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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007

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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

  • 1526
    clà -

    Margot cara, io credo ke tu ti senta sollevata dal fatto che quell’uomo che tanto ti tormenta abbia trovato un’altra vittima. (purtroppo).
    Stai male, inevitabile…ma sapere che lui si stia allontanando ti creerà all’inizio non poco dolore…ma pian piano realizzerai che è la cosa più giusta e sana per te!
    Riprenderai il controllo della tua vita, dei tuoi sentimenti e del tuo valore che brutalmente è stato calpestato!
    Lascialo andare….è la tua salvezza!

  • 1527
    clà -

    Immagino che vi chiederete : “ma non aveva detto che non avrebbe più scritto?”
    Non saprei da dove cominciare…potrei dire che l’unica cosa che voglio fare è dormire. Dormire per non pensare. Ho lasciato spento il tel per nn aspettare una chiamata che non arriva…e perchè non arriva?
    Non arriva per il semplice fatto che ho rifiutato di prestargli dei soldi (meno di una settimana fa mi ha chiesto 200€)..Io non son riuscita a dirgli di no. Ma ieri proprio non ce l’ho fatta.
    Il giorno prima è andato quasi tutto bene..
    Dopo aver fatto l’amore mi ha chiesto se cn lui mi trovo bene. Ho rsp di sì e ho girato la domanda a lui. Ha rsp dichiarando che quando fa l’amore cn me ci mette il cuore, i sentimenti…Non riuscirebbe a fare l’amore in altro modo. Anche xk oltre a quello parliamo, scherziamo. Quando sa di dover uscire cn me ha piacere..altrimenti inventerebbe scuse per non vedermi. Gli piaccio come sono, una bravissima persona, dolce, dolcissima…So, sempre a suo dire, come interessare/tenere un uomo.L’unico difetto che mi accomuna a lui è il fatto di arrabbiarmi subito.
    Poi ha iniziato a chiedermi se mi vedo cn altre persone, aggiungendo “a me non frega niente degli altri uomini, te lo chiedo xk sn curioso”.
    Ho provato a farlo esprimere in modo diverso (è straniero) ma ha detto la stessa identica cosa. A lui io interessa, ma gli altri uomini no! Che arrampicata sugli specchi!!
    Gli ho chiesto se mi accompagnava al lavoro il giorno sucessivo..Lo ha fatto. Siamo andati cn la mia macchina..poi puntuale è venuto a prendermi salutando le mie colleghe. Un mio collega invece scherzava dcendo che era geloso..a quel punto lui mi ha chiesto un pò seccato chi fosse e cosa volesse. Stasera avrei dovuto dormire da lui.
    Da qnd la sua famiglia è partita dorme a casa rare volte. Mi dice che va da un amico e c’è la mamma di quest’ultimo che fa da mamma anche a lui. Se non avessimo abitato così vicino mi avrebbe portata sempre a casa sua.
    Io ovviamente non ci ho creduto (ma ho fatto il possibile per sembrare una ragazza “aperta” e non gelosa)…Lui dice che non avrebbe problemi a dirmi che ha un’altra, ma nn è così.Io sono l’unica.
    Avevamo parlato anche di andare al mare, di sentirci cn le video-chat.
    Ma dopo che ieri mi sn un pò alterata alla sua richiesta di soldi non si è più fatto sentire. Qiundi per lui io rappresento sesso e soldi?
    E’ una contraddizione unica quell’uomo. Non riesce a rendersi conto di quello che dice, non da il giusto peso alle parole.
    Addirittura dopo un piccolo battibecco gli ho detto che avrei voluto non vederlo più. Non capiva…lui non vorrebbe lascirmi ma se io dovessi decidere lui accetterebbe, a patto che io dopo non lo stressa. Io stressare lui?? Aspetto sempre che sia lui a farsi sentire, anche ora che è da solo. Mi sarò permessa una volta di dargli il buongiorno.
    Perchè si comporta così? Cn la compagna sn sicura che non si permette di fare certe affermazioni.
    Possibile che io non ne esca?

  • 1528
    clà -

    Sn arrivata alla conclusione di tenerlo così com’è, pur di non perderlo.Che in qualche modo mi appaghi , altrimenti non vedo una spiegazione. Sn molto dimagrita, ho il sonno tormentato. Appena lui chiama io dimentico tutto e sn pronta a ripartire da zero.
    Quando sto cn lui vorrei che il tempo non passasse..vorrei vederlo e sentirlo sempre.Eppure mi capita di considerarlo misero, non adatto a me. Ma mi intestardisco e vado avanti, nonostante tutto.
    Trascuro chiunque. Mi sto comportando male nei confronti di un altro uomo che è all’oscuro di tutto, ma ciononostante continua a farmi sentire importante.
    Ho paura diventi una dipendenza questa relazione. Ho paura di quando tornerà la famiglia…Mi trascurerà. Ed ho paura di averlo perso, nonostante sappia che sarebbe la mia salvezza!
    Ho paura di capitare ancora in un’altra relazione di questo tipo…se non peggio!Ho paura di restare da sola, di non essere amata, di non meritare una storia normale. E se dovesse capitare ho paura di non farla funzionare, come cn il mio ex.
    Ho paura di uscirne e di non saperne uscire.
    Ci sono donne capaci di aggirare gli uomini e farsi pagare, regalare qualsiasi cosa. Non le ho mai ammirate ma in qst preciso momento le invidio molto.

    Ps : l’idea di dormire nel suo letto mi ha messa molto a disagio ed ero un pò perplessa.Magari trovandomi non sarei riuscita, ma il sapere che lui vorrebbe dormire cn me mi ha fatto piacere, anche se ovviamente qualsiasi programma salta sempre!
    Luna, mi chiedo spesso ank’io, anche se non lo scrivo(sbagliando), come stavi allora e come ti senti. Cosa provi quando ci leggi.

  • 1529
    LUNA -

    MARGOT: spero che tu stia meglio rispetto all’altro giorno, quando hai scritto, e che dopo la fase compulsiva tu sia riuscita a calmarti un po’. Tu stai lì a dirti che ti senti un cesso, che ti sei fatta fottere, che puoi solo aspettare di morire, che ha vinto lui… e altre schifezze che certamente bene non ti fanno, anche se comprendo il tuo senso di frustrazione e confusione. E’ che non riesci a metterti nell’ottica che anche tu puoi lasciare lui, anche tu puoi pensare che lui non fa per te, che TU puoi liberarti di lui e stare bene, meglio, essere libera di avere una vita più piena e serena, finalmente. Che lui ha delle dinamiche che meglio perderle che trovarle, e poiché sono sue, purtroppo, se le porta in giro con sè, comunque. Lui continua a fare il gioco del: sono io che decido, ma alla fine è un gioco che può fare solo perché tu ci caschi, perché sennò, nel farlo, sarebbe come se si mettesse in piedi su una panchina dicendo: io sono napoleone! io sono l’imperatore!
    decidere di crederci, di dargli credito, di gettargli uova marce o semplicemente di passargli davanti mentre delira in piedi sulla panchina e andare avanti per la tua strada (e dunque annullare gli effetti dei suoi deliri su di te) sta in te molto più di quanto pensi. E non lo dico per dire che sei una scema se non ce la fai, dico che ti sfugge quanto tu possa realmente farlo, e quanto lui in realtà non ha tutto il potere che gli attribuisci. E’ un potere fittizio, il suo. Esiste perché gli viene dato credito, sennò si dissolve, e diventa solo un suo parlare a vanvera.
    Il fatto che lui abbia tanto bisogno di essere plateale a me dice piuttosto, tra l’altro, che quel tale è molto dipendente anche lui dall’esterno. Altrimenti non avrebbe bisogno di verbalizzare tanto le cose che dici anche riguardo alla sua nuova fiamma.
    Io ti auguro Margot di riuscire veramente a vedere che il potere di quel tale, per quanto possa essere un buon manipolatore, è solo un castello di carte. Il suo potere si annulla nel momento in cui tu non ci caschi più.

    CLA’: @Sn arrivata alla conclusione di tenerlo così com’è, pur di non perderlo.Che in qualche modo mi appaghi , altrimenti non vedo una spiegazione. Sn molto dimagrita, ho il sonno tormentato. Appena lui chiama io dimentico tutto e sn pronta a ripartire da zero.

    Cara Clà, volere è potere non è tanto una frase stupida, sai? Se vuoi tenertelo così com’è pur di non perderlo te lo terrai, anche se venisse il mondo a dirti che non ti conviene. Te lo terrai così, con tutti gli adattamenti del caso se per te è la cosa giusta da fare. L’asino casca nel momento in cui di mezzo c’è anche il volere suo però. Cioè quando lui oltre al fatto di… farsi tenere così com’è diventa invece sfuggente, e dipende quanto. Intendo dire che probabilmente è più facile comunque tenerselo così com’è quando lui è nella fase di avvicinamento, perché la sua famiglia non c’è o comunque gli va bene così, meno facile, questo suo “così com’è”, nel momento in cui non chiama,

  • 1530
    LUNA -

    non c’è, detta regole di distacco ecc. Tu mi pare però che a volte fai il procedimento inverso, cioè cerchi le giustificazioni tipo: se me lo tengo così ci sarà pure un motivo. Forse non è così male come sembra, forse in realtà lui tiene a me più di quanto non sembri, forse lui è vero quando è meglio e invece non è se stesso quando è peggio, forse questo è solo un tipo relazione diverso da altre, mica tutti dobbiamo stare in schemi precisi…
    beh, è anche vero che esistono molti tipi di relazione, c’era persino uno (era un libro? un film? non ricordo) che si innamorava del suo portachiavi parlante, o qualcosa del genere. Il centro rimane sempre quello, però: così stiamo bene o no? è quello che per noi è una relazione veramente appagante?

    @Luna, mi chiedo spesso ank’io, anche se non lo scrivo(sbagliando), come stavi allora e come ti senti. Cosa provi quando ci leggi.

    Perché “sbagliando”? non ho capito bene il senso.

    Cosa provo quando vi leggo? empatia, dispiacere. dispiacere perché dispiace percepire che qualcuno è come un’automobilina che continua a fare roar roar con il motore, consumando energie e ruote, ma sbattendo contro il muro. Quello che mi dispiace però è anche la difficoltà nel sentire la percezione di sè, più completa, una libertà interiore, per cui una scelta (che è sempre un fatto personale, in un verso o nell’altro, anche quello di andarsene o restare) sia dettata dalla consapevolezza potendo davvero valutare tutti i fattori e il proprio sentire, e non dettata dalla tensione, dall’ansia, dalle compulsioni, dalla paura, da un annebbiamento della propria autostima. E mi dispiace per l’incessante, logorante lavorio mentale a cui questo tipo di dinamiche portano. E anche ad una revisione arbitraria e deprimente di se stessi. Ma in ciò, e in altro che sento, non c’è giudizio, anche se forse non riesco ad esprimere bene quello che sento.
    Mi chiedi come sto io. Io sto in una fase in cui mi confronto anche i vari effetti globali della situazione che ho attraversato a lungo. Ed è per questo, anche, che vorrei dire: scendete prima, scendete prima che sia peggio. Prima di avere ancora meno energie, prima di avere ancora più cose, in generale, da mettere a posto. Tanto, comunque, poi dovrete rimboccarvi le maniche per mettere ordine, anche in voi stesse, quindi prima lo fate e meglio è. Che sia perché lui se ne va o perché ve ne andate voi sarà così comunque. Arriverà quel giorno, oggi, domani o tra qualche anno, e più tempo sarà passato e più dovrete mettere ordine. Non è facile spiegare questo concetto e il mio stato d’animo, perché è complesso. Però posso dirti che oggi, quando penso alla semplicità contrapposta alla difficoltà, vedo le cose in un altro modo. Io devo andarmi a cercare quando mi perdo, ora è ancora così. Un giorno tornerà ad essere naturale non doverci pensare. Perché mi conosco. So chi sono al di là di questa guerra che ho attraversato. E me lo devo ricordare, anche quando me ne dimentico.

  • 1531
    soledad -

    Carissima…leggendo le tue parole…rivedo me…anch’io sono stata amante per 8 mesi…di un uomo che convive da 10 anni…ho chiuso con lui da novembre…che dire…è stata dura…molto dura!!pensavo…mi passerà ma ancora oggi lo amo…ci siamo sentiti spesso fino a febbraio…poi basta a me faceva male e a lui anche…così solo una telefonata a marzo per il suo compleanno e una ad aprile per una mia perdita…poi silenzio…un pomeriggio di giugno mi chiama per sapere come sto…io molto fredda,volevo mantenere il distacco…ma appena metto giu il telefono scoppio a piangere…così il giorno dopo gli scrivo un sms,se potevamo vederci per un caffè era da febbraio che non ci vedevamo…lui non risponde…ed io lascio perdere,un paio di settiamane dopo,una mattina ero con una amica a fare shopping…alzo gli occhi e lo vedo…il cuore mi batte a mille…volevo scappare,lui mi vede…così prendo coraggio e vado a salutarlo 2 baci sulle guancie da vecchi conoscenti…ma gli sguardi suoi…lui mi dice…”ti trovo bene,lo sai perchè non ti ho risposto…vederti è splendido ma…”insomma mi ama ancora e io amo lui…non ci cercheremo più…ma io penso di avere perso l’uomo della mia vita…

  • 1532
    LUNA -

    SOLEDAD: mi dispiace che stai male, non conosco le motivazioni per cui questa storia non si è concretizzata diversamente e capisco sì che rinunciare a quello che pensiamo sia il grande amore dela nostra vita sia durissimo. Tuttavia, augurandoti che in realtà il grande amore della tua vita debba ancora arrivare, e possa essere una storia alla luce del sole, serena, concreta e animata da progetti concreti, mi viene spontaneo domandarmi come mai un amore così grande, che dici, se davvero era da entrambe le parti, non si sia concretizzato, perché non ci sia stata una scelta chiara e definitiva da parte di lui, invece di portare avanti un rapporto clandestino, e non vi sia stata anche la chiarezza, da parte sua, verso una persona con cui lui è da dieci anni, pure se una chiarezza che non può che portare anche dolore. Ma forse la chiarezza ci rende anche liberi e ci permette di liberare gli altri. Forse non c’è stata quella chiarezza perché era lì che voleva restare? Forse c’è stata?
    Ripeto, non conosco la storia e non posso ovviamente entrare nel cuore, nelle motivazioni e nelle difficoltà a scegliere degli altri. Le storie si vivono in due e quando i protagonisti sono di più, in un ruolo e in un altro, c’è sempre troppa sofferenza, però, questo è certo. Quello che voglio dire è che, comunque siano andate le cose, ti auguro di poter vivere un grande amore fatto anche di reciprocità, verità, progetti, quotidianità, verità più che menzogne, libertà e non momenti rubati, concentrazione su un progetto veramente comune e possibile. Di presente e futuro, più che di rimpianti e di se. E lo stesso auguro alla persona con cui lui convive. Perché le storie part-time, o part-heart ci impediscono comunque, credo, di vivere completamente e di sentirci completi, completi nella nostra identità. Sia che siamo nel ruolo di chi sa di viverle, sia nel ruolo di chi non sa. Anche se nelle storie part-time e part-heart ognuno sa il suo motivo. Ma di solito è quando possiamo sentirci completi nel presente, innanzitutto con noi stessi, e sentire l’altro veramente presente, con noi, che siamo più sereni. almeno questa è la mia esperienza. Non sono mai stata nel ruolo dell’amante, ma conosco la sensazione del grande amore, però incompleto. Ma incompleto perchè?
    Anche se le persone che attraversano la nostra vita e di cui attraversiamo la vita qualcosa ci danno, prendono, e lasciano e possono lasciare un segno, positivo o a volte negativo, o entrambe le cose che sia.
    La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche.

  • 1533
    margot -

    Clà:ti ringrazio ma nn credo che per me esista un modo di allontanarmi da lui che nn mi faccia delirare. Purtroppo è così.
    Luna: carissima, quanto mi sei mancata!!! purtroppo hai ragione tu e io mi ripeto sempre le frasi che mi hai detto (che le sue parole sono distruttive solo per il valore estremo che ne do io) ma a volte mi soffoca. Già è proprio questa la sensazione che mi provoca. Soffocamento. Io gli sto lontano. Io evito di dare importanza alle sue parole (ah e ultimamente in parecchi casi mi sono stupita di come provassi indifferenza e di come lui reagisse malissimo a questo) ma lui torna e affonda il colpo più che può, perchè sa che ancora provo molto per lui. Sono una fessa in questo senso. Nn riesco a farmelo essere del tutto indifferente e lui rinizia con i suoi continui paragoni. C’è da sempre chi è più bella, più sexy, più matura, più donna, di me e chi per lui può essere definita uno spettacolo. Io sono, da quando ne ho memoria, la peggiore scelta che possa fare, sempre secondo lui. Una volta mi è stato detto riguardo i paragoni che è idiota farne ma soprattutto che dire è meglio questo per queste cose qui e così via, dipende solo dall’opinione di chi guarda e giudica e da come costui vede il mondo. Cioè se per lui il mondo è un continuo concorso a votazione. E io mi faccio fare a pezzi da due anni da uno stronzo deviato così. Io frequento colui che incarna buona parte delle deviazioni che io odio. Grazie al confronto con altre donne nella mia stessa situazione ho capito che io vivo una storia da amante effettiva. cioè io nn ho il problema i riuscirlo a vedere o sentire, se nn ci vediamo o mi chiama o lo chiamo. Facciamo la vita da coppietta e spesso abbiamo forti litigi che arrivano sempre ad essere risolti. Perchè io mi costringo a pensare che nn possa farmi così tanto del male. Come quando mi ha presentata la donna per cui cambierebbe vita, al che gli ho domandato se è proprio lei che preferisce, e se la preferisce anche a me. La sua risposta è che nn ha mai detto di preferirla a me ma che le piace molto e che nn può scegliere tra le due perchè siamo diverse, ma che l’altra è perfetta a differenza mia. So per certo che questa mia dipendenza da lui è frutto della paura di nn essere mai abbastanza. Ma anzi vi dico che oggi come oggi mi soffermo e nn riesco a trovarmi. Mi cerco ma faccio fatica a sentirmi ancora me. Nn so più chi sono. So solo che nn sono questo delirio che lui mi fa essere. Luna sai quando dici che tu lo sai chi sei e che a volte ti devi cercare, capisco quale sforzo debba essere cercare se stessi col lanternino perchè c’è stato chi si è divertito a seppellirlo. Sei una grande persona e ti ammiro per nn esserti gettata alle ortiche!

  • 1534
    LUNA -

    @Come quando mi ha presentata la donna per cui cambierebbe vita, al che gli ho domandato se è proprio lei che preferisce, e se la preferisce anche a me

    quindi non solo lui affonda la lama, ma tu gli presti il fianco perché lo possa fare. Perché queste domande, in realtà, nascono anche dal meccanismo delle sue risposte. e se tu hai paura di non essere mai abbastanza comunque sia sempre avrai la sensazione di non essere mai abbastanza finché appunto starai nella visione del mondo di cui LUI ha bisogno. Perché, fondamentalmente, manco lui si crede abbastanza. E ha più pare di te. Ma non lo dico per dire poverino, ovviamente. Ma per ribadire che anche lui è estremamente dipendente dal giudizio degli altri nel momento in cui innesca e porta avanti certi meccanismi. Una persona decentemente risolta e con una sana autostima non passa il tempo a dare votazioni.

    @Ma anzi vi dico che oggi come oggi mi soffermo e nn riesco a trovarmi. Mi cerco ma faccio fatica a sentirmi ancora me. Nn so più chi sono. So solo che nn sono questo delirio che lui mi fa essere.

    sai cos’è Margot? che tu forse non ti soffermi, ma sei ferma. E’ nella vita stagnante e confusa in queste dinamiche che non ti trovi. Non credo che si ritrovi se stessi nell’elucubrazione mentale e angosciata che nasce dalle molestie psicologiche, dalle relazioni sbilanciate o dallo sforzo che comporta difendersene in continuazione, o fare un continuo processo di adattamento/negazione/sublimazione ecc per poterle reggere, con tutta la loro frustrazione e gran popo’ (che ci sta proprio bene, perché son proprio dinamiche culo e sono un vero cesso) di emozioni negative. Credo che si ritrova se stessi nella semplicità, anche dei gesti più banali, come farsi un caffè la mattina, ma esserci mentre ci si fa il caffé.
    Sennò non ci si sofferma a cercarsi, ma si procede, anche mentalmente, in continua tesi e antitesi: secondo il suo parametro non valgo, ora vedo se trovo dentro un modo per dimostrare a LUI e di conseguenza a me, che si sbaglia, ecc ecc.

    Io temo che tu stia facendo un errore anche a dirti:
    @So per certo che questa mia dipendenza da lui è frutto della paura di nn essere mai abbastanza.

    e ti spiego perché: può essere certamente che una parte della parte sia in ciò, una cosa tua che devi/puoi risolvere, anche se peraltro credo che al 99% degli invidividui al mondo, in maniera diversa, capiti, almeno una volta nella vita di provare/manifestare un’ansia da prestazione o affini nel corso della vita (e dicendo 99 per cento e dicendo una volta credo di essermi tenuta bassa… perché anche la persona che più sa chi è, di fronte ad una nuova prova, un evento improvviso o vissuto come particolare, un’emozione che sente di non poter completamente controllare, in fasi di cambiamento, crescita ecc, uno sgambetto, di fronte al nuovo o il fatto che non ci è dato di conoscere il futuro e viviamo nel presente, o anche di fronte a banalità può provare la sensazione di essere confuso e inadeguato).
    Peraltro

  • 1535
    LUNA -

    è vero che le difese basse, in modo cronico o contingente, il non essere allenati ad ascoltarsi, andare avanti con delle false idee su chi siamo e cosa sia l’amore, possono portarci a fare delle scelte sbagliate e/o a cascarci dentro con… tre piedi, pure uno in prestito. Ed è vero che le dipendenze sono una risposta inadeguata al senso di vuoto/crisi/ansia… inadeguato non in senso morale, ma funzionale, perché le dipendenze portano a loro volta senso di vuoto/crisi/ansia, tantopiù quando sono forti.
    Ma se ti dico che ti sbagli (non nella tua analisi, ma a farne il centro unico della questione, al caso, ora) non è perché non possa essere utile dire: questa è la mia parte nella faccenda, questo è il mio fianco che gli ho messo lì per farmelo colpire…
    ma perché COMUNQUE, qualsiasi siano le ragioni per cui questa relazione l’hai iniziata, nel presente ti ritrovi a fare i conti anche con tutto il carico di confusione/frustrazione/meccanismi di adattamento e difesa che le dinamiche stesse della relazione hanno innescato. Ovvero: molti dei pensieri e delle sensazioni che hai in questo momento, anche la sensazione di non avere te, sono frutto della violenza morale, confronti, votazioni, frustrazioni. Allora, poiché ora conta più uscirne che capire come sia iniziata, quello che intendo dire è che non sto dicendo che Margot non possa sicuramente avere bisogno di conoscersi meglio per evitare in futuro di mettersi nella merda così e concedersi invece delle scelte funzionali, positive, ecc, ma che anche la persona con la migliore autostima dell’universo si sentirebbe una cacca dopo essere passata attraverso la forca delle molestie morali, psicologiche e visioni deviate.
    Ed è per questo che ti si dice che è facendo altro, spostandoti, provando a ritrovarti in qualche anche minimale spazio di libertà che potresti ritrovare te stessa molto di più che elucubrando su questa c.... di storia assurda e le sensazioni di frustrazione/terrore che ti porta. Sì, terrore.
    Come si fa? facendolo. Si fa che se per tre minuti al giorno riesci a fare qualcosa per te e basta, che sia pure un centrino all’uncinetto e sei nel presente, sei tu con l’uncinetto, le sensazioni che ti dà fare all’uncinetto (anche: non mi piace), non stai scappando, ma sei. Sei più in te e nel presente di quando ti ammazzi di seghe mentali pensando lui è, lui fa, lui dice, io rispetto al lui sono… ecc ecc.
    Per il resto del tempo ti fai ancora le seghe? ti viene da pensare che quei tre minuti al giorno invece erano allora una bugia?
    invece è quando non ti fai le seghe che stai guarendo.
    Chi lo ha detto che io non mi sono mai buttata alle ortiche? secondo quali parametri? secondo me sì, mi sono buttata alle ortiche. Ma il punto non è tanto questo (se pure comprendo assolutissimamente le sensazioni anche rispetto a questo, credimi, e le difficoltà, e l’ansia, spaesamento ecc ecc ecc) bensì il riuscire a recuperare il senso che le ortiche e chi ti punge il culo non sono l’universo tutto e il

  • 1536
    LUNA -

    solo orizzonte possibile, perché, azzo, veramente meglio fare un centrino all’uncinetto, mani, uncinetto, filo, se non si riesce a tornare subito a correre come prima e a percepirsi interi, che illudersi – sì, illudersi, negativamente – che un metro quadro di ortiche alte però 250 metri e con spuntoni in acciaio non chirurgico e non disinfettato siano il mondo, il proprio mondo.
    Se alzi gli occhi cosa c’è oltre il pc? Spero che tu non scriva al lavoro e mi dica: lui che si scaccola il naso in questo momento mentre sta per prepararsi ad un nuovo plateale attacco alla sua principessa di turno (che tra due minuti diventerà a sua volta l’essere più inadeguato dell’universo, e se non tra due minuti comunque, nel momento in cui LUI non reggerà di sentirsi inadeguato rispetto a chiunque senta più alto di un millimetro rispetto a quello che lui riesce a sopportare e quindi dovrà tentare abbassare chi ha davanti, e magari dire: guarda, tu mi servi solo all’altezza della cintura, per essere sicuro che chi ha davanti non si accorga che c’è tutto un universo intorno e che lui è una specie di vito catozzo dell’intelligenza emotiva, e che quando parla può fare anche il figo, ma passa il tempo a ruttare e scoreggiare idiozie).
    No, la mia domanda era: cosa c’è oltre lo schermo, per dire che cosa c’è, Margot, alla tua destra, alla tua sinistra, un metro più in alto di dove abitualmente tieni lo sguardo? e non lo sto solo dicendo in senso simbolico, lo sto dicendo in senso reale. Magari c’è una pianta che ha bisogno che la bagni, un libro che hai comprato e non hai ancora letto, un mobile che vorresti cambiare, una finestra che dà sul cortile, e quando vai per strada ci sono un sacco di cose che ora non vedi. Non è implodendo ancora di più che ti troverai, ma allargando lo sguardo. Guarda che non sto dicendo che sia semplice, sto dicendo però che mentre ti ammazzi di seghe mentali domandandoti perché lui non ti vuole nel suo mondo in realtà stai sempre nel suo mondo e mai nel tuo. Il tuo mondo sei tu, innanzitutto, ma stai mai con te veramente? Nelle piccole cose, veramente. Quando tempo e energie dedichi al tuo mondo, veramente? come puoi avere delle soddisfazioni per te stessa se lasci che nel tuo mondo crescano erbacce, vada tutto a puttane, mentre coltivi solo il suo? anche il suo mondo narcisista. Guarda che ho capito benissimo come ti senti, per quello che posso, ovvio, perché non sono te e non sono dentro di te. Ma guarda che i meccanismi come questo sono anche banali, pur nella loro potenza. Il casino sta negli effetti di confusione emotiva e mentale, mancanza di autodeterminazione, ansia, angoscia, depressione e fissazione che portano, e sì, poi bisogna rimboccarsi le maniche e avere pazienza per ritornare del tutto in asse. Ma se neanche cominci davvero… quei minuti al giorno che dedichi veramente a te sono l’inizio della tua salvezza, anche se hai delle ricadute.

  • 1537
    margot -

    Cara Luna dirti che nn ti sei buttata alle ortiche nn è perchè penso che tu nn possa aver passato dei momenti di totale delirio in cui, nn capendo più chi sei, hai commesso errori o ti sei ritrovata in situazioni nn idonee alla tua felicità. Lo dico perchè ammiro di te la tua forza, che nasce anche forse dall’essersi trovata nella pupù. ammiro il fatto che tu sia così diligentemente lucida e capace di analizzare la realtà per quella che è e di proporre a te e agli altri delle soluzioni costruttive. Ammiro di te di essere un punto fermo, su cui anche io mi appoggio spesso. Mi sei di aiuto malgrado nn ti conosca di persona, ma ti sento vicina sempre come un’amica. Io vorrei tanto essere più forte, per me e per tutto. Vorrei tanto nn essere così in balia delle sue elucubrazioni mentali. Perchè Luna hai ragione quando dici che lui ha più paura di me. E questo mi fa sentire ancora di più in un limbo. Ora però Luna mi trovo a un bivio: ha avuto un grave mancanza dentro la sua famiglia e mi sono sentita di volergli stare vicina. Ma ovviamente nn ho potuto. Sono l’altra. La donna ufficiale era lì a ricoprire il suo ruolo. e io sono stata ferma a guardare. Nn ho potuto fare o dire nulla. Nn ne avevo il diritto. E la cosa mi distrugge nn poter stargli vicino come vorrei. Mi sento impotente e braccata. Ho provato a chiamarlo ma mi evita.
    Sono distrutta. Nn pensavo di potermi trovare in una tale situazione. Mi sento ancora più rifiutata visto che nn vuole da me neanche il mio aiuto. NN sono la sua famiglia. Sono ritornata ad essere un’estranea. Luna nn so veramente cosa mi stia succedendo, ma so che la mia testa frulla male. mi sento male, ma la testa mi dice che nn è il comportamento adatto e che sto sbagliando, sto valutando le cose in maniera errata. Ma nn riesco ad essere più lucida di così.

  • 1538
    LUNA -

    MARGOT: se “che lui ha più paura di te” ti fa sentire in un limbo perché ti viene da elucubrare cose tipo “non è colpa sua, è che è fragile come anatroccolo anche se mi tira pugni” o tipo che siete due anime gemelle perché entrambi avete paura o che stia a te proteggerlo e salvarlo dalle sue paure non ci siamo proprio.
    Quando ti dico che anche lui ha paura non te lo dico perché tu vada in protezione sua o perché intendo dire “in realtà lui vorrebbe ma ha troppa paura”, te lo sto dicendo perché nel momento in cui tu vedi nella sua arroganza, aggressività e prevaricazione una specie di prova che lui sarebbe più figo di te o portatore di illuminate verità sulla tua identità, quella del mondo intero o anche degli alieni di un’altra galassia, io ti dico che non sta meglio di te. Ma non sta meglio di te non significa che allora sarebbe bello se vi faceste ricoverare insieme, ma che sarebbe il caso che ti sposti, perché qualsiasi siano le sue paure o pare è chiaro che se le gestisce in modo distruttivo. Ma se quel suo modo distruttivo per lui significa tenersi in equilibrio lui sta in equilibrio comunque mentre tu rischi la neurodeliri.

    A parte ciò mi ritrovo a ripetermi anche su un altro punto (e non mi ritrovo a ripetermi perché tu non sei intelligente, intendiamoci):

    @Ora però Luna mi trovo a un bivio: ha avuto un grave mancanza dentro la sua famiglia e mi sono sentita di volergli stare vicina. Ma ovviamente nn ho potuto. Sono l’altra. La donna ufficiale era lì a ricoprire il suo ruolo. e io sono stata ferma a guardare. Nn ho potuto fare o dire nulla. Nn ne avevo il diritto. E la cosa mi distrugge nn poter stargli vicino come vorrei. Mi sento impotente e braccata. Ho provato a chiamarlo ma mi evita.

    Il motivo per cui la vostra relazione è così non è perché tu non sei la donna ufficiale. Il fatto che tu non sia la sua fidanzata e che la storia sia clandestina è un fattore in più che ti crea disagio, ma forse non ti rendi conto che hai anche culo a non essere la sua donna ufficiale, perché se tu lo fossi ti beccheresti ancora più le sue dinamiche, che sono LUI. Tu continui a raccontarti questa menata che è perché non sei la sua donna ufficiale che lui pensa, agisce, tratta in un certo modo, ma pensi davvero che se tu fossi sua moglie sarebbe diverso? o se aveste un figlio, due o sei? Pensi che la sua testa, il suo modo di porsi davanti al mondo e la realtà sarebbero diversi? Praticamente lo status di moglie o compagna ufficiale lo farebbero cambiare? uh. Tanto è vero che stai lì a dirti che lei, la persona ufficiale, ha la fortuna di potergli stare vicino ai funerali, può stargli vicino come tu vorresti, e in questo file però ci dimentichiamo che la persona che ha vicino ha vicino una persona che nel frattempo ha un’altra storia e mentre ha un’altra storia dà le votazioni e cerca di averne un’altra ancora?
    E mettiamo pure che lei non sappia niente e che si svegli ogni mattina pensando che ha accanto un compagno delizioso con cui fare l’albero

  • 1539
    LUNA -

    di Natale (anche se mi pare improbabile che un molestatore morale di siffatta specie e con queste dinamiche possa per anni fingere di essere Babbo Natale con una persona con cui mangia pastasciutta tutti i giorni… e che a lei pure non tiri pure un po’ di evidente merda, pure in modo più sottile che sia… e che lei non riesca a riconoscerla… di fatto neanche tu ci riesci completamente, quindi… quindi è probabile che pure lei si racconti qualche chilo di palle per non vedere o lo giustifichi parecchio, ma comunque sia se tu cominciassi a farti i c.... tuoi, invece che quelli di lei sarebbe sempre ora… ma nel senso che ti renderesti conto che il problema comunque sta nell’uno a uno, cioè di come lui tratta te, cosa di cui ti devi liberare, indipendentemente da come lui tratta la fioraia, l’altra collega o la sua fidanzata. Perché la tua grande gatta da pelare è come lui tratta te e il fatto che ti devi spostare), dicevo, mettiamo pure che sia così: a te piacerebbe non sapere che sei fidanzata da anni con uno che fuori casa si comporta come lui? e guarda che non mi riferisco solo al fatto che la tradisce, ma mi riferisco alla sua palese misoginia. Perché per parlare delle donne come lui fa le donne bisogna odiarle, non amarle. O perlomeno non avere un rapporto sereno, manco con la fioraia. Ecco… non ti sto dicendo: lui odia Margot, ti sto dicendo che lui ha un rapporto con il femminile, non solo con Margot, problematico. Tuttavia tu continui a farne un problema personale. E che ci sta che sia personale perché lui fa male a te quando ti fa male, ma il problema è che veramente non ti rendi conto che lui è così. Poi, certo, è chiaro che questa dinamica esiste anche perché tu quando lui si comporta come si sta comportando con te invece di pensare che veramente la botta di culo è non vederlo più (o vederlo, ma non averci più a che fare sul piano in cui sei ora) ti struggi e distruggi pensando a come farti vedere da lui, e come potresti consolarlo se solo ti fosse permesso.
    Margot, come ti ho già detto non è che non capisco che la testa ti frulla male, e che può succedere, quello che dico è che sarebbe il caso che tu ti facessi aiutare per capire VERAMENTE cosa sta succedendo e risolvere la cosa in maniera VERAMENTE adeguata. Non sto dicendo che per forza tu non possa farcela da sola, ma visto che bene non stai e che il tempo e le energie che sprechi sono le tue, visto che l’incubo in cui senti di vivere è tuo, lo senti dentro e non ne puoi più, a me, concedimi, dispiace che tu pensi che una via d’uscita non ci sia, mentre ti friggi il cervello pensando che vorresti poter essere la sua fidanzata ufficiale e con altre fritture. Mi può dispiacere che ti friggi il cervello? mi può dispiacere per le tue sensazioni di angoscia e di essere intrappolata. Me lo concedi? fermo restando il libero arbitrio, mi può dispiacere?

  • 1540
    LUNA -

    A me x me stessa dispiace. Ciò non significa che io abbia un istinto da crocerossina nei tuoi confronti perché mi dispiace per me. Significa che quando vedo qualcuno che si rigira come una fettina appannata in una terrina di chiodi, solo che non è una fettina, ma è un essere umano, e dentro sente quell’angoscia ecc ecc ecc, sente i chiodi dentro, e se li infilza anche da sola nella testa, tanto si è ormai abituata a farseli infilare, mi dispiace. Allora mi viene spontaneo non riuscire ad andare avanti e fingere di non vedere. Anche se non posso farci niente. Perché è vero, sai, non posso farci niente, e lo so. Non può farci niente nessuno finché qualcosa non scatta in te. Allora, se tu aprirai uno spiraglio, ma devi aprirlo tu. Non a me, perché io provo un sincero affetto per te oltre questo schermo, ma io non sono nessuno. Io non posso venire a salvarti. Tu dici @ammiro di te la tua forza, ammiro il fatto che tu sia così diligentemente lucida e capace di analizzare la realtà per qlla che è e di proporre a te e agli altri delle soluzioni costruttive. Ammiro di te di essere un punto fermo.

    Guarda che non è una questione di forza, è più una questione di costruttività, innanzitutto. le tue seghe mentali sono sterili e distruttive. Capisco perché le hai, ma rimangono distruttive. Te lo dico per esperienza.
    Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno. Chi sono per dirlo? che ne so? in questo fidati di me. I danni ti sembrano enormi? bene, c’è di peggio. Non sto facendo un confronto, ti sto dicendo un’altra cosa: che il fatto di avere avuto una relazione “parziale” con lui potrebbe essere proprio ciò di cui un giorno ringrazierai il Cielo. “mi è andata di culo” ti dirai “perché se avessi diviso, condiviso di più sarebbe stato più c.... ancora”. Tu dici che sono diligentemente lucida. è vero, io ho cercato di capire, di avere sempre una parte che non si facesse travolgere del tutto. Il mio tipo di intelligenza in questo può avermi anche aiutato. Ma la parte travolta? Oggi, meglio di ieri, so perché ne sono stata travolta. E, credimi, nn è questione di essere stupidi. Si può anche cadere, per varie circostanze, in qualcosa più grande di noi. Enorme è stato, Margot. Non per le seghe mentali, per la realtà. Anche se vorrei poterlo negare, ancora. La mia parte lucida ha voluto/dovuto capire per poter spiegare a me stessa, mentre ero intrappolata in un enigma feroce e avevo il cuore a pezzi. Ma anche per dare gli strumenti a chi da fuori, sennò, non poteva capire. “Ho questo. Poiché ho questo non sono in grado di dire con certezza che ce l’ho. Ma credo si tratti di questo, sintomi inclusi. Anche se spero di no. Ma è un sintomo anche questo”. Figo?

  • 1541
    clà -

    Luna, il mio sbagliare a non chiederti come stai è riferito al fatto di non riuscire a contraccambiare il tuo interesse nei miei ( e di altre persone) confronti all’interno di qst blog.
    Se rileggo i miei post precedenti non ne trovo uno in cui scrivo senza parlare di ME! O parlo di lui, o di nessun altro ke scriva i suoi problemi. Sn molto egoista in qst, me ne rendo conto. Trascuro molte cose, persone soprattutto. La mia vita è concentrata su qst maledettissima storia. Energie spese solo ed esclusivamente per lui.
    Vorrei essere come te, ma non ci riesco e non credo ci riuscirò mai.
    Forse sn veramente propensa a fare questo tipo di vita.
    Nessuna soddisfazione in famiglia, io che non vorrei essere io. Chiunque (e intendo dire chiunque) sembra migliore di me.
    Più bella,, più sveglia e più amabile. Sento di avere una vita inconcludente! Niente che vada come dovebbe, o almeno come vorrei io.
    Parlando cn la Dott.ssa di questo uomo è emerso che forse cerco qst tipi di relazione quando mi sento abbandonata, magari da un familgliare. Non so quanto sia vero..Ma alla domanda “mi capiteranno altre storie di questo tipo, in futuro?” lei non ha saputo rsp. Sono molto preoccupata.
    Oggi l’altro uomo che frequento (son 2 giorni che non vedo e sento LUI), mi ha fatto una confessione…Sta veramente male quando non mi vede..Sente di aver dei seri problemi ma non vuole farmi sentire in colpa. Quasi piangeva.
    Io davvero non so come affrontare la cosa. Oltretutto a detta sempre della mia Dott.ssa non sonon proprio capace si vivere una storia “normale e tranquilla” perchè non sono abituata. (vedi il tuo esempio sulla strada da percorrere per andare al lavoro, carica di tensione, senza pensare che il lavoro si trovi dietro l’angolo).
    Quasi mi rivedo nell’uomo di Margot. A volte mi capita di trattarlo male, di non considerarlo abbastanza..E lui? Sta male senza di me!
    E l’altro???? Sto male IO accorgendomi sempre più che non gli interesso minimamente!

    Da qualche giorno sto leggendo “Donne che amano troppo”.
    Ve lo consiglio.

    La frase @ La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche….è la tua sensazione, la tua visione di ciò che accade tra me e Lui, vero??

  • 1542
    clà -

    Luna, scrivi @Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno…
    Allora le compagne di tutti questi uomini???
    So che l’attenzione la vuoi incontrare su Margot e basta, ma di riflesso mi viene da chiedere questo. E lo faccio xk credo ke lui, come gli altri protagoniti di questa vicenda, non siano così qnd si trovano nella loro di casa.

    Ieri è partito!E lo ha fatto senza avvisarmi o salutare!Me lo aveva anticipato, dicendomi all’inizio ke dove sarebbe andato non avrebbe potuto dirmelo. Era un pò brillo quel giorno..mi disse che avrebbe voluto passare la notte cn me, senza per forza far l’amore, ma solo x stare abbracciati. Aggiunse che si è sempre trovato bene cn me, ke si è abituato, si è attaccato, ke io ho il mio carattere ma lui mi tiene così come sn.
    E ripeteva “ti voglio tanto”…aggiungendo anche “bene”. Mi guardava in un modo…non lo aveva mai fatto (questo domenica scorsa). Poi c’è stato un momento di complicità e ho visto ke l’ha reso felice (io pure). Cn la paura ke tornasse tutto come prima gli ho chiesto “quanto durerà questo tuo atteggiamento? un’ora, un giorno?”Lui “tutta la vita”.
    Il giorno seguente avremmo dovuto stare insieme tutto il giorno(sempre in seguito alla sua partenza), ma nn si è mai fatto sentire, se non per chiedermi dei soldi. Al mio silenzio (mi chiamava ma non rsp)mi ha scritto “sei tu che non mi vuoi bene amore”.
    Il martedì mi vede rientrare..è a casa cn un amico e mi chiama…ha sempre detto ke avrebbe voluto parlarne cn qst suo amico ma non si fida del tutto..Mi scrive di nuovo che mi vuole bene e vuole vedermi.Accetto, ma x finta..Lo faccio uscire ma io non mi presento.Dopo un’ora ha capito il mio “gioco”. Mi scrive di nuovo (3 messaggio)che mi vuole bene ancora..ma tanto bene.
    Il giorno dopo ancora mi scrive come ho passato la serata insieme a lui..Gli rsp e lui fa alterttanto….poi…sparisce!!!
    Ora…quando scrivo tutte queste cose non lo faccio ignorando il fatto ke a qualcuno possa non fregare un bel niente…ma lo faccio cn la speranza che qualcuno/a mi faccia capire se sn io che voglio vedere anke quello ke in realtà non c’è…oppure è lui i manipolatore.
    Una parte di me sa di aver un posto nel suo cuore. Ma non so se sia frutto della mia immaginazione oppure no.

    Ho una strana sensazione…credo sia in vacanza cn un’altra. Sicuramente quella sarà più furba di me. Magrai mi ha chiesto i soldi proprio x pagarle la vacanza. Lei saprà come prenderlo, come farsi amare..o più semplicemente come tenerlo stretto.
    Io invece servivo da tappa-buchi.
    Lo penso, ma in maniera più distaccata…sento che di lui NON mi manca la parte peggiore, l’altro lato della medaglia..

  • 1543
    LUNA -

    Carissima Clà, ti giudichi già abbastanza (e il mio non è un giudizio), non giudicarti anche per interposta persona. Intendo dire, mi attribuisci una sensazione di egoismo nei miei confronti che io non percepisco. Io posso assolutamente scegliere di non rispondere più a Clà o Margot o chiunque se notassi una disparità nel rapporto, anche per me esiste il libero arbitrio. Una cosa te la posso dire, perché nella tua lettera tu parli del fatto che non sei contenta di come, in generale, mi pare, va la tua vita, e hai la sensazione che le tue energie siano bloccate, seppure in certi momenti sembrano esplodere attraverso delle manifestazioni di ansia, inquietudine, e circoli viziosi di pensieri e sensazioni negative e frustrazione e compulsione. Sì, questo genere di relazioni, che non ci fanno star bene, e che di fatto, in fondo, non portano da nessuna parte, tolgono e bloccano le energie. Sì, rendono egoisti, ma non egoisti nel senso di “penso a me stesso, sono concentrato su di me e quindi mentre sto facendo qualcosa per me magari trascuro gli altri”. E’ un’autoreferienzialità differente, nasce dall’implosione, dall’eccessiva concentrazione non su se stessi, ma su un malessere che è generato da mettere al centro un’altra persona o una relazione che diventa un impegno, fortissimo, di energie, ma a perdere.
    Di fatto se vuoi migliorare davvero la tua vita e sentire fluire le energie, rifluire, dovresti toglierti dal “lavoro” che impegna le tue giornate, con incessanti straordinari, non pagati… nel senso che la frustrazione nasce dal fatto che tutte quelle energie, mentali, fisiche, psicologiche, morali, emotive spese finiscono con il dare la sensazione di togliere sempre acqua da una stiva che continua a riempirsi, e non si vede mai la fine, o, se vuoi, la sensazione infernale di non fare altro che portare mattoni per costruire una casa, spaccandosi la schiena, concentrandosi sul progetto di quella casa, ma alla fine ogni volta che guardi il cantiere non c’è neanche un mattone. Oppure un minuto prima sembra esserci un inizio di costruzione, o quasi ti dici: è un castello! e poi invece non c’è niente. Sembra un incubo, uno di quegli incubi ricorrenti che alle volte nella vita onirica possono tormentarci. Il problema è quando diventano la realtà…
    Conosco quella sensazione di essere autoreferenziali e implosi e egoisti a cui ti riferisci. Nasce anche dalla mancanza di spazio, energia, prima di tutto concessi a se stessi. Non puoi sentire gli altri se non ascolti te.
    L’altro giorno parlavo con una mia amica, con cui ho un bellissimo rapporto, ci vogliamo molto bene, e – in una conversazione empatica, non colpevolizzante nè polemica – parlavamo di un episodio in cui io sono stata egoista. Lo sono stata davvero. Ma non era solo questione di essere egoisti. Io non avevo le energie sufficienti, davvero, e inoltre per come andava la mia vita io non avevo potuto, veramente, fare ciò che avrei voluto poter fare per lei,

  • 1544
    LUNA -

    quello che in un altro momento mi sarebbe stato possibile, in quel momento, per vari fattori, mi era impossibile. Ora, io sono contenta che io e lei nè abbiamo parlato. Lei non è perfetta, non lo sono nemmeno io. Ci vogliamo bene, ciò non significa che nella vita lei non possa avere sbagliato con me (è accaduto) e viceversa. E’ possibile anche non riuscire, quindi è ovvio che io mi sono scusata per l’episodio (lo sapevo già che le sue e anche le mie sensazioni a riguardo erano quelle, ma sono contenta che quando è stato il momento giusto ne abbiamo parlato) ma non mi crocefiggo, perché so in quale contesto è avvenuto. Quello che posso dire però, e che ho detto anche a lei, è questo: in quel momento, quando io non sono riuscita a fare una cosa che avrei voluto/potuto fare, non potevo per le energie al minimo e a causa di come andava la MIA vita, di che casino era, mi sono resa conto che non volevo che fosse così, che la MIA vita fosse un impedimento… a vivere. Che volevo scegliere non in base a quanto ero incasinata, a pezzi, tesa, braccata dalle dinamiche altrui (nel vero senso della parola, nel mio caso) e che una relazione non può essere simile ad una malattia invalidante, o c’è qualcosa che non va. Ciò non significa che il giorno dopo avessi risolto tutto, ma mi ricordo di averlo pensato con dolore. Di aver pensato con dolore: perché non posso essere… me? Quindi, se a TE non piace il fatto di non essere abbastanza reciproca nell’ascolto degli altri il problema è che forse sei tu che ti senti IMPEDITA, limitata dentro di te. Allo stesso modo quando dici: alla gente cosa frega di quello che scrivo? Con questo principio il forum non esisterebbe, perché tutti possiamo fregarcene o meno di cosa scrivono gli altri. Scegliamo di scrivere e di ascoltare e di rispondere. Facciamo quello che possiamo. Il discorso è se quello che possiamo ci fa stare bene o no. Per quanto mi riguarda io non ho nessun problema se non mi chiedi i fatti miei, non vedo uno scarso interesse nei miei confronti. Io parlo dei fatti miei, ma molto poco e come mi viene. E’ chiaro che ogni mia riflessione nasce anche dai fatti miei. La ragione è anche che per me non è una buona cosa andare in loop ripercorrendo episodi. io non sono meno egoista di te perché non vado in loop scrivendo i miei pensieri, semplicemente non è la mia fase, io non ho bisogno di andare in loop nel forum. Ma non perché sono migliore o peggiore. A te serve essere come sei ora qui, riflettere scrivendo, oltre che sfogarti? perché non può essere qualcosa che cerchi di fare per te? e soprattutto, che male c’è se cerchi di fare qualcosa per te? Forse è che ti accorgi che il pensiero di lui ti invade in modo molesto.
    Su: vorrei essere come te, rivolto a me, posso dirti che sarebbe interessante invece che tu riscoprissi chi sei tu e come ti va di essere e sentirti. Io combatto le mie battaglie, tu le tue. Io ho le mie fragilità e le mie forze, tu le tue.

  • 1545
    margot -

    @cla: so che nn sono nella posizione migliore per dire nulla ma io vedo una nettissima differenza tra la mia e la tua di storia, perche’benche’siano nate nella più totale clandestinita’, io questo tipo di storia che racconti tu l”ho vissuta come donna ufficiale. E cioe’il mio ex di allora nascondendosi dietro frasi fatte usate ad effetto (è da dire che io volevo crederci), dietro sparizioni e riapparizioni fatte con tempistiche giuste, dietro sguardi proibitivi continuava a stare con me per chiedermi soldi. Nn sto qui a scendere nei particolari, ma al di la’dell’essere l’amante o la donna ufficiale, queste tecniche sono tipiche di uomini che ripudiano il lavoro come stile di vita e basano tutto sulla loro esteriorita’. Puntano sul loro fascino e sebbene possano avvicinarsi a persone che a loro piacciano, prima o dopo lo scopo ultimo è quello di adagiarsi sugli allori e di lasciarsi campare mentre si guardano intorno per scegliere la prossima preda.
    @luna: lo so anch’io che lui sarebbe uguale anche se fossi la sua storia ufficiale e capisco che la sua donna ne debba subire più di me di soprusi. E Luna sai quando ti ringrazio è anche per questo perche’ridai ordine ai miei pensieri. Poi sai è vero nn dovrei concentrarmi su di lui, sul suo dolore ma su di me sul mio ritrovarmi. Ah e poi quando dico che ha più paura di me nn è per dire “oh poverino”, ma per spiegarti quanto questa sua paura di vivere una vita migliore e di aspirare a molto di più per se stesso lo porti a mortificare chi ha vicino e a privarlo di energia. Il suo nn capire che la vita da molto di più oltre il cerchio che ognuno si costruisce intorno, lo fa sentire in diritto di demolire le speranze altrui e di nn essere in grado di apprezzare e usare in modo costruttivo l’amore che riceve. Lui con il mio di amore avrebbe potuto farci di tutto, invece lo ha ignorato e quando gliel’ho fatto notare lo ha calpestato e si ci è pulito i piedi perche’vale molto molto poco. Questo Luna è solo per ricordarti che quando nn deliro sono abbastanza cosciente. E per ringraziarti per indicarmi ogni volta la via migliore.

  • 1546
    LUNA -

    @La frase @ La storia di Clà, però, non credo sia “solo” una storia clandestina (“solo” nel senso che di per sè già è un fatto, anche emotivo, di energie, attese, menzogne di cui trovarsi a fare parte, implosione), ma anche una storia – da come lei la racconta – di ulteriori ambiguità, e prevaricazioni, tensioni e malesseri, abbassamento dell’autostima, incertezza, la sensazione di non essere soltanto travolta da un sentimento e da una passione, ma da una serie di dinamiche….è la tua sensazione, la tua visione di ciò che accade tra me e Lui, vero??

    sì, Clà, mi dispiace, è la sensazione che ho. e non è un giudizio sulla tua storia o sui tuoi sentimenti o su di lui, ma se devi farti tutte queste pippe mentali, se la tua emotività finisce con l’essere una montagna russa, se stai male, ecc ecc è evidente che c’è qualcosa che non va. Non andrebbe anche se foste insieme, nella stessa casa tutti i giorni, e tu fossi sua moglie, se tu ti sentissi come ti senti. Lo ripeto, ma è una cosa che non riesco a far capire, evidentemente. Forse però il fatto che io non sia mai stata un’amante, ma ti capisca su molte cose, potrebbe farti riflettere sul fatto che la clandestinità è solo uno degli aspetti che non vanno nella tua relazione, seppure lo metti al centro. O comunque il concetto potrebbe essere di ambiguità di rapporti, per esempio, che ha un significato più esteso.

    @Luna, scrivi @Io vorrei che tu capissi una cosa, che non è una cazzata, credimi se puoi: stai male, e lo so che stai male, ma per fortuna, e te lo dico di cuore, tu con questa persona non dividi una casa, puoi tornare nella tua la sera, e i danni collaterali di questa vicenda sono ancora minimi. Il tuo spazio per spostarti è più ampio, quello interno e quello esterno…
    Allora le compagne di tutti questi uomini???
    So che l’attenzione la vuoi incontrare su Margot e basta, ma di riflesso mi viene da chiedere questo. E lo faccio xk credo ke lui, come gli altri protagoniti di questa vicenda, non siano così qnd si trovano nella loro di casa.

    La mia frase non è solo per Margot, è una constatazione generale.
    Potrei dirti semplicemente: saranno c.... delle loro compagne, perché il TUO problema è il rapporto che TU vivi, non quello che gli altri vivono. Se io ho un collega che ogni giorno mi ammazza di mobbing o una vicina che mi butta un secchio di piscio sul bucato il fatto che possano essere deliziosi a casa loro o eccezionali padroni del loro cane non cambia di una virgola il fatto che a me mi stiano trattando di merda, o che tentino di farlo, e che è sul rapporto tra me e chi sta davanti a me che mi devo basare.E peraltro il fatto che rompano i co… a me non significa che sia perché io valgo meno.

    La mia frase però evidenziava altro. Prova a rileggerla. Forse è perché io ho vissuto 24 su 24 con chi aveva certe dinamiche che per esempio posso dire che non migliorano, anzi si enfatizzano. Ma se non vuoi credermi non posso farci niente. Sarà diverso con un’altra? non è un problema mio.

  • 1547
    LUNA -

    Quello che però posso dirti è che l’idea che se domani diventasse tuo marito sarebbe diverso, o che il problema stia nel fatto che lui tratta meglio lei di te è perché tu vali meno (la tratta bene? secondo te la tratta bene da quello che tu vedi? è il tuo concetto di trattare bene una compagna? vorresti essere nei suoi panni, cioè che vai in ferie e lui si vede con un’altra?), o l’idea che se non la tratta bene allora sarà perché forse gli importa più di te, o la fissazione sul fatto “se io fossi in un altro ruolo sarebbe diverso”, “se io fossi in un altro ruolo starei bene” ecc ecc sono tutte cose che ti servono per non affrontare come stai in questa relazione con lui, di qualsiasi tipo essa sia.

    Per il resto: @Io davvero non so come affrontare la cosa. Oltretutto a detta sempre della mia Dott.ssa non sonon proprio capace si vivere una storia “normale e tranquilla” perchè non sono abituata. (vedi il tuo esempio sulla strada da percorrere per andare al lavoro, carica di tensione, senza pensare che il lavoro si trovi dietro l’angolo).

    Donne che amano troppo parla infatti, se non erro, anche di questo.
    E’ un libro interessante sì, che aiuta a riflettere su cose e dinamiche, meccanismi che possiamo dare per scontati.

    Vedrai che bello che sarà quando comincerai a “sentire” che si può vivere anche senza tensione.

    ho scritto un sacco, ma c’era molta carne al fuoco.
    baci!

  • 1548
    clà -

    Il domandarmi se lui tratta meglio la compagna è quasi “normale” nella non-normalità!
    Cmq credo davvero che la tratti meglio. Lavora molto, non esce mai, se non cn lei. A volte rientrando a casa li sorprendo a parlare sul balcone. Oppure qnd hanno degli amici a casa sn tutti fuori che ridono e scherzano. Perchè dovrebbe lasciare tutto quello? Per me???
    A dimostrazione del fatto che non si è innamorato di me. E questo perchè nel suo cuore c’è spazio solo per la compagna e il figlio!

    Credo davvero che se fossi stata diversa (ma lo penso sia in ambito lavorativo, che in ambito sociale..e soprattutto famigliare), sarei riuscita a concludere qualcosa di più!
    Vedo uomini che cn le loro amanti sn diversi (escono a cena, fanno regali, chiamano ogni giorno….) ne ho avuto un esempio molto vicino, durato 8 anni!
    Io non merito nemmeno le briciole!

  • 1549
    LUNA -

    Sì, Clà, vero che lo è, normale dico. Però dicevo che non ti serve. Soprattutto se finisci con il dirti cose come: @Io non merito nemmeno le briciole!
    Dico che non ti aiuta molto guardare le cose in questa prospettiva.
    Se stai male nel ruolo di amante stai male nel ruolo di amante, se stai male per come lui si comporta con te stai male per come lui si comporta con te, indipedentemente, questo voglio dire.

  • 1550
    salvatrice -

    bene margot, ciao . .
    e’ capitata a me la stessa cosa. ci sono passata, ne sto pagando ancora le conseguenze, ma con grinta vado avanti, gli stessi consigli che luna ha dato a te, li ha dati anche a me.e bello ritrovarsi, qua in queste pagine, a confidarci i nostri casini, i nostri malumori, ma per cortesia. se riesci a volerti un po piu bene, per te stessa , fallo! IGNORALO!lascia perdre. ma sono tutti uguali sti manipolatori,(uomini) che se fossero uomini con le palle, non avrebbero il coraggio di nascondersi dietro alle nostre fragilita’, approfittandosi del l’amore che noi, riusciamo a dare a loro, e’ che loro invece, da noi non vogliono Amore, ma solo sfruttarci, per una questione di soldi.piangono, si commiserano, ci vogliono prendere in giro, con le loro belle parole. margot, non credere che lui non sia tuo, ma che sia di sua moglie.lui ti racconta che divide tutto con la moglie, per farti venire sempre piu gelosa, e’ cosi tu scleri, rodendoti i fegato pensando a lui felice e contento con lei. no!! questo e un’ atteggiamento sbagliattissimo, tu non devi assolutissimamente ascoltare quello che lui ti possa raccontare, perche’ lui lo fa perche’ cosi tu ti attacchi sempre piu a lui, ( da un lato ti vuole succube di lui, fino a toglierti il fiato; e’ qui tu pensi che sia amore, che e’ pazzo di te, e che non riesce a stare senza di te. dall’altro, quando ha raggiunto il suo scopo, dell’attaccamento; ti dice che sei soffocante, e ti intima a darle piu spazio, e ti dice che non c’e l’ha con te ….ma che ha bisogno di respirare, che ti sente troppo preso, che sei avida di lui) e qui , che scatta il gioco della manipolazione, ti rigira le cose. ti prova uno stato di confusione, tu che vuoi sentirti AMATA DA LUI, e’ lui non ti da’ quello che fino a poco tempo prima TI dava, e tu pensi che ama di piu sua moglie.non cascarci, impara questi truchetti( maniopolazioni affettive ) si chiamano. soldi, soldi, sempre la stessa cosa per tutti, chi ne ha pochi , e chi ne ha di piu, loro puntano le gallinelle, che cercano l’amore, inizialmente e’ tutto bello, inizia il gioco divertente per loro, si burlano della nostra buona fede, per fotterci in tutti i sensi, magari gli andiamo pure bene, siamo perfette in tutto pre loro, ma per noi impegnarsi con noi, ti inventano mille scuse, ma come sono bravi,io l’ho capito subito che voleva soldi, perche lui non ne aveva per i suoi capricci,perche sua moglie non ne aveva per soddisfare il suo personaggio.magari poi alla fine a costo di tenersi le corna, gli sarebbero piaciuti pure a lei i miei soldi, chissa’ che cosa si e’ disposti a fare per tirare avanti.ormai non mi scandalizzo piu di nulla, ho aperto gli occhi, e nessuno me li chiude piu.svegliati margot, dobbiamo essere felici perche ce lo meritiamo, non continuiamo a farci prendere in giro, non commiseriamo amore da CHI A PRIORI NON E’ CAPACE A DARCELO,fatti furba non sganciare soldi, mettito alla prova, cosi vedrai se torna per amore o torna per ……

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