La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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ANTO: :))))))
ciao Bruno 🙂
A volte ritornano…. 😉
Salve Bruno…ghgh un bel gruppo di sfigatelli…beh in effetti un pochetto questa cosa è vera…non possiamo negarlo! 🙂 comunque grazie dell’apparizione suggestiva,in effetti le testimonianze di chi è passato su questo forum danno più senso al forum stesso.
Luna 🙂 son d’accordo con te sul concetto sbagliatissimo di porsi dei limiti,pensando di esser “negati”.ce li creiamo solo noi i limiti mentali. Quando si aprono in noi, nel nostro cervello, tante nuove finestrelle che nemmeno pensavamo esistessero è un’emozione non da poco.E poi senza dubbi Fare qualcosa di pratico aiuta a lberare il cervello. Ieri sera mi hanno portata a ballare caraibico 😀 ghghgh ancora rido…non ho perso le scarpe per puro caso e non so quanta gente abbia riso di me, ma è stato divertentissimo. Poi ovviamente quando capita di divertirsi e star sereni succede una strana cosaccia…torna in mente quel viso,quella voce,quei momenti…mm:/ è un sintomo del caxxo questo!Dai,stai bene anche se Lui non c’è.Però vabbè..mi manca,senza troppi giri di chiacchiere.
Angi…quando abbiamo rotto anche noi abitavamo assieme.Ho fatto un trasloco paranormale con lui vicino che piangeva ( Lui )mentre io portavo via alcuna roba dentro sacchetti di plastica e mi dicevo esattamente”sto trasportando la mia vita dentro un sacchetto!” Dopo sei mesi e oltre,dopo miei tentativi di dialogo,dopo un’amicizia prefidanzamento che durava da 13anni,per forza di cose abbiamo ripreso civilmente i rapporti.Da un pò lui fa l’altalena e cerca di scombussolarmi cambiando versione ai suoi sentimenti mensilmente.Non è bello,credimi.ad ogni sms affettuoso QUANTO è Dura rimanere piantati a terra.Forse perchè nutro una sommessa speranza,forse perchè lo amo ancora,non posso stare con lui nè senza lui.è una cosa un pò straziante.preferirei perciò un pò di silenzio da parte sua.nonostante questo sia mortifero (!) Vedrai che se lo vorrai potrai con estrema calma riallacciare pacificamente i rapporti col tuo ex.Ma per adesso cerca te stessa e rimani calma più che puoi,anche con lui.Rinfacciarsi stronzate o insultarsi o mostrarsi bisognosi di lui è deleterio per il dialogo e la serenità nei rapporti.poi non ho ben capito se è questo che vuoi veramente. Riflettici bene.
http://www.youtube.com/watch?v=MymMgmz22K0
http://www.youtube.com/watch?v=75BYtdXHa2g
Un abbraccio a tutti BUONA GIORNATA!
salve, saluto tutti i miei vecchi amici sfigati. anto62, ed anto..approposito anto, ancora sfigato? hahahah. pensavo ormai avessi risolto. pensierino della sera per luna e marianna e molti nuovi. che dire? semplicemente la verità. ma vi pregp non prendetemi solo per un cinico. anche se essere un poco cinici oggi come oggi può essere la salvezza. viviamo in un mondo pazzo, creato da uomini pazzi, per i loro interessi, e noi ci attacchiamo ad un sogno perenne d’amore. ma quale amore? L’amore è solo un modo di dire umano, è una semplice comodità creata da poeti. Oggi sentiamo a destra e sinistra persone innamorate, che vivono in mondo fantastico, le rincontriamo dopo qualche anno, e stanno con un altro/a e se gli chiedi: ma mario? embeee… era finito… ora si che amo. e magari dopo 5 anni, ci si ritrova con giuseppe.. e poi con alfredo. l’amore non è un interuttore, non si può spegnere ed accendere come una lampadina. l’amore è la vita, e solo dopo anni potrai dire se veramente ai amato. altrimenti potrai dire solo, gli o voluto bene, e la cosa è diversa, molto diversa. ma alla fine quando finisce anche questo ci ritroviamo vuoti, mancanti di punti di riferimento, completamente sfiniti, e delusi dal mondo. ma attenzione, e solo egoismo e non amore. lo so.. ora inizia il linciaggio, lo so sono frasi dure e non accettate, ma questa è la sacra e pura verità. persino nella bibbia c’è scritto ” se mi ami, seguimi. lascia la tua famiglia ed i tuoi figli ” quindi per i cattolici qual’è può essere un segno di più profondo amore? nella preistoria era solo convenienza, un uomo, una donna, solo convenienza. poi la cosidetta civiltà ha creato regole, e noi ormai da secoli le seguiamo. ieri si è sposata una amica, 20 anni, un matrimonio faraonico, non ci sono andato ( io non volevo andare neanche al mio, hehehe )ora ditemi.. per chi era? per loro? che vivevano insieme già da 2 anni? per la famiglia che si è indebitata, fino alle scarpe? e tra anni? se finisce? ok.ok. cominciate pure a tirarmi sassi. però, io la vedo cosi.l’amore non si dice, non si chiede, si dimostra! un abbraccio a tutti e scusatemi se sono stato irriverente e prolisso. ultima cosa, l’amore secondo me è dare senza aspettarsi di ricevere, e difficile, ecco perchè non si trova sempre. ma se siamo lasciati, pensiamo solo che non era amore, troviamoci amici e via, un sorriso una passeggiata, senza metterci la croce addosso. un agrande abbraccio. bruno
beh Bruno non mi chiedo se il mio personale sentimento sia amore lo vivo e basta.e purtroppo non lo vivo come vorrei, infatti la mancanza. però come dici tu non è un interruttore,altrimenti lo avrei già spento. si è vero,le ralzioni tra gli uomini possono non durare per sempre,perchè niente puo’ durare per sempre…e questo lo sappiamo anche quando decidiamo di vivere una relazione in fondo.e molti si sposano credendo che la loro unione sia benessere per loro,magari dicono di amarsi.e questo li tiene uniti. i matrimoni per convenienza sono un’altra storia…non stiamo parlando di quello.comunque non me la sento di dare un’opinione su quel che dici,è senz’altro molto vero che le storie finiscono e solo dopo anni uno puo’ trarre davvero le somme.però… se fosse tutto così semplice saremo altrove a scrivere di tecnologia o di fitness.
comunque sia è il tuo modo di vedere la cosa ed è bene tu l’abbia condiviso con noi:)
per il resto mi manca l’aria stasera. A-I-U-T-O
cara marianna, mi spiace che sei in queste condizioni, io ci sono già passato diverse volte, e ti capisco. ma proprio per questo insisto. non si può star male. per nessuno, mai. ecco perchè il mio cinismo. è l’unica soluzione per smettere di star male. lo so è diffice, lo so è incomprensibile, lo so e struggevole. ma proprio per questo l’unico metodo è il cinismo. decidi di non star male, e non ci starai. decidi che è stato un passo della tua vita, e starai meglio. come un genitore che non c’è più, come un cane che non c’è più. e cinismo, ma l’unica medicina. altrimenti passerà il tempo, e comunque ti accorgerai che non valeva la pena. quindi? manda tutto al quel paese, ora, subito, immediatamente, e rinascerai come una fenice. quello che manca al mondo non è l’amore, ma l’amicizia, e il potersi scambiare 2 parole. sentirvi vivi. e questo si può fare senza compagni. al meno finche non troverai quello giusto. comunque ti riprego di scusarmi, poichè sono molto più grande di te, e usando un poco di cinismo so che mi rendo antipatico. poi magari quelli che mi conoscono, anche di lettere, ( siamo quelli del gruppo pizza party ) mi trovano non proprio cinico ed antipatico. siamo tutti fiori, e senza la terra giusta non sbocciamo. perciò vuol dire che il tuo seme è caduto su una terra non fertile. chiudi la porta decidendolo, e risemina. un abbraccio. bruno
…effetto 11 Settembre…non si può che crollare!
Marianna quando manca l’aria basta aprire la finestra e mettersi a respirare a pieni polmoni, ma non credo che l’aria che manca sia quella, forse, c’è un nodo alla gola che non va via, la voglia di piangere, la tristezza infinita, il senso di impotenza e di rabbia che ti sembra di voler mordere e distruggere tutto….
vorrei dirti fatti coraggio che domani passa e starai molto meglio…ma non ne sono sicura…quindi per questa sera intanto ti mando un abbraccio e ti tengo la mano, domani decideremo meglio cosa fare…
Se fosse così facile voler dimenticare e non sentire più quel dolore sarebbe una magia e magari nessuno soffrirebbe più….ma non è così…questo dolore bisogna viverselo tutto!
notte kate
Che confusione sarà perché ti amo…sdrammatizzo ragazzi 🙂 MARIANNA
ho finito da poco di lavorare 🙁 e anche a me stasera manca l’aria.
venderei l’anima al diavolo per vederlo sotto casa mia ad aspettarmi,
per vedere il suo sorriso, sentire la sua voce e i suoi abbracci.
venderei l’anima al diavolo per stare tutta la sera con lui in
macchina senza fare chissà quale vita sociale, cosa della quale prima
qualche volta mi lamentavo. i miei errori li ho pagati cari. sempre se
di errori si tratta. è che più ci penso più capisco che lui non mi
amava (e non mi ama) non so spiegare bene perché..ma potrei fare una
lista di cose che non tornavano e magari prima o poi la scriverò anche
qua. e io penso di aver tenuto tutto dentro fino all’insofferenza.
forse dovevo parlare, comunicare di più con me stessa e anche con lui.
ma che sarebbe cambiato? almeno ne trarrò insegnamento. cmq credo sia
questo che mi trattiene dal chiamarlo anche se lo vorrei, è un forte
deterrente. certo che dopo mesi di pensieri solo miei vorrei sentire
anche la sua campana..ma forse ne ho anche paura. che potrebbe dire?
le sue eventuali risposte vaghe, superficiali, monosillabi, boh non le
reggerei..perché sarebbero l’ennesima dimostrazione che questa storia
è stata importante solo per me. cioè mentre io sto qua a pensare a lui
e a noi, lui pensa a lei e al calcio, tutto qui. è solo che…non lo
vedo, non lo cerco, ma lo sento. sento la sua presenza su di me,
dentro di me. è come un cerchio che non si chiude e io voglio
chiuderlo non so come, ma lo farò. sia una cena, una chiacchierata,
una litigata o qualunque altra cosa devo trovare il bandolo della
matassa capite?
hai ragione Marianna non basta una botte di vino, ci vorrebbe una
botta di vita. arriverà? ma si sa, le cose quando le vuoi non arrivano
mai o forse arrivano semplicemente quando è il momento. e intanto la
vita va avanti è questo il bello. vivere con la remota speranza che
può sempre succedere qualcosa di inaspettato. domani è un altro
giorno. perdonatemi, stasera ho tante idee e tutte confuse. chi ha
amato soffre dicono tutti. appunto, io ho amato lui…no. e sti c….
scusate 🙂
🙂 grazie Kate, ricambio e ti abbraccio forte!in effetti non è mai lo stesso tipo di dolore. Per esempio adesso sono nella fase che non capisco cosa vuole da me,e come un funambolo cerco di attraversare dall’altra parte ma ho paura che lui stesso mi faccia cadere.mi scrive ogni giorno che mi manca.io per prima cosa penso”oh gli manco….” battito accelerato… ma poi realizzo che”mi manchi”lo si può dire anche ad un’amica. E’ bello sapere che “mi vuole bene” ma,lo sapete, non era quello che avevo in mente 🙂 ghgh Però non mi faccio piu’ mille domande.
Valinda cara non so esattamente cosa consigliarti…da una parte devi valutare che una tua chiamata “in amicizia” non ti è certamente preclusa,voglio dire…lo chiami per sapere come va,gli dici che anche per te va SPLENDIDAMENTE etc etc ma poi gli chiedi a freddo cosa pensa di te,se ti ha amata davvero. Potrebbe finire a parolacce oppure finire con sorrisi di circostanza in cui nessuno vuole turbare l’altro…però appena chiudi hai un magone che non finisce mai 😐 D’altro canto potrebbe anche essere una liberazione, la risposta che cerchi per chiudere il cerchio.potrebbe essere cio’ di cui davvero hai bisogno.Può darsi che stai così proprio perchè non hai ancora sentito la sua campana. Se un mio ex mi chiamasse per chiedermi cosa non aveva funzionato tra noi saprei rispondergli,in linea di massima un’idea ce l’ho,e fa sempre bene sapere Perchè. Ovviamente non so come può reagire il tuo ex,valinda.
Bruno 🙂 capisco cosa intendi per cinismo e immagino che chi si dice tale non sia mai una persona insensibile,sarebbe contraddittorio 😉
Sottoscrivo quel che dici sul bisogno di AMICIZIA. che palle certe volte sentirsi un passerotto in un acquario 😐 con attorno pesci rossi che per quanto si sforzino non avranno mai capito nulla di quel che dico.Comunque vabbè…è un problema mio,caratteriale suppongo.oppure conosco persone troppo diverse da me…
Ci vorrebbe sta benedetta Botta di Vita!
ok.ok. non so perchè dopo anni sono tornato, ma e stato molto bello. sapete circa 2 anni fa, ero famoso in questa lettera, perchè ero un poco pazzo, un poco psicologo, un poco cinico ed un poco sensibile, cioè un misto che fa schifo ( heheheheh ) no. scherzi a parte si parlava di me perchè ho avuto la brillante idea di organizzare una pizza party, e sono venuti diversi, da quasi tutta italia, inoltre ci siamo ritrovato a natale, e vi giuro è stato bellissimo. ecco cosa voglio dirvi, non rinchiudevi nella solitudine, ma organizzatevi, incontratevi, ridete e piangete insieme. solo cosi potrete ritrovare la giusta strada, ridendo con persone che hanno i stessi problemi, e le stesse situazioni. siamo nel 2000 e le distanze sono una scusa. trovatevi, e vedrete che mi darete ragione. un abbraccio a tutti. bruno
Penso sia normale avere la sensazione di non riuscire, di non sapere come chiudere il cerchio e sentire forte il bisogno di chiuderlo.
Di pensare, anche, che per forza sia necessario parlare con l’altra persona. A volte accade, e si ha la fortuna veramente di trovare più chiarezza e serenità in un confronto… a volte ciò è possibile solo quando è passato del tempo, e non si cercano, per esempio, nell’altro delle risposte precise che non è in grado di dare, a volte i dialoghi servono solo a confondere di più…
molto spesso non è le risposte dell’altro che stiamo cercando, in realtà, ma le nostre. La nostra chiusura del cerchio, che tradotto potrebbe essere, forse: accetto e rispetto, da parte mia, comunque l’esperienza che ho vissuto, come parte della mia storia personale, un capitolo del più complesso (in senso di fatto di tante cose, no di complicato per forza) libro della mia vita, mi sento in pace e posso andare avanti.
Bruno: io non credo (parlo per me) che il cinimo sia la strada.
Penso possa essere una fase, come le fasi (estremizzo) in cui magari guardiamo le coppiette per strada e pensiamo che tutti sono felici e noi no, o guardiamo le coppiette per strada e pensiamo che tutti stanno vivendo soltanto un temporaneo imbroglio.
In cui ci chiediamo che senso ha amare se poi tanto finisce, o ci colpiscono magari statistiche sui divorzi o sulla durata dell’innamoramento a cui in altri momenti non avremmo fatto caso o ci saremmo fatti due risate, cose così, non da sfigati (perché mai, anche se ho capito che lo hai detto in senso autoironico e affettuoso, una persona dovrebbe essere sfigata perché una storia è finita?), ma da persone che attraversano un particolare momento della vita. E la vita è fatta di molti momenti particolari, up or down o di semplice cambiamento, dovuti a circostanze molto particolari che sia o anche interno, di nuove domande fatte a se stessi, riassestamenti o crescita personale.
Non si può stare male per gli altri, dici?
Si può eccome. Siamo esseri sensibili, per fortuna, chi più chi meno, certo. La sensibilità è un dono, che a volte ti si può ritorcere contro, ma se sei sensibile al bello lo sei anche al brutto. Come ho detto altre volte però bisogna anche conoscere la propria sensibilità un po’ meglio, alle volte, sapere che si ha dentro una ferrari e non una cinquecento, e imparare cosa per sè fa male o bene, cos’è tollerabile cosa no.
Si può stare male per gli altri, il punto è chiedersi forse fino a che punto si è
disposti a stare male, a farsi fare male, anche magari da chi non pensa di farci male, non esistendo un’empatia completa, mai, e spostarci da ciò che ci ferisce e non fa per noi.
Com’è importante avere dei progetti e dei sogni, sempre, ma nel momento in cui essi non sono realizzabili non morire dentro a ciò che avremmo voluto ma non è stato o non può essere, o non essere più.
Gli amici sono meravigliosi, sono d’accordo, e considero gli affetti, al di là dell’amore, centrali, come altre cose molto importanti della vita, tra cui essenziali sono sempre l’amore e il rispetto per se stessi.
Io credo che forse (ma ovviamente non posso generalizzare) siamo guariti nel momento in cui siamo di nuovo in grado di modulare le distanze con gli altri in modo spontaneo e naturale, senza girare nè scoperti come se andassimo in giro con le ferite aperte nè con un’armatura spaziale nè con l’aspettativa che giunga qualcuno a guarirci. Nel momento in cui, con spontaneità, siamo in grado di interagire con gli altri, e il nostro equilibrio è tornato in asse dopo la tempesta emotiva and co della fine di una relazione che abbiamo vissuto come importante.
Credo che dobbiamo fare tutto il possibile per volerci bene, e considerare che, comunque, è con noi stessi che in ogni caso, in primo luogo, che trascorreremo la vita. Il nostro primo compagno di viaggio siamo noi, la persona a cui dobbiamo cercare di offrire una vita serena e confortevole.
Questo non significa diventare chiusi ed egocentrici, nè non amare, nè guardare le cose con cinismo.
In quell’amore per noi stessi, a volte da costruire o da ricostruire, c’è tutto lo spazio per accogliere gli altri, anzi, ce n’è forse anche di più, e più sano, che quando non ci si ama e si delega agli altri di far sentire un benessere che comunque intanto è da dentro di sè che dovrebbe partire.
Ma per riconoscere gli altri, come amici o nemici, come portatori di gioia o scompenso, come simili o dissimili, come compatibili o meno, come buoni compagni di viaggio per un minuto o per 20, 40, 60 anni,
o come persone a cui dire: no, scusa, scendo qui, essenziale è saper riconoscere se stessi prima, come individui degni di vita, salute, serenità e amore.
E se è chi abbiamo scelto a scendere dal treno, e ciò causa dolore non resta, purtroppo, anche che vivere anche il dolore, ma ricordandosi dell’amore per sè e per la vita. E darle la possibilità di andare avanti, perché avanti va comunque,ma dobbiamo anche permetterle di andare avanti con noi
@E se è chi abbiamo scelto a scendere dal treno, e ciò causa dolore non resta, purtroppo, anche che vivere anche il dolore, ma ricordandosi dell’amore per sè e per la vita. E darle la possibilità di andare avanti, perché avanti va comunque,ma dobbiamo anche permetterle di andare avanti con noi
grazie Luna
riempi di luce e di comprensione molte giornate 🙂 alè!
baci
ciao luna. ma ti chiami proprio cosi? e bello leggere tutte le tue frasi, e provabilmente il mondo all’inizio doveva essere cosi. ma mi chiedo: chi rovina tutto? secondo me siamo sempre noi. Sai? a volte quando faccio corsi di vendita, chiedo a tutti una semplice cosa: ” chi tra di voi ha prestato soldi o favori a degli amici, parenti o altro, e poi non li ha ricevuti indietro? ” a questo punto tutti, nessuno escluso alza la mano. Allora faccio la seconda domanda: ” chi tra di voi deve soldi o qualcosa a qualcuno e per un motivo o per altro non li ha dati? ” nessuno alza la mano. questo ci fa capire che noi guardiamo solo il male ricevuto e mai quello che abbiamo fatto. cara luna, sarai certamente una bellissima ragazza, e potresti dire francamente che non hai fatto soffrire nessuno? Quindi ecco come vedo il cinismo, solo come cruda realtà. abbiamo perso una persona cara e ci sembra la fine del mondo, ci piace crociolarci nel silenzio, nel pensare, nel metterci con la faccietta triste da una parte. In attesa di chi sa cosa. ecco cosa intendo per cinismo. Se riuscissimo a guardare la realtà, forse tanti guai non ci sarebbero. dobbiamo guardare il mondo come un quadro bianco, siamo noi che mettiamo i colori, e prima di iniziare il dipinto, dovremo essere sicuri di quello che vogliamo disegnare, per non lamentarci dopo. forse mi manderai a quel paese, ma penso che non vale la pena soffrire ne per altri ne per noi, dovremo solo essere più obiettivi prima, e non farci illudere, da un innamoramento falso. scusa, abbraccio bruno
Bruno: ciao 🙂 perché ti scusi? 🙂
sono d’accordo sulla cosa del dipinto, quello che non capisco è cosa c’entri l’illusione. e soprattutto perché l’innamoramento dovrebbe essere per forza falso. O forse dici che bisognerebbe stare attenti a capire se è vero? il punto è che ci sono anche amori veri che cambiano e finiscono, e secondo me il realismo è accettare che la vita, in genere, è un divenire. non sta ferma.
mi sono chiesta cosa avrei risposto alla tua prima domanda. Ho pensato che non avrei alzato la mano. Onestamente. Con i miei amici, quelli veri, non mi è mai capitato. Trovo che nessuno di noi sia in perdere, anche se nessuno è perfetto. Certo che anch’io ho fatto soffrire, anche perché ritorno a quel discorso che facevo sul fatto che l’empatia totale non esiste. Quindi si può far soffrire anche senza volerlo. Ma forse è anche vero che perdoniamo (e ci viene perdonato) molto più facilmente il dolo involontario, a volte impossibile da evitare, piuttosto che il dolo volontario, figlio di un certo modo di guardare la vita.
Io, vedi, ti avrei risposto piuttosto pensando a ciò che non ho restituito piuttosto a ciò che non mi è stato restituito.
Però poiché non misuro ciò che do o mi viene dato, non tengo una specie di libretto in cui segno le entrate e le uscite quando si tratta di persone con cui ho un legame profondo, rispondere alla tua domanda mi sarebbe difficile. E’ per una questione di sensazione, più che di conti, se percepiamo di essere in perdita, in credito, in debito, o in parità con le persone.
A me è capitato di avere a che fare con la vendita. E vendevo. Vendevo senza raccontare bugie. Mi avevano dato un “prontuario”
su come avrei dovuto convicere a comprare. A me pareva assurdo. Se avessero tentato di vendere a me così forse ci sarebbero anche riusciti, però a me, quello che vedevo scritto nero su bianco, faceva sorridere, mi pare una recita. Ho venduto, e non perché raccontavo bugie, ma per il modo in cui mi ponevo. Ero molto giovane e risultavo simpatica. C’era chi mi diceva (donne, sarebbe facile dire che erano maschi ed ero carina): in realtà questa cosa non mi serve, però lei è gentile, e mi ha fatto ridere.
Oggi, con la crisi che c’è, forse ciò sarebbe impensabile. Ma è stato prima della crisi che mi sono chiesta: ok, esiste il libero arbitrio, e non ho mai puntato la pistola alle persone che mi hanno comprato il prodotto, però non mi piaceva il concetto, non mi piaceva il concetto, a me, di usare la capacità comunicativa
per convincere le persone a comprare qualcosa di cui non avevano realmente bisogno. Inoltre, e questo mi dirai che sarà cinismo, io non prendevo una percentuale in più sulle vendite, che vendessi 100000 o 10 prendevo uguale. Dunque alla fine chi guadagnava era chi stava sopra, sul fatto che tra me e le persone con cui c’era un confronto nasceva una forma di empatia. A questo punto avremmo potuto incontrarci da un’altra parte e farci due risate gratis 😉
Certo, io guadagnavo il fatto che chiamavano sempre me, perché ero quella che vendeva 1000000 e non 10, guadagnavo in esperienza, e guadagnavo l’antipatia di chi vendeva 10 o delle commesse che si sentivano dire: che simpatica quella signorina. E mi guardavano in tralice e mi dicevano: facile risultare simpatica e avere il sorriso, vorrei vederti a fare questo per 20 anni.
In realtà conosco persone che vendono da 40 anni e sono sorridenti lo stesso, e altre che vendono da due giorni e sono sempre incazzate. Dipende anche se ami quello che fai, pure se ogni lavoro ha le sue rogne. Io, su quel foglio bianco che era quel lavoro, avevo messo i miei colori. Finché mi sono piaciuti, finché, per me, hanno avuto un senso. Poi ho cambiato tela. Una che fosse di più sulle mie corde.
Ora, naturalmente, non ce l’ho con i venditori, ovviamente, era per dire che nelle stesse situazioni ciascuno vede quello che salta ai suoi occhi, e nelle esperienze prende ciò che vale per lui. E un domani potrei certamente tornare a fare la venditrice se ne avessi bisogno e ci fosse spazio per me. Questo mondo, secondo me, ci spinge ad essere realisti e pratici, ma non dobbiamo dimenticarci, anche se il mondo non è ideale, che dobbiamo ricordarci comunque chi siamo, e come guardiamo il mondo, senza pensare che il mondo sia, per forza, comunque, come noi vorremmo sempre che fosse. Avrei mille motivi per essere cinica. Non credo di esserlo diventata. Credo di avere imparato a proteggermi di più, quando serve. Però sono anche felice di essere ancora capace di perdonare i doli non volontari, e di farmi un esame di coscienza quando sono io a fare soffrire qualcuno. Se me la prendo un po’ con la vita perché mi ha posto davanti difficoltà, delusioni che non avrei voluto conoscere, sono comunque contenta di avere una scorza più dura, ma di avere anche conservato la voglia di guardare il mondo come un luogo di incontro, e non un campo di battaglia.
L’amore? esiste, ne sono certa. Quello che manca, alle volte, è il sapere amare bene. Ciao 😀
@ Luna: che dire… BIIIS! :)))
@ Bruno: sì, il dato di partenza della “realtà” è essenziale- e la comprensione, la compassione e l’accettazione (non in quest’ordine… ma in quello che di volta in volta si rende necessario) la fanno emergere alla consapevolezza e quindi alla vita…
la realtà è tutto ciò che senti e vivi senza nasconderti nulla e senza fuggire a nulla di ciò che è
ma la difesa o l’attacco sono solo strategie e non specchio del reale, ma fughe dal… incluso il cinismo, credo
ti nascondi la gioia del condividere, dell’amare, del crescere perchè il cinismo blocca tutte queste emozioni e queste possibilità
tuffati perchè anche quando ne segue dolore, quello, reale, ti apre nuove opportunità
grazie luna per non aver detto male dei venditori, heheheh io ormai lo sono da moltissimo tempo, ed insegno ad altri ad esserlo. questo lavoro mi ha aperto gli occhi, e so bene che se lo fai onestamente duri e vai avanti, altrimenti finesce subito. ma proprio grazie a questo lavoro, ho appreso che la vita la facciamo noi. eggià, sembra strano.. ma siamo noi i realizzatori della nostra vita, sia cosciamente che incosciamente, sembra assurdo lo so, ma se noi per primi cambiamo vedremo cambiare man mano anche gli altri. ma stavamo parlando di amore. cara luna io non ci credo. non e che non ci credo ora ma non ci ho mai creduto. e mi viene da sorridere guardando altri felici, cinico? reale? deluso? non lo so. ma ne ho viste talmente tante da farci la seconda divina commedia. l’amore è quello che vorremmo, non quello che è! tutti vorremmo un amore quasi perfetto, e solo qiando lo perdiamo ci sembra che cada il mondo, niente di più falso. è solo la mancanza del punto di riferimento, della normalità che ci eravamo creati. e la solitudine spirituale. ma basterebbe guardarci intorno per ritrovare la forza di andare avanti. il vero amore non finisce mai, e non si dice mai, e non tramonta mai, e solo l’unione di due entita separate, ma che devono restare separate, e costruire, costruire interrottamente. viviamo come vorremmo far credere di essere. sai? ora sto studiando la bibbia e sono ateo, ma mi chiedo quanti cosidetti cristiani conoscono veramente la bibbia? e nella vita di oggi e esattamente la stessa cosa. ci mettiamo con un ragazzo perchè crediamo sia il migliore del mondo, ma su quanti abbiamo scelto? scambiamo la simpatia con l’amore, e quando lui si comporta come noi non vorremo iniziano i guai. p.s. non so cosa ho scritto, sto ascoltando musica, e nonostante neanche mia madre mi abbia amato, non credo nell’amore. forse mi saprai perdonare delle magari stupidaggini uscite di getto e sincere. ma mi spiace e mi scoccia che persone gentili e sensibili si ritrovino su questo sito, con questi problemi. un abbraccio bruno
BRUNO: se non hai mai creduto all’amore perché ti sei ritrovato tu su questo sito allora? Non è una domanda provocatoria, nè per forzare una porta tua che magari non vuoi aprire o riaprire, è proprio per capire che l’ho chiesto, ma non c’è bisogno che io capisca.
Non voglio certo farti cambiare idea, nè tu a me, mi pare 🙂
Quello che dici ha certamente un fondo di verità, nel senso che è vero che capita di scambiare la simpatia per amore, l’abitudine e la dipendenza emotiva per necessità imprescindibile dell’altro, che si può fare fatica a acettare di perdere un punto di riferimento, che sia stato vero o che lo si abbia considerato come tale… tuttavia, se mi baso su di me, che di persone ne ho conosciute tante, ho stimato molte persone, ho provato simpatia per molte persone, ho interagito con molte persone, e non per tutte le persone, con buonismo, ma ho certamente incontrato e conosciuto molte persone interessanti, posso assicurarti che non mi sono mai innamorata del primo che passava correndo 😉 e dubito anche che mi possa accadere.
Perché sono una persona aperta, estroversa, ma ho una parte introversa, anche, che non soffre peraltro di solitudine spirituale, ma che non è aperta a tutti. e per far entrare qualcuno in quel livello più profondo l’ho scelto, sì.
L’amore non è ciò che vorremmo perché spesso ci dimentichiamo che l’amore, oltre ad essere qualcosa che noi proviamo, nel momento in cui esce da noi incontra un’altra persona, che può ricambiarci oppure no, può vedere le cose come noi le vediamo, o perlomeno in maniera simile, o no, può essere sulla nostra stessa lunghezza d’onda o no… può volerci e amarci ancora o no… e che, al di là di come noi lo vediamo perché ci piace, lo desideriamo (non solo fisicamente), al di là di come noi desideriamo che ci guardi, ci percepisca, ci capisca, può guardarci, percepirci, capirci o meno, desiderarci o meno a modo suo.
Persino amandoci a sua volta.
Di cosa stiamo parlando, Bruno? di amore o di relazioni?
L’amore esiste, esiste perché lo proviamo. le relazioni sono fatte di tante cose, di cui l’amore è la base, o dovrebbe essere la base, ma sono dei passi a due in cui le persone posso ballare insieme in modo armonico, pestarsi i piedi o in cui uno dei due può chiedere ai musicisti di suonare ancora mentre l’altro vuole andare a sedersi o esce dalla sala.
ed è a quel punto allora, forse, che dobbiamo essere molto sinceri con noi stessi, ed è lì che inizia il momento veramente difficile.
e cioè ammettere che, quando si resta lì da soli, in mezzo alla sala, e ci pare che anche i musicisti ci guardino facendo spallucce, imbarazzati, perché erano anche pronti a suonare ancora, ma lui o lei ci ha lasciati lì in mezzo, quando eravamo pronti a fare ancora un passo, anzi centomila insieme… beh, inizia la parte difficile perché, anche se a seconda del carattere che abbiamo, possiamo scivolare con il culo per terra e piangere lì, davanti a tutti, o fare spallucce stile “ma che me ne importa a me”e sdrammatizzare prendendo il primo che passa per continuare a ballare, saltare sul palco e improvvisare una mazurca coinvolgendo anche la gente che fino a quel momento non ballava, cominciare a tremare finché non arriva qualcuno che momentaneamente ci rassicura almeno fino ad arrivare alla prima sedia, o chi ne ha più ne metta (e a volte persino un po’ di tutto ciò insieme)… beh, inizia la parte più difficile comunque perché la sensazione, almeno momentanea, mi sa è che il pavimento ci stia inghiottendo, che nella sala, ora ingrandita a dismisura, ora stretta sino a soffocarci, sia andata via la luce, a parte un faro puntato che ci sta spappolando gli occhi…
ma al di là di quella sensazione ci siamo ancora, e ci saremo, se Dio vorrà, domani. e se la realtà è che qualcuno se n’è andato, indifferente perché, o non possiamo proprio più starci insieme, indifferente perché (lo so che fa la differenza, ecc, però il nodo centrale è che non c’è) possiamo anche stare distesi in quella sala finché i ragni non costruiscono su di noi una metropoli di ragnatele, o arriva uno spazzasala, ma rimane in realtà il fatto che la vita continua e che dobbiamo proprio rialzarci. E questo è maledettamente più concreto dell’esistenza o meno dell’amore, perché non è in discussione il fatto che l’amore esista o meno, ma il fatto è che la vita va avanti comunque, anche se la nostra relazione è finita. E, scusami se sono poco poetica, ma pisciare contro vento non è mai una grande idea. Contro la vita, poi, figuriamoci. Sempre e comunque. Che siamo innamorati o no. L’amore, inteso in senso più ampio, se vuoi quello innanzitutto per la vita, ci raggiunge più facilmente se siamo aperti che chiusi, se viviamo vivendo piuttosto che se siamo stesi su un pavimento mentre comunque le funzioni vitali sono attive, ma vanno in vacca. (deliro? boh :P)
@ GIU,
1000000000000000000000 grazie per aver parlato del libro di Krishnananda, E’ stato illuminante!
Fantastico.
Abbrax
@BRUNO,
sembri duro, ma sei vero…. giusto! Bravo condivido
Ciao a tutti e grazie LUNA per i tuoi interventi. oggi ho scritto al
mio ex se potevamo vederci per questa benedetta serata conciliatoria
di cui s’era parlato. lui ha risp che non poteva, di risentirci la
prox settimana perché nei prox giorni aveva il turno di notte e m’ha
chiesto se era tutto ok. io gli ho risposto ok e scherzando che quando
lo cercavo io aveva sempre il turno di notte..che prima di partire per
le vacanze lo volevo rivedere. lui non ha risp più. e il punto è che
ho capito che non sono pronta. non saprei dire se lo amo ancora, ma di
certo la ferita ancora mi brucia. perché lui m’ha ferito e tanto, e
lui è sempre quello lì che m’ha ferito. e se ancora ogni tanto sto a
pensare a cosa fa, dove va, se è con lei, a indagare attraverso fb, a
guardare a com’è scritto il suo sms, a guardare un vestito pensando
che ce l’avevo una volta con lui…è evidente che non sono pronta :-)e
chissà quando, tra un mese, 1anno 1secolo. e poi sento che lui (dio
mio ancora non so come faccia) non ha interesse a chiarire, parlare,
riallacciare. e anche questo ha il suo peso per il mio orgoglio e
dignità. quindi chiuderò il cerchio da sola come una ferita suturata
che ancora sanguina un po’, ma che col tempo si chiuderà. poi via i
punti e solo una cicatrice che col tempo sarà sempre meno visibile.
magari col tempo gli telefonerò in amicizia non lo so. il fatto che
lui non faccia neanche un passo verso di me – e non per amore
intendiamoci ma per riconciliazione – è un grande deterrente. ma so
che ho fatto del mio meglio prima durante e dopo. ho anche sbagliato
certo e anche in questi momenti “sbaglio” e mi contraddico e mi
confondo. ma ho fatto davvero del mio meglio, tutto quello che potevo
fare. per questo nonostante tutto sono serena. sola, ferita, ma
serena. e anche nuova, un po’cambiata e in cambiamento. fa male
pensare che non sia restato niente di quello che credevi amore ma è
semplicemente un capitolo che si è chiuso, è la vita. e grazie a tutti
ragazzi, queste pagine mi stanno davvero aiutando a ingoiare questo
rospo.
LOREDANA,SE CI SEI ANCORA su qst blog fatti sentire!!!!capitanooooo!!!!
grazie a tutti coloro che mi hanno risposto, ho letto un pò quà e la nel sito le storie di un sacco di gente e …
anche se il sapere che non sono l’unico a passare un periodo del genere, mi da un pò di conforto, (come si dice: mal comune mezzo gaudio…) tutto questo mi lascia dentro una grande tristezza…
cerco nelle Vostre parole la forza di ricominciare, non voltarmi indietro xchè ogni sguardo lasiato alle spalle mi fa perdere l’equilibrio e mi impedisce di andare avanti…
Più passa il tempo e più mi rendo conto che alle spalle ho ciò che di più bello e misterioso ha fatto parte della mia vita e muovere quei passi per allontanarmi è davvero dura…
Spesso cerco la forza per affrontare le difficoltà di tutti i giorni pensando a ciò che ero ed eravamo, all’energia che questo legame mi regalava e che ora non so più dove trovare, ce l’avevo dentro e ce l’ho ancora lo so, ma ora non ho più la serenità per esprimerla e tirare fuori il meglio di me…
Mi continuo sentire dire di trovarmi nuovi interessi e fare nuove conoscenze, ma ci vorrebbe un miracolo a fare conoscenza con un broncio del genere e per quanto riguarda gli interessi purtroppo ora non vedo nulla che mi smuova veramente, hobby, sport, nulla che mi piaccia fare da solo, ci vorrebbe proprio un amico, sapete quegli amici con cui si condivide tutto (o quasi) e a cui piace fare le stesse cose ?!…
Ecco dovrei tornare come da piccolo ed avere l’amico immaginario, con quello si che si viaggiava 🙂 ma ora non funzionerebbe, anzi credo che la chiamino schizzofrenia…
Se almeno ci fossero le istruzioni da qualche parte di questa vita, io di solito nn le leggo mai ma adesso come adesso una sbirciatina la darei… almeno per sapere se tuttto ciò che ho costruito finora ha un senso…
Cmq grazie ancora per essermi stati vicini (x modo di dire) e se avete qualche bella idea o esperienza sulle cose da fare come single ben venga 🙂
hallo ragazzi tutto a posto? heheheh si fa per dire, al mio tempo in questo sito si scriveva e dopo un paio d’ore si leggeva ora ci sono gli orari, e non ci capisco una mazza. quindi perdonatemi se non rispondo a domande chiare e/o a riferimenti precisi.
dunque, dunque, siamo alle solite. Io penso che l’amore non esiste, ed invece di darmi prove del contrario, leggo tanta sofferenza. scusate ma questo conferma la mia tesi. oddio quanto vorrei che esistesse, e quanto vorrei nutrirmene, ma purtroppo per mia sfortuna non lo mai provato. la prima ragazza, ingrassava, e gli dicevo mangia meno, invece era incenta dell’ex, la seconda aveva bisogno di soldi e per un anno e stata fantastica, ora addirittura ha partecipato ad una trasmissione famosa, e quindi chi la sente più? quando si sentiva mi chiedeva soldi, quindi nisba amore, l’altra molto più giovane vedeva in me il potere, una volta mi disse: ” se eri un bigliettaio delle ferrovie non ti avrei guardato ” ok nisba amore, l’ultima mi manda un mess il 3 luglio di un anno dicendo: ” aiuto bru, non ci sto capendo più nulla ” l’8 luglio ricevo i mess del suo compagno che mi chiede di levarmi dalle scatole perche vivono insieme. da oggi cioè l’8. mi sono dimenticato la mia ex moglie, la migliore. E una donna che sa come mettere in mutande un uomo. Ora: mi chiedo e mi richiedo, bruno sei uno str…. sei il peggiore uomo che esista al mondo, non sei un uomo, ecc.. possibile che tutte cosi? certamente no. allora sei tu! processo e condanna assicurata. ed esiste l’amore? me lo auguro.
per voi tutti, non voglio sembrare un rompiscatole, ma mi spiace che molti soffrano per amore e so che il semplice dire non vale la pena è insignificante, ma è cosi! se si è perso non lo ricercate, lasciatelo andare, dedicatevi ad altro o ad un altro anche nella difficoltà ci può essere serenità. Per haidi, grazie mille, ma non sono mai stato un duro, anzi sono talmente molle che quando piove sparisco. Un poco mi piace socrate, che diceva: io servo per pungervi. cioè cerco sorridendo, con cinismo, con sarcasmo, con nostalgia, con passione di farvi passare al più presto questi momenti tristi tutto qui. un abbraccio. bruno