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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 8001
    bruno -

    p.s. per andallea. leggi, leggi libri sarcastici, leggi libri che parlino di cinismo che facciano vedere la donna in altri aspetti, leggi giacobbe, de crescenzio, volo ecc. ti fai 2 risate, e se ti fa il mio effetto, ai svoltato. ciao e auguri

  • 8002
    LUNA -

    ANDALLEA: ciao 🙂
    ti ringrazio per il tuo intervento perché mi ha fatto riflettere. Ho trovato molto intelligente la tua osservazione sull’amico immaginario e quella che tu hai chiamato “schizzofrenia”, ma che forse potremmo chiamare… dissociazione. Cioè, penso di avere capito cosa intendevi, che fosse una battuta o no.
    Non so esattamente cosa sia l’amico immaginario di quando eravamo bambini (lo hanno tutti i bambini? io ce l’avevo. Curiosa come sono, ora, vedi, andrò a saperne di più sull’amico immaginario…), ma da grandi il nostro amico immaginario… siamo noi.
    Cioè la parte di noi che può venirci incontro, farci compagnia, consolarci, avere voglia di scoprire cose nuove, il nostro senso dell’umorismo, la nostra spalla su cui piangere senza rimproverarci..
    cosa fanno gli amici amici? sono quelli che, quando arrivi a casa loro incazzato/a o piangente ecc ti fanno sfogare, senza giudicare, e poi magari ecco che passata la tempesta, allegerito il cuore, arriva la frase: ci facciamo un caffé? usciamo a fare due passi? cioè, la sensazione di essere accolti, la spinta a fare qualcosa d’altro…
    non so se mi spiego bene. comunque sia è questo che abbiamo bisogno… di noi. La parte che cerchi di te, forse, andallea, e che chiami “amico immaginario”. Certo, se tu cominciassi ad entrare al supermercato e a parlare con Giuliano, che lo vedi solo tu, e a chiedergli “senti, cosa prendiamo? pasta lunga o pasta corta? per cena cosa ti andrebbe?” o se tu ti mettessi a ridere per una sua battuta che hai sentito solo tu, dando anche una pacca sulla spalla all’aria… beh, forse non sarebbe il massimo (sto sdrammatizzando) ma se invece è con te che parli, nello stesso modo accogliente, aperto, ironico, simpatico, dolce, propositivo, dentro di te, come se tu fossi il tuo amico…
    @Spesso cerco la forza per affrontare le difficoltà di tutti i giorni pensando a ciò che ero ed eravamo, all’energia che questo legame mi regalava e che ora non so più dove trovare, ce l’avevo dentro e ce l’ho ancora lo so, ma ora non ho più la serenità per esprimerla e tirare fuori il meglio di me…

    Purtroppo l'”errore”, forse, è proprio andare a “cercarsi” in quel come eravamo, in quel com’ero con, in quell’energia che il rapporto dava… è chiaro che ciò produce tristezza e frustrazione, e acuisce il senso di perdita. perché l’essere diventa connessa a qualcosa che non c’è… guarda, andallea, che io (certo non solo io, ma io ti parlo ora) conosco molto bene questa sensazione purtroppo.

  • 8003
    LUNA -

    Finché ero nella relazione, per quanto la relazione mi causasse anche frustrazione e dolore, per una serie di ragioni, io ogni giorno riuscivo a trovare un modo per darmi energia da sola. Ho fatto un sacco di cose, e non era la relazione, nel mio caso, a darmi energia, semmai a togliermela, però io ogni mattina riuscivo comunque a sentire una base dentro di me, sulla quale ripartire e sulla quale contare. anzi, la sentivo ancora più forte, proprio perché su di lui non sentivo di poter contare. quindi so che la mia “forza” si è costruita anche, man mano, sulla mia indipendenza emotiva che andava giocoforza costruendosi sempre di più e sulla mia parte introversa che sapeva trovare una buona amicizia dentro di sè. Lui c’era? Forse anche sì, ma era anche molto abituato al fatto che io fossi molto autosufficiente (pure se mi diceva di no, ma lo ero moltissimo. Mia nonna, una persona che adoravo, ha lottato con la malattia negli stessi anni in cui lui aveva le crisi, per esempio, e io da quel punto di vista non ho mai ceduto. Male, forse, anche). Ad un certo punto però muore mia nonna e nell’arco di due giorni vivo altri due fortissimi dolori. Sono forte? Sì, ma ho anche bisogno ora. D’altra parte penso: lui non reggerà. E forse in questo Bruno ha proprio ragione. Cioè che noi pensiamo influenza la nostra realtà. O che noi sappiamo. Forse entrambe le cose. Dopo una settimana in cui ho retto grazie alla mia amica interiore in maniera eccezionale la mattina del funerale scoppio. pochi giorni prima era scoppiata la mia amica, che aveva subito un lutto nei miei stessi giorni. e io avevo retto, considerando anche che il fatto che scoppiasse era ottimo per la sua salute, e sapendo che il fatto che io avevo retto mi aveva dato fiducia, sì, anche a me. Ma lui non regge. E 20 minuti prima del funerale io mi ritrovo da sola. Rischiando di non riuscire ad andare al funerale in tempo, perché non il fatto che sono scoppiata, ma che lui non abbia retto mi ha sconvolta. che possa abbandonarmi in quel momento. Allora la mia amica-me fa una cosa, chiama l’amica sorella, e le dice: vieni a prendermi, per favore, portami lì. Al funerale sono arrivata in orario, ed ero un fiore. Quel giorno però la mia amica-me mi ha guardata con occhi spaventati e tristi, pure lei.E per un anno non ho potuto veramente contare su di “lei”, ero tutta dalla stessa parte, quella chiusa. Forse doveva anche essere così. Ero stata troppo roccia. Troppo.Ma ora credo sto tornando intera.
    Un bacio a tutti.

  • 8004
    LUNA -

    volevo correggere, e mi ha pubblicato in tempo reale 😉
    troppe “amiche”, non si capirà una cippa di quello che ho scritto.
    L’amica che è scoppiata era l’amica vera, in carne e ossa, che aveva subito un lutto pure lei a soli due giorni di distanza da me, un lutto che coinvolgeva anche me.
    l’amica sorella è un’altra amica sorella, che mi aveva detto, nei giorni precendenti: se vuoi vengo al funerale con te.
    Io non volevo, non volevo perché sapevo che mio padre voleva un funerale molto intimo, per come è fatto… anche se la mia amica mi diceva: ok, ma tu cosa vuoi? se tu mi vuoi chiamami anche dieci minuti prima…
    è quello che ho fatto, le ho detto: vieni a prendermi per favore.

    Vorrei comunque dire che, se lui mi avesse detto: scusa, non me la sento di venire al funerale, io avrei capito.
    Intendo dire che, al di là di cosa possiamo pensare che sia giusto nei nostri schemi (e tutti ne abbiamo) per me conta la sostanza. E so che si può non andare a un funerale perché si ama la persona che è morta, e non per disinteresse.
    e credo che ciascuno conosca i propri limiti.
    se mi avesse detto: per schema non posso lasciarti sola, ma emotivamente non ce la faccio, io avrei detto, con sincerità, aspettami pure a casa.
    Forse non l’avrei presa benissimo del tutto, in senso emotivo, perché avrei avuto bisogno di averlo vicino, ma avrei visto amore e rispetto per mia nonna comunque, e per me, anche perché forse, chissà, è vero che i funerali servono ai vivi, che celebrano chi non c’è più, e non ai morti.
    Lo conosco, e so che a differenza di me non è capace di rimettersi in asse in cinque minuti e andare ad un matrimonio o una sagra della sardella dopo un litigio. ciò gli deriva da sue esperienze da bambino e da come se le gestisce, ed è cosa sua. anche se si lamenta di questo suo “limite” (i suoi tempi di recupero troppo lunghi e che causano conseguenze, ma è un lungo discorso e ve lo risparmio) ma non lo affronta.
    Ma il punto è che quel giorno, nei miei confronti, emotivamente, ha fatto di più che mettersi una coperta in testa e chiudere i battenti con il mondo per 10 ore.
    Quel giorno è stato diverso. Perché io ero diversa. Il suo limite mi ha pesato emotivamente troppo, perché mi è arrivato addosso come un tir con rimorchio il giorno in cui, anch’io, ero molle, come dice bruno, che avrei potuto sciogliermi con la pioggia. Ma vabbè…

  • 8005
    angi -

    @luna: cavolo…il fatto di aver costruito la propria forza e dinon poterci contare…non capisco se sei nella mia testa o se abbiamo vissuto la stessa relazione o nello stesso modo…io solo ho sicuramente sbagliato sul fatto di non trovare il modo di parlare di certe cose…però, dico, non doveva forse essere anche lui un pochino a capire? boh.
    In questi giorni sono in ansia, come mai non mi chiama per via dei mobili e della sua posta? Ci incontriamo per caso e saluta ma non parla. Venti giorni dopo avermi lasciata mi mandava messaggi perchè aveva bisogno di questo cavolo di posta e ora perchè fa così? Gli fa schifo anche parlarmi per chiedere una cosa così stupida?

  • 8006
    LUNA -

    Per i miei parametri introversi ho già parlato troppo 😛 e forse non si è capito un tubo… comunque sia, io ribadisco che secondo me l’amore esiste. Il punto è che l’amore non è un astratto, ma è qualcosa che sentiamo, e al contempo è qualcosa che viene… gestito da esseri umani, con tutta la loro personalità, i loro difetti, le loro paure, le loro ragioni, etcc etcc.
    Come l’amicizia.
    C’è anche gente che dice che l’amicizia non esiste.
    Io ho incontrato anche persone, Bruno, che hanno cercato di sfruttarmi, ma non sono la prova che l’amicizia non esiste, ma solo del fatto che loro non erano amici. e incontrarle non mi ha fatto perdere la fiducia nelle persone veramente amiche che ho incontrato ma semmai mi ha insegnato a capire meglio la differenza.
    Ho un’amica che è stata tradita dal suo compagno con una persona che si spacciava per grande amica e che le girava per casa. Una delle cose più orribili che possano accadere.
    Ma ha l’intelligenza di non prendersela con l’amicizia, e con chi non c’entra nulla. Ha imparato delle cose sulla vita, sugli altri, che non avrebbe mai voluto imparare. Si è fatta anche un esame di coscienza sul perché non è stata in grado di riconoscere quella che comunque, certo, rimane una serpe, ma che per certi atteggiamenti era anche riconoscibile a monte per come si poneva nei suoi confronti. Se fosse diventata cinica o persino “paranoica” riguardo tutti, riguardo concetti estesi come l’amicizia, che ci avrebbe guadagnato? Si sarebbe protetta di più da chi? da chi le vuole bene veramente?

    A leggere quello che racconti sembra che tu abbia incontrato molte persone che potevano contare su di te, ma tu potevi contare nella stessa misura su di loro?
    Io sul mio ex potevo contare, per una lunga parte della vita. Poi si è chiuso ed è diventato egoista. E io non sono riuscita ad affrontare nella maniera adeguata, per me, il fatto che la sua crisi pesasse su di me più di quanto io fossi in grado di reggere realmente. Non lo giustifico, non gli faccio sconti, ma è importante per me anche sapere che non sono riuscita a trovare un mio modo che fosse veramente sano per me per “gestirmi” in quella relazione. So che le circostanze erano veramente dure e ingarbugliate, e che si fa quel che si può, quindi non mi lapido, però spero anche di aver imparato qualcosa di buono e utile da quella esperienza. Non solo delusione e disincanto.

  • 8007
    kate -

    @Luna dolcissima, in parte ricordo la tua storia perchè quando stavo lo stesso periodo di Bruno in questo forum la raccontasti…
    mi dispiace tantissimo e so cosa vuol dire perdere le persone che amiamo di più più di noi stessi come tua nonna…
    Abbiamo anche parlato qualche volta di come sia terribile perdere amici che hanno la nostra età, o persone con cui abbiamo condiviso parte della vita.
    Quando leggo il consiglio che @Bruno da ad Allandea “p.s. per andallea. leggi, leggi libri sarcastici, leggi libri che parlino di cinismo che facciano vedere la donna in altri aspetti, leggi giacobbe, de crescenzio, volo ecc. ti fai 2 risate, e se ti fa il mio effetto, ai svoltato. ciao e auguri”…mi si gela il sangue, perchè in lui vedo veramente tanto cinismo, lo stesso che vedevo nel mio ex, che si obbligava a non provare più nulla per non soffrire più…ancora è così!
    Ma quello che vorrei dire è che ognuno di noi ha avuto la sua dose di terribile sofferenza, e se per paura ci chiudiamo così tanto da non essere neanche più noi stessi, ditemi che caxxo viviamo a fare?????
    Certo si deve vivere il dolore superarlo ognuno con i suoi tempi, ma smettere di amare per il dolore vissuto….solo l’idea mi fa rabbrividire…è come prendere una pistola e spararsi.
    @Bruno, so benissimo perchè ti ho conosciuto, ed ho conosciuto gli altri del gruppo , quanto fossimo tristi e depressi in quel periodo, e ti assicuro che per alcuni di noi le cose non sono cambiate di molto, ma solo perchè alcuni di noi non hanno più voluto amare…non ci sono scuse a questo!

    Ciao kate

  • 8008
    kate -

    Ultimamente qualcuno mi ha detto questa frase ” allora è meglio essere cosi cinici ed egoisti, da non cadere più in trappole, da non farsi più fregare, da non farsi più ferire…voglio diventare cinico, essere egoista…ecc ecc!”

    Il brutto sapete qual’è?
    E’ che con queste persone ci capitano donne o uomini come me o come Allandea o come altri, che sperano di avere una storia normale e di avere tanto amore quanto ne danno, ma che a spese loro e sulla loro pelle capiscono quanto per colpa di altre storie e di altro dolore, un essere umano possa barricarsi nel suo cinismo e nel suo egoismo tanto da annullare tutto, persino quando è evidentissimo che per una volta la persona che hanno accanto li ama con tutta se stessa…ed è terribile…

    Un mio amico dice sempre che presto quelle persone si renderanno conto che la vita sta passando, che stanno perdendo giorni e secondi preziosi per essere felici e che quando si accorgeranno dell’amore che per una volta erano riusciti ad avere soffriranno perchè avranno scelto di restare soli.

    La cosa terribile è che nessuno anche amando senza condizioni può costringere una persona che si chiude a credere di nuovo o a lasciarsi andare anche se come nel mio caso gli dimostri per un anno giorno dopo giorno secondo dopo secondo quanto conti per te….questa persona non ti ascolterà mai!
    baci kate

  • 8009
    marianna -

    Luna 🙂 ti abbraccio forte forte. E’incredibile come le cose tristi accadano sempre tutte assieme. io credevo di essere molto piu’ forte ed invece sono fatta di niente.

    Non hai piu’ sentito il tuo ex? non sai niente di lui oggi?

  • 8010
    bruno -

    cari ragazzi, vi prego non fraintendetemi, quando parlo di cinismo, intendo solo una realtà. guardare la realtà con una forza diversa ed inaspettata. che sappia scindere i sentimenti, e le valutazioni fatte con la spada nel cuore. ecco intendevo solo questo. l’amore non lo vissuto, e forse per questo non ci credo. ma è solo un problema mio. vorrei che tutti voi con il tempo, impariate a che soffrire dentro di voi, vale la pena solo se si riesce a superare pian piano tutte le scorrettezze che vi hanno fatto. vorrei solo che tornaste a vivere, io ci ho provato, non ci sono riuscito, ecco perchè vi esorto e spingo. un saluto ed un abbraccio a tutti.

  • 8011
    LUNA -

    ANGI: @io solo ho sicuramente sbagliato sul fatto di non trovare il modo di parlare di certe cose…però, dico, non doveva forse essere anche lui un pochino a capire? boh.

    Non ho una risposta, ovviamente, perché non c’ero 😉 e non ero e sono ovviamente in te e in voi. Da parte mia certamente oggi, guardando indietro, sono in grado di vedere anche cose di me che in corso d’opera mi sfuggivano, anche se mi sono sempre guardata molto dentro.
    E sono in grado anche di vedere cose di lui, allo stesso modo.
    Però sicuramente la sua non tendenza (chiamiamolo pure rifiuto, va) al dialogo non favoriva le cose, il suo non esprimere, dare per scontato, alle volte, forse, non essere diretto anche, come si dice, per non pagare il dazio, unito, ciò, ad un suo comunque gestire peggio, probabilmente, certi conflitti con se stesso, in maniera molto più chiusa. Io il dialogo non l’ho mai rifiutato, e pure se certe cose di me potevano disorientarlo, pure se anch’io ho fatto certamente degli errori, mi è difficile credere che potesse essere così nebuloso, per lui, qualcosa che io dicevo e scrivevo, anche, lasciandogli biglietti, mandandogli messaggi, in modo molto diretto.
    Persino quando la confusione mi disorientava, generale, sua, mia, io ero in grado di esprimere la mia confusione. Lui no.
    Ero in grado di ascoltare la sua. Lui la mia no.

    @In questi giorni sono in ansia, come mai non mi chiama per via dei mobili e della sua posta? Ci incontriamo per caso e saluta ma non parla. Venti giorni dopo avermi lasciata mi mandava messaggi perchè aveva bisogno di questo cavolo di posta e ora perchè fa così? Gli fa schifo anche parlarmi per chiedere una cosa così stupida?

    ancora una volta è ovvio che nessuno di noi è nella sua testa.
    Per mia esperienza personale detesto tutto ciò che non è diretto, chiaro. Nei sentimenti e soprattutto durante una crisi o alla fine di una storia ci sono, certo, molti fattori per cui essere veramente diretti potrebbe essere difficile… però che tu giunga a formulare una frase come “gli fa schifo anche parlarmi per chiedere una cosa così stupida” mi dispiace molto. E quindi sarebbe grazioso se costui riuscisse ad avere l’empatia per rendersi conto che di fronte ad atteggiamenti contorti o poco chiari tu puoi enfatizzare, nella posizione in cui sei. Ma, sai, Angi, proprio perché la posta è sua se la vorrà verrà lui a pigliarsela. e per quanto riguarda i mobili se è una questione che riguarda te in prima persona e hai bisogno o fretta per te di

  • 8012
    LUNA -

    risolverla anche se lui fosse l’uomo silenzioso, l’uomo che non si capisce, l’uomo che buh, mi pare che potrà toccare a te essere diretta, chiamare per risolvere, chiamare per fare, chiamare per portare le cose su un piano pratico.
    Ci sono due piani, ovviamente, che si intersecano, in queste “faccende”, pratico e emotivo. E l’atteggiamento assertivo mi sa rimane, almeno per se stessi, quello a minor dispendio energetico. Poi bisogna vedere quanto assertivo è l’altro nei nostri confronti.
    Certo è che sarebbe meglio che tu non ti mettessi o lasciassi nella posizione di stare appesa al filo del suo non parla/non chiama/venti giorni sembrava che.. girando con una sfera di cristallo chiedendoti perché non vuole la sua posta.
    Lo so che è difficile, ma per portare su un piano di maggiore chiarezza le cose che riguardano due persone bisogna, giocoforza, essere in due. Può essere che l’altro non senta lo stesso bisogno, non nello stesso momento. E per quanto sia frustrante è quel che è. Io penso che @Valinda, da quel che ho capito, abbia comunque fatto bene a fare il passo di essere diretta e di chiedere un incontro, anche se la reazione è stata diversa da quella che lei avrebbe voluto. In fondo anche da quel rifiuto lei ha capito delle cose di se stessa, a che punto sta lei.
    @KATE: so che torno sempre là, ma ho visto troppo gli effetti positivi dell’amore, nella mia famiglia, per poter credere che l’amore non esista o rifiutarlo a priori. L’amore e le storie che funzionano, dove si costruisce, li considero doni che la vita offre. Ora per me è un momento in cui non è il tempo, per varie ragioni. E bisogna anche avere il coraggio di essere consapevoli in che tempo, interiormente, siamo. Io non ho problemi ad ammettere con me che non è il tempo. Anzi, trovo sia un regalo che mi faccio, e che mi dà molta pià consapevolezza e libertà interiore.
    Una nuova storia non è quello che voglio o cerco ora, ho più bisogno d’altro. Di rielaborare molte cose. Certo, a volte mi dico: non è che ti ritroverai tra 30anni così? 😛 ma queste sono astrazioni, ansie, forse anche perché non siamo poi così abituati ad ascoltarci e darci i tempi giusti per noi. Se mi ritroverò così tra 30 anni vuol dire che questi saranno stati i miei tempi, ah! Non posso mica raccontarmi palle nel momento in cui ho bisogno di mettere i miei puntini sulle miei i,giusto? 😀

  • 8013
    andallea -

    Ciao Bruno e grazie x la dritta, in effetti un buon libro è quello che ci vorrebbe, purtroppo ora sto cercando di finire un romanzo che non va giù e accompagnato dalla poca voglia di leggere mi lascio andare davanti alla TV… qualche libro sarcastico è una buona idea, di solito mi tirano su di morale e mi fanno riflettere…

    Ciao Luna Ebbene si il Ns. amico immaginario siamo noi, la differenza con quello che avevo da piccolo è che allora con la fantasia me lo potevo vedere davanti e ne facevamo di cotte e di crude… col tempo poi ci siamo persi di vista, indaffarati nel crescere, oggi lo vorrei ritrovare anche se purtroppo so che è rimasto in quella parentesi di vita chiamata adolescenza…
    Hai parlato di un lutto che hai affrontato quasi da sola xchè lui non ha retto… ebbene ti suonerà strano ma forse questo x te è stato un bene aver trovato la forza da sola, fidati che una volta passata la tempesta essere rimasti in piedi da soli aiuta ad affrontare le giornate buie che si presenteranno, sai che puoi contare su te stessa xchè sei forte.
    Io nel 2006 ho perso mio fratello… e in tutto il trambusto e confusione e disperazione io sono stato forte, la mia famiglia si meravigliava di come potevo essere così e non lasciarmi andare e disperarmi fra dottori ospedali e crisi in casa..
    Ebbene ora lo so, sono stato forte xchè Lei era accanto a me, mi ha aiutato in ogni modo possibile e immaginabile… questo era AMORE e lì ho capito la vera importanza del Ns. legame e pensavo che dopo quel che avevamo passato nulla ci avrebbe più diviso…
    Ironia della sorte il suo amore col tempo si è trasformato in indifferenza e quella nel mio dolore…
    Ora devi pensare a te stesso mi dicono alcuni, altri mi dicono mettiti con quella anche se non ti piace… chiodo scaccia chiodo (agghiacciante !!!) vivo in una casa che doveva essere una prova di convivenza per 1 anno invece ci sono da quasi 3, mi sa che devo decidermi a cambiare casa e spero anche modo di vivere…
    Basta serate in discoteca con amici che nemmeno conosco, basta giornate vuote a rimbalzare qua e la solo x trovare qualcosa da fare, su facebook oggi un amico ha postato questa frase:
    “La capacità di stare soli è la capacità di amare, solo
    coloro che sono capaci di stare soli sono capaci di amare, di condividere, di arrivare fino all’essenza più intima di una persona senza possederla e senza diventarne dipendenti”
    Belle parole, la pratica però è tutta un’altra cosa… è sofferenza…

  • 8014
    Valinda -

    Da una parte è un bene che mi abbia lasciato così farò quei viaggetti
    che ho sempre desiderato. Rodi, forse un weekend economico a Oslo,
    forse forse un capodanno a Tokyo dove vive un’amica di un’amica che me
    l’ha proposto proprio oggi. tanto lui non avrebbe voluto fare niente
    di tutto questo perché ha le spese di costruzione della sua casa (che
    non mi ha mai fatto vedere) e soprattutto perché non ne ha voglia.
    perché sta bene dove sta senza mai spostarsi oltre 30 km da casa sua.
    ha fatto bene a lasciarmi perché forse ora ho capito meglio chi sono e
    cosa voglio e anche cosa non sono e cosa non voglio. io ero innamorata
    persa e non l’avrei mai lasciato credo. ma credo che rischiassi di
    limitarmi e appiattirmi troppo. e alla fine non sarei stata felice.
    credevo veramente che lui fosse il migliore, glielo dicevo anche. ma
    ora pensando a come si è comportato ho un’opinione diversa. e non per
    l’altra, ma per il modo, per la superficialità. ma forse è un
    comportamento che io giudico negativo perché sono la lasciata.
    ovviamente ho perso la stima di lui quindi è tutto più difficile.
    vorrei rivederlo e dirgli tante, vedere che effetto mi fa. ma poi
    reggerei le sue eventuali risposte superficiali, il suo sorrisetto da
    piacione e i suoi discorsi assurdi? o lo prenderei a calci? è che
    ancora no riesco a vedere la nostra storia come una bella storia che
    poi è finita così come dovrebbe essere perché lui col suo
    comportamento ha distrutto tutto. e anche adesso lo sta facendo visto
    che non ha mai saputo né voluto veramente spiegare, chiarire,
    riallacciare. e io sono stufa di lottare contro i mulini a vento. come
    dice spesso LUNa è proprio una mancanza e diversità di empatia e di
    sensibilità tra le persone. non che lui sia cattivo, è proprio fatto
    così. e io sono fatta cosà e spero tanto di andare a Tokyo!

    un bacio a tutte bellissime ragazze Luna, heidi, angi, marianna e
    alice se ci leggi ancora! forza ce la facciamo, sempre insieme!!!

  • 8015
    LUNA -

    VALINDA: ciao stelllina :))))
    Che bella cosa, i viaggi, e Tokyo poi!!!
    Quella cosa sulla casa, mai vista, che hai fatto scivolare in una parentesi ovviamente mi ha colpito. Potrei chiederti: cosa vuol dire, scusa, che non ha mai voluto farti vedere la sua casa?!?
    E, ok, l’ho appena fatto. Però allo stesso tempo mi chiedo, onestamente: ma ha senso veramente farti parlare di questo? Non è meglio parlare di Tokyo? Non è più bello (anche per te) respirare tutta l’energia bella e viva che c’è nel resto del tuo post?

    Andallea: quella frase, che conclude il tuo post, l’ho letta anch’io proprio ieri. E credo sia molto vera. Penso che riuscire a stare bene con se stessi, anche saper assaporare il piacere della solitudine, la ricchezza di sè nella solitudine, sia importantissimo. E che non sia impossibile, anzi che sia anche una delle condizioni naturali per l’essere umano, come la socialità, solo che alle volte ce ne dimentichiamo, o non siamo allenati, o andiamo verso degli estremi, in un senso o nell’altro. Non ha nulla a che vedere con l’eremo, dove nessuno entra e nessuno può entrare. Nè può assicurare l’assenza di sofferenza. In quello stare con se stessi si soffre anche, perché l’essere umano prova tante di quelle emozioni. Ed è normale e sano anche avere bisogno di interagire con gli altri. Ed è normale soffrire nel momento in cui perdiamo qualcuno. Credo che significhi anche sapersi ascoltare, da soli.
    Se il tuo amico immaginario, con delle parti che ti piacevano di te, è rimasto nella parentesi dell’adolescenza una ragione di più per andare a prenderlo dov’è rimasto e per riunirti anche a quella parte di te, ovviamente da uomo adulto, ma non c’entra. C’è stato un periodo, molti anni fa, in cui, non so perché, mi sono chiesta che ci facevo con la mia parte bambina ancora così presente. Non infantile, ma intendo dire quella parte che, senza che me ne fossi resa conto sino a quel momento, con naturalezza, mi faceva affrontare le situazioni anche con una capacità di stupore, di invenzione, se vogliamo, di sdrammatizzazione, ecc. Penso che fosse perché era un momento di passaggio per me e quindi mi guardavo di più.
    In realtà quella parte era molto integrata in me, con naturalezza, accanto alle parti più serie, al senso del dovere… semmai era una marcia in più per me, ma in quel momento mi sono detta una cosa tipo: no, devi crescere. Forse ero anche meno in equilibrio, per una serie di ragioni, e quindi il motivo per cui notavo quella parte era,

  • 8016
    LUNA -

    paradossalmente proprio perché non riuscivo a vivermi in maniera naturale come sempre, proprio perché temevo di poterla perdere quella parte, che così tanto mi somiglia e fa parte di me come tutte le altre, o temevo di averla persa. Così mi dicevo: no, da domani tu sarai così.
    Non so, un’assurda violenza di omologazione. Quanto è durata questa riflessione contro di me? Molto poco. La verità è stata che sono stata bene quando di nuovo ho avuto tutte… le mie parti integrate. Quando si sta bene non si sta a chiedersi troppo chi si è, si è e basta. Anche attraverso i propri momenti di fragilità, di commozione, di dolore, vissuti a modo proprio.

    @forse questo x te è stato un bene aver trovato la forza da sola, fidati che una volta passata la tempesta essere rimasti in piedi da soli aiuta ad affrontare le giornate buie che si presenteranno, sai che puoi contare su te stessa xchè sei forte.

    Il concetto del contare su di sè io l’ho sempre avuto. E’ vero che, finché non affronti le grandi tempeste, quelle veramente grandi, non è la stessa cosa. E mi sa che quelle veramente grandi non le ho ancora mai affrontate. Sono cresciuta in realtà con l’idea che la nostra emotività allo sbando non deve pesare sugli altri e che la riservatezza sia una forma di risparmio energetico. Forse è un difetto. Ma ciò non significa che ai miei amici non chiedo, e che loro non danno. O viceversa. Credo nel riconoscimento e rispetto dell’emotività mia e degli altri, comunque. Io ho fatto molto affidamento sulla mia “forza” in quei giorni, e per me era importante poterci fare affidamento. Ma il problema è stato che mi sono chiusa in un eccesso di autosufficienza emotiva. E mentre sentivo questa autosufficienza emotiva diventare esponenziale soffrivo perché sapevo che chi mi voleva bene non avrebbe dovuto darla per scontata. E forse doveva venire a prendermi e dirmi che la vita non era solo fatta di autosufficienza e di case di riposo in cui, la mia parte bambina, riusciva a guardare una situazione orribile come quella della demenza senile (il nonno)attraverso altri colori. Credo di avere sviluppato quella che tu chiami forza per compensare un tipo di sensibilità che altrimenti mi avrebbe fatto secca. E credo, ma tu hai tutto il diritto di dirmi che sbaglio, che i grandi dolori, comunque, sono una cosa molto personale che viviamo e rielaboriamo dentro di noi, anche se tanto, certo, fa la differenza se intorno abbiamo guerra, indifferenza o empatia, comprensione e solidarietà

  • 8017
    marianna -

    ora vi racconto una storiella Zen:

    Wang amava i cavalli da sempre.Appena potè se ne comprò uno per accudirlo e viziarlo come fosse un essere umano.Lo assisteva in tutto,al punto da raccoglierne gli escrementi in un canestro e l’urina in una conchiglia gigante.Amava il cavallo alla follia.Per lui aveva omesso di sposarsi,di avere figli.gli dormiva accanto,godendo della sua presenza.Una volta vide un tafano posarsi sul suo oggetto d’amore,la sua reazione fu immediata:”via di qui maledetto!” Tentò di schiacciarlo ma il tafano volò velocemente e la mano di Wang infierì sul cavallo.Con un nitrito quello scalciò all’indietro e colpì Wang a morte.I vicini lo piansero,”chi l’avrebbe mai detto che Wang,l’amante dei cavalli,sarebbe morto così?”

    Questa storia narra di sentimenti incompresi.Il cavallo ricambia l’affetto con una zampata fatale.Poteva capire il grande amore di Wang?O rendersi conto di quanto lo venerasse?
    Non è lo stesso per tanti amori?Tanta gente s’innamora di qualcuno non volendogli far mancare niente,senza accorgersi di non essere ricambiati.
    si sacrificano per un oggetto d’amore che talvolta non sa neppure della loro esistenza.Gli innamorati folli non riescono talvolta a percepire l’altro nè intuiscono che sarebbe meglio andarsene,perchè c’è una barriera a separarli.Coltivano così un affetto egoistico, rivolto solo a se stessi.

    Questo per rifletterci su.

    Una storia come tante. Buona giornata cuoricini tempestosi

  • 8018
    GIORGIO72 -

    Ragazzi un salutone a tutti, come state? Vi ho letto e vedo con piacere che alcuni
    di voi riescono pian pianino ad uscire fuori da queste sabbie mobili sempre
    pronte ad ingoiarti al minimo movimento. La mia situazione è stagnante. NOn è
    cambiato nulla purtroppo e la tristezza continua a farsi viva ad intervalli irregolari
    ma comunque costanti.
    Non provo odio nei suoi confronti ma mi sembra quasi di provare dei sentimenti
    che non avrei mai creduto di poter sentire. Non penso ne credo di esser una
    persona cattiva, anzi nonostante la mia forza finisco sempre per prendermela in
    quel posto (scusate il francesismo) proprio perchè son sempre troppo buono.
    Ultimamente però mi sto rendendo conto che mi intristisco in maniera incredibile
    quando in un modo o nell altro vengo a sapere che lei vive la sua vita felicemente.
    La mia non è cosi felice e mi sembra di nutrire un sentimento di rivincita nei suoi
    confronti un qualcosa che vorrebbe farmi dire “vedi mi hai mollato ed alla fine chi
    sta meglio sono io” oppure “mi hai mollato e vedi ora come stai”. Cosi non ‘ come
    vi ho già detto lei ha la sua nuova relazione e come tutte le storie appena
    cominciate è tutto rose e fiori. La mia vita invece continua ad esser dipinta di
    colori grigi e sbiaditi. Sto facendo molte cose devo ammetterlo ma alla fine la
    soddisfazione che ne ricavo è sempre troppo poca. Manca qualcosa che renda
    speciale le mie giornate, le mie azioni anche le più banali. Faccio più cose adeso
    che prima ma il piacere non è nemmeno la metà. E’ un loop infinito che non mi
    porta a nulla e nonostante credo che la via d’uscita stia assolutamente dentro di
    me non riesco a trovarla. Ho perso il bandolo della matassa e chissà dove si è
    andato a cacciare in questo turbine di pensieri che frullano e si arrovellano nella
    mia mente e sopratutto nel mio cuore.
    Forse, anzi sicuramente, anch’io avrei bisogno dell’amico immaginario, lo stesso
    che mi faceva compagnia durante la mia infanzia. Chissà dove sarà andato a finire
    anche lui… Chissà…

    UN abbraccio

  • 8019
    LUNA -

    GIORGIO: beh, ma mi pare anche normale che dentro di te ora non puoi trovare la bacchetta magica da sorriso a 32 denti immediato yekeyeke!
    Potrai avere anche bisogno del tempo per digerire questa cosa, la delusione, il cambiamento, ecc ecc?!?
    A me non sembra, da quello che dici, che tu stia seguendo una strada sbagliata, nell’azione o nel vivere le tue giornate, ma che semplicemente tu stia vivendo le sensazioni ed emozioni normali in questo momento, da persona che ha finito una storia importante da poco, e in modo comunque traumatico.
    Per quanto riguarda la cosa che dici sul desiderio di rivalsa… bhe, mi sembra umano pure quello.
    Il fatto che tu sia una brava persona non significa che tu debba per forza, immediatamente, dire: come sono felice altruisticamente per la mia ex che ora è felice con un altro! Anzi, getterò dei petali di rosa al loro passaggio e quasi quasi regalo pure loro una crociera romantica.
    Scusa, sdrammatizzo. Ma i sentimenti anche negativi che provi, insieme a tutti gli altri, mi sembrano normali, in questo momento.
    Non stai dicendo: ora sto uscendo a tagliare loro le gomme perché sento un impulso irrefrenabile a farlo e ho già la taglierina in mano e un passamontagna in testa. E’ ovvio che se tu ci dicessi così, o se tu ti stessi autocaricando in tal senso ti direi: uè, Giorgio, stop, respira, rifletti, calma.
    Ma se stai dicendo: mi possono girare i maroni (scusa tu il francesismo) in questo momento per il mio senso di delusione ecc mentre immagino che loro siano tutti contenti? La risposta è: sì che puoi sentirti anche frustrato da ciò, perché è umano.
    Il fatto, semmai, è che dovresti cercare (spero che tu abbia smesso di cercare di sapere cosa fanno ecc) di non lasciarti andare in fantasie, lesive per te, e pensieri, lesivi per te, su come se la staranno vivendo loro, e sul fatto che lei sia felice mentre tu sei lo sfigato che se la passa male.
    so che pure questo non è facile, ma come diceva Marianna a suo tempo, è proprio perché questi pensieri ti fanno stare male che dovresti cercare il più possibile di non tuffartici dentro e starci in ammollo. Ma, appunto, per quanto sia difficile, cercare di tornare a riva, ripetendoti un mantra che, tu mi dirai, non fa miracoli, ma secondo me qualcosa fa:
    NON SONO c.... MIEI
    o, se vuoi, la versione più efficace perché prima di negazione:
    c.... LORO
    (chissà se il direttore me li fa passare questi eleganti mantra…).
    Nessuno dice che sia facile. Tutti noi, penso, fuori o dentro

  • 8020
    LUNA -

    di noi abbiamo pianto come vitelli, in certe fasi anche 24 su 24.
    Che poi ognuno sia presente al primo dolore, in prima persona, certo è un fatto. Quello che ti vivi tu, tu generico, fa male, pure se le statistiche mondiali possono dirti che in questo momento ci sono milioni di persone che piangono come vitelli, milioni di persone che hanno smesso, milioni di persone che non si ricordano manco più di quando piangevano come vitelli perché la tempesta è passata e fanno foto sorridenti e la mattina si svegliano pensando: uè, che bella giornata!
    Ma, tornando alla fase vitello after hour di pianto, veramente la rielaborazione ha delle fasi… che a volte si intersecano… fasi che hanno i loro tempi ecc. L’unica è cercare di essersi amici, il più possibile, di noi stessi intendo, durante la tempesta nelle sue varie fasi. E se ogni notte si va a dormire su un letto di chiodi, perché è impensabile andare a dormire su un morbido materasso, prendere atto del fatto che il letto è di chiodi ma cercare di rendere il periodo di permanenza sul letto di chiodi almeno il più “confortevole” possibile.
    Vedi, Giorgio, quello che intendo dire è che è vero che il motivo per cui stai male è che quella storia è finita (e scrivo quella e non questa di proposito, perché questa, quella di ora, è la storia che invece, più che mai, stai vivendo con te), per come è finita, e probabilmente pure, per certi versi, per com’è stata, ma il fatto è che le tue energie ora, anche se è normale pure questo, sono concentrate nella direzione sbagliata, perché il vero problema base, ora, è che stai male tu, tu nelle sensazioni che provi.
    Tu mi dirai: e che differenza c’è?
    Non so… forse la differenza che c’è tra avere la febbre e continuare a pensare alla finestra che è rimasta aperta mentre fuori c’erano meno venti gradi, continuare a ripetersi: non dovevo uscire con i capelli bagnati con il vento a 100km orari, o prendere atto che se hai l’influenza il problema è che hai l’influenza, e quindi farti un brodo caldo, prendere il paracetamolo (o come si chiama)e, se la finestra è ancora aperta sui meno 20 gradi, chiuderla.

    MARIANNA: non mi innamorerò mai di un cavallo, fanno brutti scherzi! (scherzoooo! ho capito il senso della postatura 🙂 vero, sì, quel che dice la storiella!!!).

    baci 😀

  • 8021
    marianna -

    😀 tanto lo so che mi pensate come una pazza che un giorno si strazia e il giorno dopo racconta storielle zen 😀

    eh le sto provando quasi tutte…e devo dire che la filosofia del “Fare”ma “Non-Agire” Zen può essere un validissimo aiuto.

    Giorgio coraggio Cazzu iu cazzu cazzu! Mabbasta stare malerrimo: NON HAI BISOGNO DI LEI, non sono caxxi tuoi come dice Luna, e quindi ora Basta! SIAMO GRANDI E VACCINATI! per la miseriaccia… si,fa male,fa un male fottutissimo,ma non hai bisogno di prolungare il tuo dolore,di perderti in pensieri mortiferi,di ingigantire il malessere che già hai dentro.Lei sta bene e ti spiace? beh forse questo indica che hai rancore, che non fa propriamente parte dell’Amore. che se ami qualcuno le dovresti solo dedicare pensieri di pace.Le dovresti voler bene nonostante la Sua scelta di non stare piu’ con Te! eh va bene fa male ma l’Amore piu’ grande lascia andare,lascia che sia. l’Amore Non vuole questo rancore.questo rancore sporca l’amore.
    Ora vi racconto un’altra storiella ( finchè non mi mandate a cahare ):
    Un monaco amava le gru.Ne ammirava le lunghe zampe,il collo sottile,il fascino raffinato.Un amico gliene regalò due esemplari giovani e bellissimi.Il monaco trascorreva tutto il suo tempo con loro.Ma qualche tempo dopo le gru erano cresciute.Sempre stupende,ma…il monaco capì che le loro lunghe ali potevano permetter loro di volar via.Accecato dall’amore,si munì di lunghe cesoie e si precipitò a tagliargliele.Lo fece a malincuore,sapendo di nuocer loro.Le gru scoppiarono in un pianto sommesso.Lanciavano grida che parevano umane.Il monaco fu assalito dal rimorso”non avrei dovuto farlo,non mi ameranno più!”e per la prima volta intuì quanto la sua passione fosse incongrua.Per fortuna ogni evento è caduco e in breve le penne ricrebbero e le gru tornarono a rivendicare un più ampio spazio.Stavolta il monaco le portò sulla terrazza del monastero e le lasciò libere.In pochi istanti le guardò dileguarsi tra i cieli.Sapeva che non le avrebbe più riviste,ma il suo cuore era colmo di gioia,per il suo grande Amore.
    In questa storia l’amore travalica il senso del possesso.Quando l’amore lascia andare si rivela inestimabile,transumano.
    (OMM OMM)
    Buona giornata,cuoricini in suBBuglio.Vi stringo con affetto e non a caso vi lascio questa: http://www.youtube.com/watch?v=IY5oiegZ9Zo&feature=related

  • 8022
    GIORGIO72 -

    @LUNA ho riletto il mio ultimo intervento e sicuramente ti avrò dato un impressione sbagliata. Le mie parole scrite di getto non hanno reso bene l’idea. Il mio non è un desiderio di rivalsa o vendetta, assolutamente non credo sia quello ma è solo la constatazione che la nostra storia è finita ed in qualche modo ha avuto la meglio lei (almeno in questo momento) che mi ha mollato ed è tornata immediatamente a vivere. In qualche modo avrei voluto avere la dimostrazione che le sue fandonie sulla nostra storia che non andava e sul suo esser cambiata in peggio non venissero confermate ma ovviamente adesso ha preso e prende sempre più coscienza e convinzione che ha fatto la scelta giusta ed oraha trovato la felicità che prima pensava di non avere. Ovviamente io non sto nella sua testa e non voglio dire che non sia vero ma credetemi chiunque la vedeva pensava fosse una ragazza felice del nostro amore. Ovviamente poi la mente umana è più complessa di quanto si riesce ad immaginare quindi nessuno può dir nulla. MI rendo conto anche adesso scrivendo che non riesco ad uscire da sta situazione perchè continuo a pensare a lei, a farmi pensieri malsani su cosa sta facendo etc… So bene che cosi non va ma non riesco ad uscirne. MI dovrei preoccupare d’altro come mi suggerisce LUNA ma la lingua batte sul dente che duole…

  • 8023
    marianna -

    Giorgio 🙂 credimi,non sei il solo a provare tutto ciò. Per questo scusa la durezza…era un pò rivolta in generale,quindi anche a me.
    ari-ciao 🙂

  • 8024
    LUNA -

    MARIANNA: 😉 in realtà ti vedo in buona media con le altalene 😉
    Le storielle zen male non fanno di sicuro, ooooohm ooooohm
    Ti prego, se puoi non ti incazzare, lasciami sdrammatizzare (cantata sulle note della canzone di Pappalardo, anche se le parole non c’entrano una cippa con lasciami sdrammatizzare).
    Ti ho visto vestita da monaca oooooohm oooooohm mentre dicevi a @Giorgio:

    @lei sta bene e ti spiace? beh forse questo indica che hai rancore, che non fa propriamente parte dell’Amore. che se ami qualcuno le dovresti solo dedicare pensieri di pace.Le dovresti voler bene nonostante la Sua scelta di non stare piu’ con Te! eh va bene fa male ma l’Amore piu’ grande lascia andare,lascia che sia. l’Amore Non vuole questo rancore.questo rancore sporca l’amore.

    Il rancore sporca l’amore, come no, ma non ammettere un po’ di rancore, perlomeno per il fatto che le cose non siano andate come volevamo che andassero, in una fase iniziale, mi sa che rischia di produrre più un’ulcera che la… levitazione :PPP

    non credo di averti frainteso, @Giorgio, lo dico per tranquillizzarti nel senso che non ho “pensato male” di te. Ho visto in quello che dicevi dei pensieri e delle sensazioni molto umanerrime per il momento che stai vivendo. Il senso delle mie parole era, appunto, prendi atto che provi anche queste sensazioni e sentimenti che, per come ti piace essere, magari, anche, ti possono apparire negativi, ma l’importante è che non ci implodi dentro e ti rendi conto che sono emozioni, sì, dovute anche al disorientamento, ma che sono anche, molto, pensieri. il pensiero del confronto, per esempio, su come sta lei e come stai tu, che ci sta, umanamente ci sta, come quello di dirti: se ha fatto così in fretta a consolarsi allora…?
    però sono pensieri che non ti aiutano. Non ti spiegano in realtà il passato, che hai già vissuto con lei, non ti aiutano per il presente o il futuro. O, meglio, possono esserti utile nel realizzare quel distacco da lei, dal passato, per tagliare il cordone ombelicale, per renderti conto che ora le vostre vite sono separate e appunto sono c.... suoi, e i tuoi sono c.... tuoi, però se diventano appunto pensieri malsani che ledono te, il tuo equilibrio, devi arieggiare di più, perlomeno cercare… quando accadde a me, molti anni fa, di chiudere una storia e lui dopo tipo 24 ore stava con un’altra – anche se per tot aveva cercato di tenermi nel limbo ma io ho detto NO, mi sentivo esattamente come te, o sicuramente in modo molto simile e i miei pensier

  • 8025
    LUNA -

    erano molto simili ai tuoi. Io all’epoca fui zen nel senso che dice Marianna… cioè, non augurai mai loro del male, non sparlai mai di loro, mi feci i c.... miei pensando che i loro fossero c.... loro.
    Tuttavia se qualcuno fosse venuto a dirmi se volevo partecipare anch’io al regalo per il loro mesiversario, e io avessi detto sì, non sarei stata zen, ma solo ipocrita, perché io del loro mesiversario, in tutta onestà, me ne sbattevo le balle, e sarei stata anche un po’ deficiente.
    Però, come ho già detto, anni dopo sono andata al funerale del padre di lui, perché se vuoi bene a qualcuno, è vero, non gli vuoi male, e quindi io ero sinceramente addolorata per il dolore che aveva avuto, anche se la sua vita non era c.... miei più, e la mia non erano c.... suoi più, e perché a suo padre io avevo voluto bene. E, peraltro, sai chi mi informò, per primo, avendolo letto sul giornale, che suo padre era morto? Un altro mio ex. che volendomi bene ancora, come io a lui, e sapendo che avevo voluto molto bene al mio “ex suocero”, mi chiamò immaginando che la cosa per me avrebbe potuto avere rilevanza emotiva. Tornando a quei giorni, dopo aver cercato brevemente di capire quali erano i margini di un recupero e che piega stava prendendo l’interesse suo per lei, che aveva, ovvio, anche il fascino no problem della new entry, mi tolsi dal fuoco rapidamente (con un’intelligenza emotiva, chissà, che forse abbiamo più da giovincelli, paradossalmente perché siamo più istintivi e sanguigni?), anche grazie ad un mio amico che mi fece notare che se andavo a destra me li sarei trovata davanti e se andavo a sinistra avrei invece arieggiato, a quel punto non cercai di sapere cosa facevano, dove andavano, come se la passavano, e per essere certa di non saperlo cambiai aria per un po’. E visto che comunque dovevo avere a che fare con delle persone che c’entravano bastò il mio atteggiamento, dignitosamente zen, e fermo, se necessario, a far capire che non mi interessava una cippa di parlare di loro, non erano c.... miei. Per quello che io consideravo la mia dignità credo che nessuno potesse vedere che in realtà mi giravano anche un po’ i maroni e ogni mattina mi svegliavo dicendomi che quindi lui non mi aveva mai amata ecc ecc e sentendomi come un pugile suonato. Ma lo sapevo io. A me lo dicevo, però, che è sano. Ma lasciando guarire la ferita, il trauma arieggiando, non torturandomi io stessa di più ancora. Oggi ne sarei capace? Non lo so. Però penso che allora non sbagliai per me.

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