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A proposito di linea ferroviaria dei “bivi”

di Carrer PG

In questi giorni sono circolate due importanti notizie sul possibile sviluppo dell’infrastruttura e del servizio ferroviario nell’area di Venezia e del suo hinterland.

Mi riferisco, da un lato, allo sblocco del pluridecennale contenzioso fra Regione e Soc. NET Ing., che dovrebbe consentire finalmente lo sblocco della metropolitana regionale (SFMR) che, come si sa, ha il suo fulcro nelle stazioni di Mestre e Venezia. Dall’atro lato, alla riapertura della cosiddetta “linea dei bivi”, finanziata dal CIPE, per (ri)mettere in comunicazione tra loro le linee convergenti sulla stazione di Mestre (PD – TV – TS) rendendo così possibile il transito dei treni senza intasare la già satura stazione di Mestre.

Tutto bene, ora finalmente sarebbe possibile un po’ di cura del “ferro” per la mobilità in tutta l’area di Venezia e Mestre e del suo hinterland, come “area metropolitana”, interconnessa attraverso i collegamenti “cadenzati e veloci” all’area centrale del Veneto (PaTreVe). Il cerchio si chiuderebbe con la realizzazione del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Venezia (è in fase di studio l’innesto con la linea per TS a nord di Carpenedo, proprio dove c’è l’innesto con la linea dei “bivi”).

Purtroppo in mezzo a tante positive notizie e opportunità, c’è la “solita idiozia” del Sindaco Brugnaro che, sulla riapertura della linea dei bivi dichiara testualmente: “purché sia riservata esclusivamente ai treni merci di attraversamento”. Intanto dovrebbe sapere che se la linea sarà riattivata nella logica dello “attraversamento”, quel criterio varrà per tutti i treni, infatti, “tecnicamente” non c’è distinzione fra merci e viaggiatori (e prima o poi sarà così).

Io per esempio se devo andare a Roma preferisco prende il treno che “salta” Firenze; arrivo quasi mezz’ora prima. Se invece devo andare a Firenze, prendo il treno mezz’ora dopo, quello appunto, che ferma a Firenze. Non siamo più nell’ottocento con treni a vapore ogni mezza giornata, le tecnologie e l’informatica oggi consentono soluzioni a tutti i problemi. Nel mondo, ad esempio non si costruiscono più stazioni “di testa” e dove ci sono, si costruiscono i “passanti” (MI – TO – BO – ecc.) senza le “provinciali” preoccupazioni di essere “tagliati fuori”.

Il Sindaco dovrebbe sapere che oggi, l’unico modo per evitare che la riapertura della linea dei bivi possa “tagliar fuori” Venezia e Mestre (di per se impossibile) è quello di fare in modo che la riapertura avvenga “a servizio del territorio” e non “contro” (si parla “pericolosamente” di gallerie, tubi di cemento ecc.).

Analizzando le soluzioni possibili si dovrebbe far tesoro della positiva esperienza dell’utilizzo della linea dei bivi per realizzare la stazione di Spinea che ha consentito di intercettare la “mobilità” per Venezia da Spinea e il traffico di penetrazione dalla “miranese”, dimezzando i tempi e raddoppiando la qualità del servizio. Forse Brugnaro non se n’è accorto visto che non ha ancora deciso come utilizzare, a servizio del territorio e dei Cittadini, il tratto di ferrovia da Mestre ad Asseggiano, “regalato” in quell’occasione dalle FS al Comune di Venezia.

Tornando ai bivi, con il loro completo ripristino a servizio del territorio, soluzioni analoghe a quella di Spinea sarebbero possibili nella zona di Olmo a servizio della mobilità da Olmo, Trivignanoe e Zelarino e del traffico di penetrazione della “castellana” e in zona Favorita, a servizio della mobilità da, Favorita, Marocco e quartiere Terraglio e del traffico di penetrazione del “terraglio”.

Proseguendo a est e considerando il tratto di collegamento con l’aeroporto, potrebbero essere realizzati altri due punti d’interscambio, uno nella zona di Dese e uno in una zona da individuare per intercettare il traffico di penetrazione della “triestina”.

Il Sindaco, anche nella sua veste di “metropolitano”, dovrebbe pensare di più a come utilizzare le infrastrutture ferroviarie presenti o in evoluzione, per qualificare e migliorare i servizi della mobilità a favore di tutto il territorio e, avendo (se possibile) qualche idea in merito, “contrattare” con i soggetti in campo (Regione, FS in primis) le soluzioni più utili per il territorio e i Cittadini che dovrebbe “governare”.

Sarebbe auspicabile che avesse la capacità di capire quale salto di qualità potrebbe realizzarsi, per la mobilità (e l’inquinamento) in tutta l’area di Mestre e il suo hinterland, se si rendesse possibile il “cadenzamento” di servizi ferroviari metropolitani su tutto l’anello dei “bivi”, tra l’aeroporto e Spinea, e sulle tre linee convergenti su Mestre (PD – TV – TS) con 7/8 stazioni/punti d’interscambio, 4 già previste da SFMR (Spinea, Ospedale, Olimpia, Gazzera, aggiungendo magari Catene) e 4 da realizzare sulla linea dei bivi.

Certo ci vogliono i finanziamenti, ma questo allo stato non sembra un problema, il CIPE li ha garantiti, si tratta invece di incidere sul modo con cui saranno utilizzate quelle risorse. Se, come “plaude inconsciamente” Brugnaro, per “attraversare” il territorio o, come io ritengo più utile e necessario, per “servire il territorio” in una logica di qualità dei servizi e di efficiente integrazione con le grandi direttrici del trasporto integrato.

Il ruolo del Sindaco, per rappresentare gli interessi del territorio e dei Cittadini, dovrebbe riuscire a incidere sulla gestione dei diversi progetti in campo (linea dei bivi – SFMR – collegamento aeroporto, per dire i più importanti). Dovrebbe, intervenire per evitare che i “soggetti” gestori nell’ordine: FS, Regione, Aeroporto, vadano per conto loro affermando i “loro obiettivi”, Perché, come quasi tutti sanno, sulle infrastrutture dei trasporti e per la mobilità solo l’integrazione e il rapporto con il territorio possono garantire risultati positivi e di qualità per i Cittadini e per un futuro migliore.

Per quel che si è visto sin qui, purtroppo non ci sono grandi speranze per i Cittadini, la logica di gestione di queste partite da parte di Brugnaro è proprio sbagliata e inefficace, per incidere positivamente sul futuro di questo nostro territorio ci vorrebbe ben altro che slogan e battute a effetto. Ci vorrebbe …. .

Mestre 9 dicembre 2016

Carrer Pier Giorgio

già Segr. Regionale del Sindacato dei Trasporti CGIL del Veneto

Lettera pubblicata il 10 Dicembre 2016. L'autore, , ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
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Categorie: - Cittadini - Politica

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