La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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DONNA: guarda che per me istinto non è sinonimo di passione, istinto animale o cose del genere. Io per istinto intendo un’altra cosa. Il che non significa che non possa c’entrare anche con il fatto che ci appassioniamo a qualcosa o qualcuno. Ma la panza a cui mi riferisco io è un altro concetto.
Donna, quali risposte cerchi in quei filmati? Non sto dicendo che tu non debba farlo. Quando sentiamo il bisogno di ripercorrere una ragione c’è o più ragioni.
Ma cosa vedi in quei filmati? E nelle parole delle zie?
non conosco tua madre e la situazione dunque ora esprimo un mio azzardo, ma prendilo come una possibile riflessione, ok? che puoi, naturalmente non sentire, trovare attinente e rifiutare.
Se anche tua madre avesse “sclerato” o si fosse sentita inadeguata nei tuoi primi mesi o anni di vita ciò non sarebbe dipeso da te. per quanto quelle sensazioni e situazioni, le tue, facciano parte della tua biografia, ok. Ma concretamente, per esempio, esiste la depressione post partum o il fatto che quando una persona si ritrova ad avere due figli invece di uno si sente scombussolata, magari, anche dal fatto di sentirsi lei inadeguata a gestire la situazione. Ora, viviamo con delle idee sulla madre perfetta, sulla madre che è una specie di donna bionica che anche se ha 5 figli ha sempre il sorriso sulla labbra. Intendimi, non sto giustificando tua madre, anche perché non la sto accusando. Sto parlando genericamente del fatto che le persone possono avere o sentire delle loro inadeguatezze e spostare il loro senso di inadeguatezza sugli altri, la situazione ecc per stare in equilibrio.
Non voglio dire che guardando i filmati o avendo testimonianze tu non possa ricostruire delle situazioni o dei fatti, ma ciò che voglio dire è che dipende da che verso li guardi e se, senza un aiuto psicologico, sei in grado di affrontare anche un percorso di consapevolezza che stai cercando di attuare senza cadere nel tranello del fatto di non avere gli strumenti di interpretazione “corretta”.
E’ vero che puoi trovare testimonianze del fatto che tua madre, volens o nolens, possa avere avuto degli atteggiamenti di distanza o puoi trovare testimonianze delle sue razionalizzazioni per giustificarsi, ma di per sé, fermo restando che tutto ciò appartiene al suo sentire e reagire e agire prima ancora che il tuo, non ti dà risposte sul tuo valore. Può darti risposte (capisco, credo cosa intendi) sul fatto del perché tu hai provato certe sensazioni, e dove potresti trovarne l’origine. Ma, di per sè, senza gli strumenti giusti, potresti comunque non sapere come guardare questa cosa e come uscirne. Uscire anche da come gestisci le false idee su te stessa che hai assimilato, indifferente che sia perché ti sono state dette o perché, essendo piccola, ti adeguavi, difendevi, reagivi come potevi a ciò che incontravi all’esterno.
Forse la differenza tra affrontare un percorso con una psicologa o meno (e anche però come noi stessi lo affrontiamo) sta nel fatto di avere nuovi strumenti
anche uscendo, per esempio, da degli “stereotipi” nostri, anche ingorghi come: amo questa figura affettiva ma provo rancore per questa figura affettiva. Come gestisco queste spinte che sembrano opposte?
Penso di dover conquistare mia madre, ancora, dopo tanti anni. Vorrei che mi dicesse che mi ama per ciò che sono, vorrei che mi vedesse per ciò che sono, vorrei che mi dicesse che sono molto meglio di ciò che credo di essere…
ecc.
Non so come abbia preso tuo fratello il fatto che, dici, ci sia stata una disparità di comportamento nei vostri confronti. Può darsi che si sia adagiato su questa disparità, che ne abbia tratto convenienza. Eppure a volte, quando ascolti persone in diversi ruoli in una famiglia, scopri che a chiunque può essere andato stretto, almeno in parte, il ruolo che gli è stato “assegnato” da altri. che sia la persona che sbaglia sempre o quella che non sbaglia mai ecc.
E la domanda è anche: a cosa mi serve, in età adulta, continuare a rapportarmi con questi modelli o con ciò che mi ha ferito da bambina? A cosa mi serve continuare a rapportarmi con queste etichette o altre, che mi siano state messe da altri o che me le metta io?
Io ho trovato veramente :O quando la mia striz mia ha detto:
invece di chiederti il perché delle cose (cioè le cause) prova a riflettere su “a cosa mi serve?” (cioè lo scopo).
Anche questo è un discorso complesso in realtà, anche perché in sede terapeutica anche ciò che facciamo ogni giorno… possiamo farlo velocemente e meglio, perché siamo anche guidati, credo, a non sprecare le nostre energie girando in tondo, ma in modo più costruttivo.
Io facendo un percorso striz ho notato e sentito questo, ecco perché quando Raffy testimonia determinate sensazioni che ha penso 🙂 e penso di capire cosa intende, al di là che ciascuno affronta le proprie questioni e il proprio sentire ecc, e che la terapia è una cosa assolutamente personale.
Il concetto di sostegno c’è, ma soprattutto io la vedo in chiave di: strumenti. Strumenti maggiori o diversi anche per guardare le stesse cose che guardiamo da anni e anni. In modo più approfondito? Magari sì, ma che si rivela più costruttivo e rilassato. Poi il lavoro, ciascuno, lo fa sempre da sè. Però la mia esperienza personale è positiva riguardo il fatto dell’indicazione degli strumenti ecc.
Alla fine tua madre è una persona esterna a te che ha avuto determinate reazioni sue anche a ciò che lei non era in grado di gestire e al fatto di non esserne, in quel momento, capace? Può darsi.
Il punto è che più che i suoi equilibri (intesi come ciò che lei ha fatto o fa ogni giorno per sentirsi in equilibrio) il tuo soggetto sei tu.
Non puoi cambiare il passato e più che una “giustificazione” sul perché continui a sottometerti oggi forse il concetto è che oggi vuoi smettere di farlo. Anche se non esistono o non esistessero foto di quanto eri bambina.
(tutto ciò l’ho scritto con empatia. Un abbraccio)
É passato molto tempo da quando ho scritto delle carenze e trauma che
inconsapevolmente i genitori causano ai figli sin da piccoli x poi conti
nuare anche durante l’adolescenza! Quando parlo di dipendenze che procurano problemi e suggerisco rimedi, a qualcuno dá fastidio e mi
ricopre di volgaritá. Nessuno ha richiamato il signore che si é permesso di consigliarmi di andare a sfogarmi sessualmente, vero coordinatrici? Ma volevate sentire cosa pensavo di persone viziate e
che si comportano contro natura! Ottimo! E cosí che si aiutano persone
che necessitano di scoprire il perché vanno alla ricerca della serenitá e stabilitá emozionale!
Chi si sente in diritto di dare consigli, non ha capito un bel niente!
A Luna ho descritto una parte della mia vita, per far capire come
sono stato aiutato dai gruppi di autoaiuto e frequentando vari convegni. Sono stato deriso!!! Oggi leggo tutto quello che da tempo ho giá scritto e suggerito, non consigliato!!!Consigli non debbono essere dati, ma solo suggerimenti! Solo deponimenti di come io ho superato e sto migliorando la mia vita con l’aiuto psicologico e spirituale. Al contrario di quello che qualcuno pensa o immagina!
Vivo la mia vita con serenitá, gratitudine e riconoscenza a quanti
mi hanno siutato a crescere in esperienza, che non si compra, ma si
conquista con onestá, moralitá e fedeltá. Ho descritto qualche Passo
importante dell’associazione che frequento perché é impegnativo di
ogni membro, divulgare il 12° :”Avendo ottenuto, per mezzo di questi Passi, un risveglio spirituale, abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio ad altri e di mettere in prtaica questi principi in tutti i campi della nostra vita”.Buona serata!!
Solo x oggi: Quando recito la Preghiera della Serenitá, rischio di prendere l’abitudine di ripeterne le parole come un pappagallo, senza pensare al loro significato.Questo indebolirebbe uno dei mezzi piú efficaci del programma. Se invece penso al significato di ogni frase, mentre la dico, la comprenderó sempre di piú e nel contempo crescerá la mia capacitá di afferrare la differenza fra quello che posso e quello che non posso cambiare. Questa preghiera prima di tutto afferma che nella mia vita ci sono cose che non posso cambiare; la mia serenitá si basa sulla mia accettazione di tali cose, poiché piú le combatto, piú esse mi tormentano.” Il coraggio di cambiare le cose che posso”mi offre
la piú ampia libertá di lavorare sulle cose che mi riguardano.La parola usata é cose e non persone. Certamente vi é molto da migliorare nella mia vita, ma questo puó avvenire solo cambiando in
meglio i miei atteggiamenti ed il mio modo di agire.Tale Preghiera mi aiuterá intutti i miei problemi, grandi e piccoli, purché io, ogni
volta che la ripeto, rifletta sul significato delle parole.
” Signore, dammi la serenitá di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quello che posso, e la saggezza di
comprenderne la differenza”. Saluti!!!
LILLY ciao e grazie 🙂 come mi sento? mi sento triste, mi sento sbagliata…mi sembra di aver sbagliato tutto, di aver sbagliato proprio tutte le mosse. Forse sono veramente stata troppo oppressiva con lui, l’ho pressato troppo, non l’ho capito. Lui me l’aveva detto chiaramente (anche se è vero all’inizio era entusiasta) che per motivi suoi non era in grado di tenere in piedi una storia. Però sì, all’inizio era diverso: più presente, più trasporto, più simpatico e carino. ma è sfumato tutto veramente in fretta. gli ultimi giorni sembrava veramente distante, distaccato e quasi ostile nei miei confronti. e io invece di lasciarlo stare alla fine ho sbroccato perché mi sentivo presa in giro, allontanata e rifiutata. perché non credevo alle sue motivazioni e le vedevo come le solite scuse. e in questo modo l’ho perso, ho perso una persona che cmq mi interessava. e adesso i nostri rapporti si sono interrotti malamente, non ci parliamo più e penso che non potrò mai recuperare la situazione. è vero i campanelli d’allarme c’erano ma forse io ho messo davvero tanta benzina sul fuoco? non lo so ragazzi non so dare una valutazione oggettiva di questa storia…mi sento ancora frastornata e delusa.
una buonaserata a tutti: LUNA, DONNA, RAFFY, MAX, LILLY…i vostri post sono veramente utili e preziosi! e c’è uno scambio bellissimo 🙂 se posso torno dopo.
@ Ulisse
Certo che no! Le coordinatrici sono troppo impegnate a raccontarsi le loro stucchevoli storie!
@Luna,Donna. Ho letto più volte i vostri post, e li ho trovati interessanti,pieni di spunti.
Stasera nn è una serata particolarmente allegra,ogni tanto qualche momento giù ce l ho ed è normale averlo.Sono dovuto entrare in un supermercato e qst è ancora un mio limite.Era una delle cose che più mi piaceva fare con lei insieme al fatto di cucinare.Mi ritrovo proprio un blocco, e non mi riesce di superarlo. Come mi ha aiutato a pensare peró la mia strizz mi dico: Raffy,non ci pensare,non lo fare se non te la senti,vedrai che prima o poi ti tornerà naturale fare di nuovo tutto questo. E allora lascio che
le emozioni scorrano da sè ( non è facile). E so che non devo giudicarmi,so che non devo colpevolizzarmi se ho questi blocchi.Dopotutto nessuno mi obbliga a superarli se non io stesso.E come ho scritto nel post precedenti.Sono solo io
che con qst pensieri mi faccio del male. Spesso siamo noi che pretendiamo da noi stessi delle cose che in determinati momenti non siamo pronti ad accettare.E allora perchè ci facciamo questo? Perchè ci violentiamo da soli? La vita è molto più semplice di quella che ci costruiamo con i nostri pensieri.Capire quali pensieri non sono viatici per la nostra felicità è la chiave di volta per stare meglio con noi stessi e di riflesso con gli altri. Non è facile,io sono all inizio del percorso però amici,amiche credetemi mi si sta aprendo un mondo che mai avrei pensato esistesse.
Io ero una di quelle persone,sopratutto dopo la fine della mia storia che pensava sempre:” oddio,non sarò mai più felice; non proveró più certe emozioni; non ameró più,non la vedró e sentiró più”.Alzi la mano chi di voi non ha mai avuto un pensiero del genere e non si ricordi la fitta allo stomaco che si prova Qnd pensiamo ció.
Beh un giorno la mia psico mi dice: vedi Raffy,qst sono pensieri disfunzionali,che ogni persona si porta dietro inconsapevolmente.E che nn portano a niente,anzi ti fanno star male inutilmente.Portami una base razionale che siano veri e allora ne discutiamo.Mi dici che non amerai mai più.E chi l ha detto?! Hai una prova che mi dimostri la verità di questa tua affermazione?!In questo momento forse non te la senti di amare qualcun altro…ma che ne sai di come starai domani,tra un anno,tra 20 anni ?!! Da quel giorno non mi sono più alzato con il Mao di stomaco.Ogni volta he ho un pensiero,mi dico c è una base razionale che mi induca a pensare che sia vero?! No?! E allora perchè starci male?! E subito sparisce il motivo per stare male….non so se mi sono spiegato bene, peró a me qst cosa ha aiutato tantissimo e spero possa essere un punto di riflessione anche per voi… Su internet si trovano tanti articolo riguardanti i pensieri disfunzionali……..
@Valinda,capisco il tuo stato di frustrazione riguardante la tua storia.La capisco perchè so i meccanismi che innesca dentro noi stessi.Forse lui non era pronto,forse aveva altri tempi,troppi impegni,troppe… Dimmi te cosa.Fatto sta Peró che te hai fatto tutto quello che ti sentivi
Di fare.E l’importante era ed è questo.Noi non possiamo nIente nei confronti delle vite degli altri,nell ambito delle scelte che fanno intendo,Peró possiamo tanto nei confronti della nostra di vita. Te hai fatto quello che ti sentivi di fare.Punto. Lui ha fatto quello che si sentiva di fare ..Punto.O forse no. Ma a noi ,a te ,a me non deve interessarci cosa fanno loro,come si comportano loro. ci deve interessare solo come il loro comportamento si ripercuote su di noi. La mia ex ora si sta comportando in maniera assurda,fino ad un mese fa eravamo vicini così,e ora sembra che io sia la persona peggiore di questo mondo ai suoi occhi.Io posso essere empatico nei suoi confronti per certi aspetti,posso comprendere il perchè di tutto qst “odio” ma devo essere empatico anche con me stesso.E inkazzarmi per il suo atteggiamento ,che mi fa star male….e capire che io ho fatto tutto quello che volevo e potevo fare nei suoi confronti.
Io faccio le mie valutazioni sulle mie emozioni che vengono da qst situazioni e lei farà i conti con le sue. Non è facile accettare ció ,lo dico a me stesso. Peró è la cosa migliore per noi. Tanto senti se è destino chi ci vuole bene torna, se ne rende conto… Altrimenti è stata un occasione per migliorare noi stessi…. Vediamola così Valinda cara..
Un abbraccio a tutti/e
VALINDA, perché devi darti tutte queste colpe e giudicarti così tanto? Perché ora hai girato la questione così? Ok, è anche vero che la cosa è fresca. Ma sei passata da darti dell’ingenua che non coglie i campanoni all’oppressiva che fa scappare uno che poverino? Lo so, lo hai detto che ora non riesci a essere ancora obiettiva. Ma perché tanti tanti giudizi su te? E perché, mia impressione, eh, ricorre sempre il tema dell’amicizia anche con chi da un lato ti delude e dall’altro ti ha colpito ma poi?
A Ulì, qui di contro natura ci sono solo i tuoi incredibili ed arcaici pregiudizi e la tua indisponente saccenza. Sinceramente poco mi importa del contenuto di quelle che ritengo essere fanatiche fanfaronate. Per quel che mi riguarda puoi scrivere 12 post al giorno (ossia il massimo per le regole di questo sito).
Ciò che mi urta non sono i tuoi interventi o il contenuto pseudo-spirituale o il numero ma, molto più semplicemente, che questi possano offendere qualcuno (nella fattispecie recente Manu).
Il fatto che, poi, lei, essendo intelligente bypassi purtroppo non annulla l’offensività delle tue ridicole esternazioni.
La sessualità è un qualcosa di così personale che pretendere di sapere cos’è naturale e cosa non lo è significa essere pieni di sè e, pertanto, inattendibili. La natura credo stia nella sincerità verso sè stessi e gli altri, nel non farsi condizionare dal fatto che Adamo avesse il pisello ed Eva una patata vivendo male e facendo vivere male gli altri intorno a sè.
Prima di pretendere di essere difeso cerca di non offendere.
Cara Valinda, c’è un qualcosa che dovrebbe essere veramente naturale e che se fosse tale ci eviterebbe tanto malessere: l’obiettività.
I campanelli di allarme diventerebbero elementi di valutazione, non faremmo finta di non sentirli ma li analizzeremmo con cura, non ci faremmo prendere dalla frenesia del “colgo l’attimo che stavolta c’ho acchiappato” ma dedicheremmo tutto il tempo necessario al comprendere se ciò che vorremmo durasse per sempre è veramente attrezzato per non affogare in 20 cm di acqua.
Qualcuno parla di razionalità che fa a pugni con il sentimento.
Io, a 40 anni, dopo 25 anni di facciate, parlo, con molta sincerità, di pararsi il c*ulo.
L’amore, purtroppo, non è un diritto. E’ un qualcosa che può esserci o non esserci nella vita di una persona. Indipendentemente da tutto: dall’impegno, dallo spirito di sacrificio, dal buon carattere, dalla bellezza, dalla giovinezza.
Ammazzarsi di seghe mentali sul “perchè a me no?” è assurdo quanto cadere in depressione o ammazzarsi perchè non si vince al supernalotto.
Così com’è assurdo scervellarsi sul “perchè non lui/lei o quello/a prima o quello/a prima ancora”.
Non sto affatto affermando che tu ti stia arrovellando in questi ragionamenti.
Purtroppo so, parlando con me stessa e con altri, che ,nell’80% dei casi, considerazioni simili sono imperanti nella mente del lasciato e della lasciata.
Con due rischi: cadere nella misandria o misoginia (che se non sono naturali condannano ad un indicibile malessere), rinnegare il passato, vedere solo me*da e bugie. Oppure cominciare con l’autoflagellazione del “dove ho sbagliato?”.
Dicono che le Verità stia in mezzo. E, forse, è proprio così.
Forse si sbaglia nell’infilare la testa in un sacco e prendere per oro colato le parole che si ascoltano (e che si dicono) perchè queste “fanno tanto favola” e le favole piacciono un pò a tutti.
Forse si sbaglia nel vedere l’altro o l’altra come un essere perfett
caricandolo di responsabilità (e di future, potenziali, “colpe”) e negandogli l’umana possibilità di essere fallibile e, in qualche modo, “difettoso” in base ai nostri parametri.
Forse si sbaglia nel voler affidare un qualcosa di pesante come il “per sempre” (magari, dopo la facciata, si stenta ad ammetterlo non fosse altro che per orgoglio…. ma in tantissimi, ogni volta, abbiamo sperato che fosse la persona giusta) nelle mani di chi, quantomeno all’inizio, non si conosce se non attraverso le proprie aspettative, le proprie necessità, la propria solitudine e i propri sogni.
Forse si sbaglia nel non ammettere che le persone possono cambiare ma non nel senso di diventare UFO bensì nel senso di scoprire, nel tempo, il proprio vero IO, diventare veramente sè stessi. Con la conseguenza di cambiare sia rispetto all’immagine che si aveva di sè stessi sia rispetto a quella che era stata diffusa.
Sicuramente si sbaglia quando si crede di poter conoscere alla perfezione l’altro/a quando non si conosce sè stessi. Alzi la mano chi si conosce alla perfezione….. :)))
Io ho smesso di credere nell’amore come diritto.
E’ un qualcosa che può capitare come no.
Di conseguenza ho smesso di struggermi nei ricordi del passato e di galleggiare nelle aspettative per il futuro. Vivo il presente e cerco di essere fortemente individualista perchè ho compreso che solo se si conosce e si ama sè stessi si può (se mai capitasse, ma ho forti dubbi) amare e farsi amare veramente da un’altra persona.
Anche io, Valinda, non sto bene, in questo momento.
Salto dall’esaltazione alla sensazione di morte interiore nell’arco di pochi minuti.
Ma mi rendo conto che non è per la solitudine in sè ma per il fatto di saper non stare (ancora) bene con me stessa.
Sto facendo ordine ma c’è ancora tanta confusione e, a volte, questa confusione, atterrisce, a volte fa scattare l’entusiamo dell’esploratice che c’è in me. Senza alcun criterio.
Scusatemi per l’accozzaglia di stucchevoli considerazioni.
Questa “coordinatrice” è circondata da tanto di quel caos mentale che pretendere linearità, in questo momento, sarebbe come pretendere che una pianta grassa sopravviva al Polo Nord 🙂
Ed è un caos proprio che già di per sè manderebbe a gambe all’aria una relazione praticamente perfetta. Figuriamoci mettendolo a contatto con il caos altrui….
Sono contenta di una “cosa”: essere riuscita a mettere in salvo il buono di ciascuna storia.
Forte della mia unica consapevolezza: difficilmente c’è una vittima ed un carnefice. Spesso ci sono due vittime….di sè stessi.E due persone potenzialmente pronte ad affrontare il futuro se non si faranno ammazzare dal passato e sapranno sfruttare il presente.
ciao a tutti. ieri è successa una cosa che mi ha turbata e vorrei chiedere un vostro parere. dopo 6anni di fidanzamento tra alti e bassi il mio ragazzo mi ha lasciata. non solo.. non vuole saperne più niente di me. mi saluta a malapena e se mi vede cambia strada. addirittura ieri per non sedersi nello stesso bar dove ero io se ne è andato. gli ho chiesto spiegazioni del xkè non mi parla e mi ha detto di non aver niente da dirmi e di fargli il piacere di non frequentare i luoghi dove va lui. mi è caduto il mondo addosso. come ci si può comportare cosi dopo tanto tempo passato insieme? non rimane anche solo un minimo di affetto? non riesco a uscire da questa situazione..
” Signore, dammi la serenitá di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quello che posso, e la saggezza di
comprenderne la differenza”.
Ulisse veramente questa è una preghiera indiana lakota!!!!!adesso ricicli anche le preghiere di altre religioni per passare da finto saggio ma sempre bigotto resti.mamma mia ma ripigliati!!!torna nel tuo gruppo di aiuto perchè qui stai solo facendo figure di m…e…r…d…a!!!
MUMU, se le cose stanno come dici, se un giorno, dopo 6 anni, all’improvviso, ti ha letteralmente disconosciuto, bè, c’è ben poco da dire se non di aspettare che l’amico tempo faccia il proprio dovere.O è un pazzo o è un sadico.
Se, come credo, c’è qualche elemento in più che, nella foga, hai tralasciato….
Comincia a rifletterci. E, se ti va, facci sapere.
Ciao, un abbraccio.
LUNA, LILLY 🙂 grazie.. Sì è vero la verità sta nel mezzo, di sicuro io ho fatto degli errori grossolani dovuti all’ansia, a troppe aspettative, a bisogno d’amore e di attenzioni..insomma le solite cose. e di sicuro lui è una persona particolare e alla quale non è facile rapportarsi..per cose sue appunto e cmq ci conosciamo veramente poco. probabilmente ci sono anche delle incompatibilità caratteriali tra di noi sulle quali si può fare poco ma ripeto è difficile valutarlo perché ci conosciamo veramente poco. è che era da tanto tempo che non incontravo una persona intelligente e interessante come lui che mi coinvolgesse anche mentalmente. per questo mi dispiace aver rovinato tutto e averlo perso, tutto qui. a mente fredda ammetto di aver esagerato, di aver agito troppo d’impulso e per retropensieri/paranoie. ma adesso non vedo come posso rimediare, perché lui non è il tipo da tornare sui suoi passi e se insistessi risulterei ancor più patetica e oppressiva credo. ma è anche vero che se avesse interesse per me magari mi perdonerebbe e sarebbe pronto a passare sopra alle incomprensioni e riprovare a conoscerci e frequentarci. insomma forse è meglio lasciar perdere tutto e mettersi il cuore in pace di fronte all’ennesimo fallimento.
evidentemente non sono ancora pronta per una storia, evidentemente sono ancora una persona non risolta, immatura, con tanti nodi interni da dipanare. può essere. e magari LILLY ci troveremo insieme all’ospizio 🙂 così ci facciamo compagnia!!
LUNA riguardo all’amicizia ti riferisci al fatto che ci tengo sempre (o quasi) a restare amica degli ex?? Sì è vero, hai ragione..non so bene perché lo faccio, forse perché mi sembra di salvare qualcosa di buono del rapporto, forse perché così mi sento più apprezzata e in pace con me stessa….
RAFFY grazie dei tuoi consigli e tanti auguri per il tuo percorso di rielaborazione. Capisco quanto ancora sia difficile per te, ma ti leggo più sereno e positivo. credo che tu sia davvero sulla strada giusta, non farti più avvelenare la vita dall’ex e dalle sue modalità di disturbo..come dici giustamente tu bisogna avere empatia prima di tutto per se stessi 🙂
DONNA mi spiace molto per la tua infanzia, da ciò che racconti sembrano davvero episodi tristi che ti hanno ferita e non è giusto. Però credo che già il fatto di riconoscerli, già il fatto di aver capito certe tue dinamiche interne sia il primo passo verso la risoluzione del problema! sul fatto che molti uomini vogliano delle bamboline belline come accessorio da portare in giro, che non abbiano personalità mi trovi perfettamente d’accordo. e ce ne sono tanti, troppi di uomini così…ma forse lo stesso vale al femminile. perché è molto più facile avere un partner “accessorio” accondiscendente che faccia da accompagnatore e orpello piuttosto che una persona pensante accanto con sue esigenze ed opinioni…..triste ma vero.
buon sabato a tutti! VVB
@ MUMU cara…questi atteggiamenti purtroppo li ho subiti anche io in passato…
Semplicemente credo, come ho scritto tempo fa, che ci sono persone che il loro addio lo avevano già premeditato,allontanando il pensiero di noi da molto prima di comunicarcelo…ecco perché il tuo ex lui è così freddo e distaccato.
Ha abbandonato il tuo pensiero e la dipendenza dalla tua persona da un bel po’.
Non voglio essere brutale…ma le cose stanno così.
Le ho subite. So come ci si sente, come si creda impossibile una cosa del genere visti gli anni trascorsi insieme.
Purtroppo però, c’è gente che al posto del cuore ha nel petto un blocco di cinismo.
MUMU: hai scritto “tra alti e bassi”. Ovviamente ignoro quali siano quei bassi, e i bassi non “giustificano” di per sè un comportamento.
Forse però non è una cosa veramente accaduta dal niente. Anche se mi rendo conto che ora il comportamento possa risultare shokkate. Anche perché le persone, per destabilizzarci, non ci chiedono il permesso. Ma forse non è la prima volta che questa relazione di sei anni ti fa sentire destabilizzata?
ANDREA: a me pareva (cito a memoria e probabilmente male) che fosse di S. Agostino o riportata da S. Agostino. Ma il punto non sta nelle citazioni, nè nel fatto di portare le proprie esperienze o portare le proprie citazioni e il significato che ad esse si dà o il valore che per sè hanno, ma in un altro atteggiamento.
In realtà Ulisse, mi sembra, dico mi sembra, perché non conosco tutti tutti i suoi post pubblicati nel topic, non abbia mai interagito come se stesso, cioè con il proprio vissuto, se non parlando di quanto sia diventato morale, corretto, giusto, ecc dopo aver fatto un certo salto… che non parli di sè, ma attraverso le parole di altri o dei concetti “generici” assimilati… con ciò non intendo dire che lui debba portare la sua personale esperienza o le sue esperienze personali, dico però che quando parla di “sue” esperienze personali in realtà non è esattamente così… ciò, mi ripeto, non significa che lui debba farlo, però descrive molto se stesso come un “illuminato”, in continuazione, senza in realtà interagire con gli altri su un piano di parità. Cosa di cui probabilmente non si rende nemmeno conto.
In realtà io credo (io) che la autoconsapevolezza e altre cose che lui dice di aver trovato nei 12 passi ecc non portino ad avere un atteggiamento di questo tipo nei confronti dei propri problemi, dubbi, o nei confronti dei problemi degli altri, o dubbi.
@Vivo la mia vita con serenitá, gratitudine e riconoscenza a quanti
mi hanno siutato a crescere in esperienza, che non si compra, ma si
conquista con onestá, moralitá e fedeltá.
Forse quella che tu chiami moralità è in realtà etica.
E non si capisce bene cosa intendi per fedeltà.
Fedeltà ad una dottrina?
Ti dico onestamente ciò che percepisco io dal tuo modo di scrivere e di porti rispetto a ciò che enunci (fermo restando che è solo una mia opinione, anzi percezione): sei certo di esserti liberato dalla dipendenza e di non aver sostituito la tua dipendenza da altro con la dipendenza nei confronti dei 12 passi o quel che sia o delle dottrine che enunci?
Mi dispiace, Ulisse, ma io tutta questa raggiunta serenità non riesco a vederla nel modo in cui hai reagito aggressivamente, e non mi riferisco a reagito aggressivamente a provocazioni, ma anche a semplici opinioni diverse o a modi di essere che non fanno parte di un tuo schema precostituito o indotto.
E non riesco a vedere serenità ed equilibrio nella misoginia che hai manifestato, che sia stata una cosa riferita alle donne o alle donne che amano le donne.
Ti è stato chiesto di spiegare
quali significati e contenuti TU avessi messo e inteso con quella frase.
Sia perché è corretto e assertivo chiedere ciò allorché una frase può sembrare offensiva e non chiara, sia perché non stiamo giocando a lancio la pietra e nascondo la mano. Cioè, tiri una cagnata da 30 chili, ma abbastanza indiretta da poter sempre dire che tu non hai mai detto niente del genere e che sono gli altri a voler vedere aggressività dove non c’è…
E prova ne sia che quando ti ho chiesto, in modo molto diretto: spiegamela tu, tu non ti sei preso la responsabilità di ciò che hai detto, ribattendo con “tu che sei così brava a dare consigli (1. cosa c’entra 2. l’ho mai detto io? io ho mai detto di essere brava a dare consigli? o sei tu che tiri fuori sta cosa? e mi dici anche “consigli non si danno, si danno suggerimenti” ecc ecc)tu mi hai detto, scappando come un’anguilla: dillo tu, che sei così brava a fantasticare, o qualcosa del genere.
Grazioso meccanismo, no?
Intanto praticamente tutti hanno interpretato quella frase allo stesso modo, seppure, ti faccio notare, io non ho detto: hai detto così e colà.
Fino ad oggi nessuno ha detto cosa aveva visto in quella frase eppure tutti ci hanno letto la stessa cosa.
Siamo tutti non solo fantasilandy, ma pure telepatici nella nostra fantasilandia, pensa te che roba!
A me non interessa niente fare la gara a chi… ha il consiglio (o suggerimento che sia) più lungo.
Per il resto ho già ampiamente scritto cosa penso.
I dodici passi sono solo uno dei modi in cui è possibile affrontare determinate problematiche, il punto non è che tu ne parli, il punto è che tu dici che è la sola verità e il solo modo.
Ho conosciuto ex alcolisti che avevano avuto l’esperienza dei gruppi di autoaiuto e, mi spiace, non ho riscontrato in loro questo tuo atteggiamento. Quindi il punto non sta nel percorso che hai fatto, e nelle persone a cui puoi dire grazie, in coloro che ti hanno trasmesso cose importanti e utili, ma di cosa te ne fai tu, Ulisse, di ciò che hai assimilato e del modo in cui tu, Ulisse, veicoli ciò che hai sentito/appreso…
E quando spari una cagnata come quella che hai sparato rivolto a MANU non parli da Ulisse dei dodici passi, cioè, sì, nel senso che anche i dodici passi hanno fatto parte e fanno parte del percorso personale di Ulisse, ma in quel momento non è che stavi enunciando verità illuminate, eri semplicemente un individuo, come tutti gli altri, che ha tirato una cagnata. Non è che se Andrea di ti dice che dovresti trifolare di più e usa un linguaggio più colorito è volgare e se tu dici delle cose volgari invece non lo sei perché sei unto dal signore o hai fatto i 12 passi. Ne avresti fatti anche 48 se dici una cagnata dici una cagnata.
E se sgusci da una risposta sgusci da una risposta.
Continua a scrivere quello che vuoi, ma con certe dinamiche non mi pigli per i fondelli. Perché le vedo. E non le vedo perché sono LA CONOSCENZA. Le vedo perché sono ampiamente visibili, anche senza occhiali. cari saluti
Vabbene è vero,però consideriamo il fatto è che Ulisse cerca ed insiste nel cercare di demolire muri di dolore e di sconforto,del resto in un blog non si può far molto,se poi sbaglia a citare una preghiera lakota,insomma,io credevo che fosse di Tagore,passiamoci sopra.In un blog come questo credo che le frasi e gli argomenti di Ulisse siano più utili che magari in un blog che parla di depressione,a quel che sembra affacciandomi a questo blog mi sembra l’anticamera di un altro blog già più problematico,dove si è vicini al suicidio.saluti
Quindi la colpa di chi è? Di chi lascia o di chi viene lasciato? Io sono dell’idea che non sempre chi lascia a tutte le colpe. A volte può essersi esasperato a causa di qualche comportamento o modo di fare fastidioso dell’altro partner.
Il fatto poi di essere individualisti non credo sia un atteggiamento utile se si pensa di voler intraprendere un rapporto di coppia. Perchè poi quando stiamo accoppiati come facciamo a capirci se prima da single non facevamo altro che coltivare questa tendenza individualista ed egocentrica? Non è che come per magia si diventa Babbo Natale. Non si diventa altruisti tutto insieme. In una coppia penso che l’altruismo sia una componente fondamentale.
E’ già!! Il problema credo stia proprio nel fatto che molti impostano un rapporto esclusivamente sull’avere, cioè sui vantaggi che se ne possono trarre, ma non si pensa a che cosa abbiamo noi da dare all’atro, e così alla prima piccola onda tutto il castello di sabbia, come quello che fanno i bambini al mare, si scioglie, proprio in 20 cm di acqua come è stato detto. In più mettiamoci anche il fatto che dopo i 40 anni si incominciano a vedere tutti i difetti di questo mondo nel nostro partner, in cui non si riesce più a sopportare nulla, la famosa crisi dei 40 anni con relativa pausa di riflessione, che poi spesso in realtà si rivela essere solo l’anticamera di una separazione o un divorzio. Tutto questo oggi succede con troppa facilità e a tutti i livelli: tra conviventi, tra fidazati, tra sposati.
La causa di tutto questo secondo me stà proprio in questo attegiamento individualista, che non possiamo scrollarci di dosso dall’oggi al domani.
Allora io vi chiedo: ma se siamo così attaccati alle nostre comodità, alle nostre abitudini, ai nostri ritmi, ai nostri campanelli d’allarme, ai nostri metteteci quello che vi pare, ma non è meglio che ce ne rimaniamo single? Così almeno non facciamo danno a nessuno!
valinda, sì, sui buoni rapporti comprendo il concetto ‘armonico’ e lo condivido. Purché non diventi però una forma di ‘buonismo/dipendenza’ che impedisce di tagliare rami secchi e realmente incompatibili o che diviene un quasi dovere a stimare per forza chi abbiamo diritto ci stia sulle scatole. – non capisco, riguardo Campanellino perché ti dai tanto addosso, sai? Dici che vi stavate appena conoscendo, quindi comunque andavi anche ‘a braccio’ no? Mica avevi un copione. E se uno parte in quarta e poi si ritira come dici tu chiedere spiegazioni sarebbe opressivo? Forse ti risultava ‘ambiguo’ o incoerente perché, per te, lo è stato.
LUNA sì: mi risultava ambiguo e incoerente perché forse lo è stato. Mi dò addosso perché forse potevo gestire meglio la cosa, con meno impulsività e più comprensione…e perché lui mi piaceva, mi interessava, volevo conoscerlo e adesso addirittura non mi parla più. Non che sia tutta colpa mia intediamoci, cmq le cose sono andate così. ripeto che ancora non riesco a fare un’analisi lucida di tutta – se pur breve – storia. Perché veramente all’inizio lui mi sembrava tutt’altra persona. i campanelli non so spiegarli per bene, è più un qualcosa d’istinto dovuto a certi suoi atteggiamenti o modi di fare. attenzione, non dico assolutamente che lui sia una cattiva persona anzi…ma evidentemente ha cose sue da risolvere e ansie sue dovute alla fine della sua convivenza 6 mesi fa ecc…
all’inizio mi trattava come se fossi un piacevolissima nuova conoscenza, dopo invece sembrava fossi diventata una minaccia alla sua libertà e un pensiero in più da gestire. all’inizio faceva il modesto in modo esagerato su tutto, dopo invece sembrava quasi che pontificasse dal pulpito. poi magari esagero io ma è quello che ho percepito.
abbiamo sempre scherzato ma in due episodi lui ha reagito arrabbiandosi in modo esagerato per delle cavolate, accusandomi di cose che io sinceramente non vedevo visto che gli argomenti non erano certamente importanti. all’inizio stavamo entrambi allo scherzo con battute ecc ma lui più di una volta – e dopo giorni – ha ripreso certe mie parole e/o espressioni strumentalizzandole e distorcendole, prendendosela quasi come se l’avessi offeso (ripeto il tutto per cavolate tipo gusti musicali, letture e simili). Lui che fin dall’inizio si è sempre dichiarato uno che scherza su tutto.
e poi il parlare, parlare dei suoi interessi, dei suoi gusti, della sua cultura mettendoli sempre in competizione coi miei…ovviamente con la pretesa che risultino sempre migliori e che io cambi le mie idee, dandogli ragione. e un’attenzione e una memoria quasi maniacale a ogni mia parola o frase (anche che magari io dicevo tanto per parlare o scherzare visto che sono una tipa “genuina”) tanto che dopo un po’ a me sembrava quasi di camminare su un campo minato. e frasi ambigue, dette o non dette, provocazioni che mi hanno fatta sentire quasi “manipolata” ecco.
io credo che in tutto questo ci sia narcisismo e una grande insicurezza da parte sua. e forse anche un po’ di infelicità, insoddisfazione e insofferenza personali..dovuti magari a problemi suoi ecco. è come se avesse voluto allontanarmi, come se fosse ostile nei miei confronti senza nessun motivo (che certo può benissimo essere mancanza di interesse). ma come si fa a provare ostilità verso qualcuno che fino a pochi giorni fa ti piaceva, che volevi conoscere, con cui ti sentivi con piacere ecc??? anche considerando i miei sbagli questo non si spiega. Non lo so, ma l’unica cosa che so è che voglio stare serena il più possibile 🙂
baci a tutti !!!
VALINDA, beh, ti pare poco ciò che descrivi? A me no! A parte che ciò che uno dice di essere mi sa che ‘conta’ meno di ciò che dimostra di essere. Anche se sarà pure convinto di quanto afferma. Sai, uno con un certo tipo di modalità e carattere può pure non parlarti più perché ti sei opposta, in modo sacrosanto, alla sua maleducazione, prepotenza o modalità che sia. Perché tu dovevi ‘gestirlo’ meglio e lui non ‘gestire’ meglio te? E poi di nuovo un ‘irrisolto’ che lancia mezza pietra e nasconde la mano? Tipo il precedente? Ma non sei stufa tu di questa tipologia? E anche di domandarti se non fai abbastanza tu, sempre tu, nel gestire le loro modalità? 6 mesi da una convivenza son pochetti, anche se tutto è relativo e dipende la biografia di ognuno. Con ciò, pochini, però non voglio dire che TU dovevi capirlo. Dico che preferirei non incontrare uno che si è appena lasciato, e anche viceversa. Comunque, valinda, non devo perché dovevi fargli da pungiball nelle modalità che hai descritto, tanto più visto che ha esibito il patentino del non pronto per una relazione e incasinato. Il che non vuol dire ‘posso trattarti come mi pare perché ho premesso ciò’ ma semmai forse è una cosa di cui dovevi tener conto tu per te. Non in meri termini di non invadere lui, ma di non fare penelope un’altra volta tu. Insomma, più che invadente tu descrivi sgradevolezze sue. Poi può essere anche una brava persona, ma non ti son piaciute quelle cose di lui. Mica è obbligatorio anche se uno all’inizio ti ha colpito, quando lo conoscevi ancora meno.
@ Luna…bellissimo quando dici che alla fine ciò acaduto nel passato non deve influenzare il futuro e mi incoraggi ad andare avanti senza voltarmi indietro. Sai, non so sia la giornata così ma ho voglia di tagliare con tutto e tutti. Ho voglia di resettare la mia mente. Intanto è da 2 giorni che non tocco una sigaretta e nemmeno ho comperato un pacchetto….ricomincio la palestra…il rospo l’ho smorzato il giorno del mio compleanno…sua battuta: “Hai rotto le palle con sto compleanno…sapevi da una settimana che c’era quello di Gianni, guarda che è un compleanno del cacchio mica hai vinto la lotteria !!!!” Io l’ho accompagnato a casa e sono andata a far festa per i cavoli miei circondata da imbecilli ma almeno non offendono….
Già oggi butta così, vorrei urlare dalla finestra affanc… a tutti !
Ciò che mi riguarda da fastidio agli altri…affancu…
Ciò che io faccio non va mai bene agli altri….affancu…
Ciò che io sono non va bene agli altri …..affancu…
Tutto quello che tocco sembra trasforarsi in merda….affancu…
Sono proprio incavolata. Il Rospo ha saputo farmi arrabbiare anche il giorno del mio compleanno. Questo è stato il suo unico regalo fatto con il cuore, darmi ancora una volta conferma che il mio tempo con lui sta per scadere…
@ Valinda…stagli lontana, non soffrire dei suoi mancati saluti e sguardi ma utilizza la sua indifferenza per alimentare la tua autostima e un sano egoismo. Vedi me, quando sono arrabbiata, acida, nervosa tiro fuori il meglio di me stessa e non mi faccio scalfire dai mutamenti caratteriali altrui….
ciao
@ DAVIDE…Forse la risposta è proprio alla fine del tuo post. Meglio soli.
Vedo il Rospo e me ne rendo conto. Lui ha casa sua, nessuno che gli dice “E’ pronto !!” oppure gli ordina di pulire o altro…Lavora in proprio e se un giorno decide che non va in un cantiere rimane anche a casa. Facendo il muratore ha la possibilità di autogestirsi il lavoro. E’ totalmente senza vincoli…e di certo non sarò io a metterglieli…Per me ora può anche cambiare ragazza ogni sera. Già Davide certa gente è meglio che stia sola !