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La mia amica tradisce il marito

di Catwoman18

Riferimento alla lettera: Non so cosa fare in questa assurda situazione. Una mia cara amica tradisce da ben 10 anni suo marito. Non è una confidenza che ha fatto solo a me, lo sanno molte persone, perché lei ormai lo nasconde poco e racconta a tutti questa storia, non so davvero perché. Qualche...
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Data di pubblicazione: 7 Maggio 2023

L'autore, Catwoman18, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

78 commenti

  • 26
    Golem -

    Giangi, scoppiano coppie anche dopo 50 anni se è per questo, ma se ce ne sono altre che durano, anzi stanno sempre meglio, dopo mezzo secolo come la mettiamo, cosa smonti dell’amore se questo per alcune, e non poche storie, esiste? Ovviamente fanno più rumore le “esplosioni” che non la silenziosa crescita, ma se le esperienze di qualcuno sono fallimentari, non significa che l’amore sia un’illusione. Forse sono proprio questi disillusi che oggi vogliono trovarsi un’associazione dai loro errori ad essere partiti da illusi, e che strada facendo hanno visto sgretolarsi le loro fantasie, ma il fatto che la maggior parte delle coppie…scoppi, conferma solo che la maggioranza delle persone non sanno cosa vogliono e vivono una vita di sogni e di illusioni, pur credendo di essere esperti per via dell’età o per le esperienze, di cui bisognerebbe valutare quantità e qualità per sapere se è quanto valgono.
    A proposito di esperienze personali, la mia storia dura da oltre 30 anni, e va sempre meglio, ma proprio per questo so perché le coppie scoppiano.

  • 27
    rossana -

    Giangi,
    per me il commento 24 non poteva spiegare meglio l’isolamento in cui spesso mi trovo confinata.

    Ottima sintesi. Grazie.

    Non sono d’accordo, invece, sui fallimenti. Non considero un successo soltanto quello che dura per sempre (se non nel senso di un affetto dato che, se profondo e sincero, resterà comunque immutato). La capacità d’amare è già qualcosa di meraviglioso di per sé. Se poi si ha la fortuna di essere ricambiati, anche per per pochissimo tempo, con lo stesso slancio e la stessa intensità, questo è un dono che può avere il potere di dar senso a un’intera esistenza.

    Se non sono troppo indiscreta, mi piacerebbe conoscere la tua età e la tua formazione culturale. Per ragionare su come hai raggiunto criteri di valutazione e concetti in alcuni aspetti simili ai miei.

  • 28
    Golem -

    A me invece piacerebbe sapere cosa e come ti è andato male per aver tratto certe conclusioni, Giangi. In ogni caso posso anche immaginare che un tracollo economico possa incidere su un rapporto e spegnerlo, ma quella è sfiga. Quando la vita pratica diventa difficile, se non impossibile, riuscire a mantenere un rapporto sano diventa un’impresa non alla portata di tutti, anche se c’è chi ci riesce. Io comunque mi riferivo a chi vive di illusioni, confondendo l’innamoramento con l’amore, che sono due momenti che hanno genesi diverse, uno è involontario mentre l’altro è una scelta voluta. Tra quei due momenti c’è una quantità sconfinata di esiti dipendenti dai protagonisti e dal loro livello di maturità emotiva.
    Un amore non ricambiato è un’altra illusione, perchè non si è vissuto niente insieme all’oggetto che si “ama” ma non su conosce, quindi è una costruzione fatta sulle nuvole, che non ha radici, se non di natura onirica. Gli adolescenti si innamorano in quel modo, non gli adulti. Questi se sono maturi “costruiscono” su basi solide, non sulle nuvole.

  • 29
    giangi -

    golem
    tu dopo 30anni puoi sapere come mandare avanti la tua coppia,ma le tue/vostre regole non valgono per altre persone.
    ti faccio un’esempio:se tua moglie ti ha supportato quando magari economicamente non passavi un bel periodo non significa che tutte le donne fanno la stessa cosa quindi una cosa che per te non è mai stata un problema per qualcun’altro lo è.
    ridurre tutti i problemi ad una incapacità personale significa sottovalutare il fatto che i problemi economici,l’abitudinarietà ed i fattori esterni distruggono l’amore più saldo.
    torniamo alla coppia del tradimento,fermo restando che ha tantissime colpe io non credo che questa qua si sia svegliata con il piede sbagliato ed abbia pensato:ora gli metto le corna!i problemi c’erano sicuramente.può essere che lei voglia fare la vita della single perchè in preda di una crisi di mezza età o dovuta alla cultura social,suo marito è calato sessualmente ed a lei non basta o semplicemente il tempo non li ha avvicinati ma…

  • 30
    giangi -

    li ha allontanati mentalmente e fisicamente.
    ps.a me cos’è succcesso? dopo 12 anni ho mandato a cag**re la mia compagna perchè ha messo la carriera davanti al nostro rapporto dopo che io,anche su sua richiesta,avevo rinunciato alla carriera appagante per restare nella stessa città.
    rossana
    40 anni,diplomato con rimpianto(ho lasciato l’università a 6 materie dal termine per dedicarmi al lavoro..ed oggi quel titolo sarebbe stato veramente utile per un ulteriore passo avanti lavorativamente parlando ma va bene uguale dai!)
    le mie esperienze sono più che altro quelle di un 40enne che ad un certo punto ha visto il mondo cambiare(parlo del social)drasticamente ed ha dovuto adeguarsi per non soccombere.detto questo non ho mai particolarmente apprezzato questa nuova realtà eccezione fatta per i rapporti occasionali e la sua facilità di accesso.il problema è che questa filosofia è piaciuta pure al 50enne e la conseguenza è che se vuoi sopravvivere non puoi non essere cinico

  • 31
    Suzanne -

    Sí bé Golem, non è che nella vita tutto si valuti in termini di prestazioni performanti/fallimentari, soprattutto nella sfera dei rapporti umani. Non credo nella definizione un tantino ortodossa e cattolica di “amore per sempre”, non è sicuramente la durata di una relazione che ci dà la cifra del suo valore. Ci sono storie importanti, vissute con profondità e nella piena condivisione che valgono la pena di essere vissute indipendentemente dalla loro finitudine. Altrimenti, se si ragionasse cosí, nemmeno la vita varrebbe la pena se tanto dobbiamo crepare prima o poi. Credo che ciascuno dentro di sé sappia ciò che ha dato valore e arricchimento alla propria esistenza, senza la necessità di dover dimostrare niente a nessuno. È questione di onestà verso sé stessi innanzi tutto. Certo che ci deve essere un vissuto condiviso, altrimenti si parla di sogni o idealizzazioni. Certo è che in questo caso specifico di amore nemmeno l’ombra.

  • 32
    Golem -

    Giangi:”se tua moglie ti ha supportato quando magari economicamente non passavi un bel periodo non significa che tutte le donne fanno la stessa cosa”. Ma alcune sì, perchè il senso della coppia è quello, altrimenti perché si sta insieme pensando di restarci per sempre, come dicevi tu? E perchè poi più di qualcuno scopre invece che non lo vuole più? Quindi le cose sono due: ognuno ha una sua visione dell’amore, ma allora che ne parliamo a fa? Oppure ci sono amori che sembrano ma non lo sono?
    Io da tempo sostengo che se un amore è vero, quindi maturo e secolatizzato dalle illusioni, non può finire, perchè entrambi sono talmente arricchiti e arricchendi reciprocamente da quella relazione che solo un pazzo butterebbe alle ortiche un patrimonio del genere. Poi intendiamoci, c’è anche che chi ha avuto talmente poco in quell’ambito sentimentale, che quel poco diventa tutto, per la legge della relatività. Ma qui credo si stia parlando di fattori che preludono a certi esiti, e questi fattori, per me, discriminano la differenza tra l’amore e l’ammore.

  • 33
    Max -

    Io penso che nei limiti del possibile si debba essere onesti con sé stessi e con gli altri e cercare di aver chiaro su quali criteri si vogliono basare le proprie scelte. Perché se si crede nell’amore smart, volatile e non impegnativo non si può mettere in campo tutta una serie di iniziative che si basano sull’amore per sempre. Sposarsi, acquistare case, mettere al mondo figli sono azioni che impegnano noi stessi e chi ci sta vicino. Non si può pensare che una persona che ci sta a fianco e crede in noi possa investire tempo, energie e risorse nel costruire una vita con noi e poi dirle: Sai che c’è? Son cambiato/A, non son più quello/A di prima, non mi riconosco più in ciò che abbiamo creato e invece voglio altro, per cui gentilmente sii maturo/A, fatti dignitosamente da parte senza far tragedie, che siamo nel 2023 e non nel 1950. E già che ci sei, siccome io sono in condizioni più deboli e mi tengo i figli, fammi il piacere di lasciare a me la casa e di arrangiarti come puoi.

  • 34
    Max -

    Poco importa, peraltro, se quella casa l’hai comprata tu e ci hanno aiutato i tuoi familiari, convinti di favorire per la prole un futuro felice. E poco importa se tu sei ancora innamorato o comunque ti senti affezionato a me. E ancor meno importa se all’inizio avevo giurato amore eterno, magari ho voluto il matrimonio in chiesa con la consueta formula Finché morte non ci separi. Se ne dicono tante di cose, ma poi… E poco importa se quei figli che ho tanto voluto, invece di trovarsi in una famiglia unita dovranno fare da pacchi postali, rimbalzati da un genitore all’altro. Ma dico io: c’era proprio bisogno di mettere in piedi tutto questo palco se non ci si credeva? Non era molto più onesto fin dal principio vivere il rapporto come capitava, senza obblighi e senza legami? Mi dispiace, ma se si mette in piedi tutto ciò, il senso di responsabilità verso noi stessi e verso chi ci sta a fianco richiede che quel che s’è creato si faccia di tutto per salvarlo.

  • 35
    Golem -

    Suzy, certo, la visione delle cose dipende dal soggettivo punto di vista, ma come ho scritto a Giangi, e rifacendomi al titolo di un noto libro di Raymond Carver, di cosa parliamo quando parliamo di amore? Perché se le cose stanno in un certo modo piuttosto che in un altro, che senso ha parlarne? Per dire, avrai letto la storia di Joseph, che da 40 anni si barcamena tra un matrimonio e il sogno del primo ammor, struggendosi e distruggendosi. Per lui quello è amore, ci scommetto, ma tutto quello struggimento che lo sta consumando, è compatibile con l’amore o è solo un succedano “endocrino”, che come una droga altera la percezione della realtà per la ricerca dello “sballo” che si nasconde nell’attesa e nella furtiva consumazione dell’incontro? E tra questi, tutti gli amorazzi immaginifici, col bello impossibile, l’artista incompreso, la fi.. che fa sangue e chi più ne ha più ne metta, potranno essere assimilati ad una storia di due che si sono “voluti” per quello che sono per un secolo? Per me no, altrimenti ripeto, di cosa parliamo?

  • 36
    Max -

    Spero che chi legge i miei due caustici invii precedenti non pensi che io condanni in blocco tutti coloro che si separano o divorziano. Queste scelte devono essere permesse ed è più che giusto che la legge le preveda, tant’è che la condanna del divorzio da parte della Chiesa è stato uno dei motivi che hanno soffocato quell’abbozzo di religiosità che in alcuni momenti della mia vita ho avuto. Però credo che soprattutto se l’unione non è stata messa in piedi a cuor leggero, debba essere sciolta con altrettanta cautela e senso di responsabilità, arrivando a questa decisione per motivi molto gravi e per un’effettiva impossibilità di vivere insieme, non semplicemente perché: Non è più come prima, voglio altro (non si sa poi cosa), non ho più le farfalle nello stomaco ecc. E comunque: è troppo comodo voler avere i soli vantaggi del modello tradizionale, per crearsi una sicurezza, e di quello sedicente moderno, per far ciò che pare e piace passando sopra alla vita e ai sentimenti altrui.

  • 37
    Max -

    Venendo al caso che ha dato origine alla nostra discussione, credo che qui non c’entrino alcunché fattori come l’evoluzione sociale del rapporto di coppia o altro. Qui ci troviamo di fronte a una persona (lei) che manca, nei confronti dell’altra (lui) delle più elementari regole del rispetto e della decenza: non solo lo cornifica, ma ne dice male al prossimo, in termini che ne calpestano la dignità. Quanto a lui, si può vederlo come un “senzapalle”, ma io son più portato a considerarlo come uno che nonostante tutto è ancora affezionato a questa donna, e magari come uno che non ha voglia di ritrovarsi in mutande e di dover dormire in automobile (sempre che lei non riesca a portargli via anche quella). L’immaturità psicologica esiste, così come esistono i cambiamenti sociali, ma né l’una né l’altra cosa dovrebbero essere addotte a pretesto per giustificare comportamenti che definire spregevoli è ancora dir poco.

  • 38
    Suzanne -

    Questa volta Max non condivido per niente la tua posizione. Innanzi tutto non si rimane insieme per una promessa, bensí per la voglia di scegliersi giorno dopo giorno. Onestamente di un uomo che resta con me per dovere coniugale o senso di responsabilità non saprei proprio che farmene. Non credo nel matrimonio, meno che mai religioso, ma nemmeno civile, perché nessun sentimento può essere vincolato a contrattazione. Sulla faccenda trita e ritrita dell’uomo che rimane in mutande con il divorzio, bé direi che esistono tutti i modi per tutelarsi a priori, oltre al fatto che se non riesci nemmeno a comprendere se una donna è potenzialmente un’approfittatrice prima di sposartela, bé mi dispiace ma poi sconti le conseguenze della tua stupidità/superficialità. Da questo punto di vista bastano 5 minuti per inquadrare una persona. Il problema è che a tanti maschi piace sentire di avere potere economico sulla compagna e poi si beccano la fregatura.

  • 39
    Golem -

    Max, anni fa qui abbiamo condotto un feroce dibattito sull’argomento amore, e negli scontri che si verificava, il minimo comune multiplo che li caratterizzava era quello che ognuno difendeva ad oltranza le proprie variegate posizioni. Nessuno riconosceva le proprie colpe anche quando queste erano state la concausa del fallimento. Da questo si evince come la vita amorosa di ognuno di noi è un fenomeno soggettivo, anche se nei fatti è un evento che quando vede la convivenza e magari dei figli, ha fattori oggettivi che lo rendono “valido” o meno. In questo senso ritengo che la maturità, sentimentale e non solo, giochi un ruolo sostanziale per la riuscita di una relazione.
    Non si può chiedere a chi ha fallito di credere che un rapporto può durare sino alla morte, perchè un esperienza negativa, condiziona il giudizio, e raramente si ha la capacità di comprendere quanto anche il proprio ruolo, sia attivo che passivo sia stato determinante per l’esito finale. Quindi esperienze e maturità fanno storia per ognuno di noi, ma l’amore vero ha solo un volto, e pochi lo vedono.

  • 40
    Max -

    Suzie, cerco di spiegarmi meglio. Anzitutto non ho detto che bisogna stare insieme per senso di responsabilità benché senza amore, ma che prima di dichiarare finito l’amore bisogna pensarci non una ma mille volte, perché spesso si scambia per amore finito un amore che, semplicemente, si è trasformato. Inoltre si è poco abituati, soprattutto al giorno d’oggi, ad accettare il fatto che una rosa oltre che il profumo ha le spine. Si cerca la novità a ogni costo e la perfezione a ogni costo senza sapere che è la perseveranza che aiuta a costruire, perché aiuta a trovare il buono di fondo, che permane al di là degli inconvenienti e dell’usura del quotidiano. Inoltre se una persona mi dice che non crede nel matrimonio non la biasimo se vive i propri rapporti in modo smart. Ciò che contesto è chi all’inizio insiste per il matrimonio e per l’amore duraturo e poi, quando ciò no gli fa più comodo, si sintonizza con disinvoltura da acrobata sulla modalità “moderna”

  • 41
    Golem -

    Scusa se mi intrometto Suzy, ma il tema non è il matrimonio, ma la qualità del rapporto tra i due. Penso sia scontato che chi ci sposi ritenendo di farlo per amore, ma sbaglio se dico che si potrebbe non convolare a nozze e ugualmente fraintendere, sia pure in buona fede, quel concetto?
    Io sostengo da tempo che tanto quanto vi è un retaggio tradizionalista riguardo le sue norme e i relativi giuramenti, ve ne sono altrettanti che riguardano l’idealizzazone, romantica o cinica, che sono a loro volta foriere di disillusioni e quindi di fallimenti. Ma se il fallimento arriva col primo caso il giudizio è severo riguardo l’istituzione, coi secondi invece lo è molto più raramente. Infatti trovi gli esperti sostenitori dell’ammore che ti invitano a ricordare i bei momenti (spesso solo endocrini) di quelle illusioni, ma meno, se non mai, quelli sicuramente vissuti nel matrimonio andato a male, che per forza devono esserci stati. Allora, si può dire che al riguardo esistono posizioni pregiudiziali, come quella che sostiene che il matrimonio sia la “tromba” dell’amore?》

  • 42
    Golem -

    》Il fatto è che non sono né le regole nè la mancanza di queste che decidono il destino di una relazione, ma la chiarezza di idee e il volere la crescita di quel rapporto, che non possono che essere legate all’amore di entrambe i protagonisti.
    Ma chi può ragionevolmente pensare che un rapporto nato da un innamoramento continui negli anni con la stessa modalità? Solo gli illusi che sognano l’ammore dei bigliettini dei Baci Perugina.
    Tu giustamente parli di una scelta d’amore quotidiana, ed è giusto, la penso allo stesso modo, e lo vivo allo stesso modo, ma personalmente non è una scelta che “ragiono”, è automatica, perchè io sono sempre innamorato di mia moglie, e non come quando la incontrai, ma infinitamente di più e meglio. Perché l’ho conosciuta, e imparato ad apprezzarne lati che solo col tempo e le comuni esperienze potevo scoprire. Ed è per questo, che non posso parlare di “amore” anche per le altre storie che ho avuto, a parte la ragazza che morì in un incidente. Quindi, IO, posso dire, tra le tante, di aver amato DUE donne in una vita. Due.

  • 43
    Max -

    Suzie, continuo a rivolgermi a te dicendo che non contesto la tua tesi, quella secondo cui il sentimento non va dato per scontato ma va riscoperto e alimentato giorno per giorno. Ma come dice Golem, questo risultato, almeno a mio avviso, è anche, se non soprattutto, un atto di volontà. Questa riscoperta bisogna scegliere di farla, o almeno di tentarla, anche nei momenti in cui essa è più difficile. Non si può, io credo, arrendersi al primo problema di intesa e dare il tutto per ormai perduto. Peraltro, son sicuro della tua onestà intellettuale e personale e ho buon motivo per credere che qualunque scelta tu compia, sia essa anche la rottura di un rapporto, la fai all’insegna del rispetto e della responsabilità. Ma persone come l’amica dell’autrice dello scritto iniziale, il rispetto e l’onestà non sanno nemmeno dove stanno di casa.

  • 44
    Trader -

    Come già ho espresso altre volte, è meglio aver amato e perso, che non aver mai amato. L’amore finisce? Ma finché dura, non c’è niente di meglio!

  • 45
    rossana -

    Giangi,
    grazie per aver soddisfatto la mia curiosità.

    Per me a conferma che nei sentimenti spesso è l’indole a essere predominante.

    Quanto ai social, utili se usati senza esserne risucchiati, risultano comunque divisivi, come sempre più sta diventando tutto il resto.

  • 46
    giangi -

    golem
    su tante cose sono d’accordo con te il problema è che tu dai per scontate delle cose che possono non esserlo.basta che in una famiglia ci sia qualche problema economico per iniziare a parlare di”rinunce” ed in un mondo che culturalmente sta inesorabilmente andando verso l’egoismo più becero questo è un problema perchè un collega di lavoro spensierato rischia di diventare la persona che ti fà dimenticare i problemi.
    i problemi familiari non vengono fuori subito(essere giovane,senza figli ed accompagnare il partner a casa la sera fa miracoli)quindi la reazione del partner davanti a certi problemi non la potrai mai sapere puoi solo sperare che quando arriveranno i problemi sia ragionevole e che metta la coppia davanti a tutto.qua non c’è bravura ne maturità che tenga,è una scommessa che ti auguri di vincere per il bene di tutti.
    quello che tu chiami amore vero per me non è altro che amore unito a due caratteri che nel tempo si sono dimostrati compatibili

  • 47
    giangi -

    se c’è una cosa però di cui sono sicuro è che stiamo tutti”pisciando fuori dal vaso”(scusate per la volgarità).
    il divorzio,che nasce come l’estrema soluzione ad una incompatibilità,ad un’errore nella scelta del compagno,oggi è diventato il modo più semplice per ricominciare da dove avevi lasciato e non assumerti le responsabilità derivate dalle tue azioni.
    oggi ci sono coppie che nemmeno si sforzano di stare insieme(e qua devo dire che le donne hanno più responsabilità perchè la loro superiorità davanti la legge le porta a considerare il divorzio molto più frequentemente)ed in questi casi ti dò ragione golem perchè questa gente non è mai stata pronta ad impegnarsi in un rapporto.

  • 48
    Golem -

    Giangi, io dò per scontate cose che in un matrimonio, come pure in un unione che preveda una convivenza, e quindi un investimento di “vita”, dovrebbero essere scontate. Il fatto che questa possa essere considerata una società frivola, non significa che le frivolezze dei singoli siano attese in in situazioni importanti come quelle di cui parliamo. Le difficoltà di cui parli, quelle economiche, o del collega che “distoglie” dai problemi, rientrano nelle evenienze che in una coppia che si vuole bene andrebbero discusse. Perchè gli imprevisti capitano a tutti, anche alle coppie più affiatate, ma quelle che si amano le risolvono, le altre no, perchè banalmente non si amano e non hanno capito cosa sia l’amore, e probabilmente mai lo capiranno. Ecco perché parlo di immaturità sentimentale, quando è evidente che non si comprendono i propri sentimenti e meno ancora quelli dell’altro.
    Qualunque progetto che non cominci con le idee chiare è naturale che fallisca, sia che parta con la visione da Baci Perugina che con l’egoismo di cui parli tu.

  • 49
    Suzanne -

    Golem, possiamo benissimo eliminare il fattore matrimonio dal mio discorso, il senso non cambia. Non si rimane insieme perché ci si è presi un impegno, per esigenze economiche o, quest’ultima la scusa piú stupida, per i figli. I figli solitamente sono persone senzienti che se assistono a una farsa ipocrita, cresceranno con l’idea che quella roba abominevole lì sia definibile amore. Però in realtà questa secondo me è la piú classica delle scuse usata da chi non ha sbattimento di uscire da una situazione di comfort, per quanto triste, e cosí finge di prodigarsi e immolarsi per il benessere della prole. A parte ciò, io sono convintissima che una relazione possa durare tutta la vita ed essere al contempo appagante, è ciò che ovviamente mi auguro per la mia. È altresí ovvio che tutto cambi e le farfalle volino via. Deve però rimanere la piacevolezza dello stare insieme e la voglia di condividere, altrimenti di che si sta a parlà?

  • 50
    giangi -

    rossana
    secondo me il social non è divisivo ma dispersivo.mille opinioni diverse si annullano inevitabilmente tra di loro e l’unica opinione che spicca è quella del personaggio pubblico da tot like e condivisioni quindi tutta quella libertà che crediamo di avere ci viene portata via proprio da quella libertà che rivendichiamo,quindi non mi stupisco se certi comportamenti con il tempo siano stati universalmente accettati

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