Lui è sposato ed io sono un’amante
Riferimento alla lettera:
Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Data di pubblicazione: 24 Settembre 2007
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Ciao Luna:) … ho condiviso e confermno le tue parole, ricalcano la linea riportata nella mia prima considerazione. Questo lo affermo non perchè io sia migliore degli altri ma solo perchè mi piace, ridere , scherzare, gioire di vita insomma mi piace amare e garantisco che quella è strada giusta.
Per questo non accetto e non permetto a nessuno di approffitare della mia gentilezza scambiandola per debolezza e rifiuto ogni loro azione manipolatoria volta solo ad affondarmi al loro livello di sofferenza. Questo non per egosimo ma per amor proprio. Sicuro che queste dinamiche sono un luogo comune voglio aggiungere una cosa diciamo a loro “favore”.
Non si comportano così perchè sono “cattivi” ma solo perchè non conosco altro modo per, diciamo ,star un pò meglio … mal comune mezzo guadio (ignoranza).
Ricordiamoci sempre che noi possiamo trasmettere solo ciò che abbiamo dentro, che sia rabbia, gioia, amore, odio etc… quindi è solo migliorando il rapporto con me stesso, che posso cambiare l’esterno……e questo è il massimo che ognuno di noi può fare. Il resto …..è il destino che ognuno si sceglie.
Un saluto a tutti.
Buona fortuna.
Tanti
MARGOT: l’inconsapevolezza del dolore ha dei costi altissimi, in realtà, Margot. Prima o poi i nodi emotivi, fisici e psicologici di un adattamento di un certo tipo vengono sempre al pettine.
Se fai dei passi avanti sono almeno passi in positivo, non in negativo. Almeno “spendi” per qualcosa che ti nutre, e non per qualcosa che ti avvelena.
@Ma ora dimmi tu, cosa c’è di sbagliato nel nn voler rassegnarmi a essere solo sesso per una persona con cui ho passato un pezzo della mia vita? c’è qualcosa di così assurdo nel volermi sentir riconoscere che si passano due anni con una persona per motivi che vanno oltre il puro sesso? dimmelo Luna perchè io veramente ora come ora mi sento una gran cretina nel sentirmi dire che nn sarò mai amata perchè mi sono posta con lui così, come se la sua incapacità di essere meglio di così dipendesse da me.
Da te dipende il fatto di scegliere chi tenere nella TUA vita o no, e di accettare o rifiutare dei comportamenti scorretti. Questo, sì, dipende da te. E sarebbe importante che tu te ne rendessi conto, non in senso autocolpevolizzante, ma per renderti conto che lui può anche andare in giro a dire di essere Napoleone, ma se la gente non gli dà corda parla da solo, mentre se la gente gli dà corda lui si sente autorizzato a dire che è stato a Waterloo, e pure scemo chi gli crede.
Ho già detto che le ragioni per cui possiamo cadere in una manipolazione sono molteplici. Quindi se venisse una vecchietta a dirmi che sono entrati due tipi del gas che erano finti a rubarle la pensione non starei certo a urlarle dietro. Tuttavia, oggettivamente, i due sarebbero entrati anche per una sua disattenzione. Se poi li invita a cena anche domani, quando dicono che sono quelli della corrente, tu capirai, che la cosa è ancora diversa.
@Ma ora dimmi tu, cosa c’è di sbagliato nel nn voler rassegnarmi a essere solo sesso per una persona con cui ho passato un pezzo della mia vita? c’è qualcosa di così assurdo nel volermi sentir riconoscere che si passano due anni con una persona per motivi che vanno oltre il puro sesso?
ok, a domanda rispondo. ci provo almeno. Sì, è assurdo. Se mi stai dicendo che VUOI che costui ti RICONOSCA quello che dici, l’assurdità non sta nel fatto di desiderare che lui ti dica il contrario, come concetto astratto, perché è ovvio che a nessuno piace sentirsi dire di essere stati solo sesso, ma nel fatto che se l’altra persona ti dà un’altra versione (indipendentemente perché) tu non l’accetti. Non prendi cioè gli elementi che effettivamente hai, concreti, e su quelli ti basi per vedere cosa farne TU.e un elemento concreto è come lui si comporta nei tuoi confronti anche nel momento in cui lo dice. Al di là che ciò sia vero o no.
Se io ho prestato 2000 euro ad un amico e lui mi dice che non glieli ho mai dati è chiaro che la verità è che gli ho dato 2000 euro, ma lui mi sta fregando. Ed è questo l’elemento concreto, al di là del fatto che io emotivamente possa essere sconvolta dal fatto che il mio amico si sia
rivelato un gran paraculo. Ma di fatto io ho davanti un gran paraculo. Ancora più paraculo se cerca di far sentire in torto o matto me
Quindi se tu sei convinta che lui si sia comportato in modo da favorire il fatto che tu provassi attaccamento e ora lui nega questa cosa il centro non è l’attaccamento ma il fatto che il tuo grande amore che ti manca è un paraculo. Prendine atto.
Se è umano essere sconvolti quando qualcuno, a nostro avviso, ce la cazza, al contempo però se io continuassi a dire “2000 euro, capisci? io gli ho dato 2000 euro! com’è possibile che finga che non glieli ho dati?” ma non considerassi il centro della questione, e cioè il comportamento nei miei confronti, continuerei forse a non proteggermi adeguatamente. Tipo: no, dai, non può essere vero. Ora gli presto altri 1000 euro, così si ricorda che me ne deve 3000.
Tu rischi di fare questo, Margot? chieditelo onestamente.
Così, se tu continui a fare l’amore perché lui ammetta che era fare l’amore anche prima perdi di vista come lui si comporta realmente con te ORA e cosa è meglio dare o non dare più, investire o no più in base a chi hai di fronte.
Non c’è scritto da nessuna parte che non si possa fare solo sesso anche per 5 anni consecutivi. Come farlo una volta sola e che sia vero amore. Non ti sto dicendo che debba essere così, che sia stato solo sesso. Anche perché secondo me questo non è ora il centro della questione. capisco perché per te sia centrale, emotivamente centrale, ma il punto è un altro.
Il punto è che anche se ci fosse stato un coinvolgimento platonico, una bella amicizia, simpatia, o comunque attaccamento, una interdipendenza, comunque questa relazione è sempre stata una relazione con molto disagio, mai alla luce del sole, non paritaria, destabilizzante, mai con un investimento pieno di responsabilità, e caraterizzata anche da violenza morale.
Ci sono mariti che dicono di aver ammazzato la moglie che li ha lasciati perché erano troppo innamorati. Mogli possessive che chiuderebbero il marito in cantina “per amore”. Dunque, Margot, il discriminante qual è? Io capisco che per te fa un’enorme differenza che lui ti dica: sei stata importante/non lo sei stata.
Lo capisco, perché è anche una ferita narcisistica quella con cui fai i conti. Non accetto che lui non mi dia importanza.
Quindi ci sbatterò la testa finché non mi darà l’importanza.
Ma in QUESTO senso è assurdo: VOLERTI SENTIR RICONOSCERE che si passano due anni con una persona per motivi che vanno oltre il puro sesso.
Anche se fosse/è vero lui potrebbe non riconoscertelo mai, anche per il suo bisogno di tenere le persone in balia con i suoi dispetti.O riconoscertelo ma quando GLI fa comodo.
Quindi? questo VOLERE rischia di diventare un tranello fatto a te stessa?
@dire che nn sarò mai amata perchè mi sono posta con lui così
uno che NON è stronzo non lo diventa per come ti poni, stai serena. semmai però saper riconoscere uno stronzo e non permettergli di “stronzare” più è il punto.
La vita è adesso
ma nn ti fai skifo da sola???è un peccato ke l’adulterio nn sia un reato sia per ki lo commette sia per ki ne è complice!!!
So che c’è gente che vorrebbe una pena pecuniaria per chi usa la K invece della C.
Io fino a poco fa sono stato con una che era l’amante di uno Divorziato…Amante della amante in pratica…
Ti capisco…sono cose pesanti, insopportabili. Eppure…
NATHAN: ciao 🙂
@Ricordiamoci sempre che noi possiamo trasmettere solo ciò che abbiamo dentro, che sia rabbia, gioia, amore, odio etc… quindi è solo migliorando il rapporto con me stesso, che posso cambiare l’esterno……e questo è il massimo che ognuno di noi può fare.
vero 🙂
stavo pensando al libro per smettere di fumare. Cosa c’entra?
Pensavo al fatto che Carr dice (oltre ad altre cose):
non fumiamo per le ragioni per cui non dovremmo fumare, ma per le ragioni per cui fumiamo.
ovvero: non possiamo ritrovarci ad essere dipendenti da un amore molesto per le ragioni per cui non dovremmo farlo, ma per quelle che a noi sembrano, in quel momento, necessarie.
ecco perché io “insisto” che è più importante entrare nelle proprie ragioni, quelle vere, nelle nostre autogiustificazioni, nel nostro lavaggio del cervello (pure che sia stato indotto, in maniera molto potente da fuori, cosa che nella molestia morale accade, in parte almeno sicuramente accade) che comprendere perché l’altro è ignorante nel senso che dici tu.
Perché costui o costei si autogestisce la propria ignoranza, riesce a sostenere la propria ignoranza. Se riesce a non sentire il bisogno di guardarci dentro vuol dire che considera “giusta” la propria ignoranza. Ma noi non possiamo entrare nella autogiustificazioni di un altro, possiamo entrare nelle nostre.
Mi verrebbe da dire a MARGOT, che lei fumi o no, di leggere il libro per smettere di fumare si Allen Carr. Tanto meglio se trova la versione tascabile, che si porta pure in borsetta.
Ma va bene anche quella lunga.
E’ uno che ha fumato 100 sigarette al giorno, non per le ragioni per cui non avrebbe dovuto, ma per quelle per cui secondo lui erano necessarie. E ha smesso. E ha guardato il meccanismo per cui la sigaretta, effettivamente, era diventata necessaria. Vitale, anche se dava la morte. Consolatoria anche se in realtà la consolazione nasceva dal senso di vuoto che la sigaretta dà. Nessuna delle sue parole è scritta a caso.
Magari lo hai già letto cento volte, Margot, quel libro che non parla d’amore. Ovviamente questo io non lo so.
Ma anche Guerra e Pace o Topolino possono dirci cose in più in momenti diversi della vita.
Se ti va, Margot, di leggerlo, poi fammi sapere cosa ne pensi.
Un bacio
Ciao Luna ho preferito nn scrivere perche’le tue parole, quelle di Nathan e Eme mi hanno fatto riflettere per cui a parte dirvi che avete tutti ragione, devo imparare ad attuare quei principi che condivido con voi. Cerchero’il libro che mi hai consigliato e una volta letto ti faro’sapere. Credo che tutto quello che ho fatto e tutto quello che vi ho detto mi rendo conto che la realta’in cui fino ad ora ho vissuto e’come una bolla di sapone che mi avvolge e mi toglie l’aria. ora riesco a mettere a volte la testa fuori da questa bolla e respiro aria diversa. La realta’e’tutt’altro che quella che mi viene rigirata contro, ma con grande difficolta’sto imparando a poco a poco a gestire il dolore e tutte le brutte sensazioni che genera. Sai per una sola volta da quando ho avviato questa storia sono riuscita a sorvolare, anche se con grande difficolta’,sulla sua ennesima offesa. Mi ha detto che sta cercando un suo sostituto per soddisfarmi. Riporto le sue parole ma se a voi destano stupore e ribrezzo figuratevi cosa destano in me e che tipo di sensazione lasciano. Pero’per questa volta me ne sono fregata (cioe’dopo 2 ore mi era quasi passata a differenza di prima che ci rimurginavo su per giorni) e ho passato una bella serata con amici che nn vedevo da tanto. Sono anche riuscita ad accettare un invito a cena da parte di un ragazzo che mi invitava da parecchio. Anche con lui ho passato una serata piacevole in cui mi sono risentita anche se per poco me stessa. Questo ragazzo nn ha impostato la serata su una logica di attrazione sessusale, ma abbiamo passato tempo a mangiare, bere bene e a conoscerci. Nn ci ha provato. Ha soltanto voluto stare con me per conoscermi. Mi ha fatto sentire bene. Ma il mio mostro ancora c’e’. Cioe’malgrado tutto ancora nn sono certa di essere pronta a lasciarlo andare. Poi Luna io ho gia’oltrepassato il punto in cui gia’una volta fregata mi sono fatta rinfinocchiare e cioe’per usare un tuo esempio ho prestato 2000euro,poi altri 1000 e poi altri 10000 sempre sicura di ricevere in cambio cio’ che mi spettava. E poi Luna si il pretendere che mi riconosca che prova qualcosa per me e’solo una trappola per me, ma cmq nn lo ritengo una cosa cosi’strana. Voler sentirsi dire quello che una persona prova per te e perche’per 2 anni ti sceglie nn e’assurdo. E’portare rispetto. Anzi meglio. Come direbbe Tolstoj “la vera depravazione e’proprio volersi liberare dai legami morali con la donna con cui si ha un rapporto fisico”. E’questo che voglio dire. E’qui che io credo che tu sbagli: l’amore o qualsiasi sentimento simile, nn puo’nascere facilmente da un singolo incontro, ma credo sia più facile e naturale far nascere un sentimento con due anni di frequentazione e sentirmi dire che per due anni si puo’fare sesso per me nn ha senso. Il sesso puoi trovarlo ovunque per cui nn vedo il motivo della prosecuzione con me. C’e’altro e nn mi piace il sentirmi dire che nessuno vieta a nessuno di poter far sesso per due anni. E’logico che si puo’fare, ma parliamo in termini reali:cosa c’e’di cosi’strano se per due anni mi avesse voluta perche’prova qualcosa per me? Il paradosso sembra proprio questo per tutti.
@luna: scusami se sono stata sgarbata e se sono monotematica, ma purtroppo è così: Sarò narcisistica o quello che vuoi tu ma ho bisogno di sentirmi dare il giusto valore anche da costui che di valore nn sa darne. Sarà lui che nn sa amare o comportarsi diversamente ma ogni volta che mi viene detto che nn potrà mai amare me mi sento come se tutto dipendesse da me.
Devo cmq ammettere che hai ragione quando mi ricordi che nn ha mai nascosto le sue intenzioni e che nn avrebbe mai provato nulla per me. Ma per me essere fermi sulle proprie idee e convinzioni senza valutare se il contesto in cui tutto si svolge è cambiato, senza valutare se qualcosa in noi è cambiato, è segno di pura ignoranza. Nn ama e nn lo farà mai, oltre perchè è per ovvie ragioni una storia senza senso e continuità, perchè ha deciso a priori di nn farlo. Nn cambia idea solo l’ignorante. E ora nn dirmi che chi dice che nn si può vivere una storia anche così?? ma se tutto è possibile e lecito, l’illecito allora quando è che ha inizio??? quando è che si supera quel limite per cui sai che stai provocando più male di quanto riesca a sopportare a chi da te vuole solo un pizzico di amore? Lui è un paraculo nel senso che tu mi hai spiegato. io sono una fessa. Oggi facevo un giro su fb e ho visto le sue nuove foto di una vacanza fatta il giorno dopo che ha trascorso la notte da me. Nelle foto è felice. Chiamalo come vuoi, narcisimo il mio, ma vedere quelle foto è stato come ricevere mille pugnalate. Vedere i loro momenti, la loro felicità, sapere che io questo da lui nn l’avrò mai perchè è proprio da me e solo da me che nn lo vuole mi distrugge. Questo Luna è l’unico motivo che mi spinge a fermarmi. La sofferenza che provoca la consapevolezza è peggio del nn sapere. sono qui che fisso quelle foto e poi….? poi cosa faccio torno a essere sempre la stessa, nascosta, sofferente e trasparente amica di uscite che ha. Malgrado ciò che mi hai spiegato tanto bene e cioè che nessuno può darmi o togliermi valore, per me lui ha stabilito il mio di valore. Quelle foto dimostrano quello che ho sempre pensato: io sono la seconda scelta, lo scarto, senza valore, una persona di serie B da tenere nascosta rispetto alla sua donna che è alla luce, che merita di starci per lui. Nathan dice che gli altri percepiscono quello che abbiamo dentro, il senso e il valore che ci diamo e così ci trattano. Io nn sento di avere nulla da dare o da far trasparire. Sono un automa in standby che attende istruzioni sul da farsi. Ma anche il mio padrone nn è più interessato a me. Queste foto dimostrano e avvalorano la frase di partenza della nostra storia: con me mai nulla. Mostrano quello che io voglio e che mi renderebbe felice. Ma mostrano la vita di un’altra donna. E di un uomo che io nn riconosco. Sai un giorno mi ha detto di come fosse orgoglioso di se stesso per come le persone lo considerassero un uomo dai forti valori e cmq sempre impeccabile nella vita. Mi ha detto ridendo che nessuno mi crederebbe se mai decidessi
di raccontare tutto. Mi ha detto che alla fine verrei presa per pazza, vista la sua inattaccabile reputazione. Guarda Luna ora sono talmente giù che vedo tutto nero. Posso girarci intorno quanto voglio, ma lui davanti a una scelta ha scelto la sua donna ribadendo fin dall’inizio che nn mi ama. Per cui forse malgrado lo sfogo di ieri mi devo rimangiare tutto e darti ragione: ci può essere solo sesso anche per due anni. Così nn ho più niente da pretendere da lui. Così come nn ho mai potuto pretendere niente. è solo che vorrei che capissi che questa condizione di nn esistenza in cui mi trovo, una condizione che nn mi permette neanche di gridare quanto mi sento male, è questa che mi distrugge. Mi sento nn voluta, usata e derisa. Forse è proprio questo che le amanti meritano, ma sinceramente penso che prescindere dal ruolo in cui ci troviamo a giocare ogni persona deve essere conosciuta e rispettata per quella che è. Io nn ho ricevuto questo trattamento. Sono stata trattata come uno scarto, come una merda che nn merita alcun tipo di considerazione. E dirai tu ora che sono coscente di tutto cosa penso di fare visto che lui è questo e basta. Credo che per prima cosa me ne farò una ragione del fatto che è felice lì dov’è, che nn troverò mai una spiegazione al perchè ha tirato avanti con me tutto questo tempo, che l’essere etichettata come una sco.... me la porterò avanti ancora per molto ma cercherò di ritrovare cosa mi da valore e di farlo. E poi cercherò di essere felice come lo è lui nelle sue foto. Io nn sono stata capace neanche di farlo sentire felice.
MARGOT: ciao tesoro 🙂
non ti ho letta assolutamente sgarbata e se il tuo flusso libero di coscienza ti serve io non ho nessun problema a leggere che mi dai anche ampiamente torto. Il discorso è che mi dispiace quando dai contro a te stessa. Ma anche questo, purtroppo, fa parte del “gioco”. Il gioco della violenza psicologica, così come l’idea di essere chiusa in una scatola in cui se tu parlassi saresti additata come la pazza, o altri epiteti. Vedi, Margot, io te l’ho già detto: la violenza morale è violenza morale in qualsiasi contesto si generi. Il fatto che sia un (una) partner occasionale, un (una) amante o un marito (moglie) a dire una cosa come:
“ti trovo un sostituto che ti soddisfi” e altre dinamiche non cambia la sostanza che quelle siano parole di violenza morale.
E’ per questo che io sposto anche l’attenzione di per sè sulla violenza morale. E ricordati che la violenza morale è sempre autogiustificatoria.
Cioè ci sono sempre delle “ragioni” perché è lecita. Mettendola giù al femminile perché mi rivolgo ad una donna: perché sei l’amante e non la moglie/perché sei la fidanzata ma non la moglie/perché sei la compagna ma non ho mai affermato che sei la compagna ufficiale/perché sei la moglie ma non sei una moglie adeguata/ecc ecc ecc.
Quindi per questo io ti dico che cercare le ragioni del comportamento di chi agisce la violenza morale è in realtà chiudersi in una scatola.
Eccomi, prima ho avuto problemi con il pc a causa di un forte temporale e ho dovuto scrivere in super fretta. Stavo dicendo che appunto la violenza morale denigratoria di per sè che tu descrivi può verificarsi anche in un rapporto non clandestino. E non è MAI giustificabile. MAI, mi segui? Ciò non significa però che non possa venire agita. Non possiamo controllare una persona che la agisce, dobbiamo spostarci. Anzi, ogni tentativo di conciliazione con chi usa quelle modalità si rivela uno stress e malessere. Ecco perché io dico che chiedere a lui che ti dica ciò che ti fa stare bene e ti conferma è un paradosso. Non è un paradosso provare senso di spaesamento e dolore o farsi delle domande, mi segui? e’ un paradosso credere che sia la persona che usa una modalità offensiva e a circolo chiuso a darci un rinforzo positivo.
Un altro aspetto da considerare però è che, fermo restando che chi agisce in un certo modo nei confronti dell’altro si darà (attenzione non ho detto avrà, ma si darà) sempre delle giustificazioni valide per denigrare l’altro e per girare la frittata delle sue regole per cui lui non ha doveri di rispetto nè responsabilità, mettendoti in una situazione poco chiara con questa persona gli hai concesso di stare in un ambiente relazionale in cui potesse agire ancora di più le sue modalità e autogiustificazioni lesive nei tuoi confronti appellandosi pure al fatto che essendo tu amante e avendolo tu sempre saputo zitta e cuccia.
Rimane il fatto che lui sta usando la sua posizione nei tuoi confronti per essere ancora più lesivo, offensivo, per ledere la tua identità e per girare le frittate.
Perché comunque non esiste posizione che giustifichi la violenza e la prevaricazione. Perché, vista come una relazione uomo/donna, in ogni caso lui si sta comportando in maniera offensiva nei tuoi confronti.
Quindi (ma non so se riesco a spiegarmi bene) il discorso è:
a) se mi amo non mi metto in una posizione di clandestinità se voglio una situazione alla luce del sole
b) se mi amo non vado contro i miei valori
c) in ogni caso se ho una relazione di qualsiasi tipo con una persona che mi prevarica comunque quella persona ha un atteggiamento prevaricante
ora devo andare, torno dopo, scusa.
MARGOT: scusa, alla fine non sono tornata dopo e in questi giorni sono veramente incasinata, e non so se riuscirò a scrivere molto, però tu scrivimi se vuoi, che appena posso ti leggo.
Io comunque resto dell’idea, tesoro, che per uscire da questi circoli viziosi ti farebbe bene parlare con qualcuno competente.
E’ vero che hai fatto dei passi avanti, che sei più consapevole e lui ti manda meno in tilt, ma cose come:
@Io nn sono stata capace neanche di farlo sentire felice.
ti fanno veramente male dentro, lo so. E perdi di vista il fatto che manco lui ha reso felice te, anzi, ti ha pure molestata moralmente a gogò.
Guarda, Margot, che io lo so che sono dolori grossi questi.
Ma per uscirne bisogna avere la chiave, e tu la chiave non ce l’hai. La cerchi, ma se tu andassi da qualcuno che lo fa insieme a te probabilmente ci metteresti un decimo del tempo.
La cosa del sesso/amore la capisco. Capisco la domanda che ti fai. E non penso che la domanda di per sè sia assurda, mi ripeto.
Dico solo che è una domanda in cui implodi perdendo di vista tutto il resto.
E il resto è che questa persona è quello che è e bene non ti fa.
Se poi ti aspetti da lui una risposta sincera, che possa pacificarti il cuore, rischi di non averla mai. Perché questa persona si muove da quello che racconti su un altro piano. Quando dico un altro piano non intendo dire per forza sesso versus amore, in generale e nel particolare. Ma dico che i suoi meccanismi non sono assertivi e chiarificanti come vorresti tu.
Per lui sgusciare nelle situazioni, dire a e poi b, ecc mi pare un meccanismo che usa sempre. E se una persona ti ha tenuta sulla corda anche e soprattutto attraverso il meccanismo del non farti mai sentire abbastanza importante (meccanismo che serve a lui) credi davvero che ti permetterà di liberarti dicendoti: sì, sei stata importante?
Non dico che non possa farlo in senso assoluto, ma non credo gli dispiaccia la tua posizione di potere su di te.
Mi ripeto: chi non sa vivere una relazione alla pari e la basa su questioni di forza ha un SUO problema. che ovviamente diventa tuo nel momento in cui tu aneli ad una parità che per te sarebbe serenità ma per lui (o lei) non lo è.
Senti, Margot, io sono stata 10 anni 10 con il mio fidanzato, compagno, moroso, non con un amante. Pensavo: noi due nell’universo, la coppia più bella del mondo e che saremmo invecchiati insieme. Qualche dinamica del c.... ce l’aveva già (io certo ho avuto le mie, in senso opposto: paura dell’abbandono, l’andare in tilt quando se litigavamo per una cazzata lui per tre giorni non rispondeva al telefono, più certamente anche cose che ho sbagliato anche senza rendermi conto, anche perché stavo crescendo in concomitanza con il rapporto). Morale della favola: dopo dieci anni, appena andati a vivere insieme (ed eravamo felici) comincia ad andare fuori con il cocco. E diventa un molestatore morale. Mi odia, lui sa perché e io no. E già questo di per sè è patologico, perché se sei incazzato per
per qualcosa me lo dici. Invece lui viene e mi dice: non ti amo più. Anzi, dice pure: dieci anni non sono mai esistiti.
Boiata atomica, ma io ci credo. Cioè io come te mi chiedo: ma quindi cos’era quello che ho vissuto?
Uno dei problemi è anche sua madre, molestatrice morale d’eccellenza, che mandando in tilt lui per le sue mire di controllo arma una persona già in crisi (lui) contro di me. Io divento tipo l’amante del mio moroso. No, non nel senso che c’è un’altra, ma nel senso che anche se viviamo insieme, facciamo tutto insieme, io però mi devo ricordare che lui non mi ama più. Certo, da fuori sembra folle. Lo molli e via uno che fa così. Ma il punto è che io so che ha avuto un’infanzia allucinante ecc ecc, e lo conosco da 10 anni. così io so che sta male. Ovviamente tutti negano. Lui dice: sto male per colpa tua. Ed altre amenità. Io resto al suo fianco. Perché lo amo, ovvio. Ma anche perché non voglio buttare nel cesso 10 anni IMPORTANTI per una cosa strana, non chiara, minacciosa e limosa che non capisco. Anche perché lui mi mostra la nostra nuova casa (decisa da sua madre, ndr) per noi, e verrà fuori che io non la volevo, mentre io ero in tilt perché ero passata dalla coppia più bella del mondo a qua non si capisce una mazza. E uno che mi diceva: sii sempre fiera del tuo lavoro perché sei in gamba, non mollare! E che mi diceva: finalmente sorridi amore! quando avevo lasciato un posto di lavoro devastante, era passato da ciò a dirmi alternativamente che il mio lavoro non valeva una mazza/non fai un c.... tutto il giorno/pensi solo a lavorare ma della casa te ne freghi. Riassumere anni di ste storie è impossibile e non mi va. Anzi, scusa, ma non voglio neanche tornare troppo precisamente sull’argomento. Però posso dire che non sono masochista, non sono scema, ma, anche per una serie di altre concomitanze, mi sono trovata in un casino più grande di me. Se lo lasciavo mi inseguiva facendo lo stalker e dicendomi che il mio abbandono lo faceva morire, se stavo con lui faceva quello che non deve amare mai, se però dopo un anno così trovava un sms di uno sul cellulare non mi diceva niente ma continuava a covare odio perché intanto di trasformava in un detective privato.
Se mi ha amato? Penso di sì. Ho visto anche il suo amore. Ma mi ha amata malissimo, e soprattutto più preso dalle sue dinamiche che dall’idea che forse se avesse fatto uno sforzo di togliersele saremmo stati felici. Dire che era colpa mia o delle relazioni che vanno male era più facile che dire “ho un problema, e ci sto rendendo infelici inutilmente”. Lui si è snervato e non è stato felice, quindi in teoria neanch’io l’ho reso felice e magari Maria Cunegonda ci riuscirà. Se lui glielo permetterà. A me, a noi non l’ha permesso. E per quanto faccia un male boia, per quanto io mi debba ricostruire pezzo per pezzo, è quello che è. Quindi ti consiglio di cuore: vattene finché sei in tempo. Tanto più perché lui gioca con la tua autostima e con il fatto che non ti ama.
Ciao Luna, ho letto d’un fiato i tuoi ultimi due commenti. La tua storia è durata 10 anni, la mia 17 e abbiamo una figlia di 5 anni, ma le dinamiche erano le stesse, e anche peggiori. Dopo che è nata la bimba ho provato tre volte ad andare in terapia ed ho sempre disdetto l’appuntamento. La quarta volta sono andata ed è iniziato il mio lavoro di ritorno a me stessa, di ricostruzione della mia consapevolezza di esistere visto che lui mi aveva quasi convinta di essere uno zero assoluto. Dopo sei mesi di terapia, il mio terapeuta ormai è convinto che era il mio compagno ad aver bisogno di andare in analisi, e se avesse chiesto aiuto in passato non avremmo vissuto tutti quegli anni infernali. Ma lui non si rende neppure conto di avere un problema. Il mio unico grande e reiterato errore è stato quello di intestardirmi nel volergli dimostrare che io non ero una nullità e che meritavo di essere amata da lui. Lui si dispera, mi odia, mi vorrebbe vedere sanguinante e distrutta…magari nella sua testa lo sono, ma io so che lui è solo un molestatore e le sue azioni presto o tardi non avranno più nessun effetto su di me.
Grazie Luna per le tue confidenze, mi aiutano a capire ancora meglio e mi fanno sentire meno sola.
Ciao Luna grazie del bentornato 🙂
@ecco perché io “insisto” che è più importante entrare nelle proprie ragioni, quelle vere, nelle nostre autogiustificazioni, nel nostro lavaggio del cervello (pure che sia stato indotto, in maniera molto potente da fuori, cosa che nella molestia morale accade, in parte almeno sicuramente accade) che comprendere perché l’altro è ignorante nel senso che dici tu.
Mi trovi in pieno accordo … ma credo sia molto difficile, ma non impossibile, abbattere schemi mentali e strumenti con cui abbiamo riconosciuto una felicità, una gioia, un amore etc … sofferenza, angoscia, paura etc..(che rufiutiamo)…. è veramente molto difficile entrare veramente in contatto con te stesso e guardarti dentro, soprattutto quando stai impiegando quasi tutta la tua energia ed attenzione verso un’esterno in continuo cambiamento che la vuole.
In più quell’interno di cui parlo è forte, molto più forte di quanto non si creda e non accetta volentieri di essere messo sotto lente di ingrandimento e magari pulito o resettato. Lui funziona bene secondo lui ovviamente.
Da li, che la nostra più grande sfida è contro noi stessi.
Detto questo ti abbraccio e buona vita a tutti.
Cara Luna, amica mia, ora si che capisco quanta forza hanno le tue parole perchè nascono dalla consapevolezza di aver vissuto una situazione di disagio e molestia simile alla mia.
Prima di tutto ti ringrazio per esserci sempre e per aiutarmi a capirmi anche nei momenti di puro delirio. Ora ho capito cosa mi vuoi dire quando mi fai ben notare che il mio insistere per avere da lui il mio giusto riconoscimento è chiudermi dentro una scatola da sola. Sono io da me che pretendendo di essere liberata da lui mi incateno da sola. Con questo nn voglio dire che lui nn contribuisca, ma come dici tu e Aleba lui ha i suoi problemi per cui attua questo gioco-forza su di me e sicuramente il suo ego ne giova parecchio. Credo anche io che gli piaccia la sua intoccabile posizione di dominio su di me. Quando hai descritto i tuoi 10 anni in molte dinamiche mi sono rivista, e quando Aleba ha ben detto che il suo lui nn capisce di avere un problema, mi sono sentita finalmente capita. Questo prima di tutto mi aiuta a capire che nn sono sola e che nn dipende dallo scarso valore che lui mi vuole attribuire. Nathan giustamente fa notare che sono soprattutto io il mio peggior nemico, la mia ostinazione, e soprattutto mi fa rendere conto di quanto è difficile rompere quegli schemi mentali entro i quali mi sono rifugiata per delimitare questa storia. Siano stati essi per trovare qualcosa di buono siano stati per definire il male che c’è in questa storia. Io credo di starci male perchè ho a che fare con un molestatore, nel senso che mira a demolire la mia autostima per tenermi a guinzaglio, ma credo anche che il mio sentirmi male nasca dalla schematizzazione mentale che ho dato a questa storia. Cioè andando contro i miei principi, ho abusato di me stessa e per giustificare questo mio comportamento ho cercato di trovare qualcosa di buono che mi facesse restare nella storia. Questo nn significa che il bene che è comparso sporadicamente tra di noi nn sia esistito ma sta di fatto che questa storia parte, cresce e continua su presupposti totalmente sbagliati, che mi creano disagio per la posizione in cui mi fanno trovare. Io credo ancora che la cosa che sempre mi farà male è che lui nn mi abbia mai guardata con occhi diversi per volermi come la sua storia ufficiale. E sinceramente questo è un problema fondamentale, è da qui che tutto si muove e qui che attacca per distruggermi. Essere la numero due mi darà sempre meno valore, nn so se mi sono spiegata.
Luna è vero che me ne devo andare e anche di corsa da questa storia perchè i pezzi cominciano a essere tanti, ma tu dimmi quanto ci vuole per essere di nuovo coscienti che sta solo giocando con me, con la mia autostima e che con il fatto che nn mi ama? quanto ci vorrà per capire che nn ammetterà mai quello che prova per me e nn mi renderà mai libera? perchè ogni volta che penso di aver capito, lui torna da me, con sentimenti più forti e poi, subito dopo, rinizia l’inferno.
Cara Margot, credo che per rompere gli schemi mentali di cui parli devi capire che questa tua frase: “che la cosa che sempre mi farà male è che lui nn mi abbia mai guardata con occhi diversi per volermi come la sua storia ufficiale.” è molto ma molto MENO vera di quello che credi tu. Questa idea di così tanto male devi metterla da parte e cominciare piano piano a valutare la possibilità di essere INDIFFERENTE a come ti vede lui. Ci sono stati periodi (anni!!) durante i quali io ero arrivata ad una condizione tale di dipendenza da come mi guardava lui, che penso mi fossi autoconvinta che dalla sua opinione su di me sarebbe dipesa l’aria che avevo a disposizione per vivere. Sono stata io a dare questo potere a lui e lui ne traeva un tale giovamento!! Ora io ho capito che l’aria è tutta intorno a me ed è gratis..devo solo respirare a pieni polmoni. Lui è arrabbiato perchè non lo “venero” più…ma ho capito che non devo convicere lui che io sono una persona, io lo so…che lui creda quello che vuole. Come tu stai dando il potere al tuo amante di far credere a te stessa che starai male. Fidati, starai meglio quando capirai che lui non adeguerà il suo modo di guardarti a ciò che vorresti tu. Non è all’altezza, non ne è capace e soprattutto per lui è indispensabile mantenerti nella tua posizione di assoluto bisogno della sua approvazione. Fidati, sarà lui a crollare quando lo mollerai. Ma non devi mollarlo perchè non sa amarti, lo devi lasciare perchè restando con lui privi te stessa di avere la possibilità di essere felice. Starai male? Certo ! Hai figli tu? penso di no, ma ti assicuro che uno dei MALI peggiori al mondo è il travaglio nel parto…ma il risultato di quel grande dolore è UNA VITA NUOVA DI ZECCA CON TUTTE LE PORTE APERTE PER CERCARE LA FELICITA’.
Dai a te stessa la possibilità di accedere a quelle porte. Accetta di dover soffrire e ricordati che la vita tua non dipende da quante gocce di amore riesce a darti lui o qualcun altro.
E’ come quando ti metti a dieta, se lo fai per perdere peso in fretta e ti aspetti risultati eccellenti, sbagli tutto e ricadi sempre nei soliti schemi. Se prendi la dieta come uno STILE di VITA che sia salutare e porti benefici duraturi non solo sulla taglia, ma anche sull’umore, sulla salute, sulla gioia di vivere…i risultati saranno lenti ma definitivi. Amati Margot, è un tuo diritto ma anche un dovere!
MARGOT, ALEBA ciao care 🙂
e grazie, tantissimo, ad Aleba per la sua testimonianza.
Non sono stati 10 anni, mi sono spiegata male. Sono stati sedici.
I primi 10 sono quelli in cui comunque abbiamo sempre affrontato le cose insieme e siamo stati insieme, gli altri sei quelli del delirio. Quelli in cui, sì, è vero, ho perso sempre più la percezione dell’aria come dice Aleba. E, NATHAN, sono assolutamente d’accordo con te su quello che dici, perché se c’è una persona che mai si sarebbe potuto credere che potesse sentirsi così (io che sono nata libera, in senso buono) quella sono io.
Nel mio caso specifico il punto di svolta (in negativo) è stato quando lui ha cercato di sottrarsi del tutto alle molestie di sua madre, che lo ama, se così si può dire, appunto, ma malissimo. E non sa fare diversamente. Non mi dilungo perché per me lei è semplicemente quello che è. Non un mostro, ma una persona che ragiona e vede e filtra la vita a modo suo. E non cambierà MAI. Ha un solipsismo da manuale. Per far capire cosa sia l’inconsapevolezza di cui parliamo (lei è la prima che ha un problema e genera problemi, ma non se ne accogerà/ammetterà mai… perché funziona come funziona) lei è convinta di amare i suoi figli, di proteggerli persino, di fare del bene e si sente anche illuminata dal Signore. Il punto è che se per farti del bene, secondo lei, ti deve ammazzare ti ammazza. Lei si sente la sola ad avere la chiave di lettura giusta nell’intera galassia. E’ convinta di essere pia quando ti sta scaraventando addosso un missile terra-aria. Una persona così non la cambi, o la reggi o ti sposti. Lui si è spostato, all’epoca. E il suo, di lui, grido di libertà (non aggressivo, non andandosene sbattendo la porta, ma semplicemente dire: vado a vivere da solo, con lei, cioè me, e manco lontano) ha fatto scattare l’allarme rosso in lei.
Lui, di sua madre, mi ha parlato la prima volta che abbiamo parlato. Quindi lo sapeva di avere un problema. Ha cercato di gestirlo tutta la vita, ne è stato contaminato tutta la vita. La differenza dove stava tra il prima e il dopo: che prima io non ho mai avuto veramente uno scontro diretto con lei. Avendola sgamata sono riuscita sempre a spostarmi e a gestirla. Non ho mai sentito che mi mancasse l’aria e ho sempre saputo difendere la mia aria. Mica dovevo stare con lei, dovevo stare con lui. E se lui aveva una madre così mica era colpa sua. Ho affrontato con amore – e essendo amata – il fatto di stare con una persona però che aveva dentro il riflesso della sua infanzia e di certe dinamiche, ma poiché anch’io avevo le mie (anche se sono più positiva, propositiva, introspettiva con meno paura, anzi, considerandola una risorsa, ma anch’io ho una madre particolare, anche se non come la sua) mi sembrava anzi che insieme avremmo semmai potuto superare costruttivamente le sofferenze ecc.
Posso senz’altro affermare che certe sue modalità le ho già viste in quei dieci anni, ma posso altrettanto affermare che anche lui mi ha dato moltissimo. E che mi ha amato. Ciò non significa che quei dieci anni siano stati una passeggiata, anche se belli, e alla fine, se leggo oggi quello che gli scrivevo all’epoca (sì, gli scrivevo, e già da ciò si evince che avevamo mille modi di comunicare ma quello verbale non è mai stato facile nelle cose veramente importanti) pur nell’ingenuità dell’età mi rendo conto di avergli detto in fondo sempre le stesse cose. Tanto che fu lui a dirmi, stupito, rileggengo a distanza di anni una di quelle lettere: sì, ho sempre gli stessi problemi. Il fatto è che anche quando ha ammesso i problemi non li ha mai affrontati. Anche perché lui è convinto che non si possano affrontare. Negarli è meglio. E guarda che per questo nessuno può fare niente, Margot. Nessuno può farlo per te, come dice giustamente Aleba, se tu non lo fai. Non può farlo non solo al posto dei nostri LUI, ma neanche al posto nostro. Di buono c’è che capita anche di andare dallo striz per parlare di un problema di coppia o di molestia morale, e per comprendere che in realtà si sta parlando di se stessi, della propria stanchezza nello stare male, con un’altra persona, ma comunque, che sia a monte o di conseguenza, o entrambe le cose, con se stessi. Ed è per quello che si può fare qualcosa.
Quando lui ha detto: mi sposto, non ne posso più (da lei, non da me) è scattato l’allarme rosso. In lei, che vive di controllo sugli altri (come ci eravamo permessi? Non credo neanche che sia stata in grado di decodificare questa sua sensazione e non lo sarà mai) e in lui. Lui era esposto e lei ha caricato la dose. Per fare capire quale possa essere la potenza della molestia morale voglio dire che io a sua madre in quegli anni l’ho vista pochissimo, eppure quello che ho capito è la differenza con uno scontro veramente FRONTALE. Con lui. Ma allo stesso tempo con lei. Con lei veramente, e dentro di lui. Con tutte le sue paure che sono diventate aggressione. Con tutte quelle cose sue mai affrontate che sono scoppiate. Non penso neanche che lui desse ragione a sua madre. Semplicemente sono scoppiate. E io ci stavo in mezzo. Anche perché nel frattempo sono scoppiate anche le mie di cose. Oggi io ti dico che non mi interessa nulla di pensare che lui sia cattivo o che sia tutto sbagliato. Anche perché lo so che non è tutto sbagliato. Neanche sua madre sarà tutta sbagliata. Ma le dinamiche quelle sì, sono sbagliate. E con quelle non si vive. Sono INVIVIBILI. Hanno costi altissimi. Qualsiasi sia il detonatore, una madre, la nascita di un figlio, la perdita del lavoro, da subito o dopo. Se loro riescono a viverci vuol dire che sono in grado, a qualunque costo. E sanno cadere in piedi standoci dentro. Io no. Tu no, Aleba no.
Margot, ascolta Aleba. Rileggi la tua lucidità nell’ultimo post, quella sei tu. Tu ancora confusa, ma sei tu. Devi ripartire da lì. Chiedi aiuto.
Aleba quando parli sembra di vedere me stessa. E Luna è vero che alterno momenti di lucidita’a delirio assoluto ma purtroppo mi capita spesso visto che lavoro con lui e lo subisco spesso. Tipo oggi dove ha passato il giorno a corteggiare una collega che lavora due volte a settimana con noi. Ora so che possono sembrare tutte cacchiate nate dal mio potragonismo ferito, ma volete mettere di passare 6 ore con lui che andava da lei a dirle “nn sai che ti farei, sei praticamente perfetta, mi fai impazzire, ti giuro che ci morirei dietro di te, ecc” in più se la sbaciucchiava, la fissava, le diceva di nn passargli troppo vicino se no nn avrebbe risposto delle sue azioni. Ora ditemelo voi come ci dovevo rimanere io? Ho provato a nn ascoltarlo, a fregarmene ma avevo un blocco nn riuscivo neanche a parlare per quanto mi sentivo ferita e idiota allo stesso tempo. Mi sono sentita NIENTE. BRUTTA. E soprattutto presa x il culo. La guardava come fosse stata la donna più bella sulla faccia della terra, ma a me no, nn mi ha mai guardata cosi. Sono talmente ovvia per lui da nn esistere. Ho capito stasera che lui nn si pone problemi se io ci rimango male o meno perche’ nella sua testa e nel suo cuore nn esisto. Per cui è ovvio ke per lui è naturale fare cosi in mia presenza. Quanto sono INUTILE! E questo Luna nn è delirio è solo consapevolezza. È la coscienza di capire che conto come una gomma da masticare spiaccicata a terra, la coscienza di aver passato due anni nell’ombra nn perche’nn potesse volermi alla luce del sole ma semplicemente perche’nn voleva. Capisco solo ora che è vero quello che ho sempre visto e sentito e cioe’che con la donna giusta nn sarebbe stato cosi’. Oggi lo visto venerare la sua dea. Che figura di merda che ho fatto! Io per farmi apprezzare da lui devo fare i salti mortali e anche qua mi concede un po’di tempo è sempre con il contagocce. In pubblico è attento a nn parlarmi per più di un minuto e nn troppo spesso se no gli altri potrebbero intuire o sentire qualcosa. Con questa invece nn si risparmia mai. Anzi si è dilungato e parecchio. Ora Luna ti ho mostrato dove sono i paragoni che lui fa e Aleba si hai perfettamente ragione: me stessa dipende da lui, tutto il mio aspetto e il mio umore e in più l’aria che ora mi concede è proprio poca. Mi sta soffocando. E nn posso dirgli niente perche’sono solo quella che si porta a letto solo perche’la sua dea ancora nn gliela da. Sono certa che si accontenta di me finche’nn riuscira’ad arrivare alla sua bomba sexy. Ma vi rendete conto? Aveva ragione duecalzini: mi sono tenuta tutto e ora nn mi devo lamentare. Faccio ridere più che schifo. Sono cosi deludente e demente che ho pensato che a lui potessi piacere io nella mia totalita’quando nella realta’dei fatti nn mi ha mai guardata. Si è sempre guardato intorno paragonandomi, so che va a letto con la sua ragazza, nn mi considera…Oddio cosa ho fatto! O meglio cosa mi sono fatta! Ditelo vi prego faccio pena. Lui desidera un’altra e me lo fa vedere pure. Nn conto nulla. ma come si fa a nn considerare il fatto che quella che ti porti a letto, davanti a cosi’tanta passione verso un’altra, ci possa restare male? O come fa a nn capire che mi ha distrutto quella poca autostima e quel poco di piacere che provavo verso me stessa? Mi sento inferiore, mancante di qualcosa di fondamentale. Mi sento storpia in tutti i sensi.
Margot, non sei stupida. Sei stata ostinata. Lo stupido non capisce che sta male, l’ostinato lo capisce ma lo accetta per amore o per cocciutaggine o per orgoglio. L’ostinato va avanti comunque, nel bene e nel male, e quando crolla é perché, per davvero, non ce la fa più. Ti sei sentita un niente, una brutta persona e una persona brutta. Ma con quale metro di misura ti sei giudicata? Con quello di un porcone che meriterebbe che un mastino incazzato lo azzanasse nelle parti intime e glielo riducesse ad un mocio? Oppure con quello di una Margot che non cela favpiù ma non vuole affondare……vuole riemergere e riprendere la propria vita, la propria dignità di persona? Continui a dargli un’importanza che non ha se non per te e per la tua autostima azzerata? Oppure cominci a ridare importanza a te stessa? In poche parole: sei gelosa, piccata e delusa (quindi acrischio di ricaduta al promo puccipucci…..gelosona, il mio era un gioco)o sei schifata dal suo squallore?
Eme sono stufa ma purtroppo per me uso il suo metro di giudizio per definirmi. Uso i suoi occhi per guardarmi e deridermi. È anche vero pero che ora parlo come colei che è stata offesa, delusa ecc ma anche come colei che vede chiaramente in che squallore si trova e quanto schifo faccia il suo aguzzino. Forse Eme inizio a ridare importanza a me stessa che gli tutta l’importanza che penso abbiano le sue parole e le sue azioni gliela do solo io. Sai una cosa: forse è arrivata l’ora di dare un bel taglio netto visto che mi sento come se mi trasportassi dietro il peso di un cadavere. E questo cadavere è la nostra storia, da cui lui cerca di nn farmi uscire anche attraverso questi giochetti. Ora pero’ Eme la parte più difficile è modificare quella parte di me che è attaccata e sopraffatta da quei schemi mentali che nn mi rendono facile mandarlo a quel paese. Ho sempre paura che anche con una forte determinazione lui possa tornare a manipolare le corde giuste delle mie paure e farmi ricadere. La parte difficile nn è lui sono io, la mia autostima che va a capire dove si è nascosta, e tutte quelle convinzioni per cui devo accontentarmi, sopportare e nn pretendere di meglio perche’nn lo merito.
Ciao Margot, ho letto qualche post prima per curiosità, visto che questo argomento proprio non mi interessa. Nel senso che se un uomo è sposato per me è come se fosse asessuato,non riuscirei mai a farci qualcosa. Se mi cercasse lui avrebbe il mio biasimo, forse per sempre. Nel momento in cui sono sposata gli altri uomini nemmeno li vedo e non voglio che ci provino con me. Questa piccola premessa è necessaria per capire quel che sto per dirti. Scusa se sarò franca,naturalmente non prenderla a male. Ma questo rapporto è già nato male, e non può che finire peggio. Non si toccano i mariti o i fidanzati delle altre,perchè nemmeno a noi piacerebbe che qualcuna ci soffiasse il marito fidanzato con mezzi sessuali. Quindi non è che perchè viene con te questo tizio ami di meno la sua ragazza. Figlia mia,penso di essere più grande di te, e da come parli ho l’impressione che non conosci gli uomini e il loro modo di pensare. Purtroppo per loro fare sesso è come far la pipì,tant’è che esistono le prostitute e rarissimi casi di prostituti per donne. Per l’uomo il sesso è ne più ne meno di un bisogno fisiologico che non implica innamoramento o sentimenti. Quando l’uomo è innamorato è tutto un’altro paio di maniche. E’ ora che ti comporti da donna e la smetta di fare la bambina che aspetta amore e dedizione da chi non glieli darà mai. Si che ci vuole un taglio netto, e ce la farai. Se puoi cambia lavoro e anche aria per un pò. Se resti ancorata a questa squallida latrina nella quale ti sta trascinando questo tizio non rischi solo il cuore, ma anche la salute mentale.
Di certo ci riuscirai, perchè non sei una ragazza stupida , perchè sai quel che ti sta accadendo. Questo mezzo uomo ti sta facendo abbassare al suo livello, e scusami cara, ma ti sta trattando come una prostituta, anche peggio perchè almeno le prostitute ricevono un compenso e non c’è motivo per sminuirle come fa questo tizio con te. Ora pianifica la tua rinascita e cerca di stare alla larga dagli uomini già impegnati, è ora di trovarne uno tutto per te da amare e con cui sorridere. Forza!
Mariella, ti do ragione su quasi tutto 🙂 1)”soffiatura” con mezzi sessuali…..purtroppo Margot ha messo anche il cuore in questo pasticciaccio brutto 2) le mogli/fidanzate dovrebbero esultare più di Tardelli nel 1982 se qualcuna gli portasse via certi sudicioni dello stampo del tizio descritto da Margot. Ma porci di quel genere non se ne vanno. Imbottinano, accatastano, acchiappano dalla moglie, dall’ amante e dalle amanti di scorta. Al di là dell’età penso che i matrimoni “se non vedo non esiste-datemi una benda” siano completamente privi di significato. Forza Margot, continua a guardarlo con gli stessi occhi che hanno visto quella scenetta schifosa. Il disgusto, a volte, é un alleato utilissimo.