Il loop comunicativo nelle relazioni amorose
Riferimento alla lettera:
Osservando dall'esterno le dinamiche relazionali ho potuto constatare come in svariate occasioni si verifichi quello che definirei un "loop comunicativo", ossia un processo circolare che tende a perpetuare meccanismi distruttivi del rapporto stesso. Credo che questo sia la causa principale del fallimento di molti legami amorosi o il loro trasformarsi...
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Data di pubblicazione: 29 Settembre 2016
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Categorie: - Amore
115 commenti
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Maria Grazia hai detto delle cose giuste, ma il meccanismo di delega funziona solo se il delegato accetta di buon grado i compiti affidatigli dalla delegante che spesso comportano fatica, sacrificio, impiego di energie. Pensi che io non abbia mai chiesto ripetutamente o cercato di delegare a mio marito alcuni compiti? È una richiesta continua che viene però interpretata come ” lamentela”.
Io credo che la prova da te citata, a cui sono chiamati oggi gli uomini, purtroppo ben pochi la vogliano affrontare. La verità è che molti uomini non supportano adeguatamente le loro compagne in questo percorso di “emancipazione” per una questione principalmente di egoismo. Preferiscono continuare a correre con i paraocchi verso i propri obbiettivi (carriera, affermazione sociale , guadagno,…) , evitando accuratamente di accollarsi compiti “extra” scomodi e faticosi, spesso infastidendosi se viene richiesto loro un supporto che dovrebbero offrire spontaneamente. Le donne d’altro canto si arrabattano in mille faccende , vantandosi della loro capacità di svolgere contemporaneamente compiti e ruoli diversi e così facendo consumano lentamente tutta l’energia che dovrebbe essere impiegata per tenere viva la relazione. Le donne di una volta probabilmente rinunciavano in parte alla loro realizzazione, ma anche per scelta e per necessità’ di mantenere un giusto equilibrio tra le proprie ambizioni e le condizioni esterne. Non sempre l’autorealizzazione intesa come pieno raggiungimento delle proprie ambizioni porta alla felicità, anche perché molti non hanno ben chiaro cosa stiano cercando. Come mai, ad esempio, succede spesso che cantanti ed attori di successo vengano ricoverati in cliniche psichiatriche o si tolgano la vita? Persone che hanno saputo far fruttare i loro talenti e che per molti rappresentano un mito, ma che alla fine si ritrovano spesso soli, depressi e disorientati tra le loro montagnette dorate…
Beh, sul lettino dello psicologo ci stanno pure. E mica solo su quello, per fortuna.
Maria Grazia
“…markus, le donne che si ritrovano sul lettino dello psicologo non sono poi tanto diverse da quegli uomini che si rivolgono al barista per dimenticare i brutti pensieri…”
Verissimo ! Ma infatti non mi sogno di dire che, in genere, gli uomini di oggi sono realizzati.
“…Quello che viviamo è un periodo di transizione tra la vecchia società patriarcale che conoscevamo e il mondo futurista che ci attende, nel quale le donne avranno lo stesso spazio e le stesse opportunità degli uomini. E come tutti i periodi di transizione, anche questo comporta qua e là qualche smarrimento e qualche “disagio”…”
Transizione parecchio lunga direi. E altro che “qualche” smarrimento e disagio !
“…Nemmeno la più avanzata delle tecnologie potrà mai sostituire l’ UMANO senso della bellezza e la comprensione dell’ essenza delle cose, se questi mancano…”
Questo dimostra che “l’umano”, in questa epoca, ha perso praticamente tutto ciò di cui era capace
“..Sono d’ accordo con Golem: la vita VA VISSUTA, NON POSTATA SU FACEBOOK…”
Anche io sono d’accordo. Non ho neanche facebook !
H2O, l’Occidente é spaesato, pieno di una moltitudine di solitudini che cercano “rifugio” sul lettino dello psicanalista o con altri mezzi di fuga come le droghe, di qualunque natura, non necessariamente tossica.
Leggevo tempo fa che il mondo mussulmano non conosce la depressione come la intendiamo noi; non so se dipenda principalmente dalla forte dipendenza dalla loro religione, grazie alla quale confidano in un futuro dopo la morte che compensi i disagi della vita, ma credo che sia possibile, tanto quanto lo é stato per noi fino ad un certo punto. Quando penso ai miei nonni, contadini, ci trovo molto di questa fiducia, che gli faceva accettare la vita e i dolori ad essa annessi con una serenità che non poteva essere semplicemente un dato caratteriale. C’era una consapevolezza diversa riguardo al nostro passaggio terreno. Non dimenticherò mai la frase di mio nonno materno poco prima di morire per un enfisema polmonare, quando, rimproverato amorevolmente dal figlio più simile a lui per non essersi riguardato come avrebbe dovuto gli rispose: “Ho vissuto la mia vita, ho fatto una guerra e me la sono cavata dopo aver visto morire centinaia di commilitoni, ho avuto una bella famiglia e sei figli che abbiamo tirato su bene su con tua madre, che amo come il primo giorno che l’ho incontrata, cosa devo aspettarmi ancora? Sono sazio della vita Mimì”.
“Sono sazio della vita”. Io l’ho trovata una frase straordinaria, nella quale si intravede tutta la capacitá di capire cosa conti REALMENTE in realtà per sentirsi “sazi” della vita: un lavoro, degli affetti, una tetto sulla testa, una po’ di salute al momento giusto e quel tanto di soldi per vivere con dignitá, il resto è tutto superfluo. Lasciò 300 mila lire del ’72 per il funerale e tutti i suoi esempi di amore e allegra dedizione alle persone cui voleva bene. Ne ho un ricordo straordinario perchè era una persona di un’intelligenza fuori dal comune che sapeva dare tanto con niente.
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Noi oggi non siamo MAI sazi di niente, e non “dobbiamo” esserlo, in ragione di quella necessitá di sentire bisogni che non abbiamo ma che ci vengono imposti con quei metodi subliminali di cui parlavo qualche giorno fa.
Il problema di H2O é quello di altre migliaia di coppie che stanno vivendo due fenomeni: quello della trasformazione dei rapporti famigliari, con la perdita del tradizionale ruolo maschile in ambito “latino”, e gli effetti di una crisi economica globale che sta togliendo le vacue certezze legate al “denaro” come soluzione a tutti i guai.
In definitiva, la mancanza di VERA comunicazione, che prima era coperta nelle coppie tradizionali dai ruoli predefiniti in centinaia di anni di famiglia patriarcale, e in quelle nuove da una maggiore disponibilitá economica durata sino a una decina di anni fa, con la quale si “copriva” apparentemente quella mancanza anche involontaria di “conoscenza” dell’altro, oggi mostrano i loro effetti, anche su queste pagine.
Ci si trova spiazzati di fronte a delle condizioni cui non si era abituati, mostrando di colpo la fragilitá delle relazioni interpersonali che non hanno avuto modo di crescere all’interno dei valori fondamentali della vita, che ritengo essere quelli che ho citato in precedenza.
È un ritorno obbligato ad una sobrietá che non abbiamo più da almeno settant’anni che richiederà tempo e sforzi perché venga accettata.
Sono riflessioni che ho fatto, anzi, abbiamo fatto, con mia moglie durante la nota revisione, che ha richiesto tutto quel tempo proprio perchè non si può discutere solo della punta “dell’iceberg” se non ci si immerge per vedere cosa si cela sotto la superficie di quel mare che è il nostro modo di vivere quello che ci capita.
Se non si comprende a fondo che il nostro modo di essere dipende da quello che è successo anche prima che nascessimo, i lettini degli psicanalisti saranno sempre più affollati, ma serviranno solo per parlare con qualcuno. A pagamento.
Ciao Suzanne, certo che si puo’, anzi per molti aspetti sono un nostalgico anch’io 🙂
Pero’ come sono certo che ho perso degli aspetti positivi del passato che si sono oggigiorno smarriti, allo stesso tempo sono cosciente sia vero anche il contrario.
E del passato, essendo lontano, si vedono le luci, le ombre le ingoia l’oblio
Il punto non è il riconoscere la bravura di tante donne nell’ “arrabattarsi” in mille faccende e nel “gestire” la situazione. Il punto è che questo NON E’ GIUSTO, sopratutto se una donna ha un uomo accanto il quale, potenzialmente, potrebbe aiutarla. Poi è ovvio che il “segreto della felicità” non è racchiuso semplicemente nella realizzazione materiale di certi traguardi. Se così fosse sarebbe tutto molto semplice e riduttivo. In realtà il raggiungimento dell’ equilibrio e della pace interiore comporta passaggi e meccanismi enormemente più complessi. E’ un qualcosa dal senso e dal significato molto più vasto e più “profondo”. è giusto e normale che sia così. Ma intanto mettere certe cose in chiaro con l’ altro e partire da una base di “equità”, sarebbe un primo passo per avere vite e relazioni più sane, e quindi più riuscite. Un’ importante tassello, questo, per il raggiungimento della propria pace interiore. Ti sembra giusto e corretto che debbano essere sempre e solo le donne a rinunciare ai propri progetti e alle proprie ambizioni pur di cercare di tenere in piedi la struttura familiare ? Per me non è giusto che tantissime donne siano ancora costrette a fare una scelta tra la vita coniugale e la carriera, come se le due cose non potessero essere in nessun modo conciliabili.
Le donne devono conservare le loro energie per le relazioni con gli uomini ? Secondo me è più giusto dire che devono conservare le loro energie PER VIVERE LA VITA, indipendentemente dalla loro situazione sentimentale. Una vita totalmente assorbita nel dovere, converrai con me che è una “vita a metà”.
Un uomo che afferma che le faccende domestiche sono esclusivamente prerogativa delle donne è semplicemente uno stronzo, e non merita i vostri sacrifici e la vostra dedizione. Questa è la pura realtà. Tutto il resto sono pippe per autoconvincersi.
Poi non c’è da stupirsi se tante donne coniugate sono preda di “dolci evasioni”, anche solo mentali.
Golem, in relazione ai tuoi post n. 54 e 55, mi trovo, forse per la prima volta, in totale sintonia con te.
Le ombre le ingoia l’oblio.
Ahò, sto Adam è pure poeta! Aggiungo qualche verso tanto per completare.
Le ombre le ingoia l’oblio.
Alla narda, ci penso io.
Se la donna non pulisce,
il bilocale ne patisce,
lustra meglio una vecchia
piegata sulla secchia
che una giovine pigrona
amante della poltrona.
Markus, lo siamo stati diverse volte anche nell’altro thread solo che non te ne accorgevi. Ti ricordi che ti ho scritto più volte che dicevamo le stesse cose ma in maniera diversa?
Vabbé, meglio così no?
Yog
Oh Guardiano della Soglia
la tua rimica germoglia
io Adoro l’ironia
se non sfocia in fellonia
Nessun dubbio su di te, oh lettore
di HP Lovecraft, gran autore!
Dubbi ne avrei se ora qualcuno
si aggregasse, che inopportuno!
Caro Yog la sai una cosa?
Te la posso dire in prosa
ma se tu preferisci la rima
ti accontento con gran stima
Per poter in alto volare
bisogna saper dimostrare
di avere indubbie qualità
e non la sola unica attività
di criticare tutti quanti
senza poi dire un accidenti
perché questo è assai banale
lo sa fare pure un cinghiale.
Invece di un’aquila indifferente
rischi di trasformarti velocemente
in una mosca assai fastidiosa
che su fiori o m…. sempre si posa!
Adam, sono assolutamente d’accordo, anche perché questo passato rimane sempre un po’ indefinito; in realtà forse stiamo parlando di certi valori e modi di vivere che vorremmo trasportare nel presente. Non rinuncerei mai alla libertà che ho avuto di seguire la mia strada, a partire dal percorso di studi, intrapreso solo per piacere personale, per passare alla possibilità di scegliere ciò che si vuole essere. Tutte queste occasioni mia nonna non le ha avute; forse, come suggerito da Golem,anche lei ha potuto trovare rifugio nella fede, ma non credo sia solo questo. E’ un’accettazione della vita ( e della morte ) che io mi sento di non possedere, un saper far fronte a ciò che l’esistenza ci pone davanti sempre con grande dignità e coraggio.
Golem
Sull’altro thread si parlava di sentimenti, della tua situazione con Sally e di come culture e religioni influenzano i sentimenti.
Mai stato d’accordo con te in relazione a ciò.
Ma in questo caso si.
Un dubbio però mi sorge: visto quanto hai scritto nei tuoi ultimi post, come può trovarsi d’accordo con te Maria Grazia?
markus, ci sono due fattori ben precisi che al momento impediscono che quel “mondo futurista” di cui ho parlato si realizzi pienamente:
1. la tendenza maschile a reprimere le donne
2. la tendenza femminile a cercare il consenso maschile
Solo se i due rispettivi generi si divincoleranno da questi meccanismi, avremo quella completa parità tra i sessi ( sul piano sociale ed economico ) di cui tanto si parla sin dagli anni 60 del secolo scorso, ma che di fatto è ancora abbastanza lontana. Non saprei dire nè se nè quando questo grosso cambiamento potrebbe avvenire, perchè ci sono tutta una serie di fattori ( sopratutto religiosi e culturali ) a far sì che uomini e donne rimangano radicalmente legati a certi stereotipi ( la donna che si affida all’ uomo per trovare sostegno e protezione, l’ uomo che pensa di dover essere la stampella della donna in modo da dimostrare alla comunità il suo valore come maschio ).
Maria Grazia
Guarda che il mondo “futurista” non riguarda solo questioni maschio/femmina.
E quindi non è che se si realizza ciò che hai espresso nei punti 1 e 2 si risolvono questioni legate, all’incapacità di medici e ingegneri, al deficit dei sentimenti, ai ritmi frenetici, al culto del superfluo, alla non coltivazione delle amicizie e via di seguito.
Fermo restando che, a mio parere, non credo che gli uomini in genere tendano a reprimere le donne e che, comunque, il consenso si cerchi sempre: sia maschile che femminile.
Suzanne
” in realtà forse stiamo parlando di certi valori e modi di vivere che vorremmo trasportare nel presente.”
In tal caso sono d’accordo, ma su questo si puo’ fare moltissimo a livello individuale, indipendentemente da dove sta andando la società. Anzi paradossalmente visto che la pressione sociale rema verso i consumi e
relativi valori di plastica, diventa piu’ gratificante trovare chi nuota nella stessa direzione: contro corrente.
Buon week end e a lunedi; qui verrano a trovarmi amici da lontano. Fine settimana di camminate in montagna, chiacchiere, risa e degustazione di vino (e’ appena finita la vendemmia) e cosi per due giorni internet ed il telefonino (che hanno aiutato a tenere salda un’amicizia lontana) finiranno nel cassetto. Anzi diveranno “mera ombra e rimembranza” (scusa la retorica ma devo tenere alta l’aspettativa, ora che ho dei lettori)
🙂
Ciao!
Markus, non vedo cosa mi impedisca di essere d’ accordo con Golem relativamente ai post ai quali tu fai riferimento. Tra l’ altro non è detto che io e Golem dobbiamo per forza essere d’ accordo su tutto.. Tornare a vivere con più sobrietà e più semplicità significa necessariamente sacrificare la libertà femminile ? Io non credo proprio. Penso che il percorso di crescita e di ricerca personale di ogni individuo trascenda da quelle che sono dinamiche di puro individualismo e capitalismo becero. Rifiutare i vecchi modelli patriarcali NON SIGNIFICA abbracciare uno stile di vita basato sul consumismo sfrenato e sulla perenne competizione con gli altri. Anzi in genere è proprio vero il contrario. Molte donne oggi scelgono ancora la strada della sudditanza al maschio proprio perchè sono convinte di non poter fare a meno di determinate cose ( i bei vestiti, la macchina di lusso, il cellulare di ultima generazione, le cene al ristorante, il mantenimento garantito ). Tutti “bisogni” superflui e perloppiù indotti dalla “cultura” del consumo. Non che una volta fosse molto diverso, perchè le donne si sposavano sopratutto per avere una “sicurezza”, per “sistemarsi”. Frasi, queste, che i nostri genitori usano ancora oggi per incoraggiarci a trovare un partner fisso. Gli stessi genitori del resto sono spinti a concedere certi regali ai figli perchè questi obbediscano in tutto e per tutto ai dictat dei padri.
I maschi d’ altro canto sono portati a pensare che prima o poi devono farsi una famiglia, trovarsi a tutti i costi una compagna fissa e prendersene cura sostenendola anche finanziariamente, per essere considerati veri uomini. E le loro esigenze sessuali e affettive ( largamente superiori a quelle delle femmine ) fanno il resto. Tutto questo porta spesso a scelte sentimentali che poi si rivelano un fallimento, con le conseguenze disastrose cui assistiamo.
E’ un enorme meccanismo distorto su cui si fonda tutta la società borghese.
Ma quel sistema si è rivelato fragile di fronte ai capovolgimenti epocali del nostro tempo.
Quando Golem parla di essere “sobri e lucidi” nell’ addentrarsi in una qualsiasi relazione, afferma semplicemente un dato di fatto. La mia esperienza personale mi ha portato a realizzare che un rapporto per essere sano deve essere scevro da qualsiasi tipo di suggestione e da qualsiasi condizionamento culturale o ormonale. O meglio, non si deve permettere all’ attrazione ormonale o all’ ambiente sociale circostante di sovrastare la ragione e la razionalità nel valutare l’ altra persona, sia in positivo che in negativo.
Prendere coscienza che dobbiamo liberarci da certe false credenze e da certe dipendenze è il primo passo verso relazioni più sane e più consapevoli. Un rapporto che dovesse basarsi su meccanismi di sudditanza ( sia esso sentimentale o genitoriale ) non è un rapporto riuscito, ma solo un legame “di facciata”.
Secondo me la scelta principale di oggi a cui tutti siamo chiamati, sia tra il farsi comprare o l’ andare avanti a difendere la propria libertà, anche se spesso questo significa affrontare un’ esistenza di difficoltà e di privazioni. Inutile dire che con queste premesse sono in pochi ad avere la tempra per rimanere fedeli a se stessi. E chi ci riesce è bersaglio altrui proprio perchè gli “schiavi” ( che sono in netta maggioranza ) odiano vedere qualcuno che a differenza loro è riuscito a divincolarsi dalle sue catene e ad essere felice pur andando fuori dagli schemi. E’ uno schiaffo morale. A completare il tutto c’è la condanna, da parte del sistema, verso chi è “diverso”, verso chi si separa dal gregge. La società istituzionalizzata non ci vuole liberi e pensanti, non scordiamocelo.
Golem, niente male davvero anche se non ho compreso l’ultima frase. Temo che anche in questo caso, come per Rossella, abbiamo giudizi assai diversi. L’ironia per essere efficace deve venire ben dosata, altrimenti più risultare, a seconda delle occasioni, arroganza o qualunquismo.
Yog, avrei trovato più appropriata la canzone “Il bombarolo” : ti reputi il bombarolo di LaD, ho capito!
Markus, è fin troppo ovvio che i problemi della nostra epoca non sono ricollegabili solo alla guerra tra i sessi. Però forse cominciare ad affrontare razionalmente e con senso pratico tale questione lasciando perdere i fremiti emotivi ed ideologici ( cosa che finora non si è fatta ) è un primo passo verso la risoluzione anche di altri aspetti negativi che affliggono l’ umanità odierna.
Intanto, chissà se tra Yog e Suzanne nascerà del tenero. Le premesse sono ottime 🙂
Suzanne, qui l’ironia elegante non é di facile applicazione. Perché venga degustata in maniera adeguata, sia da chi la produce che da chi la riceve, è necessario avere “appetito “, e non essere “affamati” di conferme.Troverai un esempio di quello che voglio dire in uno degli interventi sul thread delle “Siamo ragazzE…”, dove il bisogno di riconoscimenti sfiora il comico, “ripetutamente” ribadito, se non trasmettesse un filo di tristezza di fondo.
Trovare qui un gruppo in grado di elevarsi oltre le esigenze del proprio ego, oltre che dalle personali dotazioni culturali, per dare corpo ad un dibattito che salisse anche solo di un livello rispetto a quello che spesso osserviamo, attraverso l’uso dell’ironia, e quasi impossibile, ecco perché si arriva al sarcasmo a volte. Perché si è stanchi di leggere cose, magari scritte pure bene se vogliamo, ma che frequentemente non dicono niente oltre gli stereotipi e i luoghi comuni. C’è chi é in grado di portare qualche novità? Pochi, a volte involontariamente, perché come ho detto più volte qui si viene più per avere conferme che risposte. Sono finti dibattiti, quanto piuttosto ricerca di solidarietà tra simili. Pezze calde non soluzioni..
Ecco perché ci spacciamo con ironia per medici cialtroni di una clinica immaginaria. È una ER. Emergency Room. Un Pronto Soccorso più che un forum.
Per questo ho concluso il rimato intervento in dialetto, che è più chiaro quando viene capito rispetto alla lingua ufficiale, molto più adatta a mistificare il valore di quello che si dice.
Suzanne, non si può rispettare sempre chiunque per educazione, sarebbe ipocrisia e non tutti se la sentono, e io appartengo alla categoria. E in questo cado i mezzi espressivi si adeguano alla qualità dell’interlocutore. Tutto qui. Fino alla prossima rima.
Maria Grazia
“…Markus, non vedo cosa mi impedisca di essere d’ accordo con Golem relativamente ai post ai quali tu fai riferimento…”
Mi pare che Golem, citando suo nonno e le sue parole, abbia esaltato la famiglia di quell’epoca e i suoi sentimenti.
Famiglia patriarcale no?
E quasi in ogni tuo post c’e’ un attacco a quel tipo di sistema. O sbaglio?
Markus, scusa se intervengo. Come nell’altro thread tu salti a piè pari dieci evidenze per arrivare alle conclusioni che hai già in mente. Io ho “esaltato” SOLO la capacità di un uomo di capire cosa conta veramente nella vita, e avere avuto la sicurezza prima di morire che aveva visto giusto. E questa non è prerogativa esclusiva del passato, ma di caratteristiche personali. La famiglia “tradizionale” di per sè non significa niente, perchè nell’altra coppia di nonni la famiglia “tradizionale” era un inferno per la povera nonna Rosa, che è stata martirizzata da un marito padrone, violento e…tradizionale.
Markus, la famiglia “tradizionale” la puoi fare quando vuoi, anche oggi, ma devi avere a che fare con persone intelligenti e a posto con la maturità. Magari anche un po’ informate. Non serve altro.
P.S. Non c’entra niente con quanto ho appena detto, ma mi chiedo perché abbiano cassato solo una parte dei componimenti “poetici”. Manco fossero “les nouveaux fleurs du mal” di poetastri… maLaDetti.
Golem, si vede che la mia poesia era più poetica 🙂 🙂
Io adoro l’ironia, ma mi chiedo cosa uno ci stia a fare qui. Come suggerisci tu, o si cercano conferme oppure ci si confronta. Oppure? La terza opzione mi sfugge.
Io credo che nessuno di noi sia libero da condizionamenti sociali, biologici, ambientali e culturali. Anzi, forse essere consapevoli di questa sudditanza ( più o meno accentuata) ci permette di stare in guardia.
No Markus ti sbagli. Io attacco quel “tipo di sistema” che promuove rapporti di facciata privi però di un vero sentimento tra le parti. Non mi sembra fosse il caso dei nonni di Golem.
Scegliendo di non sposarmi con determinati soggetti e di non vincolarmi in storie che sarebbero state un sicuro fallimento, dimostro di avere il massimo rispetto per un’ istituzione importante come il matrimonio e la “famiglia tradizionale”. La quale ovviamente però DA SOLA non può garantire la buona riuscita di un’ unione, se in questa manca la specifica volontà delle parti coinvolte ad andare l’ uno incontro all’ altro. Nel VERO senso della parola.