La mia amica tradisce il marito
di
Catwoman18
Riferimento alla lettera:
Non so cosa fare in questa assurda situazione. Una mia cara amica tradisce da ben 10 anni suo marito. Non è una confidenza che ha fatto solo a me, lo sanno molte persone, perché lei ormai lo nasconde poco e racconta a tutti questa storia, non so davvero perché. Qualche...
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Categorie: - Amore
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Suzy, ma su questo siamo d’accordo al 110%. Restare insieme per una forma di opportunismo, compreso quello legato ai figli, è l’apoteosi dell’ipocrisia, ma sappiamo che questa spesso rientra nell’ennesima scusa che si trova per giustificare la mancanza di chiarezza dei propri sentimenti, che quasi sempre ha una storia più antica se si è arrivati a certe realtà, scoprendo che la coppia forse non è mai esistita.
Il mio ragionamento era incentrato sulla possibilità che ci si appelli a quello che sarebbe dovuto essere o si è considerato come “amore”.
Come ho dichiarato più volte, personalmente non credo che un sentimento vero, sentito, che non sia frutto di illusioni, possa consumarsi e finire come la naftalina negli armadi. Potranno esserci mille difficoltà in una relazione, ma se si è stati “coscienti” quando si è decisa la convivenza, il rispetto delle “regole” è automatico, quasi inconscio, perché se quell’oggetto di “amore” a un certo punto non lo sopporti più, chiedersi se era vero amore quella originaria sensazione, sarebbe la prima domanda da farsi.
golem
gli imprevisti non sono uguali per tutti e assumono diverso valore in base alla coppia.
un periodo non particolarmente fortunato a livello economico non distrugge la coppia,anzi forse la rafforza,ma se quel periodo continua da 5 anni e non vedi luce in fondo al tunnel nei prossimi 5 il discorso è diverso.
se uno dei partner dopo il matrimonio diventa improvvisamente fan del divano e della prima serata in tv c’è un problema perchè se all’altro sta cosa non garba prima o poi ti ritrovi il sabato sera da solo davanti alla tv mentre l’altro è in giro.
tu dici che se ami li risolvi i problemi ma come ti comporteresti in caso di tradimento?io nel dubbio se la mia compagna fà una roba del genere butto lei ed il mio amore nel primo contenitore dell’umido altro che risolvere perchè la amo!detto questo però non posso negare che prima del tradimento non ci sia stato amore altrimenti rinnegherei me stesso,la fiducia che le ho dato ed il mio passato con lei.
Allora, Giangi, gli imprevisti sono sempre i soliti, sono le persone ad essere diverse, e di conseguenza diverse sono le risposte. Ma al fondo la differenza la fanno quegli aspetti di cui ho parlato. Anche un tradimento ha diverse modalità di gestione, e la prima è la ricerca del perchè. Ed è dentro quel perchè che c’è scritta la storia di quella coppia. Ci sarà chi sarà in grado di leggerla e di trovare eventualmente le ragioni per continuare, o anche per lasciarsi, e chi si fermerà a quel gesto.
La differenza è sostanziale.
golem
la differenza è sostanziale però mi stupisce che non hai applicato la teoria del vero amore anche su questo..evidentemente anche per te esistono le eccezioni(che era quello che volevo ottenere spostando la discussione sul tradimento)
Giangi, non ho afferrato bene quell’ “…anche a questo”. Comunque un “vero amore” può nascere solo da un rapporto “vero”, dove i due non siano condizionati nè da fantasie romantiche nè da opportunismi celati. E per avere questo è necessario che entrambi i protagonisti siano onesti con sè stessi prima che con l’altro.
Purtroppo sono tantissimi quelli che cadono nella “trappola” del romanticismo illusivo, e altrettanti da quello…economico, ed è automatico che storie che comincino in quei modi si spengano. E stranamente succede più velocemente con le prime, ma entrambe non sono vere.
Un rapporto d’amore non può che crescere, e ogni giorno la “costruzione” diventa più importante, essendo “abitata” e tenuta viva da entrambi.
Le regole in fondo sono semplici, meno semplice è sapere chi si è e cosa si vuole, da sè e dall’altro.
Come ho detto, il tradimento può avere cento cause ma di fondo nasce da una non comunicazione tra i due. E se non si comunica non ci si capisce, e da lì al distacco il passo è breve.
Ok,a questo punto si può dire:Gioco, Partita, Incontro,giangi!!🎾🌞✌️
Si può dire tutto quello che vuoi, anche pasta e faggioli. Con due “gg”.
Come cuggino.
Secondo me, come ho espresso più volte ha ragione Suzanne, devo dire che in passato ci siamo sempre confrontati avendo a volte opinioni differenti, ma su questo mi trovo d’accordissimo, essendo anche io a sfavore del Matrimonio, in quanto secondo me, vi è un economia legata al divorzio, che disolito arriva inevitabile, perchè per concludere la relazione bisogna passare per un tribunale? Perchè i figli devono essere traumatizzati dalle bugie raccontate dai genitori? Perchè oltre al resto, io non ci vedo un gran pensiero a rimanere insieme per i figli, perchè i figli saranno traumatizzati più dal sapere i propri genitori infelici e successivamente bugiardi, più che dal divorziare. Questo lo dico da figlio che ha sempre vissuto i genitori separati e non ne ho mai fatto colpe a nessuno dei due. I miei genitori me lo hanno detto chiaro e tondo “io non posso stare nella stessa stanza insieme a tuo Padre/Madre”. Questa frase ha mitigato un sacco di situazioni
Vorrei, a questo proposito, precisare un paio di cose. 1. È ovvio che se non ci si sopporta più è meglio divorziare piuttosto che stare insieme per forza. Ma prima di giungere a questa conclusione, se davvero ci si è messi assieme perché ci si amava e ci si stimava, bisognerebbe tentare tutte le strade possibili per salvare il rapporto recuperando quell’attaccamento che c’era e cercare di capire se esso davvero non c’è più o se semplicemente si è evoluto e, anche se in veste diversa, ha ancora qualcosa da dare; 2. I figli, soprattutto se piccoli, se i genitori si separano rischiano di essere trasformati in pacchi postali, costretti a passare da un genitore all’altro, magari venendo sottoposti a una sorta di terzo grado alla fine di ogni permanenza, dovendo vivere distacchi, benché temporanei, da realtà alle quali in quel momento si stavano affezionando. Ci si trova costretti a un’affettività scissa e frammentata che, credetemi, non è affatto piacevole.
Infine, la realtà delle persone non funziona necessariamente per estremi. Non è che o ci si ama alla follia oppure ci si detesta. Possono esserci mille possibilità intermedie e mille sfaccettature, per cui nell’ambito di un rapporto si può essere delusi per alcune cose e si possono veder frustrate alcune aspettative iniziali, ma questo non vuol dire che allora il rapporto sia da buttare a mare. Magari a quella persona si vuole ancora bene e ci si sente ad essa affezionati e in quel caso, se si rimane insieme, non è perché si è bugiardi, ma perché nonostante tutto si avverte che a quella realtà si è ancora legati: magari in modo diverso da prima, ma vi si è legati comunque. Infine, ho l’impressione che la capacità di perseverare nelle scelte fatte e di tollerare il prossimo, pur con i suoi difetti, sia molto calata rispetto a un tempo e ci si lasci sopraffare dalle inevitabili imperfezioni e carenze che ogni realtà presenta, anche quella che all’inizio ci sembrava la migliore.
claudio
non esiste vincitore quando gli argomenti sono questi,sono solo due modi di pensare diversi che in base al tipo di relazione che hai portano più o meno vantaggi.
max,non voglio dire tutto quello che penso perchè sicuramente qualcuno che mi da del maschilista lo trovo quindi cerco di limitarmi.
il divorzio è nato da un idea di libertà e civiltà nel caso in cui un’unione nel tempo non mantiene la stabilità necessaria.
noi,uomini e donne,abbiamo stravolto il senso del divorzio facendolo diventare come il tasto reset di un’apparecchio elettronico.
questo cambiamento ha portato il signore benestante a pensare”gli mollo una casa,800 euro al mense e me la levo dalle balle mentre la donna pensa”gli scippo casa,soldi e figli il resto non mi interessa”.
in un mondo del genere cose come la tolleranza o la perseveranza non hanno valore perchè il divorzio ci ha reso come lo smartphone di 2 anni che va cambiato pur essendo funzionante.siamo vittime del consumismo
Giangi, hai centrato il problema come meglio non avresti potuto. La questione non è divorzio sì o divorzio no, ma appunto è il fatto che esso è stato profondamente modificato nella propria natura e profondamente corrotto rispetto al pur nobile principio che ne è stato all’origine. La questione non è: bisogna stare insieme per forza, ma è: in che modo avviene che ci mettiamo insieme? E in che modo avviene il fatto che ci separiamo? In base a quale criterio lo facciamo? È questa una scelta ragionata e ponderata, oppure è il frutto del semplice stancarsi di una persona come ci si stanca di una cosa, o di una merce?
Giangi,
perfettamente d’accordo con il commento 61. Si è passati da condanne a vita, del tutto ingiustificate, a rotture di matrimoni per stupidaggini o semplice “voglia di novità”.
Secondo me, è un’epoca di transizione che sta arrivando alla sua conclusione: 1) meglio non sposarsi e non prendere impegni a vita, ora che la vita media si aggira sui 75 anni e che si cambia rapidamente; 2) chi gioca con i sentimenti, finisce spesso per ritrovarsi solo, e non è quasi mai un bel finale…
Entrambe le situazioni dovrebbero portare a maggiori livelli di consapevolezza nelle proprie scelte. Tanto più che ora ci si sceglie in modo serio intorno ai 30 anni e si decide di metter su famiglia ben più tardi di mezzo secolo fa.
Tutti cambiamenti sociali di rilievo, che influiranno parecchio sulle relazioni amorose.
max
io non credo sia così facile usare la ragione oggi perchè si sono create delle condizioni in cui il compromesso è sinonimo di limitazione e non di venirsi incontro.
senza dimenticare che le leggi,a parte i discorsi tipo”x e meglio di y…no y è meglio di x!”,tendono a facilitare il divorzio piuttosto che scoraggiare la gente a ricorrere ad uno strumento del genere e la prova di tutto questo è il fatto che la maggior parte dei divorzi finisce con l’esclamazione”sono libero!”ma solo in pochi aggiungono”però ho creato dolore,quindi ho fallito”.
rossana
sei una persona estremamente ottimista o meglio secondo me attribuisci all’essere umano un’ intelligenza che non avrà mai.
quelli che non vorranno responsabilità saranno anche quelli che aneleranno un figlio(che è la responsabilità per eccellenza)ma disgraziatamente i due ruoli non saranno mai complementari quindi il circolo vizioso non si arresterà.
Chi gioca con i sentimenti resta da solo se è talmente stupido da farlo fino a 60anni ma dati alla mano alle donne piacciono questi uomini perchè sono anche quelli che hanno più carisma,anzi è più facile che sia il bravo ragazzo a restare da solo per tutta la vita piuttosto che il “giocherellone”.
dal mio punto di vista il mondo andrà verso la coppia aperta,una coppia dove i problemi li puoi sfogare e risolvere anche all’esterno e grazie a questo”altruismo di coppia”diminuiranno anche i divorzi.una manna per i giocherelloni di tutto il mondo perchè verrebbero accettati quei comportamenti che oggi ti distruggono la vita.
Giangi,
il confronto con te è piacevole e arricchente, come con chiunque non voglia imporre il suo punto di vista.
La coppia aperta è stata sperimentata decenni fa ma i tempi non erano ancora maturi. Probabile che si vada in questa direzione. Proprio ieri ho letto di uno studio che dichiara pressoché inesistenti i sensi di colpa per i tradimenti in ambito di coppie sposate.
Forse basterebbe partire con un inizio chiaro, smantellando una volta per tutte il “per sempre” delle favole. Diminuendo le aspettative (spesso per niente illusorie) vengono a essere anche molto meno dolorose le rotture.
È vero che la libertà dovrebbe basarsi su consapevolezza e responsabilità, due aspetti non proprio facili da raggiungere.
D’altronde sono state ipotizzate tre modalità esistenziali di base: chi sta bene da solo, chi funziona bene in gruppo e chi non può fare a meno di essere in coppia. A ognuno il suo percorso.
Tenendo presente che in amore è essenziale beneficiare di molta fortuna, più che in ogni altro ambito.
È interessante notare come nelle “varie” soluzioni prospettate, relativamente a problemi che hanno, evidentemente, toccato i progonisti dei vari dibattiti, vi sia una sottintesa “assoluzione” del proprio ruolo nella vicenda in discussione.
Questo rientra nella umana necessità di limitare gli esiti negativi di una relazione che già ci vede “sconfitti”, cercando di consolarsi con un ruolo da vittima, e non da co-protagonosti come quasi sempre accade, dove il co-protagonismo può semplicemente rientrare nella banale inazione a non aver voluto voler “vedere” la vera natura del soggetto “offendente”, diciamo così.
Trovare chi avesse il coraggio di dire che mi sono “innamorata” delle sole affascinanti apparenze di un immaturo senza nessuna capacità, o di una coi grilli per la testa, è quindi fare un salto in avanti nella comprensione delle situazioni di “ciore”, è quasi impossibile. Il rifugio “consolatorio” (e LaD è uno di questi) è il posto più comodo per leccarsi le ferite e cercare compagnia per insabbiare le prove che ci condannano come complici.
rossana
ti ringrazio e ricambio,anch’io trovo il dialogo con te molto piacevole;il tuo approccio ragionato ed un po’ disilluso credo sia la chiave giusta per affrontare certi argomenti che per loro natura non hanno una verità oggettiva ma sono spesso frutto di esperienze personali.
detto questo condivido tutto quello che hai detto,le aspettative troppo elevate sono la causa principale dell’ormai cronica insoddisfazione che ci portiamo dietro e la fortuna è una componente fondamentale perchè nessuno potrà sapere come si metteranno le cose tra 10/15anni.
inoltre mi hai fatto venire un dubbio enorme;le 3 modalità esistenziali e la coppia aperta.solo chi sta bene in gruppo ne trarrebbe vantaggio mentre gli altri verrebbero ridimensionati pesantemente per poi precipitare in un limbo senza via d’uscita.insomma,se oggi il divario fra le categorie è tutto sommato colmabile un futuro del genere amplierebbe ulteriormente le distanze creando di fatto gente di serie a e gente di serie b.
sai golem,non volevo rispondere,però hai ragione.
anche se non ho mai divorziato un argomento del genere è quasi una giustificazione a qualcosa che non mi è successo,che spero mai succederà ma che può succedere.
quindi termino così,ti auguro tutto il meglio ed un 6 al superenalotto che male non fà però se mai,e sottolineo il MAI perchè come ho detto ti auguro il meglio,domani scopri che tua moglie ti tradisce o peggio che lo fà da anni alle tue spalle facci il favore di scrivere chi dei due dopo anni si è innamorato delle apparenze,di una persona immatura e senza capacità.e soprattutto facci sapere se ti senti sconfitto e cosa hai da insabbiare dato che il tuo ruolo dovrebbe essere quello del coprotagonista ed almeno uno dei 2 non ha saputo vedere la vera natura del soggetto.
se è vero che qua si cercano scuse è anche vero che tu stai facendo come si suol dire”il frocio con il culo degli altri”perchè nelle relazioni gli sforzi valgono 0 se dall’altra parte non vengono apprezzati
detto questo la chiudo e mi scuso se le mie parole sono state troppo dirette ma credo che sia l’unico modo per chiarire una cosa fondamentale:parlare dall’alto di una relazione stabile è qualcosa che tutti noi vorremmo fare e che tutti ti invidiamo,ma non credere che il merito è tutto tuo e che gli altri sono tutti dei pirla incapaci di instaurare dei rapporti perchè se tu hai avuto la fortuna di trovare qualcuno che nel tempo si è mantenuto coerente e non si fatto influenzare dalla nostra cultura becera non puoi attribuirtene i meriti ma devi solo ringraziare dio se sei credente
Caro Giangi, sono il primo a dire di essere stato fortunato, ma so anche vedere come ho fatto (abbiamo fatto) in modo che quella “fortuna” permanesse nel tempo.
Se mia moglie mi tradisse me ne accorgerei lo stesso giorno, credimi, perchè ci conosciamo troppo bene ormai per non percepire anche la minima variazione “atmosferica” nel rapporto. E non che non ci sia stata diversi anni fa, anche se si trattava solo di pensieri retroattivi verso un “ammore”, il primo, rimasto inesitato. Fantasie cui ricorrono molte donne per compensare vuoti emotivi più che sentimentali, laddove la vita quotidiana spegne i sogni romantici adolescenziali con una realtà che invece ci vuole adulti. Ma appunto “percependo” la nascente “perturbazione” l’ho affrontata con lei, uscendone rafforzati come coppia, più innamorati di prima e più maturi come individui
È evidente che tu hai timore dei rapporti e ti stai fasciando la testa prima di averla rotta.
Sai Giangi, la vita è come un oceano da attraversare, ma se il navigante ha timore dei rischi che potrà incontrare, non lascerà mai il porto.
Golem & Giangi, al di là di termini un po’ duri che si possono usare nelle discussioni vorrei riassumere i termini e esprimere il mio pensiero al riguardo così: Non credo ci sia un criterio oggettivo in base al quale scegliere la persona con cui avere una relazione. Teoricamente si dovrebbe optare per una persona simile a noi, ma questo potrebbe creare un impoverimento reciproco (come diceva il mio docente di filosofia del liceo: nell’acqua ferma nascono i girini). Quindi si può essere attratti da una persona un po’ diversa da noi, proprio perché con questa sua diversità ci sentiamo completati e arricchiti. E la stessa qualità che in una persona ci attrare può avere sviluppi positivi oppure negativi. Possiamo essere attratti da una persona particolarmente passionale. Ebbene questa passionalità può tradursi in un forte attaccamento reciproco oppure può portare quella persona a non sentirsi mai appagata e quindi a tradirci. Ma come possiamo prevederlo, questo, ex ante?
Oppure: una persona particolarmente frizzante e dinamica può essere attratta da una più posata e riflessiva, perché in essa trova un appoggio stabile e rassicurante che magari la aiuta a meglio riflettere sulle cose che le accadono o sulle decisioni da prendere. Ebbene: quella persona più dinamica e frizzante può continuare ad apprezzare il completamento che l’altra persona le offre, oppure può manifestare noia e disprezzo verso queste caratteristiche e, ex post, decidere che al proprio fianco voleva qualcuno di più concreto e meno “palloso”. Come si fanno a prevedere, all’inizio, questi sviluppi futuri? Ribadisco che in tutto questo occorre un certo senso di responsabilità, una capacità purtroppo in diminuzione al giorno d’oggi, di non giocare con le persone, prendendole e lasciandole in base all’umore del momento, ma di capire che ogni rosa, oltre al profumo, può avere le spine ma non per questo bisogna smettere di innaffiarla e gettarla nella spazzatura.
Max,
spero che tu continui a scrivere a lungo qui. Perché sono affezionata a questo sito, e la tua presenza l’ha riportato all’atmosfera di almeno una decina di anni fa.
A conferma di quanto ho sempre pensato: bastano una o due partecipazioni abbastanza attive, rispettate oppure temute da gran parte degli utenti, a dare un tono alle attitudini e ai modi verbali di tutti.
Buona festa della Repubblica!
Max, io non posso sapere come si innamorano gli altri, e per quali ragioni gli succeda, posso solo sapere come è successo a me, due sole volte nella vita, e con le uniche due donne che ho amato. Due donne diverse tra loro, anche fisicamente ma entrambe caratterizzate da personalità “chiare”, evidenti, e soprattutto due donne intelligenti.
Insomma le uniche due che mi hanno affascinato, dove “interno” ed “esterno” facevano un tutt’uno armonioso e attraente. Per farmi capire meglio da te, è come ascoltare un pezzo musicale in cui parole e musica creavano un pezzo che non si può dimenticare. E attenzione, due su decine. Ora capisco che non tutti hanno l’opportunità di numerose frequentazioni tra le quali “scegliere”, anche quella è fortuna se vuoi, ma se due si piacciono, devono essere sicuri di quello che fanno se decidono un futuro comune. Ripeto, io in 4 giorni ho deciso il mio destino con la mia attuale moglie, e come ho detto a Giangi, è stata sì fortuna, ma il resto no, è stata amorosa “gestione”. Anche durante le crisi. This is the difference.
golem,
i tuoi sforzi nel mantenere il rapporto saldo sono ammirevoli ed è la cosa che tutti dovrebbero fare se hanno coscienza di essere sposati e capiscono cosa comporta.
il problema è che questa coscienza(o maturità come la chiami tu)non è scontata da entrambi i lati perchè il tempo può consolidare come allontanare.
se dall’altra parte trovi una persona non più disposta ad accettare il dialogo ed i compromessi le buone intenzioni e gli sforzi sono fine a se stessi.
dopo 10/20anni di relazione e 1/2 figli il porto lo hai lasciato da mò però se arriva l’iceberg e nella scialuppa non c’è più posto per te è finita.
max,è proprio l’ex ante così ricorrente che mi porta ad avere questa visione della vita,perchè pur facendosi carico di tutte le responsabilità del caso se ex ante non hai avuto “la botta di culo” è più facile e comodo andare dal fioraio e comprare la rosa nuova piuttosto che curare quella morente.(questo non vuol dire che considero accettabile una roba del genere)
Grazie Rossana per il tuo apprezzamento, che ricambio di cuore. E grazie Golem, per le tue risposte alle mie osservazioni, fatte in modo sempre rispettoso e pertinente. Un saluto affettuoso anche a voi!