Mondo del lavoro in Italia: non laureatevi in ingegneria!
Riferimento alla lettera:
Salve a tutti, mi presento. Sono un ragazzo di 27 anni neo-laureato in ingegneria (3+2) . Mi sono laureato in ingegneria in una prestigiosa facoltà in 7 anni con una votazione superiore ai 105/110, dopo molto studio e molti sacrifici (sia miei che dei miei genitori) . Scrivo questa lettera,...
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Data di pubblicazione: 17 Aprile 2012
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Condivido il tuo stesso stato d’animo. Con quello che ho studiato (qualità e livello di approfondimento) mi ritrovo a fare disegni cad 2D. Per come lavorano gli studi qui, quello che studi non serve a un ca…
Ma che rivedessero allora i programmi dei corsi, almeno non creassero spiacevoli illusioni, o che venisse specificato “Se volete studiare bene, andatevi a cercare lavoro fuori Italia”.
L’unica cosa che potrei consigliarti e’…vai all’estero!
La mia personale esperienza e’ completamente diversa dalla tua e molto particolare , ma mi sento di consigliarti di uscire fuori da questo mondo malato italiano, anche se forse non lo vorresti . Io ho due anni meno di te. Non ho neanche finito il liceo, pensa. Licenza media. In realtà’ in passato una brava studentessa che non trovava motivazioni . Una passione sfrenata per le lingue, curiosità’ di scoprire cosa c’e fuori.. , sono partita e andata a lavorare come cameriera in US con un primo contratto di un anno, in mezzo a tanti neolaureati italiani che non sapendo che pesci pigliare erano li’, insieme a me, a cercare di costruirsi un futuro. In seguito ho lavorato in Australia, ho conseguito il diploma superiore all’estero ed altre qualifiche (poco m’importa che probabilmente non sia ritenuto valido in Italia : se a breve deciderò’ di portare la mia istruzione ad un livello superiore , sicuramente non lo faro’ in Italia) , lavorato su navi da crociera americane. Il mio lavoro mi piace , recentemente tornata da un imbarco ho fatto un colloquio come hostess di volo, ed e’ andato a buon fine, quindi proverò’ anche questa nuova esperienza, sempre inerente ai viaggi. Questo per dirti, per qualsiasi tipo di lavoro che sia da semplice operaio o laureato , di renderti conto che all’estero ti viene quasi naturale la voglia di metterti in gioco, perché’ sai che pur faticando avrai dei risultati, . Nel mio caso ho una semplicissima passione che con gli anni e’ diventata lavoro. Quindi, tornando in Italia per vacanza, pur non avendoci mai lavorato, vedevo le immense lacune organizzative e la vecchiaia di questo paese che rendono impossibile viverci dignitosamente , a meno che non si abbia una bella botta di culo. Nel tuo campo OVVIAMENTE dopo anni di studi ti aspetti di trovare un impiego decente, e proprio per questo ti prego di andar via……Anche io sono stata al centro dell’impiego , quando in realtà’ avevo già’ trovato all’estero, ma ero curiosa di vedere come funzionasse. BEH, mi chiedevo cosa stessi facendo li’, in quella farsa di ufficio. Mi dispiace essere così’ categorica e disdegnare il mio paese in questo modo , anche perché’ può’ darsi che se mi fossi diplomata e laureata in Italia, magari avrei trovato un impiego subito dopo , chissà’. Ma per come la vedo, secondo me qui i pochi che assumono sfruttano, senza darti possibilità’ di emergere.
@Vale
è ammirevole quello che hai scritto ti faccio i complimenti davvero.forse potresti raccontare piu dettagli sulla tua esperienza all’estero,non tanto x me che ho i capelli bianchi ma per chi vorrebbe provare ma non sa effettivamente come muoversi in concreto.
auguri
A.
@Angwhy
Il mio era solo uno sfogo personale, avendo percepito chiaramente tra le righe di questo articolo l’insoddisfazione e la frustrazione di un mio coetaneo che non trova lavoro.Poi mi rendo conto che nel mio campo e tutte le professioni in ambito turistico, ci sia una maggiore elasticita’ e capacita’ di adattarsi a ruoli, paesi e ambienti differenti; inoltre avendo un buon inglese e voglia di lavorare non e’ difficile trovare buoni impieghi ed in seguito salire di grado.Se ti interessa sapere come abbia iniziato, ho sfruttato risorse in internet per mandare il mio cv ad agenzie straniere che si occupano di assumere personale all’estero,o in altri casi mandandolo direttamente alla compagnia che mi interessava che avrebbe a sua volta in caso di responso positivo, fatto da sponsor. Comunque l’autore sottolinea anche lui come vi siano tante richieste di lavori semplici manuali “anche senza esperienza” mentre per ingegneri poco e niente oppure sfruttamenti sottopagati. Il problema si pone quindi per chi, grazie ad anni di studi ha una specializzazione e alla fine dell’universita’ si aspetta di trovare un lavoro “alla sua altezza”. Secondo me pur partendo da un certo livello un po’ di gavetta la deve fare anche lui , ed il punto e’ proprio QUESTO : in Italia, in cui ormai cio’ che ci si aspetta e’ di fregare il prossimo o paura di essere fregati, spesso neolaureati non sono disposti a fare gavetta proprio per paura di non arrivare a nulla in futuro.E hanno ragione, perche’ probabilmente continueranno a sfruttarti come il primo giorno in cui ti hanno assunto! All’estero tu ingegnere, anche se decidessi di iniziare dai disegni di Autocad , non appena l’azienda si accorge delle tue capacita’, tranquillo che in breve tempo non rimani a fare i disegnini di autocad….e ti prendi il posto di lavoro che ti meriti!! Meritocrazia, quella sconosciuta..
E non è l’unico a sentirsi frustrato.questo paese fa vomitare,tu l’hai capito e hai fatto bene ad andartene.del resto una volta non era granchè diverso,se non avevi la spintarella non entravi manco a far l’operaio in una fabbrica di alzacristalli.io che pure un diploma l’ho preso mi son salvato facendo i classici lavori che nessuno voleva fare fino a quando non son diventati ambiti da altri morti di fame peggio di noi che ovviamente hanno fatto incetta di tutto.oggi infatti non trovo piu nulla e lo stato non mi passa neanche i soldi per comprare il latte.in compenso pretende da me ogni tassa possibile e immaginabile ma lo capisco con tutti i barboni che deve sistemare in albergo per far contento il papa.cos’altro dire.viva l’italia
Angwhy, perché non vai a lavorare in Cina sedici ore al giorno per uno stipendio da fame? Così quando hai messo da parte un po’ di soldi vai in un centro massaggio a farti masturbare, visto che non lo sapevi.
Svegliati, tutti sanno che nei centri massaggi praticano la prostituzione, leggi i giornali ogni tanto.
all’estero ce n’è, è qui che si scarseggia e si entra solo con una raccomandazione perchè i costi per assumere un lavoratore sono alti. solo se si conosce il ragazzo o comunque la famiglia del ragazzo uno ti assume perchè il rischio è ormai finito. e così come è venuta meno la fiducia delle banche di concedere prestiti causando questa crisi immobiliare così l’imprenditore non si sente incentivato a mettersi uno a tempo indet. se non lo conosce.
perchè non mi piacciono gli involtini primavera
Forse ti piace un altro tipo di involtino?
Ma non ti preoccupare, con il loro stipendio non ti puoi permettere da mangiare.
Allora tanto ne vale che sto qui almeno la domenica la me mama la me fa il risot cun la cutuleta te par?
Angwhy, sei una macchietta!
Io devo ancora incominciare l’università e stavo pensando di fare ingegneria elettronica. Quindi non c’è nessuno che mi consiglierebbe di farla?
Altrimenti quali sarebbero le lauree che garantiscono più probabilità di trovare un lavoro? Mi sembra che nessuno se la passi bene… Forse è solo questione di fortuna/destino perchè tra le storie tristi come quella di Daniel si trovano anche storie a lieto fine… e allora uno dovrebbe studiare quello che lo appassiona senza pensare al lavoro futuro…
Falla pure, basta che poi non rompi che il gommista sotto casa guadagna otto volte tanto.
@shiva
L università la fai per te, non è semplice , ingegneria è difficile. Se ce la fai finirai in 6-7 anni , e se poi sei fortunata , cambierai città per un lavoro che paga poco, che ti da la possibilità di pagare l affitto e toglierti qualche sfizio ma non di diventare ricca e affermata. Se fai il medico guadagni 3-4 volte di più . Io l avrei fatto. Ho lavorato anche gratis per fare l ingegnere, ma poi dopo un po’ mi chiedo, ma vivo per lavorare o lavoro per vivere ? 1500 € se va bene, non so se ne vale la pena . L operaio prende 100€ meno , ma guai a chiedergli 1 ora di più , io anzi non torno prima di aver fatto almeno 10 ore e non è una passeggiata. Sono fortunato a lavorare? Ma scherziamo…. ? 5 anni v.o. Fortunato .
Caro Daniel85,
nel Luglio di qualche anno fa appena conseguito il diploma di Perito Informatico nella mia città, sentivo che la cosa che volevo più di tutte,era capire come fosse possibile trasmettere l’informazione a km di distanza su cavi/etere ecc. Insomma per me due persone che dall’altra parte del mondo potevano parlarsi al cellulare era pura magia.Di qui ho capito che per raggiungere il mio scopo avrei dovuto iscrivermi ad Ing. delle Telecomunicazioni.E così a 18 anni pieno di entusiasmo mi sono trasferito a Napoli dove il mio percorso accademico ebbe inizio. Organizzazione inesistente ma i migliori prof. in circolazione.Difficoltà tante ma proprio qui mi sono preso le soddisfazioni più belle. Morale ce ne metto 5 per farne 3.Decido di darmi una mossa,non ne potevo più di un’organizzazione inesistente,problemi di segreteria infiniti ecc,ecc,ecc. Decisi che il mio sogno era studiare e conseguire la specializzazione al Politecnico di Torino.Detto fatto, laureato a Marzo qualche mese dopo ero lì.Una nuova esperienza iniziava ed ero consapevole che non sarebbe stata una passeggiata.Devo dire che fin dall’inizio rimasi sorpreso da quanta disponibilità riscontrai nei docenti.No
n erano prof.soltanto ma persone che avevano a cuore il tuo futuro.Così quasi incredulo e con un entusiasmo da vendere, nel giro di 2 anni e qualche mese ero laureato.Quando pensi che il più è fatto la vita ti insegna che ti stai sbagliando.Inizio in realtà già da alcuni mesi prima, a mandare cv mirati e a sostenere ormai neanche ricordo piu quanti colloqui.Qualcuno ti chiamava dicendoti che non eri la persona giusta, qualche altro neanche questo.A distanza di un paio di mesi dalla laurea arriva la mia prima opportunità:stage retribuito a 300 euro presso una società di consulenza informatica.Ambiente di lavoro pessimo, orari dei dipendenti massacranti,lavoro lontano anni luce dal mio indirizzo di laurea nonchè da ciò che sognavo…deluso abbattuto e amareggiato non smetto mai di cercare finchè un giorno mi chiamano per un colloquio ad Ivrea.Neanche sapevo dove fosse e per cosa sarei dovuto andare.Una sola cosa ricordo perfettamente quando sono uscito di lì a fine colloquio:ho alzato gli occhi al cielo e ho pregato perché era lì che avrei voluto lavorare…ed oggi a distanza
di anni sono ancora qui(si chiama VODAFONE).Morale della storia sperando non ti abbia annoiato troppo è che ho conosciuto solo 2cose nella vita IngradoDiCambiarmela davvero eSiChiamano ENTUSIASMOeDETERMINAZIONE
@miami85
sicuramente bravo e fortunato. 1 su 1000 c’è la fa….Qual è il tuo stipendio?
Io ho lavorato in diversi ambiti.
Anche completamente diversi.
Mi sono adattato.
Adesso lavoro in ambito termotecnico (in cui sarebbe richiesto un meccanico).
Cosa ho fatto? Ho assimilato tutto l’assimilabile da chi lavora con me.
E poi mi sono messo a studiare.
Posso dire che tranne elettronica e elettrotecnica, ho lavorato in tutti gli altri campi dell’ingegneria.
Non sarò un massimo esperto come chi ha lavorato 20 anni in un solo settore ma so destreggiarmi con competenze trasversali.
Domani non ci sarà più lavoro in campo termotecnico ma solo in quello elettronico?
Prenderò fuori i libri e mi metterò a studiare.
Le aziende ricercano persone che “sanno fare”.
Occorre adattarsi e cambiare secondo le esigenze del mercato.
Quando mi chiedono, te cosa sei?
Io rispondo: “sono ingegnere”.
Io non metterei tutto sul puro piano della remunerazione, dopo 9 anni di esperienza di cui 4 in Italia e 5 all´estero ti posso tranquillamente dire che la cosa fondamentale sta nel fatto che il lavoro che raggiungi possa soddisfare le tue caratteristiche. Mi spiego: purtroppo con la riforma e l´introduzione di molti corsi di laurea oggi tra ing con laurea breve e corsi vari di specializzzione il numero di persone che si affacciano al mercato e´enorme, questo vuol dire che le aziende pescano esattamente i profili di cui hanno bisogno e chi inizia con un compito non verra´successivamente formato per task diverse perche´questo vuol dire costi aggiuntivi per i datori di lavoro. Se sei una persona dinamica e pratica evita di cominciare con la progettazione ma cerca il piu´possibile di far cantiere (io sono un navale) o nel mio caso navigazione ed ispezione a bordo, il passo da qui all´ufficio e´possibile, il contrario no. Per essere chiaro, se nasci davanti ad un PC muori davanti ad un PC. Questo a mio parere e´cio´che realmente ti deve spaventare, la mancanza di dinamicita´ della tua posizione. Oggi e´pieno di giovani senza esperienza che aspirano a ruoli di gestione senza essersi fatti le ossa sul campo o aver mai sporcato la tuta nei cantieri e non e´sempre colpa loro. Il mio consiglio finale e´quindi studia ma appena puoi e finche´sei giovane passa tempo imbarcandoti se sei un ing navale, andando in cantiere se sei un civile, in officina se sei un meccanico e via dicendo ma sviluppa il senso della praticita´a parte mangiarti il cervello davanti ad un PC. Ciao
Io non metterei tutto sul puro piano della remunerazione, dopo 9 anni di esperienza di cui 4 in Italia e 5 all´estero dove ancora risiedo ti posso tranquillamente dire che la cosa fondamentale sta nel fatto che il lavoro che raggiungi possa soddisfare le tue caratteristiche. Mi spiego: purtroppo con la riforma e l´introduzione di molti corsi di laurea oggi tra ing con laurea breve e corsi vari di specializzzione il numero di persone che si affacciano al mercato e´enorme, questo vuol dire che le aziende pescano esattamente i profili di cui hanno bisogno e chi inizia con un compito non verra´successivamente formato per task diverse perche´questo vuol dire costi aggiuntivi per i datori di lavoro. Se sei una persona dinamica e pratica evita di cominciare con la progettazione ma cerca il piu´possibile di far cantiere (io sono un navale) o nel mio caso navigazione ed ispezione a bordo, il passo da qui all´ufficio e´possibile, il contrario no. Per essere chiaro, se nasci davanti ad un PC muori davanti ad un PC. Questo a mio parere e´cio´che realmente ti deve spaventare, la mancanza di dinamicita´ della tua posizione. Oggi e´pieno di giovani senza esperienza che aspirano a ruoli di gestione senza essersi fatti le ossa sul campo o aver mai sporcato la tuta nei cantieri e non e´sempre colpa loro. Il mio consiglio finale e´quindi studia ma appena puoi e finche´sei giovane passa tempo imbarcandoti se sei un ing navale, andando in cantiere se sei un civile, in officina se sei un meccanico e via dicendo ma sviluppa il senso della praticita´a parte mangiarti il cervello davanti ad un PC. Ciao
..la gavetta a stringere viti, al tornio a fare il disegnatore e poi potrai gestire il team di chi gira le viti in una ditta famigliare. La gestione si impara gestendo. Ma nessuno vuole farti gestire. specie se tu sei nessuno. Tutti richiedono le lingue ma nessuno in realtà vuole fartele parlare, guarda caso i figli dei padroni parlano le lingue. Dopo aver studiato inglese fino alla nausea dopo un mese di pratica diventi americano. Tutti vogliono essere pratici..e tutti non vogliono stare 10 ore davanti al pc. L’Italia é una merda.Fine.
Io si,sono abituato a lavorare per essere pagato non il contrario.tenetevi lucidi.
Prestigiosa facoltà??? Voto superiore a…???? Noi studenti, noi che stiamo scegliendo in che facoltà andare, vogliamo numeri, fatti e certezze. Dicono che ormai un ingegnere non sia altro che un operaio specializzato. Sai di quanti operai ha bisogno l’Italia? Poi vuoi mettere la carriera di un ingegnere che tra l’altro potrebbe essere libero professionista? Da quello che ho letto sembra che tu ti sia laureato in ingegneria solo per trovare lavoro… Un vero ingegnere il lavoro lo trova! e se non lo trova, se lo inventa!!! se inizia da “operaio specializzato” inizia con umiltà come tutti i neolaureati. Da lì verranno le prime esperienze, da lì, da quell’umiltà gli altri vedranno se l’ingegnere ha veramente voglia di lavorare.
La mia storia in breve: cresciuto nel Bresciano, iniziato a lavorare come magazziniere dopo la terza media. Dopo il servizio militare mi sono diplomato in Elettrotecnica lavorando di giorno in magazzino e frequentando un corso serale per 4 anni. Qualche tempo dopo mi sono trasferito a Londra dove mi sono laureato in ingegneria aerospaziale sempre lavorando part-time in un negozio. Pochi mesi prima di laurearmi ho mandato 12 domande a grosse aziende per programmi di inserimento e formazione per laureati, il che e’ risultato (scusate non ho la e accentata nella tastiera) in 2 colloqui e un’ assunzione in una multinazionale (Cummins Turbo Technologies). Ho fatto 18 mesi di “apprendistato” (pagati bene) conclusi lo scorso Febbraio e ora sono assunto a tempo indeterminato. Da magazziniere a ingegnere di prodotto in un’azienda con 42000 dipendenti e’ stato un bel salto. Ora, dopo 7 anni in Regno Unito do una sbirciata alla situazione Italiana (non mi dispiacerebbe stare piu vicino alla mia famiglia…) ed e’ difficile tirare due somme in modo obiettivo. Il web e’ pieno di lamentele di gente frustrata che non trova lavoro ma significa meno di zero visto che il campione non e’ significativo. Chi ha la pancia piena e un lavoro dignitoso, raramente ha il tempo e/o la voglia di commentare su Internet a riguardo. Quindi e’ chiaro che si trovano quasi esclusivamente lamentele. Secondo me il problema e’ semplice: 1) L’Italia in termini di spesa in Ricerca e Sviluppo e’ fra le piu’ basse in europa, quindi ruoli eccessivamente tecnici e accademici non sono particolarmente richiesti 2) Il metodo di formazione universitario in Italia e’ basato sulla pura astrazione ed e’ completamente fuori dalle realta’ aziendali italiane. Qui in UK ho usato molto il tornio durante il primo anno di universita’ eh eh 3) La famigerata arroganza degli ingegneri italiani neo laureati nasce da una sorta di lavaggio del cervello che parte dai reparti “marketing” delle universita’…
C’è di peggio.
L’Italia è in una morsa terribile, da un lato non ci sono soldi , mercato, margini ed utili e dunque gli imprenditori che non se ne vanno, riducono gli staff ed il personale per ridurre i costi.
Dall’altro abbiamo aderito ad un set di norme sulla sicurezza, ambiente, qualità, etc.. degni di una superpotenza ricca, ma che necessiterebbero ovviamente di risorse interne per essere fatte bene (non bastano certo i consulenti).
Lo Stato ha dunque creato un sistema di leggi e di sanzioni per i datori di lavoro, sperando di costringerli a fare tutto per bene.
Gli ingegneri industriali direttori di stabilimento si ritrovano in mezzo all’imprenditore che non ha i mezzi o la vera volontà e lo Stato che cerca colpevoli appena un operaio si rompe un unghia.
Risultato, i colleghi ingegneri nelle aziende vengono chiamati a prendersi la DELEGA della 81/08 , procure notarili pesantissime, dova c’è scritto che tutte le responsabilità penali sono loro, il budget è illimitato, etc etc..quando nella realtà non contano quasi nulla e devono stare zitti per prendersi lo stipendio tanto necessario ed impossibile da ritrovare fuori.
Inoltre, per raggirare le leggi sul lavoro (se ne fregano dell’art. 18) , gli imprenditori stranieri che vogliono lasciare l’italia senza troppi problemi creano ad arte perdite e bilanci in rosso, amplificando le difficoltà economiche tramite prezzi bassi, trinagolazioni internazionali, etc..(perchè se anche in italia si guadagna SONO LIBERI DI ANDARE A GUADAGNARE DI PIU’ DA UN’ALTRA PARTE). Ciò gli consente di poter andare davanti ai sindacati dicendo che per GRAVI RAGIONI ECONOMICHE oggettive devono licenziare, ed il gioco è fatto…Lo Stato indebitato cosa fa?
1) Legifera e contemporaneamente sanziona per raccattare soldi dovunque
2) Fa da sponsor creando tavoli dove cerca di far parlare imprenditori e sindacati (dai ragazzi…trovate un accordo…vi guardo con benedizione)
3) Promette di creare le condizioni per convincere le aziende a non partire o a tornare…ma nel frattempo i poveri ed i disoccupati sono MILIONI…
4) Non ha più nessun potere REALE, essendo ormai l’Italia una regione meridionale povera dell’Europa, senza sovranità, però siamo liberi di votare..
5) Il Presidente del consiglio è come un General Manager di una multinazionale, che deve inviare report alla casa madre e farsi autorizzare per fare pipì…..promosso, bacchettato, silurato a secondo di come rispetta e fa rispettare le linee guida della casa madre..
Max ha fornito un’analisi piuttosto verosimile, si vede che l’esperienza lavorativa c’è.