La fine improvvisa di un amore
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006
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Categorie: - Amore
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ciao a tutti, torno nel sito dopo due anni di assenza anche se vi ho letto sempre…sono qui per condividere quello che mi é successo ieri…dopo due anni che io e il mio ex ci siamo separati (voluto da lui perchè aveva un’altra), ieri scopro da un’amica che lui e la sua compagna avranno un figlio…io non lo sento da due anni, gli unici contatti che abbiamo avuto per un anno sono stati delle email in cui mi diceva quanto mi aveva versato (x restituirmi i mobili) come TRF, poi un incontro l’anno scorso in cui mi ha restituito tre foto mie … io nel frattempo ho sofferto per un anno poi mi sono “spostata” e ho ricominciato a vivere anche se non ancora a pieno (ci sto lavorando)…solo che la notizia (anche se me la potevo aspettare da tempo) mi ha un po’ messo sotto sopra, ovviamente mi ha fatto piangere un po’ anche se non avrei voluto tornare con lui x il semplice fatto che neanche in questo caso ‘what goes around comes around’ si è avverata…sono solo un po’ scoraggiata da come vanno le cose…
Sai Anna il tuo post e’ stato…liberatorio…mi sembravi mia mamma, mi hai fatto sorridere, mi hai messo del buonumore.
Non so quanto a lungo durerà questa sensazione di calma e forza che mi hai trasmesso, di rivalsa, ma intanto me la godo. E lascio il tuo post sullo schermo del PC così, visto che finalemnte provo a concentrarmi un pò..speriamo..quando alzo gli occhi lo vedo e mi sprona…
Smack!
Ah, Bubu, tra l’ altro, il copione nn cambia : e’ quando sentono che qualcuno e’ troppo vicino che se vanno. Non vogliono essere “legati” e cmq, quando lo sono, lo negano a se stessi attraverso tradimenti, allontanamenti, sparizioni. Poi tornano e frignano anche un po’ ma nn pensare che “nel mezzo” stiano li’, buoni, buoni. Hanno storielle cosi’ light che se nn li pedini non te ne accorgi nemmeno, ma le hanno ( io, ai tempi, mi sono distratta un secondo dentro ad una discoteca e stava baciando una ragazzina ). Non sono “altre”, sono PASSATEMPI e nemmeno loro sanno il perche’. Ti tradiva in viaggio e pensi che non lo facesse anche altrove? Forse per mancanza di tempo ma cmq la sostanza non cambia…ma come hai fatto a sopportare? RABBIA? Ma mi pare il minimo, se lo ami e se lui DICE di amare te. Ma che amore e’? Quello di un egoista e si torna al punto 1. Boh…a me quelli cosi’ han davvero schifato. Non sara’ tutta colpa loro ( di solito, hanno qualche trauma pregresso e spesso in famiglia ) ma cmq non li cambia nessuno…
ciao alonso Q, alice, luna,heidi, silvy e a tutti gli altri
anch’io pensavo che la vita e’ una ruota ecc. ma negli ultimi mesi mi succedono cose che non mi lasciano respirare un po’ c’e’ sempre qualcosa (amore, famiglia, salute) e quindi e’il pessimismo che domina e la delusione.
X quanto riguarda l’ex, negli ultimi giorni cerco di ricordarmi i suoi difetti, e la fine della ns storia (le sue parole, l’addio) sperando che magari cosi’ ci metto una pietra sopra.
ALONSO Q.la mia storia e’ cosi’ comune, l’ho capito leggendo i post qui’ , storia a distanza, ci siamo stati insieme per 1 anno, parlavamo ogni giorno x 2-3 ore, ci incontravamo ogni 5-6 settimane,
poi arriva quel giorno fatidico, eravamo in ferie, tutto era bello, come sempre, poi all’improvviso cambia, gli da fastidio tutto, non sorride piu’. e quando chiedo cosa succede, mi dice che non sa, che non sa spiegarlo, che non capisce piu’ niente. In poche parole …FINE. La verita’ e’ che non ho insistito, non ho detto ti aspetto e vediamo come andra’, ci riproviamo, prenditi una pausa ecc non perche’ non lo volevo, ma perche’ sono del parere che se l’amore finisce o se la sentiva cosi’ dentro se’, doveva chiarire prima con se stesso. E’ chiaro che questa mia ”fredezza” era solo apparente. Un abbraccio
Ciao belli 🙂 passo di fretta, ma ho letto tutto.
BUBU@sono sempre +convinta che non sia una questione di amore mancante,ma
di sua incapacità a vivere una relazione
seria,impegnata,canonica…
appunto, e ti pare poco non essere capace di vivere una relazione seria, impegnativa, canonica?
vuoi passare il resto della vita così?
a trovargli giustificazioni, invece di essere una compagna ma una sorta di maestra di sostegno riguardo cose che dovrebbero essere naturali e che per un rapporto sano, soddisfacente per entrambe le parti, sono necessarie?
gli hai fatto sconti, dato giustificazioni, ma è questione di amore mancante quando non si è capaci di vivere una relazione seria, impegnativa e canonica.
Manca almeno la parte dell’amore che non riguarda solo se stessi, ma l’altra persona, la quale ha diritto di sentirsi amata in quella maniera seria, impegnata e canonica.
Hai descritto molto bene le sensazioni (inerme, etcc) che questa relazione ti fa provare.
Puoi non riuscire a riconoscere esattamente l’origine del malessere, ma riconosci il malessere. e quel malessere direi che viene proprio dalla relazione che continui a difendere.
con frasi come: quando non sto male con lui sto così bene.
Tipo: pensa, quando non mi schiaccia il piede sotto la scarpa, appena se ne va il dolore, non ho mal di piedi, non è incredibile??? e riesco persino a camminare di nuovo e a fare una serie di cose che non riesco a fare quando il male al piede è acuto!
che persona meravigliosa, non mi pesta neanche i piedi tutti i giorni, pur avendo un problema per cui pesta i piedi… La mia ironia non è contro ciò che provi, Bubu, perché so come si provano queste cose… ci si dimentica di avere i piedi sani, cosa significhi, e si comincia a glorificare i momenti senza mal di piedi, senza rendersi conto che è normale camminare sereni, no riuscire a camminare nonostante, e che le cose che
che descriviamo in termini di eccezionalità sono sì eccezionali, come no, ma perché manca la vera normalità…
e confondiamo il fatto che una persona sia altamente destabilizzante nelle sue modalità e quindi faccia provare sensazioni di vuoto epocali con la mancanza della vicinanza di qualcuno con cui stavamo stiamo veramente bene…
io non ti conosco e non posso sapere se sei rompipalle…
ma se in una lettera leggo “mi sento inerme”, “mi mancano le energie” o cose del genere, ricorrono continue giustificazioni per l’altro e per contro cose come: se io non avessi, se solo io avessi…, ricorre un continuo adattamento/tensione per non far saltare la mosca al naso all’altro, mentre l’altro va-viene-dice e fa con incoerenza ma per se stesso ha sempre un buon motivo, che sia pure il trauma infantile per non crescere manco a 30, 40, 50, 60, 70 anni che sia, se l’incapacità di amare, dell’altro, riconosciuta, a istinto, non diventa un’allarme ma, mi ripeto, una giustificazione, se episodi anche di violenza verbale o fisica vengono minimizzati o hanno sempre un motivo scatenante, nel raccontarli, per spostare l’attenzione dal fatto che la violenza verbale e fisica rimane, comunque, violenza verbale e fisica, se c’è, insieme, una richiesta di aiuto, uno sfogo che riguarda uno stato di malessere e insieme un dire: però io non voglio cambiare idea, perché io comunque vi dico, sì, che questa persona mi fa stare male però io lo conosco meglio di voi, e quindi so che in realtà voi non potete capire, anche se vi parlo di un occhio nero emotivo… se si parla di frequenti periodi di decompressione che quindi indicano uno stato di pressione, ecc ecc…
bhe, non so se tu sei rompipalle, ripeto, ma comunque questa non è una relazione alla pari. E non lo sarebbe neanche se tu riuscissi a diventare una bambolina pur di non far saltare la polveriera.
E comunque credo che sì, in ogni caso, un distacco vi faccia bene.
a te di sicuro. baci
Anna qnd dici “il copione nn cambia : e’ quando sentono che qualcuno
e’ troppo vicino che se vanno. Non vogliono essere “legati” e cmq,
quando lo sono, lo negano a se stessi attraverso tradimenti,
allontanamenti, sparizioni” è purtroppo vero, verissimo. In parte
credo ne sia consapevole anche lui, da una parte cerca la relazione
seria e dall’altra scappa. Sto capendo cose che prima sospettavo, ma
non pensavo sul serio potessero essere così..
Luna, leggerti è bellissimo, ho letto altre cose che hai scritto nei
giorni passati su altre storie e ho visto una consapevolezza e una
lucidità che sicuramente sono frutto di un lavoro interiore lungo e
travagliato. Riguardo a quello che mi hai scritto io vorrei dirti che
oltre a capirlo, l’ho fatto mio, e che non lo voglio +. Vorrei. Vorrei
essere forte e menefreghista, libera bellissima e sorridente. Invece
mi sento uno straccio, che sbaglia tutto e che vorrebbe sparire.
Stamattina il risveglio è stato orrendo, gran ansia, e so che andrà
sempre peggio. Poi dopo qualche ora da incubo ora mi sento così
spossata..ti direi va meglio, in realtà è solo la debolezza per
l’incredulità, la mancanza, la paura…Mi sento esattamente come mi
aveva detto lui nella rabbia mentre mi lasciava, mi definirei con
quelle stesse parole. E poi xchè quella rabbia? Non gli avevo fatto
niente, ok una discussione. Ma aveva esasperato lui le cose, avevamo
trovato una mezza soluzione. Non è che rompessi le palle, ogni tanto
gli chiedevo qlc che lui non voleva, ma tanto non mi è mai venuto
incontro. Tanto forse sta meglio libero. Si vede che mi ero illusa che
stesse bene, l’avrò sognato, tutte le volte che mi diceva come siamo
belli insieme, come stiamo bene, sei la donna della mia vita, ti
amo…Ti amo me l’ha detto anche alla fine, sia da arrabbiato sia da
calmo.
Scusate sono pensieri sconnessi ho i nervi a pezzi e sono debole.
Ciao
“Vorrei. Vorrei
essere forte e menefreghista, libera bellissima e sorridente. Invece
mi sento uno straccio, che sbaglia tutto e che vorrebbe sparire”.
@bubu: pure per me è cosi’… oggi sto un pochino meglio… sarà perchè mi sono resa conto di aver toccato il fondo… e avrei potuto continuare all’infinito.. putroppo le persone bisogna saperle lasciare andare… come dice alonso bisogna ripartire solo da noi… non si è + in due…
ti abbraccio!
“Non vogliono essere “legati” e cmq,quando lo sono, lo negano a se stessi attraverso tradimenti,allontanamenti, sparizioni”
Cara Bubu, non ti sbagliare, non CERCANO LA COPPIA SERIA, e’ che, a volte, ci finiscono loro malgrado anche grazie a gente come noi che offre affetto o amore quando altre donne piu’ protettive verso se stesse e sagge, li mandano direttamente a quel paese. Poi, ovvio, hanno i loro pregi. Pregi enormi, se leviamo quel “piccolo difetto” : sono INGESTIBILI ma adorano leggersi attraverso il nostro sguardo, l’ unico che li vede con benevolenza ( amici maschi esclusi ). Si sentono migliori ed e’ questo a tenerli legati. Questo cio’ che li fa stare bene finche’ non si trovano impreparati a pagare il “prezzo”. Li’, la fuga, e anche rapida, fino al rientro dopo un po’ di tempo quando le acque si sono calmate e a te, povera anima, manca il coraggio anche di respirare, figurarsi di “chiedere”. Quello e’ il loro modo istintivo di piegarti. Non c’e’ cattiveria, e’ solo la loro natura…
ALICE E BUBU:
Bubu, sì, il lavoro è stato (ed è) travagliato di sicuro.
E conosco veramente le sensazioni di cui parli…
che somigliano all’astinenza da una droga, con in più tutto un senso di smarrimento, autostima bassa, rabbia che derivano da una serie di dinamiche e parole che ad un certo punto hanno cominciato ad entrare nella testa come un martello, ma in un gioco di incoerenze in cui chi colpiva sembrava poi ripristinare le ferite fatte, in cui più l’altro e la relazione creano smarrimento e angoscia più sembra diventare indispensabile per sedare lo smarrimento e l’angoscia.
il punto è che, credimi, queste sensazioni – orrende – vengono molto di più dalla storia stessa che dalla sua fine, e nel momento in cui si ha il coraggio di rendersene conto (almeno ci si concede di pensarlo veramente, di valutare veramente questa ipotesi, e so che è difficile) si comincia a percepire delle sensazioni diverse, che prima non erano possibili, e che danno più risposte di centocinquantamilioni di seghe mentali e sensi di colpa, inadeguatezza. cose che, poi, sono sempre sintomi.
è difficilissimo per chi vive una relazione del tipo che tu e alice descrivete accettare di mettere in discussione l’altro (anche perché la relazione è stata basata sul mettere in discussione se stessi e proteggere giustificare internamente l’altro, e prendersi la responsabilità delle proprie sensazioni negative, ma non ammettere fino in fondo quanto potessero derivare dall’altro o dalla relazione) ma se ci pensate ciò deriva anche dal fatto che si sa che guardando le cose con più lucidità e smettendo di fargli degli sconti continui o di credere che senza di lui si potrebbe provare la libertà. una libertà mentale che queste relazioni fanno perdere.
e che si ha paura di riacquistare, quasi che così si rompesse un patto. un patto con l’ideale, un patto con una dipendenza viscerale, un patto con una persona che, spesso proprio per le sue dinamiche perverse, si è resa insieme sempre lontana quel tant
quel tanto che basta per creare uno stato di ansia COSTANTE (anche se chi vive queste relazione tende a negarlo a se stesso, perlomeno che sia costante), una sensazione che l’avvicinamento dell’altro sia indispensabile, e rendendo gli avvicinamenti una sorta di qualcosa di epico, leggendario, irripetibile.
Cara ALICE, spesso in relazioni di questo tipo (e non scrivo sempre ma mi verrebbe da scrivere sempre) non si è un cavolo in due.
Si è in due allorchè si ha la condivisione, ok, ma ci si dimentica che l’essere in due significa anche tutta una serie di cose che in queste relazioni non esistono. Ovvero la parità, la progettualità non a parole, ma nei fatti, la crescita reale della relazione e la crescita personale. Di solito le persone che raccontano di queste relazioni lamentano il fatto di pensare di essere rimaste ferme, insieme ad una sensazione di angoscia esistenziale, nel distacco, esponenziale e spesso quasi autodistruttiva per quanto è destabilizzante. Un dimenticarsi di sè che diviene esponenziale perché già prima c’era stato un dimenticarsi di sè, della propria preservazione, anche nel tendere a preservare costantemente una relazione difficile. Non si tratta del dolore d’amore, della perdita delle abitudini, del naturale senso di smarrimento che sempre si prova alla fine di una storia importante, ecc. E’ qualcosa in più.
E’ uno smarrimento che esplode perché vi era già prima.
E’ un disamore per se stessi che esplode perché già prima la relazione portava ad un disamore di sè.
E’ una dipendenza resa esponenziale dal rapporto di dipendenza emotiva che caratterizzano queste relazioni. “Chi saresti tu senza di me?” “E’ vero, chi sarei io senza di te?” misto però ad un allontamento, per cui “e adesso, senza di te, chi sono io?”.
Per quello chi legge insiste: ricominciare da sè. Perché si guarisce, ma bisogna capire che il problema non è che la persona se n’è andata, ma che c’è stata. Per fortuna si può non solo si deve stare senza. Si può.
Baci
Sapete, ieri è stata una brutta giornata, davvero tanto.
Oggi parte con più rassegnazione, e meno angoscia almeno, ma so che
sono alti e bassi.
Se solo lui riflettesse un attimo su di noi, è accaduto tutto così in
fretta, 5 minuti e basta..bhe io penso che mi basterebbe diminuire il
mio bisogno di controllare ciò che fa, smettere di temere sempre.
Credevo di essere sulla buona strada: ero migliorata molto in questo
senso, salvo alcuni momenti, ma molto meno di prima. Posso fare di
meglio, credo anche io starei meglio.
La mia vita in questi giorni è un’ansia mista a dolore e paura. Non
essendo la prima volta che capita spero che lui cambi idea, era così
innamorato, così dolce…Voi non mi credete, lo so. Ma dentro ho il
terrore che invece sia finita sul serio, che ci voglia mettere una
pietra sopra. Ma allora perchè dirmi che mi ama? Anche nella rabbia..
Se dessi per certo che è finita definitivamente magari cercherei di
metabolizzare e reagire.
Sono confusa.
Spero di riuscire a combinare qualcosa oggi…
Un grosso bacio.
@Bubu, Alice e per tutte:
http://www.youtube.com/watch?v=GvBrCNYB_bs&feature=related
“io non sono piu’ lei, li’ messa in cornice, infelice “
@bubu: ti capisco… però voglio darti un consiglio… io per un mese (e leggerai qui) sono andata avanti con i “se solo se”. Capisco quanto è cosi’… cioè la mente va, spazia, pensa, riflette, la nostra vita sembra ferma sui ricordi, sui rimpianti… ma ti avveleni e fai passare il tempo… forse non hai toccato ancora il fondo… io ho sempre desiderato che capisse TUTTO TUTTO QUANTO. e alla fine sono rimasta con desideri enormi miei, mentre lui non ha capito un pizzico del tutto quanto che intendevo e volevo io. forse perchè è un cretino, forse perchè non ne ha voglia, o forse semplicemente perchè non pensiamo tutti le stesse cose. non è facile. io fino all’altro ieri ero morta. poi mi sono detta: continuo cosi’? (e ti assicuro che era la cosa umanamente + facile) o provo a pensare a rialzarmi anche se con una spada sul cuore? la prima volta che ci siamo lasciati desideravo rivederlo. sognavo che lo avrei rivisto (nei miei sogni notturni e in quelli che invece tenevo dentro). ora il mio sogno è dimenticare, andare avanti, sapere che questa persona non ci sarà più, che se ne è andata e con lui anche una parte di me, però lotto su questo. sull’accettare. è un passo difficile e fino a pochi giorni fa mi sembrava impossibile. concentrati su di te anche se ti manca e anche se sai di dover dire/chiarire tantissime cose. io ce le ho tutte qua, ancora, nonostante ho provato a dirgliele tante volte. bene le puoi dire a te stessa. perchè sai spesso l’altro non è propenso a parlarne. per diversi motivi… il mio per esempio non vuole rotture, vuole stare sereno… sembra assurdo… ma perchè devo rompergli le uova nel paniere? cioè sembra bruttissimo dirlo… ma se una persona ha scelto.. perchè non accettare che ha scelto e ripartire da questo? io mi sono sentita una grandissima egoista. e lo sono stata giuro. perchè quando lui mi ha detto che lo assillavo era vero. non so se mi sono spiegata. ma il consiglio che ho ricevuto da voi tutti e che voglio dare a te è di
investire le tue poche energie (le mie ora sono pochissime) per guardare oltre. io l’ho capito lunedi’… dove per l’ennessima volta non ho centato e ho fumato miliardi di sigarette. basta…. non si può… si va avanti!
un bacio
luna sempre fantastica… anna come va???
Bubu, lui cambia idea di sicuro. Te lo do’ 90 a 100. Forse leggere questa mia “predizione”, ti fara’ stare piu’ serena. Se non riesce a sostituirti e tu non aprirai mai piu’ bocca sui suoi comportamenti, potrai avere a che fare con lui finche’ vorrai. In fondo, ti chiede SOLO di poter fare quel che vuole, quando non vuole far qualcosa con te, mica si parla di un miracolo…
Anzi, se poi torna e vuoi vedere del suo meglio, mollalo tu e digli che lo ami mentre lo fai. Vedrai che risultato! In un mese o due ( quelli che si terra’ cari per far con maggior liberta’ d’ animo cio’ che desidera ), ti ritroverai un uomo piangente e quasi distrutto per la perdita di te. Il tutto dura una settimana ( se va bene ).
Se invece ti sostituisce, tranquilla comunque, tornera’ lo stesso, prima o poi ( ma stai un po’ attenta perche’ per ottenere il gran risultato dovrai essere veramente discretissima e mai rompiscatole ). Sara’ in qualche sera che non sa che fare, che ti incontra per caso, che si annoia. Poi se ne andra’, di nuovo, dicendoti che “tanto tra voi non andava”, che tu non lo meriti, che meriti di piu’, e giu’ con la trafila di solite cavolate.
Puoi scegliere, Bubu, ma non dimenticare quel che sai benissimo: quel che lui ti da’ non e’ amore alla pari e ti fa solo male, anche se a te sembra un male minore di quello che provi ora.
Su questo non mi ripeto perche’ Luna e’ stata magistrale nello scrivere tutto cio’ che c’e’ da dire.
P.S. Non mi detestare per la crudezza ma conosco benissimo queste dinamiche e cerco solo di proteggerti.
BUBU: certo, potresti migliorare. Perché non sei degna di lui.
Potresti fare anche il triplo salto mortale, potresti imparare, perché no? Potresti diventare perfetta (nessuno lo è, ma ci sono casi in cui bisogna assolutamente diventare perfetti).
In fondo perché non dovresti andargli incontro sempre, anche quando sbaglia lui? Lui, che ha bisogno di un cruciverba facilitato.
Lui che sa sempre quando e come sbagli tu.
Lui che ti concede di esserci quando sei come è giusto, e che ti allontana quando non sei come è giusto (secondo quale schema? il suo).
Lui che ti dice: io ti amo, se solo tu non fossi sbagliata, accidenti a te.
Lui che ama. Che poi anche ami, lui, ma ami male che differenza fa?
Lasciamo stare che esiste gente che sostiene di avere pedinato, anche ucciso la moglie per amore (esagero? sì, sono estrema, ma è per dirti che dire ti amo non basta, perché c’è anche chi ama attaccarsi la corrente elettrica ai zebedei, ma non è che piaccia a tutti, il mondo è vario).
Tutti abbiamo dei difetti e possiamo migliorare.
E io non conosco quest’uomo e non so se tu sia l’arpia e lui san germano. Ma i conti non mi tornano quando parli di questa storia.
C’è qualcosa che non va.
Che sia pure che il bisogno di decompressione non stia per forza da una parte sola.
A ributtarti dentro questa storia senza prendere aria e riflettere mi sa che tra poco, pure vada bene per ora, che lui torni, tra un po’ ci rivedremo qui o forse non ci rivedremo, ma tornerai a farti le stesse domande, glissarne altre, darti le stesse risposte e non dartene altre.
Quindi?
Quindi io ti leggo e credo assolutamente al tuo punto di vista. Ed è per questo che mi preoccupo, infatti. Sa dialogare quest’uomo? Intendo dire, sa mettersi lì, invece di scappare via, indifferente dicendo cosa e come, o di mettersi là a pontificare come dovresti essere tu? Si mette in discussione quest’uomo, alla pari
?
E poi c’è un’altra cosa che voglio dire.
La differenza tra voglio e vorrei.
Vorrei è già meglio di uno stato di paralisi.
Ma voglio è un’altra cosa.
E non perché sia una mera questione di parole.
Ma perché voglio presuppone azione e strategia.
Vorrei no.
BUBU, ALICE, volete che vi scriva quando mi sale l’onda?
Volete che vi parli di quello che devo riparare ancora?
Dell’ansia e delle false idee?
Io ho deciso di raccontarla diversamente la mia storia. E’ stata una scelta de panza, d’istinto, quando sono arrivata qui. E ho capito che leggere le mie onde, nero su bianco, a me non avrebbe fatto meglio. A me, siamo tutti diversi.
Io ho scelto di raccontarla attraverso quello che capisco, sento quando sono centrata, non quello che non capisco o quando vedo la madonna che arriva portandomi un moment. Attraverso la prospettiva della guarigione, non della malattia. Eppure è stato sempre enormemente difficile riuscire a dirmi: stai male tu, ora, e ancora ti chiedi come sta lui e perché. E cosa potresti fare tu per quel sogno che per te doveva poteva restare in piedi. E quante volte mi sono fatta i dialoghi in testa, perché dovevo parlare da sola. E quante volte ho negato la mia rabbia, perché io non sono una che prova rancore. Ed è vero, non provo rancore, ma se qualcuno ti pesta i piedi puoi pure riuscire a camminare comunque ma sempre male ti ha fatto. “Io non sopporto di fare del male” ho detto, ed è vero. Anche se inconsapevolemente pure possiamo farne. “Ok, ma gli altri possono farne a te?”. Una frase apparentemente così banale mi ha fatto restare zitta.
Si può combattere nella direzione sbagliata, e fa enormemente la differeza. L’adattamento è una brutta bestia, che trasforma le proprie risorse in una botola che ti costruisci sotto i piedi.
Fossi stata una mezza pippa non avrei resistito degli anni in un campo di battaglia. Non siete deboli, è la direzione sbagliata, azzo.http://www.youtube.com/watch?v=2wJFb_eHyY http://www.youtube.com/watch?v=lqDtGMPnLio
Scrivo di getto dopo avervi letto e fumato l’ennesima sigaretta (vedo
che è un vizio comune), scrivo con le lacrime agli occhi. Perchè sento
delle cose talmente forti qui che non so spiegarle. Io che ho sempre
creduto che le parole fossero ciò che può spiegare tutto, l’esplicito
e l’implicito.
Mi sento morire, ma non nel senso di morte suicida (almeno credo, bhe
un pò di ironia mi è rimasta), ma morire come quell’acacia ferita di
cui parla Montale, l’avete presente? “Non recidere forbice quel
volto…” Io sono così scossa, non pensavo di poter vedere in uno
specchio, uno specchio umano, fatto di altre persone, di altre donne,
le mie emozioni e le mie angosce. Non pensavo che qualcuno potesse
sapere.
No, avete ragione lui non può sostenere 1 dialogo alla pari,
all’inizio ci provavo, ma ho smesso, perchè riesce a cambiare sempre i
punti di vista, alla fine, ne guadagnavo solo rabbia, perchè non
riuscivo a esprimermi. Non ho mai avuto problemi a parlare, di me e di
ogni cosa, anzi proprio noi due ci siamo innamorati dopo tante e tante
conversazioni fiume. Ma parlare di lui, o dei suoi sbagli e’
impossibile. A me bastava l’emozione. Pensavo (penso?) che spesso non
ci si debba spiegare. Una volta gli ho detto “mi basta che tu abbia
davvero capito il male che mi hai fatto”. Ma a quanto pare non è
bastato.
Oggi è stata l’ennesima giornata-gabbia. Non vedo l’ora che arrivi la
notte, e finalmente dorma, di quel sonno profondo e senza sogni che
dormo in queste notti. Io che avevo sempre problemi a dormire, o
facevo incubi, ora dormo come un angioletto. I risvegli sono dolorosi.
Voi…bhe mi sembrate così forti, così “brave”, io non sono così,
anche se l’ultima frase di Luna mi ha lasciato di stucco “non avrei
resistito degli anni in un campo di battaglia. Non siete deboli, è la
direzione sbagliata”.
Sono 4 mesi che vado da una psicologa, ma non mi ha mai fatto sentire
cose simili. Lei mi ascolta e basta fondamentalmente…A dire il vero
non so se serva molto.
Io…non riesco ancora a recidere il filo che mi lega a lui. In parte
so che è male, in parte so che è bene.
E’ male per tutti i motivi, purtroppo veri, che avete spiegato, è male
perchè la nostra vita insieme potrebbe essere, anzi, è, finita, è male
perchè la mia vita è rimasta ferma (come spiegava così bene Luna),
ferma a 2 anni fa, mi sono bloccata nelle mie cose, e non riesco a
uscirne, nè con lui, ma neanche senza di lui.
E’ bene perchè credo che potremmo farcela. Perchè potremmo essere più
forti.
Ma ora vorrei solo tornare in superficie e respirare.
Non c’è attività che mi faccia boccheggiare almeno.
Ho elaborato una mezza strategia, intanto domani sera esco con un paio
di nuove amiche. Non sarà eccezionale, ma non voglio vedere le solite
facce, gente che mi conosce, che mi può chiedere o tampinare di
nostalgia. Amici ne ho sempre avuti tanti, ma quasi tutti in comune
con lui. Poi è da 2 mesi che non vado in palestra, il tornarci
potrebbe essere un diversivo.
Incrociate le dita per me, io lo farò per voi, vi terrò nelle mie
preghiere. E vi prego non lasciatemi sola, mi sento stupida a dirlo,
ma è così, il conforto e l’aiuto, e spero anche la forza, che sto
trovando con voi è l’unico e unico.
Un abbraccio sincero, commosso.
“E poi c’è un’altra cosa che voglio dire.
La differenza tra voglio e vorrei.
Vorrei è già meglio di uno stato di paralisi.
Ma voglio è un’altra cosa.
E non perché sia una mera questione di parole.
Ma perché voglio presuppone azione e strategia.
Vorrei no.”
lunaaaaaaa fantasticaaaaa ma esisti davvero?? posso chiederti quanti anni hai? quanti anni di saggezza dentro te?
@bubu: allora io sono stata in grado di fumare venti sigarette in un giorno senza manco cenare… sono cose non solo comuni, ma che accadono. domani è un altro giorno. ma sta a te farlo essere un giorno migliore. alzati con il sorriso, metti il rimmel, truccati e sistemati al meglio. sembra una cazzata. ma allo specchio ormai ti vedi tu. fidati. io mi sto impegnando. e ti assicuro che io ero ferma quando stavo appresso a lui. quasi a mettere tutte le energie in quel che riguardava lui e la nostra storia (che poi era solo mia). comincia a pensare alla TUA di vita. organizzati. scegli un viaggio… apri la tua mente… mandalo via. fidati che io la pensavo diversamente fino a pochi giorni fa. poi mi sono aperta la testa e ho visto un sacco di cose che voglio e posso fare senza di lui. e che mi riescono pure meglio. una bella canzone di gigi d’alessio dice “mi regali un altro giorno in più di nevrosi e di tabu’ con le solite ossessioni” bene, ti garantisco che nonostante faccia male, liberarsi di certe persone aumenta la probalità di non sentirsi pià come dice gigi. un abbraccio notte
Cosi’, Bubu, mi commuovi tu 🙂
Noi ti sembriamo forti? Beh, io mi levo dalla lista e lo faccio non per umilta’, solo per amor di verita’. Io sono forte solo nel sopravvivere e delle consapevolezze che ho duramente acquisito nel passato. Se so come ti senti o, almeno riesco ad immaginarlo, e’ perche’ lo provo anche io e l’ ho provato gia’ anni fa.
Il video che ha pubblicato Luna mi ha fatto pensare tanto. Sono tutte cose che so ma rivederle li’, con la musica, su uno schermo che te le fa leggere nero su bianco mi ha fatto tornare indietro a questo ultimo disastro, al perche’ mi sia distrutta di nuovo. Troppo concentrata a risalire, avevo un attimo rimosso le ragioni. Che schifo! Mi e’ venuto in mente il “come”, i mesi passati nel limbo del ricatto emotivo, i giorni in cui sono stata infarcita di sensi di colpa che non mi spettavano e poi, vabbe’, le bugie ( ormai le do’ per scontate ). E’ proprio vero: si giustifica tutto pur di non dire “ma che bel pezzo di str…o “. E ci attacchiamo all’ amore, ai sentimenti, al passato, senza vedere IL MALE che, invece, c’e’. Se chiedessi ora adesso subito e di nuovo “perche’?” mi direbbe che davvero non sapeva che fare. E magari e’ persino vero ma intanto ha ben marciato sulla pelle altrui. Sfogare le proprie frustazioni ( giuste o sbagliate che siano ) su una persona che ti ama e che e’ leale, e’ una forma di violenza che stende. Io ho sofferto PER LUI a causa di cose MAI ACCADUTE, perlomeno non nel modo in cui me le propinava. Stavo sveglia la notte a trovare una soluzione buona per tutti, pronta a sacrificare anche quello che sarebbe stato francamente TROPPO, mentre lui stava macchinando uno scenario ben diverso. Ho gia’ perdonato, lo sapete, ma quel video mi ha riportato ad una realta’ anche mia. E dirsi SCEMA da sola non e’ un granche’ ma non posso esimermi 🙂
SPOSTARSI. Sempre quella e’ la risposta, tanto non serve altro. Siamo a pezzi. Tutte o quasi. Ammettiamolo e tiriamoci su le maniche.
Buonanotte ragazze. V.V.B.
BUBU: anch’io mi sono commossa. E ho visto uno specchio in te, perché anche se le persone e le storie sono diverse gli effetti della violenza psicologica sono gli stessi.
Ed è di questo che stiamo parlando.
E non lo dico perché questa espressione faccia paura, ma perché dobbiamo imparare, non con il rancore, non con gli anticorpi impazziti, ma con un percorso verso una maggiore serenità interna, che possa ricucire i propri strappi, e dare anche risposte a domande che, altrimenti, non ci saremmo mai fatte, a rifiutarla.
Ma per rifiutarla, sapendo che è giusto rifiutarla, da chiunque venga, che sia consapevole o inconsapevole, dobbiamo chiamarla con il suo nome.
E riconoscere cosa fa respirare e cosa toglie il respiro.
Forse ti parlo di cose che non sei pronta ad ascoltare, e se è così mi dispiace molto. Perché io, come te, sono una persona ferita, e quindi vado a braccio.
La tua psicologa fa il suo lavoro, sa come farlo.
Il tuo percorso con la psicologa è assolutamente personale, e può darsi che altre cose, insieme a quel percorso, che seguirai, interromperai, continuerai come ti viene, ti facciano sentire la tua strada.
Per me è stato così, e non sono più forte di te.
Perché il mio percorso è stato, ed è, lungo. Anche se ho riconosciuto ogni scatto. A volte nell’immediato, a volte a posteriori.
A volte scatti positivi, a volte scatti negativi, di cui in quel momento forse ho avuto bisogno.
A volte sentendomi incompresa cercando di spiegare ciò che avevo capito, via dai luoghi comuni, cercando di capire cosa stesse succedendo sul serio, fuori e dentro di me. A volte scontrandomi con l’ignoranza, perché temo che della violenza psicologica, ancora oggi, si sappia troppo poco, anche se qualcosa si muove. A volte lacerandomi dentro perché mi venivano dette cose che non ero pronta ad ascoltare. E magari da persone che, al contempo, capivano i fatti con una chiarezza senza sconti che io non ero in grado di avere, ma al contempo non potevano capire cosa davvero
si incasina – volendo usare un eufemismo – in una persona che subisce la violenza psicologica.
E come possa sentirsi una persona normale quando si ritrova in una situazione di questo tipo.
Dico una persona normale non perché esista un concetto di normalità stabilito da uno schemino, e perché il mondo è bello anche perché è vario, ma lo dico perché voglio rigorosamente sottolineare che queste sono cose che possono capitare ai vivi.
via da cose che forse abbiamo sentito dire a chi sparava dei luoghi comuni, o che forse ci siamo dette (o detti, perché la violenza psicologica non è prerogativa esclusiva di un sesso solo) facendoci del male quando ci guardavamo allo specchio e percepivamo la perdita dolorosissima di noi stessi. Magari chiamandola con un altro nome.
Magari chiamandola inadeguatezza. Sofferenza d’amore. Incapacità, nostra, d’amare.
Il punto è che tutti abbiamo dei difetti, e non sempre le relazioni funzionano, nei sentimenti in senso più ampio. Possiamo essere dei gran rompipalle, incontrare delle persone con cui abbiamo un’incompatibilità… succede, come succede invece che le persone si incontrino e restino insieme può accadere che le persone si incontrino e si perdano. Esiste il dolore, esiste la paura dell’abbandono, penso in tutti noi. Esiste il fatto di lottare per qualcosa in cui crediamo. Esiste la pazienza o la mancanza di pazienza. Nella vita si rischia, si perde, si vince, si casca, ci si rialza.
Ma quando una relazione ti dà la sensazione di restare fermo, nel senso in cui si diceva, cara Bubu, quando si ha la sensazione di perdere il nucleo di se stessi, quando lo stato di tensione, angoscia, inadeguatezza, è costante, quando le risorse BASE sembrano andare perdute, e allora c’è qualcosa che non va.
E allora vale la pena di sentire cosa succede dentro di noi, ma veramente, per stare meglio, se siamo a pelle di leone, prima di domandarci cosa succede dentro l’altro. E non è mancanza di empatia. Sono riuscita a spiegarmi? Non lo so. bacin
Strano ma vero, svegliarmi è un incubo. Ho solo voglia di piangere, di
scrivergli. L’altro ieri gli ho mandato un sms lungo, gli dicevo che
le cose sarebbero andate meglio, che non deve avere paura, che ci
amiamo, che non dobbiamo buttare tutto via. Gli ho detto di non
rispondermi, di prendersi del tempo per riflettere. Lui non ha
risposto. Lo so che non approverete, ma volevo che lui sapesse che la
porta è aperta.
Stanotte o meglio domattina, fa 1 settimana. E i giorni sono delle
agonie lunghissime. Lo stomaco a morsa. Sono chiusa in casa e non
riesco a combinare una cippa, solo vedere dei film mi fa per un
secondo distrarre. Come vi ho detto stasera esco. Non ne ho voglia, lo
faccio non so perchè, e tanto so già che sarà uno strazio. Tornerò a
casa e piangerò a dirotto.
Lui secondo me è via. Non so eh, perchè nessuno dei nostri amici
comuni si è fatto vivo, e neanche i suoi mi han chiamato da sabato.
Il giorno dopo come al solito lui si è fatto vivo con indifferenza
chiedendomi di fare gli amici, di uscire a pranzo coi suoi. Ogni volta
ha fatto questo. Non so come ragioni francamente. Io invece sono
sempre sparita, non voglio la sua amicizia. Poi tornava e lì non era
amicizia ovvio.
Cmq dicevo secondo me è partito. Un suo amico andava all’estero e
secondo me si è unito.
Stamattina volevo scrivergli di nuovo, ma poi non sapevo cosa, mille
sogni sul futuro, i nostri ricordi, cosa faccio, cosa fa lui, non
sapevo proprio: che senso ha? Lui non mi cerca. Come si fa a lasciare
una persona in 2 minuti dalla notte alla mattina, ok il litigio, ok
tutto, ma poi cancellarla, come se nulla fosse successo, e chiederle
amicizia, ma dicendo di amarla?
La mia mente è rimasta a casa sua. Rivedo ogni piastrella. Gli amici a
cena, i suoi mille regali, le sue sorprese, le sue telefonate
continue, i suoi messaggini. E poi, d’un tratto, il nulla. Niente. Mi
sento inglobata in un buco nero. Voglio uscire. Voglio uscire da qui.
La testa mi scoppia.