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Una mia amica tradisce il marito, devo far finta di nulla?

  

Buon giorno 

Vorrei un consiglio, una mia amica sposata e con figli piccoli mi ha confessato di tradire il marito ormai da più di due anni, in più contemporaneamente ha avuto una relazione breve anche con un collega, io sono in crisi, conosco il marito ed è veramente una brava persona, devo continuare a fare finta di nulla?

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54 commenti a

Una mia amica tradisce il marito, devo far finta di nulla?

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  1. 1
    UnAmico -

    Allontanati da entrambi

  2. 2
    lilly -

    purtroppo che vuoi fare… non sono fatti tuoi, nel senso che non puoi essere tu la causa del loro eventuale divorzio.. dovrebbe scoprirlo da solo il marito.. a volte alcuni uomini o donne preferiscono vivere non sapendo, anche se sospettano… non puoi creare tu questo scompliglio, non puoi sapere se lui vorrebbe o no sapere…

  3. 3
    Oronzo -

    Che forte, tradisce pure l’amante.
    Ma va, lasciala sfogare, sono ca..i suoi. In tutti e due i sensi. Che poi se il marito era uno stronzo cambiava qualcosa? Secondo me no.

  4. 4
    Gimmy -

    Intanto quando l’amica te lo ha raccontato che cosa sperava di trovare in te? una complice che all’occasione la coprisse o cercava aiuto per uscirne abbattuta dal fatto che si sentiva troppo colpevole? francamente essere messi nella posizione di dover mentire o far finta di nulla a discapito di qualcuno che non se lo merita specialmente se entrambi amici, lo trovo davvero molto scorretto. La cosa migliore sarebbe farti i fatti tuoi e dire che se ha dei problemi col marito li risolvesse con lui e non con te. Potrei capire se avesse perso la testa per l’amante, ma se poi in tutto questo si mette a fare anche l’harem una persona cosi ai miei occhi perde di stima. Penso che il consiglio di UnAMico non sia del tutto sbagliato, sarebbe meglio che non ti lasciassi trascinare e coinvolgere oltre in tutto questo squallore.

  5. 5
    Esther -

    Non sono affari tuoi. Chi ti dice che non si ravveda? O che comunque i figli ne soffrano per le tue cazzate di coscienza? Vuoi farti padrone del loro destino? Muta.

  6. 6
    Gabriele -

    Non sta a te stabilire ciò che è giusto fare: sono loro due.
    In ogni caso poniti nella situazione: “sai tizio, so che tua moglie è da due anni che ti tradisce”. Non sembra una grande idea, tanto più che ci sono figli piccoli di mezzo

  7. 7
    Angwhy -

    temo proprio di si ragazzo,quanto al fatto che il marito sia una brava persona non avevo dubbi

  8. 8
    P.f. -

    Grazie a tutti x le risposte, comunque è lontana da me l’idea di rovinare la sua famiglia,ho cercato di farla ragionare sul fatto che fosse giusto che fosse lei a parlare con suo marito, e li che ha confessato anche la storia con il collega, e anche li a farla riflettere che magari non è neanche amore il rapporto con l’amante se tradisce pure lui.
    Lei ci sta male e sinceramente spero che un giorni crolli e lasci vivere la propria vita a suo marito che non merita tutto ciò

  9. 9
    Maldamore -

    Non puoi essere tu la causa della loro separazione.
    Finchè un tradimento non è di dominio pubblico,
    può essere che una coppia riesca a risolvere i suoi problemi all’interno della relazione.
    Quando invece diviene di dominio pubblico,
    finisce sempre che ci si separa.
    Qui inoltre ci sono di mezzo anche bambini piccoli.
    La tua amica ti ha messo in una situazione difficile, forse aveva bisogno di sfogarsi
    con qualcuna di cui si fida.
    Gli amici non devono giudicare, semmai stare
    vicini nei momenti difficili.
    Puoi parlarne con lei e porle il problema
    della sofferenza di suo marito se venisse a saperlo e dirle sinceramente che pensi che stia sbagliando, ma comunque assicurarle che tu
    non tradirai mai la sua fiducia e racconterai nulla.
    La vera amicizia è così.

  10. 10
    Rossella -

    Questa mentalità non porta a niente. I custodi della morale ignorano che nei rapporti costitutivi c’è già la salvezza, anche se questa viene pagata ad un costo molto alto che porta le persone ad intossicarsi il pane. Io mi considero assistita dall’Alto perché la mia natura mi avrebbe spinto a dare la mia vita per ideali che portano a restare sempre quel ragazzo che si fa le sue scappate (come un figlio di famiglia) e si sente libero anche quando vive uno stato di schiavitù data dalla vergogna e da una serie di frustrazioni che lo fanno sentire sempre in debito verso gli altri e arrabbiato con il mondo perché incapace di far valere i propri diritti con calma e tranquillità.L’uomo ha paura di perdere,ma c’è chi gli salva il pane.Il minimo indispensabile alla salvezza non manca a nessuno perché anche se vieni trattato come una proprietà c’è un’altra persona che vive la sua affermazione per ribadire la tua capacità d’intendere e di volere. Magari non ti aiuta materialmente, ma ti…

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