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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 9576
    LUNA -

    se è apparso un mio commento con solo un .
    non sono impazzita che metto puntini nei commenti 😛 è che stavo rispondendo ad Arianna ma poi ho dovuto mollare il forum e avevo un commento mezzo scritto e quindi senza fine di senso :PPPP siccome non so cancellare i commenti del tutto, che non vadano in pubblicazione se li stavi già scrivendo, ho messo i puntini :PPPPP

    torno dopo con più calma!

    ANNA: anch’io appartengo alla stessa categoria. Anzi, io appartengo anche alla categoria che ha sempre lo stesso peso ma la gente a volta si inventa di dirmi che sono dimagrita rispetto ad un passato fantomatico più in carne, quindi figurati quanto mi rompe le palle se effettivamente perdo anche solo mezzo etto o ho l’aria più stanca 😉
    interessante la cosa della bomba calorica recuperativa. Mi dirai meglio, o leggerò meglio, perché di fretta non ho capito cosa, al caso, devo chiedere in farmacia.

    EMANUELA: capisco il tuo dolore, e quello che provi. Però forse anche a te non farebbe male… rinconquistarti un po’. Lo so, suona banale, ma ho esperienza di ingerenze materne, attive o anche non dirette, ma indirette (le peggiori, quasi?) o di rapporti madre/figlio non del tutto risolti e complicati, causa di casini e frustrazioni, o di un assetto di coppia “invaso” ecc. e a volte prendersi anche un po’ di tempo per riordinarsi anche le proprie idee male non fa.
    Soprattutto se, in questo momento, lui ha un atteggiamento di questo tipo per cui tutto sarebbe colpa tua ecc.
    Hai voglia di raccontarci meglio la storia?
    Comunque sia, mi ripeto, credo che anche fare un po’ di chiarezza in te stessa ora, al di là di cosa lui ne dice, non ti farebbe male, quando la tensione tua riesce a calare un po’.
    (e mangia, su)

    RAFFI: ciao 🙂

    ARIANNA: torno dopo!

  • 9577
    Manu -

    @EMANUELA penso che continuare a ripetere cosa hai fatto x lui e dare la colpa alla madre sia controproducente.
    Hai fatto tanto per lui? Bene.
    Ma ciò non significa legame a vita,le cose per gli altri si fanno perchè si sente di farle,non perchè un giorno vengano riconosciute come immensi sacrifici da chi ha ricevuto quelle attenzioni,o quelle scelte di vita.
    Poi…dare la colpa ad “altri” della sua decisione nei tuoi riguardi,dipinge il tuo ex come un essere senza volontà propria…quindi se così fosse avresti perso un burattino…un plagiato…un essere di poco conto,x cui sono gli altri a pensare e decidere per lui…
    Sicura lo sia? Riflettici un attimo.
    I litigi purtroppo logorano…io me ne sono accorta dopo un mese trascorso tra disperazione,rabbia,depressione,e x finire riflessione.
    Chi non discute? Chi non litiga?
    Sì,sono tutte cose normalissime,ma che a lungo andare diventano quasi uno standard…un rituale… e sgretolano la coppia…finchè tutti e due, o uno dei due, dice basta.
    Mi pare di capire che tu gli stia parecchio addosso,e in questo modo otterrai solo l’effetto contrario.
    Non è che rompendogli le scatole di continuo lui non ti scorderà…anzi,arriverà a un punto in cui gli darai fastidio, e penserà proprio di aver fatto la scelta giusta.
    Lascialo un pò nel suo brodo…lascialo riflettere…
    Sai a me che ha detto un giorno?
    “Riesco a pensare meglio quando non mi mandi dieci sms concatenati!”
    E così sto evitanto proprio.
    La mia assidua presenza non escluderà a priori che un giorno possa incontrare un’altra, o decidere definitivamente di intraprendere una strada opposta alla mia…anzi…magari questa presenza costante farà si che chiuderà davvero i ponti!
    Perchè penso che alcune persone quando lasciano non siano poi così convinte,specie se in quella storia entrambi avevano investito e creduto davvero in qualcosa.
    Lo dico per te cara Emanuela,perchè in questo momento sei nella fase dove non vedi soluzioni e non senti ragioni
    Ma se non ti fermi un attimo e soprattutto non ti ripigli,sarai tu stessa con questo atteggiamento a decretare la fine di ciò che invece vorresti non finisse affatto.
    Riprendi il controllo di te,perchè ora non ce l’hai, e stai facendo più danno che altro.
    Un abbraccio

  • 9578
    elena -

    oggi è una di quelle giornatacce tristi, una delle poche, ma tristi
    Se ne è andata a 43 anni, lascia un marito, una figlia 18enne e due figli gemelli di 7 anni. Una delle tante amiche che ho e che ho perso, in questa giostra della vita. Morire a 43 anni fà riflettere, come parecchi amici persi nel frattempo per altre cause, ma sempre di dolore immenso. Ciao Silvia.
    Oggi rifletto, avrei tanta voglia di avere qualcuno/a accanto, semplicemente per fare 4 chiacchere, così come mi vengono. Ed invece reggo il silenzio.
    Leggo il forum e mi chiedo come tante persone, fuggono dall’amore.
    Allora lasciate perdere, insistere vi farà solo soffrire, non perché voi non siate all’altezza di competere con quest’altra persona, ma perché il requisito basilare dell’amore è il rispetto e lo spirito di sacrificio. Se non si sta bene con una persona e non la si ama più, può anche essere comprensibile concludere il rapporto d’amore, ma abbandonare il compagno solo perché si è conosciuto qualcuno di meglio, quale fiducia ci fa avere una persona così? Magari ogni volta che incontrerà qualcuno meglio scaricherà il vecchio partner. Ora, le persone non sono frigoriferi, televisori, elettrodomestici che si cambiano e si buttano via per un capriccio, non credo proprio. Io dico che ci vuole sempre un motivo valido per lasciare una persona, specialmente dopo molti anni

  • 9579
    ANNA2010 -

    Lunina, che dire? Abbiamo anche ‘sta rognetta, tra le altre! Mangiare, mangiare, mangiare!!!!!! La bombetta calorica si presenta dentro una confezione tipo yogurt da bere ma costituisce alimentazione completa e bilanciata.. L’ ho scoperta in ospedale un anno fa perche’ la dietologa la propose a mia madre, cui, causa chemio, non andava giu’ nemmeno una mela. La dottoressa, sorridendo, mi disse “ma va bene anche per lei, eh”! Da li’, quando proprio non riesco ad ingerire una quantita’ di calorie sufficiente al mio corpo per mantenere il suo peso, provvedo cosi’ e devo dire che funziona….il classico “a mali estremi….” Io quando sto male, sto male tutta. Ti ricordi, tempo fa, che parlavo del “ la’ “ ? Quell’ abisso di dolore dove non volevo piu’ tornare? Ecco. L’ho combattuto anche cosi’, questa volta. Mangiare comunque. Dormire comunque. Uscire comunque ( anche se non troppo perche’, devo ammetterlo, nella guerra con gli inferi sto molto bene da sola a pensare o leggere o anche solo guardare il soffitto ).
    Ora e’ gia’ un po’ di tempo che sto cercando di capire come sto e non trovo risposta. Mi sento “strattonata”, tirata qua e la’ dal mio stesso animo. Penso molto a lui, a quello che mi ha raccontato della sua vita, alla sua infelicita’, ai suoi patemi e contemporanemente penso a me, ai miei strazi, a quello che, volens o nolens, lui mi ha fatto passare. Non e’ ammissibile trattare una persona che ami come mi ha trattata lui. Il mio cervello capisce. E’ un cervello addestrato a “capire”. In fondo capisco anche i mafiosi, i violenti, le vittime della propria stessa ignoranza e tanti altri che mi fanno sostanzialmente compassione e pena, ma CAPIRE non significa perdonare nel cuore. Significa solo perdonare cristianamente parlando. La poetessa polacca che anche tu ho scoperto che conosci ( …non avevo dubbi… ), in una sua bellissima poesia “Addio a una vista”, scrive “ti sono sopravvissuta solo e soltanto quanto basta a pensare da lontano”. Io con lui, nei suoi confronti, mi sento cosi’. In questo ultimo mese gli ho parlato abbastanza, sia per telefono, sia per scritto e credo anche di averlo aiutato in faccende di lavoro in cui avevo modo di farlo attraverso conoscenze mie personali. Insomma, io ci sono, apparentemente. E dico “apparentemente” non perche’ finga o inganni. Dico cosi’ perche’ io so di poter essere presenza in quei termini in virtu’ di tanti pregi e difetti miei di sempre ma so anche di non poter piu’ amarlo. Non che me l’ abbia chiesto, sia chiaro, ma comunque anche fosse o sia in futuro, io per amare non ci sono piu’. E non e’ che lo scelga. Non mi fido piu’ completamente. Giudico senza rendermene conto. Sentire la sua voce mi apre squarci che solo io e Dio sappiamo, eppure la sento, cioe’ accetto di ascoltarla, lo stesso, oggi come oggi, perche’ quella pozza delle Marianne aperta con l’ abbandono di un anno fa, richiede che sopra ci si posi della sabbia che la renda semplicemente fondo del mare….segue

  • 9580
    ANNA2010 -

    …Io sento di aver bisogno di riportare lui, e me con lui, su questa terra, in questo mondo, tra la gente, tra gli altri, tra le cose normali che esistono, tra quelle che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. E’ una sensazione che e’ difficile spiegare. Sono evidentemente una persona che ha bisogno di chiudere i cerchi della propria vita. Io devo iniziare e finire con le persone che sono, o sono state, importanti, oppure devo iniziare e non finire mai, oppure iniziare e finire e poi ridefinire. Le fughe e le sparizioni mi fanno impazzire. Le accetto e infatti, tanto per farci una risata, IMPAZZISCO, ma, se poi la vita mi da’ un’ occasione di “chiudere”, per me e’ un richiamo troppo forte da tacitare. E fa male, lo so che fa male perche’ e’ come rivivere. E’ rivedere, spesso ridimensionare, spesso sentire nel cuore il proprio errore e anche l’ errore altrui e rendersi conto che non c’e’ piu’ niente da fare per quello che si era. Anche solo un grande amore che diventa un caro amico, e cioe’ la migliore delle ipotesi, e’ comunque uno svilire, mentre il processo scorre. E’ la caduta di tante emozioni, lo sfacelo di un sogno e di un miracolo perche’ amarsi bene e amarsi per sempre, per me, lo e’. Comunque sia, tutti quei giorni infami dentro l’ ospedale, quando avevo paura, con quel freddo e la neve e il ghiaccio e le ore in macchina per arrivarci, tutte le volte che ho pianto su quel c…o di terrazzo da tristezza nosocomiale, tutte quelle notti in cui non sapevo che cosa pensare e tutte quei falsi scambi di scritti per questioni pratico/tecniche mi fanno venire il vomito oggi, come allora. E lui dove era? Non si sa, cioe’ si sa ma a me non frega niente. Per me avrebbe dovuto essere li’ e le sue ottime ragioni, sempre quelle che io CAPISCO, non mi bastano a niente se non, appunto, a capire. E adesso vediamo. Vediamo cosa sara’ di me, di lui, di tutti noi. Io non scappo. Io resto e ascolto con la pancia, prego che vada via tutto e che la vita, lasciata andare secondo il sentire vero, mi sappia restituire a me stessa. Non mi spaventa il dolore, a me spaventa di piu’ il nulla. Il mio nulla, cui non mi rassegnero’ mai…
    Ciao, stellin! Dimmi poi se hai trovato la bombetta SALVA-APPARENZE…;-)
    Ciao tutti!!!!!

  • 9581
    Manu -

    Cara Elena,
    ti faccio le mie più sentite condoglianze.
    Certe morti sono davvero difficili da accettare.
    La morte in genere è difficile da accettare.
    Ma quando chi se ne va è così giovane e lascia figli,anche così piccoli,ti chiedi se un Dio effettivamente esiste.
    Poi ti senti rispondere che Dio non può guardare tutti…e a me sembra non guardi proprio nessuno invece…
    Riguardo al tuo discorso di prima,concordo in pieno.
    Però,per mia personale esperienza,essere lasciata perchè semplicemente non vuole più stare con me,senza esserci un’altra in mezzo,è anche peggio.
    Niente di meglio che mi sostituisca.
    Quindi sono un pessimo soggetto e basta.
    Un giorno probabilmente e sicuramente sostituibile,ma per ora no.
    Lasciata e stop.
    E andare da lei sto cominciando a pensare che non porterà a nulla.
    Tanto mi sono sentita dire che se due persone si piacciono possono pure andare a letto insieme,ma alla fine oltre all’attrazione ci deve essere anche l’amore.
    Che se andavamo a letto insieme un mese fa non è che la cosa è cambiata.
    Poi mi sento ripetere che la colpa non è mia,poi lo è perchè l’ho esaurita.
    Poi ancora no.
    E va beh.
    Prima o poi mi metterò l’anima e il cuore in pace 🙂

  • 9582
    emanuela -

    rieccomi qui.. appena tornata a casa dopo il suo ennesimo rifiuto.. e la mia dignità se ne va a farsi benedire. ma forse è meglio che vi racconti meglio la mia storia così potrete capire meglio la mia sofferenza.
    abitavo a roma fino a 2 anni fa, quando incontrai lui. avevo un lavoro, studiavo, avevo degli amici. ci innamorammo. subito. immediatamente, fu un colpo di fulmine, che non si spense piu’.. almeno fino a pochi giorni fa.
    per stare con lui mi sono trasferita nella sua cittadina.. abbiamo trovato casa, io con qualche difficoltà, il lavoro.
    non è stato facile. la convivenza di per sè non è facile.
    rimasi incinta di lui, perchè lo volevamo. l’abbiamo voluto con tutte le nostre forze, forse da immaturi, non lo so. fatto sta che questa cosa non fu presa bene a casa sua.. l’unica cosa che importava alla madre e al fratello era che lui entro un limite si sarebbe dovuto laureare.
    addirittura una sera mi sono sentita dire da lei “tu non hai niente in pancia, le persone che dicono che hanno qualcosa adesso che è l’inizio mi danno fastidio”. Dall’atteggiamento del figlio capii che lui era succube della madre, ma non perchè lo fosse di carattere, ma perchè (parole sue) è cresciuto con forti sensi di colpa nei confronti di lei.. si sentiva responsabile della sua infelicità, così come il fratello, anche se loro non c’entravano nulla, credetemi. lei, depressa e sola, che riusciva solo a far sentire i figli in colpa. questo ha significato per me, l’essere perennemente messa al secondo posto, con lui SOFFERENTE che doveva tutti i giorni scappare da lei, che telefonava piangendo. dovevo vivermi lui che raccontava a se stesso e a me che NON CONVIVEVAMO, perchè ammetterlo voleva dire ammettere a se stesso di aver abbandonato sua madre.
    dormire, mangiare, quasi tutti i giorni se non tutti i giorni a casa di lei. avevamo un rapporto a 3. lei, che diverse volte mi ha mancato di rispetto, ma sempre giustificata perchè non lucida.. ma quando mi guardava con la faccia cattiva li la lucidità c’era eccome.
    sentirmi dire “no al cinema non ti porto perchè mia mamma è sola”. oppure “amore andiamo da ikea? chiamo mia madre” o ancora “ho una bellissima idea per stasera: ceniamo e andiamo a dormire da mia madre!”. io, dopo un anno e mezzo, non ce l’ho piu’ fatta. sono impazzita. basta lei, sempre lei lei lei in mezzo al nostro rapporto! lei che non ha mai pensato a noi, lei che sapeva che eravamo in difficoltà economiche e non ci ha mai aiutato perchè il figlio ha OSATO lasciare casa sua per venire a stare con me. ho iniziato ad odiarla con tutto il cuore a gennaio, per tutto il male e la pressione psicologica che ho dovuto subire. sono scoppiata. è stato liberatorio.
    questo ha comportato il mio allontanamento da lei, vista come una minaccia alla nostra storia, lei che mi portava continuamente via la mia vita, lui che soffriva per gli infiniti sensi di colpa. ho sbagliato perchè davanti a lui l’ho insultata piu’ di una volta. mi infastidiva solo parlare di lei……….

  • 9583
    emanuela -

    …era un incubo. un’ombra per me, una minaccia. la storia comincia a rovinarsi. litigi su litigi, lui che va via di casa ogni 3 per due, lei che indifferente è sempre rimasta a guardare, dall’alto del suo trono, la nostra rovina.
    mi ha lasciata. perchè ho varcato la soglia del rispetto. finito un amore.. perchè ha prevalso la furbizia di una madre che è sata falsa, ma che si è mascherata bene. per arrivare a riavere suo figlio.
    ora lui dice che mi ama ma che ho mancato di rispetto a lui e a sua madre. e non vuole sentire ragioni. ed io qui, da sola, vivo malissimo, soffro, sempre nervosa, prendo le gocce, la mia vita è diventata un inferno. ho cambiato la mia vita per lui.. cosa mi è rimasto? nulla. ora lui sta a casa da lei che finalmente ha raggiunto il suo scopo..ho pagato le sue scelte di vita sbagliate, non ha un amico, non ha nessuno.. e il problema è che non ha un uomo. un giorno lei stessa ha ammesso che se avesse avuto un uomo si sarebbe comportata diversamente. è giusto? io lui lo amo da morire.. ma credetemi.. se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.
    ah dimenticavo di dire che il bambino non l’ho tenuto.. sofferenza che mi porterò dietro per tutta la mia vita.. e oltre….

  • 9584
    LUNA -

    EMANUELA: ciao… troverai altrove un mio post sul tema (te ne accorgerai perché ci sei anche tu, cioè immagino che sia tu).
    …senti, io capisco il senso di frustrazione che provi, il dolore che provi… ma onestamente mi sento di dirti che credo che tu sia uscita dall’inferno. e che se c’è una cosa sana che descrivi è il momento in cui hai sentito dentro di te quella spinta a dire BASTAAAAAAAAAAAA.
    Però, Emanuela, mi sento di dirti anche che tu non hai detto soltanto basta a lei, la madre, ma ad una dinamica tra loro. Tu hai detto basta anche a lui, allora, forse, basta a quello che lui era e quello che non sapeva essere. Non dico che lui non soffrisse, non c’è dubbio che una dinamica come quella tra loro sia un inferno… ma, Emanuela, ci sono inferni da cui noi non possiamo liberare chi ci sta dentro, e possiamo solo finirci dentro noi. Non possiamo liberare chi ci sta dentro perché quella persona non affronta realmente l’idea di liberarsi, è disposta a seminare disastri piuttosto che farlo. E per quelle resistenze, da qualsiasi parte vengano, non possiamo fare nulla, perché sono tenaci, catene interiori fortissime. Lui non ha scelto lei perché lei è più furba di te. Lei, mi pare, è una manipolatrice eccezionale. Ma di fatto lui ha manipolato la sua stessa vita, di conseguenza, e te. Sono troppo dura? se è così mi dispiace. Ma da quello che io leggo (certo, posso sbagliare) non hai perso una competizione emotiva con una suocera, Emanuela. Tu ti sei trovata in mezzo ad una cosa grave. E piano piano se ricomincerai a riconquistare la lucidità forse ti renderai conto che l’hai scampata bella. Perché capisco che l’amavi e che desideravi costruire qualcosa di vero, importante con lui. Ma da quello che racconti le catene prima che fuori stavano dentro. E per quelle uno deve pensare che non vuole stare in catene. Che non riesce davvero a sopportare le proprie catene. e gli effett che quelle catene producono sulla sua propria vita. Come può una persona che non è capace di difendere se stesso difendere te? come può proteggerti, assicurarti la serenità se non è in grado di pensare per se stesso che queste cose siano indispensabili?
    parli di terrore, e non ho difficoltà a crederti. Tu parli di ribellione, interiore, così forte, da farti provare odio, rabbia. Cosa avresti potuto fare di diverso? Essere più passiva? Saresti esplosa. Ed esploderesti di nuovo se tu ti ci trovassi in mezzo di nuovo. Non è così? Esisteva davvero una qualche strategia che tu avresti potuto attuare per restare indenne e vivere questa storia? esisteva una qualsiasi possibilità di armonia, incontro, conciliazione con una donna così e con un figlio che comunque non riesce a mettere al primo posto, prima che un’altra persona, neppure se stesso? E che pur di NON farlo è disposto a tutto. e qui che ci si perde, Emanuela. Sul fatto che quella sofferenza è sicuramente vera, perché quanta sofferenza c’è nel dover dirsi che non si vive con una persona?

  • 9585
    LUNA -

    ma quella sofferenza non si è risolta, si è moltiplicata, è diventata anche tua. Ha leso anche la tua vita, la tua persona, la tua idea di cos’è la vita. E’ giusto?
    Non gliela potevi risolvere tu quella sofferenza, Emanuela. E lui non poteva risolvere la tua, visto che non è in grado neanche di proteggere se stesso.
    Se mi dispiace per lui? sì. Però mi dispiace per te, perché tu ci hai provato, fino a impazzire.

    @se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.

    ti credo, certo. E ti pare poco sentirsi così come dici?

    ELENA: un abbraccio grande e un pensiero per la tua amica, e per le persone che ha dovuto lasciare.

    Per il valido motivo per lasciarsi… sono d’accordo con te. Per chi lascia evidentemente il suo è sempre un valido motivo. altrimenti non lo farebbe. seppure la ragione sia che ha perso l’Inter, che non ci sono più le mezze stagioni, o che gli prude il culo o che si è improvvisamente reso conto che è ancora troppo giovane (magari a 78 anni) per legarsi seriamente. Allora, però, forse questo dovrebbe anche darci l’idea dei parametri sulla vita e sui sentimenti di chi ci ha lasciato… e anche della sua profondità e del suo sale in zucca. Ah? (seppure può essere frustrante essere lasciati per come finisce un derby, me ne rendo conto, ovviamente)

    ANNINA: ho letto tutto… ma sono le 3 del mattino e voglio risponderti con più calma domani, proprio anche per quanto quello che dici mi apre… finestre.
    Annina, per ogni persona chiudere il cerchio ha forse un significato suo, e anche dipende dalla situazione… però capisco cosa vuoi dire, per come lo intendo io. Spesso cerchiamo negli altri la chiusura del cerchio… una particolare spiegazione, chiarificazione, un qualcosa che tolga il vuoto di senso, se lo abbiamo percepito… forse però fondamentalmente è sempre con noi stessi che chiudiamo i cerchi, facendo i nostri processi di rielaborazione (anche rivedibili, come no) con gli elementi di cui sentiamo di aver bisogno. Se non arrivano, io credo, che siamo in fondo anche capaci di trovarli dentro di noi.
    Io ho potuto parlare dopo 20 anni con un mio ex. L’ho incontrato un giorno per caso. Mi si dirà: 20 anni??? e che pazienza ci vuole per aspettare 20 anni??? uno fa in tempo a costruirsi un ulaop con le sue mani e a diventare campione di ulaop, altro che chiudere il cerchio…
    beh, è ovvio che non siamo stati 20 anni a dirci interiormente che dovevamo parlarci, è chiaro che abbiamo fatto ciascuno la sua vita. e che non c’erano questioni irrisolte di quelle che non ci dormi la notte, non mangi, e sei completamente scassato… è chiaro che gli elementi 20 anni fa ci sono stati, e che comunque ognuno ha trovato da sè, dentro, quelli che non poteva trovare fuori. E’ chiaro, ti posso dire, che secondo me dovevamo parlarne proprio in quei giorni e dopo 20 anni. Io posso dirti che per una serie di rocambolesche vicende mi sono ritrovata anche a parlare con sua madre, sua zia, sua nonna…

  • 9586
    LUNA -

    ma quella sofferenza non si è risolta, si è moltiplicata, è diventata anche tua. Ha leso anche la tua vita, la tua persona, la tua idea di cos’è la vita. E’ giusto?
    Non gliela potevi risolvere tu quella sofferenza, Emanuela. E lui non poteva risolvere la tua, visto che non è in grado neanche di proteggere se stesso.
    Se mi dispiace per lui? sì. Però mi dispiace per te, perché tu ci hai provato, fino a impazzire.

    @se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.

    ti credo, certo. E ti pare poco sentirsi così come dici?

    ELENA: un abbraccio grande e un pensiero per la tua amica, e per le persone che ha dovuto lasciare.

    Per il valido motivo per lasciarsi… sono d’accordo con te. Per chi lascia evidentemente il suo è sempre un valido motivo. altrimenti non lo farebbe. seppure la ragione sia che ha perso l’Inter, che non ci sono più le mezze stagioni, o che gli prude il culo o che si è improvvisamente reso conto che è ancora troppo giovane (magari a 78 anni) per legarsi seriamente. Allora, però, forse questo dovrebbe anche darci l’idea dei parametri sulla vita e sui sentimenti di chi ci ha lasciato… e anche della sua profondità e del suo sale in zucca. Ah? (seppure può essere frustrante essere lasciati per come finisce un derby, me ne rendo conto, ovviamente)

    ANNINA: ho letto tutto… ma sono le 3 del mattino e voglio risponderti con più calma domani, proprio anche per quanto quello che dici mi apre… finestre.
    Annina, per ogni persona chiudere il cerchio ha forse un significato suo, e anche dipende dalla situazione… però capisco cosa vuoi dire, per come lo intendo io. Spesso cerchiamo negli altri la chiusura del cerchio… una particolare spiegazione, chiarificazione, un qualcosa che tolga il vuoto di senso, se lo abbiamo percepito… forse però fondamentalmente è sempre con noi stessi che chiudiamo i cerchi, facendo i nostri processi di rielaborazione (anche rivedibili, come no) con gli elementi di cui sentiamo di aver bisogno. Se non arrivano, io credo, che siamo in fondo anche capaci di trovarli dentro di noi.
    Io ho potuto parlare dopo 20 anni con un mio ex. L’ho incontrato un giorno per caso. Mi si dirà: 20 anni??? e che pazienza ci vuole per aspettare 20 anni??? uno fa in tempo a costruirsi un ulaop con le sue mani e a diventare campione di ulaop, altro che chiudere il cerchio…
    beh, è ovvio che non siamo stati 20 anni a dirci interiormente che dovevamo parlarci, è chiaro che abbiamo fatto ciascuno la sua vita. e che non c’erano questioni irrisolte di quelle che non ci dormi la notte, non mangi, e sei completamente scassato… è chiaro che gli elementi 20 anni fa ci sono stati, e che comunque ognuno ha trovato da sè, dentro, quelli che non poteva trovare fuori. Però è stata una cosa insieme stranissima ma buona, parlare di alcuni sospesi proprio in quei giorni e dopo 20 anni. e rivedere anche i suoi parenti, chi mi aveva amato, e chi mi aveva fatto male.

  • 9587
    emanuela -

    Luna grazie per la risposta..
    hai centrato in pieno e ti dirò di piu’, mi hai sollevato dalle accuse e dai sensi di colpa che lui continua a mettermi in testa. Perchè lui continua ad additarmi come il mostro che ha rovinato tutto perchè ho mancato di rispetto a lui e a sua madre e stavo tentando di rovinare la sua famiglia.
    per un sacco di tempo mi sono sentita dire di essere IO la manipolatrice di cervelli.. “nooo manu, tu non mi intorti il cervello, tu sei furba..” e cose simili, IO che non ho fatto che amarlo piu’ di me stessa. perchè mi chiedo, perchè non si è mai reso conto che la vera macchinatrice e calcolatrice è stata lei? che fingeva dolore e seminava vittimismo, solo per attirare i figli a sè.
    e quante volte ho perso la mia dignità per PREGARLO di rimanere con me, di non andare via, piangendo e implorandolo.. e lui è sempre passato sulle mie lacrime.. io ho scelto lui, cambiando radicalmente la mia vita.. lasciando la mia città e allontanandomi ancor di piu’ dalla mia famiglia.. ma lui NON MI AVEVA AVVISATO DI QUELLO CHE AVREI TROVATO VENENDO QUI.
    per mesi la nonna mi ha odiato perchè pensava che fossi la mantenuta del nipote (quando per venire qui, ho speso tutti i miei risparmi, mentre il nipote nemmeno lavorava), e quando lui andava da lei, io dovevo nascondermi in macchina, o quando andavano loro tutti insieme si dovevano mettere d’accordo su quello che si doveva dire su di lui, ma MAI nominare il mio nome!
    quanti dispiaceri! cosa avevo io di male? non ho mai fatto del male a nessuno.
    una sera, tornando da lavoro, davanti suo fratello e lui, sono impazzita. sono scoppiata in un pianto liberatorio, ho sputato fuori tutto, e da allora, non ho piu’ smesso.
    non so cosa mi sia successo.. la mia bocca parla da sola, avevo perso la razionalità, non ho piu’ pesato le parole, ma non perchè non volessi farlo, ma perchè non riuscivo a farlo. non so come spiegare.. non ero piu’ io. mi sentivo come un cucciolo in una gabbia, che col passare del tempo diveniva sempre piu’ stretta, sempre di piu’, di piu’, di piu’ fino a farmi quasi soffocare.. e da cucciolo mi sono trasformata in un leone, che è riuscito a liberarsi, e che è riuscito a ruggire fortissimo, finalmente. un ruggito liberatorio.
    non è stata colpa mia.. perchè lui non lo capisce?
    mi stavo rovinando la testa..
    io spero solo che un giorno lui possa svegliarsi, guardare sua madre, e rendersi conto che forse si è sbagliato su di me, che ha sbagliato scelta. ha scelto il rispetto di sua madre al nostro amore.. io ho scelto lui alla mia vita.
    ma alla fine….. a chi importa.. chi è rimasto senza niente e nessuno, in una cittadina che non è la sua e nella quale si sente completamente sola, non è lui.
    un bacio a tutti..

  • 9588
    Warriors -

    Cara Emanuela, stai attraversando il processo di auto colpevolizzazione… E questo dovrebbe farti capire che, nonostante tutto ciò che hai fatto per lui, il “signorino” ha abbandonato la nave. Quindi? Ti fideresti ancora di chi, alla prima difficoltà, mette una scialuppa in mare, per lui e la madre, e a te dice bye bye?
    Lascialo stare attaccato alle gonne di mammà…
    “io ho bisogno di lui.” .. falso..hai solo bisogno dello status-quo che si era creato…non puoi aver bisogno di un “uomo” succube di sua madre…immaturo e infantile…Di vivere con un “incubo”, come tu lo hai definito, nella tua vita..
    “mi sento nulla senza” … rispondi a questa domanda: prima di incontrare lui eri NULLA?
    Hai fatto una scelta dolorossima … e lui?… Lui cosa ha fatto per TE in questi due anni?

    Per tutti
    Cinismo – mode on –
    Si nasce e si muore soli. Perché non si riesce a vivere tranquillamente con sé stessi?
    Chiaro, siamo animali sociali…interagire e socializzare fa parte del nostro DNA. Ma da qui a restare intrappolati in una ragnatela di illusioni e castelli di carta che ci uccide….ce ne passa.

    “Ci sono presenze che finiscono per essere più dolorose di certi abbandoni. (Jérôme Touzalin, Il passeggero clandestino, 1997)”

    Cinismo – mode off –

  • 9589
    Stramba -

    Ciao a tutti,
    io non so più che fare mi sto lacerando perché mi ha lasciato, bevo, fumo, mi faccio male.
    Sto pensando di andare da un medico e farmi prescrivere un buon antidepressivo solo per superare la bufera.

  • 9590
    Sam -

    Che dire?…dopo un anno d’amore…di cui quasi tutti di convivenza…una mattina (dopo due giorni di maretta), discutiamo e lui di punto in bianco mi dice che non mi ama più..niente futuro insieme …niente figli (che fino a una settimana prima volevamo per l’anno dopo), niente…e io ora sono senza lavoro..di ritorno dai miei..e senza lui…
    Cerco di reagire..ma non è facile..
    Gli amici..ci sono ma sono tutte coppie (che sofferenza in questo momento vederli)…e quindi?
    Quindi non so..non os neanche come conoscere altre persone…
    Certo se hai voglia gli uomini li conosci su internet..ma le amicizie femminili…quelle con cui puoi uscire? distrarti? e chiaccherare?..
    Perchè diciamocelo..di fondo..la vita oltre il compagno..sono le amiche..

  • 9591
    emanuela -

    @warriors, è vero. mi continuo ad auto colpevolizzare, e non so per quale motivo visto che ho solo subito. è dopo che ho perso la ragione. dopo troppo tempo. ed è anche vero che si vive benissimo da soli ma quando si ama.. quando si ama dal profondo, così tanto che per l’altro daresti la tua stessa vita.. lì ci si sente tagliati a metà, strappati, incompleti, soli. e continui a pensare all’altro, e non riesci a fartene una ragione. è dura. davvero dura. vorrei essere piu’ mente che cuore.
    @stramba
    se ti puo’ consolare, io sono nella tua stessa situazione. dimagrisco a vista d’ occhio, piango, e non ho piu’ un minimo di dignità.
    ma prendere psicofarmaci, fidati, non ti serve a nulla. io prendo delle gocce forti ma naturali.. tutto naturale. gli psicofarmaci creano dipendenza e di certo non fanno bene al sistema nervoso.
    quello che ti posso consigliare è.. piangi, tutte le volte che vuoi.. stamattina io piangevo per strada, ma ti sentirai meglio dopo..
    io ti capisco.. e non sei sola..

    oggi è tragica.
    sto da un’ora combattendo per non mettermi a letto a dormire ma mi sa che non resisterò a lungo. l’ho rivisto, stamattina.
    ho le chiavi di riserva della sua macchina, gli ho comprato un mazzo di fiori e glieli ho lasciati sul sedile, poi con dei fili ho attaccato cuori e frasi dappertutto.
    quando lui è arrivato alla macchina, non mi sono fatta vedere. ma mi ha visto lo stesso. si è avvicinato, mi ha guardato, mi ha detto grazie per il gesto, mi ha salutato, e se n’è andato.
    io sono rimasta lì per un pò.. mi sentivo come sospesa, come se fossi a mezz’aria.. come se non avessi un senso. che vuoto immenso sento dentro di me. farei di tutto per lui. ma mi chiedo se la mia dignità non venga prima. quante porte sbattute in faccia, quante umiliazioni.
    a volte dico a me stessa che mai e poi mai vorrei in futuro un altro uomo al mio fianco. si finisce sempre per soffrire. l’amore è bello finchè dura per entrambi.. ma poi.. quando finisce.. cosa ti lascia? mi sento rasa al suolo.. mi sento in una bolla.. mi sento senza via d’ uscita.

  • 9592
    LUNA -

    STRAMBA: chiedere aiuto mi sembra una buona idea, se ti accorgi che stai passando un tuo limite. magari ti darà un ricostituente e non un antidepressivo, se non hai effettivamente bisogno, ma di altro. ma almeno non rischierai di fare danni con il faidatè.

    SAM: non ho capito quanto tempo è trascorso dal patatrak.
    L’amicizia è importante, sì, in generale. Ma possibile che le amiche impegnate non abbiano anche amiche non impegnate, o giri un po’ più eterogenei e non ci siano proprio occasioni di aggregazione più… mista?

    EMANUELA: non puoi tornare a casa, intendo dire nella tua città? forse no, ma non ho capito se effettivamente non puoi o non vuoi perché temi di lasciare qualcosa di intentato se ti sposti (dove magari però ci sarebbero la famiglia, gli amici, altre opportunità rispetto al fatto di implodere. e non ho capito dove vivi ora. Non te lo sto chiedendo per farmi gli affari tuoi se non lo vuoi dire, era solo per capire meglio).
    @non è stata colpa mia.. perchè lui non lo capisce?
    mi stavo rovinando la testa…
    e ti è scattato il salvavita, e meno male!
    Era anche lui che ti ha chiuso in quella gabbia, che a lui era necessaria, evidentemente. Quindi mi pare abbastanza logico che non possa capire cosa hai provato tu. Perché per te quella gabbia non era necessaria, per te era pericolosa e deleteria, faticosa, destabilizzante.
    Emanuela, LUI ti lasciava in macchina, non sua madre.
    Lo vedi questo? Quindi lui non vedeva la limitazione di quella azione, ma ci vedeva una logica. Dunque come può capire sino in fondo? se per lui è necessario chiuderti in macchina e tu non vuoi stare in macchina tu gli stai impedendo di agire una modalità.
    Ma è ovvio che il chiudere in macchina qualcuno ecc ecc non è una modalità funzionale. Non fosse altro perché stai chiedendo a qualcuno di fare qualcosa contro la sua natura.
    Se lo chiedi a te stesso, e non ne sei consapevole o sulla tua bilancia va bene così, è un conto. Ma se chiedi ad un altro di piegare se stesso per reggere una situazione allicinante globale è un’altra cosa. Tu hai detto no. e grazie al cielo hai detto no.
    perché per quanto tu potessi anche cercare di razionalizzare ogni assurdità e violenza che avevi intorno la tua parte più sana e istintiva ha detto: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
    Tu dici che l’hai amato più di te stessa.
    Purtroppo siamo figli anche di una cultura, la chiamerei pseudoromantica (visto che essere romantici, in positivo, non è essere autolesionisti), in cui il concetto “amo qualcuno più di me stesso” sembra un merito, un valore, un sacrificio anche estremo che per giustizia dovrebbe quindi essere premiato.
    In realtà amare qualcuno più di se stessi è un errore. Amare qualcuno quasi quanto se stessi sarebbe è un’altra cosa. Ma comunque sia si finisce con il confondere cosa sia per esempio, non so, amare qualcuno più di stessi e quindi in un incendio salvare una persona di famiglia più debole (comunque non pensando morirò per, ma pensando alla sua protezione) o il fatto di

  • 9593
    LUNA -

    mandare a farsi fottere l’identità, la salute fisica e mentale e l’istinto di conservazione per sostenere l’egoismo di un altro.
    Cosa c’è di romantico in questo?
    E se una persona ci chiede di farci, anche da soli, tutto questo, e non vede, con egoismo, come possiamo pensare che si accorga del prezzo che noi paghiamo nella disgregazione della nostra identità?
    sembra che diciamo: te la regalo, perché per me non è poi così importante.
    e’ invece è così importante per noi, la nostra identità, la nostra libertà interiore di essere, la nostra salute fisica e mentale che, se continuiamo a rinnegare tutto questo, non importa in nome di cosa (una persona, il lavoro, un concetto di amore uguale sacrificio estremo ecc) CI AMMALIAMO. La nostra identità, la nostra libertà strozzata, la nostra salute fisica e mentale che abbiamo maltrattato o lasciato maltrattare inizia a mandarci segnali INEQUIVOCABILI. certo, se riusciamo a vederli. Ma per vederli spesso dobbiamo uscire dal concetto pseudoromantico per cui tutto questo vale la pena, vale la pena perché per amore si può anche morire. Ma non stiamo morendo per salvare qualcuno da un incendio, stiamo morendo per permettergli di continuare a vivere una vita di merda, molto spesso. E di trascinare anche noi nelle sue dinamiche deleterie o nelle dinamiche deleterie che ha intorno e che però, evidentemente, gli sono sufficientemente sopportabili, perché altrimenti, qualcosa dentro, urlerebbe NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
    Una persona che ti ama, che ti ama in un modo sano, che riesce a provare per te empatia, che ha un concetto democratico dell’amore, non ti chiederà MAI nè in modo diretto nè indiretto (spesso il peggiore?) di volerti meno bene di quanto ne vuoi a lui
    Non sto parlando dei piccoli egoismi quotidiani. Non stiamo parlando del: ti prego, so che adori il calcio, ma potresti passare una sera con me? E’ chiaro che tutti possiamo essere un po’ troppo egoisti nel volerci bene e che se ci relazioniamo con gli altri esistono dei piccoli aggiustamenti, compromessi. Ma quando si va a sfondare il nucleo dell’autostima, dell’autoconservazione, dell’identità base, della salute fisica allora è tutta un’altra storia. Estremizzando o sei di fronte a qualcuno che per sentirsi amato e centrale ha bisogno di vedere un altro rinunciare a se stesso oppure sei semplicemente di fronte a qualcuno che è troppo egoista ed autoreferenziale per rendersi conto dei costi per un altro della perdita di autostima e equilibrio. li perdi? arrangiati.
    Se c’è un concetto che tanto spesso ricorre nel forum è: ho rinunciato a me stesso per amore suo e lui/lei non (mi) vede.
    Forse se per lui hai dovuto rinunciare a te stesso o sei tu (generico) che hai un concetto speudoromantico dell’amore o non ti vedeva neanche prima.
    WARR: d’accordissimo con Touzalin. Non è detto che si nasca o muoia soli. Ma comunque sia noi siamo, anche fisicamente, il mezzo con cui attraversiamo la vita. Se lo trascuriamo e maltrattiamo i cocci sono nostri

  • 9594
    ANNA2010 -

    Si, Lunina bella, siamo noi a chiudere i nostri cerchi: in effetti, i miei cerchi, intendo quelli cui mi riferivo ieri, sono cerchi assolutamente personali. Mie quadrature interiori in cui, pare brutto dirlo cosi ma e’ solo per spiegare, “l’ altro” e’ solo un “figurante”. Non e’ lui a chiudere. Chiudo io, se riesco e quando riesco. Per ora, anni 36, la vita e’ stata di una generosita’ stupenda ed io ho chiuso tutto. Roba rimasta aperta anche 15/20 anni, si e’ chiusa come per una magia a partire da un due/anni fa in poi. Sono qui, oggi, tutte le persone piu’ importanti del mio passato. Sono persone cui posso dire quel che voglio, quando voglio. Sono tutti rapporti puliti, piu’ vicini o piu’ lontani ma definiti con sincerita’. Al mio ex, quello che mi ha portato qui 5 anni fa, potrei telefonare anche ora e dire; “ciao, mi prepari il divano, vengo da voi tre giorni”. La sua compagna so che ne sarebbe felice e finalmente vedrei suo figlio dal vivo. Io e lei, la LEI che si e’ innamorata di lui, che e’ rimasta casualmente incinta durante un banale tradimento, la lei che mi ha tolto tutto in factis e in 5 minuti e’ ora una mia “praticamenteamica”…parlo piu’ con lei che con lui con cui, cmq, non ho alcun problema, se non fosse che lo vedo per quell’ adorabile idiota che probabilmente e’ stato anche per tutti gli 11 anni insieme a me ;-). La mia piu’ cara amica dei tempi del liceo, quella con cui ho diviso i pani ed i pesci e che ho perso molto malamente per cause svariate e sfortunate della vita e’ di nuovo LA MIA AMICA. Le sue figlie mi saltano al collo ogni volta che entro in casa e lei e’ di nuovo LEI per me. Il mio ex ex ex ( ussignur ), quello dei primi anni dell’ universita’, quello per cui scappai dalla nostra citta’ di studi causa troppo dolore, e’ il mio compagno di merende di oggi, vacanze insieme a Natale e pranzetti insieme alla domenica, visto che il suo percorso sentimentale non e’ andato meglio del mio e se ne ride ( e piange ) volentieri con lo stesso vinello davanti…Questi sono i tre casi clou, quelli belli, ma ne avrei molti altri in tono minore da raccontare. Non tutti sono finiti come avrei sognato e cioe’ bene. Alcuni sono semplicemente FINITI. Dopo il silenzio e la delusione, da qualcuno non ho voluto piu’ nulla di nulla, ho sentito che quella gente non valeva PER ME e sono felice che non sia nella mia vita a nessun titolo. L’ aspetto stupefacente del mio passato e’ che non ho un “chissa’ se…” alle mie spalle. Sono fortunata, lo so, lo so, lo so! E’ successo tutto “per caso” ( ed io al caso credo pochissimo ). Diciamo che e’ andata cosi’ attraverso eventi e combinazioni e concatenazioni scritte per buona parte dalla Vita. Non ve le dettaglio perche’ sono quasi trame da film fantasy, pero’ e’ andata cosi’ davvero. Non ho mai chiuso il cuore, quando mi si e’ presentata l’ occasione. Sono restata a vedere e a sentire e poi e’ stato lui a scegliere e a sapere….segue

  • 9595
    ANNA2010 -

    Ora, in questo ultimo enorme dolore e’ un po’ diverso, me ne rendo conto…Qui il tempo non e’ passato a sufficienza ed il cerchio e’ di un altro tipo. E’ un cerchio che con quel pezzo mancante brucia ancora come un grill a 240°C. Per me non e’ nemmeno tempo che si chiuda, se proprio devo dirla tutta. Mi sembra uno “trascico” di un passato troppo recente, ancora vivo nel bene e nel male e che deve ancora compiersi, piu’ che un cerchio che si possa chiudere. Credo che questo cerchio SE mai si chiudera’, sara’ anche lui tra anni e anni. Questa e’ forse una coda, pezzettini che servono a me per finire il puzzle. Se poi finira’ nella camera da letto o in cantina, beh, temo che lo sapro’ solo tra tempo e tempo…
    EMANUELA: per te un appunto speciale. Quello degli undici anni aveva una madre come quella del tuo e, se l’ ho chiamato “adorabile idiota” puoi immaginare perche’….quella donna ha prima rovinato lui e tutti i suoi fratelli e poi ammorbato me per quanto ha potuto ( in gloria di Dio, viveva ben lontana da noi ). Sai quando e’ “capitato” il deprecabile tradimento del mio ex? L’ anno in cui io mi immolai all’ amore e accettai di costruire casa nella sua citta’, vicino alla veneranda madre e lontanissimo da casa mia. Il caso (uhm….), il Fato, lei, non si sa, ma quel che io invece so e’ che dovrei ringraziare il cielo ogni 60 secondi per l’ essermi liberata di quella famiglia e delle loro dinamiche. Mi ha liberata lui con il suo comportamento, per fortuna, senno’ io MAGARI sarei ancora la’ a farmi avvilire e giudicare. Un giorno ringrazierai anche tu, anche se ti pare impossibile. Ah, lui con la madre non parla piu’, se non a monosillabi e se la sua compagna e’ stata cosi’ votata allo scambio di parole con me, c’e’ anche per questo una ragione…

  • 9596
    Sam -

    LUNA: sono due settimane che mi ha lasciato..ho provato a tel 2 volte..non ha risposto e ahi 3 msg ha risposto una sola volta..ci siamo incorciati sulle scale..sono passata a prendere alcune delle mie cose…(che comunque dovrò riprendere del tutto) ma un iceberg sarebbe stato + caloroso.
    Il messaggio è chiaro Ti amavo Non ti amo +…la cosa peggiore è che ho cessato di esistere per lui…
    Le amiche ci sono 2 sere sono uscite, ma il giro è ristretto e altri single non ce n’erano neanche prima…
    Inoltre si deve aggiungere che sono anche senza lavoro…certo lo sto cercando..ma non è che salta fuori oggi stesso..anche se vorrei.
    Mi rendo conto che avevo progettato la mia vita con lui..e ora mi sento persa…so che devo reagire…ma faccio fatica…e mi pesa il fatto di non aver amiche con cui vedermi…uscire..e perchè no..cercare di ridere…e sinceramente uscire con uomini…(oltre non aver tutta sta voglia) non porta che ad un tentaivo loro di provarci..
    Come avere delle amiche (ahimè nuove) per uscire?

  • 9597
    Stramba -

    Ciao a tutti.
    Una domanda il mio ragazzo quando mi ha lasciato non mi ha dati grandi spiegazioni. Prima vivevamo nello stesso paese all’estero (non sono in Italia) poi lui è dovuto partire per un’altra destinazione.
    All’inizio ha detto che credeva in noi ecc. Ci siamo visti in Italia, poi è stato un po’ a casa dei suoi e mi scriveva mail piene di amore. Appena arrivato nel nuovo paese ed ha iniziato a lavorare, è sparito, freddo. Dovevo andare a trovarlo a maggio, ma poi mi ha lasciato.
    Improvvisamente ha detto che non ce la faceva con la distanza, e che era anche colpa mia perché non ero andata subito a trovarlo. Io credo sia una bugia. Infatti fino all’ultimo non si sapeva quando avrebbe iniziato a lavorare, io avevo provato a fissare delle ferie. Poi all’ultimo gli hanno detto di andare proprio quando avevo prenotato. Ovviamente non potevo piombare il giorno stesso che arrivava nel nuovo paese. Purtroppo ad aprile il mio capo non mi ha dato più ferie ed io avevo preso una marea di ferie a maggio solo per andare da lui. Ma lui ad aprile è sparito, ho dovuto faticare per riuscire a parlare con lui. Poi via skype ci siamo lasciati, dopo aver discusso, poi ci siamo scritti mail perché via telefono non avevamo risolto. Un incubo.
    Poi mi ha detto che voleva rimanere in contatto con me ma non come fidanzata perché per lui questa situazione era impossibile, e non se la sentiva di lottare per me. Io ho detto che no, non volevo più contatti se era finita.
    Solo che io non ho risolto, non ho capito cosa è successo, perché improvvisamente è sparito, se è vero che è perché credeva che non volessi andare, mi pare assurdo. Ha buttato su di me le colpe, forse per sentirsi meglio.
    Sento che se non riparlo con lui, per capire la verità, non riuscirò a superare tutto ciò. Non è risolta, io sono rimasta con dubbi atroci. Che devo fare?

  • 9598
    LUNA -

    SAM: dopo sole due settimane sarai nel pieno dello shock, anche con un senso di torpore. Uscire con uomini adesso, francamente (anche se ognuno fa quello che sente meglio per sè, ovviamente) non mi sembra una grande idea, e trovo che da questo punto di vista tu abbia un buon istinto interno che ti dice: non è quello di cui ho bisogno ora.
    Dopo due sole settimane alla fine di una convivenza e di una relazione importante e con tutto un tumulto interiore e il bisogno di fare chiarezza e di centrarti tu stessa… beh, forse uscire con un uomo per fare conoscenza ecc ti farebbe solo incasinare di più?
    Capisco invece molto bene il bisogno di un contatto sereno, accogliente, che non abbia rilevanze di “provamenti” e complicazioni, come quello della pura amicizia. E anche il bisogno di uscire per restare collegata… con il mondo (anche nel senso di non implodere solo nelle proprie emozioni e riflessioni negative) e mettere in circolo le energie.
    Noto in te, quindi, una buona capacità reattiva, cara SAM, che è di per sè un’ottima cosa. Attenta però che non diventi una fretta di cercare di sistemare tutto in un baleno, perché hai bisogno dei tuoi tempi, anche per rielaborare.
    @Mi rendo conto che avevo progettato la mia vita con lui..e ora mi sento persa…

    Mi sembra naturale che tu avessi progettato la tua vita con lui se c’era una relazione seria, e mi sembra altrettanto sacrosanto che tu ti senta persa. Ci sentiamo un po’ persi se scopriamo che c’è lo sciopero degli autobus e sappiamo dove siamo diretti, quindi figuriamoci se la nostra vita sembra cambiare completamente di colpo e sono passate solo due settimane. E tra l’altro la persona con cui avevamo fatto dei progetti ha l’atteggiamento che dici (che fa malissimo, ma almeno, se davvero è finita, non ti sta logorando con dei nonsense e dei limbi assurdi).

    SAM costruirai/ricostruirai la tua indipendenza, avrai nuovi progetti, conoscerai gente nuova, farai nuove esperienze. Magari non tra oggi e domani, ecco. Però se ti stai cercando un lavoro ti stai già mettendo in moto per trovarlo, e se ti chiedi come fare nuove amicizie vuol dire che sei aperta a farle. Non sono aspetti irrilevanti. Probabilmente ti verranno in mente anche possibilità che in questo momento non vedi o persone che hai perso di vista ma che magari, anche per caso, ti capiterà di recuperare il contatto.
    Se non hai un lavoro probabilmente non hai un grosso budget per iscriverti in palestra o a qualche iniziativa aggregante. Però nella tua città magari ce ne sono, a gratis, e che al di là del fatto aggregante (che può essere conseguente) possono rientrare nella sfera dei tuoi interessi.
    Un mio amico, dopo che si era lasciato con la ragazza, poiché ama i gatti è andato a fare il volontario in un gattile, per esempio.
    Ma siamo anche nella bella stagione, il che fa sì che in generale il mondo sia più vivace e sociale all’aria aperta e ci siano più occasioni per conoscere gente.
    Trovare in 5 minuti delle nuove amiche del cuore

  • 9599
    LUNA -

    ovviamente sarebbe una magia, nel senso che le affinità si scoprono e i rapporti e la complicità si costruiscono anche nel tempo, però personalmente ho fiducia per te nel fatto che puoi sicuramente trovare nuovi rapporti da coltivare se vedrai che un’affinità di base c’è.

    ANNINA: uh! dico uh perché come ti capisco e come mi ritrovo! Anch’io avrei da raccontare trame stile fantasy come te, in senso positivo, così come di… tagliatura di rami secchi 😀
    e capisco BENERRRRRIMOOOOOOOO quando dici: ci sono cose che con il tempo ci fanno dire “meno maleeeeeeeee! grazieeeeeeeeeeeeeee!” anche se all’inizio sembravano negative!
    Io ho questa da raccontare per esempio: quando stavo con il mio ex-ex-ex in giovanerrima età ed eravamo in crisi un giorno sono entrata in una chiesa e ho detto: signore, ti prego, fai che questa cosa finisca bene!
    Beh, che si creda in Dio o no, io con un sorriso penso sempre:
    la mia preghiera è stata ascoltata, perché è finita bene… cioè mi sono liberata di lui!!! se non fosse stato così sarebbe finita maleeeeeee. Non era quello che pensavo fosse il meglio in quel preciso istante (non razionalmente?) ma con il senno di poi non posso che ringraziare di averlo perso per strada!
    Eppure anche lì comunque ho chiuso il cerchio, assolutamente per una di quelle trame fantasilandie: anni dopo mi sono trovata nelle circostanze di ritrovarmelo davanti, di rispedirlo al mittente, ma anche, in un altro momento, di fare una bellissima chiacchierata con lui, in riva al mare, rilassata e tranquilla. Assolutamente casuale, lui non aveva cercato me, io non avevo cercato lui.
    Non che prima io volessi prenderlo a calci, ma quella chiacchierata rilassante e traquilla mi ha restituito comunque qualcosa. Mi ero sempre chiesta: ma uno come lui è mai stato capace di essere vero 5 minuti dico 5?
    e ci siamo mai conosciuti veramente pur passando del tempo insieme comunque con intensità?
    Io avevo risolto la mia questione dicendo Grazie Signore Grazie, e stavo bene nella mia vita, però mi era rimasta una cosa in sospeso. e me ne sono resa conto quel giorno in riva al mare, che non aveva nulla a che fare con un revival sentimentale o “chissà cosa sarebbe successo se…”. Me ne sono resa conto perché lui, e in quel momento era “vero”, a distanza di anni, mentre gli raccontavo delle cose, mi parlava come qualcuno che, comunque, mi aveva conosciuto. Mi diceva: beh, ma tu sei così e quindi… (non con supponenza, con famigliarità). Può sembrare una cazzata, ma per me fu bello. E anche il fatto di rendermi conto che lui, che per suo carattere e protezione fingeva di non ricordarsi niente neanche mentre viveva le cose, si ricordava anche piccole banalità che io avevo messo in soffitta. Con chi mi piace della sua famiglia sono ancora in contatto sereno. E con la sua ex moglie (colei che si intrufolò ai tempi della crisi) quando ci incontriamo chiacchieriamo sorridenti. Dopo un inizio ? ho sempre pensato che il destino per me aveva messo le cose a posto

  • 9600
    ANNA2010 -

    Anche io, nelle mie preghiere, memore dell’ esperienza 2006 in cui chiedevo al Signore di “far andare tutto bene” ma, in pratica, chiedevo lui perche’ per me il bene era SOLO LUI( e preciso, prima di sapere del tradimento, etc, etc), ho modificato il mio dialogo con il cielo e, pronunciando in silenzio le stesse parole, do’ loro ben altro significato. Chiedo una cosa ben piu’ grande per me e per la mia vita ed e’ una preghiera molto simile a “ti prego, fai che vada tutto come e’ giusto che vada” .La mia supplica e’ che piu’ che altro che “nell’ andare” ci sia per me pace, intesa non come assenza di conflitto ma come serenita’. Vorrei sentirmi serena. Ecco. Piu’ di tutto il resto, a me manca la mia serenita’ interiore. Non sono i problemi intorno che mi turbano, ma la mia irrequiezza profonda. Starei nello stesso modo in cui sto anche alle Seychelles fronte oceano con 15 servitori ad occuparsi di me. E’ dentro il male. Fuori e’ solo un contorno che magari non aiuta ma nemmeno che genera.

    “Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume. Immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.”
    E’ un pezzo di Oceano Mare di Baricco. Esprime bene quel che io vorrei per me, ora. Non mi interessa poi tanto quale mare mi aspetti, non mi fa paura, avrei solo bisogno che la strada per arrivarci fosse dolce. Ma so che quella strada e’ roba mia. La devo fare io. E credo che anche Baricco usi un paradosso quando definisce “bello” se ci fosse qualcuno che lo potesse fare per noi, cioe’ al posto nostro.
    Si, sarebbe bello, peccato che non sia possibile.
    Auguro per noi tutti la miglior strada per arrivare al mare che ci aspetta. Cerchiamo davvero di volerci bene da soli e di rispettarci nei nostri bisogni e desideri. Non facciamoci ferire fino al midollo da cio’ che non ci appartiene piu’. E’ passato. Noi siamo qui, ora, adesso e ogni giorno e’ un NOSTRO giorno. Ricordiamolo. Io me lo dimentico ancora troppo, troppo, troppo…

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