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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 7126
    ANNA2010 -

    Beh, ragazzi, l’ esperienza aiuta, il passato ci da’ una mano a capire e a galleggiare ma mentre leggo le storie di dolore di tutti quelli che sono qui, non mi sento “diversa” solo perche’ l’ ho gia’ vissuto una volta.
    Ogni amore e ogni sua “fine” sono diversi. Io ora ho paura di altro rispetto a cio’ che temevo allora. La mia paura era non amare piu’. Non riuscire piu’ a provare quel senso di appartenenza, complicita’, conoscenza. Bene, non e’ stato cosi’ : l’ ho riprovato mille forte piu’ forte. Un qualcosa che nemmeno sapevo esistesse. Ora, invece, cosa temo? Temo che quest’ ultimo fosse amore, quello vero, quello con la A maiuscola, quello che avrebbe potuto rendermi felice per sempre e che, ovviamente, non riesco a percepire come superabile.
    E sto qui a guardare il telefono con la voglia di dirlo a Lui. Con la voglia di piangere e di farmi consolare, come Lui fosse ancora Lui. Come se non sapessi tutto quello che so. E mi sveglio di notte con pensieri che non auguro a nessuno e mi sveglio la mattina con ansia e voglia di vomitare rabbia e angoscia. Niente mi pare avere un senso. Questo e’ come “allora”. Uguale. E, intanto, gli anni sono 35 ( se a qualcuno puo’ far bene conoscere questo dato di fatto ).
    L’ autostima e’ di nuovo sotto i piedi e di cosa o chi mai piu’ mi fidero’? NON LO SO. Ma la verita’ e’ che noi non sappiamo MAI cosa puo’ accaderci. Galleggiare, respirare, sperare e guardare avanti. Cadendo, rialzandosii, zoppicando, non importa. Non sono in grado di aiutare nessuno, mi dispiace. Posso solo dirvi che io aspetto che questo dolore passi e so che passera’. Tra non so quanto, ma passera’.
    Vi voglio bene anche io.

  • 7127
    Antony -

    Vado di frettissima…causa lavoro..
    Lunaa…vacanze anche per meee!

    Margherita77,
    No, non è tornata nè fatta sentire.
    Sono riuscito ad alzarmi, faticosamente, grazie ad amici che credevo non avere.
    E ad un’amica carissima..che vorrebbe di più da me.
    Ma la mia disillusione non mi fa andare oltre.

  • 7128
    LUNA -

    ANNA: ciao stelin 🙂
    sei proprio sicura che non aiuti nessuno? io non direi. Tra l’altro hai appena scritto (o così l’ho letta io) una cosa importante.
    Sì, è vero, hai scritto che dopo un’esperienza negativa (o durante, perché la fase del distacco e del lutto sono ancora durante) si formano paure nuove, o riecheggiano paure “ataviche”, e che la nostra mente, più che il nostro cuore (il dolore, l’emozione, la sensazione di perdita stanno lì, nel cuore, nel fisico persino, ma la mente le codifica in immagini, spesso catastrofiche…), ce le fanno sentire con una violenza terribile, che toglie il fiato. a volte anche la speranza. ma io nelle tue parole ho letto anche che, nel momento in cui non possiamo immaginare di superarle, ci chiudiamo in immagini negative di noi, del futuro, delle nostre possibilità, anche degli altri in realtà non sappiamo semplicemente ancora la verità che le supereremo. Anche se sono nuove, diverse, come abbiamo superato le altre.
    Io l’ho provato questo, e quando la paura mi attanaglia, anche se è una paura differente, che ha persino una sua concretezza, cerco di ricordarmelo.
    La vita ci stupisce, è vero, nel male, ma anche nel bene.
    L’ho già detto, credo, che ho passato un anno piuttosto terribile, anzi, e più che un anno. La vita mi ha stupito con certi schiaffoni che veramente mi hanno lasciata senza fiato, ma anche con piccole meraviglie autentiche.
    Anch’io sto male in questo periodo, Anna. Farti, farvi un riassunto delle puntate precedenti non avrebbe senso. Non gioverebbe neanche a me, per come funziono.
    Riassumerò la cosa sotto il titolo:
    “Baby, porta in salvo chiappe, mente, ventricoli e possibilimente anche reni e cistifellia” 😛

  • 7129
    LUNA -

    Nonostante io abbia visto, vissuto, letto, ascoltato, imparato tanto sulla violenza psicologica, nonostante il confronto, emotivo, non certo accademico, con altre esperienze mi sia servito tantissimo, nonostante io abbia imparato tanto su di me, su quali erano le mie responsabilità, anche sul perché si riesce/non si riesce a difendersi, proteggersi adeguatamente, perché si prova angoscia, spaesamento, ecc ecc, come l’angoscia sappia produrre carichi ulteriori a livello mentale/emotivo, dove stanno alle volte i nodi centrali (a volte davvero anche in una parola o in un silenzio, Elena, quanto hai maledettamente o benedettamente, anzi, ragione, e ti ringrazio), certe manifestazioni continuano a stupirmi come se vedessi alien che beve il caffè in salotto.
    Ma sapete qual è il punto? il punto vero? che siamo gente in gamba.
    Lo sapete, se non lo sapete ora ricordatevelo. Ricordiamocelo.
    Sempre.
    Gente in gamba un po’ spiegazzata? un po’ avvilita? (eufemismo?), quel tanto rincoglionita? quel tanto emotivamente sofferente? quel tanto che si metterebbe sotto la copertina facendo rat-rat-rat con i denti dalla fifa? quel tanto spaesata? quel tanto contingetemente disincantata? Quel tanto magari pure piena di altri casini che figurati se non tutti insieme? N’importe pas. In gamba lo stesso. Che è già una ri-partenza mica da poco, mica bruscolinetti, eh!
    Un grande abbraccio ad Heidi, appunto, sei in gamba. Te l’ha cazzata prima? mo’ non te la cazza più. Vedrai che ce la fai 😀
    Stropicciatamente vostra dallo stress, Luna.

    Lillyna, spero tu sia che te la spassi. Se mi leggi ti mando un bacino 😀

    PS: io all’amore nonostante tutto credo. E negli esseri umani. dipende chi.

  • 7130
    ANNA2010 -

    Luna, non e’ piaggeria, giuro, ma di te ho grandissima stima. Una volta ti scrissi che per essere arrivata a sentire, capire e spiegare tutte quelle dinamiche interne, dovevi aver sofferto tanto. Per scavare cosi’ a fondo, oltre ai mezzi umani ( cioe’ i soliti cervello, sensibilita’ ed empatia ), serve anche l’ input e, spesso, l’ input e’ il dolore. Quello proprio bello che ti schianta mente e corpo. Di te, della tua vita, l’ unico episodio che ho capito davvero e’ quello della collega iena che sistemammo come meritava :-))). Per il resto, mi sento un po’ idiota nel non saper trovare parole per te quando tu ne trovi tantissime per me. Lunina, cos’ e’ che non va? Me lo spieghi bene ?
    Ciao, Stelin. Ti aspetto qui…

  • 7131
    elena -

    In questo preciso istante, penso e ripenso, provo emozioni trite e ritrite, amori, rancori, ripicche, vendette, ma poi all’improvviso, e come per incanto, desidero ardentemente fare mia la forza comunicativa del silenzio.

    Non ha alcuna importanza ribattere ad offese con offese, ad ingiurie con ingiurie; personalmente ritengo che tra le paure del nostro quotidiano, la più forte sia rappresentata dalla solitudine (che a volte ci creiamo da soli, con le nostre paranoie).

    Le distanze, la vita complessa, la ridefinizione dei ruoli ci stanno via, via allontanando, fino a farci pesare molto gli spazi vuoti, necessari per pensare. Tentiamo, così, di riempirci di tutto. Ed il frastuono, i rumori sembrano appagare il terrore di rimanere soli. Entriamo in casa ed il primo gesto è quello di accendere il televisore; stiamo per partire in macchina, accendiamo la radio; restiamo da soli con qualcuno, parliamo in continuazione; torniamo la sera a casa ed abbiamo sempre da completare il lavoro o aggiornarci con le notizie del tg.

    Il silenzio ci spaventa, la sosta ci terrorizza, fermarsi equivale a perder tempo. Eppure proprio in questa epoca del rumore, ci rendiamo conto che tutto parla, ma poco comunica rendendo sempre più frettolosi i rapporti umani e più autosufficienti quelli professionali. Riappropriamoci del silenzio. Quello espresso dall’attimo taciuto, dall’ansia frenata, dall’ascolto attento del fruscio dei passi.

    Comunicare con il silenzio vuol dire smorzare i toni, fare spazio all’apprendimento, creare le condizioni per i sogni, dare la parola a chi spesso non ce l’ha. Vuol dire attendere l’incontro, aspettare i tempi di ciascuno, creare una base di dialogo. Entrare nel silenzio è uscire dalla propria onnipotenza, è chiedere tempo a sè stessi con la certezza di recuperare in dialogo ed apprendimento per ripartire verso ulteriori tappe del viaggio, con mete condivise. Proviamo ad esercitarci quando la fretta ci brucia, l’ansia della reazione ci spinge allo sfog

  • 7132
    elena -

    la voglia di affermarci ci fa prendere il sopravvento. Tre secondi di silenzio e poi riprendere. Ricercare sè stessi nell’ascolto del ripensamento e dirsi che è possibile fare spazio ad una comprensione ulteriore, nata dalla fertilità del pensiero.

    Gradualità di silenzi e comunicazione dell’ascolto per poter avvertire la grandezza del confronto, dunque!

    Forse deliro, ma questo è per tutti voi. Grazie LUNA per i ringraziamenti 😉 a buon rendere e a voi tutti per l’enorme sostegno

  • 7133
    alice -

    ciao a tutti,
    grazie per chi ha commentato il mio post…
    sapete che vi dico?
    che ho capito tardi la merda di uomo che avevo accanto… merda merda merda… scusatemi…
    un eclissato dio del sesso!
    eterno peter pan? forse…
    mi sono immaginata un mesetto circa dopo la fine della nostra relazione.. piangevo e sentivo la sua mancanza…
    giravo per casa come un fantasma.. lo vedevo a cena seduto accanto a me… sul divano… ogni tanto credevo impossibile tollerare che non l’avrei più rivisto..
    mentre lui era a spassarsela con un’altra… che gli piaceva proprio!!! mamma mia questa quanto mi piace diceva… ed io?
    no scusate un attimo? ed io? mi hai lasciato un mese fa… cazzarola un mese fa… e non ci stava prima di me… è venuta dopo… x cui sta a significare di quanto era libero di testa, leggero, di quanto si fosse tolto il macigno sulle spalle…
    io dopo un mese non avevo ancora realizzato.. poi è tornato e per che fare? per passare piacevoli serate…
    ragazzi non ho perso nulla
    un emerito sconclusionato, egoista, latin lover e cretino.
    sarà che mi è salita la rabbia…
    e spero che rimanga solo questa e non subentri la malinconia, la tristezza, i 34 anni… sono nauseata… che dio mi tenga la rabbia per sempre! facciamoci forza noi. noi che abbiamo il cuore, i sentimenti, i desideri SANI di una vita assieme. stiamo lontani da chi ancora deve approcciare se stessi. a domani! notte

  • 7134
    LUNA -

    ELENA (ma rispondo così anche ad ANNA… e non è vero che non trovi le parole, a parte quelle che direttamente mi rivolgi sai pure quante volte le hai trovate per me senza saperlo): dici cose molto vere, io amo parole e silenzio, devo dirti la verità. La comunicazione, e anche la comunicazione del silenzio. Talvolta così densa. Amo anche la comunicazione leggera, quella delle risate e dell’ironia.
    Amo la compagnia di chi amo, ma anche gli “eremi”, come li chiamo io, li trovo estremamente “ricentranti”, quando ce n’è bisogno. Trovo che spesso una bella passeggiata in riva al mare sia una fonte di ispirazione, anche di intuizione straordinaria.
    In stato di equilibrio esco ed entro nel silenzio come esco ed entro nella parola. Forse la gente che mi conosce meno non lo sa, perché socialmente è più facile che io parli, tanto che quando sto più zitta mi si chiede: tutto bene?
    Ma, ripeto, amo entrambe le cose, e di entrambe, penso come tutti, infine, sento la necessità. Non in modo morboso, della parola, non del rumore, dello scambio con gli altri esseri viventi.

    Passo per quella che riesce a fare amicizia anche al pronto soccorso, nel senso che interagire con il mondo mi piace.
    Passo per quella con la battuta sempre pronta e una frase che mi sono sentita dire spesso è:
    “Ah, ma voi due vi conoscevate già?”. A parte il tempo che però passo volentieri in silenzio, quando ho un dolore però, come i gatti, è più facile che io mi sposti nel silenzio. Non dico tutto il tempo, ma vado a cercarlo quel silenzio che dici tu.
    Però anche il silenzio va maneggiato con cura.
    Affinché non diventi implosivo, con il rischio di cascarci dentro.
    Diciamo banalmente che è sempre la solita questione di equilibrio.

    ANNA, cazzarola… non ti ho risposto, vero? 😛
    perdonami, non è che non voglio risponderti, che lancio la pietra e nascondo la mano. ma davvero nei miei silenzi io mi sono imbottita di racconti su questo ultimo anno in particolare. su cosa mi ha fatto male, su cosa mi

  • 7135
    LUNA -

    capitava, su cosa mi faceva paura, etc etc etc. Poi ho rotto l’argine e penso di essere stata un disco rotto.
    Il centro è comunque ricentrare me, risolvere le cose che devo risolvere, e poi, quando ci sarà più quiete lasciare che le risposte arrivino. A volte – spesso – non sono le risposte ad essere complesse, lo sono le domande, che ci facciamo quando siamo in forte tensione, quando c’è troppa carne al fuoco nello stesso momento.
    Ti giuro, te lo giuro di cuore, che se ora io ti raccontassi aneddoti, situazioni, contingenze, anche se so che il tuo cuore (e non solo il tuo cuore) mi accoglierebbe, non mi farebbe stare meglio, perché mi sentirei dire (intendo dire da me, non da te, eh) le stesse cose per la milionesima volta.
    Invece ho bisogno di sentire la mia voce parlare d’altro, arieggiare.
    ARIEGGIARE, yesssss.
    E ho bisogno di arrivare all’essenziale.
    Ti ringrazio infinitamente per il tuo avermi accolta, e ti prometto che se avrò bisogno non mancherò di chiedere. Anch’io ho molta stima di te, e, anche se siamo diverse, in certe cose ti sento molto affine.

    Mi ricentro, promesso. Intanto domani devo andare ad un matrimonio, tra poche ore. E’ il caso che io vada a dormire.
    VVB.

  • 7136
    ANNA2010 -

    Essi’, Lunina, forse siamo affini davvero. Anche io, come te, divento gatta solitaria quando sono ferita, incredula, scossa profondamente. Devo stare sola. E le mie amiche, quelle piu’ care, ormai lo sanno. A me non serve il casino, la gente, il rumore per andare oltre. A me serve tempo mio, che poi puo’ anche essere un soffitto da guardare o musica che mi piace o lacrime che scendono e che solo io so quanto mi facciano bene.
    Ieri sera, pero’, ero con loro, le amiche di sempre, e ho raccontato l’ ultimo mese. Lavoriamo sparse e trovarci tutte insieme non e’ sempre semplice. Un po’ di spritz e risate. Le ho fatte ridere di quello che e’ successo. L’ autoironia e’ il mio piatto forte. Con tutte le sciocchezze sentite, abbiamo aggiunto capitoli interi all’ enciclopedia degli orrori. Forse nemmeno tu eri qui ai tempi di Costa e Simonetta. La creammo allora e faceva sorridere, anche se tra le lacrime ( si intitolava : “Anche i passeggeri del Titanic pensavano di andare in vacanza” ). A fine serata, dopo aver scherzato, domanda di tutte : “Ma tu come stai?” Risposta “Mi manca” .
    Da li’, silenzio e abbracci veri. Non c’era piu’ da dire nulla. Siamo un gruppo forte e ci siamo raccolte da per terra tante di quelle volte ! A casa, sono stata bene per almeno 15 minuti. Ho sentito la speranza….we’ : 15 minuti non sono mica pochi.
    Creo rapporti con facilita’, sono aperta, comunicare e’ il mio pane e poi mi piace la semplicita’ nelle cose quotidiane. A me piace vivere.
    Io conosco il mio schema deviato. Ho un’ amica anoressica/bulimica da sempre. Lei si e’ fatta curare, ovviamente, ma sa che non guarira’ mai davvero. Ogni dolore rischia di riportala indietro. Per me e’ la stessa cosa. Trauma da abbandono all’ eta’ di quattro anni ( inspiegabile, lo so ). Era nato mio fratello ma io avevo un padre, una madre, una nonna, una baby sitter ed anche una governante che badavano a me e che mi hanno amata in una maniera esemplare ma io l’ ho sentito lo stesso. Mi ferivo da sola per

  • 7137
    ANNA2010 -

    cercare attenzione, piu’ attenzione ancora. Alle elementari mia madre doveva venire fuori dalla scuola alle 10:00, ora dell’ intervallo, perche’ io dalla finestra la potessi vedere. Alle 12:30, al suono delle campanella il mio cuore stava in gola : “ e se mi avesse dimenticato?”. Ricordo quel cuore che batteva forte come se fosse ieri. Poi sono passati gli anni e sono cresciuta libera e felice. Poi cambiano le figure di riferimento e, dalla famiglia, ti posti sugli amici, sull’ amore. C’e’ sempre stato un desiderio di perfezione in me che sta ad indicarmi che avevo bisogno di accettazione. Che ne ho bisogno anche ora. Della mia e di quella degli altri. Non di tutti ma certo di quelli che, in quel momento, fanno parte del “problema”, qualunque esso sia. Studiavo sodo non per me, o, almeno, non solo per me, ma perche’ non sopportavo l’ idea che mi venisse fatta una domanda cui non fossi in grado di dare la risposta piu’ corretta ed esaustiva possibile. Il 30 non era l’ obbiettivo. L’ obbiettivo era non fallire ai miei stessi occhi giudicanti. Benevoli verso tutti ma implacabili verso me stessa. Ogni volta che qualcuno se ne va, qualcuno che ho amato, mi sento abbandonata. E’ inevitabile risentire quel dolore e quella paura come la sentivo 30 anni fa. Allora mi buttavo sulle rose perche’ qualche graffio facesse correre 10 persone ( minimo ) ad incerottarmi, oggi, invece, sento solo quel mostro che risorge e mi mangia il cuore: ANNA NON VALI UN c...., ANNA E’ COLPA TUA! E mi viene voglia di spiegare l’ ovvio, di cercare dal mio carnefice la certezza che non sia cosi’. Perche’ quella certezza che cmq sai, non la senti.
    Non vado piu’ da nessuno per farmi ripetere quel che gia’ so. Come te, Luna. Siamo in equilibrio instabile e conosciamo i nostri punti deboli, cosi’ come conosciamo i nostri punti forti. Adesso arieggiamo : sappiamo stare a questo mondo e mille cose sono li’ a dircelo. Aspettiamo, nel nostro silenzio, di risentire il suono di quelle mille cose….VVB

  • 7138
    heidi -

    Carissima Anna vado un po’ di fretta, ma mi hai commossa. Sì, il tuo dolore viene da lontano, ma tesoro devi affrontarlo! Non hai detto come sono adesso i tuoi rapporti con tuo fratello e soprattutto con tuo padre! Racconta il seguito di quel trauma. Non sono Luna (che peraltro adoro!), ma ti sono ugualmente vicina, ti abbraccio forfe forte. Fatti forza:)

  • 7139
    elena -

    cara ANNA2010
    capisco perfettamente l’idea dell’abbandono e del sentirsi sempre responsabili di ciò che gli altri vorrebbero da noi.
    Per anni sono stata vittima dei miei e del senso di colpevolezza, di irresponsabilità e di disagi che mio padre e mia madre si rinfacciavano.
    Ho avuto un’infanzia dove, se non c’era nonna a prendersi cura di me, nessuno dei miei riusciva a farlo.
    Quando nonna è deceduta avevo 16 anni, periodo di adolescenza e di attaccamento a lei.
    Lei è stata quella che mi ha cresciuta, mi capiva come essere umano, capiva le mie debolezze e i miei silenzi.
    Un grande vuoto, ma a distanza, a saputo trasmettermi valori.
    Ricerco a tutt’oggi quella stabilità, quella comprensione, quel mettersi accanto senza remore ed in silenzio.
    Purtroppo in un modo, dove tutto è corsa, non ci si ferma neppure ad ascoltare.
    Oggi è un giorno di quelli che vorresti tornare indietro, tornare bambina, sulle ginocchia di qualcuno, dove pieghi la testa e fai sonni profondi senza sentire
    l’angoscia penetrarti.
    Vi voglio bene

  • 7140
    alice -

    cara anna,
    come ti capisco… ho letto il tuo ultimo post… stasera leggerò gli altri…
    i drammi e i traumi del passato escono sempre fuori.. è il modo in cui ci approcciamo alla vita, ai rapporti primordiali dell’infanzia che ci porta poi a vivere le cose in un determinato modo…
    io ho sofferto molto da bambina…. mia madre era molto malata.. per cui spesso e volentieri non c’era tempo per me. per farmi sentire bene. per farmi sentire l’amore.
    però voglio dirti una cosa… te la dice una che era disperata fino a ieri… certe cose si possono superare…
    io ieri sono andata da una psicologa e comincerò questo percorso lungo e faticoso… ma non voglio piu’ soffrire all’eccesso… e guarda, che io ho sofferto come un cane per una persona arida…
    una persona che ho reso bellissima perchè rendeva le cose bellissime. una sua dote. ma altro non c’era. per cui a 34 anni mi ritrovo a non saper valutare anzitutto le persone… e a riprovare dolori enormi ad ogni addio… e magari fossero solo addii. perchè poi so cose che mi feriscono, so di altre donne.. mentre io ero (e sono) a casa a piangere…
    per cui bisogna avere fiducia nella vita …. ma fiducia in noi stessi… dobbiamo cercare di costruirci le nostre difese, le nostre barriere e metterci prima di ogni cosa. io non l’ho fatto. anzi, ho messo prima lui di tutto, prima di capire realmente di cosa avessi bisogno io…
    ora leggerò la tua storia e ti scriverò dopo
    nel mentre vi abbraccio a tutti e tutte
    mi piacerebbe tanto incontrarci noi anime ferite!!!!!!

  • 7141
    Lilly -

    Ciao Lunetta. Lillyna vi legge e sta zitta perchè sta cercando di evitare di infilarsi in una situazione più intricata delle sue stesse forze. E non avendo grandi consigli da dare tace, legge, e prende appunti.
    Questa volta non c’è un sadico torturatore mentale ben ben più vecchio di me ma un dolcissimo ragazzo arrabbiato con la vita e in perenne bilico tra la vita e la voglia di uccidersi che sta incominciando a dare al nostro rapporto un importanza diversa da quella che dovrebbe avere.
    Io non voglio e non posso permettermi di perdere la testa per lui (cosa facilissima, tra l’altro).
    Ma ho paura di fargli male.
    Ho paura per lui come se fosse un figlio, un fratello piccolo, un essere indifeso a cui si può far male anche solo con un pizzicotto.
    Cosa mi consigli Luna? ……Mannaggia a mè!!!

    Vi voglio bene. Ciao.

  • 7142
    heidi -

    LILLY , pensi al male che potresti fargli, e il bene? Non pensi che potresti fargli tanto bene? Sei già presa da lui, io ti consiglierei di lasciarti andare, L’amore non fa male, è il disamore che uccide. Tanti auguri!

  • 7143
    LUNA -

    ANNA: ho letto, “sentito”, anche la serata con le amiche… mi sono commossa, ho sorriso… (il titanic… :O 🙂 –
    per quel che posso ho visto, ho capito.
    Tu hai visto, capito me… Quindi starei in silenzio 😉 anche perché mi riconosco (se è proiettivo non lo so) nella tua esigenza di affrontare le cose con il tuo ritmo, trovarlo quel ritmo, attraverso il giusto equilibrio di grinta e autoindulgenza. Io trovo che tu ne abbia guardate in faccia parecchie, entrandoci dentro, come nelle tante stanze di una casa, e nei suoi cassetti. Passami la metafora, mia nonna, che adoravo, la mia “anima gemella”, è morta un anno e mezzo fa. Ne ho sentite tante di cose, in questi mesi, di cuore, e tante erano cose giuste per gli altri, ma che a me avrebbero solo fatto tirare il motore freddo. Chi mi diceva “affronta” non capiva che io stavo affrontando, a modo mio. Sul serio.
    Io so che se avessi potuto avrei fatto diversamente con la sua casa, il ritmo che ho seguito è stato causato da molte contingenze, ma anche dal mio sentire. Così quando vado lì e apro un cassetto, e ci trovo anche me, o la mia storia, non sto tirando il motore, ma “vado in pace”.
    Conosco (intendo nell’infanzia) quella sensazione dell’abbandono, di un mondo che pure restando quasi uguale appare improvvisamente instabile. Conosco per me la relatività indotta (da fuori, e da chi gestiva le emozioni peggio di me) per cui “non piangerti addosso, che c’è gente che soffre per ben altro e resta in piedi” e al contempo, avendo sofferto comunque, non importa per cosa, e avendo sentito tutta una gamma di sensazioni, tra grinta e fragilità, tra cadute e rialzarsi, capire anche che una persona può soffrire e sentirsi fragile veramente per ogni cosa, e quindi avere per gli altri quella relatività, al contrario, così difficile da avere per sè. Quel concetto siamo umani, polpa e buccia, e non lo sono etichette a dirci chi siamo o chi sono gli altri.

  • 7144
    LUNA -

    Ti mando un bacio, ora sto ascoltando questa
    http://www.youtube.com/watch?v=Hr9sTxkO2xw

    LILLY: di ricordarti che non vuoi e non puoi permetterti di farti male TU. Non come discorso egoistico, ma sano. Se ti fai male tu, se in qualche modo “ti violenti” non puoi fare bene a nessuno, neanche con le migliori intenzioni. Se tieni presente questo forse lasciarti andare o andare viene da sè, no?
    Non conosco la storia di questo ragazzo, e assai bene sappiamo quale differenza fa se arriva il bene o il male quando siamo “sbaricentrati”, ma quando hai cercato tu il tuo baricentro quanta differenza ha fatto cercare il pesce o di imparare a pescare? La dipendenza o l’affetto/sostegno che sia che ti dice: puoi imparare a pescare, se ti serve posso vedere se ho una lenza che mi avanza, o sedermi accanto a te mentre lo fai, se posso, spiegarti quello che so per me, ma non posso pescare per te o sempre più penserai di non esserne capace. E magari anch’io, e moriremo di fame in due.

    ALICE: bene per fase rabbia. –
    Mia nonna aveva 84 anni quando è morta e nonostante un cancro faceva i progetti per il domani, e, te lo assicuro, in quel senso era una ragazza. Io quando mi sento la polvere addosso penso a lei, al fatto che sapeva che la vita può stupirti sempre, nel male, certo, ma anche nel BENE, e che dipende anche quando siamo aperti.
    Una persona che adoravo ed è morta ad anni 101 e non è che non si rendesse conto di averne 101, e avrebbe fatto volentieri a cambio con 70 anni in meno… però guardava avanti
    Forse anche per quello è arrivata a 101? Fuori dalle statistiche, lei e mia nonna vivevano la loro età secondo il proprio temperamento, secondo le loro oggettive possibilità, ma non secondo le statistiche…
    Ci sono fasi in cui stiamo chiusi per stare con noi e rimetterci in asse, per rielaborare. Ed è giusto così, non sono la vita, sono fasi.
    A me dispiace quando dici tutte quelle cose sui 34… e non solo perché ne ho 36 :PPPPPPPP
    (scherzo!!!)

  • 7145
    Lilly -

    Ciao Heidy. Tu non conosci la mia storia ma se la conoscessi capiresti il mio: “col caz…..che mi lascio andare”!
    No! Di imbarcarmi in un’ altra storia border non ci penso minimamente! E poco importa se sono presa o no. Ci sono occasioni che (e l’ho capito) possono comportare un attimo di felicità che pagherai con un anno, due tre….una vita intera di morte dentro.
    Grazie! Ma ho già (e ampiamente…… )dato!!!!!
    Il problema non è fermare me (mentalmente sono ben intenzionata a continuare a ronfare nel mio campo pieno di grilli). E’ fermare lui senza che abbia l’impressione che lo stia (anche io) abbandonando a sè stesso.
    Insomma…non so se sono in grado di insegnarli a pescare senza cadere nel solito buco (il pescargli il pesce….) facendogli del male anzichè del bene.
    L’ho spronato a cercarsi una ragazza. E’ carino, intelligente, simpatico, colto e versatile!Niente! Dice di non trovare particolari attrattive in nessuna….
    Vabbè, cara Luna, cercherò di fare mente locale sui vari passaggi tramite i quali ho imparato a pescare e a spiegarglieli….:-)!
    D’altronde un bel lavoretto su me stessa mi sembra di averlo fatto….(che arrogante sono è??? 😀 )
    Sperando che sia un buon allievo…..

    Un bacio a tutte voi!

  • 7146
    riccio26 -

    Ciao a tutti, premetto che non ho mai sentito “parlare” un donna come Luna, sappi che ti ammirò moltissimo e spero di trovare un giorno una Donna come te. Voglio raccontarvi la mia storia in breve e sentire qualche vostro parere.
    Sono stato fidanzato 2 anni con una ragazza che usciva da poco da una storia di 6 anni, ora lei a 21 anni e io 27!!!,il primo anno filava tutto come l’olio,mi sembrava di vivere una favola, avevo al mio fianco una persona dolce,stupenda, ci vedevamo tutti i giorni, telefonate 4-5 volte al giorno….poi qualcosa in lei cambia, incomincia a diventare fredda,distaccata, mi accorgo subito che qualcosa non va e lei dice che è per lo studio, io nn mi butto giù la riempio di coccole,regali non gli faccio mancare niente..però dentro mi sento qualcosa, comincio ad essere geloso per il suo ex, anche troppo geloso, lo ammetto.
    Alla fine di settembre mi lascia dicendomi che ero “troppo presente”, io nn mi rassegno, la chiamo in continuazione, gli mando msg ma lei mi tratta sempre più male. Lei del suo ex mi aveva parlato sempre male diceva che lo maltatrattava che la tradiva e che mai potesse tornare da lui, ma la cosa comincia a puzzarmi dopo 3-4 mesi, mi capita di vederli a parlare diverse volte ma lei si giustifica dicendo che gli dava poca importanza e lui era come uno sconosciuto per lei.(intanto almeno una volta ogni 5-6 giorni ci sentivamo da settembre fino ad un mese fa)
    Un mese fa li vedo abbracciati mentre si baciacano in un locale, non ci vedo più e vado li, gli dico che con me è stata una grande falsa e che ora che avevo visto come stavano le cose per me era cancellata e nn l avrei piu perdonata.
    2 giorni fa mi chiama, piangeva disperatamente, mi ha chiesto scusa e dice che nn meritavo quello che mi ha fatto, mi ha detto che con quello nn sta molto bene(però mi ha fatto capire che vuole starci…booo..)gli ho detto di cancellare il mio nome tatuato sul suo corpo perchè mi schifo di lei, e lei mi ha detto che nn lo farà mai.(continua)

  • 7147
    riccio26 -

    (continua) mi ha riempito di complimenti, che ragazzi come me nn esistono ecc.. ma io gli ho continuato a dire che nn la perdonerò mai in quanto le mie supposizioni erano vere, che le mie gelosie erano fondate mentre i suoi genitori appena lasciati dicevano che io nn avevo alcun motivo di essere geloso del suo ex..ora nn saluto piu nessuno, ne lei, ne i suoi genitori e lei piangendo mi ha detto che i suoi nn c entrano niente e che gli da fastidio che nn li guardo piu in faccia…Sono molto triste, sono molto confuso e nn mi do pace perchè anche se sono passati 8 mesi ancora nn riesco a dimenticarla anche se è sicuro che con lei non ci tornerò più..
    Ditemi un vostro parere,datemi qualche consiglio…Grazie

  • 7148
    ANNA2010 -

    Ragazze, grazie a tutte.
    Heidi : ho affrontato gia’ il mio dolore. L’ ho messo li’, scritto bene nella testa, come se fosse una parte di me esattamente al pari degli occhi scuri o dei capelli castani. Cosa altro ne posso fare? Il massimo che uno psicologo o psicoterapeuta puo’ arrivare a farti capire e’ come affrontarlo. Non te lo puo’ togliere.
    Credimi. Neanche l’ analisi serve perche’ arrivi a capire dove e quando ma, se gia’ lo sai, altro non fa.
    Ed io gia’ li conosco.
    La mia famiglia e’ una famiglia in cui non e’ mai mancato nulla, anzi. Mio padre e mia madre si amano e si sono amati sempre. Sono genitori presenti, attenti, comprensivi ( anche troppo ) e mai giudicanti. Per me e mio fratello si ammazzerebbero, se servisse a vederci felici. Mio padre tratta le “sue” donne ( io, mia mamma e le nonne finche’ ci sono state ) come se fossimo gli esseri umani piu’ importanti del pianeta. Lui c’e’ in ogni caso. Io non posso dar loro nessuna, ma veramente nessuna, “colpa” . Mia nonna, poi, la madre di mia madre, viveva con noi. Io ero la sua priorita’. Si sarebbe lasciata saltare sulla testa da me, se la cosa mi fosse stata di mio gradimento.
    La psico disse che potrebbe essere bastata una sola notte in cui mi sono svegliata e non ho trovato qualcuno accanto al mio lettino. E ,magari, prima di urlare, ho avuto paura . Io ricordo tutto della nascita di mio fratello. Tutto! E avevo solo 3 anni e mezzo. Questo non e’ “normale” e quindi si deduce che il “quid” risalga ad allora. Ero sensibile e molto sveglia, da piccolina. Se vedevo qualcuno che ai miei ingenui occhi appariva sofferente, chiedevo subito a chiunque avessi vicino di “fare qualcosa”. Non parliamo poi degli animali: ho raccattato qualunque cosa…Amavo giocare da sola. Non mi piacevano gli altri bambini. A me bastava la mia fantasia. Mi piacevano i giochi “difficili”. Le cose complicate da terminare. Lunghe e che richiedessero pazienza. Mi mettevo alla prova da sola! Povera bambina .

  • 7149
    ANNA2010 -

    Alice: hai toccato un bel tasto, va’!!! Ecco, oltre agli “addii” che, come abbiamo capito non sono il mio cavallo di battaglia, mettiamoci anche il fatto che, non si sa perche’, da me le persone che ho amato se ne vanno con addosso vere e proprie onte. Non semplici “non ti amo piu’ “. No, no. C’e’ sempre in mezzo come minimo la menzogna piu’ truce e come massimo un’ altra gia’ incinta. Come prenderti la vita e ridurla ad un kleneex. Ma li’, ammetto che e’ anche responsabilita’ mia che non ho quelle difese che tu, giustamente, giudichi indispensabili. Io, anche se parto bene, strada facendo arrivo a sempre mettere davanti a me il benessere dell’ altro. E figurati : se non do’ il meglio, mi lascera’….Se do’ il massimo invece, forse, ho qualche speranza…Non e’ giusto, COME SE NON LO SAPESSI!!!! E poi, pur di evitare l’ “addio”, quando inizio a sospettare che “qualcosina” non vada, e’ anche verissimo che farei qualunque cosa, compreso il lasciarmi saltare in testa, come mia nonna avrebbe permesso di fare a me. Ed ecco che il cane si morde la coda e siamo sempre li’.
    Credo che la mia unica salvezza sia AMARE QUALCUNO CHE NON SE NE VADA MAI!!!!!!!
    ( Perdonate la nota sarcastica ma e’ la disperazione )
    Luna : la tua nonna…i tuoi cassetti….La mia e’ ancora qui, anche se non c’e’. Per me e’ dove e’ stata sempre. La penso ogni volta in cui non so piu’ dove sbattere la testa. Prego lei e Dio e so che sono insieme. Non vado mai al cimitero. Mica mi serve per trovarla. Mi siedo sulla sua poltrona o vado in camera sua che, poi, e’ accanto alla mia. Ora non vorrei trasportarvi tutte nel mio sentire ultraterreno ma, credimi, Lunina, la tua nonna e’ piu’ vicina di quanto tu possa immaginare…
    Ragazze mie: come sempre, RESPIRARE, AVERE FEDE e CREDERE.
    P.S. Oggi e’ una giornata da cancellare ma voi ci siete state e mi avete permesso di piangere. A me piangere fa un gran bene. Grazie anche per questo.

  • 7150
    heidi -

    RICCIO-…., ma ti ha fatto capire che vuole stare ancora con lui! E allora qual è il tuo dubbio? Se si fosse ricreduta davvero, lo avrebbe lasciato. Lascia perdere! Poi segui il tuo istinto, ma metti in conto qualche “sbuciatura” all’anima. ANNA- sei dolcissima e ti invidio, io soffro ancora così tanto, che ancora non riesco a piangere. Il dolore è profondo, quasi fisico, stringe e non cede, mai. Mi chiedo se finirà. Spesso, leggendo altre storie dolorose, penso che il mondo è pieno di persone che soffrono, ma anche di persone che le hanno superate. Ciao a tutti, e sappiate che ogni commento aiuta ad andare avanti, è una carezza per l’anima, è consolatorio e benefico.

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