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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore chillido44.

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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

  • 1501
    LUNA -

    CLA’: balle, la risposta non è questa. E non ho parlato di una famiglia mulino bianco perfetta in generale, il mio era un quesito specifico. Se hai voglia rileggilo, e se hai voglia (ovvio non è obbligatorio) usa le energie che usi per darti addosso per vedere invece che la risposta è un’altra. Non dev’essere precisamente quella che ho in mente io, ma di certo, mi permetto di dire e me ne prendo la responsabilità, non è quella che hai dato tu.

    MARGOT: 1499. segnamocelo questo commento, da rileggere se dovesse servire, e non solo a te. Margot, piacere di conoscerti per chi sei TU. Un abbraccio forterrimo.

    ALEBA: a parte che ti ringrazio per la tua testimonianza, che a me serve moltissimo, anche per l’effetto specchio, non penso assolutamente che tu sia proprio scema. No. E’ ovvio che il suo disagio lo avevi colto, pensi che io non avevo colto il suo a riguardo? La casa non era l’unico problema e non è sempre stato il mostro di lokness, ma certo che aveva dei problemi. Solo che, mentre tentavo di spiegargli che erano incastri che uno si può togliere, per vivere meglio (che sia con me o anche no, ma rimane il fatto che un filtro “ossessivo” o fissarsi in una paura filtrando il mondo attraverso quel limite bene non fa) al contempo, come te probabilmente, cercavo di rassicurarlo. Cercavo di rassicurarlo sul fatto che le cose non stanno così, che partiva da presupposti sbagliati. Ma chi rassicurava me? che poi io non è che avessi bisogno di rassicurazioni pazzesche, solo di normalità. E casamiacasamia non è normalità, serenità. Non lo è perché ognuno ha diritto anche di vivere da solo, ma se vivi con qualcuno vivi con qualcuno, e non puoi guardarlo tutto il giorno come se fosse il nemico che ti vuole derubare, che sia di sentimenti, beni, o quel che è. Guarda, io conosco anche persone che si amano e vivono in due case diverse, anche persone che, passate anche storie come le tue e le mie, non se la sentono – almeno all’inizio che sia – di buttarsi senza rete in una convivenza. ma il punto è che esiste un modo funzionale o disfunzionale, credo, anche di vivere i propri bisogni e le proprie ansie. Di trovare anche un accordo assertivo. di decidere se avere un conto unico, un conto in comune, un conto in comune e anche due conti separati. Di pagare uno il mutuo e l’altro il resto. di pagarlo insieme o no. di scegliere se uno dei due può andare un anno in aspettativa per finire gli studi, se avere un bambino o tre, se metterli in una scuola pubblica o privata, se accettare un lavoro o un altro. Siamo umani e quindi anche chi dialoga, e ha un rapporto paritario, nel viaggio della vita può andare in crisi di fronte ai problemi o scoppiare pure. E’ un fatto. Ma se il tuo vedere un nemico nell’altro o in una situazione precede persino il fatto di vivere una relazione allora è un vero casino. Perché leggerai la tua relazione e l’altro senza vederlo, ma come un tribunale che porta ogni giorno le prove che costui o costei ti vuole fregare. Se c’è qualcosa che

  • 1502
    clà -

    Margot, mi fa molto piacere sentirti parlare così!
    Certamente quello che ho scritto era riferito esclusivamente a me! ogni storia è a sè. La tua poi è ancora più complessa e sofferente della mia.
    Tu devi assolutamente pensarla in questo modo. Ci vorrà del tempo ma son sicura che ne uscirai. Lo ricorderai come un bruttissimo incidente di percorso che ti ha aiutata a rafforzarti.

    Lui dopo che avevo scritto (di solito è quasi sempre così) mi ha chiamata 2 volte ma non ho volutamente risposto. Era un pò tardi quindi mi sembrava strano mi chiamasse. Molto probabilmente l’ha fatto per chiedermi un favore.
    Stamattina invece vedendomi in garage mi ha fatto uno squillo. Lui era seduto beatamente insieme alla compagna ed ai genitori di lei.
    Nella sua vita non conto niente. Lo vedo ogni giorno che passa. Lui pensa a cambiare la cucina, a comprare la bici, a portare in giro il figlio..Ed IO? Quale incarico ricopro? In fondo alla lista..sempre che abbia voglia o che abbia la luna girata nel verso giusto.
    Lo disprezzo molto..eppure non riesco a non guardare quello che fa. La mia psiocologa un giorno mi ha detto che è come se cercassi da lui qualcosa (questo me l’ha detto in merito al fatto che quando capisco che sta per uscire con la sua famiglia, invece di fregarmene, aspetto di aver la conferma, seppur sia una cosa che mi crea sofferenza)..ma cosa? Conferme? Mi piace soffrire?
    Forse sono la classica persona che trova stimoli in relazioni di questo tipo..Con l’altro uomo è tutto così tranquillo, sicuro..quasi irreale. Probabilmente avrò delle cellule che godono come pazze quando ho la tachicardia. Addirittura di mattina nel scendere le scale (xk facendo gli stessi orari di lavoro capita di vederlo) tremo, ho il cuore che batte all’impazzata..ma talmente forte che mi causa dei tremendi mal di testa.

    Cmq sn convinta che lui non è il classico uomo fedifrago che tradisce xk non ha il coraggio di affrontare la realtà e cercare quello che davvero lo rende felice..Lo fa perchè gli è capitata l’occasione! Se non gli fosse capitata sarebbe la stessa identica cosa.

    ……….Mi ha appena chiamata..è a casa cn tutta la famiglia..parlava piano ma è la prima volta che ha avuto il coraggio di farlo.
    Cn qst non voglio dire che cambio idea! Però quando poi mi da queste “dimostrazioni” è come se tutto il male fino ad ora provato sparisse..Ha un enorme potere sul mio umore. Come se lui fosse la mia DROGA! Iniettata nelle vene crea un enorme piacere…poi inzia l’astinenza e le dosi devono essere sempre maggiori. (Di questo lui non è al corrente per fortuna).
    Sn in un vicolo cieco porca miseria!

    A fine mese la sua compagna andrà dai suoi parenti e ci resterà per 2 mesi. Lui sarà da solo! Ho il terrore. Quasi la presenza della sua compagna mi rassicura..ma quando non ci sarà più…cosa farà? E soprattutto, cosa frò IO???

  • 1503
    LUNA -

    la mia esperienza mi ha insegnato è l’autotutela, quella sana. Non guardare il mondo pensando che sono tutti stronzi che ti vogliono fregare, ma pensare che è meglio avere delle risorse (e non farsele togliere) che comunque vada ti permetteranno di non crollare del tutto, e quelle risorse sono prima interne che esterne, il resto è conseguenza. Tra essere heidi ed essere un calcolatore elettronico esiste l’autostima, sì, che ha un senso molto più ampio di sono brava bella fotomodella, e che, personalmente, vedo, oltre che nel miracolo e la forza dell’amore materno, nello scatto che hai avuto e che così bene descrivi, nel tuo aver recuperato il concetto: sono una persona, sono una donna, per me i valori sono questi, per me il benessere e la serenità è questo, non quello che mi viene proposto quotidianamente come legge o realtà. E non ho dubbi che la tua serenità, reale, il tuo sentirti realmente in contatto con te stessa, in modo positivo (anche se immagino non sia così facile autoconcedersi di sentire e sapere e volere) non possa che giovare anche a tua figlia, che lei riesca a percepirlo a livello istintuale, emotivo prima ancora che razionale. A me dispiace molto per come il mio lui ha filtrato me e la nostra storia, anche perché per dieci anni, prima, avevo visto quanto avesse paura delle relazioni (a causa di ciò che aveva visto in casa sua, dei genitori ecc) ma avevo visto anche quanto lui comunque, poiché ci teneva a me e noi, riuscisse anche a stare in asse sulle sua paure. a concedersi, di fatto, di credere che non è detto che le relazioni siano solo un pericolo, che lo sia la vicinanza emotiva. Anche se ogni volta che c’era un problema a differenza di me che ho reagito alle mie esperienze anche a casa dei miei pensando che le relazioni sono dinamiche e non cose che comperi preconfezionate al supermercato (ho reagito, però, ovviamente, anche con quelli che evidentemente si sono rivelati i miei punti deboli quando c’è stata assurdità ecc, certo… da notare che io vengo da dei problemi tra me e mia madre, ma al contempo ho in famiglia relazioni assolutamente funzionali, paritarie, progettuali e di lungo corso, mentre la sua esperienza è esattamente inversa) dicevo lui aveva un atteggiamento pessimista. Però finché non è arrivata la questione casa e sua madre peraltro ci ha messo un manipolatorio zampino le sue dinamiche non sono esplose in quella maniera, assolutista e insieme contorta, insicura (tu non mi ami, tu mi lascerai, tu mi fregherai, tu vuoi aprofittarti di me… tutte cose nella sua testa, non reali) e insieme arrogante e dittatoriale. Mutuata da sua madre. La quale dopo anni un bel dì mi ha detto “tornatene a casa tua!” e al finale si capisce quanto per lei la figata sia che siccome non ci siamo mai sposati io non toccherò il malloppo. (che non avrei toccato comunque, ndr). Perché lei ragiona su quei termini, in maniera preventiva, ossessiva, esattamente come il tuo ex, purtroppo. E questo ha trasmesso a suo figlio, purtroppo.

  • 1504
    aleba -

    Luna, leggendoti non ho potuto trattenere le lacrime.
    Bacioni

  • 1505
    margot -

    Ciao ragazze vi leggo e mi convinco sempre di più di aver trovato in voi DONNE che si sono date un’altra possibilità, donne che hanno affrontato il marcio della loro vita, l’hanno guardato in faccia e se ne sono allontanate al punto che tale schifezza nn ha più alcun peso nella loro vita. anche quando tu Luna racconti e in alcuni passaggi si sente la rabbia nel descrivere qualcosa di buono che ti sei vista trasformare in un gabbia soffocante piano a piano, si capisce che da questa tua esperienza hai tirato fuori parti più forti della tua personalità. Anche tu Aleba mi ispiri. E ti ammiro quando dici che sei arrivata a capire che se nn ce la facevi per te, hai deciso di migliorare la tua vita per tua figlia.
    Siete veramente grandi!
    @EMe: amica mia dove sei? spero di risentirti presto.
    @Clà: guarda che il 1499 è per te, per me, per tutte noi. Tu vali di più di qualsiasi doppione fallato a cui lui tivoglia far assomigliare. Tu vali di più del semplice svago sessuale a cui lui ti vuole ridurre. Questo che ti dico nn significa “nn ci devi andare più a letto” o “nn ti ama” o “nn ti considera”. Dico invece che tu hai un tuo valore intrinseco ( che ora nn vedi più, ma lo ritroverai) che nessuno ti può togliere e tanto meno questo tuo lui può farti CREDERE che vali quanto una sco..... Lo sai perchè? Se fosse veramente così nn si impegnerebbe tanto a lasciarti lì, nell’angolo della sua mente dove tu occupi un solo ruolo. Lui (come tutti gli esseri pensanti) sanno che ogni persona “vale” per tutto quell’insieme di caratteristiche che la formano e contraddistinguono. Sa anche lui (sebbene nn lo ammetterà mai) che potrebbe e vorrebbe apprezzare te per più di quel solo aspetto a cui ha deciso di ridurti. In poche parole (e con una quantità di codardia unica, che alcuni soggetti in questo forum hanno definito forza data dall’indifferenza) lui preferisce nn GUARDARTI, nn APPREZZARTI per ciò che sei ma preferisce svuotarti a causa della sua inferiorità mentale e affettiva rispetto a te. Già malgrado il loro essere così machi da poter portarsi a letto due donne invece di una, si riducono ad avere una seconda donna fissa oppure si riducono a cambiare più partner (cadendo spesso in mani squallide quanto loro) pur di nn aprire gli occhi e apprezzare la vita anche attraverso le persone che offrono loro il loro amore. Io mi sento vuota, ma propositiva. Nn ti dico che sto bene, sarebbe una bugia. Ma sono lucida. Lo sai cosa ho fatto ieri quando mi ha chiamata? ho risposto perchè so che poi mi sarei trovata a richiamarlo, ho ascoltato, all’inizio ho cominciato a ripetere i miei soliti schemi, poi lui i suoi (cioè paragonarmi, sminuirmi)poi appena le paranoie stavano salendo ho gentilmente rifiutato il suo invito (voleva portarmi a un concerto) ho passato un’ora a farmi 15000 domande al secondo, poi piano piano mi sono calmata, il cervello ha ricominciato a girare per il verso giusto, mi sono detta di aver fatto la scelta giusta, ho sorvolato sulle sue frasi perchè ho

  • 1506
    margot -

    capito che prima cosa per me nn hanno e nn devono avere peso e che seconda cosa nn corrispondono alla realtà. Mi sono ricordata quello che mi dite sempre, che da quando ci sono in mezzo lui mi ha imposto di guardarmi e di guardare il mondo attreverso la sua concezione distorta della realtà. Mi sono sentita triste per la situazione, ma anche sollevata e abbastanza fiera di me. Oggi è un altro giorno terribile. Sta dando il meglio di se. è passato in questi giorni a dirmi che si che deve finire e che a lui sta bene, ma ora ci ha ripensato nn vuole che sia proprio adesso. Questa Luna è una molestia o no? E quindi oggi si sente in diritto di fare il piacione con me. Ma nn molla neanche le altre. Con me è sempre più discreto. Capirete che la cosa così confonde. Ma guardo oltre, faccio la mia vita (che nn comprende più lui) ma nn la cambio e tanto meno cambio le mie abitudini. Se esco e lo trovo nello stesso locale dove sto andando resto lì con i miei amici, ma lo evito e mi impongo di nn preoccuparmi di quello che fa. Frequentiamo la stessa palestra, se lo trovo lì io resto lontana da lui ma nn me ne vado. E se lo vedo con un’altra? Resto ma me ne frego. Perchè mi ha distrutta, ma ora basta. Nn può togliermi anche la mia vita, le mie persone e le mie abitudini. Fa più male così e va più a rilento. Forse però così facendo lo schiferò ancora di più, perchè imparerò ad osservarlo con gli occhi liberi dalle sue fandonie. Ormai devo andare avanti per questa strada, perchè oggi come oggi nn riesco più a pensare di averlo voluto tanto. Forse ci ricadrò (spero di no proprio) ma so che la dipendenza da lui che provo nn è amore. So anche che posso aspirare di meglio per me e per il miofuturo. Invece lui si è chiuso anche davanti a ogni novità, anche davanti a me. Credo di essere stata una delle sue migliori possibilità, ma so che nn ha voluto vedermi, amarmi e considerarmi. E nn per una mia mancanza ma per una sua preconcetta volontà nel considerarmi priva di qualsiasi valore fondamentale per essere una donna meritevole del suo amore.

  • 1507
    LUNA -

    ALEBA: mi dispiace però che ti faccio piangere! Un bacione a te.

    MARGOT: sentirti più serena, più lucida, più centrata in modo sano su te stessa, determinata verso il tuo bene e la tua libertà di pensiero, azione, identità per me una grande gioia.
    Permettimi solo di dirti una cosa, con leìa quali naturalmente però non voglio confonderti:
    sei tu che devi/puoi fare quello che tu ritieni necessario a ritrovare la tua libertà e il tuo spazio vitale (sentire, agire, muoverti, percepirti ecc) indipendentemente da e certamente questo incontro con te può vivere anche fasi diverse e di diverso assestamento. Comprendo infatti quando tu dici: non voglio permettergli di togliermi le mie abitudini.
    Quindi sì, dal mio punto di vista penso che scegliere (faccio un esempio ics ora) di andare a prendere il caffé in un preciso bar perché quel bar ti piace, lo trovi un posto gradevole, dove ci sono altre persone gradevoli con cui hai famigliarità, o perché ti stimola anche solo per i colori con cui è dipinto o per la marca di caffé che hanno, e ciò indipendentemente se anche lui possa passare di là, è una forma di libertà. Andare senza pensarci, perché hai voglia di andarci, e non metterti il veto assoluto di andarci come se lui fosse una spauracchio che può sbucare dalla tazzina del caffé è effettivamente concederti un piacere. concedere un piacere a te stessa che va al di là. Ciò quindi è sano.
    Al contempo però la libertà è anche dire, mentre ti viene voglia di un caffé: dove mi va di andare adesso, veramente? A destra o a sinistra? in quel bar o in un altro?
    e poter decidere al contempo di costruirti, in libertà, anche delle nuove abitudini. e anche di poterti dire: sai che ti dico, margot, quella palestra mi piaceva, ma poiché io ho anche bisogno di respirare liberamente, vedere gente nuova e non vedere un idiota che fa lo scemo con tutte davanti a me, non perché lo temo, ma perché preferisco stare in un ambiente veramente armonico per me, posso anche decidere di cambiare palestra. Perché non ho nulla da dimostrare a lui, ma semmai ho voglia di fare qualcosa che fa stare bene me.
    Riesco a spiegarmi?
    se per te è utile stare sotto dei suoi attacchi e scoprire che riesci a reggerli e fino a che punto vederlo con occhi diversi ti disgusta e quindi ti libera lo sai tu. Ma, al contempo, tu non hai alcun dovere di dimostrare a te stessa, e tantomeno a lui, che tu puoi reggere delle sue dinamiche fastidiose, antipatiche, idiote, invasive, invadenti, infantili e moleste. Perché lui in fondo è anche, con le sue dinamiche, come uno che va ad urlare con una tromba stonata nelle orecchie alla gente, in questo caso a te. quindi non metto in dubbio che i tuoi timpani possanoa anche resistere, ma al contempo che sia anche naturale potersi dire: a me ‘ste strombazzate hanno anche rotto le palle. E quindi, se è vero che al lavoro mi tocca sentire lo stesso questo… inquinamento acustico, però fuori da lì nello spazio libero e più ampio, posso anche scegliere di

  • 1508
    LUNA -

    ascoltare mozart, gospel, o anche solo il silenzio e il rumore dei grilli o la mia voce e basta, quella dei miei pensieri e delle mie sensazioni aperte verso un mondo e un orizzonte più ampio rispetto al microcosmo di un piccolo dittatore che però, con le sue performance, tenta di convincere le persone che il mondo è molto più piccolo di quello che è, persino il mondo interiore, invece di un mondo con tante pi
    risorse dentro e, fuori, con tante tante scelte possibili. Anche su dove andare a bere un caffè. Non so se sono riuscita a spiegarmi bene. comunque sia Msrgot sono contenta che… ti parli così, finalmente. un abbraccio

    CLA’: @Mi ha appena chiamata..è a casa cn tutta la famiglia..parlava piano ma è la prima volta che ha avuto il coraggio di farlo. qst non voglio dire che cambio idea! Però quando poi mi da queste “dimostrazioni” è come se tutto il male fino ad ora provato sparisse…

    esattamente cosa dimostra secondo te quando fa così? che ti dà maggiore importanza, secondo te, al punto da sfidare l’ordine costituito? o che ha una grande faccia come il culo nel momento in cui manda squilli mentre sorride alla compagna e alla suocera e dice: passami il sale?
    sai, Clà, tu dicevi che forse sei una di quelle persone che hanno bisogno di questo tipo di adrenalina. Io questo ovviamente non posso saperlo. Ma non potrebbe essere (anche) lui ad avere la stessa cosa? cioè a provare una sorta di scossa-piacere proprio in questo rischio/ambiguità?
    Anche il gioco di sguardi mentre esce con la famiglia per fare il picnic domenicale, ecc.
    Non so neanche questo. Ma non mi sorprende poi tanto che tu dica: una tranquillità quasi irreale nel momento in cui da tot sei abituata a mettere la dita nella presa della corrente e produci adrenalina e cortisolo o quel che è come si chiama alla c.....
    Nel momento in cui uno è lineare probabilmente ti sembra che lo strano sia lui perché sei abituata con mister arzigogolo. Quasi che uno ti dicesse: guarda che per arrivare al lavoro ogni giorno fai il giro del mondo, cammini attraverso le fogne, ti metti un giubbotto antiproiettile, ma in realtà il lavoro è dietro l’angolo, puoi andarci tranquillamente e non te ne sei mai accorta. Un certo disorientamento è anche normale.
    E non significa necessariamente che tu sia una che ha bisogno di mettere le dita nella corrente per sentirti viva, anche solo che da troppo tempo pensi che la normalità sia mettere le dita nella corrente e che tutto il resto sia noia, come cantava qualcuno. Comunque sia spero che tu possa scoprire presto che non serve girare con l’adrenalina a palla, e gli ormoni dello stress prodotti come se tu dovessi affrontare ogni giorno un bombardamento aereo. E che non hai bisogno neanche tu, magari, di uno impegnato o sfuggente, con una rassicurante compagna che da un lato frustra e da un altro lato assicura una certa distanza, per non concederti una maggiore serenità. Da un’altra parte, ovviamente. Non con un fedifrago con faccia da culo.

  • 1509
    clà -

    Luna..la tua recidività nel continuare a leggere righe e righe di storie come la mia (o altre) mi spiazza (in modo positivo)! Per caso sei la “strizza-cervelli” di questo blog?
    Scherzi a parte…mi piacerebbe ricambiare ma proprio non sn la persona più adatta a dare consigli (in primis non li seguo).
    Purtroppo ho la mente annebbiata.

    Lui è fuori cn la famiglia e mi faccio mille domande su dove possa essere. Oggi nemmeno una chiamata ma me l’aspettavo..
    Una parte di me è contenta per non averlo sentito..l’altra ha paura che uscendo con la famiglia si possa accorgere dell’errore di percorso (IO) e mandarmi a quel paese. E’ come se avessi paura che condividendo dei momenti ,al di fuori delle quattro mura domestiche, lui si possa allontanare del tutto!
    E’ ridicolo….lui è già lontano…

    Quando lo vedo cn amici e parenti mi rendo conto di nn essere in grado di competere cn niente e nessuno. Perchè mai dovrebbe rinunciare a tutto questo???? Per me???

    Sicuramente lui quando mi ha conosciuta nn aveva intenzione di lasciare la famiglia (perchè, come già scritto, lo avrebbe potuto fare anke prima di incontrarmi).
    Quindi non so che cavolo mi aspetto da uno così.L’ho idealizzato troppo e mi sn sopravvalutata! Credevo di riuscire a far innamorare un uomo di me..ma niente! Ho fallito! Sn la ragazza del “quarto d’ora”, nulla più! Forse nemmeno quello!
    Se io dovessi interrompere qst corsa al massacro a lui non cambierebbe nulla. Non avrebbe perso niente! Il buco non è quello che gli manca (piccola volgarità)!

    Però mi chiedo, (ma non più in maniera ossessiva), perchè la tradisca. Forse nn sn affari miei ma sarei curiosa di saperlo. Se non ha problemi seri cn la compagna allora xk ci siam visti per 3 mesi? Però è vero anke ke se una persona arriva a tradire è xk qualcosina ke non va probabilmente c’è! Ma non tanto grave da lasciarla.

    Eppure un mio collega ha lasciato la moglie ed un figlio di 10 anni per un’altra donna ke frequentava da 1 anno.
    Ma poi cavolo…Gigi d’Alessio (lo cito xk chiunque credo lo conosca, poi personalmente la sua musica può piacere o no)..4 figli, 1nipote, 20 anni di matrimonio…ha mollato tutto per una ventenne ed hanno avuto un figlio!
    Quindi si può fare..ma credo ke ci debba essere l’intenzione seria da parte dell’uomo (in qst caso) e la donna (io) dovebbe essere più furba.

    Vorrei commentare gli ultimi post di Margot e Luna ma davvero non ho la forza. Non voglio sembrare egoista..anzi, se nessuno esprimerà un giudizio su quanto scritto da me ora non importa!

    Mi dispiace aver annoiato la maggior parte dei lettori.

  • 1510
    aleba -

    Clà, ti scrivo la prima cosa che mi è venuta in mente leggendoti.
    Invece di chiederti tutte queste cose su di lui: dov’è con la famiglia? ci sono possibilità che si renda conto che io sono un errore? cosa non funziona nel suo matrimonio? perchè la’ha tradita? perchè non la lascia? perchè non si è innamorato di me? Comincia a chiedere a te stessa: cosa voglio dalla vita? voglio essere la ragazza del quarto d’ora? voglio avere anche il minimo sospetto di essere stata un errore? Noi donne pensiamo troppo a “cosa staranno provando i nostri uomini” e ci preoccupiamo molto poco di cosa sta chiedendo la nostra anima…forse abbiamo la convinzione che la nostra anima possa essere dissetata da loro, o forse pensiamo che loro (gli uomini) siano in grado di curare le sue ferite sempre e comunque MA NON E’ COSI’ siamo noi che dobbiamo occuparci della nostra casa interiore, amarci coccolarci e ascoltarci. ASCOLTARCI!!
    E’ malsano intestardirsi al punto da prostrarsi (anche solo davanti a noi stesse) per far innamorare un uomo e portarlo a scegliere. Ognuno deve scegliere per sè stesso/a e le scelte condizionate da una pressione presto o tardi ti presentano il conto da pagare. Quindi fai tu le tue scelte….ma tieni in capo alla lista delle tue priorità le tue personalissime esigenze. Se non ti va di essere la ragazza del quarto d’ora…SPOSTATI è più facile di quanto credi.

  • 1511
    ALE -

    Quando in un uomo, in un Amore o presunto tale, cacci l’ anima… quando va male, quando vieni abbandonata li’ come un rottame, quando non vieni SCELTA, e’ come se il cervello andasse in tilt. Io sono leggermente sollevata dal fatto che un terapista abbia avuto il buon cuore di dirmi che e’ n-o-r-m-a-l-e. Ovvero che e’ possibile che accada che una donna intelligente, in gamba, capace e mediamente sicura di cio’ che e’, si trasformi in una bambina impaurita e piena di sensi di colpa. Circoli viziosissimi di “vorrei”, “non vorrei”, “avrei voluto”, “avrei dovuto, ma non potevo”, “dovrei, ma non posso”, “dovresti”, “devi” e “non devi” sono VELENO per la sanita’ mentale di una qualunque persona che sia gia’ provata e segnata da un rapporto squilibrato nella sostanza.
    L’ “AMORE PER SE STESSI”: che bella espressione. Come no? Donne, amatevi! E se tutto cio’ che vivi ti urla che “FAI SCHIFO”, FREGATEVENE. Siete macchine, robot perfetti, no? Lo sapete BENISSIMO che valete un sacco e che il pirla e’ lui che non sa, che sbaglia, che non capisce, che non puo’. E magari andasse cosi’ o sempre cosi’!!!!! Purtroppo non va cosi’…Va invece che ti senti male. Che ti senti inferiore, che ti senti una P-O-V-E-R-I-N-A, anche se la razionalita’ di fa arrivare al concetto che non e’ affatto vero. Non e’ vero ma intanto il dubbio resta inconscio perche’ DI FATTO nessuno si e’ buttato nel fuoco per te o e’ entrato nella gabbia dei leoni per salvarti mentre tu sai bene che l’ avresti fatto, al posto suo. Perche’ prima degli epiloghi, cento e una occasione arrivano a far vedere quanto sei capace di distruggerti e sfiancarti e sacrificarti per questo benedetto Amore. Cosi’ va che, all’ epilogo, non puo’ che sorgere l’ emozione suprema che porta qui il 90% di noi: IL SENSO DI FALLIMENTO PERSONALE. Poi vai a scavare e vedi che hai davvero fatto quel che potevi e che nulla piu’ sarebbe stato “abbastanza” perche’ il problema non era SOLO TUO o, addirittura TUO ma era di un altro essere umano ed e’ cosa nota che le disfunzioni personali possano essere risolte solo dalla volonta’ del singolo. Se non vuole/puo’/riesce, nessuno puo’ farlo al posto suo. Le persone, uomini e donne, con dinamiche di merda sono veramente ma veramente pericolose perche’ ti tirano sotto, talmente sotto, che costa quanto noleggiare la macchina che ha sondato il Titanic tornare vagamente a galla….

  • 1512
    clà -

    Aleba hai ragione…è una cosa che noto molto ank’io…non penso mai a cosa voglio veramente io! Sn sempre preoccupata nel pensare a cosa possano volere gli altri da me.
    Purtroppo è come se fossi stata stregata da qeull’uomo ( o come dice Luna, da quella faccia di culo)!

    E’ inevitabile porsi certe domande.
    Ancora più difficile è vivere a pochi metri di distanza. L’idea di tornare a casa mi fa venir la nausea!
    Da ieri sera cerco di non guardare più se è in casa oppure no. Mi faccio del male da sola..ma a volte la curiosità è irresistibile. Poi mi ritrovo a star peggio di prima.
    Ma non basta…ieri sera ero alla finestra e l’ho visto rientrare. Appena in casa mi ha chiamata ma non ho rsp.
    5 min fa l’ho visto ancora…dovrei andare in giro bendata!

    Io non voglio essere un piacevole “quarto d’ora”..ma appena mi cerca è difficile desistere!
    Di positivo ho notato ke le miei giornate nn sn più basate sulle sue possibili chiamate. Io vado avanti cn i miei impegni, hobby, ecc..
    Se lui chiama bene, altrimenti nn mi ritrovo in casa senza aver nulla da fare xk mi ha dato buca!
    E non soffro più per una sua non chiamata! Pazienza, chiamerà domani…(forse).

    Altra domanda : la vera “vittoria” in un rapporto è non essere tradita/o , oppure farsi tradire ma non farsi lasciare??

    Luna, la frase @ “con una rassicurante compagna che da un lato frustra e da un altro lato assicura una certa distanza, per non concederti una maggiore serenità.” cosa intendi esattamente? Pensi ke per lui sia stato e sia ancora SOLO sesso, vero?

  • 1513
    LUNA -

    ALEBA: @siamo noi che dobbiamo occuparci della nostra casa interiore, amarci coccolarci e ascoltarci. ASCOLTARCI!!
    E’ malsano intestardirsi al punto da prostrarsi (anche solo davanti a noi stesse) per far innamorare un uomo e portarlo a scegliere..

    verissimo, Aleba. E tra l’altro si prova una grande gioia e “pienezza” comunque a occuparsi con amore della propria casa interiore. si può scoprirne molti angoli ancora nascosti o trascurati.
    Siamo animali sociali, i sentimenti sono importanti, i rapporti positivi con gli altri sono un’importante ricchezza, ma occuparsi del proprio nido interiore in modo sano rimane fondamentale. anche perché chi ti ama davvero, in modo sano, non credo possa desiderare di violare il tuo nido interiore o che possa provare soddisfazione a vederti confusa/o, stare male, apolide dentro te stesso prima ancora che fuori.
    Io del mio nido interiore ho sempre avuto cura, si può sempre fare meglio e crescendo si imparano anche tante cose, anche su cosa significa per noi stessi stare bene insieme a se stessi, rilassati, nel proprio nido. Si possono scoprire anche dei limiti autoimposti dati ingenuamente per scontati. Per varie vicissitudini il mio nido è andato in disordine (proprio quando credevo fosse arrivato il momento di viverlo ancora meglio), e ho sofferto anche perché sapevo, credo, invece quanto è importante stare bene con se stessi, anche quando sembravo averlo dimenticato o veramente era difficilissimo poter essere chi sono. Mi sono sentita destabilizzata, limitata, giudicata, infelice, ingiustamente colpevolizzata ecc. e una parte di me si è autotrasmessa quella sensazione di giudizio, di limite… concretamente so che ho fatto tanto lo stesso, ma anche dove ho sbagliato (e probabilmente nuove “illuminazioni” in tal senso verranno), concretamente so perché quando avrei voluto stare meglio, per me, non ho potuto, per quanto la mia parte positiva e propositiva lo desiderasse pareva fossi capitata in un percorso ad ostacoli senza precedenti. Il mio nido mi è capitato di dover cercare di conservarlo stando dentro una macchina, per ore, o camminando e camminando a piedi per cercare di ricentrarmi quando intorno mi si destabilizzava. mi è capitato di dirmi: io ora mi farei del bene così, ma concretamente non posso, non posso veramente.
    Anche se comunque il diritto al bene, mio bene, era così tanto offuscato da una situazione più grande di me.

    ALE: @Ovvero che e’ possibile che accada che una donna intelligente, in gamba, capace e mediamente sicura di cio’ che e’, si trasformi in una bambina impaurita e piena di sensi di colpa. Circoli viziosissimi di “vorrei”, “non vorrei”, “avrei voluto”, “avrei dovuto, ma non potevo”, “dovrei, ma non posso”, “dovresti”, “devi” e “non devi” sono VELENO per la sanita’ mentale di una qualunque persona che sia gia’ provata e segnata da un rapporto squilibrato nella sostanza.

    vero!

  • 1514
    LUNA -

    @Le persone, uomini e donne, con dinamiche di merda sono veramente ma veramente pericolose perche’ ti tirano sotto, talmente sotto, che costa quanto noleggiare la macchina che ha sondato il Titanic tornare vagamente a galla…

    assolutamente sì :((( uno spreco di energie immenso, mentre ogni giorno magari ci si rimprovera pure di non averle le energie (e ci si sente pure rimprovera di non averle) mentre in realtà si stanno usando quantità pazzesche di combustibile.

    @L’ “AMORE PER SE STESSI”: che bella espressione. Come no? Donne, amatevi! E se tutto cio’ che vivi ti urla che “FAI SCHIFO”, FREGATEVENE. Siete macchine, robot perfetti, no? Lo sapete BENISSIMO che valete un sacco e che il pirla e’ lui che non sa, che sbaglia, che non capisce, che non puo’. E magari andasse cosi’ o sempre cosi’!!!!! Purtroppo non va cosi’…Va invece che ti senti male.

    Capisco quello che vuoi dire, il fatto è che le dinamiche di merda te lo tolgono davvero l’amore per te, anche perché spesso l’amore per te viene visto come un pericolo dall’altra persona (se ti ricordi chi sei e che ti ami con cacchio che ci caschi avanti) e il discorso non sta tanto nella razionalità, ma nel fatto che appena riesci ad agguantare un filo, almeno un filo del tuo diritto a volerti bene cominci comunque non a livello razionale, ma a livello istintivo a vedere le cose diversamente. Capisco cosa intendi quando dici: robot, macchine perfette…
    però è anche vero che un po’ lo siamo macchine perfette, in un altro senso. ed è per questo che le dinamiche di merda producono certi effetti, perché si verificano una serie di risposte a livello emotivo e fisiologico, difronte alla tesione, la destabilizzazione, la svalutazione, l’aggressività. E perché in una situazione di perenne tensione e infelicità si producono anche ormoni e sostanze di risposta e adattamento e “ansiogene” che, accanto allo spaesamento emotivo, e ai calci all’autostima, contribuiscono a quella sensazione di tilt. Come essere costantemente doppati. Poi magari non dormi, fumi 80 sigarette, mangi male, sei sempre più debole, teso, rincoglionito. E pensi che è per amore che stai male, mentre sei sotto un effetto “stupefacente”. credi di combattere, con tutto te stesso, per risolvere un problema, sì, come no, ci metti anche l’anima, ti pare di venderla al diavolo. Ma hai davvero individuato il problema? Guarda Ale che ti sto dando ragione, e non parlo solo razionalmente. Sono una di quelle persone in gamba che sono state rincoglionite da tutti questi fattori. so cosa intendi.

    CLA’: la vera “vittoria” in un rapporto è non essere tradita/o , oppure farsi tradire ma non farsi lasciare??

    queste sono le non-vere-domande con cui ti rendi il cervello un insaccato salame.

    Ti spiegherò meglio cosa intendevo, ora poco spazio. Il sesso non c’entrava una cippa con la mia affermazione. Pensare che sia solo sesso ti può liberare, che ci fai? ma il punto non è quello. E’ un rapporto molesto per te in ogni caso. Troppo toglie e ben poco dà.

  • 1515
    clà -

    Ultimo post (spero).
    Dopo che la compagna è partita il pomeriggi stesso mi ha chiamta e siamo stati insieme 3 ore.Fare l’amore cn lui sembrava diverso, più sentimento che fisico. Mentre lo facevamo mi chiamava spesso amore e alla fine mi ha detto che mi vuole bene.Io mi sn messa a ridere..Chiedendomi xk ridessi gli ho rsp ke ank’io gliene voglio.
    Il resto della serata lo ha passato a parlarmi dei suoi problemi di lavoro e dei suoi problemi cn la compagna.
    Ha detto di aver voluto un figlio xk gli è sempre mancata una stabilità famigliare.Lei i primi anni sembrava la migliore del mondo x quanto riguarda la famiglia, ma negli ultimi 2 anni è cambiata.
    Gli manca molto il figlio xk non lo vedrà x 2 mesi, ma cn lei non si sn lasciati molto bene. Ha detto ke dovrebbe star più attaccata al compagno rispetto ai genitori. Ha aggiunto, in seguito ad una mia frase, che se gli voglio credere bene, altrimenti posso pure mandarlo a quel paese. Mi ha chiesto di aiutarlo a scrivere la lettera di dimissioni.

    Quella stessa sera sn andata a casa molto contenta, xk mi è sembrato sincero, aperto…Mi ha persino chiamata cn il mio nome, non lo aveva mai fatto (usava dire amore, tesoro..). Quando gliel’ho fatto notare anke a lui è sembrato strano..Era affettuoso, molto affettuoso.
    Mi sn detta : possibile ke sia solo sesso? Vede in me qualcosa di più altrimenti non mi racconterebbe tutto questo.
    Poi il giorno dopo l’ho visto davanti a casa e non mi ha nemmeno salutata. Mi ha fatto uno squillo ma credo gli sia partita la chiamata involontariamente…Poi il nulla, se nn oggi vedendomi rientrare un altro squillo. Che schifo!!!
    Ora che è da solo non sto bene. Cerco di non guardare se è in casa o no xk altrimenti mi faccio mille paranoie. Se ci fosse stata la compagna sarei stata più tranquilla.
    Sicuramente ha un’altra. Oppure x lui sn davvero una sco.... e via.
    Quella sera mi sn illusa, nuovamente illusa. Facevo dei piccoli progetti (mangiare isieme, fare la spesa, uscire nel week-end, andare in piscina)…Ma niente di tutto questo verrà fatto. Forse qnd sarà in astinenza mi chiamerà..Ma ho deciso di nn rsp più.
    BASTA!!! BASTA! BASTA! Non mi obbliga nessuno a restare in una tale situazione! Non credo neanke ke mi piaccia vivere cn l’adrenalina! Non voglio dimagrire, dormire male, avere mal di testa e tachicardia x lui.NOn ne vale la pena. Infondo cosa mi piace davvero di lui??? Il sesso? Forse no, xk qnd manca la fiducia, la stima, cade anke quello!
    Lui ama solo la sua compagna, non potrei mai competere cn lei e cn tutto quello ke hanno vissuto.Cerca amore da lei, credo! Io vengo usata x far colpire la compagna anafettiva. Certo ke alla frase : “una persona non la si conosce mai veramente, nemmeno dopo anni e anni”…Ho rsp : “proprio tu lo dici???”
    Lui non credo kiamerà in qst giorni (nel week-end avrà ben altro da fare)..ma se lo dovesse fare il mio obiettivo lo dovrò rispettare!
    E se non lo rispetterò che Dio mi tagli una mano!

  • 1516
    margot -

    @ale: quando dici sarcasticamente che noi macchine perfette sappiamo quanto meschini siano questi uomini ma che ci lasciamo trascinare in situazione al limite della decenza, io mi sono rivista. È da qualche settimana che sto mettendo in atto i miei buoni propositi ma è difficile e a volte avrei cosi’tanta voglia di gridare, di piangere o di sfogarmi in qualche modo, di poter finalmente guardare in faccia la mia amica e dire tutto, tutto tutto. Ma nn posso. Nn ci riesco. E lo sai perche’? Perche’malgrado tutto quello che dovrebbe essere ovvio (cioe’che lui è una merda e che è lui a perderci) io sento di averci perso. Io so perfettamente cosa fare e come mi devo comportare. Sto cercando di ritrovare la mia strada. E Cla questo è per dirti che tu puoi andarci a letto quando e quanto vuoi, nn è questo il punto. Il punto è che lui ti usa come il mio usa me. E intendiamoci bene, nn so se è solo sesso tra di voi (anche perche’questo nn dovrebbe essere il punto centrale visto che il protrarsi di tale relazione dovra’avere qualcosa di fondo e ricorda la passione a suo modo è una forma d’amore) ma devi cmq considerare che data la loro codardia (intesa come la nn volonta’di prendere decisioni e la capacita’ di vivere una vita doppia) noi malgrado la loro forma distorta di affetto, rappresentiamo una breve parentesi nella loro vita. Sei cio’che lo fa evadere, cio’che lo fa sentire di nuovo giovane e privo degli impegni che una vita familiare comporta. Ma sei e rimarrai confinata nella sua seconda realta’. Sei la sua adrenalina. E lui nn lo è e nn lo sara’mai per te. Per sua natura nn riuscira’mai a darti quello che cerchi. L’amore che sogni e che speri di poter ricevere un giorno.
    Io lo scrivo anche perche’ho bisogno di dirlo anche a me stessa. Oggi siamo stati alla stessa cena ed è venuto con la sua donna. Al solo pensiero avevo le palpitazioni ma nn per paura di lei ma perche’mi sentivo a disagio, mi sentivo un’intrusa. Mi ha dato fastidio dover passare tempo con colei che pugnalo alle spalle. Poi è venuto da me ci ha provato e nel mentre mi ha indicato la ragazza per cui va pazzo, elogiandone le doti fisiche (la definisce perfetta) e ricordandomi che devo aspirare a diventare come tale donna. Ma ormai so che nn devo ascoltarlo ma capirete che se la cosa è continua nn è facile restare indifferente. E anzi vi dico che ora passo molto tempo a scrutare questa ragazza per vedere in cosa è cosi’irrangiungibile e a paragonarmi a lei. Ma come mi sono ridotta!!! Insomma capirete che si passa dalle avances ai calci in culo cosi. E so pure che nn devo ricaderci nelle sue trappolette stupide che minano la mia autostima. Ma lo vedo con questa nuova ragazza e lop vedo perso per lei. Con me nn lo è mai stato. Cmq ora pero’io so tutto ma lui se nn con il sesso continua in qualche altra maniera ad usarmi. Ora ditemi solo questo: la sensazione che ho di nn essere stata mai realmente voluta corrisponde alla vera realta’?

  • 1517
    clà -

    Credo ke inconsciamente la maggior parte di noi vuole assolutamente che qst storie finiscano.
    Dopo aver scritto l’ho visto per caso.Lui mi ha salutata mentre io ho fatto finta di non vederlo. Pensavo se ne fosse andato ma poi cn la bici mi ha seguita. Allora ho colto l’occasione per fargli capire come ci si sente a non essere cagati in pieno. Quando gli servo mi elogia cn “amore, mi sei mancata, ti voglio bene…”….poi finito il tutto io non esisto veramente più. E’ tutto molto raccapricciante, triste, squallido e per niente sano!
    Lui che fà???? Gira la bici senza dirfe niente e se ne va.
    Ma come può una persona sana cambiare radicalmente da un giorno all’altro??Ma loro non hanno sentimenti? Oppure sn stata una prova della sua virilità, del suo fascino? La verità è che a lui interessa solo che la compagna non gli abbia parlato per 3 giorni xk lui ha litigato cn suo papà. Se faccio la stessa identica cosa io a lui non importa!
    Un giorno lo faccio impazzire, l’altro mi tiene lontana come se avessi la lebbra! Non sn sconvolta visti i precedenti…ma un pò allibita sì!
    Se sei un leone pronto a sbranare devi ruggire come un leone, muoverti come un leone e atteggiarti come tale. Non puoi ingannare mostrandoti come un piccolo micino domestico che fa le fusa..Un pò di coerenza cavolo!

    Per ora mi sembra di aver cagato un mattone (cit Luna). Spero che qst sensazioni non mi abbandoni e mi faccia pentire e logorare nel tempo. Ho un pò paura.
    Forse avrei dovuto essere più furba..sapevo i suoi punti deboli e avrei potuto usarli a mio vantaggio..

    Qnd 2 persone vivono una tale relazione e accadono qst discussioni, al fedifrago credo venga in mente ke forse è meglio restare dov’è!! Il fallimento è molto personale ma con il tempo spero passi..avrei potuto atteggirami a geisha all’infinito ma la sua idea nn sarebbe mai cambiata!
    Che pensi di me ciò che vuole! (sapesse cosa penso io di lui…)

  • 1518
    clà -

    La dipendenza:
    Che sia da una persona, da una sostanza, dal cibo, da un comportamento, da tutto ciò di cui non si può fare a meno…
    E’ uno stato d’animo complicato e caotico, straziante a volte, pieno di sensi di colpa, molto spesso, che si consolida come una perseverante abitudine a farsi del male.
    “Vorrei, ma non ci riesco…” : bisbigliata appena, interrotta da singhiozzi o urlata a squarciagola, è la frase più affermata in questi casi.
    Vorrei smettere, vorrei lasciarlo, vorrei cambiare, vorrei, vorrei, vorrei… è il condizionale che ci frega, perché nel qui e ora, in realtà sto dicendo che “non ci riesco”.
    È buffo come il verbo dipendere, che induce di per sé un senso di prigionia e catene, viri di significato quando è usato in maniera impersonale in una risposta, aprendo a diverse possibilità. Io dipendo da qualcosa o qualcuno. Ne voglio uscire? Dipende.
    Quindi la domanda è: lo voglio davvero? Oppure è talmente forte il legame con questa cosa che riesce ad appagare dei bisogni – che magari io stessa ignoro – i quali mi portano automaticamente a perseverare?
    Cosa succede dentro di me all’idea che questa cosa finisca? Quali velenose emozioni e sentimenti mi suscita?
    Paura.
    Paura di non farcela, di non essere all’altezza, di non riuscire a dimostrare al mondo che si sbaglia, di cambiare quelle certezze che se pur sbagliate mi fanno sentire integra in qualche modo…
    Vergogna.
    Vergogna di riconoscere che forse avevano ragione loro, che ho un problema e non volevo ammetterlo, di constatare che mi sto raccontando bugie da troppo tempo (o che me le faccio raccontare assecondando…), per essermi resa ridicola, fragile, inerme…
    Dolore.
    Dolore per dover affrontare una perdita, elaborare un lutto, nell’affrontare episodi della mia vita che mi hanno portato a essere quella che sono, per il riconoscere che ho fallito…
    Rabbia.
    Rabbia per chi non c’è o non c’è stato, per chi c’era e mi ha ferito, per chi ho paura che mi abbandonerà se solo espongo le mie ragioni…
    Colpa.
    Colpa verso chi mi è stato vicino e ha continuato ad avvertirmi del pericolo, verso me stessa, per non essermi amata di più, verso gli altri, per non aver saputo dare loro quello di cui avevano bisogno o averli tiranneggiati insieme alla mia incapacità di uscirne…
    E poi? Poi, dopo aver dato fondo a tutto questo?
    A patto di esser riuscita con coraggio a scaraventare fuori dall’anima i suoi pericolosi contenuti… che cosa mi rimane?
    C’è il vuoto. Il nulla. L’abisso.
    Senza quella persona, quella sostanza, quel comportamento … io non sono niente.
    Ecco il fondo di tutta la questione.
    Ecco l’angoscia che mi impedisce di rinascere.
    Ecco il limite, il filo spinato che delimita i miei confini con la gioia

  • 1519
    clà -

    Non so che io stessa ho in mano le tenaglie per rompere quella rete che mi imprigiona.
    Non so che posso già usarle.
    Non so che infondo sono libera.
    Libera.
    Non mi sento così da molto tempo. Forse non lo sono mai stata.
    Libera.
    Fa uno strano effetto: è un formicolio sottopelle, l’impulso di gridare, una corsa per i campi, le lacrime che premono per vedere la luce.
    In effetti, non è poi così buio e vuoto, qua fuori.
    E io non sono così male come credevo.
    Io, semplicemente, sono.
    Anzi.
    Io, ho il diritto di essere.
    Posso.
    Posso volere.
    Posso scegliere.
    E questo è il nuovo inizio, tutto da scoprire.

  • 1520
    LUNA -

    MARGOT, ALEBA, ALE: “Il condizionamento viene spesso messo in atto attraverso un processo che paralizza attraverso uno stato di indeterminazione e di incertezza”.

    “Sono confuse al punto da non poter reagire in alcun modo. La confusione genera stress. Fisiologicamente lo stress è massimo quando si è immobilizzati e in preda ad una grande incertezza. Spesso dicono che a suscitare l’angoscia non sono tanto le aggressioni dichiarate, quanto le situazioni in cui non sono sicure di non essere in parte responsabili”.

    “E’ un fenomeno difensivo contro la paura, il dolore e l’impotenza di fronte ad un evento traumatico che è così lontano da quanto si può concepire normalmente, che lo psichismo non può fare altro che deformarlo o scacciarlo dalla coscienza. La dissociazione opera una distinzione tra quello che può e quello che non si può sopportare, destinando ciò che è intollerabile all’amnesia. Filtra così l’esperienza vissuta, arrecando così sollievo e protezione parziale, rafforzando così il condizionamento”.

    “Le vittime sono paralizzate in una rabbia che impedisce ogni reazione, perché è censurata, o si ritorce contro di loro (…) capiscono, ma contemporaneamente vedono, possiedono una iperlucidità che porta a parlare delle fragilità, delle debolezze del proprio aggressore”

    “Dopo molti tentativi di dialogo falliti si instaura uno stato d’ansia permanente, “congelato”, preludio di uno stato di apprensione e di anticipazione cronica (…) i disturbi psicosomatici non sono effetto diretto, ma del fatto che il soggetto non è in condizione di reagire. Qualsiasi cosa faccia ha torto, qualsiasi cosa faccia è colpevole”.

    “(gli aggressori) impongono la loro visione pessimista del mondo e la loro cronica insoddisfazione della vita. Con il loro pessimismo inducono chi hanno accanto a deprimersi, per poi rimproverarglielo. Il desiderio dell’altro e la sua vitalità mettono in luce le loro mancanze. Molto spesso le vittime sono persone piene di energia e che hanno gioia di vivere”.

    “(l’aggressore) è bloccato in questa modalità di relazione con l’altro e non si mette mai in discussione. Anche se la sua perversità passa inosservata per un po’, si manifesta in tutte le situazioni in cui dovrà impegnarsi e riconoscere la propria parte di responsabilità, perché gli è impossibile rimettersi in discussione (…) risparmiandosi inoltre qualsiasi conflitto interiore negativo, addossando all’altro ogni responsabilità di ciò che non va”.

    (da “Molestie morali”, se il direttore mi concede, perché mi sembra spieghi bene quello che sembra male d’amore che manda in tilt e invece è shock da stress. concetto che va oltre – o integra – anche a quello di dipendenza affettiva, mostrando come il nostro sistema reagisce in difesa di fronte a meccanismi che producono eccessiva incertezza, svalutazione ecc.

  • 1521
    LUNA -

    Reagisce in modo esagerato tanto quanto lo stimolo viene percepito come fortemente lesivo.
    Non dico che sia facile, ma una volta capito che ciò che si crede sia mal d’amore o propria responsabilità totale è anche sintomo post traumatico forse si può anche capire che, come dopo un incidente, è il caso di prendersi cura di sè per riportare i propri livelli, anche reattivi, alla normalità. Anche centrando un problema per quello che è, o almeno comiciando a prenderne atto. Sul serio).

    CLA’: sì, semplicemente sei e hai il diritto di essere.

  • 1522
    aleba -

    Luna, a volte mi chiedo tu come stai, come vivi adesso, se ne sei uscita e ti sei ritrovata. Ti penso perchè io vado spesso in crisi, soprattutto i fine settimana quando ci troviamo, per qualche ora, tutti in casa (lui, io e la bimba).
    Per me è difficile togliermi di mezzo per uscire dalle sue dinamiche. Perchè sono solo io che ragiono sulla nostra relazione, mentre per lui quella sbagliata sono io, sempre io e solo io. Anche le rare volte che riconosce di aver sbagliato, lo fa con l’atteggiamento di chi dice “ok ho sbagliato, e allora? prova a lamentarti o a dilungarti sul mio errore”.
    Domenica mi ha aggredita, non solo verbalmente. Ha cominciato a prendermi a spintoni, mi ha costretta contro il muro. Quando mi sono divincolata mi ha spinta per terra. Gli ho detto che avrei chiamato i carabinieri, e lui mi ha detto “chiamali”. Poi è andato a dormire (erano le 15.00. Aveva bevuto tanto vino. Il giorno dopo mi ha detto che gli dispiaceva per quanto era accaduto. Dopo altre 24 ore mi ha accusata di essere talmente stronza che avrei chiamato i carabinieri per il padre di mia figlia, che lui non mi ha messo le mani addosso. Spingere non è mettere le mani addosso. Luna, a volte penso che solo morendo sarei veramente libera, solo che in quel modo chiuderei in prigione mia figlia, quella stessa prigione dalla quale io non riesco a fuggire. Ci sono mille ostacoli, molti dei quali sono solo nella mia mente, altri ancora originano dai suoi atteggiamenti. Poi c’è il lato pratico.
    Lui non è cattivo, è solo infelice. Non è mai stato felice. Non sa come si vive nella felicità….. per quasi due decenni ho pensato che la mia missione su questa terra fosse fargli conoscere la vera felicità, è difficile riconoscere che ho fallito, che ho lavorato a vuoto. Vorrei avere un livello di lucidità tale da non guardare giù mentre risalgo dalla fossa dove sono precipitata. Vorrei davvero impedire a me stessa di alimentare anche il più piccolo dubbio sul fatto che “avrei potuto impegnarmi di più”.
    Grazie Luna, mi aiuti sempre, tanto

  • 1523
    LUNA -

    ALEBA: @Per me è difficile togliermi di mezzo per uscire dalle sue dinamiche. Perchè sono solo io che ragiono sulla nostra relazione, mentre per lui quella sbagliata sono io, sempre io e solo io. Anche le rare volte che riconosce di aver sbagliato, lo fa con l’atteggiamento di chi dice “ok ho sbagliato, e allora? prova a lamentarti o a dilungarti sul mio errore”.

    Ma di fatto, Aleba, il fatto che solo tu ragioni sulla relazione è proprio una parte di quella famosa dinamica, no? Potrei scriverti le identiche cose riguardo la mia esperienza. Di fronte a una discussione su un suo errore: sguardo vacuo, leggere il giornale o fare altro, molta fretta e mai il momento giusto, un’epressione indecifrabile tipo: sto ascoltando e sono turbato, non sto ascoltando per niente. Nei casi peggiori incapacità di reggere una tensione dell’altra persona, seppure reattiva.

    @Luna, a volte penso che solo morendo sarei veramente libera

    anche questo pensiero è frutto delle famose dinamiche. Non hai bisogno di morire per sentirti veramente libera. Semmai hai bisogno di ricominciare a vivere, lontano dalle dinamiche.
    il pensiero nasce non dall’impossibilità effettiva di essere altrimenti libera, ma dal senso di oppressione delle dinamiche.

    @Ci sono mille ostacoli, molti dei quali sono solo nella mia mente, altri ancora originano dai suoi atteggiamenti. Poi c’è il lato pratico.

    anche il fatto che i mille ostacoli siano nella tua mente, e originati dai suoi atteggiamenti fa parte dell’esistenza stessa della dinamica. Anche mettere in fondo alla lista il lato pratico, che in realtà è quello più concreto e sul quale sarebbe importante investire le energie e le risorse. Le energie vengono però male indirizzate, perché spese per compensare, controllare, adattarti, giustificare, preservarti dall’aggressione. Inoltre la questione pratica viene vissuta non come una possibilità di allontanarsi dal conflitto e quindi poter ragionare e sentire anche più lucidamente, o come un diritto, bensì con ansia. Anche perché oltre agli effetti problemi (non li conosco in concreto e possono essere concretissimi, ma di solito è anche per la loro esistenza che appunto si genera il terreno su cui si innesta la prevaricazione. Ecco perché diventa importante intervenire su quell’aspetto, investendo le proprie risorse. Ecco perché la questione pratica finisce al terzo posto, mentre dovrebbe essere al primo

    @lui non è cattivo, è solo infelice. Non è mai stato felice. Non sa come si vive nella felicità…..

    e tu, tu sei felice così? a sfiancarti è anche il fatto di dirti (dirmi) che lui non è cattivo. A me non interessa sapere se lui è cattivo. Uno può anche non essere cattivo, ma se mi urla con una tromba nelle orecchie e mi rompe un timpano, che lo faccia per cattiveria, ignoranza, incapacità emotiva, o stupidità, con dolo volontario o meno sempre mi sta spaccando un timpano.

  • 1524
    LUNA -

    nelle relazioni non disfunzionali e non caratterizzate da dinamiche di questo tipo non è necessario riconoscere una cattiveria nell’altro per poter ammettere una effettività incompatibilità di carattere, di progetti, intenti, vedute. Non è necessario continuamente passare tra rabbia e frustrazione e giustificazione. Si può anche stare male in una relazione e basta, e prenderne atto.

    @Spingere non è mettere le mani addosso.
    La negazione è una sua arma di difesa, mi pare, che sa usare benissimo. Ma non ha solo la sua, ha anche la tua. Con la quale proteggi al contempo i suoi errori per lui, ma anche per te stessa, quando ti fanno troppo male. Ma chi protegge te?
    Che sia mettere le mani addosso o no ti ha fatto stare bene? non hai comunque percepito un eccesso di tensione? o un’incapacità di gestire i conflitti in modo diverso e non lesivo?
    Quella non è comunque una realtà oggettiva?

    @per quasi due decenni ho pensato che la mia missione su questa terra fosse fargli conoscere la vera felicità, è difficile riconoscere che ho fallito, che ho lavorato a vuoto.

    Anche questa frase la capisco – come tutte le altre, purtroppo conosco il meccanismo 🙁 – e capisco il senso di frustrazione. Tuttavia, lucidamente parlando, non hai fallito un tubo. Perché una relazione è una realtà paritaria in cui le persone, oltre a stare bene con se stesse (no a immolarsi per il benessere dell’altro fino a scomparire o distruggersi) pensano anche empaticamente alla serenità dell’altro, che rimane non perché ha una missione o è legato dalla paura ecc, bensì perché si sente amato, protetto, in un progetto paritario di serenità.
    ma questo vale per entrambi, non per uno che ha una missione salvifica e l’altro che è semplicemente quello che è, che tanto l’altro corre come un criceto sulla ruota. Fa molto male, e lo so, vedere le ferite in un altro, sapere che non è mai stato felice, neppure da bambino, conoscere magari quali siano state le prevaricazioni violente che può avere subito. Tuttavia non hai fallito nessuna missione, perchè se lui non è capace di vivere una relazione sana la colpa non è tua. nè è una tua colpa non averlo reso più capace. e inoltre è ovvio che nessuno può avere come missione quella che dici. perché dovrebbe pensare a vivere. e vivere non è questo, non è quello che dici.

    Aleba, nessuna delle frasi che hai scritto, nessuna delle sensazioni, emozioni e paure che descrivi purtroppo di stupisce. Le conosco tutte e conosco la loro potenza. Quindi mentre le ho “svolte” una per una non l’ho mai fatto con giudizio. invece mi trovo a ringraziarti perché mentre le svolgo insieme a te non posso che rimarcare tutto ciò anche a me stessa. E questo specchio aiuta anche la mia lucidità nel guardare il mio vissuto. ora non ho più spazio, tornerò. un grande abbraccio. E abbi cura di te, per piacere, più che puoi. sei una grande donna, ma in una piccola scatola, purtroppo troppo piena di spilli. Ma non è colpa tua, non sei un puntaspilli e la scatola non è la vita

  • 1525
    margot -

    Vi scrivo a quest’ora perche’ho girato per tutti i posti che conosco (compresa casa sua e dei suoi genitori)per vedere se stesse con la nuova concubina. Ha detto che per lei lascerebbe tutto perche’è tutto cio’che desidera dalla vita. Penserete che sono pazza ma ora vi dico tutto: siamo andati acena fuori con amici e dopo un po’è arrivato lui mano nella mano con la nuova fiamma. Al che gia’mi ero innervosita. Poi ha passato la serata a corteggiarla, adularla e a dirle quanto è irresistibile il tutto davanti a me. Lei ha cominciato a starci al che ovviamente la situazione è peggiorata. Io ho dovuto assistere a tutto senza poter dire una parola. Ha detto che se solo gli dara’un cenno lascera’tutto per stare con lei. O mio Dio!!! Mi capite? Mi sono sentita un cesso, ma a parte il fisico, proprio un gabinetto in cui hanno cagato tanta merda da nn poterla smaltire. Poi io sono andata in bagno e al mio ritorno erano scomparsi. Per questo ho cominciato a girare per tutti i posti dove poteva essere e nn li ho trovati, ma la cosa nn mi ha sollevata. Anzi!!!poi sono andata a casa sua ma nn c’era e neanche a casa di lei, per i boschi, a casa dei suoi dappertutto ma niente. Sto impazzendo!! Mi sento una schifosa. E sinceramente al di la’del rifletterci sul perche’mi comporto da cesso vorrei dire che fondamentalmente mi sono rovinata la vita per un uomo a cui faccio schifo e che preferisce un carlino a me. Cio’mi convince che sono un’emerita idiota e che mi sono fatta fottere. Ha vinto lui. E basta. Io sono qui inerme a aspettare di morire.

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