investire su te stessa bla bla bla ……possiamo essere delle grandi marinaie quando si tratta di promettere a noi stesse) …..stavo dicendo…..tra una bastonata ed una promessa da marinaio mettici anche un po’ di introspezione non finalizzata all’inquisizione, all’accusa, all’esecuzione di una condanna ma allo stare meglio in futuro.
    Vedrai che, questa bruttissima fase, passerà un po’ più decentemente e lascerà sul campo una Clà rinata. Con qualche osso contuso ma rimessa a nuovo.
    E vedrai lui per ciò che è: un essere nè piccolo ne grande….semplicemente un essere che ti è servito per sentirti importante quando pensavi di non esserlo.
    Un abbraccio.

  • 1619
    clà -

    @E vedrai lui per ciò che è: un essere nè piccolo ne grande….semplicemente un essere che ti è servito per sentirti importante quando pensavi di non esserlo.

    Analisi azzeccatissima..ma ke mi porta ad avere solo una rsp, ovvero: ho avuto la conferma di non essere importante!

    Analizziando ancora e ancora so bene i motivi ke mi hanno spinta fra le sue braccia/sgrinfie. Ero appena stata lasciata dal mio ex per un’altra ragazza. Volevo invertire i ruoli. Volevo dimostrare a me stessa ke ank’io ero capace di portar via l’uomo ad un’altra donna. Il solo fatto di esserci andata a letto per la prima volta mi aveva reso soddisfatta. Lui da prima mi guardava in modo diverso da cm guardava gli altri vicini. Così mi sn fatta avanti.
    Poi però mi aspettavo i messaggi, le chiamate. Sapevo ke nn mi sarei accontentata ma andavo avanti ugualmente. La sofferenza, l’attesa, l’ansia e balle varie, erano davvero il prezzo da pagare per aver un lieto fine ank’io. Per dimostare ke ank’io potevo essere presa in considerazione e trovarmi a mettere al “tappeto” un’altra donna.
    Ma non ero spietata, mai manipolatrice. Non ho mai fatto domande sulla sua famiglia, mai chiamato, assillato. Addirittura ammette ke è sempre lui a cercarmi, anke qnd litigavamo. Mi ripeteva ke davanti ad alcuni miei atteggiamenti faceva finta di niente..Il motivo? Perchè ERA(???) innamorato.
    8 mesi. 8 mesi a non chiedere mai di noi, a non chiedere mai quando ci vediamo?stai bene cn me?mi ami?scopo bene?vorresti un figlio?lascerai mai tua moglie?
    Nulla di tutto qst. Non so nemmeno xk non mi sia balenata tra la testa l’idea di fargliene almeno un paio. La maggior parte delle volte era lui a darmi rsp senza fare domande.
    La Dott.ssa dice che…bla bla. Ovvio che se una persona cresciuta senza carenze, lacune, maltrattamenti e via dicendo…difficilmente regge ad una situazione del genere (sempre ke non sia una farfallona).
    Forse avrei dovuto davvero essere migliore della moglie. A volte guardandola dalla finestra cercavo di captare qualcosa x assomigliarle, così da rendere più facili le cose cn lui.
    Ma io ho un carattere ke non può avere un futuro cn qualcuno a fianco, se non in modo sporadico.
    Sarei pronta stasera a dormire cn lui se me lo chiedesse. Il pensiero di restare cn lui anke cn la famiglia a casa (calcolando benissimo tutto quello ke verrebbe a mancare e ke fin’ora, o almeno nell’ultimo periodo mi ha dato)mi provoca un gran sollievo.
    Sto cercando cm una disperata una casa in affitto.La vorrei trovare prima del loro rientro. E nn trovandola vorrei “morire immediatamente”. Dormo, esco di continuo x non saperlo a pochi metri da me.
    Mi chiedo come mai fino a ieri sera l’idea di andare a letto cn lui NON mi entusiasmava affatto (anke xk non mi sento in grado di fare un torto all’altra persona ke davvero si interessa a me in tutto e x tutto). Sentivo ke mi dava fastidio abbracciarlo, sentirmi kiamare “amore”….Poi dopo il suo sms ridicolo (vorrei tanto sapere se si ricorderà di me mentre

  • 1620
    clà -

    scopa la compagna, mentre porta il figlio al parco la domenica pomeriggio o intanto ke canta canzoni da boy scout cm dici tu) mi sento spappolata al suolo.
    Sono fasi, lo so. Le conosco tutte. Distacco, sfago, lavorare x non pensare…Ma quando torno a casa si annebbia tutto. Il cuore pompa così tanto sangue ke è impossibile non vederlo anke ad occhio nudo.
    Devo andarmene da lì. E’ l’unica soluzione! Di motivi più ke validi ne ho…eccome se ne ho!
    Un abbraccio forte anke a te Eme.

  • 1621
    clà -

    Avrei voluto modificare l’ultimo post ma è già stato pubblicato.
    Aggiungo solo ke non vado fiera di quello nè tantomeno dei motivi inziali ke mi hanno spianta a cacciarmi in qst campo minato.
    Però mi chiedo xk qst storie debbano avere un solo ed unico epilogo? Perchè maledizione?
    Non sono stata in grado di tenere il mio ex cn me…e non sn stata in gradi di far perdere la testa da un uomo (impegnato.)
    Il problema sn io..solo io!
    Avrei potuto evitare certi atteggiamenti scontrosi, certi litigi. Dovevo farlo stare meglio di come potesse sentirsi a casa propria. Ero sottoposta a continui stress. Volevo sempre di più. Mi sentivo insicura. Mi sembrava di disturbarlo a volte.
    Non è qst ke un uomo si aspetta da una donna. Evidentemente dovrei andare a scuola di “come tenersi un uomo”.
    Povera illusa! Sn stata un diversivo…nemmeno tanto piacevole se al primo “ciao, sai ke c’è? ti lascio”..lui rsp cn “ok, x me non cambia nulla”.

  • 1622
    Eme -

    Cla’, non ho abbastanza elementi, né la competenza necessaria per arrivare ad una conclusione. Ho delle impressioni. Prendile per quelle sono. Semplici impressioni necessariamente inficiate dalla mia esperienza personale. L’impressione preponderante è che tu ti sia “seduta” sul fatto di aver affrontato il perché hai cominciato una storia del genere senza voler andare oltre (ad esempio il rimetterti in carreggiata per evitare di cadere in una buca analoga se non nella stessa, identica buca…)! Non vali zero, ti senti uno zero perché qualcuno ti ha trattato da zero. Ok, è successo, non hai la macchina del tempo e non puoi tornare indietro per correggere il passato. Tanto più se si tratta di errori altrui che hai assimilato come un batuffolo di cotone idrofolo. Ma puoi fare qualcosa per il presente e per il futuro. Cosa vuol dire che non hai il carattere per avere una storia duratura? Hai un brutto carattere? E il temperamento, invece, com’è. Il carattere è frutto della combinazione di sé con l’estern

  • 1623
    Eme -

    e può cambiare. Il temperamento è quello che è e tale resta. Maggiore è la forbice tra il temperamento ed il carattere peggio si sta….tu ci stai bene “dentro al tuo carattere”? Corrisponde in pieno al tuo temperamento? Ho qualche dubbio. Se avessi ragione, be’….ti faccio una domanda: ha senso farsi guidare e comandare da qualcosa di diverso dal tuo temperamento e che, tra l’altro può modificarsi? No, non ha senso ma serve tanto bene al tuo scopo di randellarti. Esattamente come tutta la situazione con quell’uomo…Cla’, io ti vedo come una manipolatrice…..Una manipolatrice un po’ stravagante che non manipola gli altri bensì sé stessa per darsi un valore, uno scopo, e, al tempo stesso, punirsi. E da questa manipolazione nascono i tuoi sentimenti contraddittori verso quella persona. Allontanarsi può essere un utile palliativo per alleviare la bruciatura superficiale. Ma l’ustione profonda? La grande burattinaia del tuo agire? Buonanotte da Eme, chiaro esempio di (ex) automanipolatrice randellat

  • 1624
    Eme -

    Ancora una cosa Cla’. Tutto ciò che hai scritto mi pare abbia poco a che vedere con la parola amore e molto a che fare con la parola riscatto. Mi pare che il tipo sia stato debitamente selezionato per i tuoi scopi iniziali: dimostrare di poter strappare un uomo ad un’ altra donna. Dov’e’ l’amore in tutto questo? Poi scrivi che, in una seconda fase, aspettavi sms e chiamate. Amore o riempimento di una di quelle lacune dei bla bla della psicologa? Poi scrivi che non ti vuole nessuno ma hai un tizio che ti sta dietro e nei cui confronti hai sensi di colpa che ti impediscono di avere voglia di rapporti sessuali. Quel tizio non è la persona giusta, ok. Ma è la dimostrazione vivente che questa impossibilità di piacere esiste solo nella tua mente. Cerchi di studiare la moglie dell’ altro e la invidi ignorando volutamente il fatto che è cornuta e, quindi, c’è ben poco da invidiare. Vorresti scimmiottarla annegando la tua vera personalità? Parli di lui come se fosse un piccolo coccolone incompreso da moglie e

  • 1625
    Eme -

    e amante. Naturalmente la colpa è tutta tua perché avresti dovuto atteggiarti diversamente per metterlo a suo agio……certo….la colpa è tutta esclusivamente tua. Mah….Certe storie, Cla’, finiscono SEMPRE così quando c’è un ingordo che mangia in due piatti, ingordo e vigliacco perché non vuole modificare la situazione. E non centra la capacità di essere amate e di accapparrarsi un uomo. Contro la vigliaccheria nulla può!!!! Vuoi linciarti anche per la dua codardia? Vuoi assumertene la responsabilità? Cla’….ho passato tre anni a stare male raccontando a me stessa di aver trovato il grande Amore e di averlo perso per la mia inferiorità. Sai quanto mi vergogno, ora, per tutte le balle che mi sono raccontata da sola solo perché stavo vivendo una storia vuota , priva di senso e di contenuto, volevo un grande Amore e l’ho visto nel primo che mi ha detto ciao? Prima di condannarti a morte prova a riflettere su dove finisce la bugia per sopravvivere e dove comincia la realtà.

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