La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao….Scusa se mi permetto ANNA,ma te stai ancora “aspettando”?!
NICK: ciao, grazie per le parole che hai riportato. No, non sei stato confusionario nell’esprimerti 🙂
Sai, forse in un altro momento avresti potuto non provare una forte attrazione o una forte emozione con una persona specifica, ma (nostalgia e confronti a parte), pure se eri stato bene a chiacchierare ecc, e non per questo vedere in ciò un sintomo… Intendo dire che spesso è proprio il fatto di… pretendere, forse, di provare una serie di cose per dimostrarci quanto siamo guariti che ci fa stare così come dici. Quando siamo semplicemente liberi accogliamo le cose, o anche le rifiutiamo, quando vogliamo dimenticare spesso ci domandiamo anche troppo quanto siamo in grado di essere come abbiamo saputo essere (siamo, perché il Nick di cui hai nostalgia, oltre a lei, sei pur sempre tu).
Non so se riesco a spiegarmi bene: sì, può essere che tu non sia ancora pronto e non c’è niente di male in questo. d’altra parte se in una situazione cerchiamo una conferma quando siamo in via di guarigione e la persona che abbiamo davanti non ci prende abbastanza, rischiamo oltre alla naturale nostalgia per delle emozioni che abbiamo provato (anche di noi stessi) di avvilirci di più. In questo senso allora forse tra non restare prigionieri del passato e vivere il presente, ma anche darsi il giusto tempo per sintonizzarsi bene su di sè ecc c’è una differenza.
AMBROGIO: persino i cambiamenti voluti producono stress, per dire una promozione, un trasferimento… come potrebbe un distacco non produrre stress? sopratutto per come si è svolto il tuo?
al di là di una maggiore o minore predisposizione alla depressione da distacco mi sembra assolutamente umano e normale che tu abbia bisogno di riassestarti. Certo, forse lavorare un po’ per “uscirne fuori” non può farti che bene, mentre indugiare in ciò che ti chiude (non verso nuove donne, ma troppo in te stesso, in certe elucubrazioni, ad esempio) ti implode di più.
Però hai avuto davvero un periodo emotivamente pesante, anche per il lutto, e quindi mi sembra naturale che tu ora possa avere una fase più down o introversa. Non dico di sottovalutarla, ovviamente, ma mi sembra anche naturale che tu possa stare male.
ANNINA: ciao stellina 🙂 ti ho letto già giorni fa, ero sempre di corsa, ma non è solo per questo che non ti ho risposto. Non è stato facile per te tirare fuori quelle parole e mi domandavo: davvero vuole sentire cosa ne penso? forse no, probabilmente aveva solo bisogno di esternare, e dicendo potrei fare danni.
Quindi ora io dico delle cose, ma non leggerle se non vuoi, perché c’è di mezzo anche il fatto che io, io che non c’entro, sono arrabbiata con lui (il tuo lui) perché non c’è stato quando eri su e giù per gli ospedali. No, ecco, forse non è corretto dire che sono arrabbiata con lui. Capisco che ha fatto quello che in quel momento poteva fare e sentiva evidentemente giusto fare. Ma rimane il fatto che non c’era e io so che questo ti ha dato dolore. O forse so cosa significa quando oltre ad un dolore
e una preoccupazione abbiamo anche un in più che in realtà è un meno, ma un meno che pesa, molto. Così, andando in empatia con te, forse sono proiettiva. E non è giusto che io ti carichi, seppure per empatia e affetto, di una mia “proiezione”. Perché io avrei voluto che tu fossi più sostenuta, confortata, da una reale presenza, che tu quel bene lo sentissi anche tra i corridoi dell’ospedale. che tu potessi dire: io provo questo. e perché seppure può avere avuto problemi e rimpianti, e non lo giudico perché ha cercato di fare quello che poteva in un grande caos, tutto il bene che può volerti non ti ha raggiunta concretamente quando tu ne avevi bisogno. E ci sono dei momenti nella vita in cui, stringi stringi, il fatto di esserci o no e come si è o come non si è fa una profonda differenza. Mi ripeto, quest’uomo deve avere le sue belle confusioni se (ma forse ho capito male) ha pensato che avrebbe fatto un favore ad un bambino che voleva stare con voi ricomponendo una situazione… ripeto, Anna, io non c’ero e non ci sono, nella sua testa, nella tua, in quella di tutti i protagonisti di questa storia, non conosco le reali motivazioni interiori (quelle che si è dato, comunque, pure soggettive che fossero) per cui lui ha pensato che fosse meglio così e fosse meglio anche essere indiretto. Di cosa ha avuto paura. Cosa ha cercato di rimediare. Se ha cercato di rimediare a dei suoi sensi di colpa, suoi indotti, quali paure sue dicendo: lo faccio per mio figlio, magari seguendo uno schema invece che guardare realmente negli occhi suoi figlio… e perché abbia scelto di non essere veramente diretto con te… io non lo so. e penso che quello che tu provi e la versione che tu ne dai nel tuo cuore è quella giusta per te. quella che troverai. che anche lo stare nei suoi panni non sia stato facile e non lo sia. Però penso anche che spero che tu abbia vicino in futuro (chiunque egli sia, lui o la persona che farà la differenza quando tu ti sarai ritrovata e mi pare naturale tutto quello che dici sul fatto che ora pronta non sei, e questa mi sembra una tua maturità e sensibilità) una persona che sappia essere per te quello che tu sai essere per chi ami. Una volta, mentre la mia autosufficienza e indipendenza mi permetteva comunque di stare a galla nel periodo in cui in realtà sarebbe bastato così poco a mandarmi in pezzi, e mi tenevo la faccia fuori dall’acqua, e giustificavo il fatto che siamo tutti umani e che ci possono essere mille ragioni per cui le persone possono non esserci e non è che possiamo pretendere… beh, una mia amica mi ha detto: sì, ok, ma ci si sposa per qualcosa.
Ove con questa frase lei non parlava ovviamente di cose utilitaristiche, e per sposarsi intendeva essere insieme. parlava d’altro, e l’ho capito così bene cosa intendeva che non ha avuto bisogno di spiegare. Sono rimasta zitta, e ho pensato che, stringi stringi, aveva ragione. anche se forse non so spiegarti a parole perché. E ti chiedo anche scusa per questo mio post.
tvb!
Cara ANNA, eccomi torno anche io a scrivere, ogni tanto passo, leggo, ma stavolta mi soffermo a dire la mia. Mi sento più vicina a voi che avete più o meno avuto i miei stessi tempi di abbandono… e che ora affrontate la ripresa. Per cui quando vedo un commento di un nick conosciuto mi soffermo a leggere con più attenzione.
Care ANNA e LUNA (ovviamente) un anno e mezzo per me è passato, tanta acqua sotto i ponti. Sto cercando di essere una persona migliore, ho fatto un lavoro su me stessa che sta dando i suoi frutti anche se ancora non è finito. Ho ancora le mie giornate NO da affrontare più o meno da sola, ma credo sia normale. Lui si è fatto risentire ma io avevo bisogno di una spallata alla porta in un unico e solo atto di forza per poter di nuovo pensare FORSE ad un noi. Invece ci sono stati solo tanti piccoli colpi di qualcuno che bussava. Ci ho parlato attraverso la porta chiusa mi ha chiesto “Se non avessi fatto quello che ho fatto allora forse ora non saresti una persona migliore?”. Già ma forse avrei voluto scegliere… oppure magari c’era un altro modo, non ha più importanza, ha bisogno di qualcuno che gli dica che ha fatto bene a fare quello che ha fatto per la paura di aver perso qualcosa di importante, di aver preso la decisione sbagliata. Poi i colpi sono diventati così fiochi da scomparire alle mie orecchie.
Cara ANNA a proposito di orecchie, se avessi incontrato qualcuno disposto a portarmi l’acqua con le orecchie non so se me lo sarei lasciato scappare, ma capisco anche CHIARAMENTE il tuo discorso nel non sentirti pronta. Tante volte mi sono detta ora sono pronta, ora sono pronta e poi pronta non ero perché dovevo fare ancora un passo avanti, da sola, per me stessa. Il vostro era amore ed amore è, tu dici. Va bene però nulla ti vieta di portarlo con te ed andare avanti. Certi amori non finiscono (dice una canzone) ma non sempre ritornano. ANNA hai affrontato una situazione molto difficile e complicata per tutto quello che hai raccontato. Lui però ha fatto una scelta per ragioni sue anche se condizionate da mille situazioni esterne e nel momento del TUO bisogno non c’è stato. Come dice l’amica di LUNA ” ma ci si sposa per qualcosa” punto. E infatti c’è poco da aggiungere. Ripeto, come mi ha detto una volta LUNA “non ho più tempo per confusioni varie”. Qui c’è di mezzo un bimbo e non vorrei permettermi… ma se non c’è, allora non c’è e basta.
Cerca di stare bene ANNA, un abbraccio virtuale a te, a LUNA e a tutti quelli del sito.
Lunina, mi hai fatto piangere…hai ragione, su tutto, come sempre ed io lo so come lo sai tu…non ognio strappo si ricuce, amore o no. Ed io questi mesi dalla mia testa e dal mio cuore non li potrei mai cancellare. Lui non c’era e non c’era perche’, nell’ abbandonarmi li’ in questa nostra terza citta’ ( a meta’ tra dove lavoro io e dove lavora lui e vive il bambino ), ci voleva riprovare davvero a ricostruire l’ happy family cosi’ avrebbe finito di sentirsi, dentro all’ anima, l’ egoista che per essere felice lui, aveva reso infelice suo figlio. Questo e’ stato il quid. Sentiva quel bisogno ma non desiderava tornare indietro. Alla fine, cosi’ e’ andata lo stesso perche’ da “la’” e per “la’” intendo la “base di partenza” il gioco si faceva via via piu’ pesantino, sempre piu’, con bassezze che mi viene il vomito se ci penso. L’ ha fatto sentire uno schifo, lei. E questo e’ bruttissimo e cosi’ lo giudico non a priori ma solo a posteriori, dato che so da chi proviene e le modalita’. Io ho anche rispettato il distacco perche’, per me, il gesto della “ricomposizione” per quanto lievemente ( !!!!! ) tardivo e, ammetto, anche impossibile ( sempre secondo me, eh ), e’ apparso come la piu’ lacerante delle ferite infertemi nella vita ma anche un gesto d’ amore verso chi giustamente conta piu’ di me ( e ci mancherebbe ). Detto questo, torniamo alla pratica e cioe’ all’ oggi. Lui e’ la’ nell’ “happy family” ( happy quanto me ) ed io sono qui, sola a casa mia. I sentimenti ormai poco contano. Cosa rifacciamo? lo stesso film tragico di tre anni fa con scenate, avvocati e tutto il parterre? Cosa facciamo? ridiciamo al bambino che, peraltro, ormai capisce e si fa domande: “scusa papa’ se ne va ( di nuovo)” ? Oppure no, facciamo meglio! facciamo un film di serie B ed io faccio l’ amante dopo che per quel ruolo ero gia’ stata scartata a priori da subito, convincendoci che la vita che non va come uno vorrebbe? Qui siamo sul NO WAY. Ci siamo dati tutto e mai altro uomo ha saputo darmi quanto mi ha dato lui, su tutti i piani e livelli. Non sono mai stata sola, ovvero non mi sono mai sentita sola, finche’ siamo stati due. Questo lo ricordo bene e credo che anche lui possa dire la stessa cosa ( tolgo il “credo”, lo dice e basta ed e’ la pura verita’ ). Adesso pero’ le nostre tristezze sono diverse…le uniche cose uguali che ci restano sono i vuoti ma purtroppo non ce lo possiamo reciprocamente riempire. Per affrontare quel che abbiamo affrontato noi, ci va una forza che assicuro essere grande. L’ avevamo, l’ abbiamo avuta, almeno fino ad un certo punto. Adesso nessuno ce l’ ha piu’ e lo sappiamo tutti e due. Io ho passato un anno INFERNALE e i segni sono ovunque. Questi segni non e’ che mi cambino, io sono sempre io, in fondo, e per me lui e’ sempre lui. Il “noi” pero’, purtroppo, e’ defunto. Io capisco, perdono, amo anche lo stesso mio malgrado, penso sempre a lui ma e’ cosi’ perche’ non c’e’. Se ci fosse, noi non saremmo piu’ la stessa cosa. Semplicemente.
Troppo segnati, macchiati, delusi, feriti, ognuno per ragioni sue. Quel “noi” quello di prima era un qualcosa per cui valeva la pena. Questo “noi” ipotetico e’, o sarebbe, il “noi” dei disperati e allora tantovale sputar sangue altrove. Lui nella sua famiglia ed io in questa vita che ricorda il verso ” e’ il mio cuore il paese piu’ straziato”….
Cosi’, Raffi, credo di aver risposto anche alla tua domanda. Non aspetto niente. Forse ho aspettato, senza volerlo, queste sue verita’ perche’ qualcosa di troppo diverso mi avrebbe obbligato a dirmi “ok. Allora lui non e’ nemmeno quel che ti e’ sembrato.” E’ un falso, e’ un bambino, un immaturo, un pazzo perche’ non puoi arrivare a sentire certe emozioni e sentimenti ( in brutto ) e poi passare sopra un po’ di brillantante per rimettere tutto a posto. Lo fai solo se sei un dissociato maniaco e lui non mi e’ mai sembrato questo. Al massimo un fragile, malato di quella fragilita’ che ti fa anche mentire per tirare meglio a campare per X tempo che rubi alla tua stessa vita.
Non scusarti, amica cara, per le tue parole. Sono le mie emozioni, sono anche la mia verita’. Non l’ unica, questo purtroppo no, senno’ starei meglio, ma certo una da cui so di non poter prescindere. E la consapevolezza non basta ma e’ utile. Ai pointbreak in amore, io credo. Non e’ vero che tutto si supera. Tutto si supera INSIEME, se non ci si lascia mai la mano. Se te la lasci, poi, la mano che trovi non e’ piu’ quella che hai lasciato…Troppo cruda? cinica? non lo so, ora come ora non lo so giudicare come sono, so solo che quello che avrei fatto un anno fa per noi/lui, ora non lo farei piu’ e non ho un perche’…so solo che non mento quando dico che e’ cosi’. Tutto fermo il resto, confermo quanto sopra 🙂
T.v.b. anche io, Lunina. Bacio
Cara LUNA E ANNA,non so cosa dire,mi trovo senza parole.Sarà che in questi mesi ho parlato così tanto,pensato così tanto che ora avrei bisogno di un pò di pace.Avrei bisogno di me e basta.Mi sono accorto però che non mi basto più.Mi sono impegnato,mi sto ancora impegnando,ho cambiato molte cose della mia vita.Ma non mi basta più;lo sento,lo avverto dentro.
E CI STO MALE,perchè penso che non sia giusto,ma purtroppo è la realtà dei fatti.E anche se cerco di cambiarne i confini,la sostanza rimane sempre la stessa.
Mi ritrovo molto nelle tue parole Anna,sono sbagliato però:Sono troppo idealista,e sai che fine fanno gli idealisti?Si schiantano contro il muro e rimangono lì…
Io pensavo(e forse lo penso ancora,nonostante tutto)che l’amore,quello vero potesse superare tutto,che mettendo tutte le proprie forze su un “sogno” quello si avverasse.
Mi chiedo: “Cosa mi succederà,se tutto quello in cui credo,si frantumasse contro la realtà?Se tutte le mie forze non saranno state sufficienti?Che ne sarà della persona che sono?!Cosa dirò a me stesso?
Mi direte…è la vita Raffi….Io voglio la vita che voglio(Scusate il gioco di parole),non voglio disilludermi,non voglio un film di serie B,Io voglio i miei sogni.Parlo come un ragazzo di 15 anni,ma ho sempre vissuto con questo spirito,non mi sono ancora schiantato contro nessun muro.Che sia arrivata la mia ora?Che sia arrivata l’ora di diventare “grandi”(in senso dispregiativo)….?!Perchè come ho letto da qualche parte “Se vale la pena rischiare,io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore”
Ho capito però in questi giorni,che sono solo.Solo ad affrontare questa “mia” battaglia,non parlo più ai miei amici di Lei,non ne vogliono più sentir parlare.Non capiscono che questa cosa va al di là di un semplice abbandono,si tratta della Mia vita.Non vi nego che sia dura,ho momenti di sconforto e momenti di euforia.Forse non sto bene,o forse si.Mi dovrei porre meno domande.Ma ci credo così tanto,che sembro “matto” alle volte.Devo contare solo sulle mie forze,eh va be…godiamoci intanto questa serata sul divano…
Un abbraccio a tutti…con affetto,vero.
Buona sera ragazzi non scrivo da diversi giorni poichè il mio stato d’animo è veramente sotto i piedi da venerdì scorso dopo averla incontrata e guardondola negli occhi ho capito che da parte sua non c’è più amore e credetimi non è affatto bello capire che quella donna non sarà mai più tua.Mi dicevano sempre non esitare a essere te stesso perché alla fine potresti ferire chi ti vuole bene, non aprire la bocca tanto per parlare di fronte puoi avere una persona che crede a quello che dici, non credere mai ad una persona innamorata la vedi diversa e migliore solo perché è innamorata.
Credo e ho sempre creduto a tutto questo ma non so il perché ancora alla mia età ci rimango ancora male. Mi accorgo quanto possa conoscere così poco la mia persona e nello stesso tempo quanto possa conoscere così tanto la sua, preannunciavo dentro di me qualunque sua risposta alle mie domande era come se mi facessi un monologo sapevo tutte le sue risposte prima ancor che aprisse la bocca. Sò perfettamente che passerà prima o poi questo dolore insistente che ho dentro ma dovrò cancellarla definitivamente se vorrò riprendermi se vorrò andare avanti, Lei una persona speciale che mi ha dato tanto e che comunque alla fine ha combattuto con se stessa per questo rapporto che da qualche tempo non sentiva più suo ed io lo avevo anche intuito ma avevo paura di affrontare qualunque dialogo a riguardo proprio per la paura di una rottura che comunque alla fine è arrivata ugualmente. Mi rimarrà il suo ricordo magnifico quelli non potremo mai cancellarli anche se volessimo Vi abbraccio
Purtroppo ci sono ancora… Vi leggo e leggo nelle vostre parole le stesse che anche io scriverei… Dopo 3 mesi a picchiare la testa contro un muro comincio ad essere stanca : non vedo incrinature nel muro e comincia a farmi male la testa… Sto preparandomi ad andarmene, sto concludendo i lavori che dovevo e ho quasi finito la borsa con quei 4 stracci che IO mi sono comprata. Da lui NON VOGLIO PIU’ NULLA, della NOSTRA vita non voglio che mi resti nulla perchè è già dura portarsi nel cuore dei ricordi meravigliosi che non hanno più ragione di essere.
Vi voglio bene e Vi auguro ogni bene ! Come ho già scritto tempo fa : tenete duro almeno voi , siate più coraggiosi di me , abbiate voglia di vedere cosa vi riserva il futuro perchè ve lo meritate , perchè ce lo meritiamo … anche se io NON HO VOGLIA !
raffino, vado di corsa, anche oggi, tanto per cambiare. Ma secondo te io non sono idealista? sarei la regina degli idealisti, se avessero un regno. Io credo all’ Amore. Ci credo sconfinatamente. Mi sono fatta ammorbare la vita da questo sentimento stupendo e, se non avessi fatto scelte per Amore, nel passato, oggi non sarei quella che sono. Non mi sarei laureata nella disciplina in cui mi sono laureata, non farei il lavoro che faccio e non vivrei dove vivo, con ogni probabilita’. Scelsi tutto per Amore del mio ex ex. E mi piace, per carita’, ma comunque scelsi pensando anche a lui e a noi ( santo cielo a pensarci mi sembra passato un millennio ). L’ Amore pero’ in cui credo io, e’, o perlomeno potrebbe essere, quando si e’ in due a cacciare l’ anima nel proteggerlo e difenderlo e nutrirlo. Non esiste la frantumazione del “noi”. “Noi” siamo a prescindere. Un due che non si divide con nulla. Ed io, potessi essere colpita da un fulmine se dico una bugia, CI CREDO DAVVERO. Forse proprio per questo, forse perche’ quell’ Amore l’ ho anche sentito nel mio cuore, non mi illudo sul resto. Preferisco illudermi su di “lui”. “Lui” che esiste ma che ora, qui, non c’e’ piu’. Scappo ragazzi. Giornata lavorativamente complessa…bacio
DARIK: ciao cara! Si fa bene a spostarsi quando la testa duole battendo contro il muro. E’ sano anche se fa male, e ci vuole tanto coraggio. La voglia verrà, piano piano. Un grande abbraccio!
ANNA: ciao stellina! tvtb
RAFFI: anch’io sono idealista, e sono contenta comunque di essere rimasta me. Anche quando mi dico che non è vero poi mi accorgo che alla fine sto meglio ad essere me stessa (o forse, anche, semplicemente, non riesco ad essere altro. perché farebbe male a me).
Come dice ANNA essere, credere, vuol dire tante cose, non riguarda solo l’amore o forse significa mettere l’amore in quello che si fa, che sia il lavoro, che siano gli affetti famigliari, che sia il modo di stare con gli amici, il salvare un gattino dalla strada…
Le persone che stanno meglio “da grandi” sono quelle che conservano dentro anche una certa capacità di sogno e meraviglia, su questo non ho dubbi. Ma crescere significa un po’ anche imparare ad andare contro le false idee e le frasi fatte, scusa la mia franchezza.
“Se vale la pena rischiare,io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore” è una frase anche pericolosa. E sai perché? innanzitutto perché capire per cosa realmente si sta rischiando e cosa è fondamentale. perchè c’è una bella differenza tra rischiare per costruire e rischiare andando in autodistruzione o non vedere la realtà e cioè che l’idealismo può essere il proprio motore, un proprio sguardo di sè rispetto alla vita, ma non può controllare i sentimenti o le emozioni degli altri per farli entrare nel nostro film. In amore un film si gira in due, sempre. E l’idealismo non è un copione nè un’assicurazione. Tu hai tutto il diritto di pensare che non vuoi che la tua vita sia un film di serie B, e capire cos’è per te stare bene o no è fondamentale. Perché molte persone non si concedono il diritto, e ci stanno in situazioni anche di serie Z, senza osare chiedersi di più mentre per reggere la serie Z si chiedono moltissimo, invece, troppo.
Io sono stata nel mio frullatore e mi ritrovo dopo molti anni a dirmi che alla fine non sono diversa, in ciò che per me è bello, pulito, che mi somiglia, che sogno, da ciò che sentivo una volta. Di base io sono ancora io. Mi rincuora perché mi rendo conto che non era sbagliato quello che pensavo di volere e di cui pensavo di poter darmi il diritto. Il discorso è, paradossalmente, che quando sbattevo la testa contro il muro stavo andando proprio contro quel mio modo di essere e i miei desideri ecc, mentre mi dicevo che se sbattevo la testa era proprio perché io sapevo tener fede ai miei sogni ed ero risposta a rischiare non solo il cuore, ma tutto. Qual è la differenza? Provo a spiegarla banalmente così, e non so se ci riesco: quando avevo 18 anni avevo un fidanzato che lavorava lontano. Per me pensare che io mi sarei organizzata per vederci, che avrei preso dei treni per raggiungerlo come lui si faceva in quattro per vedere me era stato istintivo e naturale. I miei erano piuttosto severi da questo
@LUNA. ” In questo senso allora forse tra non restare prigionieri del passato e vivere il presente, ma anche darsi il giusto tempo per sintonizzarsi bene su di sè ecc c’è una differenza”… quanto é vero questo che dici… E’ proprio vero… inoltre pensavo che riprendere un discorso con una ex, ti lascia sempre quella sensazione di cosa incollata, appezzottata che ti depriva di quel senso di fresco e nuovo…
punto di vista. Se avessi lasciato le cose come stavano non avrei mai preso quei treni per stare via due giorni. Non era nella loro mentalità in quel momento. Allora io ho dovuto fare di testa mia, ho sfidato le loro idee, ho rischiato. Ma ho rischiato per una persona che mi aspettava quando scendevo dal treno e che prendeva dei treni per me.
Ho fatto una cosa adulta per i miei sogni, che in realtà non avevano età ed erano, se vuoi, anche idealisti. Per amore io posso anche farmi in due giorni dieci ore di treno. Ma dipende per andare verso chi e cosa. e dipende se il progetto è comune. se la lunghezza d’onda è la stessa. Un giorno avevamo litigato la sera prima e si è trovato me davanti il lavoro. perché io durante la notte non avevo dormito, non volevo che quella tensione restasse, così ho preso due treni, un autobus, sono scesa dall’autobus e gli ho detto: “allora, stavamo dicendo?”. E lui si è illuminato per la sorpresa. Ma c’era, capisci?
Allo stesso modo, tempo dopo, quando quella reciprocità non c’era più, o meglio io non la sentivo. e in effetti non c’era, perché sua madre ci aveva reso la vita impossibile (ecco una cosa che andava contro i miei sogni, anche se io avevo cercato, concretamente, di combattere contro questo problema, e lui anche) un giorno lui mi ha aspettato alla stazione e io non sono arrivata. Glielo avevo detto: non verrò. E la mia non era una ripicca, un posa. Era che ero sempre io, ma che non volevo sbattere la testa contro il muro. eppure quella resta una storia a cui vogliamo bene, perché sappiamo che per quanto abbiamo fatto errori ci siamo voluti bene e abbiamo fatto davvero il possibile che potevamo allora.
In seguito, metaforicamente, con un’altra persona, forse anche perché mi ero chiesta se ne avevo presi abbastanza nella storia prima (avevo lasciato io, ma ciò non significa che la fine di una storia non causi dolore, e comunque io avevo sofferto vedendola deteriorata dall’esterno… anche se continuo a pensare che se non il modo in cui ho lasciato, e stato sano il fatto di rendermi conto di alcune cose che mi davano REALE malessere) io ho preso troppi treni con lo stesso spirito ma trovandomi da sola quando scendevo alla stazione. no, non è stato sempre così, ma quando è stato così io non mi sono concessa il diritto di vedere la differenza, tra quello che sentiamo giusto per noi e quello che è. se io avessi smesso di prendere dei treni a vuoto, non perché era venuto meno il mio idealismo o il mio amore, ma perché so quanto è giusto e sano non solo aspettare ma anche sentirsi attesi, il vero tentativo di incontro, sarei stata più me stessa di come sono stata. Perché è vero che ho combattuto e rischiato molto nel nome delle cose in cui credo, ma è vero anche che stavo combattendo e rischiando nel modo sbagliato. Forse anche perché volevo che la realtà a tutti i costi rassicurasse i miei sogni, a cui tenevo, ma non mi concedevo io di coltivare per me quello che realmente sentivo sano.
Che bello leggere tanta gente afflitta o che è stata afflitta come me…
E mentre noi siamo qui a scrivere,quegli infami se la ridono…oppure partecipano a una Comunione :)))))
Mollata il 4 maggio da una str…eh si,purtroppo sono lesbica!
L’amore o presunto tale gira allo stesso modo x tutti.
Mollata perchè…volete leggere le motivazioni?
Pronti x le risate?
1 Voglio star sola
2 Non mi manchi più
3 Non ho più bisogno di te
4 L’amore c’è ma non è di quell’amore che serve in una coppia
5 Non è colpa tua (qualcuno me la spiega x favore?)
La rivelazione è uscita fuori su mia richiesta,perchè aveva comportamenti strani,e sono stata io tartassandola di domande,ad arrivare a questo punto.
Quindi sono stata freddata con le mie stesse parole,perchè le risposte sono uscite solo grazie a me!
Perchè questi esseri,mica ti espongono i loro dubbi e le loro incertezze…no…!
Se le tengono dentro per poi mettertela in quel posto!!
Fino a ieri ti dicono che ti pensano e bla bla…e il giorno successivo…fuori dalle palle!!
Bello eh?
Ciao Manu,ma stai per caso parlando della mia ex?No perchè sono le stesse cose che ha detto a me…
“1 Voglio star sola
2 Non mi manchi più
3 Non ho più bisogno di te
4 L’amore c’è ma non è di quell’amore che serve in una coppia
5 Non è colpa tua”
La frase che mi fa più inkazz…di tutte?!!:.”L’amore c’è ma non è di quell’amore che serve in una coppia”….mah rimango senza parole….
Ciao a tutti.
Sembra proprio che la mia tattica del no contact non venga premiata.
Sentite cosa mi e’ successo: giovedi’ mattina riaccendo un cellulare che usavo quasi esclusivamente per parlare con lei e con poche altre persone.Erano giorni che non lo accendevo piu’.Ci sono alcune chiamate ed un messaggio vocale.
Le chiamate sono di amici.
Ascolto il messaggio vocale e sento le voci di una donna e di un uomo in lontananza e non riesco a capire cosa stiano dicendo. Pensavo si trattasse di qualche cliente o amico che aveva quel numero, cosi’ lo richiamo.
Mi risponde l’amica intima della mia ex che candidamente si scusa perche’ dice che la sera prima (erano le 23.00) ha ,inavvertitamente , chiamato il mio numero.Non mi chiede niente della mia ex ed io faccio altrettanto.Mi parla del suo lavoro e mi chiede del mio.Ci salutiamo.
Ora, questa sua amica del cuore (abitano a 50 mt), mi chiamo’ una sola volta quasi due anni fa e questa cosa mi ha ributtato nello sconforto.
Io sto cercando in tutti i modi possibili di non contattarla e questi segnali mi devastano.
Ora non so se sia stato un caso,non so se sia stata la mia ex a chiederle di sentire il mio umore o altro, pero’ Santo Dio, perche’ questa coincidenza??
Prima la chat di Badoo (da cui mi sono subito cancellato), e poi questa chiamata “misteriosa”.
Perche’ devo stare cosi’ male??
Stamane poi e’ dalle 5 che sono sveglio e non faccio altro che pensare a lei.Che palle.Ma quando finira’ questa tortura???E’ un dolore atroce.
LUNA: hai ragione .Sto elaborando il lutto di mia madre e della ex.Pero’ e’ durissima.Alterno giorni con umore sotto i piedi ad altri un po’ migliori.Fa malissimo.
La ferita sanguina copiosamente.
La psico mi dice che devo uscirne, che sto riflettendomi troppo in questa persona e che devo fare introspezione in me stesso.
Ok.Ma io la amo ancora tantissimo e non riesco a dimenticarla!!!!
ciao Manu
putroppo cosa? che sei lesbica? mica è un reato esserlo e comunque le dinamiche son sempre le stesse, uomini o donne che siano
Mi spiace, ma mi rendo sempre più conto che non ci sono reali motivi e valide concretezze. Sempre più òe persone non si assumono responsabilità ed i copioni si ripetono.
Al momento ti suggerisco il no contat, sparisci dalla sua visuale, come se dovessi farle un favore, mentre in realtà il favore lo stà facendo lei a te 🙂
Un abbraccio
Raffi penso che tante dinamiche dell’abbandono siano simili…non pensavo in effetti di trovarne così tante…
Mi spiace tu abbia trovato delle analogie tra le frasi che ho citato e quelle che sono state dette a te.
Per il resto…che dire…io mi assumo le mie colpe,perchè essere stata lasciata non significa necessariamente essere la parte lesa al 100 %.
La cosa certa,è che chi ti ama non ti lascia.
Siamo stati lasciati,prendiamo atto che questo amore forse non era così forte e/o noi non eravamo così adatti all’altro/a.
Certo fa davvero male.
Elena,il “purtroppo” non è legato alla mia sessualità,ma al fatto che nella “mia parrocchia” ci sono più donne che vogliono fare sesso che intraprendere una relazione.
Oppure si trovano bisessuali sposate che vogliono avere l’uovo e la gallina.
E io mi trovo molto male.
Avevo trovato una ragazza seria,e per tante ragioni pensavo potesse essere la persona giusta.
Non vederla non è un problema,dato che vive giù.
Il problema sono certi sms che dovrei evitare di mandarle come lei dovrebbe chiedermi come sto.
Come dovrei stare?
Come una a cui è stato strappato via un sogno 🙂
è vero..chi ti ama non ti lascia…tuttavia penso che la testa umana sia molto complicata e molto spesso la realtà non è solo bianca o nera…Ci sono così tante sfumature,così tanti sentimenti,che spesso nella confusione facciamo la scelta più facile,quella che ci fa stare bene al momento..
manu lo capisco
puoi scrivermi in privato se vuoi: emi44@libero.it
Dopo un silenzio quasi surreale è quasi bello risentirvi. Che dire, quante volte bisogna arretrare per andare avanti? Quante volte si deve sbagliare per capire come vanno le cose? E sopratutto perché? Perché ci facciamo così male? Perché non accettiamo un rifiuto? Sembra quasi che per il solo motivo che ci rifiuta, ci intestardiamo nel volerlo ancora di più? Anche se, coscientemente, è la cosa più sbagliata al mondo.
Non lo so…Ambrogio è una strada in salita quella della guarigione, di grande stima e autocontrollo, disseminata di angosce che ci creiamo noi prima di tutto, a cui si aggiunge una dose mancanza di fiducia in se stessi, che il nostro ex ci ha donato nel momento in cui noi, più e più volte gli abbiamo chiesto di tornare e lui/lei puntualmente ha risposto no……
Io stavo tanto bene, fino a che lui non ha deciso di tornare ed io ho pensato, stavolta resisto ma mi fa piacere che mi cerca ancora….Restiamo solo amici, a me non interessa (grande bugia)..e invece morivo ogni giorno nel vederlo felice senza di me, senza cercarmi, senza starmi accanto se non quelle ore in cui si stava insieme in amicizia. Poi l’epilogo di nuovo doloroso….capisco che non posso andare avanti,capisco che lui vuole sempre più spazio nella mia vita, ma mentre io resto appollaiata ad un albero aspettando che si accorga di me, lui si fa la sua vita felice….e cerca di avere anche me, li sono morta…..mi sono sentita così INCAZZATA verso quello che io gli stavo permettendo di fare, la mancanza totale di amore per me stessa, la mia catena a cui mi stavo legando a doppia mandata…che sono andata via con la speranza di averlo sbattuto di nuovo fuori dalla mia vita….eppure anche se ormai era finita, anche se ormai non ci si frequentava tanto…anche se non è più successo nulla tra noi…perché piango come una fontana….non è lui..o meglio…piango perché sono ancora irrimediabilmente sola, sola perché non ho saputo esser prima forte e lasciarmi risucchiare da questo pseudo amore. Perché? Eppure lui non mi ha mai mentito, mi ha sempre detto non ti amerò mai..eppure io ero li…restavo li e volevo lui.
BHA!
La cosa che veramente mi auguro e di crescere e di non ripetere questi errori perché fanno incredibilmente male, non essere amati fa davvero molto male. A differenza di altri non sono mai stata amata da lui, stare con una persona che non si è mai coinvolta, per la mia autostima è una cosa devastante ed io rinnovavo la devastazione di me permettendogli di starmi accanto senza amore e per di più in amicizia.
LO SO LUNINA, non credo in me, non mi amo, non so stare sola, non ho autostima, no quello e quell’altro….mha….la cosa che mi fa rabbia…è che tutte le cose della mia vita vanno bene ed oggi non è facile, ma questa no…..questa proprio no e se qualcuno mi chiedesse se io ho mai amato veramente o sono mai stata amata…la dura risposta è NO!
RAFFI come stai? Vi siete più rivisti? Un bacio
Che tristezza cmq…e che tristezza vedere quanta gente approfitta di persone fragili.
L’importante è affrontare l’abbandono con quanta più lucidità possibile,e x quanto sia,il tempo davvero cura le ferite.
Io sono ancora in mezza medicazione.
Ma può sopprimere un amore?
Oppure ne siamo costretti perchè l’ “altro” si è dimenticato di noi?
Mah.
Non ci sono parole.
Due persone decidono di stare insieme e poi si separano.
Chissà se davvero le ha unite qualcosa,o erano solo rispettive illusioni…e le illusioni non hanno radici,non sono come i sogni.
Io ho sempre creduto nella loro forza,e come cita la frase di un libro del mio scrittore preferito:
“Credi alla forza dei tuoi sogni,e lo diventeranno realtà”.
Ps Elena ti ho scritto 2 righe 🙂
ciao 🙂
Benvenuta, Manu, anche se ovviamente era meglio anche per te se non avevi ragione di stare qua 😉
@L’amore c’è ma non è di quell’amore che serve in una coppia
Questa è una di quelle frasi che mi lasciano perplessa. Non perché debba essere, per chi la pronuncia, falsa per forza… ma non sarà che quel “l’amore c’è ma” vuol dire “ti voglio bene, ma non sono innamorato/a”?
Per chi è innamorato e viene lasciato sentirsi dire “l’amore c’è, ma” sarà pure meglio, forse, che sentirsi dire “l’amore non c’è” o peggio ancora “non ti voglio manco bene”, ma l’ambiguità di questa frase non rischia di tenere legato qualcuno ad una speranza? Perché già è difficile per chi viene lasciato accettare un non ti amo, ma un ti amo ma…
Raffi, sono d’accordo con te sul fatto che la mente umana e anche le emozioni sono complicate… ma quando una persona ti lascia ti lascia.
Di fatto comunque sta mettendo un muro o una distanza. Indifferente perché. Si può cercare di buttare giù il muro o di colmare la distanza? Sì, ma se l’altro non ti dà la possibilità di raggiungerlo comunque di fatto non te la sta dando.
Io ero innamorata, lui mi ha detto di no, dopo anni e anni. Una sera in pizzeria io ho detto: “domenica andiamo con mio fratello in gita a…” e lui mi ha detto: “non andiamo da nessuna parte, perché io non ti amo più”.
Di fatto, perché sapevo che la mente umana è complicata, e poiché sapevo che lui nelle relazioni in generale non aveva mai avuto fiducia per un suo vissuto personale (la relazione dei suoi genitori, il rapporto con sua madre, ecc ecc), e perché sapevo che era un introverso e per una serie di altre ragioni, tra cui il fatto, non irrilevante, che avevamo appena preso una casa in affitto, che era un passo importante e che lui aveva vissuto gioiosamente finché sua madre ci aveva messo il becco caricandolo di assurde ansie (per la sua di lei impostazione mentale e il suo di lei bisogno di controllo e tutta una serie di dinamiche che avevo istintivamente colto) e che a me era stato proposto un trasferimento ecc ecc… insomma, per tutto ciò, oltre che per il fatto che una relazione di anni, importante, anche con i suoi momenti di difficoltà ma di crescita, anzi LA relazione, L’Amore, mi pareva allucinante potesse finire così… beh, per tutte queste ed altre ragioni io ho cercato di raggiungerlo, di colmare la distanza, di capire, di non lasciare niente di intentato… anche perché lui non mi dava spiegazioni. Non era uno che viene da te e ti dice: scusa, cara, io ti voglio bene, ma non ti amo più, ti auguro ogni bene, mi dispiace.
NO, era incazzato. LUI. Per cosa? Perché era incazzato lui se era lui che stava abbandonando me?
Cosa c’era sotto?
Perché un mese prima, tipo, mi aveva detto “non rinunciare mai ai tuoi sogni!” e W il mio lavoro, e adesso lo odiava?
Cos’era successo veramente?
E tra l’altro l’ambiguità nel gestire questo lasciarsi cosa significava? L’egoismo di pensare solo a se stesso e di non dare spiegazioni a me, una totale assenza di empatia? Significava “non sono certo di quello che ti sto dicendo, dei miei sentimenti, perché non sono mica sicuro che non ti amo” o significava “non ho le palle di prendermi veramente la responsabilità di questa fine, di accettare il fatto che se ti lascio poi non posso più tornare indietro, di ammettere con me stesso che non ti amo più e che questa storia di tanti anni la chiudo io”? perché (e credo che questo sia sempre stato un suo timore riguardo me) io nella mia vita quando ho chiuso ho chiuso. io non sarei stata e non starei con una persona che non amo solo per paura del senso di fallimento o per la paura di restare da sola. Così come combatto per qualcosa a cui tengo, se ci tengo davvero, così lascio libere le persone se non sono innamorata. Ma lui?
Lui diceva così, incazzato, ostile, e poi però mi ha portato a vedere la casa che sua madre (quante cose ho ricostruito dopo… e anche di recente, oltre a quelle che già avevo colto allora) voleva a tutti i costi che prendesse. E io, che da un lato lo amavo e avrei fatto di tutto per chiarire la cosa e dall’altro poiché mi aveva lanciato addosso il peso di un disamore e di un’ambiguità invece che amore, sicurezze, serenità ero nel pallone a mia volta (sì, certo, Raffi, la mente umana è complicata… però a me la crisi con lui era venuta di conseguenza, anche se avevo i miei casini, in dubbio, io, a lui non lo avevo messo… e se lui aveva colto delle cose in me che lo mettevano in dubbio poteva chiedermele, e avrei risposto… e non avrei risposto: “non ti amo”, te lo assicuro) e quindi rispetto all’atteggiamento di sua madre che mi pareva allucinante forse non sono riuscita ad attuare le più intelligenti strategie… forse comunque non sarebbe servito un azzo di niente, ti dico la verità… perché il tutto era assurdo di per sè… mi fermo qua perché non ho voglia di riassumere ANNI di telenovelas ad altissimi costi emotivo… ma quello che voglio dire è:
mi amava? posso ragionevolmente dire che mi amava?
per il fatto che diceva “vai via” e poi mi ha detto di aver sofferto perché io lo avevo abbandonato nella prima casa in affitto (sua paranoia, io semplicemente non ero entrata con un camion traslochi, per una serie di ragioni che ero in grado di spiegare e che non erano di abbandono, anzi) e perché avevo rifiutato l’altra casa? per il fatto che diceva una serie di cose orrende ma poi mi correva dietro tipo otello se mi allontanavo?
questo era amore? o era possesso? o sua confusione nel non saper chiarirsi i suoi sentimenti? nel non saper capire che quell’amore che serviva era quello che serve ad una coppia, perché o ce l’hai o non ce l’hai, non prendermi per il culo, perché fa un’ENORME differenza. Anche se sei in crisi con te stesso ma tieni a me, DAVVERO (ti aiuto, ci sono) o se non tieni a me.