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Si può lasciare qualcuno per colpa dei suoi genitori?

di kiky9326

Ciao a tutti, mi ritrovo in questa situazione che ormai mi sta stretta. I genitori del mio ragazzo ci danno delle regole assurde e senza motivo (non un motivo inutile, semplicemente “perché no”). Per esempio, non posso invitare il mio ragazzo a cena durante la settimana, ma se lui cena e poi viene da me (che ancora sto cenando) va bene. Dopo più di un anno, lui deve chiedere a loro se posso dormire da lui SOLO il sabato e non se ne parla di chiedergli di dormire da me. Se solo lui viene da me 2 sere di fila, è già un problema. Oggi l’ho messo alla prova e gli ho detto che se voleva vedermi, doveva chiedere prima ai suoi se poteva dormire qui e indovina? Ha preferito non vedermi. Ora, come può esserci un sì se lui non prova nemmeno a chiederglielo? Vorrei dire che abbiamo 20 anni, abitiamo a 2km di distanza, non fumiamo, non beviamo né facciamo altri casini e lui ha voti altissimi all’università (quindi non gli “rubo” del tempo), quindi non capisco perché di questi no. Oggi mi ha praticamente urlato:”loro non devono capire niente! Sei tu che devi capire!” E mi è venuta quella primordiale sensazione di essere in una trappola. Ho provato a dirgli di dirmi solo se c’era un motivo particolare, sottolineando di non volerlo poi sapere… ma niente. Io lo amo, ma mi sento in trappola e al secondo posto a lui invece va bene così. Non voglio che mi metta SEMPRE in primo piano rispetto alla sua famiglia, ma non voglio nemmeno essere sempre quella a cui debba andare tutto bene. Ad esempio, oggi sono 2 settimane che ho dovuto far sopprimere il mio cane, quindi avevo bisogno di averlo vicino ma contemporaneamente non potevo lasciare da solo l’altro mio cane (si vedeva che soffriva, di notte piangeva addirittura). La scorsa settimana c’è stata la stessa identica discussione e cosa è cambiato? Niente. Nemmeno uno strappo per una cosa così grave… Sopportare direi che ho già sopportato abbastanza, quindi come fare? Parlare con i suoi? Lasciare lui per colpa dei suoi? Qualsiasi consiglio, soprattutto da chi ci è già passato sarebbe molto utile, grazie.

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Categorie: - Amore - Famiglia

53 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    alina -

    E un grande mammone …lo e sara per sempre…

  • 2
    Clara -

    Ciao Kiky,

    figurati che il mio ragazzo ha lasciato me per i suoi… Lui ha un lieve ritardo mentale ed è influenzato dal parere dei suoi. Loro hanno detto che non sono la ragazza giusta per lui e lui l’ha ripetuto… non so se ne troverà una, ma stai sicura che la prima che piace a mammina e papino andrà benissimo anche a lui (figurati che io sono in carrozzina, lavoro da 10 anni, sto cercando di comprar casa… non è che sono una disgraziata). Adesso che non stiamo più insieme i suoi sono ritornati gentilissimi. So che è difficile (io ci sto soffrendo)… ma ti consiglio di scappare!

    Ciao

    Clara

  • 3
    Writes. -

    Ti posso dare un consiglio spassionato?
    MOLLALO, E ALL’ISTANTE.
    Ti rovinerà la vita, credimi.
    Non è uno che sa prendere le decisioni da solo, ha sempre bisogno del parere di mamma e papà, manco c’avesse 14 anni.
    Lascialo stare, trovati uno maturo e che sappia gestire la sua vita da solo.
    Adesso fa così, e poi quando sarete più grandi e avrete intenzioni di comprarvi casa, cosa fate?
    Ecco, tronca adesso finché sei in tempo

  • 4
    piero74 -

    esatto! poi mi dà da pensare quella frase: loro non devono capire niente: sei tu che devi capire! capire cosa? anche secondo me questo è solo un gran mammone.

  • 5
    Pino -

    Carissima kiky purtroppo la penso anch’io come Writers, tronca altrimenti ti fai solo del male, credimi.

  • 6
    kiky9326 -

    Quindi dite che non c’è proprio speranza? Perché a parte queste cose, io con lui sto dAVvero bene.

  • 7
    LUNA -

    Kiky, ma sei la Kiky con cui mi è già capitato di parlare? Eri tu che raccontavi della montagna e dei funghi? Forse mi sbaglio? Al caso scusami.

    @E mi è venuta quella primordiale sensazione di essere in una trappola@

    Questa sensazione primordiale, se si chiama “panza”, “istinto” la dovresti proprio considerare. Il che non significa impulsivamente scappare dalla finestra, ma non puoi neppure negare ciò che bene non ti fa stare.
    Non puoi mettere sotto il tappeto una sensazione così e non parlarne, prima o poi al pettine verrà comunque.

    Le dinamiche di una persona con i propri genitori sono molto personali e tra l’altro si dice che il rapporto con i genitori in una relazione è uno degli argomenti “tabù”… nel senso che magari qualcuno ci fa notare una cosa o noi la facciamo notare al partner ma si sta parlando di qualcosa che ha spesso radici complesse. Al contempo però è molto difficile non toccare questi argomenti quando effettivamente ti invadono la vita e si creano dei continui nervosismi e malesseri nella vita di relazione.

    La famiglia di origine può essere difficile da gestire. Diventare adulti, salvo casi estremi, non significa tagliare i ponti,ma trovare il modo per vivere una propria autonomia. Il diritto a vivere la propria privacy e la propria vita, rispettando i propri genitori, mantenendo un rapporto ove possibile, accettando anche di vagliare delle opinioni, ma anche cercando, nella propria nuova vita, quella giusta autonomia di azione, pensiero, del crearsi nuove abitudini, di scoprire cosa significhi stare insieme…

    Sulla carta sembra facile, e io peraltro sono convinta di quello che scrivo. Per me la famiglia è un valore. Ma anche la nuova famiglia lo è.
    Molti fattori possono entrare in gioco soprattutto in giovane età, la mancanza di una casa propria, di un’indipendenza economica… però, Kiky, ti dico anche onestamente che in alcune persone può esserci sul serio una forte resistenza a creare un’autonomia anche solo mentale e emotiva e anche un’ottusità a considerare che esistano altre strade tra il cordone stretto come un cappio e il tagliare i ponti con la famiglia sconvolgendo in modo totale dei rapporti…

    La mia esperienza mi insegna che il punto spesso non sta tanto nel fatto di avere un luogo proprio o un’indipendenza economica (che possono essere problemi oggettivi da considerare e affrontare e risolvere, anche insieme con una progettualità) ma in come una persona si pone effettivamente

  • 8
    LUNA -

    rispetto alla sua concezione di vita e di rapporti personali ecc.

    In breve le mie due esperienze:
    più giovane di te ho vissuto una storia importante con una persona che lavorava a molti km di distanza e quindi il rapporto era più a distanza che in loco. Quello non era un problema. Lo abbiamo sempre gestito e risolto, venendoci incontro. Essendo molto giovani, io stavo finendo il liceo ed iniziavo poi l’università, quella sarebbe stata la difficoltà al limite di cui avremmo potuto lamentarci. Invece non fu così. Noi due stavamo bene insieme, il venirsi incontro era equo, ci siamo incontrati in tante città diverse e l’abbiamo sempre vissuta benissimo. Quando lui era qui la mia famiglia era tranquillissima a riguardo. Ma quando lui era qui o persino quando era lontano l’incubo era sua madre. Peggio che se lui fosse stato dipendente economicamente da loro (e non lo era) o avessimo vissuto a due km di distanza tutto il tempo. Di fatto eravamo più sereni lontani dalla nostra città che in loco. Allucinante, credimi. E con lui che non riuscì a gestire, e la pagavo io per questo. Ressi a lungo ma poi esplosi. Provai quella sensazione che dici tu. Non mi sono mai pentita. Non sarebbe cambiato nulla di una virgola se fossi rimasta. Potevo solo schiattare. Lui delle cose le ha capite quando mi ha persa, ma perché a quel punto ha comunque difeso se stesso, non me o noi. Se uno non sente l’esigenza di farlo per sè in primo luogo…
    2) dieci anni di relazione, lui ha casini in famiglia e lei è una donna difficile, è risaputo. Me lo racconta lui stesso subito. Ma per dieci anni, finché non viviamo insieme, non sento veramente la pressione di lei sulla nostra relazione. Ci prova, è invadente, ma lui è il primo a mettere dei sereni paletti. Tra l’altro per lui, pur amandola com’è giusto che sia, pare fondamentale sia la sua autonomia, intesa anche come andare a vivere non certo a un metro da lei. Francamente da come si pone in senso autonomo e per le considerazioni che fa pare escluso che andrebbe a vivere a due metri ma che se lo facesse cmq non sarebbe un problema. Andiamo a vivere per i fatti nostri e lei va fuori di testa. Usciamo (a 29 e 33 anni!) dal suo controllo prendendo una decisione normale? Provo qlla sensazione ma cmq mi ritrovo, mio super malgrado, a vivere dove vuole lei e scopro che niente sarà mai più come prima… MAI PIU’.

    Non dico sia sempre così. Ma come ci si rapporta con la propria dipendenza/sacrosanta autonomia non è banale. MAI.

  • 9
    piero74 -

    luna, condivido ciò che dici: c’è una frase di un poeta libanese, kahlil gibran, la quale dice che una persona si rende conto del vero amore soltanto quando arriva il momento del distacco; ora, se tu dici che assieme a lui stai bene, tranne questo inconveniente, allora cerca di farglielo capire con le buone e se non lo capisce, prova a distaccarti per un po. da lui; e… cara kiky, purtroppo non si può vivere un rapporto così: sì, la famiglia è importante, ma non dev’essere morbosa.

  • 10
    LUNA -

    Piero, la famiglia e’ importante, anche quando non c’e’. C’e’ anche chi si confronta con l’assenza della famiglia che ha conosciuto nella sua vita, infatti… L’equilibrio che una persona riesce a trovare con la famiglia di origine, e le istanze inerenti, “crescendo”, e l’equilibrio che una coppia riesce a trovare con le rispettive famiglie e’ veramente fondamentale. Ne vediamo tanti di squilibri e “morbosita’”, come dici tu. Famiglie di origine con egoismi e prepotenze egocentriche spaventose, partner che altrettanto chiamano amore il fatto di allontanare una persona dai propri altri affetti, genitori, fratelli, amici… di dinamiche cosi’ ce ne sono tante 🙁 che tolgono pace, serenita’… 🙁 io sono cresciuta senza vedere queste cose e al contempo con l’idea che mai mi sarebbe venuto in mente di essere accentratrice rispetto a chi amavo e di pensare che non fosse importante il suo rapporto con la famiglia. E’ importante per me. Ti diro’ di piu’, credo che se una persona tratta male i propri famigliari non sia affatto un buon segno. Per cui non ho mai compreso chi sembra “soddisfatto/a” se un figlio o una figlia sono veramente ma veramente egoisti nei confronti dei genitori o fratelli. Credo inoltre che ovviamente non sia un obbligo bensi una cosa che nasce spontaneamente, ma che semmai sia (ove sia possibile) molto piu” naturale considerare nel tempo la famiglia del partner come dei propri “parenti”… insomma, pur considerando importantissime l’indipendenza, l’autonomia, la privacy e il fatto che nella coppia le decisioni si prendono in due, non asono certo una “separatista”, semmai credo nel rispetto reciproco. Eppure ne ho viste di tutti i colori, per l’insicurezza, l’egoismo, la morbosita’, il bisogno di controllo, il solipsismo o anche un’assurda competizione affettiva… la mia ex ex ‘suocera’ molti anni dopo ha ammesso di avere sbagliato, ma a 20 anni io rischiavo concretamente un’ulcera. E “per niente”. E ribadisco che non potevo che andarmene. La sola proposta, ma era tardi, fu di trasferirsi lontano. Ma il punto e’, salvo reali contingenze veramente pesanti, che “spostarsi” non sia una questione fisica quanto mentale. Non andrei, salvo casi veramente eccezionali, a vivere in una bifamigliare con dei suoceri manco in omaggio, gia’ solo per il rispetto della privacy, aria di tutti… ma quando io e il mio piu’ recente compagno vivevamo inizialmente cmq a poca distanza

  • 11
    LUNA -

    Sia dai miei che dai suoi (non a portata di binocolo, ma comunque nella stessa zona, perche’ era una zona che amavamo anche noi) i miei mai e sottolineo mai diedero prova di invadenza, mentre sua madre ando’ fuori di testa, perche” gia’ cosi si usciva dal “controllo” che lei cerca w pretenderebbe di agire su qualsiasi essere vivente. E non esercito’ la sua ingerenza suonando il campanello 100 volte al giorno, ma riusci’ persino a volgere in negativo una scelta fatta da entrambi 🙂 e a pilotare (e il punto fu come!) il mollare quella casa e prenderne un’altra, che voleva lei, e altre cose. Rovinando ogni serenita’ anche se fisicamente (e non perche’ io le abbia sbarrato la porta eh) non veniva in casa. Ma chi le ha permesso tutto questo? E anche se avessimo vissuto a 50 km il problema era interno. Kiky, forse le questioni tra voi si possono tranquillamente chiarire e rinegoziare, e tra l’altro lui vive ancora la’ e le sue ragioni per cui gestisce cosi i rapporti non le conosco. E non e’ neanche questione di vedere tutto rosa o tutto nero, e non esistono partner assolutamente perfetti, ne’genitori, suoceri, fratelli e cognati… alcune cose si assestano anche nel tempo, come possono peggiorare… ma senza per forza fare il diavolo a 4 io non credo al “far finta di niente” col proprio partner su questioni importanti, su cui semmai si dialoga per trovare soluzioni in due, una via comune… Certo che dipende anche come si affronta il discorso
    A nessuno,anche se e’ vero, piace sentirsi dire che la famiglia di origine e’ morbosa o pigna rotante. Per un figlio e’ doloroso pensare che un genitore agisce con egoismo spacciato da altruismo. Credi che mia suocera sia consapevole del suo egoismo stratosferico e castrante? Lei si sente semmai “mamma coraggio”
    Ma non ha saputo vivere bene manco per lei stessa e negherebbe l’evidenza anche con la macchina della verita’… nel mio caso posso dire che allora pero’ forse uno spostamento mio, assertivo, chiaro, ma fermo forse sarebbe servito di piu’. E in caso contrario senno’ avrebbe dimostrato cio’ che dicevo: una persona non puo’ “proteggere” te se non protegge prima se stesso.e se il suo equilibrio vuole che le cose stiano in un certo modo non cambiera’ se puo’ lasciarle come stanno.

  • 12
    kiky9326 -

    Sì LUNA sono io (anche se sinceramente non credo di aver fatto capire che la cosa dei funghi non era di importanza vitale, ma solo un esempio). Io ragazzi non ce la faccio. Io provo a parlargliene, anche se bene bene ancora non so cosa posso dirgli. Io non pretendo che lui si stacchi dalla famiglia e chi si è visto si è visto, assolutamente. Io pretendo che rispetti anche me. E’ assurdo che ogni cosa che dicono i suoi sia legge, anche se sa che mi ferisce. Mi ha molto delusa, e seriamente penso che non sarò mai importante come la sua famiglia, tanto meno se ne avremo una nostra. Sono molto confusa adesso, io non lo avrei mai e poi mai lasciato da solo in una situazione simile (es. quando ho sofferto per il cane). Io, non lo so, sono confusa. Lo amo, ma c’è questa sensazione che mi spezza. Mi sembra di non centrare niente con la sua famiglia, mi sembra di essere un’estranea e questo mi fa soffrire principalmente perché a loro figlio voglio un bene dell’anima e ok, ho i miei difetti, ma cavolo se farei di tutto per stare bene insieme. Non so cosa fare, e per parlargliene, cosa mai potrei dirgli?

  • 13
    kiky9326 -

    Ok, mi devo staccare, ma come faccio? Io non voglio dover fare la stron*a, io voglio che capisca che non lo voglio portare via dai suoi, solo che si è preso la “responsabilità” di stare con me e quindi che ci sono anche io. Se no ognuno per la sua strada se devo esser quella a cui DEVE andare tutto bene. Io, dopo quello che ho passato, non accetto più le briciole e se non l’ho ancora mollato si deve davvero ritenere fortunato. Io sono convinta che se solo lui capisse, tutto andrebbe a posto. Per me è una persona fantastica, davvero. Però io non posso pensare di vivere una vita in funzione dei suoi, loro se la sono già vissuta la loro. Adesso mi ha promesso che al massimo 2 settimane e glielo chiede e per me questo è già un grande passo, ma se non lo fa non sono sicura che riuscirei a sopportarlo. Voglio fargli un discorso serio, maturo e “completo”, mi date una mano?

  • 14
    Pino -

    @ kiky mettilo alla prova dicendogli questo, scegli: o me o i tuoi genitori.

  • 15
    LUNA -

    🙂 mi sembrava solo di ricordare l’esempio piu” che una sua “entita’”. Kiki, premetto che non volevo fare paragoni tra la tua situazioni e le mie,ma il concetto credo sia passato, cmq. non credo affatto si tratti di fare la stronza. io non vedo lo spostamento come un ricatto,un ultimatum… quando lasciai il mio ex ex io non volevo “punire” nessuno,ne’ scatenare reazioni. Io non ne potevo piu” e non vedevo piu’ “margini”.tra l’altro io non lo avrei mai lasciato per sua madre, sua zia e sua nonna… io lo lasciai per lui, per come lui aveva gestito le cose e non gestito le cose e per come aveva reagito, non a me ma a lei. Io.fui estremamente comprensiva ma vedi per esempio logora anche che uno (se pure e” umano) si senta “tra due fuochi”.lui non lo era, era la sensazione che lei gli dava, non io. Lei era quella che aveva atteggiamenti competitivi infantili (e io avevo 18 anni!!!),faceva sparate allucinanti (vedi che lui aveva avuto un incidente e era colpa mia perche” stava venendo a casa mia) e tanto di piu’. E il suo.stesso marito le diceva: ma cosa fai??? – ma alla lunga lui ando’ in “crisi” come se lo stress venisse da me e lei, tipo tiro alla fune. Ma lei era in guerra e ogni pretesto era buono e gli faceva sensi di colpa assurdi, io reagivo solo di fronte a reali attacchi suoi. io tenevo conto del disagio suo di lui e non solo del mio. Ma ad un certo punto fu lui a non considerare il mio. Che alla fine pativo da una persona che era nella mia vita, lei, solo perche’ era collegata a lui. Suonera” male ma e’ cosi. Io non avevo alcun dovere di subire tutte le nevrosi e dinamiche che lei mi scatenava addosso. Non era mica mia madre. Volevo bene a lui e lei era sua madre, ma non.era scontato che io la subissi. Per un rapporto malato che lei aveva con lui, no lui con me. complesso. Ma alla fine lui sbaglio’, con me. Io me ne sono andata per me, non contro qualcuno. E peraltro lui ammette che il mio stato d’animo ci stava. A quel punto, tra l”altro, non avrei creduto a una reale buona fede di lei perche’ mi aveva gia” “fregata” mille volte. Lei poi e’ (forse e’ vero) cambiata, ma mica in un mese o un anno. Anni e anni. E lui idem ha riflettuto mica in mezza giornata… Allo stesso modo quando dico che mi dovevo spostare dall’altra situazione quando emersero delle cose assurde non parlo di ricatti, ultimatum o stronzaggine

  • 16
    LUNA -

    Ma di dire in modo chiaro il mio punto di vista. Lo feci, ma non abbastanza. O meglio, lo feci ma alla fine ritrovandomi cmq in mezzo alle manovre di lei e cose che comunque, dal mio piu” punto di vista, erano contro me stessa. Poi uno puo’ fare quello che sente e francamente per me e’ molto ma molto piu’ importante di cio’ che qualcuno puo’ fare difronte ad un qualsiasi “ultimatum”, ma mettere, ciascuno,le proprie carte in tavola di per se’ non e’ un ricatto! Permette anzi di poter individuare un’eventuale soluzione insieme, in cui le istanze sono alla pari,o di evidenziare con sincerita’ delle incompatibilita’ insormontabili. avevamo la nostra casa in affitto, lei lo ricatto’ e spavento’ con ansie apocalittiche perche’ comprasse una casa che,.ammise “finalmente’anni dopo lei cmq considerava ‘sua” e sulla quale la mia firma non doveva esserci “se mai ci fossimo lasciati” (uno spirito augurale niente male qdo due hanno preso una casa e sono :D). Lei non fu cosi plateale, ma lo e ci incasino’ e “violento” alla grande. La mia panza capi tutto dopo 20 secondi,no campanelli, campanili che suonarono!!! Spostarmi sarebbe stato dire: ti amo ma cosi non fa per me / era semplicemente vero. Lei ci imponeva una sua visione della vita, anche a lui. Dopo 10 anni violentava la nostra e la mia. Quello era il momento di essere concretamente molto piu” ferma. Poi ovvio che uno sceglie cosa fare per se’ e cosa valuta meglio per se’.alla fine non ha fatto cmq neanche il meglio per se’. Non si trattava di rompere con lei, di fare braccio di ferro, di un tiro alla fune, di fare una guerra. Non era neppure questione di una firma. Forse e’ difficile da spiegare ma i presupposti questi e altri che lei impose riguardavano anche la mia vita e partivano da distorsioni sue e nella sua. Io dissi “no grazie”ma rimanendo. In un momento cruciale in cui avrei dovuto dire “cosi non fa per me” e andarmene. Forse lui avrebbe colto anche la manipolazione in cui era. Forse. Ma io avrei detto no. Piu’ chiaro di tante parole. Che wuando uno e’ manipolato attraverso certe corde, tra cui proprio la separazione eterna in casa dei suoi (!) possono servire a poco. Era meglio lasciarlo a chiedersi cosa per lui stesso era normale e importante, per lui. Sapendo lui che io a quel gioco di lei, di controllo esoffocamento, negativita’ per la mia salute, non potevo starci.

  • 17
    kiky9326 -

    @Pino non è questo che voglio, che scelga tra me e loro, voglio solo il nostro spazio.
    @Luna ” Era meglio lasciarlo a chiedersi cosa per lui stesso era normale e importante, per lui.” E’ questo il nocciolo della questione per me, ed è anche una frase che mi ha fatta spaventare… ma come posso dirgli “guarda che non è così che fanno i genitori di un ragazzo di 20 anni, soprattutto di un ragazzo che non fa casini”? Io so che c’è qualcosa che non mi spiega, qualcosa che mi nasconde o almeno ci prova. Ok se me la vuole tenere nascosta non è un problema, ma non voglio subire delle regole stupide perché “loro non devono capire niente, sei tu che devi capire”. Quando gli ho chiesto cosa dovrei capire, lui mi ha detto niente visto che i suoi “non devono capire niente”. Mah…

  • 18
    piero74 -

    kiky9326, che vuol dire “voglio solo un po. di spazio per noi, ma non voglio farlo scegliere?” kiky, se tu vuoi bene a questa persona, ma lui sta a sentire ancora a mammà e papà, è chiaro che se tu dici di amarlo, qualche ramanzina devi pur fargliela, o no? allo stesso modo, se io vedessi la mia ragazza che sta troppo dietro ai suoi, è chiaro che ad un certo punto la metterei di frronte ad una realtà che si sta creando; kiky, purtroppo così stanno le cose: se lo ami, è arrivata l’ora di mettere in chiaro alcune cose.

  • 19
    rdf -

    kiki “non accetto più le briciole e se non l’ho ancora mollato si deve davvero ritenere fortunato”

    ammazza che principessina…mi sa kiky che sei una di quelle rompicxxxo che pretendono solo di essere venerate. dal modo in cui ti sei espressa emerge un egocentrismo di prima fascia, una cattiveria d’animo e una frignoneria femminile tipica

  • 20
    kiky9326 -

    @piero 74 vuol dire che doverlo mettere alle strette a questo modo non mi sembra giusto nei suoi confronti, io vorrei solo fargli capire che non c’è niente di male nell’autonomia e che anzi non centra niente con l’abbandono.
    @LUNA come hai affrontato “a parole” la situazione? Cosa potrei dirgli in modo da fargli capire e non da metterlo alle strette?
    @RDF detta così potrebbe portare a pensare quello che dici tu, ma ti spiego meglio. Dopo esser stata prima tradita e poi picchiata dal mio ex ragazzo non accetto più certe cose e in questa lettera in particolare, il fatto di esser messa SEMPRE in secondo piano rispetto alla sua famiglia (non per cose giuste, ma perché lui si sentirebbe poi in colpa). E in queste situazioni, in cui io mi sento veramente confusa, tendo a scappare, per questo ho detto che è fortunato, perché sono ancora qui a discutere e a chiedere consigli perché non so come comportarmi. Io RDF sono una persona che sta raccogliendo i cocci di quello che mi è rimasto dopo una brutta esperienza e mi sto ricostruendo, incollandoli insieme al mio fantastico ragazzo. Sì sono fragile, lo so, ma non debole anche se sono più che consapevole che certi pezzi di me non li ritroverò mai più. Ad esempio quel pezzo che non mi faceva temere anche solo di chiedere l’ora ad un uomo o ad un ragazzo, o quello per il quale riuscivo a lasciarmi andare completamente. Tu mi dai della rompica*zo o principessina o egocentrica (che poi lo vedi tu e basta in quanto ho ben espresso che non voglio portarlo via dai suoi genitori), io invece chiedo solo RISPETTO e quindi considerazione. Se poi vuoi darmi dei consigli costruttivi e non dei giudizi intrisi di misoginia ti ringrazio, se no puoi anche evitare di rispondere.

  • 21
    piero74 -

    vero kiky, ma sai, l’amore è tutt’altra cosa: parliamoci chiaro: se io amo una persona che sta troppo appresso a mammà e papà, io lascerei correre, ma fino ad un certo punto, ma poi se vedo che il mio partner continua a preferire la sua famiglia a me, allora gli farei capire che noi due adesso dobbiamo pensare solo a noi; in che modo? parlando, dialogando di queste cose: facendogli anche capire che i genitori, quando avevano la vostra età, avevano fatto le stesse cose che vorrebbero impedire di fare a voi; insomma, devi fargli capire che i genitori non devono essere così assillanti: devono lasciarvi spazio, sai? capito? guarda kiky, un rapporto di coppia ha bisogno dei suoi spazi, sai? non potete cenare più di una volta a settimana, non potete rimanere più di un tot di tempo con voi stessi… se continuate così, io non vedo futuro avanti a voi: fagli capire queste cose qua, kiky, fagli capire che il vostro rapporto sta morendo e vedrai come le cose inizieranno a filare per il verso giusto; se dopo fattoglielo capire, continua ancora con la sua testardaggine, allora inizia ad essere un poco dura di carattere allontanandoti, ma solo per un po. da lui, in modo che lui capisca.

  • 22
    LUNA -

    Kiki, si parla tanto del dialogo, ma alla fine si sa che spesso, anche quando si parla, già il modo in cui le cose si dicono, il tono, al di là delle resistenze di ognuno (che possono essere molte e con vari perché) crea quacosa che vero dialogo non è… e ciò non per responsabilità di uno dei due soltanto.

    Premetto che secondo me la prima cosa importante è che una persona abbia chiaro quello che sente, quello che fa stare male o bene, quello che vuole.
    Il che non significa per forza scaraventarlo addosso all’altro, nè per forza che l’altra persona potrà capire o accettare ciò, ma penso sia fondamentale perché la prima persona con cui è bene avere un dialogo è se stessi. Spesso, prima ancora che comunicare chiaramente all’altra persone le cose non le stiamo comunicando a noi stessi, magari presi dallo stress, dal fastidio, dalla frenesia di far capire all’altro delle cose.
    Forse, pur dicendo qualcosa che suona molto banale, non mi spiego bene.
    Vorrei dire che, al di là di qualsiasi “giudizio” sul comportamento dei suoi genitori, sulle ragioni per cui loro e lui si mantengono in equilibrio in un certo modo, per prima cosa bisogna autorizzare se stessi a sentire, sentire se si prova veramente un disagio, prima ancora di giudicarsi a propria volta.

    detto ciò:

    @ma come posso dirgli “guarda che non è così che fanno i genitori di un ragazzo di 20 anni, soprattutto di un ragazzo che non fa casini”?
    Fermo che tra la teoria, anche più assertiva del mondo, e la pratica entrano in gioco cose come l’emotività e la reazione dell’altro oltre alla nostra durante un discorso, il fatto è, Kiki, che una frase come questa comunque contiene già un giudizio, o comunque può essere percepito come tale, sul comportamento dei suoi genitori.
    I tuoi genitori sbagliano e non stanno facendo il tuo bene.
    Poi ciò può essere assolutamente vero e lui può essere portato a negare o a non essere obiettivo neanche di fronte al più palese comportamento disfunzionale e scorretto, o può avere delle ragioni che, appunto, non conosci, per accettare determinate regole o condizioni.
    Ma comunque dicendo che i suoi genitori sbagliano e non stanno facendo il suo bene, che sono invadenti, rompipalle o che è facile che tu lo metta nelle condizioni di difendere comunque delle persone che ama e al contempo pensare che i suoi genitori stiano facendo qualcosa di scorretto nei suoi confronti o non dettato dall’amore nei suoi confronti ma dall’egoismo non è semplicemente…

  • 23
    LUNA -

    “guarda che cosa lapalissiana, che non vuoi vedere, quanto è semplice”, è qualcosa di più.
    Qualcosa che va a toccare intimamente lui.

    Non è che queste cose non si possano dire proprio, o che una persona non si possa proprio rendere conto che una persona vicina e amata non sia solo rose e fiori. Dipende anche dal carattere di ciascuno quanto si riesca ad accettarlo e con una certa serenità. Però sono sempre discorsi delicati, credo. Siamo molto più disposti a brontolare noi medesimi sui nostri affetti, anche se in questo mischiamo amore e fastidio, buonismo e incazzo a volte, che ad autorizzare gli altri a “sparlare” di e criticare qualcuno che amiamo.
    Se lui rimane in equilibrio così evidentemente per lui non è così male. Se tu gli chiedi di mutare questi equilibri, anche fosse verissimo che vedi che non giovano neanche a lui, anche se gli stai parlando della vostra vita di coppia, gli stai parlando principalmente di come stai TU rispetto a questa situazione.
    Mi spiego?
    Alla fine quindi forse (anche se non è comunque detto che ciò venga accettato) più che parlare dei suoi genitori ed entrare nel rapporto che lui ha con i suoi genitori dovresti parlare di come ti senti tu, in prima persona. Il che non significa per forza incazzarsi o lagnarsi nè esigere. Nè significa essere “egocentrici” e dire che nel quadro di una situazione il proprio punto di vista è più importante di quello degli altri. Significa però mettere in tavola le carte del proprio, con sincerità innanzitutto verso se stessi.
    Dire il proprio pensiero, il proprio sentire, in un certo modo, non significa per forza nè imporlo nè colpevolizzare nè fare un ricatto morale. Non significa dire: poiché io voglio così così deve essere.
    Tanto più una persona è abituata a sentirsi dire, magari, le cose in questa chiave e tanto più non ascolta nel momento in cui pensa che siano in questa chiave. Poi può percepirle in questa chiave comunque o semplicemente fregarsene (dico in generale), ma se tu non la stai mettendo giù così, per quanto possa essere frustrante non ricevere un riscontro, saprai almeno di aver parlato chiaramente. Non dico che tu non lo abbia fatto, ma dico che, dal tuo punto di vista, per il dialogo puoi fare questo. Alla fine TU hai bisogno che lui sia più autonomo perché non stai bene nel relazionarti così e perché per te questo non è un modo soddisfacente di stare insieme. Questa è la tua parte, indipendentemente dai perché dei suoi genitori e suoi.

  • 24
    kiky9326 -

    @piero 74 ok, era quello che avevo intenzione di fare, da come avevi scritto nelle altre lettere sembrava che dovevo entrare in casa sua e a brutto muso dirgli “o me o i tuoi”, si vede che ho capito male.
    @LUNA grazie dell’ultimo consiglio, è meglio che parli di quanto faccia male a me piuttosto del bisogno di controllo dei suoi. Però lui se ne deve accorgere. Capisci che non possiamo nemmeno fare una piccola vacanza noi due (andare nella sua casetta in montagna, dalle altre parti non se ne parla nemmeno) che viene anche sua mamma (DA SOLA) e a lui sembra normale? Io ho parlato con molte persone e quando ho detto “è venuta anche sua mamma” erano increduli! E lui continua a giustificarli dicendo “ci lasciano fare quello che vogliamo” e grazie! Non usciamo quasi mai e se capita che usciamo 2 volte di fila (e sottolineo “e se”) e io per esempio la sera dopo lo invito a cena, è un NO al 100%. Poi la priorità è sempre la loro. Ad esempio a natale dell’anno scorso l’ho invitato a cena e gli hanno detto di sì, poi però mia mamma lo incontra e lui gli dice che non può venire (era tristissimo), in quanto il giorno dopo che aveva accettato, suo padre ha ben pensato di portarlo dai suoi parenti. Se fosse successo il contrario… non sarebbe mai successo il contrario perché mi avrebbe fermata subito dicendo “ho già detto di sì a mio padre”. Lui lo deve capire che non è così che si fa. Suo fratello invece, può fare tutto ciò che vuole e diciamo che non è proprio un ragazzo tranquillo. Da come vanno le cose in questi giorni, forse qualcosa ha capito.

  • 25
    piero74 -

    kiky, ma è un discorso che devi fare prima a te stesso e poi devi farglielo capire a parole tue! luna, condivido in pieno ciò che dici: ksecondo me, questa ragazza, è la classica persona che non ha mai avuto tempo di dialogare con se stessa, non ha avuto tempo per vari motivi, ma attenzione kiky, non ti sto rimproverando, per carità! voglio solo farti capire che tu sei, come si dice in gergo “troppo buona” nel senso che non vuoi fare del male a nessuno, tanto meno a lui, nel senso che con i tuoi discorsi, hai paura di ferirlo, ma non preoccuparti e vai tranquilla, un discorso, se fatto bene non ha mai ucciso nessuno.

  • 26
    LUNA -

    @Quanto fa male a me

    A parte quanto fa male a me esiste anche: io voglio andare in ferie con te. Mi farebbe proprio piacere e ne avrei bisogno.

    Il che presuppone io e te.
    (Non ti sto parlando di tua madre in modo specifico. Non con tua madre, non con mia madre, non con zio peppino, non con la mia amica Gisella, non con magamagò o con il tranviere).

    Oppure: io ho proprio il desiderio di andare in ferie con i nostri amici. Mi farebbe proprio piacere.
    (Noi due e gli amici. Non ti sto dicendo non voglio tua madre. Ti sto dicendo con chi vorrei andare. Poiché parlo degli amici è ovvio che non penso di andarci con tua madre).

    Più che capire che non ci si comporta così, Kiki, qua è proprio la questione che tu comunque stai mi pare accettando le regole dei suoi anche quando riguardano te.
    Sinceramente se veramente per andare via due giorni con il mio compagno io dovessi sempre portarmi dietro sua madre io potrei anche decidere di stare a casa. E lo farei.
    E non per forza con tono tragico e ripiccone. Non è che non potrei anche andare talvolta in montagna con tutta la famiglia, anche altre generazioni incluse e potrei anche considerarlo normalissimo. Ma posso pensare che di andare a fare un uikend romantico e di relax con mia suocera può non fregarmi una cippa? “Andate voi 🙂 io magari allora aprofitto del fine settimana per mettere a posto l’armadio e farmi la ceretta o andare a trovare la mia amica Guendalina a Venezia :)”.

    Che poi scusa non ho capito. Ma visto che (e il maschio è lui) dici che non se ne parla nemmeno che voi andiate via due giorni da soli sua madre che motivazione da’? Che è disdicevole che due dormano nello stesso letto prima del matrimonio o che teme torni incinta? O che nella casa di montagna senza di lei non si va? O trova delle scuse alternative? Tipo che proprio quel fine settimana serve che lui stia a casa a pulire i carciofi e che l’aria di montagna fa bene anche a lei?

    La cosa della cena: non ho capito se i suoi se ne sono fregati del suo impegno preso e a cui avevano accordato il permesso o se lui quando suo padre ha detto che vanno dai parenti non ha proprio detto che aveva già un impegno con i tuoi.

    E cosa vuol dire che non può succedere il contrario? A parte che ho capito che non lo faresti per educazione. Ma cosa succede se i suoi invitano a cena te e tu devi disdire il si? Si incazzano loro e ti fanno musi e ramanzine? O ti rimprovera lui?

    Dici che suo fratello si comporta “male” e…

  • 27
    LUNA -

    che lo lasciano fare quello che gli pare… ma nel senso che lo danno “per perso” e quindi faccia quello che gli pare che tanto abbiamo l’altro fratello che è la luce dei nostri occhi o che giustificano il fratello che si comporta peggio a oltranza?
    Il fratello è maggiore o minore?

    Ovviamente non so nulla della famiglia del tuo ragazzo e delle dinamiche, ma mi fai venire in mente questo, che magari non c’entra un cavolo:

    Non è che per qualche ragione il tuo ragazzo pensa di dover incarnare, in un gioco di ruoli affibbiati anche dai genitori, il ruolo del figlio che non da’ problemi visto che già l’altro “fa tanto preoccupare la mamma”? E che in cambio di ciò si sente però “premiato” in qualche modo perché gli viene detto che lui è quello che più rispetta i suoi, ha il legame migliore, è il più presente e generoso?

    Oppure semplicemente non è che gli è toccata quella chiavica di ruolo che è “il risolutore”? Cioè quello che, se vi sono dei conflitti in famiglia, assume su di sè la responsabilità di mantenere una certa armonia generale? E che sennò si sente pure in colpa? (vedi quando dice: ma se ci fanno fare tutto quello che vogliamo, mentre in realtà tu descrivi una libertà vigilata?).

    Ovviamente magari fosse così semplice anche identificare un “ruolo” che uno ha e si dà, possono essercene anche di più insieme.

    In effetti non si capisce molto bene, al di là del fatto che non colga che la situazione crea disagio a te, perché non senta o ammetta disagio lui, non fino in fondo, per il fatto che a 20 anni, che non sono 30 ma neanche 15, una sua relazione interpersonale sia così controllata, nei ritmi e nelle scelte autonome, dai suoi genitori.

    Fermo che i genitori si rispettano e che lui effettivamente vive ancora sotto il loro tetto (non è che io a 20 anni potessi fare tutto quello che mi pare, eh) lui sembra avere margini stretti di libertà personale anche al di là del fatto che abbia una relazione in atto. Secondo te il problema sta nel fatto che ha una relazione sentimentale o questa severità è una prassi, anche se dovesse uscire il lunedì per andare a giocare a calcetto, martedì per uscire con gli amici, mercoledì per andare al cinema e se in montagna volesse andarci da solo o con amici maschi? Il mio ex a 15 anni era già stato a fare le stagioni e a 19 lavorava fuori città. Ma quando ebbe la prima fidanzata, e seria, cioè me, sua madre andò fuori di testa. Perché c’era chi secondo lei le rubava affetto e attenzioni…

  • 28
    kiky9326 -

    @Luna non so che lavoro fai, ma se ancora non la sei diventa psicologa 🙂 Allora, i ruoli li interpreta tutti e due del bravo figliuolo e del risolutore. E niente, quando gli chiesi di fare una piccola vacanza (4 giorni) a Livigno, lui disse di no anche solo per chiederglielo. E i motivi erano questi: 4 giorni erano troppi e anche i soldi erano troppi. Erano 200 euro e gli ho detto che se proprio non si poteva fare niente ce li avrei messi io (questi soldi non venivano dal regalino di natale, ma da ore di fabbrica con turni notturni). Allora lui mi dice che i suoi non lo avrebbero mandato comunque e io gli faccio presente che l’anno prima in gita 4 giorni c’è stato e ha anche pagato molto più di 200 euro. E lui: è diverso. Quindi no, non potremmo mai fare una vacanza da soli se non nella sua casetta che sabato e domenica ospiterà sicuramente pure i suoi. Suo fratello secondo me, si è rotto le palle della vita al “guinzaglio” che gli facevano fare i suoi e di conseguenza ha reagito. Lui si sentirebbe in colpa a fare qualcosa di diverso da quello che dicono i suoi. Ieri è venuto a cena a casa nostra (miracolo divino) e mi ha detto che gli chiedeva di dormire a casa mia, vuoi scommettere che si agganciano a fatto della cena di ieri per impedirgli di dormire a casa mia?
    @piero 74 infatti non voglio far del male a nessuno, ma non so come fare. E se lui si offendesse? E se lui non capisce e io divento una specie di spacca-famiglie ai suoi occhi? E’ un argomento troppo delicato da affrontare con parole “dure”.

  • 29
    kiky9326 -

    Ovviamente gli hanno detto che non può assolutamente uscire. Allora io mi son presa su e sono andata a casa del mio ragazzo. Lui non voleva farmi entrare, allora ho perso la pazienza e sono uscita. Ho visto sua mamma sul balcne e le ho chiesto perché non poteva venire a dormire e lei “ma non può essere sempre lì” allora le ho detto che era a casa mia solo ieri sera. E lei: eh me se lui non vuole! (anche qui, lui non vuole!?
    Le ho detto: e invece sì che vuole
    e lei: allora verrà.
    E’ un inizio secondo me, perché ho fatto vedere che ci sono anche io anche se ho capito che per certe cose gli mancano i coglion*.

  • 30
    kiky9326 -

    che ci crediate o meno, ha detto che sua mamma ha capito male (come no) cioè che rimaneva solo a mangiare e io gli ho detto che sono affari suoi.
    E lui: come sei deficiente.
    Ecco cosa è servito uscire dal guscio, cercare di superare le mie paure più profonde, credere ancora nell’amore. Un’altra delusione, un altra persona che prende a botte il mio cuore. Ma non è finita, no. Prima mi chiede se mi sono drogata per dire certe cose (e quale ragazza non drogata dormirebbe col suo ragazzo?), poi “eh che palle sta storia del dormire insieme”. Sono a pezzi, non voglio più stare insieme a lui ne a nessun altro. Ma come faccio a lasciare qualcuno che amo? Non lo so, so solo che vorrei essere in un paese dove non si sa nemmeno come si scrive il mio nome, lontano da tutto e da tutti.

  • 31
    piero74 -

    e allora, scusami un aattimo kiky; io al tuo posto,adesso sai cosa farei? lo metterei un attimo da parte, ma non per cattiveria; kiky, certe cose vanno capite: io che sono dal di fuori e ti scrivo queste parole, non ho ancora capito questo ragazzo se si è fidanzato con te o con la sua famiglia; e se non l’ho capito io, che sono dal di fuori, figuriamoci tu, che ci sei dentro, che la vivi questa storia! lo so che è brutto far star male a qualcuno che ami, ma qualcosa devi pur fare? kiky, con questa persona, ci devi passare una vita! guarda che si soffre così! se questo deve essere l’uomo della tua vita deve pur capire come vanno certe cose, deve pur sapere quanto costano le responsabilità che si è preso, o no?
    r

  • 32
    Luna -

    Kiky, capisco la sensazione ma prima di andare sul campo generale e cosmico del mai piu’ e di quanto sei gia’ stata male “ieri”… Stai “sul pezzo”, cioe’ nel presente e nella situazione che vivi ora e che ti crea malessere ora e che stai affrontando ora perdonami due incisi: 1) non credo agli “schemi” sull”eta’, ognuno ha il suo percorso personale, e si continua a crescere sempre. Io a 18 anni avevo una storia molto seria (no in senso seriosa) per la mia eta’ e con il mio ragazzo gestivamo il fatto anche di organizzarci per incontrarci in varie citta’ per via del suo lavoro. E non ci pensavano mamma e papa’, lo facevamo noi. I miei mi hanno/gli avevano dato delle regole e ho avuto genitori anche severi. All’inizio dovetti “combattere” per prendere treni e stare fuori casa ma capirono che eravamo “seri” e affidabili. Al contempo (e guai senno’) eravamo giovani e avevamo la nostra eta’ e non un milione di esperienze di vita che si fanno vivendo (non parlo di sesso droga e rockandroll, dico che e’ normale che via via si accumula anche esperienza nella vita). Cmq per certi versi era piu” infantile sua madre a 38… 2) stasera amici dei miei amici, figlia di 16 anni) erano alle prese con una figlia a cui la troppa liberta’ non ha fatto bene affatto. Loro non sono dei genitori disattenti, se mai la viziano anche troppo, nel tentativo di contenere una ragazzina troppo indipendente ospitano spesso il ragazzo di lei, coetaneo, a casa loro. Lui ha tra l’altro una madre piuttosto assente o che da sola non riesce a stargli dietro .. Pare che il ragazzino alla fine andra” a vivere a casa loro. A 16 anni da un lato sti due ragazzini sono decisamente due adolescenti con molti atteggiamenti del caso, e con il fatto che bisogna star loro dietro perche” vadano a scuola o lui che ha smesso che non cazzeggi e basta. Dall’altro alla fine e” come se convivessero a 16 anni, che e’ “troppo”, ma con il culo coperto dai genitori che corrono a prenderli a mezzanotte se non rispettano neanche di prendere un bus all’orario stabilito. Si dice che ci sono genitori che danno troppa liberta’ ecc perche” se ne fregano. In realta” loro due sono iper presi nello stare dietro a questa figlia e alla fine hanno “adottato” anche il ragazzo di lei. La madre di lei si e’ sposata giovanissima non perche’ incinta eh.Ma perche” anche per la sua situazione famigliare era gia’ responsabile, lavorava… Sua figlia pero’ non lo e” affatto e il fatto che

  • 33
    Luna -

    I genitori siano cosi’ presenti anche se a modo loro (per alcuni discutibile)… Insomma penso si sia capito. Mi dirai… Che me ne frega, mi hai appena detto di non generalizzare… Ma riflettevo su questo: a 20 anni c’e’ chi mette su casa e chi vorrebbe, e non lo trovo fantascientifico, ne conosco. Chi e’ ad altri punti del suo cammino. A 20 tu sei chi sei e sai (almeno cosi pare leggendo) a che punto sei con delle cose che vorresti vivere relazionandoti. Non mi sembri una ragazza irresponsabile, ne’ che non rispetta i genitori ne’ che pero’ chiede loro di risolverle ogni questione. Hai un tuo senso/parametro di indipendenza/autonomia. E mi pare che tu senta il bisogno di viverlo e anche di sentirlo crescere insieme a te e alla persona con cui stai. Un senso di autonomia che non e’ solo economico. E’ ovvio che a 18 anni io vivevo coi miei, e avevo bisogno in senso affettivo e naturale di loro, ma quando organizzavo i miei studi e anche lo stare con lui, quando gestivamo insieme la distanza e i nostri viaggi e io lo facevo anche da sola, anche se poi magari litigavamo da 18enni e lo eravamo, per me era importante quella naturale e costruttiva indipendenza. Io prima un treno da sola non lo avevo mai preso, poi viaggiavo per ore. Contenta. Insomma quella relazione mi fece cmq “evolvere” e non implodere. E cio’ fu possibile perche’ andavamo cmq allo stesso passo e guardavamo nella stessa direzione. Anche se io ero al liceo e lui lavorava da anni. E no, non ci lasciavamo soli se moriva ..il cane. E non solo purtroppo. Sua ..madre di queste cose si e’ resa conto dopo, anni dopo. Quando tra l’altri lui si e’ messo invece cin una ragazza stradipebdente. A quel punto lei non si e’ intromessa per quanto lo aveva fatto prima… Alk’epica comunque lei riusci’ a ‘rovinarci’ davvero, anche se le basi erano buone… Ma la mia domanda, cara Kiky e’: ak di la” di come sonia e ragionano i suoi genitori e come lui vive il rapporto con loro sei sicura che certe visioni della vita che avete siano affini ? Che al di la del più giusto e sbagliato state ad un punto veramente affini del cammino di ciascuno? Perché pure che sia complicata anche la banalità… E non solo per come la vedan i suoi genitori ma per come la vede lui… Non state discutendo su andare a convivere e dove ecc ma su ogni più banale quotidianità… Tra voi due e per te non e’ troppo? Quanto implosivio e’? Per a che punto veramente stai tu con te?

  • 34
    kiky9326 -

    @piero 74 sono d’accordo, no contact alla grande. Ma sai chi ci starà male? O chi non dormirà la notte? La bambina deficiente.
    @LUNA ok, sto sul pezzo. Lui, solo in queste settimane, mi ha mancato di rispetto e messa da parte non so quante volte. Dal “sei tu che devi capire”, alla “deficiente” al “eh che alle sta storia del dormire insieme”. Io però quando mi ha chiesto scusa, anche se non ero proprio convinta, ho detto a me stessa “ok, fidati”. Mi sono fidata e a che punto siamo? Lui adesso è su in montagna con i suoi, io qui a casa. Siamo arrivati al punto che io devo litigare con il mio ragazzo per stare insieme. E allora basta, che senso ha? E si ci sto bene con lui, abbiamo gli stessi “progetti”, ma per un motivo o per l’altro adesso sento che con lui non si avvereranno. Come faccio a non esser confusa? A non sentirmi ancora in trappola? Adesso basta, basta e basta non lo chiamo, non gli scrivo nemmeno se lo fa lui. E io ho i miei difetti, questo sì, ma non l’ho mai dato per scontato e tanto meno gli ho dato del bambinetto anche se è ancora sotto la sottana di sua madre.

  • 35
    piero74 -

    ma perchè, adesso dormi tranquilla? penso proprio di no, guarda; io ti capisco, sai? praticamente ti trovi di fronte ad un bivio e non sai che strada prendere, ma secondo me è arrivata l’ora di lasciargli il suo spazio per capire realmente i suoi sentimenti; io così farei; tu giustamente dici che non dsai come fargli capire certe cose a questo ragazzo, però dici che hai provato a fargliele capire, ma giustamente sai anche che i consigli che ti stiamo dando su questo forum sono veri, ma vorresti pensarci sopra prima di metterli in pratica perchè sei frenata dal fatto che non vorresti far soffrire nè a lui e soprattutto non vorresti soffrire tu, ma ti ripeto: secondo te, è meglio non dormire per qualche mesetto o soffrire una vita intera? kiky, io credo che allontanarsi per un po. sia la miglior cosa da fare anche perchè credo che non sarai sola in questo intervallo di tempo, o no? credo che amiche pronte a sostenerti moralmente ne hai, o no? allora pensaci.

  • 36
    kiky9326 -

    @piero74 sì, ho delle amiche che mi starebbero vicine, ma il fatto è che lo amo e che esclusa la questione genitori (anche se è bella grossa), io con lui ci sto veramente bene e cosa ancora più importante sento un legame profondo, che con amici, amiche e exfidanzato non avevo mai provato. Quindi sono sicurissima che se lo lasciassi definitivamente (per colpa dei suoi e anche sua) me ne pentirei una vita intera. E’ vero, lui non reagisce, ma io ho avuto i miei tempi per molte cose che ad alcuni sembrerebbero banali (soprattutto nell’intimità fisica e mentale) e lui non mi ha mai messo fretta. Con questo non lo scuso (perché sono cose che non lo hanno fatto soffrire), ma sono disposta ad aspettare e ad allontanarlo per un po’ per dargli il tempo di capire. Se poi vedo che non c’è speranza, allora ciao per davvero.

  • 37
    LUNA -

    Kiky, capisco quello che dici e tu sai, ovviamente, sia la situazione che i tuoi sentimenti.
    La questione non credo sia lasciare qualcuno se ci sono dei problemi, che si possono affrontare, ma se comunque si affrontano le cose in due e in che modo.
    Lui non ti ha messo fretta, mi ricordo i tuoi post in proposito, e capisco anche che non sia banale rapportarsi con una persona che ha subito dei traumi e avere pazienza e accoglienza, ma forse (credo) tu non gli davi del deficiente e comunque consideravi il suo punto di vista e le sue esigenze… a livello empatico e riflettendoci su sì.

    Tra l’altro… scusa, ma già quando tu avevi bisogno di tempo questi problemi con i suoi c’erano già o sono emersi dopo? Prima vi vedevate tutti i giorni? Mi manca questo passaggio.

    Se tu lo lasciassi definitivamente, visto che non lo stai lasciando per disinteresse, ma per una serie di situazioni e atteggiamenti, che ti creano sofferenza, forse sarebbe anche lui a farsi lasciare, non credi?
    Ho capito cosa intendi sul fatto di pentirti, però non sarebbe una cosa che hai fatto da sola…
    In effetti comunque spostarti un po’ e dargli il tempo di capire (e quindi di capire tu meglio in che situazione effettivamente ti trovi) non mi sembra una prova di disamore…

    Dici che stai benissimo con lui e che avete dei progetti… questa cosa non mi è molto chiara (ma non deve essere chiara a me, ovviamente! Che tra l’altro non so come sia il vostro rapporto in generale)… non mi è molto chiara nel senso che penso che stare bene con qualcuno non è anche starci effettivamente insieme? Paradossalmente tu parli del tuo rapporto, in certi momenti, come se fosse… a distanza, nel senso che pare vi vediate molto poco e riusciate a condividere in effetti molto poco, che non possiamo parlare molto. Non so quali siano i vostri progetti a lungo termine, ma nel presente quanto c’è effettivamente di quei progetti?
    Intendo dire: con la persona con cui sto posso avere delle difficoltà oggettive a mettere su casa o sposarmi in questo momento, magari si parla del fatto che alla fine degli studi si potranno concretizzare una serie di cose, magari in questo momento non ci sono i soldi per poter fare una serie di cose, allora magari si passeggia immaginando (concretamente) il viaggio che si potrà fare un giorno, la casa che si potrà avere un giorno ecc. Magari due persone sono molto impegnate con lo studio e il lavoro per cui non riescono a vedersi tanto ma appena possono si vedono

  • 38
    piero74 -

    va beh, genitori esclusi fino ad un certo punto, perchè io se vedo che la mia ragazza è una mammona, a questo punto è giusto prendersi un attimo di distacco per capire l’importanza per una persona fin dove arriva; da un lato è comprensibile anche che stia appresso ai suoi, però, cavolo, adesso si sta facendo una vita con te e giustamente voi avete bisogno di una vostra intimità, di una vostra privacy: per quanto tempo puoi ancora sopportare ciò? tu lo inviti ad una gita, ti dice che ti farà sapere e poi ti risponde negativamente perchè preferisce andarsene con i suoi, un’altra volta non ricordo dove volevate andare ed eri costretta a sopportare anche la loro presenza, ma… scusami un attimo: è l’intimità dov’è? guarda che in un rapporto di coppia c’è bisogno anche dei momenti di intimità e… praticamente dov’è tutto questo? il vostro rapporto ha tutte le carte in regola per funzionare, ma certi rapporti per poter durare, hanno bisogno anche di un piccolo intervallo. ciao.

  • 39
    LUNA -

    Ora come ora però non mi pare che i problemi siano questi visto anche l’esempio che citavi del fatto che tu avresti pagato volentieri di tasca tua per una breve vacanza e non mi pare (ma forse non ho capito) che lui ne facesse una questione di orgoglio o di non farti usare i tuoi soldi sudati non potendo mettere la tua parte. A parole (da quello che riporti, noi qui ovviamente non sappiamo come vanno le cose in generale) sembrerebbe che lui non ti stia dicendo “teniamo duro, ora ci sono questi problemi con i miei ma vorrei che stessimo più insieme” ecc, ma che lui minimizzi i problemi o che per lui non lo siano. Per te lo sono e per lui no?
    Quando tu hai avuto dei problemi, mi pare, comunque li hai riconosciuti con il desiderio di superarli. Forse se lui ti dicesse che per lui l’atteggiamento dei suoi è un problema, il fatto di vedervi poco, di non poter fare una vacanza insieme o sempre con la madre con voi ecc, e sentissi una complicità tra voi nell’affrontare o per lo meno nel reggere la cosa, tu ti sentiresti meno avvilita di così.
    Mentre tu sei avvilita anche per l’atteggiamento che lui assume rispetto a come ti senti tu, ciò che gli evidenzi e per le risposte che ti da’.

    Fai bene, visto che a questa persona tieni e sai tu in cosa effettivamente state bene insieme, a riflettere costruttivamente, a pensare al tuo bene, ma a non agire impulsivamente.
    Però credo che anche Piero ti stia (se non sbaglio, Piero, eh) dicendo questo:
    certi equilibri/dinamiche con la famiglia di origine possono non cambiare affatto anche quando una persona va via di casa, si sposa e neanche se ha dei figli. E in quel caso è ancora peggio. Il tempo di per sè, o delle scelte di vita, non cambiano per forza le cose. Quindi comprendo che Piero anche ti dica di valutare bene adesso con cosa in effetti ti confronti e che atteggiamento abbia il tuo ragazzo rispetto a queste cose.
    Mi sembra che tu sia comunque “centrata” su questo e non abbia la sindrome del “forse con il tempo cambierà” o “io lo cambierò”. E questo, che tu sia comunque intenzionata ad affrontare e risolvere le cose ora – o perlomeno a vedere un’intenzione concreta di risolverle – mi sembra importante.
    Per quanto riguarda la cosa dell’intimità: sei sicura che per lui non sia stato così difficile avere pazienza perché a sua volta non è così interessato all’intimità? Visto anche che dice non sia così importante dormire insieme o che non gli urti così tanto avere la madre terza incomoda…

  • 40
    LUNA -

    Piero: il punto è anche – ma ovviamente non ho idea di come si svolga la loro vita intima, nel senso più vasto del termine, non solo intimità fisica – che una persona, dico in generale, può anche, consciamente o incosciamente che sia, usare i suoi genitori per non avere quella privacy e intimità e autonomia. E al di là di chi ha vicino può essere un problema suo.
    Come chi non vuole in realtà andare via di casa e adduce che gli ostacoli stanno tutti fuori, mentre in realtà stanno dentro.
    Mi ripeto, ovviamente io non conosco la relazione di Kiky e il suo moroso!!!
    Solo che quando lei ha scritto che lui ha avuto molta molta pazienza con i suoi problemi e poi dice che non è poi così importante dormire insieme e che trova scuse o motivazioni per stare via da soli o c’è stato effettivamente un cambiamento lungo il percorso oppure sai, alla fine, mettersi con una persona che ha difficoltà (anche momentanea)a vivere l’intimità può essere anche più un vantaggio che una difficoltà per chi ha difficoltà a vivere la propria.
    Quello che mi colpisce però è anche che, Kiky, tu hai fatto un percorso per “scioglierti” dopo che hai vissuto delle cose brutte e ora, se ho capito bene, vorresti aprirti sempre di più, ma ti scontri invece con chiusura e non/intimità.
    Poi le cose che ho scritto probabilmente non c’entrano nulla di nulla con voi due, ma comunque capire cosa si vuole ecc male non può fare, a nessuno dei due.
    Tu sei sicura che vorresti un uomo molto più presente di lui, per esempio?
    Non c’è in realtà una regola su quanto e come le persone debbano stare insieme, più che altro c’è cio’ di cui veramente si sente di aver bisogno (che non è una questione egoistica, ma proprio di autoascolto e di modo di essere) e quanto con il partner si è affini e si guarda realmente nella stessa direzione.
    Ognuno di noi, comunque, ha credo un concetto anche di autonomia, privacy, intimità.
    A me, ripeto, che una persona sia legata positivamente alla famiglia pare un buon segno, non un cattivo segno. Un cattivo segno mi pare uno che per esempio risponde male a sua madre o che se ne frega se suo padre è all’ospedale. Però concorso con te, Piero, che una ragazza “mammona” non è solo una persona troppo legata alla mamma, è una cosa più complessa, un modo di vedere anche se stessa e la vita. Anche un grado di dipendenza o indipendenza, un modo di reagire e gestire le difficoltà e le situazioni ecc ecc

  • 41
    kiky9326 -

    @Luna “Tra l’altro… scusa, ma già quando tu avevi bisogno di tempo questi problemi con i suoi c’erano già o sono emersi dopo? Prima vi vedevate tutti i giorni? ” Allora, diciamo che anche adesso ci vediamo tutti i giorni a parte quando giustamente dobbiamo studiare. Il problema non è tanto che non ci vediamo, ma che non siamo quesi mai da soli (e già qui, diventa difficile avere dell’intimità) e soprattutto che i suoi decidano senza motivo del nostro tempo.
    “Se tu lo lasciassi definitivamente,… forse sarebbe anche lui a farsi lasciare, non credi?” Certo, riconosco benissimo che stavolta anche se il problema è mio, è un problema reale e che solo lui può risolvere.
    “non mi è molto chiara nel senso che penso che stare bene con qualcuno non è anche starci effettivamente insieme?” NOn ho capito cosa intendi.
    “Non so quali siano i vostri progetti a lungo termine, ma nel presente quanto c’è effettivamente di quei progetti?” Nessuno, ed è per questo che lo lascerei. Siamo giovani, è vero, ma il fatto che lui non abbia la sua autonomia (non a livello economico, quella non ce l’ho nemmeno io), mi fa pensare che non saremo mai una vera famiglia.
    “ma che lui minimizzi i problemi o che per lui non lo siano. Per te lo sono e per lui no?” esatto ed è questo che mi distrugge, il fatto che non so se sono i suoi ad annientare un bisogno effettivo di lui di vedermi/dormire insieme oppure che a lui vada bene così. In tutti e due casi, questa sarebbe un’altra ragione per lasciarlo. E sì, se lui mi dice “ok, i miei sono così ma vedrai che gli farò capire”, io sopporterei ma così… mi sento inesistente quando si tratta della sua famiglie.
    @Piero 74 ” per quanto tempo puoi ancora sopportare ciò?” Non lo so, non ne ho idea. L’intimità come la definisco io, non c’è quasi mai. Poche volte siamo da soli, soprattutto per colpa dei suoi. Oggi è un anno e mezzo che stiamo insieme e lui se lo era già scordato, io invece mi sono ricordata tardi di aver preimpostato un messaggio che gli arrivasse alle 00.00 spaccate del 12. Dio come mi sento stupida.

  • 42
    kiky9326 -

    @luna “oppure sai, alla fine, mettersi con una persona che ha difficoltà (anche momentanea)a vivere l’intimità può essere anche più un vantaggio che una difficoltà per chi ha difficoltà a vivere la propria.” ci avevo pensato anche io, ma esternamente (almeno nell’ambito fisico/sessuale) non lo dimostra. Invece nell’ambito relazionale sì, ti spiego. Lui non è uno che va a dire in giro i fatti propri (se gli chiedo cosa ha fatto in giornata mi dice “niente” poi dopo magari gli scappa un “ho visto…” ecc…) e nemmeno le cose più intime né di sé, né parla tanto dei suoi genitori. Ti devo ringraziare Luna perché ho capito perché a volte mi sembra di stare con qualcuno che non voglia includermi pienamente nella sua vita, soprattutto nella vita della sua famiglia. Ti avevo detto che c’è qualcosa che mi nasconde (e ne sono sicurissima), ma dal tuo ragionamento ho pensato che lui lo fa per “difendere” noi. Perché ha paura che se io vengo a sapere quella determinata cosa intima, io lo possa lasciare. Se fosse così si spiegherebbero un sacco di cose, secondo te è assurda come ipotesi? E questo può essere collegata (la cosa che mi nasconde) al fatto che assecondi sempre i suoi genitori, anche se sa che mi fa male. Questo non lo giustifica, però devo trovare un modo di parlarne con lui. Per piacere dimmi cosa ne pensi, adesso a me si è aperto un mondo dove finalmente collego certe cose che non ho capito. Lui non ha fatto fatica perché è un santo o non ha desiderio, ma perché avevo le sue stesse difficoltà mentali, solo che io le avevo a livello fisico e quindi potevo capirlo.

  • 43
    piero74 -

    allora stando così le cose, sono giunto ad una sola conclusione: visto che questo ragazzo è troppo debole, fai così (io al tuo posto, lo farei se mi trovavo nelle vostre stesse condizioni: raccogliereei il coraggio, chiamerei la mia ragazza, e direi testuali parole: questo rapporto così non può più andare avanti: cosa dobbiamo fare? e le spiegherei anche il motivo di ciò ; tu non devi fare chissà quale discorso: prova a dirgli queste parole che ti ho appena detto e gli spieghi anche il perchè: vedrai, se lui sente queste parole, se è vero che ci tiene a te come cambierà qualcosa; so che è difficile dirgli così di punto in bianco, ma è un qualcosa che prima o poi dovrai pur dirglielo, no? che lo capirà stesso lui, scordatelo, perchè lui, da come ho capito è troppo debole; devi essere tu a fargli capire che le cose non possono continuare così, ma non devi fargli chissà quale tipo di discorso: devi solo innanzitutto raccogliere tutto il coraggio e poi trovare il momento giusto per dirgli queste parole che ti ho appena detto: questo rapporto, così non può funzionare, come dobbiamo fare? poi vedi come si comporta, che tipo di reazione ha: al massimo può avere la reazione di chiederti tempo; ciao e mi raccomando! fatti forza perchè solo tu puoi cambiare la direzione di questa nave; ciao.

  • 44
    LUNA -

    Ciao Kiky, per un po’ non sono passata da queste parti: come va?

  • 45
    frilla -

    E’ passato un po’ di tempo, da quando è stata aperta questa discussione. Kiky, come è andata a finire la tua storia?
    @Luna mi è molto piaciuto quello che hai scritto, io mi trovo in una situazione simile a quella in cui ti sei trovata tu con il tuo ex, e avrei bisogno di suggerimenti…Chissà se passi ancora da queste parti…

  • 46
    noelia79 -

    Scappa finché sei in tempo… Per esperienza personale nulla potrà mai cambiare e semmai le cose potranno solo peggiorare…mi dispiace…

  • 47
    element -

    Ho vissuto una situazione analoga… Amore ti amo, mi diceva, amore sei la mia vita, mi diceva, giuro non ti lascerò mai, mi diceva. la madre l’ha messa in punizione ed è finita in un modo che non so nemmeno come scriverlo, sparita, zero, non andava più nemmeno a scuola. tutto muto. torna a scuola dopo un po e… muto, le hanno chiesto, xxxxx come stai? hai sentito il moroso? muto, scena muta… io ho quasi tentato il suicidio. il problema è semplice, qualunque merda i genitori dicano, loro penzolano, e ti dirò di più, dopo il mio gesto folle sono stato 24 ore in psichiatria, e ho conosciuto 8 persone, maschi e femmine, 8 su 8 erano li proprio per colpa dei genitori. tutti. tranne me. Fidati, fattela a mano, a puttane o con giocattoli, quando saranno palesemente consapevoli di essere o zo...... o inutili vedrai cosa faranno… ti pregheranno di sposarle, è l’unico rimedio. non ho avuto una storia o 2, e ti posso assicurare che è sempre la solita solfa.

  • 48
    iosonoio -

    Provare a conoscere i suoi, in modo che loro possano conoscere meglio te? Se la situazione non cambia, scusa ma non ha senso che continuiate a stare insieme. Dovete trovare un compromesso, incontrarvi a metà strada, tu e i suoi. E lui dovrebbe tirare fuori i coi@nes.

    Io ho commesso l’errore di lasciare un bravo ragazzo per paura dei miei, ma questo è un altro discorso.

  • 49
    maria grazia -

    se non ti avesse lasciato per via dei genitori, ti avrebbe comunque lasciato prima o poi per via di qualcun altro ( l’ amico/a del bar che gli mette delle cose in testa, quel film da cui ha tratto una sua personale visione, un/una forumista che ha indirizzato le sue scelte, ecc.. ). Le persone influenzabili e condizionabili lo saranno SEMPRE, anche in età matura ( dai 40 anni in poi ) e anche quando i genitori saranno defunti o lontani. Da queste persone c’è solo da scappare. è gente che non può dare nulla, nè a se stessi nè agli altri.

  • 50
    iosonoio -

    @ 49 mariagrazia: età adulta a 40 anni? In realtà per definizione stessa si è adulti a 30, ma capisco ciò che hai voluto dire.

    Autrice della lettera: sappi che le persone non cambiano mai. Si ci provano e magari ci riescono anche per un po’, ma prima o poi tornano ad essere quello che sono sempre state.

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